GF46
GF46
com
N. 46 - 2019 | AGOSTO, Gienneci Studios Editoriale. [Link]
GENOVA
ON THE WALL
Il progetto di Street-Art che trasformerà Certosa in una
galleria d'arte a cielo aperto.
46
[Link]
AGOSTO 2019
3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’out-door, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle belelzze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
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ANNO V n. 46 giroinfoto magazine
20 Agosto 2019
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
IL DODECANESO
GIROINFOTO MAGAZINE
46
I N D E X
LAKE ME UP
44 Lago Sirio
Band of Giroinfoto - Torino
VILLA ARTOM
58 Urbex
A cura di Urbex Team Old Italy
MONCALIERI
R E P O R TA G E 72 La residenza Reale
Band of Giroinfoto - Torino
88
BELLINZONA
BELLINZONA
88 Non solo castelli
Band of Giroinfoto - Milano
R E P O R TA G E
44
LAKE ME UP
R E P O R TA G E
10
INSIDE ON THE WALL
R E P O R TA G E
IL DODECANESO
102
72
Turchia e Grecia MONCALIERI
DI Maddalena Bitelli
GENOVA LA SUPERBA
LA TORRE GRIMALDINA
118
E LE CARCERI
Band of Giroinfoto - Genova
R E P O R TA G E
118
LA TORRE GRIMALDINA
URBEX
58
VILLA ARTOM
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
334 195 93
VI PRESENTIAMO
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Agosto 2019
168 42 8 28 19 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4%
16%
77% 1,5%
127.458 2.471
0,5% 1% Letture totali Letture nell'ultimo
dalla prima uscita mese.
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I N S I D E
V O R R A I V E D E R L A
V O R R A I V IVE R L A
V O R R A I S COPR IR L A
V O R R A I T OCCAR L A
V O R R A I C APIR L A
V O R R A I C AMBI AR L A
V O R R A I A M AR L A
V O R R A I R ACCONTAR L A
V O R R A I C E RTO SA
Capo servizio, Monica Gotta - Redattori e fotografi, Monica Gotta, Stefano Zec e Sara Morgia
Crolla la sezione del ponte insieme ad uno dei piloni che sovrasta la zona
industriale e fluviale di Campi provocando 43 morti.
Conseguenza del crollo anche la necessità di evacuare, per motivi precauzionali,
molti residenti sotto altre sezioni del viadotto.
Viene interrotto il traffico autostradale e quello ferroviario al di sotto del Ponte
Morandi.
Per chi, come me, vive a Genova quel momento ha significato incredulità, stupore
e a seguire, una miriade di emozioni difficili da descrivere.
Poi la mente ti gioca degli scherzi incredibili.
Ma c’era qualcuno che conosco sul ponte al momento del crollo?
Così inizi a pensare a chi sarebbe potuto passare sul ponte a quell’ora quel
giorno.
Io ci sono passata ben 2 volte solo 2 giorni prima della tragedia.
Non ho potuto fare a meno di rabbrividire sapendo che i miei genitori ci sono
passati sopra il giorno prima che crollasse pensando a quale caso fortuito si
deve la decisione di andare via il lunedì e non il martedì.
Conosco una persona che, per motivi altrettanto casuali, come un ritardo di 5
minuti sulla tabella di marcia, è arrivata all’imbocco del ponte quella manciata di
secondi dopo che era accaduto rimanendo bloccata lì, ma in salvo.
Monica GottaPhotography
@instazedz
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@tilerart
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“In queste storie non c'è mai un inizio, ma solo una persona che
cerca di esprimersi in un modo che le sole parole non possono
spiegare. Creo immagini da sempre, trasformo i miei sogni in
realtà creando mondi in cui in qualche modo ho vissuto. Le
piastrelle sono state una scelta semplice, una soluzione trovata
dopo anni di ricerca. Una sera è bastato farmi una domanda,
cosa sta meglio su un muro? Così sono diventato Tiler”.
“Ho studiato gli stili del passato per non correre il rischio di
essere l'emulatore di qualcuno, non ho fatto studi artistici in
senso stretto, ma ho alle spalle tanti anni di sperimentazione
che mi hanno permesso di diventare una persona in grado
di esprimere quello che provo. Potrebbe essere un metodo
discutibile ma, ciò che conta, è condividere le mie emozioni con
chi le sa capire e, a sua volta, ha voglia di condividerle con me.”
Monica GottaPhotography
rovinati, dei mattoni logori... sono i muri a scegliere le opere e il muro chiacchiere sulle panchine, insomma di giorno sembrava di stare in
che ho scelto a Certosa è un muro bellissimo che affaccia su una un altro posto.
piazza piena di vita”. Qualcuno mi è venuto a salutare, persone che seguono il mio lavoro,
qualcun'altro si è venuto ad informare e tanti si sono fermati a
“I miei lavori sono quasi sempre un fermo immagine di una realtà scattare fotografie per poi mandarmele.
fantastica che nasce dal mio viaggiare di sogno in sogno. Possiedo un album in cui conservo i selfie delle persone davanti ai
Si potrebbero chiamare fantasie, ma sono convinto che chiunque di miei lavori. E’ stata una bella esperienza!”
noi racconti una storia, per quanto questa possa essere bizzarra, da
qualche parte i personaggi di quella storia prendono vita e con loro il “Se bastasse colorare qualche muro per riqualificare e sollevare dal
mondo che li ospita. degrado un quartiere... le città sono fatte di persone e le persone
Noi siamo creatori di universi stupendi. sono la chiave per migliorare le cose.
Nel pezzo di Certosa si possono ammirare delle bestie simili ai nostri Bisogna lottare e dare il buon esempio. Sarò sincero.
cavalli, ma di grande delicatezza. Genova gioca a imitare le grandi città all'estero, posti dove l'arte è
Il loro mondo è scaldato da una stella simile al nostro Sole ma più anni luce avanti ed è un mestiere di cui vivere e che muove milioni di
vecchia, le radiazioni sarebbero letali ma quegli strani quadrupedi euro.
hanno imparato a vivere in simbiosi con le nuvole. La nostra città si presterebbe a vestirsi dei colori dei grandi dell'arte,
La loro vita è sempre una corsa in direzione del vento per evitare bisognerebbe solo attirarli nel modo giusto, mostrare loro i nostri
di rimanere scoperti. Bestie strane, in un mondo letale ma molto muri, i nostri panorami, la nostra storia.
colorato”. Forse manca la conoscenza e la voglia di investire in un campo che
non viene compreso completamente nel suo complesso.”
“Inizialmente, per poter installare la mia opera, ero andato di notte
a fare il lavoro ma, nonostante le ore di appostamento, per la prima Ci siamo seduti anche noi nella piazzetta, sulla panchina davanti
volta in anni di lavori per strada, ho dovuto rinunciare per via delle all’opera di Tiler, sotto un albero, e abbiamo osservato la vita del
frequentazioni della piazza in orario notturno. quartiere. Concordiamo che questo spazio è un luogo di ritrovo
Così mi sono dovuto esporre di giorno e ho scoperto una Certosa dove la gente chiacchiera e si confronta e, ora, lo si farà guardando
che non conoscevo. anche il muro vicino alla pescheria che ha cambiato aspetto dopo
Un paese, fatto di bella gente, negozi con negozianti educati, l’intervento di Tiler.
@caktusemaria
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Giancarlo
StefanoNitti
Zec Photography
@antonello_macs
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Giancarlo
Monica Gotta
Nitti Photography
@blef
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C’è chi opera nel sociale anche per lavoro.
Christian, vigile del fuoco genovese e writer, ha partecipato a
On The Wall accompagnato dalla moglie e dalla figlia.
Essendo un vigile del fuoco il suo obiettivo è sempre e
comunque aiutare le persone e, sostenuto dalla famiglia, ha
voluto portare anche questo valore nel quartiere.
Realizzare quest’opera significa stare vicino alle problematiche
della città, delle persone comuni.
Ha utilizzato lettere e font per far uscire il suo nome dal muro,
talmente tante e combinate che le persone osservano il muro e
cercano di leggerci qualcosa.
Ha creato quest’opera per poter ricordare di aver contribuito al
dare gioia a questo quartiere, ha creato un simbolo che mette in
contatto l’artista con l’opera, con il quartiere e con le persone.
Giancarlo
Sara Morgia
Nitti Photography
@golahundun
[Link]
Troviamo nel dipinto di Gola Hundun un concetto decisamente
diverso dalle altre opere di Certosa.
Nei suoi dipinti Gola Hundun rappresenta sovente il rapporto
tra esseri umani e la biosfera.
La sua formazione al liceo artistico e successivamente
all’Accademia di Bologna ne fanno l’attuale artista impegnato a
rappresentare la natura e la spiritualità nelle sue opere di Street
Art.
Il suo lavoro lo ha portato a viaggiare e visitare molti paesi dove
ha creato le sue opere.
Oggi mette a disposizione di Certosa la sua sensibilità artistica.
Giancarlo
Monica Gotta
Nitti Photography
@geometricbang
[Link]
Si vede l’inizio del lavoro di Geometric Bang, il quale, nella sua
opera per Certosa ha voluto creare “qualcosa” che ricordasse le
persone che vivono in un quartiere.
Sono figure geometriche miscelate con elementi più astratti
come da suo uso, ma che ricordano la vita delle persone.
Colorate per dare gioia e non pensare a ciò che è successo,
insomma personaggi che rappresentano la vita quotidiana.
Chiedendo come sta vivendo la creazione dell’opera Geometric Bang afferma che l’idea cambia in
corso d’opera, per questo non traccia nulla.
Giancarlo
StefanoNitti
Zec Photography
@[Link]
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Gli è stato chiesto di creare un’opera che possa aver Un’interconnessione percettiva, artistica e urbana
a che fare con il quartiere e questa è stata la sua in grado di permettere all’osservatore di calarsi
risposta. all’interno del progetto stesso.
Mettere l’osservatore di fronte a questa crisi in modo
che possa cambiare la sua prospettiva. Anche se non ha ancora scelto il nome di quest’opera
Il suo lavoro pone in essere una sorta di filtro visivo avrà sicuramente a che fare con le parole
per attivare dei meccanismi mentali. decostruzione / costruzione perché l’esito finale sarà
Se guardi l’opera dal punto di osservazione giusto appunto il fatto di vederla ricostruita da prospettive
essa si rivela in tutta la sua essenza, ma anche diverse.
guardata frontalmente è altrettanto bella perché si E’ il suo primo lavoro anamorfico così grande.
nota l’aberrazione del lavoro. Qual è il vero messaggio e quale è l’approccio
Dai terrazzi di fronte si può osservare il cerchio decorativo - artistico sulle facciate dei palazzi di
frontalmente che, in questo modo appare decostruito. Certosa?
Dalla strada si vede una porzione del muro
trasformato da Gola Hundun e una porzione della Con questo intervento intende scarnificare il
scuola con parti di colore già abbozzate da Greg. messaggio perché le città sono attualmente
Sotto la scuola, di fronte al muro dipinto da Caktus & sommerse di messaggi, lasciando parlare solamente i
Maria, blu, giallo, rosso e nero sono i colori iniziano a colori attraverso l’architettura.
formare geometrie. Per Greg Jager On The Wall Greg si potrebbe definire
Greg ha dipinto a terra una freccia gialla, il punto di “comunicazione”.
osservazione giusto dal quale guardare la sua opera Anche se l’arte non ha potere assoluto, può attivare dei
finita nel modo corretto. meccanismi sul territorio in termini di aggregazione,
Dallo stesso punto di vista si vedono anche muri modifica della routine e promozione di un “qualcosa”
dipinti da altri artisti. da cui possa nascere un esito positivo.
Giancarlo
Monica Gotta
Nitti Photography
@ozmone
[Link]
Ci sono stati tantissimi commenti alla sua opera da tragedia e in questa prospettiva l’identità è annullata.
parte dei passanti in corso d’opera anche se avrebbe Il punto focale di Amore e Psiche nella composizione
preferito che aspettassero la fine per poterne capire scultorea del Canova è il delicato abbraccio dei
fino in fondo il significato. due personaggi, nell’opera di Ozmo è un sempre un
abbraccio, un ricongiungimento, un abbraccio al
La maggior parte ha parlato del colore, che è scuro, quartiere, alle vittime, a chi rimane per cui la forza
hanno chiesto perché non ci sono colori come in altre del simbolo e del mito è potente perché può essere
opere. interpretata a tantissimi livelli.
Ciò che si evidenza maggiormente è che è stato fatto Un’interpretazione che avviene attraverso il linguaggio
grande uso di colori sgargianti, mentre Ozmo ha simbolico, attraverso il mito e che comunque
utilizzato tonalità più adatte a far risaltare le figure lascia spazio all’interpretazione di tutti coloro che
umane. ammireranno il lavoro di Ozmo a Certosa. Questo è
Il suo è un monumento dipinto, un monumento alla l’obiettivo del suo lavoro.
Giancarlo
StefanoNitti
Zec Photography
@agostinoiacurci
[Link]
Agostino Iacurci è un artista di origini italiane che attualmente
risiede in Germania.
Professionalmente parlando dipinge da ormai 10 anni.
Le sue opere abbracciano una vasta gamma di stili come la
pittura, l’opera murale, la scultura, il disegno e le installazioni.
Elemento distintivo di Agostino è una composizione chiara
eseguita con colori brillanti, che sfuma i confini tra la
figurazione e l'astrazione.
Il suo linguaggio artistico tende a superare i limiti della pittura e
trasformare così la percezione di un determinato ambiente. Ha
esposto in numerose mostre e festival worldwide: in Europa,
Stati Uniti, Brasile, Russia, India, Indonesia, Messico, Australia,
Corea, Giappone e Taiwan.
Per quanto una decorazione e un intervento artistico Per contestualizzare il lavoro di Agostino sveliamo una
possano essere effimeri, si vengono a creare momenti curiosità sulle persiane di Genova.
di socialità e Agostino crede nella forza di questo tipo In città sono spesso chiamate “gelosie”.
di progetto e, di questo progetto in particolare. Il che non ci riporta alla lingua, ma al vissuto
quotidiano.
Lavorando anche all’estero, Agostino afferma che ogni
progetto ha una sua specificità, come del resto la ha Si riferisce infatti proprio alla gelosia che anticamente
On the Wall e soprattutto per il momento in cui si sta indusse i mariti genovesi a chiudere le proprie mogli
svolgendo. dentro le case per impedire loro di essere guardate da
Intervenire sul quartiere penalizzato fortemente dal occhiate inopportune!
crollo del ponte ha un valore simbolico e catartico.
Giancarlo
Monica Gotta
Nitti Photography
@roskloste
[Link]
Giancarlo
Monica Gotta
Nitti Photography
Giancarlo
Monica Gotta
Nitti Photography
Ciò che abbiamo notato e che si evidenzia maggiormente dal Greg Jager promuove l’idea di diffondere maggiormente la cultura
contatto con gli artisti e dal contesto di On The Wall è che vengono dell’arte e far sì che le persone interagiscano con l’arte stessa,
promossi molti concetti e valori importanti. concetto valorizzato anche da Zedz.
La complicità di una coppia di artisti nel lavoro e nella vita come Agostino Iacurci sottolinea l’importanza di scoprire la cultura e le
Caktus & Maria così come la perfetta sincronia ed intesa di Rosk tradizioni nelle quali ognuno di noi si cala quando si interagisce
& Loste. con un luogo in veste di “straniero”, quindi non solo per gusto
Un gruppo come BDS la cui forza risiede nel fondere le loro accademico ma per farsi contaminare dalla cultura stessa.
competenze e condividere le tecniche con tutti i membri della Ozmo ha creato un ponte tra mito, scultura e contesto mettendo
crew. così in risalto l’opportunità di dare libero sfogo alla sensibilità, che
essa sia personale oppure collettiva.
Antonello Macs dà valore alle relazioni umane non mediate dalla
tecnologia ed alla spensieratezza che deve far parte della nostra Quindi ci domandiamo…ma cosa fa la Street Art?
vita per darci gioia. Anzi che tipo di febbre scatena la Street Art?
Quale è la magia e l’alchimia che riesca a creare semplicemente
Blef ricorda la voglia di superare le difficoltà, un artista che ritorna per il fatto di essere pubblica, a disposizione di tutti, fruibile nel
alla sua passione e un quartiere che si rialza dalle problematiche modo più semplice che esiste al mondo?
connesse all’evento del ponte. E’ la magia di essere Street, on site anzi in site, o forse ancor
meglio inside, dentro l’arte, dentro gli artisti, dentro le persone
Gola Hundun sottolinea l’importanza di salvare le città attraverso comuni, dentro le emozioni, dentro i sorrisi di chi l’ammira, dentro
la natura, la necessaria integrazione di spazi verdi nelle giungle di lo sguardo curioso dei profani e degli addetti ai lavori.
cemento. Ora, hanno potuto pensare e scegliere dei soggetti più adatti alla
location della scuola, precisamente il campetto visibile appena si
Geometric Bang abbraccia la teoria che nella vita non tutto può esce dalla metro di Brin.
essere definito a priori, bisogna essere in grado di improvvisare ed
adeguarsi in corso d’opera…anche davanti a muri tanto grandi…
Comune di Genova
Curate da
Associazione Linkinart – Walk The Line
Ringraziamenti:
Emanuela Caronti - Architetto e curatrice urbana
Tutti volontari che hanno dato il loro prezioso aiuto agli artisti e alla realizzazione del progetto
Mediapartner
Associazione Culturale Sintesi
Giroinfoto magazine - UCI Cinemas
LAGO SIRIO
Un luogo magico con 8 artisti musicali che
hanno reso l'attesa della luna nascente un
momento indimenticabile.
CHIAVERANO 13 LUGLIO 2019
TESTI
Cecilia Mirandoli, Giancarlo Nitti
FOTOGRAFIE
Silvia Petralia, Nadia Laboroi,
Adriana Oberto, Barbara Tonin,
Fabrizio Rossi, Manuel Monaco,
Mariangela Boni, Giancarlo Nitti
LA LOCATION
Nella regione alpina a cavallo tra i comuni di Ivrea Sul perimetro del lago, corre una strada pedonale
e Chiaverano si trova il Lago Sirio, anticamente che lo rende percorribile con passeggiate tra piccole
conosciuto come San Giuseppe, dall'omonimo spiagge, di cui una libera, ed alcuni locali tipici del
convento che si trova su un’altura che domina il lago posto.
stesso.
Insieme al Lago Nero, il Lago Pistono, il Lago San Il lago, grazie alla sua pulizia, è balneabile attraverso
Michele e il Lago di Campagna, questo lago fa parte l'area della Marina di Ivrea, ben attrezzata per la
dei Cinque Laghi della Serra di Ivrea, di origine stagione estiva.
glaciale, ma l’unico ad essere alimentato da una Resort turistici, campeggi, alberghi, ristoranti,
sorgente sotterranea. agriturismi, campi da tennis e da calcetto, completano
i servizi per i turisti che nel periodo più caldo dell’anno
Intorno a questo incantevole specchio d’acqua vivono arrivano al lago.
diverse specie animali e vegetali, tipiche degli ambienti
acquatici come le raganelle, le rane, i germani reali e le
gallinelle d’acqua.
IL PALINSESTO ARTISTICO
Giancarlo
Giancarlo Nitti
Nitti Photography
Photography
A C U R A D I U R B E X T E A M O L D I T A LY Instagram urbexteam_olditaly
IL CHIOSSETTO
Il primo Artom noto per aver contribuito all’unità così il vero artefice di quella che passò alla storia come
d’Italia accanto a Camillo Benso Conte di Cavour fu “La breccia di Porta Pia” (che sancì la fine delle guerre
Isacco, l’Ebreo, figlio di Raffaele e di Benedetta Segre, di indipendenza e realizzò l’unità d’Italia con Roma
nato il 31 dicembre 1829. capitale del Regno).
Isacco fece le elementari a Vercelli, il ginnasio e il liceo Ma non è tutto; in quella villa, visse anche Alessandro
a Milano, iniziò l’Università a Pisa che però interruppe (1867/1927), forse il più noto degli Artom, l’inventore,
frettolosamente. tra l’altro, del radiogoniometro ed a cui è intestato
Si laureò in diritto pubblico all’Università di Torino nel l’Istituto Tecnico Industriale Statale cittadino, che
1853. devolvette allo Stato ogni compenso per tutti i suoi
Isacco Artom (1829/1900) fu il più valido e fidato dei innumerevoli brevetti meritandosi per questo dal re
collaboratori di Camillo Benso Conte di Cavour ed Vittorio Emanuele III il titolo di Barone, di cui ancora
in questa veste partecipò all’elaborazione di tante oggi possono fregiarsi i suoi discendenti.
delle tele che hanno reso famoso il “Tessitore”, ma fu
anche ambasciatore e Ministro Plenipotenziario nelle
trattative della Pace di Vienna del 1866 e fu ancora
lui che ebbe l’incarico di convincere l’imperatore
Francesco Giuseppe a non intervenire in caso di
ingresso in Roma da parte degli Italiani, rivelandosi
Alessandro Artom fu un grande personaggio della Artom elaborò anche un piano che, grazie all'uso di
storia, inventore del radiogoniometro, figlio di antenne direzionali, assicurava la relativa segretezza
Enrichetta Ottolenghi, respirò l'aria dell'Unità d'Italia delle comunicazioni costiere e navali, dando alla
alla quale aveva contribuito lo zio Isacco Artom. marina militare durante la Prima Guerra Mondiale,
la possibilità di individuare la posizione delle navi
Artom si diploma nel 1889 alla Scuola di Applicazione in caso di nebbia e di controllare l'invasione nemica
per Ingegneri di Torino e nel 1896 consegue il diploma in mare contribuendo alla difesa radiotelegrafica
di perfezionamento in elettrotecnica al politecnico di nell’Adriatico.
Torino, sotto la guida di Galileo Ferraris. Scelto come
suo assistente, iniziò la carriera nelle applicazioni Le antenne radio direzionali sono oggi alla base
radiotelegrafiche a seguito delle scoperte di Guglielmo dei sistemi di telecomunicazione radiofonica
Marconi e dei suoi studi sulle onde elettromagnetiche e televisiva, di navigazione marittima, aerea e
e sulle comunicazioni senza filo. spaziale, di radioastronomia e radarastronomia.
Artom s'interessò anche a fenomeni atmosferici,
Nel 1907 costruì le prime antenne chiuse triangolari, alla protezione dalle scariche (brevettò nel 1920 un
da questi studi sulla dirigibilità delle onde gettò le basi tipo di parafulmine radioattivo) e alla formazione e
della radiogoniometria: creò il radiodireziometro, così prevenzione della grandine.
si chiamava il radiogoniometro a lettura diretta che fu
realizzato solo dopo la sua morte.
La Villa viene spesso citata anche da uno degli ultimi nobel Rita Levi Montalcini, sfollata qui durante la guer-
Artom, Guido (1906/1982), nel suo libro “ I giorni del ra: la collina della sua giovinezza.
mondo” : "La sera del pranzo di Pasqua, in famiglia si
auguravano a vicenda 'questo altr'anno a Gerusalem- Un po’ più in là, risiede la casa a mezza costa dove
me' (...) Manzone dipingeva, dove lui e il grande Guglielminetti
si incontravano.
Ma in realtà ogni volta che Raffaele ritornava al Chios- Più in alto, ex conventi, poi proprietà di famiglie ebree
setto (...) segnate dai cedri del Libano, come sentinelle che scru-
sentiva che la sua terra era quella, che il paesaggio di tano la valle.
collina, tagliato dalle anse lente del fiume, era quello
in cui avrebbe voluto trascorrere la sua vita, i giorni, le Entrare al Chiossetto è come immergersi in diversi
notti". capitoli della storia d’Italia.
Le emozioni sono tante e la ricchezza intellettuale
Questo libro racconta dell’emancipazione della comu- della casa è tangibile. In ogni stanza risiede qualche
nità ebraica, in parallelo con l’indipendenza dell’Italia e cenno del passato pieno di significato storico. Lascia-
s’intreccia con le vicende della famiglia dello scrittore re all’abbandono un tale tesoro è davvero un grande
negli anni del Risorgimento. peccato; vale a cancellare una parte del patrimonio
culturale italiano.
Oltre alla Villa del Chiossetto, la collina dove si erge fu
ricca di eccellenze storiche; Fu la collina del premio
1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.
3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.
5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.
7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente
9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.
| MONCALIERI |
I L C A S T E L L O S A B A U D O
Moncalieri è un comune italiano della Città metropolitana di Torino, in Piemonte, a soli 5 km sud-ovest dal
capoluogo piemontese.
È il primo comune della città metropolitana per popolazione dopo Torino, nonché il quinto del Piemonte per numero
di residenti, superando in questa graduatoria alcuni capoluoghi di provincia della Regione. È considerato un
comune d'interesse storico-culturale, sia per la presenza del Castello sabaudo, sia per l'antico appellativo di "Città
del Proclama" dal nome del celebre documento che fu episodio del Risorgimento italiano.
BAND OF GIROINFOTO
IN GIRO PER MONCALIERI
Nel quadro delle incessanti manovre di supremazia di Santa Maria della Scala (che custodisce le reliquie
fra il Papato e l'Impero, si fecero largo le Signorie del patrono, il Beato Bernardo di Baden), il Palazzo
come la Casa Savoia, prima ducale e infine reale. Civico e i bei palazzi che appartennero alle famiglie
medievali più importanti.
Il Castello, simbolo di Moncalieri e patrimonio
UNESCO, nasce come fortificazione a difesa del Al fondo della piazza, la via Carlo Alberto è chiusa
crocevia di strade, del porto fluviale, del ponte verso maestosamente dalla facciata neoclassica del Real
Torino e della ricca comunità mercantile e agricola. Collegio, inaugurato dal Re Carlo Alberto nel 1838. Si
possono quindi percorrere le vie del nucleo urbano più
L'edificio venne via via trasformato, fra il 600 e il 700, antico, apprezzando le eleganti facciate dei palazzi
in grande residenza alla maniera dei castelli delle aristocratici, le chiese, i conventi, i cortili, gli stretti
Case regnanti di tutta Europa. vicoli, i portici, scoprendo testimonianze che vanno
Fu residenza estiva di Vittorio Emanuele II, primo Re dal gotico al rinascimento e al barocco.
d'Italia.
Le vicende storiche, il patrimonio architettonico, I percorsi panoramici sulla collina, giungendo sino
la posizione paesaggistica, la collina ricca di ville alla località di Revigliasco e al Colle della Maddalena,
signorili e giardini di particolare bellezza, la prossimità svelano scorci e paesaggi indimenticabili sui colli e
con Torino - prima capitale d'Italia - hanno fatto di sull'intera linea delle vette alpine. Nel 2016 l'intero
Moncalieri uno dei luoghi più belli dei dintorni. territorio CollinaPo ha ottenuto il riconoscimento
Riserva della Biosfera MAB UNESCO.
Passeggiando per il centro storico si incontrano
l'imponente Castello Reale e la piazza Vittorio
Emanuele II, sulla quale si affacciano la gotica chiesa
MONCALIERI
IL CASTELLO SABAUDO
MONCALIERI
PIAZZA MAGGIORE
MONCALIERI
IL CASTELLO SABAUDO
MONCALIERI
PIAZZA MAGGIORE
MONCALIERI
PIAZZA MAGGIORE
MONCALIERI
COLLEGIATA SANTA MARIA DELLA SCALA
PRESENTA
BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project
ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.
Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-
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siede attrezzatura professionale o semi-professionale.
Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado
Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.
Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.
SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
Bellinzona
NON SOLO CASTELLI
a cura di Sergio Agrò e Stefano Scavino
La copia dell'"Ultima Cena" si trova presso la chiesa di Si notano gli oggetti e il cibo sulla tavola, altro
Sant'Ambrogio in un paesino fuori Bellinzona. particolare che in questo dipinto di possono osservare
Trovarla non è stato difficile. sono i nodi alla tovaglia, in realtà è la firma di Leonardo
Questa copia è stata dipinta intorno all'anno 1550 da Vinci.
quindi poco dopo la copia originale di Leonardo.
Ma il particolare che non ti aspetti di vedere è nella
E' stata attribuita ad un anonimo leonardesco della figura femminile accanto al Cristo.
bottega di Bernardino Luini. Femminile perchè ha un particolare che nella copia
Dalla precisione dei soggetti dipinti e dai particolari originale non è più visibile e che qui si nota benissimo:
che si possono osservare, di sicuro sono stati utilizzati parliamo di un indumento intimo, è l'unica figura nel
i disegni originali del Maestro. Avevo visto diverse volte dipinto ad indossarlo, tale indumento era già noto a
la copia di Leonardo ed anche in questa si resta fermi quei tempi.
in silenzio ad osservarla con stupore. Allora la domanda è: chi è quella persona
rappresentata?
Non solo per la dimensione del dipinto ma soprattutto È davvero Giovanni? Se Giuda a quei tempi non era
sono i colori accesi e vivaci che ci colpiscono. degno di essere raffigurato e di questo ne parleremo
Le tecniche delle due opere sono decisamente diverse anche più avanti in un altro dipinto, allora chi è la
e ci si chiede perché Leonardo abbia utilizzato quella persona accanto a Gesù?
tecnica mista, qui si notano i particolari: quelli che ti Con questo dubbio ma soprattutto con tanta
aspetti e quelli con non ti aspetti di vedere. Il primo tra meraviglia continuiamo il nostro tour fotografico.
tutti sono i piedi del Cristo, che nella copia originale
sono stati distrutti per far posto ad una porta (no
comment).
Dopo aver attraversato il ponte a circa a metà discesa I santi rappresentati con la classica iconografia,
non perdetevi la chiesa romanica di San Bernardo della sono numerosissimi, molto interessante è l'ultima
fine dell’XI secolo. Cena, attribuita a Cristoforo da Seregno, con gli
Apostoli indicati in caratteri gotici e la tavolata ricca di
La chiesa dedicata a San Bernardo, patrono degli particolari insoliti per una cena ebraica.
alpinisti e celebre per aver dato il nome al passo anche
alla famosissima razza canina. Molte sono le particolarità discordanti: in centro alla
La struttura della chiesa è il pregevole risultato di tavola spicca un maialino arrosto che è cibo proibito,
numerose modifiche ed ampliamenti avvenuti nel i gamberi di fiume che per l'ebraismo rappresentano
corso dei secoli. Giuda, le ciliegie il sangue di Gesù sulla croce.
L'ala più antica è quella centrale e risale al XI, XII L'artista non era pazzo mettendo sia i gamberi che il
secolo: l'ingresso avveniva dalla piccola porta maiale entrambi proibiti per il popolo ebraico ha voluto
sul fianco dove, all'esterno è ben visibile una rappresentare la Pace tra le religione ebraica e quella
rappresentazione di San Cristoforo. cattolica.
Osservando le figure si notano 11 apostoli con i
Una volta entrati ci si ritrova immersi in un esplosione sandali ai piedi ed una figura scalza in ginocchio
di colori ,gli affreschi realizzati nel corso dei secoli difronte alla tavola raffigurante Giuda, in questo dipinto
occupano quasi interamente tutte le superfici è evidente come l'apostolo Giuda non era degno di
dell'edificio e sono una fenomenale rappresentazione poter sedere al tavolo con Gesù e gli altri Apostoli,
di storia dell'arte religiosa passando dalla pittura tanto che la figura di Giuda risulta essere stata
Medioevale (Madonna del Latte e san Cristoforo rovinata volutamente dai fedeli della Chiesa.
risalenti al trecento) fino al gusto barocco degli ultimi
interventi (il coro con la bella Crocefissione e la
rappresentazione degli Evangelisti e dei Dottori della
chiesa).
Bodrum
Kos
Symi
Nysiros Knidos
Rodi
BODRUM
Bodrum, anticamente Alicarnasso, in greco
Αλικαρνασσός, è una città della Turchia che
si affaccia sul Mar Egeo, a ridosso delle isole
greche.
KOS
Asclepieion
Asclepio era il Dio greco della medicina e
della guarigione, figlio di Apollo.
NYSIROS
L’isola di Nysiros è una piccola isola rotonda
(8 km di diametro) a pochi chilometri da Kos.
RODI
Rodi è la più grande tra le isole del
Dodecaneso, conosciuta anche come “Isola
delle Rose”.
SYMI
Symi si trova nella parte meridionale
dell’arcipelago del Dodecaneso, a soli 5
chilometri dalla Turchia.
KNYDOS
Le rovine di Knidos si trovano sulla punta
estrema della penisola di Datca e si possono
raggiungere via mare.
Maddalena Bitelli
GENOVA LA SUPERBA
TORRE GRIMALDINA
E LE CARCERI
Capo servizio, Monica Gotta - Fotografi, Monica Gotta, Stefano Zec e Sara Morgia
GENOVA LA SUPERBA
Cenni storici
Palazzo Ducale è stato completamente
restaurato a cura dell'architetto genovese
Giovanni Spalla.
In questa fase sono state valorizzate le basi
architettoniche del ‘500.
GENOVA LA SUPERBA Un esempio di questo è l'atrio voltato e il
prospetto su Piazza De Ferrari. Terminato
il restauro Palazzo Ducale è stato aperto al
La Torre e le carceri si possono visitare in pubblico per ospitare eventi e mostre essendo
autonomia oppure godere di una visita guidata, adibito a location museale e palazzo della
per scoprire le tracce dell’età medievale e una cultura.
narrazione secolare, un percorso tra arte e
storia. Il palazzo nacque dal raggruppamento di
alcuni edifici medievali.
Naturalmente, oltre alla storia, non mancano Si ingrandì nel corso dei secoli con la
certo leggende, aneddoti, racconti e curiosità costruzione di nuove parti fino ad arrivare ad
su Palazzo Ducale e la Torre Grimaldina tra cui un’estensione di 35.000 metri quadrati.
storie di fantasmi! Le diverse facciate e gli stili eterogenei
testimoniano questa graduale crescita fino ai
Le potrete leggere in un libro che raccoglie giorni nostri.
queste suggestive storie dove si raccontano La sua posizione, al limitare del centro storico,
non solo le leggende millenarie che da sempre lo mette in evidenza, come se fosse una porta
accompagnano la storia ufficiale di Genova, ma che apre l’accesso ad altre curiosità. Due sono
anche quelle metropolitane. gli ingressi: l'ingresso principale su Piazza
Matteotti con la sua facciata neoclassica e
l’ingresso su Piazza De Ferrari.
GENOVA LA SUPERBA
Altre ipotesi la farebbero risalire all’antica cinta A questi due livelli si apre una quadrifora, una
muraria del X secolo. finestra divisa verticalmente in quattro aperture
Probabilmente la torre faceva già parte di Palazzo divise da colonnine o piccoli pilastri. Al quarto piano,
Fieschi e il suo nome, Grimaldina, potrebbe derivare in mattoni a vista come i successivi, troviamo una
dal nome di una delle celle che si trovavano al suo trifora, una finestra divisa in tre aperture con le stesse
interno. caratteristiche della precedente.
La torre conta sette piani, i primi quattro compresi in A partire dalla metà del quinto piano, sul quale si apre
Palazzo Fieschi mentre i tre superiori si innalzano al una monofora – una finestra sormontata da un arco
di sopra del palazzo. con una singola e stretta apertura, la torre si staglia
Il primo piano presenta il bugnato, una lavorazione libera dalla struttura del palazzo.
muraria caratterizzata da blocchi di pietra sovrapposti
e in file sfalsate. Il sesto piano, mostra una grande monofora da un
lato e sugli altri tre lati una bifora, coronato da tre
Questa lavorazione pare fosse di origine funzionale, serie di archetti pensili, elemento architettonico con
dedita allo sgocciolamento dell’acqua piovana. file di archi ciechi. Fin dal Medioevo l'ultimo piano
Il secondo piano e quello superiore mostrano lo della torre ospitava una cella campanaria e l’ultima
stesso motivo con una decorazione a strisce bianche fu fusa durante la seconda guerra mondiale.
e nere. Nel 1980 fu installata una nuova campana.
La torre Grimaldina Pare che queste fossero tra le carceri più temute
Attira l’attenzione di chi guarda in su, antica Alle celle di detenzione furono dati nomi stravaganti
contro un palazzo ristrutturato per le Colombiadi come Paradiso, Superbia, Luna, Strega, Volpe ed
del 1992 in modo sapiente e con la massima altri la di cui provenienza resta velata di mistero.
cura verso la conservazione dell’originale. Le carceri occupavano parte del sottotetto al di
sopra dell'appartamento del Doge. Questo faceva
Sulla base delle antiche mura carolingie che sì che le celle fossero meno umide di quelle
risalgono al IX secolo d.C. è stata costruita una solitamente collocate nei piani più bassi, ma erano
parte della Torre Grimaldina. più soggette alle intemperie e ai rigori del clima.
A Genova c’era sempre poco spazio e quindi si Le celle sopra l'appartamento dogale erano piccole
costruiva sempre sull’esistente. e buie, provviste di doppie porte e con spesse grate
I piani superiori e i locali adiacenti furono in ferro inserite all'interno dei muri e dei pavimenti,
utilizzati come carceri dai tempi della Repubblica per impedire ogni tentativo di fuga.
fino alla Resistenza durante la seconda guerra
mondiale, attive fino al 1930.
Queste celle erano destinate ai prigionieri comuni
Un episodio del 1435 fa ipotizzare che a quel o politici.
tempo esistesse già una cella detta Grimaldina, Il piano superiore del pontino aereo
da cui prese poi il nome l'intera torre. dell'appartamento del Doge permetteva di mettere
TORRE GRIMALDINA
E LE CARCERI
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