Percorso del Classico.
Roma, caput mundi
• Il viaggio di Enea come metafora di scoperta (cartoon-edutainment) Cenni introduttivi
• «La Rotta di Enea»: un itinerario culturale nel mito, nella storia, nell’archeologia
• La figura di Enea – pietas Cenni
• «LA ROTTA DI ENEA»: LE TAPPE DEL VIAGGIO
• Fondazione di Roma tra mito e storia. Cenni.
Da Schliemann a Enea. Dallo studio del patrimonio storico-culturale del Mediterraneo
agli itinerari turistici promossi e riconosciuti dal Consiglio d’Europa
Gli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa sono un invito al viaggio e alla scoperta
del ricco e variegato patrimonio culturale europeo.
Il loro scopo è quello di creare una rete di persone e luoghi legati tra loro grazie a una
storia e a un patrimonio comuni.
Oltre 30 Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa offrono un’ampia gamma di attività
ricreative e educative rivolte a tutti i cittadini, sia europei che extraeuropei, rappresentando
dunque una risorsa chiave per il turismo responsabile e lo sviluppo sostenibile.
Gli itinerari coprono una serie di temi diversi, dall'architettura e il paesaggio alle influenze
religiose, dalla gastronomia e dal patrimonio immateriale fino ai grandi maestri dell'arte,
della musica e della letteratura europee.
La certificazione "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" è una garanzia di eccellenza.
Le reti realizzano attività e progetti innovativi nel quadro di settori d’azione prioritari:
cooperazione in materia di ricerca e sviluppo; valorizzazione della memoria, della storia e del
patrimonio europeo; pratiche artistiche e culturali contemporanee; turismo culturale e
sviluppo culturale sostenibile.
Un itinerario straordinario sulle orme del mitico eroe, tra storia e leggende, tra natura e
paesaggi.
Il viaggio di Enea, raccontato nell’Eneide di Virgilio, si snoda da oriente a occidente
attraverso il Mediterraneo.
Fuggito da Troia in fiamme, Enea salpa da Antandros con un piccolo gruppo di compagni.
La meta sarà raggiunta, dopo lunghe peregrinazioni, sulle coste del Lazio. Qui Enea
fonderà la città di Lavinium, dove sarà venerato quale Pater.
Il figlio di Enea, Ascanio, fonderà sui Colli Albani la mitica Alba Longa e dalla sua stirpe
nascerà Romolo, che nella leggenda sarà il mitico fondatore di Roma e il suo primo re.
Le tappe del viaggio:
Scoprire le radici mitiche della nostra storia nata intorno al Mediterraneo, culla di
civiltà e luogo d’incontro tra culture, alle origini dell’Europa.
La Rotta di Enea, attraverso un itinerario fatto di secoli e di molte soste nel
Mediterraneo, è un percorso fisico, attraverso le località toccate dall’eroe troiano
in fuga dalla sua città in fiamme in cerca di un nuovo inizio in una terra
sconosciuta.
È un viaggio ideale, perché parla della storia dell’uomo, sempre pronto a
viaggiare, per scelta o per necessità, e a cercare casa dove regnano pace e
prosperità, portando con sé affetti e saperi.
È una rotta culturale, perché racconta attraverso l’archeologia, la natura, la
letteratura, una storia avvincente nella quale tutti possiamo riconoscerci.
TRA GLI OBIETTIVI PRINCIPALI
• promuovere e divulgare il patrimonio culturale e artistico legato al mito di Enea e al
racconto virgiliano dell’Eneide, che sono simboli della lunga formazione della cultura
mediterranea e delle comuni radici europee;
• ripercorrendo il viaggio del mitico eroe da Troia alle coste del Lazio, promuovere la
cultura del mare, i paesaggi e le testimonianze del passato nonché i valori universali
dell’incontro fra popoli, nella convinzione che proprio tali diversità abbiano costruito
nel tempo la ricchezza culturale dei paesi europei, che nell’insieme formano un
inestimabile patrimonio condiviso.
• coordinare le attività svolte nella cornice dell’Itinerario culturale europeo;
• agire come piattaforma di collaborazione tra i membri del network internazionale
• favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile basato sulla promozione del patrimonio
storico, archeologico e paesaggistico del Mediterraneo e dei valori del Consiglio
d’Europa
Enea non è l’eroe della forza e dell’astuzia. È
l’eroe dell’empatia, dell’incontro e della
mescolanza mediterranea, che si ampliò
attraverso istituzioni comuni a gran parte del
mondo allora conosciuto. Il ruolo di Enea, nel
percorso di incontro delle diversità culturali,
può considerarsi un simbolo anticipatore delle
finalità del Consiglio d’Europa: sviluppare
un’identità europea e mediterranea su valori
condivisi. L’incontro con altre comunità e
l’appartenenza a istituzioni comuni non sono
contrapposti alla fedeltà alla propria città, alla
famiglia e alle proprie tradizioni spirituali.
Il Viaggio di Enea …
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La Rotta di Enea …
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La Rotta di Enea …
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LE TAPPE DEL VIAGGIO
• Le Tappe del Viaggio Il percorso tocca siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Cartagine, Roma), parchi
nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania), per
• 5 Paesi poi arrivare nel Lazio e poi a Roma, città simbolo dell’Unione Europea per i
(Turchia, Albania, Grecia, Italia, Tunisia) famosi Trattati.
Troia, Antandros, Ainos-Enez (Turchia), Delos, Creta, isole Strofadi, Leucade
• 5 siti UNESCO (Grecia), Butrinto (Albania), Castro (Italia), Drepanon (Italia), Cartagine
(Tunisia), Cuma- Pozzuoli, (Italia), Gaeta (Italia), Lavinium (Italia), Roma.
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Creusa: figlia di Priamo e di Ecuba, moglie di Enea e
madre di Ascanio. Enea la smarrì fuggendo da Troia
incendiata, e quando, accortosene, ritornò sui suoi passi
per rintracciarla, l'ombra di Creusa gli apparve, gli
annunciò d'essere stata salvata da Cibele e gli predisse
che nel Lazio egli avrebbe fondato un nuovo regno e
trovata una nuova consorte (Virgilio, Aen., II, 735 seg.)
Il sacro legno dell’Ida”
Sulle propaggini meridionali del Monte Ida, poco a
sud di Troia, era la città di Antandros, a dominio su di
un profondo golfo, aperto verso l’isola di Lesbo.
Sulla spiaggia di Antandros Enea costruì la flotta di
venti navi, utilizzando il legno del Monte Ida.
Il Monte, che ha un omonimo sull’isola di Creta, è
protagonista di un ventaglio di racconti mitici,
secondo i quali vi si stabilì il progenitore dei Troiani
(Dardano); inoltre fu il teatro del famoso episodio del
giudizio di Paride, che assegnò ad Afrodite il titolo di
più bella fra tutte le dee…
Si dice anche che anche il cavallo di legno ideato da
Odisseo, con il quale i Greci riuscirono a conquistare
Troia, fosse realizzato con il legno degli alberi del
Monte Ida. Per questo l’albero endemico del Monte
Ida è detto “Pino di Troia”.
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La città di Eneade, attualmente nota con il nome di Enez, è un
luogo dalla storia lunga e sfaccettata. Il centro, chiamato anche
Ainos in greco ed Aenus in latino, si trova al confine tra la
Grecia e la Turchia, nella provincia turca di Edirne, in un’area
costiera alla foce del fiume Ebro (il moderno Meriç).
In occasione dello svolgimento di un sacrificio in onore di Zeus,
Enea si reca nella macchia boschiva per cercare le piante con
cui ornare l’altare. Strappando alcuni rami di mirto, l’eroe si
accorge che dalla pianta sgorgano gocce di sangue:
imprigionata nell’arbusto c’è, infatti, l’anima di Polidoro, figlio
del re troiano Priamo e della regina Ecuba, che era stato inviato
in Tracia per sfuggire alla Guerra di Troia ed ucciso dal re locale
Polimestore, avido delle sue ricchezze. Enea diede a Polidoro
una degna sepoltura, affinché la sua anima potesse finalmente
lasciare la terra e riposare nell’Ade, poi abbandonò sempre la
regione.
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L’isola sacra di Delo è un piccolo lembo roccioso a poche miglia dalle coste
occidentali di Mykonos, nell’arcipelago delle Cicladi. Il sito, secondo la
mitologia, sarebbe stato il luogo di nascita di Apollo e Artemide, frutto
dell’unione fra Zeus e Leto (Latona per i Romani - una discendente dei
Titani).
Hera, la moglie di Zeus, furiosa di gelosia, avrebbe proibito a Leto di
partorire su qualsiasi terra “ferma”, continente o isola. Leto vagò disperata
finché non giunse a Delo, appena sorta dalle acque, galleggiante sulle onde
e non ancora stabile: qui la dea poté finalmente dare alla luce i due gemelli,
l’isola si fermò e restò consacrata ad Apollo e con lui alle dee sue paredre,
Artemide e Latona.
Approdati, i fuggiaschi vengono accolti dal re-sacerdote Anio – un amico di
lunga data di Anchise, il padre di Enea – che li conduce al tempio del dio
Apollo. Posto il quesito, la divinità risponde di cercare “l’antica madre”: il
luogo da cui proveniva il capostipite dei Troiani.
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Sull’isola di Delo l’oracolo di Apollo predice ai troiani:
“cercate l’antica madre”, la terra da cui avete origine, la prima
culla dei padri. Lì la stirpe di Enea, gli eredi dei suoi figli e i
più lontani nipoti vivranno un dominio sui mari e terre
infinite. Anchise indica allora Creta, isola sacra a Giove poiché
da lì proveniva il loro antenato Teucro quando si spostò verso
le coste della Troade, scegliendole come proprio nuovo
territorio, in un tempo lontanissimo, precedente alla stessa
fondazione di Troia.
Da Creta proveniva anche la dea frigia Cibele, a cui era sacro
il Monte Ida nella Troade; da Creta si è ormai allontanato il re
Idomeneo, un antico nemico greco che aveva partecipato
all’assedio di Troia.
" tanta fame che addenterete anche le mense ! "
Enea riceve la profezia sul suo viaggio verso le coste italiane,
dopo aver creduto che la sua destinazione fosse Creta. Nello
Ionio, sulle isole Strofadi, viene scacciato dalle Arpie, mostri
mezzi umani e mezzi uccelli, che poi saranno ricorrenti nella
letteratura.
Arpie – vivono nell’Ade, rapiscono, rendono affamati, infliggono punizioni
Il promontorio di Azio è considerato un luogo
fondamentale per la storia di Roma. Nel braccio di
mare antistante Azio, infatti, il 2 settembre del 31
a.C. si svolse la celebre battaglia navale che pose
fine ad una lunga guerra civile, iniziata con
l’uccisione di Giulio Cesare il 15 marzo del 44 a.C.
Lo scontro si svolse tra Ottaviano, rappresentante
delle istituzioni tradizionali di Roma e desideroso
di ottenere un potere “imperiale”, contro Marco
Antonio, alleato, nonché amante, della Regina
d’Egitto Cleopatra.
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