Carta Tecnica Regionale
La scelta della scala di una carta è un
vero e proprio problema di optimum
matematico, i cui termini contrastanti
sono da una parte le prestazioni,
dall’altra i costi ed i tempi: si deve
trovare una soluzione di compromesso,
tenendo presente che a scala doppia
corrisponde superficie cartografica
quadrupla, mentre i costi e i tempi
aumentano di 2,5 volte.
Scelta della scala
Per la CTR si è considerato che la scala
al 5.000 è la prima, in ordine crescente,
che consente la rappresentazione “a
misura” di taluni particolari topografici
importanti – quali la viabilità e le opere
minori –
è la prima che può fornire una
precisione sufficiente nella
progettazione di massima di gran parte
delle opere (in qualche caso addirittura
nella progettazione esecutiva), e nelle
previsioni di costo: il che non è per la
scala al 10.000, nella quale si deve
ricorrere in misura assai maggiore al
convenzionalismo.
Errore di graficismo
2/10 di mm, universalmente considerati
come limite della “risoluzione” di una
carta disegnata, corrispondono a 2
metri per il 10.000, a 1 metro per il
5:000.
il che significa che una stradella o un
fosso larghi 2 m possono essere
rappresentati “a misura” (e cioè con
entrambi i bordi esattamente delineati
nella loro posizione planimetrica) nella
carta al 5.000, mentre in quella al
10.000 devono essere rappresentati
con segno convenzionale.
Altrettanto avviene per la
rappresentazione morfologica del
terreno, ottenuta mediante curve di
livello.
La scala 1:5000 consente
un’equidistanza di 5 m per le curve
ordinarie, e di 1 m per quelle ausiliarie,
contro i 10 m e i 2 m del 10.000
Nel primo caso è possibile una buona
progettazione di massima di opere
stradali, acquedotti, infrastrutture viarie;
nel secondo ciò non è possibile.
In definitiva, mentre il 5.000 può
veramente costituire una carta tecnica,
il 10.000 non lo può: essa è poco più di
un 25.000 ingrandito.
Dopo una breve incertezza iniziale la
Regione Friuli Venezia Giulia si orientò
verso la scala 1:5.000.
Tale decisione venne presa in
conseguenza dei risultati di una Tavola
Rotonda tenutasi a Udine nel 1968, in
cui la grande maggioranza degli
intervenuti optò per la scala 1:5.000
Ciò anche in seguito ai risultati di
un’inchiesta che l’Assessorato
all’Urbanistica svolse fra i Paesi più
progrediti in fatto di cartografia tecnica
(Francia, Germania, Svizzera, etc.),
dalla quale apparse una concorde
preferenza per la scala 1:5000, sia in
relazione alle esigenze del tempo che
soprattutto di quelle future.
Convenzionalismo
E’ stato ridotto al minimo l’impiego del
convenzionalismo nei segni grafici, in
particolare relativi alla viabilità, tenendo il
segno “a misura” ogni volta che la scala lo
consentiva.
Ciò ha suggerito di sopprimere la distinzione
delle strade in classi in base alla larghezza,
lasciando il convenzionalismo soltanto per
indicare la natura del fondo stradale
(artificiale, naturale).
Ricognizione sul terreno
La ricognizione sul terreno è stata ridotta al
minimo indispensabile
essa è stata diretta principalmente ad
accertare la consistenza del fondo stradale e
la destinazione degli edifici, ed a rilevare tutto
ciò che non può essere desunto dai
fotogrammi (toponomastica, limiti
amministrativi, viabilità coperta, guadi,
sorgenti, grotte, opere sotterranee, etc.).
Fotogrammi
Il resto, ed in particolare quanto attiene
alla vegetazione, è stato desunto per
fotointerpretazione dei fotogrammi della
copertura.
I fotogrammi stessi, convenientemente
epurati di quanto è oggetto di
riservatezza militare, sono considerati
parte integrante della CTR e a
disposizione del pubblico.
Data l’entità del lavoro ed il suo costo,
nessuna concessione è stata fatta per
l’aspetto estetico ed artistico della carta,
ove questo fosse fine a sé stesso.
La carta è stata disegnata una sola
volta, direttamente dalla minuta di
restituzione, in un solo colore.
Sono stati adottati segni semplificati,
derivanti, per quanto possibile da quelli
impiegati nelle carte IGM 1:25.000, alle
quali il pubblico era abituato
Le scritture, appositamente studiate per
la composizione meccanica o
fotomeccanica, hanno caratteri assai
semplici.
La carta in genere non veniva stampata:
per ogni elemento veniva approntato un
unico “tipo” su materiale plastico
indeformabile trasparente, atto alla
riproduzione eliografica; da questo
venivano di volta in volta tratte a
richiesta le copie eliografiche occorrenti,
ovviamente in un solo colore.
Carta Tecnica Regionale
Per la costruzione della Carta Tecnica
Regionale è stata impiegata la
Rappresentazione di Gauss, sistema
nazionale (Gauss-Boaga). Nella stessa
proiezione sono espresse le coordinate
dei vertici trigonometrici nazionali e
regionali, e quelle del reticolato
chilometrico riportato sulla carta.
Convergenza dei meridiani
Il territorio della Regione FVG è tutto
compreso nel fuso Est e resta ad Ovest
del meridiano centrale di esso; onde la
convergenza dei meridiani dovrà
sempre essere sottratta dall’azimut rete
per ottenere l’azimut geografico.
Deformazioni massime
La deformazione lineare massima si
verifica al bordo Est del territorio
regionale, e raggiunge l’entità dello
0,9997: il che significa che una distanza
reale di 10 km viene accorciata sulla
carta di 3 m al più.
Reticolato chilometrico
Sulla carta sono riportate di 10 cm in 10 cm le
linee del reticolato chilometrico, le quali
ripartiscono così la superficie cartografata in
quadrati con lato 500 m.
Le coordinate cartografiche (E, N) di un punto
si ottengono misurando in mm le distanze
dalle linee del reticolato che passano
rispettivamente ad Ovest e a Sud del punto,
esprimendole in km in scala, ed
aggiungendole ai valori numerici che
contraddistinguono in km le linee stesse.
Squadratura e formato
Il formato dei fogli è quello unificato UNI A1
(59.4 x 84.1 cm = =,5 m2).
La squadratura degli elementi è geografica, e
cioè i bordi del campo topografico sono
costituiti da meridiani e paralleli.
Le dimensioni del campo cartografico sono di
2’ 30” x 1’ 30”; esse corrispondono a circa
3200 x 2800 m = 65 x 56 cm, con un’area di
circa 900 ettari alla latitudine media della
Regione.
Squadratura dei fogli 1:5000
La squadratura è sottomultipla di quella della
carta al 50.000 dell’IGM, la quale a sua volta
è sottomultipla della Carta al Milionesimo
Internazionale (IMW). Per tale ragione le
coordinate geografiche della Carta Tecnica
Regionale sono riferite all’Ellissoide
Internazionale con orientamento medio
europeo, sistema E.D. 1950, e le longitudini
sono contate dal meridiano di Greenwich.
CTR - Altimetria
L’altimetria della Carta Tecnica Regionale
deriva dalla rete di livellazione di alta
precisione dell’IGM, sia pure attraverso altre
livellazioni geometriche e trigonometriche
interposte, ed ovviamente attraverso la
restituzione fotogrammetrica.
Tutta l’altimetria è pertanto riferita al
livello medio marino del mareografo di
Genova.
CTR - Altimetria
Le quote numeriche che compaiono
sulla carta arrotondate al dm, sono
generalmente riferite al suolo, in
corrispondenza del particolare
topografico più evidente che sta alla
loro sinistra, o del puntino
appositamente riportato. Esse sono di
tre tipi:
CTR - Altimetria
quote sottolineate, scritte in
corrispondenza dei capisaldi di
livellazione geometrica. La loro
attendibilità è caratterizzata da un
errore non superiore a 0.1 m, tenuto
conto delle condizioni del suolo nei
pressi del caposaldo;
Quote diritte
quote diritte, scritte in corrispondenza
dei vertici trigonometrici o comunque
di punti quotati a terra.
La loro attendibilità è caratterizzata sa
un errore che nel 90% dei casi non
supera 0.5 m;
Quote inclinate
quote inclinate, scritte in corsivo
inclinato. Sono ricavate dalla
restituzione; la loro attendibilità è
caratterizzata da un errore che nel
90% dei casi non supera 1.0 m.
Le quote inclinate scritte in corrispondenza
dei PRF, contraddistinti dall’apposito segno
convenzionale, hanno tuttavia
un’attendibilità alquanto migliore della
suddetta (di circa il 20%).
Equidistanza delle curve di
livello
La densità delle quote numeriche è all’incirca
10 per dm2 della carta (20 per dm2 se la
pendenza media è inferiore all’1%).
L’equidistanza delle curve di livello direttrici
(disegnate con linea marcata continua) è di
25 m; quella delle curve ordinarie (disegnate
con linea sottile continua) di 5 m.
Curve ordinarie e ausiliarie
I particolari morfologici (cocuzzoli, selle,
brusche variazioni di pendenza) non
sufficientemente evidenziati dalle curve
ordinarie, sono rappresentati con curve
ausiliarie (disegnate con linea molto
sottile a trattini) equidistanti 1 m.
Curve ausiliarie
Nelle zone pianeggianti (pendenza
media inferiore al 5%) le curve ausiliarie
sono tracciate sull’intero territorio. Se la
pendenza media è inferiore all’1% non
vengono riportate curve di livello.
Attendibilità planimetrica e
altimetrica
L’attendibilità planimetrica delle curve di
livello è caratterizzata da un errore che
nel 90 % dei casi non supera 1/3 della
distanza alla curva più vicina.
L’attendibilità di una quota interpolata
fra due curve di livello è caratterizzata
da un errore che nel 90 % dei casi non
supera 2.0 m.