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Il numero 28 di Giroinfoto Magazine offre una panoramica sulla fotografia di viaggio, presentando articoli su diverse località e festival, come il Super Yosakoi in Giappone e Oatman in Arizona. La rivista si propone di essere un punto di riferimento per appassionati di fotografia e viaggi, incoraggiando la condivisione di esperienze e immagini. Include anche sezioni dedicate alla critica fotografica e suggerimenti tecnici per migliorare le proprie abilità fotografiche.

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Il numero 28 di Giroinfoto Magazine offre una panoramica sulla fotografia di viaggio, presentando articoli su diverse località e festival, come il Super Yosakoi in Giappone e Oatman in Arizona. La rivista si propone di essere un punto di riferimento per appassionati di fotografia e viaggi, incoraggiando la condivisione di esperienze e immagini. Include anche sezioni dedicate alla critica fotografica e suggerimenti tecnici per migliorare le proprie abilità fotografiche.

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N. 28 - 2018 | FEBBRAIO , Gienneci Studios Editoriale. [Link] N.28 - 2018 Febbraio [Link].

com

FOTOGRAFIA
Il valore della critica

VILLAGGIO DALIT PERÙ SUPER YOSAKOI


PARIA DIARIO DI VIAGGIO IL FESTIVAL
Di Enea Discepoli Di Lela Poleggi Di Simone Ladisa

Photo cover by Giancarlo Nitti


WEL
COME

28
[Link]
FEBBRAIO 2018
3
la redazione | Giroinfoto Magazine

fotografare
e viaggiare
due passioni un’ unica esperienza

Benvenuti nel mondo di Giroinfoto magazine©.


Una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere
dalle bellezze offerte dal nostro pianeta.
Una lettura attuale e innovativa, che accoglie, oltre i migliori professionisti della fotografia da reportage, anche le
immagini e le esperienze di chiunque sia appassionato di viaggi e fotografia.
Con i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più vere e i viaggi più autentici, Giroinfoto
magazine ha come obiettivo, essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in viaggio e
la condivisione di migliaia di luoghi e situazioni sparsi per il nostro pianeta.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una
rassegna che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni,
andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di
viaggio raccontate da fotografie e testi, indipendentemente dal valore professionale dell'autore.
Una raccolta di molteplici idee e progetti di viaggio, frutto delle esperienze e lavori eseguiti da esperti nel settore del
reportage fotografico, che hanno saputo confrontarsi con le condizioni climatiche e socio-politiche, con le difficoltà
imposte dalla natura, per catturare l'immagine e la spontaneità selvaggia della stessa.
Troverete anche articoli tecnici, dove prendere spunto per ottenere scatti sempre perfetti e con idee sempre nuove
per rendere le fotografie più interessanti.

[Link]© , con la sua rivista e la sua rete web è la più grande community di foto-viaggiatori che accoglie
chiunque voglia condividere le proprie esperienze di viaggio o semplicemente farsi coinvolgere dai racconti pubblicati.

Director of [Link]
Giancarlo Nitti

Giroinfoto Magazine nr. 28


5

ANNO IV n. 28
DIRETTORE RESPONSABILE
Giroinfoto ti risponde
HEAD PROJECT MANAGER
Giancarlo Nitti

CAPO REDAZIONE
Paolo Buccheri Uno spazio dedicato alle vostre curiosità e domande.
Vuoi chiederci qualcosa?
SEGRETERIA DI REDAZIONE E REVISIONE Scrivi a: redazione@[Link]
Silvia Belotti

CAPI SERVIZIO
Maurizio Ferrari
Giroinfoto ti pubblica
REDATTORI E FOTOGRAFI
Giancarlo Nitti
Redazione
Lela Poleggi
Reporter Giroinfoto Diamo spazio a chi ama la fotografia e il viaggio,
Simone Ladisa pubblicando articoli e foto dei nostri lettori.
Reporter Giroinfoto
Enea Discepoli Inviaci il tuo materiale richiedendo di pubblicarlo.
Reporter Giroinfoto
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data di uscita
20 Febbraio 2018

fotografare
Questa pubblicazione è ideata e realizzata da Gienneci
Studios Editoriale.
Tutte le fotografie, informazioni, concetti, testi e le
grafiche sono di proprietà intellettuale della
e v ia gg iare
Gienneci Studios © o di chi ne è fornitore diretto(info
su [Link]) e sono tutelati dalla legge in tema
di copyright. Di tutti i contenuti è fatto divieto riprodurli due passioni
o modificarli anche solo in parte se non da espressa e
comprovata autorizzazione del titolare dei diritti. un’ unica esperienza

Giroinfoto Magazine nr. 28


70
INSIDE
Giroinfoto Magazine

28
10

82
42
24

Indice
10 OATMAN
Route 66 Arizona
Giroinfoto Scout Location

24 SUPER YOSAKOI
Il festival

64
A cura di Simone Ladisa

42 PERÙ
Diario di viaggio
A cura di Lela Poleggi

64 FOTOGRAFIA
IL VALORE DELLA CRITICA
Giroinfoto school

70 VANNES
Giardini e fortezze
A cura di Giancarlo Nitti

82 IL VILLAGGIO DALIT
Paria
A cura di Enea Discepoli
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VI PRESENTIAMO

I NOSTRI
NUMERI Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi Foto singole
sul magazine dagli utenti Reporters pubblicate

E' con orgoglio che Copertura degli articoli sui continenti


pubblichiamo le sta-
tistiche e i volumi qui
presenti relativi alle
analisi aggiornate al
mese di:

Febbraio 2018
97 31 8 20 13 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI

4% 77%

16% 0,5%
1,5%
84.021 8.232
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10

Arizona,
Una minuscola cittadina dispersa tra le Black
Mountains.

Situata all'estremo ovest dell'Arizona a ridosso


del confine con la California e il Nevada,
Oatman era una base strategica per i minatori e
i cercatori d'oro.
Oggi viene definita una "Ghost Town", ma grazie
anche al suo posizionamento sulla vecchia
Route 66 è una perla turistica da non evitare.

Giancarlo Nitti Photography

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Giroinfoto Magazine 09

S C O U T L O C AT I O N
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1 2 3
GEOGRAFIA PERIODO CONTENUTI
U.S.A. Permanente. Route 66
Arizona Centri culturali
Oatman Live performance

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13

4 5 6
FOTOGRAFIA NOTE SCOUTING
Fotografia Piccola città con sfondi Questa scout location
documentale, sreet. storici old west e e le fotografie sono
Mother road state realizzate nel
mese di Luglio2014
da Giancarlo Nitti.

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Oatman ieri
Un po' di storia

Nel 1863, il cercatore Johnny Moss scoprì l'oro nelle Black Mountains insediandosi in un punto strategico nella zona,
dandogli in un primo tempo il suo nome "Moss" e successivamente quello di Olive Oatman, la cui storia era ormai ben
nota per alcune vicende legate alla guerra con i Nativi.
Nel successivo mezzo secolo, l'industria mineraria si impoverì fino a quando la tecnologia non cambiò portando
nuovamente prosperità ad Oatman all'inizio del 20 ° secolo.
L'apertura della miniera di Tom Reed, seguita dalla scoperta di un ricco filone nella vicina proprietà della United Eastern
Mining Company nel 1915, portò una delle ultime corse all'oro del paese.
Il boom minerario del 1915-17 diede ad Oatman la fama di una tra le maggiori miniere di oro del West americano.
Nel 1921, un incendio distrusse molti degli edifici di Oatman risparmiando l'Oatman Hotel.

Il 1924 si chiusero definitivamente le operazioni di estrazione avendo prodotto 13.600.000 dollari di oro al valore di
mercato dei tempi controllato dal governo di 20 dollari l'oncia;

Poco tempo dopo, negli anni '30 Oatman ebbe la fortuna di essere "toccata" dalla costruzione della trafficata Route
66 ma anche questo fiorente periodo terminò in fretta poiché la città fu completamente aggirata nel 1953, quando fu
costruita una nuova rotta tra Kingman e Needles.
Negli anni '60, Oatman fu quasi abbandonato.

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Giancarlo Nitti photography


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Oatman oggi
LA RINASCITA

Negli ultimi anni, Oatman ha subito una sorta di rinascita del turismo, grazie al fiorente interesse mondiale per la Route
66 e alla crescita esplosiva della vicina città di Laughlin, in Nevada, che promuove visite alla città.
Le attrazioni più famose di Oatman sono i suoi burros selvatici, che vagano liberamente per le strade della città e
possono essere avvicinati offrendogli cubetti di fieno noti come "burro chow" facilmente reperibili in praticamente tutti i
negozi della città.
I burros discendono dagli animali da soma sparsi dai cercatori iniziali e sono protetti dal Dipartimento degli Interni degli
Stati Uniti.
Nei periodi turistici e i fine settimana a Oatman si svolgono diverse attività, dai classici rally automobilistici alle finte
sparatorie "Wild West" proprio nel mezzo della vecchia Route 66.
Nel periodo dell'Indipendence Day, in paese si svolge una curiosa gara nota come Oatman Egg Fry, dove i partecipanti
provano a cucinare un uovo sul marciapiede con l'aiuto di dispositivi solari.
Molto curioso il bar e ristorante dell'Oatman Hotel che i turisti hanno tappezzato di banconote da un dollaro autografate
sulle pareti e sul soffitto.

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La Storia di

Olive Oatman
Nel 1851, la quattordicienne Olive Oatman e
la sua famiglia si misero in viaggio dall’Illinois
per trasferirsi in California, ma lungo il tragit-
to la famiglia si smarrì trovandosi nei territori
dell'Arizona dove vennero assaliti e annientati
dai nativi indiani Yavapai.
Le uniche superstiti, grazie alle usanze della
tribù, che risparmiava le ragazze, furono Olive e
sua sorella Mary Ann di soli sette anni.
Le due sorelle furono schiavizzate dagli Yava-
pai per poi essere cedute alla tribù dei Mohave.

Nella tribù vennero marchiate tatuandole con la


polvere di terra blu.
Mary Ann morì di fame, durante una grave sic-
cità che decimò i nativi, e Olive continuò a vive-
re con i Mohave, integrandosi fra di loro e spo-
sando uno di loro avendo due figli.

Nel1856 un drappello militare ritrovò Olive e la


ricondusse costringendola nella civiltà in cui
non era più abituata.
Morì per un attacco di cuore il 20 marzo 1903.

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A cura di Simone Ladisa

Ogni anno, alla fine di Agosto, una grande


manifestazione accende le strade del quartiere di
Harajuku. Nel pieno centro di Tokyo, accanto ad
Omotesando, si tiene il festival “Super Yosakoi”.

In occasione del matsuri del Tempio Meiji, che


si trova immerso nel parco Yoyogi, si tengono i
festeggiamenti, con banchetti di cibo e giochi.

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Simone Ladisa photography

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TOKYO, variopinte e coordinate da un’invisibile regia.


Vengono poi allestiti dei palchi su cui si svolge ap- La musica carica i ballerini, richiama il cuore del
punto il Super Yosakoi. pubblico, e fonde tutti partecipanti in un flusso rit-
Lo Yosakoi è una danza di gruppo caratterizzata da mico che sincronizza anche i respiri.
uno stile tradizionale, combinato a musica e ritmi
moderni.
Il Super Yosakoi è una esibizione che vede parteci-
pare gruppi provenienti da tutto il Giappone.
Le performance si susseguono senza pause per due
giorni, a rotazione su vari palchi.
Il palco principale si trova all’ingresso del parco Yo-
yogi, qui è presente anche la televisione per ripren-
de l’evento.

Ci sono poi due palchi secondari: il primo è verso


l’ingresso del tempio Meiji, mentre il secondo si tro-
va vicino alla struttura dello Yoyogi National Gym-
nasium.
Ho seguito questa manifestazione fin dall’edizione
del 2009 e mi ha sempre affascinato ed emoziona-
to.
La passione con cui i ballerini partecipano è gran-
dissima.
Esibizioni piene di energia, con coreografie che me-
scolano in maniera perfetta una moderna dinamici-
tà, assieme ad un’atmosfera tradizionale.
I colori dei vestiti si muovono sul palco come onde

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Simone Ladisa photography

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Nel corso delle varie edizioni, ho avuto modo


di vedere gruppi formati da giovani atletici, con
coreografie moderne, e di grande pregio artisti-
co.
Gruppi formati da bambini, alcuni solo di splen-
dide signore di una certa età, raramente anche
di piccole comunità straniere insediate in Giap-
pone, come gruppi coreani o africani.

Lo spirito invece è sempre lo stesso, ogni grup-


po presenta la sua esibizione, frutto di sforzi e
allenamenti dei mesi precedenti, con la con-
sueta allegria ed energia.
Ed è proprio lo spirito che anima questi ballerini
che mi ha fatto innamorare di questa manife-
stazione, catturando la mia attenzione e quella
del mio obiettivo fotografico.
Ho sempre cercato di rappresentare una parte
di quello spirito che traspare dai volti dei bal-
lerini.
Sguardi orgogliosi della loro tradizione, sorrisi
soddisfatti per quello che si inscena, e movi-
menti tipici della tradizione giapponese.

Vitalità e colori sono ingredienti con il quale i


danzatori stregano l’occhio dello spettatore.

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Simone Ladisa photography

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Pur assistendo ad uno spettacolo eccezionale, foto-
graficamente questa manifestazione presenta nume-
rose difficoltà ed insidie.

Sarebbe facile ridurre tutto ai normali problemi di foto-


grafare all’aperto: alcune volte la pioggia ha ostacolato
la realizzazione di buoni scatti, altre volte il caldo sof-
focante e il sole estivo mi hanno procurato delle brutte
bruciature durante l’attesa.
Invece le difficoltà si concentrano sempre nel riuscire
ad isolare i soggetti dai numerosi elementi di disturbo
che circondano il palco.

Impalcature, riflettori, pubblico. In una manifestazione


di questo tipo, che coinvolge più di 5000 ballerini, ad-
detti ai lavori, un pubblico numeroso, diventa di estre-
ma difficoltà cogliere le angolature giuste e isolare il
vero cuore dello spettacolo.
Più volte si deve sacrificare il proprio posto, con una
buona visuale e ottenuto con ore di attesa, solamen-
te per poter cambiare angolazione rispetto al palco ed
evitare la monotonia nell’inquadratura.
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Il Super Yosakoi per me non è solo una splendida


occasione per fotografare, ma un evento che mi
piace vivere come spettatore.

Assistere alla parata di tutti i gruppi nella strada


principale, muovermi da palco a palco cercando i
miei gruppi preferiti, girare tra i banchetti assapo-
rando ottime okonomiyaki o dolcetti di vari tipi.

Una regola d’oro per realizzare un buon reporta-


ge è quella di vivere intensamente il posto, l’even-
to, e le persone.
Con il Super Yosakoi è stato sempre facile le-
garmi a quelle atmosfere, grazie al fascino e alla
bellezza di uno spettacolo superbo.

SIMONE LADISA

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PERÙ
DIARIO DI VIAGGIO
A cura di Lela Poleggi

Luglio 2011
Partiamo per il nostro primo viaggio in Sudamerica.
Ci aggreghiamo ad un gruppo organizzato incontrando altri
viaggiatori all'aeroporto di Lima, dopo aver volato con Iberia
con scalo a Madrid.

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PERÙ
La prima impressione è buona: abbiamo
Lima ,

prima tappa, la capitale... umidità all'85%,


tutti le scarpe da trekking indosso ed sembra sempre che spioviggini!
un abbigliamento consono all'itinerario
(traducendo: non ci sono 'fighetti'). Fenomeno che qui chiamano 'garua', è la
reazione dell'acqua del mare che a contatto
E così... eccoci qui dall'altra parte del con la terra evapora e ristagna qui perchè
mondo a 11.000 km da casa, finalmente in non riesce a superare le Ande che si
questo Sudamerica che da sempre manca trovano poco più in là.
fra le mete dei nostri viaggi.
Siamo divisi in tre alberghi diversi a I peruviani consigliano di vestirsi bene per
seconda della categoria prescelta, con la forte escursione termica.
noi nella 'standard' ci sono una coppia Visitiamo il centro di Lima, con la città
di romani, una coppia di cremonesi in completamente immersa nella nebbia:
viaggio di nozze, una neurologa milanese e Plaza de Armas, Catedral, Convento di San
mamma e figlio napoletani. Francisco, il Parco dell'Amore a Miraflores
ispirato al Parco Gaudì di Barcellona... il
Nella categoria 'economica' due trevigiane resto del gruppo pranza a base di pesce,
e una coppia di siciliani in viaggio di noi preferiamo passare il pomeriggio da soli
nozze, nella categoria 'lusso' una coppia di e andare al Larcomar, poi raggiungiamo
marchigiani anche loro in viaggio di nozze. la spiaggia dei surfisti, Playa Costa Verde
anche detta Waikiki.
Primo consiglio: evitare la 'lusso' che
propone hotels sempre al di fuori dei centri Ci viene proposto di surfare... con la
e un po' spersonalizzati, la 'standard' ci garua??
pare perfetta con sistemazioni sempre
vicinissime alla piazza, ma potete No grazie...
tranquillamente anche optare per la
'economica'.

Siamo in totale 15 e resteremo insieme per


i primi nove giorni di viaggio.

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Prendiamo un taxi per andare a vedere le Con un breve volo da Lima arriviamo a
fontane illuminate al Circuito Magico del Cuzco
Agua, ma le troviamo spente (scopriamo che sorvolando le Ande... che belle!!!
il martedì è giorno di riposo delle fontane), Alloggiamo all'hotel Ruinas, stanno
così passiamo per lo Stadio e ci facciamo ristrutturando il palazzo a fianco, la speranza
lasciare dal tassista a Plaza San Martin. è che verso sera interrompano i lavori!
Facciamo 'un paio di vasche' tra San Martin Stanza senza finestre ma con una vetrata
e Plaza de Armas come fossimo veri abitanti scorrevole che si apre sul patio interno,
di questa città. staremo qui quattro notti.
In taxi raggiungiamo Barranco, quartiere
periferico di Lima per vedere il Ponte dei Abbiamo la giornata libera, dovrebbe servirci
Sospiri. per acclimatarci dati i 3400 metri di altezza.
Lì cerchiamo il ristornate Hornitino, Ne approfittiamo per passare la mattina alla
suggerito dalla Lonely Planet e troviamo parata militare, per pranzare in piazza, per
al suo posto 'Il Romano'... così ceniamo salire fino a San Cristobal e a San Blas,
da tale Alessandro di Trastevere, penne visitiamo la chiesa con il pulpito barocco
all'arrabbiata, focaccia, Merlot del Veneto, intagliato nel legno e l'altare completamente
caffè Lavazza e 'pisco' (un po' di sudamerica rivestito di foglie d'oro. Scendiamo per Calla
ci vuole). San Blas, sosta fotografica alla pietra dai 12
A fine cena Alessandro si preoccupa di angoli incastrata nel muro inka. Passiamo
metterci su un taxi affidabile e rientriamo dal mercato centrale e per finire ceniamo al
all'hotel (La Hacienda). San Tomas... siamo acclimatati...

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Lela Poleggi photography

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51

PERÙ Giornata
di escursione
insieme al gruppo
nel Valle Sagrado, intorno a Cuzco (che
qui chiamano Cosco).
Partiamo puntualissimi di primo
mattino, tanto a quest'altezza non
si dorme e all'alba siamo sempre
tutti sveglissimi.
Saliamo con la guida Alvaro (ottima gui-
da) ad un punto di avvistamento dei
ghiacciai a 3700 mt.
Proseguiamo fino a Chinchero
dove assistiamo alla lavora-
zione dei tessuti.
Sosta fotografica per una
panoramica dall'alto della
Valle Sacra e per vedere il
Monte Chicon.
Arriviamo ad Ollantaytambo e vi-
sitiamo le antiche rovine, 'quasi'
tutti saliamo i 300 gradini che portano al
Tempio del Sole... qualcuno rinuncia
per la troppa fatica...

Pranziamo ad Urubamba, ottimo buffet in


una Hacienda proprio in riva al fiume.
Seguiamo il corso del fiume fino a Pisac
dove si trova il mercato più grande della
regione, visitiamo il forno per il pane e
passeggiamo per la piazza.

Festa grande oggi!


per l'Indipendenza
del Perù

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52

Rientrati a Lima salutiamo il gruppo e andiamo allo


spettacolo di danza folkloristiche Peruviane al Tea-
tro Cosco, che è strapieno e rischiamo addirittura di
non riusscire ad entrare!! tutto il pubblico è in piedi
per cantare l'Inno nazionale con la mano destra sul
cuore!
E' di nuovo ora di andare a letto, è di nuovo ora di
tentare l'impresa di dormire ma si fa davvero fatica
con tutto il matè di coca che stiamo bevendo...

Nuovo giorno. Per il pranzo la compagnia come al solito


Partiamo con Alvaro appena rientrato si divide, noi decidiamo per un ristorantino
dal suo jogging mattutino e andiamo a nella piazzetta vicina a Plaza de Armas.
Sacsayhuaman, c'è chi si esibisce in foto
ricordo con autoscatto, corsa per mettersi in Ci ritroviamo alla Catedral per partire di nuo-
posa e 20 minuti per riprendersi dalla cor- vo in escursione.
sa... l'altezza fa brutti scherzi! Saliamo sulla 'furgoneta' e andiamo a Moray
Seconda sosta a Pukapukara, terza sosta a per vedere i terrazzamenti circolari infossati
Q'enko, quarta sosta al Cristo Blanco. nel terreno.
Torniamo a Cuzco e visitiamo la chiesa di Seconda tappa a Le Salinas de Maras, i de-
Santo Domingo, la Catedral e il sito Inca di positi di sale, dove ci rifocilliamo con banane
Qoricancha. e fave secche.
Ci sdraiamo tutti sul prato per un meritato
relax e i giardinieri fanno partire gli annaffia- Rientriamo a Cuzco in serata.
toi... bagnati tutti... chi più chi meno!

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Finalmente
Macchu
Picchu ,

Partiamo all'alba, in furgoneta fino alla


stazione di Poroy, tre ore di treno fino ad
Aguas Calientas con panorama fantastico
durante il tragitto, mezz'ora di bus per
arrivare in cima alla montagna, ultimo tratto
a piedi fino al punto più alto del sito ed
eccola... davanti a noi... Macchu Picchu!!

Emozionante!!
Ci sdraiamo tutti sull'erba per goderci il
momento...
Poi da bravi scolaretti seguiamo Alvaro
per oltre due ore in mezzo alle rovine della
città, ma non credo che nessuno ascolti
granchè di quello che dice... siamo tutti
molto più interessati a guardarci intorno e a
scattare foto!
Fa caldissimo, ci sono tanti scalini... e c'è
una strana energia che ti fa pendere di quà
e di là...
Dopo la visita e dopo i timbri di rito sul
passaporto riprendiamo il bus per Aguas
Calientes e pranziamo.
Le tre ore e mezzo di treno per ritornare
a Cuzco volano via, tra partite a carte,
sfilate di moda organizzate dalle ferrovie
peruviane e cruciverba.

Rientriamo in hotel e sono quasi le nove di


sera... ora di cenare da Don Carlos!
Record! Stanotte riusciamo a dormire ben 5
ore e mezzo!!

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Oggi, trasferimento in pullman a Puno. Alloggiamo alla Casa Andina Tikarani, in stanza
Prima sosta al forno, l'autista ci offre pane dolce all'arrivo c'è il gelo, poi per fortuna il riscalda-
e matè di coca. mento comincia a funzionare.
Seconda sosta alla chiesa di Andahuayillas e
poi alle rovine di Laqchi. Ceniamo al Mosya... attesa infinita...
Pranziamo prestissimo, intorno alle 11 e pro-
seguiamo per il passo di Abra la Raya a 4327
mslm.
Continuiamo a bere matè, ci fermiamo al museo
di Pukara, anche se quelli del nostro gruppo
preferiscono godersi la piazzetta del paese.

Superata la bruttissima città di Juliaca arriviamo


finalmente a Puno.
Alla fermata del bus ci aspetta il referente del
Tour Operator e insieme a lui decidiamo di
estendere la nostra visita in programma domani
alle isole degli Uros: andremo anche a Taquile...
così la durata dell'escursione passa da tre ore
a dieci... come al solito la sveglia sarà prima
dell'alba (meglio tanto nessuno di noi dorme di
notte!).

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58

Titicaca
Giornata stupenda sul Lago Titicaca!

Partiamo dall'hotel prestissimo e andiamo


al porto, incontriamo la nostra guida Mauro
e ci imbarchiamo per le isole degli Uros, le
isole di paglia.
Sbarchiamo su una delle isole galleggianti
per conoscere usi e costumi delle famiglie
che ci abitano, saliamo su una delle loro
barche a remi e navighiamo sul lago
per raggiungere l'isola 'capitale' dove a
qualcuno viene gentilmente chiesto di fare
attenzione con la sigaretta.
Proseguiamo con la barca a motore fino
a Taquile dove approdiamo intorno a
mezzogiorno.
Camminiamo in salita per una mezz'ora
per raggiungere la piazza (a 3800 metri
di altezza i muscoli bruciano un po'... una
signora del gruppo ha bisogno di un po'
di erbetta raccolta da Mauro per riuscire a
salire...).
E' il primo agosto: oggi qui si festeggia il
Capodanno Peruviano!
Nel pomeriggio rientriamo a Puno in barca.
Lasciamo il gruppo e visitiamo le due
piazze della città.
Fa freddissimo e andiamo a letto presto
perchè con questa temperatura non si
riesce a passeggiare, domani sveglia
prestissimo... tanto sappiamo già che non
dormiremo!

Una chicca imparata oggi a Taquile... chi ha


in testa un cappellino bianco con le righe e
il ponpon di colore rosso non è sposato...

Giroinfoto Magazine nr. 28


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Giroinfoto Magazine nr. 28


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Lungo viaggio in pullman fino ad Arequipa. Con una nuova guida saliamo ad un Mira-
Panorami bellissimi, da documentario! dor per vedere i ghiacciai e i tre vulcani che
circondano la città.
Vediamo i fenicotteri a Puente Canuna, ci Visitiamo la chiesa di San Miguel Arcangel, il
fermiamo al Mirador Alto Lagunillas a 4413 Monastrero di Santa Catalina, dove la nostra
mslm, valichiamo un altro passo a 4528... guida ci abbandona nelle mani di un'altra
(secondo la Lonely Planet c'è anche un pas- guida che ci definisce 'un caso'.
so a 4900 mslm, ma nessun cartello confer- Andiamo al museo della Mummia Juanita,
ma la cosa anche se le nostre teste un po' dove un'altra guida ancora ci racconta la
confuse farebbero propendere per il si...). storia di Juanita... molto appassionante sia
Ci fermiamo anche al Mirador Carlitos, 4300 la storia della giovane sia il continuo cambio
mslm con splendida vista sul vulcano, sosta di guide che ci capita oggi. Ricompare la pri-
ad un banos gestito da campesinos, attra- ma guida e con lei andiamo alla Iglesia de la
versiamo il Parco Nazionale 'zona de vucu- Compania, in Plaza de Armas e alla Catedral
nas' dove vivono le vigogne.
E' già sera quando arriamo in hotel, La Mai-
Arriviamo ad Arequipa e pranziamo tutti son d'Elise.
insieme al ristorante Sol y Mayo, menù fisso,
buon pranzo, cincillà compresi ben impanati E' stata una giornata piena... di km, di guide
ed arrostiti nei piatti, forse un po' pesante o e... di cibo!!!
forse siamo un pochino stanchi per il lungo
viaggio.

Giroinfoto Magazine nr. 28


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Pensiero del mattino: che bello svegliarsi ai mo liberi fino alle 10, di sicuro fino a quell'o-
piedi del vulcano Mitsi (e speriamo che non ra non si vola! Infatti molto molto ma molto
erutti proprio adesso). prima delle 10... mentre siamo tutti in giro in
Partiamo con destinazione Nasca, 12 ore di ordine sparso per il mercato incontro Luis
viaggio. (il nostro autista) che mi dice di rintracciare
Panorama superlativo anche oggi, deserto di tutti: si parte subito per l'aeroporto dove ci
pietra, deserto di sabbia, con qualche punto aspettano già per registrarci e per pesarci. Io
di rifornimento ogni tanto e anche qualche vengo pesata ben due volte... la prima senza
verde vallata. Canon, la seconda con... in base al peso ve-
Passiamo Puente Camana e ci fermiamo al niamo distribuiti sui vari velivoli e partiamo...
delta del fiume. Bello il sorvolo delle linee... e il mio stomaco
Attraversiamo il paesino di La Planchada quasi quasi ce la fa... bastava resistere altri
con la sua baia piena di barche per la pesca tre minuti!
delle aringhe. Riceviamo tutti il certificato che notifica il
Pranziamo a Chala... 560 km e siamo a Na- sorvolo.
sca, alloggiamo alla Casa Andina.

Nessuno di noi ha capito come verrà orga-


nizzato il sorvolo delle linee di Nasca domat-
tina... l'orario è ancora tabù... dipende dal
meteo e da quanto pesiamo.
Dopo cena ci comunicano che domattina sia-

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Partiamo per Ica, con soste alla Cara de paese stupendo... come la sua gente.
Incas e a Huacachica, mangiamo un panino Cuzco bellissima, Macchu Picchu emozio-
e proseguiamo per Paracas. nante, come pure il Lago Titicaca con le sue
isole di paglia... bello il sorvolo delle linee di
Arriviamo all'hotel La Hacienda Bahia Para-
cas giusto in tempo per godere di uno splen- Nasca e fantastica l'escursione alle Balle-
dido tramonto sul mare. stas...
Bellissime isole Ballestas! Pellicani, cormo-
rani, sule, pulcinella di mare... leoni marini, Ci imbarchiamo sul vola Taca/Aerogal con
pinguini, delfini... il Candelabro... tutto fanta- destino...
stico! Quito, Ecuador e fra qualceh giorno isole
Galapagos...
Lasciate le Ballestas viaggiamo per circa
tre ore con Luis, facciamo una sosta in una Eh già... mica torniamo a casa ehhh?
chicharroneria e infine arriviamo a Lima, di
nuovo all' hotel La Hacienda.
Facciamo da bravi turisti un po' di shopping
al Larcomar, aperitivo con pisco sour e cena Lela Poleggi
al ristorante argentino... dopo cena, ultima
camminata- shopping per finire di spendere
i soles
Dopo 13 giorni di viaggio lasciamo questo

Giroinfoto Magazine nr. 28


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Giroinfoto Magazine nr. 28


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FOTOGRAFIA
IL VALORE DELLA CRITICA
SOCIAL E DINTORNI

Generalmente le critiche sono


essenziali per una crescita profes-
sionale, ma spesso si fa fatica ad
accettarle o non le tolleriamo.

Sprattutto nel mondo "social" espo-


niamo il nostro lavoro con la prete-
sa di ricevere solo consensi anche
se siamo consapevoli (o peggio,
non consapevoli) che la qualità
rasenta la mediocrità.

Giroinfoto Magazine nr. 28


65

Questa fotografia
NON MI PIACE

Quante volte hai ricevuto critiche di ogni


genere sulle fotografie che pubblichi.

Bene, allora fai parte della grande, forse


troppo grande, famiglia dei "postatori" di
fotografie sui social.

Le critiche sono inevitabili, fanno parte del


percorso di ogni attività, comprese le critiche
ingiuste, da persone che non hanno alcuna
competenza ma anche da persone che
decidono di regalare una critica costruttiva
derivata da una comprovata esperienza e
professionalità.

Quindi mettiamo in chiaro alcuni punti:

Se si sceglie di essere fotografi bisogna


mettere in conto che il nostro lavoro non può
piacere a tutti.

Se si sceglie di pubblicare ci si espone al


giudizio del pubblico, quindi impariamo
anche a valutarlo realisticamente e ad
estrarne il buono e farne tesoro.

MA SOPRATTUTTO
Siate onesti con voi stessi e siate
consapevoli della qualità del vostro lavoro e
questo lo capirete solamente accettando le
critiche.

Giroinfoto Magazine nr. 28


66

MA CHI DICE CHE


NON MI PIACE
Se non tolleri le critiche, non fare il
fotografo.

Nel mondo della professione di fotografo è una


battaglia senza fine.

Ci sono lavori a cui dedichi intere settimane e una


volta presentati vengono scartati e annientati in una
manciata di secondi, magari da persone e clienti che
della fotografia nemmeno ne conoscono la parola.

Sui social succede l'identica cosa, solo che di


incompetenti e improvvisati ne è pieno ed il rischio
di ricevere critiche inutili o apparentemente utili è
decisamente maggiore.

In questi ultimi anni, abbiamo visto persone


iniziare a pubblicare scempi fotografici e paciocchi
di post-produzione ed in poco tempo, nel giro di
qualche mese, aprirsi una pagina social fregiandosi
"fotografo", poi costituire un gruppo con migliaia
di iscritti, diventare "guru" con semplici pillole
tecniche scopiazzate per il web ed iniziare a proporre
addirittura corsi e workshop.

Queste sono le persone da evitare e che purtroppo


popolano almeno il 70% dell'ambiente fotografico
proiettato sui social.

La cosa da fare assolutamente quando ricevete una


critica, anche quando sembra costruttiva è verificare
"da che pulpito" deriva, approfondendo il suo
background professionale.

ACCETTATE QUALUNQUE TIPO DI CRITICA,


LA VOSTRA INTELLIGENZA PROVVEDERÀ A
SELEZIONARLE E A FARNE TESORO.

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67

COME COMPORTARSI
CON LE CRITICHE

Quando si pubblica uno scatto, non possiamo decidere


noi i parametri di giudizio.
Ci esponiamo in un ambiente scoperto dove ognuno
può dire la sua indipendentemente dalla competenza o
intelligenza di chi decide di criticarci.

Succede spesso che si pubblichi un bellissimo lavoro di


reportage sportivo trovandosi commenti del tipo “la luce
è sbagliata” oppure “guarda che è mossa“… è eviden-
te che chi ha scritto quei commenti non ha nemmeno
l'idea di cosa voglia dire reportage e magari non si è
nemmeno preoccupato di leggere la descrizione del
post.
Ma se volessimo evitare questi soggetti ci sarebbe solo
un modo, quello di non pubblicare.

I social sono una replica esatta del mondo reale che


viviamo ogni giorno, quindi accettiamo le persone che
criticheranno per partito preso o per frustrazione ma
cerchiamo le critiche che faranno in modo di farci cre-
scere.

VALUTA OGNI CRITICA


CRITICHE UTILI
Non è facile, ma se riuscirai a vederne il buono in alcu-
ne di esse, saranno quelle che ti porteranno a crescere
migliorando la qualità del tuo lavoro.

CRITICHE INUTILI
Anche se hanno un senso di verità e tecnicamente
giuste ma sono fuori contesto serviranno a raddrizzare
il tiro sul tuo pubblico.

CRITICHE SCORRETTE
Saranno molte e non lasciarti ingannare da falsi guru.
Vanno serenamente ignorate e serviranno ad eliminare
la parte di pubblico che non ti interessa.

Giroinfoto Magazine nr. 28


68

LA CRITICA
FA CRESCERE
Spesso succede che le critiche rivolte al nostro
lavoro siano dirette più a noi stessi sentendoci offesi
nella professione e nell'orgoglio.

Questo è perchè nell'ambiente dei social, sovente,


molti commenti negativi vengono esposti solo per
invidia e per superiorità, ignorando il valore della
critica costruttiva.

In questi casi è ovvio che, a fronte di quanto già


detto, sono commenti a cui non dobbiamo dare peso
una volta valutati razionalmente.

Se ad una persona non piace la tua foto o trova


alcuni difetti, sta criticando il tuo lavoro e non la tua
persona e non c'è motivo di offendersi.

Ora facciamoci una domanda.


Nel corso degli anni abbiamo mai fatto una
fotografia od un lavoro di post-produzione che a
distanza di anni ci siamo detti:
CHE SCHIFO!

Pensiamo tutti.
Ecco il classico esempio che dimostra che con
le auto-critiche abbiamo migliorato la qualità del
nostro lavoro, perche oggi siamo meglio di ieri.

Siamo cresciuti professionalmente grazie alla nostra


autocritica, pensate ora quale tesoro si nasconde
nelle critiche degli altri.

Le critiche fanno parte del gioco, chi non le accetta


rimane in stallo e non cresce, pensate che alcuni
artisti tra cui anche fotografi pagano persone per
criticare le proprie opere...
Saranno matti?

No, sono professionisti.

Giroinfoto Magazine nr. 28


69

LA CRITICA
NELLA
PROFESSIONE
Solitamente quando si riceve un incarico da un
cliente nell'ambito professionale della fotografia, ci si
presenta con diverse soluzioni ed alternative.

Spesso capita che tutte le opzioni proposte al vaglio


del cliente siano valide e che lo stesso entri in
confusione nella scelta.
Ecco che la critica diventa fondamentale per cercare
la proposta migliore e la dobbiamo fare noi.

Fino a quando non viene deliberata una scelta non ci


sarà un esecutivo, quindi il lavoro si fermerebbe.

Quale modo migliore, per perfezionare il nostro


lavoro è di massacrare di critiche le nostre opere?

Ecco che in questo caso potrebbe venire utile


esporlo alla mercè di chiunque per darci una mano
ad escludere le opzioni per farne uscire quella buona.

Gli scontri con noi stessi, con i clienti e i team


per la scelta dell'esecutivo, dalle critiche a volte
anche aspre ai “no” definitivi deriva una grande
conseguenza:

La crescita professionale e l'aumento degli standard


qualitativi.
Ogni volta sempre di più.

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70

VANNES
B R E T A G N E
Una città medievale affacciata sul golfo di
Morbihan, nella regione omonima.
Considerata una delle più belle cittadine della
Bretagna è inglobata nelle sue antiche mura di
cinta abbellite da giardini esterni.

A CURA DI GIANCARLO NITTI

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71

Giancarlo Nitti photography

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72

VANNES
GIARDINI E FORTEZZE
Vannes o in lingua bretone Gwened è un comune francese di
circa 55.000 abitanti situato nel dipartimento del Morbihan nella
regione della Bretagna.
Gli abitanti vengono chiameti Vannetais dal nome del popolo cel-
tico della Gallia les Vénètes, nominato da Giulio Cesare nei suoi
diari sulle guerre galliche come popolo ribelle all'Impero Roma-
no.

Alcuni storici legano l'omonimia con la civiltà Veneta Italiana, an-


che se non ce nè la certezza.

Vannes è il capoluogo del dipartimento di Morbihan ed è affac-


ciata su un grande golfo chiuso da un'imboccatura circondata da
42 isolette.
Morbihan in bretone significa "piccolo mare" e favorisce un clima
temperato simile a quello del Mar Mediterraneo ma con forti cor-
renti di marea.

VANNES

Giroinfoto Magazine nr. 28


73

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74

Residenza dei duca di Bretagna, Vannes vanta i bastioni medievali tra i


meglio conservati della Francia che danno vita ad una suggestiva visuale
attraverso la Garenne, un percorso che li costeggia contornato da splendidi
giardini e lavatoi.

Entrando dalla seicentesca porta Saint-Vincent, creata per collegare il porto


al centro storico, ci si imbatte in vecchi palazzi privati e case a graticcio.
Percorrendo il centro si incontra la famosa cattedrale di Saint-Pierre,
costruita nel XV secolo e modificata fino alla fine del XIX secolo ed ospita la
tomba di San Vincent Ferrier, patrono della città.

Interessante è il Museo di Storia e Archeologia di Château Gaillard, un


palazzo privato risalente all'inizio del XV secolo. Vale anche la pena di
visitare il Museo di Belle Arti, che presenta bellissime collezioni legate al
patrimonio bretone, situato nella Cohue, un antico salone medievale e il
quartiere di Saint-Patern, la parte più antica della città.

Vannes è un punto di partenza ideale per esplorare il Golfo di Morbihan con


una gita in barca per visitare alcune isole caratteristiche come Arz, l' île aux
Moines, Houat e Hoëdic.

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77

Cathédrale
Saint-Pierre de Vannes

Tutto il centro medievale della città si sviluppa


intorno a questa imponente cattedrale in stile gotico,
vera e propria sintesi architetturale dell’intera storia
religiosa bretone.

Con i suoi 110 m di lunghezza è la più grande


cattedrale della Bretagna.

La boulangerie
Sono molto caratteristiche le "panetterie" del luogo
dove si possono trovare ottimi e stuzzicanti pasti in
stile bretone.

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80

RIEPILOGANDO...
DA NON PERDERE
Il quartiere Saint-Patern,
I bastioni, con le sue graziose case a graticcio ed in
splendide muraglie che costeggiano in gran particolare la chiesa Saint-Patern;
parte il fiume della Marle. I fossati sono arricchiti Château-Gaillard,
da ampi e deliziosi giardini alla francese e da museo di Storia ed Archeologia, installato
splendidi lavatoi del 19^ secolo, come il lavatoio nell’antico palazzo del Parlamento bretone è
della Garenne. dedicato alla storia del Morbihan.
La Cattedrale Saint-Pierre,
Imponente cattedrale in stile gotico, vera e
propria sintesi architetturale dell’intera storia
religiosa bretone.
La Porta Saint-Vincent,
costruita per facilitare il commercio tra il porto e il
quartiere storico.
Il porto,
Un punto strategico per il commercio marittimo
fino al 19^ secolo. Oggi non accoglie che battelli
turistici ed è un luogo di celebrazion.

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VILLAGGIO
DALIT
A cura di Enea Discepoli

Giroinfoto Magazine nr. 28


84

Paria o dalit dalla traduzione "oppressi, sono definiti i fuori casta o 5ª


casta nel sistema sociale e religioso induista, includendo anche gli
aborigeni indiani e gli stranieri.

Dalit sono costituiti da vari gruppi in tutta l'Asia meridionale. Parlano


una varietà di lingue e praticano varie religioni. Dalit formano il 16,6%
della popolazione indiana secondo il censimento del 2011.

R aggiungiamo il villaggio Dalit di Thirunalkondacheri su


indicazione di un docente dell’università di Pondi, ma ,mi dicono che
sarà molto difficile oltrepassare il cordone di sicurezza della polizia
perché qualche giorno fa sono successi dei disordini per il funerale di
un loro vecchio capovillaggio.

La polizia chiamata da un gruppo di alta casta che volevano impedire


il corteo funebre passasse per il loro villaggio.

Infatti superare i vari posti di blocco della polizia fu abbastanza


difficile ma la nostra pelle chiara e la determinazione espressa ci
fecero da lasciapassare.

Giroinfoto Magazine nr. 28


85

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86

Il villaggio seminascosto dalla vegetazione è composto da un'unica


via su cui si affacciano misere capanne ai margini di risaie e
sterpaglie, silenzio e nessuno per la stradina di terra battuta.

Le capanne di terra e tetti di foglie di palma sembravano


abbandonate, ma presto dei bambini incuriositi si affacciarono dalle
capanne, poi le madri e infine qualche uomo.

La nostra guida rispose alle domande degli uomini:

Chi sono questi stranieri?

Cosa vogliono?

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89

Enea Discepoli photography

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90

Avevamo avuto l’incarico da un docente della facol-


tà di giornalismo di una ricognizione fotografica del
villaggio che tanto aveva fatto parlare per la que-
stione del funerale.

La tensione si sciolse all’istante, la stradina si ani-


mò di uomini e donne che volevano raccontare la
loro storia e spiegarci come gli altacasta del villag-
gio vicino gli imponessero le leggi ancestrali delle
caste, di come sono segregati e volessero impedire
loro di svolgere lavori dignitosi che non siano la pu-
lizia delle strade e delle discariche.

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VILLAGGIO
DALIT
Ci portarono a visitare le loro capanne, i luoghi
dove cucinano e noto le precarie condizioni di
vita, noto anche la grande dignità e pulizia di
questi luoghi, le capanne hanno un non so che
di grazioso, le soluzioni di costruzione sono
semplici e funzionali, noto anche un focolare
adibito a cucina in terra cruda che mi riporta
ad antiche memorie, notai anche i disegni con
polvere bianca che ornano alcune capanne,
sono simboli magici contro il malocchio, è
febbraio e fa molto caldo ma le grandi palme
da cocco con le loro foglie smisurate creano un
ombra gradevole e una luce che stimola l’occhio
del fotografo, e per un attimo dimentico le
miserevoli condizione di queste persone e quella
povera armonia mi commuove.

Enea Discepoli

Giroinfoto Magazine nr. 28


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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO

in uscita il 20 Marzo 2018

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    Unità 9 - Esercizio Di Autoapprendimento
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  • CSQ 020 I Rev03 Istruzioni Per Le Aziende Richiedenti La Certificazione Uni en Iso 3834-2, 3 e 4 in Conformita' Allo Schema
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