LA VITA
Il secondo Rinascimento si presenta come un'epoca di crisi per la società e
la cultura italiana. La società rinascimentale delle corti, giunta al suo massimo
splendore, è già in decadenza.
Torquato Tasso dunque si presenta come l'interprete di questa crisi
sociale e culturale.
Nasce a Sorrento nel 1544, figlio del nobile Bernardo Tasso e di Porzia
de Rossi, una nobildonna pistoiese. Fin dall'infanzia deve affrontare diverse
difficoltà e cambiamenti: il padre, al servizio del principe di Salerno, alla
caduta di questo viene proclamato ribelle e il suo patrimonio sequestrato.
Torquato nel 1552 si trova a Napoli con la madre e frequenta la scuola
gesuita.
Torquato pochi anni dopo raggiunge il padre, che vive a Roma poveramente.
La madre muore nel 1556.
L'anno successivo Bernardo Tasso diventa poeta ufficiale della corte di
Urbino, dove si trasferisce con il figlio. Il tempo trascorso con il padre è
altamente formativo dal punto di vista culturale per il giovane
Torquato. Bernardo è un poeta e intellettuale e il figlio decide di
seguire le sue orme.
Continuano le sue peregrinazioni da Urbino a Venezia, poi a Padova, e
infine a Bologna, e Tasso aspira alla vita dell'intellettuale di corte.
Desiderio che si avvera a Ferrara, dove dal 1565 al 1572 è al servizio del
cardinale Luigi d'Este, e nel 1572 passa al servizio di Alfonso II d'Este.
Proprio in questo periodo Tasso, che vive momenti di serenità e benessere,
realizza le sue opere più importanti: nel 1573 pubblica la commedia
pastorale Aminta in endecasillabi e settenari e nel 1574 completa il poema
Gerusalemme liberata.
Ma nel 1579, dopo un periodo di viaggi in giro per l'Italia, Tasso entra in
conflitto con i nobili d'Este, e viene costretto al ricovero nell'ospedale
psichiatrico di Sant'Anna, dopo aver dato in escandescenze alle nozze
di Alfonso II. Nasce così l'immagine cara ai romantici di Tasso, genio e folle,
non compreso dalla società dell'epoca.
Nel 1581 avviene la pubblicazione del poema Gerusalemme liberata. Ma la
diffusione dell'opera sfugge al controllo del poeta: inizialmente viene
pubblicata con il titolo di Goffredo e in seguito con il titolo Gerusalemme
liberata.
Inizia un nuovo periodo di peregrinazioni.
Negli ultimi anni della sua vita vive una sorta di avvicinamento alla vita
religiosa, e a questi anni risale la revisione del poema secondo i principi
della Controriforma, al quale viene cambiato il titolo: Gerusalemme
conquistata.
Muore nel 1595.
La vita di Tasso è sempre volta alla ricerca di un equilibrio, di una serenità
che non riesce mai a raggiungere.
LA GERUSALEMME LIBERATA
La Gerusalemme liberata è un poema epico
Il poema, nell'edizione a stampa del 1581 curata dall'autore stesso, è
composto da venti canti in ottave. Sappiamo però che l'opera aveva già una
forma completa nel 1575, perché Tasso l'aveva letto al duca Alfonso d'Este. A
livello strutturale, Tasso vuole differenziarsi da Ariosto (qui un
approfondimento sull'Orlando Furioso), che lo ha preceduto ma ha operato nel
suo stesso contesto geografico, e teorizza così il poema eroico, che deve avere
una forte spinta verso l'unità, a differenza della molteplicità così ricercata da
Ariosto. L'opera fu in seguito oggetto di una revisione, soprattutto tematica e
narrativa, da parte del poeta, che nel 1593 pubblicò la Gerusalemme
conquistata.
La nuova versione, però, non fu ritenuta dal pubblico e dalla critica
successiva pari alla prima, e fu quindi dimenticata nonostante il volere
dell'autore.
Trama della Gerusalemme liberata
La storia ha inizio nel sesto anno di guerra contro Gerusalemme, all'interno
della prima crociata. Dio si avvede che i cristiani hanno ormai dimenticato il
loro obiettivo e manda l'arcangelo Gabriele da Goffredo di Buglione, perché
sproni i compagni; egli viene eletto capo supremo della spedizione. Si arriva
all'assedio e con esso ai primi scontri. Satana invia dei demoni ad aiutare i
pagani; inoltre manda nel campo cristiano la bellissima maga Armida, che fa
innamorare di sé i guerrieri cristiani e li imprigiona in un castello.
Argante, uno dei più feroci guerrieri pagani, sfida a duello i cristiani, e viene
prescelto Tancredi. Erminia, principessa di Gerusalemme, è innamorata di
Tancredi; vedendolo ferito, si traveste con l'armatura di Clorinda, la vergine
guerriera di cui Tancredi è a sua volta innamorato. Sorpresa dai cristiani, fugge
e si ritrova tra i pastori, con cui si allontana dalla brutalità della guerra.
Tancredi viene fatto prigioniero da Armida mentre inseguiva quella che credeva
essere Clorinda.
Nel campo cristiano si diffondono una serie di notizie che generano sconforto:
si dice che Rinaldo sia morto, che Tancredi non si trova più e che non
giungeranno i rinforzi promessi dal re danese Sveno. Il tumulto seguente viene
placato da Goffredo anche con l'aiuto divino. La guerra continua con vicende
alterne, sempre con l'intervento divino e demoniaco. Dopo una processione al
Monte Oliveto, i cristiani assaltano Gerusalemme con una torre mobile, ma la
notte interrompe la battaglia. Argante e Clorinda riescono a incendiare la torre,
ma vengono sorpresi dai cristiani; in un duello Tancredi uccide Clorinda, la
quale prima di morire si fa da lui riconoscere e battezzare, poi muore tra le sua
braccia. L'eroe è disperato, ma viene salvato dall'apparizione della donna
amata.
Il mago Ismeno, a questo punto, getta un incantesimo sulla selva di Saron in
modo che i cristiani non possano rifornirsi di legna per costruire una nuova
torre. Dio però decide che è giunto il momento di cambiare le sorti della
guerra: in una visione, Goffredo viene a sapere che Rinaldo è l'unico a poter
spezzare l'incantesimo della selva. I cavalieri Carlo e Ubaldo vengono mandati
a cercarlo e lo liberano dal giardino incantato di Armida, che si è innamorata di
lui. Così l'eroe giunge a Gerusalemme e dopo essersi purificato spezza
l'incantesimo. I cristiani penetrano così nella città e inizia il duello finale; il più
duro è quello tra Argante e Tancredi. Il primo muore, il secondo è ferito in
modo grave ma viene salvato da Erminia. Nonostante l'arrivo dell'esercito
egizio, i cristiani vincono e Goffredo può piantare la bandiera crociata sulla città
e adorare il Santo Sepolcro.
Temi principali della Gerusalemme liberata
L'argomento della Gerusalemme liberata è la prima crociata, una materia
storica abbastanza lontana nel tempo, che permette quindi da un lato di
raccontare qualcosa che è realmente accaduto, ma dall'altro di inserire il
meraviglioso, o meglio il meraviglioso cristiano.
Poiché, infatti, il poema non può creare diletto senza ricorso agli
elementi fantastici, Tasso inserisce nella sua narrazione il
"meraviglioso", ossia riferimenti al mondo magico, che però vengono
ricondotti a elementi cristiani, come ad esempio la lotta tra gli angeli e
i demoni.
Il diletto è necessario per portare giovamento: l'opera infatti deve avere
un intento didattico, e per poter avere successo nel suo insegnamento
deve risultare allettante al lettore.
La trama, nella teoria, dovrebbe attenersi a una rigorosa unità: l'argomento
infatti è l'assedio di Gerusalemme, e non si racconta ciò che avviene prima
o ciò che avviene dopo.
Così pure, è chiaramente individuabile un personaggio principale,
Goffredo di Buglione, che rappresenta l'unità del campo cristiano in
opposizione alle forze disgregatrici del campo, per così dire, pagano.
I personaggi principali della Gerusalemme liberata
Come si è già detto, oltre al protagonista i personaggi principali sono
Tancredi e Rinaldo tra i guerrieri cristiani, Clorinda (vergine guerriera) e
Argante tra i pagani. Ad essi si può aggiungere la maga Armida e Erminia.
Se si osserva il sistema dei personaggi, si nota che mentre i due guerrieri
cristiani sono legati a vicende con i personaggi pagani (ad esempio
Armida si innamora di Rinaldo, Tancredi è amato da Erminia ma ama Clorinda),
Goffredo rimane fuori da questi "giochi" terreni, poiché rappresenta la
perfetta unità, il punto fermo che non può immischiarsi nelle vicende più
basse.
L'amore è in effetti un tema molto importante all'interno dell'opera, che
pure nel suo complesso è senza dubbio un racconto di vicende belliche.
L'amore però, nell'opera, sembra sempre legato al peccato e alla ricerca
del piacere; esso tende inoltre a procurare sofferenza, dato che gli amori
raccontati sono infelici e impossibili.
Il messaggio è chiaro: l'amore è una forza disgregante che impedisce ai
cavalieri di compiere ciò a cui sono destinati.
Contraddizioni all'interno del poema e considerazioni finali
Una caratteristica specifica del poema è la profonda presenza di
contraddizioni all'interno dell'opera.
Da una parte Tasso è quasi ossessionato dalla ricerca di unità e dal
bisogno di perfezione, che si deve tradurre anche in perfezione
formale; dall'altro la trama principale viene continuamente arricchita da
vicende parallele e molteplici, che generano il caos e a cui Goffredo
deve continuamente rimediare. Ciò è espressione del tormento di
Tasso, tipico della Controriforma. Si tratta di una lotta aperta che non
riesce a trovare riconciliazione nell'armonia.
Alcuni aspetti dell'opera, infine, anticipano una sensibilità successiva,
che per semplicità potremmo chiamare barocca. In particolare incuriosisce lo
spiccato senso coreografico e scenografico, con la descrizione di ampi
paesaggi e scene che possono stupire il lettore.
Inoltre, Tasso anticipa il concettismo, ossia il gusto per il gioco verbale,
per il contrasto tra il livello metaforico e letterale, per la volontà di
stupire il lettore e costringerlo a ritornare su ciò che ha appena letto.