Alexandros PDF
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Andavo con il mio Lord Jim quasi finito, girando per vedere quale sarebbe stato il mio prossimo
libro. La profonda novela di Conrad era riuscita a saturarmi di questioni
psicologiche e morali. Desiderava ora qualcosa di più leggero, se possibile, al di là del bene
e del male. Scrutai infruttuosamente gli esigui scaffali della biblioteca riservati
le letture in sospeso: “Rayuela” –un labirinto inesplorabile-, “Kim” –troppo
letterario per l'autobus-, “Il rumore e la furia” –impossibile; anch'io devo essere ritardato-,
La morte di Artemio Cruz, “…e quella di Iván Ilich” - molto tristi -, “Pedro Páramo” –
più morti - a cinquanta pagine tutti diventano fantasmi, mi angustio e lo
dejo-, "La dama di bianco", "La pietra lunare" – geniali– ma le loro pagine sono
infinite, mentre il mio spazio e il mio tempo, limitati-…
Y de pronto, de vuelta a casa, la radio del coche anuncia una recomendación literaria,
come una colonia per Natale: “Alexandros”; una trilogia sulla vita e l'opera di
Alessandro Magno. Il cronista diceva: -Tre libricini di lettura molto agile che nel frattempo ci
insegnano qualcosa di interessante; niente meno che la storia del maggiore impero di
umanità.
Questo è ciò che cercavo. Ricordo sugli scaffali un libro di colore giallo, con
tapas dure, che spiccano tra le biografie. Lì c'era: Il figlio del sogno. Il primo
volumen di Alexandros; sapeva che sarebbe arrivata la sua ora.
Il tal Valerio Massimo Manfredi, fino ad ora sconosciuto per me, è arrivato a essere dopo
una piccola indagine: laureato in lettere classiche, specialista in topografia
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antigua, eminente archeologo, e una specie di erudito del Mondo Antico, che, in
luogo di prendere lo zaino alla ricerca di tracce del passato –come Indiana Jones–, decise
sedersi nel suo ufficio e mettersi a scrivere, diventando uno dei più
prolifici scrittori italiani di romanzi storici. Dunque, almeno, quest'uomo
sa di cosa parla, che è molto. Bene, in questo caso interessa la storia più che la
qualità letteraria.
L'opera è scritta molto bene. Con una prosa semplice e appropriata al tono del racconto,
senza un briciolo di ampollosità, come ci si potrebbe aspettare dalla magnificenza del
personaggio e della grandiosità dei fatti narrati. Non gli negherò nemmeno alcuni
passaggi brillanti. Con cui ci diamo per soddisfatti. Ma chi cerca
letteratura; si sbaglia. Chi pretende, tuttavia, di intrattenersi e conoscere,
anche se superficialmente, la vita di uno dei personaggi più interessanti e
decisivi della storia universale; avrà indovinato. Diciamo che è una narrazione
novelada–“ma non troppo”-sulla vita di Alessandro Magno.
Il primo volume: Il figlio del sogno; è avvincente. Racconta la vita e le relazioni di suo
padri, Olimpia e Filippo di Macedonia; la nascita di Alessandro, la sua infanzia, le
relazioni con i suoi amici e con i suoi maestri: Leone e Aristotele, che furono suoi
educatori per la guerra e per la pace, successivamente. Tra entrambi, con la
l'intervento diretto dei genitori lo trasforma in un giovane guerriero, forte e
ambizioso, ma al tempo stesso raffinato e colto. Abbiamo vissuto la sua prima grande battaglia a
diciotto anni, accompagnando suo padre come comandante della cavalleria, nella
battaglia di Cheronea (338 a.C.), contro una lega di città-stato greche - le polis -
comandate da Tebe e Atene. Assistiamo alla misteriosa morte di Filippo II e il suo
advenimento al potere come successore del emergente regno di Macedonia. E i suoi
prime armi come re per disciplinare i greci insorti, che credevano
debilitato un regno in mano a un giovane di soli vent'anni.
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Finalmente nel secondo volume inizia l'espansione verso Oriente con la battaglia del fiume
Gránico –vedi la pittura ad affresco di Le Brun-, dove il nostro personaggio mitico dimostrò
fin dall'inizio le sue qualità tattiche, la sua intelligenza e il suo valore - fu a un passo
de ser herido de muerte en su primera conquista-. Pues no olvidemos que Alejandro
lottava al fronte del suo esercito - non nella retroguardia, come i grandi generali di
la posterità, che guidavano al sicuro i suoi eserciti-. Alessandro, come lo chiamavano i suoi
congèneres, guidava gli attacchi di persona, a cavallo del suo enorme cavallo
nero, Bucifalo, rivestito nella sua leggera corazza e che spicca con il suo elmo dorato,
che rifletteva da lontano, per intimidire il nemico. Naturalmente sempre bene
circondato dai suoi migliori uomini; la guardia personale - i “hetairoi”; i compagni a
cavallo del re; accanto agli "asthetairoi"; i compagni a piedi-, dove spiccava Efestione, suo
inseparabile "amico".
Poi ci sarebbe stata nello stesso anno la battaglia di Mileto (334 a.C.), quella di Isso (333 a.C.),
l'assedio di Tiro (332 a.C.), quello di Gaza (332 a.C.) e l'ingresso in Egitto, che permise
il passaggio dei macedoni e divenne loro alleato contro i persiani.
Nel terzo volume percorre parte del territorio egiziano attraverso il deserto e il fiume
Nilo, fondando la monumentale città di Alessandria, fino a essere incoronato a Menfi
come Faraone d'Egitto nel novembre del 332 a.C.
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Continua il suo periplo verso Oriente attraverso Damasco fino alle porte di
Mesopotamia, dove in una enorme pianura vicino al villaggio di Gaugamela, le
aspettava un enorme esercito persiano comandato dal grande Dario III, composto da
40.000 cavalieri, un milione di soldati di fanteria, 200 carri armati con
falci e un paio di elefanti da guerra. Lì avrà luogo una delle battaglie
più trascendenti della storia nell'anno 331 a.C., che deciderà l'egemonia di
tutto l'universo conosciuto.
D'altro canto, in una narrazione di tale estensione –parliamo di tre libri di oltre
300 pagine ciascuna; il che ci dà un'opera di mille pagine più o meno - non solo
c'è la questione militare; c'è molto di più. Abbiamo una relazione permanente con le
donne: con sua madre Olimpia, con le sue mogli e concubine. A quelle che non poté
dedicare mai troppo tempo ai suoi doveri reali, ma a cui non volle
Prescindere. E inoltre, la velata relazione con altri uomini, soprattutto con il suo grande
amico Efestione, il suo compagno d'infanzia; ma anche con qualche eunuco,
come, "d'altra parte", era comune in quell'epoca.
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Alejandro fu un personaggio eccezionale, che si ispirò alle tradizioni ellenistiche
e nella profonda conoscenza della cultura classica per orientare la propria vita, una
vita di eroe o semidio mitologico. Si dice che fu Achille, il vincitore di
Guerra di Troia, il personaggio che lo ha ispirato e che ha sempre voluto emulare. Come lui
cercò ardentemente la gloria per il suo popolo, per i suoi e per se stesso. E a fede
che ci riuscì, superando persino le imprese e la fama del vero eroe
mitologico.
Ancora oggi, ci piace etichettare come sanguinarie e crueli le azioni dei dirigenti.
del passato, e giudicare le loro vite con il metro morale contemporaneo, ci chiama la
attenzione straordinaria alla personalità travolgente del giovane macedone, espressa in
fatti mitici come la risoluzione del nodo di Gordio; nella smisuratezza di tutti i suoi
atti, nella grandiosità dei loro piani e degli obiettivi raggiunti.
Il sigillo di Alessandro Magno rimarrà per sempre nella geografia e nella storia
universale. Saranno distribuite in tutto il Medio Oriente più di venti città
con il nome del suo fondatore, a partire dall'originaria Alessandria egiziana, sede
della più importante biblioteca dell'umanità e di una delle sette meraviglie di
l'Antichità -il Faro di Alessandria-.
Rimarranno nella Storia le sue imprese e le sue conquiste per sempre. Come per
rimarrà sempre con tutto il merito insieme al suo nome il suo inseparabile
apelativo: “EL MAGNO”, el grande; ALEJANDRO MAGNO, ALEJANDRO “EL GRANDE”.
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