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Pitagora

Il documento esplora la vita e le dottrine di Pitagora e del pitagorismo, evidenziando la loro influenza su filosofia, matematica, musica e antropologia. Pitagora, considerato un profeta e fondatore di una comunità filosofica, ha introdotto concetti matematici fondamentali e una visione dualistica dell'universo, in cui i numeri e le armonie governano la realtà. Inoltre, il pitagorismo ha influenzato la comprensione dell'anima e della morale, sottolineando l'importanza dell'armonia e della giustizia.

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Pitagora

Il documento esplora la vita e le dottrine di Pitagora e del pitagorismo, evidenziando la loro influenza su filosofia, matematica, musica e antropologia. Pitagora, considerato un profeta e fondatore di una comunità filosofica, ha introdotto concetti matematici fondamentali e una visione dualistica dell'universo, in cui i numeri e le armonie governano la realtà. Inoltre, il pitagorismo ha influenzato la comprensione dell'anima e della morale, sottolineando l'importanza dell'armonia e della giustizia.

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Pitagora e il Pitagorismo: filosofia, matematica, musica e antropologia

1. Vita e scuola di Pitagora

La tradizione ha rappresentato Pitagora come una specie di profeta o mago, capace di


compiere miracoli, custode di una sapienza segreta ricevuta dal dio Apollo tramite Temistoclea,
sacerdotessa di Delfi, e riservata ai membri della sua scuola.

In realtà, conoscenze sicure sulla sua vita sono poche. Pitagora nacque a Samo, isola
dell’Egeo, intorno al 571-570 a.C., e si trasferì in Italia meridionale nel 532-531 a.C., morendo
intorno al 490 a.C. A Crotone fondò una scuola che era una comunità filosofica, religiosa e
politica, simile a una setta. Le idee dei pitagorici si diffusero rapidamente in tutta la Magna
Grecia, dove spesso presero il potere in modo aristocratico.

Probabilmente Pitagora non scrisse nulla. L’unica dottrina certa attribuibile a lui è la
metempsicosi, la trasmigrazione delle anime in altri corpi dopo la morte. Seguendo l’orfismo,
considerava il corpo come una prigione dell’anima e la vita come punizione per una colpa
cosmica.

La filosofia era per lui il mezzo per liberare l’anima: richiedeva conoscenza e pratiche
purificatorie. Nella sua comunità si coltivava la scienza ma si seguivano anche regole ascetiche
e vivevano in comunione dei beni. Pitagora era considerato il custode di una sapienza divina,
intoccabile e immutabile. Quando i governi aristocratici dei pitagorici caddero in favore di
movimenti democratici, i pitagorici furono uccisi o costretti all’esilio, e le loro scuole distrutte.

2. Matematica e numero

I pitagorici furono i primi a trattare la matematica come scienza, elaborando concetti


fondamentali come quantità, punto, linea, superficie, angolo e corpo, e distaccandosi dalle
applicazioni pratiche. Essi stabilirono anche il principio della dimostrazione rigorosa, che
divenne la norma della matematica greca e modello per le altre scienze.

La loro filosofia nasce direttamente dalla matematica: la tesi fondamentale è che il numero è la
sostanza di tutte le cose, il principio che costituisce la realtà, al posto di elementi materiali come
acqua o aria. Il numero è un insieme di unità, e l’unità corrisponde al punto geometrico. Ad
esempio, il numero perfetto 10 era rappresentato come un triangolo equilatero con quattro punti
per lato, la tetraktys.

In questo modo, aritmetica e geometria si fondono: ogni numero è anche una figura geometrica
e ogni figura è un numero, poiché una figura è un ordinamento di punti e il numero misura
quell’ordine. Così, l’universo è concepito come un ordine misurabile: tutto ciò che esiste può
essere spiegato con numeri, dall’astronomia alla musica, dalla vegetazione all’armonia dei
suoni.
3. Musica e armonia

Per i pitagorici la musica non era solo arte o piacere, ma anche cosmologia. Melodia e armonia
sono piacevoli solo se le note rispettano rapporti matematici. Filolao definì l’armonia come
“unità del molteplice” e “concordanza delle discordanze”.

Credevano che le sfere celesti producessero una melodia meravigliosa, la musica delle sfere, di
cui l’uomo non è consapevole. Questo dimostra come tutto, anche ciò che sembra lontano dai
numeri, sia in realtà quantificabile e misurabile, rendendo la realtà oggettiva e armonica.

Il mondo, considerato come tutto armonico e ordinato, è per i pitagorici un cosmo (kósmos
significa ordine).

4. Numeri pari e dispari, opposizioni e dualismo

I pitagorici attribuivano significati profondi ai numeri:


​ •Il pari è illimitato, incompleto e indefinito.
​ •Il dispari è limitato, completo e perfetto.

L’universo appare come un trionfo del limite sull’illimitato, cioè dell’ordine sul caos. A questa
opposizione principale associarono altre coppie di opposti, conciliati da un principio di armonia
universale, modellato sui rapporti numerici della musica:

1.​ limitato-illimitato
2.​ dispari-pari
3.​ unità-molteplicità
4.​ maschio-femmina
5.​ destra-sinistra
6.​ quiete-movimento
7.​ retta-curva
8.​ luce-tenebre
9.​ bene-male
10.​quadrato-rettangolo

Il pitagorismo è quindi dualista, basato sulla contrapposizione fondamentale tra dispari (limite) e
pari (illimitato).

5. Antropologia e morale

I pitagorici applicarono le loro idee anche all’uomo:


•Alcuni, come Simmia, consideravano l’anima come un’armonia, simile a quella musicale: nasce
dalla combinazione armonica degli elementi del corpo.
•Altri, seguendo l’orfismo, vedevano il corpo come prigione dell’anima, richiamando la vicinanza
tra le parole greche sóma (“corpo”) e séma (“tomba”). L’anima espia una colpa cosmica, non un
peccato personale.

Questa visione dualistica (anima nobile, corpo vile) influenzò la filosofia greca fino a Platone e
svalutò la conoscenza sensibile, rafforzando un’etica razionale.

Anche la morale era basata sull’armonia: i numeri 4 e 9 (quadrati) rappresentano la giustizia,


cioè equità tra meriti e punizioni.

Infine, il medico di Crotone Alcmeone (VI-V secolo a.C.), collegato al pitagorismo, indicò il
cervello come organo della vita spirituale, in contrasto con la convinzione comune che fosse il
cuore.

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