Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
4 visualizzazioni3 pagine

Background

Caricato da

manaltoalto12
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
4 visualizzazioni3 pagine

Background

Caricato da

manaltoalto12
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

SINOSSI:

Serlone nasce come primogenito di una casata nobiliare di provincia, gli Altavilla. Fin da subito viene
indirizzato dalla sua famiglia al Culto di Sirrion, all'eruditismo e alla gestione del feudo. Serlone si ritrova
subito investito nelle scritture e negli insegnamenti di Sirrion, e trova piacere nello scoprire da libri e
racconti il mondo ben oltre il proprio feudo, con particolare attenzione sulle storie e leggende di cavalieri.

Controvolere dei suoi, riesce comunque a passare un'intensa infanzia con i coetanei di rango sociale più
povero: entra in familiarità col fatto che la gente cerca di amicarselo solo per i suoi nobili natali, ma al
contempo stringe forti legami con persone che lo apprezzano al di là di ciò.

Le piccole avventure vissute da ragazzino si convertono dall'adolescenza in poi in una passione per l'attività
fisica e la tempra del proprio corpo: inizialmente si dà alla boxe clandestina senza troppi successi (non è
mairiuscito a migliorare il gioco di piedi: "muoversi gli riesce meglio senza pensarci"); poi trova interesse
nell'arma bianca e nelle stesse competenze possedute dai suoi ammirati cavalieri di cui ha tanto letto.

Le tensioni con la famiglia crescono man mano a causa delle distanti visioni che le due parti hanno sul culto
di Sirrion, e anche a causa delle scappatelle che fa al posto di essere attivo agli impegni che dovrebbero
formare ogni signore di feudo.

Tutto sbrocca quando suo padre cerca di farlo rinchiudere nelle sue stanze come punizione della sua
strafottenza: Serlone riesce a corrompere una guardia a fornigli dell'equipaggiamento, e a convincere un
suo caro amico a posizionare un carro di fieno al di sotto del suo balcone. Usa coperte, lenzuola ed altre
stoffe per calarsi il più che può, sperando di non sfracellarsi al suolo. Riesce,e prende la prima carovana che
incoccia. Il resto è già avvenuto in sessione.

Per ora, su due piedi, ha deciso di viaggiare apposta per soddisfare: la sua curiosità verso il mondo,
l’esigenza di applicare e mettere in pratica (e alla prova) gli insegnamenti di Sirrion, e il suo desiderio di
essere degno dei cavalieri e altri di cui a letto le gesta. Non ha abbandonato la sua famiglia per sempre, ma
l’allontanamento è a tempo indeterminato.

RELIGIONE:

Fin da subito è investito nel culto di Sirrion. Lui preferisce vivere seguendo i suoi insegnamenti piuttosto che
invocare il suo aiuto, ed è ancora alla ricerca della loro corretta interpretazione. Parte delle tensioni familiari
sono nate a causa della reciproca discrepanza: loro temono il cambiamento, considerandolo giusto solo in
tempi bui e precari; Serlone crede nella costante crescita/cambiamento personale, sociale, politica e
biologica. Il Sole prima o poi si spegnerà e ciò non è un male. Porta il simbolo del suo culto sullo scudo
(anche se non può riconoscerne tutti i colori in quanto è daltonico). Non inizia spontaneamente attività di
preghiera, ma se vede qualcuno lodarlo ne è felice, e potrebbe unirsi alla preghiera. Se qualcuno insulta
Sirrion o le sue effigi comincia a scaldarsi, e l'effetto è cumulativo fino a perdere le staffe. Prova nei
confronti di Sirrion più ammirazione che "timor di Dio", solo uno step in più dall'ammirazione che noi
proviamo per il GymBro più di spicco della palestra.

RELAZIONI:

Tancredi d'Altavilla: suo padre. Umano. Porta a cuore gli insegnamenti fornitogli dalla propria famiglia nel
corso di tre generazioni, che si allineano con gli insegnamenti che ha cercato di dare ai figli, tra cui Serlone.
E' conosciuto per le sue capacità di gestione del feudo buone ma al contempo abbastanza conservative,
limitando sviluppo tecnologico e ambiente cosmopolita. E' sempre stato in rapporti conflittuali col primo
figlio. E' convinto di essere il padre legittimo di tutti i suoi figli.

Muriella d'Altavilla: sua madre. Umana. E' cugina di primo grado di Tancredi (la famiglia estesa ha avuto un
calo demografico per la generazione di Tancredi e non è stato possibile scegliere cuginanza più distante). E'
abbastanza sbadata e disinteressata alla politica, e lascia tutto al marito per godersi le frivolezze della
nobiltà. Non ha particolari rapporti col primogenito, avendo legato più con altri figli, e sta sempre dalla
parte del marito per ciò che riguarda la sua educazione. Note le sue avventure amorose con vari spasimanti,
ma nessuno può dire nulla sul suo evitare prole incestuosa.

Beatrice d'Altavilla: sua mezza-sorella. Mezz'orca. Secondagenita dei d'Altavilla. La sua muscolatura, e
soprattutto la sua pelle verde, sono state giustificate al padre con "nella nostra famiglia devono intercorrere
geni orcheschi". A differenza di Serlone lei ha preso tutto degli insegnamenti del padre di diventare una
eccelsa signora feudale, documentandosi molto di geopolitica e gestione. Tiene però ancora segrete al
padre le sue idee più progressiste, sperando un giorno di poterle applicarle una volta in potere
(nell'eventuale possibilità che ciò accada). E' un topo di biblioteca. Aveva un buon rapporto con Serlone, ma
la sua irresponsabilità nei confronti del feudo ha portato a delle discrepanze.

Goffredo d'Altavilla: suo mezzo-fratello. Mezzo Nano. Terzogenito dei d'Altavilla. La sua tozzezza è stata
giustificata al padre come un caso di ossa robuste. Goffredo è il più diretto e rozzo della famiglia, e non si è
mai abituato all'etichetta nobiliare. Nella sua infanzia era solito uscire assieme a Serlone, che fino a un certo
tempo ha considerato un mito; poi, mentre il fratello smanettava con la boxe, Goffredo è riuscito ad
accomunare impegni a diletto, facendosi spesso parte attiva, e talvolta a carico, di questioni che
riguardassero l'edilizia, la carpenteria, e la lavorazione di ferro a scopo militare.

Guglielmo d'Altavilla: suo mezzo-fratello. Umano. Quartogenito. E' il figlio bastardo di un servo. E'
conosciuto come "Gullo il Pimpante", per le sue doti di corteggiamento. E' appassionato alle arti figurative,
e contrariamente a quanto si può supporre nel feudo degli Altavilla riesce ad ospitare mostre e opere
artistiche di tutti i tipi, con l'entusiasmo anche di alcuni pionieri del settore. Non è in buoni rapporti con
Serlone da quando ha vinto una comune contesa amorosa.

Drogone: suo mezzo-fratello. Dragonide. Quintogenito; o almeno, lo sarebbe stato se le sue caratteristiche
fisiche fossero meno palesi. Solo i più pettegoli sono a conoscenza del suo vero retaggio; tutti gli altri,
inclusa quasi tutta la famiglia Altavilla, non lo conoscono. Vive come cacciatore e venditore di pelli assieme
alla matrigna e al patrigno. Qualche volta, nelle ore più buie, lo si vede in taverna bere una pinta o due
assieme a una donna incappuciata.

Umfredo d'Altavilla: suo fratellastro. Umano. Sestogenito (Quinto ufficiale). E' stato adottato andando a
scegliere le caratteristiche più simili possibile al padre. Sembra il figlio perfetto per il padre, e il loro
rapporto è esemplificativo nel loro stare sempre insieme. Lui e Serlone non sono molto in confidenza, in
quanto ha sempre fatto il terzo occhio del padre per quel che riguarda il controllo sul primogenito. Si sta
pericolosamente avvicinando giusto un pochino al culto di Morgion, con tutti inconsapevoli di ciò.
San Giorgio d'Altavilla: il tetravono di Sorlone. Un umano che dal nulla, dopo avventure e difficoltà, ha
costruito la sua casata, dando anche il via al culto di Sirrion. Sorlone è a conoscenza delle sue gesta e lo
ammira. Ovviamente è morto.

Jilo "il becchino": Migliore amico di Serlone sin dalla pre-adolescenza. Umano. Essendo figlio di un boia, ed
aiutando spesso il padre nelle sue mansioni tra cui la sepoltura dei morti, è stato sempre chiamato con
questa nciura. Serlone da ragazzino era affascinato dai cadaveri, ed eventualmente tra una decapitazione e
una sepoltura l'ha conosciuto. Hanno stretto amicizia, e Jilo eventualmente ha potuto legare anche con gli
altri coetanei. Ha aiutato Serlone a fuggire dalla sua stanza fornendogli il carro di paglia necessario ad
attutire la caduta. Tra poco prenderà il posto di suo padre come boia.

Potrebbero piacerti anche