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Storia dell’antico Egitto in ordine

cronologica

La storia dell'antico Egitto (o Storia egizia), ovvero


della civiltà dell'Africa settentrionale sviluppatasi lungo
le rive del fiume Nilo (a partire dalle cateratte, a sud ed
al confine con l'attuale Sudan)[N 1], alla foce, a delta,
nel Mar Mediterraneo, per un'estensione complessiva
di circa 1000 km, copre complessivamente circa 4000
anni.
L'individuazione di un periodo storico definito e di date
concordi, sia pur di comodo, è dibattuta, a maggior
ragione là ove si consideri la localizzazione temporale
in epoca preistorica dell’inizio, e le molteplici
vicissitudini e dominazioni che hanno accompagnato la
storia dell’Egitto nella sua parte conclusiva.
Secondo alcuni autori[2] le date sono comprese tra il
3900 a.C. (Periodo Predinastico) e il 342 a.C. (Periodo
tardo), con la fine della XXX dinastia manetoniana e
prima dell’avvento delle dominazioni straniere. Altri
autori[3] fanno coincidere la fine della storia dell’Egitto
con la morte di Cleopatra (ultima regina della dinastia
tolemaica) e l'inizio della dominazione romana; altri
ancora[4] la estendono fino al IV-VI secolo d.C. e,
segnatamente, all'ultimo testo geroglifico di cui si
abbia contezza, il cosiddetto Graffito di Esmet-
Akhom risalente al 394, o alla chiusura
dell'ultimo tempio "pagano", dedicato a Iside sull'isola
di File, a seguito dell'editto di Giustiniano I, nel 550.
Varie culture si susseguirono nella valle nilotica fin dal
3900 a.C. in quello che viene definito Periodo
Predinastico. Un'entità embrionale di Stato può
riconoscersi, invece, a partire dal 3200-3100 a.C. con
la I dinastia e l'unificazione delle due macro-aree che
resteranno, tuttavia sempre distinte tanto che per tutta
la storia del Paese i regnanti annovereranno tra i loro titoli quello di Signore delle Due Terre.
Fin dal 3500 a.C., di pari passo con l'avvento dell'agricoltura, in particolare la coltivazione del
grano, dell'orzo e del lino, si ha contezza di insediamenti umani specie lungo le rive del Nilo[5].
Le piene annuali del fiume, infatti, favorivano la coltivazione anche con più raccolti annui
grazie ai sedimenti, particolarmente fertili (Limo), che il fiume, nel suo ritirarsi, lasciava sul
terreno. Ciò comportò, fin dai tempi più remoti, conseguentemente, la necessità di controllare,
incanalare e conservare le acque onde garantire il costante approvvigionamento, sia per il
sostentamento umano che per quello del bestiame e delle piantagioni. Non è da escludersi,
peraltro, che proprio la complessa necessità di far fronte alle esigenze connesse con la
gestione dell'agricoltura, e segnatamente, delle acque nilotiche, abbia favorito proprio il
formarsi delle prime comunità su territori parziali tuttavia ben differenziati e politicamente e
geograficamente individuabili. Tali entità, normalmente individuate con il termine greco
di nomoi, ben presto si costituirono in due distinte entità geo-politiche più complesse. Tale
l'importanza del fiume Nilo, che attraversava tutto il paese, che anche le denominazioni di tali
due macro-aree fanno riferimento al fiume: considerando che le sorgenti del Nilo, benché
all'epoca non note, dovevano essere a sud, tale sarà l'Alto Egitto, mentre, di converso, l'area
del delta, verso il Mediterraneo, sarà indicato come Basso Egitto[2].
Dal 3200 a.C. si sono susseguite, in Egitto, trenta dinastie regnanti riconosciute archeo-
storicamente; a queste debbono esserne aggiunte altre, dette di comodo, giacché riferite, di
fatto, non a governi autoctoni, o comunque derivanti dal Paese, bensì frutto di invasioni o di
raggiungimento del potere da parte di regnanti stranieri. Avremo perciò una XXXI dinastia,
costituita da re persiani, una XXXII dinastia macedone, che annovera un solo
sovrano, Alessandro Magno, e una XXXIII dinastia, meglio nota come Dinastia tolemaica, nata
dallo smembramento dell'impero di Alessandro.
Anche molti imperatori romani, occupato l'Egitto, non disdegnarono di assumere il titolo
di faraone con trascrizione geroglifica del proprio nome.

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