Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni43 pagine

Organic A

Caricato da

federicasolfa8
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni43 pagine

Organic A

Caricato da

federicasolfa8
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

11/11/2023 - CHIMICA ORGANICA

È la chimica del carbonio tetravalente, nei composti organici


infatti il carbonio (C ) fa SEMPRE 4 legami COVALENTI e
potrà essere ibridizzato sp3, sp2, sp e quindi potrà fare
legami semplici doppi e tripli. I composti organici sono
costituiti solo da NON MET: C e H sono SEMPRE
PRESENTI, O è N spesso presenti (ma non sempre)
mentre S e P sono presenti solo in alcuni casi. Poiché
abbiamo solo NON MET nei composti organici è presente
SOLO il legame COVALENTE.
N.B. Le macromolecole di interesse biologico sono:
zuccheri, lipidi, proteine e acidi nucleici, sono tutti composti
organici.

NATURA DEL LEGAME COVALENTE NEI COMPOSTI


ORGANICI
1. LEGAME CARBONIO-CARBONIO (C-C): è un legame
covalente puro APOLARE, la differenza di
elettronegatività è 0. Può essere in base al numero di
elettroni condivisi : semplice, doppio o triplo.
• SEMPLICE: contraddistinguono i composti organici

definiti SATURI, è di tipo sigma e vengono


condivisi 2 elettroni e si forma un orbitale
molecolare. Il legame semplice è il più lungo, il più
flessibile, il meno ENERGETICO e quindi il meno
forte. Le molecole che hanno questo legame
presentano una struttura tridimensionale con
ibridazione sp . (Il C non presenta doppietti di non
3

legame e quindi le strutture saranno


TETRAEDRICHE). Con angoli di legame massimi
di 109,5°
• DOPPIO: uno sigma (σ) e uno pi greco (π), 4
elettroni e quindi 2 orbitali molecolari, ha
ibridazione sp con angoli massimi di 120°, ha
2

struttura PLANARE 2D. Il doppio legame è più


instabile, è più reattivo rispetto al semplice per la
presenza del π (che è molto debole) è più corto,
più energetico e forte rispetto al semplice, le
molecole che presentano doppi legami sono
rigide quindi sono costrette ad assumere strutture
planare (2D)
• TRIPLO: 3 orbitali molecolari e 6 elettroni condivisi è

il più corto di tutti, il più rigido, il più energetico e


forte di tutti, ibridazione sp, struttura lineare con
angoli di legame massimi di 180°. Le molecole che
presentano triplo legame sono ultra rigide e
compatte.
I composti che presentano doppi e tripli legami
sono definiti INSATURI.
2. LEGAME CARBONIO-IDROGENO (C-H): differenza di
elettronegatività è 0,4 quindi è un legame covalente quasi
APOLARE. È sempre solo di tipo semplice
N.B. Gli idrocarburi sono costituiti solo da C e H, data la
natura dei loro legami (covalenti puri) ne consegue che
non formano dipoli, risultando essere completamente
INSOLUBILI in acqua
3. LEGAME CARBONIO-OSSIGENO (C-O): la differenza di
elettronegatività è 1,0 quindi il legame è covalente
POLARE, gli elettroni di legame si accumulano sull'ossigeno
e si forma quindi un dipolo, per questa ragione alcuni
composti organici caratterizzati dalla presenza di ossigeno
risultano essere SOLUBILI in acqua (es. alcuni alcoli (non
tutti), alcuni aldeidi e alcuni chetoni). Il legame C-O può
essere semplice o doppio:
• Il legame SEMPLICE lo riscontriamo negli alcoli,

dove l'ossigeno è presente come gruppo -OH, lo


riscontriamo inoltre negli eteri.
• Il legame DOPPIO lo riscontriamo nelle aldeidi,

chetoni e acidi carbossilici. Il carbonio che forma


un doppio legame con l'ossigeno prende il nome di
CARBONIO CARBONILICO.

(nell’immagine c’è scritto “centro elettrofilo” e “centro


nucleofilo”)
N.B. Il C=O (C doppio legame O) cioè carbonio carbonilico
va incontro a un fenomeno di RISONANZA: l'O tende ad
attirare su di sé il π del doppio legame, creando quindi un
carbonio con un elettrone in meno che assume carica
positiva e lo definiamo CARBOCATIONE, questa specie
chimica è un ottimo centro elettronico in quanto reagirà
efficacemente con i nucleofili, cioè le specie chimiche che
presentano abbondanza di elettroni sottoforma di doppietti
di non legame es. azoto (N) dei gruppi amminici, O, e in
alcuni casi gli alogeni. La risonanza del C=O significa che
questa struttura esiste di due forme limite: la forma C=O è
una forma carbocationica in cui il π passa sull'ossigeno.
(parleremo di risonanza trattando il benzene e l'antracene).
4. CARBONIO-AZOTO (C-N): può essere semplice, doppio
o triplo. La differenza di elettronegatività è 0,5 (?) per cui è
un legame scarsamente POLARE. Il legame semplice C-N
lo incontriamo nelle AMMINE e lo riscontriamo nelle
AMMIDI (legame proteico) il C=N (doppio legame carbonio
azoto) lo riscontriamo (anche in alcune droghe) nelle basi
di SCHIFF che sono le aldimmine e ketamine (o
chetammine).
Il C≡N (triplo legame C-N) lo riscontriamo nei NITRILI:
HCN (acido cianidirco)

5. LEGAME CARBONIO- ZOLFO (C-S): prendono il nome


di TIOLI o MERCAPTANI. Il legame è sempre semplice
covalente e scarsamente POLARE.

IDROCARBURI
Sono composti organici costituiti solo da carbonio (C) e
idrogeno (H), i legami sono COVALENTI PURI, quindi non
formano dipoli, perciò sono totalmente INSOLUBILI in
acqua. In base al numero di C e alla struttura possono
essere gassosi, liquidi o solidi (semisolidi).
Si dividono in due grandi famiglie in base al tipo di legame
carbonio-carbonio:
1. IDROCARBURI SATURI (solo legami semplici C-C)
2. IDROCARBURI INSATURI (presenza di doppi o tripli
legami C-C)
Gli idrocarburi INSATURI sono più reattivi rispetto ai saturi
per la presenza dei π nei doppi e tripli legami per cui
danno reazioni di ADDIZIONE elettrofila al doppio e triplo
legame senza sostituzione (senza sostituzione significa che
non escono/non vanno via idrogeni).
Invece gli idrocarburi SATURI che sono molto più stabili
danno reazioni non spontanee quindi occorrono condizioni
drastiche/spinte di sostituzione RADICALICA (esce un
idrogeno che verrà sostituito da un ALOGENO).
N.B. Gli idrocarburi AROMATICI CICLICI (es. benzene) pur
avendo doppi legami fanno eccezione, risultando molto
stabili in quanto sono soggetti alla RISONANZA, ovvero si
ha la DELOCALIZZAZIONE dei π dei doppi legami che
ruotano su tutti i carboni e questi crea una grande
stabilità e quindi SCARSA REATTIVITÀ.

Gli idrocarburi possono essere divisi anche in base alla loro


struttura, in due classi:
1. Idrocarburi a catena APERTA, LINEARE o
RAMIFICATA
2. Idrocarburi a catena CHIUSA, ovvero CICLICI.
Ulteriormente suddivisi in:
• SATURI

• INSATURI

• AROMATICI

Inoltre i CICLICI possono essere anche


POLICICLICI, che si ottengono per fusione di più
cicli tra di loro.

IDROCARBURI SATURI
ALCANI
Presentano legami semplici C-C e quindi sono alcani,
possono essere a catena aperta o catena chiusa (CICLO
ALCANI). Sono SATURI, quindi risultano essere stabili e
poco reattivi. Sono molto infiammabili e vengono utilizzati a
scopo energetico industriale.

ALCANI A CATENA APERTA


Di dividono in:
• CATENA LINEARE: (ha prefisso -N (NORMAL)

• CATENA RAMIFICATA: (ha prefisso -ISO)

(La forma -N e -ISO di uno stesso alcano presenta diverse


caratteristiche fisiche e rientrano negli ISOMERI
STRUTTURALI)

N.B. Nelle forme -ISO di uno stesso idrocarburi la


RAMIFICAZIONE è sempre all'interno della catena, infatti
se la poniamo all'estremità di una catena (“forma L”), poiché
il legame σ (sigma) è flessibile, la forma è identica a quella
NORMAL. Quindi la forma normal e iso di uno stesso
alcano avranno la stessa formula bruta (guarda immagine)
parleremo quindi ISOMERI STRUTTURALI (stessa formula
e diversa struttura).

NOMENCLATURA ALCANI
-ANO, formula generale C H
n 2n+2
Gli alcani sono serie omologhe che differiscono fra loro per uno o più CH2. Le forme
-iso ramificate si hanno da 4 carboni in su. I primi 4 sono allo stato gassoso, da 5
carboni a circa 12/14 sono allo stato liquido, mentre da 15 carboni in su sono solidi o
semi solidi. Per quanto detto, la temperatura di ebollizione aumenta all’aumentare del
numero di carboni, i primi 4 avranno ovviamente temperature di ebollizione molto sotto
lo zero in quanto essendo gas presentano come legami intermorcolari le forze di
London (debolissime), i liquidi essendo molecole apolari presentano solo legami
intermocolari deboli interazioni idrofobiche, i liquidi sono caratterizzati da
un’elevatissima tensione superficiale e quindi hanno temperatura di ebollizione molto
bassa (alcuni temperatura ambiente). Il primo è il metano, poi etano, propano, butano.
5 carboni il petano. Da 5 carboni in poi usiamo il prefisso greco, quindi esano, eptano,
ottano, nonano, decano.
Carbonio primario, secondario, terziario e quaternario:

Determinazione catena più lunga:


N.B. Negli alcani il legame semplice è flessibile e consente la rotazione di 180 gradi quindi negli
alcani non esiste isomeria CIS TRANS quindi i composti nel disegno sono uguali e corrispondono
a un 2,3 diclor butano, negli alcheni il doppio legame è rigido e non ruotante quindi negli alcheni
esiste isomeria geometrica CIS/TRANS (Cis stessa parte, trans uno sopra e l’altro sotto) di
conseguenza il primo si chiama cis 2,3 diclor 2 butene, il secondo trans 2,3diclor 2 butene.
Si dividono in saturi, insaturi e aromatici, possono essere monociclici o policiclici, inoltre possono
essere omociclici (solo carboni) o eterociclici, dove uno o più carboni sono sostituiti da non
metalli quali azoto, ossigeno, zolfo.

I cicloalcani sono composti saturi con formula generale CnH2n, sono costituiti solo da carboni
secondari. Sono molto stabili quindi reattività simile ad alcani a struttura lineare. Il triangolo è
ciclopropano, quadrato ciclobutano, ciclopentano, cicloesano. Ibiridazione sp3, essendo il
legame semplice sono strutture flessibili e tridimensionali, in particolare il cicloesano da luogo a
due isomeri conformazionali: uno a seggiola, uno a barca o catino, statisticamente si trova di più
la seggiola in quanto più stabile.
I cicloalcheni possono avere uno due o tre doppi legami, quando ci sono due doppi legami
(ciclodieni) facciamo riferimento da pentagoni in su, quando facciamo riferimento a tre doppi
legami (ciclotrieni) facciamo riferimento dagli esagoni in su. Ovviamente la presenza dei doppi
legami aumenta instabilità quindi i cicloalcheni sono più instabili e reattivi rispetto ai cicloalcani.
Cicloalcheni
Formula CnH2n-2
Ciclopropene, ciclobutene, ciclopentene, cicloesene(pinene).
Ciclodieni
Hanno due doppi legami, formula CnH2n-4, esistono dal pentagono in su.
Ciclopentadiene, cicloesadiene.
Ciclotrieni
3 doppi legami, formula CnH2n-6. Da esagoni in su. Se i tre doppi legami di un cicloesano sono
coniugati (spaziati da un legame semplice) il composto acquista caratteristiche di aromaticitá
prendendo il nome di benzene. Il benzene è un particolare caso di cicloesatriene, nella
coniugazione i tre legami pi greco delocalizzano cioè ruotano su tutti i vertici dell’esagono dando
luogo a risonanza che conferisce una grande stabilità al benzene e una scarsa reattività.
Nomenclatura cicloalcani
Reattività degli alcani
1. Reazioni di Cracking: consiste in una tecnica di raffinazione del petrolio da cui si ricava la
benzina e altri prodotti tra cui l’alcol. Il petrolio è una miscela di idrocarburi allo stato liquido
o semi liquido in cui sono presenti soprattutto paraffine (idrocarburi saturi) a lunga catena
ramificata, è un idrocarburo fossile che in massima parte si è formato per decomposizione
del plancton precipitato sul fondale marino. Nelle raffinerie questa miscela di idrocarburi
viene sottoposta al Cracking (frammentazione) che consiste nella somministrazione di
temperature elevatissime per un tempo ristretto, in questo modo si ottiene una
frammentazione degli idrocarburi con formazione di alcani a catena più corta e lineare
(ottano, la qualità della benzina si misura in numero di ottani, più alta è la concentrazione di
ottani più performante è il motore).
2. Combustioni: la combustione degli idrocarburi è una reazione fortemente esotermica,
avviene in presenza di un eccesso di ossigeno e porta alla formazione di CO2, H2O e calore.
Se avviene in difetto di ossigeno sviluppa anche monossido di carbonio.
3. Sostituzione (alogenazione) radicalica: porta alla formazione di alogenoalcani, è una
reazione non spontanea (Delta G>0) quindi secondo un processo endoergonico richiede
condizioni drastiche di reazione cioè affinché avvenga la reazione deve essere
artificiosamente indotta fornendo opportuna energia tramite UVA e/o calore elevatissimo. La
reazione consta di 3 fasi: 1. Fase di induzione 2. Fase autocatalitica 3. Fase di formazione
dei prodotti.

1. Fase di induzione: condizioni drastiche (UVA/T alta) determinano una scissione olistica
del legame sigma che unisce i due atomi di Bromo, in questo tipo di scissione ciascuno
dei due elettroni condivisi torna sul suo atomo generando quindi due atomi di bromo con
un elettrone spaiato che si comportano da feroci ossidanti: sono quindi in grado di
attaccare tutti i legami chimici inducendone scissione e, a livello cellulare sono in grado
di causare danni ai fosfolipidi di membrana, a tutte le proteine denaturandole e agli acidi
nucleici, in base alla quantità di radicali liberi che si formano la cellula può andare in
rapida necrosi oppure può in alcuni casi mutare: i radicali liberi infatti sono in grado di
legarsi alle basi azotate del DNA causando mutazioni che possono comportare la
trasformazione in cellula neoplastica/tumorale (abbiamo numerose molecole dei sistemi
enzimatici in grado di minimizzare il danno ossidativo prodotto dai radicali liberi) quindi
2. Fase autocatalitica: un radicale del bromo attacca un legame carbonio-idrogeno dell’
alcano che avviene all’estremità della catena in quanto le porzioni interne sono meno
accessibili in quanto più schermate. Il radicale induce una scissione omolitica del legame
carbonio-idrogeno con formazione di due nuovi radicali liberi: un radicale dell’alcano e uno
dell’idrogeno.
3. Formazione dei prodotti: quando due radicali si incontrano condividono i loro elettroni
spaiati formando un nuovo legame covalente, quindi un radicale del bromo reagirà con
quello dell’alcano mentre l’altro radicale del bromo reagirà con quello dell’idrogeno
formando i due prodotti HBr e brombutano.
Alogenoalcani:
Contrariamente a quanto verrebbe da pensare l’alogenazione degli alcani non ne aumenta
la polarità in quanto per la teoria VSEPR se l’atomo è del secondo, terzo o quarto gruppo è
privo di doppietti di non legame quindi presentando una carica positiva annulla le cariche
negative presenti sugli alogeni quindi la molecola non forma dipoli e non si scioglie in
acqua , per quanto detto CCl4 è una molecola assolutamente apolare che si comporta
quasi come un gas. Vengono utilizzati come gas refrigeranti e propellenti tipo freon o CFC,
il loro utilizzo è regolato dalla conferenza di Kyoto del ‘92 in quanto questi gas nella
stratosfera neutralizzano l’Ozono contribuendo al buco nell’Ozono. Alcuni alcani
polialogenati trovano applicazione in anestesiologia in quanto inducono anestesia profonda
(fluotano e allotano), hanno sostituito gli eteri e il cloroformio che sono molto più
infiammabili e tossici con vomito al risveglio e aritmie (le aritmie sono alterazioni del
normale ritmo cardiaco che possono essere bradicardie o tachicardie).
Reattività alcheni
Danno reazioni di addizione elettrofila al doppio legame senza sostituzione: si rompe il pi
greco e non esce nessun idrogeno: queste reazioni possono avvenire con due modalità:
con formazione di carbocationi secondo la regola di Markovnikov, o senza formazione di
carbocationi. Ricorda per combustione come tutti gli idrocarburi formeranno CO2, acqua e
calore. Sono più instabili e reattivi rispetto agli alcani. Nelle reazioni con Markovnikov la
scissione del pi greco é eterolitica cioè entrambi gli elettroni condivisi passano su uno dei
due carboni. Questo genera quindi un carbonio con un elettrone in meno che prende il
nome di carbocatione che si comporta da centro elettrofilo.
1. Alchene + idracido -> alogenoalcano
In questo caso la scissione del pi greco porta alla formazione di un carbocatione primario e uno
secondario, il secondario è più stabile del primario e quindi si formerà un unico prodotto che è il
2clorpropano. La regola di Mark. afferma che si forma il carbocatione più stabile che corrisponde
al carbocatione in cui la carica positiva è più delocalizzata all’interno della molecola, per quanto
detto il carbicatione terziario esclude il secondario che a sua volta esclude il primario: sulla
molecola apolare una carica positiva genera instabilità, tanto più la carica positiva è schermata e
quindi spostata all’interno della molecola e tanto più il carbocatione è stabile. Nel caso in cui si
formino due carbocationi di stesso grado uno non può escludere l’altro quindi si formeranno due
prodotti distinti.
2. Alchene + acqua -> alcol : segue mark. La reazione avviene in ambiente acido per
H2SO4 perché acido forte ma non ossidante, H2SO4 facilità la scissione dell’acqua in H+ e
OH-.
3. Alchene + alogeno, non segue mark. Non si formano carbocationi, in ambiente catalizzato si
ottiene un dialogeno alcano. Ricorda, cis e trans non si utilizza per gli alcani in quanto il legame
semplice è flessibile, ruotante e non planare. Quindi cis trans si usa solo per alcheni e alchini.

In ambiente catalizzato si ha una scissione eterolitica del legame sigma che unisce i due atomi di
bromo, quindi entrambi gli elettroni condivisi passano su uno dei due bromi formando quindi due
specie ioniche, 1 ione Br- e 1 ione Br+ che ha un orbitale vuoto. Il bromonio è molto reattivo e
necessita di due elettroni, quindi attacca il pi greco del doppio legame trascinandolo su uno dei
due carboni. Sul carbonio vicino manca un elettrone trasformandosi in carbocatione che è un
ottimo centro elettrofilo, reagirà con Br- (nucleofilo), in questo modo si forma un dialogeno
alcano.

4. Ossidazione e riduzione degli alcheni -> l’ossidazione in chimica organica è quasi sempre
una deidrogenazione: rimuovendo due atomi di H si rimuovono due elettroni con essi. Fa
eccezione l’ossidazione delle aldeidi ad acido carbossilico che avviene mediante
l’aggiunta di un atomo di ossigeno. La riduzione in chimica organica è quasi sempre una
idrogenazione (si aggiungono due elettroni sotto forma di due atomi di idrogeno, fa eccezione la
riduzione dell’acido carbossilico ad aldeide che avviene mediante rimozione di un atomo di
ossigeno).
La riduzione di un alchene porta alla formazione di un alcano: vengono aggiunti due elettroni
sotto forma di due atomi di idrogeno che si addizionano al doppio legame causando la scissione
del pi greco, l’ambiente richiede la presenza di metalli con attività riducente quali ad esempio
litio, alluminio, nichel…
Ovviamente la riduzione ad oltranza operata su un alchini porta attraverso due step alla
formazione dell’alcano corrispondente, il processo completo richiede quindi due molecole di H2
per un totale di 4 elettroni.

I polieni sono alcheni che presentano più di un doppio legame: dieni, trieni ecc…

Nei polieni per ricavare la formula bruta si parte da quella degli alcheni CnH2n, per ogni
doppio legame che aggiungiamo togliamo due idrogeni.

Composti aromatici
Sono composti ciclici da 5 termini in su che presentano doppi legami coniugati, cioè spaziati da
un legame semplice, si classificano in omociclici (solo carbonio) o eterociclici dove uno o più
carboni sono sostituiti da un non metallo (in genere azoto, ossigeno o zolfo). Possono inoltre
essere monociclici o policiclici, gli ultimi ottenuti per fusione o condensazione di più cicli tra di
loro.
Composti aromatici a 6 termini (esagoni)
Il benzene è un particolare caso di cicloesatriene, infatti come tutti i ciloesatrieni ha come formula
bruta C6H6, tuttavia i suoi 3 doppi legami sono coniugati, cioè spaziati da un legame semplice,
quando ciò avviene i 3 legami pi greco (6 elettroni) delocalizzano ruotando su tutti i vertici
dell’esagono, in questo modo si ottiene risonanza che conferisce una grande stabilità al
benzene. Il benzene infatti non da reazioni di addizione al doppio legame ma reazioni di
sostituzione nucleofila dove un gruppo o un atomo si lega a uno dei carboni sostituendosi
all’idrogeno. Nel benzene ogni vertice è occupato da un carbonio e tutti i carboni sono
equipotenziali, ogni carbonio è ibridazzato sp2 (NO sp3), la struttura è planare e gli angoli di
legame max sono 120gradi.
Principali derivati del benzene:
N.B. La maggior parte di questi idrocarburi sono agenti mutageni, cioè sono in grado di
legare covalentemente le basi azotate dei nucleotidi causando mutazioni sul DNA, per
questa ragione sono classificate come sostanze cancerogene, cioè sostanze in grado di
indurre la trasformazione della cellula in cellula neoplastica.
Composti aromatici a 5 termini
Nei pentagoni per avere aromaticità sono presenti solo due doppi legami coniugati.
Composti organici con gruppo funzionale:
Nomenclatura comparata
Alcoli:
desinenza -olo o alcol…ilico. Distinguiamo in base al numero di gruppi OH alcoli monofunzionali e
alcoli polifunzionali con più OH (dioli,trioli…)
N.B. OH gruppo polare, quindi alcuni alcoli sono solubili in acqua (quelli a corta catena). Il
rapporto di solubilità è di 4 carboni per ogni ossigeno presente circa, quindi metanolo ed etanolo
sono solubilissimi in acqua, propanolo e butanolo poco solubili in acqua, da pentanolo in poi
insolubili in acqua. Risultano essere solubili in quanto con acqua formano ponti idrogeno. Gli
alcoli sono anfiopatici o anfiolitici cioè nella loro struttura hanno una porzione polare e una
apolare che conferisce loro una doppia solubilità: in acqua e nei solventi apolari come la
benzina.

Al crescere di R diminuisce solubilità in acqua ma aumenta solubilità in solvente apolare.


N.B. Esistono alcoli primari secondari e terziari.

Gli alcoli primari si trovano sempre alle estremità di una catena, gli alcoli secondari si trovano
sempre all’interno della catena, alcoli primari secondari e terziari hanno caratteristiche chimiche
completamente diverse tra di loro.
Propanolo, due propanolo, 2metil2propanolo o isobutanolo.
N.B. I composti ciclici saturi sono costituiti solo da carboni secondari, quindi gli alcoli ciclici
sono sempre e solo secondari.

Nomenclatura polialcoli
-
-c-c - c
CH2
(C2)sCM
-
-

o oh oh
1 ,5 pentadiolo
TRIOLI
I

C OH 1, 2 3
propantriolo
-
-

,
I

C On
glicerolo
-

- OH
on
-

I on

Nomenclatura aldeidi
desinenza -ale, no aldeidi cicliche in quanto il gruppo aldeidico non può integrarsi in una
struttura ciclica altrimenti il carbonio farebbe 5 legami. Il gruppo aldeidico è sempre
all’estremità della catena, nelle dialdeidi in entrambe le estremità della catena c’è un
gruppo aldeidico, quindi in totale 2.

· CHO Aldeide
FORMICA/METANALE
(FORMALDEDE)
0
-
C -

c
=
CHzCHO Aldeide ACETICA /ETANALE
I H
(ACETALDEIDE)
0
=
C Cc
propanate
-

In

=0
C
H
- -
-

butanale

Qu =
0

C
-

c -

2 -

c butaudialdeide
H/ H

Ce
0
I
= 3
corpentanate
C c C c-
22 H
- - -

3
Beeorpentanate
1
& B
OH Ce
I & O
↓ clor fidrossi escuate C c C CCC
- -
-

1H
Le aldeidi sono poco solubili in acqua, metanale ed etanale sono discretamente solubili,
propanale pochissimo.

Chetoni

Esistono chetoni ciclici

N.B. I chetoni sono scarsamente solubili in acqua, fatta eccezione per l’acetone, come per
gli alcoli il rapporto di solubilità è per ogni ossigeno 4 C.
2. I chetoni presentano un carbonio carbonilico interno alla catena che prende il nome di
gruppo chetonico, come tutti i carboni carbonilici il carbonio del gruppo carbonilico è un
ottimo centro elettrofilo che reagirà efficacemente con i nucleofili.
3. I chetoni danno luogo a un fenomeno di risonanza particolare che prende il nome di
equilibrio cheto-enolico, come in tutte le risonanze il chetone esiste in due forme:
chetonica ed enolica (enolo -> alcol insaturo).
L’ossigeno richiama su di se il pi greco del doppio legame assumendo quindi una carica
negativa, mentre il carbonio perdendo un elettrone assume carica positiva. La carica positiva
tende a richiamare su di sé gli elettroni destabilizzando i legami carbonio-idrogeno sui carboni
adiacenti, uno di questi legami si rompe, l’idrogeno esce come H+ lasciando il suo elettrone
attaccato al carbonio, quindi avremo un carbonio con un elettrone in più e questo elettrone
andrà a saturare la carica positiva sull’altro carbonio formando un doppio legame, formando
quindi enolo.

Nomenclatura comparata acidi carbossilici


Desinenza -oico, in base al numero di gruppi COOH possiamo avere acidi monocarbossilici,
bicarbossilici, tricarbossilici…
Tutti gli acidi carbossilici sono deboli come tutti gli acidi organici. Come gli alcoli sono
anfiolitici cioè presentano nella struttura una porzione idrofila e una lipofila, solo gli acidi
carbossilici a corta catena sono solubili in acqua quindi al crescere della lunghezza di R
diminuisce la solubilità in acqua mentre aumenta quella in benzina; gli acidi carbossilici a
lunga catena, chiamati superiori, sono gli acidi grassi che legandosi al glicerolo formeranno i
trigliceridi.
Nomenclatura monocarbossilici

N.B. L’acido formico e acetico sono molto solubili in acqua, propanoico poco solubile, butirrico
pochissimo.
All’aumentare di C diminuisce la Ka dell’acido, all’aumentare dei C l’acido diventa sempre più
debole mentre aumenta la forza della sua base coniugata. Facendo riferimento ai 4 di esempio,
l’acido più forte sarà il metanoioco, il più debole sarà il butirrico; invece la base coniugata più
forte sarà quella dell’acido butirrico, la più debole sarà quella dell’acido formico.
Gli acidi monocarbossilici sono tutti monoprotici in quanto l’unico idrogeno che si può staccare
è quello legato ad O, per riconoscere un acido monocarbossilico avrà due ossigeni e per ogni
carbonio aumentano due idrogeni.
Quando il numero di C è superiore a 8/9 gli aicidi carbossilici prendono il nome di acidi grassi,
questi ultimi si dividono in saturi e insaturi (saturi solo legami semplici, insaturi uno o più doppi
legami)
Le reazioni di saponificazione sono reazioni di neutralizzazione acido-base tra un acido
grasso e una base forte, dalla reazione si ottiene quindi un sale e acqua, il sale dell’acido grasso
ottenuto prende il nome di sapone, essendo un sale è solubile ed essendo la base coniugata di
un acido debole avrà una Kb > Kw. In acqua quindi darà una reazione di idrolisi basica, infatti il
pH dei saponi è circa 11 (quello di Marsiglia). I saponi sono molecole anfiolitiche, presentano
una porzione polare COO- è una porzione apolare R, la loro capacità detergente dipende dalla
loro struttura: la catena R apolare si inserisce nella fase unta (sporco) mentre la loro ione COO-
interagisce con l’acqua rendendo possibile la rimozione dalla superficie della fase grassa.

Acidi grassi
Si dividono in saturi e insaturi, nell’uomo gli acidi grassi vengono sintetizzati nel REL, possiamo
sintetizzare acidi grassi saturi e monoinsaturi della serie Omega9 (acido oleico), quelli
polinsaturi della serie Omega 6 e Omega 3 sono essenziali, cioè devo essere introdotti con la
dieta. Gli Omega 6 hanno due doppi legami in posizione 9 e 6, sono di origine vegetale
(acido linoleico). Gli Omega 3 sono soprattutto di origine animale (pesce) e presentano 3 doppi
legami in posizione 9,6,3. Una dieta eccessivamente ricca di acidi grassi di origine animale
saturi e di colesterolo è una delle concause delle patologie cardiocircolatorie.

Acidi dicarbossilici
Sono acidi diprotici
Gli acidi dicarbossilici presentano 4 ossigeni e sono acidi diprotici.
Negli acidi tricarbossilici ricordiamo l’acido citrico che è il primo intermedio del ciclo di
Krebs, acido triprotico ed ha 6 ossigeni.
Nomenclatura ammine
Le ammine sono composti azotati, sono derivati formali dell’ammoniaca che si ottengono
per progressiva sostituzione degli idrogeni con catene R, in base a quante catene R l’azoto
lega avremo ammine primarie, secondarei, terziarie, quaternarie. Al pari dell’ammoniaca le
ammine sono basi deboli in quanto l’azoto avendo un doppietto di non legame si comporta
da base di Lewis.

Le ammine 1,2,3 sono basiche in quanto N ha doppietto di non legame, inoltre le ammine 1,2
avendo idrogeni possono formare ponti idrogeno con H2O, quindi alcune ammine primarie e
secondarie con pochi C sono solubili in H2O. Ammine quaternarie non formano ponti H ma sono
solubili in acqua in quanto sono sali. Infatti ammine quaternarie sono chiamate sali amminici
quaternari, si comportano da tensioattivi e sono anfiolitici.
Nomenclatura tioli
Reattività comparata
Alcoli
1. Disidratazione di un alcol -> alcol = alchene + H2O, la reazione avviene in
ambiente catalizzato per la presenza di H2SO4.

2. Ossidazione (deidrogenazione)
A. Alcol primario
B. Alcol secondario
C. Alcol terziario
N.B. L’ossidazione di un alcol primario porta alla formazione di un’aldeide, si tratta di una
normalissima deidrogenazione quindi si libera H2. L’ossidazione in condizioni drastiche e forzate
di un alcol primario porta alla formazione di un acido carbossilico. L’ossidazione avviene in due
step, la prima porta alla formazione di aldeide, la seconda porta alla formazione di un acido
carbossilico. Quindi l’ossidazione di un’aldeide porta alla formazione di un acido carbossilico,
si tratta di un’ossidazione senza deidrogenazione in quanto viene aggiunto un ossigeno al
gruppo aldeidico CHO. Vero anche che riducendo un acido carbossilico otteniamo un aldeide e
riducendo un’aldeide otteniamo l’alcol primario.
B. Alcol secondario -> ossidando un alcol secondario per deidrogenazione otteniamo H2 + un
chetone, ossidando un chetone in condizioni normali non si ottiene nulla, mentre in
condizioni particolari si può ottenere un nitrile e quindi un acido carbossilico.
C. Ossidando un alcol terziario non si ottiene nulla. Riducendo un chetone riotteniamo l’alcol
secondario. La combustione di qualsiasi alcol ha come prodotti CO2, H20 e calore, la
combustione viene definita ossidazione completa o totale in quanto in CO2 il carbonio ha numero di
ossidazione +4 che è il massimo numero di ossidazione del carbonio; infatti la CO2 non è
ulteriormente ossidabile e quindi da essa non si ricava calore.
[3. Aldeide o chetone + alcol -> emiacetale + alcol -> acetale]

4. Reazione di condensazione -> condensando due alcol otteniamo un etere + H2O.


In chimica organica qualsiasi reazione di condensazione avviene con rimozione di una
molecola di acqua, la reazione segue il modello nucleofilo-elettrofilo e porta alla
formazione di un legame chimico covalente che unisce fra di loro due molecole. La
reazione opposta è l’idrolisi: con l’acqua viene scisso il legame chimico, viene riaggiunta
acqua alle due molecole e si ottengono i reagenti di partenza. Le reazioni di
condensazione avvengono in ambiente acido per H2SO4 (non ossidante).

In ambiente acido si ha scissione eterolitica di due legami covalenti, sull’ alcol si rompe il
legame che lega O ad H, l’elettrone dell’idrogeno va su ossigeno ed esce come protone H+.
Sull’altro alcol si ha scissione legame O-C, ovviamente l’elettrone rimane sull’ossigeno che
esce come gruppo OH- e il carbonio assume carica positiva. H+ e OH- formano acqua
mentre R+ reagisce con RO- secondo modalità nucleofilo-elettrofilo con formazione di un
legame etereo.
Eteri
Sono prodotto di condensazione fra due alcol, formula R-O-R quindi è un ossigeno che fa
da ponte fra due alchili. Gli eteri sono liquidi solventi apolari volatili a temperatura ambiente,
presentano quindi tensione superficiale elevatissima, sono altamente infiammabili e instabili.
Sono isomeri di gruppo funzionale degli alcoli (stessa formula bruta ma composti diversi).
Aldeidi

1. Ossidando aldeide otteniamo acido carbossilico


2. Riducendo aldeide otteniamo alcol primario
3. Aldeide + aldeide o chetone -> aldolo
4. Aldeide + ammina -> aldimmina (base di Shif)
Reattività chetoni
1. Ossidazione non porta alla formazione di niente se non in condizioni particolari
2. Riducendo un chetone otteniamo un alcol secondario

3. Chetone + chetone/aldeide -> aldolo


4. Chetone + ammina -> chetimmina

Reattività tioli
Ossidando un titolo otteniamo un ponte disolfuro S-S
N.B. Questo ponte caratterizza la struttura terziaria delle proteine, caratterizza inoltre la
struttura secondaria delle proteine fibrose (cheratine) presenti nei capelli, peli, unghie e nello
strato corneo dell’epidermide

Reattività ammine
Le ammine sono nucleofile in quanto N presenta un doppietto di non legame. Si comportano da
base debole per cui reagiscono con gli acidi forti formando sali quaternari che sono solubili in
acqua.
1. Salificazione
2. Ossidazione
Porta alla formazione di nitroderivati, sostanze altamente mutagene in grado di legarsi alle
basi azotate del DNA causando mutazioni.

3. Reazioni di condensazione nucleofilo-elettrofilo


Le ammine sono nucleofili e reagiscono efficacemente con gli elettrofili (C=O)

4. Deaminazione

Reattività acidi carbossilici


1. Ossidazione (non si ottiene nulla a meno che non venga bruciato formando CO2
e H2O)
2. Riduzione -> riducendo un acido carbossilico otteniamo aldeide
Reazioni di condensazione nucleofilo-elettrofilo
A. Esteri
B. Anidridi
C. Ammidi
Gli esteri sono prodotto di condensazione tra un acido e un alcol, l’acido può essere un acido
carbossilico o l’acido fosforico, gli esteri fosforici li troviamo negli acidi nucleici e in ATP.
Le anidridi sono prodotto di condensazione tra due acidi (due acidi carbossilici o fosforici), i
legami anidridici li troviamo ad esempio tra i gruppi fosfato dell’ATP e sono legami altamente
instabili, per cui la loro scissione libera molta energia. Il legame estereo è un legame stabile a
bassa energia, la sua scissione libera poca energia.

Le ammidi sono prodotto di condensazione tra acido carbossilico e ammina primaria o


secondaria, con le ammine terziarie non si formano ammidi in quanto ammina terziaria non
ha idrogeni legati all’azoto. Il legame ammidico viene definito anche proteico in quanto
unisce fra di loro gli amminoacidi che costituiscono la catena proteica.

Caratteristiche del legame peptidico


Pur essendo un legame semplice il legame è molto corto e rigido, la struttura è planare per la
presenza del C=O. La differenza di elettronegativita C N è 0,5 quindi è scarsamente polare.
Ossigeno e idrogeno sono in TRANS, il legame è stabile quindi occorre molta energia per
romperlo e essendo stabile la sua scissione libera poca energia. Pur essendo il legame carbonio
azoto scarsamente polare le ammidi avendo un O e un H in trans formano ponti H per cui le
ammidi più piccole sono solubili in acqua. Contrariamente alle ammine che sono basiche, le
ammidi soni neutre in quanto il C=O impedisce la cessione del doppietto di non legame di N. Il
legame ammidico inoltre è stabilizzato da una risonanza. Il legame peptidico è quindi
stabilizzato ulteriormente dalla risonanza le cui formule limite sono ammide e immina.
Nomenclatura
4. Decarbossilazione
Decarbossilando il gruppo COOH se ne va via come CO2 e al suo posto metto H.

Data la seguente molecola ossidare drasticamente di una delle due funzioni alcoliche,
disidratazione altra funzione alcolica, decarbossilazione, reagire con HCl, nome prodotto

Potrebbero piacerti anche