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Minerali e Rocce

I minerali sono sostanze naturali solide con una composizione chimica definita e una struttura cristallina ordinata. Si formano attraverso processi geologici come cristallizzazione, evaporazione e attività biologica, e presentano diverse proprietà fisiche come forma, colore, lucentezza e durezza. La loro analisi fornisce informazioni preziose sull'ambiente geologico e sulla storia della crosta terrestre.

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Minerali e Rocce

I minerali sono sostanze naturali solide con una composizione chimica definita e una struttura cristallina ordinata. Si formano attraverso processi geologici come cristallizzazione, evaporazione e attività biologica, e presentano diverse proprietà fisiche come forma, colore, lucentezza e durezza. La loro analisi fornisce informazioni preziose sull'ambiente geologico e sulla storia della crosta terrestre.

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MINERALI

Un minerale è una sostanza naturale e solida che presenta due caratteristiche fondamentali: una
composizione chimica ben de nita (oppure variabile solo entro limiti molto ristretti) e una
disposizione ordinata e regolare degli atomi che la costituiscono. Questa disposizione, che si ripete
in modo costante nello spazio, conferisce al minerale una struttura cristallina stabile e ne determina
molte delle proprietà siche, come la durezza, la lucentezza o la forma dei cristalli.

La maggior parte dei minerali ha origine inorganica, cioè non deriva da organismi viventi, ma si
forma attraverso processi naturali sici e chimici che avvengono all’interno della crosta terrestre o
in super cie. Tuttavia, vengono considerati minerali anche alcune sostanze di origine organica, come
i carboni fossili, gli idrocarburi e l’ambra. Questi materiali, pur derivando in parte da organismi
viventi, subiscono nel tempo profonde trasformazioni chimiche e siche che li rendono stabili e li
fanno rientrare nella categoria dei minerali.

Struttura Cristallina dei Minerali


La maggior parte dei minerali si presenta sotto forma di cristalli, cioè corpi solidi che, durante la
loro crescita, hanno assunto una forma geometrica ben de nita.
Questa forma è il risultato diretto della struttura cristallina, cioè dell’impalcatura ordinata di atomi
che costituisce il minerale. La struttura cristallina rappresenta quindi il modo in cui gli atomi degli
elementi chimici che compongono il minerale si dispongono nello spazio, secondo posizioni sse e
regolari che si ripetono inde nitamente.

Se si osserva la struttura cristallina con un ingrandimento sempre maggiore, si nota che essa è
formata da unità di base chiamate celle elementari.
La cella elementare è la più piccola unità ripetitiva del reticolo cristallino, ovvero la porzione
fondamentale di materia che rappresenta la disposizione degli atomi nel minerale. Ad esempio, nel
quarzo (SiO₂), la struttura è costituita da moltissime unità ripetute formate da gruppi di atomi SiO₄,
disposti secondo un ordine tridimensionale regolare.

L’insieme delle celle elementari che si ripetono


nello spazio forma il reticolo cristallino, cioè la
struttura tridimensionale completa del minerale.
Gli atomi (o ioni) si dispongono lungo le regolari a
distanze costanti, separate da piccoli spazi vuoti.

Un esempio classico è quello del salgemma (NaCl):


in questo minerale, gli atomi di sodio e cloro sono
disposti secondo tre direzioni ortogonali tra loro,
formando celle cubiche. Questa disposizione
conferisce al salgemma la tipica forma di piccoli cubi
perfettamente regolari.
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Proprietà dei minerali
Oltre alla composizione chimica e alla struttura cristallina, ogni minerale possiede una serie di
proprietà siche che ne permettono l’identi cazione e lo studio. Queste proprietà dipendono dalla
disposizione degli atomi nel reticolo cristallino, dai legami chimici e dalle condizioni ambientali in cui
il minerale si è formato.

1. Forma e abito cristallino


I cristalli sono solidi con una forma geometrica regolare detta poliedro, le cui facce vengono
chiamate facce cristalline.
L’insieme delle facce che caratterizzano la forma esterna del minerale prende il nome di abito
cristallino.
Una caratteristica fondamentale dei cristalli è che gli angoli tra le facce di uno stesso minerale sono
sempre uguali, anche se le dimensioni e le proporzioni del cristallo possono variare.
Questa regola è nota come legge della costanza dell’angolo diedro, e permette di riconoscere un
minerale anche quando i cristalli appaiono diversi a occhio nudo.
La forma del minerale può tuttavia variare a seconda delle condizioni ambientali durante la sua
formazione, come:
• temperatura e pressione,
• spazio disponibile per la crescita,
• presenza di impurità o altri minerali,
• tempo di cristallizzazione.
Tutti questi fattori in uenzano l’aspetto nale del minerale, che può di erire da quello ideale pur
mantenendo la stessa struttura interna.

2. Colore
Il colore di un minerale dipende da come i diversi ioni presenti nel reticolo assorbono o ri ettono la
luce.
Alcuni minerali hanno un colore costante e caratteristico, altri invece possono variare in base alla
presenza di impurità.
• I minerali idiocromatici presentano sempre lo stesso colore, determinato dalla loro
composizione chimica (es. la malachite è sempre verde, il cinabro è sempre rosso).
• I minerali allocromatici, invece, devono il loro colore alla presenza di impurità o difetti
reticolari: per esempio, il quarzo può essere incolore, rosa, viola o giallo a seconda delle
impurità presenti.
Il colore è quindi una proprietà suggestiva ma poco a dabile per l’identi cazione, perché può
variare facilmente.
In alcuni casi le impurità possono produrre colorazioni molto diverse, come l’“oro viola”, che deriva
da una particolare contaminazione del reticolo.

3. Lucentezza
La lucentezza misura la quantità di luce ri essa dalla super cie del minerale e dipende dai legami
atomici e dalla perfezione delle facce cristalline.
Esistono diversi tipi di lucentezza:
• Metallica tipica dei minerali opachi, che ri ettono quasi tutta la luce (es. pirite, galena).
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• Non metallica tipica dei minerali trasparenti o semitrasparenti; può essere vitrea (come
il quarzo), resinosa, perlacea o setosa.
• Submetallica i campioni grandi ri ettono la luce come i metalli, ma quelli piccoli

appaiono più opachi.


• Terrosa la luce viene ri essa solo parzialmente, conferendo un aspetto opaco e
opalescente.

4. Sfaldatura
La sfaldatura è la tendenza di un minerale a rompersi lungo piani regolari, che corrispondono alle
direzioni in cui i legami chimici sono più deboli.
È quindi proporzionale alla forza dei legami atomici: più i legami sono forti, più è di cile che il
minerale si sfaldi.
Un esempio tipico è la muscovite (una mica), che si divide facilmente in lamine sottili, mostrando
una sfaldatura perfetta lungo un solo piano.

Numero Minerale
5. Durezza
La durezza rappresenta la resistenza di un minerale alla scal ttura o 1 Talco
all’abrasione, e dipende dalla forza dei legami reticolari. 2 Gesso
Viene misurata mediante la scala di Mohs, che ordina i minerali in base alla
3 Calcite
loro durezza relativa: ogni minerale scal sce quelli meno duri e viene scal to
da quelli più duri. 4 Fluorite
Il diamante è il minerale più duro conosciuto, mentre il talco è il più tenero. 5 Apatite
6 Ortoclasio
6. Densità
La densità (massa per unità di volume) dipende dalla massa atomica degli 7 Quarzo

elementi che compongono il minerale e dalla distanza tra gli atomi nel 8 Topazio
reticolo cristallino. 9 Corindone
Minerali con atomi pesanti o strettamente impacchettati risultano quindi più
densi. 10 Diamante
La densità può variare anche con la pressione, in uenzando il modo in cui i minerali trasmettono
luce, calore o onde sismiche.

7. Proprietà siche minori


Alcuni minerali presentano proprietà particolari che ne rendono più facile l’identi cazione:
• Fluorescenza emissione di luce visibile mentre il minerale è colpito da raggi ultravioletti.

• Fosforescenza emissione di luce dopo che la sorgente UV è stata rimossa.

• Ferromagnetismo capacità di diventare magnetico quando entra in contatto con un


campo magnetico.
• Piezoelettricità capacità di generare una di erenza di potenziale elettrico quando
sottoposto a pressione meccanica (es. quarzo).
• Isotropia le proprietà siche del minerale sono uguali in tutte le direzioni.
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• Anisotropia le proprietà variano a seconda della direzione (per esempio, la luce o la
frattura si comportano diversamente lungo assi diversi).

Origine e formazione dei minerali


I minerali sono il risultato di processi chimico- sici naturali che portano gli atomi a organizzarsi
in strutture ordinate dette cristalli.
Il processo attraverso il quale da una massa di atomi disordinati si formano strutture cristalline
ordinate prende il nome di cristallizzazione.
Ogni minerale si forma in condizioni ambientali speci che, determinate da temperatura, pressione,
composizione chimica e presenza di uidi o gas.
Lo studio delle caratteristiche di un minerale può quindi fornire importanti informazioni sull’ambiente
geologico in cui esso si è formato.

Origine dei minerali


I minerali che costituiscono la crosta terrestre si sono formati nel corso della storia del pianeta
attraverso diversi processi:
• Dal ra reddamento della crosta terrestre primitiva, quando la Terra, inizialmente fusa, si è
solidi cata formando i primi cristalli minerali.
• Per processi sedimentari, in cui frammenti minerali o resti di organismi (come conchiglie) si
accumulano e si compattano nel tempo, formando nuovi minerali.
• In ambiente vulcanico, dove i gas caldissimi e i materiali fusi danno origine a minerali ricchi di
zolfo o di altri elementi volatili.
• Per evaporazione marina, che porta alla formazione di minerali come il salgemma (NaCl)
quando l’acqua di mare evapora e i sali disciolti cristallizzano.
• Per processi biologici, come la formazione delle ossa o dei gusci calcarei, dove gli organismi
viventi utilizzano elementi chimici per costruire strutture minerali (es. carbonato di calcio).
• Da meteoriti, che introducono sulla Terra minerali rari provenienti da altri corpi celesti,
testimoni di ambienti e processi extraterrestri.

Il processo di cristallizzazione
La cristallizzazione è il processo generale di formazione dei cristalli, durante il quale gli atomi
passano da uno stato disordinato a una disposizione regolare e ripetitiva.
Essa può avvenire in diversi modi, a seconda dell’ambiente geologico:

Ra reddamento di un materiale fuso: È il processo più comune (responsabile della formazione di


circa l’80% dei minerali).Quando una massa fusa come la lava o il magma si ra redda, gli atomi
rallentano i loro movimenti e iniziano ad aggregarsi formando reticoli cristallini ordinati.
La velocità di ra reddamento in uenza la dimensione dei cristalli:
• un ra reddamento lento (in profondità) produce cristalli grandi,
• un ra reddamento rapido (in super cie) produce cristalli piccoli o invisibili.

Precipitazione da soluzioni acquose: Quando una soluzione acquosa calda si ra redda, la


solubilità dei sali diminuisce e i minerali precipitano sotto forma di cristalli. Questo processo può
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avvenire, ad esempio, nelle vene idrotermali, dove l’acqua calda in circolazione nel sottosuolo, ricca
di sali minerali, deposita cristalli come quarzo, calcite o pirite.

Sublimazione: Nelle zone vulcaniche, i vapori caldissimi ricchi di elementi come lo zolfo possono
ra reddarsi rapidamente a contatto con super ci più fredde. In questo caso il gas passa
direttamente allo stato solido, formando cristalli per sublimazione. È così che si formano, ad
esempio, i cristalli di zolfo attorno alle fumarole.

Evaporazione: Quando una soluzione acquosa evapora, lascia sul fondo i sali disciolti, che
cristallizzano progressivamente. Un esempio tipico è la formazione del salgemma (cloruro di sodio,
NaCl) e del gesso (CaSO₄·2H₂O) durante l’evaporazione di bacini marini o lagune salate.

Attività biologica:Molti organismi viventi partecipano direttamente alla formazione dei minerali.
Ad esempio:
• il carbonato di calcio viene utilizzato per costruire gusci, scheletri e coralli;
• il fosfato di calcio entra nella composizione delle ossa dei vertebrati;
• la pompa sodio-potassio nelle cellule utilizza minerali come ioni vitali per i processi biologici.
Gli organismi che producono strutture minerali vengono detti bio-costruttori, poiché contribuiscono
alla formazione di nuovi depositi minerali attraverso la loro attività biologica e i resti organici.

Trasformazioni allo stato solido: Alcuni minerali si formano non da un cambiamento di stato, ma
da trasformazioni siche di minerali già esistenti. Quando cambiano temperatura o pressione, gli
atomi del reticolo possono riorganizzarsi assumendo una disposizione diversa, senza modi care la
composizione chimica. Queste trasformazioni, tipiche dei processi metamor ci, possono alterare la
forma della cella elementare (ad esempio da cubica a rombica).

In condizioni particolarmente estreme, un minerale può anche fondersi parzialmente, dando origine
a nuove specie mineralogiche.

Il polimor smo
Un fenomeno importante legato alla formazione dei minerali è il polimor smo, cioè la capacità di uno
stesso elemento o composto di cristallizzare in forme diverse a seconda delle condizioni di
temperatura e pressione.
Un esempio classico è quello del carbonio:
• Diamante si forma a temperature e pressioni altissime in profondità; gli atomi sono disposti
in una struttura tridimensionale compatta, che lo rende il materiale più duro in natura.
• Gra te si forma a pressioni più basse; gli atomi di carbonio sono disposti in strati paralleli
facilmente separabili, rendendola opaca e morbida.
Il polimor smo non riguarda solo il carbonio, ma anche altri minerali come il quarzo o la calcite, e
fornisce preziose informazioni sull’ambiente geologico in cui i minerali si sono formati.
Importanza geologica
La presenza di determinati minerali in una roccia permette ai geologi di ricostruire la storia della
crosta terrestre.
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Ogni minerale, infatti, conserva nella propria struttura le “tracce” delle condizioni siche e chimiche
in cui si è formato, diventando così una vera e propria testimonianza del passato geologico del
pianeta.

Classi cazione dei Minerali


I minerali conosciuti sulla Terra sono oltre 4000, e per distinguerli tra loro si utilizza un sistema di
classi cazione che tiene conto di due caratteristiche fondamentali:
1. La struttura del reticolo cristallino, cioè il modo in cui gli atomi sono disposti nello spazio;
2. La composizione chimica, ossia quali elementi chimici formano il minerale.
Ogni specie minerale è de nita da una combinazione unica di questi due aspetti: minerali con lo
stesso reticolo e la stessa composizione (entro certi limiti) appartengono alla stessa specie.
Per stabilire con precisione la natura di un minerale, servono quindi analisi chimiche e siche (come
prove di durezza, densità, lucentezza e comportamento alla frattura).

Le grandi categorie di minerali


I minerali vengono suddivisi in gruppi principali (o classi), basandosi sul tipo di anione (cioè la parte
negativa) che forma il composto. Le principali categorie sono:
• Elementi nativi costituiti da un solo elemento chimico, come l’oro (Au), l’argento (Ag), il
rame (Cu) o il carbonio (C).
• Solfuri composti dallo zolfo unito a un metallo (es. pirite FeS₂, chiamata anche “oro degli
sciocchi”).
• Ossidi e idrossidi contengono ossigeno (ossidi) o ossigeno + idrogeno (idrossidi). Sono tra
i più importanti per l’estrazione di metalli come ferro o alluminio (es. ematite, magnetite,
corindone).
• Alogenuri derivano dagli elementi del gruppo degli alogeni ( uoro, cloro, bromo, iodio)
combinati con metalli. Esempi: uorite (CaF₂), salgemma (NaCl).
• Carbonati contengono lo ione carbonato (CO₃)²⁻. Esempi: calcite, dolomia, magnesite.
• Solfati formati dallo ione solfato (SO₄)²⁻, come il gesso (CaSO₄·2H₂O).
• Fosfati e borati comprendono minerali contenenti ioni fosfato (PO₄)³⁻ o borato (BO₃)³⁻,
come l’apatite e il borace.

I Silicati
I silicati rappresentano il gruppo di minerali più abbondante sulla Terra, costituendo circa l’80% della
crosta terrestre.
Sono formati principalmente da silicio (Si) e ossigeno (O), i due elementi più di usi nella crosta.
La loro struttura di base è il tetraedro silicatico [SiO₄]⁴⁻, formato da un atomo di silicio al centro e
quattro atomi di ossigeno ai vertici.
Questi tetraedri possono legarsi tra loro in diversi modi, dando origine a una grande varietà di
strutture cristalline: il modo in cui i tetraedri si uniscono (processo chiamato polimerizzazione)
determina il tipo di silicato.
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Tipi di Silicati
- Nesosilicati
• I tetraedri [SiO₄]⁴⁻ sono isolati, non legati tra loro.
• La carica negativa viene bilanciata da cationi metallici (come Mg²⁺ o Fe²⁺).
• Esempi: olivina, granato
- Inosilicati
• I tetraedri si legano in catene:
- una catena singola gruppo dei pirosseni;
- una catena doppia gruppo degli an boli.
- Fillosilicati
• I tetraedri formano strati o lamine essibili.
• Esempi: miche (come la muscovite e la biotite) e talco.
- Tettosilicati
• Tutti i tetraedri sono legati tra loro in reticoli tridimensionali molto stabili.
• Esempi: quarzo, feldspati (il gruppo più numeroso della crosta terrestre).

Silicati sialici e ferromagnesiaci


Oltre alla struttura, i silicati si distinguono anche in base agli elementi metallici con cui si combinano:
• Silicati sialici (o sialaci) contengono silicio, alluminio e talvolta potassio o sodio.
Sono leggeri e chiari; esempi: quarzo, muscovite, feldspati.
• Silicati ferromagnesiaci (o femici) contengono ferro (Fe) e magnesio (Mg), ma meno silicio.
Sono più densi e scuri; esempi: olivina, pirosseno, an bolo, biotite.

Caso particolare: l’amianto


L’amianto (o asbesto) è un gruppo di silicati brosi, spesso appartenenti alla classe degli an boli.
Per anni è stato usato come materiale isolante, ma le sue bre sottilissime e volatili sono
estremamente nocive per i polmoni, e il suo uso è oggi vietato in quasi tutti i Paesi.

I Minerali Non Silicatici


I minerali non silicatici sono meno abbondanti, ma molto importanti sia dal punto di vista scienti co
che industriale, perché includono gran parte dei minerali da cui si estraggono i metalli.
A di erenza dei silicati, non contengono silicio.
Principali classi di minerali non silicatici
Elementi nativi
Sono composti da un solo elemento chimico.
Esempi:
• Oro nativo (Au) e argento nativo (Ag) si trovano in vene metalliche;
• Rame nativo (Cu) in masse metalliche;
• Mercurio (Hg) è l’unico minerale liquido a temperatura ambiente;
• Carbonio si trova in due forme diverse (polimorfe): gra te e diamante.
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Solfuri
Composti da zolfo e metalli, formano legami chimici forti e sono importanti minerali metallici.
Esempi:
• Pirite (FeS₂) solfuro di ferro;
• Galena (PbS) solfuro di piombo;
• Argentite (Ag₂S) solfuro d’argento.

Alogeni (o alogenuri)
Combinano metalli con uoro, cloro, bromo o iodio.
Esempi:
• Fluorite (CaF₂) cristalli cubici colorati;
• Salgemma (NaCl) il comune sale da cucina, formato per evaporazione di acque marine.

Ossidi e idrossidi
Contengono ossigeno combinato con uno o più metalli.
Molti sono minerali metallici di grande importanza economica:
• Ematite (Fe₂O₃) e magnetite (Fe₃O₄) principali minerali del ferro;
• Corindone (Al₂O₃) secondo per durezza solo al diamante; le varietà colorate sono za ro
(blu) e rubino (rosso).
Carbonati
Contengono lo ione carbonato (CO₃)²⁻, spesso combinato con calcio o magnesio.
Esempi:
• Calcite (CaCO₃) principale costituente dei calcari;
• Dolomia (CaMg(CO₃)₂) forma le Dolomiti;
• Magnesite (MgCO₃) utilizzata nell’industria.

Solfati
Contengono lo ione solfato (SO₄)²⁻.
Il più comune è il gesso (CaSO₄·2H₂O), che può formare cristalli trasparenti e talvolta giganteschi,
come nella grotta dei cristalli di Naica (Messico).
Fosfati e borati
• Fosfati: contengono lo ione PO₄³⁻. Esempio: Apatite, usata per produrre fertilizzanti.
• Borati: contengono BO₃³⁻, come il borace, che si forma per precipitazione in laghi salati e
viene utilizzato nelle industrie chimica e cosmetica.
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ROCCE
Le rocce, dette anche liti, sono aggregati naturali solidi costituiti da uno o più minerali che formano
la litosfera, cioè l’involucro rigido esterno della Terra.
Ogni roccia (o lito) si distingue per la sua composizione mineralogica, struttura e origine, e
rappresenta il risultato di processi geologici, chimici e sici che avvengono all’interno o sulla
super cie terrestre.

IL CICLO LITOLOGICO
Il ciclo litologico descrive l’insieme dei processi attraverso cui le rocce si formano, si
trasformano e vengono distrutte all’interno della litosfera.
Si tratta di un ciclo continuo, ma non perfettamente chiuso, perché coinvolge anche l’idrosfera,
l’atmosfera e la biosfera, che interagiscono con i materiali della crosta terrestre.
Nel ciclo litologico si distinguono tre grandi processi principali:
1. Processo magmatico,
2. Processo sedimentario,
3. Processo metamor co.
Ognuno di essi rappresenta una fase diversa del continuo rinnovamento delle rocce terrestri.

IL PROCESSO MAGMATICO
Tutto ha origine nelle profondità della Terra, dove si trova il magma, un materiale fuso composto da
silicati, gas e sostanze volatili.
Quando il magma risale verso la super cie, inizia a ra reddarsi e a cristallizzare, dando origine ai
minerali e quindi alle rocce magmatiche.
Formazione di rocce intrusive
Se il ra reddamento avviene lentamente in profondità, i cristalli hanno il tempo di crescere e
formare rocce magmatiche intrusive (o plutoniche), come il granito.
Queste rocce sono formate da cristalli grandi e ben visibili perché il ra reddamento è graduale.
Formazione di rocce e usive
Se invece il magma risale rapidamente no alla super cie, spesso attraverso vulcani o fessure
crostali, il ra reddamento è molto rapido, e i cristalli non hanno tempo di formarsi.
In questo caso si originano le rocce magmatiche e usive (o vulcaniche), come il basalto o
l’ossidiana, caratterizzate da cristalli piccoli o assenti.

ALTERAZIONE, EROSIONE, TRASPORTO E DEPOSIZIONE


Una volta esposte all’aria, le rocce magmatiche subiscono i processi di alterazione e
disgregazione dovuti agli agenti atmosferici (pioggia, vento, ghiaccio, variazioni di temperatura).
Questo insieme di fenomeni è detto erosione.
I frammenti prodotti vengono trasportati da acqua, vento o ghiaccio, e quando l’energia del mezzo
di trasporto diminuisce, essi si depositano, accumulandosi in nuovi ambienti come letti di umi,
laghi o fondali marini.
Il processo prende il nome di deposizione.
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L’intera sequenza erosione trasporto deposizione è la base del processo sedimentario.

IL PROCESSO SEDIMENTARIO
I materiali depositati (detti sedimenti) si accumulano in strati sovrapposti, chiamati strati
sedimentari.
Con il tempo, gli strati inferiori vengono compressi dal peso di quelli sovrastanti e le particelle
vengono cementate da sostanze minerali disciolte nell’acqua (come carbonati o silice).
Questo processo prende il nome di diagenesi.
La diagenesi trasforma i sedimenti sciolti in rocce sedimentarie, come:
• l’arenaria, derivata dalla compattazione di sabbie,
• il calcare, formato dall’accumulo di resti biologici (gusci, coralli),
• l’argillite, derivata da fango e argilla.
Le rocce sedimentarie conservano spesso fossili, che testimoniano la presenza di vita nel passato.

IL PROCESSO METAMORFICO
A causa dei movimenti della crosta terrestre, le rocce sedimentarie possono essere trascinate in
profondità, dove subiscono un forte aumento di temperatura e pressione.
Queste condizioni modi cano la struttura interna dei cristalli e la disposizione dei minerali,
senza però cambiare la composizione chimica complessiva.
Nascono così le rocce metamor che.
Il processo di trasformazione prende il nome di metamor smo e può avvenire in due modi
principali:
• Metamor smo di contatto: avviene vicino a masse magmatiche calde; interessa porzioni
limitate di roccia.
• Metamor smo regionale: avviene in aree molto estese, in corrispondenza di zone di
subduzione o orogenesi, dove la pressione e la temperatura sono elevate su vasta scala.
Esempi di trasformazioni metamor che
• Calcare Marmo
• Argillite Scisto
• Arenaria Quarzite
Durante il metamor smo, le rocce possono diventare più compatte e resistenti, e presentare una
struttura fogliata o scistosa, dovuta all’allineamento dei minerali sotto pressione.

FUSIONE E RITORNO AL MAGMA


Quando le rocce metamor che vengono portate a profondità ancora maggiori, o entrano in contatto
diretto con masse magmatiche, la temperatura può diventare talmente elevata da provocare la
fusione parziale o totale del materiale roccioso.
Questo processo è detto anatessi e porta alla formazione di nuovo magma.
Il magma così generato può nuovamente risalire, ra reddarsi e dare origine a nuove rocce
magmatiche, completando il ciclo litologico.

Il ciclo litologico non è un sistema perfettamente chiuso:


• Parte del magma basaltico risalito dal mantello resta intrappolato nella crosta senza ritornare
al mantello.
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• I gas vulcanici liberati durante le eruzioni contribuiscono all’accumulo di atmosfera e
idrosfera.
• Al contrario, durante i processi di alterazione chimica, l’acqua e la CO₂ dell’atmosfera
penetrano nella litosfera, interagendo con le rocce.

Il ciclo litogenetico, quindi, rappresenta solo una parte del continuo rinnovamento del pianeta Terra,
collegato anche ai cicli geochimici di elementi come carbonio, ossigeno e silicio.

Rocce e Minerali
Le rocce sono aggregati naturali di uno o più minerali che si formano attraverso diversi processi
geologici.
Un esempio classico è il granito, formato dall’unione di minerali come quarzo, feldspato e mica.
Tuttavia, esistono anche rocce costituite quasi interamente da un solo minerale, come il marmo,
composto per circa il 90% da calcite. Il marmo è il risultato di un processo metamor co che
trasforma una roccia sedimentaria (il calcare) in una nuova roccia con struttura e caratteristiche
di erenti, dovute a temperatura e pressione elevate.

Struttura e composizione
Nelle rocce i minerali non sono sempre facilmente visibili:
• spesso hanno dimensioni millimetriche o inferiori, e per osservarli è necessario utilizzare il
microscopio petrogra co;
• quando i costituenti sono ancora più piccoli e derivano da frammenti di altre rocce
preesistenti, si parla di rocce clastiche.
I clasti sono frammenti solidi derivati da rocce preesistenti, ma a loro volta sono composti da
minerali: per questo motivo, anche le rocce clastiche sono, indirettamente, aggregati di minerali

Osservazione e riconoscimento delle rocce


Quando si osserva una roccia, per descriverla e classi carla bisogna considerare:
1. L’origine e il processo di formazione (magmatico, sedimentario o metamor co);
2. Il tempo di formazione, che in uisce sulla grandezza dei cristalli;
3. Le caratteristiche siche osservabili, come colore, grana, lucentezza, struttura e durezza.
Questi elementi permettono di capire:
• se nella roccia sono presenti minerali visibili a occhio nudo,
• se contiene cristalli microscopici,
• oppure se è costituita da frammenti (clasti) derivanti da altre rocce.
Osservazione diretta
Semplicemente osservando una roccia, è possibile ottenere informazioni utili
• se i cristalli dei minerali sono abbastanza grandi, si possono distinguere a occhio nudo;
• se invece la roccia appare omogenea o a grana ne, è probabile che i minerali siano
microscopici o che si tratti di una roccia clastica.
In sintesi, l’osservazione diretta consente di:
• valutare la presenza e quantità di minerali,
• riconoscere il tipo di roccia,
• formulare ipotesi sul processo di formazione.
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Le Rocce Magmatiche
Le rocce magmatiche, dette anche rocce ignee o eruttive, derivano dalla solidi cazione del
magma, una massa fusa di silicati, gas e vapori presenti all’interno della crosta terrestre o del
mantello superiore.
Queste rocce costituiscono circa il 65% della crosta terrestre, suddivise in:
• 40% di rocce e usive (formatesi in super cie);
• 25% di rocce intrusive (formatesi in profondità).

Origine del magma


Il magma si forma a profondità comprese tra 100 e 250 km sotto la super cie terrestre, quando
porzioni della litosfera o del mantello superiore raggiungono temperature così elevate (tra 700°C e
1400°C) da provocare la fusione parziale delle rocce.
Questa fusione è favorita da:
• un aumento locale di temperatura (ad esempio per risalita di materiale caldo dal mantello);
• la presenza di uidi (acqua o anidride carbonica), che abbassano la temperatura di fusione
delle rocce;
• una diminuzione di pressione dovuta alla risalita di materiali caldi verso zone più super ciali.
Il magma è una miscela complessa composta principalmente da:
• silicio (Si) e ossigeno (O) che formano silicati;
• elementi metallici (Fe, Mg, Ca, Al, Na, K);
• gas disciolti (H₂O, CO₂, SO₂).

Tipi di magma e contenuto di silice (SiO₂)


Il contenuto di silice (SiO₂) nel magma determina le proprietà siche, il colore e la composizione
delle rocce che ne derivano.
In base alla percentuale di silice, distinguiamo:
% di silice Densità (g/ Colore
Tipo di magma Viscosità Tipo di rocce
(SiO₂) cm³) tipico
Alta (molto
Acido / Sialico > 65% ≈ 2,7 Chiaro Graniti, Rioliti
viscoso)
Dioriti,
Intermedio / Neutro 52–65% ≈ 2,8–2,9 Intermedio Media
Andesiti
Gabbri,
Basico / Femico 45–52% ≈3 Scuro Bassa
Basalti
Ultrabasico /
< 45% >3 Molto scuro Molto bassa Peridotiti
Ultrafemico
Magmi ricchi in silice (acidi) sono più viscosi e tendono a produrre eruzioni esplosive;
Magmi poveri in silice (basici) sono più uidi e producono colate laviche estese e tranquille.

Tipi di rocce magmatiche


Le rocce magmatiche si distinguono in base al luogo e al tempo di ra reddamento del magma:
Luogo di Tempo di
Tipo Struttura Esempi
solidi cazione ra reddamento
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fi
fi
fi
Granito,
Intrusive In profondità, Molto lento Olocristallina (tutti cristalli
Granodiorite,
(plutoniche) nella crosta (milioni di anni) visibili)
Gabbro
E usive In super cie Rapido (giorni o Por rica o vetrosa (cristalli Basalto,
(vulcaniche) (lava) settimane) piccoli o amor ) Ossidiana, Pomice
A media Intermedio
Ipoabissali Cristalli medi Por do, Dolerite
profondità (migliaia di anni)

➤ In uenza del ra reddamento


Più il ra reddamento è lento, più gli atomi hanno tempo di ordinarsi nel reticolo cristallino cristalli
grandi e ben formati.
Al contrario, un ra reddamento rapido impedisce la formazione di cristalli struttura vetrosa o
amorfa (come nell’ossidiana).

Rocce Intrusive
Le rocce intrusive si formano quando il magma rimane intrappolato in profondità, dove il
ra reddamento è lentissimo.
I cristalli si sviluppano completamente, dando origine a una struttura olocristallina (tutti i minerali
sono cristallizzati).
Caratteristiche:
• cristalli grandi e visibili a occhio nudo;
• colore chiaro (spesso sialico);
• alta durezza e compattezza.

Esempi principali:
• Granito chiaro, ricco di quarzo, feldspato e mica;
• Granodiorite simile al granito ma con meno quarzo;
• Gabbro scuro, ricco di plagioclasio e pirosseno.

Queste rocce formano enormi masse dette batoliti, che emergono grazie all’erosione delle rocce
sovrastanti.

Rocce E usive
Le rocce e usive si formano quando il magma raggiunge la super cie e si ra redda molto
rapidamente.
La rapida perdita di gas e calore fa sì che gli atomi non abbiano tempo di organizzarsi, creando:
• una pasta di fondo amorfa o vetrosa;
• talvolta fenocristalli (cristalli più grandi immersi in una matrice ne).

Caratteristiche:
• colore scuro, perché la luce viene assorbita dalla struttura disordinata;
• cristalli microscopici o assenti;
• bassa densità, se ricca di gas.

Esempi:
• Basalto e usiva scura, compatta, forma il fondo oceanico
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• Ossidiana vetrosa, lucente, completamente amorfa;
• Pomice molto porosa e leggera, spesso galleggiante.

Piroclasti e colate piroclastiche


Durante le eruzioni vulcaniche, oltre alla lava vengono emesse anche frammenti solidi di roccia
(piroclasti) e gas ad alta temperatura.
Tipi di piroclasti:
• Ceneri e polveri vulcaniche particelle leggere che si depositano sui anchi del vulcano;
• Lapilli e bombe vulcaniche frammenti più pesanti che cadono per gravità;
• Pomici frammenti porosi ricchi di gas, spesso galleggiano.
I piroclasti, una volta accumulati, possono formare sedimenti che col tempo si compattano e danno
origine a rocce piroclastiche (come i tu ).
La colata piroclastica, invece, è una nube densa di gas e materiali incandescenti che scende lungo
i anchi del vulcano a grande velocità, con e etti altamente distruttivi.

Provenienza dei magmi


L’origine e la composizione dei magmi dipendono dalla profondità di fusione:
• A grande profondità (> 35 km) fusione del mantello magmi basici rocce come basalti
e gabbri;
• A minore profondità (15–35 km) fusione parziale della crosta continentale magmi acidi
(anatettici) rocce come graniti e rioliti.
Il processo di anatessi è la fusione parziale della crosta: le parti fuse si separano e cristallizzano,
generando nuove rocce intrusive (come le migmatiti).

Le Rocce Sedimentarie
Le rocce sedimentarie si formano a partire da materiali di origine diversa che si depositano sulla
super cie terrestre o sui fondali marini e, con il tempo, si compattano e cementano, trasformandosi
in un corpo solido.
Questo tipo di roccia rappresenta circa il 5% del volume totale della crosta terrestre, ma ricopre
quasi il 75% della super cie continentale, perché si forma proprio in condizioni super ciali o sub-
super ciali (cioè a basse pressioni e temperature).
I sedimenti che le costituiscono derivano da:
• Rocce preesistenti (disgregate dall’azione degli agenti atmosferici),
• Precipitazione di sostanze chimiche disciolte in acqua,
• Resti organici di animali e vegetali.

Il processo di formazione
La formazione di una roccia sedimentaria richiede tempi geologici lunghissimi e comprende diverse
fasi successive:
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- Alterazione e degradazione
• Le rocce a oranti vengono attaccate dagli agenti atmosferici (pioggia, vento, variazioni
termiche, ghiaccio, radici delle piante).
• Si veri ca la frammentazione sica e la trasformazione chimica dei minerali super ciali.
- Erosione
• I frammenti prodotti vengono asportati e rimossi dal luogo d’origine da parte di umi, venti,
ghiacciai o maree.
- Trasporto
• I detriti vengono trasportati verso mari, laghi o pianure, dove si smussano e selezionano: i
frammenti grandi si depositano prima, quelli ni più lontano.
- Deposizione
• Quando la forza di trasporto si riduce, i materiali si depositano in strati sovrapposti (chiamati
strati o letti), che possono contenere anche resti organici o composti chimici.
- Seppellimento e diagenesi
• Con l’accumulo di nuovi strati, i sedimenti più profondi vengono compressi, l’acqua interstiziale
viene espulsa, e i minerali disciolti cementano i granuli tra loro.
• Questo processo, chiamato liti cazione, trasforma i sedimenti incoerenti in rocce compatte.

Classi cazione generale delle rocce sedimentarie


Le rocce sedimentarie si classi cano in base al tipo di materiale che le origina e ai processi di
formazione.
Le tre grandi categorie sono:
1. Rocce clastiche (o detritiche)
formate da frammenti sici di altre rocce, trasportati e poi depositati.
2. Rocce chimiche
formate per precipitazione diretta di sostanze disciolte in acqua.
3. Rocce organogene (o biogeniche)
formate da resti o prodotti di organismi viventi (gusci, scheletri, piante, ecc.).

Rocce clastiche (o detritiche)


Formazione
Le rocce clastiche derivano da frammenti di rocce preesistenti, detti clasti, prodotti da erosione,
trasporto e deposizione.
L’energia del mezzo di trasporto (acqua, ghiaccio, vento) determina la dimensione dei clasti:
• acque veloci trasportano frammenti grossi;
• acque lente o quiete depositano sabbie, limi o argille.
Durante il trasporto, i clasti subiscono:
• smussamento (diventano più arrotondati),
• selezione granulometrica (si separano per dimensione).

Struttura e composizione
Sono composte da:
• granuli o clasti, visibili a occhio nudo o al microscopio;
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• cemento, costituito da minerali (calcite, silice, ossidi di ferro) che legano i clasti;
• matrice, materiale ne che riempie gli spazi tra i clasti.

Classi cazione per granulometria


Dimensio
Tipo Esempi Caratteristiche
ne clasti
Pse tiche Conglomerati (clasti arrotondati), Derivano da depositi alluvionali o
> 2 mm
(grossolane) Brecce (clasti angolosi) franosi
Psammitiche 0,062 – 2 Derivano da sabbie cementate,
Arenarie
(medie) mm ricche in quarzo e feldspato
< 0,062 Derivano da sedimenti molto ni,
Peliti ( ni) Argille, Argilliti, Limi
mm spesso impermeabili

➤ Conglomerati e brecce
• Conglomerati: clasti arrotondati, trasporto prolungato ( umi, spiagge).
• Brecce: clasti spigolosi, deposito vicino alla sorgente (frane, colate detritiche).
➤ Arenarie
• Derivano dalla cementazione di sabbie, con quarzo, feldspati, mica.
• Possono essere calcaree, silicee o argillose, a seconda del cemento.
• Sono molto di use (es. arenarie rosse dell’Altopiano del Colorado).
➤ Argille e limi
• Argille: granuli inferiori a 0,039 mm, plastiche e impermeabili; con la compattazione formano
argilliti.
• Limi: dimensioni intermedie tra sabbia e argilla, depositati in acque calme.

Rocce organogene (o biogeniche)


Formazione
Le rocce organogene derivano dall’accumulo, deposizione e cementazione di resti di organismi
viventi (gusci, coralli, piante, plancton).
Quando questi organismi muoiono, i loro scheletri o parti dure si depositano e si compattano,
oppure rilasciano composti chimici che precipitano.
Tipologie principali
Tipo Formazione Esempi Composizione
Calcari bioclastici,
Bioclastiche Accumulo di frammenti di scheletri o gusci Carbonato di calcio
coquine
Costruite da organismi viventi che Scogliere coralline, Carbonato di calcio
Biocostruite
producono scheletri calcarei barriere (CaCO₃)
Biogeniche Derivano da resti vegetali sepolti e Lignite, Carbone, Carbonio e
(vegetali) trasformati Petrolio idrogeno

• Calcare la roccia organogena più comune, formata da resti di organismi marini


microscopici (es. foraminiferi).
• Dolomia calcare in cui parte del calcio è sostituito da magnesio.
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fi
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fi
• Carboni fossili derivano da antiche foreste (es. sequoie) sepolte e trasformate in assenza
di ossigeno.
• Idrocarburi (petrolio e gas naturale) si formano dalla decomposizione di organismi marini
in sedimenti profondi.

Riconoscimento delle rocce sedimentarie


• Strati cazione: presenza di strati paralleli dovuti alla deposizione successiva.
• Fossili: resti o impronte di organismi antichi, spesso ben conservati.
• Reazione con acido cloridrico: i calcari e le dolomie e ervescano per liberazione di CO₂.
• Colore e tessitura: variano secondo i minerali e l’ambiente di formazione (es. rosso = ossidi di
ferro).
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