GEOLOGIA APPLICATA - PPT 11 – I terremo
1) Introduzione
Il terremoto è un rapido scuo mento del suolo causato dalla fra urazione delle rocce so oposte
a sforzo. Un terremoto può essere visto come una perdita di equilibrio delle masse rocciose
cos tuen la crosta della Terra. Le rocce cos tuen la crosta terrestre se so oposte a sforzi
tenderanno a deformarsi accumulando energia. Questo processo con nua fino a quando l’energia
accumulatasi supero il punto cris co di resistenza delle rocce per cui si ha la loro fra ura.
I processi di fra urazione all’interno della crosta
terrestre cominciano in un punto, de o ipocentro, e
si propaga lungo le faglie. Come conseguenza, le
masse rocciose a cavallo di tali superfici si sposteranno
rapidamente. Due pun che prima della fra urazione
risultavano essere omologhi sulle due diverse facce
della fra ura, dopo il processo di fra urazione
risulteranno sposta l'uno rispe o all'altro. L'en tà di
questo spostamento è de a dislocazione. Nei grossi
terremo il processo di fra urazione può durare
diversi secondi. Parte dell'energia rilasciata durante il
processo di fra urazione viene spesa per generare le
onde sismiche che, raggiunta la superficie terrestre,
creano lo scuo mento del suolo. Le onde sismiche originatesi all'ipocentro si propagano in tu e
le direzioni. Il processo di fra urazione delle rocce che genera queste onde dura alcuni secondi,
ma il tempo di propagazione dall'ipocentro alla superficie terrestre può essere anche di diversi
minu .
2) Onde sismiche
Le onde longitudinali si propagano mediante oscillazioni delle par celle che cos tuiscono il
mezzo a raversato nella stessa direzione (parallelamente) della propagazione dell’onda. Esse
esercitano sulla roccia sforzi di compressione e sforzi di dilatazione, modificano sia il volume che
la forma della roccia che a raversano. Si propagano in solidi e fluidi.
La velocità di propagazione delle onde è data dalla seguente relazione:
4
𝐾 + 3𝜇
𝑽𝑷 =
𝜌
Dove:
K = modulo di incompressibilità
µ = modulo di rigidità
ρ = densità
Tipicamente la velocità di propagazione delle onde è tra i 5.5 e i 11.7 Km/h.
Le onde trasversali si propagano mediante oscillazioni delle par celle del mezzo
perpendicolarmente alla direzione di propagazione delle onde. Esse esercitano sulla roccia sforzi
di taglio, modificano la forma della roccia che a raversano. Si propagano nei solidi.
La velocità di propagazione delle onde è data dalla seguente relazione:
𝜇
𝑽𝒔 =
𝜌
Dove:
µ = modulo di rigidità (µ = 0 nei liquidi)
ρ = densità
Tipicamente 𝑉 > 𝑉 e vale la seguente relazione: ≈ √3
Le onde di Love si generano da una discon nuità tra due stra quando la 𝑉 nello strato
inferiore è maggiore della 𝑉 nello strato superiore. Il moto della par cella è perpendicolare alla
direzione di movimento. L’intensità dell’onda diminuisce con la profondità.
Le onde di Rayleigh, hanno un movimento assimilabile ad un’ellisse retrograda e l’ampiezza
d’onda diminuisce con la profondità. Sono meno veloci delle onde di Love.
3) L’energia di un terremoto
Quando si verifica un terremoto è necessario s mare la sua energia. Nel 1935 si definì il
parametro “Magnitudo” come misura ogge va della quan tà di energia elas ca rilasciata
durante un terremoto. La magnitudo fu definita da Richter come:
𝑴𝑳 = log 𝐴 + 𝐶(𝑅) + 𝐷
Dove:
A = Ampiezza massima del movimento del suolo registrato da un sismografo standard nel
corso di un terremoto avvenuto alla distanza epicentrale di 100 km;
C(R) = Coefficiente di correzione per la distanza epicentrale;
D = Fa ore di calibrazione che ene conto di eventuali effe locali e strumentali.
MAGNITUDO CARATTERISTICHE
0 Sisma molto lieve
2.5 - 3.0 Scossa avver ta solo nelle immediate vicinanze dell’epicentro
4.0 – 5.0 Può causare danni localmente
L’energia sprigionata è pari a quella della bomba atomica lanciata su
5.0
Hiroshima
6.0 Sisma distru vo in un’area di circa 10 km di raggio
7.0 Sisma distru vo in un’area di circa 30 km di raggio
Grande terremoto distru vo, magnitudo del terremoto di S. Francisco del
7.0 - 8.0
1906
8.4 Energia rilasciata pari a circa 2 * 1025 ergs
Massimo valore di magnitudo noto, osservato tra il 1900 e il 1950. ‘energia
8.6 rilasciata dal sisma è circa tre milioni di volte superiore all’energia
sprigionata della prima bomba atomica lanciata su Hiroshima.
Poiché i terremo producono due pi di onde, onde di volume (P e S), che viaggiano all’interno
della Terra, e onde superficiali (L e R) si sono evolute due nuove scale di magnitudo - le mb (body
waves) e le MS (surface waves):
𝐴
𝒎𝒃 = log + 𝑄(𝐷, ℎ)
𝑇
Dove:
A = Ampiezza massima del movimento del suolo;
T = Periodo corrispondente;
Q(D, h) = Fa ore di correzione che è in funzione della distanza D (in gradi), tra epicentro
e profondità h del terremoto
𝐴
𝑴𝒔 = log + 1.66 log 𝐷 + 3.30
𝑇
4) Geometria della faglia e Momento sismico
L’orientamento della faglia, la direzione di movimento della faglia e la dimensione di un terremoto
possono essere descri dalla geometria della faglia e dal momento sismico. Ques parametri
sono determina dalle analisi di forme d’onda dei sismogrammi prodo e da un terremoto. Il
momento sismico è legato ai parametri fondamentali del processo di fagliazione:
𝑴𝟎 = 𝜇 𝑆 ⟨𝑑⟩
Dove:
𝝁 = Resistenza al taglio della roccia fra urata;
𝑺 = Area della taglia;
⟨𝒅⟩ = Spostamento medio lungo la faglia.
È definito dunque la scala di magnitudo Mw, magnitudo momento:
2
𝑴𝒘 = log 𝑀 − 10.7
3
5) Energia E
La quan tà di energia irradiata da un terremoto è una misura del potenziale dei danni alle
stru ure antropiche. Una s ma della energia irradiata si può fare a raverso la seguente
relazione:
log 𝑬 = 11.8 + 1.5 𝑀
Una magnitudo basata su energia irradiata da un terremoto, Me, può essere definita:
2
𝑴𝒆 = log 𝐸 − 2.9
3
6) Strumen di misura
Lo strumento che rileva e registra l'andamento in funzione del tempo delle oscillazioni del terreno
è il sismografo. Il sismografo è cos tuito da due par fondamentali: il sensore sismico e
l'apparato di registrazione. Un sismografo è proge ato in modo tale che una vibrazione del suolo
su cui è installato me e in movimento lo strumento mentre la massa M tende a rimanere in
quiete perme endo al pennino di registrare questa differenza di moto sul tamburo rotante.
7) Effe del terremoto
Gli effe che un forte terremoto può provocare si dividono in due categorie:
Effe dire : effe correla dire amente al moto delle faglie, iden fica con la
deformazione del suolo;
Effe indo : effe correla alla propagazione delle onde sismiche.
Il danneggiamento che il passaggio delle onde sismiche può provocare in caso di forte terremoto
è fortemente influenzato dalle condizioni geologiche e dalla natura superficiale dei terreni, dalla
presenza di acqua nel suolo, nonché dal po di costruzioni presen nell'area interessata. Un
fenomeno che può verificarsi a seguito del passaggio delle onde sismiche in un'area con un'alta
presenza di acqua nel so osuolo è quello della liquefazione. Questo fenomeno è la completa
perdita di consistenza di un terreno, in genere sabbioso, dovuta ad un crescente aumento della
pressione esercitata dall’acqua, dunque, lo scuo mento provocato dal passaggio delle onde
sismiche separa le par celle di acqua da quelle solide facendo perdere coesione al terreno. Gli
elemen capaci di modificare le cara eris che locali del terreno interessato da un evento sismico
sono comunemente indica come effe di sito.
8) Faglia a va e capaci
Una faglia capace è una faglia che è ritenuta in
grado di produrre, entro un intervallo di tempo di
interesse per la società, una deformazione della
superficie del terreno, e in prossimità di essa; la
deformazione a esa può essere sia una
dislocazione ben definita lungo un piano di
ro ura che una deformazione distribuita. Nel
catalogo ITHACA le faglie capaci sono le faglie in
cui è comprovata una ria vazione negli ul mi
125 ka. Da alcuni anni il Catalogo ITHACA viene
sistema camente u lizzato sopra u o per gli
studi di microzonazione sismica, con lo scopo di
riconoscere le condizioni locali che possono
modificare il moto sismico a eso o che possono
produrre deformazioni permanen rilevan per
le costruzioni e le infrastru ure. Tali informazioni
sono u li per la pianificazione e per la
realizzazione di interven sul territorio, per la
prevenzione sismica e per la valutazione del rischio sismico. Agli inizi degli anni 2000 è stata
prodo a la carta della zonazione sismica di
riferimento, la quale suddivide il territorio
italiano in 36 zone sismogene che dal 901 al
936. La zona sismogene ca è un’area
geografica omogenea dal punto di vista
sismogene co, cioè nella quale si ri ene
possano verificarsi terremo con le stesse
cara eris che come magnitudo massima
a esa, profondità ipocentrale, cinema ca,
probabilità di accadimento.
9) Norma ve sismiche
Ai fini della definizione dell’azione sismica di proge o, si rende necessario valutare l’effe o della
risposta sismica locale mediante specifiche analisi. In assenza di tali analisi, per la definizione
dell’azione sismica si può fare riferimento a un approccio semplificato, che si basa
sull’individuazione di categorie di so osuolo di riferimento.
Nel Marzo 2018 sono entrate in vigore le
Norme Techiche per le Costruzioni
(NTC2018). Quest’ul me definiscono la
velocità delle onde di taglio Vs,eq come:
𝐻
𝑽𝒔,𝒆𝒒 =
ℎ(𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜)
∑
𝑉
Dove:
N = numeri di stra di individuabili nei
primi metri di suolo
h = spessore degli stra
Vs = velocità delle onde S negli stra
H = profondità
La morfologia superficiale riveste un’importanza determinante sull’amplificazione sismica di sito
come dimostrano i rilevan danni stru urali rileva in corrispondenza di elemen morfologici
come i rilievi, le scarpate o i canyon.