GF51
GF51
com
N. 51 - 2020 | GENNAIO Gienneci Studios Editoriale. [Link]
VIGOLENO
DUCATO DI PARMA E PIACENZA
A cura di Captain Swat
51
[Link]
GENNAIO 2020
3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.
Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.
Director of [Link]
Giancarlo Nitti
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
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ANNO VI n. 51 Issuu
20 Gennaio 2020 giroinfoto magazine
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
STAGLIENO
GIROINFOTO MAGAZINE
51
I N D E X
R E P O R TA G E
VIGOLENO
GIULIANOVA 10 Ducato di Parma e Piacenza
62
Di Giancarlo Nitti
STAGLIENO
26 Il cimitero monumentale
Band of Giroinfoto
LA VILLA DORATA
48 Urbex
Urbex Team Old Italy
GIULIANOVA
62 Cittadina del litorale abruzzese
Di Andrea Ciarrocchi
URBEX
PIKE PLACE MARKET
74
48
LA VILLA DORATA All American Report 2019
Di Mariangela Boni
R E P O R TA G E
74
PIKE PLACE MARKET
R E P O R TA G E
10
VIGOLENO
R E P O R TA G E
LE MONGOLFIERE
88
116
di Mondovì ROLLI PART 2
Band of Giroinfoto
OMAN
Tra deserti e montagne
102
Di Cinzia Marchi
UNIFORM
MAST Bologna
130
Mostra fotografica
R E P O R TA G E
LE TUE FOTOEMOZIONI
138
102
Questo mese con: OMAN
Ivo Marchesini
Massimiliano Caligaris
Michele Petrelli
Adriana Oberto
R E P O R TA G E
88
LE MONGOLFIERE DI MONDOVÌ
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
377 226 98
VI PRESENTIAMO
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Gennaio 2020
197 46 8 30 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4%
16%
77% 1,5%
140.103 1.544
0,5% 1% Letture totali Letture nell'ultimo
dalla prima uscita mese.
VIAGGIA
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FOTOGRAFA
Laddove
Si estendeva il Ducato di Parma e Piacenza
vi è un territorio da vivere, scoprire e
gustare.
Per me, soprattutto da gustare.
Vigoleno
Il Borgo di Vigoleno, incluso nella lista
dei Borghi più belli d'Italia, intatto in
tutte le sue parti è l'esempio di borgo
fortificato medievale del X° secolo.
Passando
dal Rivellino, un ingresso fortificato che,
all'occorrenza, si poteva isolare in caso di assedio,
capiamo immediatamente che la fortificazione è
stata
progettata per proteggere chi la abitava.
Aveva funzioni di controllo in un'area strategica di
passaggio di milizie tra la pianura e l’Appennino.
Appunto!
Il mio olfatto non si sbagliava!
Ecco che, su di un banco all'esterno di un negozietto, si
presentano diverse ceste di salumi di tutti i tipi, ma prima ne
approfitto per farmi una bella bevuta dalla fontana della piazza:
ci sono anche dei pesci rossi che casualmente potrebbero finirmi
in bocca.
Il Salame Piacentino
Prodotto garantito in qualità, a partire dal 1996, dal
riconoscimento del marchio DOP e famoso per la sua bontà
già a partire dal XV secolo, il “Salame Piacentino” nasce dalla
lavorazione di carni di maiali allevati nelle zone che, secondo
il Disciplinare, fanno riferimento esclusivamente all'Emilia-
Romagna e alla Lombardia.
Il mastio
Il Mastio è accessibile pagando un biglietto di 4 euro a
persona.
All'interno delle fondamenta della torre si trovano le
antiche galere, costituite solamente da un paio di catene
fissate alle pareti.
Di recente è stato aperto il Museo degli Orsanti, posto nella realizzata esclusivamente all’interno del territorio comunale
Casa Tanzi all’ingresso del borgo. di Vernasca, con uve bianche locali che dopo la vendemmia
All'interno troviamo un’ampia documentazione fotografica devono essere lasciate appassire su graticci; la spremitura
e molti oggetti esposti che ripercorrono le vicende degli può avvenire soltanto dopo il 1° di dicembre.
abitanti dell’alto Appennino, che per sopravvivere ai duri
inverni alcuni di loro divennero, tra la fine del 1800 e inizi del Un vino D.O.C. che richiede particolari cure e che si produce
1900, teatranti ambulanti che ammaestravano orsi e altri in piccole quantità, ma il vero principe del gusto rimane il mio
animali. caro e saporito salame piacentino.
Da qui il nome Orsanti.
Captain Swat
Il borgo si può visitare tutto l’anno, in tarda primavera e per
tutto il periodo estivo vengono organizzati eventi, come
“La notte romantica dei borghi più belli d’Italia”, I mercatini
delle meraviglie, mostre e concerti jazz serali; nel periodo
natalizio, in una delle case, è ospitato un presepe molto
suggestivo.
Luca Barberis
Monica Gotta
Sara Morgia
Stefano Zec
Comune di
GENOVA
Vi chiederete il motivo per cui siamo andati a visitare il
Cimitero Monumentale di Staglieno.
Fabrizia
Scortecci
genovatracce@[Link]
Fg-design Photography
Storia e
sviluppo
del Cimitero
di Staglieno
Nel 1832 un decreto di Re Carlo Alberto vietò,
per ragioni di salute pubblica, la tumulazione
dentro le mura cittadine, nelle chiese e nei cimiteri
parrocchiali.
Personaggi
Sono molti i personaggi famosi che
riposano in questo luogo d’arte.
Rappresentano la storia, la cultura, le
arti non solo nazionali ma anche locali.
TOMBA RIBAUDO
Monica Gotta Photography
Una nuova
visione
Addentrandoci nel cimitero abbiamo capito di
essere in un’oasi di pace, ricca di panorami e
bellezza, di storie d’umanità e di tesori d’arte.
Iniziamo la mattinata con le zone all’aperto per godere La statua centrale sembra librarsi in aria e, se si
della luce del sole. osserva la posizione dei piedi nudi, essi sembrano
Entriamo da Piazzale Resasco e ci dirigiamo verso il non toccare terra per poter reggere con delicatezza un
Porticato Montino risalente agli anni ’20. fiore.
Una rappresentazione che affascina in modo
Spiccano i colori della volta, l’arancio e un accenno di particolare è la statua della Tomba Gardella.
giallo contro il bianco del marmo. Una donna voltata di schiena, inginocchiata, col capo
I nicchioni del nuovo porticato furono acquistati leggermente chino, coperta da un velo drappeggiato
in tempi brevi dalle famiglie della nuova borghesia che ne lascia intravedere le forme sensuali.
mercantile e imprenditoriale genovese.
Le decorazioni ripercorrono stili del passato ma Il drappo, i capelli e il corpo formano un’onda che
testimoniano anche una nuova forma d’arte rivolta l’occhio segue naturalmente, il tutto incorniciato in un
verso la modernità del secolo. ovale che riprende nuovamente la forma della donna
In questo spazio è documentata la scultura ligure nel suo velo.
nella sua evoluzione durante le due guerre mondiali.
Troviamo quindi diversi stili come il tardo liberty, il Camminando sotto il porticato non si può non
linguaggio stilizzato e geometrico del déco, alcune rimanere affascinati dal susseguirsi di sculture
riprese del classicismo e realismo ottocentesco. presenti nella galleria.
Ognuna di queste figure ha da raccontare qualcosa.
A destra si vedono tombe di genere più austero e Ali d’angelo, mani giunte, pose in preghiera, altre figure
severo, a sinistra figure rappresentate in stile più sembrano librarsi in aria come se non toccassero
moderno a volte struggente. terra.
Un esempio del tardo Déco è la Tomba Scorza scolpita Tanti sono i simboli che si notano, parole mistiche
da E. De Albertis nel 1931. scolpite nel marmo, rappresentazioni e raffigurazioni
Rappresenta tre figure dal carattere essenziale che che riportano alla mente concetti fondamentali.
richiamano le Tre Grazie del Canova che ritraevano le
famose dee della mitologia greca, figlie di Zeus che
diffondevano splendore, gioia e prosperità nel mondo
umano.
TOMBA GARDELLA
Monica Gotta Photography
TOMBA PESCHIERA
CAPPELLA RAGGIO
Monica Gotta Photography
TOMBA CELLA
Monica Gotta Photography
Entriamo ora nel Pantheon lieti di poterne vedere gli Le statue che si possono ammirare nelle nicchie sono
interni. le seguenti:
Nel 1840 con uno stanziamento di 200.000 Lire venne
approvato il progetto della Cappella dei Suffragi, ossia Immacolata – 1876 di Domenico Carli
del Pantheon. Adamo – 1878 di Lorenzo Orengo
Furono necessari altri stanziamenti per la conclusione Eva – 1878 di Gianbattista Villa Mosè – 1876 di G.B.
dell’opera che avvenne nel 1878. Tassara
La pianta è circolare, coperta da una cupola con rosoni Ezechiele – 1878 di Emanuele Giacobbe
in stucco e lanternino in vetro e ferro. Daniele – di Pietro Costa
Le 16 colonne che sostengono il camminamento San Giovanni Evangelista – 1877 di Domenico Gallino
anulare sono nere in contrasto con il colore San Michele – di Santo Varni, non datata ma realizzata
predominante della struttura, il bianco. tra il 1876 e il 1878
Alzando lo sguardo notiamo il soffitto a cassettone
con cornici di stucco. Le statue nelle nicchie non sono gli unici pezzi artistici
presenti nel Pantheon.
Il Padre Dominicano Vincenzo Marchese di Santa Ci sono bassorilievi in marmo e altorilievi in stucco.
Maria di Casello, personaggio alquanto conosciuto Alcuni dei protagonisti della realizzazione di queste
nel panorama culturale e religioso genovese del XIX opere sono nuovamente Giacobbe e Domenico Valle.
secolo, fu colui che studiò il programma iconografico
del Pantheon. Le statue di Giobbe e Geremia furono realizzate da
Al termine della sistemazione delle varie statue nelle Giuseppe Benetti e le allegorie della Speranza e della
nicchie del peristilio, nel 1879 stampò il programma Carità eseguite da G.B. Cevasco.
iconografico.
Non mancarono polemiche e controversie ad opera di
molti scultori genovesi che desideravano porre le loro
opere all’interno del tempio.
PANTHEON
Sara Morgia Photography
TOMBA APPIANI
Monica Gotta Photography
Monica Gotta Photography
VENDITRICE DI NOCCIOLINE
Monica GottaPhotography
TOMBA RIBAUDO
Sara Morgia Photography
LA VILLA DORATA
Partiamo ora con la visita… Le stanze accanto sembrano molto più recenti e
Il piano terra è composto da un ingresso, una potrebbero essere state ristrutturate in un secondo
stanza che probabilmente fungeva da ufficio in momento (cucina e bagno).
quanto piena di documenti contabili e fiscali,
un salotto, una sala da pranzo, una cucina e un
bagno.
LA VILLA DORATA
E in effetti, eccola!
Ci troviamo di fronte ad uno spettacolo di una
bellezza incredibile: si presenta come una sala
comune, in mezzo vi è soltanto un cammino e,
contro le pareti, poltroncine rosse che ricordano
molto le poltroncine delle chiese, come se fosse Infine, scopriamo la terza stanza che compone
una sala da preghiera. questa parte della villa ed è altrettanto
sorprendente: si tratta di una sala di colore
I colori dominanti delle pareti sono il blu e l’oro, rossiccio, tutta affrescata con dipinti stupendi,
il che la rende degna della stanza di un castello. sia sulle pareti che sul soffitto.
La sua particolarità è il soffitto a cassettoni che
presenta ornamenti dorati con all’interno affreschi Questa volta la stanza è completamente priva
di colore blu. d’arredi.
Questa villa ci lascia, come sempre accade, grandi Ci possiamo solo augurare che, prima o poi, qualche
interrogativi in testa: come mai tanto sfarzo nel bel erede o acquisitore si faccia vivo con l’intenzione di
mezzo di un paesino di campagna? riportare alla luce tanta bellezza.
Come mai la presenza di queste ultime stanze, di stile
diverso tra di loro e leggermente tagliate fuori rispetto Noi possiamo solo constatare (per l’ennesima volta)
al resto della casa? che il nostro paese nasconde dei tesori incredibili in
luoghi veramente improbabili ed è proprio questo il
La cosa che ci colpisce di più è che nessuno si sia in- bello delle nostre esplorazioni…
teressato al recupero dei beni all’interno della casa (se
non malintenzionati).
1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.
3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.
5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.
7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente
9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.
Giulianova
Un viaggio tra arte, storia ed attrazioni turistiche di una cittadina del litorale abruzzese
Giulianova
arte, cultura e attrazioni
Giroinfoto Magazine nr. 51
R E P O RTA G E | GIULIANOVA 65
In epoca romana era già un centro attivo, sede di un porto a funzione commerciale
e militare.
L’insediamento urbano aveva il nome di Castrum Novum e durante la seconda
guerra punica rappresentò una delle basi di partenza della flotta navale.
La storia della città si riflette nella sua bellezza composita ed articolata che spazia,
nei suoi elementi di rilievo, dalle antiche torri di fortificazione agli edifici in stile
Liberty risalenti ai primi del Novecento.
TORRIONE LA ROCCA
Andrea Ciarrocchi Photography
Ospitava in principio una lapide dedicata alla fondazione della città du-
rante il Rinascimento, andata distrutta.
La scalinata, che conserva ancora oggi tutto il suo fascino, è stata re-
staurata e risistemata negli anni novanta.
A cornice della spiaggia, il lungomare monumentale fu ideato da Giusep-
pe Meo e traeva ispirazione dal viale della vittoria di Bengasi.
Sempre nei primi decenni del Novecento sorsero alcune ville in stile
Liberty e il palazzo Kursaal, un tempo albergo di lusso, oggi impiegato
quale centro congressi.
Andrea Ciarrocchi
08/
2019
All American Report
EDITION
S E AT T L E
Con ancora impressi nella mente i
magnifici contrasti tra il blu dell’oceano
e il bianco delle coste dell’Oregon,
approdiamo nella futuristica Seattle.
Boni
A cura di
MARIANGELA
Photography
Band of Giroinfoto Expedition MARIANGELA Boni e GIANCARLO Nitti
SEATTLE SKYLINE
Giancarlo Nitti Photography
Giancarlo Nitti
Photography
PRESENTA
BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project
ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.
Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.
Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-
Condividi
siede attrezzatura professionale o semi-professionale.
Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado
Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.
Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.
SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto si trova a Torino con sezioni a Genova, Milano e Roma.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.
Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.
EPIFANIA
Fotografie
Adriana Oberto
Annamaria Faccini
Barbara Lamboley
Claudia Lo Stimolo
Davide Giovinazzo
Debora Branda
Domenico Gervasi
Floriana Speranza
Giancarlo Nitti
Giulia Migliore
Giuliano Guerrisi
Giulio Pascali
Luca Barberis
Maria Grazia Castiglione
Aereoclub Mondovì
In collaborazione con
Massimo Tabasso
Monica Gotta
Monica Pastore
Remo Turello
Samuele Silva
Sara Morgia
Stefano Zec
A d ri
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t o P h o to gr a
il 4,5 e 6 ph y
gennaio
scorsi si è tenuto a proveniente dal Regno
Mondovì, in provincia Unito così come “Tall
di Cuneo, il 32° raduno Steve”, il pinguino la cui forma
aerostatico internazionale supera i 35 metri d’altezza; “Van
dell'Epifania. Gogh”, mongolfiera guidata da
un equipaggio olandese; infine,
Per due volte al giorno, alle 9.30 e “Rhino”, dal Belgio, il rinoceronte
alle 14.30, trenta mongolfiere hanno decorato con la frase SAVE ME per
preso il volo partendo dall'area verde sensibilizzare gli spettatori sulla
del parco Europa riempiendo il cielo specie a rischio di estinzione.
di colori e forme particolari.
L’idea di un primo raduno di
Oltre ai palloni dalla classica forma che mongolfiere in Italia fu di Giovanni
siamo abituati a vedere ed immaginare, Aimo, un monregalese, pilota di aerei
quest'anno erano presenti anche quattro nonché fondatore del primo Aeroclub
“forme speciali”: “Adelaide” il koala d’Italia dedicato al volo aerostatico.
I
n realtà il raduno dell'Epifania nacque come
Luca Barberis Photography “volo di Capodanno” nel 1983.
In quell'occasione si riunirono tre piloti che
volevano portare anche in Italia un raduno come
Sara Morgia Photography quelli già presenti in altre parti d'Europa.
Alcuni piloti alla partenza si dotano di un palloncino La tre giorni del raduno, organizzato dall’Aeroclub
per valutare le correnti nelle fasi di decollo e nella mongolfiere Mondovì, ha così colorato il cielo azzurro
prima altezza. e terso della città e della campagna circostante a cui le
Per condurre una mongolfiera, il pilota deve conseguire Alpi Marittime e Cozie hanno fatto da regale cornice.
un brevetto con lo studio di cinque materie e fare
pratica tramite 16 ore di volo in accompagnamento. La presenza di pubblico giunto dalla provincia
Tuttavia il pilota non è mai solo, c’è un vero e proprio “granda”, dalla vicina Liguria, dalla Francia e un po’
team che lo supporta in ogni fase: dal trasporto alla da tutta Italia ha reso ancora più internazionale una
preparazione al gonfiaggio, dal decollo al recupero manifestazione tanto storica quanto ormai prestigiosa.
della mongolfiera e del suo equipaggio là dov’è
atterrata. Infatti, le correnti e le diverse situazioni
metereologiche non sempre rendono possibile il rientro
al punto di partenza.
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Sultanato dell'Oman
Viaggio attraverso
i deserti e le montagne.
Appena atterrati a Muscat l'impatto è stato forte: All'interno troverete un grande lampadario di cristalli
erano le 19:00 e c’erano 40 gradi, con una percezione Swarovski di 10 tonnellate e un magnifico tappeto in
persino maggiore vista la forte umidità e l’aria rovente seta che è stato intrecciato da 600 donne iraniane in
ci scendeva nei polmoni. Saliamo subito su un taxi e un unico pezzo di 4.200 metri quadri.
andiamo in albergo. Date anche un'occhiata ai suk, al porto della città
che si affaccia sul golfo Persico e ai forti portoghesi
Consiglio di trascorrere almeno un paio di giorni a costruiti in cima alle scogliere.
Muscat e visitarla prima di partire con un 4x4 alla È una città in perenne sviluppo come il resto
scoperta di questa terra incredibile. dell'Oman.
A Muscat non perdetevi la visita alla Grande Moschea Dopo due giorni a Muscat iniziamo ad acclimatarci
del Sultano Qaboos, completamente ricoperta da ma non si smette di sudare, cominciamo ad abituarci
marmi bianchi all'esterno con una grande cupola d'oro ai grandi sbalzi di temperatura tra interni ed esterni e
che al sole risplende. non vediamo l'ora di immergerci in questa terra dove la
Resterete impressionati dalla pulizia quasi maniacale sabbia domina.
dei pavimenti all'esterno.
Muscat
Sultanato dell'Oman
Wadi e la strada
per Salalah.
Per me il viaggio vero e proprio è iniziato una volta è importante indossare delle scarpe da trekking e
lasciata Muscat. portare con voi dei sandali o scarpette da roccia da
Davanti a noi un paesaggio desertico: poche dune, indossare nelle pozze.
sabbia e sassi, dromedari e capre nubiane.
Ci dirigiamo verso Sur famosa nel Golfo Persico Infatti, andando avanti, la strada cambia e si inizia a
per la costruzione di navi in legno, i dau, le stesse salire in mezzo a rocce e sassi (ho visto una guida del
imbarcazioni che venivano usate due secoli fa per il posto farla a piedi nudi, ve lo sconsiglio).
commercio.
La salita in sé non è impegnativa ma le temperature
Da qui prendiamo la strada per il Wadi Shab, uno dei elevate la rendono difficoltosa.
più bei Wadi omani. Il paesaggio che si gode da lassù ripaga la fatica.
Per raggiungere il cuore di questo canyon bisogna Salendo in mezzo alle rocce si trovano delle pozze, ed
camminare per circa un'ora. intorno a queste una vegetazione di un verde brillante
Consiglio di non farlo nelle ore più calde, ve lo dico che fa da contrasto.
visto che ho fatto l'errore di partire alle 11 di mattina Queste pozze sono popolate da piccoli pesci che vi
sotto il sole cocente. ripuliscono dalla pelle morta e ci sono una miriade
Portatevi acqua a sufficienza e snack: è facile avere un di libellule di tanti colori diversi: blu, rosse, gialle,
calo di zuccheri. arancioni, verdi e turchesi e di tutte le grandezze,
La partenza di questo canyon è purtroppo rovinata vi consiglio di portare un'ottica macro se siete
dall'autostrada che passa accanto; giratele le spalle e appassionati di fotografia.
immergetevi con lo sguardo verso il wadi.
Dopo questo tratto in salita il sentiero si allarga
Per iniziare il tragitto bisogna prima attraversare nuovamente e costeggiamo un Falaj, il sistema di
il fiume e per farlo ci sono delle barchette a pagamento irrigazione omanita.
che fanno la spola da una riva all'altra. Camminando per un po’ di metri lungo il Falaj si
Arrivati sull'altra sponda si inizia il primo tratto, il più raggiunge una serie di cascatelle e alla fine la piscina
semplice. principale del Wadi Shab.
Qui si vedono delle piccole coltivazioni grazie alla
presenza dell'acqua: una delle principali colture è il Qui dovete lasciare le vostre cose.
foraggio per gli animali, tagliato ancora a mano. Se potete, portate con voi una borsa impermeabile,
Per attraversare questa piana fatta di sabbia e ciottoli altrimenti o vi fidate o dovete fare a turno.
Quindi si riparte e si passa la notte nella riserva delle molta gente si perde e non sempre finisce bene.
tartarughe di Ras al Jinz. I campi beduini sono ben attrezzati.
Se prenotate la camera nella riserva avrete la corsia Nonostante siano nel nulla hanno un piccolo bagno
preferenziale per la visita guidata sia notturna che con il cielo come soffitto e un'ampia tenda con un
mattutina sulla spiaggia alla ricerca delle tartarughe comodo letto, non è avventuroso ma se proseguirete
verdi che vengono a deporre le uova. nel viaggio vi rifarete nel Quarto vuoto, Empty Quarter
desert.
Per essere sicuri di vederle il periodo migliore è
da giugno a settembre: circa 30.000 tartarughe Noi non ci siamo fatti mancare nulla, siamo stati
depongono le proprie uova. accolti da una bella tempesta di sabbia.
Va comunque un po‘ a fortuna: molti dicono che il Intorno a noi era tutto giallo e polveroso e
periodo ideale sia ad ottobre ma non è vero. paurosamente caldo.
Noi siamo stati fortunati, ne abbiamo viste quattro il Arrivati al campo si è scatenato un bel temporale con
secondo giorno ma la sera prima nessuna. poca acqua ma tanti fulmini.
È stato spaventoso perché ci si sente in balia degli
Lasciata la riserva ci dirigiamo verso il deserto di elementi e nel contempo magnifico: il temporale nel
Wahiba sands, più comunemente chiamato Sharqiya deserto è magico!
sands.
Abbiamo trascorso la notte in un campo tendato
beduino.
In questa zona vi è un’ampia scelta, noi abbiamo
optato per uno piccolo.
Meglio pagare in più per farsi venire a prendere
dato che raggiungere i campi non è facile: qui infatti
navigatori e GPS non funzionano, come purtroppo in
gran parte dell'Oman e specialmente nelle zone poco o
per nulla popolate.
È molto facile perdersi e vi assicuro che nel deserto i
riferimenti non esistono.
È un continuo cambiare ed in più ricordarsi di una duna
piuttosto che di un'altra è praticamente impossibile;
Nei campi di questa zona solitamente si è accolti con È meraviglioso Il contrasto che si crea tra il colore
i datteri (buonissimi) e caffè omani, un caffè molto ma bianco grigio della terra e il color turchese brillante
molto lungo e leggermente speziato. dell’oceano.
Alla sera viene servita una cena omanita e al mattino In mezzo al nulla si scorgono alcune torri delle mosche
un'abbondante colazione. e pali dell'elettricità: sono dei villaggi di pescatori.
In un campo così piccolo, il silenzio la fa da padrone.
I beduini sono molto ospitali e vi viziano pure, l'unico Vi troverete poi a costeggiare le fantastiche dune
momento di relax in questo viaggio. bianche (Sugar sands) di Al Khaluf, dove cielo e
oceano si confondono in un'unica linea e il colore
Il mattino dopo si riparte e si inizia la parte più faticosa incredibile di queste dune non può che lasciarvi a
del viaggio verso Salalah con una tappa serale a Dumq, bocca aperta.
tappa pressoché obbligatoria visto che dovremo
percorrere circa 1100Km lungo la costa. Verrete ripagati della parte più monotona del viaggio.
Qui attrezzatevi bene con acqua e cibo e fate sempre il Il colore dell'oceano è di un turchese sorprendente
pieno di benzina. che risalta grazie ai colori neutri della terra che lo
La prima parte del viaggio è più facile perché costeggia.
si incontrano dei paesi, la seconda tappa è più
impegnativa, specialmente per fare il pieno, si Inutile dire che la voglia di tuffarsi è molto forte, ma è
susseguono chilometri e chilometri di nulla. meglio desistere: le correnti sono forti, le acque sono
infestate da meduse, pesci palla e da squali e le acque
Vi starete chiedendo: ma cosa c'è di bello da vedere? sono profonde già vicino alla riva.
In effetti non c'è nulla: deserto piatto e tanto caldo.
Qua e là compaiono qualche dromedario e le capre. Chilometri di sabbia bianca costeggiata da uno
Queste ultime sono proprio incredibili; le vedrete in splendido mare e nessuno intorno se non uccelli
gruppo alla ricerca di qualsiasi cosa da mangiare o marini e le barche dei pescatori tirate in secca sulla
scappare via per due gocce d'acqua o dritte su due spiaggia.
zampe per mangiare dai rami degli alberi. Un paradiso.
Non lasciate mai l'auto parcheggiata sotto un albero
con loro nelle vicinanze o ve le ritroverete sul cofano o
sul tetto.
Sultanato dell'Oman
Empty Quarter
Alla sera arriviamo a Duqm. allevamenti di mucche.
Da piccolo villaggio di pescatori che era si sta Terra del franchincenso, a Salalah visitate il suk di
sviluppando in un grande centro grazie alla Al Haffa dove vi perderete nel profumo dei vari tipi
costruzione del nuovo porto che punta a diventare il d'incenso.
primo porto del Medio Oriente, di un aeroporto e della Da Salalah partono i tour per Rub'al-Khali, o quarto
ferrovia, oltre alle nuove infrastrutture per favorire il vuoto (quarta parte dopo cielo terra e mare),
turismo. che è così inesplorato che persino i beduini
attraversano solo le zone marginali.
Il mattino dopo si riparte alla volta di Salalah. Si può visitare solo con una guida del posto, troppo
Un viaggio di 613Km facendo la strada n.39, quella che pericoloso altrimenti poichè si perde subito il senso
percorre la costa. d'orientamento.
Da qui la strada è spettacolare, oceano dalle acque I tour propongono andata e ritorno in giornata o di
trasparenti che lambiscono spiagge bianchissime, il passare la notte nel deserto. Se potete optate per la
deserto e le montagne del Jabal Samhan, questa è la seconda, il prezzo è abbastanza elevato ma ne vale la
regione del Dhofar. pena.
Da giugno a settembre è la stagione dei monsoni, il
Khareef, e a Salalah arrivano i turisti locali che qui Il giro comprende anche la visita alle piantagioni di
riescono a sfuggire alle temperature torride del golfo franchincenso e a Ubar, la città perduta e patrimonio
arabico. dell'Unesco chiamata anche Atlantide del deserto, Iram
In questo periodo il paesaggio cambia completamente delle colonne e la Città d'ottone.
colore, le montagne e le vallate da color ocra diventano Ciò che resta della città purtroppo sono soltanto dei
verdi, questo è l'unico posto dove abbiamo visto degli resti.
Per passare la notte nel deserto ci vuole spirito Solo alle 4.00 di notte circa si ha un abbassamento
d'adattamento. di temperatura, arriviamo a 20°C e, per la prima volta,
La nostra guida ha trovato un'area dove accamparci avvertiamo freddo e decidiamo quindi di entrare nei
ai piedi di un'enorme duna che al mattino ci avrebbe sacchi a pelo.
riparato dal sole nascente per alcune ore. La nostra guida ha ricevuto la visita di un grazioso
topolino del deserto che ha sgranocchiato il suo
Siamo arrivati alle 16.30 circa e da qui ci siamo tappeto e il suo piede, noi invece al mattino abbiamo
arrampicati in cima alla duna per aspettare il tramonto notato intorno a noi parecchie orme di varie misure e
e poter ammirare tutto il deserto attorno a noi, il alcune lasciate da esseri striscianti.
susseguirsi senza fine di dune una differente dall'altra,
il cambio di colore in base alla luce. Alla fine del Svegliarsi appena prima dell'alba è un obbligo per
tramonto il rosa intenso e l'ocra lasciano il posto ad un vedere il sole sorgere e le dune passare dal grigio al
grigio uniforme. giallo e poi al rosa, oltre al fatto che è l'unico momento
in cui, complice la temperatura mite, si riesce a
Dopo il tramonto scendiamo dalla cima della duna e la scorgere un po’ di vita: considerate che alle 9.30 ci
guida ci fa trovare la cena pronta. sono già 39 gradi C.
Mangiando seduti su tappeti beduini (la guida è un
beduino delle montagne), a causa del vento e del caldo,
decidiamo di non accendere il fuoco che terrebbe
lontani animali e insetti notturni.
Sultanato dell'Oman
Ritorno a
Muscat.
Lasciamo anche Salalah e iniziamo il viaggio di ritorno “la montagna del sole”) che con i suoi 3004 metri di
verso Muscat, con tappa a Nizwa, seguendo la strada altezza è la cima più elevata dei monti Hajar. Da qui si
interna, che è anche la più veloce. gode di una spettacolare vista sul Wadi Ghul, il Grand
Il viaggio consiste di 878 Km da percorrere in un giorno Canyon d'Arabia.
solo.
Al contrario dell'andata, il paesaggio si rivela più Pernottiamo a 2800 metri e il giorno dopo affrontiamo
monotono, prettamente composto da deserto, ma il Wadi Bani AWF: una pista mozzafiato che attraversa
anche più semplice in quanto ci sono più possibilità di i monti Hajar e che, trattandosi di una strada sterrata,
rifornimenti lungo la strada. stretta, tortuosa, a strapiombo e senza protezioni
laterali, si può percorrere solo con un 4x4 e non in una
Nizwa si trova a circa un'ora e trenta da Muscat ed è giornata di pioggia.
situata tra le montagne dell'Hajar, catena montuosa
dell'Oman settentrionale. A metà strada incontriamo il villaggio di Bylad Sait, uno
È circondata da piantagioni di datteri ed è l'unica città dei più tradizionali villaggi in Oman, un'oasi in questo
dove nel suo centro storico si respira ancora l'aria del territorio roccioso. Da qui si prosegue fino a Nakhal
passato. dove si riprende la strada asfaltata che ci riporta a
Da visitare il forte e il suk, dove ogni venerdì si tiene Muscat.
il mercato del bestiame, detto anche mercato delle E questo stupendo viaggio in Oman,si chiude qui, da
capre. dove era iniziato.
PART 2
PART 2
Genova, 11-12 e 13 Ottobre 2019
(Mark Twain)
Continua il viaggio tra i palazzi delle antiche famiglie nobiliari genovesi attraverso la visita dei Rolli.
Nel numero precedente ci siamo fermati a sbato 12 ottobre, visitando alcuni palazzi e raccontando le loro storie.
PALAZZO BIANCO
Monica Gotta Photography
O Palazzo Doria-Tursi
Via Garibaldi, 9
Nel 1875 Gustave Flaubert dice … Come accadde a Palazzo Bianco, la Duchessa di
“Il primo palazzo che ho visto è stato il Palazzo Galliera donò anche Palazzo Rosso alla città di Genova
Brignole; facciata rossa, scalone di marmo. che divenne quindi parte del percorso museale della
Le statue non sono grandi come in altri palazzi ma la città. Insieme a palazzo donò la pregiata quadreria,
manutenzione, i mosaici dei pavimenti e soprattutto i una collezione di tessuti, una di ceramiche e una
quadri lo rendono uno dei più ricchi di Genova”. numismatica anche se non pertinenti al nucleo storico.
La storia di Palazzo Rosso è intimamente legata alla Dopo la Seconda Guerra Mondiale fu sottoposto ad
storia delle famiglie Brignole e Sale. interventi di restauro coordinati dalle Belle Arti. In
Tra le famiglie dette nuove furono tra i primi a quest’occasione fu creata anche la scala elicoidale di
poter aspirare alla nobiltà per via di oculati intrecci Franco Albini.
matrimoniali.
PALAZZO ROSSO
Adriana Oberto Photography
Giroinfoto Magazine nr. 51
122 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA
[Link] SPINOLA
Monica Gotta Photography
Via Garibaldi, 1
TOBIA PALLAVICINO
Stefano Zec Photography
Giroinfoto Magazine nr. 51
126 R E P O RTA G E | ROLLINFOTO 2019 - GENOVA
Via Garibaldi, 2
Nel corso della storia le forme si sono evolute ad opera di Si accede infine alla terrazza dove si trova
artigiani raffinati e maestri nella lavorazione dei materiali un ninfeo in cui si trovava una scultura
così come del cristallo. raffigurante il “Rapimento di Elena”, oggi
conservata al Museo di Sant’Agostino e da
Lo scopo era di ottenere un’eccellente rifrazione della cui si osservano le finestre di altri palazzi una
fiamma e della luce naturale. prospettiva rialzata
Il palazzo è una delle più vaste costruzioni del Nella parte levantina del palazzo troviamo la Sala del
Seicento-Settecento a Genova con affreschi Trono, la Sala delle Udienze e, dopo gli appartamenti,
realizzati dai nomi più illustri dell’arte e della troviamo la Sala degli Arazzi.
decorazione barocca e rococò. Si può anche uscire all’esterno sulle terrazze che
La costruzione iniziò con la parte centrale, mentre donano ai visitatori una meravigliosa vista sui vicoli di
l’ala orientale, la facciata e il Teatro del Falcone Genova da un lato e sul Porto Antico dall’altro.
furono volute da Eugenio Durazzo. Risale a
quest’epoca anche la famosa Galleria degli Specchi.
Di epoca settecentesca è anche il giardino pensile
che presenta un risseu risistemato ad opera d’arte
nel 1965-66. Monica Gotta Photography
Caduti in crisi economica, i Durazzo misero in
vendita il palazzo e fu il Re di Sardegna Vittorio
Campetto, 8
Dopo 392 anni torna nel palazzo che fu suo e della sua
famiglia un dipinto rimasto a lungo nascosto. Parliamo
di Gio Vincenzo Imperiale che risistemò il palazzo su
progetto di Andrea Ansaldo.
Durante le molte edizioni dei Rolli Days molti studenti, La manifestazione ha riscosso grande successo
dottorandi e ricercatori dell'Università degli Studi fin dalle prime edizioni ed il numero di visitatori è
di Genova hanno accolto i visitatori nei palazzi e si aumentato nel corso degli anni.
sono resi disponibili ad illustrare la magnificenza I numeri ufficiali pubblicati a seguito dell’edizione
delle antiche dimore e a mostrare le opere dei grandi Ottobre 2019 parlano di 130.000 presenze.
maestri che le decorarono. Un risultato in termini di diffusione della cultura,
divulgazione della storia di una città che affonda le sue
Li troverete sempre agli ingressi dei palazzi per farvi radici nel lontano V secolo a.C. e sostegno al turismo
vivere quest'esperienza nel modo più coinvolgente della città non indifferente.
possibile.
Vorremmo pertanto portare all'attenzione di tutti il Sono stati coinvolti influencer locali ed internazionali
considerevole ed apprezzabile impegno di queste per promuovere in diretta i Rolli Days e anche 15
persone che dedicano il loro tempo alla valorizzazione ambassador locali.
di questo patrimonio inestimabile. I canali social hanno ottenuto grande risposta e sono
stati pubblicati i numeri di visualizzazioni, click e
Potrete anche rivolgervi per qualsiasi informazione agli fotografie con hashtag ufficiali relative all’evento.
uffici turistici del centro di Genova.
Uno si trova in Via Garibaldi 12r, nel cuore della città. Un grande successo, una formula vincente per la
L'altro si trova in zona Porto Antico in Via Al Porto promozione del turismo e della cultura della città di
Antico, 2. [Link] 1684 e più gravemente in quello aereo del
Sono disponibili anche guide turistiche abilitate della 1942.
Provincia di Genova di cui troverete i recapiti sui siti
dedicati all'evento dei Rolli Days. Purtroppo gli affreschi del primo piano, delle Sale di
Apollo e del Ratto di Proserpina, sono in cattivo stato
di conservazione.
BOLOGNA
IN TO THE WORK/
OUT OF THE WORK
IN TO THE WORK/
OUT OF THE WORK
LA DIVISA DA LAVORO NELLE IMMAGINI DI 44 FOTOGRAFI
UNIFORM INTO THE WORK/OUT OF THE WORK comprende una mostra collettiva
sulle divise da lavoro nelle immagini di 44 fotografi e un’esposizione monografica
di Walead Beshty, che raccoglie centinaia di ritratti di addetti ai lavori del mondo
dell’arte incontrati dall’artista per i quali l’abbigliamento professionale è segno
distintivo,una sorta di tacito codice dell’anti-uniforme.
WALEAD BESHTY
Collector (Collezionista),
Los Angeles, California,
February 26, 2014
2014
courtesy of the artist and
Regen Projects, Los Angeles
© Walead Beshty
PAOLA AGOSTI
Forlì, 1978
Giovane operaia ferraiola in cantiere/
Young iron worker
© Paola Agosti
IRVING PENN
Macellai / Les Garçons bouchers
1950
Irving Penn | Les Garçons Bouchers,
Paris, 1950 | © Condé Nast
La mostra è un viaggio tra le uniformi, che sollecita una con le uniformi degli apprendisti del più grande rivenditore di
riflessione sull’essere e sull’apparire: le casacche da lavoro generi alimentari "Migros" della Svizzera fotografati da
fotografate da Graciela Iturbide, i grembiuli protagonisti dei Marianne Müller, i colletti bianchi di Florian Van Roekel fanno
“piccoli mestieri” - come li chiama Irving Penn - del da contrappunto alle tute nere dei minatori nelle foto del cinese
pescivendolo e dei macellai, le tute degli scaricatori di carbone Song Chao e alle lavoratrici di una fabbrica di abbigliamento
nel porto de L’Avana ritratti da Walker Evans, gli abiti dei immortalate da Helga Paris.
contadini negli scatti a colori di Albert Tübke, le tute da lavoro
delle operaie nelle officine di montaggio della Fiat, a Torino, L’abbigliamento da lavoro comprende anche gli indumenti
nelle fotografie di Paola Agosti. protettivi, che sono al centro delle immagini sia del messicano
Manuel Álvarez Bravo, sia di Hitoshi Tsukiji che si sofferma sui
Nelle immagini di Barbara Davatz gli abiti da lavoro dei guanti di sicurezza della Toshiba, sia di Sonja Braas, di Hans
collaboratori di una piccola fabbrica svizzera si confrontano Danuser e Doug Menuez che si concentrano sulle tute.
L’abito non rispecchia solo la diversa occupazione, né obbedisce L’esposizione ci guida dall’abbigliamento da lavoro all’uniforme
esclusivamente alla funzionalità del lavoro, ma indica anche una con i sette imponenti ritratti del soldato “Olivier” di Rineke
distinzione di classe e di status come mostra il grande Ritratto di Dijkstra, le uniformi civili delle serie di Timm Rautert, abiti
gruppo dei dirigenti di una multinazionale di Clegg & Guttmann del monaco e della suora fotografati da Roland Fischer fino
dove la luce illumina solo i volti, le mani e i triangoli sfolgoranti ad arrivare ai ritratti di Angela Merkel nelle nove fotografie di
formati dai risvolti, dalle camicie bianche e dalle cravatte. Herlinde Koelbl, la celebre artista tedesca che ha dedicato un
progetto pluriennale, “Traces of Power” alla raffigurazione anno
Nei nove ritratti di August Sander, considerato uno dei più per anno di alcuni dei maggiori leader politici tedeschi, a partire
famosi ritrattisti del XX secolo, emerge la simbiosi tra persona, dal 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino.
professione e ruolo sociale più che l’essenza dei singoli
individui. L’attenzione del fotografo è infatti sulla funzione Sebastião Salgado immortala il riposo di un operaio della
sociale, piuttosto che estetica della fotografia, con l’intento di Safety Boss Company, in Kuwait, impegnato nelle operazioni di
costruire un’immagine fedele della propria epoca. spegnimento dei pozzi petroliferi dati alle fiamme dagli iracheni
WALEAD BESHTY
Kunsthalle Director (Direttore di spazio espositivo), Beijing, China, April 27, 2011
2011
courtesy of the artist and Regen Projects, Los Angeles
© Walead Beshty
Orari di apertura
Martedì - Domenica 10.00 - 19.00
MAST.
via Speranza 42, Bologna
25 gennaio – 3 maggio 2020
[Link]
SEBASTIÃO SALGADO
Kuwait after the end of the Gulf War - The oil fields continue to burn,
causing a massive ecological disaster and large loss of money.
Oil-well fire fighters from around the globe at work to put out the burning oil wells.
Worker of the Safety Boss Company during a rest, 1991
Il Kuwait dopo la fine della Guerra del Golfo - I pozzi petroliferi continuano a
bruciare, causando un massiccio disastro ecologico e una grande perdita di
denaro. Compagnie di pompieri specializzati, provenienti da tutto il mondo, a
lavoro per estinguere il fuoco.
Operaio della Safety Boss Company durante una pausa, 1991
© Salgado/AmazonasImages/Contrasto
Street Art
Autore: Michele Petrelli
Luogo: Bari
[Link]
APPASSIONATI A NOI
PHOTO
T R AV E L
M AG A Z I N E
[Link]