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Modelli Di Depressione

Il documento discute i modelli di depressione, evidenziando la teoria monoaminergica e l'importanza dei neurotrasmettitori come serotonina e dopamina. Viene analizzata la sintomatologia depressiva, le sue manifestazioni cliniche e la comorbidità con altre patologie, oltre a sottolineare l'importanza di diagnosi e trattamenti farmacologici e psicoterapeutici. Infine, si menzionano test sperimentali per valutare l'efficacia dei farmaci antidepressivi e il ruolo dell'infiammazione nella depressione.

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Modelli Di Depressione

Il documento discute i modelli di depressione, evidenziando la teoria monoaminergica e l'importanza dei neurotrasmettitori come serotonina e dopamina. Viene analizzata la sintomatologia depressiva, le sue manifestazioni cliniche e la comorbidità con altre patologie, oltre a sottolineare l'importanza di diagnosi e trattamenti farmacologici e psicoterapeutici. Infine, si menzionano test sperimentali per valutare l'efficacia dei farmaci antidepressivi e il ruolo dell'infiammazione nella depressione.

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MODELLI DI DEPRESSIONE

Sulla base della teoria monoaminergica tu i farmaci


an depressivi sono sta sviluppa , ad es gli inibitori della
ricaptazione della serotonina, poiché alla base della
sintomatologia depressiva vi è un’alterazione del signaling
di alcuni neurotrasme tori. Alcuni neuroni sono deficitari
o sono semplicemente altera , ad es ul mamente si sta
studiando molto la via del glutammato che è un
neurotrasme tore che ha un ruolo molto importante nella
sintomatologia depressiva.

La depressione nell’uomo a livello clinico ha vare sfacce ature, esistono vari aspe della sintomatologia
depressiva, una persona che ha una sintomatologia depressiva ha un comportamento diverso che può
essere l’isolamento, la mancata cura in sé stesso e nell’ambiente circostante, ma esiste anche un aspe o più
interno, emozionale, che è difficile da vedere nel topo ad es come il suicidio. Per ques mo vi come
surrogato di una valutazione del comportamento depressivo si u lizza una depressione a seguito di uno
stress. Abbiamo già visto nella lezione sui modelli di stress che indurre uno stress, aggiungere un fa ore
stressogeno all’interno della normale quo dianità dell’animale ha un effe o ben preciso sul
comportamento, ma questo stress lo possiamo anche u lizzare in maniera prolungata o cronica, in maniera
imprevedibile, a raverso dei paradigmi ben precisi per indurre nell’animale uno stato di iniziale confusione
che poi successivamente sfocia in un comportamento anomalo simil depressivo. Nell’animale è sempre
bene parlare di comportamento simil depressivo. L’anedonia è una condizione mal ada a va dell’animale
ad una situazione cara erizzata da mancato piacere nello svolgere azioni che normalmente producono
piacere ad es mangiare o interazioni sociali.

La funzionalità muscolare che c’entra con la depressione? Molto spesso capita che ci si sente stanchi e
incapaci di svolgere alcuni movimen , e questa condizione da un punto di vista clinico può essere confusa
con comportamento simil depressivo. In realtà esistono un ventaglio di patologie neuromuscolari che hanno
a che fare con la funzionalità muscolare vera e propria. Esistono 2 test che valutano la componente di tono
muscolare nell’animale, se questa componente muscolare dell’animale è corre a ma l’animale manifesta un
comportamento di ipomo lità e diminuzione dell’interazione sociale allora possiamo ascrivere quelle cause
ad una sintomatologia depressiva e possiamo veicolare meglio il nostro studio.

Da un punto di vista
clinico la
depressione è un
disturbo mentale
molto frequente, le
ipotesi non sono del
tu o chiare ma
probabilmente i
mo vi sono lega
ad una componente
ormonale di stabilità
emo va e le donne
sono più susce bili
alla depressione
rispe o agli uomini.
Sicuramente lo stato depressivo porta ad una componente di rischio nel poi andare ad assumere dei
comportamen sregola come l’u lizzo di sostanze o ricorrere al suicidio e una cosa importante è il
conce o di comorbidità rispe o a delle patologie, molto spesso non esiste la depressione isolata come
manifestazione clinica singola ma molto spesso è associata ad altre patologie come un’infiammazione
cronica, un’infezione, un disturbo mentale o altro e quindi possiamo avere accanto alla patologia vera e
propria la patologia depressiva. In questo studio abbastanza recente del 2019 pubblicato da Lancet, è una
valutazione dell’impa o globale della depressione in tu o il mondo fino al 2017, in questo grafico
riguardante l’Italia si vede l’impa o che la depressione ha nelle varie fasce di età e quali sono le patologie in
cui c’è una convivenza tra patologia e sintomatologia depressiva. Ad es gia a par re dai 15 anni fino ai 90 il
viola ha a che fare con i disordini muscolo scheletrici e infa molto spesso c’è una mis diagnosi tra
incapacità di svolgere un movimento e non volerlo svolgere, è più complesso di quello che sembra.

La sintomatologia depressiva ha
una vasta gamma di
manifestazioni a più livelli: a
livello di umore ad es quando
abbiamo un senso di tristezza
oppure un animale che non si
pulisce è un animale che ha una
mancata cura di se stessi,
questo si verifica anche
nell’uomo; vi è una componente
organica di disturbo che ha a
che fare proprio con il corpo ad
es sintomatologia gastro
intes nale, c’è una perdita
dell’appe to, c’è una maggiore
affa cabilità, quindi proprio una componente fisica; e poi una componente cogni va importante ad es
pensieri nega vi, ruminazioni cioè con nuo pensiero pessimista, rido a concentrazione e perdite o
alterazioni della memoria e qui subentra la necessità di avere una farmacologia che funziona cioè avere
delle molecole che vanno a targetare alcuni patway nella sintomatologia depressiva però è altre anto
importante effe uare un lavoro di psicoterapia che ripor in asse quelle che sono alcune funzioni sia
umorali che cogni ve.

Esiste un manuale
diagnos co e sta s co di
tu i disturbi mentali
compreso anche il disturbo
depressivo, è importante
inquadrare il paziente
all’interno di una categoria e
questo DSM cioè il manuale
diagnos co e sta s co dei
disturbi mentali si rinnova
tu e le volte che si vengono
a conoscere delle realtà e
ogni volta che vengono
pubblica degli studi in cui si
approfondiscono degli
argomen . Infa la versione
precedente, il qua ro, era molto più semplice perché andava a catalogare il disturbo depressivo in 4 grandi
categorie: quello maggiore, quello dis mico cioè una sintomatologia più lieve, quello derivante da altre
cause e quello che ha a che fare con le capacità ada a ve e umorali della persona. Nel quinto, quello più
aggiornato, esistono proprio delle categorizzazioni molto più precise, è stato inserito il disturbo depressivo
indo o da farmaci e sostanze quindi come effe o collaterale ad alcuni farmaci, oppure il disturbo disforico
dell’umore nella fase premestruale, un cambiamento ormonale può portare a quest’alterazione. È quindi
importante avere una visione completa a raverso la pubblicazione di studi e casi clinici che aiutano a
comprendere questa sintomatologia molto complessa.

Un aiuto ci è dato anche da alcuni ques onari


che vengono somministra ai pazien per
valutare il livello di stato depressivo, noi
dis nguiamo depressione lieve, moderata e
severa, chi è che ges sce questa differenza?
Cioè chi è che decide se la depressione è di po
lieve, moderata o severa? Lo decidono alcuni
ques onari che vengono somministra al
paziente in maniera tale da dare un numero
che categorizza la patologia. La scala di
Hamilton è uno degli esempi più comuni, si
fanno al paziente una serie di domande ad es
se è presente l’insonnia, l’ansia, se ha
complicanze gastro intes nale, se non si ha
appe to, alterazioni nel comportamento con
persone familiari, se si hanno tra
ipocondriaci, e una volta dato questo score una volta che entra in un determinato range il paziente viene
definito lievemente, moderatamente o severamente depresso e da li parte poi una terapia sulla base di un
intervento psichiatrico e psicologico e farmacologico che è volta a ridurre questa sintomatologia.

La depressione molto
difficilmente viene da sé perché
può esistere un evento
scatenante, un fa ore esterno
che aumenta il rischio di
sviluppare lo stato depressivo,
però di fa o nella maggior parte
dei casi può derivare da un
fa ore biologico che concorre a
sviluppare questa patologia:
depressione post partum, stato di
infiammazione cronica, lesione al
cervello, degenerazione di alcune
aree del cervello, tu fa ori che
possono contribuire allo sviluppo
di questa patologia, ad es la
componente gene ca nella
depressione e nella schizofrenia è molto importante infa nell’anamnesi del paziente ha un ruolo molto
importante la presenza di familiari dire che hanno vissuto una condizione molto simile.
Per quanto riguarda
l’infiammazione è un discorso
molto interessante perché
quando ho uno stato
infiammatorio, questo si
verifica anche negli animali, per
es nell’iniezione da LPS, se io do
una bella dose alta cioè 10 mg,
l’animale va in sepsi e muore,
se invece di dare 10 mg posso
dare una dose molto più bassa
io posso mimare uno stato di
infiammazione sistemico senza
mandare l’animale verso uno
shock se co, ad es do 0,1 mg o
1 mg ho un’infiammazione
acuta che crea nell’animale una
serie di modificazioni comportamentali note come sickness behavior cioè comportamento da mala a. Il
sickness behavior nel topo è perdita di appe to, mancata volontà nel bere che è una funzione vitale
nell’animale, rido a a vità locomotoria, disturbo nel comportamento poiché il tono non esplora più la
gabbia in maniera vivace come lo faceva quando non si trovava in uno stato depressivo, lentezza nel
percorre determina tra nella gabbia, comportamento ripiegato su se stesso, mancata volontà di
accoppiarsi, perdita di interesse nella socialità e nell’aggressività.

Se invece ho anziché un’infiammazione acuta ho un’infiammazione cronica ad es quando ho dei cicli


prolunga di colite da destrano sodio solfato o un’artrite di Freud molto prolungata, quindi ques sta di
infiammazione, quello che si può sviluppare è una sorta di dolore cronico che può portare alla depressione.
Esiste tu a una patway, un signaling cellulare di po immunitario, a raverso la produzione di citochine pro
infiammatorie da parte di cellule quali monoci , che sostengono l’infiammazione, oltre che una
componente di produzione del cor costerone che sos ene uno stato di stress, e che normalmente il nostro
corpo produce per comba ere un’infezione.

La serotonina e la dopamina sono


neurotrasme tori cardini nella
funzionalità nervosa che se alterata
porta anomalie nel comportamento e
che quindi può condizionare lo stato
ansioso e depressivo, e questa è
proprio l’ipotesi monoaminergica
della depressione ovvero che in
condizioni fisiologiche le monoamine
vengono normalmente rilasciate,
mediano la trasmissione nervosa e il
segnale nervoso è un segnale
fisiologico. Durante la depressione si
è visto che molto spesso c’è una
rido a secrezione di mono amine o
un rido o legame delle mono amine con i propri rece ori, quindi se do farmaci come gli inibitori della
ricaptazione della serotonina o gli inibitori delle monoaminoossidasi cioè gli enzimi che catabolizzano le
monoamine, è chiaro che allungo il tempo di permanenza delle monoamine nel vallo sinap co andando ad
incen vare il legame con il proprio rece ore. Ci sono sta 2 test di importanza cruciale all’inizio della
sintomatologia della depressione che hanno aiutato a capire questa cosa, e sono dei test di ancora a uale
validità che servono proprio a me ere in relazione la teoria monoaminergica durante la depressione e sono
i 2 test nella slide

La reserpina è una sostanza di


origine naturale che blocca il
trasportatore vescicolare di
alcune mono amine, quando si
somministra la reserpina c’è un
minore immagazzinamento di
mono amine nelle vescicole che
per esocitosi tendono a rilasciare
meno neurotrasme tore. Se
quindi do al topo una dose di
reserpina, che non deve essere
eccessivamente elevata per via
intra peritoneale, l’animale ha un
determinato comportamento
che è indice di riduzione del
rilascio di mono amine nel vallo
sinap co, le sintomatologie sono
la ptosi cioè la chiusura delle palpebre, un’acinesia e un’ipotermia, e quindi posso andare a valutare l’effe o
di un farmaco che credo sia an depressivo e che magari penso agisca in modo tale da rilasciare più
neurotrasme tore, do prima il farmaco che sto testando e poi do la reserpina e se riesco a rever re cioè a
capovolgere l’azione della reserpina allora vuol dire che sta agendo e che quello è un farmaco che può
essere considerato an depressivo perché va a ripris nare i livelli di mono amine nel vallo sinap co che
precedentemente sono sta rido dalla reserpina e proprio per questo si chiama test di reversione alla
reserpina. L’a vità locomotoria la vado a valutare nell’ac vity cage, non è altro che una gabbia con una
telecamerina e noi andiamo a monitorare che comportamento di esplorazione un ra o ha all’interno della
gabbia e quindi vediamo se un animale va più verso il centro o va più verso il perimetro, con amo i passi, e
valu amo tu a l’a vità, proprio per questo si chiama ac vity cage, per circa 2 ore e poi rivedendo il video
si cronometrano tu a una serie di parametri, quindi per l’animale l’esperimento dura solo 2 ore.

Anche la yohimbina è una


sostanza di origine naturale che è
un bloccate del rece ore alfa 2
adrenergico, questo rece ore
nella trasmissione adrenergica è
catalogato come autoce ore
cioè quel rece ore che quando
viene s molato da una sorta di
feedback nega vo e riduce il
rilascio di ulteriore
neurotrasme tore, in questo
caso la noradrenalina. Se vado a
bloccare questo rece ore viene
rilasciata molta più
noradrenalina poiché blocco
questo rece ore regolatorio, di
autocontrollo, e quindi vado a liberare più noradrenalina. Se io sto testando un farmaco che rientra nei
farmaci che aumentano le catecolammine nel vallo sinap co l’effe o che ho sarà molto più forte della
yohimbina stessa, poiché all’effe o della yohimbina stessa, della noradrenalina, si va a sommare l’effe o di
questo farmaco che va a aumentare le altre amine tra cui anche la noradrenalina nel vallo sinap co e quindi
succede che se normalmente la yohimbina ad una dose di 20-25 mg pro chilo mi da una mortalità entro
24h, poiché si muore con una dose di yohimbina poiché si hanno tu a una serie di effe a livello periferico
tra cui anche arresto cardiaco, se quindi si muore entro 24 ore e io ho precedentemente dato il mio farmaco
che aumenta le amine a livello del vallo sinap co allora il mio animale morirà ancora prima in seguito
all’iniezione della yohimbina e la letalità sarà più alta.

Ques sono quindi i 2 test principali che servono a capire se il nostro farmaco an depressivo agisce con un
meccanismo che coinvolge un accumulo, una persistenza, di amine nel vallo simpa co, è un an depressivo
il cui meccanismo non è specifico ma è un meccanismo generale che agisce a raverso il rilascio di
neurotrasme tore nel vallo sinap co.

è importante non confonderci tra i


modelli di stress e di depressione.

I modelli di ansia e stress che abbiamo


visto sono dei modelli che testano il
comportamento di un animale da un
punto di vista esplora vo non
condizionato o su base predatoria o un
comportamento condizionato poiché
ci associamo un condizionamento.
Quello che possiamo fare però è
u lizzare dei fa ori stressogeni che
vanno ad alterare il comportamento
dell’animale e questo comportamento
lo andiamo a guardare poi a raverso
degli endpoint: per es noi abbiamo
visto che inserire un topo in una gabbia con un residente, il così de o test della sconfi a sociale, è un
modello di stress poiché l’animale si troverà in una gabbia sconosciuta dove è presente un residente che
domina la sua gabbia e quindi induce stress al topo inserito, però si può u lizzare questo modello di stress e
posso andarlo a ripetere fino a quando poi dopo questo modello di stress posso andare a valutare una
normale interazione sociale e se vedo che questa interazione sociale è alterata posso dire che quello stress
in maniera cronica ha indo o uno stato di depressione nel topo e quindi sto andando a valutare questo
stato di depressione. Quindi questa è una sintomatologia depressiva che va a valutare il comportamento
sociale. Oppure posso andare a valutare la sintomatologia depressiva a raverso la disperazione
dell’animale: ci sono dei test che sono il test della sospensione della coda e il test del nuoto forzato in cui si
me e l’animale in una condizione molto sfavorevole in modo che l’animale disperatamente cerca di uscire
da quella condizione sfavorevole e se impiega più tempo a ribellarsi a quella condizione avrà una
depressione minore, mentre se si rassegna molto rapidamente avremo una depressione maggiore poiché
l’is nto dell’animale è quello della sopravvivenza, se ad es me amo l’animale all’interno di una gabbia con
dell’acqua l’animale inizialmente farà di tu o per cercare di rimanere a galla e se non fa di tu o per
rimanere a galla e dopo un po’ si rassegna significa che lo stato di disperazione è stato molto breve e quindi
quello può essere catalogato come comportamento depressivo. Poi ci sono degli endpoint sulla base
dell’apa a, ad es l’animale non vuole più fare il nido con l’ova a oppure l’apa a è anche dire amente
collegata allo stato della pelliccia, se spruzziamo con l’acqua il roditore esso dovrà tendere a leccarsi per
ristabilire la propria pelliccia come accudimento del suo corpo e se non lo fa è una mancanza di grooming
che è proprio quello che perme e all’animale di allisciarsi la pelliccia. Poi ci sono dei test che vanno a
valutare l’anedonia ossia perdere l’interesse verso qualcosa che normalmente è piacevole, per es mangiare
un bisco o al cioccolato o bere una soluzione zuccherina. Poi ci sono dei test che si basano sulla lentezza
motoria o sull’inappetenza in cui si valuta l’a vità dell’animale nella gabbia e la quan tà di cibo che
l’animale va ad assumere.

Quin tu ques endpoint che consideriamo: socialità, disperazione, apa a, anedonia, ansia o stress, li
possiamo ascrivere ad una componente comportamentale solo parziale del sogge o depressivo perché non
possiamo entrare nella sua psicologia e capire se riusciamo a riprodurre nell’animale condizioni cliniche
come senso di colpa, pensiero suicida, mancata s ma di se stesso etc.

I modelli depressivi che possiamo u lizzare


si dividono in 3 categorie principali e qui
subentra di nuovo il conce o di stress visto
prima, questo perché l’animale in età adulta,
poiché la depressione si testa in età adulta
nel roditore, la si può testare in un roditore
che ha avuto uno stress in età neonatale, in
uno roditore che ha delle condizioni
biologiche tali da favorire una condizione di
stress in età adulta e un roditore adulto che
ha avuto un’esperienza stressogena in età
adulta.

Per quanto riguarda i modelli animali di


depressione indo a da stress in età molto giovane abbiamo il modello in cui si ha la separazione dalla
madre, la maternal separa on, per quanto riguarda i modelli biologici che possono causare una depressione
in età adulta abbiamo la bulbectomia, l’iniezione di LPS, iniezione di cor costerone e modelli gene ci, e poi
i modelli di depressione dovu a stress vissuto dire amente nell’età adulta ad es abbiamo uno stress di
sconfi a sociale oppure lo stress dell’incapacità dell’impotenza appresa o il modello di disordine da stress
post trauma co che è il modello di stress cronico lieve e non prevedibile.

Ci focalizziamo sui modelli di depressione nell’adulto quando lo stesso adulto in età neonatale ha vissuto
uno stress, si chiamano Early life adversity models cioè dei modelli in cui si verifica un’avversità nelle prime
fasi dello sviluppo del neonato che poi può portare delle ripercussioni nella vita da adulto,
fondamentalmente questa è la maggior parte delle cose che succedono agli esseri umani.

Cos’è la maternal separa on? Un modello


molto semplice se effe uato bene
altrimen potrebbe dare risulta non
molto prevedibili. Gli animali vengono
accoppia e questo accoppiamento crea
uno stato di gravidanza nella femmina e
dopo la messa a punto dello stato di
gravidanza della femmina il maschio viene
rimosso dalla gabbia poiché potrebbe fare
del male alla cucciolata e poi la femmina fa
il nido e si prepara ad accogliere la
cucciolata. Quando si ha una gabbia di una
femmina con i suoi cuccioli bisogna stare
molto a en a non toccare la gabbia,
anche quando si fa il cambio gabbia bisogna farlo in maniera molto delicata, spostare un po’ di le era nella
nuova gabbia e spostare i cuccioli molto gen lmente e rapidamente poiché i cuccioli vivono so o la pancia
della madre perché essendo dei la an u lizzano i capezzoli e questa situazione non si deve alterare in
nessun modo. Se io in questa circostanza dopo che la madre ha dato alla luce la prima cucciolata, dal primo
giorno post natale fino al 14 esimo, questo perché lo svezzamento si ha il 21 esimo giorno e quindi durante i
primi giorni i cuccioli vivono so o al calore della pancia della mamma, se quindi dal primo al 14esimo
allontano i cuccioli dal ventre materno per 3 ore al giorno cosa succede? Succede che li allontano, li me o
in un’altra gabbia riscaldata che ha sempre la le era della madre, e li me o per 3h al giorno per le prime
se mane di vita succede che gli animali sviluppano uno stress in età neonatale che si manifesterà come
depressione in età adulta.

In maniera molto interessante questo è anche un modello di colon irritabile, la colite è qualcosa di
infiammatorio, il colon irritabile si manifesta quando si hanno delle alterazioni nella funzionalità
dell’intes no: gonfiore, alterazione del transito, cos pazione, diarrea. Se creo questa maternal separa on
oltre ad avere una depressione posso anche avere un’alterazione delle funzionalità del tra o intes nale,
quindi è anche un modello di IBS cioè sindrome dell’intes no irritabile.

Si è arriva a capire che 3h o anche più


erano u li per avere una prole che poi in
età adulta sviluppasse una sindrome
depressiva a raverso un’osservazione della
madre quando si prende cura della propria
cucciolata, perché? Perché il
comportamento materno può avere delle
cara eris che diverse, se io ho una madre
che ha la sua cucciolata esisterà la madre
buona che si prende molto cura dei suoi
cuccioli, e una madre meno buona che non
si prende tanto cura dei cuccioli, prendersi
molta cura dei propri cuccioli significa
avere dei cuccioli più resisten in età
adulta e studiare il comportamento di cucciolo provenien da una madre che non si è presa molta cura
della sua cucciolata significa avere dei topi che possono essere susce bili ad avere una sintomatologia
depressiva. Anche la separazione deve essere calibrata perché se separo per un periodo molto breve i
cuccioli, ad es 15 min solamente, aumento ancora di più il senso di dovere e accudimento della mamma,
ques cuccioli allora saranno ancora più coccola . Quindi: allontanare i cuccioli per 3 h al giorno predispone
alla depressione, mentre allontanare i cuccioli per periodi brevi rende la madre molto più affezionata e i
cuccioli saranno molto più resilien a eventuali stress.

Dopo che ho effe uato la maternal separa on MS, vado ad effe uare i miei test ossia:

 il test della sconfi a sociale con l’intruso nella gabbia dell’aggressore


 il test del nuoto forzato chiamato anche Porsolt swim test, dalla persona che lo ha ideato
 il test di anedonia cioè il test di preferenza al sucrosio
 il test di interazione sociale e vedere come interagiscono due topi di cui uno ha subito la maternal
separa on
Questo è un test che fa si che un
animale, un C57, cioè un animale nero
venga inserito all’interno della gabbia
di un aggressore, un animale residente
che è normalmente un CD1 cioè un
animale bianco che a parità di età ha
anche una stazza più grossa, succede
che l’aggressore tenderà a disturbare
l’intruso e ad a accarlo e questo creerà
un forte stress nell’intruso poiché
questo intruso tenderà a produrre
molto cor costerone ad opera
dell’a vazione dell’asse ipofisi
ipotalamo surrene e vivrà uno stato di
stress.

Questo po di sconfi a sociale può


essere applicato anche in maniera
cronica, succede che posso per 10
giorni consecu vi effe uare il
protocollo di sconfi a sociale e poi a
par re dal decimo giorno, subito
dopo l’ul mo test di sconfi a sociale,
vado ad effe uare i test di interazione
in cui me o la gabbia e vedo l’animale
per quanto tempo sta lontano
dall’animale che lo aveva aggredito
però la differenza che questo animale
è nuovo. Che significa? Che per
indurre uno stress fisico me o
l’intruso e il residente nello stesso
lato della gabbia, succede che il
residente comincia a punzecchiare l’intruso che avrà uno stress fisico per un tempo molto breve, se io
invece li me o dai 2 la diversi della gabbia separa a raverso un se o separatore che ha dei buchi che
fanno passare odori e suoni succede che ho uno stress sensoriale perché sebbene non viene aggredito io
vedo il residente e ne ho paura, invece nel test comportamentale io cambio l’animale residente, sarà un
nuovo CD1 che non conosce quello che hanno vissuto nella fase di induzione di stress cronico però ricorderà
perché ques animali feno picamente sono uguali e così andiamo a monitorare quanto più quell’animale
resta confinato in un angolo per evitare il residente. Questo po di comportamento si effe ua anche subito
dopo aver cambiato la gabbia dei maschi, il dominante cerca di far capire ai suoi compagni che lui è il
dominante e che deve rimanere tale e se si torna dopo un po' di tempo che è stata cambiata la gabbia e il
dominante ha ancora questo comportamento di aggressione bisogna allontanarlo perché c’è qualcosa che
non va.

Un secondo po di test che si può


effe uare che è il test da depressione da
disperazione è il test del nuoto forzato,
esistono 2 fasi: la fase iniziale, il giorno 1
che è la fase di pre test perché bisogna
sempre abituare l’animale a qualcosa,
all’inizio l’animale è un esploratore e ha
una fase di eccitazione che è una fase
rela va al nuovo ambiente. Quello che si
fa è riempire un backer di acqua a T
ambiente e si me e l’animale all’interno
per 5 minu , questo è un pre test
poiché l’animale si rende conto di
questa cosa, dopo 5 min lo si prende e
lo si asciuga così che il giorno dopo si può rifare il test, a questo punto la situazione non sarà tanto nuova
all’animale, e succede che la seconda volta l’animale non viene tolto immediatamente e quindi resta
all’interno della gabbia e comincia a nuotare in maniera disperata e noi dobbiamo misurare il tempo sia di
immobilità, il tempo di nuoto disperato, e il tempo in cui l’animale cercherà a restare appoggiato alle pare .
Inizialmente l’animale tenderà a nuotare in maniera disperata e poi farà solo quei movimen per cercare di
rimanere con la testa fuori dall’acqua, poiché ai topi l’acqua non piace, l’inondamento della gabbia con
dell’acqua è esso stesso un modello di stress.

Poi abbiamo il test di sospensione


della coda in cui si inserisce
l’animale in un box e in questo box
si consente all’animale di restare
sospeso per la coda, normalmente
quando si passa l’animale da una
gabbia all’altra lo si deve prendere
per la coda, però questo avviene in
tempi brevi, invece in questo caso
se lo si lascia sospeso per circa 6
minu , un tempo lunghissimo, sarà
una condizione sfavorevole perché
l’animale sta a testa in giù e il suo
primo is nto è proprio quello di
cercare a portare la testa su.
Con questo test si
apprende l’impotenza di
non poter scappare, questo
stress si effe ua più in età
adulta così come il Porsolt e
il test di sospensione della
coda, ed è molto semplice.
Si ha una gabbia composta
da 2 compar men : uno in
cui c’è la griglia dove si può
dare uno shock ele rico
alle zampe, e un altro
compar mento senza
griglia dove l’animale si può
rifugiare. C’è un se o
separatore che può essere
aperto e quando in una
prima fase abbiamo
l’animale e gli si da la
scossa ele rica questo
tende a scappare tramite il se o che piò essere aperto, l’animale ha questo comportamento,
comportamento che favorisce all’animale di evitare lo stress. Invece nel paradigma di impotenza appresa
succede che il se o viene chiuso, la scossa viene data e l’animale capisce di non poter evadere da quella
condizione e capisce che deve rimanere li, si immobilizza e apprende l’impotenza di non poter scappare,
rimane immobile, e un tra amento farmacologico an depressivo dovrebbe essere in grado di ridurre
questo stato di immobilità e dovrebbe far si che l’animale cerchi comunque di evadere e scappare.

Abbiamo poi un po di protocollo


chirurgico dove si instaura questa
volta la depressione non a raverso
uno stress vero e proprio ma
a raverso una condizione
patologica, si effe ua una
bulbectomia olfa va. Nella slide
c’è un normale cervello di un topo
con cervelle o, corteccia pre
frontale, i due emisferi, e i 2 bulbi
olfa vi, se noi interveniamo
a raverso una chirurgia previa
anestesia e rimuoviamo i 2 bulbi
olfa vi succede che andiamo a
ledere la capacità dell’animale di
sen re gli odori e l’animale non
avrà più quella volontà esplora va
ma si troverà ad essere un animale
che ha delle alterazioni comportamentali. La rimozione chirurgica dei bulbi ha quindi un impa o sensoriale
sull’animale ma con il tempo si verifica una degenerazione di tu e le regioni cerebrali che ricevono le
afferenze dai bulbi, tu e le afferenze che andavano al cervello vanno a degenerare e in questo caso un ruolo
importante è svolto dall’a vità glutammatergica della corteccia, in questo caso andiamo proprio a
depotenziare delle funzionalità. Però l’alterazione glutammatergica può portare anche ad un
comportamento mal ada a vo, quello che uno si aspe a è che togliamo i bulbi e l’animale non ha più
interesse ad odorare varie cose, si deprime si ferma e rimane immobile, in realtà si ha un comportamento
opposto iniziale che è molto aggressivo, l’animale cerca di aggredire oppure non andando a sen re l’odore
non avrà interesse nella femmina e nell’accoppiamento. Questo quindi è un intervento molto più dras co,
molto meno fisiologico rispe o allo stress però comunque è un modello che ci può dare delle indicazioni.

Poi c’è il modello di stress lieve,


cronico e non prevedibile, di cui
abbiamo già parlato, è anche un
modello di sindrome di stress
post trauma co. Anche questo
po di stress viene fa o in età
adulta, in un periodo molto
lungo perché io non posso dare
gli stress in maniera troppo
ravvicinata, devo dare uno stress
lieve per perme e all’animale di
ristabilire il proprio
comportamento e la propria
mo lità, poi ridò un altro stress
e aspe o, ne ridò un altro e
aspe o e così via. Un protocollo
del genere è molto più lungo,
richiede se mane, e anche l’organizzazione delle gabbie è molto più complessa, ad es abbiamo la gabbia 1
controllo che ha degli stress in fila, poi c’è la gabbia 2 del topo tra ato in cui ci sono degli stress alterna .
Alla fine si va a marcare ogni gabbia andando a vedere che po di stress ha avuto, quando lo ha avuto e
bisogna trovare che tu e le gabbie hanno avuto gli stress per lo stesso modo, la stessa durata di tempo e
nello stesso momento della giornata perché bisogna trovarsi che alla fine le condizioni tra controllo e
tra ato devono essere assolutamente uguali. Gli stress indo sono quelli elenca nella slide, non sono
stress importan però come ad es lo shock ele rico.

Poi abbiamo delle


condizioni biologiche che
favoriscono una
condizione di depressione
che può essere valutata
con dei test quali la
sospensione della coda, il
test del nuoto forzato e il
test di preferenza al
sucrosio. Sono delle
iniezioni, o l’iniezione del
lipopolisaccaride, una
dose bassa, in cui si ha il
sickness behaviour, cioè
una neuro
infiammazione,
un’infiammazione a
livello centrale che può
portare alterazioni del comportamento, do l’LPS e dopo faccio i miei test. L’animale avrà uno stato
infiammatorio che gli comprome e un normale comportamento. Poi posso anziché indurgli uno stress che
porta ad un aumento di cor costerone, io vado con una via molto più semplice ossia somministro
dire amente cor costerone e avrò un comportamento simil depressivo associato alla presenza di uno stress
e poi posso andare a fare dei test comportamentali successivi e in questo caso posso fare il test di
preferenza al sucrosio. Se un animale si trova di fronte ad una bo glia con l’acqua e una bo glia con acqua
e sucrosio l’animale andrà sicuramente verso la bo glia con acqua e zucchero, si ha una preferenza verso
una sostanza zuccherina tanto è vero che quando si vuole mascherare il sapore di farmaci amari si aggiunge
il sucrosio.

tabella
riassun va

L’anedonia è un aspe o molto


importante della patologia
depressiva, fu introdo a alla fine
dell’800 da Ribot che cara erizzò per
la prima volta una patologica
insensibilità al piacere. Normalmente
all’animale e all’essere umano piace
fare cose che producono piacere,
esiste tu a una le eratura scien fica
sulla via della dopamina, il piacere
nel fare qualcosa che riteniamo sia
piacevole a va le vie
dopaminergiche e avere la
gra ficazione di aver fa o qualcosa
di piacevole avvia tu o il sistema
oppioide e così via, questo è il mo vo per il quale molte sostanze d’abuso agiscono o sui rece ori
dopaminergici o sui rece ori dei cannabinoidi. Esiste però una condizione patologica, legata molto spesso
anche ad altre patologie quali depressione, morbo di Parkinson etc in cui fondamentalmente si ha
un’anedonia cioè una perdita di interesse per a vità che producono piacere: consumo di cibo palatabile,
avere interazioni sociali e l’accoppiamento nel roditore.

Posso quindi andare a valutare l’anedonia a raverso modelli di deficit nella risposta alla ricompensa
La ricompensa è un aspe o
molto importante del
comportamento animale, ad es
l’animale assume un pellet di
cioccolata e ha una
gra ficazione. Nel
comportamento simil
depressivo o anedonico
l’animale non dovrebbe avere
questa gra ficazione nella
ricompensa. Si possono fare
una serie di test per valutare
l’anedonia, valutare quanto
l’animale prova piacere nello
svolgere un’a vità
normalmente piacevole e
quanto prova piacere in una
sorta di ricompensa che
l’animale ha sviluppato. La
prima cosa che posso fare è andare a fare un test di rea vità al gusto, si monitora l’espressione dell’animale
quando mangia un pellet di cioccolata ad es. il topo quando mangia un pellet di cioccolata ha proprio una
faccia soddisfa a e lo si vede dalla conformazione dei baffi, dalla rigidità delle orecchie, una serie di
cara eris che che sono opposte a quelle quando l’animale ha un dolore e un senso di sofferenza. Oppure
posso fare il test di preferenza al sucrosio in cui l’animale viene posto dinanzi una scelta. Posso fare anche
un test in cui si valuta la preferenza dell’ambiente associato alla ricompensa, ad es ho un box che ha 2
compar men di cui uno normale e uno in cui c’è una leve a che l’animale schiaccia e gli arriva il pellet e
l’animale sarà più interessato a spendere più tempo ad avere una preferenza maggiore per il compar mento
dove io ho la possibilità di auto somministrarmi il pellet di cioccolato. Oppure c’è l’interazione sociale in cui
l’animale è messo davan ad una scelta cioè se andare ad esplorare un ambiente sociale dove c’è un altro
animale o andare ad esplorare un ambiente vuoto non sociale dove è presente un ogge o.

Test di preferenza al saccarosio ne


abbiamo già parlato, ci sono 2
fontanine in una c’è solo acqua e in
un’altra c’è anche il sucrosio. Sono
dei rubine che normalmente non
gocciolano però se l’animale tocca
con il muso scende la goccia e così
si auto somministra l’acqua. Posso
avere un sistema anche molto più
complesso compar mentalizzato
in cui inserisco gli animali in
maniera simultanea, in questo
modo si può effe uare il test ad
una ba eria più numerosa di
animali e a tu nello stesso
momento della giornata e
fondamentalmente andando a
coprire i rubine vado a monitorare quanto tempo l’animale spende a accato al rubine o 1 piu osto che
ad un altro e poi vedo chi era l’acqua e chi il sucrosio in modo da avere un’analisi sulla vera preferenza
dell’animale. Se l’animale è depresso, o è in una fase anedonica, avrà una minore tendenza a legarsi al
rubine o che dispensa il sucrosio, rispe o all’animale controllo che berrà il sucrosio.

Molto spesso esistono delle patologie


che possono essere confuse con la
sintomatologia depressiva per il
semplice fa o che possono proprio
essere cara erizza da un’incapacità
nello svolgere movimen , una
stanchezza incontrollata, un’alterazione
del sonno, ed esiste una sindrome che si
chiama sindrome della fa ca cronica in
cui ci sono delle condizioni che
consistono nell’avere difficoltà nello
svolgere par colari movimen . Questo
si può verificare anche in persone che
hanno un trascorso da persone molto
a ve, come gli spor vi, i quali possono
andare in contro a questa sindrome. Si
parla di sindrome e non di patologia perché non si è in grado di fare una buona cara erizzazione organica
della patologia.

In questo caso quando voglio escludere una componente pre amente depressiva, pre amente centrale, e
la voglio differenziare da una componente muscolare, posso effe uare 2 test: test della presa e test del
rotarod che guardano un po’ più all’efficienza muscolare. Ques sono test cruciali anche nella valutazione di
alcune patologie quali le distrofie muscolari, esistono dei modelli gene ci come la patologia che è la
Duchenne che è una distrofia muscolare che riguarda i bambini in età pediatrica che hanno questa mala a
neurodegenera va ed esiste un modello animale in cui si ha un par colare knockout per una proteina che
ha proprio le cara eris che della Duchenne. I 2 test principali che vengono usa per valutare l’effe o
farmacologico di una molecola in questo topo knock out sono proprio il rotarod e della presa.

Questo test è molto semplice, il


rotarod è un sistema che coinvolge la
presenza di questo tubicino che
ruota, si me e l’animale su questo
tubicino che parte e l’animale deve
stare quanto più a accato a questo
ruo no per mantenersi in quella
posizione e girare intorno al ruo no
poiché il topo ha paura delle altezze,
fino a quando ad un certo punto sarà
fisicamente stanco e cadrà, e il
tempo di permanenza su questo
ruo no è indice della forza
muscolare e in questo test siccome
vi è anche una componente di
altezza è anche indice di sviluppo
neuro motorio, di tu a quella parte cogni va di elaborazione del corpo fisico dell’animale ad una
determinata altezza. A volte si aggiunge alla base di questo rotarod anche una griglia che fornisce uno shock
ele rico in maniera tale che l’animale quando cade tocca la griglia e ha la scossa ele rica e quando lo si
rime e sul tubicino consapevole del fa o che so o c’è la griglia cercherà di rimanere quanto più tempo
possibile aggrappato al rotarod. Normalmente il rotarod non ha questa griglia, è una variazione in più che si
può aggiungere per creare all’animale un effe o ansiogeno poiché crea ansia all’animale nel momento che
se cade riceve la scossa.

Questo invece è il test della forza di


presa, test molto banale, è presente
una bacche a o un sistema a griglia
a seconda se si vuole lavorare con le
2 zampe anteriori o con tu e e 4 le
zampe e si alloggia l’animale su
questa bacche a o griglia. L’animale
tende ad aggrapparsi per is nto
perché vuole iniziare ad esplorare.
Con una forza che lo sperimentatore
deve esercitare, si inizia a rare
leggermente l’animale sempre con la
stessa intensità in maniera tale che
un rilevatore di tensione andrà a
rilevare con quanta tensione
l’animale ra questa bacche a o
griglia. Bisogna avere almeno 3
misurazioni consecu ve per o enere una media. S amo quindi valutando anche in questo caso la forza
muscolare.

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