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7-Modulo 7

Il Modulo 7 del corso di Fisica tratta della radioattività e della struttura atomica, descrivendo i vari tipi di decadimenti nucleari (alfa, beta e gamma) e l'emissione di raggi X. Viene spiegato come i fotoni interagiscono con la materia e le differenze tra l'interazione di fotoni e particelle cariche. Infine, si discute l'importanza della massa e dell'energia nel processo di decadimento e nelle interazioni nucleari.

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7-Modulo 7

Il Modulo 7 del corso di Fisica tratta della radioattività e della struttura atomica, descrivendo i vari tipi di decadimenti nucleari (alfa, beta e gamma) e l'emissione di raggi X. Viene spiegato come i fotoni interagiscono con la materia e le differenze tra l'interazione di fotoni e particelle cariche. Infine, si discute l'importanza della massa e dell'energia nel processo di decadimento e nelle interazioni nucleari.

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Corso di FISICA

Corso di laurea CTF - AA 2019/2020

Modulo 7

Prof. Sabrina Conoci


MODULO 7
MODULO 7
RADIOATTIVITÀ
 RADIOATTIVITÀ
 L’ATOMO
 EMISSIONE DI RAGGI X
 DECADIMENTI NUCLEARI
 IL DECADIMENTO ALFA
 IL DECADIMENTO BETA
 IL DECADIMENTO GAMMA
 INTERAZIONE DEI FOTONI CON LA MATERIA
 LA LEGGE DI ATTENUAZIONE ESPONENZIALE
 INTERAZIONE DELLE PARTICELLE CON LA MATERIA
RADIOATTIVITA’
Si è in presenza di radiazione tutte le volte che si ha propagazione di energia, da un punto
all’altro dello spazio, senza che vi sia né trasporta di quantità macroscopiche di materia né
necessità della presenza di un substrato materiale per la propagazione

Esistono due tipi fondamentali di radiazione

ELETTROMAGNETICA CORPUSCOLARE
- raggi x - elettroni
- raggi y - protoni
- neutroni
- particelle
pesanti

Poiché l’emissione di radiazione avviene negli atomi della materia, è necessario conoscere la
struttura atomica.
L’ATOMO
Ogni atomo è costituito da elettroni, protoni e neutroni.
Protoni e neutroni costituiscono il nucleo (di dimensioni dell’ordine di
10-13 cm), mentre gli elettroni si muovono attorno al nucleo
seguendo orbite prefissate.
Le dimensioni di un atomo sono dell’ordine di 10-8 cm.

carica massa a energia a


elettrica riposo riposo
(e) (kg) (MeV)
Ogni atomo si indica con la notazione
A
elettroni -1 9.11 x 10-31 0.511 ZX
protoni +1 1.67 x 10-27 938.2 Z = numero atomico (numero di protoni)
neutroni 0 1.68 x 10-27 939.5
A = numero di massa (numero di protoni +
neutroni)
Si dice elettronvolt (eV) l’energia acquistata da un
elettrone che si sposta tra due punti tra i quali c’è
una differenza di potenziale di 1 volt. L’elettronvolt Normalmente l’atomo è
viene usato in fisica atomica e nucleare, in quanto è elettricamente neutro, quindi Z
indicato per misurare valori molto piccoli di energia indica anche il numero di elettroni.
1 eV = 1.60 x 10-19 J
EMISSIONE DI RAGGI X
Quando una radiazione incide su di un atomo può avvenire l’espulsione di un elettrone da un orbitale.
Questo fenomeno però è piuttosto raro. Nel 90% dei casi l’elettrone interessato assorbirà l’energia della
radiazione e passerà ad un diverso orbitale restando in uno stato eccitato. Successivamente l’elettrone si
disecciterà ritornando ad occupare un orbita più interna e rilascerà l’energia in eccesso sotto forma di
fotone.

Questo è uno dei due meccanismi di


produzione di raggi x, e cioè di fotoni
aventi energia dell’ordine di alcune
decine di keV.

Questo processo non coinvolge il nucleo


atomico ma solo gli elettroni orbitali.
EMISSIONE DI RAGGI X
Un’altra modalità di emissione di raggi x è la bremsstrahlung o radiazione di frenamento. Quando un
fascio di elettroni che si propaga a velocità relativistiche (prossime a quelle della luce) viene accelerato
o decelerato, emette energia sotto forma di fotoni x.

Ciò accade ad esempio quando un fascio di elettroni incide su uno strato di materiale. Gli elettroni
vengono frenati subendo numerose collisioni con gli elettroni del materiale e nel corso del loro moto si
ha la produzione di raggi x. Questo fenomeno fisico viene utilizzato dai tubi a raggi x.

Un’altro esempio di emissione di raggi x tramite


bremsstrahlung si ha negli acceleratori di particelle.
Qui le particelle vengono mantenute ad alta
velocità su traiettorie circolari utilizzando magneti
curvanti molto potenti. Nel cambiare la
loro traiettoria le particelle subiscono forti accelerazioni,
che causano l’emissione di fotoni x.
DECADIMENTI NUCLEARI
In natura esistono, o possono essere prodotti artificialmente, nuclei instabili, il cui
numero di neutroni e protoni non rimane costante nel tempo. Tali nuclei emettono
radiazione e si trasformano in nuclei, più leggeri, di un altro elemento chimico.

Le radiazioni emesse dai nuclei sono dette prodotti del decadimento e sono di vari
tipi

decadimento a decadimento y

decadimento l3
a

Decima unità didattica (Fisica)


DECADIMENTO ALFA
Nel decadimento a un nucleo padre emette un nucleo di
elio (2p + 2n) trasformandosi in un nucleo figlio che,
contenendo due protoni e due neutroni di meno ha un
numero atomico inferiore di due unità rispetto al nucleo α
padre e un numero di massa ridotto di 4 unità.

La disintegrazione alfa di un generico nucleo si scrive nella


forma
A
Z X 4
2 He + A-4
Z-2 X

Il simbolo chimico dell’elemento cambia perché il numero atomico diminuisce di due unità.

Perché tale reazione possa avvenire è necessario che la massa del nucleo padre sia maggiore della
somma delle masse dei due nuclei figli. Per la conservazione dell’energia la differenza tra la massa
del nucleo padre e la somma delle masse dei due nuclei figli si libera nella reazione sotto forma di
energia cinetica, necessaria affichè i due nucli figli si allontanino tra di loro.
DECADIMENTO BETA
Il più semplice decadimento beta è quello di un
neutrone che si trasforma in un protone emettendo
un elettrone ed un neutrino (particella a massa nulla
che si muove alla velocità della luce).

Il decadimento β - di un nucleo si scrive nella forma

A
Z X A
Y + e- + v
Z+1

Analogamente, nel decadimento β + un protone decade in un neutrone emettendo un positrone (particella


avente la stessa massa dell’elettrone e carica positiva) ed un neutrino.

A
Z X A
Z-1 Y + e+ + v
DECADIMENTO GAMMA
Quando ha luogo un decadimento alfa o beta, o comunque una disintegrazione del nucleo,
viene prodotto un nucleo figlio che si trova in uno stato eccitato (cioè possiede un eccesso di
energia).
Diseccitandosi egli emette l’energia in eccesso sotto
forma di fotone. La radioattività gamma non è quindi
altro che un riassestamento dei nuclei dopo
l’emissione di particelle.

L’emissione gamma si indica con la notazione


A
ZX* A
Z X+ y

dove l’asterisco posto sul nucleo padre indica lo


stato eccitato.
INTERAZIONE DEI FOTONI CON LA MATERIA
Quando un fotone (x o y) incide su un materiale esso può interagire con uno degli atomi o proseguire il suo
cammino. In caso di interazione tutta l’energia del fotone viene assorbita dall’atomo.
L’interazione della radiazione con la materia può avvenire con tre diverse modalità:

1. Effetto Fotoelettrico.
Il fotone viene assorbito dall’atomo che espelle un elettrone
da uno dei propri orbitali.
2. Scattering Compton.
Il fotone interagisce con un elettrone, che viene espulso dal
proprio orbitale. L’energia in eccesso del fotone incidente viene
rilasciata sotto forma di fotone diffuso.

3. Produzione di coppie.
Il fotone (di energia superiore a 1.022 MeV) interagendo con il
campo dell’atomo (o con quello del nucleo) si annichila e si crea
una coppia elettrone-positrone.
INTERAZIONE DI PARTICELLE CON LA MATERIA
A differenza dei fotoni, che o interagiscono con gli atomi del materiale venendo completamente assorbiti o
non interagiscono affatto, le particelle che penetrano in un materiale possono subire numerose collisioni
con gli elementi del mezzo prima di perdere completamente la propria energia ed arrestarsi. Il modo in cui
ogni particella interagisce con quelle del mezzo dipende, oltre che dalla sua energia, anche dalla carica
elettrica e dalla massa.
I neutroni non trasportano carica elettrica, quindi penetrano molto nel mezzo prima di interagire. Quando
però l’interazione avviene, essa libera e mette in movimento alcune particelle cariche del mezzo che
interagiscono a loro volta con quelle vicine, dando luogo ad ad una lunga serie di ionizzazioni.
Anche le particelle cariche pesanti ionizzano il materiale ma, essendo
cariche, sono immediatamente soggette ai campi elettrici degli atomi
che le circondano il loro cammino è breve e rilasciano tutta la loto
energia in un piccolo intorno.
Gli elettroni essendo molto leggeri compiono cammini più lunghi delle
alte particelle cariche. Durante questo cammino hanno un elevato
numero di interazioni con gli elettroni del mezzo, a cui rilasciano man
mano la loro energia, fino a fermarsi. Ad ogni collisione cambiano
direzione del moto, quindi le loro traiettorie sono molto lunghe e
complesse.
FINE
MODULO 7

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