GF31
GF31
com
HDR O TONEMAPPING
La differenza
N. 31 - 2018 | MAGGIO , Gienneci Studios Editoriale. [Link]
31
[Link]
MAGGIO 2018
3
la redazione | Giroinfoto Magazine
fotografare
e viaggiare
due passioni un’ unica esperienza
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Giancarlo Nitti
ANNO IV n. 31
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Giroinfoto ti risponde
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Paolo Buccheri Uno spazio dedicato alle vostre curiosità e domande.
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CAPI SERVIZIO
Luca Biolcati Rinaldi
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Redazione
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Redazione Diamo spazio a chi ama la fotografia e il viaggio,
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20 Maggio 2018
fotografare
Questa pubblicazione è ideata e realizzata da Gienneci
Studios Editoriale.
e v ia gg iare
Tutte le fotografie, informazioni, concetti, testi e le
grafiche sono di proprietà intellettuale della
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di copyright. Di tutti i contenuti è fatto divieto riprodurli un’ unica esperienza
o modificarli anche solo in parte se non da espressa e
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38 31
10
80
64
26
Indice
10 PLOUMANAC'H
Bretagna
Giroinfoto Scout Location
58
26 EUGENE SMITH
Pittsburgh
Ritratto di una città industriale
Redazionale
38 SACRA DI [Link]
Storie e leggende
A cura di Luca Biolcati e Giancarlo Nitti
58 HDR O TONEMAPPING
La differenza 92 FOTO EMOZIONI
Le foto scelte da Giroinfoto
Giroinfoto school Questo mese con:
64 IRAN
Popolo di emozioni
Mario Di Martino
Marco Mincarelli
A cura di Cinzia Marchi
80 PALERMO
Il Duomo
A cura paolo Buccheri
PUBBLICA
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I NOSTRI
NUMERI Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi Foto singole
sul magazine dagli utenti Reporters pubblicate
Maggio 2018
109 33 8 21 13 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
4% 77%
16% 0,5%
1,5%
91.935 8.288
1% Letture totali Copertura media
dalla prima uscita mensile dei post sui
social
Dove viene letto Giroinfoto magazine
VIAGGIA
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CONDIVIDI
FOTOGRAFA
PLOUMANAC'H
E il suo faro
BRETAGNA,
Un piccolo centro portuale, ma una delle più
famose località della Côte de Granit Rose,
la celebre costa sulla Manica della Bretagna
settentrionale con la caratteristica della
dominante rosa delle sue rocce.
Appartiene al distretto di Perros-Guirec, nel
dipartimento delle Côtes-d'Armor e nella
provincia storica del Trégor.
S C O U T L O C AT I O N
1 2 3
GEOGRAFIA PERIODO CONTENUTI
Europa Permanente. Panoramia
Francia Storico.
Bretagna
Perros-Guirec
4 5 6
FOTOGRAFIA NOTE SCOUTING
Fotografia Accesso libero Questa scout location
documentale, e le fotografie sono
Landscape. state realizzate nel
mese di Luglio 2014
da Giancarlo Nitti.
Faro di Ploumanac'h
Il faro di Ploumanac'h, conosciuto anche come faro di
Mean Ruz, nella Costa di Granito Rosa, fu realizzato
nel 1948 su progetto degli ingegneri Auffret e Dujardin
al posto di un faro preesistente del 1860.
Granito Rosa
Situati tra le spiagge di Trestraou e di Saint-Guirec, gli enormi ammassi di granito rosa di Ploumanac’h sono conosciuti
in tutto il mondo.
La loro origine risale a 300 milioni di anni fa e oggi si estendono su una superficie di più di 25 ettari formando uno
scenario grandioso.
Dichiarato patrimonio nazionale e proprietà del Conservatorio del litorale, l’Ente francese deputato alla salvaguardia
delle coste, questo sito, che accoglie ogni anno più di un milione di visitatori è sicuramente una tappa obbligata per gli
amanti dei panorami e dei fotografi appassionati di panoramia.
Questi disordinati ammassi rocciosi prendono forme interessanti ed alcuni sono anche nominati come il Cappello di
Napoleone, la Capanna degli Innamorati, il Fungo…
I più imponenti raggiungono un’altezza di più di venti metri.
Il Trekking
Un percorso mozzafiato
Nel 1907 è stato inaugurato il Sentiero dei Do-
ganieri che rappresenta il percorso ideale per
scoprire la Pointe de Ploumanac’h e i suoi sug-
gestivi blocchi scolpiti dalla natura.
Mean ruz
Ploumanac'h
Giroinfoto Magazine nr. 31
26
[Link], BOLOGNA,
16 MAGGIO – 16 SETTEMBRE 2018
via Speranza 42, Bologna
[Link]
Ingresso gratuito
Orari di apertura
Martedì - Domenica 10.00 - 19.00
PITTSBURGH
RITRATTO DI UNA CITTÀ INDUSTRIALE
W. Eugene Smith
PITTSBURGH
RITRATTO DI UNA CITTÀ INDUSTRIALE
PITTSBURGH
RITRATTO DI UNA CITTÀ INDUSTRIALE
La mostra
W. Eugene Smith, USA, 1918-1978
La mostra presenta nella Photogallery del Mast a Bologna Bambini che giocano tra Colwell Street e Pride Street, Hill District /
Children playing at Colwell and Pride Streets, Hill District, 1955-1957
circa 170 stampe vintage della collezione del Carnegie Mu- Stampa ai sali d’argento / gelatin silver print
seum of Art di Pittsburgh ed è curata da Urs Stahel. 34.61 x 23.18 cm
Gift of the Carnegie Library of Pittsburgh, Lorant Collection
© W. Eugene Smith / Magnum Photos
A cento anni dalla nascita di uno dei protagonisti della foto-
grafia mondiale, la mostra al MAST presenta una selezione
ricca e significativa del lavoro su Pittsburgh, che W. Eugene
Smith ha realizzato lasciandoci il ritratto grandioso e au-
tentico di questa dinamica città americana al culmine del
suo sviluppo economico e alcune delle immagini più pro-
fondamente umane nella storia della fotografia.
PITTSBURGH
RITRATTO DI UNA CITTÀ INDUSTRIALE
Come spiega Urs Stahel, “W. Eugene Smith lottava per scita dell’industria siderurgica e in particolare delle sue
rappresentare l’assoluto. acciaierie, che garantivano lavoro e attiravano operai
da tutto il mondo.
Ben lungi dall’accontentarsi di documentare il mondo,
voleva catturare, afferrare, almeno in alcune immagini, Smith rimase affascinato dalla città dell’acciaio, dai
niente di meno che l’essenza stessa della vita umana.” volti dei lavoratori, dalle sue strade, dalle fabbriche, da-
Il primo incarico che Smith accettò fu di realizzare in gli infiniti particolari e dalle contraddizioni del tessuto
un paio di mesi un centinaio di fotografie su Pittsburgh sociale, registrandoli meticolosamente per comporre il
per una pubblicazione celebrativa sul bicentenario del- ritratto di una città a tutto tondo.
la sua fondazione.
Questo semplice mandato si trasformò così in uno dei
La città era in pieno boom economico grazie alla cre- progetti più importanti della sua vita.
In circa tre anni realizzò instancabilmente 20.000 ne- cazione di un intero libro su Pittsburgh.
gativi, 2.000 masterprint e per tutta la vita cercò, sen-
za riuscirci mai completamente, di produrre il saggio La selezione di immagini esposta nella PhotoGallery
definitivo che avrebbe rivelato l’anima della città sen- del MAST offre un quadro intenso e rappresentativo
za lasciare fuori nulla, un’opera senza precedenti nella di questo progetto di cui lo stesso Smith, riconoscendo
storia della fotografia. le difficoltà incontrate nel comporre in un’unica opera i
Solo una piccola parte di questo lavoro venne cono- contrasti di una città così complessa, affermava:
sciuto dal grande pubblico, tramite il “Photography “Penso che il problema principale sia che non c’è fine
Annual” del 1959, l’unica rivista su cui Smith accettò ad un soggetto come Pittsburgh e non ci sia modo di
di pubblicare le sue foto perché gli garantì il controllo portarlo a compimento”.
assoluto sulle 36 pagine intitolate Labyrinthian Walk, La mostra è curata da Urs Stahel e organizzata dalla
rifiutando importanti offerte economiche da “Life”. Fondazione MAST in collaborazione con Carnegie Mu-
Il risultato non fu all’altezza delle aspettative di Smith, seum of Art, Pittsburgh, Pennsylvania.
che continuò per anni ad avere come priorità la pubbli- Comunicato stampa MAST Bologna
San
Michele
cra
A cura di Luca Biolcati Rinaldi
Giancarlo Nitti
Costruita tra il 983 e il 987 è diventata l'emblema monumentale della Regione Pienonte
con più di 100.000 visitatori all'anno.
L'Abbazia di San Michele della Chiusa, o comunemente chiamata "Sacra di San Michele
è un complesso architettonico arroccato sul Monte Pirchiano nel Comune di Sant'Am-
brogio di Torino.
Questo luogo, all'imbocco della Val di Susa, a circa 40 km dalla Città di Torino, ha ispi-
rato lo scrittore Umberto Eco per il best-seller Il nome della Rosa.
La Sacra racconta oltre mille anni di storia e leggende legate a un luogo meraviglioso
e denso di spiritualità, custodito in origine dai monaci benedettini e dopo quasi due
secoli di abbandono, dai padri rosminiani ancora oggi custodi dell'imponente Abbazia.
LE ORIGINI
Già in epoca romana esisteva un presidio milita- Gli stessi angeli avrebbero infine consacrato la
re che vigilava sulla Via Cozia verso le Gallie. cappella, che di notte fu vista dalla popolazione
come "avvolta" da un grande fuoco.
Il presidio romano fu poi utilizzato dai Longo-
bardi, a guardia delle invasioni dei Franchi, nel Non si hanno notizie certe delle prime fasi di
contesto delle cosiddette chiuse longobarde, costruzione della Sacra, ma i documenti più
delle quali rimangono alcune vestigia nel sotto- antichi risalgono a un certo monaco Guglielmo,
stante paese di Chiusa di San Michele. che visse proprio in quel cenobio e intorno alla
fine dell'XI secolo, scrisse il Chronicon Coenobii
Il culto di San Michele Arcangelo, praticato dai Sancti Michaelis de Clusa dove citò la data di
Longobardi, fu ereditato dall'Imperatore Federi- fondazione addirittura nel 966; tuttavia, lo stes-
co I Barbarossa, arrivando a sua volta nel Regno so monaco, in un altro passo della sua opera,
e nell'Impero. affermò che la costruzione ebbe inizio sotto il
Diffusosi ampiamente, si ipotizza che il culto di pontificato di Papa Silvestro II (999-1003).
San Michele Arcangelo fosse già presente in Val
di Susa, a partire dal VI secolo circa, periodo in L'intera realizzazione dell'abbazia come la
cui fu presumibilmente eretta, proprio qui, una vediamo oggi, però è stato un percorso lungo,
chiesetta-cappella dedicata all'Arcangelo. tortuoso e soparttutto vario.
Infatti si notano gli interventi differenti delle
Le fonti più certe parlano del tempo di san epoche e degli stili architettonici che variano
Giovanni Vincenzo, l'arcivescovo di Ravenna ri- dallo stile romanico iniziale, allo stile gotico
tiratosi a una vita eremitica presso queste zone, con l'ultimo intervento in periodo medioevale
quindi tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo, a circa metà del XIII secolo ad opera di artisti
che secondo una leggenda, l’ex arcivescovo sconosciuti ma di chiara scuola piacentina.
ebbe la visione dello stesso Arcangelo Michele,
che gli ordinò di erigere un santuario.
L'EPOCA RECENTE
Fondamentali furono qui gli interventi architettonici soli non residenti e durante i giorni festivi.
di recupero e i supplementi di elementi neoromanici
voluti da Alfredo d'Andrade, eseguiti a cavallo tra Nel 2016 viene approvato un progetto di ulteriore
il XIX e il XX secolo, come la scalinata e gli archi ristrutturazione e ampliamento di tutto il sito, con
rampanti sulla parte meridionale. miglioramento dei relativi servizi turistici e il 15
Da allora, la Sacra rimase un luogo tranquillo, di marzo 2017, fu presentata al pubblico la candida-
preghiera e meditazione, tranne che nel 1944, nel tura dell'abbazia a patrimonio dell'umanità dell'U-
mese di maggio, dove fu teatro di una violenta NESCO, nel quadro del sito seriale Il paesaggio
perquisizione da parte delle truppe tedesche nella culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia
seconda guerra mondiale. medievale.
Nel 1980, lo scrittore Umberto Eco si ispirò a que- Il 24 gennaio 2018, a causa di un probabile corto-
sta suggestiva abbazia benedettina, per ambien- circuito, una parte del tetto del monastero è andato
tare il suo più celebre romanzo, Il nome della rosa, a fuoco.
senza però girarvi alcuna scena dell'omonimo film
di Jean-Jacques Annaud del 1985.
LE ROVINE E LA TORRE
La parte nord-ovest del monte, per una lunghezza Genio Militare come stazione per il telegrafo ottico.
di circa 50 metri, è occupata da imponenti ammas-
si di pietre, pilastri, muraglioni, archi e barbacani: Questo sistema, sfruttando l’alfabeto morse con
sono le cosiddette Rovine del Monastero Nuovo, l’emissione di lampi di luce, permetteva la trasmis-
edificato tra il XII e il XIV secolo in corrispondenza sione dei messaggi e la comunicazione tra Torino e i
del momento di massima espansione della comunità forti militari della Triplice Alleanza.
monastica.
Sono diversi gli ambienti e gli scorci che possono A fianco di questi interventi, la Sacra ha ripreso a vi-
raccontare storie e leggende, in angoli e in picco- vere intensi momenti di iniziative religiose e culturali:
li particolari che lentamente nel tempo vengono Con la cura liturgico-religiosa dell’antico santuario
scoperti e con il favoloso lavoro dell'Associazione micaelico un convegno annuale, dal 1992, con pub-
volontari della Sacra tutto questo è a disposizione blicazione degli atti numerosi eventi e concerti nel
della curiosità dei turisti che possono confidare in santuario, nei mesi di maggio, giugno e settembre,
un'esaustiva visita guidata. con speciali visite guidate al monastero vecchio.
UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A
ELISA BOLLEA E L'ASSOCIAZIONE VOLONTARI DELLA SACRA DI SAN MICHELE
Che hanno permesso a questo magazine di svolgere le operazioni di ripresa fotografica a cura di Luca
Biolcati Rinaldi e Giancarlo Nitti.
HDR O...
Per fare un po’ di chiarezza l'HDR non è crea- Normalmente si effettuano 3 scatti in bracke-
re quelle immagini "con i colori super saturi, ting, uno con le impostazioni per ottenere
ma si tratta di una tecnica che ha degli ob- una corretta esposizione su tutta la foto, una
biettivi totalmente differenti. sottoesposta, per esporre correttamente la
parte luminosa e una sovraesposta per espor-
L’HDR, ovvero High Dynamic Range è una re correttamente la zona in ombra.
tecnica che serve a compensare la mancata
riproduzione, da parte del sensore digitale In realtà le aree che compongono e compon-
della macchina fotografica, dell’intera gamma gono l'intera gamma dinamica sono 5 e cia-
dinamica e delle intensità luminose che l’oc- scuna di queste aree rappresenta un valore di
chio umano, invece è in grado di vedere. intensità luminosa.
TONE MAPPING?
Parliamo ora dei quelle immagini con la ca- Il tone mapping, come del resto anche
ratteristica dei colori alterati e l’esposizione l'HDR è una tecnica che sovente ritroviamo
modificata rispetto alla ripresa originale. in automatico in diversi dispositivi come gli
smartphone o sottoforma di plugin e applica-
Il tone mapping è una tecnica nella quale si zioni gratuite integrati in software gratuiti.
vanno a modificare i valori delle varie aree
citate nell'HDR, ma non è da confondere ap- La semplicità con cui questo viene fatto dai
punto con l'high dinamic range, anzi, spesso processi automatici, rende la tipologia di
vengono utilizzate entrambe su di uno stesso immagini alla portata di tutti, anche di chi non
scatto, in quanto per realizzare un TMapp ha nulla da dire con una foto o chi non si cura
serve solamente un fotogramma. minimamente della composizione e del con-
tenuto in esse, ma spesso, anzi diremo, quasi
Consiste nel prendere intere aree del foto- sempre, gli automatismi sbagliano sempre,
gramma suddivise per colore applicando rendendo le fotografie trattate, fantastiche
delle variazioni che tendono a renderle molto solo ad un'occhio ignorante, ma un pessimo
più sature, dando dandone un'effetto molto lavoro dal punto di vista fotografico.
più accattivante.
Come dicevamo, la tecnica viene spesso
associata all'HDR ma viene anche affiancata
con altre tecniche per incrementare i dettagli,
applicando, in fase di post-produzione delle
maschere che identificano i contorni e van-
no ad aumentare l’effetto di separazione dei
colori tra una zona e l’altra.
LA RISPOSTA È
tutti e due!
Infatti.
Le due tecniche si possono tranquillamente associare per estrarre il meglio da uno scatto.
Quindi procediamo con un esempio prendendo 5 scatti dello stesso soggetto ma con esposi-
zioni differenti.
Molte macchine fotografiche supportano la funzione "Braketing" che permette l'acquisizione
di un certo numero di esposizioni in funzione delle aree della gamma dinamica.
Esistono numerosi software che si occupano del trattamento dell'HDR, tra cui Photomatix
pro, ma in questo tutorial vedremo come unire gli scatti mediante il "merge in HDR" di pho-
toshop. Quindi raccogliamo i fotogrammi nella funzione "unisci come HDR" che troveremo
nel menu file/automatizza e avviamo il processo.
Attenzione, se le foto non hanno la corretta esposizione sulle aree la foto risulterà o piatta
oppure drammaticamente incisa. Consigliamo quindi, per i meno esperti di realizzare inizial-
mente solo 3 scatti: Uno normoesposto, uno sottoesposto di uno stop (-1) e un'ultimo sovrae-
sposto di uno stop (+1).
Realizzata la fusione dei fotogrammi da parte della funzione di photoshop, ci ritroveremo con
un unico scatto dove si noterà che tutte le aree sono correttamente esposte.
Utilizzando la base di questo fotogramma in HDR andremo quindi a settare tutti gli aggiusta-
menti, là dove non ci soddisfano gli interventi dell'unione degli scatti.
Avremo quindi la possibilità di correggere ulteriormente le aree esposte con i normali stru-
menti del software.
IMMAGINE HDR
Una volta soddisfatti del risultato, confermiamo il processo e facciamo esportare il file sulla
piattaforma di photoshop.
Buon divertimento.
IRAN
POPOLO DI EMOZIONI
Partire per un viaggio è sempre un'emozio-
ne, un momento pieno di aspettative,
IRAN
Nel pomeriggio, il panorama lo si intravvede stesso tempo, la sabbia avanza e gli schele-
attraverso una foschia, l'aria è velata con la tri degli alberi e dei cespugli non fanno che
sabbia alzata dal vento, a volte si formano amplificare la desolazione, il bianco del sale
tanti piccoli mulinelli, i colori si spengono, si pure, che si presenta ai nostri occhi in ampie
uniformano, solo all'alba e al tramonto l'aria si distese bianche.
pulisce e tutto torna nitido, quasi mistico.
Ma l'aridità del paesaggio è in netto contra-
La desertificazione qui la si vede, in questo sto con il popolo che lo vive, aperto, curioso
ultimo decennio purtroppo le piogge sono e altruista.
drasticamente diminuite, l'acqua è il bene più
prezioso, talmente prezioso da essere inse- Lo sguardo delle bambine ti colpisce e in
gnato nelle scuole. loro vedi delle piccole donne che portano in
anticipo sulle proprie spalle la condizione di
Zaiandè, il fiume che attraversava la bellissima essere donna, bambine che indossano il velo.
città di Isfahan è stato completamente devia-
to, le sue acque vanno ad alimentare i villag-
gi nel deserto, acque che comunque sono
diminuite anche per colpa della siccità, dalla
montagna ormai ne scende pochissima.
Ma non per tutti è così, per tutti gli altri resta la speranza di un cam-
biamento per ora improbabile, giovani donne che chiedono solo
di poter vivere la propria quotidianità senza nascondersi dietro un
velo, di poter ottenere gli stessi nostri diritti.
Tornerò ......qui ho lasciato un pezzetto del mio cuore ,in questa ter-
ra bellissima e dura allo stesso tempo, ma abitata da persone in-
credibili con i loro sorrisi e i loro abbracci sinceri.
Cinzia Marchi
Palermo
IL DUOMO
A cura di Paolo Buccheri
Palermo
IL DUOMO
Volendo attenuare il ritmo degli impegni quotidiani, visitare la cattedrale di Palermo, che è il principale
con Patrizia, decidemmo di fare una breve vacanza luogo di culto cattolico della città siciliana e sede
a Palermo. vescovile dell'omonima arcidiocesi metropolitana.
Il giorno della partenza, il tempo inclemente, non Lasciata la piazza dei Quattro Canti, che per la
lasciava presagire nulla di buono; pur tuttavia, sua specifica connotazione architettonica sembra
durante il viaggio di avvicinamento la situazione realizzare un ideale gioco degli specchi, con
metereologica volse al meglio. architetture simili, poste nei quattro lati della stessa;
Giungemmo nella città normanna di prima mattinata Ci incamminammo per via Vittorio Emanuele e, dopo
con una circolazione veicolare alquanto agevole, che un breve tragitto, sulla destra, ci apparve, con la sua
non lasciava immaginare il disordine della stessa solennità e magnificenza la stessa cattedrale.
nelle varie ore di punta.
Anzitutto va rilevato come l’edificio religioso co- Difatti la stessa Cattedrale ha subito numerosi
stituisca una sorta di “isola urbana” nel contesto rifacimenti e manomissioni nel corso dei secoli XIV,
costruito di Palermo, proponendo quattro prospetti XV e XVI, apportandovi numerose aggiunte ed
con una diversa caratterizzazione formale e co- ampliamenti, che tuttavia hanno lasciato inalterate
struttiva. le strutture compositive originarie.
Provenendo dalla strada del Cassaro, come antica- Il portico, collocato all’inizio del fronte meridionale,
mente veniva chiamata via Vittorio Emanuele, il aprendosi sulla piazza antistante, costituisce un
prospetto meridionale ci apparve, per primo, nella eloquente esempio di architettura gotica con tre ar-
sua solennità compositiva. chi ogivali che, delimitando lo spazio architettonico
dello stesso, e sembrano proteggere gli articolati
Pur tuttavia è importante notare che il complesso bassorilievi posti nella parte interna che costitu-
architettonico della Cattedrale conserva, come iscono degli elementi commemorativi di antiche
segno caratterizzante del suo stile architettonico, vicende reali delle due Sicilie.
gran parte della storia della stessa città di Palermo.
Ma è nell’elegante prospetto posteriore che di santi già presenti in sito, nelle composizioni
si evidenzia la solennità di quest’architettura originarie.
religiosa.
La volta a botte della navata centrale risulta,
La legge compositiva è quella della simmetria in prossimità dell’altare principale, riccamente
che conferisce ordine ed eleganza al tutto, ed il decorata da pitture di evidente gusto religioso.
nostro sguardo finisce per contemplare il tutto in Anche la pavimentazione si evidenzia per la
maniera estasiata; Le torrette angolari, riccamente policromia e la simmetria compositiva che
traforate, incorniciano la visione complessiva, e la conferisce al tutto un’eleganza di indubbio valore.
decorazione specifica dei vari livelli si evidenzia in Conclusa la visita della Cattedrale non ci rimase
tutta la sua eleganza. altro da fare che un piacevole girovagare fra
negozietti e bancarelle che, in un centro storico
La parte absidale, specifica della navata centrale come quello di Palermo, certamente non
e delle laterali, è decorata con dei bassorilievi mancavano; e che pareva avessero un’animazione
intrecciati, ed è sormontata da una merlatura inconsueta ma cara alla tradizionale ospitalità del
che richiama, quella arabeggiante, posta sulla sud italia.
sommità dell’edificio.
All’interno la cattedrale ha la classica composizione Paolo Buccheri
a croce latina con tre navate distinte da colonne
che riportano sulla navata centrale delle statue
Marosi all'alba
Autore: Mario Di Martino
Luogo: Rocca San Giovanni, Costa dei Trabocchi (Ch)
Scatto con lunga esposizione con filtro ND + GND.
Financial district
Autore: Marco Mincarelli
Luogo: Manhattan - New York
Sul battello che percorre l'Hudson River verso il tramonto quasi all'improvviso
si lascia la vista da un lato sul New Jersey e dall'altro sul West Side e si
erge al cielo con tutti i suoi grattacieli il Financial District, centro nevralgico
dell'economia mondiale a cui fa da contorno lo splendido Battery Park.
[Link]
APPASSIONATI A NOI
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TRAVEL
MAGAZINE
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