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CREDITI

Il documento tratta della classificazione e valutazione dei crediti secondo il Codice civile e i principi contabili nazionali e internazionali. Viene evidenziato che i crediti devono essere distinti tra immobilizzazioni e attivo circolante in base alla scadenza, e che la loro valutazione deve considerare il costo ammortizzato o il valore di presumibile realizzo. Inoltre, si discute la cessione dei crediti e le modalità di contabilizzazione, nonché le norme fiscali relative alle svalutazioni e deduzioni dei crediti.

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Il documento tratta della classificazione e valutazione dei crediti secondo il Codice civile e i principi contabili nazionali e internazionali. Viene evidenziato che i crediti devono essere distinti tra immobilizzazioni e attivo circolante in base alla scadenza, e che la loro valutazione deve considerare il costo ammortizzato o il valore di presumibile realizzo. Inoltre, si discute la cessione dei crediti e le modalità di contabilizzazione, nonché le norme fiscali relative alle svalutazioni e deduzioni dei crediti.

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CREDITI

= rappresentano diritti ad esigere, ad una scadenza individuata o individuabile, determinati ammontari da clienti e da
altri soggetti

○il Codice civile prevede che nell’attivo dello stato patrimoniale siano indicati:

A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti con separata indicazione della parte già richiamata

B) Immobilizzazioni

[Link]. immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi
esigibili entro l’anno successivo:

2. Crediti:

a) verso imprese controllate


b) verso imprese collegate
c) verso controllanti
d) verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti
e) verso altri

C) Attivo circolante:

II. Crediti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo

1. Verso clienti
2. verso imprese controllate
3. verso imprese collegate
4. verso controllanti
5. verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti
6. crediti tributari
7. imposte anticipate
8. verso altri

○i crediti per versamenti ancora dovuti consentono di conoscere se il capitale sociale, esposto in un’unica voce tra i
componenti del patrimonio netto, sia stato interamente versato ai soci

•secondo gli IFRS, nello schema minimo dello stato patrimoniale, non è prevista una voce relativa ai versamenti
ancora dovuti dai soci
L’OIC sostiene quindi che il capitale sottoscritto va esposto al suo valore nominale ridotto dei crediti verso soci per
decimi da versare

○l’OIC 25 specifica che i crediti verso l’erario per acconti, ritenute d’acconto subite e crediti d’imposta, devono essere
iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale solo se non compensabili con i debiti tributari, tranne nel caso in cui sia
stato richiesto il rimborso

La compensazione dei crediti e dei debiti tributari può avvenire solamente se l’impresa ha diritto legale di
compensare gli importi rilevati in base alla legislazione fiscale e se intende regolare i debiti e i crediti tributari su base
netta, mediante un unico pagamento

○poiché il Codice civile chiede di dare separata indicazione:

 per ciascuna voce delle voci dei crediti indicate tra le immobilizzazioni finanziarie degli importi esigibili entro
l’esercizio successivo
 per ciascuna voce delle voci dei crediti indicate tra l’attivo circolante degli importi esigibili oltre l’esercizio
successivo

ognuna delle voci va suddivisa in base alla scadenza tra cediti esigibili entro/oltre l’esercizio successivo.

La classificazione è effettuata come riferimento alla loro scadenza contrattuale o legale, tenendo conto anche
- di fatti ed eventi previsti nel contratto che possono determinare una modifica della scadenza originaria,
avvenuti entro la data di riferimento del bilancio
- della realistica capacità del debitore di adempiere all’obbligazione nei termini previsti dal contratto
- dell’orizzonte temporale in cui il creditore ritiene ragionevole di poter esigere il credito vantato

•gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni

→ vanno iscritti tra le immobilizzazioni tutti i crediti destinati ad un utilizzo durevole, cioè con scadenza oltre l’anno
successivo (pur se con quote scadenti entro l’anno successivo), mentre vanno iscritti nell’attivo circolante i crediti
non destinati a un utilizzo durevole, cioè con scadenza entro l’esercizio successivo (pur se con quote scadenti oltre
l’esercizio successivo)

•secondo l’OIC la classificazione dei valori patrimoniali attivi si fonda sul criterio della destinazione degli stessi
rispetto all’attività ordinaria

•secondo l’OIC 15, i crediti originati da ricavi per operazioni di vendita di beni sono rilevati in base al principio della
competenza, quando si verificano entrambe le condizioni previste:

- il processo produttivo dei beni è stato completato


- si è verificato il passaggio sostanziale e non solo formale del titolo di proprietà

Salvo che le condizioni degli accordi contrattuali prevedano che il trasferimento dei rischi e dei benefici avvenga
diversamente:

a. in caso di vendita di beni mobili: il trasferimento dei rischi e benefici si verifica con la spedizione o consegna
dei beni stessi
b. per i beni per i quali è richiesto l’atto pubblico, il trasferimento dei rischi e benefici coincide con la data della
stipulazione del contratto di compravendita
c. nel caso della vendita a rate con riserva di proprietà, il compratore acquista la proprietà della cosa con il
pagamento dell’ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna. La rilevazione del
ricavo e del relativo credito avvengono alla consegna, indipendentemente dal passaggio di proprietà

•i crediti originati da ricavi per prestazioni di servizi sono rilevati in base al principio della competenza quando il
servizio è reso, cioè la prestazione è stata effettuata

•i crediti che si originano per ragioni diverse dallo scambio di beni o servizi sono iscrivibili se sussiste titolo al credito,
cioè se essi rappresentano veramente obbligazioni di terzi verso l’impresa

○gli IFRS non richiedono particolare classificazione dei crediti in bilancio

•lo IAS 1 prevede solo un’unica voce denominata “crediti commerciali e altri crediti”, e nel presentare le informazioni
da evidenziare nel prospetto dello stato patrimoniale oppure nelle note, dispone che i crediti siano disgregati tra
crediti commerciali, crediti da parti correlate, anticipi e altri crediti
►LA CESSIONE DEI CREDITI

○L’OIC 15 prevede che il credito possa essere cancellato solo quando la titolarità dei diritti contrattuali sui flussi
finanziari derivanti dal credito è trasferita e con essa sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi inerenti

→ un credito viene eliminato dalla contabilità solo quando viene ceduto pro soluto

•quando il credito è cancellato dal bilancio a seguito di un’operazione di cessione che comporta il trasferimento
sostanziale di tutti i rischi, la differenza tra il corrispettivo e valore contabile del credito al momento della cessione è
rilevata come perdita su crediti (B:14 c.e), salvo che il contratto non consenta di individuare componenti economiche
di diversa natura

•Quando il credito non viene cancellato dal bilancio a seguito della cessione, questo rimane iscritto in bilancio ed è
assoggettato alle regole generali di valutazione. Nel caso di anticipazione di una parte del corrispettivo pattuito da
parte del cessionario, in contropartita dell’anticipazione ricevuta si iscrive un debito di natura finanziaria.

⇝in caso di cessione dei crediti ottenendo un’anticipazione, secondo l’OIC si devono adottare due diverse modalità
di contabilizzazione:

1. la rimozione del credito in contropartita all’iscrizione della somma ricevuta come anticipazione quando la
cessione comporta il trasferimento della titolarità e dei diritti contrattuali sui flussi finanziari derivante dal
credito e il trasferimento dei rischi su di esso
2. il mantenimento del credito e l’scrizione di un debito pari alla somma ricevuta come anticipazione
►VALUTAZIONE DEI CREDITI IN MONETA DI CONTO
= i crediti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale e
del valore di presumibile realizzo

•le società che redigono il bilancio in forma abbreviata e le microimprese, in deroga a quanto disposto, hanno la
facoltà di iscriverli in bilancio al valore di presumibile realizzo

• Art. 2423, c. 4: non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa
quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta.

Come indicato pure dall’OIC 15, anche il criterio del costo ammortizzato può non essere applicato se gli effetti sono
irrilevanti; ciò è presumibile se i crediti sono a breve

⇝la valutazione al costo ammortizzato risulta obbligatoria solo per i crediti di lungo periodo iscritti nel bilancio in
forma ordinaria

○secondo gli IFRS al momento della prima rilevazione, la valutazione iniziale dele attività finanziarie si effettua al loro
fair value più i costi dell’operazione direttamente attribuibili all’acquisizione dell’attività finanziaria

•fanno eccezione i crediti commerciali che non hanno una significativa componente di finanziamento, al momento
della rilevazione iniziale essi vanno valutati al loro prezzo dell’operazione, cioè all’importo del corrispettivo a cui
l’entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi, esclusi gli importi
riscossi per conto di terzi

•per le successive valutazioni, gli IFRS prevedono la classificazione con il criterio del costo ammortizzato, utilizzando
il metodo dell’interesse effettivo

○in merito alla definizione di costo ammortizzato il Codice civile rimanda alla definizione dei principi contabili
internazionali

= importo a cui l’attività finanziaria è valutata al momento della rilevazione iniziale, meno i rimborsi del capitale, più
o meno l’ammortamento cumulato, secondo il criterio dell’interesse effettivo, di qualsiasi differenza tra tale importo
iniziale e l’importo a scadenza, e rettificato per l’eventuale fondo a copertua edile

•ha la capacità di attribuire per competenza gli effetti economici di eventuali differenze tra il valore iniziale e il valore
a scadenza del credito

•tenendo conto del fattore temporale, per i crediti di breve periodo, se non vi sono differenze di altro tipo tra il
valore iniziale e il valore a scadenza, l’applicazione del criterio del costo ammortizzato si esaurisce nelle eventuali
svalutazioni da operare per tener conto del minor valore di realizzo

►IL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO DEI CREDITI

○l’OIC 15 prevede che i crediti siano rappresentati in bilancio al netto del fondo svalutazione crediti

Un credito deve essere svalutato nell’esercizio in cui si ritiene probabile che il credito abbia perso valore

•al fine di stimare il fondo svalutazione crediti, si deve valutare se sussistano degli indicatori che facciano ritenere
probabile che un credito abbia perso valore

•in caso di un elevato numero di crediti, la verifica dell’esistenza di tali indicatori è effettuata a livello del singolo
credito per i crediti individualmente significativi, mentre può essere fatta a livello di portafoglio per i restanti crediti

•se la stima del fondo avviene a portafoglio, i crediti vengono raggruppati sulla base di caratteristiche di rischi o di
credito simili che sono indicative delle capacità dei debitori di corrispondere tutti gli importi dovuti secondo le
condizioni contrattuali

•il fondo svalutazione crediti accantonato alla fine dell’esercizio è utilizzato negli esercizi successivi a copertura di
perdite realizzate sui crediti
•il caso di rischio di insolvenza da parte dei soci sottoscrittori di capitale sociale non è trattato dai principi contabili
nazionali. Si ritiene quindi che non sia possibile la svalutazione di eventuali crediti.
IN caso di insolvenza tra i soci, se non è possibile vendere ad altri le loro azioni, deve essere ridotto il capitale sociale
e l’eventuale riserva da sovrapprezzo delle azioni

○le norme tributarie prevedono dettagliati criteri di determinazione dell’ammontare fiscalmente deducibile delle
svalutazioni e degli accantonamenti per rischi su crediti

•Il TIUR (art.106) stabilisce che le svalutazioni dei crediti risultati in bilancio, non coperti da garanzia assicurativa,
sono deducibili in ciascun esercizio nel limite del 0.50% del valore nominale o di acquisizione dei crediti stessi

•la deduzione non è più ammessa quando l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti ha
raggiunto il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti risultanti in bilanciò alla fine dell’esercizio

•le perdite su crediti, verificatesi nel periodo di imposta, sono deducibili limitatamente alla parte che eccede
l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti nei precedenti esercizi

•se in un esercizio l’ammontare complessivamente dedotto delle svalutazioni e degli accantonamenti 7ecce il 5% del
valore nominale o di acquisizione dei crediti, l’eccedenza concorre a formare il reddito dell’esercizio stesso

•il TIUR dispone anche che le perdite su crediti sono deducibili solo se risultano da elementi certi e precisi e in ogni
caso se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti

•gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entità (<5000/2500 euro) e sia
decorso un periodo di sei mesi dalla data di scadenza del pagamento del credito stesso. Sussistono inoltre quando il
credito è prescritto e in caso di cancellazione dei crediti in bilancio operata in applicazione dei principi contabili

•se la svlautazione da apportare ai crediti applicando le norme civilistiche è superiore a quella cosnentita dalla legge
fiscale, in bilancio andrà rilevata l’intera svalutazione mentre nella dichiarazione dei redditi va ripresa a tassazione la
differenza

•il TIUR dispone che gli interssi di mora concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui sono percepiti
anczichè in quello di competenza:

 l’iscrizione in bilancio di crediti per interessi di mora comporta una variazione in diminuzione nella
dichiarazione dei redditi, poiché si tratta di interessi di mora non ancora percepiti
 l’eventuale sclautaizone di crediti per interessi di mora operata in bilancio non può essere considerata anche
ai fini fiscali poiché fiscalmente quei crediti sono già azzerati
Nella dichiarazione dei redditi va quindi ripresa a tassazione con una variaizione in aumento

►LA VALUTAZIONE DEI CREDITI SECONDO IL CRITERIO DEL PREUMIBILE REALIZZO

○la valutazione con il criterio del valore del presumibile realizzo viene applicata:

 in bilancio redatto in forma ordinaria, per valutare i crediti a breve termine se non vi sono differenze tra il
valore iniziale e il valore a scadenza del credito
 nel bilancio a forma abbreviata per valutare tutti i credit

○anche l’OIC 15 dispone il criterio del valore del presumibile realizzo per quei crediti i cui effetti sono irrilevanti
(generalmente ciò accade se i crediti sono a breve termine)

•per quanto riguarda la valutazione iniziale, prevede che sia effettuata al valore nominale al netto dei premi, degli
sconti e degli abbuoni previsti contrattualmente o comunque concessi

•i costi di transazione iniziali sono rilevati tra i risconti attivi e ammortizzati a quote costanti lungo la durata del
credito a rettifica degli interessi attivi nominali
•la valutazione successiva del credito è effettuata al valore nominale, più gli interessi calcoalti al tasso di interesse
nominale, dedotti gli incassi ricevuti per il capitale e interessi al netto delle svalutaizioni stimate e delle perdite su
crediti contabilizzate per adeguare il credito al valore

•gli socnti e gli abbuoni di natura finanziaria sono rilevat al momento dell’incasso come oneri di natura finanziaria.
►LA VALUTAZIONE DEI CREDITI SECONDO IL CRITERIO DEL COSTO AMMORTIZZATO

La valutazione con il criterio del costo ammortizzato va applicata nel bilancio redatto in forma ordinaria ai crediti che
presentano differenza tra il valore iniziale e il valore a scadenza

Il valore di rilevazione iniziale

○secondo gli IFRS 9, va effettuata al fair value più i costi dell’operazione direttamente attribuibili all’acquisizione del
credito

•fanno eccezione i crediti che non hanno una significativa componente di finanziamento → andranno valutati al loro
prezzo dell’operazione, cioè all’importo del corrispettivo a cui l’entità ritiene di aver diritto in cambio del
trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi, esclusi gli importi riscossi per conto di terzi

•il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza esattamente gli incassi futuri lungo la vita attesa del credito al
valore contabile loro

Quando si calcola si devono stimare i flussi finanziari attesi tenendo conto di tutti i termini contrattuali del credito,
ma non vanno considerate le perdite attese su crediti

Il calcolo include anche le commissioni e punti base pagati o ricevuti tra le parti di un contratto

•Nella valutazione iniziale dei crediti secondo il criterio del costo ammortizzato il valore di rilevazione iniziale il fair
value può essere determinato:

 come il prezzo che il cliente avrebbe pagato per i beni o servizi in caso di pagamento in contanti quando, o
man mano che, gli vengono trasferiti (prezzo di vendita in contanti o prezzo a pronti)
→applicabile ai crediti commerciali che hanno una componente di finanziamento significativa
→consiste nell’individuare il tasso che consente di scontare il valore nominale del corrispettivo promesso al
prezzo che il clienti pagherebbe in contanti
 attraverso tecniche di valutazione: il fair value di un credito a lungo termine infruttifero può essere valutato
come il valore attuale di tutti gli incassi futuri attualizzati utilizzando il tasso di interesse di mercato
prevalente per uno strumento similare (similare per valuta, scadenza, tipo di tasso di interesse e altri fattori)
con un rating di credito similare
→crediti che non hanno natura commerciale

○la posizione dell’OIC sulle modalità di determinazione del valore di rilevazione iniziale dei crediti valutati al costo
ammortizzato è più restrittiva di quella indicata degli IFSR

•l’OIC 15 dichiara di non aver preso in considerazione le regole previste per l’iscrizione al fair value poiché è stata
introdotta l’iscrizione con tale metodo solo per gli strumenti derivati

•per la rilevazione iniziale dei crediti per l’acquisto di beni e servizi con pagamento a medio-lungo termine e con
interessi non esplicitati, oppure con interessi espliciti irragionevolmente bassi, non ha rilievo il prezzo a pronti del
bene o del servizio ma si deve usare il valore attuale del credito

⇝il valore di rilevazione iniziale di un credito valutato al costo ammortizzato è determinato:

i. a partire dal valore attuale dei flussi finanziari futuri derivanti dal credito se ricorrono i presupposti che
rendono rilevante l’attualizzazione (cioè quando il tasso di interesse desumibile dalle condizioni contrattuali
è significativamente diverso dal tasso di interesse di mercato);
ii. oppure a partire dal valore nominale del credito al netto di tutti i premi, gli sconti, gli abbuoni, se non
ricorrono i presupposti che rendono rilevante l’attualizzazione; sommando poi gli eventuali costi
direttamente attribuibili alla transazione che ha generato il credito

Le valutazioni successive
○come indicato dall’OIC 15, il valore dei crediti valutati al costo ammortizzato da iscrivere in bilancio prevede le
seguenti fasi:

1. determinare l’ammontare degli interessi calcolati con il criterio del tasso di interesse effettivo sul valore
contabile del credito all’inizio dell’esercizio
2. aggiungere l’ammontare degli interessi così ottenuto al precedente calore contabile del credito
3. sottrarre gli incassi per interessi e capitale intervenuti mel periodo
4. sottrarre le svalutazioni al valore di presumibile realizzo e le perdite sui crediti

•il criterio del costo ammortizzato si applica anche ai crediti finanziari a media/lunga durata concessi a debitori senza
la corresponsione di interessi o con interessi irragionevolmente bassi.
La componente finanziaria, determinata come differenza tra il valore nominale del credito e il valore attuale dei flussi
finanziari, derivanti dal credito, va rilevata in conto economico al momento della rilevazione iniziale
►I CREDITI E DEBITI IN MONETA ESTERA

I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi a operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla
data nella quale la rilevazione è compiuta

•ciò implica che analogo criterio sia impegnato anche per l’iniziale contabilizzazione dei corrispondenti crediti e
debiti in valuta e si assume che ciò valga anche per i crediti e i debiti in valuta sorti per operazioni di finanziamento

○lo IAS 21 sostiene che un’operazione in valuta estera deve essere registrata, al momento della rilevazione iniziale
nella valuta funzionale, applicando all’importo in valuta estera il cambio a pronti tra la valuta funzionale e la valuta
estera in vigore alla data dell’operazione

Per motivi pratici, viene spesso utilizzato un cambio che approssima il tasso effettivo alla data dell’operazione quale,
per esempio, il cambio medio settimanale o mensile, per tutte le operazioni, in ciascuna valuta estera, avvenute nello
stesso periodo.

Valutazioni successive:

○il codice civile dispone che le attività e passività monetarie in valuta sono iscritte al cambio a pronti alla data di
chiusura dell'esercizio; i conseguenti utili o perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e
l'eventuale utile netto è accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo. Le attività e passività in
valuta non monetarie devono essere iscritte al cambio vigente al momento del loro acquisto

•i crediti e i debiti in valuta quindi devono essere valutati al cambio a oronti alla durata di chiusura dell’esercizio,
rilevando in conto rconomico i relativi utili e perdite su cambi

•è previsto l’obbligo di accantonare in apposita riserva, non distribuibile fino al momento del suo realizzo,
l’eventuale utile netto risultante della valutazione

○lo IAS 21 prevede che ad ogni dta di riferimento del bilancio gli elementi monetari in valuta estera devono essere
convenrtiti utilizzando il tasso di chiusura e che le differenze di cambio derivanti dalla loro conversione siano rilveate
nel prospetto di conto economico complessivo dell’esercizio

○l’OIC 26 chiarische che in bilancio si da evidenza separata della componente valutativa da qulla di conversione: la
componente valutativa è iscirtta nella pertinente voce di conto economico, mentre la differenza relativa
all’adeguamento del tasso di cambio si imputa a conto economico nella voce C.17-bis) Utili e perdite su cambi

Variazioni dei cambi successive alla chiusura dell’esercizio:

○secondo il codice civile, eventuali effetti significativi delle variazioni dei cambi valutari verificatesi successivamente
alla chiusura dell’esercizio vanno indiacti nella nota integrativa

○anche l’OIC 29 dispone che le peridte derivanti dalla variazione delle parità di cambio con vlaute stere verificatesi
successivamente alla chiusura dell’esercizio e prima della formazione del bilancio, non vanno contabilizzate, in qnato
di competenza dell’esercizio successivo, ma devono essere indate nella nota integrativa le fluttuazioni anomale
significative nei tassi di cambio con le valute straniere verso le quali l’impresa è maggiormente esposta senza
coperture

○lo IAS 10 è coerente con i criteri previsti dai principi contabili naizonali: la variazione di cambio dopo la chiusura
dell’esercizio non rappresenta un fatto che fornisce evidenze circa una situazione già esistente alla data di chiusura,
ma un fatto indicativo di una situazione sorta dopo la data, che richiede una specifica informativa nei casi rilevanti.

Rilevazione di utili o perdite su cambi al momento dell’incasso o del pagamento

○l’incasso o il pgamaneto di crediti (o di debiti) in valuta da luogo a utili o perdite su cambi, nei casi in cui i tassi di
cambio sono variati rispetto ai valori vigenti:
- al moemnto di contabilizzazione (per debiti e crediti sorti nello stesso esercizio)
- alla fine dell’esercizio precedente (per i crediti e i debiti sorti in precedenti esercizi)

tali valori vanno esposti in conto economico alla voce 17-bis. Utili e perdite su cambi

•più correttamente, nrlla voce 17-bis. va riportato l’effetto netto delle variazioni dei cambi

•quando vengono incassati crediti o pagati debiti sorti nei precednti esercizi

Se il tasso di cambio è più favorevole Se il tasso di cambio è meno favorevole


rilevazione in C.E. di una perdita su cambi che
indirettamente compensa gli utili non realizzati rilevati
definitiva realizzazione degli utili già contabilizzati
nel precedente esercizio, che si sono manifestati
infondati (quindi che non si realizzeranno mai)
liberazione di una parte corrispondente della riserva
va liberata una parte di riserva corrispondente agli utili
realizzazione di ulteriori utili da iscrivere in conto
non realizzati precedentemente contabilizzati
economico dell’esercizio stesso
►LA FORMAZIONE E L’UTILIZZO DELLA RISERVA PER UTILI SU CAMBI NON REALIZZATI

○la norma specifica chiaramente che per le attività e le passitivà monetarie in valuta:

 gli utili e le perdite su cambi, conseguenti alla valutaizone delle attività e passitivà monetarie in valuta al
cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio devono essere imputati al conto economico
 l’eventuale utile netto su cambi deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo

• si forma per effetto della destinazione dell'utile d'esercizio (se c'è)

• l'importo che va accantonato non coincide con il valore che va esposto in conto economico alla voce C.17-bis.
infatti, concorrono a formare quella voce:

1. gli utili e le perdite già realizzati per operazioni che si sono concluse entro la fine dell’esercizio con l’incasso
del credito o il pagamento del debito in vlauta
2. gli utili e le perdite non ancora realizzati che derivano dalla vlautazione a fine esercizio delle attività e le
passività monetarie in valuta

l’accantonamento ad apposita riserva è previsto dalla norma solo per l’ultimo caso, e va quindi calcolatoi escludendo
dal computo degli eventuali utili netti, gli utili e perdite su cambi già realizzati

•il primo accantonamento va determinato in ragione pari agli utili netti sulla valutazione attività e passività
monetarie in valuta considerando però anche il segno e l'importo del risultato d'esercizio

•le rilevazioni successive (adeguamento della riserva) vanno effettuate considerando che:

 alcune operazioni si saranno già concluse con l'incasso o il pagamento;


 per le operazioni che non si sono ancora concluse va utilizzato un tasso di fine esercizio che sarà
presumibilmente diverso da quello precedente;
 nel corso dell'esercizio saranno sorte altre partite in valuta la cui valutazione può concorre alla formazione
della riserva.
►ASPETTI NON DISCIPLINATI DALLA NORMA CIVILE: LA CONTABILITÀ PLURIMONETARIA
= contabilità di imprese che attuano scambi regolati in moneta diversa da qulla di conto, nelle quali si realizzqa un
plurialità di monete numerarie, a fronte della necessità di utilizzo di un’unica moenta di conto

•Si mantiene l’espressione quantitativa in moneta estera fino alla fine dell’esercizio:

- la contabilizzazione dei valori economici e dei valori finanziari avviene nella valuta originaria;
- a fine esercizio (o al momento della redazione dei bilanci intermedi) va operata la conversione dei valori
economici e finanziari in valuta estera

○secondo l’OIC 26, l’impresa che mantiene parte della propria contabilità in valuta, può eseguire la conversion dei
saldi alla fine dell’esercizio adottando lo stesso medìtodo di conversione con cui si traduece un bilancio di una
controllata estera ai fini dela consolidamento

○il TIUR (art.110, 2° c.) dispone che l’applicazione del cambio di fine esercizio sui saldi sui relativi conti
►LA COPERTURA DEI RISCHI DI CAMBIO

•le modalità più frequenti con cui può essere effettuaa la ccopertura dei rischi di cambio sono:

I. l’assunzione di un finanziamento in moneta estera ttivo o passivo


II. la stipula di un contratto forward avente per oggetto l’acquisto o la vendita a termine di moenta estera

○Assunzione di un finanziamento in moneta estera attivo o passivo


= si applicano le normali modalità di valutazione sia al credito o debito originario, sia quello che deriva dal
finaniamento

•se la copertura è contestuale, le perdite (o gli utili) su cambi da posta in valuta di cui si vuol coprire il rischio saranno
esattamente compensati dagli utili su cambi del finanziamento acceso a copertura

•se invece l’operazione di copertura è successiva al sorgere del rischio di cambio, allora la copertura è solo parziale

○la stipula di un contratto forward avente per oggetto l’acquisto o la vendita a termine di moenta estera

•si tratta di uno strumento finanziario deritvato al quale vanno applicate le norme previste dal codice civile e dall’OIC
con riferiemtno alle fattispecie:

a) contratti forward aventi per oggetto l’acquisto o la vendita a termine di moneta estera a fronte di specifici
debiti o crediti in moneta estera (stipulato contestualmente)
→ in tal caso lo strumento finanziario derivato va iscritto al fair value e le variazioni del fair value vanno
imputate al conto economico. Gli elementi oggetto di copertura sono valutati simmetricamente → quindi le
variazioni del credito/debito che stiamo coprendo sono valutate iscrivendo le variazioni come rivalutazioni o
svalutazioni di strumenti finanziari derivati (non come perdite o utili su cambi)
b) contratti forward aventi per oggetto specifici debiti e/o crediti in moneta estera (stipulato successivamente)
→in tal caso, la variazione del cambio nel periodo non coperto genera utili o perdite su cambi
c) contratti forward aventi per oggetto l’acquisto o la vendita di moneta estera a fronte di un impegno
contrattuale di acquisto o di vendita di un bene in moneta estera
→in tal caso, lo strumento finanziario derivato va iscritto al fair value e le variazioni del fair value vanno
imputate direttamente ad una riserva positiva o negativa di patrimonio netto; la riserva è imputata al conto
economico, nella voce impattata dai flussi finanziari attesi, nella misura e nei tempi corrispondenti al
verificarsi o al modificarsi dei flussi di cassa dello strumento coperto o al verificarsi dell’operazione oggetto di
copertura
►IMPLICAZIONI FISCALI

○il TIUR prevede che la valutazione secondo il cambio alla data di chiusura dell’esercizio dei crediti e dei debiti in
valuta non assume rilevanza

•Di conseguenza gli utili e le perdite su cambi rilevate per effetto della vlautaione dei crediti e debiti in valuta al
cambio di chiusura non venono cnsiderate nella determinazione del reddito imponibile

•Si tiene conto della valutazione al cambio della data di chiusura dell’esercizio delle attività e delle passività per le
quali il rischio di cambio è coperto, qualora, contratti di copertura siano anche essi valutati in modo coerente
secondo il cambio di chiusura dell’esercizio

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