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Diritto

Il documento esplora le nozioni di diritto privato, diritto amministrativo e diritto dello sport, evidenziando la mancanza di una definizione univoca di sport e le differenze tra attività sportiva e attività ludico-motoria. Viene discusso l'ordinamento sportivo come un sistema normativo autonomo, con principi di riconoscimento e giustizia interna, e il rapporto con l'ordinamento statale. Infine, si analizzano le questioni giuridiche e le competenze tra ordinamento sportivo e giustizia statale, con particolare attenzione alle aree di sovrapposizione e conflitto.

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Diritto

Il documento esplora le nozioni di diritto privato, diritto amministrativo e diritto dello sport, evidenziando la mancanza di una definizione univoca di sport e le differenze tra attività sportiva e attività ludico-motoria. Viene discusso l'ordinamento sportivo come un sistema normativo autonomo, con principi di riconoscimento e giustizia interna, e il rapporto con l'ordinamento statale. Infine, si analizzano le questioni giuridiche e le competenze tra ordinamento sportivo e giustizia statale, con particolare attenzione alle aree di sovrapposizione e conflitto.

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DIRITTO PRIVATO e

AMMINISTRATIVO dello SPORT


1. INTRODUZIONE
Le nozioni chiave:
❖ Diritto
❖ Diritto privato
❖ Diritto amministrativo
❖ Diritto dello sport
Diritto: Sistema [complesso] di regole [predeterminate] per la soluzione dei conflitti tra gli uomini
• Coercitività: sistema organizzato per imporre osservanza delle regole
• Organizzazione: crea regole – applica regole → POTERE
La norma: L’unità elementare del sistema di diritto è la NORMA GIURIDICA.
L’insieme delle norme che compongono il sistema nel suo complesso è l’ORDINAMENTO GIURIDICO
I caratteri della NORMA GIURIDICA:
• Precettività
• Generalità
• Astrattezza
• Predeterminazione / precostituzione
Diritto privato: È IL DIRITTO COMUNE: applicabile tanto nei rapporti tra privati, quanto tra privati e soggetti
pubblici, nonché́ tra soggetti pubblici
Diritto amministrativo: Si distingue dal diritto privato perché́ riguarda rapporti ai quali partecipa lo Stato o
altro ente pubblico in posizione di supremazia (quale ente dotato di sovranità̀) → il ruolo della legge
nell’attribuzione del potere.
Diritto dello sport:
• Manca(va) una nozione unanimemente condivisa di sport
• Approccio funzionale: riconoscimento caso per caso dell’attività sportiva quando sia portatrice di
interessi meritevoli di tutela
Vale per le discipline non riconosciute in seno all’ordinamento del CONI → risponde ai principi ed alle regole
proprie dell’ordinamento sportivo?
✓ Le discipline regolamentate all’interno dell’ordinamento giuridico dello sport istituzionalizzato sono
riconosciute come sportive
La nozione di sport:
✓ TESI FORMALISTICA: la nozione di sport va riferita solo alle attività regolamentate dal CONI (dato
estrinseco del riconoscimento, che avrebbe carattere costitutivo) es. Football americano (FIDAF
riconosciuta nel 2010) / Rugby
→ la valenza costitutiva del riconoscimento è da riferire piuttosto all’associazione che rappresenta
una data disciplina sportiva, non già all’attività che preesiste (efficacia dichiarativa: cfr. soggettività
giuridica/personalità giuridica)
• TESI SOSTANZIALISTICA: rileva la distinzione tra gioco e sport:
o elemento soggettivo: serietà dei fini, qualità dell’impegno (fisico, intellettuale, morale) che si
traduce nel bisogno di superamento dei propri record
pag. 1
o elemento oggettivo: competizione, che presuppone un’organizzazione stabile che abbia
l’autorità̀ di disciplinare l’attività̀, fissando regole tecniche che garantiscono la comparazione
dei risultati nelle manifestazioni (non presuppone necessariamente il riconoscimento in seno
al CONI: es. kickboxing)
...anche un’attività̀, pur riconosciuta come sportiva, perde tale connotazione e diviene pratica di attività
motoria laddove non abbia fine competitivo, ma sia diretta ad altri fini (ludico-ricreativo, formativo in ambito
scolastico)
→ Questa distinzione ricorre anche ai fini delle certificazioni sanitarie: attività̀ sportiva (agonistica e non)
– attività ludico-motoria
CARTA EUROPEA DELLO SPORT del CONSIGLIO D’EUROPA – Comitato per lo Sviluppo dello Sport. Rodi, 13 –
15 maggio 1992
Si intende per “sport” qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non,
abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle
relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli.
Oggi esiste anche una definizione a livello di diritto positivo:
DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 36 (in Gazz. Uff., 18 marzo 2021, n. 67). - Attuazione dell'articolo
5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi
professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo
detta norme in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché del rapporto di lavoro
sportivo.
1. Le disposizioni del decreto si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2023, ad esclusione delle disposizioni
di cui agli articoli 10, 39 e 40 e del titolo VI che si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2022 (art. 51, comma
1)
Comma sostituito dall'articolo 30, comma 7, del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, convertito con modificazioni dalla Legge 21 maggio
2021, n. 69 e successivamente dall'articolo 10, comma 13-quater, lettera a) del D.L. 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con
modificazioni, dalla Legge 23 luglio 2021, n. 106.

Tra i principi e criteri direttivi della legge-delega figura:


a) riconoscimento del carattere sociale e preventivo- sanitario dell'attività sportiva, quale strumento di
miglioramento della qualità della vita e della salute, nonché quale mezzo di educazione e di sviluppo
sociale;

Articolo 2 ([Link]. 36/2021) - Definizioni


1. Ai fini del presente decreto si intende:
nn) sport: qualsiasi forma di attività fisica fondata sul rispetto di regole che, attraverso una partecipazione
organizzata o non organizzata, ha per obiettivo l'espressione o il miglioramento della condizione fisica e
psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l'ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli

Articolo 3 ([Link]. 36/2021) – Principi e obiettivi


a) riconoscere il valore culturale, educativo e sociale dell'attività sportiva, quale strumento di
miglioramento della qualità della vita e di tutela della salute, nonché quale mezzo di coesione
territoriale;
b) promuovere l'attività motoria, l'esercizio fisico strutturato e l'attività fisica adattata quali strumenti
idonei a facilitare l'acquisizione di stili di vita corretti e funzionali all'inclusione sociale, alla
promozione della salute, nonché al miglioramento della qualità della vita e del benessere psico-fisico
sia nelle persone sane sia nelle persone affette da patologie;

pag. 2
Articolo 2 ([Link]. 36/2021) – Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende:

f) attività fisica o attività motoria: qualunque movimento esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si
traduce in un dispendio energetico superiore a quello richiesto in condizioni di riposo
t) esercizio fisico strutturato: programmi di attività fisica pianificata e ripetitiva specificamente definiti
attraverso l'integrazione professionale e organizzativa tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di
libera scelta (PLS) e medici specialisti, sulla base delle condizioni cliniche dei singoli soggetti cui sono
destinati, che presentano patologie o fattori di rischio per la salute e che li eseguono individualmente sotto
la supervisione di un professionista munito di specifiche competenze, in luoghi e in strutture di natura non
sanitaria, al fine di migliorare o mantenere la forma fisica, le prestazioni fisiche e lo stato di salute;
e) Attività Fisica Adattata (AFA): programmi di esercizi fisici, la cui tipologia e la cui intensità sono definite
mediante l'integrazione professionale e organizzativa tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di
libera scelta (PLS) e medici specialisti e calibrate in ragione delle condizioni funzionali delle persone cui sono
destinati, che hanno patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate o disabilità fisiche e che li
eseguono in gruppo sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, in luoghi e
in strutture di natura non sanitaria, al fine di migliorare il livello di attività fisica, il benessere e la qualità
della vita e favorire la socializzazione;
DIRITTO DELLO SPORT:
Non si può prescindere dall’elemento REGOLA → senza la regola si può parlare al più di gioco, di attività
motoria
→ La regola, il diritto CREA l’attività sportiva
La giuridicità delle regole è subordinata ad un atto di riconoscimento dello Stato?
Monismo VS Pluralismo ordinamentale

pag. 3
2. ORDINAMENTO SPORTIVO
Ordinamento sportivo – nozione: L’insieme delle norme che compongono il sistema nel suo complesso
Ordinamento giuridico – elementi costitutivi
Teoria pluralista (Santi Romano):
❖ plurisoggettività
❖ normazione
❖ organizzazione
Ordinamento giuridico – plurisoggettività
Esistenza di un congruo numero di soggetti legati dall’osservanza di un corpo di norme alle quali
attribuiscono valore vincolante
Ordinamento giuridico – normazione
Sistema complesso di regole di carattere vincolante che disciplinano situazioni, comportamenti, rapporti,
organizzazione (norme di azione – norme di relazione)
Ordinamento giuridico – organizzazione
Complesso collegato, permanente e duraturo, di soggetti che esercitano sui componenti l’ordinamento un
POTERE che limita, in nome dell’interesse della collettività, le libertà di ciascuno
Ordinamento giuridico – sportivo
Quello sportivo ha tutte le caratteristiche per essere definito ORDINAMENTO:
➢ Plurisoggettività
➢ Normazione
➢ Organizzazione
Pluralità di ordinamenti giuridici
❖ Ordinamento statale (Stato, enti territoriali etc.)
❖ Ordinamenti settoriali (sportivo)
→ rapporto di autonomia che necessita di un coordinamento
Il rapporto tra l’ordinamento sportivo e quello statale viene normalmente in rilievo proprio a proposito della
decisione contenziosa e della considerazione in cui viene tenuta dall’ordinamento generale, che non può
disinteressarsi completamente di essa proprio perché involge il diritto degli associati, che sono anche
cittadini, ossia protetti dall’ordinamento generale, ad avere tutela piena ed effettiva anche nei rapporti
associativi.
Riconoscimento dell’ordinamento sportivo
DECRETO-LEGGE 19 agosto 2003 n.220 (in Gazz. Uff., 20 agosto, n. 192). - Decreto convertito, con
modificazioni, in legge 17 ottobre 2003, n. 280 (in Gazz. Uff., 18 ottobre 2003, n. 243). - Disposizioni urgenti
in materia di giustizia sportiva (SALVACALCIO)
ART.1
1. La Repubblica riconosce e favorisce l'autonomia dell'ordinamento sportivo nazionale, quale
articolazione dell'ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale.
2. I rapporti tra l'ordinamento sportivo e l'ordinamento della Repubblica sono regolati in base al principio di
autonomia, salvi i casi di rilevanza per l'ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche
soggettive connesse con l'ordinamento sportivo.

pag. 4
L’autonomia
Il principio affermato dalla legge, teso sia a salvaguardare l’autonomia sportiva sia la pienezza della tutela
della persona quando viene incisa la dimensione extra-sportiva della sua sfera giuridica, si trova racchiuso
nel seguente inciso:
l’autonomia dell’ordinamento sportivo non sussiste allorché siano coinvolte situazioni giuridiche
soggettive rilevanti per l’ordinamento giuridico della Repubblica
Tra ordinamenti possono insorgere dei conflitti dovuti alle materie o aree di sovrapposizione:
❖ zona retta esclusivamente da norme di diritto statale
❖ zona retta esclusivamente da norme di diritto sportivo
❖ zona retta sia da norme di diritto statale sia da norme di diritto sportivo
Il riconoscimento dell’autonomia si traduce in una politica legislativa atta ad evitare, per quanto possibile,
che le “zone” vadano in contrasto
→ storicamente l’ordinamento sportivo ha tentato di garantire la riduzione dei conflitti facendo firmare ai
consociati delle clausole comportanti l’impegno di non adire Autorità giurisdizionali, sotto pena di sanzioni
= VINCOLO SPORTIVO
È riservata all'ordinamento sportivo la disciplina delle questioni aventi ad oggetto (art. 2, DL 220/2003):
TUTELA GIUSTIZIALE INTERNA
❖ l'osservanza e l'applicazione delle norme regolamentari, organizzative e statutarie dell'ordinamento
sportivo nazionale e delle sue articolazioni al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività
sportive;
❖ i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l'irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni
disciplinari sportive;
Nelle materie riservate all’ordinamento sportivo le società, le associazioni, gli affiliati ed i tesserati hanno
l'onere di adire, secondo le previsioni degli statuti e regolamenti del Comitato olimpico nazionale italiano e
delle Federazioni sportive di cui gli articoli 15 e 16 del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, gli organi di
giustizia dell'ordinamento sportivo.
❖ questioni di carattere tecnico → riserva a favore dell’ordinamento sportivo;
❖ questioni di carattere economico → l’ordinamento sportivo si disinteressa e sono prese in
considerazione dall’articolo 3, comma 1, del DL 220/2003, laddove riconosce specificamente la
giurisdizione del giudice ordinario sui rapporti patrimoniali tra società, associazioni e atleti, ovvero su
tutte le questioni economiche tra pariordinati sia che esse intercorrano più società o tra più associazioni
sportive, sia che esse intercorrano tra una società e un atleta;
❖ questioni di carattere disciplinare → riserva a favore dell’ordinamento sportivo, salvo il caso in cui esse
assumano un rilievo effettivo anche nell’ordinamento statale;
❖ questioni di carattere amministrativo → rilevanza anche esterna all’ordinamento sportivo, proprio
perché́ l’emanazione di tali provvedimenti lede posizioni giuridiche soggettive rilevanti anche per
l’ordinamento statale (es. decadenza dall’affiliazione ovvero diniego di ammissione al campionato di
competenza)
Lo spazio per la giustizia statale
Giudice ordinario (civile) → questioni di carattere economico, ovverosia rapporti patrimoniali tra società,
associazioni e atleti

pag. 5
Giudice amministrativo (tutela residuale)
❖ esauriti i gradi della giustizia sportiva, ogni altra controversia avente ad oggetto atti del Comitato
olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive non riservata agli organi di giustizia
dell'ordinamento sportivo è disciplinata dal codice del processo amministrativo (fatto salvo quanto
eventualmente stabilito dalle clausole compromissorie previste dagli statuti e dai regolamenti del
Comitato olimpico nazionale italiano e delle Federazioni sportive) (art. 3, DL 220/2003). → Codice del
processo amministrativo (art. 133): spettano alla giurisdizione esclusiva del G.A. le controversie aventi
ad oggetto atti del Comitato olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive non riservate agli
organi di giustizia dell'ordinamento sportivo ed escluse quelle inerenti i rapporti patrimoniali tra società,
associazioni e atleti;
❖ sono in ogni caso riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ed alla competenza
funzionale inderogabile del tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma, le
controversie aventi ad oggetto i provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni
professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, o comunque incidenti sulla
partecipazione a competizioni professionistiche (art. 3, DL 220/2003).

LA CORTE COSTITUZIONALE (160/2019 e 49/2011)


Fatto:
un dirigente sportivo della Federazione italiana gioco calcio (FIGC) si era rivolto al Tribunale amministrativo
del Lazio per ottenere sia l’annullamento del provvedimento disciplinare della sospensione per tre anni
adottato dal “giudice sportivo” (cui il Dl. 220/2003 riserva in via esclusiva ogni decisione di carattere
disciplinare) sia il risarcimento del danno subito.
Dopo aver provvisoriamente sospeso il provvedimento, il Tar aveva sollevato questione di legittimità
costituzionale sull’articolo 2 del Dl 220/2003 anche nell’interpretazione data dalla Consulta con la sentenza
n. 49 del 2011, che, pur aprendo alla possibilità di rivolgersi al giudice amministrativo per il risarcimento del
danno, aveva escluso un’estensione della tutela giurisdizionale all’annullamento del provvedimento
disciplinare.
La norma censurata (art. 2 del DL 220/2003):
è riservata all'ordinamento sportivo la disciplina delle questioni aventi ad oggetto i comportamenti rilevanti
sul piano disciplinare e l'irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportive; le società, le
associazioni, gli affiliati ed i tesserati hanno l'onere di adire, secondo le previsioni degli statuti e regolamenti
del Comitato olimpico nazionale italiano e delle Federazioni sportive di cui gli articoli 15 e 16 del decreto
legislativo 23 luglio 1999, n. 242, gli organi di giustizia dell'ordinamento sportivo.
La regolamentazione statale del sistema sportivo deve mantenersi nei limiti di quanto risulta necessario al
bilanciamento dell’autonomia del suo ordinamento con il rispetto delle altre garanzie costituzionali che
possono venire in rilievo, fra le quali vi sono – per quanto qui interessa trattando della giustizia
nell’ordinamento sportivo – il diritto di difesa e il principio di pienezza ed effettività della tutela
giurisdizionale presidiati dagli artt. 24, 103 e 113 Cost.
Art. 24
→ Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
→ La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento
Art. 103
→ Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei
confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate
dalla legge, anche dei diritti soggettivi
pag. 6
Art. 113
→ Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e
degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
→ Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per
Art. 113 determinate categorie di atti.
→ La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica
amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa
La Corte costituzionale ha adottato una pronuncia adeguatrice che individua nell’interpretazione offerta dal
diritto vivente la «chiave di lettura» della normativa sottoposta al suo esame, idonea a fugare il dubbio,
giustificato dal dato letterale della norma censurata, che essa precluda ogni forma di protezione
giurisdizionale
Il giudice amministrativo può comunque conoscere delle questioni disciplinari che riguardano diritti
soggettivi o interessi legittimi, poiché l’esplicita riserva a favore della giustizia sportiva, se esclude il giudizio
di annullamento, non intacca tuttavia la facoltà di chi ritenga di essere stato leso nelle sue posizioni
soggettive, ivi comprese quelle di interesse legittimo, di agire in giudizio per ottenere il risarcimento del
danno. A tali fini non opera infatti la riserva a favore della giustizia sportiva, davanti alla quale del resto la
pretesa risarcitoria non potrebbe essere fatta valere.
Questa scelta interpretativa, costituzionalmente orientata, si fonda su una valutazione di non
irragionevolezza del bilanciamento effettuato dal legislatore, che ha:
❖ escluso «la possibilità dell’intervento giurisdizionale maggiormente incidente sull’autonomia
dell’ordinamento sportivo» (punto 4.5. del Considerato in diritto): TUTELA DEMOLITORIA
❖ e limitato l’intervento alla sola tutela per equivalente di situazioni soggettive coinvolte: TUTELA
RISARCITORIA
in questioni nelle quali l’autonomia e la stabilità dei rapporti costituisce di regola dimensione prioritaria
rispetto alla tutela in forma specifica, per il rilievo che i profili tecnici e disciplinari hanno nell’ambito del
mondo sportivo. Ambito nel quale, invero, le regole proprie delle varie discipline e delle relative competizioni
si sono formate autonomamente secondo gli sviluppi propri dei diversi settori e si connotano normalmente
per un forte grado di specifica tecnicità che va per quanto possibile preservato.
Pregiudiziale sportiva
In relazione alle controversie risarcitorie dinanzi al G.A. opera il vincolo di giustizia sportiva (o pregiudiziale
sportiva), che impone il previo esaurimento dei gradi di giudizio dinanzi alla giustizia sportiva:
si esauriscono i gradi della giustizia sportiva per annullare il provvedimento → si richiede il risarcimento del
danno davanti al giudice amministrativo (TAR, Consiglio di Stato), che accerta incidentalmente l’illegittimità̀
dell’atto (ai soli fini del risarcimento del danno), ma non lo annulla.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI – sentenza 31 maggio 2013 n. 3002
È inammissibile la diretta impugnativa in sede giurisdizionale dell’atto di formazione del campionato di
calcio, senza osservare il vincolo della c.d. ‘pregiudiziale sportiva’ per non essere stati previamente percorsi
i gradi della giustizia sportiva. La regola del previo esaurimento dei gradi della giustizia sportiva deriva dal
necessario rispetto (riconosciuto dalla normativa primaria del 2003) delle clausole compromissorie previste
dagli Statuti e dai regolamenti del C.O.N.I. e delle Federazioni sportive.
Laddove il provvedimento adottato dalle Federazioni sportive o dal C.O.N.I. abbia incidenza anche su
situazioni giuridiche soggettive rilevanti per l’ordinamento giuridico statale, la domanda volta ad ottenere
non la caducazione dell’atto, ma il conseguente risarcimento del danno, va proposta al giudice
pag. 7
amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva, non operando una riserva a favore della giustizia sportiva,
innanzi alla quale la pretesa risarcitoria nemmeno può essere fatta valere. Anche per le controversie
risarcitorie opera, tuttavia, il c.d. vincolo della giustizia sportiva, e quindi potranno essere instaurate solo
dopo che siano «esauriti i gradi della giustizia sportiva», così come prevede l’art. 3 del decreto-legge n. 220
del 2003

pag. 8
3. LE FONTI DEL DIRITTO
Fonti di produzione – Fonti di cognizione
➢ DI PRODUZIONE: modi di formazione delle norme giuridiche
➢ DI COGNIZIONE: testi che contengono le norme giuridiche già formate
Fonti dell’ordinamento generale
• Fonti nazionali
• Fonti internazionali
Fonti dell’ordinamento sportivo
• Fonti nazionali
• Fonti internazionali

Fonti ordinamento generale - NAZIONALI


COSTITUZIONE
❖ le ragioni storiche: fascismo + difficoltà economiche e sociali post-belliche
❖ prima si tratta il profilo ordinamentale
❖ più in ombra la dimensione “individuale” dell’attività sportiva
❖ emersione di una sensibilità a livello di Statuti regionali a partire dagli anni ’70
❖ riconoscimento recente a livello di leggi ordinarie (es. L. 107/2015 che, nelle istituzioni scolastiche,
garantisce “il diritto all'esercizio della pratica sportiva quale insopprimibile forma di svolgimento
della personalità del minore”)

pur in assenza di riferimenti espliciti...


Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali
ove si svolge la sua personalità̀, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale.
Art. 18
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli
dalla legge penale.
Art. 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e
garantisce cure gratuite agli indigenti.
Art. 117
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: ordinamento sportivo.
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la
determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
→ ripartire fra i due livelli di governo la competenza legislativa a regolare gli ambiti sottratti
all’autonomia sportiva e affidati ai pubblici poteri
CORTE COST. 424/2004
...posto che non può dubitarsi che la disciplina degli impianti e delle attrezzature sportive rientri nella
materia dell’ordinamento sportivo, lo Stato deve limitarsi alla determinazione, in materia, dei principi
fondamentali, spettando invece alle Regioni la regolamentazione di dettaglio...
[viene meno la distinzione tra attività agonistiche e non]

pag. 9
Art. 138 COST.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con
due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta
dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne
facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli
regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti
validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere
a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Art. 33 COST.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad
esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole
statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e
per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti
stabiliti dalle leggi dello Stato.
La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico
dell’attività sportiva in tutte le sue forme
3 direttrici complementari:
➢ valore educativo → sviluppo e formazione della persona
➢ valore sociale → fattore di aggregazione e strumento d'inclusione per individui o cerchie di soggetti
in condizioni di svantaggio o marginalità del più vario genere
➢ correlazione con la salute → concezione moderna di benessere psico-fisico integrale della persona
“in tutte le sue forme” = professionistico, dilettantistico, amatoriale, organizzato o non organizzato.
GERARCHIA DELLE FONTI
FONTI PRIMARIE
➢ Costituzione, leggi costituzionali Statuti delle Regioni a Statuto Speciale;
➢ leggi ordinarie, statali e regionali; atti aventi forza di legge (decreti-legge e decreti legislativi)
FONTI SECONDARIE
➢ regolamenti;
➢ usi e consuetudini

FONTI ORDINAMENTO GENERALE - INTERNAZIONALI


UNIONE EUROPEA
dal mercato unico alla dimensione sociale dello sport:
CARTA EUROPEA DELLO SPORT (1992)
I governi, con lo scopo di promuovere lo sport quale importante fattore per lo sviluppo umano, adotteranno
le misure necessarie a realizzare le enunciazioni della presente Carta in accordo con i principi enunciati nel
Codice di Etica Sportiva, per dare ad ogni individuo la possibilità̀ di praticare sport e proteggere e sviluppare
le basi morali ed etiche dello sport.
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CODICE EUROPEO DI ETICA SPORTIVA (1992)
Le considerazioni etiche insite nel “gioco leale” (fair play) non sono elementi facoltativi, ma qualcosa di
essenziale in ogni attività sportiva, in ogni fase della politica e della gestione del settore sportivo. Queste
considerazioni sono applicabili a tutti i livelli di abilità e impegno, dallo sport ricreativo a quello agonistico
LIBRO BIANCO SULLO SPORT (2007)
o ruolo sociale dello sport: oltre a migliorare la salute dei cittadini europei, lo sport ha una dimensione
educativa e svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo
o dimensione economica: può servire da strumento di sviluppo regionale e locale, riqualificazione
urbana e sviluppo rurale; interagisce col turismo e può stimolare il miglioramento delle infrastrutture
e l’inizio di nuove collaborazioni per il finanziamento delle strutture sportive
o organizzazione in Europa: si riconosce l’autonomia delle organizzazioni sportive e delle loro strutture
rappresentative (come le leghe) e si riconosce anche che la gestione dello sport è soprattutto di
competenza degli enti sportivi preposti
L’attività sportiva è soggetta all’applicazione del diritto dell’UE: le disposizioni relative alla concorrenza e al
mercato interno si applicano allo sport in quanto quest’ultimo costituisce un’attività economica. Lo sport è
anche soggetto ad altri aspetti importanti del diritto dell’UE, come il divieto di discriminazione in base alla
nazionalità, le norme relative alla cittadinanza dell’Unione e la parità uomo-donna per quanto riguarda il
lavoro
Specificità dello sport europeo:
✓ specificità delle attività e delle regole sportive (gare distinte per uomini e donne, limitazione del
numero di partecipanti alle competizioni);
✓ specificità della struttura sportiva (autonomia e diversità delle organizzazioni dello sport,
organizzazione dello sport su base nazionale e il principio di una federazione unica per sport)
→ la specificità dello sport non può essere intesa in modo da giustificare un’esenzione generale
dall’applicazione del diritto dell’UE
TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO UE (ART. 165)
Trova espresso riconoscimento il principio di specificità dello sport:
→ L'Unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto delle sue
specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale e educativa;
→ L’azione dell’UE è intesa a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendo l'equità e
l'apertura nelle competizioni sportive e la cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport e
proteggendo l'integrità fisica e morale degli sportivi, in particolare dei più giovani tra di essi
Rientra tra le competenze ripartite (o complementari)
in taluni settori e alle condizioni previste dai trattati, l'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a
sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri, senza tuttavia sostituirsi alla loro
competenza in tali settori.
Gli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione adottati in base a disposizioni dei trattati relative a tali settori
non possono comportare un'armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri.
→ istruzione, formazione professionale, gioventù e sport
DIRITTO DERIVATO
▪ REGOLAMENTI: atto legislativo vincolante, direttamente applicabile in tutti i suoi elementi nell'intera
Unione europea
▪ DIRETTIVE: atto legislativo che vincola gli Stati membri quanto agli obiettivi, lasciandoli liberi di
stabilire le modalità per il raggiungimento di questi obiettivi
→ Direttive self-executing

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▪ DECISIONI: vincolante unicamente per i suoi destinatari (ad esempio un paese dell'UE o una singola
impresa) ed è direttamente applicabile
SENTENZE CGUE
La Corte costituzionale, già con le sentenze nn. 113/85 e 39/89 ha riconosciuto il principio della immediata
efficacia e vincolatività delle “statuizioni risultanti dalle sentenze interpretative della Corte di Giustizia”,
al pari di quanto statuito con riferimento alle direttive auto esecutive (C. Cost. 2 febbraio 1990 n. 64 e C.
Cost. 18 aprile 1991 n. 168).
Le sentenze della Corte di Giustizia non sono quindi tecnicamente fonti del diritto e il riconosciuto effetto
vincolante risulta circoscritto alle sole sentenze interpretative del diritto unionale: sono pertanto fonti di
integrazione del diritto unionale, del quale esprimono interpretazione autentica.

FONTI ORDINAMENTO SPORTIVO - NAZIONALI


= atti e fatti prodotti all’interno dell’ordinamento sportivo da cui derivano norme aventi rilevanza giuridica
(NON rientrano le fonti statali che regolamentano l’ambito dello sport)
Si distinguono, a seconda della natura giuridica del soggetto da cui promanano, in fonti:
❖ di diritto pubblico: efficacia generale
❖ di diritto privato: efficacia solo nei riguardi di chi le ha prodotte o di chi da essi è rappresentato
(tesserati, affiliati)
DI DIRITTO PUBBLICO
Statuto del CONI:
l'art. 1 della L. 86/2019 aveva previsto una delega al Governo per il riordino del CONI e della disciplina di
settore, non esercitata nei termini previsti (30 novembre 2020).
Fra i principi e criteri direttivi vi era quello relativo alla definizione degli ambiti di attività del CONI in coerenza
con le novità introdotte dalla legge di bilancio 2019 → decreto-legge 5/2021 (decreto CIO o salva CONI)
Il CONI produce norme aventi natura regolamentare
❖ Codice di comportamento sportivo
specifica i doveri fondamentali, inderogabili e obbligatori, di lealtà, correttezza e probità previsti e sanzionati
dagli Statuti e dai regolamenti del CONI, delle Federazioni sportive nazionali, ivi compresi quelli degli
organismi rappresentativi delle società, delle Discipline sportive associate, degli Enti di promozione sportiva
e delle Associazioni benemerite
Il Garante del Codice di comportamento sportivo, istituito presso il CONI, adotta istruzioni, vigila sulla
corretta attuazione del Codice e segnala ai competenti organi degli Enti di appartenenza i casi di sospetta
violazione, ai fini del conseguente giudizio disciplinare, fermi restando i poteri di controllo del Coni
❖ Regolamento del Garante del CCS
❖ Principi Fondamentali Statuti FSN-DSA: dettano le disposizioni cui devono conformarsi i regolamenti
federali, norme in materia di elezioni, disciplina degli organi federali, vincolo sportivo, attività
sportiva professionistica, maternità̀, giustizia sportiva
Statuto e regolamenti del Comitato Italiano Paralimpico
DI DIRITTO PRIVATO
Statuti e Regolamenti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate
❖ espressione del potere di autonomia privata (1322 c.c.): hanno efficacia soltanto nei riguardi degli
organi delle Federazioni e dei loro associati
❖ possono però anche avere portata vincolante per soggetti estranei alle Federazioni (tesserati-agenti
sportivi, sponsorizzazioni) → fonti a contenuto normativo

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❖ contenuto: principi fondamentali cui devono attenersi tesserati ed enti affiliati, regole per affiliazione,
organi federali, giustizia sportiva
❖ si ispirano ai contenuti dello Statuto e regolamenti FIGC

FONTI ORDINAMENTO SPORTIVO - INTERNAZIONALI


Hanno tutte natura giuridica privatistica
1. CARTA OLIMPICA: è la codificazione dei principi dell’Olimpismo, delle Regole e delle Norme di
Applicazione adottate dal CIO
▪ documento di base costituzionale, stabilisce i principi fondamentali e i valori essenziali
dell’Olimpismo;
▪ statuto per il Comitato Olimpico Internazionale;
▪ definisce i diritti e doveri delle 3 istituzioni principali del Movimento olimpico: le Federazioni
Internazionali, i Comitati Nazionali Olimpici, i comitati organizzativi dei Giochi Olimpici, che devono
conformarsi tutti alla Carta Olimpica.
2. Codice della classificazione e standard internazionali per lo sport paralimpico
3. Regolamenti delle federazioni sportive internazionali: regole di gioco, condotta disciplinare, giustizia
interna → vincolano direttamente atleti che partecipano ad una competizione internazionale,
indirettamente coloro che partecipano ad una competizione nazionale (esigenza di uniformità)
Olimpismo:
L'Olimpismo è una filosofia di vita, che esalta in un insieme armonico le qualità del corpo, la volontà e lo
spirito.
Nell'associare lo sport alla cultura ed all'educazione, l'Olimpismo si propone di creare uno stile di vita basato
sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio e sul rispetto dei principi etici fondamentali
universali.
La pratica dello sport è un diritto dell'uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport
secondo le proprie esigenze.
PRINCIPI FONDAMENTALI
5. Il Movimento Olimpico raggruppa sotto l'autorità suprema del C.I.O. le organizzazioni, gli atleti e tutti
coloro che accettino di essere guidate dalla Carta Olimpica. Il criterio di appartenenza al Movimento Olimpico
consiste nel riconoscimento da parte del C.I.O. L'organizzazione e la gestione dello sport devono essere
controllate da organismi sportivi indipendenti, riconosciuti come tali.
6. Il Movimento Olimpico ha come scopo di contribuire alla costruzione di un mondo migliore e più pacifico
educando la gioventù per mezzo dello sport, praticato senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito
olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play
7. L'attività del Movimento Olimpico, simbolizzata dai cinque anelli intrecciati, è universale e permanente.
Essa abbraccia i cinque continenti e raggiunge il suo punto culminante in occasione del raduno di atleti di
tutto il mondo per il grande festival dello sport che sono i Giochi Olimpici.

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4. L’ORGANIZZAZIONE DELL’ORDINAMENTO SPORTIVO
CIO (COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO)
• Organizzazione internazionale non governativa
• Permanente
• Senza scopo di lucro
• Personalità̀ giuridica di diritto privato: detta norme di natura convenzionale, vincolanti solo per
coloro che intendono dar loro spontanea esecuzione (no effetti diretti all’interno dei singoli
ordinamenti statali)
[Link]. 36/2021: l'organizzazione internazionale non governativa senza fini di lucro alla guida del
movimento olimpico, preposta alla gestione e all'organizzazione dei Giochi Olimpici
• organizzazione dei giochi olimpici
• difesa della filosofia dell’Olimpismo
• vigilanza sul rispetto della Carta olimpica
• promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne
• preservazione dell’autonomia dello sport
SESSIONE: Assemblea generale, adotta modifica interpreta la Carta olimpica
PRESIDENTE: rappresentanza legale, dura in carica 8 anni
COMMISSIONE ESECUTIVA: organo direttivo ed amministrativo, composto da 15 membri

IPC (COMITATO PARALIMPICO INTERNAZIONALE)


Ludwig Guttmann, neurochirurgo, usò lo sport come terapia per i membri delle forze armate britanniche che
avevano subito lesioni del midollo spinale durante la Seconda Guerra Mondiale
In occasione dei Giochi di Roma 1960, si tenne la prima edizione dei Giochi paralimpici (giochi di Stoke
Mandeville)
o IPC venne costituito nel 1987, organizzazione internazionale no-profit, sede a Bonn
o Organizza e coordina i Giochi paralimpici, promuove lo sport per i soggetti disabili sulla base dei
principi di uguaglianza e pari opportunità
o Presidente, Assemblea Generale, Commissione Governativa, Management Team, comitati
[Link]. 36/2021: organizzazione internazionale non governativa senza fini di lucro alla guida del movimento
paralimpico, preposta alla gestione e all'organizzazione dei Giochi Paralimpici

FEDERAZIONI SPORTIVE INTERNAZIONALI


Preesistono al CIO, assicurano l’uniformità della regolamentazione tecnica delle discipline sportive
Per ogni singolo sport può essere riconosciuta solo una Federazione Internazionale
Devono conformare Statuti, Regolamenti ed attività alla Carta Olimpica
ORGANI:
➢ Assemblea: funzione normativa
➢ Organo esecutivo: direzione ed esecuzione
➢ Segreteria: funzioni burocratiche
FUNZIONI:
➢ Promuovono lo sviluppo della pratica sportiva
➢ Codificano norme organizzative e regolamentari attinenti all’ambito tecnico-sportivo e assicurano
che le competizioni si svolgano conformemente
➢ Predispongono i calendari delle competizioni internazionali
➢ Accreditamento arbitri
→ SISTEMA PIRAMIDALE: FIFA – UEFA – FIGC
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COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO (CONI)
Fondato nel 1914, ottiene riconoscimento da parte dell’ordinamento statale con legge 426/1942
➢ Decreto Melandri ([Link]. 242/1999)
➢ Decreto Pescante ([Link]. 15/2004)
➢ Legge di Stabilità 2019 (l. 145/2018)
➢ Legge 86/2019 → delega non attuata
➢ Decreto CIO o Salva CONI (d.l. 5/2021)
Ente pubblico non economico, esponenziale dell’ordinamento sportivo italiano, emanazione del Comitato
Olimpico Internazionale (CIO), è autorità di disciplina, regolazione e gestione delle attività sportive
nazionali
❖ Ha personalità giuridica di diritto pubblico, ha sede in Roma ed è posto sotto la vigilanza del Ministero
per i beni e le attività culturali della Presidenza del Consiglio dei ministri
❖ È la Confederazione delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline Sportive Associate e si
conforma ai principi dell'ordinamento sportivo internazionale, in armonia con le deliberazioni e gli
indirizzi emanati dal Comitato olimpico internazionale La Repubblica riconosce e favorisce l'autonomia
dell'ordinamento sportivo nazionale, quale articolazione dell'ordinamento sportivo internazionale
facente capo al Comitato Olimpico Internazionale (decreto salva-calcio)
❖ [Link]. 36/2021: l'ente pubblico, riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale che, in
conformità alla Carta olimpica, svolge il ruolo di Comitato olimpico sul territorio nazionale

• organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale, ed in particolare la preparazione degli


atleti e l'approntamento dei mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive
nazionali o internazionali;
• adozione di misure di prevenzione e repressione dell'uso di sostanze dopanti;
• promuove le opportune iniziative contro ogni forma di discriminazione e di violenza nello sport
• Lo statuto è adottato a maggioranza dei componenti del consiglio nazionale, su proposta della giunta
nazionale, ed è approvato, entro sessanta giorni dalla sua ricezione, dal Ministro per i beni e le attività
culturali, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
• Disciplina l'organizzazione periferica del CONI
• Disciplina le procedure per l'elezione del presidente e della giunta nazionale
Funzioni di disciplina e regolazione
• presiede, cura e coordina l’organizzazione delle attività sportive sul territorio nazionale.
• detta i principi fondamentali per la disciplina delle attività sportive e per la tutela della salute degli
atleti
• nell’ambito dell’ordinamento sportivo, detta principi contro l’esclusione, le diseguaglianze, il
razzismo e promuove le opportune iniziative contro ogni forma di violenza e discriminazione nello
sport.
• nell’ambito dell’ordinamento sportivo, detta principi per conciliare la dimensione economica dello
sport con la sua inalienabile dimensione popolare, sociale, educativa e culturale.
• nell’ambito dell’ordinamento sportivo, detta principi per assicurare che ogni giovane atleta formato
ai fini di alta competizione riceva una formazione educativa o professionale complementare alla sua
formazione sportiva.
• detta principi per prevenire e reprimere l’uso di sostanze o di metodi che alterano le naturali
prestazioni fisiche degli atleti nelle attività agonistico-sportive.
• garantisce giusti procedimenti per la soluzione delle controversie nell’ordinamento sportivo.

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Funzioni di gestione
• promuove la massima diffusione della pratica sportiva, anche al fine di garantire l’integrazione
sociale e culturale degli individui
• promuove e tutela lo sport giovanile fin dall’età pre-scolare
• cura la preparazione degli atleti, lo svolgimento delle manifestazioni e l’approntamento dei mezzi
necessari alla partecipazione della delegazione italiana ai giochi olimpici e ad altre manifestazioni
sportive
• anche in collaborazione con le Federazioni sportive nazionali e le Discipline sportive associate, cura
le attività di formazione e aggiornamento dei quadri tecnici e dirigenziali, nonché le attività di
ricerca applicata allo sport
• gestisce attività connesse e strumentali all’organizzazione e al finanziamento dello sport

Principio di autonomia (art. 4)


• svolge le proprie funzioni con autonomia e indipendenza di giudizio e di valutazione, in armonia con
le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato Olimpico Internazionale
• salvaguardando la sua autonomia da ingerenze di natura politica, religiosa ed economica, in
conformità ai principi sanciti dalla Carta Olimpica, intrattiene rapporti di collaborazione con le
organizzazioni internazionali, l’Unione Europea, le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano
e gli Enti locali, e coopera con le Autorità pubbliche ai programmi di promozione e sostegno dello
sport.
• può presentare al Governo e al Parlamento proposte e osservazioni in ordine alla disciplina legislativa
in materia sportiva
Principio di autonomia nella Carta Olimpica
• I Comitati olimpici nazionali possono collaborare con enti governativi e con organizzazioni non
governative, ferma restando l'esigenza di preservare la loro autonomia e di "resistere a tutte le
pressioni, incluse pressioni politiche, legali, religiose o economiche che potrebbero impedire loro
di rispettare la Carta olimpica".
• Il Comitato esecutivo del CIO può anche deliberare la sospensione o il ritiro del riconoscimento del
Movimento olimpico a danno di un Comitato olimpico nazionale se "la Costituzione, la legislazione,
o altri regolamenti in vigore in quel Paese, o qualsiasi atto di un'agenzia governativa o di un'altra
entità, ha l'effetto di ostacolare l'attività del Comitato nazionale o la formazione o l'espressione
della sua volontà".
• Sanzioni:
o la sospensione: in tal caso, il Comitato esecutivo del CIO determina caso per caso le
conseguenze per il Comitato interessato e per i suoi atleti;
o la revoca del riconoscimento: il Comitato olimpico nazionale perde tutti i diritti ad esso
concessi in conformità con la Carta olimpica
o la revoca del diritto di organizzare una Sessione o un Congresso Olimpico
Consiglio Nazionale
→ organo politico, di indirizzo e controllo
massimo organo rappresentativo dello sport italiano, opera per la diffusione dell'idea olimpica, assicura
l’attività̀ necessaria per la preparazione olimpica, disciplina e coordina l'attività sportiva nazionale e
armonizza l'azione delle FSN e delle DSA.
è composto da membri di diritto (Presidente, Presidenti FSN, membri del CIO) e membri elettivi (atleti e
tecnici, rappresentanti delle strutture territoriali, rappresentanti EPS DSA e AB)
❖ adotta lo Statuto, le revisioni o modifiche statutarie e gli altri atti normativi di competenza
❖ elegge il Presidente e i componenti della Giunta Nazionale
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❖ stabilisce i principi fondamentali ai quali devono uniformarsi, allo scopo di ottenere il riconoscimento ai
fini sportivi, gli statuti delle FSN, DSA, EPS, AB etc. e delibera in ordine ai provvedimenti di riconoscimento
(con facoltà di delega alle FSN, DSA, EPS in ordine ai provvedimenti di riconoscimento ai fini sportivi delle
società ed associazioni Sportive)
❖ adotta il Codice di giustizia sportiva ed i Principi fondamentali
❖ stabilisce i criteri e le modalità per l’esercizio dei controlli sulle FSN, DSA, EPS riconosciuti
❖ stabilisce, allo scopo di garantire il regolare svolgimento dei campionati sportivi, i criteri e le modalità
dei controlli da parte delle Federazioni sulle società sportive (può disporre il commissariamento su
proposta della Giunta Nazionale)
Giunta nazionale
→ organo di esecuzione e controllo dell’attività̀ amministrativa del CONI
❖ esercita, sulla base di criteri e modalità stabiliti dal Consiglio Nazionale, il controllo sulle Federazioni
sportive nazionali in merito agli aspetti di rilevanza pubblicistica e, in particolare, in merito al regolare
svolgimento delle competizioni, alla preparazione olimpica, all’attività sportiva di alto livello e
all’utilizzazione dei contributi finanziari erogati;
❖ propone al Consiglio Nazionale il commissariamento delle FSN o DSA in caso di accertate gravi
irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi
ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi al fine di garantire il regolare
avvio o svolgimento delle competizioni sportive nazionali;
❖ delibera il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione del Consiglio Nazionale
❖ nomina il Segretario Generale
❖ approva, ai fini sportivi, gli statuti, i regolamenti di giustizia sportiva e i regolamenti antidoping
delle FSN e delle DSA, valutandone la conformità alla legge, allo Statuto del CONI, ai principi
fondamentali, agli indirizzi e ai criteri deliberati dal Consiglio Nazionale
Presidente
→ Legale rappresentante dell’Ente
❖ convoca e presiede il Consiglio Nazionale e la Giunta Nazionale e garantisce l’attuazione delle
deliberazioni;
❖ formula proposte alla Giunta Nazionale
❖ adotta nei casi di necessità ed urgenza i provvedimenti di competenza della Giunta Nazionale, con
l’obbligo di sottoporli a ratifica nella prima riunione successiva
Segretario generale
❖ nominato dalla Giunta Nazionale
❖ provvede alla gestione amministrativa del CONI in base agli indirizzi della Giunta Nazionale
❖ è a capo dei servizi e degli uffici del CONI e ne coordina l’organizzazione generale
❖ attua, per quanto di competenza, le deliberazioni del Consiglio Nazionale e della Giunta Nazionale
Collegio dei revisori dei conti
❖ composto da tre membri, di cui uno scelto dal CONI, controlla e verifica la gestione contabile ed
amministrativa
Ricordiamo che:
❖ l'art. 1 della L. 86/2019 aveva previsto una delega al Governo per il riordino del CONI e della disciplina di
settore, non esercitata nei termini previsti (30 novembre 2020).
❖ Fra i principi e criteri direttivi vi era quello relativo alla definizione degli ambiti di attività del CONI in
coerenza con le novità introdotte dalla legge di bilancio 2019

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CONI Servizi S.p.A.
Gli ultimi interventi legislativi hanno cercato di far fronte alla crisi economico finanziaria che ha interessato
il CONI in seguito alla flessione delle entrate derivante dalla gestione dei giochi a pronostico.
d.l. 138/2002 (conv. in l. 178/2002): costituzione di CONI SERVIZI S.P.A., partecipata integralmente dal
Ministero dell'economia e delle finanze
 Il CONI per l'espletamento dei suoi compiti si avvale di CONI SERVIZI S.P.A.
 I rapporti, anche finanziari, tra il CONI e la CONI Servizi S.p.A. sono disciplinati da un contratto di
servizio annuale.
 CONI Servizi S.p.A. può stipulare convenzioni anche con le regioni, le province autonome e gli enti
locali.
 Il personale alle dipendenze dell'ente pubblico CONI resta alle dipendenze della CONI Servizi S.p.A.,
la quale succede in tutti i rapporti attivi e passivi, compresi i rapporti di finanziamento con le banche,
e nella titolarità dei beni facenti capo all'ente pubblico

SPORT E SALUTE S.P.A.


In concreto CONI SERVIZI gestiva i Centri Nazionali di preparazione olimpica, la Scuola dello Sport, l’Istituto
di Medicina dello Sport e forniva consulenza per l’impiantistica sportiva di alto livello
Anziché privatizzare, con l’affiancamento di CONI SERVIZI si è realizzata un sostanziale esautorazione
Questo processo è proseguito con la legge 145/2018, che ha sostituito CONI SERVIZI S.P.A. con SPORT E
SALUTE S.P.A.
ll presidente della società e gli altri componenti del Consiglio di amministrazione sono designati dal CONI
La società è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da tre membri, di cui uno con funzioni di presidente. Il
presidente è nominato dall'autorità di Governo competente in materia di sport previo parere delle Commissioni parlamentari
competenti, ha la rappresentanza legale della società, presiede il Consiglio di amministrazione di cui è componente e svolge le
funzioni di amministratore delegato. Gli altri componenti sono nominati rispettivamente dal Ministro della salute e dal Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle
Commissioni parlamentari competenti.
❖ è il soggetto incaricato di attuare le scelte di politica pubblica sportiva, con particolare riferimento
all’erogazione dei contributi per l’attività sportiva da destinare alle FSN, DSA, EPS...; a tal riguardo, la
Società istituisce un sistema separato ai fini contabili ed organizzativi, che provvede al riparto delle
risorse, da qualificare quali contributi pubblici, anche sulla base degli indirizzi generali in materia sportiva
adottati dal CONI in armonia con i principi dell’ordinamento sportivo internazionale
❖ la Società produce e fornisce servizi di interesse generale a favore dello sport, secondo le direttive e gli
indirizzi dell’Autorità di Governo competente in materia di sport:
a) in base al contratto di servizio, fornisce servizi e prestazioni al CONI al fine dell’espletamento dei compiti
istituzionali attributi dalla legge;
b) in base a specifici accordi, fornisce servizi e prestazioni a supporto delle attività delle FSN, DSA etc.
❖ fornisce servizi e svolge attività nel campo dello sport, inclusa la gestione di centri e impianti
sportivi, a favore dei soggetti pubblici o privati che operano nel campo dello sport e della salute e
provvede a sviluppare e sostenere la pratica sportiva, i progetti e le altre iniziative finalizzati allo
svolgimento di attività a favore dello sport, della salute e dello sviluppo della cultura sportiva

SPORT E SALUTE S.P.A. e CIO


Reazione del CIO → avvio da parte di un'attività istruttoria per comprendere gli impatti che la l. 145/2018
ha avuto sull'assetto organizzativo del CONI e sul principio di autonomia e indipendenza sancito nella Carta
olimpica
È stato eccepito che il personale del CONI "non potesse essere assunto e controllato da una entità esterna
riconducibile allo Stato (Sport e salute Spa)", ma dovesse avere una propria dotazione organica e una propria
struttura amministrativa
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Risposta dello Stato → DECRETO-LEGGE 29 2021 n. 5 (in Gazz. Uff., 29 gennaio 2021, n. 23). - Decreto
convertito con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2021, n. 43. - Misure urgenti in materia di organizzazione
e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano

IL DECRETO «salva CONI»


• il CONI è dotato di una propria dotazione organica nella misura di 165 unità di personale, in modo
da poter essere pienamente operativo, autonomo e indipendente in qualità di componente del CIO
• il personale di Sport e Salute S.p.A., già dipendente del CONI che presta servizio presso il CONI in
regime di avvalimento, è trasferito nel ruolo del personale del CONI con qualifica corrispondente a
quella attuale, fatto salvo il diritto di opzione per restare alle dipendenze di Sport e Salute S.p.A.
• espletata la procedura di trasferimento del personale verso il CONI e/o di opzione per la permanenza
nella Sport e salute Spa, il completamento della pianta organica del CONI avviene mediante concorsi
pubblici per titoli ed esami

COMITATO ITALIANO PARALIMPICO (CIP)


✓ Legge 189/2003 e DPCM 8/4/2004: il Presidente del Consiglio dei ministri individua, con proprio
decreto, le attività della Federazione italiana sport disabili quale Comitato italiano paraolimpico,
per l'organizzazione e la gestione delle attività sportive praticate dalle persone disabili in armonia,
per l'attività paraolimpica, con le deliberazioni e gli indirizzi emanati dal Comitato internazionale
paraolimpico → succede alle precedenti 3 Federazioni sportive in materia di disabilità
✓ [Link]. 43/2017: è costituito il Comitato italiano paralimpico
o personalità giuridica di diritto pubblico
o autonomia organizzativa, regolamentare, amministrativa, contabile e di bilancio
o sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri
✓ [Link]. 36/2021: ente pubblico, riconosciuto dal Comitato Paralimpico Internazionale, che ha il
compito di garantire la massima diffusione dell'idea paralimpica ed il più proficuo avviamento alla
pratica sportiva delle persone disabili
✓ È la Confederazione delle federazioni sportive paralimpiche e delle discipline sportive paralimpiche
da esso riconosciute
✓ Promuove, disciplina, regola e gestisce le attività sportive agonistiche ed amatoriali per persone
disabili sul territorio nazionale, secondo criteri volti ad assicurare il diritto di partecipazione all'attività
sportiva in condizioni di uguaglianza e pari opportunità.
✓ Si conforma ai principi dell'ordinamento sportivo paralimpico internazionale, in armonia con le
deliberazioni e gli indirizzi emanati dal Comitato paralimpico internazionale
✓ Struttura organizzativa: Consiglio nazionale, Giunta nazionale, Presidente, Segretario generale,
Collegio dei revisori dei conti

FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI (FSN)


➢ Organismi autorizzati a rappresentare in Italia le singole discipline sportive
➢ [Link]. 36/2021: organizzazione sportiva nazionale, affiliata alla Federazione sportiva internazionale
di appartenenza, posta al vertice di una disciplina sportiva o a un gruppo di discipline affini
➢ Riconoscimento da parte del CONI (solo UNA per sport)
a) svolgimento, nel territorio nazionale e sul piano internazionale, di una attività sportiva;
b) affiliazione ad una Federazione internazionale riconosciuta dal CIO, ove esistente, e gestione
dell’attività conformemente alla Carta Olimpica e alle regole della Federazione internazionale
di appartenenza;
c) ordinamento statutario e regolamentare ispirato al principio di democrazia interna e di
partecipazione all’attività sportiva da parte di donne e uomini in condizioni di uguaglianza e
di pari opportunità;
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d) procedure elettorali e composizione degli organi direttivi in conformità al decreto Melandri
➢ Autonomia tecnica, organizzativa e di gestione, sotto la vigilanza del CONI (che approva gli Statuti
federali, i regolamenti di giustizia sportiva e quelli antidoping)
➢ natura giuridica: associazione con personalità giuridica di diritto privato, senza fini di lucro
➢ svolgono l’attività sportiva e le relative attività di promozione, in armonia con le deliberazioni e gli
indirizzi del CIO e del CONI, anche in considerazione della rilevanza pubblicistica di specifici aspetti
di tale attività → queste attività sono tassativamente individuate dallo Statuto del CONI:
➢ ammissione e affiliazione (e revoca) di società, di associazioni sportive e di singoli tesserati
• controllo in ordine al regolare svolgimento delle competizioni e dei campionati sportivi
professionistici
• utilizzazione dei contributi pubblici
• prevenzione e repressione del doping
• attività relative alla preparazione olimpica, alla formazione dei tecnici, all’utilizzazione e alla
gestione degli impianti sportivi pubblici

DISCIPLINE SPORTIVE ASSOCIATE (DSA)


➢ [Link]. 36/2021: l'organizzazione sportiva nazionale, priva dei requisiti per il riconoscimento quale
Federazione Sportiva Nazionale, che svolge attività sportiva sul territorio nazionale →
sostanzialmente assimilabili alle FSN, ma lo sport non rientra nel programma olimpico
• CONI riconosce una sola Disciplina sportiva associata per ciascuno sport che non sia già oggetto di
una Federazione sportiva nazionale
• Requisiti per il riconoscimento CONI:
a) svolgimento sul territorio nazionale di attività sportiva, anche di rilevanza internazionale;
b) tradizione sportiva e consistenza quantitativa del movimento sportivo e della struttura
organizzativa;
c) ordinamento statutario e regolamentare ispirato al principio di democrazia interna e di
partecipazione all’attività sportiva da parte di donne e uomini in condizioni di uguaglianza e
di pari opportunità nonché conforme alle deliberazioni e agli indirizzi del CONI;
d) assenza di fini di lucro

ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA (EPS)


➢ Associazioni riconosciute dal CONI, a livello nazionale o regionale, che hanno per fine istituzionale la
promozione e la organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ricreative e formative, e che
svolgono le loro funzioni nel rispetto dei principi, delle regole e delle competenze del CONI, delle
Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate
➢ Requisiti per il riconoscimento CONI (EPS nazionali):
a) associazione non riconosciuta o riconosciuta;
b) avere una presenza organizzata in almeno quindici Regioni e settanta Province;
c) avere un numero di società o associazioni sportive dilettantistiche di cui all’art. 90 della legge
27 dicembre 2002, n. 289, e successive modifiche e integrazioni, affiliate non inferiore a mille,
con un numero di iscritti non inferiore a centomila;
d) aver svolto attività nel campo della promozione sportiva da almeno quattro anni
➢ Attestati e qualifiche hanno valore nell’ambito associativo dell’Ente, salvo che l’EPS abbia
sottoscritto una Convenzione con FSN e DSA

pag. 20
5. I SOGGETTI DELL’ORDINAMENTO SPORTIVO
Il fenomeno associativo
➢ Art. 2 Cost.: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità
➢ Art. 18 Cost.: I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non
sono vietati ai singoli dalla legge penale
→ ASSOCIAZIONISMO SPORTIVO: associazioni e società sportive (70.000 aderenti ad organismi
riconosciuti per un totale di oltre 5 milioni di tesserati)
❖ Statuto CONI: Le società e le associazioni sportive sono soggetti dell’ordinamento sportivo e devono
esercitare con lealtà sportiva le loro attività, osservando i principi, le norme e le consuetudini sportive,
nonché salvaguardando la funzione popolare, educativa, sociale e culturale dello sport (art. 29)
❖ Acquisiscono lo status di soggetto dell’ordinamento sportivo mediante il riconoscimento, atto conclusivo
del procedimento di affiliazione
❖ Gli enti sportivi si distinguono in:
o DILETTANTISTICI
o PROFESSIONISTICI

Le ASD
Associazioni RICONOSCIUTE e NON
NON RICONOSCIUTE: hanno autonomia patrimoniale imperfetta:
• i contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo comune
dell'associazione
• finché questa dura, i singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, né
pretenderne la quota in caso di recesso
• la quota non è espropriabile dal creditore particolare del socio
• per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione, i terzi possono far valere
i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e
solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione
• quelle sportive devono essere costituite con atto scritto (vedi anche Statuto CONI art29)
RICONOSCIUTE: hanno personalità giuridica e godono di autonomia patrimoniale perfetta (separazione tra
il loro patrimonio e quello dei soci):
• debbono costituirsi per atto pubblico
• atto costitutivo e statuto devono contenere la denominazione dell'ente, l'indicazione dello scopo,
del patrimonio e della sede, nonché le norme sull'ordinamento e sull'amministrazione, determinare
i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni della loro ammissione
• iscrizione nel registro prefettizio / RUNTS

Nello statuto devono essere espressamente previsti:


a) la denominazione sociale dilettantistica;
b) l'oggetto sociale con riferimento all'organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa
l'attività didattica;
c) l'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione;
d) l'assenza di scopo di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso,
essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
e) le norme sull'ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti
gli associati, con la previsione dell'elettività delle cariche sociali;
f) l'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli
stessi da parte degli organi statutari;
pag. 21
g) le modalità di scioglimento dell'associazione;
h) l'obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento

Le SSD
• possono essere costituite in forma di società sportiva di capitali o cooperativa costituita secondo le
disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro (distribuzione utili +
distribuzione patrimonio residuo in ipotesi scioglimento)
• godono di autonomia patrimoniale perfetta
• non hanno scopo di lucro
• sono rette da statuti e regolamenti interni ispirati al principio democratico e di pari opportunità,
anche in conformità ai principi fondamentali emanati dal Consiglio Nazionale
• come le ASD, sono riconosciute, ai fini sportivi, dal Consiglio Nazionale o, per delega, dalle
Federazioni sportive nazionali, ovvero dalle Discipline sportive associate, ovvero dagli Enti di
promozione sportiva.
• si costituiscono con atto scritto
• contenuti obbligatori minimi dello statuto come per ASD, salvo: e) le norme sull'ordinamento
interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la
previsione dell'elettività delle cariche sociali, fatte salve le società sportive dilettantistiche che
assumono la forma di società di capitali o cooperative per le quali si applicano le disposizioni del
codice civile (es. diritto di voto parametrato in funzione delle quote sociali, NO una testa un voto)
→ fugace esperienza delle SSD lucrative (legge di Bilancio 2018, abrogata dal decreto dignità)

Legge delega 86/2019 e [Link]. 36/2021


 Art. 5 - Delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi
professionistici e dilettantistici
 DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2021, n. 36 (in Gazz. Uff., 18 marzo 2021, n. 67). - Attuazione
dell'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia
di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché́ di lavoro sportivo
In attuazione degli articoli 2, 3, 35, 41, 117, primo, secondo e terzo comma della Costituzione,
nell'esercizio della competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento e
organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali, di ordinamento civile, norme
generali sull'istruzione, previdenza sociale, nonché nell'esercizio della competenza legislativa
concorrente in materia di tutela e sicurezza del lavoro, ordinamento sportivo, istruzione, professioni,
tutela della salute, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
Le Regioni a statuto ordinario esercitano nelle materie disciplinate dal presente provvedimento le
proprie competenze, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, nel rispetto dei principi fondamentali
stabiliti dalla legge 8 agosto 2019, n. 86, e dal presente decreto (art.4)

Art. 5 - Delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi
professionistici e dilettantistici Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti
legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e con la procedura previsti dai commi
1 e 2, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi:
• [Link]. 5 ottobre 2022, n. 163
• [Link]. 29 agosto 2023, n. 120

[Link]. 36/2021
➢ TITOLO II, CAPO I → in vigore dal 1° gennaio 2023
Le associazioni e le società sportive dilettantistiche indicano nella denominazione sociale la finalità sportiva
e la ragione o la denominazione sociale dilettantistica. Gli enti sportivi dilettantistici possono costituirsi in:

pag. 22
a) associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del Codice
civile;
b) associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato;
c) società di capitali e cooperative di cui al libro V, titoli V e VI, del Codice civile
d) Enti del Terzo Settore iscritti al Registro unico nazionale del terzo settore e che esercitano, come
attività di interesse generale, l'organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche e sono
iscritti al registro delle attività sportive dilettantistiche
Le società e le associazioni sportive dilettantistiche si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra l'altro
essere indicata la sede legale.
Statuto contenuti minimi obbligatori:
a) la denominazione;
b) l'oggetto sociale con specifico riferimento all'esercizio in via stabile e principale dell'organizzazione
e gestione di attività sportive dilettantistiche, ivi comprese la formazione, la didattica, la preparazione
e l'assistenza all'attività sportiva dilettantistica (NO per ETS);
c) l'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione;
d) l'assenza di fini di lucro;
e) le norme sull'ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti
gli associati, con la previsione dell'elettività delle cariche sociali, fatte salve le società sportive che
assumono la forma societaria per le quali si applicano le disposizioni del Codice civile (ECCETTO
distribuzione utili e distribuzione patrimonio residuo in caso di scioglimento);
f) l'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli
stessi da parte degli organi statutari;
g) le modalità di scioglimento dell'associazione;
h) l'obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società e delle
associazioni.
→ la mancata conformità dello statuto a tali criteri rende inammissibile la richiesta di iscrizione al Registro
nazionale delle attività sportive dilettantistiche e, per quanti vi sono già iscritti, comporta la cancellazione
d'ufficio dallo stesso
→ lee associazioni e le società sportive dilettantistiche uniformano i propri statuti alle disposizioni del
presente Capo I entro il 31 dicembre 2023
ASSENZA DI SCOPO DI LUCRO
Le associazioni e le società sportive dilettantistiche destinano eventuali utili ed avanzi di gestione allo
svolgimento dell'attività statutaria o all'incremento del proprio patrimonio.
è vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque
denominati, a soci o associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi
sociali, anche nel caso di recesso o di qualsiasi altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto.
Le SSD (società capitali o coop) possono:
• destinare una quota inferiore al 50% degli utili e degli avanzi di gestione annuali, dedotte eventuali
perdite maturate negli esercizi precedenti, ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e
versato dai soci, oppure alla distribuzione di dividendi ai soci, entro certi limiti rispetto al capitale
effettivamente versato [incremento sino all’80% per enti che gestiscono piscine, palestre o impianti
sportivi in qualità di proprietari, conduttori o concessionari]
• rimborsare al socio il capitale effettivamente versato ed eventualmente rivalutato o aumentato
entro certi limiti.

pag. 23
Il riconoscimento (disciplina previgente)
❖ RICONOSCIMENTO: atto che attribuisce lo status di soggetto dell’ordinamento sportivo e l’accesso alle
agevolazioni fiscali
❖ CONI: unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle ASD e SSD
❖ Le società e le associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini sportivi dal CONI, sono iscritte nel
REGISTRO di cui all’articolo 7 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito nella legge 27 luglio
2004, n. 186, che è pubblicato sul sito del CONI
o sezione pubblica
o sezione riservata
❖ AFFILIAZIONE: indica il rapporto sportivo che intercorre tra ASD/SSD e Organismo Sportivo (ovvero
FSN, DSA, EPS cui sono associate). Non può essere superiore a 12 mesi (coincide di norma con la
stagione sportiva)

Iscrizione nel Registro


❖ iscrizione nel Registro avviene per il tramite dell’Organismo Sportivo cui la ASD/SSD è affiliata con
modalità telematica
❖ il certificato di iscrizione attesta il riconoscimento ai fini sportivi del CONI
❖ all’atto della iscrizione l’Organismo sportivo provvede all’inserimento dei dati e dei documenti riferiti alle
ASD/SSD attestandone la corrispondenza ai requisiti richiesti dalla normativa
❖ le iscrizioni sono oggetto di conferma da parte del Segretario Generale del CONI suo delegato
Effetti
Al riconoscimento conseguono:
DIRITTI
• Partecipazione all’attività sportiva ufficiale, sia a livello nazionale che internazionale
• Organizzazione di manifestazioni sportive
• Partecipazione alle assemblee federali
DOVERI:
• Mettere a disposizione gli atleti selezionati per far parte delle rappresentative nazionali
• Assicurare ai giovani atleti formazione educativa complementare a quella sportiva

[Link]. 36/2021
Art. 10 → in vigore dal 1° gennaio 2022
• ASD/SSD sono riconosciute, ai fini sportivi, dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle Discipline
Sportive Associate, dagli Enti di Promozione Sportiva
• la certificazione della effettiva natura dilettantistica dell'attività svolta avviene mediante l'iscrizione
del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, tenuto dal Dipartimento per lo sport,
il quale trasmette annualmente al Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia delle entrate
l'elenco delle società e delle associazioni sportive ivi iscritte.
• il Dipartimento per lo sport, avvalendosi della società̀ Sport e salute S.p.A., esercita le funzioni
ispettive
• in caso di violazione delle disposizioni, il Dipartimento per lo sport diffida gli organi di
amministrazione degli enti dilettantistici a regolarizzare i comportamenti illegittimi entro un congruo
termine, comunque non inferiore a 20 giorni. Nel caso di irregolarità non sanabili o non sanate entro
i termini il Dipartimento per lo sport revoca la qualifica di ente dilettantistico.

pag. 24
[Link]. 39/2021
→ in vigore dal 31 agosto 2022
• detta norme in materia di semplificazione degli oneri amministrativi a carico degli organismi sportivi
• Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche: il registro istituito presso il Dipartimento
per lo sport al quale devono essere iscritte, per accedere a benefici e contributi pubblici statali in
materia di sport, tutte le Società e Associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva,
compresa l'attività didattica e formativa, e che operano nell'ambito di una Federazione sportiva
nazionale, una Disciplina sportiva associata, un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI →
interamente gestito con modalità telematiche;
• sono iscritte tutte le Società e Associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva,
compresa l'attività didattica e formativa, operanti nell'ambito di una Federazione sportiva nazionale,
Disciplina sportiva associata o di un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI
• sezione dedicata per le Società e le Associazioni sportive riconosciute da Federazioni sportive
paralimpiche e Discipline sportive paralimpiche, riconosciute dal CIP
• La domanda di iscrizione è inviata al Dipartimento per lo sport, su richiesta delle Associazioni e
Società sportive dilettantistiche, dalla Federazione sportiva nazionale, dalla Disciplina sportiva
associata o dall'Ente di promozione sportiva affiliante
• Allegata la documentazione attestante:
o la ragione sociale o denominazione, la natura giuridica, il codice fiscale e l'eventuale partita
IVA dell'associazione o società sportiva dilettantistica;
o l'atto costitutivo e lo statuto dell'Associazione o Società sportiva dilettantistica;
o i dati inerenti alla sede legale e i recapiti;
o la data dello statuto vigente;
o la dichiarazione contenente l'indicazione dell'oggetto sociale e le attività sportive, didattiche
e formative;
o la dichiarazione contenente l'indicazione della composizione e della durata dell'organo
amministrativo e delle generalità del legale rappresentante e degli amministratori;
o i dati dei tesserati.
• entro il 31 gennaio dell'anno successivo va trasmessa una dichiarazione riguardante l'aggiornamento
dei dati, l'aggiornamento degli amministratori in carica e ogni altra modifica intervenuta nell'anno
precedente

✓ Il Dipartimento:
o accoglie e iscrive l’ente
o rifiuta l’iscrizione con provvedimento motivato
o chiede integrazioni di documentazione
✓ il Dipartimento per lo sport istituisce un comitato permanente composto da rappresentanti del CONI
e del CIP, oltre che dello stesso Dipartimento per lo sport, che attestano la conformità ai propri
principi fondamentali degli statuti delle Associazioni e Società sportive affiliate a organismi
riconosciuti dal CONI e dal CIP. Il comitato si riunisce a cadenza settimanale e ai membri non spettano
compensi né rimborsi spese, né emolumenti comunque denominati
con la domanda di iscrizione al Registro può̀ essere presentata l'istanza di riconoscimento della personalità
giuridica
 le associazioni dilettantistiche possono, in deroga al DPR 361/2000, acquistare la personalità giuridica
mediante l'iscrizione nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche
 il notaio che ha ricevuto l'atto costitutivo di un'associazione, verificata la sussistenza delle condizioni
previste dalla legge per la costituzione dell'ente e, in particolare, dalle disposizioni del presente
pag. 25
decreto con riferimento alla natura dilettantistica, deve depositarlo, con i relativi allegati, entro 20
giorni presso il competente ufficio del Dipartimento per lo sport, richiedendo l'iscrizione dell'ente
 patrimonio minimo per il conseguimento della personalità giuridica → una somma liquida e
disponibile non inferiore a 10.000 euro. Se tale patrimonio è costituito da beni diversi dal denaro, il
loro valore deve risultare da una relazione giurata, allegata all'atto costitutivo, di un revisore legale
o di una società di revisione legale

SOCIETÀ SPORTIVE PROFESSIONISTICHE


❖ Già negli anni ‘60 la FIGC impose a tutte le società partecipanti ai campionati di serie A e B di
costituirsi in SPA prevedendo:
o destinazione utili al perseguimento attività sportiva
o devoluzione patrimonio residuo dopo lo scioglimento al fondo di assistenza del CONI
o divieto di attribuzione ai soci dei risultati patrimoniali dell’attività sociale
→ modello ibrido di società di capitali non lucrativa:
→ conformità all’art. 2247?
Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di una attività
economica allo scopo di dividerne gli utili.
❖ Corte di Appello Trento 1970: l’utile può consistere in un qualsiasi vantaggio anche para economico
PRINCIPI FONDAMENTALI DEGLI STATUTI DELLE FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI, DELLE DISCIPLINE
SPORTIVE ASSOCIATE
• i criteri per la distinzione tra attività professionistica e non professionistica sono rimessi alla
autonomia statutaria nel rispetto dei principi posti dalla Legge 23/3/1981, n. 91 e successive
modificazioni
• l’istituzione del settore professionistico da parte di una Federazione Sportiva Nazionale è possibile,
mediante specifica previsione statutaria, in presenza di una notevole rilevanza economica del
fenomeno e a condizione che l’attività in questione sia ammessa dalla rispettiva Federazione
Internazionale
Legge 91/1981
• possono stipulare contratti con atleti professionisti solo società sportive costituite nella forma di
società per azioni o di società a responsabilità limitata
• l'atto costitutivo deve prevedere che gli utili siano interamente reinvestiti nella società per il
perseguimento esclusivo dell'attività sportiva
Modifica del 1996
• l'atto costitutivo deve prevedere che la società possa svolgere esclusivamente attività sportive ed
attività ad esse connesse o strumentali
• l'atto costitutivo deve prevedere che una quota parte degli utili, non inferiore al 10% sia destinata a
scuole giovanili di addestramento e formazione tecnico-sportiva
• in deroga all'art. 2488 c.c. è in ogni caso obbligatoria, per le società sportive professionistiche, la
nomina del collegio sindacale
Legge 86/2019 + D. lgs. 36/2021 (art. 13, comma 7) dal 1° luglio 2024
Viene prevista la costituzione di un organo consultivo per la tutela degli interessi dei tifosi → pareri
obbligatori ma non vincolanti a tutela degli interessi specifici dei tifosi
Negli atti costitutivi è prevista la costituzione di un organo consultivo che provvede, con pareri obbligatori
ma non vincolanti, alla tutela degli interessi specifici dei tifosi.

pag. 26
L'organo è formato da non meno di tre e non più di cinque membri, eletti ogni tre anni dagli abbonati alla
società sportiva, con sistema elettronico, secondo le disposizioni di un apposito regolamento approvato dal
Consiglio di amministrazione della stessa società
[Link]. 36/2021
TITOLO II, CAPO II → in vigore dal 1° gennaio 2023
• Le società sportive professionistiche sono costituite nella forma di società per azioni o di società a
responsabilità limitata
• Obbligatoria la nomina del collegio sindacale
• Può svolgere esclusivamente attività sportive ed attività ad esse connesse o strumentali
• Una quota parte degli utili, non inferiore al 10%, è destinata a scuole giovanili di addestramento e
formazione tecnico-sportiva
• Prima di procedere al deposito dell'atto costitutivo, la società deve ottenere l'affiliazione da una o
da più Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal CONI
• L'affiliazione può̀ essere revocata dalla FSN per gravi infrazioni all'ordinamento sportivo determina
l'inibizione dello svolgimento dell'attività sportiva
• È prevista la costituzione di un organo consultivo preposto alla tutela degli interessi specifici dei tifosi
→ dal 1° luglio 2024

Gli ATLETI
Nozione presa in considerazione dalla L. 23 marzo 1981, n. 91 - Norme in materia di rapporti tra società e
sportivi professionisti → abrogata dal 1° gennaio 2023 ([Link]. 36/2021)
sono sportivi professionisti gli atleti [gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici] che
esercitano l'attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell'ambito delle discipline
regolamentate dal CONI
→ non va limitata agli sportivi professionisti
Art. 31 Statuto CONI:
➢ Gli atleti sono inquadrati presso le società e associazioni sportive riconosciute, tranne i casi
particolari in cui sia consentito il tesseramento individuale alle Federazioni sportive nazionali, alle
Discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva.
➢ Gli atleti sono soggetti dell’ordinamento sportivo e devono esercitare con lealtà sportiva le loro
attività, osservando i principi, le norme e le consuetudini sportive.
➢ Gli atleti devono praticare lo sport in conformità alle norme e agli indirizzi del CIO, del CONI e della
Federazione nazionale di appartenenza; essi devono, altresì, rispettare le norme e gli indirizzi della
competente Federazione internazionale, purché non in contrasto con le norme e gli indirizzi del CIO
e del CONI.
ATLETA: colui che pratica un’attività sportiva, che rientra tra quelle riconosciute dal CONI, con l’intento di
misurarsi con altri praticanti
fa parte dell’ordinamento sportivo istituzionalizzato in virtù del tesseramento
→ non c’è una definizione specifica nel [Link]. 36/2021

ATLETA PROFESSIONISTA e ATLETA DILETTANTE


 il legislatore con la l. 91/1981 ha delegato alle Federazioni la qualificazione formale dell’attività
sportiva come professionistica o dilettantistica
 attualmente solo 4 Federazioni hanno istituito al proprio interno il settore professionistico:
Calcio – basket – ciclismo – golf – boxe - motociclismo

pag. 27
[Link]. 36/2021
Sono professionistiche le discipline che, indipendentemente dal genere, conseguono la relativa
qualificazione dalle Federazioni Sportive Nazionali o dalle Discipline Sportive Associate secondo le norme
emanate dalle federazioni e dalle discipline sportive stesse
✓ professionismo → svolgimento dell’attività sportiva con finalità lucrative
✓ dilettantismo → svolgimento dell’attività sportiva con prevalente finalità altruistica, senza
distinzioni tra attività agonistica, didattica, formativa, fisica o motoria
Nella prospettiva della L. 91/1981, l’atleta professionista trae dall’attività sportiva i mezzi per il proprio
sostentamento, tramite un contratto di lavoro a titolo oneroso
La prestazione a titolo oneroso dell'atleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato regolato
dalle norme contenute nella presente legge. Il rapporto si costituisce mediante assunzione diretta e con la
stipulazione di un contratto in forma scritta, a pena di nullità, tra lo sportivo e la società destinataria delle
prestazioni sportive, secondo il contratto tipo predisposto dalla federazione sportiva nazionale e dai
rappresentanti delle categorie interessate.
NOIF FIGC:
Sono “professionisti” i calciatori che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di
continuità, tesserati per società associate nella Lega Nazionale Professionisti.
Il rapporto di prestazione da “professionista”, con il conseguente tesseramento, si costituisce mediante
assunzione diretta e con la stipulazione di un contratto tra il calciatore e la società.
Per tutti i “NON PROFESSIONISTI” è esclusa ogni forma di lavoro, sia autonomo che subordinato (NOIF FIGC):
non remunerazione, fatto salvo il rimborso delle spese sostenute
→ Il criterio basato sul fattore economico è anacronistico (ragioni storiche: lo sport era appannaggio delle
classi agiate), per cui è stata coniata la nozione di atleta professionista di fatto

ATLETA PROFESSIONISTA di FATTO:


1. inserito in una Federazione che riconosce solo il settore dilettantistico, trae il proprio reddito, in
tutto o in parte, dall’attività sportiva
2. inserito in una Federazione che riconosce il settore professionistico, ma compete nei campionati
dilettantistici
Atleta professionista di fatto (NOIF FIGC):
Per i calciatori partecipanti ai Campionati Nazionali organizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti, è esclusa,
come per tutti i calciatori/calciatrici “non professionisti”, ogni forma di lavoro autonomo o subordinato.
Devono tuttavia sottoscrivere, su apposito modulo, accordi economici annuali relativi alle loro prestazioni
sportive concernenti la determinazione della indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spese e le voci
premiali (in via alternativa e non concorrente, l’erogazione di una somma lorda annuale da corrispondersi
in dieci rate mensili di uguale importo).
Per ordinamento statale: la differenza tra atleta professionista e non (professionista di fatto) rileva solo sul
piano formale della qualificazione dell’attività sportiva praticata come professionistica da parte della
Federazione sportiva: entrambi hanno diritto ad un’equa retribuzione, sono sottoposti a vincolo di
subordinazione, ma solo il professionista stipula un contratto di lavoro tipico con le garanzie e tutele
previdenziali → parificazione
Per ordinamento sportivo: la gratuità è una componente ordinaria

TESSERAMENTO
atto che comporta l’acquisto in capo alle persone fisiche della qualifica di soggetto dell’ordinamento
sportivo
→ iscrizione ad una associazione/società sportiva, che provvede all’iscrizione presso la competente FSN/DSA
pag. 28
riconducibile al contratto associativo
▪ atto necessario per l’esercizio dell’attività sportiva presso associazioni/società che operano
nell’ambito delle discipline riconosciute dal CONI, sia a carattere agonistico che amatoriale
▪ disciplina contenuta negli Statuti e regolamenti federali (procedura, termini efficacia)
▪ validità per l’annata sportiva, obbligo di rinnovo (pagamento quota associativa)
▪ diritti e obblighi: diritto di partecipare all’attività federale, concorrere alle cariche elettive, rispetto
del principio di lealtà sportiva...

[Link]. 36/2021
➢ Con l'atto di tesseramento l'atleta instaura un rapporto associativo con la propria associazione o
società sportiva o, nei casi ammessi, con la Federazione Sportiva Nazionale o Disciplina Sportiva
Associata.
➢ Il tesserato ha diritto di partecipare all'attività e alle competizioni organizzate o riconosciute dalla
FSN/DSA/EPS di appartenenza dell'associazione o dalla società sportiva cui è associato, nonché di
concorrere, ove in possesso dei requisiti previsti, a ricoprire le cariche dei relativi organi direttivi e di
partecipare alle assemblee degli organi consiliari.
➢ Gli atleti tesserati, nell'esercizio della pratica sportiva, sono tenuti ad osservare le norme dettate dal
CONI, dal CIO, dal CIP, dal IPC e dalla federazione nazione ed internazionale.

...vincolo sportivo
obbligo assunto dall’atleta al momento del tesseramento a prestare l’attività sportiva per una determinata
società per una durata stabilita dalle Federazioni Sportive → una volta tesserati presso un’associazione
sportiva, non ci si può tesserare presso altra società affiliata presso la stessa Federazione
o garantire la stabilità del rapporto fra società e tesserato
o tutela degli investimenti necessari alla crescita di un atleta
o parità competitiva
solo per dilettanti
• la l. 91/81 lo ha abolito per i professionisti: Le limitazioni alla libertà contrattuale dell’atleta
professionista, individuate come "vincolo sportivo" nel vigente ordinamento sportivo, saranno
gradualmente eliminate entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
secondo modalità e parametri stabiliti dalle federazioni sportive nazionali e approvati dal CONI, in
relazione all'età degli atleti, alla durata ed al contenuto patrimoniale del rapporto con le società
• art. 31 [Link]. 36/2021: Le limitazioni alla libertà contrattuale dell'atleta, individuate come vincolo
sportivo, sono eliminate entro il 1° luglio 2023. Il predetto termine è prorogato al 1° luglio 2024 per
i tesseramenti che costituiscono rinnovi, senza soluzione di continuità, di precedenti tesseramenti
• A decorrere dal 1° luglio 2023, anche al fine di tutelare i vivai giovanili e i relativi investimenti operati
dalle associazioni e società sportive dilettantistiche, l'articolo 31, comma 1, non si applica agli atleti
che non hanno rapporti di lavoro di natura professionistica, per i quali le federazioni sportive
nazionali e le discipline sportive associate possono prevedere un tesseramento soggetto a vincolo
per una durata massima di 2 anni. I regolamenti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline
sportive associate prevedono altresì le modalità e le condizioni per i trasferimenti degli atleti,
determinando i premi di formazione tecnica sulla base dei criteri stabiliti dall'articolo 31, co. 3

Ausiliari sportivi
❖ Tecnici
❖ Dirigenti sportivi (federali/associazioni/società sportive)
❖ Ufficiali di gara (arbitri, ufficiali di campo, commissari...)

pag. 29
TECNICI
direttori tecnici, allenatori, preparatori atletici, medici sociali, operatori sanitari (fisioterapisti,
massaggiatori sportivi) + i selezionatori (art. 18 [Link]. 36/2021)
• compiti di direzione, controllo tecnico, preparazione atleti
• inquadrati presso le società e le associazioni sportive riconosciute, o comunque iscritti nei quadri
tecnici federali, sono soggetti dell’ordinamento sportivo e devono esercitare con lealtà sportiva le
loro attività, osservando i principi, le norme e le consuetudini sportive (art. 32 Statuto CONI)
• devono esercitare la loro attività in osservanza delle norme e degli indirizzi del CIO, del CONI e della
Federazione sportiva nazionale di appartenenza, osservando, altresì, le norme e gli indirizzi della
competente Federazione internazionale

DIRIGENTI SPORTIVI
presso le Federazioni → nomina
presso associazioni/società̀ sportive → tesseramento
➢ gli Statuti delle Federazioni sportive nazionali e le Discipline sportive associate prevedono le
procedure e i requisiti di eleggibilità del Presidente e dei membri degli organi direttivi che restano in
carica per un quadriennio e possono essere riconfermati
➢ sono tenuti al rispetto del Codice di comportamento sportivo che definisce i doveri di lealtà,
correttezza e probità sportiva sulla base dei principi e delle prassi riconosciute nell’ordinamento delle
FSN/DSA

UFFICIALI DI GARA
preposto ad assicurare la regolarità tecnica dello svolgimento delle manifestazioni sportive
➢ compiti: direzione delle gare, accertamento e valutazione dell'attività, registrazione dei risultati
([Link]. 36/2021)
➢ svolge le proprie funzioni con lealtà sportiva, in osservanza dei principi di terzietà, imparzialità e
indipendenza di giudizio (art. 33 Statuto CONI)
➢ i regolamenti federali definiscono le qualifiche ed i requisiti (il rapporto non è di natura subordinata)
➢ sono pubblici ufficiali? NO, hanno natura privatistica, ma esercitano attività funzionale al
perseguimento di finalità pubbliche per la cui tutela e valorizzazione sono destinate risorse
pubbliche

pag. 30
6. LA CONTRATTUALISTICA IN AMBITO SPORTIVO
Il contratto di lavoro sportivo
Il dibattito sulla qualificazione giuridica:
• subordinato
• autonomo
• parasubordinato
• contratto di natura associativa
• contratto innominato

Legge 91/1981
sono sportivi professionisti:
• gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici - REQUISITO SOGGETTIVO
• che esercitano l'attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell'ambito delle
discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive
nazionali - REQUISITO OGGETTIVO
Problema del potere di qualificazione attribuito alle Federazioni: le attività comunque rese in ambito
sportivo sono prestazioni di lavoro?
 principio di autonomia contrattuale
 parità di trattamento
 divieto di discriminazione
alla qualificazione di un’attività come dilettantistica potrebbe conseguire non solo l’esclusione dall’ambito di
operatività della l. 91, ma anche di quella sul lavoro dipendente ex artt. 2094 e ss. c.c.?
NO: la mancata qualificazione di un’attività sportiva come professionistica non implica l’irrilevanza per
l’ordinamento statale della prestazione sportiva
se sono presenti i caratteri tipici del rapporto di lavoro, autonomo o subordinato → si applica la disciplina
ordinaria

art. 2094 c.c.


è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando
il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore
❖ contratto a titolo oneroso
❖ a prestazioni corrispettive: da un lato, il lavoro prestato in posizione subordinata e, dall'altro, una
retribuzione
❖ continuità del rapporto
❖ assoggettamento al potere organizzativo, direttivo, disciplinare del datore di lavoro
Legge 91/1981
LE PARTI
datore di lavoro: società sportiva costituita in forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata
lavoratore: sportivo professionista (atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici) +
direttori di gara
Elencazione tassativa o esemplificativa?
➢ Il legislatore ha adoperato non espressioni generiche, tali da permettere una classificazione dell'art.
2 in termini di norma aperta
➢ La l. 91 è una legge speciale di natura eccezionale, insuscettibile di estensione analogica ai lavoratori
non espressamente contemplati

pag. 31
➢ L’art. 4 prevede che alla costituzione del rapporto di lavoro dello sportivo professionista sportivo si
provveda attraverso un contratto individuale stipulato conformemente ad un contratto tipo che
recepisca gli accordi stipulati a livello collettivo
Cassazione civile sez. lav., 11/04/2008, n.9551
il medico sociale ed il massaggiatore sportivo → il contratto con la società calcistica è assoggettabile alle
regole generali applicabili al rapporto di lavoro subordinato in presenza dei presupposti caratterizzati detto
rapporto
Spetta al giudice ordinario e non agli organi di giustizia sportiva della Federazione italiana giuoco calcio conoscere
della controversia tra massaggiatore e società calcistica relativamente al rapporto di lavoro subordinato intercorso,
cui è applicabile la normativa generale del contratto a termine nonché il principio dell'onnicomprensività della
retribuzione, restando esclusa l'applicazione della l. 91/81 alla figura del massaggiatore di società calcistica.

Non si applica al personale amministrativo o a coloro che svolgono attività correlate alla gestione e
manutenzione degli impianti sportivi
LA CAUSA
favor verso il modello della subordinazione
La prestazione a titolo oneroso dell'atleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato regolato
dalle norme contenute nella presente legge
lavoro autonomo quando ricorra almeno uno dei seguenti requisiti (TASSATIVI):
a) l'attività sia svolta nell'ambito di una singola manifestazione sportiva o di più manifestazioni tra loro
collegate in un breve periodo di tempo;
b) l'atleta non sia contrattualmente vincolato per ciò che riguarda la frequenza a sedute di
preparazione od allenamento;
c) la prestazione che è oggetto del contratto, pur avendo carattere continuativo, non superi 8 ore
settimanali oppure 5 giorni ogni mese ovvero 30 giorni ogni anno.
OGGETTO
→ obbligo di garantire le prestazioni sportive
❖ nel contratto individuale dovrà essere prevista la clausola contenente l'obbligo dello sportivo al
rispetto delle istruzioni tecniche e delle prescrizioni impartite per il conseguimento degli scopi
agonistici
❖ il contratto non può contenere clausole di non concorrenza o, comunque, limitative della libertà
professionale dello sportivo per il periodo successivo alla risoluzione del contratto stesso
INAPPLICABILI LE SEGUENTI DISPOSIZIONI ORDINARIE
Divieto di uso di impianti audiovisivi per finalità di ❖ Fonte di approvvigionamento finanziario
controllo a distanza (art. 4 Stat. Lav)
Divieto di accertamenti da parte del datore di lavoro ❖ Continui e ripetuti accertamenti
sulla idoneità e sulla infermità per malattia o
infortunio del lavoratore dipendente (art. 5 Stat.
Lav.)
Procedura per irrogazione delle sanzioni disciplinari ❖ Speditezza procedurale in ambito federale
(art. 7 Stat. Lav.)
Divieto di adibire il lavoratore a mansioni inferiori ❖ Impossibilità di inquadramento in categorie e
(art. 13 Stat. Lav.) mansioni
Licenziamento individuale (artt. 1-8 l. 604/1966 e ❖ Favorire lo scioglimento del rapporto di lavoro a
art. 18 Stat. Lav.) tempo indeterminato

pag. 32
Il contratto di lavoro sportivo a tempo indeterminato può̀ essere sciolto per recesso unilaterale ad nutum
→ Si applica la disciplina prevista da:
Art. 2118 c.c.: che nel contratto a tempo indeterminato ogni contraente può recedere dando preavviso o,
in mancanza, versando un’indennità di mancato preavviso, equivalente all’importo della retribuzione che
sarebbe spettata per il periodo di preavviso
Art. 2119 c.c.: ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto [prima della scadenza del termine, se il
contratto è a tempo determinato], o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si
verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria, del rapporto
Non si applicano le norme generali sui contratti a termine bensì
Art. 5
Il contratto può contenere l'apposizione di un termine risolutivo, non superiore a 5 anni dalla data di inizio
del rapporto.
È ammessa la successione di contratto a termine fra gli stessi soggetti.
→ non è possibile recedere unilateralmente, salva l’ipotesi di giusta causa dell’art 2119 c.c.
❖ Es. giusta causa di recesso:
• nell’ambito degli sport collettivi e di squadra, come il calcio, l’esclusione reiterata dalla rosa di
prima squadra di un determinato giocatore, esprimendo tale ipotesi una lesione del diritto al lavoro
(art. 4 Cost.) ed alla prestazione dell’atleta.
• Accordo Collettivo FIGC-AIC-LNP per i calciatori professionisti di Serie A e B, prevede come giusta
causa la morosità della società oltre determinati limiti temporali
❖ Il regolamento FIFA sul trasferimento dei calciatori prevede in ipotesi di risoluzione senza giusta causa
la c.d. indennità di rottura: per evitare controversie sulla quantificazione → determinazione pattizia (art.
1373: corrispettivo per il recesso)
FORMA
ART.4
• Il rapporto di prestazione sportiva a titolo oneroso si costituisce mediante assunzione diretta e con
la stipulazione di un contratto in forma scritta, a pena di nullità, tra lo sportivo e la società
destinataria delle prestazioni sportive, secondo il contratto tipo predisposto, conformemente
all'accordo stipulato, ogni tre anni dalla federazione sportiva nazionale e dai rappresentanti delle
categorie interessate
• La società ha l'obbligo di depositare il contratto presso la federazione sportiva nazionale per
l'approvazione.
• Le eventuali clausole contenenti deroghe peggiorative sono sostituite di diritto da quelle del
contratto tipo.

CESSIONE di CONTRATTO
È ammessa la cessione del contratto, prima della scadenza, da una società sportiva ad un’altra, purché vi
consenta l'altra parte e siano osservate le modalità fissate dalle federazioni sportive nazionali.
• Secondo le NOIF: l’accordo di trasferimento di un calciatore/calciatrice, o la cessione del contratto
di un calciatore “professionista” devono essere redatti per iscritto, a pena di nullità, mediante
utilizzazione di moduli speciali a tale scopo predisposti dalle Leghe
• deposito per concessione dell’esecutività
• la validità del trasferimento o dell’accordo di cessione del contratto non può essere condizionata
all’esito di esami medici e/o al rilascio di un permesso di lavoro
La cessione di contratto avviene mediante 3 documenti:
✓ Variazione di tesseramento: sottoscritto da cedente, cessionario e giocatore;
pag. 33
✓ Documento di variazione di tesseramento: sottoscritto da cedente e cessionaria con indicazione del
corrispettivo di cessione;
✓ Nuovo contratto di lavoro sportivo
La cessione può̀ essere:
• Temporanea
• Definitiva
Diritto di opzione:
a) risulti nell’accordo di cessione temporanea, di cui deve essere indicato il corrispettivo convenuto;
b) che la scadenza del contratto ceduto non sia antecedente al termine della prima stagione successiva
a quella in cui può essere esercitato il diritto di opzione;
c) che la società cessionaria con diritto di opzione stipuli con il calciatore un contratto economico la cui
scadenza non sia antecedente al termine della prima stagione successiva a quella in cui può essere
esercitato il diritto di opzione
Obbligo di riscatto:
a) risulti nell’accordo di cessione temporanea, con l’indicazione del corrispettivo convenuto tra le parti;
b) il contratto ceduto scada almeno nella stagione successiva a quella in cui va esercitato l’obbligo di
riscatto;
c) la società cessionaria stipuli con il calciatore un contratto che scada almeno nella stagione successiva
a quella in cui va esercitato l’obbligo di riscatto.
L’obbligo di riscatto, a pena di nullità̀, deve essere sottoscritto dal calciatore
Il rapporto conseguente alla cessione del contratto a titolo definitivo può avere scadenza diversa da quella
del rapporto costituito con contratto ceduto
→ Trattasi sempre di cessione di contratto purché non vengano mutati gli elementi oggettivi essenziali
(causa, oggetto); può essere modificata la durata ed il corrispettivo

LE TUTELE
SANITARIA
• L'attività sportiva professionistica è svolta sotto controlli medici, secondo norme stabilite dalle
federazioni sportive nazionali ed approvate, con decreto Ministeriale della sanità sentito il Consiglio
sanitario nazionale
• Istituzione di una scheda sanitaria per ciascuno sportivo professionista, il cui aggiornamento deve
avvenire con periodicità almeno semestrale. In sede di aggiornamento della scheda devono essere
ripetuti gli accertamenti clinici e diagnostici che sono fissati con decreto del Ministro della sanità
• Gli oneri relativi alla istituzione e all'aggiornamento della scheda per gli atleti professionisti gravano
sulle società sportive
• L'istituzione e l'aggiornamento della scheda sanitaria costituiscono condizione per l'autorizzazione
da parte delle singole federazioni allo svolgimento dell'attività degli sportivi professionisti.
ASSICURATIVA
[Link]. 38/2000:
gli sportivi professionisti devono essere assicurati contro i danni da infortunio e malattia professionale presso
INAIL
L. 91/1981:
le società sportive devono stipulare una polizza assicurativa individuale a favore degli sportivi professionisti
contro il rischio della morte e contro gli infortuni, che possono pregiudicare il proseguimento dell'attività
sportiva professionistica, nei limiti assicurativi stabiliti, in relazione all'età ed al contenuto patrimoniale del
contratto, dalle federazioni sportive nazionali, d'intesa con i rappresentanti delle categorie interessate.
pag. 34
ASSICURATIVA ...anche per i dilettanti
L. 289/2002:
A decorrere dal 1° luglio 2003, sono soggetti all'obbligo assicurativo gli sportivi dilettanti tesserati in qualità
di atleti, dirigenti e tecnici alle Federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di
promozione sportiva. Copre i casi di infortunio avvenuti in occasione e a causa dello svolgimento delle attività
sportive, dai quali sia derivata la morte o una inabilità permanente.
Le federazioni e gli enti di promozione sportiva potranno scegliere la compagnia assicuratrice con la quale
stipulare le relative convenzioni
PREVIDENZIALE
L'assicurazione obbligatoria per la invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, prevista dalla legge 14 giugno 1973,
n. 366, per i giocatori e gli allenatori di calcio è estesa a tutti gli sportivi professionisti.
I contributi sono ripartiti tra società sportive e assicurati nella proporzione di due terzi e un terzo; sono
interamente a carico degli assicurati i contributi riguardanti gli sportivi titolari di contratto di lavoro
autonomo.
PER LE PROFESSIONISTE DI FATTO
Legge di Stabilità 2018 istituisce il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo
italiano, tra i cui scopi vi è anche quello di sostenere la maternità delle atlete non professioniste
Il contributo di maternità (10 mensilità) spetta a tutte le atlete in possesso dei seguenti requisiti:
• attuale svolgimento in forma esclusiva o prevalente di un’attività sportiva agonistica riconosciuta dal
Coni;
• redditi derivanti da altre attività non superiori a 10.000,00 euro lordi annui;
• non appartenenza a gruppi sportivi militari o ad altri gruppi che garantiscono una forma di tutela
previdenziale in caso di maternità;
• assenza di un’attività lavorativa che garantisca una forma di tutela previdenziale in caso di maternità
In aggiunta, devono trovarsi al momento della richiesta, alternativamente, in una
delle seguenti ulteriori situazioni:
• aver partecipato negli ultimi cinque anni a una olimpiade o a un campionato o coppa del mondo
oppure a un campionato o coppa europei riconosciuti dalla federazione di appartenenza;
• aver fatto parte almeno una volta negli ultimi due anni di una selezione nazionale della federazione
di appartenenza in occasione di gare ufficiali;
• aver preso parte, per almeno due stagioni sportive compresa quella in corso, a un campionato
nazionale federale
Inoltre, godono della TUTELA SPORTIVA: diritto al mantenimento del tesseramento, nonché alla
salvaguardia del merito sportivo acquisito, con la conservazione del punteggio maturato nelle classifiche
federali

Art. 39 del [Link]. 36/2021 (dal 1° gennaio 2022)


Istituisce il «Fondo per il professionismo negli sport femminili».
Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, le Federazioni Sportive Nazionali che intendono
accedere al Fondo devono deliberare il passaggio al professionismo sportivo di campionati femminili, che
deve avvenire entro il 31 dicembre 2022. Destinazione dei finanziamenti per gli anni 2021 e 2022:
1. alla riorganizzazione e al miglioramento delle infrastrutture sportive;
2. al reclutamento e alla formazione delle atlete;
3. alla qualifica e alla formazione dei tecnici;
4. alla promozione dello sport femminile;
5. alla sostenibilità̀ economica della transizione al professionismo sportivo;
6. all'allargamento delle tutele assicurative e assistenziali delle atlete.
pag. 35
INFLUENZA del DIRITTO UE
L’attività sportiva è disciplinata dal diritto comunitario in quanto sia configurabile come attività economica
ai sensi dell'art. 2 del Trattato (v. sentenza 12 dicembre 1974, causa 36/74, Walrave)
È questo il caso dell'attività dei calciatori professionisti o semiprofessionisti che svolgono un lavoro
subordinato o effettuano prestazioni di servizi retribuite (v. sentenza 14 luglio 1976, causa 13/76, Donà)
Art. 45 TFUE (ex art. 48 Trattato istitutivo CEE)
La libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione è assicurata (PRINCIPIO DELLA LIBERTÀ DI
CIRCOLAZIONE E LIBERA EROGAZIONE DEI SERVIZI)
Essa implica l'abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati
membri, per quanto riguarda l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro (DIVIETO DI
DISCRIMINAZIONE PER RAGIONI DI CITTADINANZA)

SENTENZA BOSMAN (15 dicembre 1995 C-415/93)


Bosman, calciatore professionista di cittadinanza belga, è stato occupato, dal 1988, dal RCL, società belga di
serie A, in base ad un contratto valido fino al 30 giugno 1990.
Il 21 aprile 1990 il RCL ha proposto al signor Bosman un nuovo contratto per la durata di una stagione, in
base al quale la sua retribuzione mensile era ridotta al minimo previsto dal regolamento federale. Essendosi
rifiutato di firmare tale contratto, il signor Bosman è stato iscritto nell'elenco dei calciatori cedibili. E’ stato
fissato l’ammontare dell'indennità di formazione.
Poiché nessuna società aveva manifestato il proprio interesse ad un trasferimento imposto, il signor Bosman
si è messo in contatto con la società calcistica francese di Dunkerque, di serie B, che lo ha poi assunto.
Il 27 luglio 1990 è stato del pari stipulato, fra il RCL e la società di Dunkerque, un contratto che prevedeva il
trasferimento temporaneo del signor Bosman per un anno, contro il versamento, da parte della detta società
al RCL, di un'indennità di 1 200 000 BFR, esigibile al momento in cui la Fédération française de football avesse
ricevuto il certificato di trasferimento rilasciato dall'URBSFA.
Entrambi i contratti, quello fra la società̀ di Dunkerque e il RCL e quello fra la detta società e il signor Bosman,
erano tuttavia sottoposti ad una condizione sospensiva secondo cui il certificato di trasferimento doveva
essere inviato dall'URBSFA alla FFF anteriormente alla prima partita della stagione, che doveva aver luogo il
2 agosto 1990.
Dubitando della solvibilità della società di Dunkerque, il RCL non ha chiesto all'URBSFA di trasmettere il
detto certificato alla FFF. Di conseguenza, i due contratti sono rimasti inefficaci.
Il 31 luglio 1990 il RCL ha inoltre sospeso il signor Bosman, impedendogli così di giocare per l'intera stagione.
l'UEFA ha fatto valere in particolare che le autorità comunitarie hanno sempre rispettato l'autonomia
dell'attività sportiva, che è difficilissimo distinguere gli aspetti economici del calcio da quelli sportivi e che
una pronuncia della Corte sulla situazione degli sportivi professionisti potrebbe rimettere in discussione
l'intera organizzazione del gioco del calcio. Di conseguenza, anche se l'art. 48 del Trattato dovesse applicarsi
ai calciatori professionisti, sarebbe necessario attenersi a criteri di elasticità in considerazione della
specificità di tale attività sportiva
L’attività sportiva è disciplinata dal diritto comunitario in quanto sia configurabile come attività economica
ai sensi dell'art. 2 del Trattato (v. sentenza 12 dicembre 1974, causa 36/74, Walrave)
È questo il caso dell'attività dei calciatori professionisti o semiprofessionisti che svolgono un lavoro
subordinato o effettuano prestazioni di servizi retribuite (v. sentenza 14 luglio 1976, causa 13/76, Donà)
Ai fini dell'applicazione delle norme comunitarie relative alla libera circolazione dei lavoratori, non è
comunque necessario che il datore di lavoro abbia la qualità di imprenditore, giacché il solo elemento
richiesto è l'esistenza di un rapporto di lavoro o la volontà di instaurare tale rapporto.

pag. 36
L'applicazione dell'art. 48 del Trattato non è neppure esclusa dal fatto che le norme sui trasferimenti
disciplinano i rapporti economici fra società calcistiche, anziché i rapporti di lavoro fra società e calciatori.
Invero, la circostanza che le società datrici di lavoro siano tenute a versare indennità quando ingaggiano
calciatori provenienti da altre società influisce sulla possibilità degli interessati di trovare un ingaggio,
nonché sulle condizioni alle quali l'ingaggio è offerto
In caso di trasferimento di un calciatore non dilettante la società di provenienza ha diritto a un'indennità di
promozione o di formazione, il cui ammontare dev'essere convenuto fra le due società interessate.
Nell'ipotesi di disaccordo la controversia dev'essere sottoposta alla FIFA o alla confederazione competente.
Il regolamento UEFA «relativo alla fissazione dell'indennità di trasferimento» ribadisce il principio secondo
cui i rapporti economici fra le due società interessate non influiscono sull'attività sportiva del calciatore, il
quale è libero di giocare per la società con cui ha stipulato un nuovo contratto. Esso dispone inoltre che, in
caso di disaccordo fra le società interessate, spetta alla competente commissione dell'UEFA determinare
l'importo dell'indennità di formazione o di promozione.
→ non influiscono sull'attività del calciatore, il quale può giocare liberamente per la sua nuova società.
Quest'ultima, infatti, resta tenuta a versare l'indennità di cui trattasi, a pena di sanzioni che possono
giungere fino alla sua radiazione per debiti; e ciò le impedisce con altrettanta efficacia di ingaggiare un
calciatore proveniente da una società di un altro Stato membro senza prima pagare la detta indennità
Le norme sui trasferimenti costituiscono un ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori, vietato dall'art.
48 del Trattato?
La libera circolazione dei lavoratori costituisce uno dei principi fondamentali della Comunità e le norme del
Trattato che garantiscono tale libertà hanno effetto diretto. Mira a facilitare ai cittadini comunitari l’esercizio
di attività lavorative di qualsivoglia natura nel territorio della Comunità ed osta ai provvedimenti che
potrebbero sfavorirli
Le disposizioni che impediscano ad un cittadino di uno Stato membro di lasciare il paese d'origine per
esercitare il suo diritto di libera circolazione, o che lo dissuadano dal farlo, costituiscono quindi ostacoli
frapposti a tale libertà.
Le norme secondo cui un calciatore professionista può esercitare la sua attività in una nuova società stabilita
in un altro Stato membro solo se quest'ultima ha versato alla società di provenienza l'indennità di
trasferimento il cui importo è stato convenuto fra di esse o determinato ai sensi dei regolamenti delle
federazioni sportive costituiscono un ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori.
L’art. 48 del Trattato osta all'applicazione di norme emanate da associazioni sportive secondo le quali,
nelle partite delle competizioni che esse organizzano, le società calcistiche possono schierare solo un
numero limitato di calciatori professionisti cittadini di altri Stati membri?
L'art. 48 dispone espressamente che la libera circolazione dei lavoratori implica l'abolizione di qualsiasi
discriminazione basata sulla cittadinanza fra i lavoratori degli Stati membri per quanto riguarda
l'occupazione, la retribuzione e le condizioni di lavoro.
Lo stesso principio osta a che le norme dei regolamenti delle associazioni sportive limitino il diritto dei
cittadini di altri Stati membri di partecipare, come professionisti, ad incontri di calcio. Poiché la
partecipazione a tali incontri costituisce l'oggetto essenziale dell'attività di un calciatore professionista, è
evidente che una norma che limiti detta partecipazione incide anche sulle possibilità d'ingaggio del calciatore
interessato.

pag. 37
GLI EFFETTI sulla DISCIPLINA NAZIONALE (art. 6 l. 91/81)

Alla società od alla associazione sportiva che, in virtù di tesseramento dilettantistico o giovanile, ha
provveduto all'addestramento e formazione tecnica dell'atleta, viene riconosciuto il diritto di stipulare il
primo contratto professionistico con lo stesso atleta. Tale diritto può essere esercitato in pendenza del
precedente tesseramento, nei tempi e con le modalità stabilite dalle diverse federazioni sportive nazionali
in relazione all'età degli atleti ed alle caratteristiche delle singole discipline sportive.
Il premio di addestramento e formazione tecnica dovrà essere reinvestito, dalle società od associazioni che
svolgono attività dilettantistica o giovanile, nel perseguimento di fini sportivi
D.L. 20 settembre 1996, n. 485, convertito in Legge 18 novembre 1996, n. 586.
Le limitazioni alla libertà contrattuale dell'atleta professionista, individuate come "vincolo sportivo" nel
vigente ordinamento sportivo, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, secondo modalità e parametri stabiliti dalle federazioni sportive nazionali e
approvati dal CONI, in relazione all'età degli atleti, alla durata ed al contenuto patrimoniale del rapporto con
le società

VINCOLO DILETTANTISTICO
una volta tesserati presso un’associazione sportiva, non ci si può tesserare presso altra società affiliata
presso la stessa Federazione
→ legame indissolubile a tempo indeterminato dell’atleta con la società di appartenenza, non potendo,
senza il consenso di quest'ultima, scegliere altra e diversa destinazione sportiva
• la società ha il diritto di utilizzare le prestazioni dell’atleta
• l’atleta ha il dovere di fornire le proprie prestazioni alla società
✓ nel caso di primo contratto deve essere stabilito dalle Federazioni sportive nazionali un premio di
addestramento e formazione tecnica in favore della società od associazione sportiva presso la quale
l'atleta ha svolto la sua ultima attività dilettantistica o giovanile

ABOLIZIONE del VINCOLO SPORTIVO


[Link]. 36/2021
Le limitazioni alla libertà contrattuale dell'atleta, individuate come vincolo sportivo, sono eliminate entro il
31 luglio 2023. Il già menzionato termine è prorogato al 1° luglio 2024 per i tesseramenti che costituiscono
rinnovi di precedenti tesseramenti. Decorsi tali termini, il vincolo sportivo si intende abolito

pag. 38
PREMIO di FORMAZIONE TECNICA
[Link]. 36/2021
Le FSN/DSA prevedono con regolamento che in caso di primo contratto di lavoro sportivo:
 le società sportive professionistiche riconoscono un premio di formazione tecnica
proporzionalmente suddiviso, secondo modalità e parametri che tengono conto della durata e del
contenuto formativo del rapporto, tra le società sportive dilettantistiche presso le quali l'atleta ha
svolto attività dilettantistica ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione, ovvero tra le società
sportive professionistiche presso le quali l'atleta ha svolto attività ed in cui ha svolto il proprio
percorso di formazione;
 le società sportive dilettantistiche riconoscono un premio di formazione tecnica proporzionalmente
suddiviso, secondo modalità e parametri che tengono adeguatamente conto della durata e del
contenuto formativo del rapporto, tra le società sportive dilettantistiche presso le quali l'atleta ha
svolto attività ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione.

Il LAVORO SPORTIVO nella RIFORMA


L. 86/2019
 individuazione, nell'ambito della specificità dello sport e del rapporto di lavoro sportivo, della figura
del lavoratore sportivo, ivi compresa la figura del direttore di gara, senza alcuna distinzione di
genere, indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell'attività sportiva svolta,
e definizione della relativa disciplina in materia assicurativa, previdenziale e fiscale e delle regole di
gestione del relativo fondo di previdenza
 riordino e coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni di legge, compresa la legge 23
marzo 1981, n. 91, apportando le modifiche e le integrazioni necessarie per garantirne la coerenza
giuridica, logica e sistematica, nel rispetto delle norme di diritto internazionale e della normativa
dell'Unione europea, nonché per adeguarle ai principi riconosciuti del diritto sportivo e ai consolidati
orientamenti della giurisprudenza
 la disciplina del lavoro sportivo è posta a tutela della dignità dei lavoratori nel rispetto del principio
di specificità dello sport

...memento
[Link]. 36/2021
 l'area del professionismo è composta dalle società che svolgono la propria attività sportiva con
finalità lucrative nei settori che, indipendentemente dal genere, conseguono la relativa qualificazione
dalle Federazioni Sportive Nazionali o dalle Discipline Sportive Associate secondo le norme emanate
dalle federazioni e dalle discipline sportive stesse, con l'osservanza delle direttive e dei criteri stabiliti
dal CONI per la distinzione dell'attività dilettantistica da quella professionistica, in armonia con
l'ordinamento sportivo internazionale
 l'area del dilettantismo comprende le associazioni (con o senza personalità giuridica) e le società (di
capitali e coop), inclusi gli enti del terzo settore, che svolgono attività sportiva in tutte le sue forme,
con prevalente finalità altruistica, senza distinzioni tra attività agonistica, didattica, formativa, fisica
o motoria

LAVORATORE SPORTIVO
[Link]. 36/2021
l'atleta, l'allenatore, l'istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore
di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o
dilettantistico, esercita l'attività sportiva verso un corrispettivo.

pag. 39
È lavoratore sportivo anche ogni tesserato che svolge verso un corrispettivo le mansioni rientranti, sulla base
dei regolamenti dei singoli enti affilianti, tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva, con
esclusione delle mansioni di carattere amministrativo-gestionale
Ricorrendone i presupposti, l'attività di lavoro sportivo può costituire oggetto di un rapporto di lavoro
subordinato o di un rapporto di lavoro autonomo, anche nella forma di collaborazioni coordinate e
continuative
DATORE: un soggetto dell'ordinamento sportivo iscritto nel Registro nazionale delle attività sportive
dilettantistiche, nonché a favore delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli
Enti di promozione sportiva, delle associazioni benemerite, anche paralimpici, del CONI, del CIP e di Sport e
salute S.p.a.
LAVORATORE SPORTIVO
NATURA DELLA PRESTAZIONE
 Ricorrendone i presupposti, l'attività di lavoro sportivo può costituire oggetto di un rapporto di lavoro
subordinato o di un rapporto di lavoro autonomo, anche nella forma di collaborazioni coordinate e
continuative
 Ricorrendone i presupposti, le Associazioni e Società sportive dilettantistiche, le Federazioni Sportive
Nazionali, le Discipline Sportive Associate, le associazioni benemerite e gli Enti di Promozione
Sportiva, anche paralimpici, il CONI, il CIP e la società Sport e salute S.p.a. possono avvalersi di
prestatori di lavoro occasionale, secondo la normativa vigente → fuori dal rapporto di lavoro sportivo
SETTORE DI SVOLGIMENTO
 Professionismo
 Dilettantismo

LAVORO SUBORDINATO SPORTIVO


[Link]. 36/2021
• non si applicano le norme contenute negli articoli 4, 5 e 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, negli
articoli 1,2,3,5,6,7,8 della legge 15 luglio 1966, n. 604
• è possibile l'apposizione di un termine finale non superiore a 5 anni dalla data di inizio del rapporto
• è ammessa la successione di contratti a tempo determinato fra gli stessi soggetti
• è ammessa la cessione del contratto, prima della scadenza, da una società o associazione sportiva
ad un'altra, purché vi consenta l'altra parte e siano osservate le modalità fissate dalle Federazioni
• non possono essere inserite clausole di non concorrenza o, comunque, limitative della libertà
professionale dello sportivo per il periodo successivo alla cessazione del contratto stesso
• può essere prevista una clausola compromissoria

SETTORE PROFESSIONISTICO
[Link]. 36/2021
• è regolato dalle norme contenute nel presente Titolo V, salvo quanto diversamente disciplinato
dall’art. 27
• il lavoro sportivo prestato dagli atleti come attività principale, ovvero prevalente, e continuativa, si
presume oggetto di contratto di lavoro subordinato
• è oggetto di contratto di lavoro autonomo quando ricorra almeno uno dei requisiti già previsti dalla
l. 91/81
• il rapporto si costituisce mediante assunzione diretta e con la stipulazione di un contratto in forma
scritta, a pena di nullità, tra lo sportivo e la società destinataria delle prestazioni sportive, secondo il
contratto tipo (clausole peggiorative sostituite di diritto)
• obbligo di deposito presso la Federazione
pag. 40
• obbligo dello sportivo al rispetto delle istruzioni tecniche e delle prescrizioni impartite per il
conseguimento degli scopi agonistici
• è regolato dalle norme contenute nel presente Titolo V, salvo quanto diversamente disciplinato
dall’art. 28
• si presume oggetto di contratto di lavoro autonomo, nella forma della collaborazione coordinata e
continuativa, quando ricorrono i seguenti requisiti nei confronti del medesimo committente:
a) la durata delle prestazioni, pur avendo carattere continuativo, non supera le 18 24 ore
settimanali, escluso il tempo dedicato alla partecipazione a manifestazioni sportive;
b) le prestazioni oggetto del contratto risultano coordinate sotto il profilo tecnico-sportivo, in
osservanza dei regolamenti delle Federazioni
• l’associazione o società deve comunicare al Registro delle attività sportive dilettantistiche i dati
necessari all'individuazione del rapporto di lavoro sportivo (equivale alle comunicazioni al centro per
l'impiego e deve essere resa disponibile a Inps e Inail in tempo reale)
• l'obbligo di tenuta del LUL è adempiuto in via telematica all'interno di apposita sezione del Registro
delle attività sportive dilettantistiche
→ saranno necessari appositi decreti attuativi

VOLONTARI
[Link]. 36/2021
• mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere lo sport, in modo
personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ma esclusivamente con
finalità amatoriali. Le prestazioni sono comprensive dello svolgimento diretto dell'attività sportiva,
nonché della formazione, della didattica e della preparazione degli atleti.
• possono avvalersene le società e le associazioni sportive, le Federazioni Sportive Nazionali, le
Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva, anche paralimpici, il CONI, il CIP e la
società Sport e salute S.p.a.
• le prestazioni sportive dei volontari non sono retribuite in alcun modo nemmeno dal beneficiario.
Per tali prestazioni sportive possono essere rimborsate esclusivamente le spese documentate
relative al vitto, all'alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate
fuori dal territorio comunale di residenza del percipiente. Tali rimborsi non concorrono a formare il
reddito del percipiente
• Le prestazioni sportive di volontariato sono incompatibili con qualsiasi forma di rapporto di lavoro
subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l'ente di cui il volontario
è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività sportiva

CONTROLLI SANITARI DEI LAVORI SPORTIVI


[Link]. 36/2021
➢ L'attività sportiva dei lavoratori sportivi è svolta sotto controlli medici, secondo disposizioni stabilite
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità politica da esso delegata in
materia di sport, di concerto col Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro 12 mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto
➢ può essere prevista l’istituzione di una scheda sanitaria per ciascuno sportivo che svolga prestazioni
di carattere non occasionale (gli oneri gravano sulle società/associazioni sportive)

pag. 41
TUTELE
[Link]. 36/2021
• ai lavoratori sportivi si applica la vigente disciplina, anche previdenziale, a tutela della malattia,
dell'infortunio, della gravidanza, della maternità e della genitorialità, contro la disoccupazione
involontaria, secondo la natura giuridica del rapporto di lavoro
• obbligo assicurativo (INAIL/polizze)
• i lavoratori sportivi subordinati, a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico in cui
prestano attività, sono iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti gestito dall'INPS, che assume
la denominazione di Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi

PERSONALE AMMINISTRATIVO
[Link]. 36/2021
• l'attività di carattere amministrativo-gestionale resa in favore delle società ed associazioni sportive
dilettantistiche, delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate e degli Enti
di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, può essere oggetto di collaborazioni
• obbligo assicurativo
• assicurazione previdenziale e assistenziale, con iscrizione alla Gestione Separata INPS

SPONSORIZZAZIONE
 contratto bilaterale
o Sponsor: paga un corrispettivo, in denaro o in natura
o Sponsee: veicola, correlandolo alla propria immagine/nome, un marchio o prodotto di
un’impresa→divulgazione di un messaggio promozionale
 a titolo oneroso
 a prestazioni corrispettive (do ut facias)
 contratto atipico
 oggetto: lecito, possibile, determinato, determinabile
 forma: nessuna prescrizione
 no obbligazione di risultato: no responsabilità̀ per cattivo rendimento nell’attività sportiva, salvo casi
limite (fuoriuscita dall’alea normale dello sport: radiazione/revoca affiliazione, squalifica,
antidoping), né per comportamenti illeciti non attinenti con attività sportiva (→prassi delle clausole
morali)
• sponsorizzazione di club/squadra/scuderia o di Federazione
• sponsorizzazione di atleta
• sponsorizzazione di evento
• abbinamento (naming sponsorship): utilizzazione da parte dello sponsee, accanto o in sostituzione
del proprio nome, del nome dello sponsor (società, evento, impianto, campionato)
• sponsorizzazione tecnica: fornitura del materiale tecnico funzionale alla prestazione sportiva
NB: per P.A. divieto generale di spese di sponsorizzazione (attiva), salvo che siano a sostegno di iniziative
diretta espressione di compiti istituzionali (alternative alla erogazione diretta dei servizi): Cagliari calcio
2012/2013

MERCHANDISING
 Cessione a titolo oneroso della facoltà̀ di utilizzo del proprio marchio/ denominazione/figure/segno
distintivo, a favore di altra impresa, che ha interesse ad apporlo su propri prodotti o servizi per
promuoverne la diffusione
 duplice utilizzazione: primaria (titolare) / secondaria (prodotti o servizi estranei al settore)
 contratto bilaterale: concedente - licenziatario
pag. 42
 contratto a titolo oneroso (royalties/flat fee)
 contratto di durata
 prestazioni corrispettive
 contratto atipico
 forma: nessuna prescrizione

pag. 43
7. RESPONSABILITÀ
La responsabilità
reazione dell’ordinamento dinanzi ad un illecito (violazione di norme) → sanzione
• responsabilità disciplinare
• responsabilità civile (contrattuale/extracontrattuale)
• responsabilità penale
LA RESPONSABILITÀ CIVILE EXTRACONTRATTUALE
Il fatto illecito è una fonte di obbligazione → risarcimento del danno che il fatto illecito ha cagionato
Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso
il fatto a risarcire il danno (2043 cc)
Si parla di responsabilità extracontrattuale o aquiliana.
Si distingue dalla responsabilità contrattuale (responsabilità per danni del contraente inadempiente: (1453
cc)

Gli elementi costitutivi del fatto illecito


ELEMENTI OGGETTIVI
A. Fatto: comportamento umano commissivo o omissivo. Il fatto omissivo è illecito se si aveva l’obbligo
giuridico di evitare il danno
B. Danno ingiusto:
✓ estremo positivo: lesione di un interesse altrui meritevole di protezione secondo l’ordinamento
giuridico (contra ius) → atipicità dell’illecito civile
✓ estremo negativo: danno non cagionato nell’esercizio di un diritto (non iure)
L’ingiustizia del danno è fuori discussione nei seguenti casi:
1. lesione di un diritto della personalità
2. lesione di un diritto reale
3. lesione del diritto al mantenimento oppure del diritto agli alimenti dei familiari
4. lesione di un diritto di credito (caso Meroni): in tal caso il fatto del terzo cagiona l’estinzione del
rapporto obbligatorio, ma il risarcimento spetta anche quando:
▪ il terzo abbia reso solo temporaneamente impossibile la prestazione
▪ il terzo ha concorso nell’inadempimento del debitore (induzione o partecipazione)
5. Lesione di situazioni di fatto (spoglio o turbativa nel possesso, uccisione del convivente more uxorio)
CAUSE di GIUSTIFICAZIONE (la legge esclude in modo esplicito che il danno sia ingiusto):
1. Legittima difesa (2044 cc): Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri:
ma deve essere proporzionata all’offesa (per la difesa di persone o di beni)
2. Stato di necessità (2045 cc): Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla
necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, e il pericolo non è
stato da lui volontariamente causato, né era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta
un'indennità, la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del giudice.

C. Nesso di causalità: fatto e danno si devono collegare come causa-effetto → l’evento dannoso appare
conseguenza immediata e diretta del fatto commesso.
Criterio della regolarità statistica (probabilità e prevedibilità ex ante; NO occasione)
ELEMENTI SOGGETTIVI
D. Dolo = intenzione di provocare l’evento dannoso
Colpa = negligenza, imprudenza, imperizia
pag. 44
→ L’onere di provare gli elementi costitutivi della responsabilità aquiliana grava sul danneggiato (creditore)

LA RESPONSABILITÀ INDIRETTA
= è la responsabilità per il fatto illecito altrui (è responsabile un soggetto diverso da quello che ha cagionato
il danno)
1. Responsabilità di padroni e committenti (2049 cc: I padroni e i committenti sono responsabili per i
danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell’esercizio delle incombenze a cui
sono adibiti)
Il datore di lavoro è responsabile del fatto causato dal proprio dipendente, laddove vi sia un’occasionalità necessaria
tra lavoro e fatto. Tale occasionalità necessaria sussiste anche se il lavoratore, al momento del compimento del fatto,
svolgeva una mansione diversa da quella attribuitagli, purché l'atto dell'agente non sia assolutamente estraneo al
rapporto di lavoro
2. Responsabilità dei sorveglianti di incapaci (2046 cc: Non risponde delle conseguenze del fatto
dannoso chi non aveva la capacità d'intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno
che lo stato d'incapacità derivi da sua colpa; 2047 cc: In caso di danno cagionato da persona incapace
di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace salvo
che provi di non aver potuto impedire il fatto)
3. Responsabilità̀ dei genitori, dei tutori e dei precettori (2048 cc: Il padre e la madre, o il tutore, sono
responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone
soggette alla tutela, che abitano con essi. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte
sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui
sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla
responsabilità soltanto se provano di non avere potuto impedire il fatto)

• Presupposto necessario per l’addebito di responsabilità a carico dell’istruttore ex art. 2048 cc. è la
prevedibilità della situazione e quindi la sua prevedibilità. Si riferimento alla ripetitività o ricorrenza
statistica di un determinato accadimento, non astrattamente intesa, ma correlata al particolare
ambiente di cui si tratta, sul presupposto della “ragionevole prospettazione secondo cui certi eventi,
già verificatisi in date condizioni, possono, al riprodursi di queste, ripetersi”.
• La giurisprudenza si presenta invero divisa sulla efficacia liberatoria del gesto improvviso e
repentino. Alcune decisioni si esprimono in senso affermativo, purché siano state approntate tutte
le misure necessarie (in rapporto alla situazione concreta) a prevenire il verificarsi dell’illecito. Altre
ritengono che “un gesto, solo perché repentino e improvviso non è anche imprevedibile perché
l’esperienza quotidiana insegna che, in genere, nella condotta dei ragazzi sono sempre prevedibili
gesti inconsulti e pericolosi anche se improvvisi”.

LA RESPONSABILITÀ OGGETTIVA
= si risponde del fatto illecito a prescindere dall’ elemento soggettivo, sulla base del solo rapporto di
causalità
1. Esercizio di attività pericolose: 2050 cc.: Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di una
attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se
non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno (prova liberatoria → modalità
di organizzazione dell’attività)
✓ Attività= serie di atti (non singoli atti)
✓ Pericolosità come dato tipico dell’attività
✓ Pericolosità potenzialmente superiore al normale: indice di rischio secondo criterio della normalità
media; pericolosità entro limiti accettabili = rischio consentito
Ai fini dell'accertamento della sussistenza della responsabilità ex art. 2050 cc, il giudizio sulla pericolosità
dell'attività svolta - ossia l'apprezzamento della stessa come attività che, per sua natura, o per i mezzi impiegati,
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rende probabile, e non semplicemente possibile, il verificarsi dell'evento dannoso da essa causato, distinguendosi,
così, dall'attività normalmente innocua, che diventa pericolosa per la condotta di chi la eserciti od organizzi,
comportando la responsabilità secondo la regola generale di cui all'articolo 2043 del codice civile - quando non è
espresso dal legislatore, è rimesso alla valutazione del giudice di merito.
L'onere di provare la sussistenza di un'attività pericolosa incombe su chi invoca l'applicazione dell’art. 2050 cc.
2. Cose in custodia: 2051 cc: Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia,
salvo che provi il caso fortuito
Per il verificarsi della responsabilità prevista dall'art. 2051 cod. civ. è necessaria e sufficiente una relazione tra
la cosa in custodia e l'evento dannoso, nonché l'esistenza dell'effettivo potere fisico su di essa da parte del
custode, sul quale incombe l'obbligo di vigilarla e di mantenere il controllo onde evitare che produca danni a
terzi, con il conseguente onere per l'attore, che agisce per il risarcimento del danno, di fornire la prova
dell'esistenza di tali elementi; resta a carico del custode convenuto offrire la prova contraria alla presunzione
"iuris tantum" della sua responsabilità, mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto
estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di
assoluta eccezionalità. Nell'eventualità della persistenza dell'incertezza sull'individuazione della concreta
causa del danno, rimane a carico del custode il fatto ignoto, in quanto non idoneo ad eliminare il dubbio in
ordine allo svolgimento eziologico dell'accadimento. N.B. All'ipotesi del fortuito viene pacificamente
ricondotto il caso in cui l'evento di danno sia da ascrivere esclusivamente alla condotta del danneggiato, la
quale abbia interrotto il nesso eziologico tra la cosa in custodia ed il danno
3. Animali in custodia: 2052 cc.: Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha
in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che
fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito
4. Rovina di edificio: 2053 cc.: Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni
cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a
vizio di costruzione

LA RESPONSABILITÀ CIVILE NELLO SPORT


a) degli atleti per i danni cagionati ad altri atleti o a terzi durante una gara
b) di “altri soggetti” per i danni ad atleti o a terzi

a) degli atleti per i danni cagionati ad altri atleti o a terzi durante una gara
Scriminante del consenso dell’avente diritto (art. 50 c.p.): Non è punibile chi lede o pone in pericolo un
diritto, col consenso della persona che può validamente disporne. L'atleta accetterebbe il rischio delle
lesioni rientranti nell'alea normale del tipo di attività, quantomeno di quelle provocate dall'atto rispettoso
delle regole.
Obiezione: detto consenso non è configurabile in ordine alle lesioni con postumi permanenti, per
l'insuperabile ostacolo costituito dal divieto di atti dispositivi del proprio corpo che cagionino una
diminuzione permanente dell'integrità fisica (art. 5 c.c.).
Ma cosa rientra nell’alea normale?
Si valorizza il collegamento funzionale tra giuoco ed evento lesivo. Tale collegamento funzionale va escluso
in caso di atto compiuto allo scopo di ledere, ovvero con una violenza incompatibile con le caratteristiche
concrete del gioco. Il gioco è soltanto l’occasione dell’azione lesiva, che è immediatamente diretta ad
intimorire l’avversario, a dissuaderlo dall’opporre qualsiasi contrasto oppure a punirlo per un fallo subito.
✓ Pertanto, se l'atto è posto in essere allo scopo di provocare lesioni, quella relazione viene senz'altro
a mancare pur se l'azione non integri un fallo di gioco, per l'ovvia ragione che non rientra fra le sue
caratteristiche che un partecipante volontariamente provochi lesioni ad altro giocatore (DOLO).
✓ E viene altresì meno se il giocatore, pur non volendo provocare lesioni, faccia tuttavia ricorso ad una
violenza di tipo tale da non essere compatibile con le caratteristiche proprie del gioco nel contesto
nel quale esso si svolge (COLPA).
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Il dovere di correttezza e lealtà sportiva non si esaurisce nell’osservanza delle regole di gioco, ma richiede
anche il rispetto dell’integrità fisica e della vita dell’avversario e dei terzi
 Sport non di contatto → rispetto delle regole tecniche e delle norme di comportamento
 Sport a violenza necessaria/eventuale:
• rispetto delle regole tecnico-sportive
• esclusivo raggiungimento delle finalità agonistiche
• azione rimasta nei limiti dell’attività sportiva
• contenimento nei imiti del «rischio consentito»
✓ Valutazione sulla normalità dell’alea sportiva: “È da precisare ancora, quanto all'ipotesi colposa, che il
relativo accertamento è questione di fatto da risolvere caso per caso in relazione al tipo di sport ed
anche al tipo di gara nell'ambito di quel determinato sport. Il rischio accettabile ed accettato varia,
infatti, a seconda che si tratti di incontro tra professionisti o tra dilettanti, o di semplice allenamento, o
di gara amichevole, fino a dover diventare minimo nel caso di incontri tra squadre di ragazzi o di
fanciulli”valutazione nel contesto (CASE BY CASE):
Tener conto dei seguenti principi, in alternativa:
a) accertate le caratteristiche del fatto produttivo di lesioni personali ad un partecipante ad attività
sportiva posto in essere da altro partecipante, deve affermarsi la responsabilità dell'agente nel caso
di atti compiuti allo specifico scopo di ledere, anche se gli stessi non integrino una violazione della
regola dell'attività svolta (DOLO);
b) deve escludersi la responsabilità se le lesioni siano la conseguenza di un atto posto in essere senza
violazione delle regole dell'attività e se, pur in presenza di violazione della regola propria dell'attività
sportiva specificamente svolta, l'atto sia a questa funzionalmente connesso, considerando che, in
entrambi i casi, il nesso funzionale è escluso dall'impiego di un grado di violenza o di irruenza
incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato, ovvero col contesto ambientale nel quale
l'attività si svolge in concreto, o con la qualità delle persone che vi partecipano (COLPA)

CASISTICA
Atletica leggera:
giavellottista che volontariamente causa lesioni ad altro concorrente
Automobilismo e motociclismo:
circuito chiuso: regolamenti sportivi e regole di comune prudenza (no CdS); strada aperta al traffico: regole
CdS
Ciclismo:
regole CdS, ma temperamenti (se adeguato servizio di vigilanza e segnalazione della corsa)
Calcio:
• punibili le condotte totalmente avulse dalla dinamica di gioco
• punibile la condotta trasmodante che trascende il rischio normale da fallo
Pugilato:
non basta il rispetto delle regole tecniche, ma occorre improntare la condotta ad un livello di prudenza
esigibile da atleta medio in quelle specifiche circostanze
Equitazione:
• Principianti: attività̀ pericolosa 2050 c.c.
• Esperti: danni cagionati da animali 2052 c.c.
Danni cagionati a terzi dagli atleti:
➢ Il giocatore che pratica una partita amichevole di "squash" non è tenuto alla buona riuscita dei colpi
eseguiti, per cui quando sbaglia la traiettoria di un colpo di recupero - colpo anomalo in quanto con
esso la palla anziché contro la parete di fronte viene lanciata verso la parete di fondo, ma previsto
pag. 47
dal regolamento - e manda la palla a superare la parete di fondo, mostrando nell'occasione imperizia
sportiva, va ritenuto esente da colpa giuridicamente rilevante per aver causato con il suo lancio
lesioni all'occhio di uno spettatore assiso nella tribuna sita oltre la parete di fondo. La responsabilità
dell'evento dannoso è invece da attribuirsi al circolo sportivo, a carico del quale - seppure si debbano
escludere violazioni delle disposizioni regolamentari, avendo predisposto campi di gioco rispondenti
per dimensioni ed attrezzature alle disposizioni federali - deve ascriversi l'inosservanza della regola
generale di cautela e di prudenza che impone alla gestione del centro sportivo di adottare una
opportuna barriera con recinzione od elevamento della parete di fondo campo, onde evitare pericolo
per gli spettatori nell'eventualità di un'anomala fuoriuscita della pallina.

b) di “altri soggetti” per i danni ad atleti o a terzi


• La responsabilità delle società/associazioni sportive
❖ 2043
❖ 2049: Nell'esercizio di attività sportiva a livello professionistico, le società sportive (o la Federazione, con
riferimento a sinistri avvenuti nello svolgimento di competizioni delle squadre nazionali) sono tenute a
tutelare la salute degli atleti sia attraverso la prevenzione degli eventi pregiudizievoli della loro integrità
psicofisica, sia attraverso la cura degli infortuni e delle malattie che possono trovare causa nei rilevanti
sforzi caratterizzanti la pratica professionale di uno sport, potendo essere chiamate a rispondere in base
al disposto degli art. 1218 e 2049 c.c. dell'operato dei propri medici sportivi e del personale comunque
preposto a tutelare la salute degli atleti ed essendo comunque tenute, come datore di lavoro del
calciatore, ad adottare tutte le cautele necessarie, secondo le norme tecniche e di esperienza, a tutelare
l'integrità fisica del lavoratore, tenuto conto in particolare del fatto che le cautele a tutela della salute
cui è tenuto il datore di lavoro devono parametrarsi alla specifica attività svolta dallo sportivo
professionista ed alla sua particolare esposizione al rischio di infortuni
❖ 2050
❖ 2051
→ Favor victimae

• Organizzatori di attività sportive: soggetto che promuove l’incontro di uno o più atleti con lo scopo
di raggiungere un risultato in una o più discipline sportive, indipendentemente dalla presenza di
spettatori
o Inadeguatezza o pericolosità dei mezzi tecnici
o Idoneità psico-fisica degli atleti
o Idoneità dei luoghi/impianti
Vanno rispettate le disposizioni regolamentari, le prescrizioni dell’autorizzazione, i criteri di comune
prudenza.
L'organizzazione di una gara sportiva non può essere considerata "attività pericolosa", ai sensi dell'art. 2050
c.c., con riferimento ai danni subiti dagli atleti e dei quali è prevedibile la verificazione, in quanto provocati
dagli inevitabili errori del gesto sportivo degli atleti impegnati nella gara. La medesima attività, invece, deve
essere considerata "pericolosa" se in conseguenza di essa gli atleti sono stati esposti a conseguenze più gravi
di quelle che possono essere determinate dai già menzionati errori (INCREMENTO DEL RISCHIO)
• Gestori impianti: spesso coincide con l’organizzatore, talvolta anche con il proprietario
o 2043
o 2050
o 2051

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• Arbitro/direttore di gara
✓ verifica la conformità alle norme regolamentari delle attrezzature utilizzate nonché del terreno di
gioco e di quanto ad esso pertinenziale
✓ dirige la competizione (non risponde per non aver sanzionato tempestivamente il gioco duro o
irregolare, salvo che negli sport a violenza necessaria)
• Medico sportivo
✓ deve tener conto della sua specializzazione ed improntare la sua condotta ad un rigore maggiore
di quanto potrebbe essere richiesto ad un medico generico
✓ rilievo scusante delle condotte fuorvianti dell’atleta
• Allenatori/istruttori
✓ devono tenere una condotta tanto più cauta quanto maggiore è la pericolosità dello sport e
quanto minori sono le capacità di apprendimento dell’allievo
✓ il sodalizio sportivo risponde in via solidale ex art. 2049
✓ Rispondono ex art. 2048 per i danni cagionati dagli allievi a terzi

L’attività sportiva come attività pericolosa?


valutazione caso per caso ex ante in funzione della quantità̀ e dei danni tipicamente riconducibili
all’attività
• L'organizzazione, da parte di una società calcistica, di una partita di calcio all'interno di uno stadio
non costituisce esercizio di attività pericolosa (Tribunale Perugia, 15/07/2005)
• L'attività organizzativa di una partita di calcio di serie A va qualificata come attività pericolosa
(Tribunale Torino, 11/11/2004) → per spettatori, non per atleti
• L'attività di gestione di un impianto di calcetto non può essere qualificata attività pericolosa ai fini
della responsabilità ex art. 2050 c.c. (Tribunale Monza, sez. IV, 16/04/2004)
• Deve escludersi che all'attività sportiva riferita al gioco del calcio possa essere riconosciuto il
carattere di particolare pericolosità, trattandosi di disciplina che privilegia l'aspetto ludico, pur
consentendo, con la pratica, l'esercizio atletico, tanto che è normalmente praticata nelle scuole di
tutti i livelli come attività di agonismo non programmatico finalizzato a dare esecuzione ad un
determinato esercizio fisico, sicché la stessa non può configurarsi come attività pericolosa a norma
dell'art. 2050 c.c., così rimanendo irrilevante, ai fini della possibile responsabilità dell'insegnante di
educazione fisica e dell'istituto scolastico, ogni indagine volta a verificare se la medesima attività
faccia, o meno, parte dei programmi scolastici ministeriali. (Nella specie, la S.C. ha confermato la
sentenza impugnata che, sulla scorta dell'enunciato principio, aveva escluso la sussistenza dei
presupposti per la configurazione della forma di responsabilità riconducibile al richiamato art. 2050
c.c., considerando, altresì, adeguatamente motivata tale decisione nella parte in cui era rimasto
accertato, in positivo, che l'infortunio occorso all'allievo scolastico durante la lezione di educazione
fisica era stato determinato da un fatto accidentale ascrivibile ad un errore del medesimo minore, il
quale, nel controllare il possesso del pallone in un frangente del gioco in cui non vi era stato alcun
contrasto con altri giocatori, era inciampato sul pallone stesso e nel cadere aveva appoggiato a terra
la mano sinistra, procurandosi la frattura del relativo avambraccio).

...le specificità dello sci


➢ Fase di risalita da valle a monte: il rapporto veniva inquadrato nell'ambito del contratto di trasporto
di persone, e regolato conseguentemente dagli artt. 1678 ss. c.c. La responsabilità del gestore,
disciplinata dall'art. 1681 c.c., si estende a tutte quelle operazioni il cui compimento è presupposto
del trasferimento con il mezzo di risalita, e ricomprenderebbe, per quel che concerne la fase finale,
tutti quei movimenti necessari per neutralizzare gli effetti della corsa.

pag. 49
➢ Fase di discesa: si imputa al gestore degli impianti o al concessionario delle piste − la coincidenza
soggettiva tra tali soggetti non era infatti scontata − una responsabilità ex art. 2043 c.c.: spesso
ricorrendo alla elaborazione maturata nel campo di altri settori, in particolare quello della
circolazione stradale, e, dunque, attribuendo la responsabilità in caso di danni subiti dagli sciatori in
presenza di una insidia, ovvero di un trabocchetto. Criteri, questi, spesso applicati dalla
giurisprudenza anche nel momento in cui abbia fatto in concreto ricorso alle fattispecie di
responsabilità regolate agli artt. 2050 e 2051, c.c.
• Talora si qualifica il rapporto che si instaura tra utente e gestore alla stregua di un contratto (atipico)
di skipass, ove, a fronte di un corrispettivo commisurato alla durata del contratto, il gestore “offre la
possibilità di godere dei servizi di risalita nonché di utilizzare le piste predisposte per la pratica dello
sci” e nel quale, ferma la responsabilità per i sinistri verificatisi durante la fase di risalita, il gestore
risponderebbe, ai sensi di cui all'art. 1218 c.c., altresì per quelli occorsi durante la discesa, se
dipendenti dal mancato adempimento degli obblighi specifici su di lui gravanti in virtù del contratto
medesimo (segnalazione di fonti di pericolo, apposizione di segnaletica chiara e comprensibile,
adozione di misure di protezione e, in generale, manutenzione delle piste).
• La recente normativa statale (l. 363/2003 → [Link]. 40/2021) autorizza a non respingere la riferita
impostazione
I gestori delle aree sciabili attrezzate assicurano agli utenti la pratica delle attività sportive e ricreative in
condizioni di sicurezza, provvedendo alla messa in sicurezza delle piste. I gestori proteggono gli utenti da
ostacoli presenti lungo le piste mediante l'utilizzo di adeguate protezioni degli stessi e segnalazioni della
situazione di pericolo atipico (ART. 11)
I gestori delle aree sciabili attrezzate sono civilmente responsabili della regolarità e della sicurezza
dell'esercizio delle piste e non possono consentirne l'apertura al pubblico senza avere previamente stipulato
apposito contratto di assicurazione ai fini della responsabilità civile per danni derivabili agli utenti e ai terzi per
fatti derivanti da responsabilità del gestore in relazione all'uso di dette aree (ART. 15)

Cassazione civile sez. III, 19/05/2022, n.16223


➢ La responsabilità ex art. 2051 c.c. del gestore di piste da sci alpino presuppone la sussistenza di un
nesso causale tra la caduta dello sciatore danneggiato e la presenza di un pericolo "atipico" sulla
pista, da intendersi come ostacolo difficilmente visibile e, pertanto, non facilmente evitabile anche
da parte di uno sciatore diligente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva
ritenuto responsabile il gestore per la caduta di uno sciatore, provocata dalla presenza di un
accumulo di neve derivante da innevamento artificiale, scarsamente visibile e di rilevanti dimensioni,
tale da impegnare una parte considerevole della pista e, pertanto, non riconducibile al normale
utilizzo della stessa).
➢ Giurisprudenza di legittimità: pur privilegiando la soluzione che individua in capo al gestore una
responsabilità per danno da cosa in custodia ex art. 2051 c.c., riconosce il contratto atipico di ski-
pass, il quale "consente allo sciatore l'accesso, dietro corrispettivo, ad un complesso sciistico al fine
di utilizzarlo liberamente ed illimitatamente per il tempo convenzionalmente stabilito", ed è
configurabile nel momento in cui "il gestore dell'impianto assume anche (...) il ruolo di gestore delle
piste servite dall'impianto di risalita". Da tale accordo discende, per il gestore, l'obbligo "della
manutenzione in sicurezza della pista medesima", nonché la possibilità di essere chiamato a
rispondere dei danni prodotti ai contraenti dovuti ad una cattiva manutenzione della pista "sulla
scorta delle norme che governano la responsabilità contrattuale per inadempimento".

LA RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE
Consegue alla violazione delle norme dell’ordinamento sportivo (illecito disciplinare)
• Responsabilità̀ dell’agente fisico
• Responsabilità̀ delle società: Diretta (di chi rappresenta la società), Oggettiva e Presunta
pag. 50
Resp. oggettiva (CGS FIGC)
la società risponde ai fini disciplinari dell'operato dei dirigenti, dei tesserati e dei propri dipendenti, nonché
dei propri sostenitori, sia sul proprio campo, intendendosi per tale anche l'eventuale campo neutro, sia su
quello della società ospitante.
la società risponde della violazione delle norme in materia di ordine e sicurezza per fatti accaduti prima,
durante e dopo lo svolgimento della gara, sia all’interno del proprio impianto sportivo, sia nelle aree esterne
immediatamente adiacenti. La mancata richiesta dell'intervento della Forza pubblica comporta, in ogni caso,
un aggravamento delle sanzioni.
Resp. presunta
la società si presume responsabile degli illeciti sportivi commessi a suo vantaggio da persone estranee e che
non hanno alcun rapporto con la società. La responsabilità è esclusa quando risulti o vi sia un ragionevole
dubbio che la società non abbia partecipato all'illecito
→ Scriminante o attenuante: modello di organizzazione, gestione e controllo

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DOMANDE ESAME (per slide)
1. INTRODUZIONE
1. L’unità elementare del sistema di diritto è:
la norma giuridica
2. Che cosa sono gli ordinamenti?
L’insieme delle leggi che disciplinano un’istituzione o un’attività.
3. Quale dei seguenti caratteri non riguarda la norma giuridica:
genericità
4. Il diritto sportivo è legato a vari fattori:
Olimpiadi, CIO, Importanza economica e sociale
5. Che cos’è il diritto sportivo?
È l’esame degli ordinamenti che gravitano intorno allo sport
6. Il Diritto Sportivo Internazionale:
È gestito dal CIO ed è autosufficiente
7. Il Diritto Sportivo Nazionale:
È gestito dal Coni e non è autosufficiente
8. L’ordinamento sportivo è:
Autonomo ma non autosufficiente

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2. ORDINAMENTO SPORTIVO
1. Quale dei seguenti non è un elemento costitutivo dell’ordinamento giuridico:
astrazione
2. Per realizzare un ordinamento giuridico sono necessari degli elementi:
Complesso di regole organizzate, insieme di soggetti e ordine sociale
3. L’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale:
È limitata dall’ordinamento statale e da quello sportivo internazionale.
4. Le norme sportive e quelle statali:
Se vi è un contrasto in ambito sportivo prevale quello di diritto statale
5. La regola di gioco acquista valore giuridico perché?
È corredata da una relativa sanzione
6. Che cos’è il vincolo sportivo?
Consiste in una serie di norme finalizzate ad evitare il ricorso al giudice ordinario
7. È riservata all’ordinamento sportivo la disciplina delle questioni aventi ad oggetto:
i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l’irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni
8. La c.d. pregiudiziale sportiva è:
un vincolo di giustizia sportiva
9. Quale delle seguenti affermazioni è vera:
la Repubblica riconosce e favorisce l’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale
10. L’autonomia dell’ordinamento sportivo:
non sussiste allorché́ siano coinvolte situazioni giuridiche soggettive rilevanti per l’ordinamento giuridico
della Repubblica
11. La Corte costituzionale (sentenze n. 49/2011 e 160/2019) ha affermato che:
il giudice amministrativo può conoscere delle questioni disciplinari che riguardano diritti soggettivi o interessi
legittimi esclusivamente ai fini del risarcimento del danno
12. Quale dei seguenti non è un elemento costitutivo dell’ordinamento giuridico:
giurisdizione
13. I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati in base al principio
di:
autonomia
14. Non sono riservate all’ordinamento sportivo:
le questioni di carattere patrimoniale
15. Sono in ogni caso riservate alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo:
le controversie aventi oggetto i provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni
professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche
16. Il Giudice Amministrativo:
può conoscere delle questioni disciplinari che riguardano diritti soggettivi o interessi legittimi esclusivamente
ai fini del risarcimento del danno
17. Nei rapporti tra ordinamento sportivo e statale:
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Possono verificarsi dei conflitti
18. Nei rapporti tra ordinamento sportivo e statale:
Vi sono zone regolate dal diritto sportivo, altre dal diritto statale e zone in cui vi sono entrambi
19. Quale dei seguenti non è un elemento costitutivo dell’ordinamento giuridico:
coercitività

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3. FONTI del DIRITTO
1. Secondo la Costituzione Italiana l’ordinamento sportivo è una materia:
di legislazione concorrente
2. Il CONI:
È un ente pubblico di diritto sportivo nazionale
3. Lo Statuto del Coni è una fonte:
di diritto pubblico
4. Gli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associative sono fonti:
di diritto privato
5. Le Federazioni Internazionali:
Promulgano gli statuti, i regolamenti e i codici sportivi vincolanti per le Federazioni affiliate
6. Quale delle seguenti affermazioni sulla Carta Olimpica è falsa:
costituisce lo Statuto del Comitato Olimpico Nazionale Italiano
7. Il Codice di comportamento sportivo è una fonte:
dell’ordinamento sportivo
8. Il Garante del Codice di comportamento sportivo è istituito:
presso il CONI
9. Gli Statuti e Regolamenti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate sono:
fonti di diritto privato
10. La sessione del CIO:
adotta, modifica, interpreta la Carta olimpica
11. Le Federazioni Sportive Nazionali:
sono riconosciute dal CONI e sottoposte a vigilanza di quest’ultimo
12. Secondo la Costituzione italiana l’ordinamento sportivo è una materia:
di legislazione concorrente
13. Quale delle seguenti affermazioni sulla Carta Olimpica è falsa:
costituisce lo statuto del CONI
14. Ai sensi del TFUE, lo sport rientra:
tra le competenze ripartite
15. Le sentenze interpretative della CGUE:
hanno effetto immediato e vincolante negli stati membri

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4. L’ORGANIZZAZIONE dell’ORDINAMENTO SPORTIVO
1. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO):
è un’organizzazione internazionale non governativa
2. Il CIO:
Ha il compito di organizzare i giochi olimpici
3. Le Federazioni sportive internazionali:
stabiliscono norme regolamentari attinenti all’ambito tecnico-sportivo
4. Il CONI è:
un ente pubblico non economico
5. Gli organi del CONI:
Sono indicati nello statuto del CONI e sono Consiglio, Giunta, presidente, segretario e revisori dei conti
6. Costituiscono un simbolo delle olimpiadi:
Cerchi olimpici, medaglie, giuramento di fedeltà e il passaggio della fiaccola
7. Il Cristianesimo:
Non approvava le Olimpiadi perché si celebrava il corpo umano e si era lontani dalla spiritualità della chiesa
8. In caso di conflitto tra l’ordinamento sportivo nazionale (CONI) e l’ordinamento sportivo internazionale
(CIO):
Per il CIO è irrilevante l’attività del CONI
9. Le Federazioni Sportive Internazionali:
Come il CIO costituiscono organizzazioni non governative per creare vincoli stabiliti tra tutti coloro che
praticano lo stesso sport
10. Il Decreto ‘’salva-CONI’’
Ha trasferito il personale di Sport e Salute S.p.A., già dipendente del CONI, nel ruolo del personale del CONI.
11. L’ammissione e l’affiliazione di società, di associazioni sportive e di singoli tesserati spetta:
al CONI
12. Il CIO:
detta norme convenzionali e vincolanti soltanto per coloro che intendono darvi spontanea esecuzione
13. Quale delle seguenti affermazioni sul Consiglio Nazionale del CONI è vera:
adotta il Codice di giustizia sportiva ed i Principi fondamentali
14. Il Comitato Italiano Paralimpico:
è un ente pubblico, riconosciuto dal Comitato Paralimpico Internazionale
15. Le Discipline Sportive Associate sono organizzazioni sportive:
che svolgono attività sportive che non rientrano nel programma olimpico
16. Il Consiglio nazionale del CONI:
adotta lo statuto del CONI

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5. I SOGGETTI DELL’ORDINAMENTO SPORTIVO
1. Il riconoscimento a fini sportivi è:
l’atto che attribuisce lo status di soggetto dell’ordinamento sportivo
2. Le società e le associazioni sportive dilettantistiche:
non hanno fine di lucro
3. Hanno oggetto sociale stabilito dalla legge?
4. L’atleta professionista è:
Colui che consegue dall’attività sportiva i mezzi del proprio sostentamento svolgendo competizioni
agonistiche con retribuzione
5. Una sola delle seguenti affermazioni è falsa, quale?
È professionista di fatto l’atleta privo di tesseramento
6. L’atto che comporta l’acquisto in capo alle persone fisiche della qualifica di soggetto dell’ordinamento
sportivo si chiama:
tesseramento
7. Il tesseramento è:
L’iscrizione di un soggetto ad una associazione sportiva che iscrive lo stesso alla Federazione o mediante
diretta iscrizione alla Federazione sportiva
8. Tra gli ausiliari sportivi distinguiamo:
Dirigenti, arbitri, ufficiali di gara, tecnici
9. Gli ausiliari sportivi:
Prestano la loro attività al solo fine di collaborare al miglioramento dei risultati degli atleti e vanno distinti dai
lavoratori
10. I tecnici sportivi si distinguono in:
Istruttori, allenatori, selezionatori e maestri
11. Quale delle seguenti forme giuridiche possono assumere gli enti sportivi dilettantistici:
associazione sportiva priva di personalità giuridica
o
società di persone
12. Ai sensi del [Link]. 36/2021 le società sportive professionistiche sono costituite nella forma:
di società per azioni o di società a responsabilità limitata
13. Gli Ufficiali di gara:
dirigono le gare e registrano i risultati
14. Ai sensi del [Link] 36/2021 le SSD:
possono destinare una quota inferiore al 50% degli utili ad aumento gratuito del capitale sociale versato dai
soci
15. Quale delle seguenti affermazioni è falsa:
il registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche è istituito presso il coni

16. Ai sensi del [Link]. 36/2021 le società sportive professionistiche sono costituite nella forma:

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di società per azioni o di società a responsabilità limitata

6. CONTRATTUALISTICA
1. La mancata qualificazione di un’attività sportiva come professionistica implica:
l’applicazione della disciplina ordinaria se sono presenti i caratteri tipici del rapporto di lavoro, autonomo o
subordinato
2. La legge 91/1981 non si applica:
ai massaggiatori sportivi
3. Il contratto di lavoro sportivo professionistico:
è cedibile prima della scadenza, da una società sportiva ad un’altra purché vi consenta l’altra parte
4. Secondo la sentenza Bosman l’indennità di trasferimento:
costituisce un ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori sportivi
5. Ai sensi della legge 91/1981 il contratto di lavoro sportivo:
può contenere l’apposizione di un termine risolutivo, non superiore a 5 anni dalla data di inizio del rapporto
6. Il contratto di sponsorizzazione:
è un contratto a prestazioni corrispettive
7. Il [Link]. 36/2021 nel definire il lavoratore sportivo:
si riferisce sia ai professionisti che ai dilettanti
8. Quale delle seguenti affermazioni è falsa:
l’atleta professionista stipula un contratto di lavoro non necessariamente in forma scritta.
9. Il vincolo dilettantistico consiste:
nel divieto di tesseramento dell’atleta presso altra associazione sportiva affiliata alla medesima Federazione
10. Per effetto della sentenza Bosman:
è stata introdotta l’indennità di preparazione e di promozione dell’atleta professionista
11. Quale di queste affermazioni è vera:
il contratto di sponsorizzazione è a titolo oneroso, a prestazioni corrispettive e può essere stipulato in forma
scritta
12. Il contratto di merchandising:
è un contratto a titolo oneroso, di durata ed a prestazioni corrispettive
13. Ai sensi del decreto 36, il lavoro sportivo prestato dagli atleti come attività principale, ovvero prevalente
e continuativa:
si presume oggetto di contratto di lavoro subordinato

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7. RESPONSABILITÀ
1. La responsabilità per esercizio di attività pericolose (art. 2050 c.c.) è un’ipotesi di:
responsabilità oggettiva
2. L’attività sportiva è attività pericolosa?
Va valutato caso per caso ex ante
3. Gli elementi costitutivi del fatto illecito sono:
fatto, danno ingiusto, nesso di causalità, elemento soggettivo
4. L’onere di fornire la prova degli elementi costitutivi della responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c.
incombe:
sul danneggiato
5. In tema di responsabilità indiretta, quale delle seguenti affermazioni è vera:
è responsabile un soggetto diverso da quello che ha cagionato il danno
6. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte:
sono sempre responsabili del danno cagionato dal fatto illecito commesso dai loro allievi, in solido con essi
7. L’atleta durante una gara o una competizione:
accetta il rischio delle lesioni configurabili nella ‘normale alea’ del tipo di attività
8. Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di una attività pericolosa è tenuto al risarcimento:
se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno

9. Negli sport a violenza necessaria, il dovere di correttezza e lealtà sportiva:


richiede l’osservanza delle regole di gioco ed anche il rispetto dell’integrità fisica e della vita dell’avversario e
dei terzi

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1. Da dove deriva il termine sport?
Da desport che significa portar fuori le tensioni dal lavoro.

2. Nella cultura greca:


Lo sport è visto come sforzo fisico e solo successivamente come competizione.

3. Il Congresso Internazionale degli Sport Atletici si tenne:


Fine 1800.

4. Lo sport è:
Gare ed esercizi svolti da singoli, gruppi o squadre per svago o sviluppo della forza fisica

5. Chi era Eugenio Zappas?


Un ricco greco che nel 1859 viveva in Romania ed avviò un progetto per celebrare le Olimpiadi

6. L’agonismo a programma limitato è:


Gare collegate ma entro limiti di categoria e di territorio

7. L’agonismo a programma illimitato è:


Gare collegate senza limiti di tempo

8. L’agonismo occasionale è:


Gare isolate e non collegate

11. Le Regioni:
Promuovono le attività̀ sportive e ricreative, realizzano impianti e attrezzature
12. Le Regioni:
Si occupano della tutela sanitaria delle attività sportive svolte dalle Federazione e dai Centri di medicina del CONI

Nell’ordinamento sportivo italiano gli enti associativi si distinguono in:


Associazioni sportive, Federazioni nazionali e internazionali, CIO e CONI
Nell’ordinamento sportivo italiano vi sono tre categorie di soggetti:
Persone fisiche, Enti associativi e Altre figure eterogenee
Il cartellinamento è:
L’iscrizione di un soggetto ad una associazione sportiva che iscrive lo stesso alla Federazione o mediante diretta
iscrizione alla Federazione sportiva
Nell’ordinamento sportivo italiano le figure eterogenee sono:
Case editrice sportive, società che gestiscono impianti, allevatori di cavalli da corsa ecc..
Nell’ordinamento sportivo italiano le persone fisiche si distinguono in:
Atleti, ausiliari, soggetti non tesserati
L’attività delle Federazioni nazionali:
E’ coordinata e disciplinata dal CONI
A chi spetta stabilire la città che dovrà ospitare i giochi olimpici?

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Al CIO
Il CIO:
E’ composto dagli Stati in cui esiste un comitato olimpico nazionale
I beni del CONI:
Sono gestiti dallo Sport e Salute spa, prima chiamata CONI Servizi spa
Il rapporto tra CONI e Regioni:
Al Coni spetta l’organizzazione di gare secondo regole ufficiali, alle Regioni le gare sportive amatoriali
La Sport e Salute spa, prima chiamata CONI Servizi spa:
E’ una società di proprietà del ministero dell’economia e delle finanze
Il CONI è:
Un’ente di diritto pubblico
Che cos’è lo statuto del CONI:
Un insieme di regole giuridiche in cui è disciplinata l’organizzazione del CONI
Il CONI:
E’ un ente di diritto pubblico, che svolge i propri compiti con una società privata chiamata Sport e Salute spa, prima
chiamata CONI Servizi spa
La singola Federazione:
Nelle competizioni nazionali può adottare regole di gioco in tutto o in parte diverse da quelle di altri paesi, ma non
avranno riconoscimento internazionale
Le attività agonistiche delle società sportive sono organizzate da:
Le Leghe
Le Federazioni:
Sono associazioni di diritto privato senza scopo di lucro
La disciplina e la regolamentazione dei singoli sport:
Sono poteri esclusivi delle Federazioni
Il CONI controlla:
Le Federazioni sia quando vengono costituite, la regolarità della gestione, ne approva il bilancio e vigila sulla loro attività
La Federazione ha natura:
Privata
Le società e le associazioni sportive dilettantistiche:
Possono essere società di capitali o cooperative
Le società e le associazioni sportive dilettantistiche:
Possono avere personalità giuridica di diritto privato
Le associazioni sportive:
Hanno dei benefici fiscali se sono riconosciute dal CONI
Le società e le associazioni sportive:

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Costituiscono le Federazioni
Le spese di sponsorizzazione:
Sono spese di rappresentanza e sono deducibili dalle tasse
Il contrattò di pubblicità:
E’ un’obbligazione di diretta diffusione del messaggio pubblicitario
L’ente pubblico:
Può essere uno sponsor purchè non perda il suo ruolo neutrale
Lo sponsor:
E’ colui che versa il denaro
Le spese di pubblicità:
Sono finalizzate a realizzare iniziative volte a pubblicizzare i prodotti, marchi, prodotti
Lo sponsee:
E’ colui che deve adempiere i compiti stabiliti dal contratto
La tessera del tifoso:
E’ uno strumento di fidelizzazione tra i tifosi e la squadra
Le sponsorizzazioni sono:
Contratti di durata, a titolo oneroso, sinallagmatici, a struttura bilaterale o plurilaterale
La clausola di esclusiva:
E’ una clausola inserita nel contratto di sponorizzazione in cui lo sponsee non può agevolare imprese concorrenti
Il contratto di sponsorizzazione:
E’ una particolare modalità di esecuzione della prestazione sportiva
Il doping usato durante la gara:
Viene utilizzato per ridurre il senso di fatica e per stimolare il SNC o per ridurre l’ansia
Il Codice mondiale antidoping:
Il più recente è entrato in vigore a Gennaio 2021
Il doping usato durante il periodo pre-gara:
Viene utilizzato per aumentare le masse muscolari e la forza fisica attraverso steroidi
Il doping usato dopo la gara:
Viene utilizzato per riacquistare velocemente le energie
Secondo il codice antidoping del 2021 per le violazioni internazionali:
In caso di uso di cannabis prevede una sospensione di 3 mesi, ridotti a 1 se l’atleta frequenta una comunità di recupero
Il Codice mondiale antidoping:
Il più recente è entrato in vigore a Gennaio 2021
Il codice WADA:
Il più recente è entrato in vigore a Gennaio 2021

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Alex Schwarzer è stato condannato alla squalifica dalle gare:
Dal Tribunale nazionale antidoping
In caso di uso di doping un atleta è sanzionato:
Sia per le violazioni intenzionali che non intenzionali
Carolina Kostner:
È stata sanzionata per aver mentito all’istruttore di gara
L’obbligo di diligenza del lavoratore sportivo:
Lo sportivo deve custodire gli indumenti ed i materiali sportivi forniti dalla società
La stipulazione del contratto di lavoro dello sportivo prevede:
Redazione, sottoscrizione, deposito, approvazione
La tutela assicurativa dello sportivo:
E’ realizzata su iniziativa della società che stipula una polizza
I requisiti oggettivi del contratto di lavoro dello sportivo:
Consistono nelle prestazioni a titolo oneroso, con continuità, nelle discipline regolamentate del CONI e qualificate dalle
federazioni
Il contratto di lavoro dello sportivo:
Va depositato presso la Federazione ai sensi dell’articolo 4 della Legge 91/1981
La Legge 91/1981 riguarda:
I rapporti tra società e sportivi professionisti
Lo sportivo professionista:
Può essere un lavoratore autonomo o un lavoratore subordinato
Il contratto di lavoro dello sportivo:
Deve essere in forma scritta
I preparatori atletici:
Stipulano contratti di lavoro come sportivi professionisti solo se vengono qualificati tali dalla Federazione
Le società sportive:
Non approvano il contratto

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