GF60
GF60
com
N. 60 - 2020 | OTTOBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]
Street Food
PALERMO
BAND OF GIROINFOTO
COME
60
[Link]
OTTOBRE 2020
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
on-line dal
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
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ANNO VI n. 60 Issuu
20 Ottobre 2020 giroinfoto magazine
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
GIROINFOTO MAGAZINE
60
I N D E X
R E P O R TA G E
999+1 ALBERI
10 STREET FOOD
Palermo
Band of Giroinfoto Sicilia
26
26 999+1
Alberi sul Monte Moro
Band of Giroinfoto Liguria
42 LERI CAVOUR
STORIA DELLA GRANGIA
Di Giuliano Guerrisi e Elisabetta Cabiddu
54 TERRE DI MARFISA
Alta Tuscia
Band of Giroinfoto Lazio
42
R E P O R TA G E
54
TERRE DI MARFISA
R E P O R TA G E
80
MAU BORGO CAMPIDOGLIO
92
STARS BOX
Rifugi a milioni di stelle
92
Di Claudia Lo Stimolo
BORGO PARRINI
La piccola Barcellona
102
Di Rita Russo
I TEMPLI IPOGEI
Damanhur
114
Band of Giroinfoto Piemonte
LE TUE FOTOEMOZIONI
Questo mese con:
130
Marco Supino
R E P O R TA G E
114
DAMANHUR
R E P O R TA G E
102
BORGO PARRINI
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Ottobre 2020
246 52 8 34 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4% 77% 1,5%
163.810 4.129
16% 0,5% Letture totali Letture nell'ultimo
1%
mese.
VIAGGIA
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FOTOGRAFA
Rita Russo
Salvatore Fiume
La tradizione dello street food palermitano e delle sue mancano alcune chicche ittiche, tantissime specialità fritte,
produzioni si colloca in un ampio arco temporale durante il prodotti di panetteria e, ovviamente, quelli di pasticceria.
quale ogni comunità vissuta sul territorio ha avuto modo di
contribuire alla sua varietà in qualche misura. È difficile camminare attraverso i vicoli e le strade,
soprattutto del centro storico della città, senza essere
Con il tempo ogni prodotto si è aggiunto all’altro e venditori attratti ed inebriati dagli innumerevoli odori pungenti,
ambulanti, mercanti arabi o ebrei inventarono lo street talora speziati, delle più tipiche specialità del panorama
food nel momento in cui, non esistendo i ristoranti come li gastronomico street palermitano.
conosciamo oggi, si mangiava e si viveva materialmente per
strada. Sebbene oggi molti dei prodotti siano entrati nelle
rosticcerie, è ancora possibile vedere come viene cucinata
Lo street food palermitano è, prevalentemente, basato su la specialità realmente “on the street”, come nel caso delle
alimenti terrestri (tantissima carne e frattaglie) ma non panelle e delle crocchè o del pane con la milza.
La regina dello street food palermitano, conosciuta in tutto il La storia dell’arancina è antichissima
ManuelaeAlbanese
di origine alto-
Photography
mondo, è senza dubbio l’arancina, ossia una sfera di riso allo medievale o araba, vista la presenza dello zafferano.
zafferano ripiena e fritta dopo essere stata impanata. Si racconta che un illustre siciliano d’adozione, Federico
II di Svevia, abbia pensato alla panatura come semplice
Il ripieno oggi può essere realizzato con diversi tipi di ma geniale tecnica per conservare il prelibato riso e
condimento a seconda della creatività di chi le prepara. trasportarlo a lungo durante le sue battute di caccia o le
Esso può, infatti, essere agli spinaci, al salmone, alla missioni diplomatiche.
salsiccia, ai funghi e persino alla nutella, ma la tradizione lo
vuole accarne o abburro, ossia ripiena con ragù di carne o A Palermo il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia con le
con burro e prosciutto. arancine e la cuccìa, il dolce di grano bollito e ricotta di
pecora.
Sull’arancina si è sempre fatto un gran parlare a
proposito del grande dilemma che da secoli divide in
due la Sicilia intera, visto che nel palermitano si chiama
“arancina”, mentre nel catanese si chiama “arancino” e
per il quale si è pronunciata persino l’Accademia della
Crusca a favore della prima versione.
Un’altra leccornia tipica dello street food palermitano è lo e olio, a differenza di quello che si produce nella vicina
sfincione che deve il suo nome alla parola latina spongia, Bagheria che è bianco.
ovvero spugna, oppure dall'arabo isfang, che significa
frittella. Sebbene oggi sia possibile trovare lo sfincione in tutti i
panifici della città, quello più tradizionale è proprio quello
L'impasto di questa specialità è, infatti, di consistenza venduto dagli ambulanti che, oltre ad essere una presenza
porosa, proprio come una spugna. fissa con piccole bancarelle nei mercati storici principali, si
È costituito da un impasto simile sia a quello del pane sia muovono da una via all'altra di Palermo a bordo di un’ape
a quello della pizza e a Palermo è condito con salsa di (lapino in palermitano).
pomodoro, sarde salate, cipolla, formaggio cacio cavallo
Per musso e carcagnoli si intende, invece, il muso del della città, dei cosiddetti stigghiulari, la cui presenza è
bovino e le cartilagini delle zampe, che vengono lessati in riconoscibile dal denso fumo della brace che si alza dalla
acqua salata, tagliati a cubetti e mangiati semplicemente griglia a fianco al banchetto durante tutta la mattina e nel
con sale e limone spremuto ma, soprattutto presso le caso di quelli su strada anche nel pomeriggio.
macellerie, si possono trovare con aggiunta della mascella
e della lingua, talora conditi con una insalata di sedano, La stigghiola, altro cibo appartenente alla tradizione povera
carote, cipolle rosse e olive verdi schiacciate. palermitana, deriva da un piatto greco, il kokoretsi, è di
origine molto antica ed è costituita da budello di agnello
Non è da trascurare poi la presenza, oltre che tra le o capretto, cotto sulla brace talora avvolto intorno ad un
bancarelle dei mercati anche lungo le più grosse arterie cipollotto.
Dario Truffelli
999
A cura di Manuela Albanese e Monica Gotta Davide Mele
Gianluca Cichellero
+1
A THOUSAND
TREES PROJECT
Il progetto che ha preso vita nel
mese di ottobre del 2019, per la
piantumazione di nuovi alberi
sul Monte Moro dopo il gravoso
incendio.
Per arrivare sul Monte Moro, si passa attraverso i quartieri Arrivati alla fine della strada vi troverete davanti allo
residenziali salendo verso Apparizione. spettacolo indimenticabile del golfo di Genova disteso sotto
La strada, che diventa dopo poco una panoramica, è un i vostri occhi, quasi fosse un nastro colorato, da Nervi a
punto di osservazione privilegiato sulla città. Voltri.
Con molta probabilità sarete completamente soli oppure in
compagnia di poche altre persone. Ma non solo: in giornate particolarmente terse si vede la
riviera di Ponente, Savona, Capo Noli e anche oltre sfiorando
Sarete soli ad oltre 400 metri di altezza sul livello del mare, con lo sguardo le Alpi Marittime che d’inverno sono
circondati dalla natura che sta tornando al suo antico incappucciate dalla neve.
splendore dopo un tragico evento avvenuto nel 2017, di cui
parleremo dopo. Non è l’unico modo per arrivare sul Monte Moro.
È anche possibile partire da Quinto e arrampicarsi a piedi
Nel primo tratto di strada verso Monte Moro troverete fino in cima, esercizio riservato ai pochi veramente allenati
case indipendenti, giardini rigogliosi, vecchie case rurali e vista la particolare pendenza.
ruderi abbracciati dalla vegetazione tipica della macchia Tuttavia, partendo a piedi, potreste incontrare i vecchi
mediterranea e delle alture genovesi. bunker della guerra, un’altra attrazione di questa zona.
La strada si ferma al ristorante che in passato ospitava
tantissimi genovesi durante i fine settimana. Ma vi chiederete … perché siamo saliti fin qui?
Oggi viene chiamato “il ristorante abbandonato”.
Il monte era comunque un caposaldo, il terreno intorno alle Durante il secondo dopoguerra la vetta del Monte Moro
batterie fu minato, alcuni dei cannoni erano protetti dai fu oggetto di rimboschimenti con pini marittimi, più volte
bunker. danneggiati da incendi dolosi.
Pare esistessero due teleferiche che, rispettivamente Alcune voci raccontano che i pini furono piantati per volontà
dal cimitero di Quinto e da Nervi, erano collegate del Duce, ma si tratta solo di racconti non avvallati da
telefonicamente con i comandi delle batterie. testimonianze scritte.
Il progetto ha preso vita nel mese di ottobre del 2019, Matteo ed Eugenio si incontrarono sul Monte Moro e parola
anche se già a partire dal mese di agosto alcuni dei primi dopo parola, nacque il progetto di rimboschimento.
partecipanti avevano cominciato a studiare la fattibilità di L’inizio della piantumazione degli alberi sul Monte Moro
un progetto di piantumazione. iniziò già prima della costituzione della futura associazione.
I fondatori sono: Matteo Ciappina, Eugenio Devena, Gaia Il primo albero venne piantato infatti ad agosto 2019, più
Salvadori, Arianna Liconti e Manuela Albanese. per senso civico che per la presenza di un’idea progettuale
che sfocerà poi nella costituzione del Progetto A Thousand
Ma scopriamo come è nato il progetto. Trees Projects.
In passato Matteo e Manuela avevano portato avanti varie
attività di volontariato come ad esempio “Occupy Nervi”, L’obiettivo iniziale era di piantare 100 alberi, ma presto l’idea
riuscendo a fare ad esempio il primo Plogging del Levante cambiò e venne aggiunto uno zero per arrivare a 1000.
Genovese e varie attività di pulizia di spiagge e strade, I primi alberi vennero messi a disposizione da un vivaio di
nonché l’importante raccolta fondi per l’acquisto nel 2019 Nervi ad un prezzo calmierato.
del defibrillatore rubato al Porticciolo di Nervi. Chiunque poteva comprarne uno e piantarlo sul Monte Moro
oppure veniva semplicemente acquistato e lasciato nel
Eugenio da tempo abbracciava il desiderio di piantare alberi vivaio a disposizione dei fondatori del progetto.
sul Monte Moro ed in passato aveva già messo a dimora
alcuni agrumi.
Il progetto ottenne dal Comune di Genova l’assegnazione ad essere di pubblico dominio e sono nate collaborazioni
del terreno e la zona dove piantare gli alberi. importanti con altre associazioni.
Gli agronomi del Comune hanno dato indicazioni su che
tipo di alberi piantare in modo da conservare l’ambiente e la Nel tempo sono diventate sempre più numerose fino ad
macchia mediterranea indigena. arrivare a 8.
Si uniscono a A Thousand Trees Project, Occupy Nervi,
In ottemperanza ai suggerimenti degli esperti le piante fino Trip In Your Shoes, Surfrider Genova, Worldrise, Fridays For
ad ora piantumate sono lecci, roverelle, frassini e corbezzoli. Future Genova, Cittadini Sostenibili e Circolo Nuova Ecologia
Successivamente iniziò la collaborazione con il Vivaio di Lega Ambiente.
Regionale a Pian dei Corsi a Savona, che mette a
disposizione le piante donandole a chi fa opera di In questo anno di vita di A Thousand Trees Project alla
riforestazione. piantumazione degli alberi hanno partecipato liberi cittadini,
gruppi di Scout e volontari di Green Peace, per citarne solo
Un altro step importante del progetto, che lo sta portando alcuni.
sempre a maggior diffusione sul territorio, ma anche ad una E sono giunti da tutta la città di Genova, non solo dai
sempre maggior presenza mediatica. quartieri che si vedono dall’alto di Monte Moro.
Una giornata caratterizzata da un vento teso e tagliente l’azione congiunta della Protezione Civile e dei Vigili del
tipico della città di Genova, un incendio di grandi dimensioni Fuoco fu determinante nello spegnimento delle fiamme che
alimentato proprio dalle condizioni climatiche di quei giorni. devastarono il polmone verde della Genova di Levante.
Probabilmente furono 3 incendi di origine dolosa, che si
unirono devastando le alture genovesi tra i quartieri di Ancora oggi ci sono segni evidenti di persone che facendo
Apparizione, Quarto, Quinto e Nervi. un pic-nic sul Monte Moro creano piccoli incendi.
L’incendio arrivò a lambire le abitazioni, l’autostrada venne Pertanto, invitiamo i nostri lettori alla sensibilizzazione in
chiusa per via dei lapilli che cadevano sulle carreggiate; materia per non incorrere nuovamente nel pericolo di un
grande incendio e la distruzione del patrimonio ambientale, chilometri, complici il cambiamento climatico, l’intervento
non solo di Genova ma di tutta Italia e di tutto il mondo. dissoluto dell’uomo e l’opera dei piromani.
Un esempio più recente sono stati gli incendi in Australia A Thousand Trees Project e i suoi fondatori, ognuno a
a cavallo tra la fine del 2019 e il 2020, evento che non modo suo ancor prima di conoscersi, hanno deciso di ridare
ha paragone nella storia in merito al numero di animali vita al nostro polmone verde, piantando il primo albero,
deceduti e alla quantità di bruciata. probabilmente senza immaginare che sarebbero arrivati fino
Diverse volte negli ultimi anni anche gli Stati Uniti sono stati a qui!
vittima di eventi simili che hanno reso l’aria irrespirabile per
Il volontariato
Thoudand Trees Project è un’azione di volontariato. Questa legge determina alcuni requisiti di base tra cui
Si parla spesso di volontariato, di istituzioni, di associazioni, l’assenza di finalità di lucro e la gratuità delle prestazioni
di singole persone che offrono il loro tempo libero per degli aderenti.
migliorare l’ambiente nel quale viviamo, per aiutare le
persone bisognose, i malati, gli animali. Il volontariato si inserisce in quello che viene chiamato “Il
Terzo Settore” che non risponde alle logiche del profitto e
Il punto è che nel momento in cui aiutiamo gli altri, aiutiamo che segue regole diverse da quelle del mercato.
anche noi stessi, cresciamo e alimentiamo noi stessi con Secondo i dati dell’ISTAT la popolazione di volontari in Italia
ciò che ci viene restituito dopo aver concluso una buona è fatta di un numero di unità di tutto rispetto.
azione, un’azione volontaria resa in modo gratuito. Resta sempre un punto fondamentale alla base di tutto ciò:
lo scopo benefico.
Ma cosa spinge una persona a fare volontariato?
Le ragioni possono essere la solidarietà, l’altruismo, il Ascoltiamo, dalla viva voce di alcuni dei fondatori di A
perseguimento della giustizia sociale oppure la filantropia, Thousand Trees Project, ciò che significa per loro fare
insieme ad altri mille motivi che sicuramente nascono dal volontariato, perché lo fanno, le loro sensazioni e cosa gli
vissuto personale di ciascun volontario. restituisce ogni azione in tal senso.
o
domenica il Monte Mor
“Per noi domenica dopo
ve nt at o il no st ro rif ug io, il luogo dove ci
è di
ia m o co n la sp er an za di restituire un po’ di
rech
al la na tu ra , ce rc hi am o di ripristinare una
amore
entale.
sorta di equilibrio ambi
Durante le loro escursioni sul Monte Moro i volontari I fondatori di A Thousand Trees Project affermano …
dell’associazione anche scoperto l’esistenza di una vecchia
cisterna della capienza di 500.000 lt. “Come abbiamo detto durante la cerimonia, non abbiamo
La cisterna è stata sottoposta a controlli da parte di esperti intenzione di fermarci. Il 13 settembre non è stato un
che ne hanno valutato la fruibilità: non ci sono segni di punto di arrivo, ma forse un nuovo punto di partenza,
deterioramento particolare, né è stata rilevata la presenza di andremo avanti puntando soprattutto sulla condivisione
sostanze tossiche e/o pericolose. con altre realtà delle conoscenze acquisite e punteremo
alla qualità della piantumazione elevando la probabilità di
Si pensa pertanto di riqualificarla ed utilizzarla per bagnare sopravvivenza degli alberelli”.
le piante, oppure metterla a disposizione della protezione
civile per debellare eventuali altri incendi nella zona, nonché
per qualsiasi altro uso civico che possa essere utile alla
comunità cittadina.
Tuttavia, per l’emozione non ci siamo accordi che era stata scavata un’altra
buca per un altro albero: un altro corbezzolo!
Quindi, ricapitolando, il 13 settembre 2020 si è raggiunto il numero di 1001
alberi sul Monte Moro!
Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà l’albero numero 1002 e quali numeri
verranno raggiunti in futuro.
Athousandtreesproject
Surfridergenova
Worldrise
Occupynervi
Fridaysforfuturegenova
Cittadinisostenibili
Tripinyourshoes
Circolo nuova ecologia lega ambiente
Leri Cavour
I resti degli edifici che si possono osservare sono
quelli caratteristici di una enorme azienda agricola:
scuderie, fienili, granai ed un vecchio mulino ma
anche dimore dei lavoranti ed una chiesa.
Sicuramente il luogo più interessante ed
affascinante è la vecchia dimora della
famiglia Cavour:
una splendida villa su due piani con
soffitti interamente affrescati e con
caminetti decorati in ogni stanza.
Con grande curiosità, a seguito delle recenti
opere di recupero del Borgo, torniamo a visitare i
medesimi luoghi a luglio del 2020 e con grande stupore
ammiriamo come la Grangia stia riacquistando la sua
originaria bellezza.
Fin dall'XI secolo l'area di Leri fu sottoposta a un processo di Inoltre Cavour, grande appassionato ed esperto di idraulica,
bonifica da parte dei monaci Cistercensi, divenendo così nei ideò quello che divenne il più grande sistema di distribuzione
secoli successivi un fertile terreno per la coltivazione del riso. delle acque irrigue, culminato con la costruzione del canale
Cavour, opera imponente che destò meraviglia a livello
Nei secoli successivi l’area mantenne una certa rilevanza per i europeo.
monaci che ne fecero di essa un centro di culto.
Nel XIX secolo la Grangia subì una serie di passaggi di L’attività politica dello statista lo portò ad allontanarsi dalla
proprietà che videro tra i protagonisti anche Napoleone Grangia la quale rimase per lui un luogo di ritiro nei momenti
Bonaparte. di riposo.
Nel 1822 venne acquistata dal marchese Michele Benso di
Cavour, padre di Camillo Benso, conte di Cavour. Egli continuò a mantenere un attivo interesse per le vicende
del Borgo ed insieme al suo fidato socio Giacinto Corio istituì
Fu proprio Camillo Benso a guidare la tenuta, sperimentando una società, continuò a dirigere la Grangia ed a far edificare
tecniche di coltivazione moderne che gli permisero di nuove strutture.
migliorarne la resa nella produzione di riso e nell’allevamento Illustri personaggi dell'epoca risorgimentale e importanti
del bestiame e che avrebbe poi utilizzato nel resto del agronomi fecero visita al Conte Cavour in quei luoghi.
Piemonte.
Tale operazione non ebbe buon esito, il declino e L'associazione si è trasformata in ODV a giugno 2020 e ha
l’abbandono presero il sopravvento fino a farlo diventare dato il via ai lavori di pulizia e promozione del Borgo nello
territorio di vandali e portando il Borgo a subire una serie stesso periodo.
di manomissioni che deturparono parte delle strutture Obiettivo dell'associazione è quello di tutelare, promuovere
originarie. e valorizzare il Borgo di Leri ed il territorio delle Grange.
Il FAI ha elencato Leri Cavour tra i luoghi del cuore. Sarà
Nel gennaio 2020, su iniziativa di una serie di cittadini possibile votarla, fino a dicembre, per consentire l’accesso a
attivi, nasce l'Associazione L.E.R.I. Cavour (acronimo di Fondi per ristrutturazione.
Laboratorio Educativo Risorgimentale Italiano), che opera
nel tentativo di ridare una nuova speranza al futuro del
Borgo.
Gianmarco Marchesini
Laura Rossini
Alta
Tuscia
Viterbo
L’alta Tuscia
riparte da
qui:
L’Italia è costellata di luoghi meravigliosi dal punto di vista
artistico, storico e naturalistico, ma qui nell’alta Tuscia sta
sbocciando una realtà che ha qualcosa in più.
In un momento particolare come questo, in piena emergenza
COVID, molte sono le persone alla ricerca di luoghi tranquilli
e sicuri dove rifugiarsi per godere di privacy e rilassarsi alla
scoperta della natura e del territorio.
Un circolo virtuoso che premia attività ricettive e produttori locali.
Non lontano c’è il Borgo di Farnese, uno dei luoghi del cuore
censiti dal FAI.
Costruito su una parete di tufo era abitato già dall’età del bronzo.
A testimonianza del passaggio degli etruschi, dei romani e dei
longobardi sono stati ritrovati diversi reperti.
Culla della nobile famiglia dei Farnese, il borgo conobbe il
momento di massimo splendore con la nomina a Papa di
Alessandro Farnese con il nome di Paolo III durante il XVI secolo.
Circa un secolo dopo sempre un Farnese fece costruire il viadotto
presente nella piazza centrale per poter collegare la residenza
ducale con un giardino privato che all’epoca si trovava oltre il
fossato che circondava la città e che ora non esiste più.
Dal viadotto si gode una vista particolare e suggestiva del borgo, che
pur essendo di proprietà privata ed un laboratorio di arte e restauro, a
volte viene aperto al pubblico per mostre o eventi.
Nel 1972 Comencini lo elesse set naturale delle riprese del film “Le
Avventure Di Pinocchio” che vide protagonista Nino Manfredi nei panni
di Geppetto e Gina Lollobrigida nei panni della Fata Turchina .
A memoria dell’evento nel paese sono disseminati cartelloni che
segnalano i luoghi maggiormente utilizzati e le relative scene.
Potrebbe essere utile visitare la zona con una guida.
Girando da soli si perdono molte informazioni e luoghi particolari. A
tale proposito è possibile consultare il sito [Link]
Un’attività nata nel 2009 dal desiderio dell’Ing. Clarici Nel logo un unicorno, simbolo preso in prestito dallo
e sua sorella Carla di tornare alle proprie radici. stemma della famiglia Farnese perché rappresenta
forza, saggezza e lealtà.
Tutto ha inizio con l’acquisto di un terreno adiacente La leggenda narra che la creatura, cacciata per essere
alla loro tenuta di famiglia, vicino Farnese, dove sono catturata, si prostra a terra quando viene avvicinata da
cresciuti sia loro che i loro figli, oggi al loro fianco in qualcuno con un cuore puro.
questa avventura.
In prima linea ci sono Nathalie, suo fratello Riccardo e Non si tratta di una pura scelta di marketing, ma
Marco Baroni. della rappresentazione fedele delle caratteristiche
A piccoli passi, con scelte ponderate ma con la voglia caratteriali delle persone che credono e lavorano in
e la consapevolezza che i “valori e la famiglia vengono questo progetto mettendo a disposizione tutta la loro
al primo posto, poi si vedrà”. passione e professionalità.
“Terre di Marfisa” è l’azienda agricola che, non a caso,
porta il nome della mamma dell’Ingegnere e della
signora Carla.
Una giornata lavorativa come le altre e nella cantina Bozzini e da giardini progettati con esperienza e
Nathalie assaggia il vino sotto l’occhio attento di suo gusto dalla signora Carla.
padre.
Un momento importante perché quest’uomo riservato La pioggia caduta nella notte ha liberato tutt’intorno
e discreto in realtà è sempre presente e con il suo fare un profumo inebriante di lavanda e mentre si fa sera,
sempre gentile non lesina osservazioni e pareri. non c’è momento migliore per abbandonarsi al relax
per antonomasia: la SPA.
Il “Podere di Marfisa” invece è la struttura ricettiva
costruita nel 2018 per assicurare al viandante il giusto Un perfetto connubio di materiali, essenze e luci
riposo ed una accoglienza familiare. soffuse che creano un’atmosfera quasi naturale.
Un luogo immerso dai suoni, profumi e colori della Sauna, piscina con idromassaggio, docce emozionali e
natura. tisane calde a disposizione non solo per chi soggiorna
Tutto intorno alla struttura centrale si trovano le suite nel relais, ma anche per chi avesse solo voglia di
per gli ospiti circondate da opere d’arte, una vera e passare qualche ora in questo ambiente lontano dal
propria mostra permanente dello scultore Cesare resto del mondo.
L’ 0steria dell’Unicorno
è il ristorante gourmet che si trova all’interno del Podere di
Marfisa.
Il menù parla di tradizione, territorio e stagionalità.
Immancabile la presenza dei prodotti dell’azienda agricola
delle Terre di Marfisa: vini, olio ed erbe aromatiche.
Aprono l'8 ottobre l'esposizione dei e del design del prodotto industriale,
lavori della sesta edizione del concorso l’impatto dell’Intelligenza Artificiale
fotografico della Fondazione MAST, vinto sui modi di vita tradizionali e
da Alinka Echeverría, e la mostra Inventions l’omologazione indotta dall’industria
a cura di Luce Lebart. globale della moda.
La nostra sete di integrità non si placa mai. con la frammentazione, la frantumazione del soggetto, da
Desiderio di un’infanzia immacolata, per esempio, di un trasformarsi in un’esperienza di disintegrazione dell’uomo
matrimonio intatto, di una società sana, di un corpo integro, specificamente moderna, un’esperienza che risveglia il
inalterato, di una natura inviolata e oggi anche di un pianeta bisogno umano di unità, di interezza, di integrità.
incontaminato.
Sostanzialmente le cose non sono cambiate granché
Per quanto ci sforziamo, non riusciamo proprio a ricordare nemmeno in epoca postmoderna e nel mondo attuale.
l’origine di questo impulso, che tuttavia sembra essere una Mentre l’arte idealistica soddisfa la necessità di fantasia,
costante della nostra vita. la speranza di una nuova interezza, da trenta, quarant’anni
Una caratteristica genetica o forse filogenetica l’arte realista contemporanea è impegnata a indicare,
dell’esistenza, che la filosofia sociale mette spesso mettere in evidenza e, per certi versi, analizzare i motori che
in relazione con la nostra nascita, con il trauma della alimentano le trasformazioni e le fratture psicologiche e
separazione vissuto in quel momento e con le successive sociali che molti esseri umani sono costretti a subire, non
esperienze dolorose che noi, come individui e come società, da ultimo provando spesso un desiderio recondito di
cerchiamo gradualmente di “coprire”, nascondere sotto una integrità e purezza.
forte nostalgia di interezza, di integrità, di completezza.
“Noi non corriamo, verso la morte, fuggiamo la catastrofe Da questo punto di vista, la fotografia contemporanea non
della nascita”, osservava acutamente Emile M. Cioran nel fa eccezione.
suo libro L’inconveniente di essere nati. I giovani artisti mettono il dito nelle piaghe del nostro agire
sociale ed economico e lo fanno spesso con sarcasmo,
La storia dell’umanità ha visto dilatarsi, espandersi il trauma con una profonda, caustica acutezza, mettendo a nudo
personale, il dolore individuale, attraverso vari stadi e consentendoci di vedere – perfino lì dove, con il nostro
successivi, sino a sfociare in una grande ferita collettiva, sguardo retrospettivo e romantico, immaginavamo che
generalizzata. esistesse ancora l’unità – tutte le contraddizioni, le
Le intuizioni di Copernico e Galileo, grazie ai quali abbiamo ingiustizie nascoste, i fatali paraocchi che ci portano a
capito che l’uomo non è al centro dell’universo, e poi la idealizzare il passato e il presente.
scoperta dell’inconscio ad opera della psicanalisi hanno
spezzato la fiducia originaria nel potere dell’essere umano e Ogni due anni, la Fondazione MAST, attraverso il MAST
nella forza e supremazia della sua soggettività. Photography Grant on Industry and Work, offre a cinque
giovani fotografi l’opportunità di confrontarsi con le
L’uomo, l’individuo, deve ormai riconoscere anche a se problematiche legate al mondo dell’industria e della tecnica,
stesso di essere sia inconsciamente sia consapevolmente con i sistemi del lavoro e del capitale, con le invenzioni, gli
un prodotto di forze esterne, estranee e “oscure” (Arnd sviluppi e l’universo della produzione.
Pollmann).
Come scriveva Georg Simmel agli albori del Novecento, le E spesso il loro sguardo innovativo e inedito ci costringe
forze centrifughe della modernità – tra cui è lecito includere a scontrarci con incongruenze, fratture, fenomeni e forse
anche la separazione fra il luogo in cui si vive e quello in cui perfino abissi che finora avevamo trascurato o cercato di
si produce, fra capitale e lavoro – coincidono a tal punto non vedere.
“Ogni due anni, la Fondazione MAST, attraverso il MAST E spesso il loro sguardo innovativo e inedito ci costringe
Photography Grant on Industry and Work- spiega il a scontrarci con incongruenze, fratture, fenomeni e forse
curatore della mostra, Urs Stahel - offre a giovani fotografi perfino abissi che finora avevamo trascurato o cercato di
l’opportunità di confrontarsi con le problematiche legate non vedere”.
al mondo dell’industria e della tecnica, con i sistemi I progetti selezionati per questa sesta edizione sono diversi
del lavoro e del capitale, con le invenzioni, gli sviluppi e tra loro, ma legati dall’attualità dei temi affrontati e dalla
l’universo della produzione. molteplicità dei mezzi di rappresentazione scelti.
Giroinfoto Magazine nr. 60
70 MOSTRE | MAST AUTUNNO
I FINALISTI
Maxime Guyon
usa il mezzo fotografico al massimo delle sue potenzialità
per restituirci gli aspetti tecnologici e le alte prestazioni
degli aerei;
Alinka Echeverría
(Città del Messico, 1981)
Con la sua installazione in tre parti Apparent Femininity, L’atto di isolare le immagini, solarizzarle e stamparle
Alinka Echeverría volge lo sguardo indietro, al ruolo delle sul vetro ha la funzione di richiamare l’atto creativo del
donne nella storia del cinema e della programmazione montaggio e fissare il nostro sguardo su questa realtà poco
informatica per guardare avanti alla Quarta rivoluzione nota.
industriale. Con Ada, la fotografa rende omaggio a Ada Lovelace, la
Grace, intitolato alla pioniera della scienza Grace Hopper, è matematica considerata da molti la prima programmatrice
un’animazione tratta da una fotografia di Berenice Abbott della storia.
(dalla Collezione Mast) che rappresenta un’anonima Attraverso un mosaico di collage digitali, Echeverría riattiva
programmatrice al lavoro. il patrimonio fotografico d’archivio ed esplora la biografia di
L’animazione, presentata su una tenda LED, è queste pioniere mettendole a confronto con donne rimaste
accompagnata da una colonna sonora composta da anonime e con immagini archetipiche di femminilità.
Daphne Oram, inventrice del graphical sound. Hélène è
una installazione di negativi su lastre di vetro; le immagini
solarizzate si concentrano sulle mani delle montatrici al
lavoro.
Massimiliano Sticca Photography
Alinka Echeverría
Alinka Echeverría (1981) è un’artista e un’antropologa visiva Di recente è stata tra i finalisti del Prix Elysée, è stata
di origine messicano-britannica che lavora utilizzando selezionata per il Talent Award del FOAM Museum,
media diversi. le è stata assegnata una BMW Art & Culture Residency
dal museo Nicéphore Niépce, è stata votata International
Ha conseguito un Master in Antropologia sociale (Università Photographer of the Year dai Lucie Awards e ha vinto il
di Edimburgo, 2004, con un Erasmus all’Università di HSBC Prize for Photography.
Bologna nel 2003) e una laurea in Fotografia (International
Center of Photography, New York, 2008). Il suo lavoro è presente in numerose collezioni di istituzioni
Il suo lavoro è stato presentato in molti paesi e le sono tra cui LACMA, Montreal Museum of Fine Arts, Musée
state dedicate personali presso The Montreal Museum of Nicéphore Niépce, The Museum of Fine Arts in Houston,
Fine Arts, Preus Museum (Norway’s National Museum of FOAM Museum, Musée de l’Elysée e Fotostiftung Schweiz.
Photography), Johannesburg Art Gallery, Les Rencontres
de la Photographie di Arles e The California Museum of
Photography.
La mostra Inventions, curata da Luce Lebart in l'Office des inventions su iniziativa di Jules-Louis Breton,
collaborazione con Urs Stahel, apre al MAST l'8 ottobre a capo del Sous-secrétariat d’État aux inventions.
2020 e presenta le fotografie delle invenzioni più brillanti
e geniali provenienti dalle collezioni dell'Archive of Breton, inventore a sua volta, voleva promuovere la
Modern Conflict di Londra e dagli Archives nationales ricerca scientifica e industriale, accelerando i processi e
francesi. garantendo la rapida trasformazione di un’idea in un
oggetto o in una macchina di pronto utilizzo.
Queste numerose invenzioni vengono realizzate e In tal senso, egli favoriva attivamente la collaborazione
fotografate in Francia tra le due Guerre mondiali presso tra industriali, scienziati e inventori.
Di corredo ai progetti e alle descrizioni dettagliate delle Come spiega la curatrice e storica della fotografia Luce
invenzioni, le immagini ne facilitavano la valutazione e Lebart “si tratta di un archivio visivo che colpisce per la sua
contribuivano a conservarne la traccia. fantasia, gli accenti umoristici e la libertà nello svelare i
Rappresentavano così una valida alternativa ai prototipi, codici dell’oggettività fotografica.
facili da archiviare e prontamente disponibili per la L’elemento comico è tanto più inatteso in quanto si
presentazione di fronte alle commissioni. inserisce in un contesto industriale e scientifico.
Come al cinema, queste scene fotografiche ci raccontano
La mostra rappresenta la molteplicità delle invenzioni delle storie”.
presenti nell'archivio di Breton, che vanno dagli oggetti usati
per sopravvivere in tempi di crisi ai dispositivi per godere di Luce Lebart è una storica della fotografia, curatrice e
una migliore qualità della vita in periodo di pace. ricercatrice presso l’Archive of Modern Conflict (Londra).
([Link]
Pur essendo prodotte senza intenzioni artistiche, le
immagini hanno innegabili qualità estetiche e possiedono
quello che si può definire uno stile fotografico, paragonabile
a quello di un autore, benché non siano mai firmate.
INVENTIONS-Lebart
Cingolato del signor Caufer 1917-1918
INVENTIONS-Lebart
Fiera economia domestica, "Marie Mécanique" di F.
Bernard, 1936
INVENTIONS-Lebart
Aspirapolvere rivista Lecture pour tous 1921
INVENTIONS-Lebart
Lo studio come teatro di posa, 1917-1918
INVENTIONS-Lebart
Torretta osservazione uccelli e
velivoli dei Breton, 1930
Andrea Barsotti
Barbara Tonin
Cinzia Carchedi
Giancarlo Nitti
Giulia Migliore
Gianluca Fazio
Valerio Astorino
Lo sguardo si alza subito alla prima grande opera murale Ma solo nel 1995 Edoardo Di Mauro, congiuntamente al
realizzata da Gianluca Scarano nel 2000 sulla facciata Comitato di Riqualificazione Urbana di Borgo Campidoglio
laterale del palazzo in via Netro 4. che coordinava i progetti di rivalutazione del quartiere,
Un grande sole giallo indicato dall’emozione stupita di un viene invitato a riflettere sulla possibilità di inserire l'arte
ragazzino con un pallone tra i piedi. contemporanea tra le varie iniziative di rinnovamento.
Ma non è ancora il momento di addentrarci tra le vie e i All’inizio del 2000 il MAU si trova ancora in una fase
giardini del quartiere e percorrere questa particolare galleria “sperimentale”, con difficoltà di relazione con gli enti
d’arte. pubblici e ricerca di fondi e sovvenzioni, ma già con un
Prima ascoltiamo il Direttore che ci racconta della storia del complesso di circa 30 opere, da incrementare per quanto
Borgo e di come è nata l’idea del MAU. concerne la quantità, mantenendo l’alto grado di qualità
ormai acquisito.
In origine il Borgo Vecchio Campidoglio, edificato a partire
dalla seconda metà dell’Ottocento e inizialmente dedicato La ricerca di una connessione armonica tra il MAU e le
alla coltivazione agricola e al pascolo, si trasforma in borgo attività commerciali e artigianali del quartiere porta, quindi,
operaio e di botteghe artigiane, alcune ancora in attività. ad implementare la galleria con trentacinque opere che si
Le vie in acciottolato, ora isole pedonali, le case basse ed trovano tra i negozi di Via Fabrizi e corso Svizzera.
in stile Liberty, le numerose osterie e piole e la multietnicità Tra le più interessanti citiamo la Giraffa Wanda di Gianni
degli abitanti fanno sì che venga accostato al Montmartre di Gianasso e Freedom di Monica Garone.
Parigi.
I temi affrontati e gli stili proposti nelle opere del Mau sono i più
disparati: dalla violenza al ludico, racconti di viaggi o di fughe
dall’oppressione razziale, la commemorazione, l’emergenza
Valerio Astorino Photography
ambientale, l’arte religiosa, la Storia e l’arte dei Grandi Maestri, opere
che integrano l’architettura all’arte o semplicemente voli pindarici della
fantasia.
Negli ultimi anni sempre più viaggiatori hanno scoperto il piacere di soggiornare nei glamping, un modo per
vivere l'outdoor senza rinunciare a tutte le comodità e lo charme di una struttura ricettiva d'eccellenza, non solo
in Europa e nel mondo ma anche a due passi da casa, in Piemonte.
Per coloro che sognano di trascorrere una romantica notte d’estate, in spiaggia o in montagna, distesi ad
ammirare le stelle, questa esperienza aggiunge un tocco di straordinaria unicità ed originalità e consente di
realizzare appieno il desiderio, in una versione innovativa “comfly”.
Ed è da questa idea che lo studio Officina82 e lo Studio Arredi hanno progettato StarsBox, un rifugio dove trovare
riparo durante il viaggio: unione tra una tenda e una capanna che al tempo stesso si apre al cielo offrendo uno
scenario mozzafiato tra un mare di stelle e albe rosee.
Nell’estate 2018 a 1550 metri di altitudine nel cuore dell’Alta Valle Tanaro, situata in provincia di Cuneo, nascono
le prime StarsBox al Rifugio Mongioie .
Nascoste nel grembo di montagne che si affacciano sullo scenario della Liguria e del suo mare, Pian Rosso di
Viozene ti viene incontro d’improvviso, con il profumo di pini e di arbusti.
Alle sue spalle svettano la grande parete del Mongioie con i suoi 2630 metri, la cima delle Saline di poco
inferiore (2612 metri) e nel mezzo si estendono i grandi pascoli verdeggianti.
Il Rifugio, inaugurato nel 1989 dal Cai di Albenga, è un ideale punto di partenza per le escursioni in alta quota,
oltre ad essere un ottimo appoggio per gli appassionati di arrampicata e speleologia, offrendo un buon ristoro e
un riparo dove trascorrere la notte, coccolando gli ospiti nell’abbraccio della volta stellata.
Una fiaba di una notte per le coppie avventurose e per le famiglie desiderose di scoprire le novità che il territorio
offre.
Un’avventura semplice e genuina che risulterà indimenticabile per i bambini.
Il successo riscontrato ha portato queste accoglienti istallazioni di design a diventare un Best Projects
Archilovers, spingendo Officina82 a crearne una nuova versione nel 2019, completamente rivisitata dal punto di
vista costruttivo, in modo da poter essere smontata e rimontata con più facilità.
Look up!
Guardare in alto, è l’auspicio augurato dagli ideatori di questo progetto, un incoraggiamento ad osservare il
mondo che ci circonda con occhi diversi, a sentirsi parte integrante della natura, per imparare a viverla in modo
consapevole e genuino.
<<… e quindi uscimmo a riveder le stelle >>
Il poeta Dante con questo verso voleva indicare un cammino di luce e speranza come pura felicità dello
sguardo, allo stesso modo le StarsBox consentono a chi arriva dalla città di intraprendere questo percorso
all’insegna della libertà e della natura.
BORGO
PARRINI
LA PICCOLA BARCELLONA
Per chi, come me, ama viaggiare,
restare forzatamente fermi, causa
Covid 19, risulta molto difficile.
Ma vivere in una terra ricca e piena
di sorprese di ogni genere come la
Sicilia, permette di imbattersi in nuove
ed interessanti esperienze anche a
pochi passi da casa propria.
Palermo
Borgo
Parrini
Queste proprietà, coltivate prevalentemente a vigneti Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, nel
e ad agrumeti, furono gradualmente sfruttate dalla 1767, la proprietà del borgo passò in mano al principe
crescente Compagnia di Gesù, fino a raggiungere una francese Henri d’Orleans, duca d’Aumale, che ne
certa rilevanza strategica per le opere dell’ordine. volle sfruttare i fertili terreni per la produzione del
moscatello dello zucco, un vino molto apprezzato
Agli inizi del ‘700, come era uso a quei tempi nelle nell’Europa del XIX secolo.
campagne, i Gesuiti, per controllare il lavoro dei
coloni e dei contadini, fecero costruire in quei terreni Il nobile francese istituì una florida azienda agricola,
alcune strutture, tra cui un mulino, svariati magazzini, nella quale lavoravano circa 300 operai, che trovavano
torrette di avvistamento per i campieri, abitazioni per alloggio proprio negli edifici del Borgo Parrini.
i lavoratori ed una chiesetta, che fu intitolata a Maria
SS. del Rosario.
Le uve coltivate qui erano poi portate a Terrasini (una la Madonna e risalente al ‘600, probabilmente
ridente cittadina turistica sul mare a pochi chilometri proveniente dalla vecchia chiesetta.
dal Borgo), dove veniva effettivamente prodotto il
vino pregiato, che il principe esportava soprattutto in Negli ultimi anni, ed in particolare dagli anni 90 ad
Francia e Germania. oggi, grazie all’intuizione di un imprenditore amante
della cultura, Giuseppe Gaglio, di cui si legge il nome
A partire dal secondo dopoguerra, come avvenne in su alcune facciate degli edifici e dei pochi residenti, il
migliaia di altre frazioni italiane, la popolazione iniziò borgo ha conosciuto una nuova vita.
ad abbandonare il posto, per trasferirsi nelle grandi
città. Infatti alcune delle vecchie case furono ristrutturate
Di conseguenza molti edifici rimasero disabitati per con uno stile dalle forme morbide e dai colori
decenni. vivaci che ricordano marcatamente le opere d’arte
dell’architetto Catalano Antoni Gaudì, alle quali
Nel 1959 la vecchia cappella dei parrini era ormai si affiancano pavimentazioni e muretti ricostruiti
inagibile e venne costruita l’attuale Chiesa, che secondo il nuovo stile, che fanno assomigliare questa
conserva ancora un dipinto ad olio raffigurante frazione ad una piccola Barcellona tutta Palermitana.
In particolare, due di questi edifici sono fruibili al pubblico. Nel primo, il cui
pian terreno è adibito ad un piccolo negozio, è possibile visitare i due piani
da cui esso è costituito e raggiungere la terrazza dalla quale si scorgono,
oltre alle campagne circostanti, anche i due comuni più vicini alla borgata:
Montelepre e Partinico.
L’uso di frammenti ceramici di dimensioni irregolari, In particolare, due sono le specialità offerte da queste
che sovente incorniciano i portoni o gli spigoli degli pizzerie: la pizza al limone e “U vota e sbota “ (volta e
edifici e i comignoli dalle forme surreali sono un rivolta).
chiaro tributo al grande maestro Gaudí, insieme Quest’ultima è una focaccia di grano duro passata
alle numerose scritte sui muri dai colori accesi e a al forno, rigorosamente a legna, che viene girata e
lui dedicate; mentre un grande murale, realizzato rigirata velocemente (da qui l’origine del nome) e
dall’artista partinicese Peppe Vaccaro, ricorda la condita con ingredienti semplici e genuini.
grande artista messicana Frida Kahlo e si intitola
“Frida alla luna” . Questo luogo, scoperto da me per puro caso, può
dunque essere considerato una meta da non perdere
Il borgo, oltre ad essere ricco di storia, è comunque per tutti coloro che amano andare alla scoperta di
conosciuto nel circondario anche per la presenza di luoghi poco conosciuti ed immergersi in atmosfere
un antico forno, che produce un pane artigianale che quasi surreali.
si mantiene a lungo fragrante, e di tre pizzerie, che
sono diventate punto di riferimento eno-gastronomico È proprio vero ... la Sicilia non smette mai di stupire!
soprattutto nei week end.
PRESENTA
BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project
ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.
Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-
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siede attrezzatura professionale o semi-professionale.
Partecipare è semplice:
Compila il form di iscrizione sul nostro sito ufficiale dal menu
area relazioni, "iscrizione a Band of Giroinfoto".
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PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi What- Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
sapp, dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni tecniche di ripresa.
di anticipo, tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e
all’estero. Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
per esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le legati al brand Giroinfoto magazine.
tradizioni gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove
racconteremo le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia
e culturale.
SEDI OPERATIVE
La sede di coordinamento dei working group di Band of Giroinfoto si trova a Torino con sezioni operative a Alessandria,
Genova, Milano, Roma e Palermo.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
Il Canavese risultava, infatti, avere un forte pianta), esprime la necessità di creare qualcosa di
scorrimento energetico propizio alle attività spirituali. più grande per permettere agli abitanti del luogo di
Nel 1975, venne comprato il primo terreno a raccogliersi e di meditare in un luogo degno di questa
Baldissero Canavese mentre quello di Vidracco è stato funzione.
comprato nel 1978. Così decide di progettare e costruire quelli che
Rita Russo Photography
Da lì è iniziata la non banale storia della comunità. Le verranno chiamati “I Templi dell’Umanità”, ossia vere
persone che aderiscono alla filosofia Damanhur sono e proprie cattedrali sotterranee costruite sotto la
circa 500 nel Canavese mentre altre 500 sono sparse montagna.
per il mondo.
La costruzione è iniziata negli anni ’80 in modo
Si parla di “filosofia” in quanto Damanhur non si può non del tutto consueto, in quanto, sono stati i
definire religione; infatti, i concetti principali della Damanhuriani stessi ad intraprendere questo progetto
comunità spirituale sono racchiusi sotto i temi chiave edile senza precedenti scavando a mano la montagna
dell’integrazione, della trasformazione, del rispetto di Vidracco.
della biodiversità e della collaborazione tra persone. La costruzione è durata circa 20 anni, in pseudo
Damanhur si definisce “eco comunità spirituale” i silenzio.
cui rapporti sono basati sulla solidarietà, sul senso La sua scoperta da parte delle autorità, nel 1992, ha
di responsabilità, sul gioco, sull’umorismo e sulla portato alla luce un lavoro eseguito a regola d’arte;
creatività. team di esperti architetti, geometri e tecnici non
poterono che constatare la stabilità della struttura e
Dagli anni ’80, Oberto Airaudi, detto “Falco Tarassaco” decisero quindi di regolarizzare la costruzione come
(ogni elemento deve identificarsi all’interno della “tempio ipogeo” a tutti gli effetti.
comunità con un nome di animale e un nome di
Sulle pareti della parte superiore della Sala della Terra è raffigurata
l’origine dell’uomo e la sua evoluzione.
Si parte dalla figura androgina dell’uomo o l’entrata dell’uomo nella
materia, per andare verso la figura di un uomo in movimento e di una
donna incinta, massima rappresentazione della femminilità nella
materia.
Giancarlo
Silvia Petralia
Nitti Photography
Adriana
Giancarlo
Oberto
Nitti Photography
Metafora della vita: si dice infatti che per raggiungere la conoscenza, dobbiamo attraversare un labirinto interiore.
La stanza è fatta di 3 corridoi contenenti 35 piccole finestre illuminate, in ognuna delle quali è raffigurato il volto di una
divinità, a dimostrazione del fatto che tutte le divinità possono convivere insieme nello stesso luogo in modo pacifico.
L’invito è di incitare i popoli a prenderne esempio, nella speranza tutti possano un giorno convivere in pace ed armonia.
Il corridoio centrale è la rappresentazione della nostra civiltà, dalle origini ai nostri giorni: tutti gli elementi significativi sono
stati dipinti sulle pareti, dalle più grandi scoperte ai più grandi personaggi di questo mondo.
Parte della sala è ancora in costruzione e non è ancora accessibile: sappiamo tuttavia che le pareti sono ricoperte da
rappresentazioni di tutte le divinità e dei miti della storia dell’umanità. Il pavimento è costituito da un mosaico che ha
richiesto 10 anni di lavoro.
All’interno del Labirinto è prevista una meditazione in movimento.
Purtroppo, il tempo a disposizione durante la nostra visita non ci ha permesso di visitare le altre due sale mancanti.
Si tratta della Sala dell’Acqua, dedicata al principio femminile e alle forze divine femminili, e del Tempio Azzurro, la sala più
antica dei Templi, costruita solo con martelli e scalpelli, dedicata alla loro nascita e arricchita da un mosaico che si trova
al centro del pavimento e che rappresenta la carta dei Tarocchi “La Stella”.
Nonostante la scomparsa di Oberto Airaudi, detto Falco, avvenuta nel 2013, l’intenzione della comunità è di proseguire
con la costruzione di nuove sale nei prossimi anni.
Inoltre, nell’attesa di trovare i fondi necessari, gli artigiani ed artisti di Damanhur continuano in modo costante ad
arricchire le decorazioni e gli ornamenti dei templi esistenti.
Ringraziamo i nostri accompagnatori Coboldo, Lucertola e Labrador che ci hanno permesso di entrare in un luogo davvero
suggestivo e che ci hanno illustrato in modo esaustivo la storia dei templi ed il loro significato.
Pietravairano
Autore:Marco Supino
Pietravairano (CE)
on-line dal
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.
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