GF48
GF48
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N. 48 - 2019 | OTTOBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]
CHEESE 2019
NATURALE È POSSIBILE
48
[Link]
OTTOBRE 2019
3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’out-door, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle belelzze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
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ANNO V n. 48 giroinfoto magazine
20 Ottobre 2019
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
CHEESE 2019
GIROINFOTO MAGAZINE
48
I N D E X
R E P O R TA G E
MOCKBA
10
56
LA TORCHE Un amore ritrovato
Di Sergio Agrò
CHEESE 2019
28 Bra
Band of Giroinfoto
VILLA CONCHIGLIA
38 Urbex
Urbex Team Old Italy
LA TORCHE
56 Bretagna
Di Barbara Lamboley
URBEX
BRUCO
66
38
VILLA CONCHIGLIA Brunate e Como
Band of Giroinfoto
R E P O R TA G E
84
BALMA BOVES
R E P O R TA G E
10
MOCKBA
R E P O R TA G E
FOTOINDUSTRIA
80
114
Tecnosfera MAREMMA TOSCANA
Mast Bologna
BALMA BOVES
La borgata museo
84
Di Adriana Oberto e Laura Stratta
SIGURTÀ
Cosplay
98
Di Sergio Agrò
98
Il paradiso in un parco SIGURTÀ
Di Claudia Lo Stimolo
IN PRINCIPIO FU GRETA
Friday For Future
124
Di Giuliano Guerrisi
R E P O R TA G E
66
BRUNATE COMO
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
352 211 95
VI PRESENTIAMO
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Ottobre 2019
179 43 8 29 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4%
16%
77% 1,5%
131.843 4.385
0,5% 1% Letture totali Letture nell'ultimo
dalla prima uscita mese.
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FOTOGRAFA
U N A M O R E R I T R O V A T O
UN AMORE RITROVATO
Guardando fuori dal finestrino dell'aereo
pensavo che il mio primo viaggio a
Mosca è stato nel 1998; ero molto
più giovane ed in autonomia avevo
organizzato una piccola vacanza di dieci
giorni alla scoperta della città.
Adesso mi trovavo su un volo low-cost,
mentre ai tempi c'era solo il volo di linea.
LA METRO
Sergio Agrò Photography
LA METRO
Sergio Agrò Photography
Nei giorni successivi ho voluto visitare la Mosca classica e Oggi le "sette sorelle" sono destinate a diversi usi, da
quella moderna e notarne i contrasti. Ministeri a Hotel di lusso, ad abitazioni private sino
all'Università.
In molti siti ho visto immagini legate al nuovo quartiere della
città, moderno e futuristico, il suo nome è "Moscow City" Ed è proprio a quest'ultimo che ho dedicato i migliori scatti
e qui si respira il lato contemporaneo della città proiettata fotografici.
al futuro. Il "Moscow International Business Centre" è L'edificio che è sede dell'Università statale di Mosca è anche
situato lungo il fiume Moscova ed è un complesso di 15 il più alto di tutti: 240 metri e 36 piani, quasi ad essere un
grattacieli con forme e geometrie moderne, è inutile dire messaggio di come l'istruzione sia davvero importante in
che il "fusillone" colpisce subito l'attenzione, lo scatto che Russia.
ho dedicato a questo luogo è durante la blue-hour quando i
palazzi vengono illuminati da diversi giochi di luce. Le geometrie riflesse nella fontana e i colori del tramonto
hanno reso lo scatto davvero unico, per tipologia sembrava
In contrasto al "Moscow City" per storia ed architettura, sono quasi come il classico scatto che viene fatto in India al Taj
le "Sette sorelle" di Mosca. Mahal ma la differenza enorme stava nel fatto che c'era solo
Sono quei grattacieli in stile socialista-classico che si una fotocamera a scattare quella bellissima scena e non
trovano in città. centinaia di fotografi.
Questi edifici sono stati costruiti in 10 anni, dal 1947 al 1957. Devo dire che in quel momento ho sentito la filosofia di
Esisterebbe anche una "ottava sorella" ma è stata costruita questo magazine: la scout location!
cinquant'anni dopo le altre.
Ma dove si può trovare la bellezza della storia Russa e dove Del resto gli ultimi scatti li ho fatti durante un bellissimo
i turisti stranieri sono pochissimi è nel grandissimo centro tramonto.
denominato ВДНХ, queste lettere traducono "Esposizione Ma il vero cuore pulsante della città di Mosca è la Piazza
delle conquiste dell'economia popolare" si tratta di un centro Rossa:
espositivo composto da ben 59 padiglioni dedicati agli stati Immensa. Magnifica. Unica. Se vogliamo dare una
membri della Repubblica russa e alla sua economia. dimensione alla sua grandezza dobbiamo prendere 14 campi
di calcio!
Dopo l'imponente porta d'ingresso si nota il padiglione
centrale, con tutto il suo sfarzo in puro stile socialista- La Piazza Rossa è davvero il simbolo della storia e della
classico, con i particolari esaltati dal colore oro ed è qui ho cultura della città, si resta subito colpiti dalla bellezza della
letto per la prima volta la scritta completa Cattedrale di San Basilio con le sue coloratissime cupole
e dalla sua leggenda. Sempre nella piazza troviamo il
"союз советских социалистических республик" Cremlino: una volta cittadella degli Zar e oggi residenza della
Presidenza della Repubblica, il Mausoleo di Lenin, e per chi
ovvero CCCP, tradotto: Unione delle Repubbliche Socialiste
vuole fare shopping c'è il GUM.
Sovietiche, purtroppo noi siamo cresciuti con l'idea che fosse
CCCP ma in realtà in lettere latine sarebbe stato SSSR e
Una volta erano i magazzini generali sovietici, oggi il GUM è
personalmente mi vergogno di quel "comico" italiano che ha
un centro enorme composto da tre corridoi a tre piani pieno
diffamato questo acronimo.
di negozi curatissimi e dalle firme più prestigiose.
Qui, data la mia golosità, ho preso un ottimo мороженое, un
I padiglioni si alternano a giardini curatissimi e a fontane con
gelato particolare prodotto con insufflazione di aria.
dei giochi di luce e acqua molto piacevoli.
CENTRO ESPOSIZIONI
Sergio Agrò Photography
A presto Mockba!
Sergio Agrò
Adriana Oberto
Photography
Questa manifestazione è stata dedicata non solo alle grandi aziende produttrici
ma, soprattutto, ai piccoli produttori, ad aziende a conduzione familiare che
lavorano in modo artigianale il latte crudo, molto spesso dei propri allevamenti,
producendo formaggi dai sapori sublimi che stuzzicano anche il palato più
sopraffino ed esigente.
Come resistere ad un
parmigiano reggiano da
vacche rosse invecchiato 30
mesi, ad una burrata delle
Murge con il suo morbido
cuore di sfilacci di pasta filata
e panna, un pecorino sardo
della Barbagia di Ollolai, ad un
gorgonzola talmente morbido
e cremoso da mangiare
con il cucchiaio e perché
no, un cannolo siciliano
rigorosamente con ricotta di
pecora e pistacchi? Cinzia Carchedi
Photography
Tutto ciò senza dimenticare i deliziosi prodotti oltralpe francesi, svizzeri, sloveni, spagnoli, olandesi, bulgari,
austriaci, portoghesi, inglesi, per citarne alcuni e ancora oltre, fino agli Stati Uniti!
La manifestazione ha lasciato spazio anche a conferenze, laboratori, appuntamenti didattici, così come a vari
spazi enogastronomici: la Fucina Pizza e pasticceria, La Piazza del Gelato, le cucine di strada, la piazza della
birra, i Food Trucks.
In giro per le piazze della città non è mancato il divertimento: 'Spakka il kilo' per provare ad indovinare il peso
di una punta di Parmigiano o la marchiatura in diretta del Bettelmatt, un formaggio prodotto esclusivamente
in alcuni alpeggi estivi, tutti oltre i 1800 mslm siti nell'Ossola superiore, lo SpaccaRavioles, una sfida a suon di
ravioles, musici, saltimbanchi, aree per i più piccini...insomma un villaggio globale internazionale sotto il cielo di
Bra dove i visitatori hanno avuto la possibilità di scoprire esperienze, incontrare culture e mestieri, godere del
cibo e non solo.
È stato curioso scoprire che c'è chi per fare la Cinzia Carchedi Photography
pizza, in apparenza un cibo semplice, ordinario
e che troviamo spesso sulle nostre tavole, si
cimenti in tecniche tra tradizione e innovazione,
ponendo grande attenzione alle materie prime,
studiando quotidianamente gli alimenti, quali
i grani teneri, integrali , multicereali e senza
glutine, il lievito madre per ottenere il massimo
dal prodotto e che per il condimento usa anche
il conciato romano: un formaggio antico, anzi
il più antico, prodotto già dai tempi dei Sanniti,
forte, penetrante, affinato in anfore di terracotta
e condito con olio e aceto.
A C U R A D I U R B E X T E A M O L D I T A LY Instagram urbexteam_olditaly
Un discorso a parte merita il viale iniziale, visto che Tale edificio, forse una vecchia casaforte medioevale
fino a pochi anni fa era fiancheggiato da imponenti con torre, risultava rimaneggiato in forme seicentesche
pioppi che sono stati abbattuti nel 1996 perché malati. con alcuni cascinali attorno.
Il viale è stato per tanto tempo il luogo ideale per La proprietà di questo complesso rurale è attestata
giocare, fare una passeggiata o riposarsi d'estate, al nella prima metà del secolo XVII alla nobile famiglia dei
fresco. conti di Valperga.
Villa Conchiglia ha ospitato alcune famiglie che sono Poi dal 1643 al marchese Gaspare Graneri della Rocca
state fra le protagoniste delle vicende del paese. (Graner de la Roche) famiglia di origine savojarda,
I suoi muri e il suo parco non sono solo carichi di emigrata a Torino al seguito della corte sabauda.
sensazioni ma anche di storia.
Storia che, date le condizioni attuali della villa, da anni Gaspare Graneri, ministro delle finanze della corte
disabitata e abbandonata, non le ha reso la giustizia sabauda, fu autore di un primo rifacimento che impose
che merita. alla villa la sua struttura attuale, ancora visibile nella
facciata che guarda verso nord, cioè verso il giardino
Tra i secoli XV e XVI nella documentazione presente in con laghetto.
vari archivi pubblici e privati è attestata l’esistenza di
un piccolo castello in prossimità della riva destra del
torrente.
E' di questo periodo una regata organizzata dal I figli, nel 1868, vendono la villa all'avvocato Enrico
Marchese Giuseppe Luigi Graneri che si tenne, per Marenco che nel 1869 la rivende all'ingegner Vitale
divertire la Real Corte, sul torrente appositamente Rosazza.
preparato. Entrambi gli atti di vendita non parlano di mobili e altre
In occasione di questo avvenimento, l'incisore Ignazio suppellettili, segno che molti degli splendidi arredi
Sclopis realizzò due vedute che rappresentano la della villa erano già stati venduti dai de Sonnaz.
facciata ed il parco della villa.
Dopo la Guerra 1915-18 la villa passa alla famiglia
La cappella edificata sul fianco sinistro della Villa Rossi di Montelera.
era officiata da un cappellano nominato e pagato dai Passata poi in mano ad altri proprietari, viene
proprietari. smembrata della maggior parte delle terre, finché
Nel periodo 1805 - 1828 la cappellania era stata data nel 1939 viene venduta così come è oggi, dal pittore
a don Luigi Verani, ex minore riformato, originario di Alfredo Chicco, al Conte Theo Rossi di Montelera che
Pigna, di anni 59 e residente nel paese confinante. la restaura, con grande impegno di pittori, stuccatori e
giardinieri e la abita fino al 1959.
Alla fine del '700 la proprietà della dimora passò al
Conte Giuseppe Maria Gerbaix de Sonnaz, marito di Dal 1959 Villa Conchiglia, proprietà di una anonima
Enrichetta Graneri. società Svizzera, è disabitata e priva di arredo.
Questa famiglia raccolse molte opere d'arte, tra cui
pregevolissime terrecotte, ceramiche e mobili di Da alcuni anni è stata dichiarata Monumento
grande valore. Nazionale.
1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.
3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.
5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.
7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente
9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.
BRETAGNE
Pointe de la Torche o “Beg an Dorhen”,
in bretone, significa “la punta della
collinetta”.
La costa è caratterizzata da un
affioramento roccioso di granito con un
masso prominente vicino all'estremità
chiamato “le rocher du corbeau”
(la roccia del corvo).
Nel periodo preistorico, il livello del mare era più basso dalla Germania nazista tra il 1942 e il 1944, lungo la
di circa 10 metri estendendo il promontorio lungo costa dell'Europa continentale e della Scandinavia
l'attuale baia. come difesa contro un'attesa invasione alleata dal
Tuttora, il mare restituisce ancora resti di pareti Regno Unito.
di forma rettangolare e circolare, probabilmente
provenienti da antiche costruzioni, mentre nella parte Una di queste strutture è stata occupata abusivamente
delle dune sabbiose si rinvengono saltuariamente dai senzatetto fino agli anni '80 ed è ora una stazione
reperti come asce, spade, pugnali e ceramiche dell'età di salvataggio.
del bronzo, parti di scheletri umani e detriti alimentari La parola bretone per tumulo, “dochen”, fu tradotta
risalenti al dopo insediamento celtico nella seconda con la parola La Torche (torcia in francese), dando
metà del primo millennio avanti Cristo. origine al nome del promontorio anche se una vecchia
I menhir sono stati trovati nelle dune e nella cava di leggenda narra che questo nome fu dato al luogo in
Kerharo. quanto la gente del posto attirava le navi sulle rocce di
notte con le luci.
Il Musée de la Préhistoire finistérienne (Museo della
Preistoria del Finistère) a Pors Carn, Penmarc'h,
espone questi reperti documentando anche il
ritrovamento dei resti di oltre 100.000 persone,
al cimitero di Saint-Urnel, indicato per essere un
cimitero medievale associato ad una cappella ed un
insediamento che furono abbandonati nel XVI° secolo,
quando le dune invasero il luogo.
Fu dichiarato monumento storico nel 1929.
Barbara Lamboley
Photoreporters:
Mari Mapelli
Sergio Agrò
Stefano Scavino
Giancarlo Nitti
BRUCO
BR UN AT E - COMO
VISTA DA BRUNATE
Giancarlo Nitti Photography
A poche centinaia di metri, si erge candido e algido abside e l’imponente cupola progettata da Filippo
l’edificio simbolo di Giuseppe Terragni, la ex Casa del Juvarra.
Fascio (1936), oggi sede del Comando Provinciale Sulla destra, si intravede il luccichio del lago con i
della Guardia di Finanza, massima espressione del suoi pontili e i suoi chioschi all’aperto.
Razionalismo italiano e meta di pellegrinaggio di Alle spalle, incombe la montagna di Brunate.
studenti di architettura e professionisti del settore
da ogni parte del mondo. Sembra tutta qui la città, anche se sappiamo che
c’è molto altro; ma abbiamo selezionato un tragitto
La sua pura geometria dialoga bene con gli elementi rappresentativo e vogliamo gustarcelo fino in fondo
circostanti, tutti obiettivi del nostro itinerario di percorrendolo a piedi.
visita.
Dirimpetto, al di là della strada, la mole della
cattedrale volge le spalle con la curva della sua
EX CASA DEL FASCIO
Mari Mapelli Photography
IL DUOMO
Stefano Scavino Photography
Ebbe uno straordinario impulso al vacanza, tutti all’insegna del gusto liberty
turismo quando, nel 1894, fu inaugurata ed eclettico imperanti, trasformano il borgo
la funicolare, mezzo di comunicazione rurale in una meta di villeggiatura dei ceti
allora innovativo che rese possibile il più elevati, ambita dalla buona borghesia,
collegamento veloce con Como, prima di milanese prima, internazionale poi.
allora assicurato solo da una impervia
mulattiera. Qui pose prematuramente fine ai suoi
giorni il grande poeta bulgaro Pencio
Arrivando in questo paesino si compie Slavejkov, cui nel 2007 è stato dedicato
un salto temporale e ci si ritrova in piena un monumento commemorativo, con
atmosfera fin de siècle. pregevole busto scultoreo opera dell’artista
Nostalgia e romanticismo sono i sostantivi Valentin Startchev.
che meglio ne illustrano l’ambiente.
LA FUNICOLARE BRUCO
Sergio Agrò Photography
L’epoca felice ed elitaria per Brunate perdurò sino agli albori del
secondo conflitto mondiale, al termine del quale cominciò un lento
Sergio Agrò Photography
declino.
Ora resta una frequentatissima ed amata meta turistica popolare, meta
ideale per gite fuori porta.
PANORAMICA DA BRUNATE
Stefano Scavino Photography
Mari Mapelli
LISETTA CARMI
Santa Maria della
Vita Genova,
Italsider.
I V B I E N N A L E D I F O T O G R A F I A D E L L' I N D U S T R I A E D E L L AV O R O
La colata
dell’acciaio
© Lisetta
Carmi. Courtesy
of Martini &
Ronchetti, Genova
Tecnosfera
Dal 24 ottobre al 24 novembre
2019 si terrà la quarta edizione
della Biennale di Fotografia
dell’industria e del lavoro
organizzata e promossa dalla
Fondazione Mast, con dieci
esposizioni nel centro storico di
Bologna e una presso il Mast di
Via Speranza, 42.
YOSUKE BANDAI
Museo della Musica
Senza titolo
2016
© Yosuke Bandai.
Courtesy of TARO NASU,
Tokyo
| BALMA BOVES |
L A B O R G A T A M U S E O
| BALMA BOVES |
MOMBRACCO
Il Monte Bracco è un piccolo massiccio
montuoso che si protende verso la
pianura cuneese ed è separato dal resto
della catena alpina dalla Colletta (609 m),
il basso valico stradale che mette in
comunicazione Barge con Paesana.
LA BA RMA
Siamo nel comune di Paesana, in provincia di Cuneo,
in quella che è la Valle Po.
A quota 652 metri, tra le frazioni di Rocchetta e
Robella, si trova il caratteristico insediamento di
Balma Boves, che gli abitanti del luogo chiamano
“la Barma”: un piccolo villaggio adagiato sotto
un enorme tetto di roccia, che rappresenta un
microcosmo agricolo autonomo perfettamente
funzionante e conservato: ricovero per il bestiame,
deposito degli attrezzi agricoli, forno per la cottura
del pane e lavatoio.
Il tutto ispirato alla più ferrea regola di
economizzazione dello spazio.
LA BA MA L
Una balma o barma (in lingua occitana baume) è un Veniva utilizzata a bassa quota per il ricovero degli
tipo particolare di grotta antropizzata presente in animali, del foraggio o della lettiera, a maggiore
aree alpine e prealpine, spesso creata dal crollo di altezza si usa come ricovero di emergenza in caso
un costone o dal distacco di un masso erratico dalla di maltempo.
particolare struttura: è un riparo al quale la roccia Generalmente la balma è priva di porta, l'accesso è
fa da tetto, usato fin dall'epoca preistorica come libero.
rifugio, dapprima dagli animali e successivamente Il termine è probabilmente di origine pre-celtica, in
dagli uomini primitivi che ne fecero le loro prime particolare ligure, oppure deriverebbe dal celtico
abitazioni. “bal-men”, ossia pietra alta.
Tale termine è attestato in un’area che si estende
E’ una cavità naturale delle rocce sotto le quali è dalla Penisola iberica al Tirolo e a nord fino alla
possibile trovare copertura. Vallonia, ma la radice celtica “balm”, ancora in uso
Solitamente consiste in un unico vano scavato sotto nel cornico, irlandese e bretone, assume il significato
un grosso masso che funge da tetto e chiuso sui lati di pozzo, miniera.
da uno o più muri a secco.
PRESENTA
BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project
ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.
Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-
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siede attrezzatura professionale o semi-professionale.
Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado
Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.
Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.
SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
P A R C O G I A R D I N O
SIGURTÀ
a cura di Sergio Agrò
Guardando le foto sui social non avevo avuto una che fare un'affermazione del genere durante un evento
buona impressione su questo fenomeno e quindi ho Cosplay possa mettere a rischio la vostra salute!
cercato informazioni sul mondo dei Cosplay. Il Cosplay è davvero tutto un altro mondo e al
Parco Sigurtà ho potuto vedere realmente dei seri
Iniziamo dalla parola: "Cosplay". Si tratta di una parola professionisti del Cosplay.
composta da due parole: costume & play.
Quindi lo possiamo definire come un "giocare con Procedendo con ordine, l'origine di questo fenomeno
i costumi", ovvero in particolari manifestazioni, la non è in Italia ma negli Stati Uniti e solo di recente c'è
persona indossa il costume del suo personaggio che stata un'esplosione del fenomeno in tutto il mondo.
lo rappresenta e in quel momento è il personaggio
ad impossessarsi della persona che si atteggia e si L'esigenza di essere un personaggio ha coinvolto
comporta proprio come il personaggio del costume. tutte le generazioni in tutto il mondo, basta fare una
ricerca scoprendo manifestazioni importanti a livello
Un piccolo esempio: indosso il costume di Spiderman nazionale ed internazionale.
e da quel momento sono il personaggio di Spideman, Quella a cui ho partecipato è sicuramente una delle più
ma non perché metto il vestito ma perché sento il importanti a livello nazionale.
personaggio dentro di me, nei miei movimenti ed
espressioni. La curiosità di entrare a scattare fotografie in questo
ambiente di fantasia aumenta sempre di più.
Non bisogna confondere il Cosplay con il Carnevale
solo perché mancano le frittelle e i coriandoli, credo
Sergio Agrò
VIAGGIO IN TOSCANA
Un nuovo raggiungimento
significativo per l’istituzione lucchese
diretta da Paolo Bolpagni e presieduta
da Alberto Fontana, che sta offrendo
una programmazione sempre più
ricca e originale nel panorama
italiano.
Jacopo Valentini Photography
Il focus di questa mostra, curata da Bożena Anna e L’Arno dal Ponte Vecchio fino a Santa Trinità e
Kowalczyk, tra i maggiori studiosi di Canaletto e alla Carraia, entrambe del 1740, provenienti dal
Bellotto, è il nucleo di vedute di Lucca, con il dipinto Szépmúvészeti Múzeum di Budapest; L’Arno verso
che raffigura piazza San Martino proveniente dalla il Ponte Vecchio, Firenze e L’Arno verso il ponte alla
York City Art Gallery e i cinque disegni di diversi luoghi Carraia, Firenze, ambedue del 1743-1744, provenienti
intorno alla cattedrale e alla chiesa di Santa Maria dal Fitzwilliam Museum di Cambridge; e il disegno a
Forisportam eccezionalmente concessi dalla British penna e inchiostro Capriccio architettonico con un
Library. monumento equestre del 1764, dal Victoria & Albert
Museum di Londra, che documenta la visita di Bellotto
Questo gruppo di opere, mai esposte insieme – i a Livorno.
disegni, incollati in un album del primo Ottocento già di
proprietà del re Giorgio III d’Inghilterra, e poi di Giorgio Sono inoltre esposti anche altri magnifici dipinti di
IV, saranno per la prima volta staccati – fornisce una Luca Carlevarijs, Giuseppe Zocchi e di alcuni anonimi
documentazione straordinaria della città di Lucca nel ma talentuosi artisti che, a Lucca, eseguirono copie
Settecento. dell’eccezionale veduta di piazza San Martino
realizzata da Bellotto, a testimonianza della ricaduta
Accanto alle opere di soggetto lucchese sono inoltre che la presenza fondamentale di quest’opera ebbe in
presentate alcune delle vedute conosciute di Firenze città.
realizzate da Bellotto durante e a seguito della sua
visita in Toscana, come Piazza della Signoria, Firenze
Altro manufatto di eccezionale valore e interesse per i Alla fine del percorso della mostra saranno esposti i
visitatori è la camera ottica in legno, vetro e specchio loro lavori, realizzati negli stessi luoghi che Bellotto
usata da Canaletto e concessa in prestito dal Museo vide nel 1740.
Correr di Venezia.
L’allestimento della mostra, raccolto e prezioso, con
Il viaggio di Bellotto fu patrocinato dal conoscitore e una sala nei toni del blu di Prussia dove ammirare la
antiquario veneziano Anton Maria Zanetti di Girolamo splendida opera di Bellotto e i disegni della British
(1680-1767), che era in stretto contatto con i più Library, è a cura della nota architetta veneziana Daniela
importanti collezionisti toscani. Ferretti.
Bellotto ebbe peraltro occasione di vedere a Lucca Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da
quattro magnifiche vedute di Venezia di suo zio Silvana Editoriale ed Edizioni Fondazione Ragghianti
Canaletto, commissionate nel 1725 dal nobile Studi sull’arte, a cura di Bożena Anna Kowalczyk, con
mercante Stefano Conti (1654-1739). saggi sull’artista e sulla sua produzione in Toscana,
nuove e inedite ricerche storiche e archivistiche svolte
Questa fitta rete di relazioni artistiche, che assicurò il per questa esposizione, nonché i risultati delle analisi
successo del giovane pittore, è illustrata in mostra da più innovative riguardanti la tecnica e i procedimenti
una serie di documenti originali dell’epoca: libri, lettere, utilizzati da Bellotto per la realizzazione dei suoi dipinti
ricevute di pagamento per commissioni di opere, e disegni, qui per la prima volta confrontati.
provenienti dalla Biblioteca Statale di Lucca.
Jakob Ganslmeier
Progetto fotografico per la mostra Jakob Ganslmeier Photography
Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana
Fondazione Ragghianti, Lucca
12 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020
Jakob Ganslmeier,
nato a Monaco di Baviera nel 1990, vive e lavora
a Berlino.
Ha studiato alla Ostkreuz School of Photography
di Berlino, dove si è diplomato con Sybille Fendt.
Lavora come fotografo freelance e i suoi lavori
sono stati esposti in Germania e all’estero (House
of Photography Deichtorhallen di Amburgo,
Fondation Calouste Gulbenkian di Parigi, Nobel
Peace Center di Oslo, Brandenburgisches
Landesmuseum für moderne Kunst di Cottbus,
Centre d’art Passerelle di Brest…) e hanno
ricevuto premi e riconoscimenti internazionali,
tra cui lo European Photo Exhibition Award, il
Lotto Foundation Young Talent Artprize, l’Aenne
Biermann Award e il German Youth Award.
Il suo interesse si concentra su progetti a lungo
termine, che esplorano i diversi aspetti del
contemporaneo.
Nel 2014 è stato tra i cofondatori di FOG, una
piattaforma che lavora per dare visibilità ai
progetti documentari sulle riviste cartacee e
online.
Jacopo Valentini
Progetto fotografico per la mostra
Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in
Toscana
Fondazione Ragghianti, Lucca
12 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020
I “trittici”
Ogni veduta si compone di tre fotografie verticali, che vanno a
comporre una veduta orizzontale, come quelle di Bellotto. A Valentini
interessano l’approccio orizzontale di Bellotto e la sua metodologia
di accostare diverse inquadrature per giungere al risultato finale.
Guardando le sue opere, si rimane colpiti dalla frammentazione: sembrano
scomponibili in aree più piccole; così Valentini ha pensato di realizzare una
frammentazione a livello di forma e di contenuto.
A cura di
Claudia Lo Stimolo
Dalla costa svettano le torri, presenti lungo l’intero dedicati all'attività di birdwatching.
litorale; furono costruite in funzione anti corsara, Abbiamo proseguito il nostro viaggio spostandoci a
dislocate sui vari promontori per offrire una visibilità sud dei monti dell’Uccellina, dove sul promontorio
maggiore in difesa del territorio.
dell’antica rocca, sorge Talamone, piccolo borgo
Nel nostro percorso abbiamo raggiunto il sentiero che abitato ancor oggi dai pescatori che si affaccia sul
conduce fino alla torre di Collelungo da cui si può bellissimo Golfo dell’Argentario.
godere di un panorama mozzafiato sul mare e sulle
isole dell’arcipelago toscano. Si narra che il nome Talamone derivi dall’omonimo
eroe greco che approdò su queste coste al ritorno
Volgendo lo sguardo più a nord, in direzione della dalla Calabria e che alla sua morte fu sepolto proprio
Bocca dell’Ombrone, l’ambiente muta. sotto la rocca.
Le dune di sabbia lasciano spazio ad un paesaggio
palustre, ricco di stagni e paludi. Alcuni ritrovamenti, portano le origini ai tempi del
Neolitico ma per certo si sa che furono prima gli
Queste aree umide rappresentano un’ importantissima etruschi e in seguito i romani ad abitare il promontorio.
area di svernamento per numerose specie di uccelli
acquatici che si possono osservare da vari punti
Salendo in cima alla rocca si può ammirare uno dei paesaggi più emozionanti di questo tratto del Mar Tirreno.
Le acque si tingono di colori brillanti, dal blu scuro al verde smeraldo, mostrando in trasparenza un fondale ricco
di fauna marina.
La nostra attenzione è stata catturata da una caletta di ghiaia circondata da speroni rocciosi, all'interno della
quale sorge il caratteristico “Bagno delle donne” che racchiude una storia di altri tempi: fino agli anni '50, ai
single dell'epoca, sia uomini sia donne, non era consentito frequentare la stessa spiaggia.
Così il tratto di mare antistante, separato dagli scogli e definito ancora dagli abitanti del paese “il salotto”,
rappresentava un luogo di incontro “segreto” dove gli sguardi si potevano incrociare.
Claudia Lo Stimolo
Giroinfoto Magazine nr. 48
R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA 123
I N P R I N C I P I O F U G R E TA
A cura di Giuliano Guerrisi
Ispirate dall’attivismo di Greta iniziarono ad affiorare partecipanti con scritte colorate, ironiche e goliardiche:
diverse manifestazioni, sparse per tutto il mondo. “Ci avete rotto i polmoni”, “Non esiste un pianeta B”,
I primi due scioperi mondiali sono stati il 15 marzo e il “Fate l’amore, non la CO2”.
24 maggio del 2019.
Venerdì 27 settembre 2019, terzo sciopero globale per Persone, colori, cartelloni, slogan, musica, canti…
il clima: Friday For Future. speranza.
Hanno aderito alla manifestazione 27 paesi nel mondo, L’aria che si percepiva era di speranza e di voglia di far
in Italia più di 160 città si sono rese protagoniste. sentire la propria voce contro un futuro che sembra già
Torino è stata una delle città più attive, persino Greta scritto se non si attuano al più presto azioni concrete e
ha voluto postare sul suo profilo Instagram una foto immediate di fronte ai cambiamenti climatici.
che raccontava il flusso di persone che affollava via
Cernaia.
Il centro città è stato invaso da un fiume di persone: un
corteo pacifico che si è snodato da piazza Statuto e ha
percorso tutta via Cernaia e via Po, per poi terminare in
piazza Vittorio Veneto.
I cambiamenti climatici
sono una realtà che sta
minacciando l’intero pianeta e
continuerà a farlo.
Il riscaldamento globale,
causato dalle emissioni di gas
serra avranno effetti catastrofici:
come l’innalzamento del livello del
mare, l’incremento delle ondate di calore
e dei periodi di intensa siccità, le alluvioni,
l’aumento, per numero e intensità, delle tempeste e
degli uragani.
Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti
insieme, se solo lo volessimo veramente” (dal discorso di Greta Thunberg alla Conferenza sul clima COP24 del
2018 di Katowice, Polonia).
Giuliano Guerrisi
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