GF28
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com
FOTOGRAFIA
Il valore della critica
28
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FEBBRAIO 2018
3
la redazione | Giroinfoto Magazine
fotografare
e viaggiare
due passioni un’ unica esperienza
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chiunque voglia condividere le proprie esperienze di viaggio o semplicemente farsi coinvolgere dai racconti pubblicati.
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Giancarlo Nitti
ANNO IV n. 28
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Redazione
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Reporter Giroinfoto Diamo spazio a chi ama la fotografia e il viaggio,
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data di uscita
20 Febbraio 2018
fotografare
Questa pubblicazione è ideata e realizzata da Gienneci
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Tutte le fotografie, informazioni, concetti, testi e le
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o modificarli anche solo in parte se non da espressa e
comprovata autorizzazione del titolare dei diritti. un’ unica esperienza
28
10
82
42
24
Indice
10 OATMAN
Route 66 Arizona
Giroinfoto Scout Location
24 SUPER YOSAKOI
Il festival
64
A cura di Simone Ladisa
42 PERÙ
Diario di viaggio
A cura di Lela Poleggi
64 FOTOGRAFIA
IL VALORE DELLA CRITICA
Giroinfoto school
70 VANNES
Giardini e fortezze
A cura di Giancarlo Nitti
82 IL VILLAGGIO DALIT
Paria
A cura di Enea Discepoli
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Febbraio 2018
97 31 8 20 13 1
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4% 77%
16% 0,5%
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FOTOGRAFA
Arizona,
Una minuscola cittadina dispersa tra le Black
Mountains.
S C O U T L O C AT I O N
12
1 2 3
GEOGRAFIA PERIODO CONTENUTI
U.S.A. Permanente. Route 66
Arizona Centri culturali
Oatman Live performance
4 5 6
FOTOGRAFIA NOTE SCOUTING
Fotografia Piccola città con sfondi Questa scout location
documentale, sreet. storici old west e e le fotografie sono
Mother road state realizzate nel
mese di Luglio2014
da Giancarlo Nitti.
Oatman ieri
Un po' di storia
Nel 1863, il cercatore Johnny Moss scoprì l'oro nelle Black Mountains insediandosi in un punto strategico nella zona,
dandogli in un primo tempo il suo nome "Moss" e successivamente quello di Olive Oatman, la cui storia era ormai ben
nota per alcune vicende legate alla guerra con i Nativi.
Nel successivo mezzo secolo, l'industria mineraria si impoverì fino a quando la tecnologia non cambiò portando
nuovamente prosperità ad Oatman all'inizio del 20 ° secolo.
L'apertura della miniera di Tom Reed, seguita dalla scoperta di un ricco filone nella vicina proprietà della United Eastern
Mining Company nel 1915, portò una delle ultime corse all'oro del paese.
Il boom minerario del 1915-17 diede ad Oatman la fama di una tra le maggiori miniere di oro del West americano.
Nel 1921, un incendio distrusse molti degli edifici di Oatman risparmiando l'Oatman Hotel.
Il 1924 si chiusero definitivamente le operazioni di estrazione avendo prodotto 13.600.000 dollari di oro al valore di
mercato dei tempi controllato dal governo di 20 dollari l'oncia;
Poco tempo dopo, negli anni '30 Oatman ebbe la fortuna di essere "toccata" dalla costruzione della trafficata Route
66 ma anche questo fiorente periodo terminò in fretta poiché la città fu completamente aggirata nel 1953, quando fu
costruita una nuova rotta tra Kingman e Needles.
Negli anni '60, Oatman fu quasi abbandonato.
Oatman oggi
LA RINASCITA
Negli ultimi anni, Oatman ha subito una sorta di rinascita del turismo, grazie al fiorente interesse mondiale per la Route
66 e alla crescita esplosiva della vicina città di Laughlin, in Nevada, che promuove visite alla città.
Le attrazioni più famose di Oatman sono i suoi burros selvatici, che vagano liberamente per le strade della città e
possono essere avvicinati offrendogli cubetti di fieno noti come "burro chow" facilmente reperibili in praticamente tutti i
negozi della città.
I burros discendono dagli animali da soma sparsi dai cercatori iniziali e sono protetti dal Dipartimento degli Interni degli
Stati Uniti.
Nei periodi turistici e i fine settimana a Oatman si svolgono diverse attività, dai classici rally automobilistici alle finte
sparatorie "Wild West" proprio nel mezzo della vecchia Route 66.
Nel periodo dell'Indipendence Day, in paese si svolge una curiosa gara nota come Oatman Egg Fry, dove i partecipanti
provano a cucinare un uovo sul marciapiede con l'aiuto di dispositivi solari.
Molto curioso il bar e ristorante dell'Oatman Hotel che i turisti hanno tappezzato di banconote da un dollaro autografate
sulle pareti e sul soffitto.
La Storia di
Olive Oatman
Nel 1851, la quattordicienne Olive Oatman e
la sua famiglia si misero in viaggio dall’Illinois
per trasferirsi in California, ma lungo il tragit-
to la famiglia si smarrì trovandosi nei territori
dell'Arizona dove vennero assaliti e annientati
dai nativi indiani Yavapai.
Le uniche superstiti, grazie alle usanze della
tribù, che risparmiava le ragazze, furono Olive e
sua sorella Mary Ann di soli sette anni.
Le due sorelle furono schiavizzate dagli Yava-
pai per poi essere cedute alla tribù dei Mohave.
SIMONE LADISA
PERÙ
DIARIO DI VIAGGIO
A cura di Lela Poleggi
Luglio 2011
Partiamo per il nostro primo viaggio in Sudamerica.
Ci aggreghiamo ad un gruppo organizzato incontrando altri
viaggiatori all'aeroporto di Lima, dopo aver volato con Iberia
con scalo a Madrid.
PERÙ
La prima impressione è buona: abbiamo
Lima ,
Prendiamo un taxi per andare a vedere le Con un breve volo da Lima arriviamo a
fontane illuminate al Circuito Magico del Cuzco
Agua, ma le troviamo spente (scopriamo che sorvolando le Ande... che belle!!!
il martedì è giorno di riposo delle fontane), Alloggiamo all'hotel Ruinas, stanno
così passiamo per lo Stadio e ci facciamo ristrutturando il palazzo a fianco, la speranza
lasciare dal tassista a Plaza San Martin. è che verso sera interrompano i lavori!
Facciamo 'un paio di vasche' tra San Martin Stanza senza finestre ma con una vetrata
e Plaza de Armas come fossimo veri abitanti scorrevole che si apre sul patio interno,
di questa città. staremo qui quattro notti.
In taxi raggiungiamo Barranco, quartiere
periferico di Lima per vedere il Ponte dei Abbiamo la giornata libera, dovrebbe servirci
Sospiri. per acclimatarci dati i 3400 metri di altezza.
Lì cerchiamo il ristornate Hornitino, Ne approfittiamo per passare la mattina alla
suggerito dalla Lonely Planet e troviamo parata militare, per pranzare in piazza, per
al suo posto 'Il Romano'... così ceniamo salire fino a San Cristobal e a San Blas,
da tale Alessandro di Trastevere, penne visitiamo la chiesa con il pulpito barocco
all'arrabbiata, focaccia, Merlot del Veneto, intagliato nel legno e l'altare completamente
caffè Lavazza e 'pisco' (un po' di sudamerica rivestito di foglie d'oro. Scendiamo per Calla
ci vuole). San Blas, sosta fotografica alla pietra dai 12
A fine cena Alessandro si preoccupa di angoli incastrata nel muro inka. Passiamo
metterci su un taxi affidabile e rientriamo dal mercato centrale e per finire ceniamo al
all'hotel (La Hacienda). San Tomas... siamo acclimatati...
PERÙ Giornata
di escursione
insieme al gruppo
nel Valle Sagrado, intorno a Cuzco (che
qui chiamano Cosco).
Partiamo puntualissimi di primo
mattino, tanto a quest'altezza non
si dorme e all'alba siamo sempre
tutti sveglissimi.
Saliamo con la guida Alvaro (ottima gui-
da) ad un punto di avvistamento dei
ghiacciai a 3700 mt.
Proseguiamo fino a Chinchero
dove assistiamo alla lavora-
zione dei tessuti.
Sosta fotografica per una
panoramica dall'alto della
Valle Sacra e per vedere il
Monte Chicon.
Arriviamo ad Ollantaytambo e vi-
sitiamo le antiche rovine, 'quasi'
tutti saliamo i 300 gradini che portano al
Tempio del Sole... qualcuno rinuncia
per la troppa fatica...
Finalmente
Macchu
Picchu ,
Emozionante!!
Ci sdraiamo tutti sull'erba per goderci il
momento...
Poi da bravi scolaretti seguiamo Alvaro
per oltre due ore in mezzo alle rovine della
città, ma non credo che nessuno ascolti
granchè di quello che dice... siamo tutti
molto più interessati a guardarci intorno e a
scattare foto!
Fa caldissimo, ci sono tanti scalini... e c'è
una strana energia che ti fa pendere di quà
e di là...
Dopo la visita e dopo i timbri di rito sul
passaporto riprendiamo il bus per Aguas
Calientes e pranziamo.
Le tre ore e mezzo di treno per ritornare
a Cuzco volano via, tra partite a carte,
sfilate di moda organizzate dalle ferrovie
peruviane e cruciverba.
Oggi, trasferimento in pullman a Puno. Alloggiamo alla Casa Andina Tikarani, in stanza
Prima sosta al forno, l'autista ci offre pane dolce all'arrivo c'è il gelo, poi per fortuna il riscalda-
e matè di coca. mento comincia a funzionare.
Seconda sosta alla chiesa di Andahuayillas e
poi alle rovine di Laqchi. Ceniamo al Mosya... attesa infinita...
Pranziamo prestissimo, intorno alle 11 e pro-
seguiamo per il passo di Abra la Raya a 4327
mslm.
Continuiamo a bere matè, ci fermiamo al museo
di Pukara, anche se quelli del nostro gruppo
preferiscono godersi la piazzetta del paese.
Titicaca
Giornata stupenda sul Lago Titicaca!
Lungo viaggio in pullman fino ad Arequipa. Con una nuova guida saliamo ad un Mira-
Panorami bellissimi, da documentario! dor per vedere i ghiacciai e i tre vulcani che
circondano la città.
Vediamo i fenicotteri a Puente Canuna, ci Visitiamo la chiesa di San Miguel Arcangel, il
fermiamo al Mirador Alto Lagunillas a 4413 Monastrero di Santa Catalina, dove la nostra
mslm, valichiamo un altro passo a 4528... guida ci abbandona nelle mani di un'altra
(secondo la Lonely Planet c'è anche un pas- guida che ci definisce 'un caso'.
so a 4900 mslm, ma nessun cartello confer- Andiamo al museo della Mummia Juanita,
ma la cosa anche se le nostre teste un po' dove un'altra guida ancora ci racconta la
confuse farebbero propendere per il si...). storia di Juanita... molto appassionante sia
Ci fermiamo anche al Mirador Carlitos, 4300 la storia della giovane sia il continuo cambio
mslm con splendida vista sul vulcano, sosta di guide che ci capita oggi. Ricompare la pri-
ad un banos gestito da campesinos, attra- ma guida e con lei andiamo alla Iglesia de la
versiamo il Parco Nazionale 'zona de vucu- Compania, in Plaza de Armas e alla Catedral
nas' dove vivono le vigogne.
E' già sera quando arriamo in hotel, La Mai-
Arriviamo ad Arequipa e pranziamo tutti son d'Elise.
insieme al ristorante Sol y Mayo, menù fisso,
buon pranzo, cincillà compresi ben impanati E' stata una giornata piena... di km, di guide
ed arrostiti nei piatti, forse un po' pesante o e... di cibo!!!
forse siamo un pochino stanchi per il lungo
viaggio.
Partiamo per Ica, con soste alla Cara de paese stupendo... come la sua gente.
Incas e a Huacachica, mangiamo un panino Cuzco bellissima, Macchu Picchu emozio-
e proseguiamo per Paracas. nante, come pure il Lago Titicaca con le sue
isole di paglia... bello il sorvolo delle linee di
Arriviamo all'hotel La Hacienda Bahia Para-
cas giusto in tempo per godere di uno splen- Nasca e fantastica l'escursione alle Balle-
dido tramonto sul mare. stas...
Bellissime isole Ballestas! Pellicani, cormo-
rani, sule, pulcinella di mare... leoni marini, Ci imbarchiamo sul vola Taca/Aerogal con
pinguini, delfini... il Candelabro... tutto fanta- destino...
stico! Quito, Ecuador e fra qualceh giorno isole
Galapagos...
Lasciate le Ballestas viaggiamo per circa
tre ore con Luis, facciamo una sosta in una Eh già... mica torniamo a casa ehhh?
chicharroneria e infine arriviamo a Lima, di
nuovo all' hotel La Hacienda.
Facciamo da bravi turisti un po' di shopping
al Larcomar, aperitivo con pisco sour e cena Lela Poleggi
al ristorante argentino... dopo cena, ultima
camminata- shopping per finire di spendere
i soles
Dopo 13 giorni di viaggio lasciamo questo
FOTOGRAFIA
IL VALORE DELLA CRITICA
SOCIAL E DINTORNI
Questa fotografia
NON MI PIACE
MA SOPRATTUTTO
Siate onesti con voi stessi e siate
consapevoli della qualità del vostro lavoro e
questo lo capirete solamente accettando le
critiche.
COME COMPORTARSI
CON LE CRITICHE
CRITICHE INUTILI
Anche se hanno un senso di verità e tecnicamente
giuste ma sono fuori contesto serviranno a raddrizzare
il tiro sul tuo pubblico.
CRITICHE SCORRETTE
Saranno molte e non lasciarti ingannare da falsi guru.
Vanno serenamente ignorate e serviranno ad eliminare
la parte di pubblico che non ti interessa.
LA CRITICA
FA CRESCERE
Spesso succede che le critiche rivolte al nostro
lavoro siano dirette più a noi stessi sentendoci offesi
nella professione e nell'orgoglio.
Pensiamo tutti.
Ecco il classico esempio che dimostra che con
le auto-critiche abbiamo migliorato la qualità del
nostro lavoro, perche oggi siamo meglio di ieri.
LA CRITICA
NELLA
PROFESSIONE
Solitamente quando si riceve un incarico da un
cliente nell'ambito professionale della fotografia, ci si
presenta con diverse soluzioni ed alternative.
VANNES
B R E T A G N E
Una città medievale affacciata sul golfo di
Morbihan, nella regione omonima.
Considerata una delle più belle cittadine della
Bretagna è inglobata nelle sue antiche mura di
cinta abbellite da giardini esterni.
VANNES
GIARDINI E FORTEZZE
Vannes o in lingua bretone Gwened è un comune francese di
circa 55.000 abitanti situato nel dipartimento del Morbihan nella
regione della Bretagna.
Gli abitanti vengono chiameti Vannetais dal nome del popolo cel-
tico della Gallia les Vénètes, nominato da Giulio Cesare nei suoi
diari sulle guerre galliche come popolo ribelle all'Impero Roma-
no.
VANNES
Cathédrale
Saint-Pierre de Vannes
La boulangerie
Sono molto caratteristiche le "panetterie" del luogo
dove si possono trovare ottimi e stuzzicanti pasti in
stile bretone.
RIEPILOGANDO...
DA NON PERDERE
Il quartiere Saint-Patern,
I bastioni, con le sue graziose case a graticcio ed in
splendide muraglie che costeggiano in gran particolare la chiesa Saint-Patern;
parte il fiume della Marle. I fossati sono arricchiti Château-Gaillard,
da ampi e deliziosi giardini alla francese e da museo di Storia ed Archeologia, installato
splendidi lavatoi del 19^ secolo, come il lavatoio nell’antico palazzo del Parlamento bretone è
della Garenne. dedicato alla storia del Morbihan.
La Cattedrale Saint-Pierre,
Imponente cattedrale in stile gotico, vera e
propria sintesi architetturale dell’intera storia
religiosa bretone.
La Porta Saint-Vincent,
costruita per facilitare il commercio tra il porto e il
quartiere storico.
Il porto,
Un punto strategico per il commercio marittimo
fino al 19^ secolo. Oggi non accoglie che battelli
turistici ed è un luogo di celebrazion.
VILLAGGIO
DALIT
A cura di Enea Discepoli
Cosa vogliono?
VILLAGGIO
DALIT
Ci portarono a visitare le loro capanne, i luoghi
dove cucinano e noto le precarie condizioni di
vita, noto anche la grande dignità e pulizia di
questi luoghi, le capanne hanno un non so che
di grazioso, le soluzioni di costruzione sono
semplici e funzionali, noto anche un focolare
adibito a cucina in terra cruda che mi riporta
ad antiche memorie, notai anche i disegni con
polvere bianca che ornano alcune capanne,
sono simboli magici contro il malocchio, è
febbraio e fa molto caldo ma le grandi palme
da cocco con le loro foglie smisurate creano un
ombra gradevole e una luce che stimola l’occhio
del fotografo, e per un attimo dimentico le
miserevoli condizione di queste persone e quella
povera armonia mi commuove.
Enea Discepoli
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APPASSIONATI A NOI
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