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GF45

Il numero 45 di Giroinfoto Magazine, pubblicato a luglio 2019, presenta una panoramica sul progetto editoriale dedicato alla fotografia e ai viaggi, invitando appassionati a condividere le proprie esperienze. Tra i contenuti principali, si evidenzia la 'Corsa delle Botti' a Nizza Monferrato, un evento che celebra la tradizione gastronomica e storica della regione, attirando visitatori da diverse nazioni. La rivista si propone come una piattaforma per la promozione della cultura fotografica e la valorizzazione del territorio, offrendo spazio per articoli e fotografie degli utenti.

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Il numero 45 di Giroinfoto Magazine, pubblicato a luglio 2019, presenta una panoramica sul progetto editoriale dedicato alla fotografia e ai viaggi, invitando appassionati a condividere le proprie esperienze. Tra i contenuti principali, si evidenzia la 'Corsa delle Botti' a Nizza Monferrato, un evento che celebra la tradizione gastronomica e storica della regione, attirando visitatori da diverse nazioni. La rivista si propone come una piattaforma per la promozione della cultura fotografica e la valorizzazione del territorio, offrendo spazio per articoli e fotografie degli utenti.

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N.45 - 2019 Luglio [Link].

com
N. 45 - 2019 | LUGLIO, Gienneci Studios Editoriale. [Link]

LA CORSA DELLE BOTTI


NIZZA MONFERRATO

ANTICHE BOTTEGHE NORDLINGER RIES VAL THURAS


GENOVA BAVIERA BORGHI FANTASMA
Band of Giroinfoto Di Barbara Tonin Band of Giroinfoto

Photo cover by Laura Stratta


WEL
COME

45
[Link]
LUGLIO 2019
3

la redazione | Giroinfoto Magazine

Benvenuti nel mondo di


Giroinfoto magazine ©

Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo, dove
chiunque appassionato di fotografia e viaggi può esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un pubblico
interessato all’out-door, alla cultura e alle curiosità che svelano le infinite locations del nostro pianeta.

È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con
cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle belelzze del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters professionisti
e amatori del photo-reportage.
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più
vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in
viaggio e la valorizzazione del territorio.

Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una rassegna
che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni, andando oltre
a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.

Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di viaggio
raccontate da fotografie e informazioni utili.

Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di aggregazione
e condivisione, alimentando ancora quella che è oggi la più grande community di fotonauti.

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Giancarlo Nitti

Giroinfoto Magazine nr. 45


5
LA RIVISTA DEI FOTONAUTI
Progetto editoriale indipendente

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ANNO V n. 45 giroinfoto magazine
15 Luglio 2019

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CAPO REDAZIONE Gratuita, su pubblicazione web on-line di
Paolo Buccheri [Link] e link collegati. @cookin_italia

SEGRETERIA DI REDAZIONE E RELAZIONI CONTATTI SKIRA Editore


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REDATTORI Questa pubblicazione è ideata e realizzata


Giancarlo Nitti da Gienneci Studios Editoriale.
Redazione Tutte le fotografie, informazioni, concetti,
Barbara Tonin testi e le grafiche sono di proprietà
Reporter intellettuale della Gienneci Studios © o
Sergio Agrò di chi ne è fornitore diretto(info su www.
Reporter [Link]) e sono tutelati dalla legge in
Adriana Oberto tema di copyright. Di tutti i contenuti è fatto
Reporter divieto riprodurli o modificarli anche solo
Monica Gotta in parte se non da espressa e comprovata
Redazione autorizzazione del titolare dei diritti.

LAYOUT E GRAFICHE
Gienneci Studios

PER LA PUBBLICITÀ:
Gienneci Studios, Via [Link], 135

Giroinfoto Magazine nr. 45


6

INSIDE
Giroinfoto Magazine

108 45
30

66

50

Giroinfoto Magazine nr. 45


7

100
10
Indice
LA CORSA DELLE BOTTI
10 Nizza Monferrato
Band of Giroinfoto

KINDERDIJK
30
86
HOLLAND
A cura di Sergio Agrò

L'EREMO ABBANDONATO
50 Urbex
A cura di Urbex Team Old Italy

ANTICHE BOTTEGHE
66 VAL THURAS
Borghi fantasma
108 GENOVA
Band of Giroinfoto Band of Giroinfoto

FOTO EMOZIONI
86 NÖRDLINGER RIES
Romantische Straße
140 Questo mese con:
A cura di Barbara Tonin Paolo Gentili
Lucio Bertani
WORLD PRESS PHOTO Ludovico Balena
100 2019 Adriana Oberto
Skira Editore Tino De Luca

Giroinfoto Magazine nr. 45


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Luglio 2019
161 42 8 28 19 1
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10 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO
Giancarlo Nitti Photography

a cura di Adriana Oberto

LA CORSA DELLE BOTTI


NIZZA MONFERRATO
Nelle giornate del 8 e 9 giugno Monferrato in Tavola concilia la dalla vicina Svizzera e sempre di più,
Nizza Monferrato ha presentato tradizione gastronomica del territorio anche dalla Francia, dalla Germania e dai
due manifestazioni sempre più con le eccellenze esposte. paesi nordici, destando molta attenzione
complementari, legate ad un discorso nei turisti stranieri che stanno scoprendo
di tradizione gastronomica e ad un Tra gli eventi più importanti del basso questa bellissima regione italiana.
evento sportivo dalle forti connotazioni astigiano attira un pubblico eterogeneo
agonistiche e spettacolari. sia per provenienza, sia per aspettative,
al fine di trascorrere un fine settimana
La Corsa delle Botti è una vera e propria all’insegna dell’enogastronomia e della
gara che avviene su un tracciato rievocazione storica.
cittadino ricavato dalle vie del centro
storico, dichiarato facente parte del La manifestazione si rivolge a chi
patrimonio mondiale dell’umanità proviene non solo dalle regioni italiane
dall’Unesco. confinanti con il Piemonte ma anche

con la partecipazione di @ig_lombardia

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 11

Con la Corsa delle Botti si è voluto


recuperare una parte di storia di fine
ottocento – primi del novecento, che,
sebbene relativamente recente, narra di una
società profondamente diversa da quella
attuale: una società fatta soprattutto di
artigiani e contadini.

Si tratta di due manifestazioni che,


anche se utilizzando due metodologie
diverse, insieme ed in maniera coordinata,
presentano il territorio, la sua cultura, la sua
storia, i suoi prodotti e la sua gente.

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


12 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

IL MESTIERE
DEL BOTTAIO LA CORSA DELLE BOTTI
NIZZA MONFERRATO

L’industria delle botti e dei fusti per il trasporto del ed imparare.


vino si è sviluppata intorno alla fine dell’Ottocento ed Il mestiere costituiva una conquista lunga e difficile,
è andata scomparendo dopo gli anni Cinquanta. oltre per l’impegno tecnico che si poteva incontrare,
soprattutto per la gelosia ed i segreti del mestiere
Lo sviluppo maggiore, per l’attività fiorente custoditi dagli anziani.
dell’industria vinicola, si ebbe nell’Astigiano e nel
Monferrato: nei centri di Nizza Monferrato e di Canelli Bisognava «rubare» il mestiere e così il tutto si
si è maggiormente affermata la fabbricazione delle tramandava di padre in figlio.
botti. La consegna delle botti a domicilio veniva affidata ai
Inizialmente i fabbricanti di botti (fusti – secchi – giovani garzoni (ghersonèt) i quali, facendole rotolare
mastelli – bigonce – tini…) erano semplici operai di per le vie cittadine, facevano a gara per arrivare prima
umili origini e privi d’istruzione che con forza, abilità a destinazione.
e precisione sono diventati veri Bottai; questo era un
«mestiere da dannati», ma per i buoni guadagni era Il rumoroso carosello è cessato con l’aumento del
classificato un lavoro ambito e redditizio. traffico nelle vie e con la diminuita richiesta delle
botti.
I bottai, che hanno saputo sfruttare le favorevoli La tradizione è stata però ripristinata a Nizza
condizioni di mercato, lavoravano spesso a cottimo Monferrato con la «Corsa delle Botti» per le contrade
per 4/5 giorni la settimana, senza orario ed in cittadine.
condizioni disumane fra i rumori dei martelli, la È una gara di forza e di abilità che consiste nello
polvere di tannino, la fatica ed il contatto con il fuoco. spingere botti pesanti oltre un quintale per le strette
II diventare «Bottaio» non era facile: l’apprendista si vie della città.
doveva limitare ad assistere l’operaio specializzato

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 13

Scila Mazzoleri Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


14 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

Laura Stratta Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 15

LE TIPOLOGIE
DI BOTTI
La botte è il più grosso recipiente a doghe
maneggiabile da un solo uomo e usata per il
trasporto del vino su carri.

Generalmente veniva usato il legno di rovere e


raramente il legno di castagno.
La sua capacità è di 12/14 brente, pari a
600/700 litri.

LA VASSELLA ,
grossa botte da oltre 16 brente, rimaneva fissa
in cantina poggiando su dei sedili di legno o di
mattoni.

IL CARATELLO,
di forma ovale, conteneva da 15 a 30 brente e
veniva usato per il trasporto del vino su carri.

LA FALSA BOTTE,
con una misura fuori norma: da 9 a 11 brente.

IL FUSTO,
di media grandezza, maneggevole: da 2 a 8
brente.

IL FUSTINO,
piccolo recipiente dalla capacità di 1-2 brente.

IL BARILETTO ,
di rovere, tradizionalmente piemontese, da 5 a 9
litri. Veniva pure destinato a custodire la riserva
familiare dell’aceto. Il falso bariletto conteneva
oltre i 10 litri (barilòt).

Le botti usate nella corsa pesano circa un


quintale e vengono controllate, pesate e
marchiate la sera prima della gara per garantire
che questa si svolga nel rispetto delle regole.

LA CORSA DELLE BOTTI


NIZZA MONFERRATO

Giroinfoto Magazine nr. 45


16 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

OPERAZIONI PRELIMINARI
DI GARA
LA CORSA DELLE BOTTI
NIZZA MONFERRATO

Alle ore 20.30 del sabato, nella piazza del Municipio e Una per una, le botti vengono prima pesate; il loro
sotto il caratteristico Campanon (la torre municipale), perso si aggira, in media, un po’ sopra al quintale –
un’apposita commissione procede a formare l’ordine attorno ai 110 Kg – e non deve in ogni caso essere
di partenza delle gare di qualificazione. inferiore ai 100 Kg.

L’ordine viene stabilito tenendo conto dei tempi Non ci devono inoltre essere cerchi e/o chiodi
di qualificazione ottenuti nel precedente anno ed fermacerchi sporgenti.
ordinati in modo che la squadra che ha ottenuto il Dopo la pesatura vengono marchiate a fuoco e a
tempo più lento parta per prima e quella con il miglior questo punto ogni squadra prende il via per la prova
tempo per ultima. di qualificazione, che ha un percorso limitato rispetto
Le altre squadre vengono organizzate con lo stesso a quello della domenica e che serve a stabilire le
criterio. teste di serie e la composizione delle batterie della
semifinale.
In caso di squadre che non abbiano partecipato nella
precedente edizione (squadre appartenenti ad una Alla fine della corsa di qualificazione le botti
nuova cantina) queste partiranno per prime – in vengono raggruppate, legate e custodite in piazza
caso di più squadre secondo ordine alfabetico. Garibaldi fino al giorno successivo al fine di evitare
manomissioni.
Prima della partenza del giro di qualificazione le botti
vengono pesate e marchiate.
Una pesa ed un braciere vengono portate in piazza,
dove sono radunate le botti. Quest’anno le squadre
erano undici.

Alessio Battilomo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 17

Debora Branda Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


18 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

Scila Mazzoleri Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
R E P O RTA G E | R E P OBOTTI
LA CORSA DELLE RTA G- E
NIZZA
| PRATI
MONFERRATO
STABILI 19

Giancarlo
Laura Stratta
Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


20 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

IL PERCORSO
E LA GARA
LA CORSA DELLE BOTTI
NIZZA MONFERRATO

La Corsa si svolge lungo i seguenti percorsi: sulla locandina.


Prove di qualificazione il sabato sera: partenza in Piazza Martiri Questo viene assegnato ogni anno alla squadra
D’Alessandria – Via Pistone – Piazza XX Settembre – Via Carlo
Alberto – Via Santa Giulia – Via Pio Corsi – Via Balbo con arrivo in
vincitrice e rimesso in palio l’anno successivo,
Piazza Martiri D’Alessandria a meno che una squadra non vinca per tre anni
consecutivi, nel qual caso si aggiudica il privilegio di
Batterie delle semifinali e finale la domenica: Partenza in Piazza conservarlo.
Garibaldi – Via Carlo Alberto – Piazza Martiri D’Alessandria – Via Lo stendardo attuale è del 2009; l’autore è Massimo
Pistone – Piazza XX Settembre – Via Carlo Alberto – Via Santa
Giulia – Via Pio Corsi – Via Balbo – Via Carlo Alberto con arrivo in
Ricci, pittore nicese.
Piazza Garibaldi.
La classifica finale ha visto riproporsi la stessa
La botte viene spinta da un solo concorrente per posizione della partenza: secondi sul podio le Cantine
volta; le squadre sono composte da tre o al massimo d’Incisa, terzi la Bottega del Vino di Calamandrana,
quattro concorrenti, che si danno il cambio lungo il quarti la “new entry”, Aresca Vini di Mombercelli. A
percorso. seguire Ca’ de Lion di Canelli e i Produttori Bazzanesi,
da Mombaruzzo.
Questi devono eseguire il cambio nel più breve
tempo/tratto possibile avendo cura di non ostacolare Piuttosto combattute anche le semifinali, nel primo
in alcun modo la squadra avversaria; lo spingitore pomeriggio di domenica, mentre nel calore estivo
che viene sostituito deve immediatamente uscire facevano capolino di tanto in tanto alcune gocce di
dal tracciato della corsa. pioggia – che non hanno, per fortuna, disturbato la
Vedere il cambio di concorrente è una cosa moto gara.
interessante ed avvincente. Nella prima batteria di semifinali sono stati ottimi, e
Massima attenzione viene prestata all’andamento molto ravvicinati l’uno all’altro, i risultati della Bottega
regolare e leale della manifestazione. del Vino di Calamandrana (4:08:07) e di Aresca Vini
A tale scopo, oltre a custodire le botti la notte di Mombercelli (4:08:83): utili a condurre entrambe le
precedente la gara, viene controllato che durante la squadre in finale a scapito delle Tre Cascine di Nizza
stessa non ci sia sul tracciato la presenza di persone Monferrato (4:58:42) e dei Produttori Sanmarzanesi
estranee alla corsa e riconducibili ad una squadra (5:03:92).
in gara, che possano ostruirne o rallentarne lo
svolgimento, che creino rallentamenti o danneggino Le Cantine di Incisa, dal canto loro, si erano distinte
le squadre avversarie o che creino pericoli per sé e nella semifinale (4:05:06), staccando nettamente i
per gli altri. Produttori Bazzanesi (4:30:09), i Viticoltori Associati
di Vinchio e Vaglio Serra (4:58:10) e l’Azienda
In caso di irregolarità la giuria può sanzionare una Pierangelo Iglina di Bruno (5:18:72).
squadra da 2 e fino a 15 secondi sul tempo finale
della manche, o arrivare a richiedere un prelievo a Infine il tempo migliore delle semifinali era già stato
campione per verificare che gli atleti non abbiano quello dei Viticoltori di Castelnuovo Calcea (3:46:96),
assunto sostanze o medicinali in grado di migliorare che hanno sfidato nella batteria Ca’ de Lion (4:28:38)
le prestazioni sportive. e i Produttori Mongardinesi (5:10:70).

Quest’anno è stato un trionfo ripetuto per gli Premio Gigi Morando, in memoria dello storico
“spingitori” della squadra dei Viticoltori di presidente della Pro Loco di Nizza Monferrato,
Castelnuovo Calcea. assegnato a “Le Tre Cascine”.
Il terzetto formato da Roberto Guastello, Davide
Lovisolo e Gian Piero Lovisolo ha vinto per la
seconda volta la Corsa delle Botti, tagliando il
traguardo in testa alla gara, con discreto distacco
rispetto agli altri concorrenti.

La squadra di Castelnuovo Calcea si è così portata a


casa, per la seconda volta consecutiva, lo stendardo
della manifestazione – lo stesso che è rappresentato

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R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 21

Adriana
Giancarlo
Oberto
Nitti Photography

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22 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 23

Giroinfoto Magazine nr. 45


24 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

Giancarlo Nitti Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 25

DURANTE
LA MANIFESTAZIONE
LA CORSA DELLE BOTTI
NIZZA MONFERRATO

Il Monferrato in Tavola Sfilate, manifestazioni e concorrenti in erba

Il Monferrato in Tavola è una manifestazione Alcune manifestazioni accompagnano il pubblico nei


enogastronomica che si svolge in Piazza Garibaldi in momenti alternativi alla Corsa delle Botti; si tratta
concomitanza con la corsa delle botti. di spettacoli musicali e di animazione che rendono
Il grande ristorante all’aperto ospita le 11 pro loco ulteriormente piacevole la permanenza in città.
che preparano alcuni tra i piatti della ricca tradizione
locale, accompagnati dai vini delle aziende vinicole La mattina di domenica si sono svolte la VII edizione
che partecipano in qualità di concorrenti alla Corsa di Vespagiro e la Camminata di Solidarietà a cura
delle Botti. dell’associazione Projeto Corumbà.
In piazza Garibaldi si è tenuto il Mercatino
Il turista ha così la possibilità di gustare le specialità dell’Artigianato e dell’Antiquariato, mentre la Tre
monferrine preparate e cucinate secondo le ricette Giorni d’Arte esponeva sculture e quadri al Foro
tradizionali (per quanto possibile preparate e cotte Boario.
sul momento), utilizzando le materie prime locali, con Durante tutta la manifestazione ci sono stati due
una varietà di scelta non riscontrabile in un unico spettacoli musicali in diversi punti della città, oltre
ristorante. alla sfilata dei giovani sbandieratori ed al concerto
offerto dalla banda della città di Nizza Monferrato.
Per poter acquistare i piatti occorre utilizzare i
“Carlini”, un’apposita moneta metallica (in tre tagli: ½ Si è inoltre svolta una piccola gara dei giovanissimi
carlino, 1 carlino e 3 carlini) il cui valore nominale è “spingitori”, organizzata tramite progetto scolastico,
pari all’Euro (cioè 1 carlino = 1 euro). che ha coinvolto alcuni studenti della scuola primaria
Gli euro vengono scambiati in carlini presso e media, a cura di Attiva-mente sport: hanno
i punti cassa su piazza Garibaldi, luogo della partecipato Umberto, Giulia, Federico, Christian,
manifestazione. Mohammed, Giulio, Amanda, Melissa, Alice, Michele e
la “mascotte” Tommy di soli 4 anni.

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


26 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

Giancarlo Nitti Photography

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R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO 27

CORSA DELLE BOTTI


8 e 9 MAGGIO 2019
LA CORSA DELLE BOTTI
NIZZA MONFERRATO
a cura di Marco Lovisolo
Assessore alle Manifestazioni, Turismo e Promozione e Sviluppo del Territorio
CITTÀ DI NIZZA MONFERRATO (AT)

La Corsa delle Botti 2019 è stata un’edizione La finale è stata vinta dalla squadra dei viticoltori di
grandiosa per la straordinaria partecipazione Castelnuovo Calcea, alla quale è stato consegnato lo
di pubblico che ha seguito con interesse e Stendardo per il secondo anno consecutivo.
coinvolgimento la Corsa, dalle prove di qualificazione, Se dovesse replicare la vittoria anche il prossimo
alle semifinali e alla finale. anno, quindi per la terza volta consecutiva, come
previsto dal regolamento della corsa, lo stendardo
La tradizionale manifestazione sportiva della Città rimarrebbe di proprietà della squadra.
del Campanòn ha visto partecipe, a partire dal
sabato sera in piazza del Municipio, un numeroso La corsa è uno sport a tutti gli effetti e richiede una
pubblico che ha assistito alla pesatura delle botti (dal specifica preparazione e tanto allenamento, infatti gli
peso minimo di 100 Kg, fino ai 110 Kg di quella più spingitori si allenano per l’intero anno.
pesante) e alla successiva marchiatura a fuoco.
Ora tutti sono già al lavoro per l’edizione 2020 che si
Le 11 squadre si sono sfidate, in notturna, lungo un svolgerà il 13 e 14 giugno.
percorso di 800 metri per le vie del centro storico
cittadino. Le ditte vinicole e/o cantine stanno già opzionando
gli spingitori migliori per formare le squadre 2020.
Nel pomeriggio di domenica si sono invece svolte le
semifinali e la finalissima alla cui griglia di partenza L’Assessorato alle manifestazioni sta già lavorando
si sono schierate le prime due squadre che hanno per l’edizione 2020 con nuove idee e migliorie.
ottenuto il miglior tempo nella semifinale.

Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


28 R E P O RTA G E | LA CORSA DELLE BOTTI - NIZZA MONFERRATO

Debora Branda Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


29

LA CORSA DELLE BOTTI


NIZZA MONFERRATO

Giroinfoto Magazine nr. 45


30 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

Kinderdijk il paese che non c'è


A cura di Sergio Agrò

Giroinfoto Magazine nr. 45


H o sempre visto belle foto dall'Olanda: paesaggi
fiabeschi, case curate nei minimi particolari, i campi di
tulipani e i famosi mulini a vento che ricordano tanto i
romanzi letti ai tempi delle scuole.
Come al mio solito individuo nella mappa i luoghi da
visitare, pianifico il tour e parto in autonomia.

La mia prima sorpresa è nel fatto che l'”Olanda” tecni-


camente non esiste.
Lo stato si chiama Paesi Bassi, in inglese Netherland,
a sua volta è organizzato in tante regioni e non esiste
una regione chiamata “Olanda”, ma esistono due re-
gioni con il nome di “Olanda Settentrionale” e “Olanda
Meridionale”, l'ultima stranezza geopolitica è Amster-
dam, che nonostante sia la capitale dei Paesi Bassi
non è il capoluogo di regione dell'Olanda Settentriona-
le, che è Haarlem.

Questa non è l'unica sorpresa dell'Olanda, la più sor-


prendente è quella che riguarda i suoi famosi tulipani,
che a breve racconterò.
32 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 33

Archiviato il “pippone” scolastico, dedichiamoci alla fotografia e alla scoperta di luoghi.


La prima tappa del mio tour è la parte nord orientale del paese dove esistono infiniti campi di tulipani.

Arrivato nella piccola città di Marknesse, mi sorprende il fatto “fiori” da regalare, sapevo essere dei fiori poco durevoli ed era
che non ci siano turisti, l'unica macchina straniera che girava impossibile poterli raccogliere e distribuire in tutto il mondo.
era la mia, così come ero l'unico a fotografare quei bellissimi
campi di tulipani. I miei dubbi sono stati poi risolti a colazione quando ho
chiesto alla signora del Bed&Breakfast, ricordo ancora la sua
Non immaginavo mai di poter trovare una quantità così espressione “ma che domanda mi fai? perché non lo sai?”
esagerata di colori; i campi erano ben organizzati, in ordine e
tenuti benissimo sembravano quasi finti, alcuni erano talmente La signora mi spiegava che quei fiori erano usati come
vasti che si perdevano quasi all'orizzonte. “compost”, il vero business dei tulipani sono i bulbi, che dopo
Sono rimasto fino al tramonto a scattare e non mi sono perso la fioritura vengono raccolti e venduti in tutto il mondo.
neanche le prime luci dell'alba sui campi di tulipani. Allora riguardando gli scatti, notavo come quel semplice fiore
fucsia nel campo di tulipani gialli in realtà non era un semplice
Avevo già individuato dalla sera prima i campi migliori per tulipano ma un tulipano eroe!
l'alba e dopo la sveglia alle 5:30 mi sono piazzato con il Aveva resistito alla precedente raccolta dei bulbi.
treppiede e ho aspettato lo spettacolo della natura.
I campi erano davvero tanti e tutti ben fioriti, in quel momento
mi è venuto un dubbio: questi tulipani non saranno usati come

Giroinfoto Magazine nr. 45


34 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 35

Giroinfoto Magazine nr. 45


36 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

ZAANSE SCHANS
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 37

Il mio tour prosegue, la prossima tappa sono i famosi mulini a vento che non avevo ancora visto.

Attraverso così una strada incredibile in mezzo al Devo dire che il tramonto a Zaanse Schans è davvero
mare, dove a destra ho un livello del mare e alla mia qualcosa di fiabesco: le casette piccole, i mulini a
sinistra un altro più basso, ecco spiegato l'origine vento e le nuvole colorate rendono lo scatto davvero
del nome Paesi Bassi: terre “rubate” all'acqua, in magico.
certe zone si è davvero sotto il livello del mare, senza Contento dell'esperienza del tramonto non mi faccio
neanche accorgersene. scappare neanche l'alba, essere l'unica persona a
scattare mi ha regalato momenti unici.
Questo particolare si può notare meglio a Zaanse
Schans. Oggi riguardando gli scatti dell'alba noto la differenza
Inizialmente non volevo fermarmi in questa località, del livello dell'acqua che in quel momento non avevo
non avevo mai visto così tanta gente prendere per nulla notato.
d'assalto un luogo turistico, quindi ho fatto un piccolo La magia dell'alba a Zaanse Schans viene interrotta
ragionamento: vado nel B&B, relax e poi torno all'ora quando ad un certo punto ho iniziato a notare l'arrivo
del tramonto quando i pullman hanno già portato via i in massa dei primi turisti, beh allora dietro front e via.
turisti, anche perchè Zaanse Schans è un luogo libero
aperto 24h.

Giroinfoto Magazine nr. 45


38 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

ZAANSE SCHANS
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 39

Giroinfoto Magazine nr. 45


40 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

Proseguo il mio tour e la mia intenzione era quella di arrivare a Lisse e fotografare i tulipani del parco botanico di
Keukenhof. Purtroppo in un luogo dove ogni giorno arrivano fino a cinquecento pullman, senza contare le auto e
le bici, questo non può più essere considerato viaggiare. Non mi fermerò mai in un posto del genere.

Invece la piacevole sorpresa arriva dal mare, ed in Non avevo mai visto nessuna foto della città di
particolare da Scheveningen, una zona della città de Haarlem, decido di arrivare in centro e lì scoprire
L'Aia che si affaccia sul Mare del Nord. i luoghi perfetti per gli scatti al tramonto, inizio a
girare per i canali a scoprire gli angoli della città, i
La spiaggia di Scheveningen è davvero immensa, qui ponti levatoi e le caratteristiche case: piccole e una
si possono fare passeggiate infinite aspettando le luci attaccata all'altra, ma rimasi folgorato dal vecchio
del tramonto, persino a cavallo. mulino sul canale, ho pensato: all'ora del tramonto le
Caratteristiche sono le attrazioni turistiche che acque in genere si fermano e quindi riuscirò ad avere
si trovano sull'enorme pontile riconoscibile dalla dei riflessi sull'acqua notevoli, le prime luci accese e
grandissima ruota panoramica. le nuvole colorate faranno da cornice al mio scatto;
e così è stato, grazie alle mie fotografie conservo un
Quel giorno purtroppo avevo deciso di passare la bellissimo ricordo di Haarlem.
serata ad Haarlem, quindi mi sarei perso il tramonto
sul mare, ma era solo rinviato l'appuntamento con il
tramonto.

SCHEVENINGEN
Sergio Agrò Photography

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R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 41

HAARLEM
Giancarlo Nitti Photography
Sergio Agrò Photography

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R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 43

HAARLEM
Sergio Agrò Photography

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44 R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È

Il mio viaggio in quella “Olanda” non finisce qui, le belle sorprese nelle fiabe arrivano in genere alla fine, e anche
qui il finale fiabesco è stato garantito dalla bellissima città di Rotterdam e dei suoi mulini di Kinderdijk.

Visitare una città così grande in un solo giorno è Ma la parte romantica e fiabesca della città di
davvero da incoscienti, merita una mini vacanza Rotterdam arriva dopo, mi incammino e attraverso
dedicata, ma se ci si muove a piedi si posso ammirare il grandissimo ponte di Erasmo (detto anche Ponte
tanti piccoli particolari che appagheranno il nostro del Cigno Bianco), qui si è aperto un cassetto della
viaggio. memoria scolastica: il famoso filosofo e teologo
Erasmo da Rotterdam, che trova anche una citazione
Seguo il consiglio di un mio caro amico e parcheggio nel film “Il nome della rosa”, chiudiamo il cassetto e
l'auto nel nuovo ed incredibile Market Hall, qui bisogna andiamo avanti.
giocare d'anticipo sui turisti e nell'attesa dell'apertura
vado a visitare le caratteristiche “Case cubiche” di Piet La mia destinazione è l'Hotel New York.
Blom. La storia è breve ma molto emozionante, questo era
Da fotografare sono incredibili quanto lo è la loro l'hotel utilizzato dai migranti olandesi prima di partire
struttura, basta pensare che al loro interno i muri per l'America, l'ultimo luogo della loro nazione prima
hanno davvero quella forma cubica e che i mobili sono del lungo viaggio della speranza verso l'America.
fatti solo su misura.
Sorprendente è anche il Market Hall, una struttura Chissà quante storie ed aneddoti in quel piccolo hotel.
a semicerchio formata da appartamenti e al loro Oggi conserva tutte le sue caratteristiche di allora ed
interno un caratteristico street market, con tantissimi è in netto contrasto con i grattacieli moderni che lo
banconi curati e ben in ordine, qui mi sono fermato per circondano.
gustare le buonissime patatine fritte olandesi, davvero Lo scatto che mi ha regalato l'Hotel New York è tanto
deliziose. fiabesco quanto romantico, con una nuvola a forma di
cuore nel cielo.

HOTEL NEW YORK


Sergio Agrò Photography

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R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 45

CASE CUBICHE
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


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R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 47

MARKET HALL
Sergio Agrò Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


48

Il tour in “Olanda” sta quasi per finire e come in tutte le fiabe


che si rispettano ci vuole un gran bel finale, un nome tra tutti:
Kinderdijk. Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, Kinderdijk è
davvero il luogo più magico dove concludere il tour, una serie di
mulini a vento in sequenza lungo i canali, che regalano riflessi
colorati al tramonto.

Questo luogo sintetizza un po' tutta l'”Olanda”, Kinderdijk è


un mix di poesia, magia e natura, ecco perché secondo me
l'”Olanda” è il paese che non c'è, un po' come l'isola della fiaba
di “Peter Pan”.

SERGIO AGRÒ

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R E P O RTA G E | HOLLAND - IL PAESE CHE NON C'È 49

Sergio Agrò Photography

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50 R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO

A C U R A D I U R B E X T E A M O L D I T A LY Instagram urbexteam_olditaly

Grazie alla sua posizione a cavallo del Monte Nel 1723, sotto Vittorio Amedeo II, il marchesato
Buriasco, che domina lo stretto imbuto attraverso fu infine smembrato per soddisfare le mire
il quale le acque della Stura e le principali vie di nobiliari della ricca borghesia. Lanzo restava,
comunicazione raggiungono la pianura. comunque, l’unico centro “cittadino” di un
territorio montano, collocato in una posizione
Lanzo rappresenta storicamente il punto di marginale rispetto alle grandi vie di traffico.
coordinamento di un vasto territorio costituito da
alcune valli incuneate tra quella di Susa, a sud, e Le fucine erano ancora di�use nelle medie e basse
quella dell’Orco, a nord. valli, anche se le risorse minerarie si andavano
Sede dal XIV secolo di una castellania sabauda, via via esaurendo, mentre alpeggi e transumanza
anche in età moderna continuò a svolgere una erano la ricchezza di quelle alte.
funzione di raccordo politico-feudale come centro
del marchesato costituito nel 1577 da Emanuele Ma la situazione generale dell’economia e della
Filiberto per la figlia Maria e il genero Filippo società non volgeva al bello.
d’Este e solo nel 1621, col pagamento di 4000
ducati, le comunità soggette acquisirono per la
prima volta una serie di importanti autonomie nei
suoi confronti.

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R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO 51

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52 R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO

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R E P O RTA G E | URBEX -L'EREMO ABBANDONATO 53

Non passarono cinquant’anni, ed arrivarono i L'eremo fu costruito su progetto dell'ingegnere


camaldolesi (1661). Francesco Lanfranchi a partire dal 1661 dal conte
Non è un dato trascurabile, l’a�ollarsi di presenze Gaspare Graneri della Rocca di Ceres.
cenobitiche, per un territorio che nel medioevo non
aveva conosciuto insediamenti monastici di rilievo. Una volta terminato, assieme al terreno circostante di
175 ettari, fu donato all'ordine camaldolese.
Le nuove fondazioni segnavano con la loro imponenza
il paesaggio, secondo le finalità propagandistiche Il progetto lanfranchiano prevedeva la costruzione
tipiche del barocco: il convento dei cappuccini di una grande chiesa con la facciata rivolta verso
sovrastava il borgo medioevale (ne rimane il chiostro, Torino, grandi porticati nel retro della stessa sui
inglobato nel massiccio edificio ottocentesco del quali affacciavano gli spazi di clausura, i parlatori, la
collegio salesiano); il santuario di Sant’Ignazio foresteria, il chiostro, l'infermeria e i giardini.
dominava la bassa valle e gl’imbocchi delle valli
superiori; la chiesa dell’eremo, scenograficamente Le celle erano strutturate come piccole casette
collocata «in mezzo alla collina» e alla corona di indipendenti con un giardino cintato disposte in file di
montagne, s’imponeva alla vista di chiunque salisse in quattro.
direzione delle valli.

Giroinfoto Magazine nr. 45


54 R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO

Si narra che la congregazione camaldolese di finanziarie la sopravvivenza dell’istituzione,


Piemonte, sorta agli inizi del XVII secolo per opera proseguendo a proprie spese l’esperienza cenobitica e
di Alessandro Ceva, monaco d’origine piemontese e monastica e vivendo anche di elemosina.
confessore del duca di Savoia Carlo Emanuele I, in
ringraziamento per la cessazione della peste del 1599, Di fatto, i Camaldolesi di Piemonte nascono a seguito
volle edificare nel 1602 l’eremo dedicato al Salvatore della rottura di Alessandro Ceva con la Casa madre di
a Pecetto, in una splendida posizione sulle colline di Arezzo, diramazione riformata dell’Ordine Benedettino,
Torino. ma in assoluta continuità con la regola dettata dal
suo fondatore San Romualdo all’inizio dell’anno Mille
A questa che sarebbe divenuta la Casa madre dei (1012).
Camaldolesi di Piemonte, nel corso del Seicento
nei territori ducali al di qua delle Alpi si sarebbero Ceva fu abile, in tal senso, ad incontrare la
affiancati i monasteri di Belmonte presso Busca nel disponibilità e l’interesse di Casa Savoia nel
1614, di Santa Maria in Selvamaggiore a Cherasco favorire la nascita di un ordine religioso di propria
nel 1618 (rifondato nel 1675) e di Lanzo Torinese nel fiducia e quindi parzialmente autonomo da Roma,
1661. tanto che la storia dei Camaldolesi di Piemonte si
legherà fortemente con quella del massimo Ordine
Attivi fino alla Rivoluzione francese, furono soppressi cavalleresco di Casa Savoia, l’Ordine Supremo della
nel 1801, tranne quello di Lanzo, dove furono gli Santissima Annunziata, facendone la fortuna per due
stessi monaci ad assicurare pur tra mille difficoltà secoli.

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La ricchezza degli arredi sacri dei monasteri Nel 1802, in seguito alla Rivoluzione francese, l'eremo
camaldolesi di Piemonte non ha infatti eguali. venne chiuso e riconsegnato ai camaldolesi solo nel
Tornando a Lanzo, fu la ricchissima famiglia borghese 1815 con l'avvento della Restaurazione.
dei Graneri e nello specifico quello che è considerato il
suo capostipite Gaspare Graneri che nel 1661 finanziò Nel 1836, vista la soppressione della famiglia
la costruzione dell’Eremo. camaldolese, l'eremo venne dato in affidamento ai
carmelitani scalzi, che gestirono l'eremo fino alla
Arricchitisi con le miniere di ferro e la lavorazione soppressione degli ordini religiosi.
del ferro, i Graneri si nobiliteranno con l’acquisizione Passato in mano demaniale (Ente Casa ecclesiastica),
prima del feudo di Mercenasco e poi con quello de La nel 1918 venne convertito della Croce Rossa Italiana in
Roche in Francia divenendo Graneri della Roccia con sanatorio per i reduci di guerra e poi per la cura della
il titolo di marchesi e costruttori tra l’altro del celebre tubercolosi femminile; negli anni '60 del Novecento
Palazzo Graneri di via Bogino a Torino, un tempo venne edificato, all'interno del parco, un edificio adibito
sede del Circolo degli Artisti e oggi del Circolo dei ad ospedale.
lettori (fu il figlio di Gaspare, Marco Antonio, a volerne L'ospedale "Eremo di Lanzo" venne riconvertito in RSA
l’edificazione). nel 1995 e venne definitivamente chiuso nel 2013.

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60 R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO

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62 R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO

Da sei anni l'imponente struttura giace abbandonata Tra il 2009 e il 2010, la Società Italiana di
a se stessa. Conservazione tentò di promuovere una campagna
La strada che porta all’eremo è chiusa e per il restauro e la valorizzazione della chiesa
completamente dissestata: la vegetazione si sta dell’Eremo dei Camaldolesi con pieno sostegno di enti
riprendendo i suoi spazi. e società come Società Storica delle Valli di Lanzo,
Gli accessi, nonostante i tentativi di chiusura, sono Lions Club, Ministero per i beni e attività culturali,
sfondati e chiunque può entrare nell’Eremo senza Comune di Lanzo.
troppe difficoltà.
Purtroppo, sembra che il progetto sia rimasto tale.
Dentro non è rimasto più nulla di prezioso : i muri
cadono letteralmente a pezzi, le porte non esistono
U R B E X T E A M O L D I T A LY
più, i lucchetti sono stati scardinati, il vecchio archivio Instagram urbexteam_olditaly
è stato distrutto con le cartelle cliniche dei vecchi
ospiti sparse ovunque, vetri rotti, quadri elettrici
divelti, infiltrazioni d'acqua dai tetti e, naturalmente,
anche qualche pezzo mancante, come la statua della
Madonna portata via dalla vecchia chiesa.

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R E P O RTA G E | URBEX -L'EREMO ABBANDONATO 63

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64 R E P O RTA G E | URBEX - L'EREMO ABBANDONATO

È LEGALE L’URBEX? CHIARIAMOLO IN 10 PUNTI


Tratto da [Link]

1
Lo Stato in cui si trova l’immobile.
Inteso come la nazione in cui si trova.
Ognuna con le sue lingue, le sue culture e
2
Lo stato in cui versa l’immobile, ma
soprattutto… le sue regole! questa volta intesa come condizione.
Esiste un’enorme differenza di conseguenze legali Finestre rotte, muri crepati, tetti
se la stessa azione viene svolta in Lituania o in squarciati, muffa e vegetazione
Italia. incontrollata, porte spalancate, sono
Aldilà delle leggi che possono tutelare e tutti segni di chiaro abbandono che
condannare, ricordiamo bene che in alcuni Stati, potrebbero tutelare l’esploratore.
prima di uscire vincitori da una causa legale e le
pubbliche scuse dell’accusa, si rischia di passare da L’attenuante di “immobile in chiaro stato
un bel “servizio educativo” della polizia locale. di abbandono” non è da sottovalutare,
per quanto non vi sia nulla di codificato.
Non sempre negli Stati più monarchici avrete la In un’alta percentuale dei casi può però
detenzione assicurata e in quelli più democratici, la assolvere l’esploratore da accuse di
certezza di farla franca. violazione di domicilio.
Non avendo tempo nè risorse sufficienti per
affrontare la questione di ogni singola Nazione,
ci concentreremo a sviscerare il, già complesso,
codice del nostro Bel Paese.

3
Accessi aperti. Mancanza di recinzione,
porte spalancate o inesistenti, grosse
4
Cartelli e avvertimenti.
aperture nei muri perimetrali, insomma
Controllare l’eventuale presenza di cartelli di monito
tutti i varchi aperti sono “amici
non sarebbe troppo sbagliato (proprietà privata o
dell’urbex”. Tutto cambia se per accedere
divieto di accesso).
a un luogo abbandonato, proverete ad
La loro assenza o illeggibilità (magari pioggia e vento
aprire porte chiuse o scavalcare muri
hanno fatto arrugginire il ferro dell’affisso o marcire
(la questione cambierebbe anche per
il legno del manifesto) potrebbero comportare buoni
ogni metro di altezza dei perimetri…), il
sgravi di responsabilità.
che costituisce violazione di domicilio
privato. Crearsi entrate con forza o
Insomma, un’ulteriore attenuante, che male non fa’…
manomettendo recinzioni, è sufficiente
invece perchè l’accusa diventi una
frizzantissima “effrazione con scasso”.

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | URBEX -L'EREMO ABBANDONATO 65

5 6
Non toccare nulla.
Strumenti che portate con voi. Per chi non lo conoscesse, il comandamento
Conosciamo tutti, o almeno immaginiamo, il dell’Urbex “prendi solo foto, lascia solo impronte” è
rischio di entrare in un edificio abbandonato, un promemoria anche di tutela legale.
potenzialmente abitato da malviventi. I souvenir, fosse anche un sasso del muro di un
manicomio abbandonato, non sono contemplati
Purtroppo no…non basta questo pretesto per come legali.
portarsi un machete, nemmeno con l’altruistico
fine di accettare l’incolto prato della magione. Anzi, sarebbe meglio prendere solo foto (nel senso
Ma attenzione, anche con un bastone da trekking, di scattarle, ovviamente, non di rubare gli album di
o altri strumenti apparentemente innocui, famiglia sul comò impolverato) e non lasciare alcuna
potrebbero scattare l’aggravante di “arma impronta. Come mai?
bianca”. Udite-udite, per creare il giusto setting alle proprie
Nessuna arma da difesa, all’infuori del cavalletto foto, basta solo spostare gli oggetti e gli arredi, ed
o di un ramo trovato sul posto, si può….accettare! essere colti sul fatto, per una bella “accusa di tentato
furto”.

7
Avvisi e permessi.
Torniamo al tema clou. Anche a costo di
passare come noiosi genitori apprensivi,
8
Non scappare e collaborare sempre con le autorità.
sconsigliamo sempre di esplorare questi posti. Se avete seguito i consigli sopra citati, potete sentirvi
Se proprio doveste sentirne l’irrefrenabile tranquilli.
impulso, avvisate le autorità competenti, nel Motivo per cui, mostratevi per quello che siete e avete
caso di edifici comunali/statali, o i proprietari/ fatto.
guardiani per ottenere il permesso ad entrare. E’ sempre buona norma collaborare enunciando le proprie
Anche a costo di creare allarmismi. intenzioni. Così facendo sarete fuori dai guai nel 90% dei
Oppure rivolgetevi ad alcune associazioni che casi.
operano tramite quest’ultimi.
Diffidate dalle organizzazioni che si
disinteressano della questione legale e
vi fanno clandestinamente introdurre in
pericolosi edifici abbandonati.
10
Incertezza. L’incertezza, purtroppo, rimane
l’unica certezza. Tranquilli al 100% non lo
sarete mai. Unico modo per sentirvi realmente

9
tutelati è di ascoltare il consiglio enunciato al
punto 7.
Odiate da molti, poiché danno in pasto alcuni
Rispettare tutti gli 8 punti. luoghi abbandonati al grande pubblico, queste
La somma delle probabilità di non passare guai seri, che Associazioni (solo quelle che operano tramite
viene fuori rispettando gli 8 punti, vi assolve al 99,9%, mezzi legali) sono in realtà le uniche a tutelare
parlando dal punto di vista penale. i luoghi abbandonati in tre modi: si rivolgono
ai proprietari ottenendo i permessi di visita;
Più complessa diviene la questione civile, che dipende danno visibilità ad alcuni posti altrimenti
maggiormente dalla volontà del proprietario di volervi destinati a marcire nell’indifferenza; scelgono
eventualmente punire, denunciandovi. come meta per i loro viaggi solitamente luoghi
già devastati dal tempo e dai vandali, per non
esporre al turismo di massa gli edifici ancora
intatti, accelerandone il declino.
Intanto, l’unica certezza è che, come scriveva
il romantico François-René de Chateaubriand,
tutti gli uomini hanno una segreta attrazione
per le rovine.

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66 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

| VAL THURAS |
I B O R G H I F A N T A S M A

A pochi passi da Torino, nell'alta Valle di Susa, sotto il comune di Cesana Torinese si apre la Val Thuras.
Partendo da Bousson la valle si sviluppa in direzione nord-ovest e sud-est.
Delimitata ad ovest dal confine con la Francia e ad est con la Valle Argentera termina a sud al Col Thuras che la
collega con il Queyras francese.

Barbara Tonin Photography

A CURA DI FLORIANA SPERANZA E CLAUDIA LO STIMOLO

Adriana Oberto Domenico Gervasi


Barbara Tonin Fabrizio Rossi
Cinzia Carchedi Giancarlo Nitti
Claudia Lo Stimolo

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R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 67

BAND OF GIROINFOTO
WORKGROUP
TORINO

Immersi nella natura della Val Thuras,


a pochi km dal confine francese ci
siamo lasciati affascinare dallo scenario
misterioso dei borghi semi abbandonati che
presidiano la zona in un itinerario colmo di
sorprese e piacevoli panoramiche.

Ognuno, con le proprie interpretazioni


fotografiche, ha dato forza al gruppo e ai
suoi obiettivi, per valorizzare il territorio di
una valle quasi sconosciuta, ma che offre
una moltitudine di percorsi per godere della
natura locale.

Una volta parcheggiata l'auto nei pressi della frazione giglio, simbolo della Francia, e nei pressi della quale
Thures, la più grande delle borgate della Valle, ci siamo si trova l'accogliente Rifugio "La fontana del Thures".
inoltrati nel piccolo villaggio inserito in un ambiente
naturale ancora incontaminato, di particolare fascino, Addentrandoci nel borgo possiamo osservare
con ampi spazi silenziosi, splendide fioriture estive l'alternarsi di case dirute ed in parte crollate, a
di ogni varietà alpina e numerose specie di animali costruzioni recentemente ristrutturate, come la
selvatici. chiesa di Santa Maria Maddalena, a cui si affianca un
campanile che ancora mostra le sua vecchia struttura
Alcuni dettagli e particolari di questo villaggio ci in muratura con eleganti bifore e al di sotto di esse la
riportano indietro nel tempo e ci danno spunti per meridiana.
approfondire qualche episodio storico.
Ad esempio scopriamo che il territorio fu sotto Particolarmente interessanti sono gli edifici ed il
dominio francese fino al 1713 quando passò sotto il materiale utilizzato.
regno di Sardegna con il trattato di Utrecht.
Essi infatti sono caratterizzati da costruzioni in
I segni del precedente dominio francese si possono pietra sovrastate da imponenti strutture in legno e
ancora osservare nelle incisioni presenti sul bordo da coperture realizzate con scandole di larice, legno
della fontana, nel centro del paese, rappresentanti il tipico del territorio e quindi facilmente utilizzabile.

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68 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

VAL THURAS
I BORGHI FANTASMA

Ritornando sui nostri passi, scendiamo verso il bivio


che ci fa imboccare l'ampia sterrata che ci porta
verso Rhuilles, la prima delle “borgate fantasma” che
incontriamo e che caratterizzano tutto il percorso.

Essa è una piccola borgata alpina, con le


caratteristiche baite ad uso agricolo in legno e
pietra,conosciute con il nome di "grange".
La borgata, che si trova a monte del torrente Thuras,
conta oggi pochissimi residenti, ma si ripopola
in parte quando i villeggianti ritornano alle case
durante il periodo estivo.

Nel paese, come in tutte le borgate limitrofe,


è presente un antico forno in pietra per la
panificazione ed una chiesetta seicentesca con una
ben conservata pala lignea.
Il suo nome sembra derivi dal termine "ruggine" ed
è dovuto alla presenza di alcune sorgenti di acqua
ferruginosa.

Cinzia Carchedi Photography


Floriana Speranza Photography

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R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 69

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


70 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

Domenico Gervasi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 71

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72 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

Fabrizio Rossi Photography

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R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 73

VAL THURAS
I BORGHI FANTASMA

Ci incamminiamo lungo la strada e davanti a noi si


apre la val Thuras, che come le valli circostanti,
formatasi durante le glaciazioni dell'era quaternaria
e il successivo periodo di disgelo, ha la tipica
conformazione ad “U”, con versanti piuttosto
scoscesi ed un'ampia vista del fondo valle.
Il territorio davanti ai nostri occhi è ampio e
panoramico e in estate si ammanta dei colori vivaci
dei fiori che ricoprono le praterie alpine, del verde
intenso dei boschi circostanti, delle acque color
azzurro ghiaccio del torrente Thuras, e del dolce
suono che il suo incessante scorrere produce.

Il torrente che nasce tra il Colle di Thuras e la punta


Ramiere si dirige verso nord-ovest continuando
il suo percorso a valle delle Grange di Thuras fino
a sbucare poco a monte della Borgata Rhuilles.
Quest'ultimo tratto è caratterizzato da una stretta
gola che si allarga nuovamente a fondo valle.
Il torrente riceve acqua da diversi affluenti durante
il suo viaggio verso valle, il principale, nei pressi di
Rhuilles, è il Torrente Chabaud. Nel proseguo del
Adriana Oberto Photography
suo percorso piega gradualmente verso nord fino
ad andare a confluire nella Ripa a Bousson.

Claudia Lo Stimolo Photography

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74 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

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R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 75

Giancarlo Nitti Photography

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76 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

Giancarlo Nitti Photography

VAL THURAS
I BORGHI FANTASMA

Siamo giunti a metà del nostro percorso, stiamo


costeggiando il torrente, meta di molti villeggianti
e luogo ideale dove trascorrere le afose domeniche
estive.

I boschi di pino uncinato tipici del luogo permettono


di riposarsi alla loro ombra e per chi lo desidera si
può trovare qualche grande roccia, levigata dalle
acque del fiume, su cui fermarsi per prendere il
sole. In alcuni punti si formano delle polle in cui è
possibile pescare.

Le sponde del fiume risultano essere un luogo


ideale anche per fermarsi a fare qualche scatto,
cimentandosi con i tempi lunghi per ottenere l'effetto
seta, o anche solo per immortalare l'ampia valle.
Al termine ritorniamo sulla strada attraversando
Claudia Lo Stimolo Photography splendidi prati ricoperti di fiori.

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 77

VAL THURAS
I BORGHI FANTASMA

Invece di proseguire lungo la sterrata torniamo


indietro, fino ad un piccolo crocevia, e decidiamo
di risalire la mulattiera che ci porta alla borgata
"Lause" e da qui, procedendo a mezza costa lungo
i pendii erbosi ridiscendiamo alla borgata Thures,
incontrando nel frattempo altre borgate fantasma
quali Thures Gorlier e Rif la Chenal.

Il percorso da noi fatto è conosciuto come "il


sentiero delle borgate fantasma", così denominato
appunto per la ormai scarsa presenza dell'uomo.

Nonostante qua e là ci siano case in via di


ristrutturazione o già ristrutturate, qualche
macchina parcheggiata ed animali da fattoria
che brucano l'erba, il luogo sembra immerso in un
surreale silenzio, che evoca memorie di un passato
vivace ma ormai dimenticato, un luogo quasi
fiabesco, fermo nel tempo, come le fotografie di
epoche ormai scomparse.
Cinzia Carchedi Photography

Domenico Gervasi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


78 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 79

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


80 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

VAL THURAS
I BORGHI FANTASMA

Ci soffermiamo ancora per qualche tempo a Rif la


Chenal per ammirare il paesaggio sottostante, infine
riprendiamo il cammino per ritornare a Thures, che
ad una certa distanza da noi lo vediamo immerso
fra alberi di pino.

Raggiungiamo le prime case e scendiamo lungo le


piccole vie tra esse per tornare al punto di partenza,
il Rifugio, ottimo ed accogliente punto di appoggio
per ristorarsi al termine dell’escursione.

Fabrizio Rossii Photography


Floriana Speranza Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 81

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


82 R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | THURES - I BORGHI FANTASMA 83

Claudia Lo Stimolo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


84

PRESENTA

WORKING GROUP 2019

BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project

ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE

Progetto editoriale indipendente che si


fonda sul concetto di aggregazione e di
sviluppo dell’attività foto-giornalistica.

Giroinfoto Magazine nr. 45


85

COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.

Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.

Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.

CHI PUÒ PARTECIPARE


Impara
Davvero Tutti.
Chiunque abbia la voglia di mettersi in gioco in un progetto
di interesse culturale e condividere esperienze.

I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-

Condividi
siede attrezzatura professionale o semi-professionale.

Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado

Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.

Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.

SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.

Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.

Giroinfoto Magazine nr. 45


86 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

Il
Nördlinger
Ries
a cura di Barbara Tonin e Fabrizio Rossi

Capita a tutti, nei viaggi itineranti, quando


i luoghi da visitare sono tanti e i giorni a
disposizione sono pochi, di programmare
fin nei minimi dettagli le varie tappe che si
vogliono raggiungere.

Si acquista una guida o si cercano, nei vari


siti turistici informazioni sulle località che
più ci interessano.
Come quella volta che abbiamo scelto di
percorrere la famosa Romantische Straße,
la Strada Romantica in Baviera.

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 87

Giroinfoto Magazine nr. 45


88 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 89

La Romantische Straße è una delle strade più antiche della Germania.


Un percorso ricco di storia, arte e cultura, lungo quasi 370 chilometri, in cui
si susseguono uno dopo l’altro meravigliosi castelli fiabeschi, città con le
case a traliccio, antichi monasteri, chiese barocche e gotiche.

Da Nord a Sud, dalla dolce valle del Meno intorno a Würzburg fino al
maestoso panorama delle Alpi bavaresi vicino a Füssen, valli fluviali, terreni
agricoli e pascoli rigogliosi lasciano via via il posto a boschi e montagne.

Percorse le prime tappe, in un momento di relax, leggiamo gli


opuscoli raccolti durante la prima parte del viaggio e un luogo “fuori
programma” attira la nostra attenzione: la città di Nördlinger e il
Nördlinger Ries.

Facciamo un salto indietro nel tempo, “esattamente”


14,5 milioni di fa.
L’odierna foresta del Giura si mostrava con dolci colline, selve ricche
di querce e carpini e boschi con le più diverse specie di latifoglie. Ma
tutto, in pochi minuti, sta per cambiare.

Con una velocità di oltre 70.000 km/h, due corpi cosmici puntano
dritto verso il bucolico paesaggio e lo cambiano per sempre.
Un asteroide del diametro di circa 1 km e il suo satellite di 150 m di
diametro impattano contro l’altopiano del Giura e danno origine a due
enormi crateri:
il Nördlinger Ries del diametro di 25 km e profondo 4,5 km e lo
Steinheimer Becken del diametro di 4 km.

Nel raggio di oltre 100 km, la vita scompare e lo scenario assume un


aspetto lunare.

Giroinfoto Magazine nr. 45


90 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

L’urto è talmente violento che la pressione raggiunge L’elevatissima temperatura e velocità di fusione della
parecchi milioni di bar e la temperatura supera i nube incandescente dà origine a una massa rocciosa,
20.000˚ C. spessa parecchie centinaia di metri, chiamata suevite.
I due corpi cosmici e il terreno roccioso sottostante
vengono polverizzati e si fondono tra loro. La suevite (dal latino “suevia”, Svevia) è una roccia
L’onda d’urto però non si ferma e si propaga anche detritica (breccia) composta prevalentemente da
fra gli strati sottostanti, li modifica e provoca la frammenti di graniti e gneiss (basamento) e da
formazione di minerali di alta pressione come la brandelli di basamento fuso.
coesite, la stishovite e il diamante.
Le altre masse detritiche espulse dal cratere vengono
Contemporaneamente, il materiale roccioso eiettato chiamate “brecce colorate” e sono formate da
dall’impatto forma una coltre compatta di masse frammenti di rocce di colore differente e di dimensioni
detritiche di rocce differenti (che arriva fino 50 km molto diverse tra loro.
di distanza) e una nube incandescente che viene
proiettata dal cratere nell’alta atmosfera. In pochi Si possono distinguere frammenti di colore grigio-
secondi, il fondo del cratere viene risucchiato verso la rosso (graniti, gneiss, anfiboliti) provenienti dal
superficie e le masse rocciose sul bordo franano. basamento cristallino ovvero il più profondo,
frammenti rocciosi del Triassico superiore (formazione
Ora il cratere, imploso su sé stesso, è più largo e meno di Trossingen e Burgsandstein) di colore rossastro-
profondo. grigio chiaro, rocce del Giurassico (argille grigio-scure,
arenarie ferruginose beige, calcari chiari) e sabbie del
Allo stesso tempo, anche la nube incandescente primo Terziario.
collassa e si deposita all’interno del cratere e nelle
zone adiacenti.

STRATIFICAZIONE MINERARIA

SUEVITE

MASSA DI SPOSTAMENTO

Il cratere ora presenta un anello poco profondo, Sulle sponde e sulle acque basse della parete
delimitato dal bordo originario e dal bordo esterno cristallina, invece, si sviluppano scogliere dolomitiche
in cui sono presenti i mega-blocchi originati dalle di alghe verdi, sedimenti calcarei da sorgente e sabbie
frane, e un bacino profondo delimitato da una parete calcaree.
cristallina.
A poco a poco il lago offre un habitat ideale per piccole
Essendo senza sbocchi ed immissari e a causa degli lumache d’acqua salata, larve d'insetto, gamberi di
spostamenti d’acqua periodici da una parte all’altra del mare e ostracodi, come nei laghi odierni, ma solo dopo
bacino (sesse), gradualmente si depositano nel cratere 2 milioni di anni potrà dare ospitalità a mammiferi e
scisti bituminosi e argille, che lo trasformano in un uccelli.
lago salato ricco di sostanze nutritive.

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 91

Fabrizio Rossi Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
92 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 93

Con il passare dei secoli, il lago è scomparso e il “bombe di vetro” (Flädle), ovvero rocce del basamento
bacino del Ries è rimasto quasi privo di alberi. completamente fuse.

Le ampie aree fertili tra i fiumi, i torrenti e le zone In questa roccia, infatti, sono stati trovati i minerali
umide vengono utilizzate per l’agricoltura, mentre i coesite, stishovite e i diamanti, che sono modificazioni
prati calcarei aridi ricchi di ginepri sul bordo sud, est ed del quarzo dovute all’alta pressione tipiche delle rocce
ovest con una vegetazione che riflette le caratteristiche da impatto.
del terreno, sono dedicate alla pastorizia itinerante.
Questi minerali di alta pressione sono considerati le
Un ulteriore elemento importante per l’economia “impronte digitali” dei corpi cosmici.
bavarese è la suevite. L’area del Ries assunse un tale livello d’interesse,
Utilizzata da artisti e scalpellini, sia nei tempi antichi che nell’agosto del 1970, la NASA decise di inviare gli
che ai giorni nostri, è molto apprezzata come materiale astronauti delle missioni dell’Apollo 14 e 17 nel cratere
da costruzione e per il restauro di edifici. del Ries per familiarizzare con le particolari formazioni
In ambito industriale, invece, per sue proprietà viene rocciose dei crateri da impatto.
aggiunta alla mescola del cemento e della malta per L’addestramento fu utile per il riconoscimento
migliorarne la qualità. e il campionamento delle rocce lunari e per il
prelevamento mirato dei campioni.
Le brecce colorate (calcari e argille), invece, vengono
impiegate come materiale di base per i mattonifici e le A ringraziamento dell’addestramento con i geologi
fabbriche di calce e cemento. del Ries, fu donata una pietra lunare che tutt’ora è
conservata presso il Rieskratermuseum di Nördlingen.
L’importanza della suevite, però, non si limita Al cratere, inoltre, è stato dedicato un asteroide, il 4327
all’aspetto economico. Ries.
Fu proprio grazie a questa che, nel 1960, fu scoperta
l’origine del Ries.
Una caratteristica distintiva della suevite sono le

Giroinfoto Magazine nr. 45


94 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

Il Centro di ricerca sul cratere del Ries e sull’impatto La “Battaglia di Nördlingen” del 1634, combattuta
ZERIN (Zentrum für Rieskrater- und Impaktforschung) durante la celebre guerra dei Trent'anni nei pressi del
di Nördlingen è una sezione distaccata del Museo di villaggio di Alerheim, portò ad una forte diminuzione
Scienze Naturali di Berlino. della popolazione e alla conquista della città da
parte dell'esercito imperiale asburgico comandato
Quest’ultimo ospita la più grande collezione di dall’italiano Mattia Galasso (germanizzato Matthias
meteoriti della Germania, oltre 6.000 campioni Gallas), che segnò la fine del periodo di prosperità. Nel
provenienti da spedizioni di ricerca in 50 crateri 1803, tramite un atto di mediazione, venne assegnata
da impatto di tutti i continenti, ed è frequentato da alla Baviera.
ricercatori di tutto il mondo per lo studio sui meteoriti e
sui crateri d’impatto. Nördlingen si distingue dalle altre città per la sua
La pianura fertile del Ries fu ambiente favorevole cinta muraria, completamente percorribile con un
all’insediamo già a partire dalla Preistoria. camminamento protetto. Costruita a partire dal 1327,
al posto della precedente cinta del 1215, è lunga
Numerose furono le culture che vide susseguirsi nelle 2,6 km ed è intervallata da cinque porte con torri di
varie ere. accesso, undici altre torri e due bastioni.
Celti, Romani, Alemanni e Franchi, fino alle civiltà
moderne, hanno lasciato molteplici testimonianze del La torre campanaria (detta "Daniel") della chiesa di S.
loro vissuto. Giorgio (1427-1505) ci guida verso il centro, la Piazza
Tutt’ora il territorio è ricco di suggestivi borghi, del Mercato.
castelli, monasteri e chiese. Tra i siti più interessanti e I 350 gradini del campanile, alto 90 metri, ci portano
importanti, troviamo le antiche “libere città imperiali” in cima per poter ammirare la cittadella in tutta la sua
di Nördlingen e Donauwörth e la città di Harburg con la interezza e la piana del Ries.
sua fortezza.
Citata in un documento ufficiale del 898 d.c. come Lungo la salita ci si può soffermare a vedere un’antica
dominio carolingio donato alla diocesi di Ratisbona, ruota di legno a pedali, con cui il guardiano della torre
Nördlinger fu fondata da Federico II che la elevò al (ma anche custode della città e “vigile del fuoco”)
grado di città imperiale. poteva far salire tutto ciò di cui aveva bisogno.

Divenne un importante area commerciale, essendo in


posizione intermedia tra Norimberga e Ulma, e le sue
fiere furono molto frequentate.

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 95

Fabrizio Rossi Photography

Nella Piazza del Mercato si possono visitare la Casa delle case hanno colpito anche la fantasia di molti
da ballo (Tanzhaus) e la Casa Alta (Hohen Haus), registi.
entrambe del XV° secolo. Il più conosciuto probabilmente è Mel Stuart, che ha
deciso di girare alcune scene di “Willy Wonka e la
Nördlingen è sede di molti musei, tra cui il Museo fabbrica di cioccolato” (1971) nel centro storico e la
Bavarese della Ferrovia, ed è anche nota per la scena finale dell’ascensore volante proprio sopra i suoi
Scharlachrennen, un torneo a cavallo celebrato per la tetti colorati.
prima volta nel 1463, la Stabenfest, ovvero la Festa
degli Scolari di inizio maggio nata nel Cinquecento, e il Negli ultimi anni la città è diventata famosa anche
mercatino che si ripete dal lontano 1639. in Giappone, grazie al fumettista giapponese Hajime
Isayama che l’ha presa come modello per il suo
L’originalità della pianta di Nördlingen e l’architettura popolare manga “L’attacco dei Giganti”.

Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


96 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 97

Harburg
Proseguendo verso sud sulla Strada Romantica,
troviamo Harburg.

Costruita sul pendio del monte Burgberg e chiusa


dal fiume Wörnitz, è caratterizzata da colorate case
medievali a traliccio e da edifici barocchi a timpano.
Degni di nota sono la chiesa protestante di Santa
Barbara (1612), l’ex casa pastorale (Pfarrhaus), il
Municipio, la Piazza del Mercato e il bellissimo ponte
in pietra del 1712.

A sovrastare il piccolo borgo, vediamo uno dei più


imponenti e antichi castelli della Germania: la fortezza
di Harburg.
Nominato in documenti ufficiali del 1150, apparteneva
all’imperatore degli Hohenstaufen, che lo fece erigere
a difesa della via commerciale Augusta-Norimberga.

Un secolo più tardi, la proprietà passò come pegno ai


conti di Oettingen, a cui tuttora appartiene.
Il castello è protetto da alte mura di cinta, con
cammini di ronda e un barbacane doppio.
Il portone d’ingresso conserva ancora la saracinesca
di legno con le punte di ferro.

Sull’ampio cortile interno si affacciano la cantina,


una struttura con la sala delle feste, l’edificio dei
principi, la chiesa di S. Michele e la Torre della Fame
(Hungerturm) che fungeva da battifredo, la parte più
antica del castello.
Circostanza curiosa è che durante la sua lunga storia
secolare, la fortezza non ha mai subito un assedio.

Fabrizio Rossi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


98 R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES

Donauwörth
A pochi chilometri da Harbug, dove il Wörnitz
confluisce con il Danubio (Donau), un’altra città si
affaccia sul Ries: Donauwörth.

Fondata su un piccolo isolotto nel Wörnitz col nome


Ried nel 500 da una piccola comunità di pescatori,
grazie alla sua posizione sulla via commerciale,
divenne rapidamente un importante centro
commerciale.
Eletta città nel 1193, rimase libera città imperiale dal
1301 al 1607.
Il centro storico è percorso dalla Reichstrasse, che
nel Medioevo faceva parte della via del commercio.
Costeggiata da case borghesi con facciate variopinte
in stile svevo-bavarese accompagna i visitatori dal
Municipio alla Fuggerhaus. I Fugger di Augsburg
era una delle più importanti famiglie di mercanti e
banchieri d’Europa e rapidamente si trasformò in una
dinastia nobiliare molto ramificata, imparentata con
numerosissime casate della vecchia nobiltà tedesca,
austriaca e italiana.

Numerosi sono i castelli, i palazzi e le case


commerciali dei Fugger in Germania, Austria e Italia.
Poco oltre alla Fuggerhaus, in Heilig Kreutz Strasse,
è possibile visitare la chiesa di Santa Croce in stile
tardo-barocco con la sua cupola rococò, edificata nel
1722 in un complesso conventuale.
Tornando sulla Reichstrasse, incontriamo la chiesa
parrocchiale di Liebfrauenmünster del 1467,
anch’essa in stile tardo-gotico, nella cui torre si trova
la più grande campana sveva, detta “Pummerin”.

Alla fine della via il Municipio, edificato nel 1236,


cattura l’attenzione per la sua doppia scalinata e una
serie di campanelle sulla facciata.
Ogni giorno dalle 11 alle 16, le piccole campane
suonano la melodia “Il sole deve splendere”, tratta
dall’opera “Il violino magico” del compositore Werner
Egk (1901-1983), originario di Donauwörth.

Proseguiamo fino al Wörnitz e oltrepassiamo la


vecchia cinta muraria attraverso la Porta Riedertor.
Tramite un piccolo ponte con la statua di S. Nicola,
accediamo all’Isola di Ried, l’insediamento originario.
La piccola piazzetta è racchiusa tra il Wörnitz e le
case dai colori vivaci, tra le quali poco oltre è possibile Barbara Tonin e
visitare la vecchia Casa del Pescatore, ora museo
della storia di Donauwörth. Fabrizio Rossi
Per gli appassionati di Geologia e Mineralogia, il Ries
è sicuramente un territorio singolare per le sue cave
e le creazioni naturali di grande valore didattico.
Tuttavia, le sue particolari origini, la bellezza del
paesaggio, gli antichi castelli e le colorate città lo
rendono una meta ancora più interessante e ricca di
attrattiva anche per chi ama viaggiare.

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | NÖRDLINGER - RIES 99

Fabrizio Rossi Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
100 BOOK | WORLD PRESS PHOTO - 2019

2019, 19 x 24,5 cm,


240 pagine
170 colori e b/n, brossura
ISBN 978-88-572-4037-4

[Link]

John Moore, Stati Uniti, Getty Images /


World Press Photo Foto dell’Anno 2018
1° premio Spot News

La piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, si dispera mentre lei


e la madre Sandra Sánchez vengono arrestate
da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, Texas, Stati
Uniti, il 12 giugno.

Giroinfoto Magazine nr. 45


BOOK | WORLD PRESS PHOTO - 2019 101

2019
La nuova edizione del più famoso premio internazionale
di fotogiornalismo
Dal 1955, il concorso annuale World Press Photo rappresenta l’eccellenza del
giornalismo visivo.
Il libro World Press Photo 2019 presenta i vincitori dell’ultima edizione, autori degli
scatti più singolari, delle storie più avvincenti e delle produzioni più significative del
2018.

Selezionate tra 78.801 immagini realizzate da 4738 fotografi di 129 paesi, a cui si
aggiungono 300 produzioni del Concorso di Narrazione Digitale, le opere vincitrici
sono riunite in un appassionante documento che presenta il meglio del giornalismo
visivo dello scorso anno.

Destinato a tutti i fotografi e i fotoamatori, World Press Photo 2019 è un documento


storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo e insieme fonte di
informazione, ispirazione e riflessione sul mondo contemporaneo.

Brent Stirton, Sudafrica, Getty Images /


1° premio Ambiente

Petronella Chigumbura (30 anni) della squadra antibracconaggio Aka-


shinga, composta da sole donne, perfeziona le tecniche di appostamento
e mimetizzazione nel parco naturale di Phundundu, Zimbabwe.

Giroinfoto Magazine nr. 45


102 BOOK | WORLD PRESS PHOTO - 2019

Pedro Pardo, Messico, Agence France-Presse /


3° premio Spot News

Migranti del Centro America scavalcano la barriera di confine tra Messico e Stati Uniti nei pressi del
posto di frontiera di El Chaparral a Tijuana, Baja California, Messico, il 25 novembre.

Diana Markosian, Russia/Stati Uniti, Magnum Photos /


1° premio Storie d’attualità

Pura percorre le strade del suo quartiere in una decappottabile rosa degli anni cinquanta all'Avana,
Cuba, mentre il vicinato si raduna per celebrare il suo quindicesimo compleanno.

Giroinfoto Magazine nr. 45


BOOK | WORLD PRESS PHOTO - 2019 103

Jasper Doest, Paesi Bassi /


2° premio Natura

Un fenicottero dei Caraibi osserva le sue calze improvvisate, realizzate


per favorire la guarigione delle gravi ferite ai piedi, presso il centro Funda-
shon Dier en Onderwijs Cariben a Curaçao.

Olivia Harris, Regno Unito /


1° premio Storie d’attualità

Aidan prega insieme a un prete,


dopo essersi confessato, in cima al
monte sacro Croagh Patrick nella
Contea di Mayo.
Questa montagna è una popolare
meta di pellegrinaggi, frequentata
anche da un gruppo di uomini an-
tiabortisti.

Giroinfoto Magazine nr. 45


104

Catalina Martin-Chico, Francia/Spagna, Panos /


2° premio Storie d’attualità

Yorladis è alla sua sesta gravidanza, dopo che le prime cinque sono state interrotte negli anni in cui ha fatto parte delle FARC
(Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia). Ha raccontato che era riuscita a tenere nascosta la quinta gravidanza al suo co-
mandante fino al sesto mese, indossando abiti ampi.

Bénédicte Kurzen e Sanne De


Wilde, Francia, NOOR e Belgio,
NOOR /
1° premio Ritratti

Due gemelle in piedi una accanto


all’altra.

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | WORLD PRESS PHOTO - 2019 105

Luisa Dörr, Brasile /


3° premio Ritratti

Lola (10 anni) è nata in Etiopia ed


è stata adottata da una famiglia di
Valencia.
Ha iniziato a portare l’abito da fal-
lera all’età di due anni.
Realizzati principalmente in pizzo
e seta, i costumi da fallera sono i
protagonisti di uno dei festival di
strada più importanti della Spagna.

Sarah Blesener, Stati Uniti /


Il richiamo a casa
4 aprile 2016 – 17 novembre
2018
1° premio

Gilbert (13 anni) si esercita nella


perquisizione di una casa con i Ca-
detti dell’esercito del Wisconsin ad
Appleton, Wisconsin, Stati Uniti.

Giroinfoto Magazine nr. 45


106 BOOK | WORLD PRESS PHOTO - 2019

Giroinfoto Magazine nr. 45


BOOK | WORLD PRESS PHOTO - 2019 107

Ingo Arndt, Germania, per “Na-


tional Geographic” /
3° premio Natura

Giovane puma femmina nel parco


Torres del Paine, nella Patagonia
cilena, dove si pensa ci sia la con-
centrazione di puma
più alta del mondo.

Giroinfoto Magazine nr. 45


108 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Testi di Monica Gotta

Un sabato dedicato alla fotografia, alla storia


e alla scoperta delle botteghe storiche di
Genova e dei caruggi o vicoli de La Superba
con il nuovo gruppo genovese di Giroinfoto
insieme a quello di torino.
Perché? Perché Genova e Torino condividono
alcune particolarità, tra le quali una tradizione
antica sulla fabbricazione del cioccolato.

Pare che a Torino nasca nel 1560 quando,


per festeggiare il trasferimento della capitale
ducale da Chambéry a Torino, Emanuele
Filiberto di Savoia servì simbolicamente alla
città una fumante tazza di cioccolata.
Ma fu un genovese a portare il cacao in
Europa, Cristoforo Colombo.
Così, a fine ‘800 Genova contava ben 45
aziende cioccolatiere.

WORKGROUPGENOVA
Adriana Oberto Laura Stratta
Barbara Lamboley Monica Gotta
Barbara Tonin Paolo Carrera
Cinzia Carchedi Patrizia Ragno
Fabrizio Rossi Silvia Petralia
Giancarlo Nitti Stefano Zec
Isabella Nevoso

WORKGROUPTORINO

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 109

Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


110 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

PER CAPIRE MEGLIO GENOVA


secondo i migliori esperti di “lingua
genovese” la parola giusta è caruggi anche
se troviamo spesso la stessa parola scritta
con 2 “r” e si trova anche una serie di curiose
varianti, tutte ampiamente giustificate.

L’etimologia della parola nasce dal latino


antico popolare quadrivium, da distinguere
dalla crêuza che spesso indica una struttura
viaria piccola con massima pendenza, una
mulattiera che scende ripidamente a valle.
Se la si trova vicino al mare diventa una
crêuza de mä come cantava Fabrizio De
Andrè e, per proporre un esempio conosciuto
ai più, le troviamo a Boccadasse.

La caratteristica principale della crêuza è


la pavimentazione, mattoni rossi al centro
mentre ai lati troviamo ciottoli tondi, di
forma convessa studiata per permettere un
drenaggio laterale adeguato.

Anche sull’etimologia di questa parola


esistono fantasiose teorie che vanno
dall’origine celtica della parola per via del
colore della pavimentazione, al latino, al
francese e provenzale ed altri dialetti italiani.
Oggi però entriamo nei caruggi dove sono
collocate le mete del nostro giro!

Nel vocabolario italiano caruggio significa


"stretta via cittadina tra alti palazzi" tipica di
città e paesi della Liguria.
Ma quando si parla di caruggi oppure di
vicoli immancabilmente si pensa a Genova.

CARUGGI
Paolo Carrera Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 111

BOCCADASSE
Giancarlo Nitti Photography

BOTTEGHE STORICHE DI GENOVA


La Camera di Commercio e le Associazioni di Categoria
hanno creato un elenco delle botteghe storiche.
Alcune sono nate come fenomeno della borghesia tra l’800
e il ‘900.
Sono anche espressione di identità urbana cittadina,
genovese.

Non possono essere chiamate “monumenti”, ma sono


inequivocabilmente un patrimonio da conservare perché
contengono arredi, elementi architettonici, documenti,
fotografie, macchinari e strumenti che sono e fanno la
storia della città di Genova.
Nasce pertanto l’Albo delle Botteghe Storiche per entrare
nel quale bisogna avere almeno 70 anni di attività e
possedere almeno tre dei cinque elementi essenziali
identificati dagli Enti sopra citati.

Ad oggi sono 39 le botteghe riconosciute come tali,


testimonianza del passato legato al presente, come un
sottile filo che segna la via da ieri a oggi.
Alcune botteghe sono nel cuore del centro storico
genovese, altre nel levante e nel ponente cittadino, ossia
nella Genova nata con l’annessione di comuni limitrofi.

Inizialmente le botteghe si distinguevano anche per la


collocazione geografica nell’area cittadina.
Non bisogna infatti dimenticare la lunga storia di Genova
nel commercio e nel commercio marittimo.
Il porto era il naturale sfogo delle merci provenienti via
strada da diverse direzioni così come punto di arrivo per
i prodotti “esotici” in arrivo da svariate parti del mondo
Patrizia Ragno Photography
conosciuto. Era una “porta sul mare” ed una collocazione
strategica.

Giroinfoto Magazine nr. 45


112 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Quest’anno, in occasione della Terza Biennale D’Arte


di Genova, nelle 39 botteghe sono state esposte opere
d’arte unendo così l’arte contemporanea nelle sue
diverse sfaccettature a luoghi iconici della città: l’arte
del presente sposa l’arte del passato.

L’itinerario che abbiamo percorso era a tema “dolce”,


un “Sweet Saturday”… per i Reporters di Giroinfoto che
ha unito storia, architettura, cibo, curiosità e persone.
L’intento è anche quello di valorizzare la città di Genova
e fare in modo che venga conosciuta più profondamente
dal turismo nell’ottica della valorizzazione del territorio
e per le botteghe ed altri esercizi, nell’ottica della
valorizzazione commerciale.

Patrizia Ragno Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 113

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


114 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Pasticceria Liquoreria
Marescotti
Cavo
Prima tappa, Via di Fossatello,
la Pasticceria Liquoreria Marescotti – Cavo, fondata nel
1780, con il nome di Cioccolateria Cassottana. Cambia
il suo nome in Marescotti nel 1906.
La pasticceria è ospitata nella duecentesca Loggia di
Palazzo Gattilusio, famiglia di prim’ordine a Genova. La
pasticceria fonde due aziende e unisce la storia di due
famiglie, la famiglia Marescotti e la famiglia Cavo.

La famiglia Cavo iniziò a fare pasticceria alla fine


dell’800. Iniziano l’attività a Genova dal 1924. Nel
1960 la famiglia Cavo inizia a rifornire la Pasticceria
Marescotti che, in quel momento, aveva diminuito la
sua capacità produttiva.
Nel 1979, con la morte di Irma Marescotti, la famiglia
decide di non continuare la gestione, preferendo tenere
chiuso il locale piuttosto che cederlo senza garanzie
che gli arredi e la tradizione della pasticceria trovassero
la giusta persona che se ne prendesse cura.

Sarà Alessandro Cavo, quinta generazione di pasticceri,


che realizzerà questo sogno dando nuovamente vita
alla bottega. Entrando, dopo 29 anni di chiusura, trova
il locale perfettamente intatto. Dopo un intervento di
ristrutturazione, la bottega riapre il 18 Aprile 2008.
Della tradizione della famiglia Cavo fanno parte i
famosi “Amaretti di Voltaggio”, marchio registrato, che
troverete esposti nel locale.

Gli amaretti, creati seguendo una ricetta tramandata da


generazioni, hanno avuto svariati riconoscimenti, sono
prodotti ancora oggi in modo artigianale scegliendo le
migliori materie prime.
Questo amaretto, dall’involucro croccante e l’interno
morbido, a base di mandorle, è prodotto con un
macchinario con dei rulli in pietra risalente al 1922, una
raffinatrice, che fa sì che l’impasto rimanga morbido e
chiaro, non ossidato.

Altri prodotti della pasticceria sono prodotti tipici


del Basso Piemonte e del genovese quali canestrelli,
pinolate, baci di Alassio, pandolce genovese friabile o
lievitato, baci di dama, brutti ma buoni. Laura Stratta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 115

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


116 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 117

Pasticceria Liquoreria
Marescotti

Cavo
Entrando nel locale siamo stati calorosamente
accolti dal personale, tra cui Maurizio che si è
reso disponibile a rispondere alla prima raffica di
domande.

Al piano superiore si trovano ancora gli arredi


originali, perfettamente conservati, che donano al
locale un’atmosfera accogliente, con colori caldi,
sedie imbottite, marmi, pezzi di antiquariato a
testimonianza del collegamento con il passato che
si affaccia con la sua bellezza nei giorni nostri.

Chi si siede al piano superiore a gustare una delle


innumerevoli dolcezze del locale può godere anche
di un tipico scorcio dei vicoli, un patrimonio unico
della città di Genova.

Ringraziati coloro che ci hanno accolto, proseguiamo


verso la nostra seconda tappa, una cioccolateria
storica: Romeo Viganotti in Vico dei Castagna.

Barbara Lamboley Photography

Isabella Nevoso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


118 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 119

Giroinfoto Magazine nr. 45


120 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Romeo Viganotti
Cioccolateria Storica

«Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di


cioccolatini, non sai mai quello che ti capita»,

così Forrest Gump inizia a raccontare la sua storia


alla fermata dell’autobus, mentre in mano ha proprio i
cioccolatini per la sua innamorata.

Il negozio, nel cuore del centro antico della città,


conserva il pavimento originale così come il bancone,
gli scaffali e le credenzine in legno con ante in vetro.
E’ piccolo, un gioiello d’altri tempi, in cui entrare con
riverenza per poter osservare ogni minuscolo dettaglio
e ogni prodotto esposto con cura.

Ma entrare nel laboratorio artigianale di Romeo


Viganotti significa fare un ulteriore viaggio nel tempo,
nel passato.
Qui il tempo si è fermato.
La lavorazione avviene con macchine e stampi d’epoca,
perfettamente funzionanti come quando sono stati
creati.

E’ una storia che inizia nel 1866 con il capostipite


Domenico.
Uno dei figli, Romeo, si appassiona all’attività di famiglia.
Negli anni ’60, attraverso legami familiari, l’attività
passa nelle mani di Roberto Pastorino e la sorella Maria
che danno continuità all’attività commerciale.

Negli anni ’90 un incontro tra appassionati fece sì che


Alessandro Boccardo diventasse titolare dell’attività.
Oggi siamo stati accompagnati nella storia della
cioccolateria da Eugenio Boccardo che ci ha raccontato
la storia di questa famosa bottega, dei suoi prodotti e
delle sue ricette con grande passione.

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 121

Barbara Lamboley Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
122 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Paolo Carrera Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 123

Romeo Viganotti
Cioccolateria Storica

Dal suo racconto traspare l’interesse nel mantenere


salde le tradizioni ma anche il desiderio di eccellere
in quest’arte, seguendo antiche ricette tramandate
da generazione senza peraltro escludere la
sperimentazione di nuovi sapori ed abbinamenti
come già fecero i predecessori della famiglia.

Infatti, da qualche anno, dopo l'uscita di un noto


film sul tema cioccolato, la pratica di aromatizzare
il cioccolato con vari tipi di spezie è diventata più
comune.
Cremini, liquorosi, cremosi di zucchero, frutta
candita, gourmet di sfere, nocciole, croccante
e noisettes, medaglioni, pasta di mandorle,
spalmabili, tavolette e nocciolato, dragées, prodotti
stagionali sono parte della vasta produzione di
questa bottega.

Da Viganotti troviamo quindi prodotti che hanno


il sapore di una ricetta di 150 anni fa, nati dalla
passione per questo lavoro, creati con macchine,
stampi e recipienti che risalgono a quell’epoca.
Arrivati nel cuore del laboratorio, vediamo come
viene svolto il lavoro nella bottega.

Le antiche macchine vengono avviate per


permetterci di vedere come funzionano. Assistiamo
alla pressatura delle mandorle. Nel mentre
le macchine girano Eugenio ci espone il loro
funzionamento mentre vediamo come le mandorle
vengono ridotte in crema.
Monica Gotta Photography
Continua il racconto, continua il viaggio nel mondo
del cioccolato.
Le praline, prodotto storico, frutto di una lunga e
curata lavorazione manuale.
Si distingue tra praline francesi e le praline italiane,
prodotte in due modi diversi, anzi opposti in effetti.
Per creare una pralina francese viene prima prodotto
l’involucro, solitamente lucido colorato.

Una volta pronti gli involucri essi possono essere


riempiti con ripieni di vario genere. La pralina
italiana nasce dalla creazione del ripieno per poi
essere fasciata nel suo involucro. Spiegando il
procedimento di produzione delle praline, ci viene
spiegato anche l’uso del burro di cacao, quali
effetti ha sul prodotto finale e le sue caratteristiche
intrinseche.
Nasce dalle fave di cacao, ha caratteristiche
aromatiche gradevoli, ha un punto di fusione
piuttosto alto e rende brillanti e luminose le Silvia Petralia Photography
preparazioni di cioccolato.

Giroinfoto Magazine nr. 45


124 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Romeo Viganotti
Cioccolateria Storica

Per rendere più semplice la comprensione della Avete presente 65%, 70, 72%, 80% e così via? Solitamente
produzione del cioccolato veniamo invitati a partecipare pensiamo che più è alta la percentuale più il cioccolato
ad un piccolo esperimento. dovrebbe essere scuro.

Ad alcuni volenterosi viene fornito un mortaio genovese Non corrisponde a verità, dipende dal tipo di fave
di marmo con pestello e una manciata di fave di cacao. di cacao come dimostrano alcuni cioccolatini che
L’invito era di schiacciare le fave fino a trasformarle in abbiamo assaggiato.
una crema uniforme. E dalle fave dipende anche il gusto del cioccolato.
Ed è stato necessario un buon impegno per arrivare a Assaggiati due cioccolatini di colore diverso creati con
questo risultato. fave provenienti rispettivamente dal Perù e dall’Africa
Fatto ciò si è aggiunto lo zucchero e si è pestato ancora abbiamo scoperto quanto possa cambiare il sapore.
il composto.
Finito questo lavoro siamo stati invitati ad assaggiare la L’indicazione è stata “fateli sciogliere in bocca, non
pasta che era nei mortai. masticate”.
Cos’era stato creato? Qualcosa simile al cioccolato Abbiamo seguito fedelmente le indicazioni e ciò che si
grezzo, qualcosa di simile al cioccolato di Modica. è sviluppato sulle papille gustative, mano a mano che il
cioccolatino si scioglieva, è stato come fare un viaggio
La cosa interessante è questa: ho assaggiato il prodotto in due mondi diversi.
di alcuni mortai e tutti avevano un gusto diverso. Almeno così è stato per me! Uno aveva un gusto intenso,
Era stato aggiunto più o meno zucchero, il composto era caldo, che si assaporava nella sua completezza.
più o meno grezzo o liscio, insomma è stato un esercizio L’altro, all’inizio più delicato, mano a mano che si
illuminante sul sapore e quanto questo dipenda da una scioglieva cambiava gusto continuamente passando
lunga serie di variabili. dal leggermente amaro allo speziato e diventava
Ma prima di iniziare l’esperimento Eugenio aveva fatto leggermente fruttato.
una piccola introduzione sul cacao, sulle fave e come si
tostano. Un’informazione segreta… Non ci crederete ma, in alcuni
Infatti qualcuno del gruppo è stato ingaggiato nella cioccolatini, c’è una piccola parte di sale.
tostatura! C’è una varietà straordinaria di tipi di cacao. Questa bella esperienza volge al termine, salutando
Qui si selezionano con cura le fave di cacao con le quali Eugenio ci dirigiamo alla terza bottega, a poca distanza
producono il cioccolato. dalla cioccolateria.
Anche che il colore del cioccolato fondente non dipende
da quella che si chiama percentuale.

Isabella Nevoso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 125

Barbara Tonin Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
126 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Pietro Romanengo fu Stefano


Confetteria

Piazza Soziglia Duchessa di Galliera iniziarono ad ordinare i prodotti


della ditta.
Accolti da un’esperto della bottega, Paolo, ci La notorietà si espanse anche ad importanti personalità
appassioniamo immediatamente al racconto che di fuori regione, come la duchessa di Parma e Giuseppe
stiamo ascoltando. Verdi.

Antonio Maria Romanengo, originario di Voltaggio, Quest’ultimo scrisse una lettera al suo caro amico
iniziò l’attività a fine settecento aprendo un negozio di Arrivabene, sui canditi genovesi, conservata oggi presso
droghe e coloniali in Via della Maddalena. il Teatro della Scala di Milano, dove elogia i Romanengo
Due dei figli aprirono poi due negozi in Campetto e un in quanto in grado di “condire tanto squisitamente ogni
laboratorio per la produzione di frutta candita e di confetti sorta di frutta”.
– secondo i canoni dell’antica tradizione genovese –
oltre che per le novità francesi di cioccolateria.

La ditta viene iscritta alla Camera di Commercio ed Arti


nel 1929 con il nome di “Pietro Romanengo fu Stefano”,
l’attuale nome che tutti i genovesi conoscono.
Nel corso dell’Ottocento la ditta Romanengo divenne
molto nota, non solo a Genova, ma anche fuori dalla
città ligure, per l’ottima qualità dei prodotti e per la cura
nel confezionamento degli stessi in carta blu introdotto
da Pietro.

Note famiglie genovesi come i Doria, i Grendi e la

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 127

Laura Stratta Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
128 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Cinzia Carchedi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 129

Pietro Romanengo fu Stefano


Confetteria

La bottega di Soziglia, presente dal 1814, è un vero


gioiello, restaurato e abbellito a metà Ottocento.
La facciata monumentale è adornata con putti che
sorreggono una guantiera di frutta candita, vi è
rappresentato Mercurio con il suo elmo e tra le due
vetrine è presente una cornucopia traboccante di
fiori e frutta.

Pur risalendo a tempi che furono, vediamo


rappresentato un ananas che ci indica come già
fiorissero in città commerci con paesi considerati
esotici.
Il negozio vanta struttura e arredi originali:
pavimento in marmo policromo, soffitto affrescato
su seta nel vano principale e soffitto decorato
a stucchi nel salottino retrostante, lampadari,
scaffalature e banconi in legno intarsiato, specchi
e un bel lavandino in marmo a forma di conchiglia.

Ci sono anche attrezzature antiche e un interessante


archivio.
Importante ricordare che questa struttura opera
con la stagionalità dei prodotti in modo da
garantire materie prime eccellenti e soprattutto di
provenienza naturale.

Dopo un’esaustiva presentazione della bottega e


della famiglia che la gestisce, Paolo ci invita nel
salottino retrostante per un assaggio dei prodotti.
Questo salottino è stato concepito per ospitare in
privato i facoltosi clienti che in passato venivano a
comprare i prodotti di Romanengo. Monica Gotta Photography

Troviamo cioccolata, cioccolatini, confetti, gocce


ripiene di liquori, frutta candita e ghiacciata
sapientemente esposti su un antico tavolo e con un
ordine ben preciso.
La degustazione avviene in modo guidato, per
gusto, per fare in modo che i sapori di un prodotto
non inficino l’assaggio di quello successivo.
Il primo assaggio sono i confetti genovesi, diversi
da quelli che comunemente vengono definiti “da
cerimonia” e che solitamente siamo abituati a
gustare.
Hanno un assortimento di “anime” confettate
diverse: mandorle “Avola” di Sicilia, pinoli, pistacchi
di Bronte, gusti vari al rosolio, scorze di arancio
candito, fili di cannella.
Sono tutti dal gusto delicato e allo stesso tempo,
croccanti.
Come assaporarli? Morderli dolcemente per
rompere l’involucro e poi gustare la fusione con Stefano Zec Photography
l’anima del confetto.

Giroinfoto Magazine nr. 45


130 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Pietro Romanengo fu Stefano


Confetteria

Successivamente si passa a degustare uno spicchio di conosciuto allora come “sale indiano”.
mandarino sapientemente lavorato. Il metodo, giunto qui dall’oriente ai tempi della Prima
La peculiarità di questo frutto ci viene spiegata prima di Crociata, cambiò il modo di conservare la frutta e altri
avere il piacere di assaggiarla. alimenti in quanto in Europa si usavano il miele oppure
succhi di frutta molto concentrati.
Sarà come gustare un mandarino appena sbucciato, Furono gli Arabi a scoprire la canna da zucchero in
con il frutto morbido e succoso e la scorza più dura. E Mesopotamia e capirne l’importanza portando questo
così è stato! Questo risultato sorprendente avviene con metodo di conservazione sulle rive del Mediterraneo
una lavorazione naturale operata solo qui. durante la loro espansione militare.
Mercanti genovesi, veneziani e pisani la portarono
Questo processo, la ghiacciatura, è un antico processo nei nostri porti e si sviluppò così questo ramo della
di canditura di origine orientale che, con grande conservazione dolciaria, prima chiamati “spreciarii” e di
sapienza, conservava con lo sciroppo di zucchero la seguito “confettieri”.
fragranza della frutta fresca.
Il processo è semplice che si ottiene riducendo l’acqua Un’arte che portò nel 1487 alla creazione di una
nel frutto con dello zucchero. corporazione di 67 confettieri con un proprio statuto e
Il procedimento, svolto in modo artigianale, può essere regole rigide.
molto lungo ma conserva le componenti aromatiche dei Nel Rinascimento furono infine di cuochi francesi
frutti. a portare l’arte della confetteria ad un ulteriore
In una confetteria si lavora secondo l’antica tradizione raffinatezza.
dove la frutta, i fiori, le spezie e gli aromi vengono Passiamo a gustare un prodotto ben conosciuto di
lavorati con lo zucchero. questa bottega.

È l’arte di conservare i prodotti della natura e di imitarne


l’aspetto e il gusto con sapienti lavorazioni di zucchero,

LA GHIACCIATURA
Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 131

Giancarlo Nitti Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
132 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Pietro Romanengo fu Stefano


Confetteria

Piccole gocce fatte di zucchero, di colore diverso


a seconda dell’aroma che contengono. Questa
sottile gemma contiene una goccia di rosolio con
aromi diversi, dall’acqua amara, alla marasca, anice,
curacao, caffè, menta, viola. Risultano delicate al
palato e lasciano una rara sensazione di dolcezza.

Infine non possiamo fare a meno di chiudere questa


degustazione con dei cioccolatini fondenti incartati.
Anch’essi prodotti all’antica maniera utilizzando
ingredienti di prima qualità e miscele di cacao
pregiato.
Non rimane che confermare che la degustazione
guidata in questo ordine sapiente ha fatto sì che
si potesse apprezzare ogni singolo sapore, ogni
singolo pezzo creato nella sua unicità.

Associata al racconto della bottega, dei suoi


fondatori e il percorso lungo la storia, dal commercio
alle antiche tradizioni e gli antichi processi di
creazione di questi prodotti, si è rivelata essere un
altro viaggio entusiasmante lungo la strada delle
antiche tradizioni approdate a Genova.
Paolo Carrera Photography

Isabella Nevoso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 133

Adriana Oberto Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
134 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Profumo Pasticceria
Villa 1827

Domenico Villa formato in quest’arte ai suoi tempi, di come abbia


approfondito la formazione nella produzione di dolci
inizia la sua attività di vendita di “droghe e coloniali” e di come fu aperta la prima pasticceria Profumo, ci
nelle ex scuderie di Palazzo Lercari Parodi nel 1827. ha permesso di leggere tra le righe quanta passione
riponga in quest’attività.
Avviene nel tempo una trasformazione naturale in Osservando con quanta cura interagisce con gli ospiti e
rivendita con un laboratorio di produzione. con quanto riguardo ed accuratezza prepara i prodotti
Si sviluppa così un mercato di raffinata pasticceria per i clienti, non si può far altro che intuire il sentimento
che, fino ai primi del ‘900, era prerogativa delle famiglie che fa di questa bottega un gioiello di Genova.
nobili.
Viene gestito dai Villa fino al 1957, successivamente dal Visitando la bottega vediamo che dietro una tenda
nipote Enrico e infine viene ceduto, nel 1968 a Marco viene nascosta l’entrata alle scuderie di Palazzo Lercari,
Profumo, formatosi alla Horvath, fabbrica ungherese di testimonianza di quanto racconta la storia di questo
cioccolato e zuccherini. luogo.
Nel negozio ci sono altre testimonianze della sua
Ormai da tempo Marco Profumo conduce e sviluppa appartenenza alla storia genovese.
l’attività. Infatti nel 2006 nasce la gelateria vicina alla
famosa pasticceria.
Conoscere Marco Profumo ci ha permesso di ascoltare
il racconto della sua famiglia, di come il nonno si sia

Laura Stratta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 135

Barbara Tonin Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
136 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Silvia Petralia Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 137

Profumo Pasticceria
Villa 1827

Gli arredi, costituiti da scaffalature, credenze in


legno con vetrine, banconi in legno e vetro, sono
originali della prima metà dell’Ottocento, così
come il pavimento in marmo e il soffitto con volte a
crociera affrescato a motivi floreali.

Durante la visita ho avuto il piacere di leggere una


poesia di un cliente, ora incorniciata in bottega, che
lascia trasparire la soddisfazione del cliente che la
scrisse e testimonia il valore di questo esercizio.

Anche la Pasticceria Profumo segue la stagionalità


dei prodotti.
Durante i mesi freddi si trovano torte e paste a base
di creme, mentre la produzione estiva è incentrata
principalmente sulla frutta fresca di stagione.

La confetteria offre una vasta gamma di prelibatezze.


Dai confetti per cerimonia a quelli al cioccolato che
sfoggiano una vasta gamma di colori, praline e
cioccolatini.

Ciò che attira l’attenzione è una lunga esposizione di


polpe di frutta ossia gelatine di frutta, con un vasto
assortimento sapientemente disposti e presentati. Monica Gotta Photography

Barbara Lamboley Photography


Giroinfoto Magazine nr. 45
138 R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE

Dalle conversazioni con i nostri interlocutori delle botteghe storiche si evidenzia un interesse comune. Far conoscere
le botteghe e permettere che queste fioriscano con le loro attività per conservare una lunga ed affascinante storia,
importante per la città di Genova.
Sono un valore inestimabile per la valorizzazione del territorio e Genova deve riscoprire il suo passato dolciario.
Le botteghe storiche contribuiscono a fare del Centro Storico Genovese quel luogo ricco di interessi e cose da
scoprire unico al mondo.
Vi state chiedendo come le potete scoprire? Niente GPS, solo a piedi e con il naso per aria. Le cose più belle le
scoprirete perdendovi nei vicoli!

Per finire e concludere la giornata nel cuore di Genova abbiamo cenato nella Trattoria Vegia Zena in Vico del
Serriglio di fronte a Piazza Caricamento e all’Acquario.
In un locale con volte di mattoni e in tipico stile marinaro, siamo stati cordialmente seguiti.
Il cibo, tipico della cucina genovese, dalle trofie al pesto ai pansoti in salsa di noci e al primo piatto con frutti di
mare si è rivelato di ottima qualità.
Particolarmente apprezzata da tutti è stata l’orata alla ligure.
Saremo lieti di ritornare alla prossima occasione!

RINGRAZIAMENTI

Ringraziamo per averci accolto:

Pasticceria e Liquoreria Marescotti - Cavo

Cioccolateria Romeo Viganotti e il Sig.


Eugenio Boccardo

Pietro Romanengo fu Stefano e il Sig. Paolo


De Vita e la [Link] Enrica Ottonello

Pasticceria Profumo e il Sig. Marco Profumo

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


R E P O RTA G E | GENOVA - BOTTEGHE STORICHE 139

Curiosità (vere o false) sul cioccolato

Il nome che fu dato inizialmente alla pianta del cacao


era “cibo degli Dei”.

Gli antichi popoli del Centro America, Olmechi, Aztechi,


Maya coltivavano e utilizzavano le piante di cacao per
farne delle bevande.

Inoltre i semi di cacao venivano utilizzano come


moneta di scambio e venivano offerti come sacrificio
agli dei.

Adriana Oberto Photography

Proprietà del cacao / cioccolato


l’amico del cuore e del buon umore.

Ha proprietà energizzanti ed un elevato potere


antiossidante, a cui vengono attribuite anche virtù
antidepressive, grazie alla presenza di serotonina,
sostanza coinvolta nella regolazione dell’umore.

Ricco di vitamine e minerali, il cacao contiene


flavonoidi che influiscono sui livelli di colesterolo e
arreca benefici anche per la salute cardiovascolare.

Isabella Nevoso Photography

Chi portò il cacao in Europa

I semi arrivarono in Europa dopo il quarto viaggio di


Cristoforo Colombo, un genovese.

Soltanto dopo tempo fu avviata la vera e propria


importazione ad opera di un conquistatore spagnolo,
Hernan Cortes.

Patrizia Ragno Photography

Giroinfoto Magazine nr. 45


140

Giroinfoto Magazine nr. 45


141

Portovenere
Autore: Paolo Gentili
Luogo: Portvenere (SP)

Giroinfoto Magazine nr. 45


142

Picchio Rosso Maggiore


Autore: Lucio Bertani
Il picchio rosso maggiore è un picchio di medie dimensioni con il piumaggio
bianco e nero e una macchia rossa sulla parte bassa dell'addome. I maschi e
i giovani presentano anche macchie rosse sul collo o sulla testa. È diffuso in
gran parte dell'Europa e in alcune aree del Nordafrica.

Giroinfoto Magazine nr. 45


143

Milan Fades Away


Autore: Ludovico Balena
Luogo: Belvedere al 39° piano di Palazzo Lombardia, Milano

Giroinfoto Magazine nr. 45


144

Giroinfoto Magazine nr. 45


145

Tramonto ad Albi
Autore: Adriana Oberto
Luogo: Albi, Tarn, Occitanie

Giroinfoto Magazine nr. 45


146

Giroinfoto Magazine nr. 45


147

L'essenza della quiete


Autore: Tino De Luca
Luogo: Lago di Garda. Località Punta san Vigilio.

Giroinfoto Magazine nr. 45


148

Giroinfoto Magazine nr. 45


149

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in uscita il 15 Agosto 2019

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