Minerali e Rocce
Minerali e Rocce
Un minerale è una sostanza naturale e solida che presenta due caratteristiche fondamentali: una
composizione chimica ben de nita (oppure variabile solo entro limiti molto ristretti) e una
disposizione ordinata e regolare degli atomi che la costituiscono. Questa disposizione, che si ripete
in modo costante nello spazio, conferisce al minerale una struttura cristallina stabile e ne determina
molte delle proprietà siche, come la durezza, la lucentezza o la forma dei cristalli.
La maggior parte dei minerali ha origine inorganica, cioè non deriva da organismi viventi, ma si
forma attraverso processi naturali sici e chimici che avvengono all’interno della crosta terrestre o
in super cie. Tuttavia, vengono considerati minerali anche alcune sostanze di origine organica, come
i carboni fossili, gli idrocarburi e l’ambra. Questi materiali, pur derivando in parte da organismi
viventi, subiscono nel tempo profonde trasformazioni chimiche e siche che li rendono stabili e li
fanno rientrare nella categoria dei minerali.
Se si osserva la struttura cristallina con un ingrandimento sempre maggiore, si nota che essa è
formata da unità di base chiamate celle elementari.
La cella elementare è la più piccola unità ripetitiva del reticolo cristallino, ovvero la porzione
fondamentale di materia che rappresenta la disposizione degli atomi nel minerale. Ad esempio, nel
quarzo (SiO₂), la struttura è costituita da moltissime unità ripetute formate da gruppi di atomi SiO₄,
disposti secondo un ordine tridimensionale regolare.
2. Colore
Il colore di un minerale dipende da come i diversi ioni presenti nel reticolo assorbono o ri ettono la
luce.
Alcuni minerali hanno un colore costante e caratteristico, altri invece possono variare in base alla
presenza di impurità.
• I minerali idiocromatici presentano sempre lo stesso colore, determinato dalla loro
composizione chimica (es. la malachite è sempre verde, il cinabro è sempre rosso).
• I minerali allocromatici, invece, devono il loro colore alla presenza di impurità o difetti
reticolari: per esempio, il quarzo può essere incolore, rosa, viola o giallo a seconda delle
impurità presenti.
Il colore è quindi una proprietà suggestiva ma poco a dabile per l’identi cazione, perché può
variare facilmente.
In alcuni casi le impurità possono produrre colorazioni molto diverse, come l’“oro viola”, che deriva
da una particolare contaminazione del reticolo.
3. Lucentezza
La lucentezza misura la quantità di luce ri essa dalla super cie del minerale e dipende dai legami
atomici e dalla perfezione delle facce cristalline.
Esistono diversi tipi di lucentezza:
• Metallica tipica dei minerali opachi, che ri ettono quasi tutta la luce (es. pirite, galena).
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• Non metallica tipica dei minerali trasparenti o semitrasparenti; può essere vitrea (come
il quarzo), resinosa, perlacea o setosa.
• Submetallica i campioni grandi ri ettono la luce come i metalli, ma quelli piccoli
4. Sfaldatura
La sfaldatura è la tendenza di un minerale a rompersi lungo piani regolari, che corrispondono alle
direzioni in cui i legami chimici sono più deboli.
È quindi proporzionale alla forza dei legami atomici: più i legami sono forti, più è di cile che il
minerale si sfaldi.
Un esempio tipico è la muscovite (una mica), che si divide facilmente in lamine sottili, mostrando
una sfaldatura perfetta lungo un solo piano.
Numero Minerale
5. Durezza
La durezza rappresenta la resistenza di un minerale alla scal ttura o 1 Talco
all’abrasione, e dipende dalla forza dei legami reticolari. 2 Gesso
Viene misurata mediante la scala di Mohs, che ordina i minerali in base alla
3 Calcite
loro durezza relativa: ogni minerale scal sce quelli meno duri e viene scal to
da quelli più duri. 4 Fluorite
Il diamante è il minerale più duro conosciuto, mentre il talco è il più tenero. 5 Apatite
6 Ortoclasio
6. Densità
La densità (massa per unità di volume) dipende dalla massa atomica degli 7 Quarzo
elementi che compongono il minerale e dalla distanza tra gli atomi nel 8 Topazio
reticolo cristallino. 9 Corindone
Minerali con atomi pesanti o strettamente impacchettati risultano quindi più
densi. 10 Diamante
La densità può variare anche con la pressione, in uenzando il modo in cui i minerali trasmettono
luce, calore o onde sismiche.
Il processo di cristallizzazione
La cristallizzazione è il processo generale di formazione dei cristalli, durante il quale gli atomi
passano da uno stato disordinato a una disposizione regolare e ripetitiva.
Essa può avvenire in diversi modi, a seconda dell’ambiente geologico:
Sublimazione: Nelle zone vulcaniche, i vapori caldissimi ricchi di elementi come lo zolfo possono
ra reddarsi rapidamente a contatto con super ci più fredde. In questo caso il gas passa
direttamente allo stato solido, formando cristalli per sublimazione. È così che si formano, ad
esempio, i cristalli di zolfo attorno alle fumarole.
Evaporazione: Quando una soluzione acquosa evapora, lascia sul fondo i sali disciolti, che
cristallizzano progressivamente. Un esempio tipico è la formazione del salgemma (cloruro di sodio,
NaCl) e del gesso (CaSO₄·2H₂O) durante l’evaporazione di bacini marini o lagune salate.
Attività biologica:Molti organismi viventi partecipano direttamente alla formazione dei minerali.
Ad esempio:
• il carbonato di calcio viene utilizzato per costruire gusci, scheletri e coralli;
• il fosfato di calcio entra nella composizione delle ossa dei vertebrati;
• la pompa sodio-potassio nelle cellule utilizza minerali come ioni vitali per i processi biologici.
Gli organismi che producono strutture minerali vengono detti bio-costruttori, poiché contribuiscono
alla formazione di nuovi depositi minerali attraverso la loro attività biologica e i resti organici.
Trasformazioni allo stato solido: Alcuni minerali si formano non da un cambiamento di stato, ma
da trasformazioni siche di minerali già esistenti. Quando cambiano temperatura o pressione, gli
atomi del reticolo possono riorganizzarsi assumendo una disposizione diversa, senza modi care la
composizione chimica. Queste trasformazioni, tipiche dei processi metamor ci, possono alterare la
forma della cella elementare (ad esempio da cubica a rombica).
In condizioni particolarmente estreme, un minerale può anche fondersi parzialmente, dando origine
a nuove specie mineralogiche.
Il polimor smo
Un fenomeno importante legato alla formazione dei minerali è il polimor smo, cioè la capacità di uno
stesso elemento o composto di cristallizzare in forme diverse a seconda delle condizioni di
temperatura e pressione.
Un esempio classico è quello del carbonio:
• Diamante si forma a temperature e pressioni altissime in profondità; gli atomi sono disposti
in una struttura tridimensionale compatta, che lo rende il materiale più duro in natura.
• Gra te si forma a pressioni più basse; gli atomi di carbonio sono disposti in strati paralleli
facilmente separabili, rendendola opaca e morbida.
Il polimor smo non riguarda solo il carbonio, ma anche altri minerali come il quarzo o la calcite, e
fornisce preziose informazioni sull’ambiente geologico in cui i minerali si sono formati.
Importanza geologica
La presenza di determinati minerali in una roccia permette ai geologi di ricostruire la storia della
crosta terrestre.
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Ogni minerale, infatti, conserva nella propria struttura le “tracce” delle condizioni siche e chimiche
in cui si è formato, diventando così una vera e propria testimonianza del passato geologico del
pianeta.
I Silicati
I silicati rappresentano il gruppo di minerali più abbondante sulla Terra, costituendo circa l’80% della
crosta terrestre.
Sono formati principalmente da silicio (Si) e ossigeno (O), i due elementi più di usi nella crosta.
La loro struttura di base è il tetraedro silicatico [SiO₄]⁴⁻, formato da un atomo di silicio al centro e
quattro atomi di ossigeno ai vertici.
Questi tetraedri possono legarsi tra loro in diversi modi, dando origine a una grande varietà di
strutture cristalline: il modo in cui i tetraedri si uniscono (processo chiamato polimerizzazione)
determina il tipo di silicato.
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Tipi di Silicati
- Nesosilicati
• I tetraedri [SiO₄]⁴⁻ sono isolati, non legati tra loro.
• La carica negativa viene bilanciata da cationi metallici (come Mg²⁺ o Fe²⁺).
• Esempi: olivina, granato
- Inosilicati
• I tetraedri si legano in catene:
- una catena singola gruppo dei pirosseni;
- una catena doppia gruppo degli an boli.
- Fillosilicati
• I tetraedri formano strati o lamine essibili.
• Esempi: miche (come la muscovite e la biotite) e talco.
- Tettosilicati
• Tutti i tetraedri sono legati tra loro in reticoli tridimensionali molto stabili.
• Esempi: quarzo, feldspati (il gruppo più numeroso della crosta terrestre).
Alogeni (o alogenuri)
Combinano metalli con uoro, cloro, bromo o iodio.
Esempi:
• Fluorite (CaF₂) cristalli cubici colorati;
• Salgemma (NaCl) il comune sale da cucina, formato per evaporazione di acque marine.
Ossidi e idrossidi
Contengono ossigeno combinato con uno o più metalli.
Molti sono minerali metallici di grande importanza economica:
• Ematite (Fe₂O₃) e magnetite (Fe₃O₄) principali minerali del ferro;
• Corindone (Al₂O₃) secondo per durezza solo al diamante; le varietà colorate sono za ro
(blu) e rubino (rosso).
Carbonati
Contengono lo ione carbonato (CO₃)²⁻, spesso combinato con calcio o magnesio.
Esempi:
• Calcite (CaCO₃) principale costituente dei calcari;
• Dolomia (CaMg(CO₃)₂) forma le Dolomiti;
• Magnesite (MgCO₃) utilizzata nell’industria.
Solfati
Contengono lo ione solfato (SO₄)²⁻.
Il più comune è il gesso (CaSO₄·2H₂O), che può formare cristalli trasparenti e talvolta giganteschi,
come nella grotta dei cristalli di Naica (Messico).
Fosfati e borati
• Fosfati: contengono lo ione PO₄³⁻. Esempio: Apatite, usata per produrre fertilizzanti.
• Borati: contengono BO₃³⁻, come il borace, che si forma per precipitazione in laghi salati e
viene utilizzato nelle industrie chimica e cosmetica.
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ROCCE
Le rocce, dette anche liti, sono aggregati naturali solidi costituiti da uno o più minerali che formano
la litosfera, cioè l’involucro rigido esterno della Terra.
Ogni roccia (o lito) si distingue per la sua composizione mineralogica, struttura e origine, e
rappresenta il risultato di processi geologici, chimici e sici che avvengono all’interno o sulla
super cie terrestre.
IL CICLO LITOLOGICO
Il ciclo litologico descrive l’insieme dei processi attraverso cui le rocce si formano, si
trasformano e vengono distrutte all’interno della litosfera.
Si tratta di un ciclo continuo, ma non perfettamente chiuso, perché coinvolge anche l’idrosfera,
l’atmosfera e la biosfera, che interagiscono con i materiali della crosta terrestre.
Nel ciclo litologico si distinguono tre grandi processi principali:
1. Processo magmatico,
2. Processo sedimentario,
3. Processo metamor co.
Ognuno di essi rappresenta una fase diversa del continuo rinnovamento delle rocce terrestri.
IL PROCESSO MAGMATICO
Tutto ha origine nelle profondità della Terra, dove si trova il magma, un materiale fuso composto da
silicati, gas e sostanze volatili.
Quando il magma risale verso la super cie, inizia a ra reddarsi e a cristallizzare, dando origine ai
minerali e quindi alle rocce magmatiche.
Formazione di rocce intrusive
Se il ra reddamento avviene lentamente in profondità, i cristalli hanno il tempo di crescere e
formare rocce magmatiche intrusive (o plutoniche), come il granito.
Queste rocce sono formate da cristalli grandi e ben visibili perché il ra reddamento è graduale.
Formazione di rocce e usive
Se invece il magma risale rapidamente no alla super cie, spesso attraverso vulcani o fessure
crostali, il ra reddamento è molto rapido, e i cristalli non hanno tempo di formarsi.
In questo caso si originano le rocce magmatiche e usive (o vulcaniche), come il basalto o
l’ossidiana, caratterizzate da cristalli piccoli o assenti.
IL PROCESSO SEDIMENTARIO
I materiali depositati (detti sedimenti) si accumulano in strati sovrapposti, chiamati strati
sedimentari.
Con il tempo, gli strati inferiori vengono compressi dal peso di quelli sovrastanti e le particelle
vengono cementate da sostanze minerali disciolte nell’acqua (come carbonati o silice).
Questo processo prende il nome di diagenesi.
La diagenesi trasforma i sedimenti sciolti in rocce sedimentarie, come:
• l’arenaria, derivata dalla compattazione di sabbie,
• il calcare, formato dall’accumulo di resti biologici (gusci, coralli),
• l’argillite, derivata da fango e argilla.
Le rocce sedimentarie conservano spesso fossili, che testimoniano la presenza di vita nel passato.
IL PROCESSO METAMORFICO
A causa dei movimenti della crosta terrestre, le rocce sedimentarie possono essere trascinate in
profondità, dove subiscono un forte aumento di temperatura e pressione.
Queste condizioni modi cano la struttura interna dei cristalli e la disposizione dei minerali,
senza però cambiare la composizione chimica complessiva.
Nascono così le rocce metamor che.
Il processo di trasformazione prende il nome di metamor smo e può avvenire in due modi
principali:
• Metamor smo di contatto: avviene vicino a masse magmatiche calde; interessa porzioni
limitate di roccia.
• Metamor smo regionale: avviene in aree molto estese, in corrispondenza di zone di
subduzione o orogenesi, dove la pressione e la temperatura sono elevate su vasta scala.
Esempi di trasformazioni metamor che
• Calcare Marmo
• Argillite Scisto
• Arenaria Quarzite
Durante il metamor smo, le rocce possono diventare più compatte e resistenti, e presentare una
struttura fogliata o scistosa, dovuta all’allineamento dei minerali sotto pressione.
Il ciclo litogenetico, quindi, rappresenta solo una parte del continuo rinnovamento del pianeta Terra,
collegato anche ai cicli geochimici di elementi come carbonio, ossigeno e silicio.
Rocce e Minerali
Le rocce sono aggregati naturali di uno o più minerali che si formano attraverso diversi processi
geologici.
Un esempio classico è il granito, formato dall’unione di minerali come quarzo, feldspato e mica.
Tuttavia, esistono anche rocce costituite quasi interamente da un solo minerale, come il marmo,
composto per circa il 90% da calcite. Il marmo è il risultato di un processo metamor co che
trasforma una roccia sedimentaria (il calcare) in una nuova roccia con struttura e caratteristiche
di erenti, dovute a temperatura e pressione elevate.
Struttura e composizione
Nelle rocce i minerali non sono sempre facilmente visibili:
• spesso hanno dimensioni millimetriche o inferiori, e per osservarli è necessario utilizzare il
microscopio petrogra co;
• quando i costituenti sono ancora più piccoli e derivano da frammenti di altre rocce
preesistenti, si parla di rocce clastiche.
I clasti sono frammenti solidi derivati da rocce preesistenti, ma a loro volta sono composti da
minerali: per questo motivo, anche le rocce clastiche sono, indirettamente, aggregati di minerali
Rocce Intrusive
Le rocce intrusive si formano quando il magma rimane intrappolato in profondità, dove il
ra reddamento è lentissimo.
I cristalli si sviluppano completamente, dando origine a una struttura olocristallina (tutti i minerali
sono cristallizzati).
Caratteristiche:
• cristalli grandi e visibili a occhio nudo;
• colore chiaro (spesso sialico);
• alta durezza e compattezza.
Esempi principali:
• Granito chiaro, ricco di quarzo, feldspato e mica;
• Granodiorite simile al granito ma con meno quarzo;
• Gabbro scuro, ricco di plagioclasio e pirosseno.
Queste rocce formano enormi masse dette batoliti, che emergono grazie all’erosione delle rocce
sovrastanti.
Rocce E usive
Le rocce e usive si formano quando il magma raggiunge la super cie e si ra redda molto
rapidamente.
La rapida perdita di gas e calore fa sì che gli atomi non abbiano tempo di organizzarsi, creando:
• una pasta di fondo amorfa o vetrosa;
• talvolta fenocristalli (cristalli più grandi immersi in una matrice ne).
Caratteristiche:
• colore scuro, perché la luce viene assorbita dalla struttura disordinata;
• cristalli microscopici o assenti;
• bassa densità, se ricca di gas.
Esempi:
• Basalto e usiva scura, compatta, forma il fondo oceanico
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• Ossidiana vetrosa, lucente, completamente amorfa;
• Pomice molto porosa e leggera, spesso galleggiante.
Le Rocce Sedimentarie
Le rocce sedimentarie si formano a partire da materiali di origine diversa che si depositano sulla
super cie terrestre o sui fondali marini e, con il tempo, si compattano e cementano, trasformandosi
in un corpo solido.
Questo tipo di roccia rappresenta circa il 5% del volume totale della crosta terrestre, ma ricopre
quasi il 75% della super cie continentale, perché si forma proprio in condizioni super ciali o sub-
super ciali (cioè a basse pressioni e temperature).
I sedimenti che le costituiscono derivano da:
• Rocce preesistenti (disgregate dall’azione degli agenti atmosferici),
• Precipitazione di sostanze chimiche disciolte in acqua,
• Resti organici di animali e vegetali.
Il processo di formazione
La formazione di una roccia sedimentaria richiede tempi geologici lunghissimi e comprende diverse
fasi successive:
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- Alterazione e degradazione
• Le rocce a oranti vengono attaccate dagli agenti atmosferici (pioggia, vento, variazioni
termiche, ghiaccio, radici delle piante).
• Si veri ca la frammentazione sica e la trasformazione chimica dei minerali super ciali.
- Erosione
• I frammenti prodotti vengono asportati e rimossi dal luogo d’origine da parte di umi, venti,
ghiacciai o maree.
- Trasporto
• I detriti vengono trasportati verso mari, laghi o pianure, dove si smussano e selezionano: i
frammenti grandi si depositano prima, quelli ni più lontano.
- Deposizione
• Quando la forza di trasporto si riduce, i materiali si depositano in strati sovrapposti (chiamati
strati o letti), che possono contenere anche resti organici o composti chimici.
- Seppellimento e diagenesi
• Con l’accumulo di nuovi strati, i sedimenti più profondi vengono compressi, l’acqua interstiziale
viene espulsa, e i minerali disciolti cementano i granuli tra loro.
• Questo processo, chiamato liti cazione, trasforma i sedimenti incoerenti in rocce compatte.
Struttura e composizione
Sono composte da:
• granuli o clasti, visibili a occhio nudo o al microscopio;
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• cemento, costituito da minerali (calcite, silice, ossidi di ferro) che legano i clasti;
• matrice, materiale ne che riempie gli spazi tra i clasti.
➤ Conglomerati e brecce
• Conglomerati: clasti arrotondati, trasporto prolungato ( umi, spiagge).
• Brecce: clasti spigolosi, deposito vicino alla sorgente (frane, colate detritiche).
➤ Arenarie
• Derivano dalla cementazione di sabbie, con quarzo, feldspati, mica.
• Possono essere calcaree, silicee o argillose, a seconda del cemento.
• Sono molto di use (es. arenarie rosse dell’Altopiano del Colorado).
➤ Argille e limi
• Argille: granuli inferiori a 0,039 mm, plastiche e impermeabili; con la compattazione formano
argilliti.
• Limi: dimensioni intermedie tra sabbia e argilla, depositati in acque calme.