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Il numero 41 di Giroinfoto Magazine di marzo 2019 esplora il Carnevale di Ivrea, un evento storico che celebra la libertà attraverso la Battaglia delle Arance. La rivista offre una piattaforma per appassionati di fotografia e viaggi, incoraggiando la condivisione di esperienze e immagini. Include articoli su vari temi, tra cui la violenza contro le donne e villaggi galleggianti in Cambogia.

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Il numero 41 di Giroinfoto Magazine di marzo 2019 esplora il Carnevale di Ivrea, un evento storico che celebra la libertà attraverso la Battaglia delle Arance. La rivista offre una piattaforma per appassionati di fotografia e viaggi, incoraggiando la condivisione di esperienze e immagini. Include articoli su vari temi, tra cui la violenza contro le donne e villaggi galleggianti in Cambogia.

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N.41- 2019 Marzo [Link].

com

1 0 1 R I T R AT T I
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
N. 41 - 2019 | MARZO, Gienneci Studios Editoriale. [Link]

CARNEVALE DI IVREA POGGIO REALE VILLAGGI GALLEGGIANTI


LA BATTAGLIA DELLE ARANCE RUDERI ANTICHI CAMBOGIA
Band of Giroinfoto Di Matteo Pappadopoli Di Monica Gotta

Photo cover by Paolo Spadacini


WEL
COME

41
[Link]
MARZO 2019
la redazione | Giroinfoto Magazine

fotografare
e viaggiare
due passioni un’ unica esperienza

Benvenuti nel mondo di Giroinfoto magazine©.


Una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere
dalle bellezze offerte dal nostro pianeta.
Una lettura attuale e innovativa, che accoglie, oltre i migliori professionisti della fotografia da reportage, anche le
immagini e le esperienze di chiunque sia appassionato di viaggi e fotografia.
Con i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più vere e i viaggi più autentici, Giroinfoto
magazine ha come obiettivo, essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in viaggio e
la condivisione di migliaia di luoghi e situazioni sparsi per il nostro pianeta.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una
rassegna che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni,
andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di
viaggio raccontate da fotografie e testi, indipendentemente dal valore professionale dell'autore.
Una raccolta di molteplici idee e progetti di viaggio, frutto delle esperienze e lavori eseguiti da esperti nel settore del
reportage fotografico, che hanno saputo confrontarsi con le condizioni climatiche e socio-politiche, con le difficoltà
imposte dalla natura, per catturare l'immagine e la spontaneità selvaggia della stessa.
Troverete anche articoli tecnici, dove prendere spunto per ottenere scatti sempre perfetti e con idee sempre nuove
per rendere le fotografie più interessanti.

[Link]© , con la sua rivista e la sua rete web è la più grande community di foto-viaggiatori che accoglie
chiunque voglia condividere le proprie esperienze di viaggio o semplicemente farsi coinvolgere dai racconti pubblicati.

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Giancarlo Nitti
LA RIVISTA DEI FOTONAUTI
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ANNO V n. 41 giroinfoto magazine
20 Marzo 2019

DIRETTORE RESPONSABILE Floriana Speranza della Gienneci Studios © o di chi ne è fornitore


HEAD PROJECT MANAGER Giancarlo Nitti diretto(info su [Link]) e sono tutelati
Giancarlo Nitti Annamaria faccini dalla legge in tema di copyright. Di tutti i
CAPO REDAZIONE Margherita Sciolti contenuti è fatto divieto riprodurli o modificarli
Paolo Buccheri Maddalena Bitelli anche solo in parte se non da espressa e
SEGRETERIA DI REDAZIONE E RELAZIONI Mariangela Boni comprovata autorizzazione del titolare dei
Margherita Sciolti Chiara Borio diritti.
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Giancarlo Nitti PER LA PUBBLICITÀ: @Ig_lombardia_ @ Ig_veneto @ Ig_liguria
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Matteo Pappadopoli Milano - 20086 Motta Visconti.
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Stefano Gandini @cookin_piemonte
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Monica Gotta Gratuita, su pubblicazione web on-line di SKIRA Editore
Reporter [Link] e link collegati.

Band Of Giroinfoto - Torino CONTATTI


Adriana Oberto email: redazione@[Link]
Barbara Lamboley Informazioni su [Link]:
Barbara Tonin [Link]
Manuel Monaco hello@[Link]
Fabrizio Rizzo
Fabrizio Rossi Questa pubblicazione è ideata e realizzata da
Luca Agostino Gienneci Studios Editoriale.
Lorena Cannizzaro Tutte le fotografie, informazioni, concetti, testi
Nadia Laboroi e le grafiche sono di proprietà intellettuale
INSIDE
Giroinfoto Magazine

68 41

10

80 38
52
Indice
STORICO CARNEVALE DI IVREA
10 La battaglia delle arance
Band of Giroinfoto

IO NON MI VOLTO
30 101 ritratti contro

30
la violenza sulle donne
Skira editore

VILLAGGI GALLEGGIANTI
38 Cambogia
A cura di Monica Gotta
FOTO EMOZIONI
LIMONE PIEMONTE
94 Questo mese con:
52 Stagione invernale Cinzia Marchi
Band Of Giroinfoto e IG Cuneo Mario Alesina
Ciro Schiavone
POGGIO REALE Tahsin Gun
68 Un salto nel passato Marco Mincarelli
A cura di Matteo Pappadopoli Barbara Lamboley

80 CHEFCHAOUEN
Colori di una città andalusa
A cura d Stefano Gandini
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REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi Foto singole
sul magazine dagli utenti Reporters pubblicate

E' con orgoglio che Copertura degli articoli sui continenti


pubblichiamo le sta-
tistiche e i volumi qui
presenti relativi alle
analisi aggiornate al
mese di:

Marzo 2019
144 41 8 27 18 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI

4%

16%
77% 1,5%
115.061 2.235
0,5% 1% Letture totali Letture nell'ultimo
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10
A cura di Giancarlo Nitti

STORIC O CARNEVALE
DI IVREA
LA BATTAGLIA DELLE ARANCE

Adriana Oberto

Barbara Lamboley

Barbara Tonin

Cinzia Carchedi

Cinzia Marchi

Davide Tagliarino

Fabrizio Rizzo

Fabrizio Rossi

Giancarlo Nitti

Maddalena Bitelli

Nadia Laboroi

Silvia Petralia

Stefano Tarizzo

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


11

Una volta anticamente


egli è certo che un Barone
ci trattava duramente
con la corda e col bastone;
d’in sull’alto Caste/lazzo,
dove avea covile e possa,
sghignazzando a mo’ di
pazzo ci mangiava
polpa ed ossa.

Ma la figlia d’un mugnaro


gli ha insegnato la creanza,
che rapita ad uom più caro
volea farne la sua ganza.
Ma quell’altra prese impegno
di trattarlo a tu per tu:
quello è stato il nostro segno,
e il Castello non c ‘è più.

E sui ruderi ammucchiati,


dame e prodi in bella mostra,
sotto scarti inalberati
noi veniamo a far la giostra:
su quei greppi , tra quei muri,
che alla belva furon tana,
suonan pifferi e tamburi
la vittoria popolana.

Non v’è povero quartiere


che non sfoggi un po’ di gaie,
che non canti con piacere
la Canzon del Carnevale.
Con la Sposa e col Garzone
che ad Abbà prescelto fu,
va cantando ogni rione:
il Castello non c’è più.

Canzone del Carnevale

Giroinfoto Magazine nr. 41


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IL GENERALE E LA MUGNAIA
Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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STORICO
CARNEVALE
DI IVREA
LA BATTAGLIA DELLE ARANCE

Quello di Ivrea è il più antico carnevale storico d’Italia ( il primo


verbale risale al 1808 ), un evento unico in cui storia e leggenda
si intrecciano per dar vita a una grande festa civica popolare
dal forte valore simbolico, durante la quale la comunità di Ivrea
celebra la propria capacità di autodeterminazione, ricordando
un episodio di affrancamento dalla tirannide di medievale
memoria.

Noto ai più per la spettacolare Battaglia delle arance che si


svolge per tre giorni nelle principali piazze cittadine, il Carnevale
eporediese si caratterizza per un complesso cerimoniale che
attinge a diverse epoche storiche.

Vera protagonista è la Vezzosa Mugnaia, simbolo di libertà ed


eroina della festa sin dalla sua apparizione nel 1858.
Ad accompagnarla il Generale di origine napoleonica che
guida il brillante Stato Maggiore , a seguire il Sostituto Gran
Cancelliere, cerimoniere e rigido custode della tradizione, i
giovanissimi Abbà, due per ognuno dei cinque rioni e il Podestà,
rappresentante del potere cittadino.

Fabrizio Rossi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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IL CORTEO
STORICO
Scandiscono il Corteo le note delle pifferate degli amati l’aspirazione alla libertà, come fu per i protagonisti della
Pifferi e Tamburi. Rivoluzione Francese.
Lo spirito dello Storico Carnevale di Ivrea, perfettamente
tramandato dalla Canzone del Carnevale una volta I vari personaggi diventano protagonisti in momenti
anticamente, nella rievocazione della sollevazione del diversi del Carnevale:
popolo c ntro il Marchese di Monferrato che affamava la l’Epifania, come abbiamo già visto nel numero di Giroinfoto
città . di Gennaio, rappresenta l’apertura ufficiale della festa con
la prima uscita degli amati Pifferi e la proclamazione del
Nella leggenda fu il gesto eroico di Violetta, la figlia di un Generale.
mugnaio, a liberare il popolo dalla tirannia.
Ribellatasi allo ius primae noctis imposto dal barone, Nelle due domeniche prima di Carnevale protagonisti
Violetta lo uccise con la sua stessa spada e la celebre sono i piccoli Abbà, che vengono presentati (alzati) dai
Battaglia delle arance rievoca proprio questa rivolta. balconi delle rispettive Parrocchie.
Il Giovedì Grasso è il giorno del passaggio dei poteri dal
In segno di partecipazione alla festa tutti i cittadini e i Sindaco al Generale.
visitatori, a partire dal Giovedì Grasso, su ordinanza del Il clou è Sabato sera quando, dal balcone del Municipio,
Generale, scendono in strada indossando il classico viene finalmente svelato il nome della Vezzosa Mugnaia,
Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza vera eroina del Carnevale.
che rappresenta l’adesione ideale alla rivolta e quindi

Cinzia Carchedi
Giancarlo Photography
Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


16

Segue il primo corteo, a piedi, per le vie del centro storico. aranceri la Mugnaia risponde lanciando caramelle e
mimose.
La Domenica mattina è invece il Podestà il protagonista Lo stesso verrà ripetuto anche Martedì Grasso, prima della
di una delle cerimonie più suggestive, la Preda in Dora: solenne chiusura rappresentata dall’abbruciamento degli
il semplice lancio di una pietra nel fiume simboleggia la Scarti e dal saluto commosso del Generale che invita tutti
distruzione del Castellazzo, sede del tiranno. alla prossima edizione:

La Domenica pomeriggio, durante il primo giorno


di Battaglia, il Corteo Storico sfila completo.
Al centro dello stesso corteo la Mugnaia sul Cocchio
‘’Arvedze a giobia ‘n bot’’
dorato trainato da tre cavalli bianchi. (“arrivederci a giovedì all’una”).

È in questo momento che le due anime del Carnevale


si incont rano, rendendosi omaggio: agli applausi degli

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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BATTESIMO DELL’ARANCIERE
Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Giroinfoto Magazine nr. 41


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Nadia Laboroi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Barbara Tonin Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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LA BATTAGLIA
DELLE ARANCE
È l’elemento più spettacolare del Carnevale, quello che In piazza del Rondolino combattono la Pantera Nera
meglio rappresenta la rivolta del popolo (gli aranceri a (1966), i Diavoli (1973) e i Mercenari (1974).
piedi) contro le armate del tiranno (gli aranceri sui carri). Infine i Credendari (1985) che tirano in piazza Freguglia.

Per tre pomeriggi (da Domenica a Martedì Grasso) le I carri da getto, divisi in pariglie (due cavalli) e tiri a quattro
squadre a piedi, senza alcuna protezione, combattono (quattro cavalli), si alternano all’interno delle piazze per
contro gli aranceri sui carri, protetti da caschi di cuoio . pochi minuti.

La Battaglia è un concentrato di ardore e lealtà. Non solo l’ardore in battaglia e la correttezza nel tiro, ma
Non è raro vedere avversari in battaglia darsi la mano in anche la qualità degli allestimenti e i finimenti dei cavalli
segno di rispetto, riconoscendo l’abilità e il coraggio altrui. sono elementi che concorrono a definire le classifiche
Le nove squadre occupano ognuna una zona fissa: gli finali.
Asso di Picche, la prima nata nel 1947, tira in Piazza di Tra i protagonisti vi sono anche i cavalli, da sempre
Città, che condivide con la Morte (1954). oggetto di grande cura e rispetto in città :
In piazza Ottinetti troviamo gli Scacchi (1964) e gli proprio a Ivrea, a luglio, ha luogo la Fiera di San Savino, la
Scorpioni d’Arduino (1966), mentre I Tuchini del Borghetto seconda rassegna equestre italiana.
(1964) sono i soli a tirare sulla riva destra della Dora
Baltea.

Cinzia Marchi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Giroinfoto Magazine nr. 41


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Fabrizio Rizzo Photography

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Stefano Tarizzo Photography

PERCHÈ
LE ARANCE?
Una domanda che in molti si pongono, è il perchè si imperdibile che va avanti da secoli e più precisamente dal
utilizzano le arance durante la battaglia del Carnevale, Medioevo.
contando che le arance fanno davvero male all’impatto,
ma soprattutto qual’è la simbologia che rappresentano. All’origine della battaglia delle arance c’è la lotta del popolo
contro i soprusi del potere: un primo esempio è dato dal
Lo sanno bene gli aranceri, ma anche tutti coloro che fatto che i popolani eporediesi lanciavano in segno di
almeno una volta sono stati colpiti da quest’arma disprezzo fuori dalla finestra i fagioli che ricevevano dai
impropria. loro padroni feudatari.

Durante i tre giorni di “guerra”, nel caso migliore ci si fa un Ma si dice anche che a metà dell’Ottocento le ragazze
livido sul braccio o sulla gamba, mentre nel caso peggiore borghesi di Ivrea, per farsi notare dai ragazzi del corteo
ci si rompe il naso o un labbro oppure si livida un occhio. carnevalesco, si divertivano a lanciare dai balconi
dapprima i fiori, i coriandoli e i confetti e poi le arance.
Sono matti questi eporediesi!
Beh, in parte è vero, ma d’altronde è difficile capire e La battaglia delle arance come la conosciamo oggi,
spiegare la passione e la difesa che hanno per il loro ovvero come lotta degli aranceri a piedi contro quelli dei
anomalo carnevale. carri da getto si è affermata a partire dal 1947, anno di
fondazione della prima e più antica squadra di aranceri:
Forse la spiegazione sta tutta nel fatto che il Carnevale l’Asso di Picche.
di Ivrea è una manifestazione storica, una tradizione

Giroinfoto Magazine nr. 41


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La domanda spontanea è comunque il perchè nella notizia bella è che non si tratta di spreco.
battaglia non sono stati introdotti altri oggetti da lanciare
in modo da non farsi male seriamente, a maggior ragione Perchè? Le arance che arrivano dalla Sicilia e dalla Calabria
poichè le arance non sono il frutto adatto per il clima e sono arance destinate al macero, non commestibili, ma
l’ambiente del Piemonte. grazie al Carnevale di Ivrea vengono utilizzate per la
battaglia e successivamente trasformate da rifiuto in
A quanto pare gli eporediesi hanno scelto di tirare le fertilizzante per le aziende agricole canavesane e non
arance durante il Carnevale perché il rosso del suo succo solo.
rappresenta al meglio il sangue che si è versato durante
la ribellione del popolo, guidato dalla mugnaia, contro i Nonostante le buone notizie e le azioni sostenibili
marchesi del Monferrato e durante la distruzione del suo intraprese, il Carnevale di Ivrea è e sarà sempre di tante e
Castellazzo. nuove critiche, come quelle dell’edizione 2018.

Qualcuno ne rimane profondamente entusiasmato e In seguito alle nuove disposizioni in merito alla sicurezza,
divertito al punto da voler entrare nelle piazze e scoprire le non è più possibile entrare dentro le piazze nelle quali
emozioni che si provano durante la battaglia, qualcun altro si svolge la battaglia delle arance ad eccezione degli
invece prova disgusto e rivolge le critiche più disparate, aranceri regolarmente iscritti.
come quella sullo spreco di arance.

In effetti parliamo di oltre 7000 quintali di arance, ma la

Maddalena Bitelli Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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ANTICHE
TRADIZIONI
Nelle domeniche precedenti al Carnevale e durante i A chiudere il Carnevale, invece è invece la Polenta e
giorni della manifestazione, si svolgono le tradizionali Merluzzo: il mercoledì delle Ceneri gli eporediesi si
“Fagiolate” nei rioni della città. radunano in piazza Lamarmora per gustare questo piatto
della tradizione preparato dal Comitato della Croazia da
Le Fagiolate risalgono al Medioevo, quando i fagioli erano oltre 70 anni.
distribuiti ai poveri dalle Confraternite eporediesi. Oggi vengono cucinati 1.200 kg di polenta, 900 kg di
merluzzo e 1.100 kg di cipolle.
Ancora oggi le Fagiolate servono i cosiddetti faseuj
grass: circa 7.100 kg di fagioli cotti per 6 ore all’ interno Il primo assaggio è possibile già nella notte di lunedì 4
di pentoloni di rame con 2.300 kg di cotenne, il famoso marzo all’ interno della sede del Comitato, in Borghetto.
preive, cotechini, ossa di maiale, lardo e cipolle.

La Fagiolata Benefica del Castellazzo di domenica 3


marzo in Piazza Maretta è la più antica.

FASEUJ GRASS
Giancarlo Nitti Photography

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Davide Tagliarino Photography

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Giroinfoto Magazine nr. 41


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Silvia Petralia Photography

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Lina Wertmuller ©2018 Paolo Spadacini

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Paolo Spadacini

101 ritratti contro la violenza sulle donne

Michelle Hunziker, Cindy Crawford,


Valentina Vezzali, Melissa Satta, Lina
Wertmüller, Mara Maionchi, Malika Ayane.

E ancora, Umberto Veronesi, Stefano


Zecchi, Vittorio Sgarbi, Davide Oldani, Aldo
Grasso,
Pippo Baudo, Alessandro Cecchi Paone,
Carlo Ancelotti e tanti altri volti noti del
cinema e
della cultura, dello sport e dello spettacolo
in una galleria di 101 ritratti di un grande
fotografo italiano contro la violenza sulle
donne.

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Michelle Hunziker

Il silenzio, la neutralità, l’omertà, la paura di esporsi...


sono tutti complici della Violenza su una Donna.
Finché avrò vita parlerò e combatterò affinché le mie figlie
possano vivere in un mondo più sicuro.

Giroinfoto Magazine nr. 41


33

Dall’amicizia con Michelle Hunziker e dal fatto che Una donna su tre è costretta a subire atti di violenza
la mia agenzia ha molto umilmente collaborato e questo accade a chiunque e ovunque.
con Doppia Difesa, mi è nata l’idea di provare a fare Un fenomeno diffuso e trasversale che coinvolge
qualcosa, sul delicato tema della lotta contro la tutti gli ambiti sociali: casa, scuola, lavoro, strada,
violenza sulle donne. internet.

Ho chiesto a oltre cinquanta celebrities che ho Sono spesso i partner o gli ex partner a commettere
fotografato negli anni, la possibilità di pubblicare gli atti più gravi: in Italia sono infatti responsabili del
una loro foto in un libro che vedrà parte del ricavato 62,7% degli stupri.
devoluto in beneficenza, per aiutare le donne che si Una lunga scia di violenza che può culminare con
sono rivolte a chi offre sostegno e tutela alle vittime l’estrema conseguenza del femminicidio.
di discriminazione. Nel 38% dei casi di omicidi di donne il responsabile
è ancora una volta il partner.

PAOLO SPADACINI I dati del 2018 sono ancora parziali, ma nei primi
dieci mesi del 2017, le donne uccise nel nostro
Tutti hanno risposto positivamente. paese sono state centoquattordici, una vittima ogni
Ogni giornata di shooting con loro meriterebbe un due giorni e mezzo, e quest’anno la situazione non
racconto a parte, pieno di aneddoti e storie e forse sembra certo migliorare.
un giorno scriverò un libro. Mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate, che non
Una volta, mentre lo stavo fotografando, Giorgio sono state ai patti, che sono uscite dalle “regole”.
Armani mi disse: “Ma sai che sei bravo, per me ti
farai!”. Un fotografo non è in grado di affrontare questi dati
Ridendo gli risposi: “Signor Armani, ho sessant’anni spaventosi con la competenza necessaria.
e se non mi sono fatto fino adesso...”.
Ma detto da Re Giorgio era assolutamente un Posso solamente condividere l’impegno a questa
complimento. sensibilizzazione coinvolgendo i personaggi pubblici
come scrittori, comici, sacerdoti, modelle, attori,
Un’altra volta, al termine di tre giorni di lavoro a filosofi, sportivi, cantanti, registi, medici, sociologi,
Roma con Cindy Crawford per la campagna San astronauti, influencer... che ho avuto l’onore di
Benedetto, nel brindisi di un fine shooting la sua fotografare e che si sono dichiarati disponibili a far
assistente, con un forte accento americano gridò: parte del mio libro.
“Un bel brindisi a San Pellegrino!”.
Con tutti loro è stata sempre una fantastica “Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo
avventura. per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si
diffondono alla luce del sole.”
La violenza sulle donne ha molti volti. (John Lennon)
Dai reati come la violenza !sica a quella sessuale, lo
stupro e la violenza psicologica.

Valentina Vezzali ©2018 Paolo Spadacini

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34

Melissa Satta ©2018 Paolo Spadacini

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35

Paolo Spadacini dopo la laurea in Scienze Politiche diventa assistente di


alcuni dei più grandi fotografi degli anni settanta.

Successivamente apre un suo studio fotografico e si specializza


in moda e still life, senza abbandonare la sua grande passione, il
reportage, che lo porta a viaggiare
in tutto il mondo per fotografare non tanto i luoghi quanto la gente.

Nel 1990 apre una sua agenzia di pubblicità, la Show up e nel 2003 la
sua attuale agenzia The Beef.
Con un po’ di nostalgia si trova dall’altra parte della scrivania a
parlare con fotografi e registi, come Tornatore e Muccino, insieme
ai quali realizza alcune delle più importanti campagne pubblicitarie
internazionali, tra cui Milan, Moschino, INA Assitalia, Corriere della
Sera, Stroili Oro, San Benedetto con Cindy Crawford, Morellato e molte
altre.

Sempre nel 2003 riprende anche la professione di fotografo,


diventando il ritrattista delle celebrities.
Sino a oggi ne ha fotografate cento, tra cui Giorgio Armani, Michelle
Hunziker, Cindy Crawford, Margherita Hack, Gabriele Muccino,
Alessandro Del Piero, Lina Wertmüller, Umberto e Paolo Veronesi, Piero
Chiambretti, Margherita Buy, Alessia Marcuzzi, Belén Rodríguez, Ilary
Blasi, Elena Santarelli, Clarence Seedorf, Laura Chiatti, Filippa
Lagerback e Vittorio Sgarbi.

Elio ©2018 Paolo Spadacini

Giroinfoto Magazine nr. 41


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Massimo Lopez ©2018 Paolo Spadacini

Giroinfoto Magazine nr. 41


37

Ha realizzato gli scatti per oltre venti campagne pubblicitarie.


Rizzoli libri illustrati ha realizzato il suo primo libro di fotografie
intitolato India.
Volti del Rajasthan. In seguito è stato pubblicato il suo secondo
libro Ultimi sorrisi.

Il Nepal negli occhi di Siddhartha.


Spadacini collabora con l’Università Bocconi e con la facoltà di
Scienze della Comunicazione dell’Università Statale di Milano,
attraverso una serie di ricorrenti testimonianze agli studenti
su vari temi di Marketing e Pubblicità.

Vive e lavora a Milano.


Parte dei fondi raccolti con il libro verranno devoluti alla
Fondazione Doppia Difesa Onlus che offre sostegno e tutela
alle vittime di violenza, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Piero Chiambretti ©2018 Paolo Spadacini

2018, edizione bilingue (italiano-inglese)


24 x 30 cm, 152 pagine, 138 bicromie, cartonato
ISBN 978-88-572-4003-9

SKIRA EDITORE

Paolo Veronesi ©2018 Paolo Spadacini

Giroinfoto Magazine nr. 41


38

A cura di Monica Gotta

CAMBOGIA
Siem Reap
Giroinfoto Magazine nr. 41
39

Riprendo la fine dell’articolo sulla Cambogia nel quale


ho descritto i meravigliosi siti di Angkor Thom e Angkor
Wat.

Nella zona di Siem Reap, punto strategico per la visita


dei templi, si possono visitare altre location interessanti
dal punto di vista naturalistico e fotografico.

Ormai sono luoghi abbastanza noti al turismo, ma


ciascuno in modo diverso.
Alcuni sono più sfruttati di altri quindi sta a decidere,
secondo l’interesse di ciascuno di noi, quale scegliere
per una visita di mezza giornata oppure una giornata
intera, cosa che consiglio per avere il tempo di calarsi
senza fretta in questo mondo del tutto particolare.

Per visitare i “villaggi galleggianti” è consigliabile arrivare


in Cambogia alla fine della stagione delle piogge.

A partire da Novembre fino a Marzo, troverete la


stagione meno calda dell’anno senza il rischio di forti
piogge ed allagamenti, comunque in un clima tropicale
con i suoi 30°C.
Sarà possibile navigare all’interno dei villaggi tenendo
presente che tutto dipende sempre dall’altezza delle
acque del Tonlé Sap Lake.

Per comprendere l’ambiente in cui si trovano


questi villaggi avere qualche informazione sul lago
contestualizza al meglio la visita ai villaggi.

Giroinfoto Magazine nr. 41


40

Tonlé Sap significa Grande Fiume dalle acque fresche, più comunemente Grande Lago ed
è stato riconosciuto dall’Unesco Riserva della Biosfera dal 1997.

Nella cosmologia induista rappresentava l’Oceano Sacro e, ai tempi di Angkor, il Tonlé Sap
forniva cibo alla città ed acqua per l’irrigazione e limo.

E’ il più ampio lago dell’Indocina, fondamentale per la regolazione delle acque del Mekong.
Il lago, che è un sistema combinato di lago e fiume, occupa una depressione creata
geologicamente dalla collisione del Subcontinente indiano con l’Asia ed è di enorme
importanza per lo stato di Cambogia.

Durante la stagione delle piogge le dimensioni del lago sono infatti destinate ad
aumentare considerevolmente durante la stagione dei monsoni quando, ingrossato dalle
acque del fiume Mekong sospinte dal fiume Tonlé Sap, la sua superficie può passare da
circa 2.700 Km2 ad un’estensione di quasi 10.000 Km2, coprendo un’area molto vasta
che arriva fino alla periferia di Phnom Penh.

Dopo essere giunti a Siem Reap potete organizzare una visita a uno dei villaggi su
palafitte che trovate nelle vicinanze della città lungo le sponde del vasto bacino lacustre
all’interno della piana alluvionale.

Sono tre, Chong Khneas, Kompong Khleang e Kompong Phluk.


Esiste una quarta location che ha però caratteristiche diverse, Prek Toal.
Per ciascuna delle location si paga un ingresso e il tour in barca.
Potete chiedere di organizzare un tour alle agenzie locali, prendere un taxi prendendo
accordi con il conducente.

Alcuni audaci si avventurano in bicicletta, ma prima di prendere una tale decisione fate i
conti con le distanze, le strade e il clima.

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Monica Gotta Photography

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Monica Gotta Photography

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Chong Khneas, il più vicino a Siem Reap è una Kompong Khleang, altro villaggio su palafitte, è il
grande comunità di pescatori “fluttuanti” che più distante da Siem Reap.
vivono su case a schiera e case-barca.
Questo fa si che sia uno dei luoghi dove giungono
Durante il tragitto verso la barca si passa meno turisti e pertanto potrebbe essere un buon
attraverso risaie e campi di loto, fiori che hanno motivo per decidere di visitarlo.
influito su molte culture del mondo.
Per le culture orientali ha un forte significato Vanta diverse pagode colorate caratterizzate da
spirituale ed ha ispirato anche la cultura yoga. decorazioni complesse ed elaborate.

Per il buddhismo fa riferimento alla purezza


dell’anima e del corpo, infatti il fiore bianco
rappresenta la purezza.
Il tour si svolge su una barca con alcune tappe
definite per i soliti e ovvi motivi turistici.

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Monica Gotta Photography

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Prek Toal si differenzia dalle altre tre location essendo una delle biosfere sul Tonlé Sap
Lake e questo meraviglioso santuario degli uccelli acquatici merita senza alcun dubbio
una visita.

L’area è una foresta che si estende tra paludi d’acqua dolce e ha il suo punto di forza nella
biodiversità.
E’ una delle zone di riproduzione più importanti nel sud-est asiatico per specie a rischio di
estinzione.
Alcune specie sono tutelate in questa zone come le cicogne, ibis, pellicani e marabù. Se
siete appassionati di fauna e fotografia potete pernottare qui con una sistemazione molto
semplice ed assistere al canto degli uccelli all’alba e al tramonto.

Il terzo villaggio è Kompong Phluk dove si possono vedere le abitazioni su palafitte.


Si trova a circa 30 km da Siem Rap distanza percorribile in un’ora in macchina o pulmino.
E’ il giusto compromesso tra distanza da Siem Reap e presenza di altri turisti.

Qui si vede l’altra Cambogia, quella della vita semplice, ciò che la natura offre è quel che
basta per vivere in modo decoroso.

Sul Tonlé Sap Lake, durante la stagione secca, le costruzioni dei villaggi sembrano
guardarvi dall’alto delle loro palafitte alte 6 metri, costruite consapevolmente per poter
sopravvivere nel periodo delle piogge.
In questo periodo molti abitanti dei villaggi assemblano case temporanee che
abbandoneranno al loro destino quando il livello dell’acqua inizierà inesorabilmente a
salire.

In questo periodo i campi e le foreste di mangrovie circostanti vengono allagati


diventando una perfetta zona per la riproduzione dei pesci.
Non a caso l’economia dei villaggi galleggianti è basata principalmente sulla pesca e
sull’allevamento dei gamberi.

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Monica Gotta Photography

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Monica Gotta Photography

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Alcune delle imbarcazioni che si vedono sulle rive del Tonlé Sap Lake sono canoe di legno,
con una forma tipica di questi luoghi.
Gli sgargianti colori che vengono applicati alle imbarcazioni permettono di individuarle
anche a molta distanza e si distinguono dal colore limaccioso delle acque del lago.

Una delle tappe consigliate è la visita della foresta di mangrovie sommerse a bordo di una
canoa condotte dalle donne del villaggio.

In apparenza sembrano instabili ma, effettivamente, sono molto solide. Navigare in


silenzio tra questi grandi alberi che emergono dall’acqua è un’esperienza da vivere
fondendosi con la natura e con gli abitanti di questo luogo sospeso nel tempo.

In questo luogo unico al mondo la vita si svolge e si dipana sull’acqua, principale fonte di
sostentamento per gli abitanti del lago cambogiano.

Navigando sulle acque calme del lago, si può osservare gli abitanti espletare i loro compiti
quotidiani, lavorare, pescare, districare reti da pesca, lavare gli indumenti, insegnare ai figli
e conversare al cellulare.

Pur essendo un luogo al di fuori delle più comuni mete turistiche, si osserva la dicotomia
tra la cultura della globalizzazione e la semplicità della vita in un luogo incapsulato nella
propria realtà.

Mentre siete a bordo della lancia che vi porta ad esplorare questo villaggio sulle palafitte,
mettevi a prua in compagnia della vostra reflex e sarete del tutto appagati alla fine della
giornata quando ripercorrerete, sorridendo, quest’esperienza sull’acqua guardando gli
scatti colmi di colore e vita quotidiana.

Ora non ci resta che tornare a Siem Reap in attesa di partire per Phnom Penh, la capitale
della Cambogia.

Monica Gotta

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Dopo il fine settimana trascorso


nello scorso mese di agosto in Valle
Gesso ospiti di ATL Cuneese, la
squadra di Giroinfoto & IG Piemonte
è tornata nelle valli occitane del
Piemonte, e più precisamente in Val
Vermenagna e in Valle Gesso, questa
volta per un’esperenza più ‘bianca’,
data la stagione, arricchita da una
parentesi carnevalesca alquanto
insolita.

Paolo Carrera Photography


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Limone occupa una posizione strategica, sul Colle di


Tenda, da secoli privilegiata via di comunicazione tra
il Piemonte e la vicina Costa Azzurra.

Il suo nome deriverebbe dal provenzale Li Mount, i


monti, anche se alcuni propendono per una origine
dal greco Leimon, indicante un luogo verdeggiante e
fecondo.
Tracce antichissime sono testimoniate dalla
presenza di graffiti nella Valle delle Meraviglie e nella
Valmasca.

Con Roma fu annesso alla Provincia Alpium


Maritimarum e venne aggregato al Municipio di
Pedona, l’attuale Borgo San Dalmazzo.
Verso la fine dell’Ottocento, Limone iniziò a
sviluppare la sua natura turistica diventando meta di
villeggiatura, ed è stata tra le prime località italiane in
cui si sono diffusi gli sport invernali.

La specialità di Limone è senza dubbio la Riserva


Bianca, che si estende da Limone paese a Quota
1400 e a Limonetto, un grande comprensorio con
circa 80 km di piste da 1050 a 2050 metri, servito da
17 impianti di risalita.

Tutti gli sport invernali sono praticabili, con la


possibilità di effettuare soste rigeneranti nei
numerosi punti di ristoro sulle piste, gustando la
straordinaria bellezza dei panorami dell’arco alpino
meridionale.

Oltre le numerose piste da sci, Limone offre una pista


di pattinaggio, un golf club, una palestra pesistica,
uno splendido centro benessere con piscina, campi
da tennis, pallavolo, calcio e propone escursioni
su racchette da neve, arrampicate su cascate di
ghiaccio, snow walking e sci di fondo.

Anche i bambini possono trovare divertimento nei


due due kinder park con giochi gonfiabili, percorsi
divertenti e 4 tapis roulant, di cui uno con pista di
snowtubing.

Non mancano le alternative per i non praticanti


degli sport invernali: possibilità di passeggiate ed
escursioni, nei parchi o nel centro storico con i suoi
locali, la gastronomia, il mercato dell’antiquariato,
l’antica parrocchiale gotica, i palazzi patrizi, la storica
Fontana Blu, dove si dissetò Papa Pio VII.

Debora Branda Photography


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Da segnalare la bellezza mozzafiato


del panorama ammirato dalla grande
terrazza semicircolare della Baita 2000.

Infatti, proprio a quota 2000 mt,


incastonata nel fianco della montagna
ed affacciata sullo spettacolare scenario
della Rocca dell’Abisso, Baita 2000
offre una rilassante sosta godendosi la
giornata magari con una fumante polenta
accompagnata da un buon bicchiere di
vino o gustare i molteplici sapori delle
Valli Piemontesi ricche di formaggi e
salumi.

Margherita Sciolti Photography

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Giancarlo Nitti Photography

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Giancarlo Nitti Photography

Limon
in occitano e in piemontese è un comune di 1.464 abitanti
della provincia di Cuneo, in Piemonte.
Facente parte della Comunità montana delle Alpi del Mare è
raggiungibile dalla Strada Statale 20 del Colle di Tenda e dalla
ferrovia Cuneo-Ventimiglia.

Ed è proprio per la presenza del servizio ferroviario che fu


una delle prime “stazioni sciistiche” delle Alpi, all’inizio del
Novecento.

Conosciuta anche con l’appellativo di “regina delle Alpi


Marittime, le sue piste della “Riserva Bianca” si estendono su
3 comprensori di Limone-Sole, Tre Amis e Limonetto, tra loro
collegati.
Un quarto comprensorio, quello di Limone-Cros è stato
abbandonato nel 1998 alla scadenza tecnica della seggiovia,
la prima costruita a Limone, nel 1948 che consentiva di
raggiungere i tre sovrastanti ski-lift.

Nel 2005-2006 sono stati realizzati con finanziamenti


pubblici in parte connessi alle Olimpiadi invernali di Torino
2006 i tre impianti di proprietà comunale: la cabinovia
“Severino Bottero” (Limone-Sole), la seggiovia quadriposto
“Cabanaira” (Tre Amis) e la seggiovia biposto “Pernante”
(Limonetto).

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Laura Stratta Photography

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Nel vallone del Gesso della Barra, glaciale fra narrante di un cantastorie.
le acque di tre torrenti, tra le montagne più Anche qui, in ognuna delle quattro sale si assiste
alte delle Alpi Marittime, le offerte turistiche di a una proiezione.
Entracque vanno dallo sci alpino alle ciaspolate, Si parte dalla Tenda delle Favole, gioia dei
dallo sci alpinismo alle arrampicate, dalle ferrate bambini, per passare poi all’Officina delle
alla pesca sportiva. Biciclette: è a cavallo di una magica due ruote
che il cantastorie ha girato il mondo alla
Le Sciovie del Viver (900-1150 m.) offrono 3 scoperta di leggende e miti legati al lupo.
impianti di risalita per piste adatte a principianti
e famiglie, ma il fiore all’occhiello di Entracque è Ne ha scoperti in Turchia, Russia, Svezia, Irlanda,
senza dubbio rappresentato dallo sci di fondo, tra i mongoli e tra gli indiani del Nord America.
il cui Centro di Sci Nordico Gelas centro, con Nella successiva Galleria dei Ritratti sono
i suoi 35 km di piste (890 - 1260 m.), è il più contrabbandieri, guardiacaccia e lupari a
importante della provincia di Cuneo. raccontare dei loro incontri con il lupo, mentre
dalla Grotta si colgono i commenti di pastori,
Possibilità di passeggiate ed escursioni guardaparco, escursionisti...
attraverso le numerose borgate e nel centro Dal contatto con tutti questi personaggi emerge
storico. una morale solo in apparenza scontata: il lupo
Ricordiamo la presenza del Centro Faunistico non è né buono né cattivo, il lupo attacca altri
Uomini e Lupi, per il quale vi rimandiamo al animali perché così vuole il suo istinto, perché
numero 35 della nostra rivista, mentre nel quella è la parte che gli è stata assegnata nella
centro di Entracque si trova il centro visita con grande rappresentazione del ciclo della vita.
un percorso interattivo e multimediale molto
interessante, dove a guidare la visita è la voce

Giancarlo Nitti Photography

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Giancarlo Nitti Photography

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Paolo Carrera Photography

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Paolo Carrera Photography

Tra gli appuntamenti da segnalare, vale la pena ricordare la Fiera della


Patata, in settembre.

Durante la Settimana Santa, ma solo ogni cinque anni, rivive la


tradizione delle Parlate (prossima edizione 2020), una rievocazione
drammatica della Passione di Cristo, con processioni, recite e momenti
di festa.

La fortuna economica di Entracque è scritta nel suo nome ed è da


collegare alla ricchezza d’acqua della zona: fra gli anni Sessanta e
Ottanta, sono stati costruiti, poco a monte dell’abitato, due grandi
bacini artificiali per la produzione di energia elettrica, il Lago della
Piastra e il lago del Chiotas, già descritti dalla nostra rivista.

La valle Gesso, ex Riserva Reale di Caccia dei Savoia, divenuta poi


Parco protetto, offre diversi spunti al visitatore per passeggiate
naturalistiche, percorsi tra le borgate alpine nonché il sollievo delle cure
termali a Valdieri nel periodo estivo.

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Il paese medievale di Valdieri (904 m.) si allunga E per far assaporare la dolcezza dell’autunno, la
ai piedi dell’imponente parete calcarea di Rocca prima domenica di ottobre si gustano i garùn, le
San Giovanni-Saben. castagne locali.

Antiche tradizioni, festività riscoperte e nuovi Alcuni degli itinerari più suggestivi del Parco
appuntamenti segnano le stagioni del calendario partono a monte di Valdieri e conducono ai
del piccolo paese e delle sue frazioni. paesaggi più famosi, alle cime più ambite e
agli angoli più appartati e affascinanti delle
A Carnevale si risveglia l’Orso di Segale, tra la Marittime.
fine di luglio e l’inizio di agosto si respira aria
di lavanda ad Andonno, con la festa Ai temp L’alta Valle Gesso nasconde poi le famose
d’izòp, la quarta domenica di agosto è di nuovo sorgenti termali, conosciute fin dall’antichità,
la segale la grande protagonista, con laboratori, dove ritemprarsi nel grande stabilimento voluto
corsi, bancarelle e musica a Sant’Anna di da Vittorio Emanuele II.
Valdieri, l’unico centro all’interno del Parco
abitato tutto l’anno (vedi numero 35 della ([Link]
rivista).

Giancarlo Nitti Photography

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Carlo Berenguez Photography

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Giancarlo Nitti Photography

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Debora Branda Photography

Il Carnevale Alpino di Valdieri


Come ogni ricorrenza tradizionale, l’origine di questa manifestazione si perde nella notte dei tempi.
Sotto i portici del municipio di Valdieri, si svolge la gnoccolata, tradizionale distribuzione di gnocchi di
patate, mentre i suonatori di musica occitana con ghironde e semitoun (organetti) accompagnano
la folla riunita per festeggiare il Carnevale.

Ed ecco comparire l’Orso, una ‘bestia cattiva’ che al suo risveglio dal letargo, spaventa i bambini,
tende agguati alle donne, e semina terrore nel paese.
La sua fuga però è destinata a finire: viene catturato e arso sulla pubblica piazza.

L’elemento igneo, come in ogni tradizione, svolge la sua funzione purificatrice, e con la sconfitta del
male, il paese festeggia e torna a vivere, così come l’imminente primavera richiama il risveglio della
natura.

L’orso (impersonato da un figurante) viene vestito con un costume di segale, poi liberato per
compiere le sue scorribande, quindi catturato e incatenato dai domatori, seguito dagli stagnini,
bambini vestiti di stracci e ricoperti di fuliggine formanti un corteo chiassoso con gli altri abitanti e
dai suonatori.
Al termine del corteo, viene fatto bruciare su una catasta di legno il cicho, un fantoccio di paglia di
segale.

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PRESENTA

WORKING GROUP 2019

BAND OF
GIROINFOTO
La community dei fotonauti
[Link] project

ORINO
ITALIA
ALL AMERICAN
REPORT
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE

Progetto editoriale indipendente che si


fonda sul concetto di aggregazione e di
sviluppo dell’attività foto-giornalistica.

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COME FUNZIONA
Il magazine promuove l’identità territoriale delle locations trattate, attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è appassionato di fotografia con
particolare attenzione all’aspetto caratteristico-territoriale, alla storia e al messaggio sociale.
Da un’analisi delle aree geografiche, si individueranno i punti di forza e di unicità del patrimonio territoriale su cui si andranno a concentrare le nume-
rose attività di location scouting, con riprese fotografiche in ogni stile e l’acquisizione delle informazioni necessarie per descrivere i luoghi.

Ogni attività avrà infine uno sviluppo editoriale, con la raccolta del materiale acquisito editandolo in articoli per la successiva pubblicazione sulla
rivista.
Oltre alla valorizzazione del territorio e la conseguente promozione editoriale, il progetto “Band of giroinfoto” offre una funzione importantissima, cioè
quella aggregante, costituendo gruppi uniti dalla passione fotografica e creando nuove conoscenze con le quali si potranno condividere esperienze
professionali e sociali.

Il progetto, inoltre, verrà gestito con un’ottica orientata al concetto di fotografia professionale come strumento utile a chi desidera imparare od evol-
versi nelle tecniche fotografiche, prevedendo la presenza di fotografi professionisti nel settore della scout location.

CHI PUÒ PARTECIPARE


Impara
Davvero Tutti.
Chiunque abbia la voglia di mettersi in gioco in un progetto
di interesse culturale e condividere esperienze.

I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi non pos-

Condividi
siede attrezzatura professionale o semi-professionale.

Partecipare è semplice:
Invia a events@[Link] una mail con una fototesse-
ra, i dati anagrafici, il numero di telefono mobile e il grado

Divertiti
di preparazione in fotografia. L’organizzazione sarà felice di
accoglierti.

Pubblica
PIANIFICAZIONE DEGLI INCONTRI PUBBLICAZIONE ARTICOLI
Con il tuo numero di telefono parteciperai ad uno dei gruppi Watsapp, Ad ogni incontro si affronterà una tematica diversa utilizzando diverse
dove gli incontri verranno comunicati con minimo dieci giorni di anticipo, tecniche di ripresa.
tranne ovviamente le spedizioni complesse in Italia e all’estero.
Tutto il materiale acquisito dai partecipanti, comprese le informazioni sui
Gli incontri ufficiali avranno cadenza di circa uno al mese. luoghi e i testi redatti, comporranno uno o più articoli che verranno pubbli-
Gli appuntamenti potranno variare di tematica secondo le esigenze cati sulla rivista menzionando gli autori nel rispetto del copyright.
editoriali aderendo alle linee guida dei diversi progetti in corso come per
esempio Street and Food, dove si andranno ad affrontare le tradizioni La pubblicazione avverrà anche mediante i canali web e socialnetwork
gastronomiche nei contesti territoriali o Torino Stories, dove racconteremolegati al brand Giroinfoto magazine.
le location di torino e provincia sotto un’ottica fotografia e culturale.

SEDE OPERATIVA
La sede delle attività dei working group di Band of Giroinfoto, si trova a Torino.
Per questo motivo la stragrande maggioranza degli incontri avranno origine nella città e nel circondario.

Fatta eccezione delle spedizioni all’estero e altre attività su tutto il territorio italiano, ove sarà possibile organizzare e
coordinare le partecipazioni da ogni posizione geografica, sarà preferibile accettare nei gruppi, persone che risiedono
in provincia di Torino.
Nel gruppo sono già presenti membri che appartengono ad altre regioni e che partecipano regolarmente alle attività di
gruppo, per questo non negheremo la possibilità a coloro che sono fermamente interessati al progetto di partecipare,
alla condizione di avere almeno una presenza ogni 6 mesi.

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A cura di Matteo Pappadopoli

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Matteo Pappadopoli Photography

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La città vecchia., tra il 14 ed il 15 gennaio del 1968, fu principal modo, e dell’olio prodotto dagli uliveti della
teatro di un forte terremoto con epicentro tra Gibellina, zona, il paese conobbe uno sviluppo molto importante
Salaparuta e Poggioreale. sia dal punto di vista economico che culturale e sociale
tanto che furono edificati diversi palazzotti ed anche un
I paesi di Gibellina, Montevago e Salaparuta furono teatro ed un ospedale.
rasi al suolo, cancellati. Gravemente danneggiati
Poggioreale, Salemi, Santa Ninfa, Santa Margherita Attualmente, a causa del rischio di crolli, l’accesso ai
Belice, Roccamena. ruderi di Poggioreale è limitato da una recinzione e gli
accessi sono controllati da un’associazione di volontari
A seguito di questo sisma e data la antieconomicità del luogo, Poggioreale Antica, che si sta occupando della
si decise di abbandonare i paesi colpiti dal sisma e di riqualificazione del luogo, per cercare di dare la giusta
costruire i nuovi paesi più a valle. visibilità ed il giusto valore culturale a questo luogo
così bello e così intenso, e che ha allestito un museo
Il paese di Poggioreale fu fondato come centro agricolo etno-antropologico di vita contadina, e sono esposti
nel 1642 dal marchese di Gibellina, Francesco Morso, pure alcuni dei reperti recuperati negli scavi del Monte
che nel 1643 ebbe il titolo di principe di Poggioreale. Castellazzo.
Grazie alla coltivazione ed al commercio del grano in

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Barbara
Matteo Lamboley Photography
Pappadopoli Photography

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Suggestiva è l’atmosfera che emana l’antico centro tanto


da essere scelto per l’ambientazione di alcune scene di
film famosi come La piovra, L’uomo delle stelle, Malena,
Cefalonia.

Nel tessuto urbano sono ancora leggibili l’impianto a


scacchiera, il tracciato viario e il complesso degli edifici dei
quali rimangono, in gran parte, i muri perimetrali.

E’ possibile percorrere Corso Umberto I , detto la strata di


la cursa lungo la quale si affacciano i resti dei principali
edifici: il Municipio, la scuola, l’ufficio postale, il teatro
Varcando l’ingresso si ha la stessa sensazione che si ha comunale, la chiesa di Sant’Antonio da Padova.
entrando a Pompei o ad Ercolano, si entra in una capsula
del tempo. Dalla piazza Elimo si scorge l’ampia gradinata che conduce
alla chiesa Madre, di cui sono superstiti solo parti di muri
Tutto si è fermato al 15 gennaio del 1968, le strade sono perimetrali e l’alto campanile.
ingombre di calcinacci e tufi caduti durante il terremoto Resiste anche l’antica fonte Cannoli, al centro dello slargo
le persiane e le ringhiere sono appese senza più i balconi. omonimo
Di tutto il fasto che doveva essere Poggioreale sul finire
dell’ottocento resta ben poco, delle numerose chiese Tutto quello che ha resistito alla furia del sisma nulla
presenti restano alle volte solo un pezzo della facciata, può contro la natura che in 50 anni lentamente, pioggia
si vedono attraverso le finestre dei palazzi resti di soffitti dopo pioggia, nevicata dopo nevicata si sta lentamente
che un tempo dovevano essere finemente affrescati, si riappropriando di questo territorio che l’uomo ha
può entrare in un frantoio con tutte le attrezzature ancora abbandonato.
lì ferme, in qualche casa si possono scorgere pochi
suppellettili abbandonati li.

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Matteo Pappadopoli Photography

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Gli alberi stanno nascendo all’interno delle abitazioni e come detto, fu completamente rasa al suolo dal sisma e
le case rimaste in piedi stanno crollando, quindi bisogna dove l’artista Alberto Burri ha realizzato un opera unica
approfittare adesso per farsi una passeggiata in quello conosciuta come il cretto di Burri od il cretto di Gibellina
che resta di Poggioreale, forse fra altri 50 anni non resterà opera consistente nella realizzazione della pianta di
più nulla se non un ricordo sbiadito dal tempo di quella Gibellina in scala 1:1 con l’utilizzo del cemento.
che fu una fiorente cittadina, trascorrere un paio d’ore per
percorrere le stradine di Poggioreale o soffermarsi nella
grande piazza del paese, ci farà quasi ascoltare il vociare
delle persone e gli schiamazzi dei bambini intenti a giocare Matteo Pappadopoli
per il paese, che all’epoca del terremoto vedeva la sua
popolazione composta principalmente da anziani bambini
e donne in quanto il paese ormai non rappresentava più un
attrattiva per i giovani e gli uomini che erano emigrati per
cercare fortuna nelle grandi fabbriche del nord.

Uscendo da Poggioreale e percorrendo pochi chilometri


si potrà anche raggiungere il sito dove sorgeva Gibellina,

Matteo Pappadopoli Photography

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Barbara Lamboley Photography

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Matteo Pappadopoli Photography

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Stefano Gandini Photography

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A CURA DI STEFANO GANDINI

UNA COLORATA CITTADINA DI ORIGINE


ANDALUSA, NEL NORD DEL MAROCCO

Arrivando a Chefchaouen, vedendola apparire


improvvisamente lungo la strada, sembra di
trovarsi davanti ad uno dei Pueblos Blancos
dell’Andalusia, con le case imbiancate a calce
e i tetti in tegole...

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In effetti non ci troviamo molto distanti, sia


geograficamente che storicamente, e le origini spagnole
sono ben visibili, mitigate dalle influenze berbere della
zona.

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La vista da lontano rende merito al significato del


nome di questo villaggio adagiato ai piedi delle
montagne del Rif, composto da “Chouf”, che
significa guardare, e “echaouen” plurale di “ech”,
corno e sta ad indicare le vette delle montagne.

Quindi Chefchaouen starebbe per:


“guarda le vette”
Man mano che ci si avvicina ed entrando da una
delle porte che cingono la medina, la parte antica
della città che sembra arrampicarsi sul lato
della montagna, si capisce però da dove derivi il
soprannome “perla blu del Marocco”, che rende
famosa questa zona montuosa nel nord del paese:

un dedalo intricato di vicoli stretti e tortuosi da


percorrere senza meta, dove i muri delle case
sono tutti dipinti di svariate gradazioni di blu, dal
turchese al cobalto, decorati da archi, fontane e
porte anch’esse colorate in ogni angolo.

Il colpo d’occhio e l’atmosfera sono notevoli, ogni


scorcio sembra un set cinematografico o uno
sfondo per incorniciare la vita degli abitanti della
città.

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Stefano Gandini photography

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Andalusia dicevamo:
la città fu fondata nel 1471, e venne
presto popolata da parte di esiliati, sia
musulmani che ebrei, in fuga dalla vicina
Spagna dopo il termine della Reconquista
e la caduta di Granada nel 1492.

Per diversi secoli venne considerata


come una città sacra, chiusa ed isolata,
dove era proibita l’entrata agli stranieri.
Le cose cambiarono nel 1920, all’arrivo
delle truppe spagnole che presero il
controllo della zona nord del Marocco
instaurando il loro protettorato, durato
fino all’indipendenza del paese nel 1956.
Il motivo della colorazione così
particolare delle case di Chefchaouen
non è stato chiarito ed é ancora oggetto
di discussione: secondo alcuni sarebbe
legato ad un aspetto pratico, uno
stratagemma escogitato per tenere
lontani gli insetti; secondo altri invece
avrebbe una valenza più spirituale,
un’iniziativa legata all’origine ebraica di
parte dei suoi abitanti per ricordare il cielo
e il paradiso secondo la loro tradizione.

Sicuramente oggi è fonte di ricchezza


e notorietà per questa cittadina non
velocemente raggiungibile (almeno 2 ore
di auto da Tangeri e 3 ore e mezza da Fez)
e altrimenti fuori dai classici tour delle
città imperiali del Marocco.

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Stefano Gandini photography

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Stefano Gandini photography

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Il modo migliore per visitare Chefchaouen è vagare


senza meta per i vicoli della sua medina, che
partono da Plaza Uta El-Hammam, punto centrale
della città.

Qui sorgono la kasbah, una fortezza che racchiude


un giardino adornato con fontane e dalle cui
mura si ha una bella vista sulla città, e la Grande
Moschea (Jama’ Al Kebira), dal cui minareto di
forma ottagonale il canto del muezin richiama alla
preghiera cinque volte al giorno i fedeli, molti dei
quali abbandonano le loro attività per raggiungere
una delle ben otto moschee, testimonianza del
passato da città sacra di Chefchaouen.

È dopo il tramonto, da ammirare dalla moschea


spagnola sulla cima della collina di fronte alla
città, con la luce che scalda le sue tinte fredde,
che Chefchaouen torna ad essere un tranquillo
e silenzioso villaggio ai piedi delle montagne e a
recuperare la propria autenticità: infatti la maggior
parte dei turisti la visitano in giornata, fermandosi
solo per qualche ora.

Vale la pena passare almeno una notte in uno


dei tanti riad, le caratteristiche case marocchine,
costruite intorno ad un cortile o giardino interno e
spesso utilizzate oggi come alberghi o ristoranti,
dove si viene accolti ad ogni ora del giorno
offrendo il “whisky marocchino”, il tipico té alla
menta, con foglie secche di tè verde e menta ed
abbondante zucchero.

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Svegliandosi presto si ha la possibilità di perdersi


tra le diverse tonalità di blu della medina subito
dopo l’alba, insieme ai negozianti che stanno per
aprire le loro botteghe, i fornai che sfornano il pane
dai forni ancora a legna e le donne che scendono
con i panni verso il lavatoio lungo il fiume Ras
Maa, prima che i turisti, con i bus e i grand taxi in
arrivo dalle grandi città, riempiano nuovamente
Chefchaouen nelle ore centrali della giornata.

Stefano Gandini

Giroinfoto Magazine nr. 41


91

Giroinfoto Magazine nr. 41


92

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Stefano Gandini photography

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94

Varenne origin
Autore: Cinzia Marchi
Luogo: Alta Valle d’Intelvi Loc. Pietrafessa

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95

Wall of dolls
Autore: Adriana Oberto
Luogo: Via De Amicis - Milano

simbolo contro i femminicidi e l


a violenza sulle donne.

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96

Mole Rosa
Autore: Mario Alesina
Luogo: Torino
La Mole Antonelliana si illumina di rosa:
un omaggio a Just The Woman I Am

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97

Una rotonda sul mare... anzi no!


Autore: Marco Mincarelli
Luogo: Pescara, Ponte del Mare
Un punto di vista insolito grazie al quale se ne apprezza ancor di più la
struttura sospesa che nella sua imponenza da un senso di leggerezza.

Giroinfoto Magazine nr. 41


98

Giroinfoto Magazine nr. 41


99

FOG IN ISTANBUL
Autore: Tahsin Gun
Luogo: Instambul
There was a mass fog in Istanbul.
Boats were not working

Giroinfoto Magazine nr. 41


100

Infinito
Autore: Ciro Schiavone
Luogo: Gaeta
Foto scattata da Monte Orlando, Gaeta. Spiaggia di Serapo.

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101

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102

Maschere
Autore: Barbara Lamboley
Luogo: Venezia

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103

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in uscita il 20 Aprile 2019

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