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Schopenhauer

Schopenhauer, attivo nella prima metà dell'800, critica l'idealismo e il razionalismo, proponendo una filosofia che esplora la condizione umana e la negazione dell'io, dominato da una volontà cieca e irrazionale. La sua opera principale, 'Mondo come volontà e rappresentazione', introduce l'idea che la realtà è un'illusione e che la vera essenza è la volontà, portando a una visione pessimistica dell'esistenza umana. Propone tre vie di liberazione dalla volontà: arte, morale ed ascesi, evidenziando la necessità di superare l'egoismo attraverso la compassione per alleviare la sofferenza universale.

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Schopenhauer

Schopenhauer, attivo nella prima metà dell'800, critica l'idealismo e il razionalismo, proponendo una filosofia che esplora la condizione umana e la negazione dell'io, dominato da una volontà cieca e irrazionale. La sua opera principale, 'Mondo come volontà e rappresentazione', introduce l'idea che la realtà è un'illusione e che la vera essenza è la volontà, portando a una visione pessimistica dell'esistenza umana. Propone tre vie di liberazione dalla volontà: arte, morale ed ascesi, evidenziando la necessità di superare l'egoismo attraverso la compassione per alleviare la sofferenza universale.

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SCHOPENHAUER

-periodo storico: prima metà dell 800, forti trasformazioni sociali, economiche conflitti ( rivoluzioni del
48’ ) che scaturiscono in conflitti morali.

-Cambia il ruolo della filosofia: da ricerca di fondamenti assoluti, pretesa di sistematizzazione della realtà,
razionalizzazione assoluta  volontà di approfondimento e di riportare la filosofia sulla condizione
dell’esistenza umana. ES. Jasper, Sartre ( esistenzialismo )

-PROGETTO FILOSOFICO ETICO-SPIRITUALE : riflessione sulla morale dell’interiorità.

-Filosofia come attività di smascheramento delle false illusioni, inganni posti dall’esistenza stessa. È bene
ricordare però che non vi è un annullamento della ragione: ma questa è ridimensionata ad un altro
progetto: quello di approfondimento sull’ esistenza umana.

-Si mette in discussione l’assolutizzazione della ragione pretesa di saper spiegare la realtà. Crollo del
razionalismo, Illuminismo, Idealismo. Contrapposizione ai loro fondamenti.

-Si aprono indagini sulla dimensione oscura dell’io, sui valori morali. Si rifiuta l’ottimismo delle filosofie
precedenti  L’idealismo vista come filosofia ingannatrice perché ha negato la vera essenza della vita

SCHOPENHAUER: Nasce nel 1788 e muore nel 1860. Ha avuto seguito dopo la morte, no nell’ambito della
sua contemporaneità.

PERIODO STORICO-CULTURALE: Moti del 1848, tutti i moti rivoluzionari che scuotono la cultura e storia del
tempo. Successiva a questi moti vi è una perdita di fiducia in un cambiamento politico e vi è una forte crisi
economica. Qui si formano queste spinte irrazionalistiche che confutano la situazione storica, politica,
economica del tempo.

-All’ottimismo di inizio 800 , filosoficamente espresso dall’Idealismo  ci si apre ad una realtà pessimistica,
, sfiducia nel progresso derivato dalla ragione. Si oppongono anche al positivismo.

L’attualità del pensiero di Schopenhauer nasce dalla centralità dell’io.  presente nella filosofia moderna e
contemporanea.

-Scopenhauer parla di NEGAZIONE DELL’IO  L’individuo perde autonomia a vantaggio di forze estranee
ed esterne che lo dominano  che identifica nella VOLONTA CIECA ED IRRAZIONALE. Volontà che annulla
completamente l’io e troverà in seguito delle vie per liberarsene.

Alla luce di questo l’io non ha nessun destino personale e controllo di sé stesso , nessuna vita dotata di
senso, non può fuggire perché è posseduto da questa volontà e tutto diventa privo di senso, controllo,
destino. Quindi svalutazione dell’ individualità e della coscienza umana.

-Ha introdotto assieme a Friedrich Mayer LA FILOSOFIA ORIENTALE in Europa, grande conoscitore della
filosofia orientale, in particolar modo di quella INDIANA  introduce degli elementi relativi alla stessa,
esempio il Velo di Maya
-Chi ha condiviso le posizioni di Schopenhauer?

NIETZSCHE E WAGNER ( compositore, musicista ) condivisero in modo critico le sue tesi filosofiche. A
Nietzsche piacque l’idea di tensione costante, irrazionale che chiamerà “spirito dionisiaco” ( e avrà
caratteri differenti ) mentre è stata identificata inizialmente da Scopenhauer come “volontà”

OPERA FONDAMENTALE: “MONDO COME VOLONTA E RAPPRESENTAZIONE”, scritta nel 1818

All’inizio si pone come l’unico critico successore di Kant a cui Schopenhauer ascrive il merito di aver
rivoluzionato la metafisica  perché Kant ha dimostrato l’indimostrabilità dei suoi fondamenti, cioè
dell’immortalità dell’anima, dell’esistenza di Dio e della totalità onnicomprensiva del mondo. Kant avrebbe
distrutto definitivamente i presupposti della filosofia scolastica, cristiano-medievale. La più grande
rivoluzione kantiana è stata quella di aver ben distinto il fenomeno dal noumeno cioè la
rappresentazione fenomenica dall’essenza. Nondimeno Platone che ci parla de mito della caverna che
rappresenta l’illusione, l’apparenza ( rappresentata dalle ombre) e il mondo reale è rappresentato dalle
idee ( intellezione pura )

-Schopenhauer si ispira al libro dei “VEDA”, testo antichissimo del religione indiana, scritto tra il 1500 e il
2000 a.C  nel quale c’è scritto che il mondo è un’illusione ed è rappresentato come un velo dietro cui si
cela la vera realtà.

-Inizio dell’argomentazione:

-Partiamo dalla spiegazione della seconda parte del titolo: “Mondo come rappresentazione”

-Identificazione del fenomeno, su ispirazione del fenomeno kantiano. Infatti Schopenhauer dice che il “ è
una mia rappresentazione” dunque che l’uomo è l’unico artefice della sua stessa rappresentazione
fenomenica.

Il mondo è una rappresentazione da parte del soggetto ( uomo, unico artefice ), ed è anche l’oggetto
rappresentato che diviene FONDAMENTO posto dal soggetto. Il quale ci riesce grazie alle forme
intellettuali a priori. Questo fondamento deve essere posto alla base di qualsiasi discorso filosofico, cioè
che l’uomo rappresenta la realtà fenomenica , mondo a lui circostante.

-CATEGORIE/FORME ridotte da 12 a 3: TEMPO,SPAZIO E CASUALITA sono definite in maniera intuitiva


ma non sono facoltà di giudizio ma forme con cui il soggetto opera.

-Afferma che il Velo di Maya è la rappresentazione della realtà, rappresenta la TRAMA DELLE APPARENZE
FENOMENICHE poste dall’uomo ed è dunque un illusione,un sogno. Rappresenta il dominio dell’uomo sulla
natura. Dietro tutto ciò, SI CELA la VERA REALTA, LA VOLONTA.

-IL TEMPO—> non è altro che relazione di successione di fenomeni

-LO SPAZIO—> è la posizione che ciascuna cosa occupa in relazione alle altre

-LA CASUALITÀ/ CATEGORIA DI CAUSA—> è la capacità di produrre effetti tra una cosa e l’altra. È l’unica
categorica ammessa da Schopenhauer, per Kant erano 12 , la sua è 1. Questa categoria di causa è a
fondamento di tutto il mondo fenomenico. (Principio di causa ed effetto)

Ha ridotto fortemente il sistema kantiano, ha modificato fortemente la teoria della coscienza di Kant,
affidandosi solo alla categoria di causa.
-Parliamo di cosa significa: “Mondo come volontà”

Dietro al velo di Maya, vi è il mondo numenico, la vera realtà cioè la volontà una, eterna, incondizionata
( sottratta a qualsiasi relazione causa-effetto), forza cieca e irrazionale o impulso cieco e irrazionale.

Volontà irresistibile e incosciente va oltre il mondo della rappresentazione che è razionale.

-libera cioè incondizionata, senza condizioni o fini  priva di senso e fine vita priva di senso

-volontà come espressione di volontà di vivere. Principio opposto all’assoluto hegeliano, espressione di
razionalità ) volontà come impeto, diffusa in tutti i corpi, viene definita “intima essenza della natura”

-L’universo è intima essenza di uno sforzo, lotta e sopraffazione. Nella natura, la volontà si oggettiva in
forme diverse: forme elementari ( relative alla specie umana), forme elevate ( relative all’uomo )

-Quale rapporto ha la volontà con l’uomo? La volontà sovrasta l’uomo, lo domina

-Come l’uomo la percepisce? Avendo nulla di comprensibile attraverso la razionalità?

-Sarà il corpo con cui noi possiamo avvertire all’interno dell’io = in noi stessi l’impulso della VOLONTÀ. Il
corpo darà voce degli impulsi della volontà. Quindi Schopenhauer sta portando la filosofia in una
dimensione inconscia. Non si parla più di soggetto conoscente, ma di soggetto senziente ( corpo ) 
attraverso cui possiamo arrivare all’essenza, alla realtà noumenica  Perché avvertiremo la brama di
vivere, desideri, forza oscura, tensione costante. Tutti elementi inquietanti che possono destabilizzare
l’individuo.

Il corpo diventa manifestazione della volontà. Gli atti della volontà e le azioni del corpo si andranno a
identificare. LE AZIONI DEL CORPO SARANNO GLI ATTI DELLA VOLONTÀ OGGETTIVIZZATI. Il volere della
volontà diviene visibile all’intuizione perché si traduce in azioni.

-Ascrive all’Idealismo come ERRORE PIÙ GRAVE, QUELLO DI NON AVER IDENTIFICATO LA VOLONTÀ COME
COSA IN SÉ E DI AVER RIDOTTO LA NATURA, LA MATERIA, IL CORPO DELL’UOMO ALLO SPIRITO. Invece per
Schopenhauer sia la materia che lo spirito sono manifestazioni fenomeniche della volontà. Volontà,
espressione del noumeno, è indipendente da spazio, tempo, causa che sono le categorie che portano alla
rappresentazione fenomenica illusoria

-Dunque L’ESISTENZA DELL’UOMO si divide tra volontà e illusoria rappresentazione fenomenica L’uomo
vive una TENSIONE COSTANTE essendo diviso tra spinta razionale propria della coscienza e spinta
irrazionale, propria della dimensione del desiderio, attraverso cui si manifesta la volontà.

Questo BIPOLARISMO è fonte di INFELICITA PROFONDA:

Perché la volontà che è infinita e onnipotente si oggettiva in esseri finiti cioè l’uomo. E i corpi, le azioni dei
corpi sono forme inadeguate di realizzazione per la volontà stessa. Il corpo ha infatti caratteri opposti ai
suoi, quindi è inadeguato. LA VOLONTÀ COSÌ NON RIESCE A ESPRIMERSI PIENAMENTE avverte tutto
questo come mancanza, bisogno costante, dolore.

Citazione, Schopenhauer dice che : “Il mondo è l’inferno, l’uomo si illude di essere libero, di compiere
autonomamente ciò che vuole ma è un oggetto della volontà stessa”
Schopenhauer ha eliminato, felicità, libertà, razionalità. Pertanto tutto l’universo vaga verso dei fini senza
senso, vaga all’infinito. Per Schopenhauer non esiste una provvidenza storica, non esiste progresso per
l’umanità, ma esiste solo questo destino cieco, irrazionale, senza senso un ripetersi noioso di vicende
prive di senso. Così si è contrapposto al idealismo, al positivismo e al illuminismo.

LA VOLONTÀ NON PUÒ MAI PIENAMENTE SODDISFARE SÉ STESSA.

1. uomo e corpo sono inadeguati

2. cesserebbe di essere volontà se si potesse realizzare pienamente

La volontà ci costringe a vivere nel flusso ripetitivo di vita e morte per soddisfare la sua brama di vivere 
ci illude che ciò sia un bene. Quindi anche questo è un fine e uno strumento della volontà, quindi la
conservazione della specie diventa un atto quasi meccanico che corrisponde alla volontà che vuole
soddisfare appunto questa brama costante. Quindi non esiste più nessun tipo di sentimento.

-Rintraccia la fonte di infelicità umana in questa duplice appartenenza  la volontà non è mai appagata, e
l’uomo è troppo finito. Il mondo rappresenterebbe l’inferno, perché l’uomo che ci vive, ha l’illusione di
essere libero quando è succube della volontà. Egli non ha possibilità di scelta

-L’amore è un atto biologico, finalizzato alla riproduzione della specie. Per l’amore non vi è spazio, essendo
l’intera esistenza solo dolore ( perché preda della volontà che toglie qualsiasi libertà e autonomia ) . Siamo
spinti dal desiderio costante che è dolore  siamo costantemente insoddisfatti.

-IDENTIFICAZIONE DEGLI “INTERVALLI” : Sono temporanee e momentanee cessazioni dal dolore

-Si instaura una dimensione temporanea di piacere ( no piacere in sé inteso come acquisizione ma piacere
inteso come perdita: annullamento momentaneo di dolore )

Non è uno stato stabile, non è indipendente dal dolore. Dopo l’appagamento del desiderio, proviamo un
temporaneo piacere ma vi sarà poi un nuovo desiderio ( nuova tensione ) , da appagare e così via un
nuovo momentaneo piacere. Tutto questo è un loop ripetitivo, un percorso ripetitivo definito “pena
all’infinito”

-Intervalli definiti come NOIA –> La vita dell’uomo è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia (
cessazione temporanea dal dolore )

-Cerca le VIE DI LIBERAZIONE UMANA, POSTA SU UN PIANO ESISTENZIALE DALLA VOLONTA:

SONO TRE: ARTE,MORALE O ETICA E ASCESI

-Dimensioni in cui l’io negherà la volontà, raggiungendo la pace esistenziale risultato comporta però la
negazione di sé, dell’io

1) ARTE : La identifica come CONOSCENZA DISINTERESSATA, oggetto libero da condizionamenti spazio-


temporali e da relazione con la volontà

La concepisce come IDEA o ETERNA FORMA, la contempla. Il soggetto che vive l’esperienza estetica è libero
dalla volontà. L’uomo si perde nella contemplazione, ne è appagato quindi perderebbe l’individualità e la
volontà  Elevazione da questa forma.
L’arte, forma intuitiva e trasferita agli altri, è creazione del genio, della sua potenza intelletuale. Il genio
coglie la purezza delle idee—> le contempla, perdendo il proprio io.

Identifica poi il SUBLIME ( quando lotta contro la volontà ) BELLO ( quando la volontà è superata )

Identifica una FORMA D’ARTE SUPERIORE ALLE ALTRE: LA MUSICA

Perché si fonda sulle note: linguaggio universale che coinvolge pienamente i sentimenti. Le altre arti
esprimono idee platoniche e sensibili, o eterne forme o modelli.

La MUSICA è la riproduzione dei lati più oscuri della volontà: linguaggio sentimentale e passionale ci
allontana dalla volontà

-identificazione della dimensione dell’universale: Leopardi “social catena”, condivisione del dolore
universale.

-L’arte però non ci garantisce una via di fuga sicura

2) MORALE/ETICA:

Forma più compiuta di liberazione dalla volontà. Identifica i “QUIETIVI” della volontà di vivere= ragioni che
ci permettono di placarla. Sembrano atti della volontà che compie contro se stessa.

Possibile la realizzazione di questi QUIETIVI, solo se si supera L’EGOISMO che fonda L’ODIO, attraverso la
BONTA ( AMORE PER IL PROSSIMO ) . Ricerca di una dimensione di giustizia, in cui venga placata la
sopraffazione della volontà, venga trovata la dignità personale dimensione che si realizza nel “PRINCIPIO
DI COMPASSIONE” PER IL COMUNE DESTINO. Si basa sul sentimento di condivisione delle sofferenze altrui.

ATTRAVERSO QUESTA DIMENSIONE DI DESTINO COMUNE, l’uomo acquieta la volontà.

3) ASCESI: ANNIENTAMENTO INTENZIONALE DELLA VOLONTA DI VIVERE ATTRAVERSO L’ABBANDONO


DEL PIACERE

-Non sono sufficienti l’arte e l’etica alla negazione della volontà in noi stessi  ci si affida dunque agli
insegnamenti della filosofia orientale.

-Negazione dell’essere attraverso la CASTITA : negazione degli istinti sessuali ( che rappresentano la più
alta manifestazione della volontà sul corpo ) . Questa negazione si estende a un principio di rinuncia dei
beni materiali Scopenhauer, pur essendo ateo, contempla una manifestazione di ascesi mistica (
praticata dai santi ) senza però il ritorno a Dio: digiuno, flagellazione, privazione e sofferenza, tutto ciò per
combattere la volontà di vivere

-Non contempla però il SUICIDIO: Poiché essendo un atto violento, sarebbe un ulteriore manifestazione
della volontà, e di insoddisfazione nei confronti della vita.

-Ascesi non in senso cristiano ma come strumento per raggiungere il NULLA RELATIVO ( non assoluto )O
NOLUTTAS= una dimensione di annichilimento della volontà. Conseguente negazione del mondo
fenomenico ( della mia rappresentazione )  negazione dell’io. Con la volontà è soppressa ogni
manifestazione della volontà ed è dunque soppresso l’universo.
Scopenhauer esorta l’uomo a non temere la dimensione della NOLUTTAS, perché chi è prigioniero della
volontà e della propria rappresentazione fenomenica , può pensare che sia tutto pauroso, mentre il vero
asceta considera questa dimensione come QUIETE E PACE ASSOLUTA DELL’ANIMO.

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