Platone
Platone
LA VITA
PRIME ESPERIENZE POLITICHE
Egli nacque ad Atene nel 428/427 a.C. da famiglia aristocratica
Il suo vero nome era Aristotele, ma fu soprannominato “Platone” per via dellʼampiezza
della sua fronte
Inizialmente fù un seguace di Cratilo, ma a circa 20 anni divenne discepolo di Socrate
Per via dei suoi legami con Crizia, nel 404 a.C. si trovò a collaborare con il regime dei 30
tiranni
Tuttavia rimase deluso dai metodi violenti che venivano utilizzati
Il suo rifiuto per il governo della città rimase anche dopo il restauro di un governo
democratico
Raggiunse il culmine quando Socrate, il suo maestro, venne processato e condannato a
morte
La fine di Socrate lo colpì come unʼingiustizia imperdonabile, una condanna
allʼintera politica ateniese (lettera VII)
Si rese conto che le condizioni di vita dovevano essere cambiate, per fare ciò
doveva intervenire la filosofia, unica via che potesse condurre lʼuomo singolo e
la comunità alla giustizia
IL VIAGGIO
Dopo la morte di Socrate, Platone Atene e si reco a Megara, dove vi era la scuola socratica
fondata da Euclide, poi in Egitto e a Cirene
Di questo viaggio non ci è pervenuto nulla dagli scritti
Lui nei suoi scritti ci parla di un viaggio fatto nel 388 a.C. nellʼItalia meridionale
Soggiorno dapprima a Taranto, presso una comunità pitagorica
Soggiornò successivamente a Siracusa, dove strinse unʼamicizia con Dione
Qui il filosofo si illuse di poter mettere in pratica i propri principi filosofici e
politici
Tuttavia venne ostacolato da Dionigi, il quale addirittura lo vendette come
schiavo
Dopo una serie di peripezie riuscì a tornare ad Atene dove fondò
lʼAccademia, una scuola di modello pitagorico
Nel 367 a.C. morto Dionigi lui fu richiamato in Sicilia da Dione aff ichè potesse aiutare a
riformare lo stato
Tuttavia ogni suo tentativo fu reso vano in quanto il suo amico fu esiliato da parte del
nuovo tiranno, Dionigi il Giovane
Tornò nuovamente a Siracusa nel 361 a.C. perchè chiamato dallo stesso tiranno per
riformare il governo
Ogni tentativo fu vano perché non si arrivo a nessun accordo
Ritornò ad Atene, dove morì a 80 anni nel 347 a.C., e si dedicò solo allʼinsegnamento
ACCADEMIA
Ciò che sappiamo di Platone è il frutto del suo insegnamento
Platone ricorre al mito
Mitos = racconto
Questo quando la ragione e la razionalità non captano la verità
Mito usato per semplificare ed esemplificare
Miti = recuperati dalla tradizione e reinterpretati da Platone
Lui chiamò la sua scuola Accademia basata sul modello pitagorico
Lʼistituzione come la intendiamo noi nasce nel 1400-1500 d.C.
Essa era aperta a tutti
Si studiava la matematica, la scienza e lʼastronomia
Era trattata anche la filosofia
Riflessioni sullʼetica politica
GLI SCRITTI
Platone è il primo filosofo antico di cui ci sono pervenute tutte le opere: 35 dialoghi e 13
lettere
Il grammatico Trasillo le organizzò in 9 tetralogie, ovvero in 9 gruppi da 4 scritti ciascuno
Altri dialoghi e una raccolta di definizioni rimasero fuori da questa organizzazione
perchè reputati falsi
Per determinare lʼautenticità delle opere e la loro successione si considerano alcuni fattori
La forma linguistica
Il contenuto dottrinale
Alle testimonianze
Rinvii alle stesse opere
Lʼattività letteraria di Platone può essere suddivisa in tre periodi:
I periodo (scritti giovanili): Apologia di Socrate (difesa di socrate), Gorgia, Repubblica I,
Protagora
II periodo (scritti della maturità): Menone, Fedone, Simposio, Repubblica II-X, Fedro
III periodo (scritti della vecchiaia): Parmenide, Sofista, Timeo, Leggi, Lettera VII
Importantissima questʼultima per la conoscenza della vita e del pensiero filosofico
Alcune fonti ci riferiscono che Platone tenne anche alcuni corsi che non mise mai per iscritto:
Intorno al bene —> per lʼelevata profondità degli argomenti trattati
Una sorta di metafisica a sfondo pitagorico —> basa sta su i concetti di Uno E Diade
RISPOSTA ALLA CRISI DELLA SOCIETÀ
Platonismo e suoi motivi tipici compresi se presi in riferimento alla crisi politico-culturale
Tale crisi era in corso in Grecia ma soprattutto ad Atene tra il V e il IV secolo a.C.
Il tempo in cui visse Platone fu caratterizzato dal tramonto dellʼetà dʼoro dellʼAtene di Pericle
Vittoria spartani + 30 tiranni + decadenza democrazia + condanna di Socrate = quadro di
decadenza politica e sociale
Si ebbe anche una decadenza culturale —> esasperazione sofistica, dissoluzione
socratismo…
Essendo un filosofo concepì tale crisi come una vera e propria decaduta dellʼuomo nella sua
totalità
Idealizza la figura di Socrate, per lui simbolo della crisi e della speranza di superarla
Uomo più giusto di tutti ucciso —> malessere società arrivato al punto limite
Socrate —> luce nelle tenebre = aveva avvertito la necessità di un
rinnovamento etico dellʼuomo in nome della virtù e della giustizia
Bisogno di ricerca di definizioni stabili e universali —> nessun individuo
lasciato in un vuoto di certezze responsabile del caos morale e civile
Crisi politica deriva da una crisi intellettuale —> serve riforma globale sullʼesistenza umana
Per una crisi globale serve una riforma globale non una riforma del governo
Tale riforma la si può ottenere mediante una nuova visione delle cose
Serve dunque una rinnovata filosofia, capace di tradursi in una rivoluzione culturale e in un
progetto di riforma dellʼordine esistente, dopo aver restituito le nuove certezze
In sintesi, Platone registra la crisi della propria epoca in modo filosofico, ritenendo che
soltanto nuove certezze di pensiero possano off rire solide basi per una riedificazione
esistenziale e politica dell'uomo, e di conseguenza progetta una rifondazione della
politica alla luce del sapere.
Dimensione politico-educativa non è lʼunica ottica ottica del platonismo
Mente Platone = mente poliedrica e universale
Si da spazio alla metafisica, alla religione, allʼetica… —> mente Platone = mente
globale
I CARATTERI GENERALI DELLA FILOSOFIA PLATONICA
Fedeltà allʼinsegnamento e alla persona di Socrate = carattere dominante attività filosofica
Sforzo costante di Platone fu quello di ricercare il significato vero dellʼopera e della
persona di Socrate
Per eff ettuare tale ricerca il filosofo non esitò a procedere al di là del patrimonio
culturale del suo maestro arrivando a formulare principi e teorie che Socrate non aveva
mai insegnato, ma che racchiudevano il suo modo di essere e di pensare
Ricerca platonica = interpretazione della persona filosofica di Socrate
Ovviamente non tutte le dottrine di Platone sono riconducibili a Socrate
Tratti tipici del Platonismo non hanno nulla a che fare con lʼinsegnamento socratico
Modalità espressiva adottata da Platone, il dialogo, è un atto di fedeltà al silenzio letterario di
Socrate
La scrittura platonica e il dialogo socratico hanno il medesimo fondamento —> filosofia =
sapere aperto
Dialogo è il mezzo attraverso il quale si possa esprimere la modalità dellʼindagine
filosofica
Riproduce lʼandamento stesso della ricerca, che procede lentamente e faticosamente,
di tappa in tappa e il carattere di socialità e comunanza
Il dialogo ha fatto si che egli praticasse la filosofia come una ricerca inesauribile e mai
conclusa
Ossia come un infinito sforzo verso una verità che lʼuomo non possiede mai totalmente
ma sulla quale è DOVERE continuare a interrogarsi
LA TEORIA DELLE IDEE
Nei dialoghi del primo periodo Platone difende e riporta le teorie proprie di Socrate, alcune
interpretandole diversamente
Esse infatti nonostante vengono riportate con amore dal discepolo, sono filtrate
nellʼottica degli interessi e delle tendenze platoniche
Platone da molta importanza al metodo socratico delle definizioni, per lui primo
passo per un sapere assoluto per superare il relativismo sofistico
Proprio grazie a questa battaglia Platone sviluppò quella che è conosciuta come
“Teoria delle idee”
Segna lʼavvio della seconda fase della sua speculazione
In questa fase il filosofo va al di là delle dottrine che Socrate aveva insegnato
Rappresenta il cuore del platonismo maturo
Nel quale il filosofo elabora un proporzionale pensiero specifico e originale
Riuscendo così a risolvere e a superare i problemi della filosofia
LA GENESI DELLA TEORIA
Genesi teoria idee ha come base e deve essere ricercata nel concetto di scienza
Essa deve avere i caratteri di stabilità e immutabilità (antitesi sofisti e oltre al
socratismo)
Il filosofo è convinto che il pensiero rifletta lʼessere, ossia che la mente sia uno “specchio”
di qualcosa che esiste
Possiamo far coincidere questa convinzione con quello che è il realismo gnoseologico
Il filosofo si chiede qualʼè lʼoggetto della scienza, intesa come una conoscenza di
qualcosa che esiste
Domanda “che coʼè…” —> Socrate ricerca lʼessenza della cosa e gli esempi suoi
Tale definizione si riduceva a un confronto e a un accordo tra i dialoganti
Platone tuttavia vuole trovare un oggetto esistente e stabile che corrisponde
alla definizione cercata dal maestro
Scienza —> bisogna ammettere lʼesistenza di un suo contenuto specifico
Altrimenti sarebbe una fantasia della mente
Questo oggetto non può essere costituito dalle cose del mondo percepite dai
sensi
Questo perché esse sono mutevoli e imperfette
Sono dominio di quella conoscenza mutevole e imperfetta che
Platone chiama opinione (doxa)
Questo oggetto per Platone è le idea
Per lui entità immutabile e perfetta —> non frutto del nostro intelletto,
opinione di oggi
Insieme alle altre idee costituisce una zona dellʼessere diversa da
quella in cui viviamo
Chiamata da lui iperuranio, ovvero al di là del cielo
Platone ne parla come una sorta di ousìa —> sostanza o realtà autonoma
Idee-cose stretto rapporto
Per il filosofo, le cose sono copie, o imitazioni imperfette, delle idee
Nel nostro mondo esiste una pluralità di cose +/- belle o giuste,
ma nel mondo dele idee esiste “la Bellezza” e “la Giustizia”
perfette
Idea platonica —> modello unico e perfetto delle cose molteplici e
imperfette di questo mondo
LA PROSPETTIVA DUALISTICA
Per Platone esistono due gradi fondamentali di conoscenza (dualismo gnoseologico)
Ai quali fanno riscontro due tipi dʼessere distinti ossia le cose e le idee (dualismo
ontologico)
Questi gradi sono:
Opinione —> verità imperfetta, dipende dalla configurazione imperfetta del suo
oggetto
Ossia dal carattere mutevole delle cose percepite dai sensi
Scienza —> verità perfetta, dipende dalla configurazione perfetta del suo oggetto
Ossia dal carattere immutabile delle idee
Costituisce una conoscenza stabile, duratura e perfetta
Perché essa indaga le idee anchʼesse perfette, durature e stabili
Seconda questa prospettiva la filosofia Platonica è una sintesi tra lʼeraclitismo e
lʼeleatismo
Da Eraclito si riprende: idea che il nostro mondo è il regno del mutamento
Da Parmenide si riprende: concetto che lʼessere autentico è immutabile
Dallʼeleatismo viene ripreso anche il dualismo gnoseologico (opinione e scienza) e
ontologico (cose-idee ossia cose autentiche)
Tuttavia per Platone questi due mondi sono legati da un rapporto
indissolubile, mentre per Parmenide sono due mondi completamente separati
RAPPORTO TRA IDEE E COSE
Il rapporto tra le idee e le cose si configura in una duplice direzione, dal momento che le
idee sono:
Criteri di giudizio delle cose: in quanto noi per formulare i nostri giudizi sulle cose, non
possiamo non fare riferimento alle cose
Diciamo che due cose sono uguali partendo dallʼidea di uguaglianza
Idee = condizione della pensabilità degli oggetti
Cause delle cose: poichè gli individui sono in quanto imitano le idee
Le realtà che diciamo belle sono tali in quanto partecipano allʼidea di “bellezza”
Che rappresenta dunque la causa per cui esse sono e vengono reputate belle
Idee = condizione dellʼesistenza degli oggetti
Il rapporto idee-cose non è stato definito in modo univoco da Platone della maturità
Seguendo il seguente schema:
Mimèsi: per cui le cose imitano le idee
Metèssi: per cui le cose partecipano dellʼessenza delle idee, seppur in maniera
limitata
Pasusìa: per cui le idee sono presenti nelle cose
Lui infatti rimane sulle questione piuttosto incerto e oscillante fino alla fase della
vecchiaia
QUALI SONO LE IDEE
Nella fase della maturità del pensiero platonico si distinguono due tipologie di idee:
Idee-valori: esse sono i supremi principi etici, estetici e politici
Essi sono per esempio il Bene, il Male, la Giustizia —> formano ciò che
denominiamo ideali/valori
Idee matematiche: corrispondenti alle entità e ai principi dellʼ aritmetica e della
geometria
Nella realtà non troviamo mai lʼuguaglianza perfetta o il quadrato perfetto —>
ma solo copie imperfette di esse
Esisterebbero anche altre due tipi di idee di cui Platone rimane incerto
Idee di cose naturali —> come lʼidea di uomo
Idee di cose artificiali —> come lʼidea di letto
Negli ultimi dialoghi il filosofo tenderà a far decadere le nozioni etico-matematiche delle
idee
A favore di una nozione logico-ontologica
Lʼidea platonica finirà cosi per configurarsi come la forma unica e perfetta di qualsiasi
gruppo o classe di cose
Che vengono inquadrate con un medesimo nome —> dunque possono essere fatte
oggetto di scienza
Pur essendo molteplici le idee non sono una pluralità disorganizzata
Esse costituiscono una trama di essenze aventi un ordine gerarchico-piramidale
Con lʼidea del Bene al vertice
Essa è lʼidea delle idee, il supremo valore e lam perfezione massima di cui le
altre idee sono imitazione o riflesso
Essa non va assimilata con la figura di un dio
Infatti essa nonostante è al di sopra delle altre idee, il Bene non le crea in
quanto sono tutte eterne ma si limita a cominciare loro i la sua perfezione
DOVE E COME ESISTONO LE IDEE
Le idee esistono in modo superiore alle cose —> formano lʼiperuranio
Le idee sono trascendenti —> esistono al di là della mente e le cose
Esse tuttavia non sono riconducibili come a un universo di “super-cose”
Collocabili in cielo metafisico
Esse vanno intese come un ordine eterno di forme e valori ideali
Che dunque non esiste o eff ettivamente in un empireo
Collocato in una zona diversa da quelle delle cose
COME SI CONOSCONO LE IDEE
Idee: non possono derivare dai sensi
Essi ci danno testimonianza di un mondo di cose materiali, imperfette e mutevoli
Per essere conosciute devono essere lʼoggetto di una visione intellettuale
Ossia di uno “sguardo della mente” in grado di cogliere lʼidea
Tale visione e suo possesso Platone lo spiega con la dottrina-mito dellʼanamnesi o
della reminiscenza ossia del ricordo:
Platone aff erma, sulla credenza della metempsicosi pitagorica, che lʼanima
prima di calarsi nel nostro corpo, ha vissuto nel mondo delle idee
Qui ha potuto contemplare gli esemplari perfetti delle cose
Una volta discesa nel nostro mondo essa conserva un ricordo di ciò che ha
visto
Grazie allʼesperienza delle cose riesce ad avere ricordo di ciò che ha
visto, come se fossero dei déjà vu
Secondo questa visione dunque conoscere è ricordare
Idee, sia pur sfocate, le portiamo dentro di noi e ci è suff iciente uno sforzo per tirarle
fuori
Gnosologia di Platone è una forma di innatismo
Questo perché si fonda sul principio secondo cui la conoscenza non deriva
dallʼesperienza sei sensibile
Ma da metri di giustizio preesistenti nel nostro intelletto rispetto ai quali
lʼesperienza sensibile finge da motore sollecitatore
Secondo Platone, lʼuomo:
Non possiede lʼintera verità, altrimenti non ricerchierebbe
Non ignora completamente la verità, altrimenti non la ricercherebbe
Porta dentro di sè, come ricordo, una parte sotto forma di patrimonio che dovrà
manifestare e valorizzare tutta la vita
Lʼuomo ha/parte da una sorta di pre-conoscenza o ignoranza gravida di sapere
Dalla quale dobbiamo tirare fuori la conoscenza vera e propria
IMMORTALITÀ DELLʼANIMA
Lʼanima è immortale —> oggetto il Fedone, uno dei dialoghi con più Photos umano e
religioso
Qui Platone off re degli argomenti a testimonianza dellʼimmortalità dellʼanima
1° = reminiscenza
2° = dei contrari
Come in natura ogni cosa si genera dal suo contrario, così la morte si genera
dalla vita e la vita dalla morte
Nel senso che lʼanima rivive dopo la morte del corpo
3° = della somiglianza
Lʼanima, essendo simile alle idee che sono eterne, lo sarà anchʼessa
Solo ciò che è composto può distruggersi, rivelandosi nei suoi elementi più
semplici
Le cose semplici, come lʼanima e le idee, non possono essere ne create ne
distrutte
3° = della vitalità
Lʼanima, essendo soff io vitale, è vita e partecipa allʼidea di vita
Nel Fedone viene trattato anche lʼargomento della filosofia come preparazione alla
morte
Conoscenza autentica = conoscenza delle idee
Filosofare = “andare oltre” i sensi e il corpo
Vita del filosofo è una preparazione alla morte, ovvero quando lʼanima torna a
bearsi tra le idee
Nella complessa anima platonismo vi è un momento fortemente religioso
Non si esclude però il lato mondano-politico
LʼANIMA E IL DESTINO: IL MITO DI ER
Destino uomini —> dipende da una scelta compiuta dalla sua anima nel mondo delle idee
Platone illustra questa sua tesi con il mito di Er, con il quale si chiude la Repubblica
Er era un guerriero morto in battaglia e resuscitato dopo 12 giorni, potendo
raccontare cosi cosa cʻè dopo la morte
Alle anime malvagie spettano grandi soff erenze
Alle anime virtuose sono destinati 1000 anni di felicità
Dopo i quali si presentano di fronte a Lachesi, una delle 3 Moire, per
scegliere la loro vita futura
Lʼordine della presentazione è casuale, le anime che scelgono prima
hanno una più ampia possibilità di scelta, tuttavia possono preferire
anche una vita poco virtuosa
Dopo che lʼanima ha scelto il suo futuro esso viene confermato anche
dalle altre due Moire
Le anime dunque si accingono a bere al fiume Lete, le cui acque
infondono il sonno e lʼoblio: si sveglieranno incarnate in un nuovo
corpo terreno senza ricordare nulla della loro vita ultraterrena
precedente
Platone sottolinea che la scelta del destino è una scelta libera, alla quale la divinità
non può prendere parte
La scelta è guidata dalle esperienze precedenti che lʼanima ha fatto
Lʼuomo sceglie il proprio destino, condizionato/influenzato da quel che ha
vissuto nella vita precedente
TEORIA DELLE IDEE COME ANTIDOTO AL RELATIVISMO SOFISTICO
Opposizione al relativismo sofistico = cuore della dottrina delle idee
Nella schematizzazione platonica relativismo sofistico tende di fatto a divenire un
tutto indistinto e a identificarsi come una filosofia negatrice di ogni stabile punto di
vista sulle cose e di ogni certezza
Per Platone non esiste altra visa dʼuscita se non la restaurazione di qualche forma di
assolutismo e di certezze assolute
Per far si che ciò avvenga la teoria delle idee diventa fulcro centrale e strumento
prezioso della filosofia
Grazie ad essa il filosofo può sostenere la presenza di strutture ideali, che esistono
autonomamente dallʼarbitro degli individui, che hanno validità oggettiva e
universale
Umanesimo sofistico e socratico (uomo = criterio di giudizio), messo da parte
—> NO uomo misura la verità; SI verità “misura” lʼuomo dandogli le regole del
pensare e del vivere
Idea: superiore punto di accordo tra le menti —> relativismo conoscitivo e morale crolla
La conoscenza torna ad avere un valore assoluto e non è più relativa allʼuomo
Matematica —> idee matematiche —> linguaggio per tutti e pere tutte le
circostanze, imponendosi alla mente umana
La morale anchʼessa torna ad avere una valenza assoluta
Idee valori —> esistono indipendentemente alle opinioni personali e dai costumi
dei vari popoli
Il linguaggio che per i sofisti era convenzionale e incapace di riprodurre le strutture
ultime del reale, torna ad avere una valore assoluto
Questo perché fondandosi sulle idee risulta capace di comunicarci lʼessere la verità
LA FINALITÀ POLITICA DELLA TEORIA DELLE IDEE
Relativismo —> produce disordine e violenza facendo teorizzare la legge del più forte vince
Dottrina delle idee off re agli uomini un mezzo per poter uscire dal caos e dalle opinioni
e dei costumi e per sottrarsi alle violenze
Assolutismo teoria delle idee = arma politica contro il relativismo politico
Conoscenza delle idee = fondazione di una scienza politica universale = pace giustizia
tra gli uomini
Punto di arrivo della filosofia platonica = filosofia al potere
LA DOTTRINA DELLʼAMORE E DELLA BELLEZZA
Il sapere stabilisce tra lʼuomo e le idee un rapporto in cui esso è impegnato nella sua totalità
Lʼuomo è impegnato anche dal punto di vista della sua volontà non solo nella sua
intellettualità
Questo rapporto è definito come “amore”
A tale teoria sono dedicati due dialoghi: il Simposio e il Fedro
Simposio: considera oggetto dellʼamore, ossia la bellezza, e mira a determinate i
gradi gerarchici
Fedro: considera lʼamore dal punto di vista del soggetto
Ossia lʼaspirazione verso la bellezza ed elevazione progressiva dellʼanima al
mondo delle idee, al quale la bellezza appartiene
IL SIMPOSIO
I discorsi pronunciati in lode di eros mettono in luce una serie di caratteri dellʼamore
Essi verrano successivamente sintetizzati e giustificati nel discorso di Socrate
Pausania: distingue tra eros volgare, che si rivolge ai corpi, ed eros celeste, che si
rivolge alle anime
Erissimaco: amore = forza cosmica che determina le proporzioni e lʼarmonia tra le
cose
Sia dellʼuomo sia della natura
Aristofane —> espone il mito degli androgini
Esseri primitivi composti di due metà unite insieme
Divise da Zeus per punizione e per la loro troppa potenza, le due parti
risultanti vanno l'una in cerca dell'altra per riunirsi e ricostituire l'essere
originario
Questo racconto sottolinea come uno dei caratteri fondamentali dell'uomo
rivelati dall'amore sia l'insuff icienza, o incompletezza
Da questo carattere prende le mosse Socrate per il proprio discorso
Eros desidera qualcosa che non ha ma che necessita , dunque cerca una
mancanza
Egli è figlio di Penia (povertà) e di Poros (abbondanza) e come tale
dunque è un demone
Ovvero un essere a metà tra la natura umana e quella divina,
dunque non ha sapienza ma aspira a possederla
Dunque è un filosofo (lett.: amante della sapienza)
Lʼamore non ha la bellezza, ma la desidera poichè essa è il bene che rende felici
Lʼuomo mortale infatti tende a generare nella bellezza, lasciando dopo di se un
essere che gli somiglia
Bellezza = il fine e lʼoggetto dellʼamore
I gradi della bellezza
La bellezza ha gradi diversi, ai quali ci si può sollevare solo dopo un lento cammino
In un primo momento si è attratti dalla bellezza di un singolo corpo, che si giudica
bello
Successivamente si passa a desiderare e ad amare la bellezza corporea nella sua
totalità
Questo perché ci si accorge che la bellezza è presente in tutti i corpi,
trattandosi sempre della medesima bellezza
Troviamo poi la bellezza dellʼanima
Troviamo poi la bellezza delle istituzioni e delle leggi
Poi cʼè la bellezza delle scienze
Infine, al di sopra di tutto, si trova la bellezza in sé
Essa è eterna, superiore al divenire e alla morte, perfetta, sempre uguale a se
stessa, fonte di ogni altra bellezza e della filosofia
Ai gradi della bellezza corrispondono altrettante forme di amore
Dallʼamore della bellezza corporea allʼamore filosofico/della filosofia
Amore platonico
Platone ritiene che lʼeros sia radicato nei sensi e non disprezza la corporeità
Che in realtà è specchio della bellezza interiore, nonostante poi tale livello debba
essere abbandonato per poter arrivare ai livelli superiori
Nel cammino di cui si è parlato lʼeros è proprio la spinta per tale innalzamento
Amore = strumento per la conoscenza superiore
Non si riduce a un sentimento uomo-donna
IL FEDRO
In che modo lʼanima umana può raggiungere la bellezza suprema
Problema del Fedro
Diversamente da quanto aveva fatto nel Fedone, nel Fedro Platone distingue nellʼanima 3
parti:
Parte razionale: essa ha sede nel cervello, grazie alla quale lʼessere umano ragiona e
domina gli impulsi corporei
Parte desiderante: essa ha sede nel ventre ed è il principio di tutti gli impulsi
Parte irascibile/coraggiosa: essa ha sede nel petto, da sostegno alla parte razionale —
> lotta per ciò che la ragione ritiene buono e giusto
Questa ripartizione viene chiarita da Platone mendicante il mito del cavallo alato
Qui lʼanima paragonata a una biga alata, guidata da un auriga e trainata da una
coppia di cavalli alati, uno bianco obbediente e uno nero restio
Auriga = parte razionale dellʼanima —> deve guidare la vita dellʼindividuo
Cerca di condurre il carro agli dei = ragione superceleste
A causa del disaccordo dei due cavalli è diff icile e penosa
Cavallo bianco = parte coraggiosa —> obbedisce al logos, ovvero alla ragione
Cavallo nero = parte irrazionale —> corrisponde alle pulsazioni irrazionali
In questa regione (iperuranio) sta la vera sostanza, contemplabile dalla guida
dellʼanima che è la ragione
Sostanza = totalità delle idee
Lʼanima può contemplarla per poco, poiché il cavallo nero tira verso il basso
Quando essa perde le ali si incarna, andando a vendere vivo il corpo di un
uomo
Quella che avrà visto di più vivificherà un uomo che consacrerà il culto della
sapienza o dellʼamore
Quella che avrà visto di meno si incarnerà in un uomo che sarà alieno dalla
ricerca della verità e della bellezza
Amore e dialettica
Nellʼanima che è caduta e incarnata il ricordo delle sostanze ideali viene risvegliato
proprio dalla bellezza
Bellezza = mediatrice lʼanima caduta-mondo delle idee, al suo appello lʼuomo
risponde con lʼamore
Lʼamore si fa guida dellʼanima verso il mondo dellʼessere vero nonostante
potesse rimanesse attaccato alla bellezza corporea
Lʼeros —> procedimento razionale, la dialettica che allo stesso tempo ricerca
dellʼessere in sé e unione amorosa delle anime nellʼ apprendere
Platone riconduce così la vera retorica, che non è una tecnica alla quale sia
indiff erente la verità del suo oggetto secondo i sofisti
Retorica del vero = arte che non cerca il favore delle masse ma quello degli dei
Si tratta di una retorica che rende capaci di pensare e di parlare attenta ai
contenuti
Platone pensa che solo la filosofia possa accedere alla verità, mentre la
retorica tratta solo di ciò che è plausibile
Essa (retorica) è soltanto uno strumento della dialettica
LO STATO E IL COMPITO DEL FILOSOFO
Molti temi speculativi fondamentali nei dialoghi sono riassunti nella massima opera di
Platone: la Repubblica
Qui tutti riordinati e connessi intorno alla descrizione di uno Stato ideale, di una comunità
perfetta nella quale ognuno può trovare le condizioni per una vita giusta e felice
Filosofia e politica devono coincidere —> se cosi non è mali nelle città non terminano
Fine di una società guidata dai filosofi: la giustizia
Nessuna comunità umana può sussistere senza giustizia
Idea sofistica: riduce la giustizia al diritto del più forte
ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA PER PLATONE
Giustizia = condizione fondamentale della nascita e della vita dello stato
Si realizza quando ciascun cittadino attende il proprio compito e a ciò che gli
spetta
Lo stato deve essere costituito da 3 classi:
1°: Governanti
La cui virtù è la saggezza, è necessario che i governanti siano saggi aff inché tutto
lo stato sia saggio
Governano secondo la giustizia
Dunque verso un bene collettivo
2°: Guerrieri
La cui virtù è il coraggio
3°: Lavoratori
Forniscono sostentamento
La cui virtù è la temperanza, intesa come controllo della ragione sui sensi —>
inferiore è subordinato al superiore
Comune a tutte le classi
Ognuno deve essere consapevole dei propri limiti e dei propri compiti
Temperanza opposto tracotanza —> umiltà
Ovvero alla superbia
Questo perché in uno stato essendoci compiti diversi devono essere esercitati da
individui diversi
Diversità tra gli uomini dipende dal predominio di una parte dellʼanima sulle altre
Tale divisione avviene dunque secondo unʼinclinazione naturale