GF54
GF54
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N. 54 - 2020 | APRILE Gienneci Studios Editoriale. [Link]
Pier 39
San Francisco
ALL AMERICAN REPORT
COME
54
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APRILE 2020
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
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ANNO VI n. 54 Issuu
20 Aprile 2020 giroinfoto magazine
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
PIER 39
GIROINFOTO MAGAZINE
54
I N D E X
R E P O R TA G E
LA PASSIONE
10 PIER 39
All American Report
Di Cinzia Carchedi
DELLE MAESTRANZE
62
22 VAJONT
La strage della diga
Di Barbara Tonin
38 IL TEMPIO DI POSEIDONE
Atene
Di Adriana Oberto
52
R E P O R TA G E
38
IL TEMPIO DI POSEIDONE
R E P O R TA G E
22
VAJONT
VIAGGIO IN TERRA
Di Maddalena Bitelli e Remo Turello
SANTA
72
CAEN
Il Memoriale 86
Di Barbara Lamboley
VINNATUR
GENOVA 102
Band of Giroinfoto Genova
LE TUE FOTOEMOZIONI
Questo mese con: 116
Giuseppe Calogero
Paolo Gentili
Pina Pignatiello
R E P O R TA G E
102
VINNATUR
R E P O R TA G E
86
CAEN MEMORIAL
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Aprile 2020
215 49 8 30 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4% 77% 1,5%
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1% Letture nell'ultimo
mese.
VIAGGIA
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SAN FRANCISCO
Barbara Tonin
Chiara Borio
Cinzia Carchedi
Fabrizio Rossi
Giancarlo Nitti
Giulia Migliore
Mariangela Boni
Benvenuti
nella Baia di San Francisco.
Giulia Migliore Photography Dopo la visita ad Alcatraz (n. 49 della nostra rivista),
ci incamminiamo verso la nostra destinazione e lo
sguardo è attratto dai tram della linea F, vetture storiche
che arrivano da diverse parti del mondo (inizialmente
dismesse da Philadelphia e Milano, poi da Osaka, Mosca,
Porto, Amburgo, Melbourne, Bruxelles, New Orleans, Kobe,
Blackpool).
Pier 39
Basta abbassare lo sguardo…per chi non avesse
ancora sentito i loro schiamazzi…per vedere -
adagiati sui pontili appositamente costruiti - i leoni
marini, sbadiglianti uno sopra l’altro a spingersi e
scavalcarsi per guadagnare un posto al sole.
Bubba Gump
Shrimp Company
Una piccola parentesi vorremmo dedicarla
al Bubba Gump Shrimp & Co Restaurante &
Market.
L’idea di creare questa catena di ristoranti
è nata alla Viacom Consumer Products,
proprietaria dei diritti del film Forrest Gump e
della catena di ristoranti Rusty Pellican.
Ricordiamo che, nel film, era stato il compagno Attiguo al ristorante c’è un negozio di merchandising.
d’armi Benjamin Beauford Blue detto “Bubba” a Per gli appassionati del film sarà difficile resistere alla
proporre a Forrest Gump di diventare suo socio, tentazione di portarsi a casa un souvenir: c’è persino il
una volta rientrati dalla guerra in Vietnam, nella peluche a forma di gambero!
pesca di gamberi visto che la famiglia di “Bubba” era
specializzata nella cucina di questi deliziosi crostacei, Mi raccomando, prima di dire “sono un po’ stanchino,
da qui il nome Bubba Gump Shrimp Company. credo che tornerò a casa”, non dimenticate di farvi
immortalare sulla riproduzione della celebre panchina
Il primo ristorante è stato aperto nel 1996 a Monterey con cui si apre il film e da dove Forrest racconta la
(California). sua rocambolesca storia.
Oggi i ristoranti aperti sono 44: 29 negli Stati Uniti, 4
in Messico, 3 in Giappone, 3 in Malaysia, 1 a Londra, La storia di una persona con problemi di
nelle Filippine, Indonesia, Hong Kong e Qatar. apprendimento, un quoziente intellettivo inferiore alla
Il fatto curioso è che non ce ne siano in Alabama, media e problemi di postura che lo obbligano in tenera
nonostante nel film l’azienda avesse sede proprio in età ad indossare degli ingombranti tutori.
questo Stato. Nonostante le premesse non siano delle più
favorevoli, quella di Forrest è una storia che dà
Ovviamente nel menu dominano i piatti a base di speranza, infatti la sua sarà una vita incredibile e
gamberi ma si possono trovare pietanze per tutti i costellata di successi perché, ricordate, “la vita è
gusti, sia a base di pesce che di carne che vegetariani. come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello
che ti capita”.
All’interno del locale i riferimenti al film sono
molteplici: immagini, frasi, riproduzioni di costumi…
"Prima il fragore
dell’onda, poi
il silenzio della
morte, mai l’oblio
della memoria"
1963
1963
VAJONT
Questo è il racconto di un’amena valle delle Dolomiti.
Una storia difficile da scrivere e probabilmente anche da leggere, che narra
della costruzione della diga ad arco più alta del mondo, dello sfruttamento dei
bellissimi laghi bellunesi e pordenonesi e dei loro torrenti.
È una storia soprattutto di persone che sono state sacrificate per gli interessi
di alcuni e di come la Natura alla fine faccia sempre il suo corso, nonostante
l’Uomo cerchi di dominarla.
È il mio contributo per non dimenticare.
unknown (1960)
No Copyright - pubblico dominio
IL CONTE VOLPI
E LE PRIME CENTRALI IDROELETTRICHE
Risalendo il corso del fiume Piave, noto anche come “Fiume costruiti altri impianti anche nella zona tra il bellunese e il
sacro alla Patria” per gli eventi accaduti durante la Prima pordenonese.
Guerra Mondiale, si raggiunge il paese di Longarone, L’energia elettrica prodotta avrebbe provveduto
anch’esso considerato “territorio sacro” per la tragedia all’illuminazione pubblica di Venezia.
avvenuta il 9 ottobre 1963, legata alla costruzione della diga
del Vajont, la più alta del mondo nel 1960. In quegli anni, il giovane imprenditore Giuseppe Volpi, già
amministratore di numerose società, le cui più importanti
Ma perché costruire la diga più grande al mondo? Per prevedevano progetti per la costruzione di linee ferroviarie,
spiegarlo, dobbiamo tornare ai primi anni del ‘900, quando aree portuali e sfruttamento di risorse forestali e minerarie
la richiesta di energia elettrica era sempre più in crescita, sia in Italia che all’estero, vede una potenziale fonte di
ma in particolare nel 1917 quando inizia la creazione del guadagno nello sfruttamento dell’energia idroelettrica per
polo produttivo di Porto Marghera, in provincia di Venezia. l’Industria.
Inizialmente in Italia, la produzione dell’energia elettrica
avveniva esclusivamente tramite le centrali termoelettriche Nel 1905 pertanto costituisce una nuova impresa, la Società
a carbone. Adriatica di Elettricità (S.A.D.E.), incorpora La Cellina e altre
La prima fu attivata nel 1883 dalla Edison a Milano. Qualche società minori, e realizza nel 1907-08, a Ponte della Serra
anno più tardi, nel 1895, la medesima società metteva in sul Cismon, la sua prima diga.
funzione la prima grande centrale idroelettrica italiana a Favorita dal regime liberale nella gestione delle risorse
Paderno d’Adda. idriche, nel 1911-13 per conto di S.A.D.E., la Società
La produzione di energia delle centrali sarebbe stata Idroelettrica Veneta (S.I.V.), realizza i primi impianti nel
destinata a illuminare la città. territorio tra il Lago di Santa Croce e il Piave.
Successivamente, con lo sviluppo della rete di trasmissione
nazionale, nel 1900 per opera di una società chiamata
“La Cellina” (dal nome dell’omonimo fiume) vengono
CASSO
Fabrizio Rossi Photography
IL VAJONT
L'IDEAZIONE
Lo slancio imprenditoriale porta Volpi, pochi anni dopo, a del Medio Cordevole (centrali di Cencenighe, Agordo e La
partecipare anche al grande progetto per l’esecuzione del Stanga); del Cordevole-Mis-Piave (centrali di Sospirolo,
polo industriale di Porto Marghera. Bivai, Busche, Quero e il serbatoio di Mis); gli impianti di
Fadalto e Nove.
L’energia al porto era fornita principalmente dalle centrali
termoelettriche a carbone e in misura minore da quelle Viene previsto inoltre il potenziamento degli impianti Piave-
idroelettriche, in quanto la capacità idrica del Piave e dei Boite-Maè e nel progetto viene incluso anche il Vajont.
suoi affluenti non riusciva a coprire le necessità in ogni
periodo dell’anno. Il serbatoio formato dalla diga avrebbe raccolto l’acqua
proveniente dagli altri bacini, le cui centrali da sole non
L’energia idroelettrica tuttavia era più a buon mercato e non sarebbero riuscite a soddisfare il fabbisogno di energia
necessitava di importare la materia prima (era il cosiddetto elettrica della parte orientale del Veneto.
"carbone bianco" delle Alpi).
La crescente necessità di energia, il minor costo e i Il lago del Vajont sarebbe pertanto diventato una sorta di
maggiori guadagni che portavano le centrali idroelettriche banca dell’acqua da utilizzare durante i periodi di secca.
spingono la S.A.D.E. a progettare numerosi altri impianti, In questo modo, il “Grande Vajont”, tramite un complesso
sfruttando il Piave, che beneficia del passaggio dolomitico e sistema idroelettrico interconnesso, comprendente 7
dei numerosi importanti affluenti. serbatoi, 4 centrali, oltre 50 km di gallerie, 5 ponti tubo e
condotte forzate, il tutto convogliato verso la vicina centrale
Successivamente, vengono pertanto messi in funzione gli di Soverzene, avrebbe permesso di fornire energia per tutto
impianti dell’Alto Cordevole e del Piave (serbatoi di Fedaia l’anno.
e di Alleghe, centrali di Malga Ciapela, Saviner e Alleghe);
LONGARONE
Fabrizio Rossi Photography
PIANO DI SCIVOLAMENTO
Barbara Tonin Photography
CASSO
Barbara Tonin Photography
La frana, cadendo nel lago, solleva un’ondata di 20 metri, I lavori però continuano indisturbati e, con il nuovo progetto,
che travolge l’operaio Arcangelo Tiziani, il cui corpo non è il bacino si sarebbe ingrandito in modo considerevole dopo
mai stato ritrovato. l’invaso.
Nel frattempo, con l’innalzamento della diga si verificano Con un lago così grande i due versanti del Vajont sarebbero
i primi incidenti mortali tra gli operai e aumentano anche stati difficilmente raggiungibili da una parte all’altra.
gli espropri e, tra conflitti e preoccupazioni aumentate per Gli abitanti di Erto e Casso chiedono pertanto di costruire un
l’incidente di Pontesei, i paesi si riuniscono e decidono di ponte pedonale che attraversi il bacino.
rendere pubbliche le manovre della S.A.D.E.. La S.A.D.E. tuttavia si rifiuta giustificandosi che non sarebbe
sicuro, perché il terreno non lo consente!
I rilievi infatti hanno evidenziato che sotto il monte Toc c’è Un secondo evento disastroso però mette in allerta la
una frana con un fronte di 2 km, una profondità di centinaia S.A.D.E.: il crollo della diga del Frejus in Francia, che ha
di metri, uno sviluppo verticale di circa 600 m e una massa provocato 421 morti.
LA PRIMA FRANA
DEL TOC
Nel frattempo, alzandosi 60 metri al giorno, la diga è verificato poi essere di 3 km.
terminata. La relazione del prof. Müller era corretta, ma si vedrà in
È il 1960 e una Commissione di collaudo nominata dal seguito che era sottostimata.
Ministero si reca sul posto per una disamina, prima di Caloi decide di ripetere i suoi rilievi e ritratterà la
autorizzare le procedure d’invaso. valutazione precedente: con le forti piogge di quel periodo e
La diga è stata costruita a regola d’arte ed è perfetta. l’immissione dell’acqua nel serbatoio, la roccia ha subito un
Riguardo alle relazioni geologiche, la Commissione opta per rapido processo di degenerazione.
quella più favorevole.
Gli strati argillosi della roccia si erano imbevuti d’acqua
Si procede quindi con le ultime fasi di collaudo, che assorbendola come una spugna ed erano diventati
prevedono invasi del bacino a diverse altezze alternati agli materiale lubrificante per quelli calcarei, agevolando lo
svuotamenti. scivolamento.
Il primo è fissato a quota 600 m s.l.m.. Per il secondo invaso Fortunatamente non ci fu nessun morto o ferito, ma la
la S.A.D.E. viene autorizzata a raggiungere quota 660 m Natura stava dando i suoi primi avvertimenti.
senza svuotare prima il lago. Tina Merlin viene nuovamente chiamata dagli abitanti di
Ma a quella quota non si arriverà. A 640 m s.l.m. si iniziano Erto e Casso, affinché testimoni sull’accaduto.
a sentire forti rumori sordi dalla montagna, compaiono Gli ingegneri della S.A.D.E. si rimettono al lavoro per trovare
macchie giallastre sull’acqua e si verificano piccole frane. una soluzione.
Esattamente com’era accaduto poco tempo prima a Le proposte sono molte ma vengono scartate: far franare a
Pontesei. piccoli blocchi la roccia (si perde capacità e quindi energia
Gli ingegneri della S.A.D.E. tremano e cominciano ad avere elettrica), bloccare la frana con il cemento (troppo costoso),
i primi ripensamenti, ma sono stati investiti troppi soldi e di ... Alla fine si decide di creare una galleria di by-pass sulla
lì a poco sarebbe stata ufficializzata la nazionalizzazione sponda destra del lago, che ha roccia compatta, che colleghi
delle industrie idroelettriche. i due laghi che si formerebbero in caso di caduta della frana.
Bisognava collaudare la diga prima, altrimenti E.N.E.L. non
avrebbe comprato l’impianto. In questo modo l’energia elettrica prodotta dal Vajont è
Il 4 novembre di quell’anno, però, una frana si stacca dal salva. Gli abitanti della valle, però, sono ancora in una
monte Toc e svela una prima parte del fronte a M, che sarà situazione di rischio, ma la S.A.D.E. non se ne cura.
SALA DI CONTROLLO
Fabrizio Rossi Photography
LA CATASTROFE
ANNUNCIATA
I lavori per la galleria iniziano e la Commissione di Le scosse di terremoto sono sempre più frequenti e le
collaudo torna di nuovo dalla S.A.D.E. e valida la prima crepe sempre più ampie e profonde.
relazione di Caloi. Ma a queste scosse non viene data la giusta importanza.
Intanto, il processo di Tina Merlin si apre e si conclude in È il gennaio del 1962, l’ing. Semenza, morto a ottobre
sei ore, con la completa assoluzione della giornalista, in dell’anno precedente, viene sostituito dall’ing. Alberico
quanto la frana del 4 novembre era una prova tangibile di Biadene, il suo vice. Pochi mesi dopo se ne va anche il
quanto affermato nei suoi articoli. prof. Dal Piaz e l’ing. Biadene rimane l’unico al comando.
Il Presidente della Provincia di Belluno, Da Borso, tramite
degli incaricati inizia ad occuparsi del Vajont, ma nessuno Nel frattempo, anche le prove su un modello della diga
sapeva della situazione. lungo 40 metri continuano per opera dal prof. Augusto
Ghetti dell'Istituto di Idraulica e Costruzioni idrauliche
Vengono chieste informazioni allora proprio al geologo dell'Università di Padova.
Penta della Commissione di collaudo, il quale riferisce Da due anni, sul modello riempito d'acqua, viene fatta
che la situazione è assolutamente sotto controllo e cadere una frana ghiaiosa in due tempi diversi ravvicinati.
che a Padova vengono fatte anche prove dell’eventuale Stessi materiali e stessa tipologia di frana vengono usati
catastrofe sui modellini in scala della valle. in tutte le prove, senza prevedere altre ipotesi di caduta.
Da Borso non convinto (perché fare prove su modellini La stesura finale della relazione, riporta i seguenti risultati:
se è tutto sotto controllo?) va a Roma, ma non riesce ad se una frana di 200 milioni di metri cubi trovasse l'acqua
avere risposte perché “la S.A.D.E. è uno Stato nello Stato” a 700 m s.l.m., la caduta della stessa provocherebbe
(cit. Da Borso). un'onda di pochi metri superiore al coronamento della
diga (721 m) e colpirebbe le borgate più in basso di Erto e
Tina Merlin nel frattempo continua ad indagare, parla con Casso.
gli operai e i tecnici della diga e prepara un articolo che Se l'acqua fosse a 715 m, invece, provocherebbe
dapprincipio nemmeno l’Unità vuole pubblicare: un'ondata quattro volte più alta, con effetti disastrosi sia
“Una frana di 50 milioni di metri cubi minaccia vita e averi sulle sponde della valle per dilavamento sia a valle della
degli abitanti di Erto”. diga su Longarone e i paesi limitrofi.
Lei però non sapeva che la stima dei geologi, in realtà, era Non furono però mai fatte ulteriori indagini su come
quattro volte maggiore! potesse essere il piano di scivolamento e neanche su
altri tipi di sfaldamento, ad esempio una frana compatta
Nonostante gli accadimenti, la S.A.D.E. continua i lavori rocciosa che scende come un'unica massa, ovvero quello
per terminare la galleria e con gli invasi e svasi del che avvenne pochi mesi dopo.
lago secondo il piano stabilito dall’ing. Pancini, il capo Le ipotesi erano già talmente disastrose così che la
cantiere. Gli invasi sono sempre più alti, fino a quota 680 relazione fu tenuta segreta sia da parte di S.A.D.E. sia
metri, e vengono eseguiti anche senza autorizzazione. dall'Università.
IL TOC
INIZIA A CEDERE
A marzo del 1963 si concretizza la Nazionalizzazione e a Le prove del prof. Ghetti erano completamente errate. L'ing.
luglio l'E.N.E.L. acquista dalla S.A.D.E. l'impianto Grande Biadene allora dà subito l'ordine di chiudere le saracinesche
Vajont come perfettamente funzionante, lasciandolo ancora dell'acqua, ma la frana continua a scendere.
in custodia a quest'ultima.
Decide allora di abbassare rapidamente il livello del lago
Il collaudo conclusivo della diga però non è ancora stato fino a quota 700 m, ma più l'acqua scende più veloce
fatto, ma poco importa alla S.A.D.E. perché, prima che si scende anche la frana.
concretizzi il passaggio, avrà tutto il tempo per portarlo a Ormai il Toc è impregnato d'acqua al suo interno, la ghiaia
termine. l'ha assorbita e ha reso instabile il Toc, che rimaneva al suo
Procede pertanto con l'ultimo invaso a 715 m, non posto solo grazie alla pressione dell'acqua del lago sui suoi
curandosi della presunta quota di sicurezza a 700 m s.l.m. fianchi.
consigliata da prof. Ghetti, perché ormai la responsabilità La S.A.D.E. comunica immediatamente lo stato di pericolo e
civile e penale, anche pregressa, è dell'E.N.E.L.. la necessità di sgombero degli abitanti del Toc, ma è troppo
L'ultimo invaso ad agosto del 1963 è a quota 712 m, tardi.
mancano solo 3 metri per terminare il collaudo, ma il 2
settembre si verifica una scossa di settimo grado della
scala Mercalli sul Toc.
L'ultimo avvertimento.
Gli abitanti di Erto e Casso chiedono che venga messa in
sicurezza la zona, ma la loro richiesta viene ignorata più
volte.
Il 12 settembre la frana in un unico blocco comincia a
scendere di alcuni centimetri.
9 OTTOBRE 1963
L'INIZIO DELLA FINE
La sera del 9 ottobre, finalmente, la "quota di sicurezza" di 260 milioni di metri cubi (pari a 800 volte il Duomo di
viene raggiunta, ma non basterà. Milano), con una velocità di circa 90 m/s, si stacca dal
Ormai la discesa della frana si vede addirittura ad occhio Monte Toc portando con sé il bosco, gli animali, le case e
nudo, gli alberi sono inclinati e corrono giù, ma non viene soprattutto vite umane.
dato alcun allarme di evacuazione né ad Erto e Casso né
tantomeno a Longarone. Precipita nell’acqua, va a sbattere sulla sponda opposta e
Perché non c'è tempo. viene sbalzata indietro.
Perché non si vuole creare il panico. I fili dell’alta tensione sono tutti saltati e illuminano il cielo
O forse perché è tutto sotto controllo. come se fosse giorno.
Longarone quella sera è piena di gente, alcuni lavorano, Un boato assordante, come quello di centinaia di aerei,
qualcuno invece già riposa. invade la valle e si fa sentire anche giù a Longarone.
Il bar del paese ha la televisione e alle 22 avrebbero dato la Un’onda di quasi 300 m si alza imponente e punta dritta,
partita del Real Madrid contro i Rangers Glasgow. minacciosa, verso Casso.
Inoltre è centro di ritrovo per tutti i giovani anche dei paesi Fortunatamente sbatte contro le dure rocce del Salta e lo va
vicini. solo a danneggiare.
Longarone è la “Piccola Milano”. Sono salvi! Ma la furia dell’acqua non è soddisfatta,
Immaginiamoli lì al bar, ragazzi, padri e nonni, tre rimbalzata sulle rocce, si divide in due, una parte vuole
generazioni davanti alla tv che si divertono, spensierati. colpire più a monte anche Erto.
Fumo da non vederci quasi e birra, frasi canzonatorie e È sufficientemente alta per spazzarlo dal cielo, ma uno
grasse risate, urla d’incitamento per la squadra preferita. spuntone la blocca.
In strada, le mamme che chiacchierano tra loro, con i Insaziabile allora, deviata dalla roccia, mira i piccoli borghi
passeggini e i bimbi piccoli che fanno i capricci e scappano più in basso e divora Pinéda, Ceva, Prada, Marzana, Lirón,
dalle mani. San Martino, Le Spesse, Fraséign, Il Cristo.
Ragazzini e ragazzine, chi al cinema, chi davanti ad un Ancora non si accontenta e l’altra metà, con 25 milioni
gelato, forse con il primo amore. di metri cubi d’acqua, distrugge gli edifici della S.A.D.E., i
Sono lì, sereni. dormitori con gli operai, i punti di controllo con i tecnici e poi
Forse qualcuno parla della diga o forse no, perché abbiamo punta la diga e la sorpassa.
bisogno di una pausa dalle preoccupazioni ogni tanto.
E poi i responsabili del cantiere hanno detto che possiamo Longarone è al buio.
stare tranquilli. Si sentono da lontano fragorosi boati.
È in arrivo un forte temporale, pensano.
Le loro famiglie sono qui a Longarone. È strano in questa stagione.
Se ci fosse pericolo, le avrebbero fatte fuggire…
Sì, fuggire… Alcuni rientrano in casa, altri continuano a riposare.
Molti se ne sono già andati… Molti escono in strada per capire cosa stia succedendo.
Ma ci hanno detto che è tutto sotto controllo. L’aria si alza, diventa sempre più forte… troppo forte.
Non c’è motivo di preoccuparsi. Cercano di scappare, di ripararsi.
Eppure… Questo vento è troppo forte per essere un temporale, non
smette…
Ore 22.39.
Nello stesso momento, sù nella valle del Vajont, una frana Le prime gocce e sabbia.
E il campanile di Pirago.
Ritto sopra le macerie.
Come un dito indice che ci ammonisce e ci chiede di
imparare una volta per tutte per il futuro, ma anche di non
dimenticare il passato.
PIRAGO
Barbara Tonin Photography
CAPO SUNIO
è un promontorio situato sulla punta meridionale dell'Attica
in Grecia, a circa 69 km da Atene.
Su di esso si trovano, in una meravigliosa posizione, i resti di
un tempio greco dedicato a Poseidone, nonché di un secondo
tempio dedicato ad Atena, di cui sono però conservate solo
le fondamenta.
MAR EGEO
fanciulli destinati al Minotauro.
Il mare Egeo prende il nome da Egeo, re di Atene e padre di Giunto a Creta, Teseo accettò l’aiuto di Arianna, la figlia di
Teseo (a sua volta futuro re di Atene). Minosse, che si era innamorata di lui.
La leggenda narra che Pasifae, la moglie del re cretese La principessa consegnò all’eroe un gomitolo da srotolare
Minosse, generò da un toro un mostro, il Minotauro, dal man mano che s’inoltrava nei meandri tortuosi del
corpo umano e dalla testa taurina. Labirinto, così da non smarrire la via del ritorno; in cambio
Il Minotauro fu rinchiuso nel Labirinto, progettato dell’aiuto prestato, Arianna aveva ottenuto da Teseo la
dall’architetto Dedalo, dal quale era impossibile promessa di essere portata con lui ad Atene e sposata.
uscire.
Soggetti al dominio di Creta, gli Ateniesi erano costretti Ucciso il Minotauro e uscito dal Labirinto grazie al filo di
a pagare un pesante tributo: ogni nove anni dovevano Arianna, Teseo s’imbarcò alla volta di Atene, portando con
inviare sette fanciulli e sette fanciulle in pasto al sé Arianna.
Minotauro. Però ruppe la promessa fattale e l’abbandonò sull’isola di
Nasso (da cui l’espressione “piantare in Nasso”, divenuta
Teseo, venuto a conoscenza della cosa e con l’intenzione “piantare in asso”).
di uccidere l’orrendo mostro e liberare Atene dal peso del La fanciulla, sedotta e abbandonata, maledisse l’eroe
tributo, volle far parte del gruppo delle vittime. ateniese e la sua maledizione colse nel segno.
Prima di partire, promise al padre Egeo che se tutto Teseo, infatti, dimenticò di cambiare le vele come
fosse andato secondo le previsioni, avrebbe comunicato promesso al padre Egeo; questi, avvistata l’imbarcazione
dall’orizzonte il suo successo issando una vela bianca in con le vele ancora nere, credette che il figlio fosse stato
segno di vittoria. ucciso e si gettò dall’alto di una scogliera nel mare proprio
La nave partì come aveva già fatto tante volte: con le vele in prossimità di Capo Sunio.
nere, simbolo di dolore e di lutto per la futura morte dei Da allora il mare prese il nome del re e diventò il Mar Egeo.
SUNIO
era un demo (il demo era una suddivisione del territorio dell’Attica N.d.R.) anche prima della
sua fortificazione nella guerra del Peloponneso.
Il centro dell'insediamento era situato un po’ più a nord del promontorio, tra i moderni
insediamenti di Ano Sunio e Kato Sunio.
Sunio fu fortificata nel diciannovesimo anno della guerra del Peloponneso (413 a.C.) con lo
scopo di proteggere il passaggio delle navi dirette ad Atene, e da quel momento fu considerata
una delle principali fortezze dell'Attica.
La sua vicinanza alle miniere d'argento di Laurio probabilmente contribuì alla sua prosperità,
che divenne proverbiale, ma già al tempo di Cicerone era in decadenza.
Il circuito delle mura può ancora essere rintracciato, tranne dove le rocce naturalmente ripide
offrivano una difesa naturale.
Le mura erano fortificate con torri quadrate di muratura ellenica e racchiudevano uno spazio
di poco più di mezzo miglio di circonferenza.
La parte meridionale dell'Attica, che si estende verso nord dal promontorio di Sunio fino a
Thoricòs a est e Anaphlystus a ovest, è chiamata da Erodoto l'angolo suniaciano.
Sebbene Sunio fosse particolarmente sacro per Atena, Aristofane ci dice che anche Poseidone
vi era venerato.
Sul promontorio esisteva un tempio arcaico, precedente a quello i cui resti sono stati ritrovati,
e che fu probabilmente distrutto durante l'invasione di Serse dell'Attica del 480 a.C.
Dopo la sconfitta persiana nella battaglia di Salamina un’intera trireme nemica venne portata
nel santuario e dedicata a Poseidone.
Il tempio venne ricostruito in marmo probabilmente intorno al 440 a.C. durante la guerra del
Peloponneso, e nel 413 a.C. il sito venne fortificato.
IL TEMPIO
Al centro del tempio vi era il naos (la sala del culto),
Il tempio di Poseidone a Sunio fu costruito nel 444–440 una stanza rettangolare senza finestre, simile alla sala
a.C. Ciò avvenne durante l'ascesa dello statista ateniese parzialmente intatta del Tempio di Efesto.
Pericle, che ricostruì anche il Partenone di Atene. Fu
costruito sulle rovine di un tempio risalente al periodo Avrebbe contenuto, ad un'estremità di fronte all'ingresso,
arcaico. l'immagine del culto, una colossale statua in bronzo di
Il tempio era un periptero dorico esastilo, cioè aveva un Poseidone (6 metri) che arrivava al soffitto.
portico frontale con sei colonne doriche. Non lontano dal Tempio di Poseidone ve ne era uno
16 delle 38 colonne sono oggi in piedi (quattro di queste dedicato ad Atena. Fu costruito nel 470 a.C., sostituendo
sono state ricostruite nel 20° secolo). un edificio più antico del VI secolo.
Il tempio di Atena fu demolito nel I secolo d.C. e parti delle
Il tempio ricorda da vicino il tempio contemporaneo e ben sue colonne furono portate ad Atene per essere utilizzate
conservato di Efesto sotto l'Acropoli, che potrebbe essere nel tempio sud-orientale dell'Agorà.
stato progettato dallo stesso architetto.
Come per tutti i templi greci, l'edificio di Poseidone era Il sito inoltre era protetto da una guarnigione di ateniesi e
rettangolare, con un colonnato su tutti e quattro i lati che abitato dalla gente del luogo.
racchiudeva la peristasi. I resti dell'antica città sono appena visibili sul sito e si
Il numero totale di colonne originali del colonnato esterno limitano ad una strada e poche fondamenta di case.
era di 34: 15 colonne rimangono ancora oggi (con
l'aggiunta di 1 su 4 colonne del naos interno). Gli scavi archeologici nel sito furono iniziati nel 1906
Le colonne, di marmo bianco estratto localmente e portarono al rinvenimento di una statua di kouros (il
nell'Olimpo laureotico, erano alte 6,10 m con un diametro Kouros di Sunio) e di un rilievo votivo, oggi conservati nel
di 1 m alla base e 79 cm nella parte superiore. Museo archeologico nazionale di Atene.
POSEIDONE
Nella mitologia greca Poseidone (o Posidone)
era il dio del mare, dei terremoti e dei maremoti.
Figlio di Crono e fratello di Zeus, Ade, Era,
Estia e Demetra, Poseidone è uno dei dodici
dèi dell'Olimpo. La sua consorte è la Nereide
Anfitrite da cui ha avuto quattro figli: Tritone, un
essere mezzo uomo e mezzo pesce; Roda, ninfa
marina protettrice dell'isola di Rodi (chiamata
così in suo onore) e sposa di Elio; Cimopolea,
dea minore delle tempeste marine molto violente,
e Bentesicima, dea minore delle onde.
IL TRAMONTO
L’ora che precede il tramonto è forse il momento migliore per visitare il tempio di Poseidone.
Il sole tramonta sul mare e dietro il tempio, che si trova in posizione sopraelevata rispetto
all’orizzonte.
L’accesso al sito archeologico avviene da est e da qui una delle strade porta al sito abitato, i
cui resti sono pressoché inesistenti, da cui si gode di una meravigliosa vista sul mare.
Da qui si procede in salita verso il tempio stesso, che viene avvolto dalla luce dorata del
tramonto man mano che il sole scende.
Adriana Oberto
C’era una volta un bellissimo castello del XIV secolo sperduto in mezzo alla Val Padana.
Inizialmente vi era solo la torre, fatta costruire da un valoroso condottiero italiano per viverci con la sua dolce amata.
In seguito, un gentiluomo facoltoso lo ampliò e lo trasformò in un vero castello in stile neogotico, per poter ospitare la sua numerosa
famiglia nel periodo estivo.
Un luogo incantevole, con affreschi, arredi e giardini stupefacenti. E questo è solo l’inizio della storia di questo glorioso maniero.
1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.
3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.
5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.
7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente
9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.
PROCESSIONE
DEI MISTERI
DI TRAPANI
A cura di Luisa Montagna
LA PASSIONE
DELLE
MAESTRANZE
Un anno fa stavo cercando in internet un evento religioso a cui partecipare
per mettermi alla prova come fotografa: la Processione dei Misteri di Trapani
mi colpì per la sua storia.
L’idea era quella di fotografare il backstage della processione, il lavoro
minuzioso di preparazione delle maestranze che precede la Processione che
dura ben 24 ore, tra il venerdì santo e il sabato.
Partii alla volta di Trapani una settimana prima del giorno di Pasqua.
La processione dei Misteri è la più lunga Ogni gruppo è portato a spalla da non meno di
manifestazione religiosa italiana e tra le più dieci uomini, detti massari.
antiche. Ha evidenti origini spagnole e risale a I portatori conferiscono alla processione uno dei
quasi 400 anni fa. suoi aspetti più significativi: l'annacata.
I Misteri sono venti raffigurazioni artistiche della
Passione e Morte di Cristo, esattamente diciotto Con questo termine si intende il movimento
gruppi, più i due simulacri di Gesù Morto e di impresso al gruppo seguendo le cadenze dei brani
Maria Addolorata. musicali suonati dalle bande.
Un suono caratteristico che accompagna le
Su una base sagomata di legno, la vara, si ergono vare durante il percorso è quello delle ciaccole,
le opere scultoree del XVII e XVIII secolo realizzate strumenti in legno che scandiscono la fermata e la
dagli artigiani trapanesi e rappresentanti scene ripresa dell’andamento delle vare.
evangeliche.
La vara appoggia su cavalletti di legno e questi I Misteri sono custoditi presso la settecentesca
ultimi sono ricoperti, durante la processione, da chiesa barocca delle Anime Sante del Purgatorio
una stoffa nera detta manta. da dove parte la processione nel pomeriggio del
Venerdì Santo.
Le statue vengono addobbate con preziosi Il lungo corteo dopo essersi snodato per le vie
ornamenti argentei ed elaborate composizioni della città e aver trascorso un'interminabile e
floreali, illuminate in modo da far risaltare i tratti affascinante notte, si conclude, sempre nella
del volto, le espressioni di dolore e sofferenza. chiesa del Purgatorio, intorno alle ore 14.00 del
Sabato Santo.
Qui sono tutte insieme presenti, e tra loro inscindibili, dinamiche politiche e
sociali, strategie comunicative, necessità psicologiche, passioni religiose,
tensioni devozionali: chi può mai dire se un fedele compia quel gesto,
pronunzi quella parola, porti quello stendardo, indossi quell’abito solo per
affermare una sua abilità, solo per dar spazio alla sua devozione o solo per
manifestare una sua appartenenza?
Egli, consapevole o meno, è un insieme di tutte queste ragioni.
Luisa Montagna
PRESENTA
BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project
ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.
Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-
Condividi
siede attrezzatura professionale o semi-professionale.
Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado
Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.
Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.
SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto si trova a Torino con sezioni a Genova, Milano e Roma.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
VIAGGIO
IN TERRA
SANTA
A cura di Maddalena Bitelli e Remo Turello
L
A GALILEA È LA ZONA A
NORD DELLO STATO DI
ISRAELE, DIVISA DAL PUNTO
DI VISTA AMMINISTRATIVO
TRA ISRAELE E CISGIORDANIA ED
I
È DELIMITATA A EST DAL LAGO DI
TIBERIADE.
L NOME “GALILEA” DERIVA
DALL’EBRAICO (GALIL), CHE
SIGNIFICA “CIRCOLO”.
Questa zona è citata nei Vangeli, e quindi conosciuta dai cristiani, come la
zona in cui Gesù iniziò la vita pubblica e le predicazioni.
VIAGGIO
Detto anche Mare di Galilea, Lago di Genezaret o
Lago di Kinneret, il Lago di Tiberiade è un bacino di
acqua dolce, diversamente dal Mar Morto che è di
IN TERRA
acqua salata.
Formato dal Fiume Giordano, è situato tra i territori di
Israele e le alture del Golan, in una depressione che
SANTA
si trova a circa 200 metri sotto il livello del mare.
Il Monte delle Beatitudini è un’altura di circa 150 metri sul livello del Lago di Tiberiade.
Sulla cima si trovano un convento di suore francescane e la Chiesa delle Beatitudini.
L’edificio di base ottagonale è stato progettato dall’architetto Barluzzi nel 1937; la pianta della base deriva dal
numero delle beatitudini citate da Gesù nel discorso della montagna riportato nei Vangeli.
La chiesa è circondata da un porticato e da un giardino, immersi nel silenzio, che invitano alla meditazione e da
cui si può ammirare un meraviglioso panorama sul lago.
Percorrendo i vialetti del giardino, i visitatori possono leggere delle targhe che riportano le beatitudini in diverse
lingue.
VIAGGIO
IN TERRA
SANTA
Poco lontano dal Monte delle Beatitudini, sulle rive del lago, si
trova Tabgha, luogo dove viene ricordato l’episodio evangelico della
“moltiplicazione dei pani e dei pesci”.
VIAGGIO
Poco distante dal santuario di Tabgha, in direzione
di Cafarnao, si incontra il Santuario del Primato di
Pietro.
IN TERRA
In questo luogo la tradizione cristiana ricorda
l’episodio del conferimento a Pietro, da parte di
Gesù, del primato tra gli Apostoli e della Chiesa, oltre
SANTA
che gli episodi della pesca miracolosa e della terza
apparizione di Cristo risorto ai discepoli.
VIAGGIO
dell’Annunciazione.
Il nome della città significa “la fiorita” ed è un
importante luogo della spiritualità cristiana, in
quanto è a Nazaret che l’Arcangelo Gabriele
SANTA
negli anni Sessanta e sorge sul sito dove esisteva
una chiesa francescana, a sua volta costruita sui
resti di edifici bizantini e paleocristiani.
Sulla facciata, in pietra bianca e rosa, sono
riportate le parole dell’Angelus: “L’angelo del
Signore portò l’annuncio a Maria” e “Il Verbo si
fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
VIAGGIO
A nord di Nazaret troviamo la Fontana della Vergine
che gli arabi chiamano Ait sitti Mariam all’esterno
della Chiesa di San Gabriele.
SANTA
sorgente presso la quale Gesù si recava da bambino
con sua madre a prendere l’acqua.
Ultima tappa dell’itinerario nella regione della Galilea,
è il Monte Tabor, che raggiunge i 588 metri sul livello
del mare.
Per raggiungere la cima si deve percorrere Il clima della Terra Santa è in generale caldo, per lo più
un sentiero di un’ora di cammino, oppure secco, in tutti i periodi dell’anno.
optare per i pulmini guidati da locali che Tuttavia, occorre considerare le particolarità naturali di
accompagnano i visitatori su per la strada alcuni luoghi.
stretta e piena di curve.
Ad esempio, il Lago di Tiberiade è esposto tutto l’anno a
Una volta arrivati a destinazione, si può venti freddi provenienti dall’Hermon a Nord; è soggetto
visitare la Basilica della Trasfigurazione, inoltre a cambiamenti repentini delle condizioni
costruita dall’architetto Barluzzi nel 1924. metereologiche, anche nell’arco di una sola giornata.
A destra e a sinistra dell’entrata si ergono Altre zone, come quella del Mar Morto, che si trova 400
due torri, costruite su due cappelle metri sotto il livello del mare, sono caratterizzate da clima
preesistenti, affrescate in ricordo dei principalmente torrido e umido; Gerusalemme, invece, che
profeti Elia e Mosè. si trova a mille metri d’altitudine, in inverno ha un clima più
In questo luogo la tradizione cristiana freddo
vuole ricordare l’episodio della .
trasfigurazione di Gesù che salì sul Dunque, cosa mettere in valigia per un viaggio in Terra
monte e si rivelò nella sua vera forma ai Santa? Il classico abbigliamento “a cipolla”! In inverno
discepoli Pietro, Giovanni e Giacomo: non soprattutto.
solo uomo, ma anche Dio.
Raccontare la
seconda guerra Mondiale e il
D-Day in modo completo ed efficace non è
semplice.
E’ stata una guerra talmente complessa e ricca
di avvenimenti che renderne un’immagine reale
risulta difficile.
Siamo nel cuore della Normandia, a due passi dalle
spiagge dello sbarco, e lì, dal 1988, sorge il Memoriale
di Caen; Uno spazio di 32000 mq interamente
dedicato alla storia del XX secolo sul tema della
fragilità della pace.
L’idea di un museo per la pace è venuta al sindaco di
Caen, Jean Marie Girault, nel 1969.
Nel 1986, fu posata la prima pietra nel luogo in cui
sorgeva il commando del Generale Wilhelm Richter,
comandante della 716a divisione d’infanteria tedesca durante
lo sbarco in Normandia. L’inaugurazione avvenne nel 1988 in
presenza del presidente della Repubblica Francese François
Mitterrand.
Il Museo per la Pace custodisce una collezione di più di 8.000
oggetti e 100.000 documenti riguardanti la Seconda
Guerra Mondiale in Europa.
I percorsi sono organizzati in modo crono-tematico e lasciano uno spazio
particolarmente ampio all’olocausto.
L’ingresso principale è costeggiato da una serie di bandiere delle principali nazioni che
hanno preso parte alla Battaglia di Normandia mentre dall’altra parte si trova una vetrina con le
prime 12 pietre estratte dal suolo da ognuna delle Nazioni coinvolte.
Il Museo si divide in due ali principali: “Il mondo prima del 1945” e “Il mondo dopo il 1945”.
La strana guerra,
da Settembre 1939 a Maggio 1940:
E’ la presentazione dell’inizio della guerra con 3 chiavi
di lettura differenti: francese, inglese e tedesca.
La guerra totale:
Nella guerra totale, la società intera è coinvolta nel
conflitto: partecipa alla guerra, subisce le deportazioni
e i bombardamenti.
Il nemico, distrutto dalla propaganda, è solo un
obiettivo da distruggere.
Riconquista e liberazione:
Tra combattimenti, bombardamenti massicci delle
città, guerra civile e rappresaglie contro le popolazioni,
le guerre di liberazione mettono fine in modo
progressivo alla devastazione dell’Europa e dell’Asia,
entrambe stremate dalla guerra.
Lo sbarco in Normandia:
Questo spazio è interamente dedicato allo
sbarco degli alleati in Normandia, episodio
cruciale alla liberazione dell’Europa.
Poca gente quanto abbia sofferto la Normandia,
dopo il 6 Giugno 1944.
A fianco delle migliaia di soldati pronti ad invadere la Queste 11 immagini abbastanza sfuocate ispirarono
spiaggia di Omaha Beach c’era Robert Capa, fotografo anche Steven Spielberg a girare il film “Salvate il
ungherese, chiamato a documentare le fasi delicate soldato Ryan” e sono le UNICHE fotografie al mondo
dello sbarco assieme a pochi altri fotografi che però che documentano il giorno dello sbarco a Omaha
non riuscirono a documentare quasi nulla o morirono Beach!
sul campo.
Ad un soldato venne la
stessa idea e per alcu-
ni minuti dividemmo
insieme quella specie di
rifugio. […]
Mi fermai per alcuni scatti in più e feci appello a tutto il mio coraggio per l’ultimo
balzo verso la spiaggia. […]
La pendenza della spiaggia ci garantì un po’ di protezione dai colpi delle mitraglia-
trici e dei fucili per tutto il tempo che restammo in quella posizione, ma l’alta marea
ci spingeva continuamente contro le barriere di filo spinato, dove il fuoco delle armi
sembrava festeggiare l’apertura della stagione turistica”
Robert Capa
l bunker sotterraneo,
posto di comando del Generale Richter
Fino al 2013, la Galleria dei Premi Nobel per la
Pace era installata nell’ex posto di comando del
Generale Richter, comandante della 716a divisione
d’infanteria tedesca durante lo Sbarco e la Battaglia di
Normandia.
2020
Magazzini del Cotone
Porto Antico
GENOVA
Monica Gotta
Stefano Zec
Dopo la nostra visita alle 5 Terre, uno Questo evento doveva essere l’apertura della Genova Wine Week,
dei territori liguri più conosciuti sia a iniziativa condivisa con l’Associazione Papille Clandestine, durante la
livello turistico, sia per le eccellenze quale erano previsti diversi appuntamenti dedicati alla produzione di
enogastronomiche, torniamo nuovamente vino.
Purtroppo, dal 24 febbraio 2020, in ottemperanza all’ordinanza regionale
a parlare di vino.
relativa a misure di contenimento sanitarie, tutti gli eventi sono stati
cancellati, compreso il Genova Wine Festival che il 1 marzo avrebbe
Vedasi reportage sul n. 50 di Dicembre 2019
chiuso la settimana del vino … "che ha come protagonista il “vino dei
genovesi”: ciò che si beve oggi e ciò che si è sempre bevuto in questo
territorio, storicamente legato alle rotte commerciali e alle culture che si
sono incrociate sotto la Lanterna".
(cit. [Link]
L’ASSOCIAZIONE
VinNatur promuove l’unione dei vignaioli che producono vini agendo nel rispetto del territorio, delle viti, dei cicli naturali,
limitando l’uso di agenti chimici e della tecnologia in genere, sia in vigna, sia in cantina.
L’Associazione sostiene la ricerca scientifica e divulga la conoscenza delle tecniche naturali e innovative, grazie anche alla
pubblicazione della rivista semestrale VinNatur Magazine, edita dal 2019.
Da segnalare che VinNatur ha prodotto un disciplinare di produzione del vino naturale, grazie alla collaborazione con una
società italiana leader nella certificazione volontaria e nei controlli regolamentati, Valoritalia, la quale “nasce come società di
certificazione dei vini a Denominazione d’Origine, Indicazione Geografica e dei vini con indicazioni del vitigno e/o dell’annata.
Garantisce la tracciabilità del prodotto dal vigneto alla commercializzazione”
I tecnici coinvolti in quest’attività sono professionisti che, per svolgere al meglio le loro mansioni, hanno ricevuto in aggiunta
una formazione specifica sul protocollo di VinNatur, al fine di farlo rispettare.
I controlli, svolti direttamente in loco, pongono particolare attenzione alla gestione del vigneto e alle tecniche agronomiche
adottate dai produttori.
IL VINO NATURALE
Il protagonista delle giornate genovesi è il vino, per la controversie non mancano, in quanto non esiste ancora una
precisione il vino naturale. vera definizione e un disciplinare condiviso.
Come in altri settori, il ritorno “al naturale” nasce come Proprio per questo motivo nel mondo del vino naturale si
reazione alle produzioni industriali che si pensa abbiano auspica la stesura di un disciplinare rigoroso, supportato
impoverito i terreni e trasformato questo prodotto da criteri scientifici, che indichi una via precisa ai produttori
d’eccellenza italiana, oltre al desiderio di tornare alle origini, interessati a seguire questa strada.
non così distanti nel tempo, quando i nostri nonni facevano
tutto a mano affidandosi, per la buona riuscita del prodotto, Ma chi ha inventato il vino?
ai frutti della terra e alla benevolenza della natura. Pare che la scoperta del vino sia talmente antica da affondare
le sue radici nella leggenda e nel mito.
In sostanza, per definire naturale un vino, lo stesso deve Alcune scoperte archeologiche collocano fossili di vite
essere libero da sostanze chimiche, senza alterazioni in Toscana, altre teorie affermano che la scoperta del
riguardanti aspetto, profumo e gusto. vino fu casuale e avvenne nel Neolitico in seguito a una
Non dubito abbiate notato la differenza tra gustare un vino fermentazione spontanea e l’uomo divenne “vignaiolo per
senza artefatti e uno “adattato” alle regole del mercato, che caso”.
insegue un teorico gusto del pubblico. Le prime tracce di coltivazione sono state rinvenute nella
E naturale è diverso da biologico. Turchia orientale mentre in Armenia, dove la vite selvatica
cresce tutt’ora spontanea, è stata scoperta la prima casa
Questa tendenza si sta espandendo, anche se discussioni e vinicola.
Arrivati al piano troviamo la parte dedicata alla gastronomia, ed entrando nella zona dedicata ai produttori vinicoli, appuriamo
che l’evento ha attirato molte persone, semplici curiosi ma anche esperti del settore e giornalisti.
A parte le aziende di provenienza straniera, constatiamo che in questa manifestazione sono rappresentate la maggior parte
delle regioni italiane: Abruzzo, Trentino Alto Adige, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche,
Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto.
Le aziende sono raggruppate per regioni per facilitare la visita.
Abbiamo intervistato due produttori liguri: lo storytelling è riferire le loro esperienze, ritrovare antichi metodi, ascoltare il loro
vissuto, conoscere ciò che stanno sperimentando per trovare nuove vie al gusto.
LE INTERVISTE
Ci avviciniamo al primo produttore ligure presente a VinNatur è anche conosciuto come “vino del mare”. Ogni qualità
2020. presenta caratteristiche che lo legano al territorio in cui
La sua azienda si trova nei Colli di Luni, vicino a La Spezia, ai cresce, mostrando però sempre in aggiunta anche i profumi
confini con la Toscana. della macchia mediterranea.
Il terreno si trova a 3 km dal mare ed è un terreno argilloso,
composto in superficie da argilla rossa e al di sotto da argilla Iniziamo a degustare un vino del 2017, annata asciutta senza
grigia. Questa particolare configurazione del terreno permette piogge.
di vendemmiare anche in stagioni asciutte, in periodi diversi A ragione di quanto detto precedentemente, questo vino
da quelli canonici. deriva dalla vendemmia di settembre, mentre il successivo
Ci spiega che l’argilla grigia si comporta da impermeabilizzante assaggio sarà un vermentino del raccolto di ottobre: la
per cui, se vi è carenza di pioggia, mantiene fresche le radici differenza risulta piuttosto evidente a livello di gusto, il primo
delle viti e questo dà la possibilità di procedere con una è decisamente più sapido.
vendemmia tardiva ad ottobre.
Del 2018 si dice sia stata una buona annata con un giusto
Nel mentre del racconto si assaggiano i vermentini, senza equilibrio tra pioggia e sole: i vini presentano un’ottima
solfiti, che fermentano solo in acciaio. sapidità ma anche una buona acidità, caratteristica
La provenienza del vermentino, vitigno a bacca bianca importante perché ne permette una maggiore longevità e ciò
semi-aromatico, è incerta, parrebbe spagnola, ma nemmeno fa sì che, dopo qualche anno, il vino regali sapori inaspettati
l’etimologia del nome suggerisce indizi; si ipotizza possa e strutturati. Questo è quanto riscontriamo in fondo al
essere stato portato in Corsica e, successivamente, in calice, un vino molto particolare, decisamente differente dai
Liguria. Adattandosi particolarmente a climi caldi e secchi precedenti.
Continuiamo con un vino rosé: si chiama Osé di Luna, è Passando ai vini rossi fermi ne produce di due tipi: un
un grenache-cannonau, fermentato in bottiglia, ossia con grenache in purezza e un syrah in purezza, ovvero prodotti
fermentazione alcoolica terminata in bottiglia, senza mosto con il 100% dello stesso vitigno. Spesso i vini vengono
e solfiti aggiunti. prodotti unendo diversi tipi di uve per ottenere le migliori
caratteristiche organolettiche.
Anche questo vino è un esperimento del produttore, per cui ce
ne parla con la curiosità di chi desidera conoscere l’opinione Questi vini, datati 2017, hanno trascorso due anni in “legno
di coloro che lo assaggiano. grande”, ossia in botte da 500 l. vengono imbottigliati senza
Il grenache è un vitigno a bacca nera di origine spagnola e essere filtrati e senza aggiunta di solfiti, rimangono in
di antichissima tradizione nelle aree viticole mediterranee. Si bottiglia almeno tre mesi prima di essere commercializzati.
trova in Spagna, Francia, Portogallo, Italia, specialmente in
Sardegna con il nome di cannonau, e in molti stati esteri. Il Syrah, un’uva cosiddetta internazionale, è una delle uve
rosse più nobili, nota per i suoi tipici aromi. La sua origine è
Originariamente si trattava solo di grenache nero ma, nel incerta, si ipotizza venga dal Medio Oriente.
tempo, si sono sviluppate forme grigie (rosate) e bianche.
Chiedendo un abbinamento gastronomico, soprattutto ligure, il viticoltore suggerisce che Lunatica si abbinerebbe bene con il
coniglio alla cacciatora, per la precisione alla ligure, con olive e pinoli, mentre Lunatica 2014, vino molto acido, con le acciughe
di Monterosso.
Qui si impone una riflessione: naturale all’ennesima potenza o imprenditore agricolo 3.0?
L’importante è sviluppare idee imprenditoriali innovative, uno dei settori produttivi più antichi e tradizionali del paese.
Fare agricoltura sana e consapevole è un vero e proprio boom, a livello nazionale, come non si era mai visto.
IL TAPPO HI-TECH
Una delle tante sperimentazioni nel settore del vino riguarda
i tappi delle bottiglie.
Aprendole avrete notato che possono essere di diversi
materiali, sughero, metallo, vetro e così via.
Questi sono solamente 2 racconti su 100 che avremmo quale vive, regista della storia del suo prodotto, frutto del
potuto ascoltare e divulgare. lavoro legato indissolubilmente al terreno e al clima al quale
Concludiamo pensando che la qualità del vino si crei esso è soggetto.
principalmente attraverso impegno, dedizione e passione
dei produttori, nel rispetto dell’ambiente e della diversità Dopotutto, il vino si fa con la filosofia di essere consapevoli
dei terreni, grazie alle operazioni in cantina e l’uso accorto del proprio prodotto.
delle tecniche enologiche, tramite ricerca, sperimentazione e
innovazione.
Come si evince dalle interviste, si potrebbe affermare che un
winemaker sia un inventore, un interprete della natura nella
Middle Earth
Autore: Giuseppe Calogero
Lago di Dobbiaco Trentino
Sea Guardians
Autore: Paolo Gentili
Ladispoli (Rm)
A piccoli passi
Autore: Pina Pignatiello
Pescocostanzo - L'Aquila
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APPASSIONATI A NOI
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