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GF48

Giroinfoto Magazine n. 48 di ottobre 2019 presenta un progetto editoriale dedicato alla fotografia e ai viaggi, offrendo uno spazio per la condivisione di esperienze e reportage. Il numero include articoli su vari temi, tra cui la fiera Cheese 2019 e reportage su Mosca, Maremma Toscana e altre località. La rivista si propone di promuovere la cultura fotografica e di valorizzare il territorio attraverso contributi di fotografi professionisti e amatori.

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Giroinfoto Magazine n. 48 di ottobre 2019 presenta un progetto editoriale dedicato alla fotografia e ai viaggi, offrendo uno spazio per la condivisione di esperienze e reportage. Il numero include articoli su vari temi, tra cui la fiera Cheese 2019 e reportage su Mosca, Maremma Toscana e altre località. La rivista si propone di promuovere la cultura fotografica e di valorizzare il territorio attraverso contributi di fotografi professionisti e amatori.

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N.48 - 2019 Ottobre [Link].

com
N. 48 - 2019 | OTTOBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]

CHEESE 2019
NATURALE È POSSIBILE

MOKBA MAREMMA TOSCANA LA TORCHE


UN AMORE RITROVATO IL PARADISO IN UN PARCO BRETAGNA
Sergio Agrò Di Claudia Lo Stimolo Di Barbara Lamboley

Photo cover by Sergio Agrò


WEL
COME

48
[Link]
OTTOBRE 2019
3

la redazione | Giroinfoto Magazine

Benvenuti nel mondo di


Giroinfoto magazine ©

Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’out-door, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.

È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle belelzze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.

Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.

Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.

Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.

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Giancarlo Nitti

Giroinfoto Magazine nr. 48


5
LA RIVISTA DEI FOTONAUTI
Progetto editoriale indipendente

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ANNO V n. 48 giroinfoto magazine
20 Ottobre 2019

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SEGRETERIA DI REDAZIONE E RELAZIONI Gienneci Studios, Via [Link], 135
Margherita Sciolti Milano - 20086 Motta Visconti. @cookin_italia
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Gratuita, su pubblicazione web on-line di Urbex Team Old Italy
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Giancarlo Nitti
Monica Gotta CONTATTI
Sergio Agrò email: redazione@[Link]
Adriana Oberto Informazioni su [Link]:
REDATTORI [Link]
Giancarlo Nitti hello@[Link]
Redazione
Sergio Agrò Questa pubblicazione è ideata e realizzata
Redazione da Gienneci Studios Editoriale.
Cinzia Carchedi Tutte le fotografie, informazioni, concetti,
Reporter testi e le grafiche sono di proprietà
Claudia Lo Stimolo intellettuale della Gienneci Studios © o
Reporter di chi ne è fornitore diretto(info su www.
Adriana Oberto [Link]) e sono tutelati dalla legge in
Reporter tema di copyright. Di tutti i contenuti è fatto
Barbara Lamboley divieto riprodurli o modificarli anche solo
Reporter in parte se non da espressa e comprovata
Mari Mapelli autorizzazione del titolare dei diritti.
Reporter

Giroinfoto Magazine nr. 48


28
6

C O N T E N T S
R E P O R TA G E

CHEESE 2019

GIROINFOTO MAGAZINE

48
I N D E X

R E P O R TA G E

MOCKBA
10

56
LA TORCHE Un amore ritrovato
Di Sergio Agrò

CHEESE 2019
28 Bra
Band of Giroinfoto

VILLA CONCHIGLIA
38 Urbex
Urbex Team Old Italy

LA TORCHE
56 Bretagna
Di Barbara Lamboley
URBEX
BRUCO
66

38
VILLA CONCHIGLIA Brunate e Como
Band of Giroinfoto

R E P O R TA G E

84
BALMA BOVES

Giroinfoto Magazine nr. 48


7

R E P O R TA G E

10
MOCKBA

R E P O R TA G E

FOTOINDUSTRIA
80

114
Tecnosfera MAREMMA TOSCANA
Mast Bologna

BALMA BOVES
La borgata museo
84
Di Adriana Oberto e Laura Stratta

SIGURTÀ
Cosplay
98
Di Sergio Agrò

BERNARDO BELLOTTO 1740


Viaggio in Toscana
106
Fondazione Ragghianti
R E P O R TA G E
MAREMMA TOSCANA
114

98
Il paradiso in un parco SIGURTÀ
Di Claudia Lo Stimolo

IN PRINCIPIO FU GRETA
Friday For Future
124
Di Giuliano Guerrisi

R E P O R TA G E

66
BRUNATE COMO

Giroinfoto Magazine nr. 48


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Ottobre 2019
179 43 8 29 20 1
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77% 1,5%
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10 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

U N A M O R E R I T R O V A T O

A cura di Sergio Agrò

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 11

UN AMORE RITROVATO
Guardando fuori dal finestrino dell'aereo
pensavo che il mio primo viaggio a
Mosca è stato nel 1998; ero molto
più giovane ed in autonomia avevo
organizzato una piccola vacanza di dieci
giorni alla scoperta della città.
Adesso mi trovavo su un volo low-cost,
mentre ai tempi c'era solo il volo di linea.

L'unica cosa che non è cambiata è


la burocrazia per ottenere il visto
d'ingresso.
Oggi, tramite agenzie dedicate, si
ottiene facilmente la lettera d'invito,
l'assicurazione medica, e sono loro a
gestire tutti i documenti da presentare
al Consolato, ma nel 1998, dove quasi
nessuno usava le email e Google non
aveva ancora iniziato a fare le prime
ricerche, non era stato facile ottenere il
visto e prenotare l'hotel con il fax.

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


12 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Osservavo le persone sul volo e notando tutte le "diavolerie


elettroniche" che avevano, pensavo che Mosca doveva
essere una città molto moderna e di sicuro non quella che
avevo trovato ventuno anni fa.

La curiosità aumentava man mano che le luci fuori dal


finestrino erano sempre più numerose e luminose.
Tutta quella luce mi aveva subito colpito quando sono
arrivato a Mosca di notte, è stato incredibile; osservando
i particolari mi sono accorto che la città era davvero
completamente cambiata.

Non ho scelto di prendere il treno veloce che collega


l'aeroporto al centro, perché non volevo avere un impatto
immediato con la città.

In pochi minuti e tramite una App sul telefono, mi ritrovo su


un'auto in direzione centro, dove avevo l'hotel.
Pulizia, ordine nelle strade, automobili nuove, palazzi
moderni e illuminati con giochi di luce a led catturano la mia
attenzione: arrivare a Mosca dall'Italia è quasi come fare un
viaggio nel futuro.

Arrivando in centro e svoltando per le strade, dall'auto


intravedo le cupole della Cattedrale di San Basilio, la famosa
chiesa simbolo della città che si trova in Piazza Rossa; sono
davvero emozionato, ecco Mosca: finalmente sono arrivato!
La voglia di prendere il telefono e scattare una foto è tanta
ma avrò tutto il tempo per farlo in questi giorni.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 13

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


14 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 15

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


16 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 17

Il giorno dopo inizio il mio tour, le nuvole e la


pioggia favoriscono l'uso della metropolitana.
Nel 1998 Mosca non era una città bella da girare
in solitaria, specie di notte e in metropolitana, oggi
invece non è così, controlli ovunque, telecamere e
polizia ad ogni angolo rendono i mezzi molto sicuri
e piacevoli da usare e visitare, sì perché bisogna
proprio dirlo che la metropolitana di Mosca è la più
bella del mondo e non si esagera dicendo che ogni
stazione, diversa dalle altre, è un piccolo museo
della storia sociale di Mosca e della Russia.

Non ci si deve meravigliare se sulla linea 5


(marrone) si trovano le guide turistiche con gli
ombrellini e intorno decine e decine di turisti a
fotografare gli angoli della stazione.
Peccato che la gente visita solo questa linea
quando invece andando sulle altre 13 linee si
trovano delle fermate molto meno affollate e con
un fascino tutto loro.
Chi dice che in altri paesi c'è la stazione
metropolitana più bella del mondo è perché non
ha mai visto la metropolitana di Mosca, ma della
sua efficienza, pulizia e storia ne parlerò in un
prossimo articolo.

LA METRO
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


18 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 19

LA METRO
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


20 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Nei giorni successivi ho voluto visitare la Mosca classica e Oggi le "sette sorelle" sono destinate a diversi usi, da
quella moderna e notarne i contrasti. Ministeri a Hotel di lusso, ad abitazioni private sino
all'Università.
In molti siti ho visto immagini legate al nuovo quartiere della
città, moderno e futuristico, il suo nome è "Moscow City" Ed è proprio a quest'ultimo che ho dedicato i migliori scatti
e qui si respira il lato contemporaneo della città proiettata fotografici.
al futuro. Il "Moscow International Business Centre" è L'edificio che è sede dell'Università statale di Mosca è anche
situato lungo il fiume Moscova ed è un complesso di 15 il più alto di tutti: 240 metri e 36 piani, quasi ad essere un
grattacieli con forme e geometrie moderne, è inutile dire messaggio di come l'istruzione sia davvero importante in
che il "fusillone" colpisce subito l'attenzione, lo scatto che Russia.
ho dedicato a questo luogo è durante la blue-hour quando i
palazzi vengono illuminati da diversi giochi di luce. Le geometrie riflesse nella fontana e i colori del tramonto
hanno reso lo scatto davvero unico, per tipologia sembrava
In contrasto al "Moscow City" per storia ed architettura, sono quasi come il classico scatto che viene fatto in India al Taj
le "Sette sorelle" di Mosca. Mahal ma la differenza enorme stava nel fatto che c'era solo
Sono quei grattacieli in stile socialista-classico che si una fotocamera a scattare quella bellissima scena e non
trovano in città. centinaia di fotografi.
Questi edifici sono stati costruiti in 10 anni, dal 1947 al 1957. Devo dire che in quel momento ho sentito la filosofia di
Esisterebbe anche una "ottava sorella" ma è stata costruita questo magazine: la scout location!
cinquant'anni dopo le altre.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 21

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


22 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Ma dove si può trovare la bellezza della storia Russa e dove Del resto gli ultimi scatti li ho fatti durante un bellissimo
i turisti stranieri sono pochissimi è nel grandissimo centro tramonto.
denominato ВДНХ, queste lettere traducono "Esposizione Ma il vero cuore pulsante della città di Mosca è la Piazza
delle conquiste dell'economia popolare" si tratta di un centro Rossa:
espositivo composto da ben 59 padiglioni dedicati agli stati Immensa. Magnifica. Unica. Se vogliamo dare una
membri della Repubblica russa e alla sua economia. dimensione alla sua grandezza dobbiamo prendere 14 campi
di calcio!
Dopo l'imponente porta d'ingresso si nota il padiglione
centrale, con tutto il suo sfarzo in puro stile socialista- La Piazza Rossa è davvero il simbolo della storia e della
classico, con i particolari esaltati dal colore oro ed è qui ho cultura della città, si resta subito colpiti dalla bellezza della
letto per la prima volta la scritta completa Cattedrale di San Basilio con le sue coloratissime cupole
e dalla sua leggenda. Sempre nella piazza troviamo il
"союз советских социалистических республик" Cremlino: una volta cittadella degli Zar e oggi residenza della
Presidenza della Repubblica, il Mausoleo di Lenin, e per chi
ovvero CCCP, tradotto: Unione delle Repubbliche Socialiste
vuole fare shopping c'è il GUM.
Sovietiche, purtroppo noi siamo cresciuti con l'idea che fosse
CCCP ma in realtà in lettere latine sarebbe stato SSSR e
Una volta erano i magazzini generali sovietici, oggi il GUM è
personalmente mi vergogno di quel "comico" italiano che ha
un centro enorme composto da tre corridoi a tre piani pieno
diffamato questo acronimo.
di negozi curatissimi e dalle firme più prestigiose.
Qui, data la mia golosità, ho preso un ottimo мороженое, un
I padiglioni si alternano a giardini curatissimi e a fontane con
gelato particolare prodotto con insufflazione di aria.
dei giochi di luce e acqua molto piacevoli.

CENTRO ESPOSIZIONI
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 23

Purtroppo tre giorni di tour volano e devo dire che tornare


a Mosca è stato un po' come incontrare un ex partner: può
passare tanto tempo dall'ultimo incontro, possono essere
cambiate le abitudini, possiamo essere cambiati fisicamente
ma bastano pochi secondi per ritrovare gli aspetti che ci
hanno fatto innamorare.

Tornare a Mosca per me è stato così; ho apprezzato il suo


cambiamento, il suo essere moderna e tecnologica, ma ogni
volta che ritornerò, cercherò sempre tutti quegli aspetti che
mi hanno fatto innamorare la prima volta che l'ho vista.

A presto Mockba!

Sergio Agrò

Giroinfoto Magazine nr. 48


24 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA 25

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


26 R E P O RTA G E | MOCKBA - MOSCA

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


27

Giroinfoto Magazine nr. 48


28 R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE

A cura di Cinzia Carchedi

Incastonato tra le colline del Roero,


terra di rocche e vigneti, si trova Bra,
piccolo gioiello del Piemonte, terra di
cibo squisito, ottimi vini e patria del
movimento Slow Food, con eccellenze
note oltre confine.

Cinzia Carchedi E' qui che si è svolta la 12° edizione


Domenico Gervasi della biennale manifestazione dedicata
Adriana Oberto ai formaggi a latte crudo e latticini; il
tema di questo grande evento interna-
zionale è stato : 'Naturale è possibile'
tematica affrontata sì per formaggi, ma
anche per salumi, vini, pane e molto
altro.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE
29

Domenico Gervasi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


30 R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE

Adriana Oberto
Photography

I formaggi d'eccellenza, provenienti da


ogni parte del mondo, sono stati quindi
i protagonisti di questo appuntamento;
dislocati tra le vie della città, in diverse
aree come il mercato dei formaggi, la
casa della biodiversità, la gran sala dei
formaggi, l'enoteca, il percorso a tappe
sulla filiera lattiero-casearia e il mondo
dell'allevamento;

Questa manifestazione è stata dedicata non solo alle grandi aziende produttrici
ma, soprattutto, ai piccoli produttori, ad aziende a conduzione familiare che
lavorano in modo artigianale il latte crudo, molto spesso dei propri allevamenti,
producendo formaggi dai sapori sublimi che stuzzicano anche il palato più
sopraffino ed esigente.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE
31

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


32 R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE
33

Come resistere ad un
parmigiano reggiano da
vacche rosse invecchiato 30
mesi, ad una burrata delle
Murge con il suo morbido
cuore di sfilacci di pasta filata
e panna, un pecorino sardo
della Barbagia di Ollolai, ad un
gorgonzola talmente morbido
e cremoso da mangiare
con il cucchiaio e perché
no, un cannolo siciliano
rigorosamente con ricotta di
pecora e pistacchi? Cinzia Carchedi
Photography

Tutto ciò senza dimenticare i deliziosi prodotti oltralpe francesi, svizzeri, sloveni, spagnoli, olandesi, bulgari,
austriaci, portoghesi, inglesi, per citarne alcuni e ancora oltre, fino agli Stati Uniti!

La manifestazione ha lasciato spazio anche a conferenze, laboratori, appuntamenti didattici, così come a vari
spazi enogastronomici: la Fucina Pizza e pasticceria, La Piazza del Gelato, le cucine di strada, la piazza della
birra, i Food Trucks.

In giro per le piazze della città non è mancato il divertimento: 'Spakka il kilo' per provare ad indovinare il peso
di una punta di Parmigiano o la marchiatura in diretta del Bettelmatt, un formaggio prodotto esclusivamente
in alcuni alpeggi estivi, tutti oltre i 1800 mslm siti nell'Ossola superiore, lo SpaccaRavioles, una sfida a suon di
ravioles, musici, saltimbanchi, aree per i più piccini...insomma un villaggio globale internazionale sotto il cielo di
Bra dove i visitatori hanno avuto la possibilità di scoprire esperienze, incontrare culture e mestieri, godere del
cibo e non solo.

Giroinfoto Magazine nr. 48


34 R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE

È stato curioso scoprire che c'è chi per fare la Cinzia Carchedi Photography
pizza, in apparenza un cibo semplice, ordinario
e che troviamo spesso sulle nostre tavole, si
cimenti in tecniche tra tradizione e innovazione,
ponendo grande attenzione alle materie prime,
studiando quotidianamente gli alimenti, quali
i grani teneri, integrali , multicereali e senza
glutine, il lievito madre per ottenere il massimo
dal prodotto e che per il condimento usa anche
il conciato romano: un formaggio antico, anzi
il più antico, prodotto già dai tempi dei Sanniti,
forte, penetrante, affinato in anfore di terracotta
e condito con olio e aceto.

Si tratta del primo Presidio Slow food della provincia


di Caserta da provare, ma non per tutti, per il suo
odore e sapore forte a cui non tutti sono abituati,
che per valore e intensità può essere paragonato al
tartufo bianco.

La mia personale grande sorpresa è stata ritrovare


tra gli espositori un caseificio calabrese dove - da
ragazzina durante le vacanze estive - spesso e
volentieri andavo a comprare la ricotta ancora calda
da mettere nel panino per fare colazione sulla strada
del mare e chiedere "ma siete proprio voi? quelli con
il negozio vicino al cavalcavia?".

Domenico Gervasi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE
35

Cinzia Carchedi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


36 R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE

Cinzia Carchedi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | CHEESE 2019 - NATURALE è POSSIBILE
37

Cheese, Slow Food a tutto tondo, tra degustazioni,


laboratori, attività educative, attività aperte alle
scolaresche come l'incontro con il mestiere, per
Adriana Oberto far conoscere mestieri nobili che rischiano di
Photography sparire, attività per le famiglie, workshops per
imparare a gustare e abbinare cibo a vini e birre
artigianali, ma anche gelati ai gusti robiola con
crema di lamponi e mascarpone, miele e noci...
eh si! il formaggio anche nel gelato, che delizia!.

L'evento è stato un'occasione per lasciarsi


stuzzicare anche da un interesse architettonico
della città di Bra con le sue piazze, la facciata
tondeggiante del palazzo comunale, la chiesa
della Trinità e la chiesa di Santa Chiara, la centrale
Via Cavour luogo di ritrovo e di locali storici e
caffè, dove lo scrittore Giovanni Arpino amava
trascorre le sue giornate, o La Zizzola il simbolo
della città.

Un salto per un "Mac 'd Bra" ossia l'unione


delle eccellenze gastronomiche del luogo in
un panino con pane a lunga lievitazione con
lieviti naturali, farina prodotta direttamente dai
panificatori e 15 ore di lievitazione che lo rendono
particolarmente digeribile e profumato e farcito
con la tipica Salsiccia di Bra di carni magre di
bovino piemontese e pancetta di suino sia in
versione cruda che cotta alla piastra, il formaggio
gustoso e tenero di alpeggio (Bra DOP) e insalata
degli orti braidesi, innaffiato da un calice di buon
Dolcetto d'Alba o Nebbiolo ma anche un Barbera
d'Alba.

Il nome del "Mac 'd Bra" è un gioco di parole tra il


famoso panino tipico da fast food e la traduzione
dal piemontese, ovvero 'solo di Bra'.

Insomma, non c'è stato che da sbizzarrirsi


e ora non resta che attendere il prossimo
appuntamento del 2021.
Bra vi sta aspettando!

Giroinfoto Magazine nr. 48


38 R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA

A C U R A D I U R B E X T E A M O L D I T A LY Instagram urbexteam_olditaly

Oggi vi portiamo in un piccolo paese del


Piemonte.
Vicino ad abitazioni del tutto comuni, in fondo
ad un viale sterrato, è rimasta la struttura
imponente di Villa Conchiglia, nome dato dalla
scala interna che la caratterizza, ma in realtà il
nome storico è un altro e identifica la frazione
in cui risiede.
È una delle ville più maestose e spettacolari
mai viste, o almeno, quello che ne rimane…

Agli abitanti del paese non veniva mai


permesso, tranne alla famiglia dei custodi,
entrare nella Villa, né tantomeno utilizzare il
parco circostante, che al suo interno custodiva
un incantevole giardino in parte danneggiato
dopo la seconda guerra mondiale.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA 39

Giroinfoto Magazine nr. 48


40 R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA 41

Un discorso a parte merita il viale iniziale, visto che Tale edificio, forse una vecchia casaforte medioevale
fino a pochi anni fa era fiancheggiato da imponenti con torre, risultava rimaneggiato in forme seicentesche
pioppi che sono stati abbattuti nel 1996 perché malati. con alcuni cascinali attorno.
Il viale è stato per tanto tempo il luogo ideale per La proprietà di questo complesso rurale è attestata
giocare, fare una passeggiata o riposarsi d'estate, al nella prima metà del secolo XVII alla nobile famiglia dei
fresco. conti di Valperga.

Villa Conchiglia ha ospitato alcune famiglie che sono Poi dal 1643 al marchese Gaspare Graneri della Rocca
state fra le protagoniste delle vicende del paese. (Graner de la Roche) famiglia di origine savojarda,
I suoi muri e il suo parco non sono solo carichi di emigrata a Torino al seguito della corte sabauda.
sensazioni ma anche di storia.
Storia che, date le condizioni attuali della villa, da anni Gaspare Graneri, ministro delle finanze della corte
disabitata e abbandonata, non le ha reso la giustizia sabauda, fu autore di un primo rifacimento che impose
che merita. alla villa la sua struttura attuale, ancora visibile nella
facciata che guarda verso nord, cioè verso il giardino
Tra i secoli XV e XVI nella documentazione presente in con laghetto.
vari archivi pubblici e privati è attestata l’esistenza di
un piccolo castello in prossimità della riva destra del
torrente.

Giroinfoto Magazine nr. 48


42 R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA

Sul soffitto della facciata antica si può notare il


monogramma di Gaspare e lo stemma della famiglia
Graneri, una spiga di grano con sopra un castello
che simboleggia la rocca di La Roche, una città
dell'alta Savoia.

Tra il 1722 ed il 1727 in questo castello venne


costretto, da una sentenza del Senato del Regno
di Sardegna, ad una specie di residenza coatta il
proprietario Maurizio Ignazio Graneri della Rocca.
Il marchese Gian Luigi Graneri, discendente del
precitato Maurizio Ignazio, geniale edificatore
dell'attuale Villa, affidò l'incarico di un secondo
rifacimento all'architetto Francesco Valeriano Dellata
di Beinasco (Torino 1731-1803), un celebre artista
che lavorò soprattutto a Torino: fu a Roma nel 1763;
venne poi nominato architetto regio nel 1772 e
membro del congresso degli edili di Torino nel 1773.

L'intervento riguardava esclusivamente la facciata


che dava sul viale, l'entrata di servizio divenuta, con
gli anni, facciata principale e che risente dello spirito
neoclassico dell'epoca.

Villa Conchiglia è una delle prime opere (1769-


1779) di questo architetto dopo il soggiorno romano
intrapreso e voluto al fine di studiare arte.

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R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA 43

Giroinfoto Magazine nr. 48


44 R E P O RTA G E | URBEX - VILLA CONCHIGLIA

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La struttura è un nitido e pieno esempio di neo


barocco.
Lo stile personalistico, può parteggiare ad un neo-
classicismo di alta scuola.
La particolarità più famosa di questa villa è la
maestosa scala con base a forma di conchiglia che
risiede al suo interno.

Dalla costruzione vera e propria si allunga un bel


parco fino alla riva del Torrente.
Quest’ultimo venne anche rettilineato per oltre un
chilometro onde poterlo navigare con barche da
diporto durante le feste organizzate nella villa.

Vennero infatti modificati il giardino, piantato ori-


ginariamente all'italiana e divenuto all'inglese, e la
vasca delle ninfee.

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E' di questo periodo una regata organizzata dal I figli, nel 1868, vendono la villa all'avvocato Enrico
Marchese Giuseppe Luigi Graneri che si tenne, per Marenco che nel 1869 la rivende all'ingegner Vitale
divertire la Real Corte, sul torrente appositamente Rosazza.
preparato. Entrambi gli atti di vendita non parlano di mobili e altre
In occasione di questo avvenimento, l'incisore Ignazio suppellettili, segno che molti degli splendidi arredi
Sclopis realizzò due vedute che rappresentano la della villa erano già stati venduti dai de Sonnaz.
facciata ed il parco della villa.
Dopo la Guerra 1915-18 la villa passa alla famiglia
La cappella edificata sul fianco sinistro della Villa Rossi di Montelera.
era officiata da un cappellano nominato e pagato dai Passata poi in mano ad altri proprietari, viene
proprietari. smembrata della maggior parte delle terre, finché
Nel periodo 1805 - 1828 la cappellania era stata data nel 1939 viene venduta così come è oggi, dal pittore
a don Luigi Verani, ex minore riformato, originario di Alfredo Chicco, al Conte Theo Rossi di Montelera che
Pigna, di anni 59 e residente nel paese confinante. la restaura, con grande impegno di pittori, stuccatori e
giardinieri e la abita fino al 1959.
Alla fine del '700 la proprietà della dimora passò al
Conte Giuseppe Maria Gerbaix de Sonnaz, marito di Dal 1959 Villa Conchiglia, proprietà di una anonima
Enrichetta Graneri. società Svizzera, è disabitata e priva di arredo.
Questa famiglia raccolse molte opere d'arte, tra cui
pregevolissime terrecotte, ceramiche e mobili di Da alcuni anni è stata dichiarata Monumento
grande valore. Nazionale.

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È LEGALE L’URBEX? CHIARIAMOLO IN 10 PUNTI


Tratto da [Link]

1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.

3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.

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5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.

7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente

9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.

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56 R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE

A cura di Barbara Lamboley

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R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE 57

BRETAGNE
Pointe de la Torche o “Beg an Dorhen”,
in bretone, significa “la punta della
collinetta”.

La costa è caratterizzata da un
affioramento roccioso di granito con un
masso prominente vicino all'estremità
chiamato “le rocher du corbeau”
(la roccia del corvo).

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58 R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE

A nord del promontorio, la spiaggia del


comune di Tréguennec si estende per diversi
chilometri attorno alla Baie d'Audierne fino a
Plozevet.
A sud-ovest, si trova la spiaggia di Pors-
Carn (parte del comune di Penmarc'h), che si
estende fino al villaggio di Saint-Guénolé.

Durante l'attuale era geologica, il promontorio


è stato a volte circondato da dune facendolo
diventare un'isola e per questo sono state
installate barriere protettive per impedire che
venga nuovamente tagliato dal mare, cosa che
altrimenti sarebbe nuovamente accaduta con
la naturale movimentazione delle acque.

L'area e dintorni mostrano prove di presenza


umana dal quinto millennio avanti Cristo,
come si può notare all'estremità superiore
dove si trova il Dolmen Pointe de la Torche, un
tumulo contenente diversi dolmen semisepolti,
resti di una tomba a passaggio megalitico a
più camere.
Il sito è stato registrato come sito del
patrimonio nazionale nel 1960.

Diversi altri scavi archeologici hanno avuto


luogo nel sito, ma la prima testimonianza
dell'attività umana a Pointe de la Torche è
un monolitico nascosto sul lato nord-est,
costituito principalmente da conchiglie, con
alcuni pesci e ossa di bestiame.

Il luogo di sepoltura fu costruito nel periodo


neolitico con cinque camere, quattro delle
quali disposte simmetricamente e una via di
accesso che forma un angolo ed era coperta
nel tardo Neolitico.
All'interno sono stati scoperti reperti di diverse
epoche, sia nelle camere che nel corridoio
e grazie ad una combinazione ottimale di
chimica del suolo, il sito è stato il terzo in
Bretagna a restituire resti umani dell'era
preistorica in numero significativo.

Barbara Lamboley Photography

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R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE 59

Nel periodo preistorico, il livello del mare era più basso dalla Germania nazista tra il 1942 e il 1944, lungo la
di circa 10 metri estendendo il promontorio lungo costa dell'Europa continentale e della Scandinavia
l'attuale baia. come difesa contro un'attesa invasione alleata dal
Tuttora, il mare restituisce ancora resti di pareti Regno Unito.
di forma rettangolare e circolare, probabilmente
provenienti da antiche costruzioni, mentre nella parte Una di queste strutture è stata occupata abusivamente
delle dune sabbiose si rinvengono saltuariamente dai senzatetto fino agli anni '80 ed è ora una stazione
reperti come asce, spade, pugnali e ceramiche dell'età di salvataggio.
del bronzo, parti di scheletri umani e detriti alimentari La parola bretone per tumulo, “dochen”, fu tradotta
risalenti al dopo insediamento celtico nella seconda con la parola La Torche (torcia in francese), dando
metà del primo millennio avanti Cristo. origine al nome del promontorio anche se una vecchia
I menhir sono stati trovati nelle dune e nella cava di leggenda narra che questo nome fu dato al luogo in
Kerharo. quanto la gente del posto attirava le navi sulle rocce di
notte con le luci.
Il Musée de la Préhistoire finistérienne (Museo della
Preistoria del Finistère) a Pors Carn, Penmarc'h,
espone questi reperti documentando anche il
ritrovamento dei resti di oltre 100.000 persone,
al cimitero di Saint-Urnel, indicato per essere un
cimitero medievale associato ad una cappella ed un
insediamento che furono abbandonati nel XVI° secolo,
quando le dune invasero il luogo.
Fu dichiarato monumento storico nel 1929.

Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi


costruirono fortificazioni e bunker a Pointe de la
Torche.
Queste costruzioni facevano parte delle “mura
atlantiche” , “Atlantikwall“ e costituivano un vasto
sistema di difesa costiera con fortificazioni costruite

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60 R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE 61

Barbara Lamboley Photography

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62 R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE

Pointe de la Torche è accessibile da un percorso


pedonale.
La spiaggia di La Torche è arcinota in Francia
come spot per surfisti, body boarder, kitesurf,
wind-surf, waveski e land yachter ed è stato il sito
di numerosi campionati tra cui il campionato del
mondo.

A La Torche, risiedono numerose delle migliori


scuole di surf in assoluto e sia nel periodo estivo
come d’inverno, la spiaggia è frequentata da
numerosi surfisti provenienti da tutto il mondo.

La località è anche un luogo per la pesca del


branzino e del pesce piatto, senza dimenticare
le enormi coltivazioni di tulipani che ricordano
l'Olanda.
Nonostante la bellissima spiaggia che si estende
per chilometri, il bagno è sconsigliato per via delle
grosse onde.
In primavera, la punta è coperta da tulipani
multicolore offrendo uno spettacolo mozzafiato ai
visitatori!

Barbara Lamboley

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE 63

Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


64 R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | POINTE DE LA TORCHE 65

Barbara Lamboley Photography

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66 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

Photoreporters:
Mari Mapelli
Sergio Agrò
Stefano Scavino
Giancarlo Nitti

BRUCO
BR UN AT E - COMO

Testi di Mari Mapelli

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R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 67

Sergio Agrò Photography

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68 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

VISTA DA BRUNATE
Giancarlo Nitti Photography

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R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 69

In una calda domenica d’estate, sotto un cielo


capriccioso di nuvole basse, la band di Giroinfoto
Milano si ritrova nel capoluogo lariano.
Como, un nome che oggi evoca un’idea
di dolcevita che si dà appuntamento nelle
splendide ville storiche, dalle suggestive darsene,
emergenti come perle sull’acqua del lago.

Famosa anche per le sue sete e il suo operoso


artigianato, da sempre via di comunicazione coi
territori d’oltralpe.

Un marchio di fabbrica, un brand targato


“ComoLake” che richiama vip hollywoodiani
e esponenti del jet set internazionale, capi di
stato, premi nobel e massimi rappresentanti
delle istituzioni e dell’economia del pianeta, folle
di turisti, affamati di voyeurismo e di bellezza,
desiderosi di assaporare il profumo del lusso e
del potere; o semplicemente di godersi la città e
dedicarsi allo shopping.

Purtuttavia Como è anche molto altro!


Città di antiche origini, ricca di stratificazioni
storiche, di arte e fucina di sorprese e ricchezze
inaspettate, ha dato i natali a numerose personalità
diversamente celebri, dai due Plinio, il Vecchio,
e il Giovane – il cui ritratto in trono campeggia
riccamente scolpito sulla facciata principale del
Duomo -, ad Alessandro Volta a Bruno Munari, per
citarne solo alcuni noti al grande pubblico.

Stefano Scavino Photography

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70 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

Punto di partenza del nostro giro è lo strategico autosilo Valduce,


moderno e notevole esempio di servizio funzionale e valorizzazione
culturale, si eleva che su sette piani sopra i resti ben recuperati e
visibili delle terme della Como romana, vasto complesso risalente
al I secolo d.C. Volendo, nell’uscire da questo comodissimo
parcheggio, è possibile ammirare senza impegno i resti degli scavi,
attraverso un ottimo percorso di passerelle che consentono la visita
ravvicinata alle strutture rinvenute e ai reperti più significativi.

A poche centinaia di metri, si erge candido e algido abside e l’imponente cupola progettata da Filippo
l’edificio simbolo di Giuseppe Terragni, la ex Casa del Juvarra.
Fascio (1936), oggi sede del Comando Provinciale Sulla destra, si intravede il luccichio del lago con i
della Guardia di Finanza, massima espressione del suoi pontili e i suoi chioschi all’aperto.
Razionalismo italiano e meta di pellegrinaggio di Alle spalle, incombe la montagna di Brunate.
studenti di architettura e professionisti del settore
da ogni parte del mondo. Sembra tutta qui la città, anche se sappiamo che
c’è molto altro; ma abbiamo selezionato un tragitto
La sua pura geometria dialoga bene con gli elementi rappresentativo e vogliamo gustarcelo fino in fondo
circostanti, tutti obiettivi del nostro itinerario di percorrendolo a piedi.
visita.
Dirimpetto, al di là della strada, la mole della
cattedrale volge le spalle con la curva della sua
EX CASA DEL FASCIO
Mari Mapelli Photography

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R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 71

IL DUOMO
Stefano Scavino Photography

Così, superato il trafficato attraversamento, appena oltre l’elegante


Teatro Sociale, magicamente l’atmosfera cambia, si fa intima eppur
vivace: ricca di pietra che profuma di antico, di acciottolato in pavé
calpestato da fiumane di turisti discreti, di belle facciate decorate e di
bei locali con invitanti dehors, di attraenti vetrine alla moda.

Il Duomo (XIV-XVIII) incanta con la longobardi di cui divennero le maestranze


morbidezza del marmo locale di Musso edili ufficiali – salvarono le mirabili
venato di giallo e di grigio, con la fresca tecniche costruttive romane andate
tricromia del rosso, del bianco e del nero quasi perdute con il crollo dell’Impero,
del contiguo Palazzo del Broletto (fondato sviluppando uno stile peculiare noto come
nel 1215) e con i ricami scultorei sulle romanico lombardo; portarono la loro
facciate che evocano i Maestri Comacini. attività anche in tutta Italia e oltre confine
sino alla valle del Reno.
Cavatori di pietra e al contempo muratori e
scultori e decoratori e architetti, i Magistri La loro maestria e la loro bravura si
Comacini rimasero individualmente fecero leggenda, e tramandate nel
nell’anonimato ma divennero celeberrimi tempo si possono riscontrare tutt’oggi
come forza corale. nelle squadre di muratori comaschi,
In epoca remota - correvano i secoli VII/ bergamaschi, bresciani, la cui fama è
VIII e si susseguivano le dinastie dei re arrivata ovunque nel mondo.

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72 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

Giunti sul lungolago, percorriamo la lunga passeggiata sino alla Diga


Foranea Piero Caldirola, ormeggio per le imbarcazioni da diporto, in
un variopinto pullulare di folla e lingue: famigliole con bimbi festanti
e cani al seguito, artisti di piazza, coppiette di ogni età, comitive,
viaggiatori disabili, backpackers e intellettuali da guida blasonata.

Nei Giardini a Lago ci soffermiamo intorno al Monumento


alla Resistenza Europea (1983), emozionante memoriale
dedicato alle vittime del secondo conflitto mondiale, opera
complessa dello scultore Gianni Colombo che raccoglie
pietre provenienti dai campi di sterminio nazisti e da
Hiroshima.

E poi, ripercorrendo i Lungolago Trento e Lungolago Trieste,


approdiamo alla stazione della funicolare per Brunate,
definita col simpatico acronimo BruCo, disponendoci con
pazienza dietro a una coda inaspettatamente lunga.

Mari Mapelli Photography

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R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 73

Mari Mapelli Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


74 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

Brunate è un piccolo comune autonomo della


provincia di Como nonché lezioso borgo posto in
posizione panoramica che gli ha fatto guadagnare
l’appellativo di “Balcone sulle Alpi”.

Ebbe uno straordinario impulso al vacanza, tutti all’insegna del gusto liberty
turismo quando, nel 1894, fu inaugurata ed eclettico imperanti, trasformano il borgo
la funicolare, mezzo di comunicazione rurale in una meta di villeggiatura dei ceti
allora innovativo che rese possibile il più elevati, ambita dalla buona borghesia,
collegamento veloce con Como, prima di milanese prima, internazionale poi.
allora assicurato solo da una impervia
mulattiera. Qui pose prematuramente fine ai suoi
giorni il grande poeta bulgaro Pencio
Arrivando in questo paesino si compie Slavejkov, cui nel 2007 è stato dedicato
un salto temporale e ci si ritrova in piena un monumento commemorativo, con
atmosfera fin de siècle. pregevole busto scultoreo opera dell’artista
Nostalgia e romanticismo sono i sostantivi Valentin Startchev.
che meglio ne illustrano l’ambiente.

A fine Ottocento, alberghi lussuosi, ville


con giardini all’inglese e ricche dimore di

LA FUNICOLARE BRUCO
Sergio Agrò Photography

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R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 75

LA SCALA DEL FARO VOLTIANO


Stefano Scavino Photography

L’elemento più noto di Brunate è certamente però il Faro


Voltiano, posto sulla vetta del Monte Tre Croci per celebrare
il centenario della morte di Alessandro Volta, scienziato
passato alla storia per l’invenzione della pila e per la
scoperta del metano.

Esso consta di una torre ottagonale, con scala a chiocciola interna di


143 gradini, che si eleva per 29 metri sopra un paesaggio mozzafiato,
che ripaga ampiamente della fatica dell’ascensione!

Da questa postazione è possibile rimirare la città sottostante e la


pianura che si perde in lontananza, l’arco alpino occidentale, la bellezza
del ramo comasco del lago che si incunea come un fiordo tra le Prealpi
e le sue sponde punteggiate di Ville famose e paesi leggiadri.

L’epoca felice ed elitaria per Brunate perdurò sino agli albori del
secondo conflitto mondiale, al termine del quale cominciò un lento
Sergio Agrò Photography

declino.
Ora resta una frequentatissima ed amata meta turistica popolare, meta
ideale per gite fuori porta.

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76 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

Da uno dei punti panoramici ben segnalati


restiamo a lungo ad ammirare dall’alto la
città murata, ordinata sul suo percorso
rigoroso di antico castrum, in cui si staglia
nitida la sagoma del Duomo, ma col
dedalo di viuzze di sentore medioevale che
convergono verso il suo sbocco naturale, il
morbido bacino del lago e del porto.

Nel cielo prossimo al tramonto si levano voli


repentini di rapaci, probabilmente poiane
ipotizziamo, specie protetta ancorché molto
presente nella ricca natura circostante.

E’ pressoché impossibile imprigionare in uno


scatto i loro liberi e folli voli fatti di volteggi
Giancarlo Nitti Photography

roteanti, brevi picchiate e brusche risalite,


approfittando delle correnti ascensionali.

La poesia picchia forte, ma si sta facendo tardi


ed è il momento di scendere a valle, assieme alla
quantità di visitatori che si accalcano in stazione
per prendere una delle ultime corse del BruCo.

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R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 77

PANORAMICA DA BRUNATE
Stefano Scavino Photography

Prima di ripartire, però, la bella Como


ci fa un ultimo dono, regalandoci
un meraviglioso tramonto nei toni
più accesi e nelle sfumature più
variegate che il colore rosa può
concepire, mentre si stende come
una coperta amorevole a ricoprire il
lago.

E con questa immagine sognante,


ci lasciamo alle spalle la suggestiva
città.

Mari Mapelli

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


78 R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | BRUNATE - COMO 79

Sergio Agrò Photography

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80 EVENTS | MAST - FOTOINDUSTRIA

LISETTA CARMI
Santa Maria della
Vita Genova,
Italsider.
I V B I E N N A L E D I F O T O G R A F I A D E L L' I N D U S T R I A E D E L L AV O R O

La colata
dell’acciaio
© Lisetta
Carmi. Courtesy
of Martini &
Ronchetti, Genova

Tecnosfera
Dal 24 ottobre al 24 novembre
2019 si terrà la quarta edizione
della Biennale di Fotografia
dell’industria e del lavoro
organizzata e promossa dalla
Fondazione Mast, con dieci
esposizioni nel centro storico di
Bologna e una presso il Mast di
Via Speranza, 42.

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EVENTS | MAST - FOTOINDUSTRIA 81

Protagonista di Foto/Industria 2019 è il tema del


ANDRÉ KERTÉSZ
costruire: un‘azione cruciale, intimamente radicata Fondazione Carisbo -
nella natura della specie umana che viene qui Casa Saraceni
esplorata a tutto tondo, dalle sue radici storiche American Viscose
Corporation, Marcus
e filosofiche agli inevitabili risvolti scientifici. Hook, Pennsylvania, 1944
È questa attività che dà forma alla tecnosfera: Donation André Kertész,
l’insieme di tutte le strutture che gli esseri umani Ministère de la Culture
(France), Médiathèque
hanno costruito per garantire la loro sopravvivenza
de l’architecture et du
sulla terra. patrimoine, diffusion
RMN-GP

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82 EVENTS | MAST - FOTOINDUSTRIA

Con un peso stimato di 30 miliardi di miliardi di


tonnellate, questo strato artificiale al di sopra della
crosta terrestre è stato definito Tecnosfera dal
geologo Peter Haff.

La Fondazione MAST ha affidato la direzione


artistica a Francesco Zanot per portare avanti
il progetto della Biennale iniziato nel 2013 da
François Hébel.

La Fondazione MAST rinnova il suo impegno


nel coinvolgere la città e la comunità in questo
progetto culturale che permette attraverso la forza
narrativa delle immagini di moltiplicare gli sguardi
sul mondo.

YOSUKE BANDAI
Museo della Musica
Senza titolo
2016
© Yosuke Bandai.
Courtesy of TARO NASU,
Tokyo

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EVENTS | MAST - FOTOINDUSTRIA 83

Le 11 mostre ospiteranno i lavori di:


LUIGI GHIRRI
Albert Renger-Patzsch Palazzo Bentivoglio
Costa Crociere, 1989-
Pinacoteca Nazionale 1990
André Kertész © Eredi di Luigi Ghirri
Fondazione Carisbo – Casa Saraceni
Luigi Ghirri
Palazzo Bentivoglio
Lisetta Carmi
Genus Bononiae - Santa Maria della Vita
Armin Linke
Biblioteca Universitaria di Bologna - BUB
David Claerbout
Spazio Carbonesi – Palazzo Zambeccari
Matthieu Gafsou
Palazzo Pepoli Campogrande
Stephanie Syjuco
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna +
Yosuke Bandai
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica
Delio Jasse
INFO
Fondazione del Monte – Palazzo Paltroni
Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e [Link]
Nicholas de Pencier
(MAST)

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84 R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO

| BALMA BOVES |
L A B O R G A T A M U S E O

A CURA DI ADRIANA OBERTO

La Borgata Museo Balma Boves è un caratteristico insediamento


ricavato nell’anfratto di una grande roccia, abitato fino agli anni
Sessanta del secolo scorso, esempio di vita contadina, a cui si
accede percorrendo a piedi, tra castagni secolari, i sentieri del
Monte Bracco.

FOTO Adriana Oberto e Laura Stratta

Laura Stratta Photography

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R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO 85

| BALMA BOVES |

MOMBRACCO
Il Monte Bracco è un piccolo massiccio
montuoso che si protende verso la
pianura cuneese ed è separato dal resto
della catena alpina dalla Colletta (609 m),
il basso valico stradale che mette in
comunicazione Barge con Paesana.

Il massiccio sale in modo graduale da


ovest verso est con pendii coperti da prati
e boschi e precipita poi bruscamente
verso Envie e la pianura con balze rocciose
incise da canaloni scavati dall'erosione.

La zona sommitale comprende una lunga


serie di elevazioni ed è ben individuabile
anche da lontano; dalla cima il panorama
è vastissimo; anche per questo è molto
amato e frequentato dagli abitanti della
zona circostante.

Il Mombracco è conosciuto anche come


la Montagna di Leonardo, perché questi la
menziona in quanto sede di cave di quarzite

“…biancha come marmo di carrara senza


machule che è della dureza del porfido...”
(Leonardo Da Vinci – Manoscritto B).

Il Monbracco è disseminato di balme,


strutture che sfruttano la roccia come
protezione naturale.
Si tratta di case isolate, piccoli luoghi di
ricovero e a volte intere borgate.

Laura Stratta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


86 R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO

LA BA RMA
Siamo nel comune di Paesana, in provincia di Cuneo,
in quella che è la Valle Po.
A quota 652 metri, tra le frazioni di Rocchetta e
Robella, si trova il caratteristico insediamento di
Balma Boves, che gli abitanti del luogo chiamano
“la Barma”: un piccolo villaggio adagiato sotto
un enorme tetto di roccia, che rappresenta un
microcosmo agricolo autonomo perfettamente
funzionante e conservato: ricovero per il bestiame,
deposito degli attrezzi agricoli, forno per la cottura
del pane e lavatoio.
Il tutto ispirato alla più ferrea regola di
economizzazione dello spazio.

La balma fu probabilmente abitata già dall’età de


bronzo; terminò di esserlo stabilmente nel 1961
quando l’ultimo abitante, Giuseppe Elne, se ne
andò; da allora venne frequentata solo in estate, nel
periodo del pascolo.

Recentemente le strutture della balma sono state


acquistate dal comune di Sanfront, che ne ha
curato la ristrutturazione e la conservazione, in
modo che diventassero fruibili al pubblico; ora la
borgata è un ecomuseo gestito dall’Associazione
Vesulus e ci svela il segreto degli antichi abitanti di
questo villaggio: lo stretto contatto con la natura,
l’autosufficienza, la cura ed il saggio sfruttamento
delle risorse naturali come l’acqua, la pietra, i frutti
della terra.

Balma Boves è facilmente raggiungibile a piedi dalla


frazione Rocchetta con circa mezz'ora di cammino.
Arrivare alla Balma ha in sé qualcosa di speciale.
Immersi in un ambiente di castagni secolari, dopo
aver seguito alcune mulattiere selciate e delimitate
da muretti a secco con lose conficcate verticalmente
nel terreno (per renderli più resistenti e duraturi)
si arriva ad una cascata; questa parte dalla roccia
nuda e compie un salto di più di 20 metri.

Al di là, e dopo una leggera svolta, ci si ritrova


immersi in un microcosmo agricolo che, con le sue
costruzioni e gli ambienti di vita e di lavoro, proietta
il visitatore in un’epoca ormai lontana. Qui sorge
l’abitato.

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R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO 87

LA BA MA L
Una balma o barma (in lingua occitana baume) è un Veniva utilizzata a bassa quota per il ricovero degli
tipo particolare di grotta antropizzata presente in animali, del foraggio o della lettiera, a maggiore
aree alpine e prealpine, spesso creata dal crollo di altezza si usa come ricovero di emergenza in caso
un costone o dal distacco di un masso erratico dalla di maltempo.
particolare struttura: è un riparo al quale la roccia Generalmente la balma è priva di porta, l'accesso è
fa da tetto, usato fin dall'epoca preistorica come libero.
rifugio, dapprima dagli animali e successivamente Il termine è probabilmente di origine pre-celtica, in
dagli uomini primitivi che ne fecero le loro prime particolare ligure, oppure deriverebbe dal celtico
abitazioni. “bal-men”, ossia pietra alta.
Tale termine è attestato in un’area che si estende
E’ una cavità naturale delle rocce sotto le quali è dalla Penisola iberica al Tirolo e a nord fino alla
possibile trovare copertura. Vallonia, ma la radice celtica “balm”, ancora in uso
Solitamente consiste in un unico vano scavato sotto nel cornico, irlandese e bretone, assume il significato
un grosso masso che funge da tetto e chiuso sui lati di pozzo, miniera.
da uno o più muri a secco.

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88 R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO

Adriana Oberto Photography

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R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO 89

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90 R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO

Laura Stratta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO 91

Si tratta di alcune strutture abbarbicate alla


roccia e da essa protette, con muri in pietra e
tetti piani su cui venivano ricavati i fienili.

Ci sono case, stalle e cantine a volta.


Ancora oggi gli attrezzi, le abitazioni, le stalle,
i fienili, gli essiccatoi per le castagne, le
fontane e l’antico forno ci raccontano di un
tempo in cui questi luoghi furono testimoni
della cosiddetta “civiltà del castagno”.

Il fieno si falciava sui campi terrazzati e in


estate gli armenti si trasferivano nei pascoli
sospesi tra le rupi.
Sulle rocce e sulle lose è ancora visibile il
nero fumo: indica la presenza dei secou, gli
essiccatoi per le castagne, che raccontano
del sapiente utilizzo di questo frutto, fonte di
sostentamento essenziale per gli abitanti del
luogo.

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Laura Stratta Photography

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92 R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO

LA CIVILTÀ DEL CASTAGNO


Fino a qualche decennio fa il castagno cosiddetti bouschet. Essi costituivano in passato
rappresentava per le famiglie contadine, e in la principale fonte di reddito della gente del posto.
particolar modo per le zone rurali, un importante
risorsa alimentare ed economica, tanto da far Del castagno nulla andava sprecato.
parlare di “civiltà del castagno”. Oltre ad essere nutrimento, le foglie secche cadute
in autunno venivano usate come lettiera per gli
Il castagno è un albero maestoso e la sua animali al posto della paglia, che costava di più ed
diffusione è tipicamente mediterranea: nell’Europa era difficile da trovare.
meridionale, nell’Asia occidentale e nel nordafrica Il legname degli alberi non più produttivi veniva
la tradizione vuole che il suo nome derivi dalla usato come combustibile o per costruire oggetti e
città del Ponto “Kastanus”, dove è particolarmente infissi.
diffuso. I polloni più lunghi e vigorosi (i lunghi rami
Lo sfruttamento del castagno cominciò nell’Alto cresciuti dopo il taglio di altri rami) diventavano
Medioevo; questa pianta è da sempre vissuta manici per gli attrezzi o pali di sostegno nei
in simbiosi con l’uomo; dove c’era il castagno, frutteti.
lì è giunto l’uomo e dove non c’era l’uomo lo ha Alla fine della stagione della raccolta, gli scarti
piantato. venivano raccolti e lasciati a marcire nel bosco in
La coltura del castagno è stata un elemento modo da ricavarne “compost”, oppure venivano
indispensabile alla vita delle popolazioni delle bruciati per farne del fertilizzante.
zone montane.
Il Mombracco è caratterizzato da castagneti
secolari racchiusi da muri di pietra a secco, i

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R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO 93

Il frutto della pianta, la castagna,


nonostante sia un frutto secco, ha
problemi di conservazione a lungo
termine.
Per poterle conservare, le castagne
venivano essiccate nei secou, i locali
destinati a tale uso: venivano posate
in strati di 30-50 cm sopra la cheia,
un graticcio di rami di nocciolo o
castagno intrecciati.

La cheia era un po’ come il soffitto


del secou. Al di sotto veniva acceso
un fuoco di legna verde che bruciava
poco a poco e sprigionava molto
fumo.

Il processo durava dai due ai tre mesi,


e il fuoco veniva mantenuto sempre
acceso.
Su un terreno pianeggiante, le
castagne venivano battute, per
separare il frutto dalle bucce, e poi
setacciate con lou val, un setaccio
costruito con vimini di salice.
Alla fine si buttavano i frutti marci
o bacati. La castagne così pronte si
conservavano fino ai primi caldi di
giugno.

Le castagne adatte all’essicazione


erano delle varietà tampurive,
marioune e pougnente.
Invece le ciapastroune, che
sono tipiche del Mombracco e di
dimensione maggiore, erano destinate
al mercato fresco e costituivano
un’importante fonte di reddito per le
famiglie dei montanari della zona.

[da “Le vie del Mombracco – la


montagna di Leonardo” di Mattia
Bianco e Cristian Mustazzu]

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94 R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO

Gli strumenti attestano alla faticosa vita dei


montanari, come le lese (slitte), le cabase e i
gherbioun (due tipi di gerla).

Il borgo è stretto attorno alla fontana, il forno e le aie,


cioè gli spazi comuni che riportano alla solidarietà
necessaria alla sopravvivenza di un nucleo di famiglie
in un ambiente così difficile.

Nel leggere attentamente gli indizi di questa borgata


non è difficile tornare indietro di cinquanta, cento,
anche mille anni e immaginare quale fosse la vita dei
suoi abitanti.
La rinascita del sito di Balma Boves ha favorito la
riqualificazione anche del territorio circostante: il
mantenimento dei castagneti da frutto, l’apicoltura
per la produzione del miele, allevamenti caprini e ovini
e anche la coltivazione di alcuni frutti.

E si sono così ristrutturate case che forse sarebbero


andate in rovina, e che invece rappresentano angoli
molti caratteristici e piacevoli.

Il sito di Balma Boves è gestito dall’associazione


Vesulus ed è aperto da Pasqua ad ottobre nei fine
settimana e nei giorni festivi, con un ricco calendario
di eventi.

Per info: [Link]

Adriana Oberto Photography

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R E P O RTA G E | BALMA BOVES - BORGATA MUSEO 95

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Giroinfoto Magazine nr. 48


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PRESENTA

WORKING GROUP 2019

BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project

ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE

Progetto editoriale indipendente che si


fonda sul concetto di aggregazione e di
sviluppo dell’attività foto-giornalistica.

Giroinfoto Magazine nr. 48


97

COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.

Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.

Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.

CHI PUÒ PARTECIPARE


Impara
Davvero Tutti.
Chiunque abbia la voglia di mettersi in gioco in un progetto
di interesse culturale e condividere esperienze.

I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-

Condividi
siede attrezzatura professionale o semi-professionale.

Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado

Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.

Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.

SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.

Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.

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98 R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY

P A R C O G I A R D I N O

SIGURTÀ
a cura di Sergio Agrò

VALEGGIO SUL MINCIO


Domenica 1° settembre presso il Parco
Sigurtà si è svolta una manifestazione di
Cosplay, ammetto la mia ignoranza, fino ad
allora non avevo mai partecipato ad un even-
to Cosplay e non conoscevo il loro mondo.

Ottenuto l'accredito come fotografo ufficiale


dell'evento, vado alla scoperta del mondo dei
Cosplay.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY
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Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


100 R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY
101

Guardando le foto sui social non avevo avuto una che fare un'affermazione del genere durante un evento
buona impressione su questo fenomeno e quindi ho Cosplay possa mettere a rischio la vostra salute!
cercato informazioni sul mondo dei Cosplay. Il Cosplay è davvero tutto un altro mondo e al
Parco Sigurtà ho potuto vedere realmente dei seri
Iniziamo dalla parola: "Cosplay". Si tratta di una parola professionisti del Cosplay.
composta da due parole: costume & play.
Quindi lo possiamo definire come un "giocare con Procedendo con ordine, l'origine di questo fenomeno
i costumi", ovvero in particolari manifestazioni, la non è in Italia ma negli Stati Uniti e solo di recente c'è
persona indossa il costume del suo personaggio che stata un'esplosione del fenomeno in tutto il mondo.
lo rappresenta e in quel momento è il personaggio
ad impossessarsi della persona che si atteggia e si L'esigenza di essere un personaggio ha coinvolto
comporta proprio come il personaggio del costume. tutte le generazioni in tutto il mondo, basta fare una
ricerca scoprendo manifestazioni importanti a livello
Un piccolo esempio: indosso il costume di Spiderman nazionale ed internazionale.
e da quel momento sono il personaggio di Spideman, Quella a cui ho partecipato è sicuramente una delle più
ma non perché metto il vestito ma perché sento il importanti a livello nazionale.
personaggio dentro di me, nei miei movimenti ed
espressioni. La curiosità di entrare a scattare fotografie in questo
ambiente di fantasia aumenta sempre di più.
Non bisogna confondere il Cosplay con il Carnevale
solo perché mancano le frittelle e i coriandoli, credo

Giroinfoto Magazine nr. 48


102 R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY
103

Comunque devo dire che tutte le persone incontrate


sono state ben disponibili e i loro costumi erano
davvero impressionanti per manifattura e realismo nei
dettagli.
Arrivo al parco Sigurtà, siamo a sud del lago di Garda, Incredibili. Perfetti. Inoltre è stato interessante
in provincia di Verona. scambiare qualche parola e scoprire che per loro,
essere Cosplay è molto di più che indossare un
Il parco è davvero grande e la biodiversità che si riesce costume di un personaggio e che sono molto attivi sui
ad incontrare è notevole. social e durante gli eventi Cosplay in Italia e all'estero.
Sbrigata la fase di accredito si entra nel Magico mondo
dei Cosplay. Ho avuto modo di conoscere persone che si
presentavano con un "QR code" da scansionare
Una volta dentro decido di non girare il parco senza con il telefono, oppure con un "ashtag #", per la
una meta, ma di trovare qualche punto per piazzare il vecchia generazione sono le parole con anteposto il
mio set fotografico con la luce giusta in base all'ora, cancelletto.
cercando eventualmente, l'ausilio dei flash, luce
continua a led o il pannello riflettente.

Non ricordo neanche quante persone sono riuscito a


fermare, quante principesse, geishe, personaggi dei
fumetti, onestamente molti neanche li conoscevo ma
questo è per mia ignoranza.
Uno dei più simpatici sicuramente è stato "Tà" la
mascotte del parco Sigurtà che si è messo in posa
regalando degli scatti divertenti.

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


104 R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY

Ero davvero contento di aver fatto questa esperienza


fotografica e non solo per aver fatto nuove
conoscenze ma soprattutto per essermi confrontato
con un modo diverso dal mio che alla fine mi ha solo
arricchito.

Le fotografie proseguivano e scatto dopo scatto,


anche il caldo si è fatto sentire, devo dire che, in un
parco del genere mi sarei aspettato tantissimi punti
di refill di acqua e non punti dove vendono l'odiosa
e poco ecologica bottiglietta di plastica, comunque
è stato simpatico fare una coda di venti minuti in
mezzo ai personaggi Cosplay, non capita tutti i giorni
di essere in fila tra un personaggio manga e un
guerriero con un'ascia enorme.

Anche questo è il Magico mondo dei Cosplay.


Arriva l'ora di rientrare e mentre sistemavo le mie
macchine fotografiche e le luci, pensavo che magari
un giorno anch'io diventerò Cosplay, ma devo
ammetterlo purtroppo con c'è la taglia del costume
del personaggio che vorrei essere!

Dimenticavo #smile #sigurtaincosplay

Sergio Agrò

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | SIGURTÀ IN COSPLAY
105

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


106 EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740

VIAGGIO IN TOSCANA

La mostra dell’autunno della


Fondazione Ragghianti di Lucca,
dedicata all’eccelso pittore veneziano
Bernardo Bellotto (1722-1780),
nipote di Canaletto, è al contempo
un grande evento espositivo e una
mostra di studio, presentandosi come
un’occasione unica per ammirare
alcune opere preziosissime e rare mai
viste insieme, tra cui il più importante
dipinto della storia avente come
soggetto la città di Lucca, capolavoro
di Bellotto, e cinque suoi disegni,
sempre di soggetto lucchese, prestati
straordinariamente dalla British
Library.

Un nuovo raggiungimento
significativo per l’istituzione lucchese
diretta da Paolo Bolpagni e presieduta
da Alberto Fontana, che sta offrendo
una programmazione sempre più
ricca e originale nel panorama
italiano.
Jacopo Valentini Photography

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EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740 107

La mostra, realizzata con il sostegno della Fondazione


Cassa di Risparmio di Lucca e grazie al supporto di Banco
BPM come main partner, vuole illustrare il viaggio di
Bernardo Bellotto in Toscana, uno dei temi più affascinanti
del vedutismo settecentesco.

L’artista ricevette infatti la propria formazione nello studio


di Canaletto quando quest’ultimo era al culmine della sua
fama, alla fine degli anni Trenta del Settecento.
Bellotto assorbì i modelli e le tecniche compositive dello zio
con una capacità di emulazione tale da ingannare gli stessi
contemporanei.

L’eredità del maestro è alla base di tutta la sua opera,


ma non appena il giovane Bellotto iniziò a viaggiare
fuori da Venezia – e il soggiorno in Toscana è il primo e
fondamentale a questo riguardo – sviluppò il proprio stile
espressivo in maniera originale, accentuando il rigore
prospettico e il realismo della rappresentazione.

I più recenti studi archivistici hanno permesso di datare


questo viaggio di Bellotto al 1740, due anni prima rispetto
a quanto si ritenesse, evidenziandone così l’importanza
come manifesto della precocità artistica del pittore, allora
diciottenne.
La documentazione riscoperta consente anche di vedere in
lui il pioniere della pittura di veduta a Firenze e a Lucca, al
servizio dell’aristocrazia toscana.
Jacopo Valentini Photography

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108 EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740

Jacopo Valentini Photography

Il focus di questa mostra, curata da Bożena Anna e L’Arno dal Ponte Vecchio fino a Santa Trinità e
Kowalczyk, tra i maggiori studiosi di Canaletto e alla Carraia, entrambe del 1740, provenienti dal
Bellotto, è il nucleo di vedute di Lucca, con il dipinto Szépmúvészeti Múzeum di Budapest; L’Arno verso
che raffigura piazza San Martino proveniente dalla il Ponte Vecchio, Firenze e L’Arno verso il ponte alla
York City Art Gallery e i cinque disegni di diversi luoghi Carraia, Firenze, ambedue del 1743-1744, provenienti
intorno alla cattedrale e alla chiesa di Santa Maria dal Fitzwilliam Museum di Cambridge; e il disegno a
Forisportam eccezionalmente concessi dalla British penna e inchiostro Capriccio architettonico con un
Library. monumento equestre del 1764, dal Victoria & Albert
Museum di Londra, che documenta la visita di Bellotto
Questo gruppo di opere, mai esposte insieme – i a Livorno.
disegni, incollati in un album del primo Ottocento già di
proprietà del re Giorgio III d’Inghilterra, e poi di Giorgio Sono inoltre esposti anche altri magnifici dipinti di
IV, saranno per la prima volta staccati – fornisce una Luca Carlevarijs, Giuseppe Zocchi e di alcuni anonimi
documentazione straordinaria della città di Lucca nel ma talentuosi artisti che, a Lucca, eseguirono copie
Settecento. dell’eccezionale veduta di piazza San Martino
realizzata da Bellotto, a testimonianza della ricaduta
Accanto alle opere di soggetto lucchese sono inoltre che la presenza fondamentale di quest’opera ebbe in
presentate alcune delle vedute conosciute di Firenze città.
realizzate da Bellotto durante e a seguito della sua
visita in Toscana, come Piazza della Signoria, Firenze

Giroinfoto Magazine nr. 48


EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740 109

Jacopo Valentini Photography

Altro manufatto di eccezionale valore e interesse per i Alla fine del percorso della mostra saranno esposti i
visitatori è la camera ottica in legno, vetro e specchio loro lavori, realizzati negli stessi luoghi che Bellotto
usata da Canaletto e concessa in prestito dal Museo vide nel 1740.
Correr di Venezia.
L’allestimento della mostra, raccolto e prezioso, con
Il viaggio di Bellotto fu patrocinato dal conoscitore e una sala nei toni del blu di Prussia dove ammirare la
antiquario veneziano Anton Maria Zanetti di Girolamo splendida opera di Bellotto e i disegni della British
(1680-1767), che era in stretto contatto con i più Library, è a cura della nota architetta veneziana Daniela
importanti collezionisti toscani. Ferretti.

Bellotto ebbe peraltro occasione di vedere a Lucca Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da
quattro magnifiche vedute di Venezia di suo zio Silvana Editoriale ed Edizioni Fondazione Ragghianti
Canaletto, commissionate nel 1725 dal nobile Studi sull’arte, a cura di Bożena Anna Kowalczyk, con
mercante Stefano Conti (1654-1739). saggi sull’artista e sulla sua produzione in Toscana,
nuove e inedite ricerche storiche e archivistiche svolte
Questa fitta rete di relazioni artistiche, che assicurò il per questa esposizione, nonché i risultati delle analisi
successo del giovane pittore, è illustrata in mostra da più innovative riguardanti la tecnica e i procedimenti
una serie di documenti originali dell’epoca: libri, lettere, utilizzati da Bellotto per la realizzazione dei suoi dipinti
ricevute di pagamento per commissioni di opere, e disegni, qui per la prima volta confrontati.
provenienti dalla Biblioteca Statale di Lucca.

Per avere uno sguardo contemporaneo sul celebre


quadro di Bellotto su piazza San Martino sono stati
chiamati due giovani fotografi selezionati grazie alla
collaborazione con il Photolux Festival di Lucca (16
novembre - 8 dicembre 2019): Jakob Ganslmeier
(Monaco, 1990) e Jacopo Valentini (Modena, 1990),
ospitati “in residenza” estiva alla Fondazione
Ragghianti.

Giroinfoto Magazine nr. 48


110 EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740

Jakob Ganslmeier
Progetto fotografico per la mostra Jakob Ganslmeier Photography
Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana
Fondazione Ragghianti, Lucca
12 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020

La poetica del frammento


Le opere di Bernardo Bellotto raffiguranti le
piazze di Lucca e di Firenze sono sempre ben
bilanciate dal punto di vista prospettico. Inoltre
le immagini sembrano essere dipinte in una
luce ideale, per ottenere uno sguardo d’insieme
perfetto.

La reinterpretazione fotografica che Jakob


Ganslmeier propone delle opere di Bellotto
prende le mosse dalla finalità di opporre a questa
visione complessiva molti piccoli momenti, còlti
in differenti situazioni luminose.

Ciò produce l’effetto di un mosaico di frammenti,


che dànno vita, nella somma di minuti dettagli, a
una “nuova” grande immagine contemporanea di
queste città della Toscana.

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EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740 111

Jakob Ganslmeier Photography

Jakob Ganslmeier,
nato a Monaco di Baviera nel 1990, vive e lavora
a Berlino.
Ha studiato alla Ostkreuz School of Photography
di Berlino, dove si è diplomato con Sybille Fendt.
Lavora come fotografo freelance e i suoi lavori
sono stati esposti in Germania e all’estero (House
of Photography Deichtorhallen di Amburgo,
Fondation Calouste Gulbenkian di Parigi, Nobel
Peace Center di Oslo, Brandenburgisches
Landesmuseum für moderne Kunst di Cottbus,
Centre d’art Passerelle di Brest…) e hanno
ricevuto premi e riconoscimenti internazionali,
tra cui lo European Photo Exhibition Award, il
Lotto Foundation Young Talent Artprize, l’Aenne
Biermann Award e il German Youth Award.
Il suo interesse si concentra su progetti a lungo
termine, che esplorano i diversi aspetti del
contemporaneo.
Nel 2014 è stato tra i cofondatori di FOG, una
piattaforma che lavora per dare visibilità ai
progetti documentari sulle riviste cartacee e
online.

Giroinfoto Magazine nr. 48


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Jacopo Valentini
Progetto fotografico per la mostra
Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in
Toscana
Fondazione Ragghianti, Lucca
12 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020

TO HIDE AND EXTENDING


Jacopo Valentini ha avviato questo progetto a
seguito dell’invito della Fondazione Ragghianti a
svolgere un lavoro in residenza su alcune opere di
Bernardo Bellotto, il quale, nel 1740, realizzò vedute di
Lucca: era allora un giovanissimo pittore, aveva soltanto
diciotto anni.

La città toscana è, dal punto di vista di Valentini,


difficilmente fotografabile, in quanto molto connotata.
Da qui l’idea di andare ad analizzare l’approccio di Bellotto.
Come si relazionò con la città? A che altezza si pose? Jacopo
Valentini ha pensato di utilizzare un punto di vista alternativo, sia
fisico sia di contenuto.

I “trittici”
Ogni veduta si compone di tre fotografie verticali, che vanno a
comporre una veduta orizzontale, come quelle di Bellotto. A Valentini
interessano l’approccio orizzontale di Bellotto e la sua metodologia
di accostare diverse inquadrature per giungere al risultato finale.
Guardando le sue opere, si rimane colpiti dalla frammentazione: sembrano
scomponibili in aree più piccole; così Valentini ha pensato di realizzare una
frammentazione a livello di forma e di contenuto.

Giroinfoto Magazine nr. 48


EVENTS | BERNARDO BELLOTTO 1740 113

Le sue fotografie sono realizzate da un unico


punto di vista, scelto in base allo sviluppo della
città e tenendo conto dello sguardo di Bellotto.

In seguito, tramite un’ottica decentrabile,


rimanendo fermo in un punto Valentini ha potuto
dialogare con i limiti che il suo apparecchio
fotografico gli poneva.
Il punto di vista scelto è quello al livello
del terreno, e la decisione non è causale.
Bernardo Bellotto soggiornò a Lucca ed ebbe a
disposizione mezzi e tempistiche differenti.

Jacopo Valentini ha quindi pensato che fosse


interessante dialogare con ciò che aveva a
disposizione, trovando interessante riflettere su
che cosa si veda ad altezza d’uomo all’interno di
una fotografia.

Jacopo Valentini (1990) vive tra Modena e


Milano.
Nel 2017 ottiene due lauree rispettivamente allo
IUAV di Venezia e all’Accademia di Architettura
di Mendrisio. Nello stesso anno vince la “101ª
Collettiva Giovani Artisti” alla Fondazione
Bevilacqua La Masa. Nel 2019 è selezionato per
“Giovane Fotografia Italiana #07”, all’interno del
circuito ufficiale di Fotografia Europea a Reggio
Emilia.
Jacopo Valentini ha esposto in istituzioni e
spazi privati sia in Italia sia all’estero: Chiostri di
San Domenico a Reggio Emilia, La Triennale di
Milano, Centro per l’Arte Contemporanea Pecci di
Prato, Museo Fattori di Livorno, RIBA di Londra,
Fondazione Fabbri di Treviso, Campo Space
di Roma, Fondazione Bevilacqua La Masa di
Venezia, Politecnico di Milano, Centro Culturale
San Fedele di Milano, Museo Navile di Bologna.
Collabora con l’artista fotografo Stefano Graziani,
per cui svolge il ruolo di assistente presso l’ISIA
di Urbino.

Giroinfoto Magazine nr. 48


114 R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA

Esiste un luogo magico dove le spiagge


non sono affollate e passeggiando si
può incrociare lo sguardo sfuggente di
qualche animale.
Un ambiente “wild” circondato da distese
di sabbia desertiche e pinete che si
estendono per kilometri.
Il paradiso incontaminato racchiuso
nel Parco della Maremma Toscana si
estende per 9800 ettari lungo costa,
dal paese di Principina a Mare fino a
Talamone.

L’inizio di questo viaggio ci ha portati


ad Alberese, un piccolo borgo intriso di
storia e situato nel cuore della Maremma,
in provincia di Grosseto, da cui si
raggiunge la più conosciuta spiaggia del
parco che, nonostante la sua notorietà
mantiene sempre il caratteristico aspetto
puro e selvaggio, grazie anche ad un
ingresso a numero chiuso ed un assiduo
controllo da parte dei guardiaparco.

A cura di
Claudia Lo Stimolo

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA 115

Claudia Lo Stimolo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


116 R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA

Claudia Lo Stimolo Photography

Per raggiungerla si percorre una strada che passando


all’interno della riserva permette di ammirare diversi animali
tenuti allo stato brado.

Tra i più caratteristici e simbolici abbiamo incontrato un


magnifico esemplare di bovino, dal colore chiaro tra il bianco
ed il grigio: il toro maremmano.
Elemento distintivo di questo bovide sono le sue lunghe corna
color avorio dalla punta nera che, negli adulti, possono anche
superare il metro di lunghezza.

Durante la traversata abbiamo osservato che le mandrie di


vacche e vitelli erano controllate, nei loro spostamenti, da
cowboy italiani in sella a cavalli maremmani.
Nella tradizione toscana sono chiamati “butteri", abbigliati con
calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto e cappello nero e
con in mano la caratteristica mazzarella, un bastone impiegato
per stimolare buoi e cavalli.

Quest’ultimi, anch’essi nati e cresciuti allo stato brado, sono


caratterizzati da un mantello scuro e una corporatura robusta:
la razza viene ancora oggi utilizzata per rincorrere e marchiare
il bestiame.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA 117

Claudia Lo Stimolo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


118 R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA

Claudia Lo Stimolo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E PROERPTOARGTEA G| E ASTI
| MAREMMA
2019 - DOPPIO
TOSCANA
PALIO 119

Vi sono innumerevoli ed affascinanti itinerari


per raggiungere la spiaggia: percorsi di trekking,
traversate con le canoe negli specchi d’acqua,
mountain-bike, cavallo.
Tutti consentono di valicare la natura selvaggia
che costeggia un mare unico e cristallino,
sperimentando sempre nuove emozioni.

Per apprezzare al meglio la tranquillità, abbiamo


deciso di sfruttare le prime ore del mattino per fare
una passeggiata.

Lungo il litorale, che si estende per circa 5 km,


abbiamo notato delle capanne dall'aspetto
primitivo, costruite con tronchi e rami dal
caratteristico color bianco, effetto di una
prolungata esposizione al sole, al tempo e
all'acqua del mare.

Camminando, tra le ampie dune sabbiose, abbiam


potuto osservare le tracce degli animali transitati
durante la notte: dalle impronte di daini e volpi fino
alle orme del lupo.
All'interno del Parco sono presenti varie specie di
ungulati, come daini, caprioli e cinghiali, e predatori
importanti come il lupo e il gatto selvatico,
quest'ultimo recentemente tornato a popolare il
territorio toscano.

Giroinfoto Magazine nr. 48


120 R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA 121

Dalla costa svettano le torri, presenti lungo l’intero dedicati all'attività di birdwatching.
litorale; furono costruite in funzione anti corsara, Abbiamo proseguito il nostro viaggio spostandoci a
dislocate sui vari promontori per offrire una visibilità sud dei monti dell’Uccellina, dove sul promontorio
maggiore in difesa del territorio.
dell’antica rocca, sorge Talamone, piccolo borgo
Nel nostro percorso abbiamo raggiunto il sentiero che abitato ancor oggi dai pescatori che si affaccia sul
conduce fino alla torre di Collelungo da cui si può bellissimo Golfo dell’Argentario.
godere di un panorama mozzafiato sul mare e sulle
isole dell’arcipelago toscano. Si narra che il nome Talamone derivi dall’omonimo
eroe greco che approdò su queste coste al ritorno
Volgendo lo sguardo più a nord, in direzione della dalla Calabria e che alla sua morte fu sepolto proprio
Bocca dell’Ombrone, l’ambiente muta. sotto la rocca.
Le dune di sabbia lasciano spazio ad un paesaggio
palustre, ricco di stagni e paludi. Alcuni ritrovamenti, portano le origini ai tempi del
Neolitico ma per certo si sa che furono prima gli
Queste aree umide rappresentano un’ importantissima etruschi e in seguito i romani ad abitare il promontorio.
area di svernamento per numerose specie di uccelli
acquatici che si possono osservare da vari punti

Claudia Lo Stimolo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


122 R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA

Claudia Lo Stimolo Photography

Salendo in cima alla rocca si può ammirare uno dei paesaggi più emozionanti di questo tratto del Mar Tirreno.
Le acque si tingono di colori brillanti, dal blu scuro al verde smeraldo, mostrando in trasparenza un fondale ricco
di fauna marina.
La nostra attenzione è stata catturata da una caletta di ghiaia circondata da speroni rocciosi, all'interno della
quale sorge il caratteristico “Bagno delle donne” che racchiude una storia di altri tempi: fino agli anni '50, ai
single dell'epoca, sia uomini sia donne, non era consentito frequentare la stessa spiaggia.

Così il tratto di mare antistante, separato dagli scogli e definito ancora dagli abitanti del paese “il salotto”,
rappresentava un luogo di incontro “segreto” dove gli sguardi si potevano incrociare.

Claudia Lo Stimolo
Giroinfoto Magazine nr. 48
R E P O RTA G E | MAREMMA TOSCANA 123

Claudia Lo Stimolo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


124 R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA

I N P R I N C I P I O F U G R E TA
A cura di Giuliano Guerrisi

Tutto cominciò con Greta.


Era il 20 agosto 2018 quando la studentessa svedese Greta Thunberg
decise di non frequentare la scuola fino alle elezioni del 2018 in
Svezia, come forma di protesta in relazione alle ondate di calore
anomale e agli incendi scoppiati in Svezia.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA 125

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


126 R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA

Iniziò a manifestare davanti al Parlamento con un cartello


che recitava Skolstrejk för klimatet (Sciopero scolastico per
il clima).
Ciò che chiedeva al governo svedese era di portare avanti
delle azioni concrete al fine di ridurre le emissioni di
anidride carbonica, in base all'Accordo di Parigi.

Dopo le elezioni decise di manifestare ogni venerdì,


coniando lo slogan Fridays For Future.

Il suo urlo di protesta, contro coloro che stanno rubando il


futuro di Greta e quello di tutti gli abitanti del pianeta, ebbe
un eco mondiale.
Grazie alla sua determinazione, nel dicembre 2018 fu
invitata alla Conferenza sul clima COP24 di Katowice in
Polonia, dove tenne un discorso che fece il giro del mondo.

Nel 2019 è stata invitata a partecipare a diversi forum


internazionali: i suoi discorsi sono sempre pieni di accuse
contro i leader mondiali.
Greta è diventata un vero fenomeno social.
Un fenomeno fortemente positivo e capace di richiamare in
questa battaglia, contro l'inerzia dei governanti di fronte agli
evidenti fenomeni causati dai cambiamenti climatici, milioni
di giovani studenti come lei, ma non solo.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA 127

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


128 R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA

Giuliano Guerrisi Photography

Ispirate dall’attivismo di Greta iniziarono ad affiorare partecipanti con scritte colorate, ironiche e goliardiche:
diverse manifestazioni, sparse per tutto il mondo. “Ci avete rotto i polmoni”, “Non esiste un pianeta B”,
I primi due scioperi mondiali sono stati il 15 marzo e il “Fate l’amore, non la CO2”.
24 maggio del 2019.
Venerdì 27 settembre 2019, terzo sciopero globale per Persone, colori, cartelloni, slogan, musica, canti…
il clima: Friday For Future. speranza.

Hanno aderito alla manifestazione 27 paesi nel mondo, L’aria che si percepiva era di speranza e di voglia di far
in Italia più di 160 città si sono rese protagoniste. sentire la propria voce contro un futuro che sembra già
Torino è stata una delle città più attive, persino Greta scritto se non si attuano al più presto azioni concrete e
ha voluto postare sul suo profilo Instagram una foto immediate di fronte ai cambiamenti climatici.
che raccontava il flusso di persone che affollava via
Cernaia.
Il centro città è stato invaso da un fiume di persone: un
corteo pacifico che si è snodato da piazza Statuto e ha
percorso tutta via Cernaia e via Po, per poi terminare in
piazza Vittorio Veneto.

Protagonisti della manifestazione sono state


le persone di ogni fascia di età, dai bambini
accompagnati dai genitori, agli studenti di scuole
medie e superiori in grandissimo numero, fino alle
persone più adulte.
Migliaia di cartelloni e striscioni sono stati esposti dai

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA 129

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


130 R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA 131

Giuliano Guerrisi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 48


132 R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA

I cambiamenti climatici
sono una realtà che sta
minacciando l’intero pianeta e
continuerà a farlo.
Il riscaldamento globale,
causato dalle emissioni di gas
serra avranno effetti catastrofici:
come l’innalzamento del livello del
mare, l’incremento delle ondate di calore
e dei periodi di intensa siccità, le alluvioni,
l’aumento, per numero e intensità, delle tempeste e
degli uragani.

Questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone,


danneggeranno la produzione alimentare, e minacceranno
specie di importanza vitale, habitat ed ecosistemi.
Il legame tra i cambiamenti climatici e la salute globale
è intenso e scientificamente dimostrato: l’Organizzazione
Mondiale della Sanità stima che i cambiamenti climatici
causeranno ulteriori 250.000 morti all’anno entro il 2030.

Per mitigare l'effetto dei cambiamenti climatici, dobbiamo ridurre


drasticamente le emissioni, o meglio ancora eliminarle del tutto.
Nonostante ci sia, nella comunità scientifica, un consenso
pressoché unanime sul fatto che i cambiamenti climatici siano
in atto, e che essi siano causati principalmente dalle emissioni
di gas serra prodotti dalle attività antropiche, i governi e le
aziende stanno rispondendo con colpevole lentezza.

Giroinfoto Magazine nr. 48


R E P O RTA G E | IN PRINCIPIO FU GRETA 133

Giuliano Guerrisi Photography

L’urlo disperato di Greta è stato solo


il primo piccolo grande passo verso un
percorso lungo e difficile, che l’intera umanità deve
inevitabilmente compiere: “…io ho imparato che non sei mai
troppo piccolo per fare la differenza.

Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti
insieme, se solo lo volessimo veramente” (dal discorso di Greta Thunberg alla Conferenza sul clima COP24 del
2018 di Katowice, Polonia).

Giuliano Guerrisi

Giroinfoto Magazine nr. 48


135

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO

in uscita il 15 Novembre 2019

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