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GF50

Giroinfoto Magazine N. 50 di dicembre 2019 celebra la fotografia e i viaggi, offrendo uno spazio per appassionati di condividere esperienze. Il numero presenta reportage su vari temi, tra cui la vendemmia eroica delle Cinque Terre e la bellezza di Yellowstone. La rivista si propone come punto di riferimento per la cultura fotografica e la valorizzazione del territorio.

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Giroinfoto Magazine N. 50 di dicembre 2019 celebra la fotografia e i viaggi, offrendo uno spazio per appassionati di condividere esperienze. Il numero presenta reportage su vari temi, tra cui la vendemmia eroica delle Cinque Terre e la bellezza di Yellowstone. La rivista si propone come punto di riferimento per la cultura fotografica e la valorizzazione del territorio.

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N.50 - 2019 DICEMBRE [Link].

com
N. 50 - 2019 | DICEMBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]

5 TERRE DOC
LA VENDEMMIA EROICA

ROLLI DAY 2019 YELLOWSTONE TORINO GIALLA


GENOVA IL PARCO DELLE MERAVIGLIE MISTERI IRRISOLTI
Band of Giroinfoto Di Barbara Tonin Band of Giroinfoto

Photo cover by Giancarlo Nitti


WEL
COME

50
[Link]
DICEMBRE 2019
3

la redazione | Giroinfoto Magazine

Benvenuti nel mondo di


Giroinfoto magazine ©

Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’out-door, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.

È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle belelzze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.

Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.

Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.

Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.

Director of [Link]
Giancarlo Nitti

Giroinfoto Magazine nr. 50


5

LA RIVISTA DEI FOTONAUTI


Progetto editoriale indipendente

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ANNO V n. 50
20 Dicembre 2019

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SEGRETERIA E RELAZIONI Gienneci Studios, Via [Link], 135
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Mariangela Boni hello@[Link]
MAST Bologna
CAPI SERVIZIO DISTRIBUZIONE: SKIRA Editore
Giancarlo Nitti Gratuita, su pubblicazione web on-line di Urbex Team Old Italy
Monica Gotta [Link] e link collegati.
Sergio Agrò
Adriana Oberto CONTATTI
email: redazione@[Link]
REDATTORI Informazioni su [Link]:
Giancarlo Nitti [Link]
Redazione hello@[Link]
Silvia Cevasco
Reporter Questa pubblicazione è ideata e realizzata
Barbara Tonin da Gienneci Studios Editoriale.
Reporter Tutte le fotografie, informazioni, concetti,
Monica Gotta testi e le grafiche sono di proprietà
Reporter intellettuale della Gienneci Studios © o
di chi ne è fornitore diretto(info su www.
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tema di copyright. Di tutti i contenuti è fatto
divieto riprodurli o modificarli anche solo
in parte se non da espressa e comprovata
autorizzazione del titolare dei diritti.

Giroinfoto Magazine nr. 50


26
6

C O N T E N T S
R E P O R TA G E

YELLOWSTONE PARK

GIROINFOTO MAGAZINE

50
I N D E X

R E P O R TA G E

5 TERRE DOC
GROTTE DI BORGIO 10 La vendemmia eroica
VEREZZI

54
Band of Giroinfoto

YELLOWSTONE PARK
26 All American Report 2019
Band of Giroinfoto

LA FABBRICA DI COTONE
38 Urbex
Urbex Team Old Italy

GROTTE DI BORGIO VEREZZI


54 Sale colorate
Di Silvia Cevasco
URBEX
TUTTO MELE 2019
66

38
LA FABBRICA DI COTONE Cavour
Band of Giroinfoto

R E P O R TA G E

66
TUTTOMELE 2019

Giroinfoto Magazine nr. 50


7

R E P O R TA G E

10
5 TERRE DOC

TORINO GIALLA
Somewhere Tour
82 R E P O R TA G E

82
Band of Giroinfoto TORINO GIALLA

ROLLI 2019
Band of Giroinfoto
104
Di Monica Gotta

LE TUE FOTOEMOZIONI
Questo mese con:
128
Ludovico Balena
Mario Alesina
Giuseppe Nastasi

R E P O R TA G E

104
ROLLI 2019

Giroinfoto Magazine nr. 50


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pubblichiamo le sta-
tistiche e i volumi qui
presenti relativi alle
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Dicembre 2019
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10 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

AGRICOLTORI EROICI
A cura di Monica Gotta

Adriana Oberto
Giancarlo Nitti
Laura Stratta
Monica Gotta
Remo Turello
Stefano Zec

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 11

Metà settembre…alle porte dell’autunno si parte per


testimoniare la vendemmia alle Cinque Terre.

La sveglia alle 5.30 del mattino ci regala un inizio di


giornata stupefacente.
Sul golfo di La Spezia assistiamo ad un’alba dai colori
caldi, la luce dell’estate che ci sta accompagnando
verso l’autunno con queste sfumature intense,
romantiche, uniche e tipiche di questo periodo
dell’anno.
È la natura che si manifesta nel suo cambiamento,
non solo attraverso i colori, ma anche nel cambio
della temperatura, nel profumo dell’aria e dei prodotti
che sono frutto della stagione in arrivo: l’autunno.

Uno di questi prodotti è l’uva e, di conseguenza il vino,


sempre presente sulle nostre tavole, uno dei prodotti
di maggior rilievo in Italia.

Presso la Cantina delle Cinque Terre a Groppo ci


accoglie il Presidente Cooperativa Agricoltura delle
Cinque Terre, Matteo Bonanini.
La cantina si trova sopra al paese di Manarola e
siamo stati invitati a documentare il lavoro degli
operatori vinicoli durante la vendemmia sulle fasce e,
successivamente, la pesa e l’ingresso dei prodotti nei
locali delle cantine dove le uve saranno lavorate per
farne degli ottimi vini DOC.

+ INFO
[Link]

Giroinfoto Magazine nr. 50


12 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

Per raggiungere Groppo seguite le


indicazioni per Manarola.
In macchina si deve uscire al casello
autostradale di La Spezia – Santo
Stefano Magra e, immettendosi sulla
strada provinciale 370 chiamata
anche Litoranea delle Cinque
Terre, si arriva a Groppo, Volastra e
Manarola in circa 20 o 30 minuti a
seconda del periodo e del traffico.

La nostra meta, la Cantina delle


Cinque Terre si trova proprio qui.

IL TERRITORIO
Partendo dalla conoscenza del territorio, sappiate che al complici anche le altre specie vegetali native del territorio
momento pare che il territorio sia coltivato a vitigno per circa (fiori e erbe aromatiche).
il 15%. Le previsioni sono di incrementare il più possibile le Questo è il motivo per cui il vino DOC delle Cinque Terre
coltivazioni aumentando la produzione dei vini DOC della presenta caratteristiche così uniche.
zona.
E questo è anche il motivo per il quale gli operatori vinicoli
Torniamo ad alcuni concetti del precedente articolo su possono sperimentare sempre nuove miscele e superare le
Manarola nel caso qualcuno di voi non avesse avuto modo di frontiere del gusto.
leggere (Giroinfoto Magazine Novembre 2019 – N. 49).
Questi vini sono molto adatti ad essere abbinati alla cucina
Questi 17 km di costa sono, a detta degli scienziati, i 17 km più ligure, caratterizzata da piatti di pesce e piatti di verdure. Come
idonei alla coltivazione della vite nel mondo. potrete immaginare piatti semplici, aromatizzati con pochi
Il primo fattore è quello geologico, geochimico e minerale in ingredienti si accompagnano egregiamente a vini dai sapori
quanto il terreno è composto da strati sedimentari di roccia particolari e lasciano pertanto ampio spazio all’intreccio di
arenaria emersi dal mare. gusti semplici e tradizionali.
È un ambiente climatico temperato, anche un microclima
desertico, in quanto la pioggia passa attraverso gli strati Tipici delle fasce di Manarola sono i vini Cinque Terre COSTA
rocciosi e non si accumula nel terreno ma si raccoglie in DA POSA e COSTA DE CAMPU DOC.
bacini sotterranei. Entrambi sono vini bianchi, un blend delle tre uve che si
coltivano sulle fasce manarolesi: bosco, vermentino e
Le viti crescono su questi strati rocciosi e, alcune di esse albarola.
centenarie, arrivano ad avere radici lunghe anche 30 metri per
assorbire i minerali e i nutrienti dal terreno. Corresponsabili, Questi vini sono di colore paglierino con riflessi dorati,
infine, per la realizzazione di questo habitat unico sono conservano il profumo dei fiori e delle erbe di campo anche se
l’irraggiamento solare di circa 8 mesi all’anno, la salsedine con leggere differenze di sapidità, morbidezza e gradazione
che arriva dal mare e il vento. alcoolica.
A seconda dell’altezza in cui si trovano le viti, esse crescono in Da Riomaggiore viene invece il COSTA DE SERA, anch’esso
differenti microclimi dando quindi vita a uve dello stesso tipo, realizzato con una miscela delle tre uve.
ma comunque con caratteristiche di gusto ed aroma diverse

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 13

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


14 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

L'UVA
Ricchissima d’acqua, non ha
controindicazioni ed è ricca di elementi
che agiscono positivamente sul corpo
umano. In sostanza un concentrato di
elementi preziosi che hanno un effetto
salutare.

L’uva è un’infruttescenza, il grappolo è


un insieme di frutti, gli acini - rotondi,
oblunghi di dimensioni diverse – uniti
dal raspo.
Può essere nera, bianca o rosata, può
essere da tavola, da vino o da essiccare.
Come vedremo, parlando dei vini delle
Cinque Terre, il gusto può variare a
seconda della zona di produzione,
delle condizioni climatiche e la varietà
stessa.

Meno conosciuto è l’uso dei vinaccioli –


i semi – da cui di ricava un olio ricco di
acidi grassi benefici e utilizzato anche
nella cosmesi.
Altro prodotto è il succo d’uva che, al
contrario del vino, non ha gradazione
alcoolica.
A parte l’uva da tavola che tutti noi
consumiamo abitualmente, la si può
utilizzare anche in cucina, sotto forma
di uva essiccata o uva passa utilizzata
prevalentemente per i dolci ma anche
nella cucina agrodolce.

Senza scendere nei dettagli di ricette


ed usi regionali, sappiate che l’uva può
essere protagonista di svariate ricette
salate oppure dolci, accompagnare
la carne come i formaggi creando
ottimi equilibri di gusto o esaltando
caratteristiche intrinseche di
determinati alimenti.

Qualunque sia la vostra uva preferita,


questo frutto rinfrescante e dolce di
fine estate si presta ad innumerevoli
combinazioni ed utilizzi.

Laura Stratta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 15

VISITIAMO I VIGNETI
Dopo l’incontro con Matteo Bonanini, ci dividiamo in due riguardo a ciò che si sta svolgendo sui terrazzamenti in
gruppi per poter visitare diversi siti dove si sta svolgendo quel momento.
la vendemmia. In mezzo alle viti ci sono molte persone che stanno
Formiamo due gruppi diversi e ci dirigiamo verso i luoghi raccogliendo i grappoli d’uva, li adagiano nelle cassette che
che siamo venuti a vedere con i nostri occhi, desiderosi di poi saranno caricate sul monorotaia e infine portate alla
scoprirli. cantina per essere pesate e successivamente lavorate.
Vista la particolarità del territorio, spesso gli agricoltori
Partiamo con la macchina e il nostro gruppo arriva in raccolgono le uve accucciati o sdraiati sul terreno per poter
un punto lungo la litoranea da dove parte un trenino raggiungere tutti i frutti da raccogliere.
monorotaia.
Se non ci avessero indicato il piccolo spazio circondato da Voltando lo sguardo verso la sommità delle colline si ha una
una folta vegetazione, non avremmo mai detto che da lì si migliore percezione della ripidità di questi luoghi. Immersi
potesse accedere ad uno dei siti della vendemmia. nei vigneti vediamo da vicino i muretti a secco, principali
Complice è anche la conformazione scoscesa del territorio protagonisti di questo territorio.
che ordisce trame con la folta vegetazione per nascondere Queste costruzioni permettono alle viti di crescere e fanno
le sue bellezze agli occhi umani. sì che il terreno non frani o, perlomeno, ne diminuiscono le
probabilità.
Matteo Bonanini ci organizza la salita alle prime fasce Come ci raccontano i viticoltori, i muretti necessitano di
chiamando un operatore che scende con il monorotaia per continua manutenzione essendo esposti al clima e alle
permetterci di raggiungere il luogo della vendemmia. intemperie della zona.

Arrivati in cima veniamo subito accolti con entusiasmo Per questo motivo, oltre alla coltivazione stessa, parte del
da una signora che sta liberando i grappoli d’uva appena lavoro di queste persone consiste nella cura dei muretti.
raccolti dalle foglie ed altri residui vegetali. Un impegno pari a 365 giorni l’anno.
Il nostro primo contatto con un meraviglioso grappolo Accenno alla Fondazione Manarola Cinque Terre, di cui
d’uva di colore dorato appena raccolto. abbiamo parlato nel nostro precedente articolo sulle Cinque
Ci viene offerto un assaggio che accettiamo volentieri Terre – Manarola – organismo che si occupa del territorio
rimanendo stupiti della delicatezza, della dolcezza e del ed è impegnata nel progetto “Stonewallsforlife” per il quale
gusto perfettamente calibrato di quest’uva. ha ottenuto un finanziamento nell’ambito del Programma
Così ascoltiamo il breve racconto di questa signora LIFE – “Climate Change Adaptation”.

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


16 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

Senza dimenticare che è necessario levare l’erba, fare le fosse,


tagliare e legare i vitigni per proteggerli dal vento e dal sole a
seconda dell’inclinazione della fascia di terra che si coltiva. Da
qui la denominazione di “agricoltura eroica”.

Il territorio è molto particolare, si può camminare in mezzo alle


viti e godere di una vista mozzafiato sull’anfiteatro di Manarola.
Un’altra particolarità che testimonia l’antichità di questo lavoro è
una piccola casa posta sul pendio.
Costruita in pietra, con una porta in legno, una pergola esterna
dove sono appesi diversi grappoli d’uva, ospita una piccola
stanza con poco arredamento e alcuni piccoli quadri.
La finestra invece si apre sulle fasce e sul golfo.
La sensazione che trasmette questa piccola abitazione è di pace
e semplicità ma i suoi muri ci raccontano una storia da ascoltare.

Dopo essere stati testimoni del trasporto delle cassette d’uva sul
monorotaia, ci prepariamo anche noi per tornare a valle dove ci
accoglie nuovamente Matteo per condurci ad un secondo sito,
questa volta su delle fasce che terminano sulla scogliera.

Arrivando alla nostra seconda meta ci rendiamo subito conto di


quanto diverso sia dall’altra location.
Stavolta invece che salire si scende…verso la scogliera, verso il
mare.
Ripetiamo nuovamente il viaggio sul monorotaia, che declina
ripidissimo verso la fine della rotaia.
Dire che è fortemente emozionante è un eufemismo! Monica Gotta Photography

Stefano Zec Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 17

Laura Stratta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


18 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

Remo Turello Photography

Arrivati in fondo, scendere risulta acrobatico. Sapere di essere


su una fascia scoscesa è un conto, ma vedere con i propri occhi
lo strapiombo e il mare sottostante è un’altra cosa.
Anche qui veniamo accolti dai sorrisi degli agricoltori, a volte
con un po' di imbarazzo verso le macchine fotografiche.

Però è un regalo bellissimo vedere la gioia sui visi di queste


persone che stanno duramente lavorando per ottenere un
prodotto di qualità unica che rappresenta al meglio la Liguria.
Stanno caricando le cassette di uva già raccolta sul monorotaia
e altri la stanno ancora raccogliendo.

Questo sito è molto diverso dal precedente in quanto a


caratteristiche di pendenza e posizionamento delle viti.
Comunque si sviluppa, oltre che in verticale, anche verso
ponente e levante.
Si può camminare in mezzo alle viti percorrendo dei piccoli
sentieri.

Su entrambi i lati troviamo altre piante da frutto, come fichi e


cachi e molte piante tipiche delle fasce mediterranee.
Queste piante sono quelle che donano particolari profumi a
queste uve che poi ne conserveranno i profumi e andranno a
creare anche particolarità di gusto nei vari vini.

Rimaniamo a visitare queste fasce per un po' osservando


gli agricoltori al lavoro, ma giunge l’ora di tornare su con il
monorotaia.
Ci aspetta la visita delle cantine e del punto vendita dei prodotti
finiti. Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 19

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


20 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 21

LA CANTINA
Il punto vendita è un piccolo gioiello ricco di prodotti della Come detto le qualità di vino sono innumerevoli ma il punto
zona delle Cinque Terre. di forza e il protagonista è lo Sciacchetrà nelle due versioni
Vini, liquori, grappe, olio, olive, paté, pesto, pesto di DOC e Riserva DOC a seconda dell’invecchiamento.
peperoni, crema di carciofi e di noci e altre prelibatezze
assolutamente da assaggiare. Per la produzione dello Sciacchetrà esistono delle
indicazioni e regole precise da seguire.
Qui sarete accolti dal personale in modo squisito e potrete Citiamo quelle di base, ma ne esistono molte altre.
degustare un calice di vino per assaggiare una o più varietà Prima di tutto le uve devono provenire da zone atte a
di vino a seconda del vostro gusto e preferenze. conferire ai vini derivati delle specifiche qualità e i vigneti
devono trovarsi sui terreni collinari ritenuti idonei per la
Tra i vini che troviamo alla cantina ci sono vino bianco produzione della denominazione di origine.
Pergole Sparse, vino bianco Alte Vigne, Cinque Terre Bianco Nelle stesse zone devono avvenire anche l’appassimento e
DOC, Muretti Rosso, Muretti Bianco, vino bianco frizzante l’invecchiamento dello Sciacchetrà.
Risacca, spumante brut Rivus Major.
Questo vino è ottenuto da parziale appassimento delle
Oltre ai vini troviamo altre referenze come la grappa, il uve dopo il raccolto in luoghi considerati idonei e ventilati.
limoncino, l’arancino, il mandarino e il ben noto vino passito, Altra indicazione è che la vinificazione delle uve non può
lo Sciacchetrà. avvenire prima del 1 novembre dell’anno della vendemmia.
Quest’ultimo, per essere prodotto, richiede alcune cure e Ne consegue che il vino Sciacchetrà non può essere
passaggi diversi rispetto ai vini sopraccitati. venduto prima del 1 novembre dell’anno successivo alla
Lo troviamo in due versioni: Sciacchetrà DOC e Sciacchetrà vendemmia, mentre il vino Sciacchetrà Riserva non può
Riserva DOC. essere commercializzato prima del 1 novembre del terzo
In materia di grappe troviamo anche la grappa Cinque Terre anno successivo alla vendemmia.
Sciacchetrà.

Monica Gotta Photography Remo Turello Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


22 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

Vi domanderete quali sono le caratteristiche


della fermentazione, come si svolge questo processo e
come interviene nel contesto dei processi di vinificazione.
Semplice, tutto sommato.
Pensate ad un processo naturale che consente la
trasformazione del mosto in vino, una reazione a catena di
fenomeni chimici.

Entrando in cantina, mi tornano in mente le vendemmie e


la produzione del vino in tempi passati quando mio nonno
raccoglieva l’uva e “faceva” il vino.
Le statistiche affermano che la Liguria e i suoi vini hanno I miei ricordi non corrispondono certo a quanto si vede qui.
fatto un grande salto avanti nell’export e il fenomeno
dell’internazionalizzazione sta portando risultati agli operatori La tecnologia ha introdotto l’uso di grandi serbatoi
del settore e all’economia delle zone vitivinicole. in acciaio inox, refrigerati, in modo che i processi di
vinificazione possano essere monitorati per via telematica,
Sarebbe orgoglio della Liguria e di coloro (aziende, mantenendo la temperatura sempre sotto controllo.
associazioni, istituzioni, enti pubblici e privati, persone Ciò fa sì che le vecchie cantine che avevano un non so ché
fisiche) che si sono impegnati nella promozione di questi di magico, vengano man mano sostituite dalle “cantine
prodotti poter assistere ad un ulteriore miglioramento del tecnologiche”.
commercio e della conoscenza dei prodotti liguri.
Resta tuttavia la magia del risultato finale, il prodotto di
La visita finisce all’interno delle cantine. questo processo naturale, complesso e allo stesso tempo
Entriamo nel luogo dove le uve vengono lavorate e messe semplice. Il vino: un prodotto, unico e allo stesso variegato,
nelle cisterne a fermentare per tempi e temperature un mistero da scoprire ad ogni assaggio.
prestabiliti sotto stretto controllo degli enologi.

La fermentazione è infatti il processo fondamentale nel ciclo


di produzione del vino.
Il succo d’uva si trasforma in vino, innescando una serie di
reazioni organolettiche.

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA 23

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


24 R E P O RTA G E | 5 TERRE DOC - VENDEMMIA EROICA

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


25

Giroinfoto Magazine nr. 50


26 R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK

A cura di Barbara Tonin

Chi non ha mai visitato


Yellowstone che cosa
potrebbe immaginare
pensando al grande parco?
Un appassionato di cartoni
animati probabilmente
sorriderebbe ricordando le
avventure di Yoghi e Bubu, i due
simpatici orsi rincorsi dal Ranger
Smith che tenta di sventare i loro
tentativi di furto dei cestini da
pic-nic dei campeggiatori.

Un amante del trekking fantasticherebbe su


lunghe passeggiate in ampie foreste con
le più svariate specie di piante e fiori, lungo
corsi d’acqua e in spaziose distese erbose.

Un amante di animali si vedrebbe


mimetizzato tra i cespugli, pronto ad
avvistare qualche magnifico esemplare
di grizzly, cervo o bisonte mentre un
appassionato di geologia sognerebbe di
avventurarsi alla ricerca di caratteristiche
formazioni rocciose e fossili.

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK 27

Il parco delle meraviglie


Giancarlo Nitti Photography

Possiamo
immaginarci in qualsiasi situazione e Yellowstone non
deluderebbe nessuna delle nostre aspettative ma, per chi
non l’ha mai visto, nemmeno l’immaginazione più fervida
riuscirebbe a figurarne la ricchezza di vita, forme, colori,
materiali e profumi.

Yellowstone è la manifestazione più sorprendente che


Madre Natura potesse dare di sé.
E proprio per preservare tanta bellezza è stato nominato
parco nazionale. Riserva protetta dal 1872 e Patrimonio
dell'umanità dal 1978, racchiude tra i suoi confini (quasi
9000 km²) non solo un’ampia varietà di vegetazione e
animali, ma anche una moltitudine di potentissimi geyser,
fumarole, variopinte sorgenti termali, particolarissime
formazioni calcaree e profondissimi canyon, che lo
rendono unico al mondo.

Giroinfoto Magazine nr. 50


28 R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK

Yellowstone conta più di 1300 specie


diverse di piante native, tra cui nove tipi
diversi di conifere (pino lodgepole, pino
dalla corteccia bianca, abete rosso di
Engelmann, abete bianco, abete subalpino,
abete di Douglas, ginepro delle Montagne
Rocciose, ginepro comune, limber pine) e
alcune specie decidue come il pioppo e il
pioppo tremulo, arbusti come l’artemisia
tridentata e l’acero delle Montagne
Rocciose, tre specie uniche che si possono
trovare solo a Yellowstone (Ross’s
bentgrass, Yellowstone sand verbena,
Yellowstone sulfur wild buckwheat) e
centinaia di fiori selvatici.
Le piante non-native (infestanti) invece
comprendono più di 200 specie (quali
il cardo campestre, la linaria dalmatica,
l’erba vellutina, l’euforbia acre, la
margherita diploide e il fiordaliso), mentre
le zone idrotermali sono dense di comunità
vegetali uniche e rare.

Anche la fauna è magnifica e ricca di


esemplari e ha la più alta concentrazione di
mammiferi rispetto a tutti gli altri Stati.
Particolarmente notevole inoltre è
l’equilibrio predatore-preda che si è creato.
Nel parco sono presenti ben 67 specie
diverse di mammiferi autoctoni, quali orsi
grizzly, orsi neri, lupi grigi, ghiottoni, puma,
coyote e linci fra i predatori e wapiti, cervi
mulo, bisonti, alci, antilopi, antilocapre e
cervi dalla coda bianca tra le prede. Capre
non-native invece hanno colonizzato l’area
nord.
La maggior parte degli uccelli sono
migratori. Sono state contate ben 285
specie differenti, di cui 150 che nidificano
nel parco.

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK 29

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


30 R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK

Barbara Tonin Photography

Il parco di Yellowstone è uno dei più grandi ecosistemi superficie i cosiddetti “punti caldi”.
intatti della zona temperata. Negli ultimi 2 milioni di anni, Yellowstone ha visto
Il suo nome, pietra gialla, probabilmente deriva dalla diverse eruzioni e tre di queste furono molto potenti e
colorazione assunta dalle formazioni rocciose a causa violente, tanto da classificare il parco come un “super-
dello zolfo presente sul territorio. vulcano”.
L’equilibrio dello straordinario ecosistema del parco,
però, non è dato solo dall’interazione flora-fauna. Questa condizione è alla base della formazione dei
meravigliosi fenomeni idro-termici che rendono
Originato da fenomeni vulcanici circa 30 milioni di anni speciale Yellowstone.
fa, tuttora questi processi interagiscono con quelli Un elemento fondamentale nel processo, però, è
idro-termici e glaciali (per la maggior parte dell’anno il l’acqua. Quest’ultima, grazie alle precipitazioni nevose
terreno è coperto di neve) e concorrono alla continua e alle piogge, filtra tra la crosta e raggiunge il magma,
evoluzione del biosistema. che la porta a temperature oltre i 200°C.
La maggior parte dell’area del parco nasconde Nonostante l’altissima temperatura, però, l’acqua
nel sottosuolo, ad appena 10 km di profondità, un rimane liquida per la forte pressione presente nel
sottile strato di magma, portato verso la crosta dalla mantello.
convezione del calore nel mantello e creando in

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK 31

Quella più calda, e quindi più


leggera, tende a salire verso
la crosta, mentre quella più
fredda è più pesante e scende
verso il centro, creando dei
moti convettivi che sono alla
base della formazione dei
geyser.

Salendo verso la superficie,


l’acqua è soggetta alla minor
pressione degli stati rocciosi
e viene in parte trasformata in
forma gassosa dall’altissima
temperatura.
Il gas quindi funge da
propulsore e spinge l’acqua
verso l'esterno, creando dei
potentissimi getti alti più di
50 metri e vapore, come quelli
dell’Old Faithful Geyser e dello
Steamboat Geyser.
Giancarlo Nitti Photography

I geyser non sono gli unici fenomeni idro-termici che


si possono osservare.
Nei bacini sono presenti anche sorgenti termali,
stagni di fango ribollente e fumarole, i punti più caldi
di Yellowstone.

L’area più attiva e più dinamica è il Norris Geyser


Basin: la temperatura arriva a 237°C a soli 1.087 m
sotto la superficie.

Tali caratteristiche sono dovute al fatto che si trova


proprio sopra l’intersezione di tre faglie, due delle
quali sono in corrispondenza di una caldera che ha
eruttato 640.000 anni fa.

Barbara Tonin Photography

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32 R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK

L’attività geologica di Yellowstone offre


moltissimi esempi su come agiscano i processi
geologici su scala planetaria, ma non si limita
soltanto a questo.

Ricerche sorprendenti hanno dimostrato che


anche a temperature così estreme può esistere
la vita: un esempio singolare sono i termofili.

Si tratta di microrganismi che trovano


nutrimento negli ambienti caldi e acidi e che
formano colonie dai colori incredibilmente vividi
e vivaci.
In passato la loro presenza fu ignorata.
Gli studiosi pensavano che tale colorazione
fosse dovuta alla presenza di minerali.
Solo nel 1889 il geologo Walter Harvey Weed
pose in dubbio le teorie dei suoi colleghi: “C’è
ragione di credere che l’esistenza di alghe di
colori differenti, quali il rosa, il giallo e il rosso,
così comuni nelle acque di Yellowstone siano
state trascurate o scambiate per depositi di
materia puramente minerale.”

Non immaginava però la vastità di colonie


ospitate in tutto l’ecosistema idro-termico.
Ampi aggregati di termofili si possono trovare
nelle sorgenti sulfuree, come ad esempio gli
archeobatteri che sono gli organismi più vicini e
somiglianti alle prime forme di vita sulla Terra,
oppure li vediamo come formazioni simili a
“cera fusa” sulla superficie alcalina dei bacini
termali.

Gli estremofili presenti sono innumerevoli e


ognuno dà il suo apporto al biosistema, come
i cianobatteri, conosciuti come alghe azzurre
o alghe verdi-azzurre, che contribuiscono
alla fotosintesi esattamente come le piante.
Oltre a molteplici tipi di alghe, i bacini sono
popolati anche di numerosi esemplari di funghi,
piante e insetti e ognuna di queste comunità
termofiliche si distingue dalle altre per le sue
formazioni, colori e pH, in base anche alla
Giancarlo Nitti Photography temperatura presente.

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R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK 33

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


34 R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK

Barbara Tonin Photography

I luoghi dove possiamo trovare la massima Hot Springs, il caso è diverso, e le sfumature rosse
espressione dei termofili sono il Grand Prismatic e gialle delle alghe combinate con lo strano candore
Spring al Midway Geyser Basin, una fra le tre sorgenti del sedimento e le gradazioni di blu e verde danno
più grandi del mondo, e nelle Mammoth Hot Springs. forma a uno scenario che, senza dubbio, è uno tra i più
strabilianti quanto strani al mondo”.
Le sorgenti come il Grand Prismatic presentano una
colonia vastissima e coloratissima di microrganismi. Non da meno però sono le sorgenti del Mammoth,
I disegni che si formano sembrano opere d’arte con le sue terrazze di travertino, in cui calcare e acqua
moderna, dipinti ad olio e tempera nati dalla fervida ed vengono plasmati in forme plastiche quasi surreali,
eclettica fantasia di Madre Natura. dalle infinite forme e sfumature, creando paesaggi che
sembrano di altri pianeti.
Chi visita Yellowstone non può non condividere il
pensiero di Weed quando afferma che “Raramente Mille altre meraviglie ci sono a Yellowstone, un parco
la vegetazione dei bacini acidi è una manifestazione che può offrire ai suoi visitatori gli spettacoli più belli
considerevole delle sorgenti. che si possano immaginare, con i suoi magnifici
Ma nelle acque alcaline che caratterizzano i bacini dei animali, l’incantevole vegetazione e anche i suoi
geyser, e in quelle gassose e calcaree del Mammoth sorprendenti piccoli organismi.

Giancarlo Nitti Photography

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R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK 35

Giancarlo Nitti Photography

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36 R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK

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R E P O RTA G E | YELLOWSTONE PARK 37

Barbara Tonin Photography

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38 R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE

LA FABBRICA DI COTONE

Non capita tutti i giorni di entrare in posti come questo. è posto sotto sequestro, l’ex proprietario è indagato per
Di fabbriche abbandonate ce ne sono tante ma questa è sversamento di oli esausti nel naviglio adiacente allo
diversa dalle altre. stabilimento e per non aver né stoccato né bonificato i
Recuperare informazioni su di essa è praticamente quintali di coperture Eternit presenti al suo interno.
impossibile, non si trova nulla in rete. Entrare non è un’impresa semplice e una volta
Le porte di questa fabbrica tessile si chiusero all’interno si viene accolti da una fitta vegetazione.
definitivamente nel 1990, lasciandosi alle spalle un Attraversandola si arriva ai capannoni di produzione
probabile fallimento dovuto alla crisi del settore. e, in fondo ai capannoni, si trova il gioiello di questa
L’unico fatto certo è che in questo momento lo stabile esplorazione: la villa del proprietario.

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R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE 39

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40 R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE 41

molto triste, è come se avessero ancora un’anima, è


come se fossero in attesa di essere ancora sfiorati,
di sentirsi ancora “vivi”.

La casa ha tutte le finestre spalancate, Al secondo piano si trovano un bagno con tutti i
scavalcandone una si viene catapultati in uno prodotti necessari per l’igiene personale e quattro
scenario fantastico. camere da letto.
La sensazione è che chi ci abitava sia scappato Anche qui gli ambienti sono intatti.
all’improvviso.
C’è ancora molto, anzi quasi tutto: bicchieri e Vestiti sparsi ovunque, cassetti rivoltati e
piatti nelle credenze, bottiglie di alcolici, tovaglie guardaroba spalancati.
nei cassetti, carte da gioco…tutto! Le camere sembrano organizzate come le camere
signorili d’epoca: due camerette, probabilmente per
La parte che riserva più sorprese è il pian terreno. figli e nipoti, una camera padronale maschile e una
Oltre alle cucine, ormai in stato di avanzato camera padronale femminile, questa differenza si
degrado, possiamo trovare un tinello ancora deduce dal tipo di arredamento, resta il fatto che
colmo di tutto ciò che serviva per i commensali anche qui come al piano inferiore tutto respira,
e una piccola stanza con una libreria ancora ben l’atmosfera è carica di ricordi…
fornita.
Tuttavia la stanza con la “S” maiuscola è Il terzo ed ultimo piano è il meno affascinante: si
l’ingresso principale di questa casa: si tratta di trovano altre stanze, quasi tutte mansardate, usate
una sala sfarzosa con tappeti, quadri, divanetti probabilmente come ripostiglio.
ornamentali, statue e un magnifico pianoforte
impolverato.
Trovare strumenti musicali ancora funzionanti è
sempre qualcosa di speciale e allo stesso tempo

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42 R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE

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R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE 43

Giroinfoto Magazine nr. 50


44 R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE

È ora di lasciare la villa e avventurarsi nello


stabilimento: gli scenari cambiano ma sono
altrettanto stupendi.

Non ci vuole molta immaginazione a figurarsi la sempre vario, di reparto in reparto, lascia senza
vita lavorativa di tutti i giorni; anche all’interno fiato.
dei reparti quasi tutto è stato lasciato ad un triste Si passa dai locali macchine ricoperti di muffe
destino. ai magazzini con ancora tovaglie e magliette
impacchettate pronte per la vendita.
Lo stabilimento si divide in due tronconi principali
separati da una via centrale e circoscritti dal Si attraversano capannoni semivuoti che
naviglio. trasudano umidità, un continuo tintinnio di gocce
Su di un lato sono presenti i reparti produttivi che cadono come lacrime sui paventi logori.
mentre su quello opposto i magazzini, le stirerie,
gli alloggi del personale e gli uffici. Le coperture Ci si imbatte in macchinari per la filatura, per
di amianto e gli oli esausti ancora presenti nel il taglio e per la cucitura…batterie di macchine
sito obbligano all’utilizzo di mascherine per da cucire Singer che farebbero gola a molti
completare l’esplorazione. collezionisti.

Vagando per i vari capannoni ci si imbatte in uno


stato di “scintillante” fatiscenza: nonostante sia
tutto in stato di completo degrado, lo spettacolo

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48 R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE

LA FABBRICA DI COTONE

Reparto conceria, uffici tecnici, laboratori chimici, contenenti materiale informativo o sulla
c’è davvero tutto. sicurezza.
Tutti i sensi sono coinvolti in questa esplorazione: Una bella sorpresa è stata ritrovare in un reparto
l’odore di grasso dei macchinari, il rumore dello una serie di tavoli ricoperti interamente da
scorrere delle acque del naviglio, la polvere che si gomitoli di cotone ordinati per scala cromatica.
sgretola sotto le mani…tutto immobile eppure in
movimento con l’avanzare del tempo. Prima di uscire si viene colpiti dell’atmosfera
“horror” dell’infermeria, tutta in tinta bianca,
Non mancano le zone della fabbrica in cui ancora con lettino, staffa per flebo e oggetti
rinveniamo documenti, progetti e faldoni medicali.

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE 49

LA FABBRICA DI COTONE

Passando di reparto in reparto, il sole sta Non rimane quindi che uscire, consapevoli
lentamente tramontando, la fabbrica non è di aver visto uno dei luoghi più interessanti
delle più grandi ma gli spunti fotografici sono e più pericolosi mai visitati finora, non tanto
tantissimi e probabilmente sono già passate 4 architettonicamente ma per la presenza
ore dal nostro ingresso, quindi ci dirigiamo verso massiccia di Eternit (con le relative polveri di
l’uscita. amianto) e i moltissimi fusti di oli esausti stoccati
un po’ ovunque al suo interno, trasformano
Proprio mentre stiamo uscendo scorgiamo un questo luogo in una bomba ecologica dove i
garage e notiamo che la saracinesca è alzata. provvedimenti stanno tardando ad arrivare.
Non resistiamo e strisciamo al di sotto.
Ci troviamo innanzi all’ultima chicca: due Non sappiamo quale sarà il destino di questi
camioncini, due auto, un Ape e una moto, stabili, probabilmente per ancora molto tempo
impolverate, marce e maleodoranti, con ancora sarà quello di rendere felici fotografi ed esploratori
le chiavi al loro interno ma purtroppo non urbani.
funzionanti.

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50 R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE

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R E P O RTA G E | URBEX - LA FABBRICA DI COTONE 51

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52

È LEGALE L’URBEX? CHIARIAMOLO IN 10 PUNTI


Tratto da [Link]

1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.

3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.

Giroinfoto Magazine nr. 50


53

5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.

7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente

9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.

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54 R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

FOTOGRAFIE DI:
Adriana Oberto
Alessandro Panerati
Paolo Carrera

Sono le grotte turistiche più


colorate d'Italia, infatti, grazie alla
presenza di numerosi minerali, le
sfumature del giallo, bianco e rosso
si trasformano in un meraviglioso
gioco di colori che caratterizza
queste grotte uniche.

Il percorso turistico, inaugurato nel


1970, è di 800 metri; un saliscendi che
si snoda nelle cinque sale lasciando
il visitatore stupito e affascinato
dall’incredibile vena artistica della
natura, un lavoro minuzioso e paziente
che l'acqua in milioni di anni ha
trasformato in arte.

La temperatura all'interno è di 16°C


costanti tutto l'anno; naturalmente
il tasso di umidità è altissimo.

A cura di Silvia Cevasco

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R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI 55

Paolo Carrera Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


56 R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

LE SALE
Entrando si scende lungo un corridoio abbastanza Un gioco divertente che fanno i bambini, e non solo
breve che apre verso una prima sala molto ampia, loro, è individuare in queste forme oggetti o soggetti a
dove stalattiti a drappeggio si alternano a quelle molto noi familiari.
fini chiamate spaghetti; questa sala ha un'acustica Ad esempio, in questa seconda sala si ha
eccezionale, tanto da ospitare opere teatrali e concerti l'impressione di vedere un Vescovo in preghiera.
di musica da camera.
In questo spazio si celebrano anche matrimoni civili. La terza sala è quella del Castello, chiamata cosi
perché vi è una grandissima colonna, in parte caduta,
Pochi metri più avanti e si è sulla Luna; la seconda che ricorda un castello medievale.
sala, detta anche del paesaggio lunare, più piccola e I drappeggi, che sembrano tessuti preziosi e
bassa della precedente, offre un'atmosfera surreale incorniciano ogni parete, sono stati creati dal costante
creata da migliaia di stalattiti a spaghetto, destinate a lavoro dell'acqua che scivolando sui muri inclinati
crescere o comunque ad evolversi. e incontrando lievi correnti d'aria ha dato forma a
La stalattite, formazione calcarea pendente, quando incredibili altorilievi.
incontra la stalagmite, concrezione di carbonato di
calcio di forma conica che si forma da terra, sviluppa
una colonna.

LA SALA DELLA LUNA


Alessandro Panerati Photography

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R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI 57

IL VESCOVO
Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


58 R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

LA NATIVITÀ
Paolo Carrera Photography

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R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI 59

La quarta sala è sicuramente la più


incredibile; nella prima parte vi è
un’”ampia piazza” ricca di stalattiti e
stalagmiti dove, in una nicchia, si è
formata naturalmente la grotta della
natività; l'unico elemento a mancare è
il bambino; questo venne messo, in un
secondo tempo, a scopo turistico.

Si tratta in ogni caso di un angolo molto


affascinante e illuminato in modo da
stupire il visitatore.

Sempre in questa sala troviamo gli


“spaghetti”più lunghi d'Italia: giovani
e lunghe stallatiti che se si guardano
dal basso hanno un effetto quasi
tridimensionale; particolare in questa
sala è la stalagmite denominata il
candelabro.

Molto particolare è anche l'ultima


sala, denominata di Gulliver, per
una concrezione a forma di enorme
piede che potrebbe appartenere ad
un gigante; c'è anche un laghetto
che appare e scompare in base alle
piogge, dove vivono i Niphargus, piccoli
crostacei incolore e senza occhi: in
quanto abitanti delle grotte non ne
hanno alcun bisogno.

LE SALE

Giroinfoto Magazine nr. 50


60 R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI 61

LA BOCCA DEL DRAGO


Adriana Oberto Photography

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62 R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

Alessandro Panerati Photography

Verso la fine degli anni Venti, le alluvioni facevano già danni


in Liguria e il Podestà (l’equivalente del Sindaco odierno)
Giacomo Staricco fece allargare l'alveo del torrente Battorezza
cercando di arginare le piene durante le piogge; nonostante
questo le rovinose alluvioni dei campi circostanti e anche del
centro abitato di Borgio Verezzi non furono evitate.

Nel 1933, proprio grazie al monitoraggio costante del torrente,


si notò uno strano fenomeno: l'acqua sembrava scomparire
per poi ricomparire più a valle; tre bambini del luogo, Lillo,
Tito e Valentino, incuriositi, decisero di seguire il percorso
dell'acqua attraverso delle piccole insenature fra le rocce e si
trovarono dentro la prima sala di una nuova grotta.

LA STORIA Nessuno diede molto peso alla scoperta fino a quasi vent'anni
più tardi, quando lo speleologo Giovanni Dentella, nel 1953,
iniziò una spedizione insieme al suo Gruppo Speleologico
Ingauno.

Increduli, gli speleologi si trovarono davanti a numerose sale;


oltre alla prima grotta scoperta dai bambini furono scoperte
altre grotte collegate tra loro da gallerie che si snodano fino
sotto all'abitato del paese.

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R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI 63

La straordinarietà di questo luogo era


tale che lo stesso speleologo ideò un
percorso turistico per poter dare la
possibilità a tutti di godere di queste
meraviglie della natura.

Il percorso è di 800 metri circa, mentre


tutte le grotte, accessibili solo da
speleologi esperti è di 5 chilometri.
Importanti ritrovamenti di reperti ossei,
trovati durante le varie esplorazioni,
testimoniano la presenza di numerose
specie animali anche estinte che nelle
varie ere si sono alternate come abitanti
di queste grotte.

In periodi caldi, come per esempio circa


700.000 anni fa, c’erano tigri, coccodrilli,
rinoceronti e altri; durante l’era
glaciale vi abitavano tra gli altri cervi,
stambecchi, orsi.
Nessun resto umano è mai stato
ritrovato.

Oggi oltre i Niphargus, già citati, vivono


nelle grotte alcuni pipistrelli che durante
il periodo invernale sono in letargo.

LA STORIA

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


64 R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

Paolo Carrera Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI 65

VISITARE LE GROTTE
Le grotte sono aperte tutto l'anno, a parte alcuni brevi
periodi per lavori di manutenzione e conservazione.
Le visite guidate durano circa un'ora e il percorso è
semplice ma non adatto a passeggini o sedie a rotelle;
le guide molto preparate ed appassionate vi faranno
scoprire questo meraviglioso mondo.

Gli eventi musicali e culturali sono patrocinati


dal Comune di Borgio Verezzi e organizzati dalla
Cooperativa Sociale Arcadia che si occupa di
valorizzare al meglio il territorio.
Vi consigliamo inoltre una visita a Borgio Verezzi e alle
sue spiagge: ne rimarrete incantati.
per informazioni e orari visitate il sito ufficiale

[Link]

Alessandro Panerati Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


66 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

A cura di Giancarlo Nitti

40
Sono gli anni che la piccola cittadina di
Cavour, in provincia di Torino, richiama
l'attenzione di migliaia di visitatori per la
sua mostra mercato dedicata alle mele.

Per festeggiare gli anni dell''edizione,


quest'anno la Pro Loco ha organizzato
stand e spettacoli con la collaborazione dei
negozi del paese che hanno partecipato al
contest "La mela in vetrina".

Ospiti dell'organizzazione, Band of


Giroinfoto si è recata in questo splendido
paese per curiosare e rivelare l'importanza
di questo frutto per tutta la zona del
cavourese.

Adriana Oberto
Barbara Tonin
Domenico Gervasi
Giulio Pascali
Mariangela Boni
Monica Pastore
Remo Turello
Stefano Tarizzo

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 67

TUTTOMELE
40 ANNI DI RICORDI

In occasione di questa edizione, Giulio Brarda,


uno dei 5 fondatori della manifestazione è
autore del libro che ripercorre le tappe e gli
eventi che hanno fatto grande Tuttomele a
Cavour.

Oggi responsabile per la comunicazione della


Proloco di Cavour, ricopre l'incarico di Vice
Presidente dell'Associazione Turistica del
paese, lasciando una memoria, come descrive
nel suo libro, delle tante cose che, in 40 anni,
ha fatto lo "squadrone" della ProLoco, senza
perdere mai l'entusiasmo.

Monica Pastore Photography Giulio Brarda

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68 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

LA STORIA IN BREVE DAL 1980


TUTTOMELE
La manifestazione prende vita nel 1980, ma le origini Negli anni successivi, nel giorno di San Lorenzo,
son ben più antiche. patrono di Cavour, si continuò ad allestire alcuni
Ritornando al 1956, fondazione della ProLoco stand espositivi ortofrutticoli, dove la mela faceva da
Cavourese grazie al Sindaco del tempo Cav. Francesco protagonista, fino al 1980, con a capo Nanni Vignolo,
Rivoira e al suo primo presidente Guido Ferrero, con anno della fondazione della manifestazione.
diverse attività di sviluppo per il paese rinnovarono il
clima cittadino, valorizzandolo. Tale evento, ripetuto per ogni anno successivo,
cresceva esponenzialmente e con l'apertura, nel 1989,
Per circa 14 anni Cavour ebbe una fase di dell'Ufficio Turistico di Cavour, la ProLoco fu proiettata
"ristrutturazione", quando con la sconfitta del Sindaco ad un livello superiore di servizi e di relazione con il
Rivoira, subentrò il contrapposto Rag Fenoglio. turismo.
Tutto si fermò fino al 1967, con la nuova giunta con a Nel 2002, Tuttomele varca la soglia del digitale
capo il Sindaco Destefanis, che rifondò la ProLoco con con la costruzione del sito dedicato e nel 2013 con
un gruppo di giovani. l'applicazione "A spasso per Cavour", realizzata
dall'ing. Trombetta, comprendendo, ormai, che la
Da qui ci fu un'esplosione di eventi innovativi, tra cui un strada per lo sviluppo turistico del paese era proprio
raduno del turismo scolastico con oltre 4.000 bambini quella.
a cui fu donato un sacchetto di mele, prodromo di
Tuttomele.

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 69

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


70 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

Giulio Pascali Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 71

GENESI
Una festa innovativa che affonda le radici
sul prodotto del territorio e sul lavoro di
appassionati della comunità.

È questo che ci spiegano durante la


conferenza stampa Giulio Brarda, Giancarlo
Cangialosi, anche lui fondatore di Tuttomele e
il Sindaco attuale Sergio Paschetta.

Il panorama che si aveva nel 1980 era


quello delle classiche sagre popolari e
da subito la ProLoco di Cavour ha voluto
pensare in grande, ma soprattutto in modo
diverso partendo da una semplice idea
di organizzazione dei giochi per bambini
collegati ad un prodotto del quale la zona ne
era produttore di eccellenza.

Il primo problema riscontrato, ci racconta


Giulio Brarda, è che la mela veniva prodotta nel
territorio ma vi era estrema difficoltà a trovare
contadini che le vendessero al dettaglio, in
quanto la commercializzazione avveniva solo
ed unicamente "sulla pianta" tra commercianti
rivenditori.

Tuttomele fu quindi la miccia che fece


esplodere quella che è oggi la vendita della
mela di Cavour nelle cascine dei frutticultori
locali, direttamente in molti mercati del
Piemonte e soprattutto durante le edizioni
della manifestazione, nella quale dagli ultimi
dati statistici, i frutticultori realizzano il
30/40% del fatturato annuo solo nei giorni di
Tuttomele.

Oggi, siamo spettatori di una manifestazione


che coinvolge tutto il circondario di Cavour,
dove i commercianti, non solo di mele o
prodotti derivati, si impegnano a manifestarsi
a tema, allestendo le vetrine che celebrano il
frutto di Cavour.
.

Remo Turello Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


72 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

Adriana Oberto Photography

ALTI E BASSI
I 40 anni di Tuttomele però non sono stati una linea continua in
crescendo.
Ci sono stati anni di "vacche grasse", dove Regione e Provincia
investivano in contributi a favore della ProLoco per le manifestazioni
di valorizzazione del territorio, la quale, spesso, destinava
l'eccedenza del denaro non impiegato in opere pubbliche.

Ma ci furono anni, come per esempio nel 2008, dove i rubinetti dei
contributi sono stati chiusi, trovandosi costretti ad autofinanziarsi
con l'impegno dei membri della ProLoco, inventando attività che
avrebbero aiutato l'evoluzione della manifestazione.

Tra queste attività di autofinanziamento, oggi ancora utilizzate,


troviamo la vendita delle frittelle di mele e Tuttomele-Self, un'area
destinata alla somministrazione di piatti su ricetta a base di mele
aperta al pubblico.
Da questi periodi di fatica, lo staff di Tuttomele della ProLoco
è arrivato a contare più di 300 volontari innamorati della causa
comunitaria e oltre 60 sposorizzazioni, che quest'anno sono state
ospitate su un maxi-schermo nella piazza principale del paese.

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 73

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


74 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 75

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


76 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

IL PERIODO
La scelta del periodo fu anche una decisione relazionata
alla disponibilità degli agricoltori che in altri periodi erano
impegnati nelle loro attività di produzione.
Ma l'idea principale era di manifestarsi in un periodo che non
fosse troppo saturo di altre sagre, feste e fiere che avrebbero
portato via l'evidenza di Tuttomele, trasformandola in un
evento unico, dove in un mese come settembre avrebbe
assorbito l'interesse di moltissime persone.

Ed è così che ci si ritrova a contare oggi, circa 800 persone


ogni 10 minuti nello stand informativo della ProLoco, per un
totale approssimativo di 300.000 persone durante tutta la
manifestazione.

IL MARKETING
Oggi Tuttomele riecheggia un po' su tutti gli organi di stampa
e con un programma di Rai3 che ha dedicato una diretta
durante l'evento.
Tutto ciò grazie all'evoluzione dell'organizzazione che ha
voluto, fin dall'inizio, credere nella "teoria" del marketing
distinguendosi, rispetto ad altre realtà simili, dal punto di vista
della comunicazione.

Le attività pubblicitarie, le grafiche sempre aggiornate al trend


e una buona dose di pubbliche relazioni, sono state il valore
aggiunto che ha permesso alla manifestazione di crescere in
modo esponenziale.

Mariangela Boni Photography

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R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 77

Domenico Gervasi Photography

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78 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

Giancarlo Nitti Photography

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R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 79

CRESCERE CON
TUTTOMELE
Durante la conferenza interviene il Sindaco di
Cavour, Sergio Paschetta, il quale ricorda da
molto giovane gli albori della manifestazione.

...Sono cresciuto con Tuttomele...


afferma il primo cittadino,

...e sono orgoglioso di testimoniare questa


grande impresa fin dai tempi di quando ero
molto piccolo...

Sergio Paschetta, ribadisce la gratitudine a


tutti i membri dell'organizzazione e alle più
di 40 associazioni che contribuiscono alla
realizzazione di edizioni di Tuttomele sempre
più complete ed evolute.
Ci invita inoltre a visionare la mostra allestita
nella sede della ProLoco, che ripercorre
la vita stessa di Tuttomele con fotografie,
documentazione e oggetti artistici realizzati
per la manifestazione.

La mostra nacque molti anni fa in un'aula di


una scuola elementare e da quell'evento iniziò
a correre parallelamente alla manifestazione,
fino ad oggi, ritrovandosi con moltissimo
materiale espositivo, tando da avere seri
problemi di spazio.

Mariangela Boni Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


80 R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019

Stefano Tarizzo Photography

Non è una vera e propria qualità che si distingue tra le altre


moltitudini di specie.
La mela di Cavour, nasce nel 1956 con il CIFOP (Centro Incremento
Frutticultura Ovest Piemonte) con l'unione di 12 Comuni nel
circondario di Cavour che, attraverso il lavoro dell'agronomo Piero
Latino, valorizzarono il prodotto della mela dal punto di vista
fitosanitario differenziandola dal mercato globale come "frutta
sana".

Tale azione ai tempi, non diede spinte commerciali dal punto di


vista industriale, ma oggi è la maggiore peculiarità della mela tipica
di Cavour, la quale viene inserita in un distretto biologico molto
ristretto e qualitativo rinomato con il marchio registrato di PinFruit,
(la frutta del pinerolese).

Tuttomele diventa così anche lo strumento di divulgazione della


qualità delle mele autoctone, fin dal primo espositore, Giovanni
Fassi, ad oggi con i produttori di 10 Comuni della zona, e altri unitisi
negli ultimi due anni, costituendo un percorso chiamato "La strada
delle Mele" che comprende un'area ben definita di produzione ma
anche un percorso turistico tra i paesi di:
Bibbiana, Bricherasio, Campiglione Fenile, Cavour, Cumiana,
Frossasco, Garzigliana, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Macello,
Osasco, Pinerolo, Prarostino e San Secondo.

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R E P O RTA G E | CAVOUR - TUTTOMELE 2019 81

Monica Pastore Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


82

UN TOUR SERALE ALLA RICERCA DEL LATO PIÙ NOIR DI TORINO


Organizzato da

Adriana Oberto, Elisabetta Cabiddu, Giancarlo Nitti, Giuliano Guerrisi e Remo Turello

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 83

Torino
si svela al calar delle tenebre come scenario
ideale di fatti reali e letterari, di gialli e di
intrighi che hanno segnato la storia della
città dall’Ottocento ad oggi.
Liberamente ispirato ai grandi casi della
cronaca nera del secolo passato così come
li ha studiati Renzo Rossotti, torinese d.o.c.
e noto cronista e giallista, il percorso nel
centro della città mira a raccontare un lato
diverso ed affascinante di Torino: una città
per molti versi misteriosa e “metafisica”
che nel suo lato più oscuro è stata teatro di
molti casi clamorosi.

Dall’Ottocento a oggi, si snoda


una sciarada gialla che va dai
più inquietanti casi studiati da
Lombroso, “padre” dei moderni
studi di criminologia, sino al caso
della Bela Rinin oggetto di studi e
di filastrocche per i suoi contorni e
dettagli più macabri.

Ma Torino è anche la città


dei grandi casi “irrisolti”:
dall’assassinio di Via della Zecca
al clamoroso caso di Diabolik la
storia della città diventa scrigno
inspiegabile di delitti mai risolti e
che contribuiscono al suo alone di
mistero.

Il tour è un'esclusiva di
Somewhere, Tour Operator
torinese, che ha accolto la Band
of Giroinfoto per documentare
l'esperienza.
[Link]

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


84 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

È una sera di un freddo autunno che inizia il tour della


Torino Gialla di Somewhere.
Con brevi passeggiate, interrotte piacevolmente da
un caldo passaggio con un bus turistico, si ascoltano
i racconti di una Torino enigmatica, tanto quanto le
locations ombrose, scenari originali dei racconti stessi.

Ma non vogliamo togliervi la curiosità di cosa trattano


i racconti, vi daremo solo un assaggio di quello che
potrete ascoltare e dei luoghi che potrete visitare.

Remo Turello Photography

IL
MACABRO
QUIZ
IN VIA DELLA
ZECCA
Torino nel 1834 aveva 119.909 abitanti.
Un anno travagliato.
Mazzini dava vita alla “Giovine Europa” e si parlava
di uno scienziato estroverso, un certo Braille, che
aveva appena messo a punto uno speciale alfabeto
per i ciechi.
In quel 1834, Torino si impressionò per quello che
fu quasi subito definito l’ ”enigma dello scultore”.
La vittima, Giacomo Spalla, era abbastanza nota.
Spalla insegnava scultura e intaglio, autore di
molte opere di ottimo livello in alcune residenze
dell’aristocrazia e in palazzi pubblici. L’imponente
portone dell’Università, quello che si affacciava su
via Verdi, l’antica via della Zecca, recava la sua firma
Remo Turello Photography
per quanto riguardava il pregevole lavoro ebanistico.

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R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 85

Elisabetta Cabiddu Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


86 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

IL
MACABRO
QUIZ
IN VIA DELLA
ZECCA

Spalla, molto orgoglioso del suo lavoro, aveva


temuto che potessero commissionarlo a
qualcun altro.
Un così vivo interesse si spiegava con il fatto
che abitava nella stessa strada, a pochi
metri dall’Ateneo, per cui, una volta portato
a termine il lavoro, ogni giorno passava
davanti al portone, come volesse sincerarsi
che un vandalo o le intemperie, non glielo
avessero danneggiato.

Il 30 gennaio 1834, nel pomeriggio, il


professore non era in casa, sarebbe
tornato, secondo il solito verso le 18.
Alla sua porta bussò un ragazzino e gli
andò ad aprire la moglie del professore
che si vide porgere un pacchetto sigillato,
avvolto in carta robusta.
Lo manda lo speziale Cauda,
disse il ragazzo prima di sparire a passo
svelto.

Il professor Spalla rincasò che mancava


poco alle 18, la sua ora abituale, parlò con la
moglie poi fissò incuriosito il pacchetto.
Lo hanno mandato dalla farmacia,
spiegò la moglie.

hy
Pho tograp
aO berto
Adrian

Elisabetta Cabiddu Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 87

Giancarlo Nitti Photography

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88 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 89

IL
MACABRO
QUIZ
IN VIA DELLA
ZECCA

Non avendo ordinato nulla, Spalla,


incuriosito aprì l'involto e notò una fiaschetta
contenente del liquido verdastro.
Pur essendo diffidente di natura, stappò la
boccetta e ne tracannò un sorso.

UN
TOUR
Immediatamente Giacomo si rese conto che
era veleno e chiese aiuto alla moglie, che
inorridita chiamò i soccorsi.
NEGLI
ANGOLI DI
Per Spalla non ci fù nulla da fare, morì nel

TORINO
giro di due ore.

Le indagini della Polizia iniziarono, ma


senza avere idea del movente, in quanto il
professore non aveva nemici.
Focalizzandosi quindi sulla consegna, Lasciato il portone del povero Giacomo
le indagini volgevano alla ricerca di quel Spalla, ci si inoltra in un altro angolo
ragazzino individuandone alcuni, che la nascosto di Torino, tanto nascosto quanto
moglie del professore non riconosceva. affascinante, offrendo una vista quasi
bidimensionale della Mole Antonelliana,
Quello della boccetta era un tipo diverso ed testimone di 423 decapitazioni, tra cui quella
era sparito nel nulla. di una giovane cappellaia che ammazzò il
Le indagini portate avanti nell’ambiente suo datore di lavoro.
dell’Università non diedero frutti.
Restava un'ipotesi, abbastanza assurda:
il veleno era destinato a qualcun altro e il
ragazzo aveva sbagliato uscio, ma anche
quella via non portò a nulla.
Nessun movente, nessun sospetto, soltanto
un morto avvelenato.

Il delitto di via della Zecca appartiene alla


serie dei crimini Torinesi rimasti impuniti.
Indagini apparentemente ben condotte,
premi per chi avesse fornito informazioni
utili.
L’avvelenatore rimase invisibile, dietro le
quinte; svanito il ragazzino che aveva portato
la morte allo scultore ebanista.
Gian
carlo
Nitti
Phot
ogra
phy

Giroinfoto Magazine nr. 50


90 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

Passando per le rive del fiume Po, si odono i


racconti di un corpo straziato e di una gamba
che galleggia nelle imponenti acque.
Di una lettera enigmatica dove l'assassino
dichiarava di aver commesso un omicidio e
di dove trovare il cadavere.

Di un corpo di una donna troncato e separato


dalle gambe ritrovate in un pacco posto sui
binari del treno... ma la testa?

Si racconta anche di un anatema invocato da


un uomo dichiaratosi innocente per 7 omicidi
che punta il dito sui propri accusatori:
Uscirò di galera e voi sarete tutti morti!
E difatti dopo 20 anni...

Adriana O
berto Pho
tography

Remo Turello Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 91

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


92 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
Uno dei passaggi più interessanti del tour di
Torino Gialla è stato la visita alle carceri "Le
Nuove", accolti dall'associazione
"Nessun uomo è un'isola", Fatto sconcertante, che faceva temere
che gestiscono le vecchie galere ora una tragedia: in un angolo era rimasto
diventate un museo. abbandonato un bambino di tre anni;
Il racconto che ci propone Somewhere, è piangeva, era affamato e doveva aver visto
questa volta un efferato massacro avvenuto qualcosa di orribile.
pochi anni dopo la fine della seconda guerra La cascina, isolata su un poggio era allora di
mondiale, in un piccolo paese in provincia di proprietà dell’avvocato Massimo Gianoli, di
Torino: sessantacinque anni.
Villarbasse. Altri scomparsi erano la domestica, la
famiglia del mezzadro Ferrero e salariati,
Era il 21 novembre 1945. uomini e donne.
La guerra appena alle spalle, con i sacrifici,
le ristrettezze, le rovine di ogni genere Un muratore, che in quel periodo stava
lasciate sulla sua scia. eseguendo lavori alla “Simonetto”, vi era
Si parlava molto di borsa nera, per procurarsi giunto di buon’ora, quasi all’alba, si stupì di
i generi alimentari che mancavano. quel silenzio.
I giornali subivano un rincaro e passavano Non vi erano luci, non c’era neppure il
da una a tre lire. mezzadro, che in genere lo accoglieva.
Sentiva solo, un po’ fievole, il pianto d’un
A un tiro di schioppo da Torino in un piccolo bimbo.
centro rurale, in una cascina, detta “La
Simonetto”, di colpo sparirono dieci persone.
Tutte insieme, fatto incredibile. Erano svanite
lasciando la minestra in tavola, per la cena.

hy
Nitti Photograp
Giancarlo

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 93

y
tograph
du Pho
aCabid
bett
Elisa

L’interrogativo andava risolto,


con rapidità poiché gli scomparsi si
trovavano quasi di certo in gran pericolo.
Forse erano già stati uccisi.
Il titolo di un quotidiano diceva: “ La cattura
dei dieci della “Simonetto” sarebbe opera del
“boia”.
Si parlava di un gruppo di banditi che nel
periodo dell’immediato dopoguerra avevano
angariato le popolazioni della zona con
rapine e razzie.

Il capo “orribile d’aspetto”, era


soprannominato Carmelo il boia.
Si cercava anche un giovane che nell’estate
si era fatto assumere dal mezzadro Ferrero
come garzone.
Aveva detto di chiamarsi Francesco
Saporito.
Non possedeva documenti perché era nato a
Montecassino, città distrutta.
All’inizio di novembre si era licenziato con
una scusa: raccontò di avere ereditato una
discreta somma.

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


94 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
La cassaforte dell’avvocato Gianoli era stata
trovata aperta: il bottino poteva valutarsi
sulle duecentomila lire.
Si trovò anche, non troppo distante dalla
cascina, una giacca di vigogna malconcia
e insanguinata; in un’etichetta all’interno si
leggeva: “Palermo”.

Carmelo il boia veniva segnalato ovunque.


In un bar della periferia, in una bottega di
barbiere, in una balera, ma risultavano poi
piste ingannevoli.
Al cinema, negli intervalli, era proiettata la
sua fotografia.
Qualcuno, magari, lo avrebbe riconosciuto.
Gli investigatori davano una caccia accanita
a Francesco Saporito, forse la chiave del
delitto.

I cronisti seguivano ognuno una propria


pista.
Un uomo può scomparire, due anche, tre
possono dileguarsi, ma dieci no. Elisabetta
Il quiz era improponibile anche per un autore Cabiddu P
hotograp hy
di “gialli”.

Nella cascina, che già molti definivano


“maledetta”, un bracciante stava spazzando
l’aia.
A pochi metri dall’uscio della stalla, notò
che fra le connessure della lastra di pietra
che chiude un tombino spuntavano cime di
fieno. Volendo ripulire con scrupolo, alzò,
la lastra e scorse nella cupa profondità del
pozzo un fioco luccichio d’acqua.

Stupito, venne colto da un dubbio


improvviso: “ Che siano qua dentro?”, disse
fra sé, e senza indugio, munitosi di una lunga
pertica, cominciò a sondare l’acqua.
Pur non riuscendo a toccare il fondo, sentì
che la pertica si era impigliata in qualcosa, la
ritrasse ed emerse un grembiule gocciolante.

I vigili del fuoco, accorsi alla cascina,


recuperavano poco dopo dieci cadaveri con
le mani legate dietro la schiena con un filo di
ferro e ai piedi blocchi di cemento.

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 95

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


96 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO

Remo Turello Photography

Lo sterminio venne ricostruito con facilità, il puzzle Il bambino di tre anni fu dimenticato nel lettino.
era completo. Forse dormiva. Un cane che abbaiava troppo e
Armati e travisati, i banditi dovevano essere arrivati forse stava per richiamare l’attenzione di qualcuno
alla “Simonetto” verso le sette di sera mentre quelli fu chiuso nel frigorifero.
della cascina stavano per mettersi a tavola.
Uno dei rapinatori, inavvertitamente, lasciò cadere Per fare un lavoro di quel genere, quanto tempo
la sciarpa che lo copriva fin sopra il naso. impiegarono?
Venne così riconosciuto e fu la fine per tutti. E quanti erano i banditi?
Ciò venne poi confermato in ogni particolare dalla Chi li aveva portati alla “Simonetto”?
confessione degli assassini. Carmelo il boia o Francesco Saporito?

I dieci, portati in cantina ad uno ad uno, massacrati


a bastonate, quindi legati. I criminali pensarono
di appesantirli con blocchi di cemento che si
trovavano nei pressi, quindi li gettarono nella
cisterna.

Elisabetta Cabiddu Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 97

CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
Alla fine dell’anno si rintracciò l’ormai
famoso Carmelo.
Si trovava in Sicilia, aveva conosciuto
l’avvocato Gianoli, ma non sapeva nulla
dell’eccidio.
“Non c’entro, non sono stato io”,
disse subito.

Si poté accertare che il giorno del massacro


era al suo paese, e aveva anche dato
una mano per spegnere un incendio. Un
brav’uomo, insomma.

I “mostri” bisognava andarli a cercare


altrove.
Si continuava a seguire la pista di
Francesco Saporito, ma era poi un nome
che corrispondeva a qualcuno oppure
un’invenzione?

Adriana Obert
o Photography

I mesi passavano, ma quella giacca non


andava dimenticata.
I siciliani residenti in zona furono passati
al setaccio, meticolosamente.

A Riivoli si scoprì un tale, che trafficava


in prodotti vari, un “borsaro nero”, come
si diceva allora per indicare uno che
guadagnava smerciando generi di prima
necessità.

Era di Mezzoiuso, in Sicilia, e là era


tornato. A casa sua, vicino a Torino,
Remo Turello Photography andavano e venivano suoi compaesani.

Giroinfoto Magazine nr. 50


98 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO Giancarlo
Nitti Pho
tography

I carabinieri trovarono il frammento di una carta “Sono stati Puleo e La Barbera ad uccidere.
annonaria, documento indispensabile per acquistare E anche Pietro Lala: lui ha organizzato tutto, lui era il
ciò che era razionato. capo”.
In quel pezzo di carta si leggeva parte di un nome “Chi è Lala?” gli domandarono.
Giovanni D’Ig… “Lala aveva lavorato alla “Simonetto” facendosi
Occorreva trovare il titolare di quella carta, chiamare Saporito.
basandosi su un nome tracciato solo parzialmente. Ci aveva detto che l’avvocato era ricchissimo e che il
colpo sarebbe stato facile.”
Quella carta annonaria era di Giovanni D’ignoti.
Abitava a Torino in corso San Maurizio 46. Come previsto, erano mascherati, ma la domestica
Costui risultava partito per Mezzoiuso il giorno dell’avvocato riconobbe la voce del garzone che si
successivo al massacro. era licenziato pochi giorni prima.
I carabinieri andarono a fargli visita e lo
tempestarono di domande. IL 24 marzo 1946, mentre s’annunciava la primavera,
Resistette dando risposte vaghe, o evidentemente La stampa uscì con un grosso titolo:
false, poi improvvisamente crollò, quando gli dissero “I criminali di Villarbasse sono scoperti".
che non aveva scampo: era l’assassino di quei poveri
dieci, era responsabile dell’orrendo fattaccio. Tre di essi sono caduti nella rete della giustizia che
aveva tessuto le sue maglie divenute sempre più
Cercò di cavarsela accusando gli altri, così il giallo fitte e strette.
ebbe la soluzione:

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 99

Adriana Oberto Photography

comminata appunto ai colpevoli di rapina


commessa con armi e in circostanze che abbiano
minorato la privata difesa.

E’ ancora latitante il quarto, Quanto al Saporito-Lala potrà essere condannato in


il più colpevole: contumacia”.
Francesco Saporito, il cui vero nome è Pietro Lala Questo bandito era comunque atteso da un’altra
di ventitré anni. «giustizia»”.
Ecco i nomi dei feroci criminali arrestati: Giovanni
D’Ignoti di anni trentadue, Giovanni Puleo di Due settimane dopo, Saporito, «quella malacarne
trentaquattro anni, Francesco La Barbera di ventisei di Lala», lo chiamavano in Sicilia, venne trovato
anni. Tutti sono di Mezzoiuso (Palermo)”. crivellato di proiettili in una strada di Pizzo di Case,
frazione di Mezzoiuso.
La supposizione sul modo in cui si erano svolti i fatti
ebbe piena conferma nelle confessioni.

LA Stampa, il 31 marzo , scrisse:


“”Puleo, LA Barbera, D’Ignoti, indipendentemente
dalla cattura di Saporito - Lala, in applicazione
dell’art.1 del Decreto luogotenenziale 10 maggio
1945 n. 2334, sono passibili della pena di morte,

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


100 R E P O RTA G E | TORINO GIALLA

Photography
Adriana Oberto

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rello Photog
Remo Tu
Si giunse al processo in Corte d’Assise, nella
primavera del 1947.
La folla accolse con urla,
“A morte, uccideteli!
Non state a perdere tempo con queste belve!”
L’arrivo degli imputati con l’aria spavalda e
sprezzante, i tre parevano sfidare la Corte e la
gente.

Vivevano quelle ore da protagonisti, sicuri di


cavarsela comunque, di tornarsene in libertà
chissà quando.
Ridevano, strizzavano l’occhio, e l’effetto era
agghiacciante.

Il dibattimento durò tre giorni, serrato, asciutto.


Il rappresentante dell’accusa, il dottor Trombi,
magistrato di alte doti, che non usò neppure
una frase retorica, non un aggettivo più del
necessario, pronunciò con ferma serenità la
requisitoria.

Concluse, scandendo le parole: “per questo


delitto, che offende l’umanità, altra pena non
può essere che la morte”.
Interpretava il sentimento popolare, l’indignata
esecrazione della gente, non soltanto di quella
che stipava l’aula d’Assise.

Il presidente Ruggero, poco più tardi lesse la


sentenza: tre condanne a morte, da eseguirsi
mediante fucilazione alla schiena.

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | TORINO GIALLA 101

CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
La sentenza venne eseguita il 4
marzo 1947.
Resta in archivio la foto di
Puleo, La barbera e D’Ignoto,
ammanettati l’uno all’altro con
la catena; sulla destra il frate
cappuccino padre Ruggero,
figura ben nota per l’apostolato
di tanti anni fra i detenuti di
Torino.

La corte di Cassazione aveva


respinto il ricorso, il capo dello
Stato, Enrico De Nicola, giurista
scrupoloso, non si era sentito di
concedere la grazia.

Quella fucilazione fu l'ultima


condanna a morte eseguita in
Italia.
La scarica della fucileria
concluse il “giallo” della cascina
“Simonetto”.

Remo Turello Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


102

PRESENTA

WORKING GROUP 2019

BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project

ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE

Progetto editoriale indipendente che si


fonda sul concetto di aggregazione e di
sviluppo dell’attività foto-giornalistica.

Giroinfoto Magazine nr. 50


103

COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.

Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.

Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.

CHI PUÒ PARTECIPARE


Impara
Davvero Tutti.
Chiunque abbia la voglia di mettersi in gioco in un progetto
di interesse culturale e condividere esperienze.

I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-

Condividi
siede attrezzatura professionale o semi-professionale.

Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado

Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.

Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.

SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.

Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.

Giroinfoto Magazine nr. 50


104 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

PART 1

BAND OF GIROINFOTO EXPERIENCE


A cu ra d i Mo n ic a Got t a
Fotografie di: Adriana Oberto, Isabella Nevoso,
Luca Barberis, Sara Morgia, Stefano Zec

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 105

UN TUFFO NEL PASSATO


DELLE ANTICHE FAMIGLIE
NOBILIARI GENOVESI
Genova, 11-12 e 13 Ottobre 2019

“Guarda, cammina, ascolta,


immagina ... Guarda cosa si
nasconde dietro ad ogni angolo,
cammina nei caruggi senza meta
precisa, ascolta le storie delle
antiche famiglie genovesi, immagina
i segreti che si nascondono nelle
sale nobiliari dei Palazzi dei Rolli”.
L’edizione dei Rolli Days di Ottobre 2019 si apre con
un’anteprima unica nel suo genere.
È la serata dell’11 Ottobre con l’iniziativa denominata
“Palazzi in Luce”.
I palazzi di Via Garibaldi, Piazza Fontane Marose e Piazza della Meridiana aprono e illuminano le finestre in modo
che si possano vedere gli interni e gli affreschi dei palazzi illuminati dall’interno, semplicemente passeggiando
per la strada.

Seconda apertura straordinaria è la Galleria degli Specchi al lume di candela all’interno della Galleria Nazionale
di Palazzo Spinola in Piazza Pellicceria.

La fontana di Piazza De Ferrari è stata illuminata di rosa per la “Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze”
– parità di genere attraverso l’emancipazione organizzata dall’Ufficio Pari Opportunità e Benessere con la
collaborazione di [Link].

PIAZZA DE FERRARI
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


106 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

E
L’Archivio di Stato ha esposto gli antichi documenti
, per la prima volta, ci sarà la possibilità di originali dei Rolli, esposti per la prima volta nel 2017
trascorrere il soggiorno a Genova come fecero gli nell’antica sede dell’Archivio di Stato a Palazzetto
antichi ospiti della Superba. Criminale.
Con Rolli Experience si possono acquistare pacchetti
con visite guidate, cene esclusive e pernottamenti Quattro sono i palazzi che ospitano riferimenti al
nelle strutture facenti parte del Sistema dei Rolli. design e alla moda, arte che si sposa con l’arte nelle
sue più svariate manifestazioni.
Quest’edizione dei Rolli Days apre al pubblico 34 A Palazzo Senarega sono visibili costumi teatrali,
palazzi e, in Strada Nuova – Via Garibaldi, sono stati bozzetti e disegni di abiti di foggia antica, mentre
aperti 9 dei 12 palazzi. a Palazzo Bianco è aperta la mostra di abiti ed
accessori del XVIII secolo.
Novità di questi Rolli Days è l’apertura del piano
nobile di Palazzo Spinola Doria, Palazzo Agostino Palazzo Giustiniani e Palazzo Saluzzo fanno parte
Pallavicino e il piano nobile di Palazzo Angelo del Design District con esposizione di oggetti di
Giovanni Spinola. design dalle forme eleganti.
Altra novità è l’apertura al pubblico di Palazzo Cicala
vicino al Duomo di San Lorenzo e la prima apertura
di Palazzo Senarega grazie alla collaborazione
con l’Accademia Ligustica delle Belle Arti e il
Conservatorio Niccolò Paganini.
Da non dimenticare, per la bellezza delle decorazioni
barocche, Palazzo Franzone Spinola.

PALAZZO GIACOMO SPINOLA


Adriana Oberto Photography

Sergio
GiroinfotoAgrò Photography
Magazine nr. 50
R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 107

DESIGN A PALAZZO SENAREGA


Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


108 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

COSA SONO I ROLLI?


Rispondiamo alla domanda che nasce I 5 rolli conosciuti descrivono un universo di dimore
spontanea. I Rolli sono ciò che in italiano storiche che, in buona parte, sono giunte fino a noi. Il
moderno corrisponde alla parola ruoli ossia 13 Luglio 2006 a Vilnius sono state incluse nella World
elenchi. Heritage List.
Iniziamo dai numeri:

A seconda del grado di importanza dell’ospite in visita

163
veniva scelto un palazzo per ospitarlo: più elevato era il
grado di nobiltà dell’ospite, più fastoso doveva essere
palazzi nei rolli. il palazzo e più ricca la famiglia che aveva l’onore e
l’onere di accoglierlo.

42
I proprietari di questi palazzi erano tenuti, in base a un
decreto del Senato del 1576, ad ospitare gli stranieri in
visita di stato.
palazzi patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO.

25
I Palazzi dei Rolli fanno parte di un tessuto urbano che
riflette la ricchezza e la raffinatezza culturale di chi
governò la città in quei secoli.
palazzi andati distrutti. Le grandi famiglie aristocratiche infatti concorrevano

5
tra loro nel decorare con sempre maggior sfarzo, oltre
ai palazzi, anche gli spazi sacri della città.

rolli conosciuti, rispettivamente redatti degli anni Con queste poche informazioni lascio libero sfogo alla
1576, 1588, 1599, 1614, 1664. vostra immaginazione in modo che possiate calarvi
con noi in quest’esperienza unica!

8
zone censite - Canneto Il Lungo, Mercato
di Soziglia, Mercato Vecchio, Ripa Maris,
Piazzalunga, Strade Nuove, Vico Dritto.

Erano 5 elenchi in cui sono stati pubblicati i nomi


dei palazzi candidati ad essere estratti a sorte
in caso di arrivo a Genova di personalità illustri.
Questo avveniva tra il 1500 e il 1600.

Non possono mancare alcune brevi note storiche


riguardanti Genova, la città che ospita l'evento
e che la presenta ai visitatori nella sua più vera
identità.

Nella Repubblica rifondata da Andrea Doria


tra il '500 e il '600, crocevia di traffici, corti ed
ambasciate, si precettavano dimore adeguate alle
visite di Stato.
Questo avveniva attraverso gli elenchi, Rolli degli
alloggiamenti pubblici, suddivisi in "bussoli"
ossia per categorie di qualità.

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 109

VENERDÌ
11 ottobre 2019
I vicoli di Genova, i caruggi, sono
un’affascinante intrico urbano in cui è facile
perdere la bussola. Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Piazza Pellicceria, 1
Grazie a questa caratteristica si può vagare
senza meta precisa, sicuri di scoprire la città Conosciuto anche come Palazzo Spinola di
e le sue meraviglie nascoste che vanno dal Pellicceria fu costruito nel 1593 per volere di
Medioevo al Rinascimento. Francesco Grimaldi.
Il nostro gruppo inizia così la visita dei palazzi Il palazzo presenta le caratteristiche dei palazzi
genovesi per contribuire alla divulgazione di cinquecenteschi genovesi con il sistema atrio-
quest’iniziativa diventata ormai famosa nei scala, cortile interno, loggiato.
circuiti turistici e culturali. Il palazzo passa per motivi ereditari nelle mani di
diverse famiglie fino al XVIII secolo, periodo nel
Sicuri di perderci utilizziamo volentieri il GPS quale subisce un intervento di ristrutturazione per
dello smartphone per arrivare alla prima meta desiderio di Maddalena Doria di renderlo alla moda
di questo giro che ci porterà a conoscere del periodo.
alcuni palazzi iscritti negli elenchi dei Rolli. A Giacomo Spinola si deve invece la
ristrutturazione completa delle cucine storiche nel
piano ammezzato.

GALLERIA SPINOLA
Sara Morgia Photography

GALLERIA SPINOLA
Luca Barberis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


110 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

Days, è stata aperta la sera dell’11 Ottobre.


La galleria è stata illuminata solo da candele
creando un’atmosfera molto suggestiva grazie
agli stucchi dorati realizzati da Lorenzo De
Ferrari che creano giochi di luce unici insieme
alle eleganti specchiere che la rivestono in tutta
la sua lunghezza.

Parte finale di un percorso di rappresentanza la


galleria deve il suo aspetto a Maddalena Doria.
L’affluenza del pubblico alla galleria è stata
importante, testimonianza del profondo
interesse culturale rivolto a quest’evento
Durante la seconda Guerra Mondiale viene assolutamente unico nel suo genere.
bombardato e perde il terzo piano.
Oggi è un piano moderno.
Nel 1958 la proprietà passa allo Stato Italiano
attraverso la donazione dei Marchesi Spinola.

La Galleria Nazionale apre al pubblico nel


1992.
D’interesse per la visita sono gli affreschi
sulle volte eseguiti da autori famosi nonché
l’esposizione di quadri di Luca Cambiaso,
Bernardo Strozzi e Bernardo Castello.
Durante il percorso si arriva all’archivio
storico dove sono contenuti centinaia di libri
di conto inerenti transazioni finanziarie, ma
anche documentazione di acquisti di vestiario
e cibo.
Il palazzo ospita al suo interno la Galleria
degli Specchi che, in quest’anteprima dei Rolli GALLERIA SPINOLA
Sara Morgia Photography

GALLERIA SPINOLA
Luca Barberis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 111

GALLERIA SPINOLA
Monica Gotta Photography
Stefano Zec Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


112 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

PALAZZO ANGELO GIOVANNI SPINOLA


Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 113

alcuni aspetti del giardino come era nella sua forma


iniziale.

SABATO
12 ottobre 2019
Oggi non è più visibile in quanto la parte che si
estendeva sulla collina di Castelletto fu smantellata
per la costruzione delle gallerie della Zecca.
Dopo la serata passata al lume di candela
e con il naso rivolto all’insù per ammirare le Salendo al piano nobile troviamo persone addette
finestre illuminate dei palazzi e gli affreschi alla presentazione del palazzo e dei locali visitabili.
sulle volte, riprendiamo la nostra experience La sala è arredata in modo suntuoso con un grande
iniziando le visite di sabato da Strada Nuova lampadario che domina il centro dell’ampia sala.
dove notiamo lunghe file di persone in attesa Un pianoforte domina lo spazio sotto una delle
di entrare a visitare i palazzi. grandi finestre.
Ancor oggi la famiglia proprietaria utilizza la sala
per incontri e feste.

Via Garibaldi, 5

La sua costruzione fu voluta da Angelo Giovanni


Spinola di Luccoli, banchiere del Re e Ambasciatore
della Repubblica.

L’architetto incaricato fu Giovanni Ponzello,


conosciuto per i progetti di diversi palazzi privati
tra cui Palazzo Doria-Tursi.
Fu ampliato dal figlio Giulio e iscritto nell’elenco dei
Rolli.
Nei primi anni del Novecento la proprietà passa
a Istituti di credito, tuttora proprietari, che ne
modificarono la distribuzione interna.

La facciata presenta affreschi dai colori vivaci che


intendono celebrare i vari membri della famiglia
nobile, così come l’atrio.
Autori degli affreschi sono i fratelli Lazzaro e
Pantaleo Calvi, che adornarono con le loro opere
molti palazzi genovesi tra cui Palazzo Doria-
Spinola e Palazzo della Meridiana.

Entrando da Via Garibaldi l’atrio risulta essere


ampio e spazioso decorato appunto da affreschi
che rappresentano la famiglia e che proseguono la
narrazione della facciata. Il quadro centrale della
volta rappresenta la battaglia di Gherardo Spinola
contro i Fiorentini.
Nelle sale del piano nobile, in particolare nella Sala
di Sofonisba, si trovano altri interessanti affreschi, PALAZZO ANGELO GIOVANNI SPINOLA
opera del Tavarone raffiguranti il palazzo nella sua Stefano Zec Photography
veste originaria. In questi affreschi sono presenti

Giroinfoto Magazine nr. 50


114 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

Edificato alla metà del Cinquecento, viene


ristrutturato ed abbellito alla fine del
secolo da Gio Battista Senarega e a suo
nome lo troviamo inserito nella lista dei
Rolli.

Il palazzo passa poi di proprietà dapprima


ai Pallavicini, poi agli Spinola ed infine
per lascito testamentario all’Ospedale dei
Cronici (1609) come ricorda una lapide
marmorea posta in facciata.
Piazza Senarega, 1

Recente è il passaggio al Comune


Per arrivare al nuovo palazzo dobbiamo girare intorno
di Genova e il sostanzioso restauro,
alla maestosa Loggia della Mercanzia detta anche Loggia
soprattutto nei numerosi affreschi interni,
di Banchi in Piazza Banchi, edificio così importante
costato 9 milioni di Euro.
che letteralmente fa ombra ad una delle novità di
È oggi sede del Politecnico delle Arti
quest’edizione dei Rolli.
nato dalla collaborazione tra Accademia
Ligustica di Belle Arti e Conservatorio
Provenendo dal mare, dopo pochi passi, si apre
Niccolò Paganini.
sulla nostra sinistra Piazza Senarega, sulla quale
All’interno conserva il monumentale
affaccia l’ingresso e la facciata principale del palazzo
scalone marmoreo con volte a crociera
caratterizzata da quadrature con motivi architettonici
e costolonate e alcuni bei portali in
(dorico, ionico, corinzio) nella quale spicca il piano nobile
pietra nera di promontorio; ai piani nobili
evidenziato dai balconi in marmo (secondo piano).
troviamo molti affreschi cinquecenteschi
(oggetti del recente restauro) che si
È composto da tre corpi: la “domus Parva – casa piccola”
fondono con l’arredo e la funzionalità
che affaccia nel vico dell’Amor Perfetto ed è di origine
delle stanze usate dagli studenti per
medievale e ne conserva ancora la struttura, la “Domus
le loro attività (musica, arte, sartoria,
Magna” l’edificio principale affrescato; inoltre è andato
scenografia, grafica).
perduto l’archivolto sopra l’attuale Via degli Orefici
demolito in seguito all’ampliamento del centro mercantile
di Banchi all’epoca di Gio Battista Senarega.

PALAZZO SENAREGA
Isabella Nevoso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 115

PALAZZO SENAREGA
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


116 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

PALAZZO SENAREGA
Isabella Nevoso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 117

Uno spazio molto particolare lo troviamo


alla fine della visita: la camera da letto
con alcova, termine che deriva dall’arabo
e vuol dire stanza voltata.

A quei tempi gli ambienti erano


freddissimi, l’alcova era una rientranza
all’interno della camera, spesso protetta
da tende o anche da camerini come in
questo caso, che isolavano termicamente
racchiudendo il centro della stanza dove
veniva posizionato il letto per dormire.

Ma nelle camere da letto si ricevevano


gli ospiti, il parto stesso era un evento
pubblico (a seconda della nobiltà) per
questo le camere sono monumentali, con
stucchi e affreschi che in questo caso
hanno un rosato di sfondo.

PALAZZO SENAREGA
Stefano Zec Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


118 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

Monica Gotta Photography

Via Degli Orefici, 7

Costruito nella seconda metà del XVI secolo dalla


famiglia Lercari, lo troviamo iscritto nei Rolli del
1576.
Capostipite della famiglia Spinola pare sia stato
Guido, Visconte di Polcevera, giunto in Liguria nel
971.
Questa famiglia è protagonista della storia ligure
e genovese a partire dal XI secolo che si sviluppa
in parallelo alla storia di Genova, divenuta
Repubblica Marinara, potenza commerciale e
Isabella Nevoso Photography
marittima.

Il palazzo conserva lo scalone voltato fino al


secondo piano, compreso il ballatoio del primo
piano. Oggi ospita uffici e appartamenti ed è
proprietà di una compagnia di assicurazioni. Nel
dopoguerra fu unito con due edifici retrostanti
che prospettano su via Conservatori del Mare.
Lo scalone e le sue decorazioni sono attribuite a
Giovanni Angelo Montorsoli.

Dopo il restauro il palazzo svela ai visitatori


sale affrescate dai fratelli Calvi (attribuite agli
artisti per via di ragioni stilistiche) con le storie Monica Gotta Photography
di Amore e Psiche e scene di guerra ispirate alla
Gerusalemme liberata.
Le raffigurazioni si svolgono in sequenza su 14
lunette e il campo centrale è diviso in 5 parti.
Ne consegue che la lettura, partendo dal
Isabella Nevoso Photography
campo centrale, venga svolta in senso orario
con contemporanea presenza di scene dritte e
capovolte.

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 119

PALAZZO LERCARI SPINOLA


Isabella Nevoso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


120 R E P O RTA G E | TRAPANINPHOTO
ROLLINFOTO 20192019
- GENOVA

PALAZZO SALUZZO
Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 121

altri tre palazzi e la Chiesa di San


Giorgio fanno parte del distretto e
dell’iniziativa ad esso collegata, la
Design Week Genova - DWG.

Anche quest’iniziativa nasce da


Via Chiabrera, 7 un antico uso volto a incentivare
le produzioni di qualità e la loro
Gio Battista (Batta) Saluzzo, Governatore commercializzazione.
di Savona, costruisce il palazzo sulla Così si avviarono delle esposizioni
piazza dove si trovano due palazzi periodiche sulla Rive Gauche, ossia
dell’albergo dei Giustiniani. All’interno alla sinistra di chi scende da Via San
troviamo due piani nobili, mentre l’atrio è Lorenzo.
adornato da colonne e da un ninfeo.
Ebbe vita breve a causa della caduta
Il meraviglioso scalone porta agli della Repubblica. Ad oggi l’iniziativa
appartamenti affrescati. Come altri, è stata ripresa, così si fonde
anche Palazzo Saluzzo è stato nuovamente l’arte antica con quella
danneggiato durante i bombardamenti moderna proponendo l’esplorazione di
della Seconda Guerra Mondiale. un patrimonio culturale poco noto agli
Attualmente in questa zona è stato creato stranieri ma spesso anche ai residenti.
il Distretto del Design - DiDe. Questo argomento è comunque
Quindi Palazzo Saluzzo e Palazzo meritevole di essere approfondito a
Giustiniani in Piazza dei Giustiniani più parte.

PALAZZO SALUZZO
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


122 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

Piazza Giustiniani, 6

Sorge su una piazza privata dei Giustiniani, ampliata nel XV secolo e definita su due lati dal palazzo.
Come noterete è in parte sopraelevata e delimitata da bassi paramuri che la dividono dalla pubblica via,
dove sopravvive l’antica pavimentazione presumibilmente settecentesca.

I Giustiniani nacquero come aggregazione di alcune famiglie a cui era stata data la concessione di
sfruttare l’Isola di Chio da parte del governo genovese. Formarono così un’associazione commerciale
detta albergo ed adottarono il nome di Giustiniani dovuto al fatto che erano soliti riunirsi a Palazzo
Giustiniani.
Le residenze appartenute ai
Giustiniani sono diverse ed
alcune inserite nei Rolli.
Sulla piazza su cui si erge
Palazzo Giustiniani si affacciano
due piani nobili.
Le caratteristiche medievali
sono ancora visibili, tuttavia
l’atrio lunettato e il portale sono
tipicamente settecenteschi.
Nel XX secolo fu utilizzato come
magazzino di stoffe, tessuti e
mobili.
Fu restaurato nel 2004 a cura
della Fondazione Franzoni. In
una leggenda si vocifera che
esistesse un cunicolo segreto
utilizzato da fuggiaschi per
arrivare alla cattedrale di San
Lorenzo.

PALAZZO GIUSTINIANI
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 123

PALAZZO GIUSTINIANI
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


124 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

Piazza San Lorenzo, 16

Entriamo in una delle novità di quest’edizione dei Rolli Days,


Palazzo Cicala.
Trasformato in locanda dall’estate del 2002, ci dona una visione
un po' differente da ciò che abbiamo visitato fino a questo
momento. Questo palazzo ha fatto parte della Rolli Experience
mettendo a disposizione le sue stanze per i visitatori che hanno
voluto vivere quest’esperienza come gli antichi ospiti della
Repubblica. Il palazzo risale al ‘500 costruito per volere della
Famiglia Cicala.

In seguito appartenne ai De Mari e ai Ferro che lo ristrutturarono


secondo modelli Rococò.
Alla fine dell’Ottocento divenne proprietà di una compagnia
assicurativa e successivamente di una casa di spedizioni,
fin quando fu acquistato da privati nel 1999 e destinato
nuovamente ad uso abitativo.
Anche questo palazzo presenta archi acuti in pietra bicroma,
bianca e nera come spesso se ne trovano nella città di Genova.
Nel 1614 viene iscritto nei Rolli a nome di Giacomo Raggio.
Infatti lo troviamo denominato anche come Palazzo Cicala-
Raggio.
PALAZZO CICALA
Isabella Nevoso Photography

PALAZZO CICALA
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 125

ampliate le finestre del primo piano


nobile, il secondo piano nobile divenne
il più ampio di tutto l’edificio con
altissime finestre e, nel retro, la galleria
anche se di proporzioni modeste.

Una curiosità ad oggi non più visibile


è, che in tempi passati, aria e luce
O Nicolò Spinola di Luccoli entravano dall’alto.
Via San Luca, 14 Oggi domina su Piazza Luccoli
ed è ripartito in appartamenti pur
L’architettura del palazzo, le decorazioni mantenendo il carattere monumentale
e gli affreschi ne fanno un esempio del grazie all’atrio voltato e allo scalone
barocco genovese. che serve i primi tre piani.
È stato edificato su altre costruzioni
medievali di cui ne porta ancora
testimonianza.

Fu inserito nel primo rollo essendo stato


riconosciuto come uno dei più suntuosi
palazzi dell’epoca.
Nel 1606 Tommaso Franzone lo
acquistò e il palazzo venne sopraelevato,
modificato internamente e la facciata fu
adornata con stucchi pregiati oltre che
con dipinti.
Assunse pertanto l’aspetto odierno. Il
piano terra fu adibito a botteghe, furono

PALAZZO FRANZONE
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


126 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA

la collina di Castelletto soprastante


dove i giardini sono stati organizzati
su più livelli ricavati su un versante
della collina. Il disegno del progetto del
ninfeo è conservato presso il Museo di
Palazzo Rosso.

Via Garibaldi, 7

Nicolosio Lomellino edificò il palazzo


tra il 1563 e il 1569 su un lotto di terreno
acquistato dai Gentile.
Come tanti palazzi subì diversi passaggi
di proprietà e modifiche architettoniche
che gli hanno dato l’attuale aspetto.

Attualmente lo detiene la famiglia Bruzzo.


Fu iscritto nel Rollo del 1576 degno di
ospitare personaggi di alto rango quali
papi, re e imperatori.
L’architettura fu organizzata su due piani
nobili, la sequenza atrio-androne-cortile
si apre su Strada Nuova che porta al
ninfeo, raffigurante il Mito di Fetonte,
visibile appena entrati.
Il ninfeo dona continuità tra il palazzo e

PALAZZO NICOLOSIO
Stefano Zec Photography

Giroinfoto Magazine nr. 50


R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 127

Palazzo della Meridiana era la strada frequentata (e unica) ma che


Salita San Francesco, 4 ora risulta “laterale” rispetto alla viabilità
principale.
Fu costruito tra il 1541 e il 1545 da Gerolamo Grimaldi Fu il figlio di Gerolamo Grimaldi, Battista,
Oliva, banchiere genovese oltreché mercante con che fece completare gli affreschi interni
interessi in Portogallo e in Spagna. chiamando numerosi artisti tra cui Luca
Cambiaso le cui storie di Ulisse adornano
L’edificio venne costruito in un’area per lungo tempo non la sala di rappresentanza insieme al
urbanizzata, nonostante fosse vicina alla chiesa di San monumentale e imponente camino in marmo
Siro (prima cattedrale suburbana, VI sec.). L’area, infatti, realizzato da Giovanni Battista Grimaldi, il
era poco accessibile e molto scoscesa, trovandosi alle Bergamasco.
pendici della collina di Castelletto quando non esistevano
ancora né il tracciato né i Palazzi di Strada Nuova - oggi Nel 1786 in seguito all’apertura della “Strada
Via Garibaldi. Nuovissima”, oggi Via Cairoli, a collegamento
Infatti l’entrata e la facciata principale si trovano su con la Strada Nuova, venne realizzata
Salita San Francesco di Castelletto che, nel XVI, secolo l’attuale Piazza della Meridiana e in seguito
rinnovata la facciata sud del palazzo su
progetto di Giacomo Brusco (della vecchia
facciata resta la documentazione grafica di
P.P. Rubens che lo inserì nella sua opera “I
Palazzi di Genova”, Anversa 1622).

All’interno troviamo un maestoso lucernario


liberty realizzato da Coppedè agli inizi del
‘900 quando il palazzo passo di proprietà a
Evan Mackenzie che fece realizzare interventi
per adeguare il palazzo alla nuova funzione
per uffici.
Particolari i vetri colorati su cui campeggiano
i simboli delle città di Roma, Venezia e Torino,
PALAZZO MERIDIANA e tondi con le Caravelle di Colombo e di San
Isabella Nevoso Photography Giorgio.
Fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità
Unesco nel 2006, insieme ad altri 42 palazzi
dei rolli.

Stupiti e soddisfatti di tanta arte e bellezza,


concludiamo così la prima giornata
dell’esperienza di Giroinfoto alla scoperta dei
Palazzi dei Rolli.
Nel prossimo numero scopriremo insieme altri
palazzi e altre meraviglie nascoste nel tessuto
urbano di questa “superba” città.

Giroinfoto Magazine nr. 50


128

Shoulder of Orion
Autore: Ludovico Balena
Luogo: Hamilton Park, New Jersey guardando verso New York City

Giroinfoto Magazine nr. 50


129

La peculiare vista sul profilo dei grattacieli di Manhattan, unita alla presenza di fitte nuvole in movimento, mi ha
portato a creare un'atmosfera dai colori freddi che possa portare alla mente scenari visti in "Blade Runner" o nelle
varie rappresentazioni di "Gotham City".

Giroinfoto Magazine nr. 50


130

Museo Nuvola Lavazza


Autore: Mario Alesina
Luogo: Torino

Giroinfoto Magazine nr. 50


131

Giroinfoto Magazine nr. 50


132

Palazzina Cinese
Autore: Giuseppe Nastasi
Luogo: Palermo

Giroinfoto Magazine nr. 50


133

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO

in uscita il 20 Gennaio 2020

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Giroinfoto Magazine nr. 50


Conoscere il mondo attraverso un
obbiettivo è un privilegio che solo
Giroinfoto ti può dare veramente.

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THE TEMPLE BAR - DUBLINO


Giancarlo Nitti Photograpy

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