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Socrate

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SOCRATE

IL CONTESTO IN CUI VIVE SOCRATE

Socrate porta delle innovazioni sul campo filosofico infatti:


● Condivide con i sofisti l’interesse per l’essere umano e la parola;
● Si distingue per l’interesse su valori dell’interiorità e della ricerca della verità;

Socrate inizia a diffondere il suo pensiero solo in forma orale quando ancora sono in auge (cioè sono famosi) i sofisti.
I sofisti avevano però messo in crisi la concezione filosofica classica in quanto:
● Hanno contribuito ad erodere le antiche certezze legate alla tradizione;
● Diffuso con le loro idee il malcontento presso gli ambienti della classe dei conservatori;

Quindi quando Socrate inizia a diffondere le sue idee viene mal visto dai contemporanei come un personaggio strano,
dedico alla ricerca di cose inutili (è così che lo descrive il commediografo greco Aristofane nella commedia Le nuvole).

Ma in realtà Socrate fu una figura ben più complessa da quella descritta da Aristofane, infatti Socrate è il filosofo per
eccellenza alla ricerca della sete di verità che connota la filosofia in ogni tempo, in lui si ha la totale la compenetrazione
tra:
● Pensiero e vita;
● Filosofia e azione;
● Privato e pubblico;

LE FONTI DEL PENSIERO DI SOCRATE


Socrate non ha scritto nulla, e dunque noi non abbiamo una testimonianza diretta di lui.
Infatti abbiamo, su Socrate, molte testimonianze indirette:
● Platone che fu il suo discepolo il più attendibile interprete del pensiero del maestro;
● Discorsi socratici composti da vari seguaci come:
1. Eschine;
2. Antistene;
3. Senofonte;
● Aristotele ci sono giunte alcune sue considerazioni presenti nell’opera la Metafisica;

Dal complesso quindi di queste fonti indirette sappiamo:


● L’aspetto fisico;
● Esposizione del suo pensiero;
● Descrizione della vita dedita all’educazione dei giovani e alla riflessione;
● Animo nobile e coraggioso, che sceglie di sacrificare la propria vita e di ribellarsi alle leggi della città.

LA CONDANNA E LA MORTE DI SOCRATE

La domanda è come un uomo tanto probo Socrate, che si impegna per il bene della società ad essere
condannato a morte nel 399 a.C.?
Socrate venne ucciso a causa di diversi fattori:
● Periodo delicato della vita politica di Atene;
● Si ha nel periodo della sua condanna si la restaurazione della democrazia, ma che è ancora fragile;
● Democrazia chiusa da una visione conservatrice;
● Lui viene considerato come un elemento politico destabilizzante;
● Viene incarcerato perché si insinua che si fosse compromesso con il regime dei Trenta tiranni, cosa
falsa;
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Socrate quindi deve affrontare un processo in cui:
● È accusato di non onorare gli dei e di corrompere i giovani;
● Si difende da solo, con un bellissimo discorso che però non convince la giuria che lo condanna;
● Gli viene data la possibilità dell’esilio che però lui rifiuta considerandolo una sconfitta maggiore della
morte;

Dopo il processo però la sentenza di morte non avviene immediatamente, il filosofo deve aspettare in carcere
per circa 1 mese. In questo periodo Socrate:
● Gli amici gli propongono la fuga ma Socrate rifiuta;
● Per Socrate le leggi sono il fondamento della vita dello Stato e vanno sempre rispettate;
● L’ultimo giorno parlò con gli amici e poi bevve la cicuta;
● La morte è atto conclusivo della sua esistenza che si basa su rigore morale e del perfezionamento
interiore;

IL METODO SOCRATICO
IL VALORE DELLA RICERCA
Per descrivere l’itinerario spirituale di Socrate, si deve citare l’opera di Platone l’Apologia.
In tale opera opera si descrive il rapporto tra sapienza e Socrate:
● Socrate ha un responso dell’oracolo di Delfi, che indica Socrate come l’uomo più saggio;
● Socrate una volta venuta a conoscenza del responso dell’oracolo si reca presso altri uomini considerati
sapienti per conoscerli. Ed andò:
1. Da un politico importante si trattenne con lui e si rende conto che non è un sapiente;
2. Si rivolge ad uno stimato poeta che risulta competente negli aspetti specifici della sua arte, ma ignora
tutto il resto;
3. Si rivolge ad uno stimato artigiano che risulta competente negli aspetti specifici della sua arte, ma
ignora tutto il resto;
Con tutti e tre gli interlocutori alla fine mette a nudo attirandosi la loro ostilità.
● Socrate dopo questi incontri si rende conto che lui è il più saggio perchè: sa di non sapere. Gli altri sono
ignoranti perchè mancano di tale consapevolezza.
Il concetto del non sapere pone una netta distanza tra Socrate e la distanza dei sofisti. Perchè Socrate si considera
“filosofo” cioè “amante della sapienza”.

La consapevolezza che ha raggiunto Socrate dopo il colloquio con i tre uomini ha fatto sì che il filosofo greco cerchi:
● Scuotere gli individui dal loro torpore spirituale attraverso un incessante pungolamento degli interlocutori;
● Solleva dubbi sulla verità consolidata sulla stessa religiosità tradizionale, per affermare:
1. Una nuova libertà dell’anima;
2. Una nuova cura dell’anima;
● Mette in crisi coloro con cui dialoga;
● Insegna a non accettare mai idee e giudizi senza prima essersi interrogati a fondo sul loro significato;

Socrate rivolgendosi ai suoi interlocutori pone una domanda molto semplice: che cosa sono il bene, il rispetto, la sanità,
la virtù ed il coraggio? Ecco come si articola il discorso con coloro che rispondono a questa domanda:
● Gli interlocutori rispondevano con casi concreti;
● Per Socrate si tratta di esempi efficaci ma che non esauriscono il significato della parola. Di questi concetti
manca una definizione che funga da parametro ed abbia i tratti essenziali di tutti gli esempi citati;
● Gli obiettivi dell’indagine socratica sono dunque i seguenti:
1. Dimostrare che coloro che si reputano sapienti non lo sono affatto;
2. Dare una definizione soddisfacente dell’argomento trattato, in opposizione alla visione dei sofisti;
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IL VALORE DEL CONFRONTO
Il metodo adottato da Socrate per raggiungere i suoi obiettivi si compone di 2 momenti fondamentali:
● Primo momento critico e “negativo”, chiamato ironia.
Socrate in questo momento:
1. Fa finta di non conoscere l’argomento e chiede all’interlocutore di pronunciarsi;
2. Ascolta la risposta ed in un primo tempo le accetta;
3. Successivamente con domande mirate ed osservazioni si evince che neanche l’interlocutore sappia di
cosa si sta parlando;
4. Così facendo mette a nudo l’ignoranza altrui;

● Secondo momento costruttivo e “positivo”, la maieutica.


Socrate dopo aver fatto prendere coscienza all’interlocutore di essere ignorante sull’argomento inizia a:
1. Far individuare la verità dentro se stessi;
2. Per arrivare alla verità serve un dialogo con domande e risposte brevi incalzanti;
3. Attraverso tale dialogo l’interlocutore porta alla luce la verità presente dentro di sè;
4. Quindi per Socrate per arrivare alla conoscenza l’uomo deve “conoscere se stesso”;
5. Compito della maieutica non è altro che far compiere all’uomo lo stimolo per l’esame interiore;

Quindi, per Socrate, il compito del filosofo per arrivare alla conoscenza è:
● Svolgere il ruolo della levatrice, cioè far “partorire” agli altri nuove idee. Socrate non lo poteva fare in quanto
lui “sa di non sapere” cioè di non essere esperto di nulla;
● Esaminare e mettere alla prova gli interlocutori soprattutto se giovani, così da vedere se la loro intelligenza è
gravida di pensieri giusti;
● La conoscenza stessa avviene grazie al dialogo che presuppone una fiducia reciproca e una comune aspirazione
alla verità;
● Solo il dialogo vivo è quindi il luogo deputato alla verità in quanto si può manifestare come ricerca infinita e
condivisa;

Da qui si evince come Socrate realizzi un proprio modello educativo che si basa su dialogo che:
● Risulta elemento che libera dal falso sapere;
● Utilizzato come metodo ed attività educativa si arriva quindi ad un sistema compatto di conoscenza;
● È strumento per trovare soluzioni personali ai problemi;
● Che serve all’insegnante per stimolare i giovani a:
1. Ricerca autonoma della verità;
2. Impegno a conoscere se stessi;

LA VISIONE ETICA
LA NUOVA CONCEZIONE DELLA VIRTÙ
La conoscenza per Socrate è finalizzata alla realizzazione delle virtù.
La virtù per Socrate:
● È la capacità di svolgere una determinata attività in modo ottimale;
● È unica;
● Colui che si comporta seguendo la virtù, cioè il virtuoso è colui che:
1. Sa che cos’è bene fare in una determinata circostanza;
2. È consapevole di ciò che è meglio di volta in volta nelle situazioni della vita;
● Ogni qualità umana (coraggio, audacia e ecc.) diventa virtù soltanto in relazione al contesto in cui si esplica;

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● La virtù è una forma di conoscenza: è la disposizione a ragionare e a riflettere su ciò che è giusto e ciò che è
sbagliato;
● La virtù è uno stile di vita che può essere insegnato e diventa un’acquisizione comune;

Per Socrate quindi la virtù è conoscenza, e quindi:


● Colui che conosce il bene non può che agire bene;
● Chi agisce male lo fa per ignoranza, perchè non ha compreso ciò che è realmente bene per lui;
● Socrate ha una visione ottimistica perché chi sa ascoltare non può evitare di raggiungere:
1. La conoscenza del bene;
2. Di praticare la virtù;

La teoria socratica sull’agire dell’essere umano:


● Si chiama intellettualismo etico, ma è difficile da accettare;
● Hai contemporanei appare “paradossale”, cioè contro le opinioni correnti, cioè in contrasto con la comune
esperienza corrente, che presuppone che si possa agire male essendo spinti da impeti e ambizioni;

Per Socrate il vero bene:


● Porta dei benefici duraturi e dunque è connesso alla felicità;
● Essendo il vero bene annesso alla felicità diventa oggetto della volontà;

Per Socrate il sapere è una forma di conoscenza e richiede una convinzione profonda e globale di tutto il proprio
essere. Su tale concetto si è basata anche la vita dello stesso filosofo:
● Socrate fu una persona dal grande rigore morale;
● Non ha mai lasciato spazio al compromesso anche rispetto delle leggi dello Stato. Per Socrate chi non rispetta
le leggi dello Stato:
1. Rovina la comunità;
2. Rovina se stessi;
● Socrate presuppone il sapere concepito come continua ricerca su ciò che è bene per se stessi e per la
collettività. Su tale ricerca si basa la “salute spirituale”;
● Socrate pensa che per essere virtuosi sia necessario comportarsi sempre in modo consapevole;

LA DOTTRINA DELL’ANIMA
Per quanto concerne il termine anima per Socrate risulta fondamentale il concetto di psiche:
● Per i pre-socratici la psiche è l’ultimo respiro o “soffio vitale” esaltato dal morente;
● Per Socrate la psiche diventa “anima”, cioè vita interiore, cioè centro dell’agire morale.

Per Socrate l’anima è:


● La dimensione più profonda dell’essere umano, la sua personalità morale;
● L’individuo guardando l’anima scopre ciò che veramente bene fare;

Per Socrate l’anima ha la voce di un demone (cioè essere divino):


● Anima interviene nei momenti decisivi della vita;
● La voce lo mette in guardia da quello che doveva evitare;

Per i critici il demone socratico è stato interpretato in vari modi come:


● La voce della coscienza etica e civile dell’individuo;
● Una guida interiore trascendente e divina;

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Per Socrate la “cura dell’anima” è intesa come:
● Ricerca interiore della verità, la più importante delle attività;
● Anima ciò che qualifica l’essere umano;
● Chi “cura l’anima” è virtuoso e felice;

L’azione malvagia rende:


● L’individuo cattivo e infelice allo stesso tempo;
● È sgradita alla divinità;

Per Socrate il vero male è la morte dell’anima.


Questo concetto viene esplicato nel Fedone di Platone in cui racconta l’ultimo giorno di Socrate. In cui si descrive
come attende la morte Socrate:
● Con calma;
● Con lucidità;
● Sereno per aver assolto al suo compito curando l’anima;
● La sua morte diventa simbolo della sua coerenza filosofica;

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