Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
7 visualizzazioni29 pagine

Riassunto Rene Rindi Manni

Il rene svolge funzioni cruciali come l'eliminazione dei prodotti di scarto, la regolazione del volume e della pressione osmotica del liquido extracellulare, e la detossificazione. Ogni rene contiene circa un milione di nefroni, che effettuano l'ultrafiltrazione del plasma e il riassorbimento di sostanze essenziali. I meccanismi renali comprendono l'ultrafiltrazione glomerulare, il riassorbimento tubulare e la secrezione tubulare, con un'importante regolazione della velocità di filtrazione glomerulare.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
7 visualizzazioni29 pagine

Riassunto Rene Rindi Manni

Il rene svolge funzioni cruciali come l'eliminazione dei prodotti di scarto, la regolazione del volume e della pressione osmotica del liquido extracellulare, e la detossificazione. Ogni rene contiene circa un milione di nefroni, che effettuano l'ultrafiltrazione del plasma e il riassorbimento di sostanze essenziali. I meccanismi renali comprendono l'ultrafiltrazione glomerulare, il riassorbimento tubulare e la secrezione tubulare, con un'importante regolazione della velocità di filtrazione glomerulare.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

RENE

FUNZIONI DEL RENE


– elimina i prodotti finali del catabolismo azotato
– regola il volume del liquido extracellulare
– regola la pressione osmotica del liquido extracellulare (riassorbimento Na+ e
acqua)
– regola entro certi limiti il pH plasmatico (riassorbimento e produzione di
HCO3-)
– regola la concentrazione di importanti metaboliti e ioni
– detossifica e poi elimina composti tossici
– funzione endocrina

CARATTERI ANATOMOFUNZIONALI
• peso: 300 g
• consumo di O2: 15ml/min (maggiore nella corticale rispetto alla midollare)
• flusso ematico: 1100-1300 (fino a 1800) ml/min; 22% della gittata cardiaca
• irrorazione corticale: 4-6 ml/min x g
• irrorazione midollare esterna : 1 ml/min x g
• irrorazione midollare interna : 0.1-0.4 ml/min x g
• differenza arterovenosa O2: 1.3-1.7 ml/100 ml

Nefrone: corpusolo di Malpighi (capsula di Bowman + glomerulo) + tubulo renale


Ogni rene possiede all'incirca 1 milione di nefroni

Nel glomerulo abbiamo una rete mirabile arteriosa con flusso di tipo laminare. Nel
glomerulo avviene l'ultrafiltrazione del plasma.

Barriera filtrante, costituita dall'interno del capillare all'esterno:


1. endotelio capillare (lamina fenestrata)
2. membrana basale ( lamina rara, lamina densa, lamina rara)
3. foglietto viscerale c. di Bowman (podociti)

La superficie filtrante dei reni è di circa 1,5 m^2.

• Nefroni corticali (80%)


• Nefroni iuxtamidollari (20%)
Vasi:
• arteria renale
• (..) arterie interlobari
• arciformi
• interlobulari
• afferenti
• capillare glomerulare
• efferente
• capillari tubulari (e vasi retti)
• vene interlobulari
• arcuate
• interlobari
• vena renale

Nervi:
Fibre postgangliari ortosimpatiche adrenergiche in connessione con quelle
pregangliari provenienti dai tratti T9-L3 del midollo spinale.
MECCANISMI RENALI
Ogni giorno si formano 160 litri di ultrafiltrato .
L'urina giornaliera è invece di circa 1,5 litri al dì (< all'1% dell'ultrafiltrato)
I processi sono essenzialmente 3:
– ultrafiltrazione glomerulare
– riassorbimento tubulare
– secrezione tubulare

1) ULTRAFILTRAZIONE GLOMERULARE
In generale l'ultrafiltrazione permette la separazione di colloidi da cristalloidi.
L'ultrafiltrato ha la stessa composizione del plasma eccetto che per le proteine.

Come in ogni distretto capillare, anche nel capillare glomerulare vale l'ipotesi di
Starling:
Pf= Pe- (πe+Pc)

Pf è la pressione netta di filtrazione che rappresenta la forza che determina la


filtrazione: essa è favorita da Pe (pressione idrostatica intracapillare) ma sfavorita
da πe e Pc (rispettivamente la pressione colloidosmotica intracapillare e la pressione
idrostatica intracapsulare).

La VFG ( velocità di filtrazione glomerulare) è il volume di plasma filtrato in un


minuto dai due reni, dipende da:
• Pf
• il numero di glomeruli attivi (quindi superficie filtrante)
• la permeabilità della membrana filtrante ( membrana basale)
Gli ultimi due punti sono pressochè stabili in condizioni fisiologiche e possono
essere rappresentati da una costante Kf detta coefficiente di ultrafiltrazione. Perciò

VFG (ml/min)= Kf x Pf = Kf x (Pe – (πe + Pc)

Nell'uomo normale VFG vale 125 ml/min

Normalmente la VFG dipende quasi esclusivamente dalla pressione arteriosa


sistemica, che determina poi il valore di Pe.
Tuttavia l'autoregolazione del flusso ematico renale tende a mantenere costante la
VFG. Come?
1. Con la risposta miogenica dell'arteriola afferente
2. con il meccanismo di feedback tubulo-glomerulare (apparato
iuxtaglomerulare)
L'autoregolazione è un meccanismo stabilizzatore a rapida risposta (nell'ambito di
pochi secondi)
La membrana basale si comporta come un setto filtrante con pori “ funzionali” di
5-7,5 nm. Lascia passare liberamente le sostanze con un peso molecolare fino a 5,5
kDa; sono più agevolate a parità di peso le macromolecole elettricamente neutre e
quelle positive.

PRESSIONE NETTA DI FILTRAZIONE


Capo afferente Capo efferente
Pressione idrostatica intracapillare Pe 45 45
Pressione idrostatica intracapsulare Pc 10 10
Pressione oncotica πe 20 35
Pressione netta di firltrazione Pf 15 0

A differenza dei capillari del resto dell'organismo, dove dal capo arteriolare a
quello venulare l'oncotica resta costante e si modifica la pressione idrostatica, nei
capillari glomerulari resta costante la pressione ematica.

Via via che ci si sposta dal capo afferente a quello efferente diminuisce la
filtrazione (fino ad azzerarsi in un punto probabilmente a metà del glomerulo)
L'aumento del flusso plasmatico renale può spostare il punto di azzeramento e
aumentare la porzione filtrante del glomerulo.

COME MISURO LA VELOCITA' DI FILTRAZIONE GLOMERULARE


Ho una sostanza nel plasma arterioso presente ad una concentrazione P (mg/ml)
Rf è la velocità con la quale viene filtrata al glomerulo (mg/min)

Rf (mg/min)= P(mg/ml) x VGF (ml/min)

Analogamente posso misurare la velocità di escrezione Re conoscendo la sua


concentrazione urinaria U e il flusso urinario V

Re (mg/min)= U (mg/ml) x V (ml/min)

Se questa sostanza ha la proprietà di venire totalmente escreta con le urine allora


potrò scrivere :

Re = Rf
U x V = P x VFG
VFG = ( U x V ) / P

Una sostanza che si comporta in questo modo è l'inulina.

CLEARANCE PLASMATICA RENALE: di una sostanza X è il volume di plasma


che viene depurato della quantità di sostanza che si ritrova, in un minuto, nelle
urine.
Non tiene conto di quel che succede di essa tra filtrazione ed escrezione. (Se la
sostanza non viene ne riassorbita né secrata, la clearance è uguale alla VFG).

Se la clearance di una sostanza X è inferiore alla VFG la sostanza è stata riassorbita.


Se “ “ “” è superiore alla VFG la sostanza è stata secreta.

VFG uomo: 124 +- 15 ml/min


VFG donna: 110+- 15 ml/min
La VFG varia lievemente con l'età , diminuendo nel vecchio

Essendo filtrati 180 l di plasma al dì ed essendo il plasma di 3 l, questo viene


filtrato ogni giorno 60 volte.
Normalmente in condizioni di idropenia riassorbiamo il 99,5% dell'acqua, in
condizioni di diuresi il 94% di acqua.
Carico escreto con le urine = Ux V (concentrazione urinaria per velocità urinaria)

Ux V = VFG Px – T = Ci P – T

Il carico escreto con le urine è uguale al carico filtrato (VPG Px) meno quello
riassorbito o secreto dai tubuli .

2) RIASSORBIMENTO TUBULARE
Passaggio di sostanze dall'ultra filtrato nel liquido peritubulare, e quindi nel sangue
dei capillari.
▪ Trasporto passivo: passaggio della sostanza nel senso del gradiente, nessun
intervento attivo con spesa di energia, dipende dal riassorbimento dell'acqua e
quindi dal flusso urinario
▪ trasporto specifico: può essere di tipo attivo (contro gradiente) o una
diffusione facilitata
La maggior parte delle sostanze di interesse biologico viene riassorbita nel rene con
meccanismi specifici.
R. attivo limitato da una velocità R. attivo limitato dal gradiente
massima
Per alcune sostanze l'epitelio Quando la sostanza riassorbita attivamente
tubulare può riassorbire una quantità può diffondere anche passivamente
massima di molecole. Se attraverso l'epitelio tubulare, durante il
nell'ultrafiltrato vi è una quantità trasporto attivo si crea un gradiente che può
superiore di molecole, quelle portare a un “inversione di marcia”,
eccedenti vengono rilasciate con le rendendo quindi limitata in questo senso la
urine. quantità di quella sostanza che può essere
Glucosio; fosfato; aminoacidi; riassorbita .
solfato; acido ascorbico. Na+
RIASSORBIMENTO DEL GLUCOSIO
1. concentrazione plasmatica 0.7-0.8 mg/ml
2. viene riassorbito in maniera attiva nel tubulo contorto prossimale
3. per aumento fisiologici oltre i 3mg/ml esso inizia ad essere presente nelle
urine (in realtà al 70% circa di 3)
4. carico tubulare massimo del glucosio: quantità massima che può essere
riassorbita in un minuto dal tubulo: 375 mg/min nell'uomo, 300 mg/min nella
donna
5. il carico tubulare massimo è espressione del numero di trasportatori
Perchè nel punto 3 c'è un valore ideale e uno reale per quanto riguarda la glicemia
alla quale inizia a comparire glucosio nelle urine? Perché in realtà non tutti i nefroni
sono sempre attivi e non tutti lavorano allo stesso modo, l'affinità del glucosio al
suo carrier non è infinita e con l'aumentare della sua concentrazione qualche
molecola può sfuggire al riassorbimento.
La florizina (glucoside della floretina) inibisce il riassorbimento tubulare del
glucoso per cui la sua somministrazione causa glicosuria. E' un meccanismo di
inibizione competitiva tra florizina e glucoso.

Di recente si è visto che il riassorbimento del glucosio ma anche di altre


sostanze Tm dipendenti , dipende da quello del Na+. Quindi oggi diremo che Il
carico tubulare massimo è un valore reale ma in una condizione di assorbimento di
sodio e VFG costanti.
Perché?
Il glucosio, così come nell'intestino, viene riassorbito dalle cellule epiteliali renali
in cotrasporto con il Na+. Il glucosio poi passa nel plasma per diffusione facilitata
attraverso GLUT1 e GLUT2; il sodio invece viene pompato fuori dalla cellula
attraverso la Na+-K+ ATPasi localizzata solo nella membrana basolaterale.
Il trasporto di glucosio è accompagnato da passaggio di acqua dal tubulo al plasma.

RIASSORBIMENTO DEL FOSFATO INORGANICO


1. si trova nel plasma in forma libera a 3-5mg/100 ml
2. viene riassorbito prevalentemente nel tubulo prossimale, anche se pur meno
nel distale
3. è presente un carico massimo tubulare oltre il quale l'eccedente viene escreto
con le urine
4. Tmp1 (carico tubulare massimo al prossimale) di 0.1 mM/min
5. il fosfato entra nelle cellule epiteliali attivamente insieme al sodio, esce e va
nel plasma per scambio con anioni o in cotrasporto col sodio
6. l'aumento del volume del LEC causa natriuresi,e quindi aumenta anche la
fosfaturia
7. acidosi e alcalosi metaboliche determinano un effetto rispettivamente
fosfaturico e antifosfaturico
Favoriscono il riassorbimento del fosfato Inibiscono il riassorbimento del fosfato
Somatotropina Paratirina
ormone tiroideo calcitonina
insulina glucocorticoidi
catecolammine dopamina
vitamina D

RIASSORBIMENTO DEL CALCIO


• 8-11 g di calcio libero al dì vengono filtrati
• il 95-99% viene riassorbito
• il riassorbimento si compie lungo tutto il tubulo eccetto che nella parte sottile
dell'ansa di Henle
• Il suo fine controllo si attua prevalentemente nella parte più distale del
nefrone tramite paratirina, calcitonina e calcitriolo

Favoriscono il riassorbimento del calcio Inibiscono il riassorbimento del calcio
Paratormone Fosfato
calcitonina diuretici ormone somatotropo
calcitriolo ormone tiroideo
alcalosi metabolica corticosteroidi
catecolamine
angiotensina
acidosi metabolica

RIASSORBIMENTO DEGLI A.A


• la clearance è intorno a 1-8 ml/min (efficace riassorbimento)
• sede prevalentemente nel tubulo contorto prossimale
• quattro sistemi di trasporto (gli stessi presenti nell'intestino) : a.a neutri; a.a
basici; a.a acidi; a.a iminoacidi.
• All'interno di ogni sistema presentano inibizione competitiva

RIASSORBIMENTO DELL'URATO
• l'escrezione urinaria di urato è 0.5-0.8 g al dì, è il 5% dell'azoto urinario in
massima parte composto da urea
• è una delle poche sostanze che nel rene possono essere secrete oltrechè
riassorbite
• solo il 10% dell'ultrafiltrato viene poi escreto con le urine
• il riassorbimento tubulare si compie per scambio con anioni intracellulari
organici
• se la quantità di anioni intracellulari aumenta, come in caso di digiuno
prolungato in cui si accumulano corpi chetonici, il riassorbimento dell'urato
viene stimolato

RIASSORBIMENTO DELLE PROTEINE


• l'escrezione giornaliera di proteine con le urine è < a 100 mg
• nell'ultafiltrato si trova albumina che poi viene riassorbita al 99%
• il riassorbimento dell'albumina avviene nel tubulo prossimale attraverso un
meccanismo di endocitosi, una volta all'interno della cellula l'albumina
all'interno dei lisosomi viene degradata ad a.a

3) SECREZIONE TUBULARE
Le sostanze passano dal sangue al liquido intratubulare.
Tralasciando la secrezione di ioni monovalenti, possiamo affermare che la
secrezione tubulare si svolga prevalentemente nel tubulo contorto prossimale.
Questa pertanto è sede del riassorbimento (presenza di microvilli) e sede di
secrezione (presenza di microdotti).
Valgono gli stessi discorsi per quanto riguarda il trasporto passivo e attivo.

SECREZIONE TM-LIMITATA DI ANIONI ORGANICI (PAI)


I caratteri generali di questo tipo di secrezione sono deducibili dal comportamento
dell'acido p-aminoippurico (PAI) sostanza esogena di impiego pratico in clinica per
la misura del flusso plasmatico renale.
• Attraversa la membrana basolaterale delle cellule per scambio con l'alfa-
chetoglutarato
• esce dalla cellula e passa nel liquido tubulare per scambio con altro anione

Vedi img pag 999

SECREZIONE TM-LIMITATA DI CATIONI ORGANICI FORTI


• entrano nel liquido tubulare attraversando la membrana plasmatica per
scambio con H+
• entrano nella cellula dal plasma per scambio con catione o per gradiente
elettrochimico
SECREZIONE LIMITATA DAL GRADIENTE TEMPO
Un esempio è quella degli ioni H+

SECREZIONE TUBULARE PASSIVA


Si compie per definizione nel senso del gradiente di concentrazione.
Un caso particolare di secrezione passiva è la cosiddetta diffusione non ionica che
interessa il trasporto passivo sangue-ultrafiltrato di alcune basi deboli e di almeno
due acidi deboli (basi: vhinina, chinacrina, procaina e NH3; acidi: acidi salicilico e
fenil-barbiturico). Si trovano in soluzione poco dissociati e il loro grado di
dissociazione varia in regola al pH.
Le membrane cellulari sono più permeabili alla forma indissociata che a quella
dissociata di una stessa sostanza, essendo la prima più liposolubile.
A seconda del pH urinario le basi e gli acidi deboli indissociati che attraversano le
cellule epiteliali e raggiungono l'ultrafiltrato, raggiunto esso si dissociano nella
forma ionica non più permeabile alla membrana plasmatica, restano perciò
intrappolati e vengono escreti.
• Poiché il pH urinario non supera mai 8,2 mentre può scendere a 4,2-4,4, la
secrezione passiva non-ionica di acidi deboli dal plasma (pH 7.4) è piuttosto
modesta, invece può essere notevole quella delle basi deboli.

1. Flusso plasmatico renale FPR: volume di plasma che passa in un minuto


attraverso i due reni (FPR)
La sua misura può essere fatta applicando il principio di Fick per la misura
del flusso plasmatico attraverso un organi, e utilizzando come sostanza il PAI
di cui varia la concentrazione plasmatica passando attraverso i reni.
Il pratica la misura consiste nel determinare la clearance plasmatica renale
del PAI.

2. Frazione renale FR: frazione della gittata cardiaca che passa attraverso il
rene. E' data dal rapporto tra il flusso ematico renale e la gittata cardiaca.
FR=1300/5400=0.25
3. Frazione di filtrazione FF: frazione del plasma passante attraverso il rene, che
viene filtrata.
FF=VFG/FPRE=Ci/Cpai=125/650=0.19

possiamo calcolare attraverso il principio di Fick il flusso plasmatico renale


efficace che abbiamo detto essere uguale alla clearance del PAI.

In condizioni basali quindi solo il 19-20% del plasma che passa attraverso il rene in
un minuto viene filtrato.
Questo cosa comporta?
Se il 20% del plasma viene filtrato mentre le proteine non vengono filtrate, aumenta
la pressione colloidosmotica e la concentrazione delle proteine nel plasma che esce
dal rene. (9-10 g/100 ml rispetto ai 6-8g/100ml; pressione oncotica 30-35 mmHg)
RIASSORBIMENTO ED ESCREZIONE DELL'ACQUA E DEGLI IONI
INORGANICI
• Pressione osmotica è detta la pressione idrostatica che dev'essere applicata al
di sopra di una soluzione acquosa, separata dall'acqua a mezzo di una
membrana semipermeabile ideale, in modo di impedire il passaggio di acqua
nella soluzione stessa.
La pressione osmotica dipende dal numero delle particelle di soluto e non
dalla loro natura: più precisamente dipende dal numero di particelle di soluto
e numero di molecole di solvente.
• Osmole di un soluto è la quantità in grammi di soluto pari al suo peso
molecolare diviso per il numero di particelle, cui esso dà origine se posto in
soluzione. Ad esempio:
1 osmole di glucosio (peso molecolare 180 Da)= 180/1g
• E' detta osmolare quella soluzione che contiene una osmole di soluto per litro
di soluzione
• E' detta osmolale quella che contiene 1 osmole di soluto per kg di acqua
• Pressione osmotica totale : 285 mOsm
• Pressione colloidosmotica : 1,3 mOsm

DIURESI DA ACQUA
Condizioni d'equilibrio idrico:
1. il f. urinario è 1ml/min
2. le urine sono ipertoniche rispetto al plasma
Condizione di diuresi in seguito ad ingestione di acqua:
1. l'acqua viene assorbita e passa nel plasma
2. aumenta la volemia
3. diminuisce l'osmolalità del plasma
4. gli osmocettori periferici e centrali sentono questa modifica
5. i volocettori cardiaci sentono questa modifica
6. diminuisce il rilascio di vasopressina
7. viene ridotto il riassorbimento tubulare di acqua
8. viene escreta una maggior quantità di urine diluite
Condizione di antidiuresi:
1. l'idropenia causa ipovolemia e iperosmolalità del plasma
2. gli osmocettori ipotalamici sentono l'iperosmolalità
3. aumenta la secrezione di vasopressina dall'ipofisi posteriore
4. aumenta il riassorbimento tubulare di acqua
5. vengono secrete urine concentrate
REGOLAZIONE DELL'ESCREZIONE DI ACQUA
Il riassorbimento dell'acqua avviene lungo tutto il tubulo renale ed è agevolato dalla
presenza di canali specifici per l'acqua (acquaporine).

AQP1 Endotelio dei vasi retti discendenti


membrane apicale e baso laterale del tubulo contorto
prossimale e del ramo discendente dell'ansa di Henle
AQP2 Nelle cellule principali del dotto collettore
stimolata dalla vasopressina si sposta dalle vescicole
intracellulari alla membrana apicale
AQP3 AQP4 Membrane basolaterali cellule principali del dotto
collettore

TUBULO CONTORTO PROSSIMALE


• fino al 90 % dell'ultrafiltrato viene riassorbito nel tubulo contorto prossimale
• questo riassorbimento è obbligatorio e l'ultrafiltrato resta isotonico col
plasma e isoosmotico
• è un riassorbimento passivo dato da:
- l'aumentata pressione oncotica delle proteine plasmatiche
- in conseguenza del riassorbimento attivo del sodio( in pratica una mole di
NaCl si sposta assieme a 190 moli di H20
• per questo motivo plasma e liquido tubulare restano isotonici: il passaggio di
acqua è conseguenza del passaggio di molecole che hanno creato il gradiente

ANSA DI HENLE
• ramo discendente permeabile all'acqua per la presenza di AQP1
• ramo ascendente impermeabile all'acqua e sede di riassorbimento attivo di
NaCl in cotrasporto con Na, K, 2Cl. Ciò rende l'ultrafiltrato nettamente
ipotonico.

TUBULO CONTORTO DISTALE E DOTTO COLLETTORE


• Qui si compie il riassorbimento dell'acqua facoltativo
• è regolato dalla vasopressina ipofisaria
• la vasopressina in quanto ormone antidiuretico rende le urine più concentrate
e aumenta il riassorbimento di acqua facoltativo
MECCANISMO DI CONCENTRAZIONE DELLE URINE
I tubuli contorti prossimali e distali si trovano nella corteccia renale, qui
principalmente si svolge il processo di riassorbimento delle sostanze e l'elevata
irrorazione della corteccia permette un rapido allontanamento delle sostanze col
sangue.

• Anse di henle e vasi retti hanno una struttura a forcina


• questo fa si che funzionino come dispositivi controcorrente, nei quali il
liquido che esce scorre in senso contrario al liquido che entra
• l'ansa di Henle dei nefroni iuxtamidollari funge da moltiplicatore osmotico
controcorrente: creano un gradiente osmotico crescente nell'interstizio dalla
corteccia alla midolla
• i vasi retti fungono da scambiatori osmotici controcorrente: mantengono il
gradiente creato dalle anse di Henle iuxtamidollari
Moltiplicatore controcorrente:
– flusso controcorrente di liquido nei suoi due rami
– diversa permeabilità dei rami che portano il liquido in direzioni opposte
– meccanismo di pompa ionica (spesa energetica)

La moltiplicazione osmotica controcorrente è operata dai rami dell'ansa di Henle;


essa crea in modo attivo l'ipertonicità del liquido interstiziale peritubulare crescente
da corteccia a midolla, intrappolandovi l'Na+.
Il dotto collettore percorre tutta la midolla affondandosi nel liquido interstiziale a
osmolalità crescente, creata dal descritto meccanismo di moltiplicazione.
Esso se è permeabile all'acqua (quindi se c'è in circolo vasopressina) adempie al
compito di rendere le urine concentrate e quindi ipertoniche.

Lo scambio osmotico controcorrente è operato dai vasi retti.


I vasi retti sono capillari a forma di forcina intrinsecamente permeabili ad acqua e
soluti.
Il ramo discendente in direzione corteccia → midolla cede acqua e acquista soluti,
il ramo ascendente invece acquista acqua e cede soluti.
In questo modo il sangue venoso refluo dalla midolla attraverso i vasi retti, è solo
lievemente ipertonico rispetto a quello arterioso d'entrata. Ciò spiega come possano
venir asportati i soluti, passati nel liquido interstiziale per riassorbimento, senza
modificarne sostanzialmente il gradiente osmotico creato dal meccanismo di
moltiplicazione controcorrente.

E' importante il flusso ematico midollare. Le condizioni che fanno aumentare


questo flusso tendono a dissipare il gradiente e perciò ostacolano il meccanismo di
concentrazione delle urine.
MOLTIPLICAZIONE CONTROCORRENTE ED UREA.
L'ipertonicità dell'interstizio è dovuta all'elevata concentrazione di urea, ma anche
di NaCl. Però essendo il collettore della midolla interna permeabile all'urea, è solo
l'NaCl che , richiamando acqua dal dotto stesso, reso a questa permeabile dalla
presenza di vasopressina, permette la formazione di urine concentrate.

Più nel dettaglio:


L'urea si trova concentrata nell'interstizio renale in maniera crescente in direzione
corteccia → midolla.
Recentamante è stato formulato un modello del meccanismo di moltiplicazione
controcorrente detto ad equilibrio passivo:
– segmento sottile discendente : +++ permeabile ad acqua, --- permeabile ad
NaCl e urea
– segmento sottile ascendente: impermeabile all'acqua, +++ permeabile ad
NaCl, ---permeabile ad urea
– tratti corticale e midollare esterno del d. collettore: impermeabile ad urea
– tratto midollare interno d. collettore: +++ permeabile ad urea e acqua
– l'interstizio renale è ricco in urea e povero in NaCl rispetto al liquido della
branca discendente dell'ansa
– il liquido che entra nel dotto collettore dalla midolla interna contiene una
quantità relativamente elevata di urea
– mentre quello che entra nel segmento sottile discendente dell'ansa è più ricco
di NaCl
Vediamo come funziona il modello: IMMAGINE PAG 1009
RIASSORBIMENTO ED ESCREZIONE URINARIA DEL SODIO
I sali di sodio rappresentano su base molare il 95% dei soluti plasmatici ed essendo
praticamente tutti dissociati sono responsabili di circa il 90 % della pressione
osmotica esercitata dal plasma e dal liquido interstiziale.

Ne viene che l'escrezione renale di Na+ finisce col regolare il volume del liquido
interstiziale

l'NaCl nel plasma rappresenta il 75% dei sali di Na+ e passa praticamente tutto
nell'ultrafiltrato, più del 99% poi viene riassorbito.
Il trasporto del sodio si compie a vari livelli del tubulo è può avvenire per
– via transcellulare → attivo per scambio Na+ K+. La pompa è presente solo
nella porzione basolaterale e spinge 2 K+ nel citosol mentre 3 Na
nell'interstizio. Il fatto che la pompa ATPasica sia presente solo in quella
faccia della cellula impone una direzionalità al passaggio del sodio cellula →
interstizio; il gradiente che si crea all'interno del citosol (poco sodio) fa si che
questo possa entrare nella cellula anche in maniera passiva
– via paracellulare → passivo

Tubulo Viene riassorbito il 60% degli ioni Na+ e Cl- e il 70% dell'acqua
contorto filtrata al glomerulo; prevalenza di canali intercellulari
prossimale
• Tratto Entrata di Sodio nelle cellule epiteliali per :
iniziale - cotrasporto con composti organici neutri
- cotrasporto con gli anioni già citati non-cloruro
- controtrasporto con H+
• Tratto L'ultrafiltrato ora ha una concentrazione di NaCl superiore a
finale quella del plasma (nel primo tratto riassorbimento non-cloruro)
Perciò ora avverrà il riassorbimento di NaCl per trasporto del
sodio con meccanismi attivi e passivi , seguito dal Cl-.
- meccanismo attivo: 2/3; meccanismo elettrogenico semplice non
associato ad altro soluto, meccanismo elettricamente neutro.
- meccanismo passivo: 1/3; diffusione paracellulare di Na e Cl,
convezione paracellulare del sale NaCl
Ansa di Henle Qui viene riassorbito il 29% del carico di sodio filtrato:
- il ramo discendente e il segmento sottile NON riassorbono
attivamente Na+
- dalla parete del segmento sottile esce Na+ passivamente
accompagnato dal Cl , mentre il segmento spesso estrude
attivamente NaCl.: per cotrasporto con K e 2Cl, mentre al lato
basolaterale viene estruso verso l'interstizio grazie alla NaK atpasi
Tubulo Si compie il riassorbimento di sodio rimasti dai tratti tubulari
contorto precedenti
distale - `un trasporto di tipo attivo contro il gradiente di concentrazione
ed elettrico
- cotrasporto transcellulare con Cl-, dal lato basolaterale con
l'atpasi Na K
Dotto Poco permeabile al sodio
collettore - assorbimento modesto (1-2%) di tipo attivo
`- e' sensibile all'aldosterone (che lo esalta) e`probabilmente
all'ormone natriuretico

FATTORI CHE INFLUENZANO L'ESCREZIONE URINARIA DEL SODIO


1. pressione idrostatica: un aumento di pressione nei capillari peritubulari causa
diminuito assorbimento e viceversa
2. pressione oncotica del plasma peritubulare: l'aumento della pressione
oncotica causa un aumento del riassorbimento di Na+
3. velocità´di filtrazione glomerulare: il riassorbimento tubulare del sodio è
direttamente proporzionale con la VFG, questo adeguamento quasi perfetto è
detto bilancio glomerulo tubulare ed ha il risultato di evitare perdite ingenti
di Na con le urine
4. concentrazione plasmatica di sodio: un calo della sodiemia aumenta il
riassorbimento di sodio e viceversa
5. diuresi osmotica:
il risultato e' flusso urinario elevato ed elevata escrezione di NaCl
L'entita' della diuresi osmotica può essere molto superiore alla diuresi da
acqua, in quanto riguarda la quota del riassorbimento obbligatorio dell'acqua
più che quella del facoltativo dato dalla diuresi da acqua (assenza di
vasopressina).
6. Variazioni del volume del liquido extracellulare: aumento o riduzione del
volume del LEC causano rispettivamente diminuzione o aumento del
riassorbimento del sodio nel tubulo contorto prossimale (????)
7. ormoni: aumento del riassorbimento tub di NaCl : vasopressina, aldosterone
riduzione del riassorbimento tub di NaCl: prostaglandina PGE2, bradichinina
e atriopeptina. Invece le catecolammine possono avere effetto sia stimolante
che inibente a seconda del tratto tubulare e perciò del recettore ivi presente.
8. Innervazione: l'ortosimpatico renale influisce direttamente sul
riassorbimento tubulare del sodio
9. inibitori specifici del riassorbimento del sodio: diuretici
FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA CONCENTRAZIONE DELLE URINE

Le urine derivano dall'ultrafiltrato glomerulare che è isotonico con il plasma (300


mOsm) esse possono essere però, più o meno concentrate, cioè ipertoniche o
ipotoniche rispetto all'ultrafiltrato stesso e perciò al plasma.
Le concentrazioni urinarie più alte o più basse si raggiungono solo a flusso urinario
basso (2ml/min)
quando il flusso urinario aumenta l'urina tende a diventare isotonica con
l'ultrafiltrato e perciò con il plasma.

CLEARANCE OSMOLALE: ci permette di valutare la capacità di ricupero


dell'acqua da parte del rene.

(1) Cosm= Uosm x V / Posm

Posm= osmolalità del plasma


Uosm= osmolalità delle urine
Normalmente la Cosm è 2/3 ml/min
Se le urine sono isotoniche col plasma Posm=Uosm
quindi Cosm=V perciò la clearance osmolale corrisponde ad un volume di urine
isotonico col plasma.

Se invece il volume di urina è superiore a quello isotonico col plasma avremo un


urina ipotonica
V(ml/min)=Cosm+Ch20

Se invece il volume di urina V è inferiore a quello isotonico col plasma avremo


urina ipertonica
V=Cosm-TcH2o
TcH2o è l'acqua riassorbita al minuto nel dotto collettore.
RIASSORBIMENTO ED ESCREZIONE URINARIA DEL POTASSIO
• il K+ plasmatico viene riassorbito nel t contorto prossimale e nell'ansa di
Henle
• la sua secrezione si attua nella seconda metà del tubulo contorto distale e
meno nel dotto collettore

RIASSORBIMENTO E SECREZIONE TUBULARE


Dopo il riassorbimento nel [Link] prossimale (65%) e nell'ansa di Henle (25%)
solo il 10% del carico filtrato giunge al [Link] distale.
– riassorbimento passivo [Link] prossimale: trascinamento da solvente e
diffusione facilitata
– riassorbimento ramo ascendente spesso dell'ansa: cotrasporto con Na+ 2Cl-
scambiatore sodio potassio e canali del K inibibili con ATP
– secrezione: parte distale del nefrone e dotto collettore corticale: è
responsabile della maggior parte dell'escrezione urinaria di potassio.
Come avviene: membrana basolaterale captazione con Na/K ATPasi,
diffusione nel lume passivamente o per cotrasporto attivo con Cl-

FATTORI CHE REGOLANO L'ESCREZIONE URINARIA DI POTASSIO


1. apporto di potassio : se aumenta, aumenta l'escrezione
2. flusso urinario: se aumenta, aumenta l'escrezione
3. equilibrio acido-base: acidosi inibisce escrezione urinaria di potassio
(alcalosi il contrario)
4. aldosterone ed altri ormoni: esso e in generale i mineralcorticoidi, stimolano
a livello del dotto collettore la secrezione di potassio ed il riassorbimento di
sodio
RIASSORBIMENTO ED ESCREZIONE URINARIA DELL'UREA
• prodotto finale del catabolismo degli a.a
• costituente più abbondante delle urine (50% dei soluti totali)
• ultrafiltrati 55 gg al dì, escreti con le urine 20-30 g al dì
• concentrazione plasmatica: 16-50 mg per 100 ml

RIASSORBIMENTO TUBULARE DELL'UREA


Riassorbimento per diffusione semplice, le membrane cellulari sono generalmente
molto permeabili all'urea.
L'entità del riassorbimento dell'urea e quindi la sua escrezione urinaria dipende dal
riassorbimento di acqua (direttamente).
Perché l'urea raggiunge così alte concentrazioni nell'urina nonostante sia
diffusibile?
1. In alcuni tratti le cellule epiteliali sono punto o poco permeabili all'urea, così
come all'acqua
2. un meccanismo controcorrente mantiene elevata la concentrazione di urea
nell'interstizio della midolla interna, dove passa la parte distale del dotto
collettore in cui scorre l'urina a più alta concentrazione di urea.
L'urea si concentra laddove le pareti non sono permeabili ad essa (tubulo distale e
dotto collettore corticale). Giunta nella parte midollare interna del dotto collettore,
l'urea fuoriesce per diffusione facilitata, essendo questo tratto permeabile ad essa.

Circolo urea:
Dotto collettore midollare → interstizio → ramo ascendente ansa → tubulo
contorto distale → tratto corticale del corticole
Questo circolo intrappola parte della sostanza nell'interstizio. I vasi retti con la loro
disposizione a forcina tendono a mantenervela.

Essendo basso il gradiente di concentrazione dell'urea tra tubulo ed interstizio nel


tratto midollare interno del dotto collettore, l'urea resta nell'urina e può essere
eliminata in grandi quantità.
REGOLAZIONE RENALE DELL'EQUILIBRIO ACIDO BASE
Meccanismi tampone del pH plasmatico:
– proteine plasmatiche
– fosfati
– bicarbonati
Organi con capacità di regolare il pH:
– polmone
– rene

L'intervento del rene nella regolazione dell'equilibrio acido-base si limita al


controllo del contenuto di bicarbonato nel plasma, di cui tende a mantenere la
concentrazione nell'ambito normale (26-28 mEq/l) o ad adeguarla a quella del CO2
(a sua volta controllata dai centri respiratori tramite la ventilazione polmonare) in
modo che il rapporto
[HCO3-]/ [CO2+H2CO3]

resti 20/1 ed il pH plasmatico 7,4.


Quindi considerando la nota equazione di Henderson-Hasselbalch

pH=pKi+log [HCO3-]/[H2CO3+CO2]

HCO3- regolato nel rene (numeratore) e denominatore regolato a livello polmonare.


HCO3- plasmatico può diminuire se è servito a tamponare acidi formati dal
metabolismo cellulare, o aumentare se ne metabolismo si sono formate sostanze
alcaline.
Quindi complessivamente il contributo renale all'equilibrio acido base comporta:
1. la conservazione della bicarbonatemia, per riassorbimento dell'HCO3-
presente nel plasma e filtrato nel glomerulo
2. La produzione di HCO3- per escrezione urinaria di fosfato monosodico e di
altri acidi deboli allo scopo di ripristinare o aumentare la bicarbonatemia
3. l'escrezione urinaria dell'eccesso di HCO3-

MECCANISMI E ZONE DEL NEFRONE INTERESSATE


processi renali coinvolti:
1. filtrazione glomerulare del HCO3- plasmatico
2. meccanismo cellulare attraverso il quale l HCO3- viene riassorbito (o
prodotto ec novo) al tubulo e le urine vengono rese acide
3. il meccanismo di produzione di NH3 da parte delle cellule tubulari
HCO3- viene filtrato dal glomerulo e circa il 99% viene riassorbito.
Concentrazione plasmatica HCO3-: 26-28 mEq/l
• ultrafiltrato plasmatico: pH 7,4 ; [HCO3-] uguale a quella plasmatica
• t. contorto prossimale: pH 6,7 ; [HCO3-] da 28 a 8 mEq/l
• t. contorto distale: maggiore acidificazione delle urine
Se il riassorbimento dell'acqua facoltativo è maggiore di quello del HCO3- le
urine tenderanno all'alcalinità, così avviene nell'antidiuresi. Se il
riassorbimento di HCO3- è maggiore a quello dell'acqua, le urine saranno
acide, come può avvenire in condizioni di diuresi osmotica
• al dotto collettore si forma la cosiddetta acidità titolabile

MECCANISMO CELLULARE DI RIASSORBIMENTO DEL BICARBONATO

img pagina 1024

DESTINO DELL'IDROGENO IONE

RIASSORBIMENTO DEL BICARBONATO


• al tubulo contorto prossimale la maggior parte degli idrogenioni verrà
neutralizzata dall' HCO3- secondo la reazione catalizzata dall'anidrasi
carbonica della membrana microvillare.
• Si forma CO2 che diffonde dal lume entrando nella cellula epiteliale
• NaHCO3 scompare dall'ultrafiltrato
FORMAZIONE DELL'ACIDITA' TITOLABILE
Avviene a tutti i livelli del tubulo. Nella parte distale del nefrone, sopratutto dotto
collettore, il fosfato del liquido intratubulare diventa il tampone a concentrazione
più elevata.
HPO24 +NH+ ↔ H2PO4-

Si forma cosi fosfato monosodico che normalmente costituisce la gran parte


dell'acidità delle urine.
PRODUZIONE DI AMMONIACA
ESCREZIONE URINARIA DEL BICARBONATO

FATTORI CHE MODIFICANO L'ESCREZIONE URINARIA DI H+


METABOLISMO DEL K+
RENE ENDOCRINO

Il rene produce due tipi di ormoni:


• ad azione sistemica: renina, eritropoietina, 1,25-diidrossicolecalciferolo o
calcitriolo)
• ad azione locale : prostaglandine, sistemi renina-angiotensina e callicreina-
chinina

ORMONI SISTEMICI

RENINA
1. Secreta dalle cellule iuxtaglomerulari del'apparato iuxtaglomerulare renale
2. la secrezione dalle cellule iuxtaglomerulari avviene in seguito ai seguenti
stimoli:
riduzione della pressione arteriosa sistemica
ipovolemia
riduzione pressione di perfusione ematica renale
riduzione vasopressina circolante
riduzione angiotensina circolante
3. la macula densa invece è stimolata da:
riduzione del flusso intratubulare di ioni Cl-, causata dal loro diminuito
trasporto nel segmento spesso dell'ansa di Henle

Renina in circolo (secreta nell'arteriola afferente)→ scinde l'angiotensinogeno


epatico → da origine al decapeptide proangiotensina → nrl polmone l'enzima ACE
in presenza di Cl- stacca un dipeptide → ha origine da ciò l'angiotensina attiva
( angiotensina II). Ha una semivita di 1-2 minuti e viene subito inattivata da
angiotensinasi tissutali.

Attività biologica angiotensina:


– intensa ma transitoria ipertensione dei vasi di resistenza
– produzione di aldosterone da parte delle cellule della glomerulosa della
corteccia surrenale
L'aldosterone causa riassorbimento di Na+ nella parte distale del nefrone, favorisce
così il trattenimento di acqua nell'organismo ripristinando la volemia , il quale
abbassamento aveva attivato il sistema renina- angiotensina- aldosterone.
ERITROPOIETINA
L'eritropoietina è il principale regolatore dell'eritropoiesi. Il rene è il principale
organo di produzione, seguito dal fegato che contribuisce al 10-30%..
Nel rene è prodotta dalle cellule dei capillari peritubulari interstiziali; nel fegato le
cellule di Kuppfer.
– Ogni condizione che determini uno stato di ipossia tissutale stimola la
produzione di eritropoietina
– esalta la formazione di eritroblasti midollari a partire da progenitori
eritrocitari: le cosiddette cellule staminali eritropoietin-sensibili.

1,25 DIIDROSSICOLECALCIFEROLO
• forma attiva della vitamina D3

Vitamina D3 (ingerita o formatasi nella cute per esposizione a raggi U.V.) →


→ passa in circolo → va nel fegato dove viene trasformato in 25
idrossicolecalciferolo → passa nei mitocondri renali → qui se c'è necessita (stimoli
vari) verrà trasformato in 1,25 diidrossicolecalciferolo → altrimenti in 24,25
diidrossicolecalciferolo

Azioni:
– tenue: stimola l'assorbimento del calcio inducendo l'espressione di una
proteina fissatrice del calcio; stimola l'assorbimento di fosfato
– rene: favorisce il riassorbimento tubulare di calcio e di fosfato
– osso: stimola la mobilizzazione di calcio e fosfato
Proteine leganti il calcio: 2 sintetizzate in rene cervello e intestino: calbindine; 1
proteina extracellulare dell'osso : osteocalcina.

Sequenza di eventi:
1. ipocalcemia
2. viene sentita dalle paratiroidi che secernono paratormone
3. paratormone : ++ assorbimento Ca+ intestinale; ++riassorbimento nel rene;
mobilizzazione dall'osso
4. stimola nel rene la produzione di calcitriolo
5. il calcitriolo agisce aumentando la calcemia
6. blocca a sua volta la secrezione di altro paratormone
ORMONI LOCALI: PROSTAGLANDINE
Il tessuto renale produce diverse prostaglandine di cui la PGE2 insieme alla PGI1
(prostaciclina) è la più numerosa.
Le prostaglandine sono prodotte prevalentemente nella midolla mentre gli enzimi
che le degradano sono presenti prevalentemente nella corteccia, questa divisione
topografica fa si che l'effetto di queste ultime sia maggiore nella midolla.
Azioni:
– flusso ematico renale: le prostaglandine sono potenti vasodilatatori locali.
La presenza in circolo di elevate concentrazioni di angiotensina e
noradrenalina (vasocostrittori) stimola la liberazione locale di prostaglandine,
le quali minimizzano le variazioni nel circolo renale, mentre permettono la
vasocostrizione in altri distretti circolatori.
– Natriuresi: hanno azione natriuretica e inibiscono il riassorbimento di Cl- nel
ramo ascendente spesso dell'ansa di henle
– escrezione di acqua: antagonismo con la vasopressina, aumenta la clearance
dell'acqua libera.
– Liberazione di renina: abbassamento della pressione ematica di perfusione
renale e riduzione del flusso intratubulare di Cl- a livello della macula densa
sono stimoli che causano una liberazione di renina mediata dalle
prostaglandine.

SISTEMA RENINA ANGIOTENSINA LOCALE

SISTEMA CALLICREINA-CHININA

Potrebbero piacerti anche