GF59
GF59
com
N. 59 - 2020 | SETTEMBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]
Arches Park
ALL AMERICAN REPORT
BAND OF GIROINFOTO
COME
59
[Link]
SETTEMBRE 2020
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
on-line dal
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
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ANNO VI n. 59 Issuu
20 Settembre 2020 giroinfoto magazine
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
ARCHES PARK
GIROINFOTO MAGAZINE
59
I N D E X
R E P O R TA G E
QUEYRAS
10 ARCHES PARK
All American Report
Band of Giroinfoto
40
26 SULLE ORME DI HC ANDERSEN
Odense e Sestri Levante
Band of Giroinfoto
40 FORTE DI QUEYRAS
Scorcio Occitano
Di Adriana Oberto
50 FRIDA KAHLO
Leonet Matiz Espinoza
Fabbrica del Vapore Milano
MOSTRE 56 GAMBATESA
La miniera
FRIDA KAHLO Band of Giroinfoto Liguria
50
R E P O R TA G E
26
ANDERSEN
R E P O R TA G E
74
TERRE SICANE
TERRE SICANE
Per chi suonano le campane
74 BOOK
102
MONFERRATO ASTIGIANO
Montemagno
86
Band of Giroinfoto Piemonte
LA PIETRA PECE
Ragusa
102
Di Rita Russo
LE TUE FOTOEMOZIONI
Questo mese con: 126
Paolo Gentili
Rita Russo R E P O R TA G E
56
GAMBATESA
R E P O R TA G E
86
MONTEMAGNO
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Settembre 2020
238 52 8 34 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4% 77% 1,5%
159.681 3.289
16% 0,5% Letture totali Letture nell'ultimo
1%
mese.
VIAGGIA
SCRIVICI
CONDIVIDI
FOTOGRAFA
Già dall’ingresso il
paesaggio si presenta
maestoso e ricco
di formazioni rocciose dalle
sfaccettature più fantasiose.
Dalla terra rossa si
ergono più di 2000
archi di roccia e centinaia
di pinnacoli di tutte le forme e
dimensioni.
65 milioni di anni fa, il parco di Arches era un interminabile fondale marino prosciugato.
Le forze poi dei movimenti tellurici hanno compresso e innalzato cumuli di arenaria, creando delle
anticlinali, ovvero delle pieghe rocciose stratificate.
Le fratture create dalla deformazione e l’erosione per mezzo del vento, della sabbia e dell’acqua, infine,
hanno dato la forma che oggi possiamo vedere.
Balanced Rock
è la formazione più curiosa.
Alta circa 39 metri, è una roccia apparentemente
IGiancarlo Nitti Photography
appoggiata in bilico sopra un picco.
In realtà è parte di un unico pinnacolo levigato
dagli agenti atmosferici.
Si stima abbia un peso di circa 3,6 tonnellate.
BALANCED ROCK
Barbara Tonin Photography
DELICATE ARCH
Giancarlo Nitti Photography
che sale per 148 metri tra rocce e arbusti.
Poco lontano dal parcheggio, lungo il tragitto, si
fiancheggia la capanna del Wolfe Ranch, costruita
L’attrattiva principale è il Manuela Albanese Photography
all’inizio del ‘900 da John Wesley Wolfe, e un muro di
DELICATE ARCH
Barbara Tonin Photography
DELICATE ARCH
Barbara Tonin Photography
Giroinfoto Magazine nr. 59
20 R E P O RTA G E | ARCHES
DOUBLE O ARCH
Giancarlo Nitti Photography
LANDSCAPE ARCH
Giancarlo Nitti Photography
L’arco con l’apertura più alta è il Purtroppo negli anni ’90 ha subito dei cedimenti di alcuni
Double O Arch
suoi segmenti, ma per il momento ancora resiste ai
fenomeni d’erosione, nonostante sia molto sottile.
e misura 34 metri. È anche uno dei più ampi ed ha un Devils Garden, nonostante il nome, offre un panorama
diametro di circa 13,4 metri. ineguagliabile.
Landscape Arch
È ricco di archi, guglie e strette pareti rocciose, dette “pinne”,
, che tra migliaia di anni diverranno archi.
invece, è l’arco con la portata più lunga di tutti gli archi del
Nord America. È il luogo ideale per osservare le stelle e avvistare qualche
Si trova nell’area del Devils Garden e ha un’apertura di ben animale.
93,3 metri. Oltre a condurre fino al Landascape Arch, dal sentiero del
Dopo quelli cinesi, è il quinto arco naturale più grande del Devil Garden è possibile raggiungere il Double O Arch, Pine
mondo. Tree Arch, Tunnel Arch, Navajo Arch e Partition Arch.
DEVILS GARDEN
Barbara Tonin Photography
LANDSCAPE RARCH
Giancarlo Nitti Photography
Giroinfoto Magazine nr. 59
22 R E P O RTA G E | ARCHES
SULLE TRACCE DI
Odense è una antica città della Danimarca con una storia Nella cripta, sotto l’altare, sono conservati i resti di Re Knud
millenaria. II, il Santo Patrono danese, vittima di una rivolta di contadini
Sorge al centro dell’isola di Fyn e si può raggiungere nel XII secolo.
via terra dalla penisola dello Jutland attraversando il Secondo la narrazione del tempo fu ucciso mentre,
“New Little Belt Bridge” oppure percorrendo l’imponente inginocchiato, era raccolto in preghiera.
Storebæltsbroen, uno dei ponti sospesi più lungo di tutto La sua canonizzazione avvenne senza evidenti miracoli ma
il nord Europa, se si giunge da Copenaghen da cui dista un servì allo stato Pontificio a rafforzare i legami con la terra di
paio d’ore. Danimarca.
A fianco della Cattedrale si trova l’Eventyrhaven, uno spazio
Si può arrivare anche via mare dal fiordo di Odense, un verde completamente circondato da un canale di acqua.
ampio canale costruito nell’800 che permise alla città di
svilupparsi commercialmente e di dar avvio a numerose Nel parco, all’ombra di grandi alberi è posto il castello delle
industrie tessili. fiabe, una struttura nella quale in estate va in scena lo
Oggi la città conserva in modo impeccabile quel fascino spettacolo della HC Andersen Parade, ovvero 24 fiabe in 24
ottocentesco, in cui la vita sembra trascorrere lentamente a minuti presentate da 24 personaggi dei racconti.
misura d’uomo, e si presta ad essere facilmente percorribile Si tratta di una bella rassegna di fiabe popolari di
a piedi o in bicicletta. HC Andersen in un piccolo spettacolo musicale, con
giovanissimi attori che si alternano sul palco a un narratore
Nel centro storico si rende ancora più evidente questa nelle vesti di Andersen.
caratteristica della città: le case piccole, coloratissime e
vivaci si affacciano su stradine e viottoli fioriti, parchi e aree Lo spettacolo è gratuito e viene ripetuto ogni giorno, al
verdi pullulano qua e là. termine di ogni rappresentazione i personaggi delle fiabe
si mettono in fila per le fotografie e i bimbi amano farsi
Odense, che vanta un passato culturale e artistico fotografare con i loro personaggi preferiti.
apprezzabile, è ricca di musei e gallerie d’arte e nel suo
centro si erge maestosa la Sankt Knuds Kirke (Cattedrale Da qui si scopre un’altra Odense, quella dei piccoli, e così ci
di San Canuto), una imponente chiesa in stile gotico apprestiamo a scoprire il fantastico mondo di Andersen.
che certifica la ricchezza di cui godeva la città in epoca
medievale.
Continua la nostra passeggiata, ogni tanto per strada cucina, mercato, teatro delle marionette c’è un bambino
si incontra una statua di Andersen mentre siede su una che gioca tranquillo utilizzando tutto ciò che può trovare a
panchina o sbuca dal pavimento. portata di mano.
Durante il nostro percorso scopriamo la statua del Tutto soffuso: luci, voci ed ognuno immerso nel mondo che
“soldatino di stagno” e “Pollicina” che fa capolino da un ha scelto.
tulipano. Persino gli adulti possono trasformarsi in re, regine,
sirenette o damigelle.
Ci mettiamo alla ricerca del FyrtØjet (scatola dell’acciarino),
un centro culturale dedicato ai bambini, che prende il nome Dovrebbe essere la normalità eppure il rispetto che regna
da una delle favole più famose dell’autore. sovrano ha reso ancora più magica l’atmosfera dandoci
La porta di accesso ha la caratteristica di essere l’opportunità di divertirci e giocare con nostra figlia in totale
incastonata in un tronco d’albero proprio come nella favola. libertà.
Possiamo dire che forse è il luogo che più ci ha colpito.
Purtroppo, quando si parla di bambini, non riusciamo Odense è molto suggestiva, ma se si parla di Andersen non
spesso ad abbinare le parole silenzio, compostezza, ordine si può lasciare la Danimarca senza aver fatto un giro sul
e rispetto, eppure è possibile. “baule “della giostra a lui dedicata al Tivoli di Copenaghen,
il parco divertimenti in cui lui in età adulta passeggiava e
Ci accolgono due ragazze e ci chiedono di togliere le scarpe, traeva ispirazione.
ci augurano un buon divertimento chiedendoci solo, dopo Un viaggio tra i personaggi delle sue favole più famose;
aver giocato, di rimettere tutto al proprio posto così come viene spontaneo ad ogni cambio di scenografia fare a gara
l’abbiamo trovato. per essere i primi a riconoscere la favola: I vestiti nuovi
Entriamo nella prima grande stanza con luci soffuse come dell’imperatore, La principessa sul pisello, L’acciarino, La
se fossimo in un bosco, sulla destra delle rientranze a regina della neve; ed infine lui che ci saluta così, curvo
formare angoli di gioco. sul suo scrittoio, con la penna in mano come se stesse
Siamo esterrefatti: pensavamo di essere soli, dal silenzio scrivendo un altro capolavoro, come se la sua poesia non
che c’è invece pian piano ci accorgiamo che in ogni spazio, dovesse finire mai.
TIVOLI
TIVOLI
ACCIARINO
ACCIARINO
TIVOLI
TIVOLI
TIVOLI
Laura Rossini Photography
L’Andersen Festival è una manifestazione promossa dal Il viaggio verso sud, lungo il mare, è uno dei viaggi più belli
Comune di Sestri Levante (GE) dedicata allo scrittore Hans che si possono fare.
Christian Andersen, concepita con laboratori, incontri, In questa sua prima visita in Italia la natura e l’arte furono
interviste, letture, mostre e spettacoli. incontri entusiasmanti di rara bellezza.
Nacque nel 1988 e negli anni si è affermato come uno dei
più importanti festival dedicati alle fiabe e al teatro non Il suo viaggio lo porta a passare da Genova e
convenzionale. successivamente da Sestri Levante, dove alloggiò in una
Il festival è teso ad esaltare sensibilità e passione nelle arti, locanda che lo mise di fronte ad altre bellezze affascinanti,
sperimentare e giocare e indirizzare l’attenzione a questi le baie e il mare azzurro, il mare che significa amore e vita
luoghi fantastici essendo privi di pregiudizi. così importante per i danesi.
È stato dedicato spazio ai teatri di strada, al teatro di
performance ma anche al teatro classico. Molti direbbero che questa autobiografia è la più bella fiaba
che abbia mai scritto.
Una manifestazione che è anche volta alla promozione della Ci lavorò tutta la vita e divenne quasi un’idea fissa che portò
cultura, del turismo e del territorio e che vuole invitare tutti lo scrittore a lasciare precise istruzioni di pubblicazione nel
a continuare la sperimentazione e a divertirsi nelle strade di caso non fosse tornato dai suoi viaggi.
Sestri Levante.
SESTRI LEVANTE
Stefano Zec Photography
Questo appuntamento fisso nello scenario della letteratura Il trofeo “Baia delle Favole” è stato conquistato dallo
dell’infanzia ogni anno vuole premiare le migliori fiabe scrittore Roberto Piumini con la fiaba inedita “Nel regno di
inedite nella splendida cornica della cittadina di Sestri Bistoria”.
Levante. Altri premi sono stati consegnati per le sezioni “Scuola
Nel Convento dell’Annunziata, alla presenza di Lidia Ravera, Materna”, “Bambini” e “Ragazzi”.
Presidente della Giuria del Premio, della sindaca Valentina
Ghio, degli altri giurati e di Enrico Lo Verso, vicino a Medici Il Comune di Sestri Levante, in collaborazione con
Senza Frontiere, charity partner della manifestazione è Mediaterraneo Servizi s.r.l., ha già pubblicato il bando per la
stato consegnato il premio al vincitore di quest’edizione. partecipazione alla 54ª edizione del Premio “Hans Christian
Quest’anno sono arrivate oltre 500 opere, tra cui anche Andersen - Baia delle Favole” per la fiaba inedita.
scrittori professionisti, nuova categoria inserita quest’anno.
Si potrà concorrere inviando una fiaba inedita a tema libero,
Dichiara Lidia Ravera mai veicolata sul web e che non risulti già premiata in altri
“Mai come in questi tempi oscuri, di generico disagio e concorsi o inviata per partecipazione ad altri concorsi
ansia politica, è necessario ricominciare a raccontare concomitanti con il Premio “H.C. Andersen – Baia delle
l’eterna fiaba del bene e del male, dei buoni e dei cattivi, Favole”.
della paura e del sollievo, della dura realtà e della magia che
la trasforma. Si può scaricare il bando all’indirizzo:
Mai come in questo momento è importante far posto alla [Link]
nostra parte bambina, quella che sa inventare e credere a
quello che ha inventato.
Cercatelo, se non l’avete a portata di mano, quel vostro io
dismesso, l’io piccolo, di quando eravate all’inizio della vita.
È urgente. È ricostituente. È una salvezza”.
I Teatri Mobili sono tornati a Sestri Levante con la versione I concerti e alcuni momenti delle serate sono anche
en plein air per il 2020. trasmessi in diretta streaming sulle pagine Facebook di
Il Camion Teatro si forma con 2 spazi teatrali dedicati Andersen Festival e Premio e del Comune di Sestri Levante
ai Teatrini Emozionali, lo spettacolo “Antipodi” della per poter dare accesso agli eventi ad un pubblico più vasto
Compagnia Dromosofista e “Manoviva” della compagnia date le restrizioni di posti disponibili in presenza.
teatrale Girovago & Rondella che rappresentano un progetto
artistico innovativo, nuovo nel panorama italiano.
Un teatro alla portata di tutti, arte che si dispiega in strada.
Sestri Levante dedica ogni anno una manifestazione Un altro laboratorio che ha suscitato tanta curiosità
dedicata proprio allo scrittore danese. nei piccoli partecipanti è La Favola della Fotografia che
In questa manifestazione, dedicata ad adulti e bambini, racconta ai bimbi come è nata la fotografia e spiega, in
sono disponibili laboratori e spettacoli per i bambini. modo ludico, le antiche tecniche di ripresa e di stampa
fotografica.
Esempi di questa modalità interattiva per i visitatori, grandi
e piccini, sono Tu che mi guardi, tu che mi racconti a cura La curiosità di piccoli partecipanti aspiranti fotografi è stata
di Andersen Lab è un laboratorio artistico, è un viaggio coinvolgente e appassionante!
insieme ai bambini della città utilizzando il linguaggio dei
disegni e della pittura e porta alla creazione di un taccuino,
un quaderno di appunti.
Grazie all’Andersen Festival, alle fiabe e alle favole dei grandi e dei
meno conosciuti scrittori, c’è sempre un po' di magia che pervade
l’incantesimo della vita!
[ [Link] ]
Ringraziamenti
[ [Link] ]
[ [Link] ]
Il forte di Queyras,
denominato anche Castello di
Queyras (toponimo che richiama anche
il paese Château Vieille Ville, nelle vicinanze
del forte) è una fortezza medievale della seconda metà
del XIII secolo, ristrutturato ed allargato da Vauban nel XVIII,
che domina l’alta valle Queyras in Francia.
VALLE QUEYRAS
l Queyras (Cairas in occitano) è una vallata nel dipartimento
delle Alti Alpi in Francia.
E’ una valle stretta creata dal fiume Guil, affluente della
Durance, al di là delle Alpi al confine con l’Italia, da cui si
arriva attraverso il colle dell’Agnello.
FRANCIA
Cuneo
Per fortuna ciò non avvenne; nel frattempo fu promulgato In seguito a questo avvenimento al marchese di Vauban
l’Editto di Nantes, che sanciva la libertà di culto per le viene chiesto di ispezionare la frontiera delle Alpi.
religioni protestanti in quei territori dove erano già presenti Nel dicembre 1692, dopo aver partecipato alla progettazione
prima del 1597. della fortezza a Mont-Dauphin, a soli 25 km di distanza,
L’editto fu revocato nel 1685, quando ai protestanti era già arriva a Fort Queyras e vi progetta un’estensione della cinta
stato vietato di possedere delle roccaforti, e 7 anni più tardi, muraria, che viene però realizzata solo in parte.
nell’agosto 1692, il forte resistette agli attacchi di truppe
protestanti, inglesi e del ducato di Savoia. Vi ritorna nel 1700 per completare il progetto; costruisce
nuove mura a nord ovest con una mezza luna, bastioni uniti
La guarnigione rifiutò di arrendersi e si salvò grazie da spesse mura e fossati di “scarpa” e “controscarpa”,
all’incendio di trentaquattro case del paese (sacrificate con
l’inganno dal comandante del castello), cosa che mise in
fuga il nemico.
Il forte rimane nei secoli avamposto e luogo di difesa; nel pace, sia in caso di assedio.
XVIII e XIX secolo vengono aggiunte casematte, a cui fanno
seguito altre migliorie e la costruzione di caserme nel XX Ci sono pertanto le caserme, le casematte, una polveriera,
secolo. un piccolo arsenale, un’officina per la manutenzione, un
Nel 1940 serve da guarnigione per un battaglione di Alpini ospedale, la cappella e diversi magazzini per i viveri e il
cacciatori. materiale del Genio e dell’artiglieria.
Poiché situato in zona demilitarizzata, viene disarmato nel Il tutto costruito in epoche diverse, con rifacimenti e a
periodo tra il 1940 e il 1944; negli anni ’50 viene utilizzato volte anche variazione della destinazione d’uso, così che
come colonia vacanze, per poi passare ad un proprietario è possibile allo stesso tempo ammirare le murature alte e
privato. stondate medievali, le costruzioni interrate e angolari della
Ciò che risulta da questa lunga vita e insieme di fine del XVII secolo e quelle in mattone degli anni ’30 del
rimaneggiamenti è un complesso composito, di cui è difficile secolo scorso.
avere una visione d'insieme.
Un particolare di interesse è il sistema di
Ciò che colpisce, a prima vista, è il vecchio torrione, di approvvigionamento dell’acqua, che avviene in due maniere.
forma quadrangolare, che presenta ancora, sotto il tetto, i Esiste una cisterna, costruita tra il 1398 e il 1420, che
supporti dei vecchi spalti; è sempre stato la costruzione più raccoglie l’acqua piovana; a questa si affianca un canale,
importante. proveniente dalla frazione Meyries, installato nel 1700, che
Gli altri edifici sono quelli adibiti alla guarnigione e che ne raccoglie l’acqua in canalizzazioni di larice; questa scende
soddisfacevano i fabbisogni sia durante la vita in tempo di per gravità da Meyres per poi risalire al castello.
Le fortificazioni di
Vauban
Si tratta di un gruppo di fortificazioni lungo le frontiere occidentale,
settentrionale e orientale della Francia e che son state costruite o
migliorate dall’ingeniere Sebastien Le Prestre, marchese di Vauban,
nel corso del XVII e primissimi anni del XVIII secolo.
PORTA DELFINA
Adriana ObertoPhotography
Apre a Milano negli spazi della Fabbrica del Vapore la mostra Frida Kahlo, Il caos dentro, un
percorso sensoriale altamente tecnologico e spettacolare che immerge il visitatore nella vita
della grande artista messicana, esplorandone la dimensione artistica, umana e spirituale.
"Vi dico: bisogna ancora portare in sé un caos per poter “Le canzoni, gli abiti indigeni, gli oggetti d'artigianato e i
generare una stella danzante” giocattoli tradizionali, insieme all'influsso religioso della
madre e alle nozioni tecniche sulla fotografia acquisite dal
Friederich Nietzsche padre – afferma Arèvaldo - creano un legame profondo tra
la sua produzione artistica – e dunque la sua esistenza – e
la storia del Messico”.
LA MOSTRA
Prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la Come noto, Frida, da bambina, fu colpita dalla poliomielite,
collaborazione essenziale e fattiva del Consolato del una malattia che l'avrebbe resa per sempre claudicante
Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana dalla gamba destra; più tardi, a 18 anni, fu vittima di un
in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del incidente: l'autobus sul quale viaggiava si scontrò con un
Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit tram, e lei subì diverse fratture alla colonna vertebrale,
Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida alle vertebre lombari e all'osso pelvico, oltre a una ferita
Khalo, la mostra è curata da Antonio Arèvalo, Alejandra penetrante all'addome.
Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso e rappresenta una Fu durante la lunga convalescenza che iniziò a dedicarsi
occasione unica per entrare negli ambienti dove la pittrice alla pittura.
visse, per capire, attraverso i suoi scritti e la riproduzione I postumi dell'incidente ne resero l'esistenza piuttosto
delle sue opere, la sua poetica e il fondamentale rapporto tormentata.
con Diego Rivera, per vivere, attraverso i suoi abiti e i suoi Frida ebbe infatti diversi aborti e dovette affrontare oltre
oggetti, la sua quotidianità e gli elementi della cultura trenta operazioni, tutti eventi infausti che rappresentò nei
popolare tanto cari all’artista. suoi dipinti, dai quali trapelava inoltre l'immenso dolore
interiore provocatole dai continui tradimenti di Diego Rivera.
Frida Khalo rappresenta una figura centrale dell’arte
messicana e certamente la più celebre pittrice “L'opera di Frida - prosegue Arèvalo - affonda le proprie
latinoamericana del XX secolo. Con il marito Diego Rivera, radici nella tradizione popolare, ma anche nelle sue
tra i più importanti muralisti del Messico, formano una delle esperienze di vita e nelle sofferenze patite, che riesce
coppie più emblematiche della storia dell’arte mondiale. a esprimere con straordinario talento: il caos interiore
Nata nel 1907, a sud di Città del Messico, eredita e fa suoi e il travaglio esistenziale sono espressi attraverso una
i valori della Rivoluzione messicana, tra cui l’amore per la produzione artistica eccezionale, capace di trascendere
cultura popolare. ogni epoca e frontiera”.
Leo Matiz
Frida Kahlo
Coyoacàn, Città del
Messico, 1944
Fotografia a colori
© Fondazione Leo
Matiz
Leo Matiz
Frida Kahlo
Xochilmico, Messico,
1941
Fotografia B/N
© Fondazione Leo
Matiz
Segue la sezione I colori dell’anima, curata da Alejandra Lo sguardo di Frida, fieramente puntato verso l’obbiettivo,
Matiz, direttrice della Fondazione Leo Matiz di Bogotà, con agisce da autentico campo magnetico all’interno
i magnifici ritratti fotografici di Frida realizzati dal celebre dell’inquadratura. “La Kahlo – ci spiega Alejandra Matiz
fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). - era consapevole del valore artistico dell’operato di Leo
Matiz e lui, a sua volta, nelle istantanee non mirava ad
Quella di Matiz, che con la sua inseparabile Rolleiflex, esaltare la Frida pittrice, bensì il suo lato intensamente
ha creato immagine iconiche delle personalità culturali femminile.
dell’epoca, è una prospettiva esclusiva e ravvicinata, atta a
cogliere con spontaneità le sfumature espressive dell’amica Matiz la considerava una donna molto interessante, ne
Frida. riconosceva l’intelligenza e una forza fuori dal comune,
Colta in questi ritratti fotografici, Frida è ormai più che e questi tratti straordinari sono quelli che con maggiore
trentenne. enfasi sono stati evidenziati dalle inquadrature e dalla luce
catturata dal fotografo.
Il fotoreporter la immortala in un momento della sua vita in
cui ha maturato piena fiducia in sé stessa. Frida possedeva ed indossava abiti particolari, si ornava con
Sono gli anni in cui la Kahlo non solo ha raggiunto la fama accessori estrosi e ricercatissimi.
quale pittrice, ma come donna è riuscita ad ottenere la In maniera eccentrica amava inoltre acconciarsi i capelli
piena indipendenza, sia dal punto di vista economico che da con fiori o nastri, in fogge sempre diverse.
quello sentimentale dal marito Diego Rivera. Questi particolari dello stile di Frida sono stati esaltati
nelle sedute di posa fotografica che la pittrice concedeva
Leo Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del all’amico Leo, quindi eternati nei suoi scatti e resi ormai
Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il iconici”.
quartiere, la casa ed il giardino, lo studio.
Dario Truffelli
Monica Gotta
Stefano Zec
L’arrivo alla miniera di Gambatesa è un’emozione già quando si imbocca la strada provinciale che
si addentra nell’entroterra. Ricca di vegetazione, montagne, piccoli paesi e frazioni abitate che
sembrano vivere in una bolla di tempo fermo ad un attimo nel passato.
COME ARRIVARE
La miniera di Gambatesa si trova nel Parco Regio-
nale dell’Aveto, in Liguria.
Da Genova, prendendo l’autostrada A12/E80 verso
Livorno, si esce a Lavagna e da lì si segue prima la
strada provinciale 33 e successivamente la strada
provinciale 26.
Da Lavagna ci si addentra nell’entroterra e ci sono
frequenti cartelli che indicano la direzione da se-
guire per arrivare alla miniera.
Genova Gambatesa
Sestri Levante
Mn
Il manganese o braunite
A Gambatesa non si estraevano oro o diamanti, ma Il manganese è essenziale per la produzione di ferro
manganese. e acciaio in virtù delle sue proprietà desolforanti,
La sua abbreviazione chimica è “Mn” – numero atomico deossigenanti e leganti.
25, si presenta solitamente in forma di ossido e il suo nome Serve per pulire l’acciaio, renderlo più duro e stabile.
tecnico è braunite. Per dare un’idea a livello storico la nostra guida cita il
È di colorazione nero-grigio con una lucentezza metallica, Titanic e il suo affondamento.
di aspetto simile al ferro e, nella miniera, è possibile vederlo Nei rivetti, nei chiodi che tenevano insieme le paratie
chiaramente. del famoso transatlantico fu utilizzato acciaio povero di
manganese.
La formazione geologica di questa zona risale niente di O così si dice … una leggenda?
meno che al periodo Giurassico quando esisteva un antico
oceano ligure-piemontese. Un altro utilizzo del manganese è nella lavorazione del
La braunite era contenuta all’interno dei diaspri e si vetro.
depositò sul fondale del nostro oceano. Il vetro è trasparente, almeno così lo conosciamo.
Dato il suo peso elevato, il manganese tendeva a scivolare, Ma non è il suo colore originale.
quando non ancora del tutto consolidato, verso le aree più Nasce di colore verde e, aggiungendo il manganese, che fa
ribassate. da saponetta e da igienizzante, il metallo raccoglie il colore
La nascita dell’appennino fece sì che si formassero alcune verde e lascia spazio alla trasparenza.
pieghe dove il minerale si concentrò nelle zone di cerniera.
Viene utilizzato nell’industria delle vernici, come attivatore
Queste masse chiamate lenti sono spesso molto per fertilizzanti e, altro utilizzo piuttosto comune è quello del
voluminose. manganese all’interno di integratori di sali minerali e di ferro
Una di queste, la Lente Nord, si trova proprio a Gambatesa e negli shampoo per capelli. In sostanza questo metallo
e ha fornito circa 600.000 tonnellate di materiale. Il purifica il nostro corpo sia dentro che fuori.
manganese è duro, ma molto fragile, ossida facilmente Ciò che veniva estratto a Gambatesa era utilizzato al 99%
assumendo un aspetto iridescente, si fonde con difficoltà e per l’acciaio e il resto per gli elettrodi da saldatura in quanto
diventa ferromagnetico solo dopo un trattamento specifico. questo minerale purifica anche la saldatura.
La storia
Sembra strano, pensando alla corsa godere di questo pezzo di storia ligure. la produzione della miniera calò per
all’oro negli Stati Uniti e ad altre La miniera inizia la sua attività circa mancanza di manodopera e, alla fine
rimembranze sulle miniere in tutto 140 anni prima di diventare museo, dello stesso conflitto, passò di nuovo
il mondo che quest’attività, pur in ossia nel 1876. di mano per poi essere presa in carico
modalità ridotta, sia stata attiva fino al dall’Italsider.
2011. 140 di storia, 140 anni di gallerie e Fu proprio questa società che decretò
soprattutto 140 anni di uomini, di la chiusura di Gambatesa a causa
L’estrazione mineraria dà più la minatori all’interno delle gallerie e di dell’alto costo di estrazione contro
sensazione di essere legata alla donne all’esterno delle gallerie. quello più contenuto del minerale
storia, al passato ma effettivamente Le donne non avevano accesso alle proveniente dall’estero. Venne tuttavia
ancora oggi si estraggono minerali e gallerie, avevano un altro compito di rilevata nuovamente da un’altra
pietre preziose dalle miniere in tutto il cui parleremo più tardi. società che continuò a sfruttare la
mondo. Gambatesa era la miniera di braunite miniera e fu ad opera del suo fondatore
Già nel 2001 fu aperto il Museo della più importante d’Italia con una media che s’inaugurò il percorso turistico alla
Miniera e le due attività vissero di circa 50.000 tonnellate all’anno di fine degli anni ’90.
affiancate. minerale estratto.
Il museo ci offre uno spacco di vita Fu ad opera di un ingegnere francese, Proprio a proposito di percorsi turistici:
dei minatori ai tempi che furono come Augusto Fages, che si scoprì la ciò che attualmente è visitabile risulta
se fosse rimasto congelato in quel ricchezza nascosta nel sottosuolo essere solo una parte della miniera.
preciso istante. della Val Graveglia. Lo sfruttamento delle lenti ha dato
Così la montagna racconta la sua Egli ottenne il primo permesso di luogo a grandi camere o caverne,
storia e quella delle vite passate ricerca ed avviò la ricerca di diaspri delle cavità che si chiamano vuoti di
all’interno delle gallerie a combattere cercando il manganese, minerale coltivazione.
contro l’umidità, le difficoltà, il necessario per alcune produzioni
pericolo e il buio per portare a casa lo dell’industria siderurgica. La Lente Nord, quella da cui
stipendio. venne estratta la maggior parte di
Il primo atto ufficiale risale al 1878 manganese di Gambatesa, diede luogo
Nel 2016, dopo cinque anni di chiusura quando venne data concessione a uno dei vuoti di coltivazione più
e grazie ad una legge regionale e proprio ad Augusto Fages, il suo grandi d’Europa.
all’impegno del Parco dell'Aveto per scopritore. La nostra guida lo chiama il Grande
rendere nuovamente fruibile questo Alla morte di Fages la concessione Vuoto.
sito, la miniera è stata riaperta al passò ai suoi eredi e, successivamente La speranza è quello di renderlo
pubblico con visite guidate diventando alla Società Ferriere di Voltri. nuovamente visitabile una volta messo
una delle attrattive di questa zona e Negli anni la produzione aumentò in sicurezza e ottenuti i permessi dagli
della Liguria. ma restava comunque difficoltoso enti competenti.
trasportare il materiale a destinazione Ad un altro livello c’è una seconda
Per fare ciò sono stati necessari per via della mancanza di un’adeguata zona che si spera di riaprire al
investimenti per la messa in sicurezza rete stradale che fu realizzata solo pubblico, la zona delle botti.
in modo da poter permettere all’inizio del 1900. A questa si accede attraverso una
nuovamente l’accesso al sottosuolo ed scala ancora in legno e dall’aspetto
ora adulti, famiglie e bambini possono Durante il secondo conflitto mondiale estremamente scenografico.
Esistono altri tipi di gallerie che si chiamavano discenderie anziani scendevano poi sotto e recuperavano la propria
o rimonte e venivano divise a seconda di come venivano percentuale!
scavate. Il secondo tipo di galleria verticale è di estrema importanza:
Manuela Albanese Photography
Nelle rimonte il minatore scavava e andava ad intercettare permetteva di respirare.
il piano superiore, mentre nelle discenderie il minatore Entrando a Gambatesa ci rendiamo conto che mancano due
scendeva verso il basso fino ad incontrare il piano cose.
sottostante. Per prima cosa mancano i puntelli, quelli che reggono
la volta e se ne vedono pochi, in verità solamente due.
Questo tipo di gallerie ha due cose in comune: una Seconda cosa mancano i ventilatori o le tubature che
pendenza del 100% che non favoriva il lavoro dei minatori. portano l’aria all’interno.
Cosa succedeva nelle discenderie?
Il minatore lavorava, per così dire, dall’alto verso il basso, Perché questo?
caricava l’esplosivo e lo faceva detonare. Gambatesa in effetti respira con noi.
I lavoratori andare poi giù con le ceste di vimini, le gerle In inverno l’aria fredda entra dalle gallerie, si riscalda ed
come erano chiamate un tempo, caricavano 25 / 50 kg di esce dalle gallerie fino in cima alla montagna che sono poi
materiale sulle spalle, andavano avanti e indietro, finché non dei pozzi di areazione.
avevano terminato la pulizia. D’estate invece l’aria calda, che sta in alto, viene aspirata
all’interno dall’umidità si raffredda fino a 13-14°C e,
Ultimo tipo di galleria sono quelle verticali. diventando più pesante, esce automaticamente dalle
Il primo tipo serviva a scaricare il minerale dentro ai carrelli gallerie.
come detto in precedenza, e si chiama fornello. Questo avviene per sei mesi in un senso e per sei mesi
Alcune di queste gallerie verticali, quando non servivano più, nell’altro senso.
venivano intonate a Santa Barbara, protettrice dei minatori, In due giorni in particolare, aria fredda e aria calda entrano,
dei pompieri e dei marinai. si mischiano con l’umidità e creano dei banchi di nebbia
che, ai tempi, non permettevano ai minatori di lavorare.
Era una vita dura quindi i minatori inventavano modi per
alleggerire un po' lo spirito. La nebbia, trattenendo all’interno delle gallerie le polveri,
Quando un giovane minatore veniva introdotto nella miniera creava un ambiente di lavoro ostile, non permettendo di
gli si diceva di lanciare una monetina in una di queste respirare ma neanche di vedere.
gallerie verticali dedicate a Santa Barbara così da affidare i Questi due giorni particolari sono i due solstizi, quello
suoi sogni e desideri proprio alla santa. d’inverno e quello d’estate durante i quali la temperatura
C’era anche un secondo motivo per tutto questo: i minatori dell’aria cambia repentinamente.
Una delle cose che ancor oggi si ammirano nelle gallerie L’aria compressa mette in moto la pala meccanica, quella
della miniera sono i carrellini. che sembra una piccola ruspa, il primo macchinario che
Manuela
In tempiAlbanese
passati Photography
i carrelli venivano trainati dentro e fuori la aiutò effettivamente i minatori.
miniera dai muli e cavalli.
Gli animali potevano trainare circa 10 – 15 carrellini alla Quindi il minatore poteva caricare e ribaltare i carrelli
volta. muovendo semplicemente delle leve risparmiando grandi
Poi negli anni ’40 arrivò il primo locomotore a Gambatesa. energie.
E arrivò a dorso di mulo, perché in Val Graveglia non c’era Tuttavia per utilizzare la pala meccanica si rese necessario
ancora la strada carrabile che fu costruita fino in cima alzare ed allargare le gallerie per permettere ai bracci
solamente negli anni ’70. meccanici di avere lo spazio per lavorare. Se in passato
Questo locomotore a diesel portava circa 20-25 carrelli, le gallerie erano fatte a misura d’uomo – 1.60 / 1.70 m –
andava più veloce del traino animale ma creava il problema con l’introduzione di queste attrezzature le gallerie furono
delle polveri sottili. portate a circa 2.50 m di altezza e larghezza.
Un tipo di carrello in particolare inventato per le miniere Secondo voi quale era la pernice che guadagnava di più in
di carbone in Inghilterra, venne utilizzato anche in Italia miniera?
dandogli un nome particolare ossia carrellino basculante. Ovviamente la più bella!
Pur essendo il lavoro all’interno della miniera molto difficile,
In sostanza la cassa del carrello si ribaltava agevolando di faticoso e logorante, i minatori avevano un tetto sulla testa,
molto il lavoro di scarico del minatore. mentre le donne non lo avevano.
Il minerale ribaltato e scaricato veniva così messo a
disposizione delle donne che lavoravano all’esterno della Lavorando sempre all’esterno, le donne erano soggette ai
miniera. cambiamenti climatici delle stagioni, al sole, al vento, alla
pioggia, al caldo e al freddo estremo.
Le donne avevano il compito di dividere i minerali rossi da Specialmente d’inverno, dovevano resistere spesso a
quelli neri. temperature rigidissime a causa del vento che spazza
Esse venivano chiamate anche “pernici”. questa valle e che a Gambatesa raggiunge facilmente gli
Vi domanderete come mai!! 80 - 90 km / h.
Dividendo appunto i minerali le loro mani assumevano il
colore rosso delle rocce che dividevano, poi strofinando le Le donne rischiavano il congelamento!
mani sulle gambe la pelle assumeva appunto un colorito Per evitare o, almeno cercare di evitare questa possibilità,
rossastro. studiarono un sistema che permetteva loro di resistere più
Furono così denominate pernici perché questo piccolo a lungo.
volatile ha le cosce rosse, viene spesso cacciato ed è tipico Si bagnavano con acqua fredda le gambe oppure le ampie
della zona della miniera. gonne lunghe che indossavano e aspettavano che l’acqua
creasse una sottile crosta di ghiaccio sulla pelle e sugli
I carrelli venivano utilizzati anche come “pegno d’amore”. indumenti.
Se un minatore s’innamorava di una pernice, caricava un A questo punto erano isolate e protette dal ghiaccio e non
carrello di manganese e lo portava fuori proprio per quella sentivano più il freddo … o così si dice che fosse …
donna.
Non sono solo le gallerie nelle viscere della montagna a far Sono stati raccolti anche compressori di altre miniere nelle
parte del sito della miniera. zone limitrofe e ciò fa sì che questa sia una collezione di
Ci sono altre installazioni interessanti. compressori più unica che rara.
Proprio di fronte all’edificio principale sul crinale del monte
si vedono due costruzioni. Le curiosità sono ancora molte e vi lasciamo un po' di
Queste erano adibite a deposito e conservazione suspense in modo che possiate scoprire altri misteri della
dell’esplosivo e di ciò che era necessario al lavoro dei miniera durante la vostra visita.
minatori. Terminato il nostro giro di esplorazione anche all’esterno,
Per usare una terminologia marinaresca erano le Santa torniamo al locale bar dove Roberto ci aspetta.
Barbara della miniera. Restituiamo i caschetti e ci sediamo con lui ad ascoltare
alcune storie di miniera e di vita.
Prendendo un sentiero che sale verso la vetta della
montagna, al di sopra della Galleria Cadorin, si arriva invece Veniamo così a conoscenza del fatto che alcuni minatori,
su una terrazza panoramica dalla quale si può comprendere anche se pochi, sono ancora in vita.
meglio il complesso della miniera. Pare anche una pernice, tutti di veneranda età.
È un piccolo quartiere composto da alcune costruzioni Roberto ama frequentare la valle, conoscere ed ascoltare le
come ad esempio il locale pompe, la cabina elettrica, loro storie.
deposito esplosivi e detonatori, uffici, sala compressori, Questo non è più un lavoro per lui, si è appassionato a
officina locomotori, etc. questo posto e alla storia che racconta.
La cabina elettrica era inizialmente posizionata al livello 550 Spesso, quando si trova solo nelle gallerie, dice che sente
– quello del centro visitatori – e trasformava l’energia da chiaramente di non essere solo.
10.000 a 360 volt. Può essere la suggestione del posto, può essere che questo
Nel 1956 fu spostata nella sua attuale posizione. luogo trasmetta ancora ciò che tante persone hanno
Nel locale amministrativo veniva consegnato il salario ai vissuto, provato e anche lasciato in queste gallerie.
minatori e la sua caratteristica unica è una finestrella a Fatto sta che ascoltare queste storie ci lascia con il
forma di mezzaluna. desiderio di poter conoscere le poche persone che hanno
La sala compressori invece è il cuore della miniera. vissuto direttamente quest’esperienza.
Contiene diversi modelli di compressore con i quali veniva Chissà che un giorno non si possa incontrarle e ascoltare
prodotta la forza motrice necessaria all’estrazione. dalla loro viva voce questa storia affascinante.
RINGRAZIAMENTI
Ringraziamo Roberto ed Andrea che ci hanno accolto e guidato nella visita della miniera! Buon lavoro!
Per conoscere tutti gli eventi proposti dalla miniera di Gambatesa, vi invitiamo a consultare il loro sito ufficiale
[Link] e la pagina Facebook minieradigambatesa.
TERRE
SICANE
Per chi suonano le campane
A cura di Rita Russo
TERRE
Così nel primo pomeriggio di un caldo ed assolato giorno
di fine agosto, dopo esserci presentati puntuali al raduno
previsto a Piazza Castello, nel comune di Santo Stefano
SICANE
Quisquina (AG), sede, peraltro, della APS “Via delle Rondini”,
raggiungiamo la meta da cui avrà inizio la passeggiata.
Palermo
Agrigento
Si tratta, quindi, di una sorta di assaggio di una parte sedie che preannunciano un momento non solo di
della giornata tipo che un pastore normalmente vive, sosta ma anche di riflessione.
anche se in realtà le giornate si differenziano per Infatti, dopo poco, le sedie vengono occupate da due
lunghezza e per impegno a seconda dei vari periodi giovani chitarristi e da uno degli esponenti dell’APS
dell’anno. “Via delle Rondini”, Salvatore Presti, professore di
filosofia.
Indispensabili, per la corretta conduzione in solitario
del suo gregge, sono, per Michele, i suoi quattro Tra brani di Lennon e di Simon and Garfunkel,
fedelissimi ed addestratissimi cani pastore, due sapientemente arrangiati dai due strumentisti, con
dei quali sono, insolitamente, femmine di pastore il sottofondo del suono lontano ma costante delle
tedesco. campane delle pecore al pascolo, traendo spunto
Durante il cammino lungo le trazzere polverose da tutte le sensazioni ricevute fino a quel momento
attraverso le campagne assolate , lo scampanio ed durante il cammino (colori, odori, suoni) e supportato
il belato degli animali, insieme all’abbaiare dei cani, da una lettura tratta da un libro di Luigi Veronelli (“La
che riportano sulla retta via le pecore che di tanto sovversione necessaria. Battaglie civili e impegno
in tanto cercano di tornare all’ovile per altri sentieri, politico”) e da una breve poesia di Esiodo, il Prof.
interrompono il “suono” del silenzio che scandisce il Presti ci invita a riflettere sui danni causati oggi dalla
tempo del pastore. globalizzazione e dal consumismo, inneggiando alla
riscoperta della terra ed al ritorno alla vita contadina
I pastori, in generale, durante i solitari cammini al ed ai frutti del suo lavoro, come mezzo di ribellione
seguito delle loro greggi, circondati dalla bellezza contro l’omologazione e l’uniformità impostaci dal
della natura e dei boschi, diventano i custodi di un sistema in cui viviamo.
tempo lento, durante il quale imparano a riconoscere il
vento, danno valore al silenzio e vedono senz’altro più
albe di chiunque altro.
La riflessione va a segno, sopratutto se si ripensa alla scelta di vita fatta da Michele che, fin dall’età di 18 anni,
ha deciso di dedicare la sua vita al lavoro contadino, caricandosi di pensieri e responsabilità, e di essere per
questo, però, un uomo libero, pur rinunciando ai piaceri ed agli svaghi tipici della sua giovane età.
La pausa di riflessione termina con la tappa al lago, che offre, da questo punto, una visione quasi completa di
se stesso, alla luce calda del tramonto.
E’ il momento in cui l’esperienza volge al termine assistere alla produzione del formaggio e della ricotta,
ed è l’ora di raggiungere l’azienda, sia per noi entrambi rigorosamente realizzati con latte di pecora.
che per le pecore, senza però prima aver visto da
vicino una struttura tipica dei sicani, un pagliaio in Ad attenderci in azienda, infatti, troviamo il sig.
ristrutturazione. Mirabile, il papà di Michele, che ci offre una
dimostrazione, con annessa degustazione, del
In azienda ci attende, oltre ad un ricco buffet pieno miracolo che avviene dentro una pentola colma di
di formaggi e di altri prodotti di fattura locale, anche latte, in due fasi distinte.
l’ultima gradita sorpresa della giornata, ossia
LA TUMA
Rita Russo Photography
LA LACCIATA
Rita Russo Photography
TERRE
Nella prima fase si ottiene il formaggio aggiungendo al latte il “caglio“
(un enzima estratto dallo stomaco degli agnelli) e portandolo ad una
temperatura di circa 36°/37°.
SICANE
Dopo poco tempo, grazie agli enzimi, il latte coagulando forma la
cosiddetta “cagliata”, che risalendo in superficie, viene frammentata
per favorire lo spurgo del siero e, una volta estratta, viene riposta negli
appositi contenitori.
Il prodotto così ottenuto, che ha una consistenza semi dura, si chiama
“tuma”.
Nella seconda fase, assistiamo alla “zabbinata”, ossia al procedimento grazie al quale si ottiene la
“zabbina” (il cui termine deriva dal nome arabo del formaggio sia nella forma dialettale giaban, sia
dall’arabo classico jubn), che altro non è che ricotta non ancora rassodata, insieme al suo siero.
Questa si ottiene aggiungendo alla “lacciata”, ossia la parte di siero che avanza dopo la
caseificazione, una quantità di latte pari al 10% circa di quest’ultimo, insieme al sale, e portando il
tutto ad una temperatura di 80°.
Dopo circa 35/40 minuti, senza cessare mai di mescolare il liquido nella pentola, avviene il miracolo:
la superficie del liquido si rapprende e ciò che si ottiene è proprio la zabbina che, recuperata con un
mestolo insieme al siero, va mangiata calda e gustata accompagnandola a pane, preferibilmente
raffermo.
La parte di zabbina rimasta, posta nella "fascedda", cioè l'apposita forma bucherellata, oggi realizzata
in plastica (mentre un tempo era di vimini intrecciato a mano), lasciata sgocciolare diventa ricotta
e consumata per altre preparazioni.
Essendo la ricotta prodotta con il siero e non direttamente dal latte, non è definibile come formaggio.
Piuttosto per essa si parla di latticino.
LA ZABBINA
Remo Turello Photography Rita Russo Photography
Dopo aver gustato, oltre alla Tuma e alla zabbina, una serie di altri formaggi prodotti localmente ed altre
leccornie come il pane “cunzato” con acciughe, pomodoro secco, olive, miele e tanto altro, avere innaffiato tutto
con del buon vino ed aver goduto dell’ottima compagnia di chi ci ha ospitato, non resta altro che tornare al
proprio mondo sazi, non solo del buon cibo, ma di tutto ciò che questa esperienza ci ha regalato.
In conclusione, mi preme ringraziare il presidente dell’APS “Via delle Rondini”, Elisa Chillura che è stata ben
lieta di averci invitato allo scopo di far conoscere i luoghi visitati e l’attività svolta oltre i confini della Regione
Sicilia.
L’Associazione, infatti, si occupa prevalentemente di promozione territoriale, e tra le righe di presentazione di
quest’ultima si legge, tra le altre, la seguente frase:
“Dal cuore della Sicilia, ci occupiamo di territori, di saperi e di persone. Di come averne cura e di come farne un
bene condiviso”.
Andrea Zanatta
Barbara Tonin
Elisabetta Cabiddu
Fabrizio Rossi
Gianluca Fazio
Giancarlo Nitti
Lorenzo Rigatto
Maddalena Bitelli
Mariangela Boni
Remo Turello
MONTEMAGNO
Il territorio del Monferrato si sviluppa all'interno delle
due province piemontesi di Alessandria e Asti e, a
partire dal 2014, è entrato a far parte della lista dei
territori Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
Il paesaggio si presenta perlopiù collinare ed è
caratterizzato da vari borghi storici, come ad esempio
Montemagno, la meta del nostro reportage.
[Link]
Nel primo pomeriggio, Simone, il figlio del proprietario, ci ha Le tipologie di uva utilizzate per la produzione sono per la
accompagnati nella visita della location. maggior parte tipicamente piemontesi, come la Barbera, il
Ci ha raccontato che Tenuta Montemagno, un terreno di Grignolino, il Ruchè (uno dei più antichi vitigni piemontesi,
circa cento ettari totali, si trova in un territorio che tocca che si trova solamente nel territorio del Monferrato
quattro comuni (Montemagno, Viarigi, Altavilla e Casorzo) e astigiano), la Malvasia e il Timorasso.
due province, Asti e Alessandria.
Tuttavia, vengono utilizzate anche uve internazionali
Le vigne si trovano tutte nel territorio di Montemagno, a come Sauvignon e Syrah, in purezza o in blend con varietà
parte quella con cui producono il Barolo, che si trova a La piemontesi, per produrre vini a carattere più internazionale.
Morra (CN).
Ci siamo poi spostati verso la cantina, luogo centrale della vini prodotti alla Tenuta Montemagno è la bassissima
vinificazione. percentuale di solfiti, addirittura al di sotto dei limiti imposti
Il metodo di produzione di Tenuta Montemagno, dalla certificazione “Bio”, che prevede un valore massimo di
caratterizzato da una lavorazione a mano e dall’utilizzo anidride solforosa di 150 mg/l.
tecnologie all’avanguardia, è sinonimo di eccellenza.
Insomma, la posizione dei vigneti, la lavorazione a mano e la
La struttura della cantina, interamente collocata su un unico bassa percentuale di solfiti fanno sì che i vini prodotti dalla
piano, affaccia direttamente sui vigneti, dove si trova la famiglia Barea siano considerati tra i migliori vini italiani.
pressa.
Durante la vendemmia i grappoli vengono selezionati e Per concludere il tour della location, Simone ci ha condotti
raccolti a mano; in seguito, una volta pressati, vengono nella sala degustazione, dove ci ha presentato uno dei loro
trasportati all’interno dell’edificio e inseriti nelle botti (la cavalli di battaglia: Mysterium, una Barbera d’Asti Superiore
maggior parte in acciaio, a parte le barriques e quelle D.O.C.G. prodotta con uve delle più antiche vigne della
utilizzate per il metodo classico) per la vinificazione. tenuta.
Una delle caratteristiche principali e valore aggiunto dei
RINGRAZIAMENTI
A fianco alle colate di nerissimo bitume si nota spesso Per il visitatore le occasioni di restare a bocca aperta,
la presenza di depositi di calcite, di vari colori, originatisi proseguendo il cammino, sembrano non finire mai.
dalla precipitazione del carbonato di calcio sulle pareti,
a testimonianza dei fenomeni carsici, ancora allo È necessario, infatti, fare attenzione a non calpestare altre
stato embrionale, formatisi per effetto dell’infiltrazione forme carsiche che via via si palesano sul pavimento, alla
e circolazione delle acque meteoriche nel substrato luce delle lampade, come le “vaschette” concrezionate,
calcareo fratturato. alimentate da acqua di stillicidio, che si susseguono
con lieve pendenza le une dalle altre e numerosi piccoli
I colori di tali concrezioni vanno dal bianco della calcite noduli di forma pseudosferica, chiamati “pisoliti” , noti
pura, al giallo, al rosso, per la presenza di ossidazioni anche come “perle di grotta”, originati per avvolgimento
ferrose. successivo di microveli di calcite su un nucleo detritico.
Ulteriori morfologie che richiamano, più che un ambiente
sotterraneo scavato artificialmente, quello di una grotta Ed ancora sulle pareti si notano vele e cortine di calcite e
carsica naturale, sono date dalle stalattiti sul soffitto e le tante altre suggestive morfologie.
stalagmiti sul pavimento.
all’azienda italiana che più' di ogni delle famiglie dei “picialuori”. garantiva ottimi ricavi e soprattutto
altra ha segnato la storia dell'asfalto Fu quello l’anno della svolta per il lavoro a migliaia di ragusani tra il
ragusano: la [Link].D., acronimo per l’industria dell’asfalto ragusano, grazie diretto e l’indotto.
Asfalti Bitumi Combustibili liquidi e agli accordi tra Regione Siciliana La produzione continuò con ulteriori
Derivati, che convisse con la società e la Calce e Cementi di Segni, che migliorie, apportate sia ai metodi di
inglese fino allo scoppio della seconda rilevò tutte le cave e le miniere della lavorazione che in termini di tutela
guerra mondiale, garantendo il lavoro [Link].D., dando origine alla A.B.C.D., sindacale per le maestranze occupate,
a quasi duemila tra lavoratori semplici, ovvero la Asfalti Bitumi Cementi e fino al 1968, quando la società passò
apprezzati minatori, stimati conduttori Derivati e trasformò radicalmente la all’Eni che garantì gli stessi livelli
di impianti e schiere di carrettieri, lavorazione dell’asfalto utilizzando occupazionali e gli stessi investimenti
meccanici, garzoni, carpentieri, ecc. il proprio brevetto, secondo il quale solo per un altro decennio, scegliendo
il bitume estratto dalla roccia veniva poi di non lavorare più la “pietra
La guerra costrinse l’azienda a ridurre utilizzato come combustibile di un pece”, e decretando in tal modo la
al minimo gli impianti, anche a causa alto forno nel quale veniva lavorato fine di un’epoca: quella dell’industria
dell’arruolamento di molti operai come il calcare "esausto", ossia privo di dell’asfalto ragusano. Della pietra
soldati, i quali al ritorno da reduci bitume, che prima finiva in discarica, pece si occupa ormai solo qualche
trovarono l’[Link].D. in gravi difficoltà per farne cemento pozzolanico, artigiano, incoraggiato da architetti che
finanziarie, con la conseguente venduto a caro prezzo perché ritenuto utilizzano questa roccia non solo nei
impossibilità di riavere il proprio lavoro. ottimo per la moderna edilizia, sia in lavori di restauro, ma anche in nuove
Ne seguirono lotte sindacali che Italia che all’estero. costruzioni.
raggiunsero l'apice nel 1949 con Si trattava di una lavorazione
l'occupazione delle miniere da parte industriale a ciclo chiuso, che
Una roccia calcarea impregnata di bitume è detta ossigenate le spoglie degli organismi animali e vegetali
asfalto. si depositano sul fondo, mescolandosi a sedimenti
La roccia asfaltica e’, infatti, un calcare tenero argillosi e costituendo una melma putrida chiamata
impregnato, secondo percentuali diverse, di bitume. Il sapropel.
bitume e' sostanzialmente un idrocarburo.
Attraverso complesse reazioni connesse alla diagenesi,
Gli idrocarburi sono composti organici che contengono il sapropel si trasforma in roccia compatta, detta
soltanto atomi di carbonio e di idrogeno. sapropelite, dove hanno origine gli idrocarburi.
Ampiamente usati come combustibili, la loro principale In particolare, i calcari bituminosi affioranti nel
fonte in natura è di origine fossile. ragusano, di età miocenica, devono la loro origine
presumibilmente ad imbibizione da parte dei depositi
Una prima distinzione tra i vari idrocarburi si riferisce petroliferi esistenti nel sottosuolo ed emigrati dalle
al loro stato fisico, nelle condizioni di pressione e profondità lungo le superfici di minor resistenza dei
di temperatura ambientali. sistemi di discontinuità e delle fratture profonde
In natura troviamo idrocarburi sia liquidi (petroli), dell’intero ammasso roccioso.
sia gassosi, sia solidi. Gli idrocarburi solidi derivano
dall’ossidazione dei precedenti e prendono il nome di Il contenuto in bitume della roccia asfaltica dipende
bitumi. principalmente dalla permeabilità della roccia
incassante e dalla concentrazione originaria degli
Il processo che porta alla trasformazione della materia idrocarburi, nonché dalle condizioni tettoniche dell'area
organica in idrocarburi è un processo analogo a che ne determinano le caratteristiche chimico-fisiche.
quello della carbonificazione ed è detto naftogenesi.
Un ambiente favorevole alla naftogenesi è costituito
da acque più o meno stagnanti: in queste acque non
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La community dei fotonauti
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COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
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Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
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professionali e sociali.
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versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
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editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
per esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le legati al brand Giroinfoto magazine.
tradizioni gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove
racconteremo le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia
e culturale.
SEDI OPERATIVE
La sede di coordinamento dei working group di Band of Giroinfoto si trova a Torino con sezioni operative a Alessandria,
Genova, Milano, Roma e Palermo.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
Grazie ad accurate sedute di trucco, travestimenti e messa in scena, seguite da mesi di ricerca, Malkovich diventa Albert
Einstein che mostra la lingua a Arthur Sasse (1951), il Che Guevara di Alberto Korda (1960) e il maestro del brivido ritratto
con ironia da Albert Watson, ma anche Jack Nicholson dietro il trucco di Joker per Herb Ritts (1988).
Indossando un pellicciotto intorno al volto, Malkovich diventa il Mick Jagger di David Bailey (1964) o ancora, nudo e coperto
di api, si trasforma nel celebre Beekeper di Richard Avedon.
Analoga versatilità gli permette di abbracciare la sua Yoko Ono, mettendosi a nudo come John Lennon per l’obiettivo di
Annie Leibovitz, in quello scatto pluripremiato realizzato qualche ora prima del suo assassinio.
Sandro Miller (1958), considerato uno dei fotografi più importanti al mondo in ambito pubblicitario, è noto per le sue
immagini espressive e per il suo stretto lavoro con l’attore John Malkovich e gli altri membri dell’ensemble della
Steppenwolf Theater Company di Chicago.
26 × 32 cm,
144 pagine
60 colori, cartonato
ISBN 978-88-572-4400-6
LA MOSTRA
Trieste Magazzino delle idee
31 ottobre 2020 – 31 gennaio 2021
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