Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni2 pagine

13 Raffaello

Il documento descrive le Stanze Vaticane, commissionate da Giulio II e Leone X, evidenziando l'opera di Raffaello dal 1508 al 1512. La prima stanza, con 'La scuola di Atene', rappresenta la filosofia e la scienza, mentre la seconda stanza, 'Eliodoro cacciato dal tempio', illustra l'intervento divino a favore della Chiesa. La terza stanza, 'L'incendio di Borgo', mostra il Papa Leone X come restauratore della pace attraverso il miracolo dell'estinzione di un incendio.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni2 pagine

13 Raffaello

Il documento descrive le Stanze Vaticane, commissionate da Giulio II e Leone X, evidenziando l'opera di Raffaello dal 1508 al 1512. La prima stanza, con 'La scuola di Atene', rappresenta la filosofia e la scienza, mentre la seconda stanza, 'Eliodoro cacciato dal tempio', illustra l'intervento divino a favore della Chiesa. La terza stanza, 'L'incendio di Borgo', mostra il Papa Leone X come restauratore della pace attraverso il miracolo dell'estinzione di un incendio.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Raffaello

Prime tre pagine di Carola.


Le stanze vaticane
Commissionate da Giulio II della Rovere e il suo successore Leone X. Opera dal 1508 al
1512 ma non riesce a completare le 4 camere, l’ultima stanza, quella di Costantino, la fanno
i suoi collaboratori. La prima stanza, quella della biblioteca custodiva una raccolta di libri di
filosofia poesia, diritto e teologia. La scuola di Atene ad esempio rappresenta la filosofia con
raffigurati filosofi e scienziati. L’artista inserisce anche artisti contemporanei, segno che gli
artisti non sono più solo un artigiano ma anche un intellettuale al pari con i filosofi greci. In
questo affresco c’è massima armonia ed equilibrio, il soggetto è la conoscenza della verità
attraverso la filosofia e la scienza. Il centro c’è Platone, barbuto che indica in alto,
rappresentato come Leonardo Da Vinci. Indica verso l’alto perché indica il mondo delle idee.
Accanto c’è Aristotele che indica la terra, perché la sua filosofia è diversa, è una filosofia
sperimentale. Ripresa di elementi classici. Finge la statuaria con la pittura monocroma. In
fondo inserisce in modo armonioso, equilibrato e simmetrico altri personaggi, come Socrate.
Tutti assieme discorrono fra di loro, danno lezioni, dunque in maniera naturale sono
impegnati nelle loro attività. C’è Pitagora con un libro in mano che tiene una lezione di
aritmetica, sulle scale c’è il filosofico Diogene e a destra col compasso e una lavagnetta c’è
Euclide, rappresentato con le fattezze di Bramante. Il terzo grande pittore che ritroviamo è
Eraclito con le fattezze di Michelangelo. A destra che guarda verso gli spettatori c’è il ritratto
stesso di Raffaello. Struttura architettonica, capacità di distribuire i personaggi in modo
equilibrato, la prospettiva architettonica è enfatizzata dai riquadri del pavimento, naturalismo.
La scena è la quintessenza della razionalità.
Eliodoro cacciato dal tempio
La seconda stanza si chiama stanza di Eliodoro ed era la stanza delle udienze. Raffaello
rappresenta episodi in cui la chiesa è sempre stata aiutata da Dio con l’intento di superare il
periodo di crisi che stava affrontando Giulio II che vedeva la sua autorità di papà messa in
discussione. In questa scena il linguaggio non è più armonioso è perfetto, ma molto
dinamico e movimentato con una maggiore attenzione agli aspetti chiaroscurali. Questa non
è un’unica scena, ma si inizia dal centro, poi a destra e poi a sinistra. Siamo al centro di
Gerusalemme al tempio di Gerusalemme col sacerdota raffigurato al centro che prega
affinché Dio intervenga a difesa del tempio minacciato da Eliodoro che vuole rubare le
ricchezze. Nella seconda scena c’è Eliodoro col vaso in mano che sta per essere calpestato
da un cavallo. In secondo piano c’è anche un uomo che stava aiutando Eliodoro è anche lui
sta per essere calpestato. Le altre persone del seguito di Eliodoro sono tutte spaventate
talmente tanto da avere espressioni quasi caricaturali. Il terzo momento rappresenta Giulio II
che si fabritrarre come se avesse potuto partecipare alla scena. Sempre in questa stanza c’è
l’affresco della liberazione di San Pietro dal carcere. Dio interviene nuovamente per liberare
San Pietro dal carcere. Raffaello sfrutta molto bene lo spazio, la porta c’era già quindi per
adattarsi dipinge in alto il carcere con una grata in controluce. L’angelo improvvisamente
arriva e con effetti di luce evidenti libera San Pietro e la scena si sposta in un secondo
momento a destra con l’angelo che prende per mano il santo che sembra ancora un po’
addormentato. Nel terzo momento dell’ affresco è ormai Alba e le guardie addormentate
vengono svegliate da due soldati che li sgridano.
La stanza dell’incendio di Borgo
Era la stanza del triclinium, quindi la sala dei banchetti ufficiali, ora il papà è Leone X della
famiglia Medici. Il papà chiede di rappresentare scene che riguardano altri pontefici col suo
stesso nome perché vuole dire a tutti che da lui con la sua salita ha riportato la pace. Ora lo
stile di Raffaello è cambiato ci troviamo in una scena teatrale, convulsa e dinamica.
L’incendio di Borgo è un episodio che risale a Papà Leone IV nel 147 in cui si diceva che era
scoppiato un incendio terribile in un quartiere di Roma e il papa con la sua benedizione ha
risolto la situazione. Anche qui ci sono tre momenti, il centro, la destra e la sinistra. Al centro
in una serliana tutto è estremamente verosimile e realistico, si intravede la facciata
dell’antica basilica di San Pietro. In primo piano un gruppo di donne ci portano a guardare
verso il pontefice che compie il miracolo. A sinistra c’è l’incendio

Potrebbero piacerti anche