ARMELLINO
ARMELLINO
L'intervento di chirurgia ambulatoriale, seppur Nonostante che la maggior parte degli interventi
potrebbero essere eseguiti dal solo chirurgo, è tuttavia
tecnicamente semplice, è comunque un vero opportuno che questi sia affiancato da un infermiere che
intervento chirurgico e come tale deve essere lo aiuterà per tutta l’assistenza necessaria nelle varie fasi
dell’intervento.
eseguito in una struttura idonea ed
espressamente dedicata per questa tipologia di Questi interventi vengono eseguiti mediante l’iniezione di
chirurgia. un anestetico locale che consente l’esecuzione
dell’intervento senza avvertire alcun dolore.
L’ambulatorio dove viene praticata la chirurgia
ambulatoriale deve essere provvisto di tutta Le linee guida della chirurgia ambulatoriale non prevedono
la presenza di un anestesista, che deve comunque essere
la dotazione strumentale necessaria per disponibile in caso di ogni evento avverso o particolari
qualunque evenienza o imprevisto che potessero reazioni anomale del paziente: questa disponibilità
dell’anestesista può verificarsi solo quando l’intervento
verificarsi nel corso della procedura chirurgica. venga effettuato in una struttura ospedaliera.
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I termini
Day Surgery e One Day Surgery La chirurgia ambulatoriale necessita solo
definiscono rispettivamente la possibilità di dell’anestesia locale e/o di una blanda
esser sottoposti ad un intervento chirurgico, a analgesia
trattamenti diagnostici e/o terapeutici con la
dimissione nello stesso giorno oppure dopo una La Day Surgery è una chirurgia da effettuarsi
sola notte di degenza. seguendo precisi dettami, sempre in un
Il ciclo terapeutico si conclude così entro un ambiente protetto (sala operatoria dedicata) e
massimo di 24 ore dal ricovero. spesso con l’utilizzo di un’anestesia spinale o
anche generale.
È indiscutibile che la D.S. possieda molti vantaggi Nell’ambito delle attività di day surgery, come indicato
rispetto a un intervento chirurgico in regime nell’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 1°Agosto
orfinario. 2002 “Linee guida per le attività di day surgery”, il Servizio
Possono essere eseguiti moltissimi interventi sanitario nazionale garantisce l’esecuzione programmata di
Si riduce drasticamente il periodo di inabilità del interventi chirurgici o di procedure diagnostiche e/o
paziente. terapeutiche invasive e semi-invasive che, per complessità di
esecuzione, durata, rischi di complicanze e condizioni del
La permanenza limitata del paziente paziente, sono eseguibili in sicurezza nell’arco della giornata,
nell’ospedale, riduce il rischio di contrarre senza necessità di una osservazione post-operatoria
infezioni. prolungata e, comunque, senza osservazione notturna.
l’ambiente familiare è più sereno e confortante Sono garantite inoltre le prestazioni propedeutiche e
rispetto alle strutture ospedaliere, situazione che successive all’intervento/procedura, oltre che l’assistenza
aiuta a superare il trauma post operatorio più medico-infermieristica e la sorveglianza infermieristica fino
rapidamente. alla dimissione.
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La vicinanza del paziente alla struttura dove viene operato: : I pazienti che afferiscono ai programmi di chirurgia
qualora il paziente risieda a più di 50 km o a più di un’ora di ambulatoriale e di chirurgia di giorno debbono essere
auto dalla struttura ospedaliera, non sarebbe prudente trattarlo
in tale regime. Deve infatti esistere la possibilità, nel post- in buone condizioni generali.
operatorio, di raggiungere rapidamente la struttura dove è stato Per la loro selezione è possibile fare riferimento alla
operato in caso di problemi o complicanze. classificazione proposta dall'American Society of
Anesthesiology (Classificazione A.S.A.), che individua
Il malato, che viene operato e dimesso in giornata, non può cinque classi: i pazienti appartenenti alle prime due
vivere da solo ed ha assolutamente bisogno di un sono considerati candidati ideali a tali regimi
accompagnatore, sia per riportarlo nella sua abitazione, sia per
assisterlo nelle prime ore e nella prima notte dopo l’intervento. assistenziali (A.S.A.1 e A.S.A.2).
L'estensione del trattamento ai pazienti appartenenti
In presenza di fattori a rischio (obesità, dialisi, epatopatici, alla classe 3 di tale classificazione prevede un attento
malattie di coagulazione, diabetici, pz psichiatrici, importanti esame clinico del paziente, che, solo dopo accurate
allergie a farmaci), la D.S. è fortemente sconsigliata , vista indagini e controlli, potrà essere sottoposto ad
l’impossibilità di monitorare direttamente la situazione clinica intervento chirurgico, preferibilmente in anestesia
post operatoria per un congruo periodo di tempo.
locale o loco regionale.
Normalmente, un paziente candidato alla day surgery deve fare 2° accesso in ospedale – Intervento
tre accessi in ospedale: Il paziente si presenterà a digiuno o nelle condizioni che gli
1° accesso in ospedale – Percorso pre-operatorio saranno state indicate in precedenza. Sarà ricoverato in una
In questa fase il paziente effettuerà: stanza di degenza e attenderà il suo turno per l’intervento.
gli esami preoperatori (prelievi ematici, ECG, Rx Torace) Solitamente un intervento di day surgery non ha una lunga
prescritti dallo medico. durata ed è effettuato in mattinata, proprio perché il paziente
la visita anestesiologica possa trascorrere in ospedale il tempo necessario per un
sottoscriverà il consenso informato
controllo post-operatorio adeguato.
Nel pomeriggio o la sera, verrà disposta la dimissione previo
gli saranno fornite, a voce o per iscritto, le istruzioni necessarie
per prepararsi all’intervento. nulla osta dell’anestesista. In questa fase avverrà anche la
chiusura della cartella clinica.
Può essere utile presentarsi con un accompagnatore o un
Alla dimissione il paziente riceverà i farmaci da prendere al
familiare per chiedere tutte le spiegazioni che si ritengono utili e
ottenere le rassicurazioni necessarie ad affrontare l’intervento. proprio domicilio, le prescrizioni di accertamenti diagnostici o
dispositivi eventualmente necessari, una lettera con le
La data dell’intervento sarà comunicata immediatamente o informazioni relative all’intervento eseguito e comunque la
telefonicamente alcuni giorni prima dell’appuntamento. documentazione sanitaria da consegnare al medico di medicina
generale.
Nello stesso giorno verrà fissata anche la visita di controllo.
3° accesso in ospedale – Controllo Questo tipo di ricovero non può avere carattere d’urgenza
ed è destinato a pazienti selezionati che necessitano di
il medico effettuerà la visita di controllo, la interventi/procedure che richiedono l'utilizzo della sala
operatoria:
rimozione dei punti e il cambio medicazione. adeno-tonsillectomie,
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Varie dimensioni:
3mm – 5 mm – 10 mm – 12 mm
–
18 mm – 33 mm
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Valvola per
insufflazione
grip
cannula
trequarti
Valvola di tenuta
18 mm Punta conica
Più lunghi
Sistema di ancoraggio
alla parete addominale
La punta ha un
meccanismo a molla che fa
scattare una protezione per
evitare lesioni ai visceri una
volta penetrata nel cavo
peritoneale
Si collega al tubo di
insufflazione
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Monouso – poliuso
Traumatiche – atraumatiche
Manico: ergonomico, normale, apertura a molla, apertura a
scatto
Sistema di blocco: Cremagliera
Punta angolabile
Rotazione di 360° della punta dello strumento
Lunghezza: standard, più lunghi per obesi
Attacco per cavo elettrobisturi
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recupero ed Angolabili
estrazione della Sistemi particolari
colecisti
Forbici
Dissettori
Bisturi elettici monopolari (crochet) e pinze
elettrocoagulate
Bisturi elettrici bipolari
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Suturatrici meccaniche
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Strumentario
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Potenza adeguata
Il sole rappresenta la luce più bianca.
affaticamento.
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HDTV 1250
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U-MATIC Hi Band: elevata qualità dell’immagine, cassette La laparoscopia necessita della creazione di uno spazio
ingombranti e di durata limitata, più costoso (camera di lavoro) in cui poter introdurre gli strumenti per
S-VHS: più diffuso, miglior rapporto costo qualità, cassette di operare.
maggior durata (180-240 min), elevata definizione dell’immagine La cavità addominale è una cavità virtuale, per cui bisogna
insufflare dei gas (CO 2 )per consentire la sua distensione
High Band 8mm (Hi 8) : assimilabile al S-VHS ma meno diffuso
L’insufflatore è quell’apparecchio in grado di produrre e
DVD: attualmente è il migliore, basso costo dei dischi,facile mantenere lo Pneumoperitoneo per tutta la durata
archiviabilità, etc dell’intervento.
HDD: registratori DVD con Hard Disk che consente di memorizzare Fonte CO 2 : Bombola da 200 bars , Sistema Centralizzato
varie ore di intervento per poi eventualmente registrarlo su DVD pressione 3,5-5 bars La CO2 deve essere decompressa
(1 bar = 760 mm di Hg) a 80 – 50 mm di Hg
Velocità di Flusso: 8- 30 litri/min (preferibili quelli ad alto
flusso)
Pressione di Lavoro: 8 – 14 mm di Hg
Pressione
Intraddominale
Velocità di flusso
Volume di gas insufflato
in l
Regolazione pressione e
velocità di flusso
Allarme di iper pressione
e valvola di sicurezza
Indicatore carica CO 2
(Riscaldatore)
Un aumento del flusso di CO 2 La pressione di lavoro deve consentire una rigidità parietale tale da
si ottiene con: poter inserire con sicurezza i trocar
- diametro dei tubi e
cannule d’insufflazione Attualmente si usano pressioni di lavoro tra i 12 e 15 mm di Hg
- pressione
d’insufflazione
In laparoscopia pediatrica la pressione di lavoro è di 4 - 5 mm di Hg
Ago di Verres: 1,9 - 2,7
litri/minuto
Trocar - (tubi di) Raccordo:
6,5 – 7 litri/minuto
Portata (debit) teorica: 12 –
16 20 litri/minuto
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Cauteri
Medioevo
Set da amputazione - 700
Specilli e Pinze
Epoca Romana
Set da Trapanazione
cranica - 700
Bisturi
Forbici
Pinze A lama fissa
Divaricatori A lama intercambiabile
Portaghi Amputanti
Foggia della lama (retta,
panciuta, bitagliente,
falcata)
Manico (monouso,
pluriuso con incastro
piccolo o grande, doppio
incastro)
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Da presa
Emostatiche
fissateli
Da compressione
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Pinza da polmone di
Lovalace
Pinza di de Quervain
Pinza di Allis
Pinza a cuori o anelli
Martin
Servono per l’emostasi,
hanno un morso rigato
in senso trasversale per
avere una elevata
capacità compressiva sui
vasi.
Possono essere rette o
curve, a presa smussa o
dentata
Pinze da presa che Possono essere usate
possono ledere i come pinze da presa in
quanto il morso rigato
tessuti evita lo scivolamento
kocher Klemmer Pean
Museaux
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Crile
Kelly
Mosquito
Bengolea
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Mantengono
automaticamente
la loro posizione
per mezzo di
meccanismi a
molla, a
cremagliera, per
attrito lungo un
binario tubolare
o su appositi
supporti
Satinsky
vengono aperti
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Si utilizzano per la
dissezione per via
Consentono di dirigere l’ago
da sutura attraverso i smussa o per
tessuti nella direzione poter passare un
voluta filo libero intorno
A secondo della forma ad una struttura
possono essere: retti,
angolati o a baionetta tubolare (es vaso)
Possono essere sprovvisti di
chiusura o aver un
meccanismo a cremagliera
o a molla
L’impugnatura può essere a
piena mano o a occhielli
Hanno un morso
tranciante in
modo da poter
prelevare
frammenti di
tessuto a scopo
bioptico
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È una lesione traumatica caratterizzata dalla In relazione al tipo di agente In rapporto alla profondità della
vulnerante si distinguono: lesione si distinguono:
soluzione di continuo di tessuti molli.
f. da Punta (chiodi, schegge di f. Superficiali quando non
legno, punteruoli, ecc.), oltrepassano il piano fasciale
f. da Taglio (rasoi, coltelli, ecc.), superficiale,
I sintomi comuni a tutte le ferite sono il dolore f. Profonde che vanno al di
f. d’Arma da Fuoco (proiettili
e l’emorragia (che però può mancare nelle f. camiciati e non camiciati, sotto del piano fasciale
da punta). schegge di granata, ecc.). f. Penetranti in cavità
f. Contuse, da traumi (cranica, pleurica e peritoneale)
contundenti; spesso complicate
f. Lacerocontuse dovute a dall’interessamento di organi
L’esito, se non ci sono lesioni di organi vitali o traumi contundenti e traenti importanti (polmoni, cuore,
(morsi, cinghie di trasmissione, cervello, intestino, ecc.).
complicazioni gravi, è la guarigione per ecc.).
cicatrice.
Da agente lesivo
acuminato
Si estende in
profondità
Soluzione di
continuo
puntiforme
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E’ il caso delle ferite da taglio rappresentate Sono lesioni caratterizzate dalla difficoltà ad
tipicamente dalle ferite chirurgiche lineari, a accostare i margini (perdita di sostanza) e/o dalla
margini netti, non complicate da ematomi, presenza di infezioni potenziali (tessuti
necrosi o infezioni. mortificati o necrotici) o già in atto (cavità
ascessuali residue) che ne impediscono la
Questo tipo di guarigione é favorito chiusura.
dall'accostamento e sutura dei lembi cutanei. In questi casi il tessuto di granulazione comincerà a
Lo spazio interposto tra i margini della ferita formarsi sul fondo della ferita procedendo
viene così ridotto e può essere occupato più progressivamente verso l'alto fino a raggiungere
rapidamente dal tessuto cicatriziale. la superficie.
La guarigione per seconda intenzione è un processo
lungo ed è spesso responsabile di inestetismi
anche gravi.
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Relativamente al tipo di
affrontamento dei margini :
A punti staccati o interrotte
in opposizione: quando i bordi
Cicatrice ipertrofica. In continua della ferita vengono affrontati
perfettamente. È il caso delle
suture cutanee.
Con punti metallici
introflettenti: quando i bordi
vengono introflessi. È la
tecnica usata nelle suture dello
strato sieroso dell’intestino.
Cheloidi.
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Cianacrilato
Punto di Donati : è come quella del la sutura intradermica, è una sutura continua
materassaio, solo che l’ago rientra nel adoperata spesso nella chirurgia estetica e
secondo lembo spostato di 0,5 sulla linea che utilizza fili e aghi sottilissimi passati
verticale e più internamente, così che i fori di direttamente nel derma, così da evitare
entrata e uscita siano perfettamente decubito sulla cute.
simmetrici e che la quantità di stoffa
afferrata nel punto sia uguale su entrambi i
lati della ferita.
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Corso di Chirurgia Generale
Dr. Mariano Fortunato Armellino
Direttore UOC Chirurgia Generale
Ospedale del Mare
ASL Napoli 1 Centro
ACALASIA DIVERTICOLI
SPASMO ESOFAGEO VARICI
DIFFUSO STENOSI
MALATTIA DA REFLUSSO TUMORI
GASTRO ESOFAGEO
(MRGE o GERD)
Endoscopia
Eco-Endoscopia pH Manometria
Transito con
Rx Esofago con radioisotopi
mezzo di contrasto (Scintigrafia)
(bario, gastrografin)
CineRadiografia
TAC
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Dal greco: “mancato rilasciamento”
È caratterizzata dall’assenza o da una
incoordinata peristalsi del corpo esofageo
con mancato rilasciamento dello Sfintere
Esofageo Inferiore (LES) con conseguente
dilatazione dell’esofago (Megaesofago).
Colpisce individui tra i 20 ed i 60 anni
Incidenza 1/100.000
Eziologia sconosciuta, tranne che nella
Malattia di Chagas (Trypanosoma Cruzi).
Ipo/Aganglia dei plessi nervosi
sottomucoso e mioenterico
Inizialmente: disfagia
DISFAGIA occasionale e di lieve entità
accompagnata da dolore
DOLORE toracico, in assenza di
dilatazione esofagea
RIGURGITO
successivamente, con la
CALO PONDERALE dilatazione dell’esofago
(Megaesofago Acalasico), la
disfagia e il dolore toracico
SCIALORREA compaiono più raramente,
ma diventano più evidenti il
rigurgito, la scialorrea e il
calo ponderale
complicanze tardive
tardive:
infezioni polmonari, cancro
EGDS
assenza di onde
primarie,
mancato
rilasciamento del
LES
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GENERALI LOCALI Lo scopo della terpia è ottenere il rilasciamento dello Sfintere
Esofageo Inferiore (LES) evitando un Reflusso Gastro -
DIMAGRIMENTO ESOFAGITE CRONICA Esofageo
BRONCHITE CRONICA CANCRO
TERAPIA MEDICA
POLMONITE ab EMORRAGIA
INGESTIS PERFORAZIONE
Nitroderivati
ASCESSO POLMONARE ROTTURA
Calcio antagonisti
Dilatazione Pneumatica
POEM
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Manometria Esofagea: Terapia Medica
ampie onde simultanee, Antispastici
assenza della peristalsi, Nitroderivati
normale rilasciamento Tranquillanti
del LES
Terapia Chirurgica
Rx Esofago con mdc: Miotomia longitudinale estesa dall’arco
spasmi diffusi, assenza aortico alla giunzione esofago gastrica senza
di dilatazione sezionare il LES
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Il reflusso gastro esofageo è un fenomeno fisiologico che MECCANISMI ANTI-REFLUSSO
avviene in tutte le persone, ma che non determina un danno
alla mucosa né una sintomatologia specifica, grazie ad alcuni
meccanismi che ne limitano l’entità
1. LES (Sfintere esofageo inferiore)
2. Pilastri diaframmatici Barriera anti-reflusso
L’incidenza della MRGE è di circa il 4,5 per 100.000 persone
con netto aumento dopo i 40 anni 3. Angolo di His
4. Peristalsi esofagea
5. Gravità Clearance esofagea
1. Acido cloridrico (Hcl) 6. Saliva
2. Pepsina 7. Barriera epiteliale
3. Bile
BARRIERA ANTI-REFLUSSO Il danno esofageo dipende dal tempo in cui gli agenti lesivi
permangono a contatto con la mucosa esofagea
Opposizione meccanica al
reflusso gastro-esofageo
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ERNIA JATALE ERNIA JATALE IN ENDOSCOPIA
Sintomatologia
acido (Hcl) pepsina bile
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pHmetria esofagea 24h
Permette di valutare il tono del LES ed eventuali anomalie Trova ancora indicazione nel precisare l’esistenza di un ernia
della peristalsi esofagea jatale ed il grado di retrazione esofagea
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Complicanze
Dilatazione
Stenosi peptica esofagea
Endoscopica
Si verifica più frequentemente nella porzione distale
dell’esofago e compare come complicanza delle
esofagiti più gravi (ulcere esofagee)
Esofagoplastiche
• anti-H2 (ranitidina)
• acidi biliari
• inibitori della pompa • procinetici
protonica (omeprazolo) (metoclopramide,
domperidone,
cisapride)
• procinetici
(metoclopramide,
domperidone, cisapride) • protettori della mucosa
esofagea
• protettori della mucosa
esofagea (sucralfato) • consigli dietetici e
posturali
• consigli dietetici e
posturali
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I diverticoli sono delle estroflessioni sacciformi
della parete esofagea, a base d’impianto più o
meno ampia, comunicanti con il lume
esofageo
Si dividono in
VERI : in cui tutte le componenti della parete
esofagea partecipano alla formazione del
diverticolo
FALSI: non hanno la componente muscolare
DIVERTICOLI DA PULSIONE
sono dovuti ad una graduale estroflessione,
in base alla sede : attraverso una area di debolezza della parete
muscolare, della mucosa e della sottomucosa del
Faringoesofagei (Di Zenker) (65%) viscere per effetto di una elevazione patologica
della pressione endoluminale (sono quindi “falsi”
Medio-toracici (Iuxtabronchiali) (15%) diverticoli)
Epifrenici (20%)
DIVERTICOLI DA TRAZIONE
in base al modo di formazione : sono dovuti allo stiramento esercitato da un
processo di retrazione cicatriziale esterno
DA PULSIONE secondario a processi infiammatori contigui alla
DA TRAZIONE parete esofagea (linfoadenopatie infiammatorie
in regione peritracheale o peribronchiale). Lo
stiramento coinvolge tutta la parete del viscere e
quindi sono “veri” diverticoli.
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• più frequente nel sesso maschile, insorge in età medio - avanzata
• frequenti le complicanze bronco - polmonari (bronchiti e polmoniti) per
rigurgiti e inalazione di materiale ristagnato nel diverticolo
• terapia esclusivamente chirurgica
DIAGNOSI COMPLICANZE
Diverticolopessi
Clinica (Zenker) Esofagite
EGDS Emorragia Diverticolectomia + miotomia
Rx esofago con mdc Perforazione
Manometria Settotomia Endoscopica
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Asportazione del diverticolo e correzione Tecnica Endoscopica
dell’alterazione della motilità alla base
Sono una
dilatazione del
plesso venoso a
livello dell’esofago
distale.
Correlate
all’Ipertensione
Portale
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molto frequente in Iran, Cina, India, Sri Lanka (20-
30 volte più frequente che in Europa)
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Ulcera Gastrica
Neoplasie Gastriche
Corso di Chirurgia
Generale
Dr. Mariano Fortunato Armellino
Direttore UOC Chirurgia Generale
Ospedale del Mare
ASL Napoli 1 Centro
STOMACO
STOMACO: funzione digestiva
SECREZIONE GASTRICA
1. Cellule mucose
2. Cellule mucoidi Fase cefalica
3. Cellule parietali Fase gastrica CIBO
4. Cellule principali Fase intestinale
Basale o a riposo
Fattori ereditari
Disordini dietetici
Abuso di alcol,
Processo distruttivo Più frequente tra i 30 e droghe e nicotina Cause
circoscritto della 60 anni Infezione da
mucosa e degli strati Più frequente negli
Sede Helicobacter Pylori
sottostanti provocato uomini
dall’azione lesiva Stomaco sulla FANS
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SINTOMATOLOGIA La diagnosi differenziale va posta con
numerose patologie di frequente riscontro:
Quando la presenza dell’ulcera gastrica diviene ernia iatale, gastrite, duodenite, ulcera
clinicamente evidente, il sintomo d’esordio è
comunemente rappresentato da dolore epigastrico, di duodenale, colecistite cronica litiasica, disturbi
intensità variabile, insorgente tipicamente entro i primi funzionali del tratto digerente superiore;
30 minuti dopo il pasto (dolore postprandiale particolarmente importante è la diagnosi
precoce). Nelle ulcere localizzate lungo la piccola
curvatura gli antiacidi forniscono un pronto sollievo al differenziale con il cancro dello stomaco. La
dolore, mentre il cibo, dopo un benessere temporaneo, conferma della presenza di ulcera è
può addirittura indurne la recrudescenza. endoscopica e radiologica.
SINTOMATOLOGIA EGDS
Rx Tubo Digerente
Il dolore compare tipicamente da 1 ora e mezza
a 3 ore dopo il pasto (postprandiale tardivo), e in
più della metà dei casi è causa di risveglio
notturno del paziente
L’assunzione di cibo e antiacidi comporta la
risoluzione del dolore in breve tempo
Tipica è la recrudescenza stagionale in
primavera e autunno
Emorragia
Perforazione (sede più frequente duodeno)
Stenosi pilorica
Degenerazione maligna (1-5% dai casi sede gastrica) U. ANGOLARE U. PERFORATA U. SANGUINANTE
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L’emorragia è la complicanza più frequente e più grave. Un modesto STILLICIDIO EMATICO nella sede
dell’ulcera spesso si segnala solo per la comparsa di
Nel 45% dei casi di sanguinamento del primo tratto del tubo astenia e anemia, e per la positività della ricerca di
digerente la causa è rappresentata da un’ulcera peptica. sangue occulto nelle feci.
L’emorragia è una complicanza che compare nel 15-20% dei
portatori di ulcera gastro-duodenale ed è responsabile di circa la Un’EMORRAGIA ACUTA si manifesta generalmente
metà dei decessi imputabili alla malattia ulcerosa. con ipotensione, anemizzazione acuta e melena.
Il 40% dei pazienti che hanno avuto un episodio di Se l’EMORRAGIA è COPIOSA, così da indurre
sanguinamento presenta episodi emorragici ricorrenti, con
progressivo aggravamento della sintomatologia e diminuzione distensione dello stomaco in seguito alla raccolta di
della risposta alla terapia. una grande quantità di sangue, ai segni di
anemizzazione fa seguito la comparsa di ematemesi.
TERAPIA MEDICA
La perforazione avviene in genere per l’erosione lenta della parete Il quadro clinico della perforazione di ulcera è quello della
gastrica o duodenale in seguito alla penetrazione progressiva peritonite acuta.
dell’ulcera.
Inizialmente la peritonite è di natura chimica irritativa, ma si
trasforma entro 12-24 ore in peritonite purulenta per la
La sede della perforazione, in caso di ulcera gastrica, è normalmente proliferazione dei batteri fuoriusciti nel cavo peritoneale.
rappresentata dalla piccola curvatura o dalla parete anteriore dello
stomaco in regione antrale.
La maggior parte delle ulcere duodenali perforate si localizza sulla Se il paziente giunge tardivamente all’osservazione possono già
parete anteriore del duodeno. essere insorte le manifestazioni dello shock settico ipodinamico
conseguente all’instaurarsi della peritonite.
La mortalità in caso di perforazione gastro-duodenale è circa del 10%; In caso di ulcere croniche, la reazione infiammatoria della
essa aumenta progressivamente con l’età del paziente e con il tempo sierosa gastroduodenale comporta l’aderenza dei tessuti contigui
intercorso tra l’insorgenza della complicanza ed il trattamento. prima che la perforazione abbia luogo; in questo caso si
svilupperà la cosiddetta perforazione coperta.
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Anamnesi + clinica
Forte DOLORE epigastrico che rende immobile il paziente
e che ben presto si irradia a tutto l’addome.
Vomito e nausea sono incostanti e quasi mai precoci.
Nel caso di una perforazione coperta la sintomatologia
dolorosa può attenuarsi per qualche tempo, senza però
Esame obiettivo
recedere mai del tutto
ESAME OBIETTIVO:
Palpazione difesa addominale (addome “ a Rx diretto dell’addome: Aria “libera” in sede
tavola”)
Percussione scomparsa dell’ottusità epatica
subfrenica
Ascoltazione silenzio in tutto l’ambito
addominale
TERAPIA MEDICA La scelta del tipo di intervento viene effettuata in relazione alle
condizioni del paziente; se queste sono critiche per la presenza
di grave shock settico o di insufficienze d’organo, si ricorre
abitualmente alla semplice raffia dell’ulcera.
Trattamento rianimatorio (infusioni, trasfusioni)
Nella maggior parte dei casi la raffia, unitamente alla terapia
Sondino nasogastrico: per svuotare lo stomaco e per arrestare lo antiacida e con anti-H2-recettori, è in grado di risolvere la
spandimento di contenuto gastro-duodenale in cavità complicanza.
addominale.
Raramente è necessaria l’esecuzione di una gastroresezione, o si
Terapia antibiotica ad ampio spettro può eseguire l’exeresi dell’ulcera, con vagotomia e piloroplastica,
per la prevenzione della recidiva ulcerosa e per favorire lo
Antiacidi, antagonisti dei recettori H2 istaminici, inibitori della svuotamento gastrico.
pompa protonica
È una complicanza abbastanza frequente nel caso di Se la stenosi è modesta lo stomaco riesce a svuotarsi, seppure con
lentezza, ed il paziente è in grado di sopportare la situazione
localizzazione iuxtapilorica dell’ulcera. dispeptica che ne consegue, caratterizzata da:
senso di peso
Inizialmente il quadro è quello di stenosi funzionale distensione epigastrica
del piloro, indotta dalla vicinanza della lesione
In caso di stenosi serrata si evidenziano:
ulcerosa, sensibile alla terapia antispastica.
gastrectasia imponente.
numerosi episodi di vomito alimentare (a volte causati dal pz.)
La stenosi organica compare quando la flogosi un calo ponderale cospicuo
perilesionale raggiunge ed infiltra l’anello pilorico e una condizione di malnutrizione
ne provoca la sclerosi. disidratazione e alterazioni elettrolitiche
4
La possibilità di cancerizzazione di un’ulcera peptica
La terapia medica della stenosi pilorica serrata consiste in: riguarda la localizzazione gastrica, con bassa percentuale
dell’1%.
Sondino nasogastrico
Antiacidi, H2 antagonisti, inibitori della pompa protonica La sintomatologia è correlabile a quella dell’ulcera gastrica.
correzione degli eventuali squilibri idro-elettrolitici e dell’equilibrio
acido- base.
Si ritiene che la quasi totalità delle ulcere neoplastiche
gastriche insorgano come tali fin dall’inizio, nonostante
La terapia chirurgica , conseguente a quella medica, consiste in: l’aspetto macroscopico iniziale benigno risultato
dall’endoscopia.
gastroresezione distale con gastro-enteroanastomosi
oppure
bypass della stenosi mediante gastro-enterostomia a monte della Per quanto riguarda la potenziale trasformazione maligna
stessa. delle ulcere duodenali, non vi sono dati a proposito, che
possano testimoniare tale evenienza.
ANASTOMOSI ad Y
5
CANCRO DELLO STOMACO: INQUADRAMENTO CANCRO DELLO STOMACO: INQUADRAMENTO
Dieta ricca in
Calcio, Vit. A, Vit. C
frutta e verdura
6
CANCRO DELLO STOMACO: ETIOLOGIA CANCRO DELLO STOMACO: PATOGENESI
- ALTRE CONDIZIONI PREDISPONENTI - - ASSOCIAZIONE CON H. PYLORI -
La prevalenza di HP CagA+ nei casi di CG è aumentata
rispetto ai controlli age- e sex-matched
• gastrite cronica atrofica (anemia perniciosa);
• ipo/acloridria;
• ulcera peptica;
• poliposi gastrica;
• metaplasia intestinale;
• altro.
7
CANCRO DELLO STOMACO: CLINICA CANCRO DELLO STOMACO: CLINICA
- EARLY GASTRIC CANCER -
DISTINZIONE FONDAMENTALE
• Asintomatico;
PROGNOSI MIGLIORE PROGNOSI PEGGIORE (*) senso di replezione post-prandiale, senso di peso, flatulenza, eruttazioni.
• dispepsia (50%);
• calo ponderale (60%); • massa palpabile (neoplasia del piloro, linite plastica);
CANCRO DELLO STOMACO: DIAGNOSI DI NATURA CANCRO DELLO STOMACO: DIAGNOSI DI STADIO
- ESAMI STADIANTI -
Il mezzo diagnostico dotato della maggior sensibilità e
TC: è la metodica più utilizzata per la stadiazione del CG.
specificità è rappresentato dalla Fornisce informazioni su:
• invasione di organi adiacenti (T);
• metastasi linfonodali locali e a distanza(N);
• metastasi ematogene (M) sopracentimentriche.
8
CANCRO DELLO STOMACO: DIAGNOSI DI STADIO CANCRO DELLO STOMACO: DIAGNOSI DI STADIO
- CLASSIFICAZIONE TNM - - CLASSIFICAZIONE IN STADI -
Definizione di
MICROMETASTASI:
clusters tumorali di
diametro ≤ 2mm con
reazione stromale
CANCRO DELLO STOMACO: DIAGNOSI DIFFERENZIALE CANCRO DELLO STOMACO: STORIA NATURALE
- LESIONI BENIGNE - - DECORSO -
Esofago distale
Distretto superiore
Distretto inferiore
Metastasi linfonodali a distanza (LN di Virchow, in sede sopraclaveare; LN di Suor
Mary Joseph, in sede periombelicale; LN di Irish, in sede ascellare); linfangite
carcinomatosa polmonare.
9
GASTRECTOMIA TOTALE MODALITà DI RICOSTRUZIONE DELLA CONTINUITà
INTESTINALE DOPO GASTRECTOMIA TOTALE
CANCRO
ESOFAGO-DIGIUNOSTOMIA
ANSA ad Ω ANSA ad Y ANSA
INTERPOSTA
GASTRECTOMIA GASTRECTOMIA
TOTALE vs. SUBTOTALE
Neoplasie del III prossimale: gastrectomia totale. Neoplasie corpo-fundiche: orientamento non univoco: stessi risultati con i due
approcci. La gastrectomia subtotale dovrebbe essere la procedura di scelta per i
vantaggi che offre in termini di morbidità e mortalità perioperatoria, durata del
ricovero, qualità di vita.
10
CANCRO DELLO STOMACO: TERAPIA CANCRO DELLO STOMACO: TERAPIA
- TERAPIA CHIRURGICA - LINFADENECTOMIA - - TERAPIA CHIRURGICA - LINFADENECTOMIA -
D1 Vs. D2
11
07/02/2023
PANCREAS
Corso di Chirurgia
Generale Pancreatite Acuta
Dr. Mariano Fortunato Armellino
Direttore UOC Chirurgia Generale Pancreatite Cronica
Ospedale del Mare
ASL Napoli 1 Centro Neoplasie
1
07/02/2023
PANCREATITE ACUTA
Secrezione endocrina
2
07/02/2023
• post-
post -ERCP
• chirurgia delle vie biliari
• colangiocarcinoma e tumori ampollari
• post-
post -operatorie • cisti coledociche e coledococele
• dislipidemie • anomalie della giunzione del dotto pancreatico
pancreatico-
-
• post-
post -traumatiche biliare
• farmaci • colangite sclerosante
3
07/02/2023
PANCREATITE ACUTA
PANCREATITE ACUTA Valutazione di Gravità
Valutazione di Gravità CRITERI CLINICI
Banks
E’ utile riconoscere quanto prima le forme Complicanze cardiache shock, tachicardia > 130 bpm, aritmie,
modificazioni ECG
severe di malattia per prevenire e trattare Complicanze polmonari dispnea, rantoli, pO2 < 60 mmHg,
ARDS
l’insorgenza di complicanze Complicanze renali diuresi < 50 ml/h, aumento azotemia
e creatininemia
Complicanze metaboliche ipocalcemia, acidosi, ipoalbuminemia
Per la valutazione di gravità vi sono criteri Complicanze ematologiche calo ematocrito, CID
Complicanze neurologiche irritabilità, depressione
prognostici clinici, laboratoristici e Altre complicanze emorragia, peritonismo, distensione
addominale
radiologici
1 o più segni: malattia severa
CRITERI CLINICO-
CLINICO-LABORATORISTICI CRITERI LABORATORISTICI
Glasgow
Età > 55 anni Albuminemia < 3.2 g/dl 1. Proteina C-
C-reattiva
WBC > 15.000/mmc Azotemia > 0.96 g/L PCR > 10 mg/dl: malattia severa
Glicemia > 180 mg/dl Calcemia < 8.2 mg/dl (sensibilità 60-
60-80% dopo 48 ore)
ore)
LDH > 600 U/L PaO2 < 60 mmHg
GOT e/o GPT > 200 U/L 2. IL-
IL-6, IL
IL-
-8
3 o più parametri: malattia severa PCR > 10 mg/dl: malattia severa
(sensibilità 56-
56-85%) (specificità 80-
80-100% entro 24 ore
ore))
APACHE-
APACHE-II 3. CAPAP (?)
(Acute Physiology And Chronic Health Enquiry
Enquiry))
(Peptide di Attivazione della Carbossipeptidasi B)
4
07/02/2023
MEDICO
Valutazione della diagnosi e della severità
[Link]
1. Terapia di Supporto
della pancreatite acuta mediante la TC
(alterazioni morfo
morfo--densitometriche del
[Link]
2. Terapia Intensiva
parenchima pancreatico, estensione delle [Link]
3. Terapia Specifica
aree di necrosi, individuazione di raccolte
CHIRURGICO
fluide peripancreatiche, complicanze
settiche) [Link]
1. Bonifica della via biliare
[Link]
2. Complicanze
5
07/02/2023
Pancreatite Acuta
Complicanze Locali
PSEUDOCISTI ACUTA
6
07/02/2023
Complicanze Locali
NECROSI INFETTA
Tessuto pancreatico e peripancreatico necrotico o
semiliquefatto con colture microbiche positive
Compare nel 30-30-70% dei casi di P.A. severa
Responsabile di oltre l’80% della mortalità per P.A.
Il rischio di infezione della necrosi è correlato con
1) estensione della necrosi
2) durata della malattia
Compare in genere entro le 3 prime settimane
Fondamentale diagnosi precoce e tempestivo
trattamento
7
07/02/2023
Pancreatite Acuta
Complicanze Locali
RACCOLTE FLUIDE ACUTE
8
07/02/2023
Pancreatite Acuta
NECROSI STERILE
Considerazioni Finali
Algoritmo terapeutico
della Drenaggio percutaneo
pancreatite acuta severa TC-guidato
9
07/02/2023
pancreatite pancreatite
1-4 gg edematosa necrotizzante
4-7 sett
pseudocisti
postacuta
? ascesso
pancreatico
Epiteliali……
La comparsa di metastasi si
verifica “solo” nel 25% dei casi.
Cistiche Un’exeresi completa consente
(1%) una sopravvivenza a 5 anni del
70%.
Insulinoma
Vipoma
Endocrine… Glucagonoma
Somatostatinoma
Gastrinoma
10
07/02/2023
Più frequente nei paesi industrializzati Non ci sono dati che confermino
la responsabilità oncogena di tali fattori
Perciò non è possibile individuare
In Italia la mortalità per carcinoma pancreatico è di i soggetti a rischio per il Ca del pancreas.
5,2 per 100.000 abitanti maschi e di 2,5 per le femmine
Anatomia patologica
Cancro del pancreas esocrino
La sede più frequente è rappresentata dalla testa del pancreas
Carcinoma ad origine dalle cellule duttali o duttulari %
Adenocarcinoma duttale 75
Carcinoma a cellule giganti 4
Carcinoma a cellule giganti (epulide con osteoma) 15%
Carcinoma adenosquamoso 4 10%
Microadenocarcinoma 3
Carcinoma mucinoso (colloide) 2
Cistoadenocarcinoma (mucinoso) 1
Carcinoma ad origine dalle cellule acinose
Adenocarcinoma acinoso 60-80%
Carcinoma ad istogenesi incerta
Blastoma pancreatico
Tumori non epiteliali
Tumore cistico papillare
Sarcomi
Tipo misto acinoso, duttale, insulare Tumori periampollari
Linfomi
Manifestazioni
Carcinoma della testa Carcinoma del corpo e della coda cliniche
SINTOMI % SINTOMI %
Dolore addominale (70-80%)
Perdita di peso 92 Perdita di peso 100
Ittero* 82 Dolore 87 Perdita di peso costante
Dolore 72 Astenia 43
Anoressia 64 Nausea 43 80% tumori testa
Urine color marsala 63 Vomito 37 Ittero ingravescente
Feci ipocromiche 62 Anoressia 33 7% tumori corpo-coda
Nausea 45 Stipsi 27 Prurito
Vomito 37 Ittero 7
Astenia 25 Anoressia, astenia, nausea, vomito
Prurito 24
Segno di Courvasier-Terrier
*Ittero colestatico progressivo: Segno di Corvoiser-Terrier Diabete (raro)
11
07/02/2023
Carcinoma cefalopancreatico
Markers attualmente utilizzabili nella diagnostica
dei tumori del pancreas esocrino
Antigeni oncofetali
Antigene carcinoembrionario (CEA)
Antigene pancreatico oncofetale (POA)
Antigene associato al cancro pancreatico (PCAA)
Enzimi
Ribonucleasi Acida Specifica Policitidilica
Isoenzima Galattosil-transferasi II Il carcinoma pancreatico determina:
Antigeni rilevabili con anticorpi monoclonali restringimento irregolare
Classici Ag CA 50 Nuovi Ag 17.5 ostruzione completa
Ag Ca 19.9 (GICA) Ag 8.15
Ag 7.13
del dotto pancreatico principale o
del tratto terminale del coledoco.
Evidenzia:
Dilatazione via biliare intra ed extra
epatica
Disomogeneità pancreatica TC :
Metastasi epatiche diagnosi di sede e di natura della neoformazione
Accuratezza diagnostica 70-90% miglior visualizzazione corpo-coda, infiltrazione tessuti peripancreatici, v.
porta, vv splenici e mesenterici sup., linfonodi locoregionali, metastasi.
•Eco-endoscopia non influenzata da obesità, meteorismo, ascite
accuratezza diagnostica: 85-94%
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07/02/2023
La ERCP consente il
posizionamento di
endoprotesi e la detensione
della VBP al fine di
risolvere l’ittero. Endoprotesi in plastica Endoprotesi “pig-
“pig- Stent autoespansibile
tail”
Controllo radiologico
Endoprotesi
Introduzione
endoprotesi
Cateteri a
palloncino
A distanza
Fegato, polmoni, carcinomatosi
peritoneale
13
07/02/2023
. . .
K della coda e del corpo
Diretta diffusione posteriore con invasione della v. splenica, parete
addominale posteriore
posteriore;; flessura colica sx, carcinosi peritoneale.
peritoneale. Testa: Corpo--coda: Polmone Ossa Fegato
Corpo
LN regionali, M+ ematiche a fegato polmoni e ossa. ossa. •Fegato
Stadio I e II:
II Tumore resecabile (radicalità nel 5-10%)
a) Pancreasectomia b) duodenocefalopancreasectomia Il pancreas, situato
conseguenze metaboliche alta percentuale di deiscenza della in posizione
diabete, malassorbimento anastomosi pancreatico-digiunale profonda e
retroperitoneale
non è di facile
Stadio III:
III Tumore di solito resecabile senza criteri di radicalità accesso chirurgico
Stadio IV:
IV Tumore incurabile, non resecabile
a) Interventi palliativi di derivazione bilio-digestiva, allo scopo di
salvaguardare il transito alimentare e biliare
b) Posizionamento di drenaggi percutanei o stent per controllo ittero
Analgesia peridurale per controllo dolore
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07/02/2023
Tumore multifocale:
pancreasectomia totale
Neoplasia
15
07/02/2023
Definizione di Ittero
Ittero:
Iperpigmentazione cutanea, mucosa e sclerale, di
colore giallastro, determinata da un incremento della
Corso di Chirurgia Generale bilirubinemia (> 3 mg/100ml).
Subittero:
Dr. Mariano Fortunato Armellino
Direttore UOC Chirurgia Generale
Iperpigmentazione sclerale, di colore giallastro,
Ospedale del Mare determinata da un incremento della bilirubinemia
ASL Napoli 1 Centro (1,5- 3 mg/100ml).
Ittero “medico”
Ittero emolitico:
Ittero Chirurgico
Secondario all’eritrocateresi patologica ed alla
conseguente incrementata produzione di pigmento
emoglobinico (emolisi, G6PD -) Ittero ostruttivo:
Secondario ad un ostacolo meccanico al
Ittero epatocellulare: deflusso biliare dall’epatocoledoco.
Secondario ad epatiti infettive o tossiche, quindi
È un ittero colestatico.
alterazioni morfo-funzionali parenchimali del fegato
1
07/02/2023
2
07/02/2023
Sfinterotomia;
estrazione di calcoli e litotrissia meccanica;
posizionamento di drenaggio naso-biliare e
naso-pancreatico;
posizionamento di protesi e stent;
biopsia, citologia, prelievi di succo biliare e
pancreatico;
drenaggio di raccolte fluide pancreatiche.
3
07/02/2023
PRECOCI
colangite e/o pancreatite (5%);
RARE (<1%):
CALCOLOSI della COLECISTI
emorragia
perforazione;
Obesità
Genere femminile rischio 4 volte maggiore
La calcolosi della colecisti è la più frequente Gravidanze multiple
patologia del sistema biliare
Frequenti variazioni di peso
Più del 90% dei pazienti con colecistite Terapie con estrogeni
presenta calcoli biliari
Resezioni o patologie dell’ileo
La prevalenza della colelitiasi aumenta dopo
Diabete mellito
i 40 anni
L’incidenza della colelitiasi è del 50% nelle
persone con età > 70 anni
4
07/02/2023
Classificazione dei
calcoli
Calcoli composti da pigmento: si formano a
seguito di un aumento della concentrazione Bilirubinici (neri, marroni, diametro oscillante fra 0.5 ed
di bilirubina non coniugata nella bile con 1 cm)
conseguente precipitazione; necessitano Colesterinici puri (di colore giallo pallido, spesso
rimozione chirurgica; negli USA solitari e di diametro > 2.5 cm, dominano gran parte della
rappresentano il 30% dei casi sfera litiasica)
Calcoli composti da colesterolo per deficit di Colesterinici misti (varia forma e colore, se multipli dalla
superficie liscia o sfaccettata, diametro di 0.5-
0.5-2.5 cm)
produzione di acidi biliari
COLELITIASI
PATOGENESI
Eziopatogenesi
COLELITIASI:
quadro clinico
DIAGNOSI STRUMENTALE
5
07/02/2023
Se un calcolo biliare ostruisce il dotto cistico la Se il calcolo ostruisce il coledoco, la bile non
colecisti in infiamma e si ha un quadro di può raggiungere il duodeno:
colica biliare: Ittero
Dolore lancinante all’ipocondrio destro che si Cambiamento colore feci (grigiastre) e urine
propaga fino alla spalla destra (ipercromiche)
Nausea vomito ed agitazione Deficit di vitamine A, D, E, K (liposolubili)
Se il calcolo continua ad ostruire il dotto si Se il calcolo si incunea nell’ampolla di Vater si
possono determinare ascesso, necrosi, manifesta un quadro di pancreatite
perforazione con peritonite
.
6
07/02/2023
TECNICA CHIRURGICA
La colecistectomia laparoscopica
◦ Viene eseguita questa procedura in più dell’85% dei casi
(Evans e Ascher 1998)
◦ La procedura viene eseguita in anestesia generale,
attraverso una piccola incisione praticata sulla parete
addominale, nell’ombelico.
◦ La cavità addominale viene insufflata con anidride
carbonica (pneumoperitoneo) per una migliore
visualizzazione delle strutture addominali
◦ Viene inserito un endoscopio con telecamera nella cavità
addominale
◦ Vengono eseguite altre piccole incisioni per permettere
l’inserimento di strumenti chirurgici nel sito di intervento Istituzione del
Strumentario pneumoperitoneo ed
laparoscopico introduzione dei trocars
7
07/02/2023
Svantaggi:
La perdita di sangue intra-operatoria è Nel 2-8% dei casi si rende necessaria la
inferiore:si limita la necessità di trasfusioni, conversione alla laparotomia che nelle situazioni di
colecistite acuta arriva al 20% dei casi
Ripresa delle funzioni intestinali:
Vi è il rischio di danneggiamento di un dotto biliare
(si evitano disagi quali: addome gonfio e
impossibilità nell’evacuazione),
Vi è la necessità di un nursing più intenso per
preparare il paziente alla gestione domiciliare del
Recupero delle attività di vita (lavoro) più dolore e all’individuazione delle complicanze
precoci. addominali.
COLELITIASI
Ostruzione del dotto cistico INDICAZIONI ALL’ INTERVENTO DI V.L.C.
Coledocolitiasi
Colecistite
Idrope (accumulo di mat. siero-mucoso)
Complicanze
Empiema
Peritonite biliare
Ileo biliare Colecistite acuta
Pancreatite acuta ricorrente Colecistite cronica
Stenosi flogistica della VBP o della papilla Colelitiasi sintomatica
Colecistite alitiasica
Anamnesi positiva per ittero ostruttivo o
pancreatite biliare
Tumori della colecisti……..
8
07/02/2023
TRATTAMENTO SEQUENZIALE
ERCP+VLC
Dal 10 al 15 % di tutti i pazienti che vanno incontro a
videolaparocolecistectomia presentano calcoli della via
CONSISTE NELL’ EFFETTUARE UNA COLANGIO-
biliare principale: in questi casi l’opzione terapeutica è
PANCREATOGRAFIA RETROGRADA PER VIA
rappresentata dal cosiddetto
ENDOSCOPICA (E.R.C.P.) PREOPERATORIA,
SEGUITA DOPO 24-48 ORE DALLA
TRATTAMENTO SEQUENZIALE VIDEOLAPAROCOLECISTECTOMIA
Incannulamento della
papilla
Sfinterotomia
Colangiocarcinoma di Klatskin
9
07/02/2023
EPITELIALI
CAPILLARE (PICCOLO E NON ASSOCIATO A
COMPLICANZE RILEVANTI)
• EPATOBLASTOMA
• EPATOCARCINOMA CAVERNOSO (POSSIBILI COMPLICANZE
DOVUTE ALLE DIMENSIONI, FINO A 30-40
• ADENOCARCINOMA DOTTI BILIARI
CM)
10
07/02/2023
EMANGIOMA EMANGIOMA
SINTOMATOLOGIA DIAGNOSI
DOLORE ADDOMINALE
NAUSEA E/O VOMITO - MASSA PALPABILE
FEBBRE - ECOGRAFIA (IPERECOGENO)
AUMENTO CF ADDOMINALE - TC CON MDC (IPERDENSO)
ITTERO, COLICA BILIARE
- RMN (T2 IPERDENSO)
EMOPERITONEO,, SHOCK
EMOPERITONEO
- ANGIOGRAFIA, SCINTIGRAFIA
EMBOLIA POLMONARE
TROMBOCITOPENIA
EMANGIOMA
TERAPIA
• OSSERVAZIONE
• TERAPIA CHIRURGICA
(SE PRESENZA DI SINTOMI O
DIMENSIONI >10CM)
• (RADIOTERAPIA)
- BEN ENUCLEABILE
- PIANO DI CLIVAGGIO CON PARENCHIMA
ANGIOMA EPATICO: ULTRASONOGRAFIA
EMANGIOMA CAVERNOSO
11
07/02/2023
-ECOGRAFIA
-TC
-RMN
-AGOBIOPSIA
OSSERVAZIONE
Vs
TERAPIA CHIRURGICA
(SINTOMI O DIMENSIONI [>10 CM?])
ADENOMA ADENOMA
DIAGNOSI
MULTIPLO 30%
• PICCOLI (<5CM)
CORRELAZIONE CON CONTRACCETTIVI
ORALI (RISCHIO PROPORZIONALE A • CAPSULATI O MENO
DURATA TRATTAMENTO) • RICCHI IN GLICOGENO (ERRORE
TRASFORMAZIONE MALIGNA (HCC) RARA METABOLICO?)
• AREE DI NECROSI
• DIAGNOSI DIFFERENZIALE CON HCC
12
07/02/2023
ADENOMA
DIAGNOSI
• ECOGRAFIA
• TC
• RMN
CISTI BILIARE
• MULTIPLA 50%
• RARAMENTE ASSOCIATA A POLICISTOSI
RENALE
• CONTIENE FLUIDO SIEROSO
• DIMENSIONI FINO A 20 CM O PIÙ
• NON COMUNICA CON ALBERO BILIARE
DIAGNOSI
• GENERALMENTE SOLITARIO (10-
(10-20 CM)
• FASTIDIO, DOLORE GRAVATIVO
• DONNE SOPRA I 40 ANNI
• ECOGRAFIA
• POTENZIALE TRASFORMAZIONE
MALIGNA • TC
• RMN
13
07/02/2023
CISTADENOMA BILIARE
TERAPIA CHIRURGICA
RECIDIVA SE RESEZIONE
INCOMPLETA
HCC - ETIOLOGIA
INFEZIONE DA VIRUS DELL’EPATITE B
(HBV)
14
07/02/2023
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07/02/2023
PEDUNCOLATO
HCC – STADIAZIONE
HCC – STADIAZIONE
T1 TUMORE SOLITARIO 2 CM O MENO SENZA INVASIONE
VASCOLARE (I.V.)
STADIO I T1 N0 M0
T2 TUMORE SOLITARIO 2 CM O MENO CON I. V.
STADIO II T2 N0 M0
TUMORI MULTIPLI LIMITATI A UN LOBO >2 CM SENZA I.V.
TUMORE SOLITARIO > 2 CM SENZA I.V.
STADIO III T1 N1 M0
T3 TUMORE SOLITARIO > 2 CM CON I.V. T2 N1 M0
TUMORI MULTIPLI LIMITATI A UN LOBO NON > 2 CM CON I.V. T3 N0 M0
T4 TUMORI MULTIPLI IN ENTRAMBI I LOBI O COINVOLGENTI UN
T3 N1 M0
RAMO PORTALE MAGGIORE O LE VENE SOVRAEPATICHE
N0 NON METASTASI AI LINFONODI REGIONALI STADIO IVA T4 M0
N1 METASTASI AI LINFONODI REGIONALI STADIO IVB M1
M0 NON METASTASI A DISTANZA
M1 METASTASI A DISTANZA
16
07/02/2023
HCC – TERAPIA
TERAPIA CHIRURGICA MANOVRA DI PRINGLE
RESEZIONE
TRAPIANTO
CHEMIOTERAPIA
REGIONALE
SISTEMICA
TERAPIA ORMONALE
TAMOXIFENE
RADIOTERAPIA
TERAPIE ABLATIVE
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07/02/2023
• DIGITOCLASIA
• KELLYCLASIA
• BISTURI LASER
• CAVITATORE A ULTRASUONI
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07/02/2023
20
07/02/2023
HCC – CHEMIOTERAPIA
21
07/02/2023
HCC – TRAPIANTO
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07/02/2023
Mastite
Displasia (Mastopatia Fibrocistica)
Corso di Chirurgia Generale Tumori Benigni (Fibroadenoma,
Dr. Mariano Fortunato Armellino Cistosarcoma Filloide, Papilloma, Lipoma)
Direttore UOC Chirurgia Generale Carcinomi
Ospedale del Mare
ASL Napoli 1 Centro
1
07/02/2023
Di solito, il fibroadenoma
non causa disturbi
(asintomatico). Nella
maggior parte dei casi è
scoperto casualmente, in IL CARCINOMA DELLA
seguito ad una
ecografia mammaria o ad
una mammografia. MAMMELLA
Può essere individuato
dal medico durante una
visita al seno o dalla
donna stessa nel corso di
un’autopalpazione.
L'INCIDENZA DEL
CARCINOMA DELLA
il tumore maligno piu' 27.000 nuovi casi ogni
MAMMELLA E'
frequente nella anno (27% dei tumori
donna. femminili) MAGGIORE NEI PAESI
INDUSTRIALIZZATI.
prima causa di morte 11.000 decessi ogni
nelle donne di eta' anno (18% dei
<50 anni. decessi per tumore) E’ 10 volte inferiore in
seconda causa di morte probabilita' di AFRICA ed ASIA
dopo le malattie ammalarsi: 1\13 rispetto a NORD
cardiovascolari nelle donne
donne di eta' > 50 AMERICA
anni e EUROPA OCC.
2
07/02/2023
Razza
Grecia 40,6 Familiarità
Italia 53,7
Età al Menarca ed alla Menopausa
60,9
U.E.
65,6
Storia riproduttiva
Germania
68,1 Allattamento
Regno Unito
Svezia 72,8 Uso di Contraccettivi orali
Olanda 81 Terapia estrogenica in menopausa
0 20 40 60 80 100 Abitudini di vita ed alimentazione
Tassi per 100.000 abitanti
Rischio relativo
Menarca prima dei 12 anni > 1,5 volte Menarca dopo i 15 anni EREDITARIO
FAMILIARE
Menopausa prima dei 45
Menopausa dopo i 55 anni > 2 volte anni
SPORADICO
5%
10%
3
07/02/2023
Ecografia mammaria
Mammografia
Markers: Ca 15.3
Markers genetici: BRCA 1 e 2
Agobiopsia della lesione
Mammotome
TAC o RMN mammaria
Markers tumorali
Altri esami di stadiazione (TAC total body,
Scintigrafia Ossea, PET -TC
MAMMOGRAFIA
opacità a margini
L’ECOGRAFIA è un’indagine complementare, irregolari
ma non fondamentale.
(utile nelle donne giovani e quando la
mammografia non è significativa)
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Mastectomie QUADRANTECTOMIA
radicali
modificate
Patey mastectomy
Madden mastectomy
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2003 : T1 N0 1975: T1 N0
QUA + LNSB HALSTED
Iniezione di colorante
vitale nella lesione
Reperimento del
linfonodo colorato
Radicalizzazione Ascellare
quando il Linfonodo Sentinella è positivo
per metastasi o micrometastasi.
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PATOLOGIE
Corso di Chirurgia Generale
della
Dr. Mariano Fortunato Armellino
Direttore UOC Chirurgia Generale PARETE ADDOMINALE
Ospedale del Mare
ASL Napoli 1 Centro
Parete anteriore
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Processi flogistici (ascessi, flemmoni, celluliti,
etc)
Ematomi
Ernie
Laparocele
Diastasi dei muscoli retti
Tumori primitivi (angiomi, lipomi, fibromi,
linfangiomi, desmoide)
Tumori metastatici
Parete Posteriore
Assunzione di Lacerazione
anticoagulanti muscolare da sforzo
2
In ogni tipo di ernia riconosciamo i seguenti elementi
costitutivi.
Orifizio o Porta Erniaria: corrisponde al punto di debolezza
parietale in cui si fa strada il viscere erniato.
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Onfalocele
Gastroschisi
Ernia inguinale
congenita
Ernia ombelicale
congenita
Onfalocele
Pervietà del dotto peritoneo vaginale
4
regione lombare E. Lombare
Perineo E. Perineale
linea alba E. Epigastrica
5
Predilige il sesso maschile e costituisce in
assoluto l'ernia più frequente.
SINTOMI
• Asintomatiche
• Tumefazione
• Senso di peso
• Dolore localizzato
(in seguito a sforzi
fisici)
• Dolore sordo
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TAPP
TEPP
IPOM
ERNIA CRURALE
8
Open con Plastica
diretta
Laparoscopica
9
LAPAROCELE
OPEN
TIPI di PROTESI
TECNICHE TRADIZIONALI
Non Riassorbibili (polipropilene,
Sutura semplice per accostamento
PTFE, poliestere)
Plastiche con incisioni di scarico
Component Separation
Biosintetiche
LAPAROSCOPIA
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La Diastasi dei Muscoli Gravidanza
Retti consiste nella Aumento ponderale
separazione ed il
progressivo Da sforzo
allontanamento dei Malattie del collageno
Muscoli Retti Addominali Familiarità
dalla linea mediana e
nella trasformazione
della linea alba in una
lamina aponeurotica.
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Primitivi
Benigni ( lipomi, leiomiomi)
Benigni recidivanti (desmoide)
Maligni (Sarcomi, liposarcomi, leiomiosarcomi,
etc)
Secondari (Metastasi)
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