GF34
GF34
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SALOTTI TORINESI
BAND OF GIROINFOTO
34
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AGOSTO 2018
3
la redazione | Giroinfoto Magazine
fotografare
e viaggiare
due passioni un’ unica esperienza
[Link]© , con la sua rivista e la sua rete web è la più grande community di foto-viaggiatori che accoglie
chiunque voglia condividere le proprie esperienze di viaggio o semplicemente farsi coinvolgere dai racconti pubblicati.
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Giancarlo Nitti
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ANNO IV n. 34 giroinfoto magazine
20 Agosto 2018
102 34
10
88
56
84 28
TORINO
Indice
10 HORSES MONUMENT
Scout location
A cura di Giancarlo Nitti
28 CAMBOGIA
Angkor Thom e Angkor Wat
116
A cura di Monica Gotta
56 SALOTTI TORINESI
Torino Stories
Band of Giroinfoto
84 BAND OF GIROINFOTO
Il progetto "Torino Stories"
116 ISTRIA
Costa Croata
Giroinfoto school A cura di Sergio Agrò
88 ETOSHA
Namibia
134 FOTO EMOZIONI
Le foto scelte da Giroinfoto
A cura di Cinzia Marchi Questo mese con:
102 LOCRONAN
Città d'arte e storia
Cinzia Bonomi
Roberto Ceccaroni
A cura di Barbara Lamboley Giuseppe Provenza
Tino De Luca
PUBBLICA
SU GIROINFOTO MAGAZINE
Ti piace la fotografia e sei
un'appassionato di viaggi?
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi Foto singole
sul magazine dagli utenti Reporters pubblicate
Agosto 2018
114 37 8 24 15 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4% 77%
16% 0,5%
1,5%
98.308 2.090
1% Letture totali Letture nell'ultimo
dalla prima uscita mese.
WILD
HORSES
MONUMENT VALLEY
UTAH,
La Monument Valley è un'icona del West
americano ed il cuore sacro della Navajo
Nation.
S C O U T L O C AT I O N
1 2 3
GEOGRAFIA PERIODO CONTENUTI
Stati Uniti Permanente. Escursioni
Utah Natura
Navajo Tribal Park Storia
4 5 6
FOTOGRAFIA NOTE SCOUTING
Landscape E' possibile fare Questa scout location
Naturalistica escursioni a cavallo, in e le fotografie sono
jeep o con la propria state realizzate nel
auto. mese di Agosto 2016
da Giancarlo Nitti.
WILD HORSES
Lo spirito della Monument Valley
I cavalli selvaggi (Equus caballus) esistono nel Nord Una grave siccità nel 1930 ha portato a riduzioni forzate
America dal XV secolo da quando furono introdotti dai del bestiame nei successivi due decenni decimando gli
coloni spagnoli. animali da pascolo a cominciare da pecore e capre e pas-
Diverse specie di cavalli nativi che un tempo abitavano il sando ai cavalli.
Nord America si estinsero circa 10.000 anni fa e tutti i ca-
valli che attualmente popolano il continente sono animali Nel 1943, il Bureau of Indian Affairs (BIA) implementò il
selvaggi e domestici derivati dall'introduzione spagnola. sistema dei Comitati di Pascolo sotto il Consiglio Nazio-
nale Navajo per stabilire la capacità di contenimento per
Quando i primi coloni spagnoli arrivarono nella regione ogni area di gestione della Navajo Nation riducendo la
del Rio Grande con 7.000 capi di bestiame nel 1598, il popolazione equina a circa un terzo.
popolo Navajo fondò una società agricola in quello che
ora è il New Mexico nord occidentale e nei due secoli La necessità dei cavalli nella vita di tutti i giorni diminuì
successivi, i cavalli permisero un graduale passaggio da allora in poi, con l'ingresso di più denaro e credito
dall'agricoltura alla pastorizia nomade e l'espansione nell'economia e pickup e veicoli fuoristrada sostituirono la
dell'area di utilizzo del Navajo a ovest. locomozione animale.
Il sovrasfruttamento del territorio diventò una preoccupa- Nel 2010, con il censimento sulle terre Navajo, 332.000
zione per chi monitorava la Nazione Navajo con ormai indiani, vivono in terreni di riserva con circa la metà di
alte densità di bestiame, fino agli anni 1880 nei quali un ausili equini ma la stima non comprende il bestiame sel-
uomo soltanto possedeva dai 1000 ai 3000 cavalli nella vatico, inclusi i cavalli della Monument Valley.
regione della Monument Valley, contando un sovrappopo-
lamento di circa 67.500 cavalli.
MONUMENT VALLEY
Fino a 40.000 cavalli selvaggi vagano per tutta la Navajo vatici e domestici e poiché le tribù sono nazioni sovrane,
Nation, percorrendo le 27.000 miglia di canyon e aspre la loro gestione differisce dal modo in cui il governo degli
montagne e uno dei più alti concentramenti si trova pro- Stati Uniti gestisce le popolazioni di cavalli selvatici nel
prio nella Monument Valley. resto del paese.
I cavalli selvaggi sono quasi diventati un problema non A tal proposito, il Bureau of Land Management, che
solo tra i Navajo ma anche tra gli altri funzionari tribali che supervisiona i 70.000 cavalli selvaggi e i burros sulle terre
gestiscono le terre di riserva in tutto l'Occidente. pubbliche in Occidente, promuove l'adozione e l'esporta-
Le tribù Colville e Yakama a Washington, le tribù confede- zione in aree anche estere con il divieto di vendita al fine
rate di Warm Springs nell'Oregon e lo Shoshone-Bannock del macello, ma nelle terre Navajo il problema persiste.
nell'Idaho sono state tutte tormentate dalla sovrapopola-
zione fuori controllo di cavalli selvaggi.
Uno spettacolo
EMOZIONANTE
Rimane il fatto che visitare la Monument Valley
e fare questo tipo di incontro provoca emozioni
da brivido.
WILD
HORSES
SONO PARTITA
da sola, non conosco nessuno dei miei futuri compagni di viaggio e anche questa sarà una sfida
interessante.
Condividere un lungo viaggio con degli sconosciuti che alla fine diventeranno degli amici.
E mi chiedo cos'altro mi ha spinto così lontano.
Con il brivido dell'emozione mi rispondo che la passione per i viaggi, la fotografia e l'interesse
per le antiche vestigia del nostro pianeta hanno fatto di Angkor "uno dei sogni nel cassetto" da
realizzare.
Dopo il lungo volo dall'Italia verso Bangkok (Thailandia) e l'incontro con il resto del gruppo, ar-
riva finalmente il momento di prendere l'aereo che mi porterà a Siem Reap nel Nord-Ovest della
Cambogia.
La città, divenuta meta del turismo archeologico, è situata tra le rovine di Angkor e il Tonlé Sap
Lake.
Per via della sua posizione strategica Siem Reap ha avuto un rapido sviluppo turistico ed eco-
nomico é dotata di un aeroporto internazionale che permette di raggiungerla dalla maggior parte
della città del Sud-Est Asiatico.
Vanta ottime strutture alberghiere e un'ampia ricettività anche a livello ristorativo.
Sono rimasta piacevolmente impressionata dall'atmosfera accogliente di Siem Reap, dell'ottima
organizzazione e della rete di servizi di cui si può usufruire.
SENSAZIONI
come l'aria calda e umida, il profumo delle spe- erbe, verdure e salse accompagnati dall'ingre-
zie, l'incontro con una cultura millenaria e diver- diente tipico del Sud-Est Asiatico, il riso, di cui
sa dalla nostra, poter vedere il Mekong, un fiume ne esistono innumerevoli specie diverse.
che la attraversa portando con se le testimo- Uno dei Leitmotiv della cucina Khmer che avrete
nianze delle sue origini, foreste sconosciute e il piacere di trovare in tutti i posti che visiterete
Angkor, dichiarata nel 1992 Patrimonio Mondia- è il cardamomo, frutto degli antichi rapporti con
le dell'Umanità dall'UNESCO, saranno alcuni dei la cucina indiana.
ricordi che riporterò a casa con immensa gioia.
La mattina successiva, la prima dei due giorni
La prima sera in città ho avuto il piacere di av- dedicati a questa location, si parte in pulmino
vicinarmi alla cucina cambogiana, la cucina alla volta di Angkor con una sensazione di gran-
Khmer. Ho scoperto che mescola piacevolmen- de emozione frutto dell'aspettativa di diversi
te gli elementi principali dei piatti con sapori anni di attesa per poter giungere nel Parco Ar-
contrastanti, cheologico.
LA CAMBOGIA
ospita il più grande complesso religioso al mon- Prasat Kravan, il Tempio del Cardamomo, è un
do in un'area di circa 90 chilometri quadrati, a tempio induista del X secolo composto da 5 tor-
nord della città di Siem Reap, dove sorgono cir- ri di mattoni rossi che si ergono su una terraz-
ca 72 templi principali, molti altri secondari in za comune, collegate da un composto vegetale.
rovina, santuari e siti ancora poco esplorati lon- Famoso per i bassorilievi che raffigurano Vi-
tani anche 50 km dalla zona centrale. shnu e la sua sposa Lakshmi, questi adornano
la torre centrale e quella a nord.
L'induismo e il buddhismo influenzarono no-
tevolmente l'architettura e l'arte del territorio Sono stati ottenuti scolpendo le mura in matto-
e l'intreccio degli stili é ben visibile in diversi ni, con una tecnica piuttosto comune nei tem-
templi. Centro dell'Impero Khmer, tra il IX ed il pli Cham, praticamente unica nei monumenti
XV secolo questa zona ne ospitò le capitali, poi Khmer conosciuti.
venne abbandonata ed invasa dalla giungla per
essere riportata alla luce alla fine dell'ottocento, Questo tempio non è tra i più maestosi e cono-
durante la dominazione francese. sciuti di Angkor, tuttavia è un piccolo capolavo-
ro di architettura degno di una visita approfon-
La prima giornata di permanenza sarà dedi- dita, che colpisce le sue simmetrie.
cata alla visita di Prasat Kravan, Pre Rup, Ta
Som, Neak Poan, Preah Khan, Ta Keo e Phnom
Bakheng.
PRE RUP
ci fa conoscere il concetto di tempio-montagna, Entrando nel cuore del tempio non si possono
uno schema architettonico ideato come rappre- non notare le innumerevoli raffigurazioni fem-
sentazione del Monte Meru, la dimora degli Dei minili che rappresentano le Devata, divinità
nella mitologia induista. femminili che garantiscono la tranquillità all'in-
Fu dedicato a Shiva sorgendo presumibilmente terno del tempio. Le troveremo in altri templi del
su un ashram shivaita del secolo precedente. complesso, insieme alle Apsara, ninfe celesti di
grande bellezza.
La visita a Pre Rup è consigliabile al mattino
presto oppure quando il sole si avvia al suo Una delle caratteristiche significative di Ta Som
tramonto. In queste ore del giorno il tempio si è la presenza di alberi di fico strangolatore che
adorna di sfumature tendenti all'arancio molto hanno avvolto le torri d'ingresso.
apprezzabili. Dalla cima terrazze si può godere
di una vista panoramica sulla campagna circo- Come per Preah Khan anche Ta Som é stato fat-
stante senza uguali. to rientrare nel programma di restauro del World
Monument Fund a partire dal 1998 per stabiliz-
Si accende la curiosità per la successiva mera- zare questo meraviglioso monumento.
viglia architettonica, Ta Som. Il nome moderno
significa "l'antenato".
Costruito nel XII secolo in stile Bayon, lo si in-
contra a est di Neak Poan vicino al baray ora
prosciugato.
verso Preah Khan, lasciamo scorrere gli sguardi L'acqua è anche elemento fondamentale in Neak
sul territorio costellato di antiche presenze im- Poan.
merse in natura rigogliosa che aveva inghiottito Dalla strada, si percorre una lunga passerella so-
questo luogo senza eguali. spesa sul baray. Qualunque sia la luce, restere-
te sorpresi dalla magia delle ombre degli alberi
Preah Khan è stato residenza reale e santuario nel bacino. Costruito su un'isola artificiale deve
buddhista, nonché centro religioso e centro am- il suo nome moderno, "Il Serpente Intrecciato" ai
ministrativo e culturale. serpenti che circondano la base del tempio. Con-
Il fossato che circonda il recinto esterno é or- siderata isola sacra, deve il suo fascino al lago
nato da due file contrapposte di statue gigan- che la circonda e si dice che lavi via i peccati di
tesche che tirano un enorme naga, il "serpente". coloro che si avvicinano al tempio.
Il serpente sacro è uno dei simboli ricorrenti in Il tempio principale è circondato dall'acqua e sui
molti templi cambogiani, intimamente collegato quattro lati si ammirano episodi della vita del
all'elemento fondamentale per la prosperità dei Buddha.
Khmer, l'acqua. E' considerato un vero e proprio sito del culto e
Come per Preah Khan anche Ta Som é stato fat- della mitologia.
to rientrare nel programma di restauro del World
LA GIORNATA
inizia a volgere al termine e arriviamo a Ta Keo. Il numero delle torri di Phnom Bakheng sugge-
Ha cinque torri santuario disposte a quinconce risce un simbolismo cosmico. Originariamente
che si innalzano sul livello superiore di una pi- dovevano esservi circa 108 torri che adornavano
ramide a cinque piani circondata da un fossato. il tempio di Phnom Bakheng. Oggi molte di que-
ste torri non sono più visibili.
Il simbolismo del numero 5 ci riporta alla Scuola
Pitagorica per la quale il numero cinque rappre- Arrivando al vertice del tempio appena prima del
senta vita e potere. tramonto si gode di una vista panoramica di An-
Come per altri templi del complesso di Angkor, gkor e dei suoi dintorni unica in tutto il compren-
anche Ta Keo è una rappresentazione simbolica sorio. I riflessi dorati del sole al tramonto donano
del Monte Meru. ad Angkor una sfumatura di colore ambra e aran-
Originariamente dedicato a Shiva, rimase incom- cio che rende lo spettacolo indimenticabile.
piuto per cause ancora sconosciute.
Per arrivare sulla sommità della piramide biso- Magnifica è anche l'immensa foresta che si
gna salire una scalinata in pietra molto ripida. stende sotto Phom Bakheng, intervallata da pic-
La vista dall'alto del tempio ripagherà la fatica cole risaie e il baray che si snoda sinuoso sotto
dell'ascesa. sguardi rapiti.
Questo luogo non smette di sorprendere.
Arriva il momento tanto atteso del tramonto con
la visita a Phom Bakheng, costruito sulla collina
più grande della zona.
per arrivare a Baphuon, il tempio che più che La caratteristica distintiva e unica di Baphuon è
mi lascerà una traccia indelebile nella memoria una statua di Buddha lunga 70 metri e alta 9 me-
dopo Ta Phrom. tri fu costruita sul lato occidentale del secondo
Fu costruito a metà dell'XI secolo e dedicato al livello dopo il passaggio a tempio buddhista.
dio indu Shiva nel 1060.
Da esso prende il nome lo stile Baphuon. Appare agli occhi più come un'illusione ottica,
La sua struttura rettangolare è inusuale per i non è facilmente riconoscibile ma, dopo qualche
templi-montagna come del resto i 5 livelli alla attimo, si rileva in tutta la sua grandezza.
stessa altezza.
L'accesso al tempio parte dal gopura (torre mo- La giornata volge al termine e le ultime ore sa-
numentale) con una strada sopraelevata sull'ac- ranno dedicate ad Angkor Wat.
qua lunga circa 200 metri, aggiunta successiva- Il caldo si fa sentire impietoso, ma la stanchezza
mente alla costruzione della piramide. è attenuata dalla curiosiosità di posare lo sguar-
L'effetto visivo è di grande impatto, l'acqua riflet- do su una delle "meraviglie del mondo".
Camminando sulle passerelle di legno sospese Questo é ciò che si scopre in questo paese, me-
sui canali per raggiungere i templi si resta rapi- raviglie nascoste e persone uniche in grado di
ti dai riflessi della lussureggiante vegetazione farti a sentire a casa anche se ne sei lontano.
sull'immobile superficie dell'acqua.
Un soffio d'aria disegna un'onda leggera nelle Questo splendido paese, emerso da poco da una
immagini riflesse mentre si ascoltano le parole guerra, è finalmente uscito dall'emarginazione,
dei visitatori rapiti dalla bellezza di cui sono te- ma spesso viene ancora associato alle atrocità
stimoni. avvenute durante gli anni bui.
Farsi permeare dalla serenità di Baphuon al quale
si arriva dopo una passeggiata sull'acqua, osser- La Cambogia, che porta con sé le vestigia del po-
vare e prendere atto di come Madre Natura si sia tente impero Khmer, vanta un'antica e ricca tradi-
riappropriata di queste antiche pietre di arenaria zione culturale, una capitale di impronta francese
abbracciando Ta Phrom e Ta Keo tra le sue spi- e meravigliosi scenari naturali.
re e aspettare il tramonto a Phnom Bakheng dal
quale si domina un panorama indimenticabile. Si trovano ancora luoghi selvaggi, incontaminati,
Visitare questo splendido comprensorio stimola meraviglie nascoste ancora da scoprire. Viag-
la fantasia. giando sul territorio cambogiano si incontrano
ancora pochi turisti.
L'altra Cambogia è quella della vita semplice, ciò Un consiglio?
che la natura offre è quel che basta per vivere in Cercate di realizzare il sogno di visitarla!
modo decoroso.
Salotti Torinesi
A cura di Band of Giroinfoto - Torino
PIAZZA CASTELLO
Barbara Lamboley photography
Barbara Lamboley
Lorena Cannizzaro
Barbara Tonin
Fabrizio Rossi
TORINO Giancarlo Nitti
CAVAL ED BRONS
Barbara Tonin photography
Inizialmente fu chiamata Piazza reale e successi- Numerosi palazzi nobiliari si affacciano su piazza
vamente, Piazza d'Armi perchè ospitava i soldati di San Carlo, tra i quali, al civico 183, il palazzo Sola-
guardia ai confini cittadini di allora. ro del Borgo, già Isnardi di Caraglio, dal 1839 sede
Fu anche chiamata Place Napoléon, durante il perio- dell’Accademia Filarmonica a cui si è unito nel 1947
do imperiale francese. il Circolo del Whist, fondato nel 1841 dal Conte di Ca-
vour.
L'attuale denominazione, invece, risale al 1618, in
onore di San Carlo Borromeo, l'arcivescovo di Milano A corredo della piazza, ci sono i tradizionali caffè San
al quale è legata la storia della Sacra Sindone, che, Carlo, in attività dal 1842, il caffè Torino e la pastic-
nel 1578, Emanuele Filiberto spostò da Chambéry a ceria Fratelli Stratta, con gli arredi originali del 1836.
Torino per agevolare il pellegrinaggio dei Borromeo,
devoti al celebre lenzuolo. Da poco terminati, nel 2004 sono cominciati i lavori
per la riqualificazione della piazza, con la sua com-
Al centro della piazza si trova il monumento eque- pleta pedonalizzazione tramite la progressiva elimi-
stre cosiddetto "Caval ëd Brons" creato da Carlo Ma- nazione del traffico veicolare ed il divieto di sosta
rochetti nel 1838 e dedicato al Duca Emanuele Fili- alle auto e con la realizzazione di un parcheggio sot-
berto di Savoia, detto "testa di ferro", in seguito alla terraneo distribuito su un unico livello che ospiterà
vittoria di San Quintino nel 1557. circa 380 posti auto.
VIA ROMA
Giancarlo Nitti photography
PIAZZA CLN
Fabrizio Rossi photography
VIA ROMA
Giancarlo Nitti photography
Giroinfoto Magazine nr. 34
68
VIA ROMA
Lorena Cannizzaro photography
VIA ROMA
E' una delle vie principali e più signorili del centro da la sezione che collega piazza San Carlo a piazza
storico di Torino, parte dalla Piazza Castello inter- Castello. La via venne modificata dotandola di edifici
rompendosi con Piazza San Carlo e CLN per poi in stile eclettico con portici, caratterizzati da motivi
proseguire verso Piazza Carlo Felice. a serliane, completamente pavimentati da marmi
policromi di esclusiva provenienza italiana e il manto
Orientata sull'asse nord-sud, percorre parallelamen- carreggiabile con un fondo di pavé di cubetti in
te il reticolo d'impostazione tipica delle città romane legno, per conferire un ulteriore pregio alla via. Nel
dell'antica Julia Augusta Taurinorum. dopoguerra, a seguito dei danni causati dai bombar-
damenti del 1944, tale pavimentazione venne rimos-
Detta anche la "Via Nuova" o "Contrada Nuova" sa e sostituita da un'uniforme lastricatura in pietra.
come venne battezzata alla sua inaugurazione alla
fine del XVI secolo, venne realizzata dall'architetto La realizzazione della seconda sezione che collega
umbro Ascanio Vittozzi, per volontà del duca Carlo piazza San Carlo a piazza Carlo Felice, venne coor-
Emanuele I di Savoia. dinata dell'architetto Marcello Piacentini seguendo le
L'arteria La via divenne ben presto uno dei principali caratteristiche dell'architettura razionalista.
assi della città e fino ai primi decenni del XIX secolo, Abbatterono numerosi edifici per la realizzazione del
la strada terminava all'incrocio dell'attuale via Anto- progetto nell'area del quadrilatero composto da via
nio Gramsci: fu Carlo Felice di Savoia a ordinarne XX Settembre, via Lagrange, via Giolitti e via Andrea
l'espansione negli ultimi due isolati attuali. Doria. Qui vennero realizzati nuovi isolati a impian-
to reticolare, con austeri edifici in stile razionalista,
La prima fase dell'intervento risale al 1931 e riguar- come l'attuale piazza C.L.N.
PIAZZA CASTELLO
PALAZZO REALE
Barbara Lamboley photography
PALAZZO MADAMA
Giancarlo Nitti photography
PALAZZO MADAMA
Lorena Cannizzaro photography
I PORTICI
Il grandissimo salotto di Piazza Castello è circondato da eleganti portici, di epoche differenti, che
formano uno straordinario perimetro, dove a pochi passi l’uno dall’altro si trovano due locali storici
d’Italia.
Il primo è il Caffè Mulassano, un piccolo ed elegantissimo locale dove nacque lo spuntino che Ga-
briele D’Annunzio chiamò “tramezzino”.
Il secondo è il Caffè Baratti & Milano, in Galleria Subalpina, dove concedersi un cappuccino e dove il
confettiere Ferdinando Baratti creò il celebre cremino.
I PORTICI
Fabrizio Rossi photography
GALLERIA SUBALPINA
Lorena Cannizzaro photography
Giroinfoto Magazine nr. 34
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GALLERIA SUBALPINA
Salotti Torinesi
“… C'è un ampio e lungo caseggiato luccicante dei negozi più
perversamente attraenti, che è coperto di un tetto di vetro,
altissimo e lastricato dai marmi di delicata tonalità, composti in
graziosi motivi; e di sera quando è illuminato dal gas e popolato
da una moltitudine di gente che vuole divertirsi che va a zon-
zo, che chiacchiera, che ride, è uno spettacolo degno di essere
visto". (Mark Twain).
GALLERIA SUBALPINA
Giancarlo Nitti photography
Giroinfoto Magazine nr. 34
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Salotti Torinesi
PALAZZO CARIGNANO
Giancarlo Nitti photography
PALAZZO CARIGNANO
Gli Irochesi di Palazzo Carignano
PALAZZO CARIGNANO
Barbara Tonin photography
CINEMA LUX
Lorena Cannizzaro photography
Giroinfoto Magazine nr. 34
81
Salotti Torinesi
CINEMA LUX
Durante gli imponenti lavori di ristrutturazione di via Roma e
degli isolati circostanti, avvenuti tra il 1931 e il 1937 con lo sco-
po di renderli più ordinati, fruibili al traffico e uniformi, il podestà
Paolo Thaon di Revel promosse la ristrutturazione della Galleria
Geisser (già Galleria Natta), edificata nel 1856 su disegno di
Barnaba Panizza, con la volontà di creare una nuova area com-
merciale coperta che andasse ad aggiungersi alle già esistenti
Galleria Subalpina e Galleria Umberto I.
La nuova struttura, realizzata nel 1933 dall’architetto Federico
Canova e dall’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino, venne da quel
momento denominata San Federico, dalla storica intitolazione
dell’isolato.
VIA ROMA
Giancarlo Nitti photography
Giroinfoto Magazine nr. 34
83
TORINO
Ci siamo stufati
di avere rapporti virtuali su dei social
sempre più sterili e privi di concretezza.
Vogliamo conoscerci stringendoci la mano
e guardarci negli occhi fisicamente.
Fotograferemo spalla a spalla, tra una
chiacchera ed un'altra, confrontandosi e
condividendo passione e momenti di vita
reali.
Nasce
a Torino, il primo gruppo "non virtuale",
associato ad un progetto di Scout
Location e fotografia editoriale.
ORINO
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
GIROINFOTO MAGAZINE
promuove l’identità territoriale di Torino e provincia
attraverso un progetto finalizzato a coinvolgere chi è
appassionato di fotografia con particolare attenzione
alle singole locations, alla loro storia e al loro mes-
saggio sociale.
ORINO
STORIES
GIROINFOTO MAGAZINE
COME FUNZIONA
Per prima cosa vorremmo sottolineare che l’adesione
al progetto non comporta in nessun modo, alcun tipo di
pagamento.
PIANIFICAZIONE
IMPARA DEGLI INCONTRI
CONDIVIDI A partire dalla metà di maggio inizieran-
no le prime sessioni delle scout location
DIVERTITI sul territorio della Città di Torino ed in
provincia.
Per questioni di riservatezza editoria-
PUBBLICA le non verrà stilato un vero e proprio
calendario completo delle date e del-
le locations, ma gli incontri verranno
comunicati con dieci giorni di anticipo
CHI PUÒ PARTECIPARE unicamente a chi aderirà al progetto.
Davvero Tutti. Le comunicazioni saranno inviate trami-
Chiunque abbia la voglia di mettersi in gioco in un pro- te mail o messaggistica e pubblicate sul
getto di interesse culturale e condividere esperienze. gruppo ufficiale di Giroinfoto in Facebo-
I partecipanti non hanno età, può aderire anche chi ok.
non possiede attrezzatura professionale o semi-profes- Gli incontri avranno cadenza di circa
sionale. uno al mese.
I minori di 14 anni dovranno essere accompagnati da
almeno una persona adulta e i minori di 18 dovranno
compilare una liberatoria e nulla osta da parte della
patria podestà.
ISCRIVITI
invia una mail a: events@[Link]
Oggetto:
Adesione al progetto “Torino Stories”
Non dimenticare di presentarti e di compilare
tutte le seguenti voci.
NOME, COGNOME PUBBLICAZIONE
ANNO DI NASCITA
TELEFONO MOBILE
DEGLI ARTICOLI
LOCALITA’ DI DOMICILIO Ad ogni incontro si affronterà una tema-
EVENTUALE ATTREZZATURA POSSEDUTA tica diversa utilizzando diverse tecniche
Menzionare il grado di preparazione in fotografia di ripresa.
NON HO MAI FOTOGRAFATO Tutto il materiale acquisito dai parteci-
NEOFITA panti, comprese le informazioni sui luo-
AMATORIALE ghi e i testi redatti, comporranno uno o
AMATORIALE EVOLUTO più articoli che verranno pubblicati sulla
PROFESSIONISTA rivista menzionando gli autori.
La pubblicazione avverrà anche me-
diante i canali web e socialnetwork
legati al brand Giroinfoto magazine.
ETO SHA
IL GRANDE LUOGO BIANCO
A CURA DI CINZIA MARCHI
Per gustare l'atmosfera offerta da questo magnifico Il 15 luglio varchiamo i cancelli di Galton Otjovazawbu
luogo, la cosa migliore è dormire all'interno del parco, Gate, l'entrata ad est del parco, siamo in 4 a bordo di
soprattutto per il fatto che dopo il tramonto è vietata la due Toyota Hilux 4x4 mini camper van, con cui stiamo
circolazione. viaggiando attraverso la Namibia.
Dormendo all'esterno del parco si rischia di trovare i
cancelli chiusi fino all'alba del giorno successivo. Espletiamo le formalità di entrata al parco, pagando
Questo, comunque vale su tutto il territorio del Nami- e dichiarando quanti giorni resteremo all'interno e in
bia, in quanto di notte c'è il grosso rischio di investire
quale campeggio/resort si dormiremo, la nazionalità,
animali selvatici e le assicurazioni non rispondono nel targa del mezzo, ecc...
caso di incidente. Inutile descrivere la nostra impazienza di rimetterci in
viaggio all'interno del parco, finalmente avremmo avu-
Personalmente, nel mio viaggio, ho dormito due notti to la possibilità di avvistare e incontrare gli animali.
all'interno del Parco in due campeggi differenti essen-
doci diverse opzioni di sistemazione come dormire in Immediatamente si trovano i cartelli che proibiscono di
tenda o camper o riservarsi un lodge, da prenotare lar- scendere dalla macchina e di non uscire dalla strada
gamente in anticipo entrambi soprattutto nel periodo di sterrata principale e percorrere il reticolo di stradine
maggiore affluenza. segnalate da loro, la velocità è di 60 km/h, ma è consi-
gliato procedere a 30-40 km/h per agevolare l'avvista-
mento della fauna.
Il pericolo maggiore è investire gli animali che attraver- chiede se alla fine saremo fortunati...
sano improvvisamente la strada e vi assicuro che non è
salutare per entrambi, altro pericolo è la foratura delle Proseguendo, il territorio inizia a cambiare, gli alberi si
gomme, che vale su tutte le strade sterrate della Nami- diradano e all'improvviso avvistiamo le prime zebre che
bia , ho visto ruote squarciate anche di meno fortunati brucano tranquille l'erba con gli springboks, ci fermia-
che foravano due pneumatici in un colpo solo. mo, spegniamo i motori e le osserviamo, inizio a fare i
primi scatti pensando che almeno due zebre le ho viste,
Riguardo a questo è consigliato coprirsi con un'assicu- ora ripensandoci mi viene da ridere.
razione in più, perchè quella di base proposta non copre
nessuna gomma nè cristalli. Proseguiamo tranquilli e arriviamo al primo punto di
E' importante, nel tragitto, mantenere delle buone di- osservazione, Olifantsrus Camp, un piccolo campeggio
stanze da altri veicoli, sia per la polvere che oscura la con un chiosco, una sorta di centro informazioni e un'a-
vista che per i sassi che schizzano sul parabrezza. rea riparata dove si può sedersi a bere e mangiare.
Qui troviamo la prima pozza, ci si arriva percorrendo Le zebre sono ovunque ed è impossibile non notarle vi-
una passerella che fuoriesce dalla zona recitanta dove sto che sono pure rumorose, in piedi, sdraiate , corrono
si trova un gazebo da dove, in sicurezza, si possono ve- , giocano tra di loro con tanti piccoli intorno , dondolano
dere gli elefanti ed altri animali che arrivano ad abbeve- la loro testa in un buffo movimento ed emettono il loro
rarsi, noi in realtà non abbiamo trovato nulla, devo dire verso, un mix tra nitrito e raglio con sbuffo finale.
che iniziavamo a pensare di doverci accontentare delle Intorno a loro si muovono elegantemene le gazzelle
poche zebre di prima. (spingboks come le chiamano qui) ,anche loro sono
molte e sparpagliate.
Ripartiamo , la nostra destinazione è arrivare prima del
tramonto a Okaukuejo Camp dove passeremo la notte Proseguendo tranquillamente per la nostra destinazio-
, il campeggio principale dell'Etosha e centro ammini- ne, ormai consapevoli di poter vedere altro, come d'in-
strativo, qui si pagano i giorni nel parco dichiarati all'in- canto ci compaiono alla vista delle magnifighe giraffe.
gresso. I maschi sono molto grandi , mangiano le foglie dagli
alberi che accanto a loro sembrano dei cespugli e ci
Strada facendo il panorama intorno a noi inizia a cam- osservano ruminando ma facendo attenzione ad ogni
biare di nuovo, gli alberi si diradano sempre più e la- nostro movimento.
sciano il posto alla savana, una grande distesa gialla e Scendiamo dal 4x4, facendo molta attenzione per non
bianca con qualche albero solitario e siepi grigie spino- disturbarle e per poterle fotografare meglio, sto andan-
se e sparse. do contro le regole.
Aguzzando la vista si notano anche grandi gruppi di ze-
bre con springboks e Orici.
A malincuore ci spostiamo, anche perchè il tramonto Arriviamo poco prima del tramonto, ci registriamo,
si sta avvicinando e non possiamo correre il rischio di paghiamo e veniamo indirizzati alla nostra piazzola, il
trovare i cancelli chiusi e i Km da percorrere in totale campeggio è pieno, pure i lodge.
sono 187 a una velocità di 30 Km orari, ma più avanti è
impossibile non fermarsi, troviamo una pozza popolata Ogni piazzola ha una griglia dove si può cucinare e
da elefanti, finalmente, sono numerosi con dei piccoli e scaldarsi, la sera, la temperatura si abbassa di molto,
il maschio più vecchio è enorme . qui è inverno in questo periodo, si arriva tranquillamen-
te a zero gradi e anche sotto zero, è necessario portare
Un intreccio di proboscidi che bevono , si ncrociano e si maglioni e giacche pesanti per la sera e non dimentica-
sollevano, intorno a loro un gruppo di zebre casiniste, te anche un berretto caldo e guanti di lana , solitamente
all'improvviso il grosso maschio barrisce infastidito si mangia all'aperto, anche nei ristoranti e non esiste-
creando un fuggi fuggi generale. Scende il silenzio... riscaldamento.
Ma dura poco , le zebre tornano e riniziano la loro danza
caotica, fatta di salti e corse, a malincuore lasciamo la
pozza e continuiamo il tragitto per il campeggio.
Questi campeggi si organizzano illuminando con dei fari le pozze circostanti con
una luce gialla per non infastidire gli animali.
Non amo questo genere di avvistamenti, ma comunque alla sera ci si può sedere
sulle panchine ed ammirare in silenzio gli animali che si avvicinano ad abbeve-
rarsi ed è l'unico posto in cui sono riuscita a vedere tre rinoceronti, purtroppo
resi gialli dalle luci e con loro un gruppo di elefanti.
All'alba decidiamo di fare un safari, si prenota la sera un cielo azzurro il contrasto è veramente affascinante.
prima, partenza 6,30 rientro 9,30, tre ore.
La seconda notte abbiamo dormito sempre all'interno
Questo è l'unico modo per uscire prima dell'alba e ve- del parco, così abbiamo potuto girare con tranquillità le
derla nella savana, per gli animali è un po più delutente, pozze del luogo.
percorrono le stresse strade e fanno le stesse pozze
che facciamo noi, la fortuna che abbiamo avuto è stata Il mattino dopo le 7:00, all'apertura dei cancelli, siamo
avvistare due leoni mentre era ancora buio, illuminati partiti dirigendoci verso il Von Lindequist Gate, verso
dal driver con una torcia a luce rossa, sempre per non l'uscita, ma sembra proprio che il parco abbia voluto
infastidire gli occhi dei felini, ecco che mi ritrovo delle salutarci con un regalo:
belle foto di leoni rossi. Lungo la strada abbiamo incontrato tre splendide le-
onesse sdraiate nell'erba secca che si riposavano
Il secondo giorno nel parco è stato comunque molto immerse nel silenzio della savana e un po più avanti
positivo, tutte le pozze erano affollate di animali, dalle splendidi elefanti in mezzo alla strada.
sempre presenti zebre agli springboks, orici, gnu blu,
kudu, antilopi rosse, giraffe struzzi, jackal, volpi e uc- Non so se siamo stati fortunati, ma se decidete di an-
celli, tra questi le faraone o galline del deserto, diver- dare per avvistare animali, fatelo sicuramente durante
tente è vederle correre velocissime quando si sentono la stagione secca e fate tutto con calma, godetevi il si-
in pericolo quando potrebbero volare. lenzio incredibile e ammirate gli animali che popolano
questa stupenda terra di contrasti senza perdersi le
Molto bello è stato percorrere l'Etosha Pan, una depres- notti stellate che tolgono il respiro.
sione salina di 5000 Km quadrati che durante la sta- Non so se si può parlare di mal d'Africa ma la voglia di
gione delle piogge diventa un lago poco profondo, ora tornare è immensa.
è completamente bianco, Etosha infatti signica grande
luogo bianco e qui si possono incontrare delle zebre, CINZIA MARCHI
struzzi che nidificano, gnu e se si ha la fortuna di avere
ANTICA TESSITORIA
La cappella adiacente intitolata “Penity”, eretta nel 1530, ospita i resti del
santo Ronan, vescovo eremita irlandese all’origine della cristianizzazione
del paese all’epoca sotto influenza druidica.
Il santo è rappresentato su una lastra di pietra di kersanton in posizione
sdraiata mentre affonda con la mano sinistra nella bocca di un mostro e
benedice con la mano destra.
Attorno alla chiesa dei priori, quattordici case compongono un magnifico complesso architettonico unico in Bre-
tagna.
Erano ricche dimore con un pozzo comune che ospitavano i nobili della città, i ricchi mercanti di tele e gli uffi-
ciali dell'esercito Reale.
Imperdibili sono le vecchie vie e viuzze denominate “venelle” e la chiesetta di Notre Dame de Bonne Nouvelle,
la piazza delle charettes e il maniero di Kerguénolé, ora diventato museo del Cartellone in cui è possibile vedere
un’importante collezione di manifesti della Bretagna dal XVIII secolo ad oggi.
Appena sopra la borgata, si trova “la montagna di Lo- mino del “Nemeton” un'esperienza eco-spirituale che
cronan” alta 289 mt, dalla quale si può godere di uno secondo l’antico druidismo permette di realizzare co-
splendido panorama sulla baia di Douarnenez e ammi- noscenza mistica e benessere psicofisico.
rare la penisola di Crozon.
La “grande troménie”, grande processione, si svolge in-
Ai suoi piedi, si estendono le dune di Sainte Anne La vece ogni 6 anni e rievoca i 12 km del percorso sacro
Palud. scandito da stazioni simboleggianti i 12 mesi dell’anno
Ogni due anni, a Locronan si svolge la “petite troménie”, celtico.
una piccola processione di 6 km che ripercorre il cam-
Kerguénolé
museo del cartellone
Per gli appassionati di cucina, c'è da fare un salto alme- Le auto non sono autorizzate.
no in una delle biscuiterie che si affacciano sulla piaz- Nel villaggio non si vedono nè fili elettrici, nè antenne o
za: i dolci sono presentati con una cura da gioielliere semafori, qualsiasi dettaglio possa inquinare il ricordo
all'interno di locali dall'atmosfera calda e invitante e al passato è stato nascosto.
prima di comprare si possono assaggiare galette, pa-
lette e fettine di “kouign amann”, autentico trionfo del L’atmosfera che ci si respira è senza tempo.
burro bretone, il capolavoro della pasticceria locale. Locronan è un vero gioiello, perfettamente conservato
e curato..
Sul viale d'ingresso che dal parcheggio principale con- Il luogo è unico e suggestivo, davvero magico.
duce al paese ci sono diversi ristoranti e creperie.
Sono presenti anche negozi di abbigliamento e prodotti
tessili locali.
Le attrazioni prettamente turistiche sono assai discre-
te, non stonano con il contesto architettonico generale.
ISTRIA
A cura di Sergio Agrò
ISTRIA
Ci conosciamo da tantissimi anni ed abbiamo la stessa pas- Croazia con una ricca colazione a base della famosissima
sione per la fotografia, non si può chiedere di meglio ad un torta di Bled, deliziosa.
partner di viaggio; un po' come si fa a "testa o croce" con
Roberta abbiamo scelto di fare una breve vacanza fotogra- Ci aspetta un lungo spostamento, le aspettativie e la curiosi-
fica in Croazia. tà di vedere le cascate aumentano di ora in ora.
Abbiamo a disposizione pochi giorni e scegliamo come de- Finalmente arriviamo nell'area protetta del parco nazionale
stinazione principale i Laghi di Plitvice e la Costa Istriana. dei laghi di Plitvice.
Ogni viaggio fotografico racconta una magia diversa da tutti Questi 16 laghi sono collegati tra di loro da cascate, che in
i precedenti viaggi ed anche questo, rispecchia la medesima base alla loro portata e alla luce del giorno, regalano angoli
regola non scritta, si parte, inizia l'avventura! incantevoli da fotografare, sin dal primo monento non è dif-
ficile capire come l'UNESCO l'abbiano nominati patrimonio
Il viaggio è lungo e decidiamo di fare una sosta, di una notte, dell'umanità.
in Slovenia, nei pressi del lago di Bled.
Ci innamoriamo subito di questo luogo, così il giorno dopo I due fiumi che formano questi laghi sono ricchi di sedimen-
di buon ora, ma anche prima, ci prepariamo per scattare una ti calcarei, questi sedimenti si accumulano crescendo di un
foto all'alba sul lago. cm all'anno, quando per via della pressione si rompono, si
Lo scenario davanti ai nostri occhi è incantevole, l'acqua è formano altri percorsi e quindi la fisionomia delle cascate
uno specchio e con il passare delle ore si riflettono i colori cambia, il continuo cambiamento delle cascate le rende uni-
tenui dell'alba, appagati proseguire il nostro viaggio verso la che.
ISTRIA
Purtroppo senza nessun motivo apparente, dall'Italia siamo stati consigliati male sul tour da fare per visitare le
cascate, siccome ritengo che la fotografia sia soprattutto condividere emozioni questo è l'itineraro che consiglio:
Nonostante i cattivi consigli, abbiamo trovato lo stesso angoli particolari per i nostri scatti, infatti il giorno dopo
siamo ritornati ai laghi ed attraverso il navigatore abbiamo trovato una strada panoramica che ci ha regalato una
vista unica dei laghi con le loro cascate.
Il viaggio continua.
Destinazione Istria dove ci concediamo tre
giorni di relax (si fa per dire), un bed & bre-
akfast confortevole a Benjole fa da perno a
tutti i nostri spostamenti.
ISTRIA
La riserva naturale di Premantura ha completato la nostra pre le coste di Premantura perchè sono state le prime dove
breve visita sulla costa istriana. ho visto delle impronte di dinosauro, impossibile non con-
frontare il proprio piede con le tracce, questo lo si può fare
La tranquillità e la vista hanno regalato dei momenti di puro liberamente seduti davanti al mare, quanta storia racchiusa
relax. in una semplice roccia.
La costa è rocciosa alle volte per raggiungere il mare sembra
quasi di essere degli stambecchi, ma se ho percorso queste Tutte le sere non ci siamo fatti mancare un tramonto, impos-
vie con tutta la mia attrezzatura fotografica, posso dire con sibile perderne uno e dopo il tramonto anche una blue hour
certezza che sono molto sicuri. fino a quando con il filtro ND impostavamo minuti di aper-
tura del diaframma, fortuna che abbiamo trovato ristoranti
Il mare è davvero pulito, l'acqua è a dir poco cristallina, pur- aperti sino a mezzanotte, la nostra salvezza.
troppo avendo il vizio della subacquea non posso non con-
cedermi almeno un giro in snorkel, è stata una piacevole
sopresa vedere così tante specie marine già a pochi metri
dalla riva.
La costa istriana è davvero sorprendente, ricorderò per sem-
ISTRIA
Purtroppo inizia il viaggio del rientro, nel programmare il Non ci resta che ammirarlo seduti sorseggiando un caffè.
viaggio abbiamo voluto dedicare nell'ultimo giorno una tap-
pa veloce: le grotte di Postumia e il castelo di Predjama. Ormai è sera e dobbiamo rientrare a casa, durante il viaggio
del ritorno è inevitabile pensare ai luoghi visitati, le emozio-
Il mio consiglio, anche fotografico è quello di andare prima ni, le corse e soprattutto ricordare i sapori dalle salsicce, che
al castello, magari in mattinata e dedicare la visita alle grotte io chiamo "Kababci" e della deliziosa torta di Bled, ma alla
nel pomeriggio, dove c'è più calma e molte migliaia di per- fine non c'è niente da fare, sono proprio i nostri cari Krumiri
sone in meno. che ci fanno compagnia nel viaggio del ritorno, ed i pensieri
volano verso le prossime destinazioni.
Si resta incantati davanti al simbolo delle grotte: il brillante
bianco e la colonna barocca.
A solo 9 km c'è il castello di Predjama, la bellezza di questo Sergio Agrò
castello è completata dal fatto di essere incastonato come
un diamante della roccia della montagna, caratteristica che
lo ha reso inespugnabile nei secoli.
Scatto fatto poco dopo la Cabinovia del Monte Spinale, che parte da Madonna di Campiglio. Davanti il gruppo del
Brenta palestra di roccia naturale per tantissimi appassionati, che però offre possibilità anche ad escursionisti meno
capaci di affrontare passaggi semplici per raggiungere i vari Rifugi che offrono ospitalità e viste su paesaggi di roccia,
alternati a zone verdeggianti molto belli. Sui vari sentieri oltre alla flora molto belle è facile incrociare le marmotte che
attirano l'attenzione con il loro fischio.
LE NOSTRE FRECCE
Autore: Roberto Ceccaroni
Luogo: Lago di Bolsena - Marta - Air Show 201
Grande Spettacolo con l'Esibizione delle Frecce Tricolori , Orgoglio Nazionale, all'Air
Show tenutosi sul Lago Di Bolsena il 5 Agosto 2018
Luna rossa
Autore: Giuseppe Provenza
Luogo: Cefalù (PA)
EMOZIONI D'AGOSTO
Autore: Tino De Luca
Luogo: Sapri
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APPASSIONATI A NOI
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