GF50
GF50
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N. 50 - 2019 | DICEMBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]
5 TERRE DOC
LA VENDEMMIA EROICA
50
[Link]
DICEMBRE 2019
3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’out-door, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle belelzze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
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ANNO V n. 50
20 Dicembre 2019
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
YELLOWSTONE PARK
GIROINFOTO MAGAZINE
50
I N D E X
R E P O R TA G E
5 TERRE DOC
GROTTE DI BORGIO 10 La vendemmia eroica
VEREZZI
54
Band of Giroinfoto
YELLOWSTONE PARK
26 All American Report 2019
Band of Giroinfoto
LA FABBRICA DI COTONE
38 Urbex
Urbex Team Old Italy
38
LA FABBRICA DI COTONE Cavour
Band of Giroinfoto
R E P O R TA G E
66
TUTTOMELE 2019
R E P O R TA G E
10
5 TERRE DOC
TORINO GIALLA
Somewhere Tour
82 R E P O R TA G E
82
Band of Giroinfoto TORINO GIALLA
ROLLI 2019
Band of Giroinfoto
104
Di Monica Gotta
LE TUE FOTOEMOZIONI
Questo mese con:
128
Ludovico Balena
Mario Alesina
Giuseppe Nastasi
R E P O R TA G E
104
ROLLI 2019
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
368 218 97
VI PRESENTIAMO
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Dicembre 2019
192 45 8 29 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4%
16%
77% 1,5%
138.559 3.658
0,5% 1% Letture totali Letture nell'ultimo
dalla prima uscita mese.
VIAGGIA
SCRIVICI
CONDIVIDI
FOTOGRAFA
AGRICOLTORI EROICI
A cura di Monica Gotta
Adriana Oberto
Giancarlo Nitti
Laura Stratta
Monica Gotta
Remo Turello
Stefano Zec
+ INFO
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IL TERRITORIO
Partendo dalla conoscenza del territorio, sappiate che al complici anche le altre specie vegetali native del territorio
momento pare che il territorio sia coltivato a vitigno per circa (fiori e erbe aromatiche).
il 15%. Le previsioni sono di incrementare il più possibile le Questo è il motivo per cui il vino DOC delle Cinque Terre
coltivazioni aumentando la produzione dei vini DOC della presenta caratteristiche così uniche.
zona.
E questo è anche il motivo per il quale gli operatori vinicoli
Torniamo ad alcuni concetti del precedente articolo su possono sperimentare sempre nuove miscele e superare le
Manarola nel caso qualcuno di voi non avesse avuto modo di frontiere del gusto.
leggere (Giroinfoto Magazine Novembre 2019 – N. 49).
Questi vini sono molto adatti ad essere abbinati alla cucina
Questi 17 km di costa sono, a detta degli scienziati, i 17 km più ligure, caratterizzata da piatti di pesce e piatti di verdure. Come
idonei alla coltivazione della vite nel mondo. potrete immaginare piatti semplici, aromatizzati con pochi
Il primo fattore è quello geologico, geochimico e minerale in ingredienti si accompagnano egregiamente a vini dai sapori
quanto il terreno è composto da strati sedimentari di roccia particolari e lasciano pertanto ampio spazio all’intreccio di
arenaria emersi dal mare. gusti semplici e tradizionali.
È un ambiente climatico temperato, anche un microclima
desertico, in quanto la pioggia passa attraverso gli strati Tipici delle fasce di Manarola sono i vini Cinque Terre COSTA
rocciosi e non si accumula nel terreno ma si raccoglie in DA POSA e COSTA DE CAMPU DOC.
bacini sotterranei. Entrambi sono vini bianchi, un blend delle tre uve che si
coltivano sulle fasce manarolesi: bosco, vermentino e
Le viti crescono su questi strati rocciosi e, alcune di esse albarola.
centenarie, arrivano ad avere radici lunghe anche 30 metri per
assorbire i minerali e i nutrienti dal terreno. Corresponsabili, Questi vini sono di colore paglierino con riflessi dorati,
infine, per la realizzazione di questo habitat unico sono conservano il profumo dei fiori e delle erbe di campo anche se
l’irraggiamento solare di circa 8 mesi all’anno, la salsedine con leggere differenze di sapidità, morbidezza e gradazione
che arriva dal mare e il vento. alcoolica.
A seconda dell’altezza in cui si trovano le viti, esse crescono in Da Riomaggiore viene invece il COSTA DE SERA, anch’esso
differenti microclimi dando quindi vita a uve dello stesso tipo, realizzato con una miscela delle tre uve.
ma comunque con caratteristiche di gusto ed aroma diverse
L'UVA
Ricchissima d’acqua, non ha
controindicazioni ed è ricca di elementi
che agiscono positivamente sul corpo
umano. In sostanza un concentrato di
elementi preziosi che hanno un effetto
salutare.
VISITIAMO I VIGNETI
Dopo l’incontro con Matteo Bonanini, ci dividiamo in due riguardo a ciò che si sta svolgendo sui terrazzamenti in
gruppi per poter visitare diversi siti dove si sta svolgendo quel momento.
la vendemmia. In mezzo alle viti ci sono molte persone che stanno
Formiamo due gruppi diversi e ci dirigiamo verso i luoghi raccogliendo i grappoli d’uva, li adagiano nelle cassette che
che siamo venuti a vedere con i nostri occhi, desiderosi di poi saranno caricate sul monorotaia e infine portate alla
scoprirli. cantina per essere pesate e successivamente lavorate.
Vista la particolarità del territorio, spesso gli agricoltori
Partiamo con la macchina e il nostro gruppo arriva in raccolgono le uve accucciati o sdraiati sul terreno per poter
un punto lungo la litoranea da dove parte un trenino raggiungere tutti i frutti da raccogliere.
monorotaia.
Se non ci avessero indicato il piccolo spazio circondato da Voltando lo sguardo verso la sommità delle colline si ha una
una folta vegetazione, non avremmo mai detto che da lì si migliore percezione della ripidità di questi luoghi. Immersi
potesse accedere ad uno dei siti della vendemmia. nei vigneti vediamo da vicino i muretti a secco, principali
Complice è anche la conformazione scoscesa del territorio protagonisti di questo territorio.
che ordisce trame con la folta vegetazione per nascondere Queste costruzioni permettono alle viti di crescere e fanno
le sue bellezze agli occhi umani. sì che il terreno non frani o, perlomeno, ne diminuiscono le
probabilità.
Matteo Bonanini ci organizza la salita alle prime fasce Come ci raccontano i viticoltori, i muretti necessitano di
chiamando un operatore che scende con il monorotaia per continua manutenzione essendo esposti al clima e alle
permetterci di raggiungere il luogo della vendemmia. intemperie della zona.
Arrivati in cima veniamo subito accolti con entusiasmo Per questo motivo, oltre alla coltivazione stessa, parte del
da una signora che sta liberando i grappoli d’uva appena lavoro di queste persone consiste nella cura dei muretti.
raccolti dalle foglie ed altri residui vegetali. Un impegno pari a 365 giorni l’anno.
Il nostro primo contatto con un meraviglioso grappolo Accenno alla Fondazione Manarola Cinque Terre, di cui
d’uva di colore dorato appena raccolto. abbiamo parlato nel nostro precedente articolo sulle Cinque
Ci viene offerto un assaggio che accettiamo volentieri Terre – Manarola – organismo che si occupa del territorio
rimanendo stupiti della delicatezza, della dolcezza e del ed è impegnata nel progetto “Stonewallsforlife” per il quale
gusto perfettamente calibrato di quest’uva. ha ottenuto un finanziamento nell’ambito del Programma
Così ascoltiamo il breve racconto di questa signora LIFE – “Climate Change Adaptation”.
Dopo essere stati testimoni del trasporto delle cassette d’uva sul
monorotaia, ci prepariamo anche noi per tornare a valle dove ci
accoglie nuovamente Matteo per condurci ad un secondo sito,
questa volta su delle fasce che terminano sulla scogliera.
LA CANTINA
Il punto vendita è un piccolo gioiello ricco di prodotti della Come detto le qualità di vino sono innumerevoli ma il punto
zona delle Cinque Terre. di forza e il protagonista è lo Sciacchetrà nelle due versioni
Vini, liquori, grappe, olio, olive, paté, pesto, pesto di DOC e Riserva DOC a seconda dell’invecchiamento.
peperoni, crema di carciofi e di noci e altre prelibatezze
assolutamente da assaggiare. Per la produzione dello Sciacchetrà esistono delle
indicazioni e regole precise da seguire.
Qui sarete accolti dal personale in modo squisito e potrete Citiamo quelle di base, ma ne esistono molte altre.
degustare un calice di vino per assaggiare una o più varietà Prima di tutto le uve devono provenire da zone atte a
di vino a seconda del vostro gusto e preferenze. conferire ai vini derivati delle specifiche qualità e i vigneti
devono trovarsi sui terreni collinari ritenuti idonei per la
Tra i vini che troviamo alla cantina ci sono vino bianco produzione della denominazione di origine.
Pergole Sparse, vino bianco Alte Vigne, Cinque Terre Bianco Nelle stesse zone devono avvenire anche l’appassimento e
DOC, Muretti Rosso, Muretti Bianco, vino bianco frizzante l’invecchiamento dello Sciacchetrà.
Risacca, spumante brut Rivus Major.
Questo vino è ottenuto da parziale appassimento delle
Oltre ai vini troviamo altre referenze come la grappa, il uve dopo il raccolto in luoghi considerati idonei e ventilati.
limoncino, l’arancino, il mandarino e il ben noto vino passito, Altra indicazione è che la vinificazione delle uve non può
lo Sciacchetrà. avvenire prima del 1 novembre dell’anno della vendemmia.
Quest’ultimo, per essere prodotto, richiede alcune cure e Ne consegue che il vino Sciacchetrà non può essere
passaggi diversi rispetto ai vini sopraccitati. venduto prima del 1 novembre dell’anno successivo alla
Lo troviamo in due versioni: Sciacchetrà DOC e Sciacchetrà vendemmia, mentre il vino Sciacchetrà Riserva non può
Riserva DOC. essere commercializzato prima del 1 novembre del terzo
In materia di grappe troviamo anche la grappa Cinque Terre anno successivo alla vendemmia.
Sciacchetrà.
Possiamo
immaginarci in qualsiasi situazione e Yellowstone non
deluderebbe nessuna delle nostre aspettative ma, per chi
non l’ha mai visto, nemmeno l’immaginazione più fervida
riuscirebbe a figurarne la ricchezza di vita, forme, colori,
materiali e profumi.
Il parco di Yellowstone è uno dei più grandi ecosistemi superficie i cosiddetti “punti caldi”.
intatti della zona temperata. Negli ultimi 2 milioni di anni, Yellowstone ha visto
Il suo nome, pietra gialla, probabilmente deriva dalla diverse eruzioni e tre di queste furono molto potenti e
colorazione assunta dalle formazioni rocciose a causa violente, tanto da classificare il parco come un “super-
dello zolfo presente sul territorio. vulcano”.
L’equilibrio dello straordinario ecosistema del parco,
però, non è dato solo dall’interazione flora-fauna. Questa condizione è alla base della formazione dei
meravigliosi fenomeni idro-termici che rendono
Originato da fenomeni vulcanici circa 30 milioni di anni speciale Yellowstone.
fa, tuttora questi processi interagiscono con quelli Un elemento fondamentale nel processo, però, è
idro-termici e glaciali (per la maggior parte dell’anno il l’acqua. Quest’ultima, grazie alle precipitazioni nevose
terreno è coperto di neve) e concorrono alla continua e alle piogge, filtra tra la crosta e raggiunge il magma,
evoluzione del biosistema. che la porta a temperature oltre i 200°C.
La maggior parte dell’area del parco nasconde Nonostante l’altissima temperatura, però, l’acqua
nel sottosuolo, ad appena 10 km di profondità, un rimane liquida per la forte pressione presente nel
sottile strato di magma, portato verso la crosta dalla mantello.
convezione del calore nel mantello e creando in
I luoghi dove possiamo trovare la massima Hot Springs, il caso è diverso, e le sfumature rosse
espressione dei termofili sono il Grand Prismatic e gialle delle alghe combinate con lo strano candore
Spring al Midway Geyser Basin, una fra le tre sorgenti del sedimento e le gradazioni di blu e verde danno
più grandi del mondo, e nelle Mammoth Hot Springs. forma a uno scenario che, senza dubbio, è uno tra i più
strabilianti quanto strani al mondo”.
Le sorgenti come il Grand Prismatic presentano una
colonia vastissima e coloratissima di microrganismi. Non da meno però sono le sorgenti del Mammoth,
I disegni che si formano sembrano opere d’arte con le sue terrazze di travertino, in cui calcare e acqua
moderna, dipinti ad olio e tempera nati dalla fervida ed vengono plasmati in forme plastiche quasi surreali,
eclettica fantasia di Madre Natura. dalle infinite forme e sfumature, creando paesaggi che
sembrano di altri pianeti.
Chi visita Yellowstone non può non condividere il
pensiero di Weed quando afferma che “Raramente Mille altre meraviglie ci sono a Yellowstone, un parco
la vegetazione dei bacini acidi è una manifestazione che può offrire ai suoi visitatori gli spettacoli più belli
considerevole delle sorgenti. che si possano immaginare, con i suoi magnifici
Ma nelle acque alcaline che caratterizzano i bacini dei animali, l’incantevole vegetazione e anche i suoi
geyser, e in quelle gassose e calcaree del Mammoth sorprendenti piccoli organismi.
LA FABBRICA DI COTONE
Non capita tutti i giorni di entrare in posti come questo. è posto sotto sequestro, l’ex proprietario è indagato per
Di fabbriche abbandonate ce ne sono tante ma questa è sversamento di oli esausti nel naviglio adiacente allo
diversa dalle altre. stabilimento e per non aver né stoccato né bonificato i
Recuperare informazioni su di essa è praticamente quintali di coperture Eternit presenti al suo interno.
impossibile, non si trova nulla in rete. Entrare non è un’impresa semplice e una volta
Le porte di questa fabbrica tessile si chiusero all’interno si viene accolti da una fitta vegetazione.
definitivamente nel 1990, lasciandosi alle spalle un Attraversandola si arriva ai capannoni di produzione
probabile fallimento dovuto alla crisi del settore. e, in fondo ai capannoni, si trova il gioiello di questa
L’unico fatto certo è che in questo momento lo stabile esplorazione: la villa del proprietario.
La casa ha tutte le finestre spalancate, Al secondo piano si trovano un bagno con tutti i
scavalcandone una si viene catapultati in uno prodotti necessari per l’igiene personale e quattro
scenario fantastico. camere da letto.
La sensazione è che chi ci abitava sia scappato Anche qui gli ambienti sono intatti.
all’improvviso.
C’è ancora molto, anzi quasi tutto: bicchieri e Vestiti sparsi ovunque, cassetti rivoltati e
piatti nelle credenze, bottiglie di alcolici, tovaglie guardaroba spalancati.
nei cassetti, carte da gioco…tutto! Le camere sembrano organizzate come le camere
signorili d’epoca: due camerette, probabilmente per
La parte che riserva più sorprese è il pian terreno. figli e nipoti, una camera padronale maschile e una
Oltre alle cucine, ormai in stato di avanzato camera padronale femminile, questa differenza si
degrado, possiamo trovare un tinello ancora deduce dal tipo di arredamento, resta il fatto che
colmo di tutto ciò che serviva per i commensali anche qui come al piano inferiore tutto respira,
e una piccola stanza con una libreria ancora ben l’atmosfera è carica di ricordi…
fornita.
Tuttavia la stanza con la “S” maiuscola è Il terzo ed ultimo piano è il meno affascinante: si
l’ingresso principale di questa casa: si tratta di trovano altre stanze, quasi tutte mansardate, usate
una sala sfarzosa con tappeti, quadri, divanetti probabilmente come ripostiglio.
ornamentali, statue e un magnifico pianoforte
impolverato.
Trovare strumenti musicali ancora funzionanti è
sempre qualcosa di speciale e allo stesso tempo
Non ci vuole molta immaginazione a figurarsi la sempre vario, di reparto in reparto, lascia senza
vita lavorativa di tutti i giorni; anche all’interno fiato.
dei reparti quasi tutto è stato lasciato ad un triste Si passa dai locali macchine ricoperti di muffe
destino. ai magazzini con ancora tovaglie e magliette
impacchettate pronte per la vendita.
Lo stabilimento si divide in due tronconi principali
separati da una via centrale e circoscritti dal Si attraversano capannoni semivuoti che
naviglio. trasudano umidità, un continuo tintinnio di gocce
Su di un lato sono presenti i reparti produttivi che cadono come lacrime sui paventi logori.
mentre su quello opposto i magazzini, le stirerie,
gli alloggi del personale e gli uffici. Le coperture Ci si imbatte in macchinari per la filatura, per
di amianto e gli oli esausti ancora presenti nel il taglio e per la cucitura…batterie di macchine
sito obbligano all’utilizzo di mascherine per da cucire Singer che farebbero gola a molti
completare l’esplorazione. collezionisti.
LA FABBRICA DI COTONE
Reparto conceria, uffici tecnici, laboratori chimici, contenenti materiale informativo o sulla
c’è davvero tutto. sicurezza.
Tutti i sensi sono coinvolti in questa esplorazione: Una bella sorpresa è stata ritrovare in un reparto
l’odore di grasso dei macchinari, il rumore dello una serie di tavoli ricoperti interamente da
scorrere delle acque del naviglio, la polvere che si gomitoli di cotone ordinati per scala cromatica.
sgretola sotto le mani…tutto immobile eppure in
movimento con l’avanzare del tempo. Prima di uscire si viene colpiti dell’atmosfera
“horror” dell’infermeria, tutta in tinta bianca,
Non mancano le zone della fabbrica in cui ancora con lettino, staffa per flebo e oggetti
rinveniamo documenti, progetti e faldoni medicali.
LA FABBRICA DI COTONE
Passando di reparto in reparto, il sole sta Non rimane quindi che uscire, consapevoli
lentamente tramontando, la fabbrica non è di aver visto uno dei luoghi più interessanti
delle più grandi ma gli spunti fotografici sono e più pericolosi mai visitati finora, non tanto
tantissimi e probabilmente sono già passate 4 architettonicamente ma per la presenza
ore dal nostro ingresso, quindi ci dirigiamo verso massiccia di Eternit (con le relative polveri di
l’uscita. amianto) e i moltissimi fusti di oli esausti stoccati
un po’ ovunque al suo interno, trasformano
Proprio mentre stiamo uscendo scorgiamo un questo luogo in una bomba ecologica dove i
garage e notiamo che la saracinesca è alzata. provvedimenti stanno tardando ad arrivare.
Non resistiamo e strisciamo al di sotto.
Ci troviamo innanzi all’ultima chicca: due Non sappiamo quale sarà il destino di questi
camioncini, due auto, un Ape e una moto, stabili, probabilmente per ancora molto tempo
impolverate, marce e maleodoranti, con ancora sarà quello di rendere felici fotografi ed esploratori
le chiavi al loro interno ma purtroppo non urbani.
funzionanti.
1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.
3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.
5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.
7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente
9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.
FOTOGRAFIE DI:
Adriana Oberto
Alessandro Panerati
Paolo Carrera
LE SALE
Entrando si scende lungo un corridoio abbastanza Un gioco divertente che fanno i bambini, e non solo
breve che apre verso una prima sala molto ampia, loro, è individuare in queste forme oggetti o soggetti a
dove stalattiti a drappeggio si alternano a quelle molto noi familiari.
fini chiamate spaghetti; questa sala ha un'acustica Ad esempio, in questa seconda sala si ha
eccezionale, tanto da ospitare opere teatrali e concerti l'impressione di vedere un Vescovo in preghiera.
di musica da camera.
In questo spazio si celebrano anche matrimoni civili. La terza sala è quella del Castello, chiamata cosi
perché vi è una grandissima colonna, in parte caduta,
Pochi metri più avanti e si è sulla Luna; la seconda che ricorda un castello medievale.
sala, detta anche del paesaggio lunare, più piccola e I drappeggi, che sembrano tessuti preziosi e
bassa della precedente, offre un'atmosfera surreale incorniciano ogni parete, sono stati creati dal costante
creata da migliaia di stalattiti a spaghetto, destinate a lavoro dell'acqua che scivolando sui muri inclinati
crescere o comunque ad evolversi. e incontrando lievi correnti d'aria ha dato forma a
La stalattite, formazione calcarea pendente, quando incredibili altorilievi.
incontra la stalagmite, concrezione di carbonato di
calcio di forma conica che si forma da terra, sviluppa
una colonna.
IL VESCOVO
Adriana Oberto Photography
LA NATIVITÀ
Paolo Carrera Photography
LE SALE
LA STORIA Nessuno diede molto peso alla scoperta fino a quasi vent'anni
più tardi, quando lo speleologo Giovanni Dentella, nel 1953,
iniziò una spedizione insieme al suo Gruppo Speleologico
Ingauno.
LA STORIA
VISITARE LE GROTTE
Le grotte sono aperte tutto l'anno, a parte alcuni brevi
periodi per lavori di manutenzione e conservazione.
Le visite guidate durano circa un'ora e il percorso è
semplice ma non adatto a passeggini o sedie a rotelle;
le guide molto preparate ed appassionate vi faranno
scoprire questo meraviglioso mondo.
[Link]
40
Sono gli anni che la piccola cittadina di
Cavour, in provincia di Torino, richiama
l'attenzione di migliaia di visitatori per la
sua mostra mercato dedicata alle mele.
Adriana Oberto
Barbara Tonin
Domenico Gervasi
Giulio Pascali
Mariangela Boni
Monica Pastore
Remo Turello
Stefano Tarizzo
TUTTOMELE
40 ANNI DI RICORDI
GENESI
Una festa innovativa che affonda le radici
sul prodotto del territorio e sul lavoro di
appassionati della comunità.
ALTI E BASSI
I 40 anni di Tuttomele però non sono stati una linea continua in
crescendo.
Ci sono stati anni di "vacche grasse", dove Regione e Provincia
investivano in contributi a favore della ProLoco per le manifestazioni
di valorizzazione del territorio, la quale, spesso, destinava
l'eccedenza del denaro non impiegato in opere pubbliche.
Ma ci furono anni, come per esempio nel 2008, dove i rubinetti dei
contributi sono stati chiusi, trovandosi costretti ad autofinanziarsi
con l'impegno dei membri della ProLoco, inventando attività che
avrebbero aiutato l'evoluzione della manifestazione.
IL PERIODO
La scelta del periodo fu anche una decisione relazionata
alla disponibilità degli agricoltori che in altri periodi erano
impegnati nelle loro attività di produzione.
Ma l'idea principale era di manifestarsi in un periodo che non
fosse troppo saturo di altre sagre, feste e fiere che avrebbero
portato via l'evidenza di Tuttomele, trasformandola in un
evento unico, dove in un mese come settembre avrebbe
assorbito l'interesse di moltissime persone.
IL MARKETING
Oggi Tuttomele riecheggia un po' su tutti gli organi di stampa
e con un programma di Rai3 che ha dedicato una diretta
durante l'evento.
Tutto ciò grazie all'evoluzione dell'organizzazione che ha
voluto, fin dall'inizio, credere nella "teoria" del marketing
distinguendosi, rispetto ad altre realtà simili, dal punto di vista
della comunicazione.
CRESCERE CON
TUTTOMELE
Durante la conferenza interviene il Sindaco di
Cavour, Sergio Paschetta, il quale ricorda da
molto giovane gli albori della manifestazione.
Adriana Oberto, Elisabetta Cabiddu, Giancarlo Nitti, Giuliano Guerrisi e Remo Turello
Torino
si svela al calar delle tenebre come scenario
ideale di fatti reali e letterari, di gialli e di
intrighi che hanno segnato la storia della
città dall’Ottocento ad oggi.
Liberamente ispirato ai grandi casi della
cronaca nera del secolo passato così come
li ha studiati Renzo Rossotti, torinese d.o.c.
e noto cronista e giallista, il percorso nel
centro della città mira a raccontare un lato
diverso ed affascinante di Torino: una città
per molti versi misteriosa e “metafisica”
che nel suo lato più oscuro è stata teatro di
molti casi clamorosi.
Il tour è un'esclusiva di
Somewhere, Tour Operator
torinese, che ha accolto la Band
of Giroinfoto per documentare
l'esperienza.
[Link]
IL
MACABRO
QUIZ
IN VIA DELLA
ZECCA
Torino nel 1834 aveva 119.909 abitanti.
Un anno travagliato.
Mazzini dava vita alla “Giovine Europa” e si parlava
di uno scienziato estroverso, un certo Braille, che
aveva appena messo a punto uno speciale alfabeto
per i ciechi.
In quel 1834, Torino si impressionò per quello che
fu quasi subito definito l’ ”enigma dello scultore”.
La vittima, Giacomo Spalla, era abbastanza nota.
Spalla insegnava scultura e intaglio, autore di
molte opere di ottimo livello in alcune residenze
dell’aristocrazia e in palazzi pubblici. L’imponente
portone dell’Università, quello che si affacciava su
via Verdi, l’antica via della Zecca, recava la sua firma
Remo Turello Photography
per quanto riguardava il pregevole lavoro ebanistico.
IL
MACABRO
QUIZ
IN VIA DELLA
ZECCA
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Adrian
IL
MACABRO
QUIZ
IN VIA DELLA
ZECCA
UN
TOUR
Immediatamente Giacomo si rese conto che
era veleno e chiese aiuto alla moglie, che
inorridita chiamò i soccorsi.
NEGLI
ANGOLI DI
Per Spalla non ci fù nulla da fare, morì nel
TORINO
giro di due ore.
Adriana O
berto Pho
tography
CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
Uno dei passaggi più interessanti del tour di
Torino Gialla è stato la visita alle carceri "Le
Nuove", accolti dall'associazione
"Nessun uomo è un'isola", Fatto sconcertante, che faceva temere
che gestiscono le vecchie galere ora una tragedia: in un angolo era rimasto
diventate un museo. abbandonato un bambino di tre anni;
Il racconto che ci propone Somewhere, è piangeva, era affamato e doveva aver visto
questa volta un efferato massacro avvenuto qualcosa di orribile.
pochi anni dopo la fine della seconda guerra La cascina, isolata su un poggio era allora di
mondiale, in un piccolo paese in provincia di proprietà dell’avvocato Massimo Gianoli, di
Torino: sessantacinque anni.
Villarbasse. Altri scomparsi erano la domestica, la
famiglia del mezzadro Ferrero e salariati,
Era il 21 novembre 1945. uomini e donne.
La guerra appena alle spalle, con i sacrifici,
le ristrettezze, le rovine di ogni genere Un muratore, che in quel periodo stava
lasciate sulla sua scia. eseguendo lavori alla “Simonetto”, vi era
Si parlava molto di borsa nera, per procurarsi giunto di buon’ora, quasi all’alba, si stupì di
i generi alimentari che mancavano. quel silenzio.
I giornali subivano un rincaro e passavano Non vi erano luci, non c’era neppure il
da una a tre lire. mezzadro, che in genere lo accoglieva.
Sentiva solo, un po’ fievole, il pianto d’un
A un tiro di schioppo da Torino in un piccolo bimbo.
centro rurale, in una cascina, detta “La
Simonetto”, di colpo sparirono dieci persone.
Tutte insieme, fatto incredibile. Erano svanite
lasciando la minestra in tavola, per la cena.
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Nitti Photograp
Giancarlo
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tograph
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Elisa
CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
La cassaforte dell’avvocato Gianoli era stata
trovata aperta: il bottino poteva valutarsi
sulle duecentomila lire.
Si trovò anche, non troppo distante dalla
cascina, una giacca di vigogna malconcia
e insanguinata; in un’etichetta all’interno si
leggeva: “Palermo”.
CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
Lo sterminio venne ricostruito con facilità, il puzzle Il bambino di tre anni fu dimenticato nel lettino.
era completo. Forse dormiva. Un cane che abbaiava troppo e
Armati e travisati, i banditi dovevano essere arrivati forse stava per richiamare l’attenzione di qualcuno
alla “Simonetto” verso le sette di sera mentre quelli fu chiuso nel frigorifero.
della cascina stavano per mettersi a tavola.
Uno dei rapinatori, inavvertitamente, lasciò cadere Per fare un lavoro di quel genere, quanto tempo
la sciarpa che lo copriva fin sopra il naso. impiegarono?
Venne così riconosciuto e fu la fine per tutti. E quanti erano i banditi?
Ciò venne poi confermato in ogni particolare dalla Chi li aveva portati alla “Simonetto”?
confessione degli assassini. Carmelo il boia o Francesco Saporito?
CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
Alla fine dell’anno si rintracciò l’ormai
famoso Carmelo.
Si trovava in Sicilia, aveva conosciuto
l’avvocato Gianoli, ma non sapeva nulla
dell’eccidio.
“Non c’entro, non sono stato io”,
disse subito.
Adriana Obert
o Photography
CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO Giancarlo
Nitti Pho
tography
I carabinieri trovarono il frammento di una carta “Sono stati Puleo e La Barbera ad uccidere.
annonaria, documento indispensabile per acquistare E anche Pietro Lala: lui ha organizzato tutto, lui era il
ciò che era razionato. capo”.
In quel pezzo di carta si leggeva parte di un nome “Chi è Lala?” gli domandarono.
Giovanni D’Ig… “Lala aveva lavorato alla “Simonetto” facendosi
Occorreva trovare il titolare di quella carta, chiamare Saporito.
basandosi su un nome tracciato solo parzialmente. Ci aveva detto che l’avvocato era ricchissimo e che il
colpo sarebbe stato facile.”
Quella carta annonaria era di Giovanni D’ignoti.
Abitava a Torino in corso San Maurizio 46. Come previsto, erano mascherati, ma la domestica
Costui risultava partito per Mezzoiuso il giorno dell’avvocato riconobbe la voce del garzone che si
successivo al massacro. era licenziato pochi giorni prima.
I carabinieri andarono a fargli visita e lo
tempestarono di domande. IL 24 marzo 1946, mentre s’annunciava la primavera,
Resistette dando risposte vaghe, o evidentemente La stampa uscì con un grosso titolo:
false, poi improvvisamente crollò, quando gli dissero “I criminali di Villarbasse sono scoperti".
che non aveva scampo: era l’assassino di quei poveri
dieci, era responsabile dell’orrendo fattaccio. Tre di essi sono caduti nella rete della giustizia che
aveva tessuto le sue maglie divenute sempre più
Cercò di cavarsela accusando gli altri, così il giallo fitte e strette.
ebbe la soluzione:
Photography
Adriana Oberto
raphy
rello Photog
Remo Tu
Si giunse al processo in Corte d’Assise, nella
primavera del 1947.
La folla accolse con urla,
“A morte, uccideteli!
Non state a perdere tempo con queste belve!”
L’arrivo degli imputati con l’aria spavalda e
sprezzante, i tre parevano sfidare la Corte e la
gente.
CASCINA
FATALE
QUEI DIECI
CADAVERI
NEL POZZO
La sentenza venne eseguita il 4
marzo 1947.
Resta in archivio la foto di
Puleo, La barbera e D’Ignoto,
ammanettati l’uno all’altro con
la catena; sulla destra il frate
cappuccino padre Ruggero,
figura ben nota per l’apostolato
di tanti anni fra i detenuti di
Torino.
PRESENTA
BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project
ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.
Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-
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siede attrezzatura professionale o semi-professionale.
Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado
Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.
Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.
SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
PART 1
Seconda apertura straordinaria è la Galleria degli Specchi al lume di candela all’interno della Galleria Nazionale
di Palazzo Spinola in Piazza Pellicceria.
La fontana di Piazza De Ferrari è stata illuminata di rosa per la “Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze”
– parità di genere attraverso l’emancipazione organizzata dall’Ufficio Pari Opportunità e Benessere con la
collaborazione di [Link].
PIAZZA DE FERRARI
Monica Gotta Photography
E
L’Archivio di Stato ha esposto gli antichi documenti
, per la prima volta, ci sarà la possibilità di originali dei Rolli, esposti per la prima volta nel 2017
trascorrere il soggiorno a Genova come fecero gli nell’antica sede dell’Archivio di Stato a Palazzetto
antichi ospiti della Superba. Criminale.
Con Rolli Experience si possono acquistare pacchetti
con visite guidate, cene esclusive e pernottamenti Quattro sono i palazzi che ospitano riferimenti al
nelle strutture facenti parte del Sistema dei Rolli. design e alla moda, arte che si sposa con l’arte nelle
sue più svariate manifestazioni.
Quest’edizione dei Rolli Days apre al pubblico 34 A Palazzo Senarega sono visibili costumi teatrali,
palazzi e, in Strada Nuova – Via Garibaldi, sono stati bozzetti e disegni di abiti di foggia antica, mentre
aperti 9 dei 12 palazzi. a Palazzo Bianco è aperta la mostra di abiti ed
accessori del XVIII secolo.
Novità di questi Rolli Days è l’apertura del piano
nobile di Palazzo Spinola Doria, Palazzo Agostino Palazzo Giustiniani e Palazzo Saluzzo fanno parte
Pallavicino e il piano nobile di Palazzo Angelo del Design District con esposizione di oggetti di
Giovanni Spinola. design dalle forme eleganti.
Altra novità è l’apertura al pubblico di Palazzo Cicala
vicino al Duomo di San Lorenzo e la prima apertura
di Palazzo Senarega grazie alla collaborazione
con l’Accademia Ligustica delle Belle Arti e il
Conservatorio Niccolò Paganini.
Da non dimenticare, per la bellezza delle decorazioni
barocche, Palazzo Franzone Spinola.
Sergio
GiroinfotoAgrò Photography
Magazine nr. 50
R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA 107
163
veniva scelto un palazzo per ospitarlo: più elevato era il
grado di nobiltà dell’ospite, più fastoso doveva essere
palazzi nei rolli. il palazzo e più ricca la famiglia che aveva l’onore e
l’onere di accoglierlo.
42
I proprietari di questi palazzi erano tenuti, in base a un
decreto del Senato del 1576, ad ospitare gli stranieri in
visita di stato.
palazzi patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO.
25
I Palazzi dei Rolli fanno parte di un tessuto urbano che
riflette la ricchezza e la raffinatezza culturale di chi
governò la città in quei secoli.
palazzi andati distrutti. Le grandi famiglie aristocratiche infatti concorrevano
5
tra loro nel decorare con sempre maggior sfarzo, oltre
ai palazzi, anche gli spazi sacri della città.
rolli conosciuti, rispettivamente redatti degli anni Con queste poche informazioni lascio libero sfogo alla
1576, 1588, 1599, 1614, 1664. vostra immaginazione in modo che possiate calarvi
con noi in quest’esperienza unica!
8
zone censite - Canneto Il Lungo, Mercato
di Soziglia, Mercato Vecchio, Ripa Maris,
Piazzalunga, Strade Nuove, Vico Dritto.
VENERDÌ
11 ottobre 2019
I vicoli di Genova, i caruggi, sono
un’affascinante intrico urbano in cui è facile
perdere la bussola. Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Piazza Pellicceria, 1
Grazie a questa caratteristica si può vagare
senza meta precisa, sicuri di scoprire la città Conosciuto anche come Palazzo Spinola di
e le sue meraviglie nascoste che vanno dal Pellicceria fu costruito nel 1593 per volere di
Medioevo al Rinascimento. Francesco Grimaldi.
Il nostro gruppo inizia così la visita dei palazzi Il palazzo presenta le caratteristiche dei palazzi
genovesi per contribuire alla divulgazione di cinquecenteschi genovesi con il sistema atrio-
quest’iniziativa diventata ormai famosa nei scala, cortile interno, loggiato.
circuiti turistici e culturali. Il palazzo passa per motivi ereditari nelle mani di
diverse famiglie fino al XVIII secolo, periodo nel
Sicuri di perderci utilizziamo volentieri il GPS quale subisce un intervento di ristrutturazione per
dello smartphone per arrivare alla prima meta desiderio di Maddalena Doria di renderlo alla moda
di questo giro che ci porterà a conoscere del periodo.
alcuni palazzi iscritti negli elenchi dei Rolli. A Giacomo Spinola si deve invece la
ristrutturazione completa delle cucine storiche nel
piano ammezzato.
GALLERIA SPINOLA
Sara Morgia Photography
GALLERIA SPINOLA
Luca Barberis Photography
GALLERIA SPINOLA
Luca Barberis Photography
GALLERIA SPINOLA
Monica Gotta Photography
Stefano Zec Photography
SABATO
12 ottobre 2019
Oggi non è più visibile in quanto la parte che si
estendeva sulla collina di Castelletto fu smantellata
per la costruzione delle gallerie della Zecca.
Dopo la serata passata al lume di candela
e con il naso rivolto all’insù per ammirare le Salendo al piano nobile troviamo persone addette
finestre illuminate dei palazzi e gli affreschi alla presentazione del palazzo e dei locali visitabili.
sulle volte, riprendiamo la nostra experience La sala è arredata in modo suntuoso con un grande
iniziando le visite di sabato da Strada Nuova lampadario che domina il centro dell’ampia sala.
dove notiamo lunghe file di persone in attesa Un pianoforte domina lo spazio sotto una delle
di entrare a visitare i palazzi. grandi finestre.
Ancor oggi la famiglia proprietaria utilizza la sala
per incontri e feste.
Via Garibaldi, 5
PALAZZO SENAREGA
Isabella Nevoso Photography
PALAZZO SENAREGA
Monica Gotta Photography
PALAZZO SENAREGA
Isabella Nevoso Photography
PALAZZO SENAREGA
Stefano Zec Photography
PALAZZO SALUZZO
Adriana Oberto Photography
PALAZZO SALUZZO
Monica Gotta Photography
Piazza Giustiniani, 6
Sorge su una piazza privata dei Giustiniani, ampliata nel XV secolo e definita su due lati dal palazzo.
Come noterete è in parte sopraelevata e delimitata da bassi paramuri che la dividono dalla pubblica via,
dove sopravvive l’antica pavimentazione presumibilmente settecentesca.
I Giustiniani nacquero come aggregazione di alcune famiglie a cui era stata data la concessione di
sfruttare l’Isola di Chio da parte del governo genovese. Formarono così un’associazione commerciale
detta albergo ed adottarono il nome di Giustiniani dovuto al fatto che erano soliti riunirsi a Palazzo
Giustiniani.
Le residenze appartenute ai
Giustiniani sono diverse ed
alcune inserite nei Rolli.
Sulla piazza su cui si erge
Palazzo Giustiniani si affacciano
due piani nobili.
Le caratteristiche medievali
sono ancora visibili, tuttavia
l’atrio lunettato e il portale sono
tipicamente settecenteschi.
Nel XX secolo fu utilizzato come
magazzino di stoffe, tessuti e
mobili.
Fu restaurato nel 2004 a cura
della Fondazione Franzoni. In
una leggenda si vocifera che
esistesse un cunicolo segreto
utilizzato da fuggiaschi per
arrivare alla cattedrale di San
Lorenzo.
PALAZZO GIUSTINIANI
Monica Gotta Photography
PALAZZO GIUSTINIANI
Monica Gotta Photography
PALAZZO CICALA
Monica Gotta Photography
PALAZZO FRANZONE
Monica Gotta Photography
Via Garibaldi, 7
PALAZZO NICOLOSIO
Stefano Zec Photography
Shoulder of Orion
Autore: Ludovico Balena
Luogo: Hamilton Park, New Jersey guardando verso New York City
La peculiare vista sul profilo dei grattacieli di Manhattan, unita alla presenza di fitte nuvole in movimento, mi ha
portato a creare un'atmosfera dai colori freddi che possa portare alla mente scenari visti in "Blade Runner" o nelle
varie rappresentazioni di "Gotham City".
Palazzina Cinese
Autore: Giuseppe Nastasi
Luogo: Palermo
[Link]
APPASSIONATI A NOI
PHOTO
T R AV E L
M AG A Z I N E
[Link]