GEOLOGIA APPLICATA - PPT 2 – Te oniche delle placche
1) Introduzione
La te onica delle placche è la teoria a raverso la quale si spiega la dinamica della Terra. Spiega i
fenomeni che interessano la crosta terrestre quali:
A vità sismica;
Orogenesi;
Distribuzione dei vulcani;
Variazione del chimismo delle rocce magma che;
Formazione di stru ure come fosse oceaniche e archi insulari;
Distribuzione geografica di faune e flore fossili nelle ere geologiche.
La te onica delle placche ha parzialmente inglobato la precedente teoria della deriva dei con nen
di Wegener.
2) Deriva dei con nen
Nel 1915 Alfred Wegener nota la similitudine tra rocce,
stru ure, fossili e paleoclimatologia di America
Meridionale e Africa, da qui intuì che nelle ere
preceden (Nel Permiano, circa 225 Ma) esisteva un
“supercon nente” che prende il nome di Pangea,
circondata dal Mare della Pantalassa,
nel corso della storia la Pangea si è fra urata in
con nen più piccoli, che poi sono anda alla deriva.
L’America meridionale e l’Africa si separano nel Cretaceo
(65 Ma), mentre l’America se entrionale e l’Europa
rimangono in conta o fino al Quaternario.
Inoltre, a prova della veridicità della deriva dei con nen si ha:
L’analisi sta s ca della topografia della terra, quest’ul ma ha rilevato due livelli
predominan corrisponden alla superficie dei con nen ed al fondo oceanico abissale.
Questa distribuzione è compa bile con una crosta formata da due stra :
o Superiore, più leggero, cos tuito da granito;
o Inferiore, che forma il fondo oceanico, sos tuito da basalto, gabbro o perido te.
Se per assurdo ci fossero sollevamen e subsidenze casuali ci si aspe erebbe una
distribuzione di elevazioni a Gaussiana;
La teoria dell’isostasia, il substrato della crosta s0i comporta come un fluido molto viscoso,
dunque le placche te oniche superficiali, so oposte a sforzo, si possono muovere sia
ver calmente che orizzontalmente;
La forza motrice che determina il movimento dei con nen è ipo zzata in due componen :
La forza di fuga dai poli, spiega il movimento dei con nen verso l’equatore;
La forza di marea, spiega il movimento dei con nen americani verso ovest.
3) L‘ipotesi di Holmes: te onica delle placche
Negli anni ’60 una mappatura sistema ca
del fondale oceanico dell’Atlan co,
effe uata a raverso radar, mise in
evidenza una catena montuosa (dorsale),
medio-oceanica con una valle centrale
(ri valley) dislocata da faglie trasformi
laterali. Harry Hess e Robert Dietz
suggerirono quindi che il fondale
oceanico si stesse separando lungo il ri
della catena medio-oceanica. Nel 1967,
J.T. Wilson incorporò il conce o delle
anomalie magne che registrate nei fondali oceanici e la trascorrenza laterale delle dorsali medio
oceaniche lungo le faglie trasformi in un modello che ulteriormente confermava l’espansione dei
fondali oceanici. Nel tempo il campo magne co terrestre varia la sua polarità, quando la crosta
oceanica si forma, essa acquisisce il campo magne co vigente in quel momento. Il pa ern di
inversione magnetica può essere le o come una
lineazione simmetrica a orno alla dorsale medio-
oceanica, a dimostrare l’apertura degli oceani e la
loro velocità di espansione. Dunque, dall’estensione
della crosta oceanica con campo magne co
omogeneo si può dedurre l’età di quest’ul ma. Tu a
la te onica a placche è messa in moto dai mo
conve vi. Quest’ul mi sono i mo che compiono le
rocce nel risalire, per effe o dell’espansione della
roccia stessa a causa del calore, dal mantello alla
crosta terrestre, spingendo su di essa.
4) Placche te oniche
Si è osservato come nei pun in cui le placche si separano o collidono si hanno a vità sismiche e
vulcaniche. I margini di placche sono cara erizza dal po di movimento della placca stessa:
Se due placche te oniche si scontrano allora il margine sarà convergente. Molto spesso lo
scontro da origine al fenomeno di subduzione, cioè la proiezione a scivolare so o della
placca più densa su quella meno densa. Durante la discesa la placca che subduce si riscalda
a tal punto da fondere parzialmente, creando il magma, quest’ul mo per differenza di
densità e temperatura, tenderà a salire così creando i vulcani. Se a scontrarsi fossero due
porzioni di litosfera oceanica si formerà un arco vulcanico, mentre se a scontrarsi sono
litosfera oceanica e con nentale si formerà una fossa. Se invece a scontrarsi sono due
porzioni di litosfera con nentale si verifica il fenomeno di orogenesi, dando vita alle
montagne.
Se due placche te oniche si allontanano allora il margine sarà divergente. In ques pun si
genera la nuova crosta terrestre. L‘allontanamento tra le placche asso glia la crosta e ciò
favorisce al magma di risalire, creando così una lunga serie di vulcani, le dorsali oceaniche. I
margini divergen possono dare vita anche a nuovi oceani come, ad esempio, la Ri Valley
africana.
Se due placche te oniche scorrono orizzontalmente allora il margine sarà trascorrente. In
quanto i bordi sono irregolari, lo scontro tra una placca e l’altra immagazzina energia che
verrà sprigionata in parte so o forma di terremoto.
5) Hot Spots
I pun caldi sono lega alla formazione di grandi pennacchi di materiale caldo che risale dal
mantello, il moto ascensionale provoca l’inarcamento della crosta e va ad originare un vulcano.
La posizione dei pennacchi non cambia col tempo, mentre le placche scorrono al di sopra, questo
meccanismo da origine ad appara vulcanici, allinea in ordine decrescente di età, solo i più recen
sono a vi.
6) Faglie trasformi
Le faglie trasformi sono dei margini conserva vi che si formano dove due placche scivolano
parallelamente tra loro. Tipicamente sono cara erizzate da scarsa a vità vulcanica e sismica.