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UNA NUOVA PROSPETTIVA FILOSOFICA

Grazie al nuovo indirizzo democratico, che permette al popolo di partecipare attivamente alla
vita pubblica si raggiunge il periodo più florido della filosofia. Fino ad adesso l’interesse era
rivolto verso ricerche di carattere naturalistico, le opere dei filosofi erano concentrate
sull’origine delle cose. Questa ricerca però era ancora limitata poiché tralasciava aspetti della i
come l’uomo, la vita sociale, la politica e la morale. Dunque si adatta un nuovo metodo di
filosofare: il linguaggio filosofico per cui è fondamentale la comunicazione aperta al vasto
pubblico.

LA CRISI DELLE CERTEZZE TRADIZIONALI


La ricerca razionale che spinge la filosofia contribuí inoltre alla caduta dei miti e divinità
tradizionali. A questo si aggiunse l’assenza di un corpus unico di credenze .

LA DEMOCRAZIA: UNA FORMA DI GOVERNO CHE VALORIZZA L’INDIVIDUO


La democrazia è la forma di politica che più valorizza la libertà dell’individuo poiché eguaglia
tutti i cittadini in dignità, diritti e doveri. Quella di Atene esclude ancor a donne, meteici e
schiavi ma favorisce comunque la cultura del dialogo e del confronto e l’elaborazione di un
pensiero condiviso.
Per l’affermazione della filosofia del tempo fu significativo dunque il sostegno popolare alla
vita politica e che il governo fosse riservato a chi meritevole. La filosofia è dunque disciplina
fondamentale nella formazione del cittadino.

I SOFISTI
CHI SONO I SOFISTI?
I sofisti sono considerabili i primi insegnanti a pagamento, fecero diventare filosofare un
mestiere. L’esercizio del sapere diventa un bagaglio culturale indispensabile per essere
politico e dunque giravano in cerca di discepoli aprendosi anche ad una mentalità
cosmopolita.
Il termine “sofista” vuol dire “sapientissimo”, che nel tempo non ha avuto un’accezione
positiva, anzi fu particolarmente disprezzata dai posteriori come Platone e Aristotele. Dunque
si sono riscontrate difficoltà nell’interpretazione poiché sono rimasti come riferimento solo
pochi frammenti oltre alla testimonianza platonica.
È necessario distinguere tra i suoi esponenti più significativi, che portano grandi esiti, e gli
“eristi” che ne rappresentano la decadenza.

PROGETTO EDUCATIVO DEI SOFISTI


Il fine principale dei sofisti era il sapere, unico fondamento della virtù. Fu proprio per la
razionalità che mettono in discussione i principi e pregiudizi tradizionali.
Questa virtù era la capacità di vivere in società e che rendeva fondamentale una padronanza
sicura della parola.
I sofisti insegnano un sapere pratico, rendendolo un “arte politica” attraverso cui si può
arrivare ad una verità condivisa e conveniente alla società.
PROTAGORA
Protagora nacque in Tracia nel 490a.C, di lui non abbiamo nessuna opera integra ma gli sono
attribuiti parecchi scritti. A Protagora è attribuita la frase “L’uomo è misura di tutte le cose;
delle cose che sono in quanto sono e delle cose che non sono in quanto non sono”. Il concetto
di “uomo” può essere riferito all’individuo, come genere umano o come popolo.
A Protagora ha una visione RELATIVISTICA: non esiste una verità assoluta ma questa varia al
secondo del contesto umano, sociale e culturale in cui è considerata. Non esiste dunque una
legge universale che regola le cose.

IL POTERE DELLA PAROLA


Protagora non esclude l’esistenza di un criterio di giudizio. Questo si può stabilire attraverso
la parola, con la quale è possibile raggiungere una prospettiva condivisa. Dunque la verità è
dettata dalla capacità di persuasione mediante un linguaggio semplice e convincente.

LA POLITICA COME “TECNICA DI TUTTE LE TECNICHE”


Da questo momento si afferma che tutti siamo dotati di virtù politica e possiamo perfezionarla
con l’educazione.

GORGIA
Gorgia nacque in Sicilia tra il 485 e il 480 a.C. e giunse ad Atene nel 427 dove, grazie alle sue
capacità oratorie, riscosse grande successo. Per Gorgia la parola va elogiata come forza
conquistatrice. Il paradosso del pensiero sofista è che nulla è oggettivo dunque niente è
conoscibile e anche se lo fosse non potrebbe essere comunicabile poiché la parola non
corrisponde con la realtà. Gorgia dice che: -l’essere non esiste; -anche se esistesse non
potremmo conoscerlo; -anche se conosciuto non può essere comunicato.
La credibilità delle affermazioni dipende dalla forza persuasiva delle parole. Il linguaggio è
una forza ammaliatrice.

VISIONE TRAGICA DELL’ESISTENZA


Per Gorgia gli uomini non sono liberi ma comandati da forze incontrollabili. Nell’Encomio di
Elena l’intento è dimostrare l’innocenza di Elena, moglie di Menelao che segue Paride a Troia
facendo scatenare la guerra. Le 4 possibili spiegazioni sono: 1. Decreto degli dei; 2. Violenza
fisica; 3. Persuasione delle parole di Paride; 4. Vinta dalla passione amorosa. La conclusione è
che Elena non è responsabile in quanto condizionata da elementi incontrollabili.

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