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Giroinfoto Magazine n. 23 di settembre 2017 esplora il mondo della fotografia di viaggio, offrendo articoli su diverse location, tra cui Disney's Hollywood Studios e il Kashmir. La rivista si propone come una piattaforma per appassionati di fotografia e viaggiatori, incoraggiando la condivisione di esperienze e immagini. Inoltre, fornisce informazioni utili e tecniche per migliorare le proprie abilità fotografiche.

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Giroinfoto Magazine n. 23 di settembre 2017 esplora il mondo della fotografia di viaggio, offrendo articoli su diverse location, tra cui Disney's Hollywood Studios e il Kashmir. La rivista si propone come una piattaforma per appassionati di fotografia e viaggiatori, incoraggiando la condivisione di esperienze e immagini. Inoltre, fornisce informazioni utili e tecniche per migliorare le proprie abilità fotografiche.

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N. 23 - 2017 | SETTEMBRE, Gienneci Studios Editoriale. [Link] N.23 - 2017 Settembre [Link].

com

giroinfoto

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SCOUT LOCATION PARTIAMO PER


7-14 OTTOBRE MAROCCO
Il territorio al servizio dell'immagine 29-30/01 SETT./OTT. NAPOLI

KASHMIR DISNEYWORLD MONGOLIA


I BAMBINI DEL PICCOLO TIBET STUDIOS - ORLANDO DIARIO DI VIAGGIO
Di Francesco Verolino Scout location Di Lela Poleggi

Photo cover by Francesco Verolino


WEL
COME

23
[Link]
SETTEMBRE 2017
3
la redazione | Giroinfoto Magazine

fotografare
e viaggiare
due passioni un’ unica esperienza

Benvenuti nel mondo di Giroinfoto magazine©.


Una finestra sul mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico, con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere
dalle bellezze offerte dal nostro pianeta.
Una lettura attuale e innovativa, che accoglie, oltre i migliori professionisti della fotografia da reportage, anche le
immagini e le esperienze di chiunque sia appassionato di viaggi e fotografia.
Con i luoghi più interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni più vere e i viaggi più autentici, Giroinfoto
magazine ha come obiettivo, essere un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica in viaggio e
la condivisione di migliaia di luoghi e situazioni sparsi per il nostro pianeta.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, in una
rassegna che guarda il mondo con occhi artistici e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e situazioni,
andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai tutti ci siamo fossilizzati.
Uno largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze di
viaggio raccontate da fotografie e testi, indipendentemente dal valore professionale dell'autore.
Una raccolta di molteplici idee e progetti di viaggio, frutto delle esperienze e lavori eseguiti da esperti nel settore del
reportage fotografico, che hanno saputo confrontarsi con le condizioni climatiche e socio-politiche, con le difficoltà
imposte dalla natura, per catturare l'immagine e la spontaneità selvaggia della stessa.
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di copyright. Di tutti i contenuti è fatto divieto riprodurli
un’ unica esperienza
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comprovata autorizzazione del titolare dei diritti.

Giroinfoto Magazine nr. 23


94 INSIDE
Giroinfoto Magazine

23
62
22

108

42

144
10

132
Indice
10 DISNEYWORLD
Hollywood Studios
Giroinfoto Scout Location

22 KASHMIR
I bambini del piccolo Tibet

54
A cura di Francesco Verolino

42 DIGA DEL GLENO


I resti della tragedia
A cura di Giancarlo Nitti

54 SCOUT LOCATION
Il territorio al servizio dell'im-
magine.
Giroinfoto school
144 ARUNDEL
62 MONGOLIA
Diario di viaggio
La provincia Inglese
A cura di Paolo Buccheri
A cura di Lela Poleggi
150 FOTOEMOZIONI
94 NELLA TERRA DEGLI AMISH
Storie di altri tempi
Questo mese con:

A cura di Nadia Roncalllo Cinzia Marchi


Mattia Bonavida
108 LAGO DI PILATO
Una notte al lago
Fulvio Galeota
Ivan Mirko Castagna
A cura di Gianluca Vignaroli e Roberto Sergio agrò
Giancaterina Giuliana Mastromanno
Tino De Luca
132 THE GIANT'S CAUSEWAY
Un luogo magico
Vittorio Notturno
Lorenzo Pipi
A cura di Alessandro Braconi
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NUMERI Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi Foto singole
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pubblichiamo le sta-
tistiche e i volumi qui
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analisi aggiornate al
mese di:

Settembre 2017
83 27 7 14 11 1
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4% 77%

16% 0,5%
1,5%
66.121 7.397
1% Letture totali Copertura media
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10

Orlando, nello stato della Florida ospita


l'immenso complesso di parchi gioco dedicati a
Walt Disney.
Disneyworld.
Uno dei parchi più importanti, anche se il terzo
ad essere stato costruito è Disney's Hollywood
Studios, che ricalca le tematiche di casa
Disney solo ed unicamente dal punto di vista
cinematografico.

FLORIDA

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 23


Giroinfoto Magazine 09

S C O U T L O C AT I O N
12

1 2 3
GEOGRAFIA PERIODO CONTENUTI
U.S.A. Permanente. Parco giochi
Florida Visite guidate
Orlando Attrazioni
351 S Studio Dr, Lake
Buena Vista, FL 32830

Giroinfoto Magazine nr. 23


13

4 5 6
FOTOGRAFIA NOTE SCOUTING
Fotografia Ingresso a pagamento. Questa scout location
documentale, sreet. La location richiede e le fotografie sono
almeno un'intera state realizzate nel
giornata per una mese di Luglio 2014
visita. da Giancarlo Nitti.

Giroinfoto Magazine nr. 23


14

Disney's Hollywood Studios


LA STORIA

Il parco Disney's Hollywood Studios, prima del 2008 Disney's MGM studios, venne aperto il primo maggio del 1989 con
inizialmente un'offerta su pochissime attrazioni e troppo semplici e deludenti scenografie rispetto agli altri parchi del complesso.

Nel 1994, avvenne una vera svolta per il parco, con la costruzione di tante altre attrazioni tra cui la
Tower of Terror, che ebbe talmente tanto successo da costruirla in quasi tutti i parchi Disney a venire.
Successivamente vennero integrati molti spettacoli, da uno show dedicato a La Bella e la Bestia a Fantasmic! e per
diversi anni il parco ebbe una crescita costante in termini di attrazioni e pubblico soddisfatto.

Oggi [Link] Studios conta circa 10 milioni di visitatori l'anno.

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15

Giancarlo Nitti photography


Giroinfoto Magazine nr. 23
16

LE ATTRAZIONI
DISNEY'S HOLLYWOOD STUDIOS

Oggi, sono molte le attrazioni offerte da questo meraviglioso parco, tra le più famose troviamo la Tower of Terror con le
sue bellissime scenografie con effetti speciali in un hotel abbandonato che da una normale gita si trasformerà in una
fuga senza fine verso l'uscita.
I leggendari Muppet show con tanto di museo e spettacolo per rivivere il varietà animato dai simpaticissimi pupazzi che
hanno fatto la storia televisiva e cinematografica degli anni '80.
Toy Story Mania, inaugurata nel 2008 è una delle più belle del parco e l'ambientazione è basata sul film d'animazione
Toy Story.

Nel parco ci sono molti richiami a stand di telefilm e film targati Disney come Indiana Jones, Roger Rabbit, la bella e la
bestia, il mago di Oz e tanto altro.
Interessantissimo lo "Studio Tram Tour", un treno farà scoprire, all'interno degli studios, i segreti di Hollywood e di tutti i
suoi BackStage.

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Giancarlo Nitti photography

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A cura di FRANCESCO VEROLINO

I BAMBINI
DEL KASHMIR
Gli occhi più buoni del mondo.
Piccole anime felici nel paradiso inaccessibile
del Piccolo Tibet Indiano.

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Francesco Verolino photography

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I BAMBINI
Del Kashmir

Non mi sarei mai aspettato che un viaggio alla ri-


cerca di storia e cultura molto differente dalla mia,
come quella presente nella remota regione dello
Zanskar, ponesse la mia attenzione sui bambini.

Sono arrivato a Srinagar dopo aver preso un volo


da Roma per Delhi.
A Srinagar un arrivo burrascoso tra diversi episodi
di guerra civile, la paura dell’autista che si districa-
va nelle strade della città avendo fretta di sottrarci
dal rischio di una città in sommossa.

Era iniziata l’avventura che non mi sarei mai aspet-


tato per le sfumature differenti e, soprattutto, per
una scoperta profonda di una parte di me che ave-
vo dimenticato.
Il proprietario della House boat che ci ospitava, ci
consiglia di raggiungere il lago per trovare qualche
scatto tipico. Il tramonto offriva una luce unica e,
anche se stanco, monto il mio Sigma Art 24mm
f1.4 su Canon Eos 6D e mi incammino.

Mi aspettavo un tour di qualche ora che inquadras-


se la città e le vecchie House boats ormeggiate
lungo tutto il lago e magari qualche scorcio tipico.
In un momento era sparita la confusione del-
la guerra civile e ci eravamo proiettati in un altro
mondo, facendomi comprendere che quella calma
era la normalità di quel posto.

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La barca si muove spinta solo dalla forza delle brac-


cia del signore che ci accompagnava con una andatura
leggera e silenziosa sulle calmissime acque del lago, in
un contesto sociale molto differente, quasi isolato, con
ritmi diversi da quelli della città. Strano perché il lago è
nella città ma ha altri colori, un altro tempo, molto più
antico.

Chiediamo alla guida di vedere persone, case tipiche, di


aiutarci a soddisfare la Nostra curiosità, senza, forse,
neanche ben sapere cosa cercavamo. Da lontano scor-
giamo un piccolo approdo con un piccolissimo edificio
dal quale uscivano bambine. Era una scuola.

Scendiamo dalla piccola barchetta colorata e vediamo


le persone che si muovono leggermente intimorite ma,
come poi capirà in tutto il viaggio, accoglienti nei modi
e disponibili a conoscere, incontrare e anche posare per
la macchina fotografica.
La scuola era piccola, forse un’aula e basta, molto lon-
tana dalle scuole alle quali siamo abituati, una lavagna,
un tappeto e solo due piccole finestre.
Anche il vociare delle persone è silenzioso, come il lago.
Tutto dava l’idea di una grande compostezza.
Il piccolo borgo si attiva e le persone iniziano ad avvi-
cinarsi.

Tra di loro una bambina. Piccola, più incerta tra le varie


della piccola scuola femminile musulmana.
Velo verde, occhi grandi, sguardo serio.

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Qui iniziava il mio viaggio.


Inaspettato viaggio alla ricerca di anime dei bambini di quei Questi sono i bambini della città. Vivono in case di cui ricor-
posti. derò sempre la dignità. In contesti aperti cancellati da società
Srinagar è una metropoli di 1,9 milioni di abitanti. Lo stato più ipercivilizzate.
diffuso è quello della povertà. Internet è un lusso di pochi, e in Questo è un altro confronto che fa male. Il Nostro modello so-
quel periodo di nessuno. ciale è di inclusione, il nucleo familiare è isolato dal contesto
A causa della guerra civile, infatti, il governo aveva sospeso il fino al punto che, in molti casi, non conosciamo i Nostri vicini
funzionamento di internet per evitare che i rivoltosi si organiz- di casa ed evitiamo contatti e incroci di sguardi.
zassero attraverso facebook e whatsup. Questo primo importante approccio dà la corretta definizione
Non avevo mai riflettuto sul fatto che i social potessero rap- di comunità, contesto di condivisione sociale.
presentare un mezzo di intelligence o un’arma. Ci incamminiamo verso Kargil, città della regione di Jammu
Forse proprio questo è stato uno degli aspetti che mi ha più and Kashmir, al confine con l’Afghanistan, percorrendo una
incuriosito in tutto il viaggio. Nel digital divide (o divario di- delle 10 strade più pericolose al mondo. Basti pensare che,
gitale come la distanza esistente tra chi ha accesso effettivo superati i primi 30/40 km la strada diventa completamente
alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso) ho sempre non asfaltata si inerpica fino ad avere uno strapiombo di oltre
pensato di essere la parte avvantaggiata perché nelle Nostre 1000 metri sul lato della strada, ovviamente senza guardrail.
zone, internet è presente e un computer costa 150 Euro. Ma Il Nostro furgone percorre la strada per oltre 8 ore, in uno sce-
non mi era mai capitato di pensare che proprio l’accesso alla nario fantastico e al quale non sono abituato, arriviamo a Kar-
tecnologia dell’informazione è un elemento che appiattisce, gil in serata. Su tutto il tragitto incrociamo nomadi, camion,
per certi versi, il nostro modo di essere. pastori, una civiltà in movimento, ordinata, silenziosa. Ai bordi
Questi bambini mantengono una loro naturalezza proprio per- di strada, di tanto in tanto degli addetti alle riparazioni di stra-
ché non connessi, proprio per questa caratteristica giocano, de improponibili, dove la velocità media è di 11 km/h.
socializzano, stanno insieme e si aggregano fisicamente. Cer- Incontriamo una famiglia, madre, padre e due bambini, mas-
tamente internet è il futuro e ben venga che tutti abbiano a simo 3 anni, con circa 20 capi di bestiame. Alcuni asini stra-
disposizione un così fantastico strumento di comunicazione, carichi dei loro averi. Quello il loro mondo, a oltre 3000 mt di
tuttavia è bello pensare che una parte di noi mantenga una altezza.
socializzazione integra, originaria. In un villaggio, prima di arrivare a Kargil una bambina espres-
La bambina di un piccolo villaggio, visitato il giorno dopo, siva, disponibile a posare come un’attrice, in abiti di casa, in
sempre in una gita sul lago di Srinagar, appartiene ad una co- una casa con il padre e la madre e un fratellino piccolo. La
munità di 5 case, unica via d’accesso l’imbarcazione e il lago. bambina aveva gli occhi più espressivi fino ad allora incrociati
La bambina vive in una povertà assoluta avvolta da aria di fe- nel mio pur lungo cammino di oltre 49 anni di vita.
licità. Gioca con una bambina della casa vicina.
Occhi vispi. Sguardo profondo, non si è mai allontanata.
Le piace posare avanti la macchina fotografica.

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con cravatta e pantaloni con le pences, tutti i bambini


Kargil hanno un sussidiario che trattano con grande cura.
è una piccola città.
Frenetica, commerciale e caotica.
In aule fatte di quattro mura e due finestre, una lava-
Tutti suonano il clacson delle auto, dei motorini, dei ca-
gna, un gessetto di un centimetro, un grande tappeto, e
mion.
basta, i bambini sono divisi, nella migliore delle ipotesi
Dormiamo una notte e il giorno dopo riprendiamo il
per età, ma non di rado ho trovato, in alcune scuole,
viaggio verso la valle dello Zanskar.
un’unica aula con una classe eterogenea con bambini
Ma questo non prima di cercare altre piccole anime.
dai 5 ai 14 anni.

Anche in Italia, guardo i bambini entrare a scuola e


mi emozionano, un po' perché mi ricordano mio figlio,
Nel tragitto verso la valle dello Zanskar, in una scuola di
quando andava alle materne o alle elementari, e mi
un villaggio con 30 case, un’aula con 5 bambini.
proiettano anni indietro, in un periodo molto felice della
Questa fotografia mi dà il sapore di chi cresce insieme,
mia vita, un po' perché sono l’emblema del dovere e di
di chi si sposa perché predestinato con un compagno
come per Noi tutti sia importante la cultura, la socializ-
delle elementari, di due cuginetti che vanno a scuola
zazione con i Nostri coetanei o con persone che hanno
insieme.
gli stessi interessi.

Nella regione di Jammu and Kashmir, le scuole sono


importantissime.
Anche nei villaggi di 10 case c’è una scuola governa-
tiva.
Tutti i bambini hanno una divisa, molto elegante, a volte

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Mi ricorda la ciotola di riso, le madri nei campi. Lì hanno tante risorse importanti, acqua ed erba, e sono
Mi ricorda che i bambini sono il Nostro futuro, e che pochi.
dobbiamo fare tutto il possibile per fargli trovare un Posso assicurare che fanno un’attenzione impossibile
mondo migliore. anche ad un solo litro d’acqua.
Un’emozione incredibile che oggi dura il tempo di un ri- Qui siamo tanti, non abbiamo più risorse. Per noi il
cordo e lì è durata il tempo di uno scatto. Troppo poco. valore di un litro d’acqua è pari a 0. Un filo d’erba è il
Troppo, troppo, poco. “nulla”.
Ma noi siamo tanti e non abbiamo il rispetto delle risor-
“Se tutti viaggiassero, il mondo sarebbe migliore”. se. Noi consumiamo, non conserviamo.
Loro sono più forti. Sono abituati a sopravvivere, noi
Credo che i Nostri figli debbano vedere certe cose. viviamo. Ignoriamo l’importanza della risorsa perché
Ogni km verso la valle dello Zanskar, mi fa comprende- siamo nati in un contesto consumistico che ha utilizza-
re che la “risorsa” per loro è fondamentale. Lì c’è tanta to risorse di tutto il mondo.
acqua e sono pochi, eppure per loro è importante non Tutto questo, credo, li rende felici, profondamente felici,
sprecarla. eppure vivono molto meno di Noi, lì fa freddo e soffrono
Lavorano per un chicco di riso, non uccidono gli ani- la fame, se non fanno attenzione o un inverno è parti-
mali perché forniscono latte, lana e anche sterco per colarmente lungo.
riscaldarsi. Non hanno beni, auto, smartphone, etc. Nulla. Hanno
Un filo d’erba è importante perché nutrimento per il una spiritualità molto forte e sono concreti.
bestiame e perché, rende combustibile lo sterco che è Il bambino nella foto in basso è il figlio di un medico di
bruciato nelle stufe in inverno. un villaggio di 20 case.
Lì hanno tanta erba, tanti animali, ma superano l’inver- E’ dopo cena. Lui studia in cucina, da solo, avanti alla
no solo grazie allo sterco. stufa, seduto per terra. Il giorno dopo, un monaco bud-
La vita a quasi 4000 metri di altitudine è dura e non si dista passa a prenderli e li porta a scuola.
supera senza mutuo soccorso della comunità.

Francesco Verolino photography


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A distanza di oltre 16 ore di auto da Kargil, si apre
avanti ai miei occhi,

LA VALLE DELLO ZANSKAR


Un ecosistema chiuso e inaccessibile per oltre 8 mesi
l’anno. La neve blocca l’accesso e le vie di comunica-
zione con la comunità. Un isolamento che conserva,
o meglio preserva e mantiene invariate nel tempo le
tradizioni, gli usi e i costumi di quella popolazione.
Nella valle dello Zanskar la città di Padum e il Mona-
stero di Karsha. Sono tornato due volte nel monastero.
Era bellissimo e mi auguro di ritornare. Una vista bel-
lissima e una atmosfera inimmaginabile per un euro-
peo.
Nella cucina, un bambino, che poi ho saputo, essere la
reincarnazione di un Lama. Un bambino con tanti pri-
vilegi in un ambiente particolare, per luce e atmosfera.
Il bambino ha una fiera consapevolezza del Suo status
è interpreta il ruolo in modo impeccabile.
33

Il ritorno è duro, traumatico.

Forse ci si abitua troppo velocemente alle cose belle,


anche se sono differenti dal nostro modo di vivere.

Lì ho pensato tante volte la mia vita in quel contesto


ambientale, sociale. Mi sono chiesto se per me poteva
essere possibile sopravvivere o vivere in quelle situa-
zioni e se l’avrei fatto.

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Francesco Verolino photography

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36

I BAMBINI
Del Kashmir

Oggi so che se sono tornato è perché qui ho


una famiglia, ma sono convinto che il No-
stro modello di vita non sia migliore rispetto
a quello degli abitanti dello Zanskar o di tanti
altri posti al mondo.
Devo ammettere che è duro dimenticare gli
occhi profondi, quegli sguardi innocenti, quel-
la povertà intesa come attributo di enorme va-
lore.
A chiusura due immagini alle quali sono parti-
colarmente affezionato. La prima una bambi-
na in una scuola, sulla via del ritorno verso la
città di Leh, a circa un giorno di viaggio.
Mi ricorda la disciplina.

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La seconda due bambini che camminano a Leh al ritorno dalla


scuola, verso casa.
Con le loro divise ordinate, un passo celere e deciso li riporta
verso casa.
Poca distanza in chilometri e tempo, eppure quanta diversità
rispetto ai piccoli monaci che devono vivere 30 mesi lontani
dalle famiglie.

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I BAMBINI
Del Kashmir

La diversità.
Mi piacerebbe che i Nostri bambini leggessero
l’articolo per capire che esistono diversità e che
Noi, loro, e tanti altri in altre zone geografiche,
camminiamo tutti sulla stessa terra. Siamo tutti
uguali.
Tutti dobbiamo apprezzarne le diversità, che
non sono altro che sfumature infinitesimali di
qualità bellissime.
Ciao bambini dello Zanskar a presto. Francesco Verolino

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42

DIGA DEL GLENO


Resti di una tragedia

ITTI
IANCARLO N
A CURA DI G

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Giancarlo Nitti photography
44

COME ARRIVARE
Qualche difficoltà per raggiungerla ma nulla di serio. Da questo grazzioso paesino parte un seniero verso
una mulattiera che porta fino a quota 1500 mt.
Una passeggiata nell'alto bergamasco leggermen-
te impegnativa che unisce la bellezza della natura Da questo punto, il sentiero diventa quasi pianeg-
della Val di Scalve al ricordo della tragedia del crollo giante attraversando uno spettacolare tratto scavato
della diga avvenuto il 1° dicembre del 1923. nella roccia a strapiombo sulla valle.

Per raggiungere questa location bisogna arrivare Proseguendo sul camminamento si arriva ai ruderi
alla frazione Pianezza (1267 mt) del comune di Vil- della famosa
minore di Scalve (BG).
diga del Gleno
a 1534 mt.

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47

La tragedia
La diga fu realizzata tra il 1916 e il 1923.

La struttura di circa 260 metri, con


architettura ad archi multipli, era stata
costruita per contenere 6 milioni di metri
cubi raccolti in un lago artificiale a monte
alimentato dai torrenti Povo, Nembo e
da altri affluenti minori e doveva servire
per produrre energia elettrica per i paesi
sottostanti.

In quegl'anni era l'unico esempio al mondo


di diga mista a gravità ed archi multipli.

Nell'ottobre del 1923 il bacino artificiale si


riempì a seguito delle violenti precipitazioni.

Vi furono problemi negli scaricatori


superficiali ma soprattutto si innescarono
massicce perdite d'acqua alla base delle
arcate sovrastanti il tampone a gravità.

La diga non poteva dirsi ultimata e ancora


numerosi interventi edili dovevano essere
portati a termine.

Il cattivo tempo perdurò anche nella


seconda metà di Novembre fino al 1°
dicembre 1923 alle 6.30, quando il
guardiano della diga avvertì un moto
sussultorio violento della terra.

Alle 7.15, avvenne il crollo delle dieci arcate


centrali della Diga con l'esplosione di una
massa d'acqua di volume compreso tra 5-6
milioni di metri cubi iniziò la sua discesa
travolgendo i paesi di Bueggio e Dezzo fino
ad arrivare ad Angolo, Darfo e Boario.

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Oggi
Attraverso il sentiero 411 della val di Scalve
si può arrivare ai ruderi della diga e godersi
il fantastico panorama.

La location è accessibile anche con i cani


e si trova, nel periodo estivo, anche un
piccolo bar a terrazza per un'eventuale
ristoro.

Tempo di percorrenza dalla frazione di


Pianezza circa un'ora.

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2017
7 - 14 OTTOBRE
Nelle regioni del mondo, dove ci conduce
la nostra ricerca, gli spazi sono infiniti.

Ci fa nuovamente compagnia un pio pel-


legrino o studioso itinerante di nome Ibn
Battuta.

E' l'anno 1325 quando inizia il nostro viag-


gio, una grande, straordinaria ed unica
avventura, al di sopra della mediocrità, tra
le cose degli uomini, le migliori e le peg-
giori. Il nostro è in questo senso un invito
alla libertà, un invito da cogliere al volo,
se non altro per l'illustre compagnia di un
uomo che molti onorano quale il massimo
viaggiatore dell'epoca pre-moderna: egli ci
racconta dunque una storia che noi voglia-
mo ascoltare: quella del proprio paese.

In collaborazione con:

PRENOTA LA TUA SCOUT LOCATION


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Il territorio al servizio dell'immagine

Giroinfoto Magazine nr. 23


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La scout location photography

è un ambito professionistico molto complesso del


mercato della fotografia che utilizza quest'ultima
come risultato di una ricerca geografica di luoghi,
condizioni e situazioni adatte a contestualizzare
un prodotto come un film, uno spot pubblicitario,
un set fotografico o un evento.

Purtroppo in Italia non è un servizio troppo


richiesto, in quanto, spesso o quasi sempre, le
aziende che operano nel settore dell'immagine,
della pubblicità e della cinematografia, si
abbandonano alla casualità, adattando alla
benemeglio il risultato alla location piuttosto che
investire per cercare una location ad hoc che
valorizzi il risultato.
Ma questa storia già la conosciamo rivedendola
un po' in tutti gli ambiti professionistici.

Questo tipo di servizio è estremamente delicato


e determinante per la riuscita del progetto finale,
per qualsiasi titpo di prodotto che utilizzerà
un'immagine per valorizzarsi sul pubblico.

Questo argomento è stato già trattato in modo


generico sul numero 1 di questa rivista a titolo di
presentazione delle tematiche principali del magazine
stesso.
Infatti, tutta la nostra attività editoriale si fonda sulla
ricerca di luoghi dal punto di vista fotografico che
in realtà potrebbero essere spunti per l'industria
turistica, cinematografica e documentariale.

Invece, in questo articolo tratteremo l'argomento in


maniera tecnica analizzado i contenuti erogati dal
servizio ed il suo il workflow.

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CHI RICHIEDE I SERVIZI


DI SCOUT LOCATION
Come abbiamo già detto, qualsiasi azienda lavori con
l'immagine, fondamentalmente necessita di questo
servizio professionale.

Prendiamo quindi in esame, come esempio,


l'industria cinematografica.
La casa produttrice in accordo con il regista, decide
di sviluppare il soggetto di un film o di uno spot
pubblicitario.

Viene quindi redatta la scenografia che


accompagnerà il soggetto nel copione.
All'interno della scenografia, verranno menzionati
oltre ai dialoghi e alle azioni degli attori anche le
location dove girare le scene che si chiameranno
"set".

A questo punto entra in scena lo scout location, il


quale studierà i diversi set e individuerà le location
attraverso una ricerca geografica e sopralluoghi in
cui produrrà materiale fotografico a seconda delle
esigenze, corredandolo da un report tecnico sulla
logistica, le condizioni tra cui luce, clima e quanto
utile per la perfetta riuscita delle riprese.

La figura dello scout location, con i suoi servizi è


richiesta anche in commissioni molto semplici come
la ricerca di una location per l'ambientazione di
un'evento, dove attraverso una serie di sopralluoghi
sia di esterni che di interni, si individueranno il luoghi
che ospiteranno un'allestimento e che sia in linea con
la tematica dell'evento stesso.

Molte agenzie e operatori della scout location


lavorano, grazie agli anni di esperienza, su repertori
dove si vanno ad individuare unicamente i luoghi che
potrebbero interessare al cliente e lavorando poi su
dei report tecnici diversi con i sopralluoghi ad hoc.

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PERCHE' LO SCOUT LOCATION


E' UN FOTOGRAFO
E non solo.
La figura dello scout location è molto complessa e ri- Ma quelle fotografie che verranno prodotte, faranno
chiede un grado di preparazione molto alto, non solo parte di un progetto che spesso segue delle linee di
in fotografia, ma anche in altri campi della comuni- comunicazione aziendale dettate dall'art director re-
cazione e della ricerca. ferente e non bisogna stupirsi che spesso capiti che
Per adempiere ai doveri professionali sul lavoro chi si occuperà dell'immagine finale sia anche colui
commissionato e risolvere tutte le problematiche di che la predispone. In ogni caso, Scout loc. e Art
produzione, lo scout loc. deve intervenire con un director devono parlare la stessa lingua e adoperarsi
preciso workflow (processo di lavoro). con competenza sulle tematiche inerenti alle scelte
comunicative e di marketing. Conoscere l'immagine
Il risultato finale da consegnare al cliente è la foto- coordinata, i sistemi di comunicazione, il posiziona-
grafia, intesa come prova concreta dell'esecuzione mento le tendenze di target dovranno essere com-
del lavoro con tutti i crismi richiesti. petenze ulteriori di chi fa questo mestiere.
A tal proposito è naturale, che chi opera in questo
settore deve essere un'ottimo fotografo per essere Ma non abbiamo ancora menzionato l'aspetto più
in grado di riprodurre l'idea progettuale al meglio importante del lavoro.
soddisfacendo le esigenze di produzione con tutti i
La ricerca della location.
vincoli del caso.
Fondamentalmente lo scout loc. è un gran viaggiato-
re, ma purtroppo l'idea di viaggio per un certo tipo di
Utilizzo di precise ottiche, inquadrature particolari,
lavoro non è mai come la intendiamo normalmente.
trattamento delle condizioni di luce ed eventuale
Sovente capita di imbattersi in situazioni di disagio e
color-correction o post-produzione, sono le basi
difficoltà, anche rischiose, dove le capacità di adat-
su cui il fotografo da scout loc. deve destreggiarsi
tamento e di reattività al problem solving diventano
disinvolto.
strumento di sopravvivenza per una figura professio-
nale come questa.
Noi tutti siamo abituati ad ammirare o eseguire foto-
Chi lavora in questo ambiente si imbatte in esperien-
grafie di grande impatto, gestite da una vena artisti-
ze che quasi sempre vanno al di là di un normale
ca e senza restrizioni. Immaginate di dover ottenere
iter di carriera trovandosi a diventare e sperimentare
lo stesso risultato qualitativo ma con grossi vincoli
un po' di tutto:
dettati dal cliente.
Pilota, paracadutista, navigatore, rocciatore, mun-
Ecco perchè lo scout loc. non può essere un sem-
gitore, musher, insettivoro e chi più ne ha, più ne
plice fotografo e deve essere preparato a 360° sulle
metta.
diverse facce della fotografia nei suoi diversi stili ed
Ampia conoscenza dei territori, grande spirito di
interpretazioni.
adattamento, resistenza allo stress e buona forma
fisica diventano ulteriori qualità indispensabili per
Ma non è finita qui. uno Scout location.
Si è parlato fin'ora del prodotto finale, la fotografia.

Matteo Bertetto photography


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SCOUT LOCATION
IL WORKFLOW
Cambiano le location, cambiano i clienti e le richieste,
ma l'unica cosa a non variare nel lavoro di uno scout
loc. è il processo di lavoro, il così detto workflow.

Analizziamo quindi gli step obbligati che si devono


eseguire in una commissione di scot location.

STEP 1
BRIEF
L'ingaggio inizia con un'INCONTRO con il cliente
dove esporrà tutte le idee di progetto e le necessità di
produzione.
Spesso i briefs non si limitano ad uno soltanto, ma
ad alcuni, per poi chiarire i termini del servizio e la
comprensione del prodotto con un'eventuale direttore
marketing, art director, regista o sceneggiatore.

STEP 2
ANALISI DELLE LOCATIONS
Definito il risultato da ottenere si procede ad una
ricerca della location o delle locations adattabili ad
un repertorio di servizi già eseguiti. Più esperienza si
ha e più probabilità si avrà di evitare un'interminabile
studio di ricerca.
Nel caso non si trovi nulla di adattabile bisognerà
studiare le esigenze di produzione individuando una
serie di locations probabili.

STEP 3
INDIVIDUAZIONE DELLA LOCATION
Dopo una serie di ricerche e studi sulle locations si
identifica il luogo su cui lavorare, raccogliendone
tutto il materiale informativo possibile ed in linea alla
richiesta.
Si propone quindi al cliente il sopralluogo mettendolo
a budget.

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STEP 4
ORGANIZZAZIONE DEL SOPRALLUOGO
Si approfondiscono tutti gli aspetti per la perfetta
riuscita della "spedizione".
Logistica, informazioni socio-politiche, movimenti e
supporti, risorse, materiale necessario, ecc.
Si crea quindi una tabella di marcia ed un programma
da eseguire in loco una volta sul posto.

STEP 5
SOPRALLUOGO
Ovviamente la parte più importante del worflow.
Più dettagliato sarà il programma di esecuzione e
meno imprevisti ci saranno, escludendo il fattore nullo
per quest'ultimi.
Nelle possibilità, bisognerà mantenere una linea
diretta con la produzione per essere sicuri di non
produrre materiale non di gradimento ed evitare di
ritornare sul posto.
Sarà importante prendere appunti dettagliati sui
report tecnici per poi presentarli chiaramente al
cliente.

STEP 6
PRODUZIONE
Rientrati con il materiale, bisognerà trattarlo
allineandolo alle richieste di produzione con eventuali
correzioni o post-produzione.
Seguirà una lunga serie di incontri per sistemare il
materiale ed eseguire la linea di produzione con le
direttive sui report tecnici.

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Veniero Amprino photography

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Come abbiamo visto lo Scout location è un mestiere


molto complesso che richiede competenze ed
attitudini non comuni.

Ma come in tutte le cose, la passione oltrepassa


qualsiasi ostacolo, le difficoltà diventano divertimento
ed il rischio diventa adrenalina di cui non ne puoi fare
più a meno.

Giancarlo Nitti
Direttore responsabile
Giroinfoto magazine

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Diario di viaggio
A cura di Lela Poleggi

Sabato, 22 luglio

sono le 13.30. L'A330 di Air China è pronto sulla pista.


Il monitor sta trasmettendo le istruzioni di sicurezza: è tutto in cinese, non si capisce nulla!
Stiamo per lascire la 'comfort zone'...

Domenica, 23 luglio

4.40 ora locale di Beijing, stiamo iniziando l'atterraggio nella capitale cinese. Dovremmo arrivare fra
una mezz'ora.
Dormitina sulle chiases lungues dell'aeroporto di Beijing in attesa della coincidenza per Ulan Baatar.
Ci sono tanti cinesi, parlano in continuazione, continuo a non capire nulla di quello che dicono!
Per andare in bagno ci si mette in fila dietro alla linea gialla che c'è sul pavimento. I controlli al
metaldetector sono capillari. Ci fanno vuotare gli zaini: macchine fotografiche, cellulari, batterie,
cibo, spazzolini da denti... l'unico che può restare al suo posto è Arturo (il mio topo di pelouche)!
Ci sono degli strani contenitori dalla forma vagamente ovale. Li apri, ti ci sdrai dentro e li richiudi.
Ci sono dei piccoli buchini sul coperchio così mentre dormi puoi respirare... E i distributori di acqua
erogano acqua bollente, così se hai la bustina ti puoi preparare il the!
Imbarco per UB effettuato in perfetto orario, ma ci fanno scendere. Il meteo non consente il decollo!
Quale meteo poi?? Qui a Beijing è nuvolo e a uB c'è il sole... Con un'ora circa di ritardo ci fanno
reimbarcare, ma quando arriviamo all'aereo le hostess ci rimandano indietro. Altri 40 minuti al gate.
Nessuna hostess di terra parla l'inglese (!): sanno solo dire 'no time', che più omeno significa che
non si sa quando si parte. Faccio conoscenza con una cinesina che invece parla un ottimo inglese e
mi dice che Air China fa sempre così e che "this is China!"... Poi mi chiede se è la mia prima volta a
UB, mi dice "Good Luck!" e mi da il cinque!! Con quasi due ore di ritardo ci imbarchiamo di nuovo...
Chissà?? Forse è la volta buona? Ehhhh no... troppo traffico! Aspettiamo talmente tanto lo slot a
motori accesi che dobbiamo tornare al terminal per rifare il pieno di carburante. Nel frattempo ci
servono la colazione... è mezzogiorno e un quarto... di nuovo si riprova a partire... Chissà?? Evviva!
Alle 12.45 finalmente si decolla, con oltre quattro ore di ritardo!

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FINALMENTE IN MONGOLIA
Atterriamo poco prima delle 15. Pratiche velocissime
per la dogana e per il ritiro bagagli.
Un piccoletto con in mano il cartello del nostro Tour
Operator Mistral ci sta aspettando.
Si chiama Aruka, ha la faccia simpatica.
La nostra auto ha il volante a sinistra e si guida a
destra come in Italia, le altre auto hanno quasi tutte il
volante a destra... pare siano auto di seconda mano e
arrivino dal Giappone...
Aruka ci porta al Grand Hill Hotel, in centro città dove
ci sta aspettando Batzezeg, una giovane ventinovenne.
Sarà la nostra guida durante questo viaggio.
Ci concede ben dieci minuti di tempo per portare in
camera le valigie e darci una rinfrescata.
Torniamo nella hall e incontriamo i nostri compagni di
viaggio Sandro e Antonio.

La prima visita è per il Bogd Khan, il palazzo


d'inverno, con il sontuoso portone di ingresso
realizzato senza l'utilizzo di chiodi ma con 108 incastri
(108, numero sacro per il buddhismo).

Facciamo sosta in banca per cambiare qualche


tugruk, sperimentiamo il market di fronte all'albergo e
rientriamo al Grand Hill per riposarci un po'.
Siamo alla stanza 416, Sandro ed Antonio sono alla
418. Quarto piano, l'ascensore ci arriva, al secondo e al
terzo invece no, non ci arriva.
La cena è al sedicesimo piano e l'ascensore non
arriva nemmeno lì, ci devi arrivare con la scala dal
quindicesimo.
Batzezeg cena con noi e poi ci saluta prima del dolce.

Nel pomeriggio le abbiamo dato dei soldi che userà per


comprare regali da portare ad alcune famiglie mongole
che visiteremo nei prossimi giorni.

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lunedì, 24 luglio

L'interrogaivo è: saranno arrivate le valigie da


Mosca?
Si, perchè noi abbiamo avuto quattro ore di ritardo
con Air China, i nostri compagni di viaggio sono Stanno campeggiando lassù, in mezzo alle
arrivati quasi puntuali con Aeroflot, ma senza centinaia di cavallette e agli strani animali con i
bagagli... lunghi pungiglioni!
Ahhhh, come inzio di tour non c'è male! Verso le 17.30 partiamo in auto per andare ad
Passiamo la mattinata al Monastero Buddhista avvistare i cavalli Takhi, gli unici equini selvatici
di Gandan, il più grande e frequentato di tutta la esistenti al mondo che non sono mai stati a contatto
Mongolia, con oltre 400 monaci. e non si sono mai incrociati con altre specie. Il
Assistiamo alla preghiera. C'è una enorme statua video su flora e fauna della zona che vediamo subito
alta 26 metri, non è Buddah, bensì uno dei suoi Dei: prima di partire interessa abbastanza poco più o
Megijd Jansaireg, il dio che guarda ovunque. meno a tutti.
Il Dalai Lama è considerato la sua reincarnazione. Il paesaggio del parco di Hustai è bello, i cavalli
Lasciamo il monastero e facciamo sosta in periferia non si avvicinano molto e dobbiamo acconentarci di
in un grande supermercato, per fare provvista di fotografarli col tele...
acqua e comprare roba da toilette per Antonio e Intanto, inauguriamo la bottiglia di vodka, che
Sandro. Batzezeg chiama 'la medicina' e che concluderà
Poco prima delle 13 siamo al campo tendato di tutte le nostre cene (quasi).
Hustai. Khustai Ger Camp, gher numero 10, molto Oggi abbiamo percorso 150 km di cui 50 di pista.
carina. Domani ce ne aspettano 290 per arrivare fino a
C'è la corrente quindi posso ricaricare la Canon. C'è Kharkhorin.
una gigantesca teiera, non c'è il wi-fi... anzi, non c'è Nel frattempo abbiamo una coinquilina: una gatta un
proprio campo! Durante la nostra passeggiata in po' cicciotta si è infilata nella nostra gher e non ne
cima alla collina di fronte al campo troviamo una vuole sapere di uscire!
coppia di backpackers, lei è canadese, di Victoria, Fa meno freddo di quello che pensavamo... la base
lui è 'americano' (lo dice lei... senza specificare della gher è piena di pertugi da cui passa l'aria e la
di quale nazione... come se non fosse americana gatta è libera di entrare ed uscire...
anche lei?!?).

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marted,ì 25 luglio Alloggiamo all' Ikh Mongol Ger Camp.


Prima pranziamo e poi prendiamo possesso delle
Dopo esserci alzati tre volte nel corso della notte gher. Siamo alla numero 20.
per andare in bagno con la torcia, fra lampi, pioggia Sandro e Antonio sarebbero dovuti essere alla
e vento, arriva la mattina... siamo tutti svegli poco 19, ma il loro copritetto col vento faceva rumore e
dopo le sei. Antonio si lamentava così Batzezeg ha fatto cambio
Ci presentiamo a colazione prestissimo. tenda con loro cedendogli la 21.
Quando finalmente sul tavolo del buffet oltre al cibo
arrivano anche i piatti possiamo mangiare! I letti sono durissimi e i cuscini hanno i chicchi di riso
Alle 8 siamo già in partenza... dentro... sarà dura dormire stanotte! C troviamo a
Nel frattempo al campo è arrivata la telefonata di 370 km da UB.
Mistral: le valigie di Antonio e Sandro sono arrivate!! C'è il sole e fa piuttosto caldo, per fortuna si sta
Ad Antonio non lo diciamo... Avrà la sorpresa per alzando un po' di vento! Le docce sono caldissime...
strada ad una ventina di km dal campo, quando meno male: ieri ad Hustai erano freddine...
lungo la pista una jeep che arriva in direzione Cinquanta minuti di passeggiata prima di cena per
opposta si ferma per effettuare la consegna! fotografare i tetti colorati delle case di Kharkhorin
e poi fino al ponte per scendere al fiume Okhron.
Viaggiamo in direzione Kharkhorin, l' antica capitale Al campo a cena ci portano il riso impiattato a
Karakorum. Il paesaggio è stupendo. forma di cuore con il 25 scritto con la salsa! Oggi
Poco dopo l'abitato di Lun ci si presentano scene di festeggiamo le nostre nozze d'argento!! Niente
vita di campagna meravigliose... il fiume, i cavalli, vino però... qui non si trova! Si sta bene in questo
le mandrie al pascolo... il gregge che blocca la campo, ci sono tanti viaggiatori di ogni dove e di
circolazione stradale... Un altro gregge... ed Aruka tutte le età... il posto mette tranquillità... A tutti tranne
aiuta il pastore in motocicletta a portare gli animali che ad Antonio che quando si vede servire la carne
dall' altro lato della strada! ricoperta di salsa esplode!! Ma qui non ce la si
Sosta per la cerimonia benaugurante intoro all' può fare:i mongoli non vedono l'ora di impreziosire
Ovoo: prendiamo tre sassi e facciamo tre giri intorno i loro piatti versando questa roba che assomiglia
a questa montagnola di pietre lanciando ogni volta vagamente alla nostra mostarda!
un sasso sul cumulo di pietre che già ci sono... A Che dire? Gran bella giornata oggi, piena di foto!
forza di soste fotografiche arriviamo al campo di Domani?? Boh?? Strano ma vero... questa volta non
Kharkhorin alle 13.30. ho imparato il programma a memoria!!

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mercoledì, 26 luglio Beviamo il latte di cavalla appena munto, la


vodka allungata con latte ed acqua, assaggiamo
L'obiettivo di giornata è Ognii, a metà strada fra il burro di yak e il formaggio di yogurt...
Kharkhorin e il Gobi. Soppravviviamo a tutto!
Nessuno di noi ha dormito granchè, a causa del
letto durissimo... Dopo 90 km arriviamo al container allestito per
Facciamo colazione e alle 8 siamo già in auto. il pranzo... Mangiamo... sono le 14, mancano
Saliamo sulla collina dietro la città, in teoria per ancora 180 km ad Ongii e saranno tutti di
vedere il monumento dedicato alle conquiste sterrata!
mongole... L'unico villaggio che incontriamo è Saica Ovo e
In pratica la nostra attenzione va tutta alle ne approfittiamo per fare benzina.
mandrie di cavalli e mucche che si alternano per Il paesaggio è sempre più desolato, gli animali
l'abbeveraggio nella vallata del fiume Okhron... scompaiono... fino a 10 km dall'arrivo quando la
l'unico che segue le spiegazioni di Batzezeg zona ritorna ad essere un po' collinare.
intorno al monumento è Stefano! Arriviamo al Secret of Ongii Camp poco prima
delle 18, incredibilmente senza forare.
Ci spostiamo poco distante, dove troviamo una Siamo alla gher numero 2. Fa caldissimo!
pietra che avrebbe dovuto impedire gli interessi Dopo cena andiamo a piedi alle rovine del
dei giovani monaci di Erdene Zuu verso le Monastero di Ongii, che secondo il programma
giovani donne del villaggio. di viaggio dovrebbero essere 'spettacolari' e
creare 'effetti scenografici straordinari'... Secondo
Lasciamo la strada asfaltata, che non vedremo noi invece come rovine sono un po' troppo...
più per alcuni giorni, e prendiamo una delle tante rovinate...
sterrate a libera interpretazione dell'autista... Giusto un paio di foto di circostanza e poi
Infinite soste fotografiche fino al ristorante (un rientriamo al campo in tempo pe rlo spettacolo di
container in mezzo al nulla)... cavalli, yak, anse costumi tradizionali... che dura ben sette minuti!
di fiumi, prati e verdi colline, famiglie nomadi...

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Lela Poleggi photography


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giovedì, 27 luglio al senape, al rosso, di nuovo verde.


Il nostro camp è vicino a Bayanzag, che si
8.18 partenza dal campo dopo avere già fatto chiama così perchè questa zona è piena di
nell'ordine: tre quarti d'ora di camminata in piante che si chiamano 'zag' e che vivono
cima alla collina, colazione, consultazione anche senza acqua e piacciono tanto ai
delle 'caviglie di capra'... Cosa sono le caviglie cammelli.
di capra? Un po' ovunque qui in Mongolia si Fa sempre più caldo... speriamo sia vero che
trovano dei contenitori pieni di questi ossicini. di notte la temperatura scende drasticamente!
Ne prendi quattro e li lanci, un po' come con i La montagna che si trova tutt'intorno si chiama
dadi. 'Tre Bellezze'... nome tradotto in italiano e che
Nel frattempo formuli una domanda e a in mongolo è impossibile sia da dire sia da
seconda di come ricadono gli ossicini hai la scrivere.
risposta, Infatti in base al lato che ricadendo E' la parte terminale della catena dell'Altai e
resta girato verso l'alto l'ossicino rappesenta un in questi giorni ci capiterà di doverla valicare
cavallo, una capra, un cammello o una pecora. diverse volte.
In base ai quattro animale che 'escono' si ha la Siamo al Mongol Gobi Gher Camp, tenda 21.
risposta alle domande... Nel primo pomeriggio restiamo in gher tentando
Se ad esempio escono quattro cavalli sarai di sopravvivere al caldo, fino a quando non si
molto fortunato!! Oppure ci puoi fare una alza un vento fortissimo e comincia a piovere.
specie di gioco di società: ognuno prende tante
caviglie e le lancia, quando due escono girate Più tardi raggiungiamo le bellissime formazioni
uguali ne mette da parte una e ha già fatto un rocciose di Bayanzag.
punto. In serata, cibo mongolo: Khuushuur (ravioli fritti
Alla fine chi ha messo da perte più caviglie nel grasso)... hanno la forma dei tortelli, fuori
vince! sono di grano saraceno dentro c'è del manzo
macinato.
Abiamo percorso 160 km per arrivare al Gobi, Dopo cena ritorniamo a piedi al roccione,
fermandoci all'incontro con i cammelli di rischiando di perderci al ritorno nell'oscurità
Battriand. più totale che annullava qualsiasi punto di
Superato il paesino (se così si può definire) di riferimento.
Mandan Ovo siamo entrati nella provincia del
Gobi del Sud.
Il paesaggio cambia in continuazione, dal verde

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Lela Poleggi photography


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venerdì, 28 luglio

Piove! E così abbiamo anche provato


l'emozione di dormire in gher sentendo la
pioggia!
C'è anche molto vento, ma il tempo
dovrebbe rimettersi al bello nel corso della
giornata. Infatti, quattro ore di piste per
arrivare all'Erdene Gobi Camp, ai piedi
delle dune, ed il sole c'è! Siamo alla dacia
numero 5: stanotte niente gher, si dorme in
queste casette di legno con il bagno privato!
E' una vera emozione riavere una toilette
tutta per noi!
Abbiamo fatto benzina a Bulgan, svegliando
per telefono il benzinaio che si è presentato
in accapatoio rosso e fucsia.
Abbiamo anche fatto rifornimento di acqua.
Mai percorso una strada come quella di
stamattina!
Qui autisti e guide 'navigano' a vista
orientandosi con le montagne! Abbiamo
valicato le Tre Bellezze e siamo arrivati
nella zona di Khongor.

Ventisette minuti: è il tempo che impiega


Stefano per salire sulla duna più alta del
Gobi! Trecento metri!!
Io ci impiego quattro minuti in più... posso
cercare giustificazioni nel fatto che mi sono
fermata per scattare fotografie e anche
nel fatto che mi ero messa dietro ad una
vecchietta coreana per salire a zig zag e
non ho voluto superarla...
Lassù in cima alle dune è bellissimo!
Abbiamo seguito il crinale cambiato duna,
per poi ritornare sulla prima che avevamo
raggiunto e che è anche la più alta del
Gobi...
Siamo scesi in cinque minuti, correndo giù
per la ripida parete di sabbia... Antonio e
Sandro non sono saliti... cioè... ci hanno
provato poi hanno desistito...
Sulla via del ritorno al camp ci siamo fermati
a fotografare un gruppo di cammelli.
Ambientazione ideale: le loro piante 'zag',
il cielo blu, le dune del Gobi... Se quando a
scuola mi parlavano del Gobi mi avessero
detto che un giorno sarei salita sulla duna
più alta di questo deserto non ci avrei
creduto!

Per cena, cibo mongolo: Tsuvan, tagliatelle


con carne e verdure. Un po' un 'mattoncino'
da mandare giù però buone... E...
emozione... vino Malbec!
Solita vodka post cena e poi passeggiata
intorno al camp...
Meglio non allontanarsi troppo qui:
mancano i punti di riferimento per tornare e
il camp non è nemmeno tanto illuminato!

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Sabato, 29 luglio persone che aspettano di sedersi.

Ore 8.00, stiamo per lasciare il Gobi Erdene Camp Il mio Choco Pie finisce ad Aruka, che non dice mai di
e quindi anche la nostra dacia di legno con bagno e no a qualunque cibo!
doccia privati... d'ora in poi saranno solo gher fino ad Percorriamo 55 km per arrivare alla Yol Am, la Valle
UB. delle Aquile... anche se le aquile non c'entrano e non ci
130 km di sterrata per arrivare a Bayandala. sono.
Costeggiamo le dune di sabbia per le pirme due ore di Quando fu fatta la prima traduzione dal mongolo 'yol
viaggio. am' a qualcuno suonò un po' come 'eagle' e allora saltò
Incontriamo anche le gazzelle. fuori questo nome...
Arriviamo in paese con una mezz'ora di anticipo rispetto In realtà il posto è pieno di uccelli 'quelli che raccolgono
al pranzo e ne approfittiamo per una passeggiata. le ossa' dice Batzezeg.
Ci sono gher, palazzi in stile sovietico, case basse,
case con anche il primo piano... Il nostro ristorante Questo è uno dei luoghi più incantevoli della Mongolia!
è dentro ad un edificio che a noi sembra tanto una Ci sono piante simili alla lavanda un po' ovunque.
banca... La gola in cui ci inoltriamo a piedi per diversi km è
Non è un vero e proprio ristorante: ci sono una piccola bellissima.
cucina, tre tavoli e un bagno messo un po' maluccio. Vediamo le famose aquile o quel che sono... e i
C'è anche una piccola televisione, e all'improvviso simpatici paki, topolini un po' cicciotti che si nutrono
realizziamo che nell'ultima settimana non ne abbiamo di erba perchè in effetti appartengono alla famiglia dei
mai vista una! (e non siamo stati per niente male...). conigli.
Il pranzo è delizioso, il migliore del viaggio: ci sono E poi ci sono gli uccellini dalla piume rosse che si
i Buuz, i ravioli giganti con carne di manzo... e le spostano da una roccia all'altra.
immancabili carote julienne, le patate con le erbette, il E colline verdi, ruscelli, cascate...
riso , lo spezzatino.
Il dolce è un Choco Pie, ce lo ha comprato Batzezeg al Davvero un bel posto!
market chiedendoci di andarlo a mangiare fuori perchè
il nostro tempo a tavola è scaduto e ci sono altre

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Proseguiamo il nostro viaggio ed arriviamo al Gobi Oasis Ger Camp,


tenda 14... tenda matrimoniale... abbiamo anche due poltroncine e una
specchiera! Impossibie fare quasiasi cosa in attesa della cena: il caldo
è invalidante! Si fa persino fatica a non fare nulla!
Il tavolo a cena è enorme! Sembra uno di quei tavoli per conferenze...
ma ci serve tutto! Ci hanno portato piatti di maiale speziato, manzo,
pollo, riso, carote, zucchine... La solita vodka... la famosa 'medicina'...
Concludiamo la serata con un'oretta di passeggiata lungo la sterrata
che porta alla strada asfaltata.

Domenica, 30 luglio che secondo i mongoli ricorderebbe una stupa.


Facciamo un po' di foto alla base della montagna e poi
Cinque ore di sonno consecutive... E' record qui in decidiamo di seguire una coppia di parigini e saliamo
Mongolia! sulla cima.

Partiamo ed arriviamo come prima tappa a Dalanzalag, Convinciamo anche Sandro ed Antonio a salire a piedi.
dove facciamo rifornimento di acqua e... emozione... Decidiamo poi, solo noi due, di rientrare al camp
Coca Zero!! camminando, un'ora e un quarto di camminata.
E passeggiamo anche dopo cena, fino al boschetto di
I primi 150 km di strada sono asfaltati (d'altra parte a olmi...
Dalanzalag c'è anche un piccolo aeroporto). Rientriamo in gher intorno alle 22. Sarà difficile dormire:
Lasciamo l'asfalto intorno alle 11 e ci ributtiamo sulle gli onnipresenti coreani sono sotto al gazebo proprio di
sterrate. 50 km di sterrato, persino più folle di ieri... e fianco alla nostra gher e fanno un bel po' di confusione!
continuiamo a non forare! Sarà una lunga e caldissima notte mongola!
Quando stiamo per arrivare allo Tsagaan Suwarga
Ger Camp, lo Stupa Bianco ci appare in utto il suo Intanto, abbiamo lasciato la provincia dell' Umun Govi e
splendore e la sosta fotografica è d'obbligo. siamo entrati in quella del Dund Govi.

Arriviamo al camp in tempo per il pranzo.


Gher numero 1.
Il termometro oscilla tra i 39 e i 40 gradi.
Le gher sono molto essenziali, ma pulitissime.
I materassi non sono male. I cuscini come al solito sono
imbotti di riso... Non c'è luce elettrica.

Nel pomeriggio ritorniamo allo Stupa Bianco, che in


realtà non è uno stupa, bensì una montagna che acqua
e vento hanno eroso conferendole una strana forma

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Lunedì, 31 luglio
Ripartiamo.
Lasciamo il camp alle 8.15. Di nuovo strada serrata, direzione nord.
La notte è andata meglio del previsto, nonostante i Ci fermiamo da una famiglia.
coreani! E nonostante il caldo... La nostra idea era di andare nella gher a sinistra della
Ripercorriamo la pista fino allo Stupa Bianco e poi da li pista, che aveva davanti gli animali al pascolo, ma siamo
con un po' di fatica ne troviamo un'altra per proseguire stati anticipati da un'altra auto.
verso nord. Così abbiamo optato per la gher di destra.
Facciamo la nostra prima sosta fotografica ad una pozzo Di primo impatto ci sembra desolata e triste... Invece ci
pieno di cammelli e caprette che si alternano per bere. piace tantissimo!
Dopo circa 40 km ritroviamo l'asfalto e continuiamo Ci sono una mamma con i suoi due figli.
in direzioe di Mandalgovi, città capoluogo di questa I bimbi sono sul letto e dormono russando, non si
provincia del Dund Govi. accorgono nemmeno di noi... La mamma ci offre i dolcetti
Aruka vola sulle piste ad una velocità un po' folle (per poi da pucciare nel burro di yak e anche il the allungato col
come sempre rallentare sull'asfalto). latte.
Arriviamo al ristorante Nandal molto in anticipo per il Le regaliamo un po' di roba, fotografiamo i suoi bellissimi
pranzo e scopriamo che due giorni prima in questo paese bimbi, la carne stesa ad essiccare, la gher, lei...
c'è stata una festa di Naadam: non hanno niente da darci Ripartiamo. Tappa successiva: il massiccio granitico di
da mangiare, il cibo è tutto finito! Baga Gazrin Chuulu. Bello, pieno di bandierine tibetane
Cambiamo ristorante. che sventolano al vento...
Niente pecora e niente manzo: c'è rimasto solo del pollo.
Andrà bene. Nell'attesa che il pranzo sia pronto Arriviamo all' Erdene Ukhaa Ger Camp intorno alle
passeggiamo per le strade del paese. 17, gher 20. Riempiamo il tempo che manca alla
Aspettiamo poi altri venti minuti buoni per il cibo, con cena camminando fino alla mandria di cammelli che
Batzezeg dispiaciutissima per il ritardo... nell'arrivare avvistiamo dietro la collina.
Il dolce non c'è, ma lei va al market a comprarci dei
wafers ricoperti di cioccolato. I coreani sono anche qui!! Fa freddo. Ci sono almeno
A quanto pare qui in Mongolia il dessert non va oltre le venti gradi in meno di ieri! Pazzo clima mongolo!
mini macedonie 'compere' con tre pezzetti di frutta nella Battzezeg decide di chiederci la mancia con tre giorni di
ciotolina. anticipo, giustificando la cosa col fatto di essere rimasta
E spesso non ti danno nemmeno quello, così Batzezeg fregata da qualche turista, soprattutto avvocati e notai ci
ad ogni tappa va al market a comprarci qualcosa col dice...
cioccolato. Dice anche che la preferisce in euro piuttosto che in
Non abbiamo cuore di dirle che staremmo bene anche dollari e che la tariffa è 5 euro a testa per ogni giornata di
senza il dolce, così lo prendiamo e poi lo diamo ad viaggio... Bene così... Alla faccia della mancia che si da
Aruka... spontaneamente!!! Speriamo che nella notte lei e l'autista
non scappino senza di noi...

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Martedì, 1 agosto In ogni caso, dato che per i mongoli è un 'must'... è


obbligatoria anche per noi la foto di gruppo sotto al
Come stanno volando i giorni qui in Mongolia! monumento.
Siamo già in agosto!! E foto anche con l'aquila sul braccio.
Sono le 6.45 del mattino e fuori si sentono (non sappiamo Sapevate che un'aquila pesa venti chili?
perchè) le grida dei gabbiani (il mare più vicino dista In teoria quell'uccellaccio doveva restare aggrappato al
migliaia di km...). guantone, ma in pratica con i suoi artigli si è aggrappato
Stanotte abbiamo dormito col piumone! prima alla maglietta e di Stefano e poi al muscolo del mio
Come al solito, alle 8.15 siamo già in marcia. braccio!
Impieghiamo un'ora per percorrere i 45 km di sterrato che
ci separano dall'asfalto. Niente più piste... quasi quasi ci Si prosegue, destinazione Terelj.
dispiace! Sembra di essere sulle Alpi! Foto di rito sotto alla roccia
Prima sosta fotografica con due motociclisti in abiti a forma di tartaruga e poi ci imbattiamo in una festa di
tradizonali, quelli con le maniche lunghissime. Naadam.
Arriviamo a Zuumod in super anticipo sull'orario del Assistiamo agli incontri di lotta mongola (la lotta in cui
pranzo e anche stavolta ne approfittiamo per immortalare vince chi riesce a far toccare terra con un ginocchio
la vita cittadina. all'avversario), alle corse dei cavalli, al tiro con l'arco...
Faccio amicizia col sigore mongolo felice del fatto che Gli organizzatori ci offrono anche caffè e dolcetti!
stiamo visitando la sua città e cuirioso di sapere cosa Arriviamo al nostro campo, il Khan Terelj Ger CAmp,
pensiamo del suo Paese. tenda 22. Facciamo un mini trekking sulla collina fino
Pranziamo al coreano, mangiando però mogolo: anche alle bandierine di preghiera tibetane. Poi escoper una
oggi Tsuvan. passeggiata a cavallo con una guida esperta che ha ben
Quando siamo già in auto pronti a ripartire mi accorgo di dodici anni!
avere dimenticato Arturo al ristorante!! Che panico! Insiem Anche qui a Terelj ottima cena. Ormai non ci stupiamo
a Battzezeg ritorno di corsa a recuperare il povero topo! E più! Qui in Mongolia si mangia davvero bene!! Il manzo
anche il mio cappellino e i due obiettivi che erano dentro di stasera era una delizia! Niente vodka... 'medicina' finita
allo stesso zainetto... ieri... Terminiamo la serata con una bella passeggiata
Pericolo scampato! Riprendiamo il viaggio: destinazione nella vallata. Fa un po' freddino: qualche coreano fa
Statua di Gingiss Khan... Ma che pacchianata di statua!!! accendere la stufa nella gher.

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Mercoledì, 2 agosto Nel pomeriggio andiamo allo spettacolo di danze


tradizionali mongole, che non è per niente male e durante
Alba: camminata di nuovo su per la collina fino alle il quale si esibisce una meravigliosa contorsionista.
bandierine tibetane e poi giù nella valle...
A cena siamo in un locale BBQ.
Deliziose frittelle a colazione. Tutti tranne Stefano che con lo stomaco sottosopra
Foto di gruppo con anche Battzezeg e Aruka prima di preferisce saltare la cena e farsi riaccompagnare in hotel
lasciare il nostro ultimo campo. da Aruka.

A metà mattina siamo già ad UB. Salutiamo Antonio e Sandro che domattina hanno il volo
Portiamo le valigie in camera al Grand Hill, stanza 514... di rientro molto presto.
una suite!
Gioved', 3 agosto
Andiamo al Department Store dove Sandro e Antonio
fanno gli ultimi acquisti.
Riusciamo a fare colazione fra una moltitudine di coreani
Noi in effetti il magazzino non lo vediamo neanche,
e poi scendiamo nella hall per incontarci con Aruka e
perchè nel frattempo andiamo dentro ad un bugigattolo:
Battzezeg.
capelli e manicure (smalto compreso) per Stefano... tattoo
per me!!! Eh già!!!
Abbiamo in programa la visita di Ulan Baatar.
Ce l'ho fatta a farmi tatuare in Mongolia!
Andiamo a Piazza Beatles, dove c'è il monumento
Il tatuatore si chiama Jargal, detto Jack. cambia un po'
dedicato ai quattro di Liverpool, fatto costruire dall'ex
il mio disegno migliorando notevolmente la forma degli
sindaco che era un appassionato della loro musica.
stupa e della gher... 40000 tugork... 13 euro.
E poi andiamo alla fabbrica di cachemire Goyo dove
Stefano si compra un maglioncino.
Pranziamo come sempre tutti insieme in una terazza al
Lo stadio, la stazione dei treni... Tappa successiva:
sesto piano di un palazzo.
Piazza Sukhbaatar, la piazza principale della città.
Lo stomaco di Stefano comincia a fare un po' le bizze...
Andiamo in posta per spedire due cartoline e compriamo
E anche la gola di Antonio...
anche una bandiera della Mongolia.
Non sarà perchè ieri sera non abbiamo bevuto la vodka?
Quella vodka che Battzezeg chiama 'la medicina'?
Giancarlo Nitti Photography

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Pranziamo in una sorta di enoteca in cui però non


riusciamo a bere vino perchè l'unica bottiglia aperta lo è
Venerdì, 4 agosto
da chissà quanto tempo e il vino sa di liquore ed ha un Il volo notturno per Malpensa parte puntuale.
colore tendente al marrone... e l'unica altra bottiglia che il Atterriamo a Milano alle 6 del mattino...
gestore è disposto ad aprire è un vino dolce... Arrivano anche i bagagli! Chiamiamo la navetta dell'hotel
di Cardano al Campo e andiamo a recuperare la nostra
Nel pomeriggio: Museo dei Dinosauri e Museo di storia Peugeot. Verso le 10 siamo già a casa.
Nazionale...
E' ora di andare in aeroporto. Anche quello si chiama Un'altra bella avventura conclusa. 2200 km percorsi in
Gingiss Khan... Salutiamo Aruka. Mongolia, per la maggior parte su pista. Bravissimo Aruka
Battzezeg mi chiede di fare una foto insieme a lei perchè come autista... non sono mai stata male!
sono stata la prima turista che le ha chiesto di poter fare Campi tendati al di sopra delle aspettative. Anche il cibo!
un tatuaggio.
Sandro e Antonio ottimi compagni di viaggio.
Ultimo shopping nel negozio di cashmere e poi in quello E brava la nostra Battzezeg che è persino riuscita a farmi
di pelletteria in attesa del volo per Pechino. fare il tattoo!!
Partiamo con una mezz'ora di ritardo. Scattate 2806 foto.
Atterriamo nella capitale cinese alle 21.
I negozi sono tutti chiusi, tranne le profumerie che devono
obbligatoriamente restare aperte perchè ci si passa in
mezzo per andare ai vari gates.
Ristoranti chiusi.
Sono aperti solo Starbucks per il caffè e PIzza Hut.
Lela Poleggi
Stefano che non ha mangiato nulla durante il volo prende
una ciotola di minestrone e un the. Io prendo una birra.

Niente vino nemmeno qui a Pechino.

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NELLA TERRA
DEGLI AMISH
Storie d’altri tempi

A cura di Nadia Roncallo

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Nel cuore dei moderni, industrializzati,


tecnologici USA esistono alcune località
in cui il tempo sembra essersi fermato:

le terre degli Amish.


Il nostro viaggio prevede un tour di alcuni
Stati americani, le cascate del Niagara
e una parte del Canada ci siamo però
riservati il tempo per una deviazione in
Pennsylvania a Lancaster per vedere da
vicino una popolazione di cui abbiamo
solo sentito parlare o che abbiamo visto
in qualche film:

gli Amish.

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Sfuggendo alle persecuzioni di cui erano oggetto in
Europa nel 1600 si sono rifugiati negli States crean-
dosi loro spazi, evitando di integrarsi con gli indige-
ni e mantenendo i loro usi e costumi.

Gli amish sono persone tranquille, molto riservate


e generalmente non amano farsi fotografare nella
vita quotidiana perciò dobbiamo accontentarci di
immagini rubate mentre svolgono la loro attività
prevalente: l’agricoltura.

Questa popolazione rifiuta la modernità, i macchi-


nari, spesso anche l’elettricità e non utilizza acqua
corrente.

Gli amish risolvono eventuali diatribe all’interno


della loro comunità, si curano con erbe ma in caso
estremo si aprono alla medicina moderna e si adat-
tano anche alla necessità di utilizzare taxi.
Infatti non guidano ma si spostano solo con calessi
trainati da cavalli.

Gli stessi animali sono utilizzati nell’agricoltura, an-


che se i campi coltivati sono piuttosto estesi.

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Nadia Roncallo photography

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NELLA TERRA
DEGLI AMISH

La loro vita è scandita dalla calma e dalla luce del sole.

Ci si alza quando è giorno, si dorme di notte.


Non ci sono sveglie, telefoni, internet né si mangiano
piatti diversi da quelli tradizionali.

Arriviamo a una tipica farm che è aperta alle visite.


Ci ricevono graziose e riservate signore che parlano
fra loro in un dialetto tedesco (paese d’origine delle
comunità) e ci mostrano i loro manufatti (in vendita):
graziosi cuscini, tovaglie, tessuti, anche libri per bambini
in stoffa, molto belli e originali.

E come non fare acquisti? Così qualche “ricordino” lo


portiamo via.

Dopo questa visita al market veniamo guidati all’interno


di una abitazione “tipo”.

L’atmosfera ci porta indietro di più di 200 anni.


Stufe a legna, culle di legno, vestiti, scarpe: ogni oggetto
è un tuffo nel passato.
E dal racconto di chi ci accompagna, scopriamo
che le donne indossano abiti lunghi in tinta unita e
nascondono i capelli (che non tagliano mai) sotto cuffie
bianche o nere a seconda se siano o meno sposate.

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Nadia Roncallo photography

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Gli uomini vestono di scuro con gilet e bretelle non


sono ammesse cinture, non portano baffi perchè
non accettati ma, dopo il matrimonio, si fanno cre-
scere la barba come segno distintivo.

Il nostro accompagnatore ci spiega che la loro è una


scelta di vita ponderata e consapevole; infatti, dopo
i 16 anni, i giovani si allontanano dalla famiglia per
conoscere il mondo circostante, decidendo in se-
guito se tornare o meno a farne parte.

Certo è che il numero di Amish continua a crescere,


anche perché non è previsto alcun metodo anticon-
cezionale e ogni coppia ha in media 7 figli.

Non sono infrequenti matrimoni fra consanguinei.

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Nadia Roncallo photography

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Nadia Roncallo photography

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Abbiamo conosciuto molte cose di questo “mondo”.

Soprattutto abbiamo constatato quanto sia lontano


anni luce dal nostro quotidiano, ma ci ha colpito il
gran senso di serenità che lo pervade.
Ripartiamo.
Bastano pochi chilometri e rientriamo nella vita di
tutti i giorni degli States, proseguendo la nostra av-
ventura americana.

Nadia Roncallo

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UNA NOTTE
AL LAGO DI PILATO
FOTOGRAFIE DI ROBERTO GIANCATERINA

A CURA DI GIANLUCA VIGNAROLI

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Un torrido Martedì di fine Giugno, precisamente il la a meno di un anno da quando ho iniziato a ci-
20, dopo aver trascorso tre giorni in alta montagna mentarmi con l'alta montagna: il totale ora segna
il rientro non è stato dei migliori: il caldo, si fa per la lusinghiera cifra di 13 cime di cui nove valide per
dire, si è fatto sentire anche a quota quattromila, l'iscrizione al prestigioso "Club 4000".
ma è nulla in confronto a quello che si percepisce in
questi giorni al livello del mare. A tal proposito Ringrazio Alberto Zucchetti, prepa-
Sono proprio felice, la mia trasferta sulle Alpi Penni- ratissima Guida Alpina e tra i migliori alpinisti in cir-
ne è stata ricca di soddisfazioni e, grazie anche ad colazione, che ha affrontato vette in tutti i continen-
un tempo stupendo, ho avuto la possibilità di salire ti aprendo nuove vie: pensa un po', trascorrere tre
sulla vetta di ben sette cime sopra quota quattro- giorni con una palla al piede come me, grazie per la
mila. pazienza ed i preziosi insegnamenti!

L'aria ai 4000 ha un sapore particolare, ma biso- Adesso voglio prendermi qualche giorno di relax,
gna guadagnarsela, così scriveva il grande alpinista non a livello fisico, sinceramente non ne sento la
marsigliese Gaston Rebuffat. necessità, ma a livello mentale: devo staccare con
la montagna, devo trovare stimoli diversi, puntare a
A bocce quasi ferme (non sono trascorse nean- nuovi obiettivi che sicuramente tra qualche giorno
che ventiquattro ore!) posso tirare già le somme di si affacceranno all'orizzonte.
quest'avventura.
Il bilancio è ovviamente positivo, ho aggiunto altre Ed invece a scombussolare i miei programmi ci
sette vette al mio bottino personale di quattromi- pensa il destino...

Appena uscito dal lavoro ricevo questo messaggio di posta sulla pagina Facebook collegata al mio blog
“Avventure di Montagna”:
"Buona sera....mi chiamo Roberto e sono un fotografo freelance di Roma. Sabato dovrei andare al Lago di
Pilato per realizzare un servizio fotografico per il National Geographic.
Volevo sapere se per caso qualcuno di voi esperti si trova a salire verso il Vettore o sia disposto ad ac-
compagnarci al lago. Saremmo lieti di inserirvi nell'articolo e di fornire anche del materiale se vi fa piacere.

Grazie".

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Roberto Giancaterina photography

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Proprio lo scorso anno avevo assunto il ruolo di "guida"


durante l'escursione solidale che avevo organizzato per
raccogliere fondi per il Comune di Castelsantangelo
sul Nera dopo le prime scosse sismiche del 24 Agosto:
stavolta sarà diverso poiché saremo in numero limitato
(quattro persone in tutto) ed il tempo si prevede bello.
Speriamo non giungano altre "sorprese" a creare
problemi.

Vista la non percorribilità di alcuni sentieri per il


raggiungimento del lago dovuta al sisma dello scorso
anno, opto per un percorso che ho appena compiuto
meno di un mese fa, ossia quello che partendo da
Foce di Montemonaco segue la lunga cresta del
Monte Torrone fino ad arrivare alla cima del Monte
Vettore, per scendere poi al Lago di Pilato passando
per la Sella delle Ciaule: una lunga cavalcata, bella
ma faticosa. Parlandone con Roberto però decidiamo
di cambiare perché lui, Daniele e Marcello (gli altri
membri della compagnia) non avranno con sé la sola
dotazione escursionistica sulle loro spalle ma anche
tutta l'attrezzatura fotografica; portare per almeno 5 o 6
ore più di venti chilogrammi sulle spalle lungo sentieri
impervi e scoscesi è un grosso sforzo, devo trovare
un'altra soluzione... e siamo a Mercoledì.

Decido che dobbiamo salire per il sentiero più veloce


ossia quello che sale da Forca di Presta, bisogna
vedere se sarà possibile raggiungere quest'ultima
località con le nostre automobili. Passare da Ovest,
per Castelluccio di Norcia, è praticamente impossibile,
vediamo se si riesce a passare per Arquata del Tronto.
Scrivo una PEC e chiamo il centralino del Comune ma
non riesco a parlare con nessuno (è tardo pomeriggio):
nella e-mail allego la lettera di incarico da parte di
National Geographic recapitatami da Roberto e spiego
che l'accesso sarà necessario solo per un brevissimo
arco temporale.

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Roberto Giancaterina photography

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Intanto arriviamo a Giovedì pomeriggio, sto iniziando


a perdere la speranza di evitare ai miei compagni un
lungo tragitto quando arriva inaspettata una e-mail di
risposta direttamente dal Sindaco di Arquata che avalla
la mia richiesta. Bene! Questo importante tassello è
andato al suo posto!

La mattina del Venerdì contatto la segreteria del


Sindaco di Arquata che mi conferma l'autorizzazione
al passaggio, l'unica cosa da tenere presente è che il
pass non può essere inviato per via telematica quindi
Sabato dovrò ritirarlo personalmente prima che gli uffici
comunali chiudano ossia entro le 12:30: il male minore!

Comunico la notizia a Roberto che la accoglie tirando


anche lui un grosso sospiro di sollievo: definiamo gli
ultimi dettagli e ci diamo appuntamento per il giorno
dopo di fronte alla sede provvisoria del Comune di
Arquata alle ore 15:30.

Arriva Sabato mattina,


mi alzo, faccio colazione, preparo il materiale, saluto
mia moglie ed i miei bimbi (quanta pazienza hanno
con me...) e parto alla volta di Arquata del Tronto che
raggiungo dopo circa un'ora e mezza di tragitto stradale.

Ovviamente quello che a cui assisto mi lascia sbalordito


perché un conto è vedere la devastazione del sisma in
TV, un conto è vederla con i propri occhi e parlare con le
persone che hanno perso tutto nel giro di pochi minuti.

Mentre attendo per il rilascio del pass ho la possibilità


di parlare con alcuni dipendenti comunali che lavorano
in condizioni di emergenza, dentro i container: persone
che hanno perso la casa (alcuni purtroppo anche
alcuni affetti) ma non la dignità perché continuano ad
impegnarsi come se non fosse successo nulla.
In certi momenti mi sento di troppo, ho paura di sprecare
il loro tempo in un qualcosa di futile invece loro mi
rassicurano che non è vero ed il fatto che si parli del
Lago di Pilato e dei luoghi che lo circondano forse
servirà a ricordare che loro sono ancora lì...

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Proprio sotto la strada stanno costruendo delle che giocano di fronte alla Chiesa, degli anziani che
casette, i miei occhi oscillano tra questa vista che parlano all'interno del Bar del paese, della vita che
suscita in me speranza e le macerie del grazioso ora non c'è più in questi luoghi...
borgo che ormai non esiste più: mestamente, con il
pass in mano, salgo in auto e mi allontano da tutto Tra le macerie vi sono oggetti della vita di tutti i gior-
questo orrore. ni, cose che ora non appartengono più alle persone
che le usavano: dove sarà la famiglia che abitava in
Scendo verso la Salaria e svolto in direzione Ascoli questa casa?
Piceno: mentre salivo in mattinata avevo intravisto Nel migliore dei casi in un albergo o in un campeg-
un ristorante aperto, andrò lì per mangiare un boc- gio lungo la costa, nel peggiore non oso nemmeno
cone. immaginarlo...

C'è tanta gente, pochi turisti e molti fra Vigili del Fuo- Il piede rilascia la frizione e l'altro spinge sull'acce-
co ed operatori della Protezione Civile: penso che ci leratore, voglio fuggire al più presto da tutto questo!
vorranno anni prima che tutto torni alla normalità... Arrivo di slancio all'altro posto di blocco dove mo-
Ancora è presto e potrei prendermela comoda però stro nuovamente il pass: scambiate alcune paro-
il grande caldo non mi da tregua: un pasto veloce e le con il militare riprendo la mia marcia. Noto con
sono di nuovo in auto: nell'attesa dei miei compagni piacere che la strada finora non ha mostrato grossi
voglio andare in avanscoperta... danni dovuti al sisma: solo poco prima di giungere
a Forca di Presta devo rallentare di fronte ad una
Torno ad Arquata ed al posto di blocco all'ingresso spaccatura trasversale, per il resto tutto ok.
del paese mostro il mio pass: dopo i controlli di rito
da parte dei militari posso proseguire in direzione Finalmente ci sono, giunto a Forca di Presta scen-
Pretare prima e Forca di Presta poi. do dall'auto e respiro a pieni polmoni: qui è tutt'al-
Dopo pochi minuti di tragitto raggiungo quello che tra cosa! Il caldo opprimente non c'è più così come
era il borgo di Pretare, quasi completamente raso al quella cupa atmosfera che mi ha accompagnato
suolo dal sisma: mi fermo e dal finestrino osservo la nelle ultime ore: di fronte allo spettacolo offerto dal-
devastazione provocata dal terremoto... le montagne quanto di brutto visto finora finisce in
Chiudo gli occhi e cerco di immaginare come era secondo piano.
prima e quasi riesco a sentire la voce dei bambini

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Roberto Giancaterina photography

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Non c'è anima viva, di solito qui in questo periodo ci Scaccio questi brutti pensieri pensando a quello
sono decine di auto parcheggiate: questo è l'attacco che avverrà tra poche ore: non pensavo di tornare al
alla via più breve che conduce sia al Monte Vettore lago così presto ed invece a breve sarò nuovamente
che al Lago di Pilato, in estate questo luogo è lette- sulle sue rive.
ralmente preso d'assalto.
Chiamo Roberto e gli altri, purtroppo sono in ritar-
Una parte di me è contenta di ciò perché devo dire do, il traffico del fine settimana (loro provengono
che negli ultimi anni ho assistito ad una mercifica- da Roma) li sta attardando e non saranno sul luogo
zione della montagna senza precedenti: qui pur- dell'appuntamento prima delle 17:00 circa.
troppo in certe giornate salgono "cani e porci", nel
vero senso della parola. Salgo leggermente per prati verso il Vettore e mi di-
Forse la gente si dimentica che questo è un Parco e stendo a terra chiudendo gli occhi e svuotando la
vi sono delle norme da rispettare, sia quelle imposte mente in questa meravigliosa solitudine...
dai regolamenti che quelle imposte dal buon senso.
Sono le 16:30, è ora che scenda: supero i due posti
Abiti e calzature inappropriati, conoscenza nulla di blocco ed alle 16:50 sono di nuovo di fronte agli
dell'ambiente in cui si è ospiti, immondizia lasciata uffici provvisori del Comune di Arquata del Tronto.
in giro, cani non tenuti al guinzaglio, stelle appen-
niniche ed altri fiori strappati dal terreno, il rifugio Finalmente giungono anche Roberto e gli altri: dopo
Zilioli scambiato per urinatoio e cacatoio... le presentazioni di rito siamo pronti per partire di
Per non parlare poi di quello che accade sulle rive e gran carriera verso la nostra meta.
dentro le acque del Lago di Pilato: meglio mi fermi
qui!
Non lo so, forse tutto quello che sta accadendo è
un messaggio di avvertimento da parte della natura,
forse ci sta avvertendo che abbiamo oltrepassato
il segno, andando inesorabilmente verso il punto di
non ritorno...

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Giunti a Forca di Presta ci cambiamo d'abito, cari- segue: molti, forse troppi incidenti si sono verificati
chiamo sulle spalle i nostri zaini (con somma ver- in questo punto nel corso del tempo.
gogna ammetto che il mio è quello più leggero di All'inizio di questa parte di percorso è posta una tar-
tutti!) e ci mettiamo in marcia: sono le ore 17:46. ga del Parco dei Sibillini che pone in guardia sulla
sua pericolosità e sulla mancanza della segnaletica,
L'idea è quella di salire prima sulla cresta del Re- molte persone però incuranti di tali avvertimenti vi
dentore per scattare alcune e poi scendere al Lago si avventurano lo stesso trovandosi poi in difficoltà.
al calare delle tenebre, faremo in tempo? Ecco le ragioni per le quali non voglio affrontare al
Lo scopriremo una volta giunti al rifugio Zilioli, lì de- buio questo tratto, la luce delle frontali che abbiamo
cideremo il da farsi. al seguito offrirebbe una visione troppo circostan-
ziata ed incompleta.
La marcia intanto prosegue tra una chiacchiera e
l'altra, abbiamo la possibilità di fare conoscenza e Quasi ad esorcizzare queste preoccupazioni voglio
al contempo ammirare gli incantevoli paesaggi che mettermi alla prova e poco prima di giungere alla
ci circondano: racconto ai miei compagni delle mie "Croce Zilioli" (1950m) inizio ad accelerare, sem-
numerose ascese su queste montagne condendo pre più: "Vado in avanscoperta, seguite il sentiero!",
il tutto con aneddoti di vita vissuta ma anche con questo è quello che dico ai miei compagni.
i miti e le leggende che si tramandano da secoli e
che hanno fatto la storia di questi luoghi. Dobbiamo La croce ed il rifugio omonimo portano il nome
per forza di cosa parlare anche del sisma che ha dell'alpinista ascolano Tito Zilioli, deceduto il 30
colpito il centro Italia meno di un anno fa e tutte le marzo 1958, a soli 24 anni, durante una salita al
conseguenze che ha provocato: anche loro durante Vettore: la croce è posizionata proprio nel punto in
il breve tragitto in auto non sono rimasti indifferenti cui morì il giovane.
di fronte alla distruzione e devastazione.
La ragione di questa progressione sta nei discorsi
Il ritmo che stiamo tenendo è abbastanza blando, che avevo fatto con Alberto qualche giorno prima:
d'altronde, come dicevo, gli zaini sono molto cari- dopo un periodo vissuto in alta quota il corpo si abi-
chi e non posso pretendere di più: il rischio concreto tua a questo cambiamento e nei giorni successivi a
però è quello di non salire sulla cresta del Redento- bassa quota si potranno notare dei miglioramenti
re che ormai intravediamo quasi irraggiungibile di in termini di prestazione fisica dovuti alla maggior
fronte a noi. densità del sangue.

Sto davanti, a fare l'andatura, il mio pensiero ogni Il test è positivo, altroché!
tanto va al tratto più difficile che dobbiamo affron- In pochi minuti di marcia a ritmo forsennato perdo
tare ossia le famose "roccette": una ripida fascia di di vista gli altri ma, cosa più importante, sento che il
rocce posta all'ingresso della cosiddetta Valle del cuore non va troppo su di giri! Che sensazione ma-
Lago dove si dovranno superare delicati passaggi gnifica!
di I grado in disarrampicata.

Niente di insormontabile se si riesce ad individuare


subito il percorso giusto altrimenti il rischio è quello
di finire fuori sentiero con tutto quello che ne con-

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Roberto Giancaterina photography

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Mi fermo, in attesa, intanto ammiro la piana di Ca- lioli" raggiungiamo la cima del Monte Vettoretto
stelluccio ormai ben visibile. (2032m): da questo punto il rifugio Zilioli è ben vi-
sibile quanto lontano di fronte a noi. Adesso inizia
Da qui sembra tutto a posto, non si vedono segni la parte più faticosa del percorso, dopo una prima
lasciati dal sisma, il paesaggio è idilliaco: quello che parte quasi pianeggiante il sentiero riprende a salire
stona è che anche sforzandomi all'inverosimile non in un costante crescendo di pendenza che culmina
riesco a scorgere alcuno, è tutto fermo, non provie- con l'arrivo al rifugio.
ne alcun rumore. E' dura, i miei compagni avanzano stoicamente,
Il silenzio è quasi assordante e quello che riesco a passo dopo passo, ma il carico che grava sulle loro
provare è solo una immensa tristezza: penso agli spalle è notevole ed ogni tanto ci si deve fermare
abitanti di Castelluccio che non possono accedere per rifiatare.
alle loro abitazioni; penso ai contadini che nono- Visto che la traccia da seguire è ben delineata lascio
stante le grosse difficoltà di natura burocratico- andare Marcello (il più in "palla" dei compagni di
amministrativa sono riusciti ad effettuare la semina spedizione) in testa ed io mi posiziono nelle retrovie
della lenticchia; penso a quanto ci vorrà prima che con Roberto (che insieme a Daniele hanno i carichi
tutto torni alla normalità su quest'altopiano... più pesanti): un po' di supporto morale fa sempre
comodo!
I miei tristi pensieri vengono fortunatamente inter- Finalmente raggiungiamo l'agognata meta, siamo
rotti dall'arrivo dei miei compagni: Roberto appro- giunti di fronte al rifugio Zilioli (2250m), chiuso dopo
fitta di questo favorevole punto di osservazione per il sisma per le lesioni riportate: qui ci concediamo
tirare fuori dallo zaino parte del suo "armamenta- una breve pausa prima di intraprendere la discesa
rio" di avventura con i quali riprendo il cammino. che ci condurrà al Lago di Pilato (1941m).
Superato il lungo traverso successivo a "Croce Zi-

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Sono da poco passate le 20:00 ed anche con tutta io) di contattare ora i propri cari perché scendendo
la buona volontà ed impegno non riusciremmo mai non ci sarà più campo ed una volta espletate queste
a salire e scendere per la cresta del redentore prima operazioni saliamo sulla Sella delle Ciaule, qualche
che faccia buio: decido a malincuore che è meglio metro più in alto rispetto al rifugio, ed iniziamo poi a
rimandare a domattina un'eventuale ascesa sulle scendere per prati in direzione del Pizzo del Diavolo
cime che circondano ad Ovest la Valle del Lago. (2410m) che con i suoi bastioni dolomitici si erge
maestoso di fronte a noi.
Consiglio ai ragazzi (il vecchietto del gruppo sono

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In pochi minuti raggiungiamo la stretta fenditura Ponzio Pilato.


dove il manto erboso termina per lasciare spazio Condannato a morte dall'imperatore romano (Ti-
alle rocce calcaree: appare di fronte a noi la targa berio o Caligola? Non è molto chiaro, perché poi ri-
del Parco che ci avverte che a breve inizierà il tratto guardo la sua morte la tesi più accreditata è quella
alpinistico del percorso. Finalmente ci siamo, voglio del suicidio...) il suo cadavere fu chiuso in un sacco
proprio togliermi di torno questi passaggi! e venne affidato ad un carro di bufali inferociti, che,
lasciati liberi, avrebbero terminato la loro folle corsa
Individuo subito la flebile traccia tra lo sfasciume precipitando nel lago dall'affilata cresta della mon-
che contraddistingue questa zona ed iniziamo a tagna più alta dei Sibillini, che a quel tempo (errone-
scendere più marcatamente: in alcuni tratti è ne- amente) si credeva fosse la Cima del Redentore: le
cessario appoggiare le mani a terra ed aggrapparsi sue acque ribollirono e si tinsero del sangue di Pila-
alle rocce. to (la colorazione rossastra del lago in alcuni periodi
dell'anno è dovuta alla presenza del "Chirocefalo
Questi aspetti però vanno in secondo piano, i due del Marchesoni" di cui parlerò più avanti).
specchi d'acqua del Lago iniziano a mostrarsi e sot-
to la luce crepuscolare l'atmosfera ha dei contorni Un altro nome usato nell'antichità era quello di
fiabeschi: le fotografie si sprecano! "Lago della Sibilla", come si evince da una sentenza
Come dicevo ho imboccato fin da subito la giusta di assoluzione a favore della comunità di Montemo-
via e dopo alcuni minuti la tensione può già calare: naco, emessa dal Giudice della Marca Anconitana
stiamo percorrendo il lungo traverso che per ghiaio- De Guardaris nel 1452, per aver accompagnato ca-
ni ci sta conducendo sulle rive del Lago. valieri stranieri a consacrare libri magici ad Lacum
Sibillæ.
Da questo momento in poi, grazie al silenzio asso-
luto ed alla totale estraniazione, tutto diventa quasi Infatti nel Medioevo vi furono interventi delle auto-
surreale ed i ricordi di quanto vissuto assumono più rità religiose per condannare e vietare le pratiche
la parvenza di un sogno che della realtà. negromantiche: si legge in alcuni scritti del tempo
di un muro costruito attorno al Lago per renderlo
E' sempre emozionante trovarsi qui, forse finora non inaccessibile e di una forca posta all'imbocco della
l'ho evidenziato abbastanza, ma questo è un luogo valle come monito per chi si ribellava.
unico nel suo genere: per le sue caratteristiche oro-
grafiche e naturali è una delle valli più importanti dei "...se vi scopre qualcuno è male accolto (...) Non è
Sibillini; interamente circondata dalle cime più alte molto che vi sorpresero due uomini, uno dei quali
del gruppo, ne è il vero e proprio cuore. era un prete. Questo prete fu condotto a Norza e là
La testata è un circo contrassegnato da numero- martirizzato e bruciato; l'altro fu tagliato a pezzi e
se doline di origine glaciale e sul suo fondo giace gettato nel lago da quelli che l'avevano preso."
il Lago (o Laghi a seconda della stagione) di Pila-
to, che deve la sua origine proprio allo sbarramento (Antoine De la Sale, Il Paradiso della Regina Sibilla, 1421)
effettuato dalla soglia del circo e forse anche dalla
morena detritica.

Ma la sua unicità è dovuta anche ai miti ed alle leg-


gende che si sono succeduti nel corso dei secoli e
che hanno contraddistinto la storia orale e non di
questo luogo.
Il Lago infatti prende il suo nome dalla leggenda per
la quale nelle sue acque sarebbe finito il corpo di

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Roberto Giancaterina photography

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Nel museo della Grotta della Sibilla, presso Mon- nuota col ventre rivolto verso l'alto (a pancia in su).
temonaco, è custodita una pietra scura, detta "La Questo "gamberetto", come viene chiamato affet-
Gran Pietra", che reca incisi segni magici e ed è sta- tuosamente, prende il nome dal suo scopritore, il
ta rinvenuta proprio sulla riva del Lago: secondo la professore di botanica dell’Università di Camerino
tradizione infatti questo sarebbe il lago Averno da Vittorio Marchesoni, che, per la prima volta nel 1954
cui si entra nel mondo degli Inferi. scoprì questa piccolissima forma di vita.
Ciò che colpisce di più però, è che in alcuni docu- Fa parte della famiglia degli Anostraci, crostacei pri-
menti redatti a quel tempo, vi è l'insistenza degli au- mitivi costituenti di plancton di acqua dolce e la sua
tori nel sottolineare i "moti" delle acque del lago, che caratteristica più importante è che si può trovare in
ne alzano e ne abbassano il livello improvvisamen- un solo posto al mondo, ossia qui, nel Lago di Pilato.
te: di tale fenomeno ancora oggi non c'è un'attendi- Questo piccolo crostaceo ha imparato ad adat-
bile spiegazione scientifica. tarsi ai forti stress stagionali quali congelamenti e
prosciugamenti tipici di un ambiente severo come
Per quel che riguarda la flora è forte la presenza sui questo: per far fronte a tali difficoltà ambientali pro-
ghiaioni e sulle rocce attorno al Lago di graminacee duce delle "cisti", all’interno delle quali l’embrione,
quali il "pettenaccio" dai fiori stupendi; nei prati, più il cui sviluppo è arrestato, è isolato da una parete
in alto sono presenti anche le stelle appenniniche, protettiva che gli consente di conservare la vitalità
ma è sempre più raro trovarle grazie allo scempio fino a che non si ricreano le condizioni idonee alla
perpetrato da pseudo-escursionisti che ne fanno schiusa.
incetta infischiandosene della loro rarità e dimenti- Il Chirocefalo, purtroppo, è in pericolo di estinzio-
candosi che se si evita di raccoglierle, esse saranno ne per cause naturali, nel 1990 si pensava lo fosse
sempre lì quando si tornerà. dopo il totale prosciugamento dei Laghi dovuto alla
forte siccità di quel periodo, è importantissimo per-
Spostando il discorso sulla fauna invece bisogna ciò, soprattutto nei mesi estivi quando le acque si
dire che oltre alla presenza di numerose cornac- ritirano, rispettare la distanza di sicurezza
chie (il nome "Sella delle Ciaule" deriva proprio da dal lago segnalata; oltrepassare i cartelli posizionati
questo), nelle acque del Lago vive il famoso "Chi- dal Parco vorrebbe dire calpestare le cisti deposte
rocefalo del Marchesoni", un minuscolo crostaceo sotto i sassi provocandone inevitabilmente la rot-
di colore rosso corallo che misura 9-12 millimetri e tura.

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Tornando alla nostra spedizione, decidiamo di alle- me è la prima volta in notturna al Lago di Pilato e
stire il nostro campo base in un prato sulla riva di quanto sto vivendo è difficile da spiegare a parole.
Nord-Ovest, in una collinetta poco sopra il lago e tra
un boccone e l'altro iniziamo a scattare fotografie Le stelle intanto iniziano ad essere più vivide nel
come se non ci fosse un domani! firmamento grazie anche al fatto che è una notte
senza luna: non ne avevo mai contate così tante,
Siamo presi da una sorta di frenesia anche perché è sempre più difficile trovare luoghi dove l'inquina-
le condizioni di luce mutano in continuazione ed mento luminoso non crei problemi in tal senso.
una immagine è sempre diversa dalla successiva, Da Sud-Est pian piano la Via Lattea sta iniziando a
anche scattata a distanza di qualche minuto. Pian mostrarsi ed i nostri occhi non riescono a staccarsi
piano calano le tenebre ed i dispositivi a mia dispo- dal suo sorgere.
sizione diventano inutilizzabili e qui Roberto inizia a Mentre Roberto e Daniele sono al lavoro, io e Mar-
sfoderare le sue capacità tecniche oltreché tutto il cello ci infiliamo dentro i sacchi a pelo: non posso
materiale che faticosamente si è portato appresso. dire che faccia freddo, la temperatura è intorno ai
Osservo ed imparo moltissime cose, d'altronde è lui 12-13°C, lì dentro però si sta meglio, specie se si
il fotografo professionista, io sono solo un dilettante è distesi a guardare le stelle; non possiamo che
in confronto. apprezzare questo tepore. Intanto con tutti i sensi
completamenti appagati da quanto stiamo vivendo
Non c'è alcun rumore se non quello prodotto dai finiamo, senza neanche accorgercene, tra le braccia
nostri passi e dalle nostre voci: parliamo sottovoce, di Morfeo.
quasi per recare disturbo a quello che ci circonda.
Nel frattempo ci meravigliamo di quanto sta avve-
nendo e condividiamo le nostre emozioni: anche per

Roberto Giancaterina photography

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Il mio sonno è costellato da immagini riguardanti il l'unica punto presso il quale è consentito stare vici-
Lago, dai miti che lo riguardano, dal fatto che vi sia no al bordo del Lago senza il rischio di danneggiare
poca acqua ma il tutto non assume toni dramma- le cisti.
tici, anzi, al contrario le sensazioni che provo sono Anche da qui però a causa del basso livello delle ac-
di serenità e tranquillità ed è con questa calma che que siamo lontani, di poco ma lo siamo: come risol-
arriva l'aurora senza che me ne accorga... vere questo problema?
E qui Roberto entra nuovamente in scena, poteva
Sono il primo ad alzarmi, gli altri ancora dormono: mancare secondo voi un'asta telescopica nella sua
scoprirò in seguito che Daniele e Roberto hanno dotazione fotografica?
fatto le ore piccole mentre io e Marcello ronfavamo Detto fatto! Dopo alcuni tentativi e dopo aver ruota-
beatamente. to di 180° lo smartphone per poter utilizzare la foto-
Faccio un giro e assorbo con gli occhi ogni singolo camera posteriore (quella con più risoluzione) e non
dettaglio che riesco a percepire: chissà quando avrò quella frontale riusciamo a "beccare" il "gamberetto"
nuovamente la possibilità di trascorrere momenti che è vispo e vitale come non mai!
simili sulle rive di questo Lago. Questa constatazione mi rende felice dopo i timori
Tra poco sorgerà il sole, meglio avverta gli altri, ci dei mesi scorsi: che bello!
sono molte altre fotografie da scattare! Altre foto, altre riprese e a malincuore decidiamo
Il nostro bivacco riprende vita, ci vorrebbe proprio che è giunta l'ora di partire: vorremmo rimanere qui
un bel caffe ma non abbiamo l'occorrente con noi: per sempre ma non è possibile, dobbiamo essere a
altro peso da portare ma più che altro avremmo in- casa per il pomeriggio quindi raccogliamo le nostre
franto le norme del Parco, qui non si possono pian- cose e ci mettiamo in marcia.
tare tende ne tantomeno accendere fuochi; dobbia- Con Roberto decidiamo che non serve salire sulla
mo accontentarci di un succo di frutta e di alcuni cresta del Redentore, abbiamo già materiale a suf-
biscotti. ficienza al quale possiamo aggiungere alcune mie
Adesso, oltre che fotografare il Lago e le montagne fotografie di qualche settimana fa scattate proprio
che lo circondano, dobbiamo scoprire se il Chiroce- da quelle vette, dove si vedono gli effetti provoca-
falo è già presente nei bacini del Lago oppure no. ti dal terremoto, tra cui le famose spaccature sulle
Per fare questo ci portiamo sulla riva Nord-Occi- montagne dei Sibillini di cui tutti parlano.
dentale, in una zona dove sono presenti delle rocce, Che nottata! Neanche sembra vero averla vissuta!

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Roberto Giancaterina photography

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Percorriamo a ritroso il percorso della sera prima tro esempio è quello dato dal fiume Nera che subito
ed in meno di tre ore siamo nuovamente alle no- dopo le scosse aveva più che raddoppiato la sua
stre auto; raggiunta nuovamente Arquata del Tron- portata d'acqua.
to ci salutiamo e promettiamo che questa non sarà In alcuni casi però il problema è stato opposto, os-
la nostra prima ed unica esperienza insieme, ce ne sia che alcune sorgenti in alta quota, come quella
saranno altre: l'empatia che si è creata nelle poche ad esempio che si trovava a ridosso di San Pellegri-
ore vissute a stretto contatto merita di essere con- no, sulla strada che da Norcia porta ad Ascoli Pice-
solidata ed approfondita. no, adesso è completamente asciutta; il laghetto di
Foce di Montemonaco che è completamente pro-
Mentre sto scrivendo queste righe, a distanza di sciugato... ecc...
qualche settimana da quella notte, delle brutte sen-
sazioni e dei cattivi presagi affollano la mia mente, Questi sono solo alcuni esempi, e ve ne saranno si-
il timore è quello che questa potrebbe essere stata curamente altri, dei risultati visibili a livello superfi-
l'ultima volta che ho visto il Lago di Pilato così come ciale di quanto accaduto a livello sotterraneo grazie
ho sempre fatto fin dalla mia infanzia. al sisma che ha colpito il centro Italia.
Intanto il Lago ad inizio Agosto si è prosciugato
Riguardo il Chirocefalo, almeno per quest'anno è completamente, proprio come accadde nel 1990.
salvo: ha già completato il suo ciclo vitale deponen-
do le uova. Come finirà questa storia? Mi auguro di cuore con
La paura invece è per l'esistenza stessa del lago: un Happy End, anche se per avere risposte bisogne-
è vero, ci sono state altre stagioni parecchio aride rà attendere la fine di Maggio del prossimo anno,
con il livello delle acque al minimo, stavolta però è sperando che l'inverno che verrà porti copiose pre-
diverso, c'è stato un terremoto di mezzo che oltre a cipitazioni, ma più che altro che non sia modificato
distruggere in superficie potrebbe aver modificato qualcosa a livello sotterraneo sotto il lago: questo è
qualcosa a livello sotterraneo. il grosso quesito al quale nessuno ancora ha dato
una risposta, il quesito al quale sono legate le sorti
Parlando di fatti concreti un esempio su tutti è quel- del Lago di Pilato.
lo del dimenticato torrente "Torbidone", nei pres-
si di Norcia, scomparso per quasi sessanta anni e Gianluca Vignaroli
riapparso dopo le scosse dell'Ottobre 2016 con la
portata non irrisoria di 350 litri al secondo; un al-

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Roberto Giancaterina photography

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A cura di Alessandro Braconi

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Una lugo magico nella splendida costa del Nord Iralnda

I paesaggi Irlandesi sono come ve li immaginate: prati verdi, colline dolci


e sconfinate, senza alberi, poche case, tante pecore.

La pioggia fa parte del paesaggio cade frequentissimamente per pochi


minuti e crea un'atmosfera surreale, che da alle foto un fascino speciale.
Tecnicamente il paesaggio Irlandese si adatta all'utilizzo di obiettivi gran-
dangolari fino ai piu spinti che all'utilizzio di teleobilttivi che comprimendo
i piani creano scatti molto interessanti.

D'obbligo l'uso di un treppiede stabile in quanto il vento è sempre presen-


te con a volte raffiche importanti, inoltre consiglio l'utilizzio di filtri GND
e ND per chi come me cerca di portare a casa lo scatto il piu possibile
pronto senza dover perdere troppo tempo nella post-produzione.

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Il periodo migliore per visitare l'Irlanda dal punto di grafici architettonici, paesaggistici fino ad arrivare
vista fotografico è la primavera, che regala colori a un'infinita possibilià di scatti street, per passare
fantastici prati e colline di un verde pazzesco, sco- alla campagna Irlandese dove regna la piu assluta
gliere a picco sul mare sferzate da venti costanti, tranquillià e vastita di paesaggi zone dove non trovi
tramonti inaspettati dopo giornate di pioggia o gior- insediamenti umani per ore, ma zone che ti legano
nate terse con cielo azzurro in contrasto con i prati alla natura alle origini ancestrali di queste terre ric-
e il blu del'oceano. che di stora, fino ad arrivare alle scogliere a picco
sul mare con dei Fari incastonati che sono un per-
L'Irlanda è di sicuro un'esperieza fotografica emo- fetto connubio tra architettura umana e natura.
zionante da vivere on the road.
Si passa dal caos cittadino di una Dublino città gio-
vane e mondana ma riccchissima si spunti foto-

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chán an Aifir, ed è un affioramento roccioso natura-


le situato sulla costa nord est irlandese a circa 3 km
a nord della cittadina di Bushmills, nella contea di
Antrim in Irlanda del Nord composto da 40000 co-
lonne basaltiche di origine vulcanica; la suggestiva
conformazione delle rocce ha ispirato antiche leg-
gende che narrano di giganti e di titaniche battaglie.
Fotograficamente il luogo che mi ha fatto rimanere Il Selciato del gigante è stato inserito nella lista dei
a bocca aperta ed infatti nel mio viaggio ci sono tor- Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1986; la co-
nato varie volte sicuro di trovare condizioni fotogra- sta su cui insiste il sito, è una riserva naturale nazio-
fice sempre diverse ed esaltanti è stato Il Selciato nale dal 1987 gestita dal National Trust for Places
del gigante o Giant's Causeway, in irlandese Clo- of Historic Interest or Natural Beauty.

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LA LEGGENDA

La leggenda più diffusa sulla sua origine riguarda il


gigante Finn Mc Cool il gigante più forte e coraggioso di
tutta l'Irlanda.
Viveva felicemente insieme alla moglie Oonagh
sulla splendida costa irlandese di Antrim, fino a che,
un giorno scoprì di avere un rivale che lo scherniva
dall'altra parte del mare, sulla costa scozzese.

Arrabbiatissimo Finn raccolse una zolla di terra e la


scagliò violentemente verso l'avversario ma l'enorme
masso arrivò soltanto in mezzo al mare (ed oggi è
l'isola di Man).

Il gigante cominciò allora a costruire un lungo sentiero


fatto di enormi e pesanti pietre esagonali ( e lo stesso
fece Benandonner dall'altra parte) che gli permettessero
di arrivare in Scozia senza doversi bagnare i piedi, ma
non appena scorse il nemico dall'altra parte, rimase
a tal punto sorpreso delle sue enormi dimensioni che
spaventato, decise di tornare immediatamente indietro.
Raccontò tutto alla moglie che subito lo invitò a
spogliarsi per vestire i panni di un (insolito) bambino
aiutandolo a sdraiarsi dentro ad un enorme culla.

Quando Benandonner arrivò e lo vide immaginò si


trattasse del gigantesco figlio di Finn.
"Ma se il piccolo era così terribilmente grosso allora
come doveva essere il padre?"

Credetemi che il luogo è così perfetto e straordinario


che è molto più facile credere alla legenda piuttosto che
immaginare che sia opera della natura.

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In realtà sessanta milioni di anni fa l'intera contea di Antrim fu soggetta


a una intensa attività vulcanica, che provocò l'intrusione del basalto fuso
e molto fluido attraverso dei letti di gesso, formando un vasto plateau
lavico.

La lava, a contatto con l'acqua e l'atmosfera, si raffreddò rapidamente


conformandosi nelle attuali colonne esagonali basaltiche.

Alessandro Braconi

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A CURA DI PAOLO BUCCHERI

ARUNDEL
UNA VISITA AD UNA CITTADINA DELLA PROVINCIA INGLESE

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A R U N D E L

Situata nella immediata periferia dell’importante centro turistico - balneare di


Brighton, la cittadina di Arundel conserva in sé tutte le caratteristiche tipiche di
un piccolo ed antico borgo della campagna inglese.

Sito in uno scenografico declivio che fa da cornice al fiume Arun, in epoca me-
dievale costituiva il porto che collegava le aree limitrofe al mare.
Quest’aspetto del disegno urbano della cittadina è avvalorato anche dal fatto
che il centro è raccolto tutto attorno al Castello, che risale ai tempi dei Norman-
ni, con rifacimenti in stile neogotico tra la fine del 700 e l’inizio del 900.

Nella visita al castello si possono ammirare, oltre agli appartamenti riccamente


arredati con antico mobilio d’epoca; solo alcune parti che risalgono all’origina-
ria architettura medievale: come l’ingresso principale col proprio ed imponente
corpo di guardia.

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A R U N D E L
Pur tuttavia, durante la nostra visita abbiamo avuto modo di assistere, presso
la locale cattedrale diocesana, anch’essa realizzata in stile neogotico, avente
un’elegante prospetto riccamente adornato da statue e con un pregevole ro-
sone centrale; ad un’imponente manifestazione religiosa che richiamava fedeli
da tutta la regione. Ma non solo questo tutta la chiesa era riccamente adornata
con fiori ed essenze arboree che rimandavano ad una cerimonia religiosa piena
di potos e sacralità.

Nella nostra visita non abbiamo avuto modo di visitare (per ragioni legate agli
orari di apertura e chiusura) l’Arundel Museum ed il Arundel Wetland Centre,
luoghi simbolo della cittadina odierna.
Comunque il nostro pomeriggio si è rilevato ricco di emozioni e stati d’animo
che ci hanno spronati in un unico pensiero ed auspicio: ritornare a visitare que-
sti luoghi ricchi di fascino e storia.
Paolo Buccheri

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[Link]

Lavoratrice lacca birmana


Autore: Cinzia Marchi
Luogo: Bagan - Birmania

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Libraria Lello
Autore: Mattia Bonavida
Luogo: Porto - Portogallo

Scatto ripreso all'interno della


meravigliosa Libreria Lello situata
nel centro storico di Porto in
Portogallo. Fotografia scattata
verso l'orario di chiusura per evitare
l'enorme flusso di persone che
normalmente frequentano il locale.

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Sahara
Autore: Fulvio Galeota
Luogo: Deserto libico

Foto effettuata durante un’escursione nel deserto Libico ai confini con


l’Egitto in una zona molto vicina all’Oasi di Siwa
Un vero e proprio Eden in pieno deserto libico, anche se appartiene
all'Egitto, a trecento chilometri dal Mar Mediterraneo.

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[Link]

Tramonto sul lago


Autore: Ivan Mirko Castagna
Luogo: lago di Viverone - Biella

ho aspettato il momento giusto per scattare questa foto, quando il sole era ormai dietro i monti e
la luce era soltanto un riflesso del cielo sopra il lago.

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Infiniti tramonti rosa


Autore: Sergio Agrò
Luogo: Ponte coperto - Pavia

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Grotta di Tiberio
Autore: Giuliana Mastromanno
Luogo: Sperlonga - Latina

L'incanto e la magia di poter ammirare il mondo


attraverso una finestra naturale.

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Cascata Capelli di Venere


Autore: Tino De Luca
Luogo: Località Casaletto Spartano (SA)

Nasce dalle acque del Rio Bussentino, affluente del


fiume Bussento.

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Profondo verde
Autore: Vittorio Notturno
Luogo: Lago di Carezza, Dolomiti

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Brittle Waterfall
Vista bianco e nero fine art sulla Cascata del rio Autore: Lorenzo pipi
Sajont situata nella valle paradisiaca di Antrona Luogo: Antrona (VB)

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in uscita il 20 Novembre 2017

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