VERSIONI SENECA
T2 LA VITA È DAVVERO BREVE (De
brevitate vitae 1, 1-4
L’opera si trova nei capitoli iniziali del “De vitae brevitate di Seneca” (→ nei
Dialogi- una delle 10 opere) .
💡 A DIFFERENZA DI PLATONE→
I dialogi non hanno tanti personaggi→ ma un unico personaggio
nessuno può contraddire→ se non il destinatario che è scettico (
es: qualcuno potrà dire che…)
Si tratta di una lettera rivolta a Paolino (funzionario imperiale, forse padre della
seconda moglie Paolina, prefetto dell’annona ovvero della disponibilità dei
generi di prima necessità) dove espone temi riguardanti il rapporto vita-
tempo. (Forse si tratta di Pompeo paolino di cui seneca sposò la figlia Paolina)
TEMI:
La vita non è breve: MA appare tale a causa degli impegni inutili e delle
distrazioni.
La vera misura della vita non è la durata: MA la qualità: saper usare bene il
tempo a disposizione senza disperdersi in attività prive di senso
Tempo fugace: =ORAZIO (carpe diem- cogli l’attimo perchè il tempo
fugge)
preziosità del tempo→ lo spechiamo perché non é un bene materiale e ce
ne accorgiamo quando finisce
ARGOMENTAZIONI ESPOSTE
1. Falsa opinione diffusa
VERSIONI SENECA 1
INIZIALMENTE VIENE ESPOSTO IL PUNTO DI VISTA DI COLORO CHE SONO
CONSIDERATI STOLTI: La maggior parte degli uomini (mortalium-marchia il
fatto che siamo destinati a morire lamenta della brevità della vita→
La vita ci abbandona proprio durante i preparativi→ 2 cause:
1. CAUSA REALE-OGGETTIVA (INDICATIVO): ci viene dato un breve tratto di
tempo
2. CAUSA SOGGETTIVA (CONGIUNTIVO): il tempo scorre velocemente
Esempi di figure celebri che hanno aderito a questa idea:
Ippocrate (padre fondatore della medicina scientifica): “La vita è breve,
l’arte è lunga”- rispetto a tutto ciò che possiamo fare non ci basta una vita
Aristotele: discute della brevità della vita in rapporto alle grandi imprese
umane:
CRITICA ALLA NATURA:
1. ANIMALI: concessa una vita lunga (riescono a passare 5 o 10 generazioni)
2. UOMO: è data una vita breve→ anche se nasce per fare cose grandi e
importanti
2. La prospettiva del sapiente
SENECA SMENTISCE QUESTE IDEE→ poichè
-LA NATURA: ci da abbastanza tempo
-NOI: ci accorgiamo che lo abbiamo perso quando é tardi e lo abbiamo
sprecato in attività inutili
Non ci è stato dato poco tempo, ma ne abbiamo perso molto
IN CONTRASTO A QUESTE CREDENZE VIENE ESPOSTA UN ALTRA
PROSPETTTIVA: Il sapiente conosce la vera natura della vita.
1. Sa dominare se stesso e le proprie passioni.
2. Riesce a gestire bene il tempo, senza disperdersi (tra lusso e
trascuratezza)
VERSIONI SENECA 2
3. Analogie ed esempi
Alla fine del trattato, viene fatta un analogia tra ricchezza e tempo -
“PARABOLA DEL TEMPO” in quanto entrambe hanno un valore che deve
essere speso bene:
INFATTI:
TEMPO→
Tempo sprecato = vita breve- specato in cose inutili
Tempo ben usato = vita lunga e ricca di significato- investito bene in attività
inutili
RICCHEZZE
Ricchezze Mal gestite → evaporano subito.
Ben custodite → crescono nel tempo - investite e fatte fruttare
CONCLUSIONE:
il tempo: ben speso, si estende “molto a vantaggio di chi la dispone bene”.
→ DERESPONZABILIZZAZIONE della NATURA: la vita non è breve MA siamo
noi a essere cattivi o buoni custodi del nostro tempo
SENTENTIA FINALE SENECANA:
“Non cerchiamo una vita breve ma la rendiamo tale; e non siamo poveri di
tempo ma ricchi se lo sappiamo usare”
💡 sententia- frase breve che porta una verità e che passa in fretta =
Callida iuntura - Orazio: parole contrapposte con significato profondo
RIFERIMENTI AD ALTRI AUTORI:
DANTE
Nel Canto III del Paradiso→ Dante chiede alle anime se sono contente della
loro posizione nella candida rosa:
Loro rispondono di SI: poichè sono contente di quello che possiedono già
VERSIONI SENECA 3
→ questo episodio: dimostra che ognuno è pieno in base alle sue capacità e
che dobbiamo vivere al massimo finchè non ci sentiamo pienamente
soddisfatti della vita
LEOPARDI
A differenza di Seneca→ critica la natura: l’uomo non può vivere appieno
perché è infelice dato che è tormentato dal desiderio constante di INFINITO
ORAZIO
1. CARPE DIEM- COGLI L’ATTIMO: la vita è breve va vissuta appieno in ogni
momento
2. CONVITATO SAZIO: Alla fine della vita (banchetto) dobbiamo sentirci
“sazi”
T2 (pt.2) DE BREVITATE VITAE 1, 1-3
TEMI
La vita è lunga: se viene usata correttamente.
Gli uomini si lamentano della sua brevità: perché non sanno viverla bene.
ARGOMENTAZIONI
1. Modi in cui si spreca la vita
INIZIALMENTE SONO ESPOSTI TUTTI INMIDI TRAMITE CUI UN ESSERE
UMANO NON PUÒ GODERSI LA SUA VITA E IL SUO TEMPO (poiché occupato
in attività futili e dannose)
Avidità → accumulare senza limite.
Lavoro inutile → occupazioni futili e impegnative.
Piaceri eccessivi → eccesso di cibo, vino o divertimenti.
Pigrizia e inerzia → non agire per paura o indolenza.
Ambizione sociale e vanità → dipendere dall’opinione altrui.
Ricchezza e commercio → viaggiare e correre dietro al guadagno.
Passione militare → rischi e ansie costanti (per se e per la vita degli altri)
VERSIONI SENECA 4
Servilismo e sottomissione → vivere per altri a proprio danno.
Invidia e insoddisfazione → desiderare ciò che hanno altri o lamentarsi.
Instabilità e superficialità → cercare sempre nuove cose senza scopo.
Rifiuto del destino → ignorare la propria strada e subire gli eventi.
CONCLUSIONI (considerazioni su vita e tempo)
Nelle considerazioni finali vengono fatte delle riflessioni riguardo al tempo VS
durata dell’esistenza:
A tal proposito è riportata una citazione del più grande dei poeti:
La parte di vita che viviamo é piccola
questo significa che:
La maggior parte del tempo degli uomini= SPRECATO, non vita pienamente
vissuta.
La vera vita = MINIMA, rispetto alla durata complessiva dell’esistenza.
Vivere bene= significa non disperdere la propria vita
T16 COME TRATTARE GLI SCHIAVI
(Epistulae ad Lucilium, 47, 1-4; 10-11)
INTRODUZIONE
Seneca apprende con piacere che Lucilio: tratta i suoi schiavi con familiarità e
rispetto —→MESSAGGIO RIVOLUZIONARIO PER GLI IMPERATORI DEL TEMPO
→ Questo spunto: diventa occasione per riflessioni etiche stoiche ( stoicismo:
valorizza rispetto e considerazione per tutte le condizioni umane e ruoli sociali)
sulla schiavitù.
ARGOMENTAZIONI
1. DIGNITÀ E NATURA COMUNE
VERSIONI SENECA 5
SENECA INIZIA ESPONENDO I MOTIVI PER CUI PADRONI E SCHIAVI SONO
UGUALI.
Tutti gli uomini (liberi o schiavi)→ sono uguali per natura, poichè:
1. nasconi dai medesimi semi
2. sono entrambi dotati di ragione e senzazioni
3. hanno piena dignità di esseri umani:
4. sono compagni di abitazione
2. sono amici di umile condizione
3. sono soggetti alle stesse bizarrie della sorte
4. la condizione servile dipende dal caso/fato.
💡 NON È UN INSEGNAMENTO A LUCILIO→ si immagina un dialogo con
un interlocutore immaginario ( che sostiene la tesi opposta-
EPANORTOSI)
2. COMPORTAMENTI ERRATI DEL PADRONE
Molti padroni trattano gli schiavi come bestie, con crudeltà e arroganza.
A tal proposito è citato un esempio tipico, tramite un antitesi schiavo-
padrone: durante i pasti
Schiavi obbligati :
1. a stare in piedi, immobili e silenziosi
2. Subiscono punizioni anche per bisbigli, tosse, starnuti o rumori involontari
3. Devono assistere agli eccessi del padrone senza poter parlare
Chi ha la possibilità di parlare :
-subisce comunque pressioni o tormenti se osa dissentire.
💡 l’episodio illustra la disparità tra apparente status sociale e dignità
naturale degli individui.
VERSIONI SENECA 6
3. REGOLA ETICA NEL RAPPORTO CON GLI SCHIAVI
Nella lettera Seneca cita un proverbio:
Non li abbiamo nemici ma li rendiamo
Ciò significa che:
Bisogna trattare le persone sottoposte : come vorremmo essere trattati dai
superiori:
1. per un tornaconto
2. per un principio morale
Fondamento di ogni relazione: rispetto reciproco, non paura.
VS principio servo per natura: la schiavitù è frutto del caso (guerra, debiti
di gioco, abbandono genitori…)
→ Seneca non critica né condanna la struttura sociale romana basata sulla
schiavitù, ma promuove un comportamento morale nei rapporti
interpersonali.
CONSIDERAZIONI DI ALTRI FILOSOFI
1. ARISTOTELE: “strumenti animati”
2. VARRORE: “istrumentum vocalem, strumenti che parlano”
3. GAIO: sostiene che ci sono 3 tipologie di utensili:
utensili che: NO muovono e NO parlano= OGGETTI
utensili che: SI muovono e NO parlano=ANIMALI
utensili che: SI muovono e SI parlano= SCHIAVI
T17- Libertà e schiavitù
INTRODUZIONE
Opera: Lettere a Lucilio (Lettera 47)
Genere: Epistolario filosofico di ispirazione stoica
Contesto: Nella società romana la schiavitù era normale, ma Seneca, da
filosofo stoico, invita a trattare gli schiavi con rispetto e umanità.
VERSIONI SENECA 7
→ MESSAGGIO:
1. RIVOLUZIONARIO: per i senatori romani del tempo
2. SCONTATO: oggi, dovremmo rigraziarli per il servizio offerto
ARGOMENTO
Seneca:
riflette sul rapporto tra padroni e schiavi → tutti gli uomini sono uguali per
natura e che la schiavitù è solo una condizione imposta dal caso
Invita i padroni → a comportarsi con giustizia e rispetto verso chi è
socialmente inferiore.
CONTENUTO
1. RIFLESSIONE INIZIALE: “CONCETTO DI FRATELLANZA”→lo schiavo è un
essere umano come il padrone: “vive, respira, muore come te”.
2. ESEMPIO STORICO: dopo la sconfitta di Varo ( le sue legioni furono
distrutte e schiavizzate dalle trubù germaniche), anche uomini liberi e nobili
divennero schiavi o pastori
3. CRITICA SOCIALE: i padroni sono “superbi, crudeli e insolenti” verso gli
schiavi.
4. CONCLUSIONE MORALE (principio evangelico) “Comportati con il tuo
inferiore come vorresti che il tuo superiore agisse con te→ poiché siamo
tutti schiavi di qualcun’altro
T6- Riappropriarsi di sè e del proprio tempo
INTRODUZIONE:
OPERA: inizio Epistulae ad Lucilium (prologo all’intera raccolta)
TEMA CENTRALE: “Autarkeia”→ conquista del dominio su se stessi e la
liberazione dalle cose esterne e dagli altri= SAGGEZZA E FELICITÀ
(Stoicismo)
→MA : ostacolato→ dallo spreco e dalla mancanza di riconoscimento del
valore del tempo
VERSIONI SENECA 8
Richiama il De brevitate vitae: il tempo è l’unico vero bene concesso
all’uomo dalla divinità, → deve essere difeso e valorizzato.
TONO E ESEMPI:
Seneca→ x esporre la tesi:
NO: teoria sistematica
SI:
1. esempi della vita quotidiana→ per chiarire filosofici astratti.
2. sententiae (frasi brevi e memorabili)→per evidenziare i punti fondamentali.
→ TONO: colloquiale e confidenziale (non solenne come gli altri trattati)→
Seneca è
1. maestro
2. condivide i propri limiti con Lucilio.
CONTENUTO:
Paragrafo 1: “possesso del tempo”
Attraverso degli IMPERATIVI→
rapporto diretto di esortazione e consiglio con Lucilio
intento paremetico (di insegnamento): esorta Lucilio a riprendere
possesso del tempo e a dare importanza al presente:
“raccoglilo e conservalo”→ indica:
1. presente →è l’unico momento utile a realizzare se stessi e conquistare la
saggezza.
2. cogliere l’attimo→ rende l’uomo padrone del presente e lo libera dalla
dipendenza dal futuro.
Il tempo può essere perso in tre modi:
1. Auferebatur → portato via apertamente (per forza, da altri).
2. Subripiebatur → rubato subdolamente (furtivamente).
VERSIONI SENECA 9
3. Excidebat → scorre via, perso per incuria o disattenzione.
💡 L’uso di diatesi passiva e attiva: enfatizza →
1. violenza del tempo rubato
2. consapevolezza di come si perde
1. MA la perdita più grave→ negligenza personale: cioè quando non ci
rendiamo conto di sprecarlo.
2. facendo il male
3. non facendo nulla
4. occupandosi di cose irrilevanti
Paragrafo 2: “valore del tempo”
CRITICA: a chi non dà valore al tempo→
→ LA MORTE È DAVANTI A NOI (non dietro): pochi si rendono conto di morire
ogni giorno, perché non comprendono che LA MORTE sta dietro di noi in ogni
momento già trascorso
Esortazione: Lucilio deve afferrare e tenere stretto ogni momento presente
→ così:
1. si dipende meno dal futuro
2. si evita di sprecare la vita
Paragrafo 3: “possedimento del tempo”
DI CHE COSA SIAMO PADRONI?
NOSTRA VITA E TEMPO: ( per il resto tutto ciò che possediamo appartiene
agli altri)
→LA NATURA→ ci ha dato in dono il tempo, MA noi:
diamo importanza→ azioni insignificanti e facilmente negoziabili
non diamo importanza→ tempo che non è negoziabile (non acquistabile
tramite il denaro) ed è fuggevole→ è più prezioso rispetto agli altri oggetti
VERSIONI SENECA 10
materiali
Paragrafo 4-5: “l’esame di coscienza di Seneca”
SENECA SEGUE QUESTA MORALE?
Seneca si mostra schietto e sincero (se no perderebbe autorevolezza):
spende tempo senza sempre farlo bene→ infatti è sulla strada della
sapienza
MA :tiene il conto di come e perché lo spende
METAFORA TEMPO-DENARO:
Seneca paragona il tempo al denaro→ chi ha poco tempo ma ne fa buon uso
non è povero
PARAGONE VINO:
Sententia proverbiale: “troppo tardi per risparmiare quando si è arrivati alla
feccia”
→ conviene iniziare subito a fare tesoro del tempo, perché ciò che resta alla
fine della vita è LA FECCIA (= parte finale del vino), che è:
poca
la parte peggiore
💡 MESSAGGIO FINALE: Il tempo è denaro e pertanto bisogna attribuirgli
un valore
T15- Il dovere della solidarietà (Epistola 95)
1. INTRODUZIONE DEL PROBLEMA
Seneca si chiede: come ci si deve comportare con gli altri uomini?
Non basta non fare del male.
La vera virtù: richiede di agire positivamente per il bene altrui.
→Esempi pratici:
1. Porgere la mano al naufrago.
VERSIONI SENECA 11
2. Mostrare la strada a chi l’ha persa.
3. Dividere il pane con chi ha fame.
2. UMANITÀ COME CORPO UNICO
Sintesi proposta da Seneca: non ha senso elencare tutte le azioni→ usa
metafore generali:
1. L’umanità è un grande corpo: ogni individuo è una “membra”
2. La società è come una volta di pietre: le singole parti si sorreggono a
vicenda.
→ Significato filosofico:
a. EGOISMO→rompe l’equilibrio della società e genera infelicità
b. Tutti: nasciamo dalla stessa materia e siamo diretti agli stessi traguardi.
c. La natura: ci ha infuso amore reciproco, equità e senso di giustizia.
d. la virtù: NO individuale MA mirata al bene comune
💡 AZIONI PRATICHE SECONDO SENECA:
Aiutare chi è in difficoltà.
Condividere i beni materiali e spirituali.
Mostrare rispetto e giustizia.
3. HUMANITAS TERENZIANA E SOLIDARIETÀ
Citazione chiave: “Sono un uomo, e niente di ciò che è umano lo giudico a
me estraneo” (Terenzio)
rappresenta 2 concetti:
1. Humanitas (eutantimorumenos)→ capacitá di capire l’altro e interessarsi ai
suoi dolori
2. Solidarietà
-iscritta nella natura umana→ tutti partecipano alla ragione divina (logos): chi
fa del male agli altri danneggia se stesso.
VERSIONI SENECA 12
-conseguenza della virtù e della ragione→ non di imposizioni esterne.
💡 Citazione significativa: Epistula 48,2 → “Nessuno di noi può vivere
felice se non si preoccupa anche della felicità altrui”
APPROFONDIMENTI MODERNI
1. SOCIETÀ MODERNA
GLOBALIZZAZIONE = più interconnessi ma anche più divisi.
SOLIDARIETÀ = riconoscersi parte di un tutto, non solo aiutare chi soffre.
2. ECOLOGIA
Ripetto della natura = rispetto dell’ordine razionale.
Cura del pianeta = solidarietà verso gli altri e le generazioni future.
3. ETICA DIGITALE
La metafora del corpo unico si applica alla rete.
→Le azioni online influenzano altri → dobbiamo mirare responsabilità, rispetto
ed empatia digitale.
T19-Il progresso della scienza
INTRODUZIONE
Opera: Naturales Quaestiones (Libro VII → tema delle comete)
Argomento: riflessione sul progresso della scienza e sul valore morale
della ricerca.
Visione: fiducia nel progresso, ma consapevolezza dei suoi limiti e della
lentezza del cammino umano verso la conoscenza.
CONTENUTO
[Link] COMETE E IL SAPERE SCIENTIFICO
VERSIONI SENECA 13
DOMANDA SENECA: perché il corso delle comete non è ancora stato
osservato e spiegato come quello dei pianeti?
RISPOSTA: molte cose esistono, anche se non ne conosciamo l’essenza (es.
l’anima).
💡 Le comete sono considerate da Seneca →stelle vere e proprie, non
fenomeni passeggeri (diversamente dalla dottrina stoica classica).
[Link] CON L’ANIMA
L’uomo → riconosce di avere un’anima, ma non sa definirla:
1. stoicismo antico: soffio vitale
2. scuola pitagorica: armonia
3. stoici e seneca: energia divina,
4. Empedocle: sangue o calore.
→Morale: se l’uomo non conosce nemmeno se stesso, non deve stupirsi di
non capire ancora i fenomeni celesti come le comete.
3. LIMITI DELLA CONISCENZA UMANA
Noi non conosciamo questo fenomeno perchè:
1. Le comete sono fenomeni rari e di lunga durata, difficili da osservare.
2. astri più comuni (luna, eclissi, stelle) sono stati compresi solo di recente.
3. Grecia contò e nominò le stelle da meno di 1500 anni fa (pochi in
proporzione al creato)
→ coincide con l’inizio della navigazione
4. alcuni popoli non conoscono ancora le cause dei fenomeni celesti.
→ es: eclissi→ gli antichi credevano che era determinata dall’allineamento di
sole, luna e terra
4. FIDUCIA NEL PROGRESSO
Seneca→ crede che verrà un giorno in cui:
1. il tempo,
VERSIONI SENECA 14
2. il lavoro,
3. generazioni di studiosi
→porteranno alla luce ciò che oggi è ignoto
La scienza→ progredisce lentamente, grazie a successioni di ricercatori nel
tempo.
Gli uomini del futuro →si stupiranno dell’ignoranza degli antichi.
5. LA CURIOSITAS
La lentezza del progresso → colpa anche dell’uomo:
spreca il proprio tempo: nei vizi invece che nello studio→ CURIOSITAS
VANA
non si preoccupa: ricerca del vero → INQUISITIO SAPIENS→ avviene
tramite
1. cammino etico: serve virtù, disciplina e dedizione.
2. conoscenza collettiva e graduale : non frutto di un solo individuo.
💡 DIFFERENZA CON LUCREZIO:
LUCREZIO: dottrina della natura definitiva e sistematica
SENECA: concezione relativa del sapere scientifico→
1. spiegazioni diverse degli stessi fenomeni
2. dati acquisiti scarsi rispetto ai posteri
GLI SCHIAVI A ROMA
CONDIZIONE GIURIDICA
Gli schiavi:
1. fanno parte del patrimonio del pater familias.
2. considerati strumenti al servizio del padrone→ esercita su di loro un
potere assoluto, (diritto di vita e di morte)
VERSIONI SENECA 15
COME SI DIVENTAVA SCHIAVI?
1. Prigionieri di guerra → i vincitori potevano ridurre in schiavitù i vinti,
venduti poi all’asta a beneficio dello Stato romano.
2. Schiavitù per debiti → il debitore insolvente diventava schiavo del
creditore per un periodo limitato di tempo.
3. Bambini liberi:
rapiti
non riconosciuti dal pater familias e abbandonato
= proprietà di chi lo raccoglieva.→ il nuovo padrone poteva venderlo o
sfruttarlo (anche nella prostituzione, come mostrato spesso nelle commedie).
4. Nascita da genitori schiavi → i figli degli schiavi nascevano schiavi e
appartenevano al padrone dei genitori.
COME SI DIVENTAVA LIBERI?
La schiavitù non era irreversibile:
Si poteva ottenere la libertà tramite→ MANUMISSIO (liberazione).
Due possibilità:
1. Concessione del padrone (per generosità o merito) → es: imperatore
Claudio
2. Riscatto pagato dallo schiavo→ con il peculium, cioè il denaro che era
riuscito a risparmiare.
→L’ex schiavo liberato diventava → LIBERTO
IL MERCATO DEGLI SCHIAVI
Roma e cittá dell’impero→ mercati degli schiavi:
1. venivano esposti su un palco come merce.
2. Ognuno portava al collo un cartello (titulus) con:
nome,
provenienza,
qualità e difetti.
3. Il prezzo variava in base a:
VERSIONI SENECA 16
età,
aspetto fisico,
competenze (abilità lavorative).
TIPI DI SCHIAVI E CONDIZIONI
SCHIAVI DI CITTÀ (famiglia nobile)
1. lavoravano: nelle case dei padroni.
2. Si occupavano: della gestione domestica e delle necessità del padrone e
della sua famiglia.
→Avevano condizioni migliori rispetto agli altri.
SCHIAVI DI CAMPAGNA ( famiglia rustica)
Lavoravano: in lavori agricoli molto duri.
→condizioni più pesanti.
SCHIAVI NELLE MINIERE E GLADIATORI
Lavoravano: in condizioni disumane.
→Erano quelli con la vita più dura e breve.
LA CONTEMPLAZIONE DELLA NATURA
INTRODUZIONE
CONTEMPLAZIONE DELLA NATURA: rappresenta per Seneca →
l’approdo finale di un percorso esistenziale segnato dal fallimento politico.
via privilegiata per conoscere il dio (natura= opera divina)
via per conoscere se stessi
OBBIETTIVO DELLA CONTEMPLAZIONE
L’anima raggiunge la perfezione e la pienezza del bene quando:
1. abbandona e supera ogni forma di male,
2. si volge verso l’alto,
3. penetra nell’ essenza della natura
VERSIONI SENECA 17
CONSEGUENZE DELLA CONTEMPLAZIONE
Da questa prospettiva superiore→ tutto ciò che gli uomini ritengono importante
appare:
piccolo,
insignificante.
→ Questo riguarda:
1. beni esteriori (ricchezze, possedimenti, onori)
2. l’agire umano nella storia (cioè la politica e le ambizioni terrene).
💡 VERA FELICITÀ: deriva dalla virtù, ma essa ha senso solo se prepara
l’anima a comprendere le cose divine
LE NATURALES QUESTIONES
OPERA→ esprime la visione ideologica e filosofica di Seneca.
composta: ultimi anni della sua vita.
dedicata: Lucilio (= Epistulae morales)
scopo: indagare i fenomeni naturali → non solo per curiosità scientifica,
ma per raggiungere una conoscenza morale e spirituale.
METODO DOSSOGRAFICO
Seneca adotta → METODO DOSSOGRAFICO, cioè:
1. esamina le principali opinioni comuni scientifiche del tempo→ LE DOXAI
2. sceglie quella che gli sembra più convincente,
3. formula una tesi originale.
FINALITÀ DEL METODO
LIBERARE gli uomini dalle false paure, cioè: PAURE IRRAZIONALI→ dei
fenomeni naturali (terremoti, eruzioni, tempeste)
→ tramite: la ragione (logos) → ordina e governa la natura
→ scopo ultimo è guidare l’uomo: contemplazione del dio, attraverso lo studio
razionale del creato
VERSIONI SENECA 18
TESTI ESEMPIO
1. primo testo: descrive il TERREMOTO di POMPEI (anno 62 d.C.), che
precedette l’eruzione del Vesuvio.
2. secondo testo: illustra la CONCEZIONE SENECANA DELLA CONOSCIENZA
SCIENTIFICA→ percorso in
3. (cioè in continua evoluzione).
LE CAUSE DEI TERREMOTI
TEORIA MODERNA: La tettonica a placche
Autore: John Tuzo Wilson (1965).
Principi fondamentali:
1. La litosfera (strato più superficiale della Terra) è composta da placche o
zolle.
2. le placche “galleggiano” sull’astenosfera, uno strato più fluido e si
muovono orizzontalmente e colidendo tra loro.
3. dai loro movimenti derivano:
-il vulcanismo,
- i terremoti
evidenze scientifiche:
1. Indagini negli abissi oceanici.
2. Studio della conformazione dei continenti.
3. Ritrovamento di fossili simili sulle coste opposte di America e Africa, che
suggerì l’ipotesi della deriva dei continenti da un originario blocco unitario
(Pangea).
INTERPETAZIONE DEGLI ANTICHI
Gli antichi:
1. non avevano strumenti scientifici per analisi approfondite.
2. La loro conoscenza della Terra e dei mari era limitata.
3. Le cause dei sismi: azione dei quattro elementi fondamentali:
VERSIONI SENECA 19
aria,
acqua,
terra,
fuoco
TEORIA PNEUMATICA DI ARISTOTELE
Formulata :nel IV secolo a.C. e spiegata nella Meteorologia (libro II, 7–8).
Principi fondamentali:
tutti i fenomeni meteorologici all’azione di due ESALAZIONI (derivano dal
riscaldamento del sole)→
1. Esalazione umida: generata dall’acqua penetrata nel terreno.
2. Esalazione secca: prodotta dalla Terra stessa → SOFFIO, che si muove:
verso l’esterno → come vento,
verso l’interno → come soffio sotterraneo.
→Quando il soffio viene ostacolato nel suo percorso da restringimenti o
blocchi (spazi interni della terra)→ la pressione interna = provoca il terremoto.
Questa teoria→ la più accreditata nell’antichità greca e romana.
MONDO LATINO
La teoria pneumatica→ viene ripresa da Lucrezio nel De rerum natura
Lucreazio individua anche altre cause dei terremoti:
1. Crollo di parti interne della Terra
2. impeto delle acque sotterranee
3. trascorrere del tempo.
SENECA E I TERREMOTI
Seneca→ Naturales quaestiones: lo studio dei terremoti.
rassegna delle teorie dei suoi predecessori.
sostiene che la causa principale dei terremoti sia: L’ARIA contenuta
all’interno della Terra→ provoca movimenti quando incontra ostacoli.
VERSIONI SENECA 20