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Bisogno Educativo Speciale

Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà


evolutiva, in ambito educativo e/o apprenditivo, che
consiste in un funzionamento problematico anche
per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma
sociale, indipendentemente dall’eziologia, e che
necessita di educazione speciale individualizzata.

(Ianes e Macchia, 2008)


Il funzionamento educativo
Funzionamento intrecciato tra
biologia
esperienze di ambienti e relazioni
attività e iniziative del soggetto.

La cornice che orienta l’analisi del


funzionamento può essere basata sulla
classificazione internazionale
ICF e ICF-Children and Youth
ICF – Children and Youth
Classificazione Internazionale del
Funzionamento umano –
bambini e adolescenti a cura dell’OMS.
È un approccio globale alla salute e al
funzionamento umano e quindi non
parla di disabilità o patologie
International Classification of
Functioning, Disability and
Health
ICF
 Fornisce un linguaggio standard e unificato:

- condiviso a livello mondiale (191 paesi)

- condiviso da diverse figure professionali

 per descrivere il funzionamento umano.


Modello bio-psico-sociale ICF

Condizioni fisiche

Corpo in
sviluppo

Fattori contestuali
Piano Educativo Individualizzato
Costruire obiettivi, attività didattiche e
atteggiamenti educativi
“su misura”
per la singola e specifica peculiarità di
quell’alunno,
ponendo particolare attenzione anche ai
suoi punti di forza, dai quali si potrà
partire per impostare il lavoro.
Co-costruzione
Tutti gli insegnanti devono essere partecipi,
perché l’integrazione degli alunni in difficoltà
deve riguardare tutti gli ambiti della vita
scolastica e non essere solo una presenza
limitata a qualche ora o a qualche attività svolta
con l’insegnante supplementare.
PEI - PROGETTO DI VITA
Possiamo tradurlo in…
Cosa significa diagnosi funzionale educativa?

La DF deriva da un lavoro
interdisciplinare, che vede la
collaborazione degli insegnanti, degli
operatori dell’ASL e dei familiari.

Punti di forza e di deficit dell’alunno, sul quale


costruire una serie percorribile di obiettivi e di
attività concrete, individualizzate sull’alunno, sul
contesto e sulle risorse
Perché DF su base ICF?
 Informazioni legate a vita “vera”
 Più complessa: più informazioni
 Informazioni su esperienze reali

 Mette in relazione caratteristiche del contesto e del


soggetto
 “Obbliga” alla collaborazione con famiglie e insegnanti
 Piú lunga e dettagliata
Diagnosi funzionale educativa e ICF
INTESA STATO REGIONI 20 MARZO 2008
Prevede DF su base ICF
Prevede per la redazione della DF la presenza di un
famigliare e di un esperto di pedagogia e didattica speciale,
integrandola con il PDF

LINEE GUIDA PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA


DEGLI ALUNNI CON DISABILITÁ (MIUR, 2009)
“ICF sta penetrando nelle pratiche di diagnosi
condotte dalle [Link], che sulla base di esso
elaborano la Diagnosi Funzionale”
Come conosciamo?
Raccolta e sistematizzazione delle
informazioni

Osservazione
Dialogo
Pianificazione

• Famiglia
• Servizi Sanitari
• Strutture educative
(continuità scolastica, centri educativi, società
sportive, ecc.)
• Scuola
COME SI FA?
1. Ci si mette in moto: cercando fra gli oltre 1000
codici ICF quelli adatti a descrivere i nostri alunni

2. Si dà significato ai codici: qualificando


0 - NESSUNA difficoltà
1 - difficoltà LIEVE
2 - difficoltà MEDIA
Capacità Performance
3 - difficoltà GRAVE
4 – difficoltà COMPLETA
Per la scuola particolarmente
nelle aree
attività e partecipazione di ICF
Condizioni di salute
• Ospedalizzazioni
• Malattie acute/croniche
• Anomalie cromosomiche

Funzioni e strutture Attività personali Partecipazione


corporee
Strutture e funzioni dei vari sistemi
• Apprendimento e applicazione • Istruzione
corporei, per es. delle conoscenze • Coinvolgimento nel gioco
• strutture del sistema • Compiti e richieste generali • Vita nella comunità
nervoso/funzioni mentali
• Comunicazione • Ricreazione e tempo libero
• occhio, orecchio e strutture • Lavoro e impiego
correlate/funzioni sensoriali e • Mobilità
dolore • Cura della propria persona
• strutture correlate al
movimento/funzioni neuro • Vita domestica
muscolo scheletriche e correlate al • Interazioni e relazioni
movimento interpersonali

Fattori Ambientali
Fattori Personali
• Prodotti e tecnologia
• Ambiente (clima, luce, • Età
inquinamento…) • Sesso
• Relazioni e sostegno sociale (famiglia, • Stili attributivi
amici, comunità, animali,operatori) • Autostima/autoefficacia
• Atteggiamenti • Vita affettiva
• Servizi, sistemi, politiche • Motivazione
Capacità Performance
Facilitatori -
-
/ Descrive ciò che
Descrive
l’intrinseca Barriere un individuo fa
abilità di un nel suo
individuo nel contesto ambiente
nell’eseguire un sociale reale attuale, nel
compito o contesto sociale.
di vita
un’azione.
Alcuni esempi
Capacità Val. Barriere/Facilitatori Performance Val.

Gioco Barriera: Comportamento Performance di


cooperativo problema/tendenza partecipazione alle attività
condiviso 0 all’aggressività. di gruppo inadeguata. 2

Capacità Facilitatore: insegnante Performance attentive


attentive 2 seduto al suo fianco che adeguate allo svolgimento 1
deficitarie fornisce supervisione, aiuto del compito.
e sollecitazioni
Barriera: nessuna Peformance: inadeguata.
Scrivere 0 conoscenza della lingua Scrive solo in hurdu 4
italiana. Appena entrato nel
nostro Paese.
Altri esempi
Capacità Val. Barriere/Facilitatori Performance Val.
Capacità di Barriera: spazi ampi e poco Performance
spostarsi 0 strutturati. inadeguata rispetto a 2
agevolmente in sicurezza/precisione/co
spazi conosciuti. rrettezza nel muoversi.

Capacità Facilitatore: uso di aiuti, Performance


deficitaria di facilitatori quali cartoncini SUFFICIENTE di
muoversi in 3 guida, mappe, etichette, spostamento/orientame 1
spazi ampi frecce, ecc. nto all’interno
(palestra, dell’edificio scolastico.
giardino, ecc.)

Leggere Facilitatore: sintesi vocale Performance adeguata


2 0
Scrivere Barriera: scrittura lentissima − scrittura lentissima
2 alla tastiera alla tastiera 2
Sintetizzare i risultati della DF in modo
significativo
Le informazioni raccolte nell’osservazione vengono
confrontate e sintetizzate nelle aree significative:
 condizioni corporee;
 funzioni corporee;
 strutture corporee;
 attività personali;
 partecipazione sociale;
 fattori contestuali ambientali;
 fattori contestuali personali
Prima di passare al Profilo Dinamico Funzionale …
… definire in maniera anche non perfettamente
dettagliata quelli che sono i
punti di
FORZA e i punti di DEBOLEZZA
dell’alunno.

Indicazioni pratiche per la stesura degli


obiettivi a tutti tre i livelli
(lungo, medio, breve termine).
È utile creare una vera e propria tabella:
Punti di forza/abilità Punti di debolezza/deficit

Ottima capacità di comprensione del Ritardo nel linguaggio espressivo


linguaggio scritto verbale.

Buone funzioni percettive (uditiva,


visiva, visuospaziale, olfattiva, tattile,
ecc.)
Forte motivazione per ambiti/attività Compromissione motorio-prassica
diverse: giochi, manipolazione, travasi, (coordinazione motoria, ipotonia,
laboratori espressivo-creativi. motricità fine).

Ottime capacità di risoluzione di


problemi semplici e complessi
Profilo di funzionamento dell’alunno
PROFILO DINAMICO FUNZIONALE

Trasforma i dati dell’osservazione


(Diagnosi funzionale - DF)
in obiettivi a breve termine rispetto a precise priorità.

È un processo a più fasi


Profilo Dinamico Funzionale fino ad oggi
 Redatto da personale delle [Link], insegnanti e genitori
 Indica il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno con
disabilità possiede nei tempi brevi (6 mesi) e nei tempi
medi (2 anni)
 Evidenzia bisogni e risorse dell’alunno in diversi ambiti
(uguali alla Diagnosi Funzionale l’aggiunta della voce
“apprendimento”)
 Va rivisto alla fine della scuola dell’infanzia, della primaria,
della secondaria di I e II grado (secondo Decreto di
Modifica del 2006 devono essere pronti in tempi utili per
l’avvio di pratiche amministrative e organizzative)
Sviluppi del Profilo Dinamico Funzionale
 INTESA STATO REGIONI 2008

Prevede l’unificazione del PDF alla DF e che


corrisponda, in coerenza con l’approccio ICF il Profilo
di Funzionamento della persona
Prevede altri momenti di aggiornamento del
Profilo di Funzionamento: fine della II e della IV SP,
fine della II SSI, fine della seconda e della quarta SSII.
4 fasi del Pdf
1. Sintetizzare i risultati della DF in modo
significativo;
2. Definire gli obiettivi a lungo termine;
3. Scegliere gli obiettivi a medio termine;
4. Definire gli obiettivi a breve termine e le
sequenze di sotto-obiettivi.
Obiettivi a lungo termine
 Sono obiettivi che idealmente ci piacerebbe
raggiungere in una prospettiva temporale compresa
tra gli 1 e i 3 anni circa.

 Sono una sorta di obiettivi teorici, cioè quelli che


derivano dalle sintesi fatte in precedenza.
Obiettivi a medio termine
 Sono quelli raggiungibili nel corso dell’anno scolastico,
in un periodo di tempo tra i 6 mesi e 1 anno.

 Sono obiettivi effettivi sui quali si inizia a lavorare e per


il quale si devono iniziare a pensare materiali e
tecniche.
Obiettivi a breve termine e sotto sequenze
 Gli obiettivi a medio termine devono essere scomposti in
sequenze di sotto-obiettivi più accessibili per l’alunno.

- ridurre la difficoltà dell’obiettivo semplificando le richieste


di corretta esecuzione;

- ridurre la difficoltà dell’obiettivo attraverso l’uso di aiuti


necessari e sufficienti;

- ridurre la difficoltà dell’obiettivo


attraverso l’analisi del compito
(task analysis)
Sintetizzare le 4 fasi del PDF
Sintesi dei dati Obiettivo a lungo Obiettivo a medio Obiettivo a breve
emersi dalla DF termine termine termine
Compromissione delle Migliorare la capacità Migliorare la Capacità di eseguire
capacità prassico-motorie prassico-motorie coordinazione motoria singolarmente singoli
movimenti;
Capacità di soffiare,
strappare, accartocciare.
Difficoltà nella motricità Migliorare la motricità Capacità di prensione e Impugnare correttamente
fine fine della mano e la manipolazione corretta la penna e le forbici.
coordinazione oculo- di oggetti di uso comune Manipolare materiali
motoria travasanti.

Difficoltà nel gioco Migliorare la capacità di Migliorare la capacità di Conoscere le regole


cooperativo condiviso partecipazione adeguata partecipazione adeguata principali del gioco a cui
a giochi cooperativi di a giochi cooperativi partecipa.
gruppo con i compagni di all’interno di piccoli
sezione. gruppi con un numero Interagire adeguatamente
massimo di tre con un compagno per lo
componenti. svolgimento di un gioco
in situazione di tutoring.
Fase successiva - PEI
Le informazioni sistematizzate all’interno della
griglia del PDF ci permettono di passare alla
fase successiva, cioè nel documento del PEI
nel quale
vengono elaborate:
 metodologie didattico-educative
 soluzioni operative
 materiali
rispetto agli obiettivi.
Il documento del PEI vero e proprio…
 E’ il documento più “sentito”
 E’ il documento che fa da cerniera fra i bisogni
del bambino con disabilità e il curriculum della
classe
 Importante che coinvolga il maggior numero
possibile di soggetti per garantire la completezza
della programmazione educativa
 Sottoposto a verifica almeno in sede di
valutazione

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