Corso di Fisica Generale II
CdL in Chimica
CORRENTI E CAMPI VARIABILI
Unità 3.1 – Campi elettrici e magnetici
variabili nel tempo.
Legge di Faraday dell induzione
elettromagnetica. Legge di Lenz.
Origine del campo elettromotore
indotto. Correnti di Foucault. Il
generatore di corrente alternata.
Autoinduzione. Circuiti RL. Energia
magnetica. Densità di energia
magnetica. Mutua induzione. Equazioni
di Maxwell.
[Link] Catia Petta
1
legge di Faraday dell induzione elettromagnetica
Avviciniamo un magnete ad
una spira collegata ad un
galvanometro (a), fermiamo il
magnete (b), poi lo
allontaniamo (c).
Con il galvanometro rileviamo
la presenza di una corrente,
in un circuito in cui non ci
sono generatori !!!
E il moto del magnete
all interno della spira che
produce una forza
elettromotrice indotta.
Fisica Generale II – 3.1 2
Esperimento di Faraday: quando il circuito del primario viene chiuso,
si osserva una deflessione dell ago del galvanometro, collegato al
secondario, analogamente ma in verso opposto di quando il circuito
viene aperto. Se nel primario non circola corrente, o se la corrente è
stazionaria, il galvanometro segna zero.
La variazione del campo magnetico all interno del secondario
produce la forza elettromotrice indotta. Non appena il campo
magnetico raggiunge un livello stazionario, non c è più f.e.m.
indotta.
In entrambi i casi: Φ( B) è il flusso di B concatenato al circuito :
legge di ∂Φ ( B )
E =−
Faraday i ∂t Φ( B) = B ⋅ un dΣ
∫ [Wb = V ⋅ s]
Σ
Fisica Generale II – 3.1 3
∂Φ( B) ∂ ∂
E =− =− B ⋅ un dΣ = − ( BΣ cosϑ )
∫
i ∂t ∂t Σ ∂t
E
La corrente che circola nel circuito sarà : i = i se R è la sua resistenza.
R
legge di Lenz
La f.e.m. indotta è tale da opporsi alla causa che
l ha generata.
La corrente indotta produce un flusso di campo
magnetico concatenato con il circuito che si oppone
alla variazione di flusso primario. Nella figura
accanto, il campo magnetico nella regione del
circuito, decresce esponenzialmente; la corrente
indotta genera un campo indotto concorde a B.
Fisica Generale II – 3.1 4
applicazioni
Fisica Generale II – 3.1 5
origine del campo elettromotore indotto
∂Φ( B) ∂
E = Ei ⋅ ds = −
∫ =− B ⋅ un dΣ
∫
i ∂t ∂t Σ
• moto di un conduttore in un campo magnetico stazionario
F
Ei = =v×B
−e
E = Ei ⋅ ds = vBl
∫
i
Φ ( B) = B ⋅ un dΣ = − Blx
∫Σ
∂Φ ( B)
E =− = Blv
i ∂t
Il campo elettromotore indotto
ha origine nella forza di Lorentz.
Fisica Generale II – 3.1 6
generatore di corrente
Consideriamo nuovamente il circuito con un
tratto di conduttore mobile di resistenza r, dal
punto di vista energetico:
anche se non c è alcun generatore esterno, in
esso circola la corrente indotta:
E qualunque corpo permane nel
B v
i= i = suo stato di moto … abbiamo
R+r R+r creato energia elettrica?
In realtà, qualunque conduttore in un campo
magnetico stazionario è soggetto alla forza magnetica:
B 2 2v
FB = i × B = −
R+r
che ha verso opposto alla velocità del conduttore in moto e rappresenta
l azione di un freno per esso: resistenza di attrito elettromagnetico. Per
mantenere il moto, occorre applicare una forza uguale e contraria. La potenza
meccanica spesa è:
2
Bv2 E
2
2
P = Fv = = i esattamente uguale alla potenza
R+r R+r elettrica ceduta al circuito
Fisica Generale II – 3.1 7
generatore di corrente alternata
Una bobina ruota in una regione con un
campo magnetico stazionario, con velocità
angolare costante:
Φ( B) = NΣB cosθ (t)
θ (t) = ω t
ε =− d [ NΣB cosθ (t)] = NΣBω sinθ (t)
i dt
trasformazione
di energia meccanica
in energia elettrica
E = NΣBω
max
E2 E 2
P = i = max sin ωt 2
R R
E 2 Eeff
2
E
P = max = ⇐E = max
m
2R R eff 2
Fisica Generale II – 3.1 8
esercizi
Il circuito rotante di un generatore a.c. è
costituito da N=20 spire circolari di raggio
r=19.9 cm, che ruotano con frequenza pari a
50 Hz in un campo magnetico B=0.4T. E = 315V
max
Calcolare la f.e.m. fornita dal generatore. E = 220V
eff
Fisica Generale II – 3.1 9
correnti di Foucault
Un campo magnetico variabile applicato ad un
conduttore, oppure il suo moto in un campo
magnetico stazionario, come in figura,
determinano una variazione di flusso e quindi
un campo elettrico indotto nel conduttore. Le
correnti indotte, dette parassite o di Foucault
(Eddy currents), possono essere utilizzate per
fondere i metalli, come nei forni ad induzione,
oppure per frenare il moto stesso del
conduttore (freno elettromagnetico), in
quanto il dipolo magnetico indotto nel
conduttore viene respinto (nella fase di
entrata) o attratto (nella fase di
allontanamento) dal campo
magnetico.
Fisica Generale II – 3.1 10
autoinduzione
Un circuito percorso da corrente produce un campo magnetico
secondo la legge di Ampère-Laplace e il flusso di questo campo
concatenato con il circuito vale:
) µ 0i ds × rˆ &
Φ ( B ) = B ⋅ u n dΣ = ' $ ⋅ u n dΣ
Σ
∫ Σ
∫∫
( 4π r %
2
Φ ( B) = Li induttanza [H=Wb/A]
Una corrente che varia nel tempo comporta una variazione anche di tale
flusso e quindi la presenza di una forza elettromotrice indotta nel circuito,
data dalla legge di Faraday, la forza elettromotrice di autoinduzione:
d di
E = − Φ(B) = − L
i dt dt
Per un solenoide rettilineo:
Φ( B) = B ⋅ un dΣ = nlBΣ = nl ( µ0 ni )Σ = µ0 n 2lΣi
∫
Σ
L = µ n lΣ
0
2
Ll = µ0 n 2 Σ
Fisica Generale II – 3.1 11
circuiti RL
La presenza di un induttore in serie ad una
resistenza e ad un generatore di tensione
continua, a t>0, quando la corrente comincia
ad aumentare, determina una f.e.m. che si
oppone ad essa:
d dI
E = − Φ(B) = − L
i dt dt
Applicando la legge di Kirchhoff alla maglia si ottiene:
ε +E = RI
i
dI
ε = RI + L
dt
equazione differenziale lineare di primo grado, che
ammette come soluzione:
ε & Rt # ε & t #
I (t ) = ⋅ $1 − exp(− ) ! = ⋅ $1 − exp(− ) !
R % L " R % τ "
L
τ=
R
Fisica Generale II – 3.1 12
Se si apre nuovamente l interruttore, la corrente non può andare
a zero istantaneamente, ma in un certo tempo, determinato dalla
resistenza R >>R che è stata introdotta nel circuito aprendo
l interruttore:
E = R' I
i
dI
R' I + L = 0
dt
R' t
I (t ) = I exp(− )
0
L
dI R' t
E = −L
L
= ε exp(− )
dt R τ
Fisica Generale II – 3.1 13
energia magnetica
La presenza dell induttore, determina una f.e.m. che si oppone
all aumento della corrente nel circuito; il generatore dovrà
compiere lavoro per vincere questa resistenza. Quanto vale questo
lavoro? In termini di potenza si ha:
dI
εI = RI + L I
2
dt
Mentre il bilancio energetico si ottiene integrando nel tempo necessario a
stabilire la corrente al suo valore finale:
dI
εIdt = RI dt + L
2
Idt
dt
L ultimo termine dà il lavoro compiuto dal generatore contro la ‘resistenza’
offerta dall induttore:
I max
1 energia magnetica
2
W = LIdI = LI = U
∫
0
2
max
immagazzinata nell induttore
m
Essa viene dissipata nella resistenza R quando si apre il circuito:
0
dI 1
R' I dt + L Idt = 0 ⇒
2
∫ R' I dt = LI
2
max
2
dt I max
2
Fisica Generale II – 3.1 14
densità di energia magnetica
Per un solenoide rettilineo ideale, percorso dalla corrente
stazionaria I, il campo magnetico è stazionario e uniforme solo
nel volume interno ad esso; l energia magnetica è uguale al
lavoro compiuto dal generatore esterno contro la f.e.m. indotta,
per stabilire la corrente I nel circuito:
1 1 B 2
U = LI = (µ n lΣ )I =
m
2
0
2 2
lΣ
2 2 2µ 0
e, definendo la densità di energia magnetica, come l energia
magnetica in un volume unitario:
U B 2
u =
m
= m
lΣ 2µ 0
Questa relazione, pur essendo stata ricavata per un caso particolare, ha
validità generale:
U m = um dτ =
B2
dτ =
µ0 H 2
dτ
energia magnetica
∫ ∫2µ 0 2 ∫ immagazzinata in una regione
di campo magnetico
Fisica Generale II – 3.1 15
mutua induzione
Due circuiti vicini possono interagire l un l altro, in modo che la
variazione di corrente in uno di essi, determini una variazione di
flusso magnetico nell altro:
Φ Σ 2 ( B1 ) = Φ12 = B1 ⋅ un dΣ = M 12i1
∫
Σ2
Φ Σ1 ( B2 ) = Φ 21 = B ⋅ u dΣ = M i
∫
Σ1
2 n 21 2
Inizialmente le due correnti siano nulle. Portiamo la i1 al suo valore finale.
L energia spesa dal primo generatore sarà:
1
U1 = L1i12
2
Con il secondo generatore portiamo la corrente i2 al suo valore finale. Il lavoro
compiuto dal generatore è dato da:
1
U 2 = L2i22
2
Ma il primo deve ancora compiere altro lavoro per opporsi alla variazione del
flusso del campo magnetico dovuta alla variazione della corrente i2:
dΦ 21 di
U12 = − ε 1i i1dt = ⋅i1dt = M 21 2 i1dt = M 21i1i2
∫ ∫ dt ∫ dt
Fisica Generale II – 3.1 16
In definitiva il lavoro complessivo, e quindi la variazione di energia
magnetica, associata alle due correnti è:
1 1
U tot = L1 I12 + L2 I 22 + M 21i1i2
2 2
Se invece, cominciamo a dare corrente al secondo circuito e dopo aumentiamo
quella del primo, la variazione di energia magnetica risulterà uguale a:
1 1
U tot = L1 I12 + L2 I 22 + M 12i1i2
2 2
Queste due ultime relazioni devono essere uguali, cioè:
M 12 = M 21 = M coefficiente di mutua induzione [H]
Se le due correnti variano nel tempo si avrà:
$ dΦ11 dΦ21 di1 di2
!E1
= − − = − L1
− M
dt dt dt dt
# dΦ dΦ di di
!E2 = − 12 − 22 = − M 1 − L2 2
" dt dt dt dt
Fisica Generale II – 3.1 17
equazioni di Maxwell nel vuoto
(in forma integrale)
Insieme alla forza di
Lorentz, le equazioni di
Maxwell descrivono
tutte le interazioni
elettromagnetiche
classiche.
Fisica Generale II – 3.1 18
Di cosa abbiamo parlato?
1. Legge di Faraday.
2. Legge di Lenz.
3. Generatori di corrente.
4. Correnti di Foucault.
5. Autoinduzione.
6. Circuiti RL.
7. Energia magnetica. Densità di
energia magnetica.
8. Mutua induzione.
9. Equazioni di Maxwell.
Unità 3.1 – Campi elettrici e magnetici variabili nel tempo.
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