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Modulo 2

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Modulo II: Introduzione al Counseling

Psicologico – Evoluzione degli approcci


teorici
Presentazione

[Link] Valentina Santopietro


OBIETTIVI DEL MODULO

Offrire una panoramica dei possibili modelli teorici che guidano


l’intervento psicologico

Dotare di competenze nel comprenderne gli assunti di base,


individuando anche prospettive integrazioniste

2
CONTENUTO DEL MODULO

- Approccio psicodinamico - psicoanalitico


- Approccio cognitivo - comportamentale
- Approccio umanistico - esistenziale
- Approccio sistemico - relazionale
- Counseling di attaccamento
- Prospettive integrazioniste – evoluzione storica
- Un modello integrato
3
RISULTATI ATTESI DEL MODULO

Acquisire il quadro teorico di riferimento degli interventi,


imparando a distinguere diversi approcci

Orientarsi sulle nuove prospettive, che contemplano l’integrazione


tra diverse basi teoriche di intervento

4
Approccio Psicodinamico -
Psicoanalitico
[Link] Valentina Santopietro
CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare le caratteristiche dell’approccio psicologico di tipo


psicodinamico - psicoanalitico

Individuare gli aspetti di tale approccio teorico ripresi


dall’intervento di counseling psicodinamico

*Nozioni tratte dal testo Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
2
Fine ‘800
Sigmund Freud (1856 - 1939)
Carl Gustav Jung (1875 - 1961) Psicologia del profondo
Alfred Adler (1870 - 1937)
Sandor Ferenczi (1873 - 1933)
Partendo da studi di psichiatria (Mesmer e Charcot) legati a:
- Interesse per psicopatologia isterica, personalità multiple ecc
- Energia psichica come elemento alla base del funzionamento
normale e patologico
- Maggiore attenzione al rapporto medico - paziente
- Ipnosi come mezzo per conoscere l’inconscio
3
Per S. Freud (1922):
Psiche NON entità unitaria

MA

Composta da
ES  principio del Piacere
IO  principio di Realtà
SUPER-IO  principi morali interiorizzati
4
SVILUPPI SUCCESSIVI della PSICOANALISI

Psicoanalisi dell’Io
In America tra gli anni ‘30 e ‘60
• Anna Freud ( 1895 – 1982 ) Il modello psicoanalitico
• Renè Spitz ( 1887 – 1974 ) viene applicato alla clinica
• Margareth Mahler ( 1897 – 1985) in età evolutiva

Il modello psicoanalitico viene


arricchito da una dimensione
• Erik Erickson ( 1902 -1994 )
socio-culturale
SVILUPPI SUCCESSIVI della PSICOANALISI
Attenzione alla prospettiva
Psicoanalisi delle Relazioni Oggettuali evolutiva per risalire alle origini
Anni ‘70 dell’esperienza psichica e
• Melanie Klein ( 1882 – 1960 ) interesse per le primissime
• Wilfred Bion ( 1897 – 1979 ) relazioni.
• Ronald Fairbain ( 1889 – 1964 ) L’oggetto media il mondo e
• Donald Winnicott ( 1896 – 1971 ) viene interiorizzato,
• John Bowlby ( 1907 – 1990 ) concorrendo alla costruzione
della personalità
SVILUPPI SUCCESSIVI della PSICOANALISI
Psicoanalisi del Sè
Anni ‘70
La costruzione dell’identità,
• Heinz Kohut( 1913 – 1981 ) de sé, della personalità
• Otto Kernberg ( 1928 ) necessita di un costante
• Daniel Stern ( 1934 – 2012 ) dialogo tra personale e
interpersonale
Psicoanalista  Neutrale, Schermo bianco su cui il paziente proietta
le sue fantasie

Favorisce l’emergere delle LIBERE ASSOCIAZIONI (ricordi, sogni e


fantasie)

Strumento dell’Interpretazione

Insight e consolidamento consapevolezza del paziente volti alla


risoluzione della sintomatologia
8
Elementi base della psicologia dinamica:

1. La maggior parte dell’attività mentale è inconscia, per cui le


persone sono spesso inconsapevoli di propri pensieri,
sentimenti e intenzioni
2. I processi cognitivi operano in parallelo, generando conflitti e
operando soluzioni di compromesso
3. Le esperienze infantili hanno un ruolo primario nel determinare
lo sviluppo della personalità e nel modellare gli stili di relazione
delle persone
9
L’approccio psicoanalitico si sviluppa con ritardo nell’ambito del
counseling, a causa del rifiuto dell’asimmetria nella relazione
con il paziente, spinto alla dipendenza e alla regressione

Con il tempo è stata possibile una


convergenza tra counseling e psicoanalisi
Counseling Psicoanalitico

Obiettivo  sollecitare la consapevolezza e sostenere l’adattamento


dell’utente

Il comportamento attuale dell’utente è considerato frutto di:


esperienze passate e infantili; meccanismi di difesa; aspetti inconsci
 Intervento diversificato in relazione alle caratteristiche del singolo
Concetti chiave del counseling psicodinamico (Ellen Noonan, 1983) :
1. La relazione di counseling deve essere caratterizzata da
un’atmosfera terapeutica  spazio libero da consuetudini, dove
c’è un altro che accoglie, contiene e dà significato
2. La relazione di counseling deve mantenere i confini  distanza
ottimale tra counselor e utente
3. Il counseling è un lavoro sulla relazione
4. Il counseling si basa su un’alleanza tra counselor e utente la
parte matura, sana e razionale dell’utente lavora insieme al
counselor sulla parte immatura e irrazionale di sè
Concetti chiave del counseling psicodinamico (Ellen Noonan, 1983) :

5. Il counseling lavora sul qui e ora  la relazione tra counselor e


utente rappresenta un microcosmo delle altre relazioni
dell’utente
6. Transfert e Controtransfert riguardano anche la relazione di
counseling  l’utente può ricreare inconsapevolmente con il
counselor una relazione passata e ciò deve essere tenuto in
considerazione
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che l’intervento di Counseling


di natura psicodinamica impiega diversi aspetti di questo
orientamento teorico, pur preservando le caratteristiche che
sostanziano la differenza tra counseling e psicoterapia

13
Approccio Cognitivo -
Comportamentale
[Link] Valentina Santopietro
CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare le caratteristiche dell’approccio psicologico di tipo


cognitivo - comportamentale

Individuare gli aspetti di tale approccio teorico ripresi


dall’intervento di counseling cognitivo - comportamentale

*Nozioni tratte dai testi Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
Giusti E., Pagani A., (2014), Il Counselling Psicologico – Assessment e interventi basati sulla ricerca scientifica.

2
Critica alla psicoanalisi, considerata fatta di mentalismo
senza basi scientifiche

1913, John B. Watson ( 1878 – 1958 )


Psicologia come branca sperimentale delle scienze
naturali

Ampia tradizione di ricerca a partire dagli studi del fisiologo Ivan


Pavlov ( 1849 - 1936) in Unione Sovietica

Ricerca teorica  Applicazione Psicoterapeutica


COMPORTAMENTISMO (Anni ’50 in Europa)
3
COMPORTAMENTISMO (Anni ’50 in Europa)

Mente = scatola nera (black box)

Lo psicologo deve occuparsi solo dello studio dei comportamenti


oggettivamente osservabili

Principalmente studio delle modalità di apprendimento:

Stimoli in Organismo Stimoli in


entrata uscita
4
I comportamenti disadattivi derivano da un apprendimento inadeguato
Determinati stimoli (esterni o interni)  comportamenti, stati d’animo
disfunzionali

allo stesso modo si possono abbandonare


1. Analisi funzionale del
comportamento problematico
Clinico comportamentista 2. Selezione delle tecniche di
intervento più opportune per la
modifica del comportamento
Es. Desensibilizzazione
sistematica
5
Nasce il COGNITIVISMO (Anni ‘60)

Oltre ai comportamenti osservabili, ci si occupa dei processi di


pensiero e dei significati personali che mediano le risposte
dell’individuo agli eventi esterni

Gradualmente assorbito dal Comportamentismo

Nasce la terapia COGNITIVO – COMPORTAMENTALE (Anni ‘80)

6
COGNITIVISMO (Anni ’60 )

Si rivolge nuovamente allo studio dei processi cognitivi (percezione,


attenzione, memoria, linguaggio)
Studio dei processi mentali mediante i quali le informazioni
vengono acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e
recuperate

Mente = Computer

Input Cervello come Output


Informazioni elaboratore Informazioni
dall’esterno in uscita
7
Processi di pensiero che possono sembrare illogici

Hanno una precisa logica considerando la storia personale


dell’utente
1. Scoperta dei pensieri
automatici dell’utente
Clinico cognitivista
Utilizza Domande
per indurre gli utenti 2. Modifica dei pensieri che si
a valutare l’evidenza basano su credenze distorte su
che conferma o se stessi e sul mondo
smentisce le loro
cognizioni 8
Counseling di stampo cognitivo – comportamentale:

Aiuta l’utente ad apprendere metodi e tecniche volti a:


• Correggere o ridurre aspetti inadeguati o disfunzionali del
funzionamento personale
• Incrementare abilità e competenze

Esempio:
-Tecniche di problem solving per la risoluzione efficace dei problemi
-Strategie funzionali per la gestione della vita quotidiana
-Tecniche di pianificazione di obiettivi personali
-Tecniche di comunicazione
9
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che le idee alla base


dell’approccio cognitivo – comportamentale sono state utilmente
integrate in diverse modalità all’interno dell’intervento di
Counseling

10
Approccio Umanistico - Esistenziale

[Link] Valentina Santopietro


CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare le caratteristiche dell’approccio psicologico di tipo


umanistico - esistenziale

Individuare gli aspetti di tale approccio teorico ripresi


dall’intervento di counseling umanistico - esistenziale

*Nozioni tratte dai testi Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
Giusti E., Pagani A., (2014), Il Counselling Psicologico – Assessment e interventi basati sulla ricerca scientifica.

2
Esistenzialismo Ogni persona conosce se
Atteggiamento, approccio stessa entrando in relazione
agli esseri umani con gli altri attraverso il suo
essere-nel mondo

Influenzato da filosofi e
scrittori europei dell’Ottocento
e del Novecento:
Kierkegaard (1813 – 1855)
Nietzsche (1844 – 1900)
Heidgger (1889 – 1976)
3
Filosofia Individualismo Concetto di
Psicoanalisi
esistenziale di della cultura Campo di Kurt
di Otto Rank
Kierkegaard statunitense Lewin

Psicologia Umanistica
Carl Rogers (1902 – 1987 )

4
Psicologia Umanistica
Carl Rogers (1902 – 1987 )

• Si dissocia dalla psicoanalisi e dal comportamentismo, che ritiene


non rispettosi dell’unicità del paziente
• Si interessa a una tecnica clinica non direttiva
• Ritiene il paziente spontaneamente motivato alla crescita e alla
guarigione
• Considera il ruolo terapeutico come primariamente relazionale più
che tecnico

5
Anni ‘40
Rogers sviluppa un Approccio Centrato sulla persona
Spostando il focus

Da la terapia porta dei cambiamenti nella persona

A l’individuo si trasforma nel suo percorso di crescita


personale verso la crescita ottimale

6
Anni ‘60
Cambiamenti sociali statunitensi
(lotta per i diritti civili delle donne, dei pacifisti, degli
omosessuali, nascita di valori antirazzisti)

Grande impulso alla terapia umanistica

Applicata in scuole, centri medici, uffici e associazioni di volontariato

7
Le concezioni rogersiane sono alla base di vari approcci del
counseling, per alcuni elementi condivisi:

1. Presupposto dell’intervento di counseling

L’utente ha in sé una conoscenza intuitiva di ciò che desidera e di


ciò di cui ha bisogno

L’utente è la persona che meglio di chiunque altro conosce la


propria situazione, le proprie difficoltà e le risorse di cui dispone

L’utente è l’unico realmente in grado di definire il suo


percorso di cambiamento
8
Le concezioni rogersiane sono alla base di vari approcci del
counseling, per alcuni elementi condivisi:

2. Ruolo del counselor

• Facilitare il cambiamento nella direzione autonomamente scelta


dall’utente
• Promuovere la consapevolezza di sé, delle proprie risorse e dei
significati soggettivi

9
Le concezioni rogersiane sono alla base di vari approcci del
counseling, per alcuni elementi condivisi:

3. Ruolo dell’utente

Attivo e Centrale nel suo processo di cambiamento personale


4. Obiettivo dell’intervento

Facilitare la crescita dell’utente, sostenendo:


• Autorealizzazione
• Autoaffermazione
10
Le concezioni rogersiane sono alla base di vari approcci del
counseling, per alcuni elementi condivisi:
5. Strumento di lavoro
Relazione con l’utente, fatta di:
• Ascolto e comprensione empatica
• Fiducia
• Astensione dal giudizio
• Attenzione incondizionata
NO INTERPRETAZIONE Restare entro il limite della
dell’inconscio consapevolezza dell’utente
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che la teoria umanistico –


esistenziale riscuote molte adesione nell’ambito del counseling,
indicando delle linee guida che precisano nello specifico la
qualità della relazione counselor - utente

12
Approccio Sistemico - Relazionale

[Link] Valentina Santopietro


CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare le caratteristiche dell’approccio psicologico di tipo


sistemico - relazionale

Individuare gli aspetti di tale approccio teorico ripresi


dall’intervento di counseling sistemico - relazionale

*Nozioni tratte dai testi Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
Giusti E., Pagani A., (2014), Il Counselling Psicologico – Assessment e interventi basati sulla ricerca scientifica.

2
Teoria generale dei Sistemi
Biologo Ludwing Von Bertalanffy
(1901 - 1972)
Abbandona il modello lineare causa – Concezione cibernetica
effetto delle relazioni
Applicabile a diverse scienze umane (feedback e retroazioni)

Anni ‘50 –’60


Approccio Sistemico -Relazionale
Gruppo di Palo Alto (psicologi e psichiatri del
Mental Research Institute – California)
Gregory Bateson ( 1904 - 1980)
Don Jackson ( 1920 - 1968)
3
Anni ‘50 –’60
Approccio Sistemico -Relazionale
Gruppo di Palo Alto (psicologi e psichiatri del Mental Research
Institute – California)
Gregory Bateson ( 1904 - 1980)
Don Jackson ( 1920 - 1968)

Schizofrenia  non più patologia dell’individuo

MA frutto di una grave difficoltà comunicativa all’interno del


sistema familiare
4
Anni ‘50 –’60
Approccio Sistemico -Relazionale
Gruppo di Palo Alto
Oggetto di studio:
Non più l’individuo isolato MA le
interazioni tra l’individuo e il suo
ambiente familiare

Individuazione di regole
comunicazionali presenti in ogni
relazione
5
Salvador Minuchin ( 1921 - 2017)

Famiglia = sistema con confini e


organizzazione stabile

È formata da modelli ripetitivi di


interazione che si sono evoluti nel tempo

La capacità della famiglia di affrontare i


processi di sviluppo e riadattarsi
determina la qualità della sua evoluzione

6
Paul Watzlawick (1921 - 2017) e Jay Haley (1923 - 2007)

Sintomo di un membro della famiglia =


funzionale al mantenimento
dell’omeostasi familiare

Le comunicazioni definiscono le
relazioni a diversi livelli : digitale
(verbale) e analogico (non verbale)

7
Murray Bowen (1913 - 1990)

Famiglia = sistema determinato dalle


relazioni emotive tra i membri

È caratterizzato da un certo grado di


fusione e differenziazione del Sé
(Maggiore è la fusione e maggiore sarà
la difficoltà di funzionamento evolutivo
dei membri)

8
Mara Selvini Palazzoli (1916 - 1999)
Famiglia = “sistema auto-correttivo che
si autogoverna mediante regole
costruitesi nel tempo attraverso tentativi
ed errori”

Ogni comportamento o comunicazione è


parte di una serie di relazioni
interconnesse che costituiscono un
circuito cibernetico : gli individui
influenzano il sistema così come il
sistema influenza gli individui
9
Counseling di stampo sistemico – relazionale:

Aiuta l’utente tenendo presenti:


• Connessione tra disagio individuale e caratteristiche del sistema
all’interno del quale si manifesta (familiare, lavorativo ecc)
• Lavoro su abilità e competenze di comunicazione efficace
• Apprendimento di tecniche utili alla gestione e alla negoziazione
di conflitti

10
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che il counseling di stampo


sistemico – relazionale consente uno specifico lavoro sulle
abilità comunicative, considerando costantemente che l’utente
oggetto dell’intervento è inserito in diversi contesti e sistemi e il
suo benessere non può prescindere da questo

11
Counseling di Attaccamento

[Link] Valentina Santopietro


CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare la Teoria dell’Attaccamento come riferimento teorico da


integrare all’intervento di Counseling

Individuare gli aspetti di questa teoria che fungono da linee


guida per l’intervento del counselor

*Nozioni tratte dal testo Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
2
Binetti P. e Bruni R. (2003)

Counseling di attaccamento

Applicazione della Teoria


dell’Attaccamento (Bowlby, 1969)
all’intervento di Counseling
Utile per definire con precisione:
• diversi aspetti della relazione di aiuto
• fattori che determinano il cambiamento dell’utente
• ruolo del counselor all’interno di questa relazione
3
Sigmund Freud
(1905)

Insoddisfacenti ipotesi sull’origine dei


legami affettivi

Motivazione secondaria
(soddisfazione dei bisogni primari)

Bisogni primari nel


Investimento di
neonato Soddisfatti dalla
pulsioni libidiche
(alimentazione, figura della madre
sulla madre
pulizia ecc)
4
Konrad Lorenz (1935) Harry Harlow (1958)
Imprinting Impiego di madri surrogato in
esperimenti
periodo critico in cui i cuccioli
memorizzano le caratteristiche I cuccioli ricorrono al surrogato
della figura allevante per materno di stoffa per rassicurarsi
mantenerne la prossimità e anche se il surrogato in fil di ferro
sopravvivere eroga cibo

5
John Bowlby (1907 – 1990 )

Coglie queste influenze di ricerca e formula la


Teoria dell’Attaccamento (1969)
L’investimento affettivo del bambino nei confronti della propria madre
è determinato dal una motivazione intrinseca e primaria,
derivante dal bisogno di contatto e di conforto

ATTACCAMENTO = Predisposizione biologica innata a stabilire un


legame con la figura che assicura sopravvivenza e accudimento

6
John Bowlby (1907 – 1990 )
Il legame di attaccamento si stabilizza nell’arco di 18 mesi dalla
nascita :
► DA Comportamenti di segnalazione e avvicinamento senza
discriminazione fra persone e senza intenzionalità (pianto, sorriso,
vocalizzi, aggrappamento)
► A stabilizzazione del contatto con una persona discriminata che
diventa base sicura per l’esplorazione dell’ambiente
► A relazione basata su intenzionalità e reciprocità del rapporto
madre - bambino 7
John Bowlby (1907 – 1990 )

Le relazioni sperimentate nell’arco dei primi 2 anni di vita con la


figura di attaccamento

Contribuiscono a costruire MODELLI OPERATIVI INTERNI (MOI)


ovvero aspettative e convinzioni del Sé e del Sé con l’altro

Guidano il modo in cui il soggetto si metterà in relazione con gli


altri e dunque influenzano le relazioni sociali future con
ripercussioni sull’adattamento all’ambiente
John Bowlby (1907 – 1990 )

Legame di attaccamento Legame di attaccamento


SICURO INSICURO

• Percezione di sé come degno • Percezione di sé come non


di amore degno di amore
• Aspettativa che saprà • Aspettativa che non avrà modo
manifestare i suoi bisogni di di manifestare i suoi bisogni di
conforto conforto
• Aspettativa che l’altro • Aspettativa che non troverà un
risponderà prontamente al suo altro responsivo al suo bisogno
bisogno (Figura di Attaccamento (Figura di Attaccamento non
disponibile) disponibile)
9
Il Counseling di Attaccamento  indicazioni di Bowlby (1979,
1988) per operatori che applicano la Teoria dell’Attaccamento:
1. Fornire all’utente una Base Sicura
Counselor = Base Sicura

Costruire una relazione affidabile, solida, che dia all’utente la


possibilità di cambiare prospettiva sul mondo

Più l’utente ha sperimentato relazioni di attaccamento disfunzionali e


insicure più per il counselor sarà necessario gestire ostacoli imprevisti
nella relazione con lui
MOI patologici NO Counseling MA Psicoterapia
10
Il Counseling di Attaccamento  indicazioni di Bowlby (1979,
1988) per operatori che applicano la Teoria dell’Attaccamento:

2. Sostenere l’esplorazione
Il counselor / base sicura incoraggia l’utente a esaminare le sue
modalità relazionali attuali e le sue aspettative verso di sé e verso
l’altro
3. Esaminare la Relazione Utente- Counselor
Relazione con il counselor  mostra caratteristiche dei MOI dell’utente

Prenderle in esame nella relazione del qui ed ora con il counselor


aumenta la conoscenza di sé dell’utente 11
Il Counseling di Attaccamento  indicazioni di Bowlby (1979,
1988) per operatori che applicano la Teoria dell’Attaccamento:
4. Connettere esperienze relazionali attuali con esperienze
relazionali vissute con le figure di attaccamento
Il counselor aiuta l’utente a riflettere sui suoi modelli del sé e sui
suoi modelli relazionali

L’utente arriva a individuare le caratteristiche dei suoi MOI


che non risultano adeguate alla sua vita attuale e che vanno
modificate

Immaginare nuove alternative


12
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che la Teoria dell’Attaccamento


può essere utilmente impiegata nell’intervento di Counseling
come chiave di lettura volta a dare significato ad aspetti più
specifici del funzionamento e delle relazioni del soggetto

13
Prospettive integrazioniste –
Evoluzione storica
[Link] Valentina Santopietro
CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare il movimento integrazionista e gli elementi che lo hanno


reso inevitabile

Individuare gli sviluppi storici di questo cambiamento

*Nozioni tratte dai testi Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
Giusti E., Pagani A., (2014), Il Counselling Psicologico – Assessment e interventi basati sulla ricerca scientifica.

2
La numerosità di approcci disponibili da impiegare all’interno di
un intervento di Counseling dimostra l’apertura del Counseling
verso novità, cambiamento e arricchimento

Tentativo continuo di ampliare il repertorio di strumenti teorici,


concettuali e pratici a disposizione del counselor

Anche sulla scia di quanto accade nel contesto dell’innovazione


degli approcci alla Psicoterapia

3
Cambiamenti nel campo Cambiamenti nel
della Psicoterapia campo del Counseling

Approccio Counseling
psicoterapeutico integrato psicologico integrato

4
Storia dell’Integrazionismo

Prima Fase

Anni ‘30
 grande fermento con sviluppo enorme di teorie e modelli diversi
i clinici aderiscono ad un modello subendo l’influsso di altri
indirizzi

Intorno agli anni ‘50 esistevano 36 modelli psicoterapici


30 anni dopo diventano circa 460

Le scuole di formazione tendevano all’isolamento, dichiarando la


supremazia del proprio orientamento sugli altri 5
Storia dell’Integrazionismo

Prima Fase

Individuazione di elementi di criticità in ogni modello esistente:


Es. Psicoanalisi  anche dopo aver ottenuto molti insight i pazienti
ripetevano gli stessi modelli disfunzionali
Comportamentismo  focus sulla risoluzione del sintomo, ma non
si verificava un cambiamento profondo nella struttura di personalità
del soggetto

I clinici con una visione olistica dell’essere umano cominciano a


cercare di sviluppare nuove forme di intervento 6
Storia dell’Integrazionismo

Seconda Fase

Norcross e Newman (1992) individuano i fattori che hanno contribuito


al movimento dell’integrazione:
• moltitudine di psicoterapie diverse
• assenza di superiorità di un approccio sugli altri in termini di
efficacia
• identificazione di alcuni elementi comuni a tutte le terapie con esito
positivo

Anni ‘70  definizione di un’area integrata tra i vari approcci


7
Storia dell’Integrazionismo

Terza Fase
Scopo degli integrazionisti  NO Modello Unico
MA esplorare i concetti più validi riguardo i comportamenti umani per
rendere gli interventi più efficaci

Inizi del 2000  Pratica clinica + Ricerca

Evidence – Based Practice


Branca della psicoterapia che basa i trattamenti sull’evidenza
empirica  volta a costruire un modello più efficace possibile che
consideri la complessità dell’essere umano
8
Pietra miliare nella Storia dell’integrazione
(Dollard e Miller, 1950)

Descrive dettagliatamente concetti


psicoanalitici (regressione, ansia,
rimozione), traducendoli nei termini della
teoria dell’apprendimento

 Individua elementi comuni a tutti gli


approcci terapeutici (empatia, interesse,
approvazione) che rappresentano fattori
di cambiamento presenti nella relazione
terapeutica
9
Sistemi di integrazione:

1. Eclettismo tecnico

Selezione di tecniche dai vari orientamenti sulla base dell’efficacia


dimostrata da ciascuna

OBIETTIVO: individuare il trattamento più idoneo per la persona e per


il problema presentato, senza tenere conto delle teorie alla base di
tecniche diverse
II TIPO : Eclettismo selettivo
I TIPO : Eclettismo tecnico
Seleziona le tecniche prescritte
Seleziona le tecniche per la loro
come le più adeguate per quel tipo
efficacia
di problema
Sistemi di integrazione:

2. Integrazione teorica e assimilativa

Effettua una sintesi concettuale di diverse teorie

OBIETTIVO: creare una cornice concettuale mediante la sintesi dei


principi migliori di due o più approcci

Norcross (1998) “L’eclettico


compone un menù scegliendo fra
svariati piatti, l’integrazionista ne
crea di nuovi combinando
ingredienti diversi”
Sistemi di integrazione:

3. Fattori Comuni
Le differenze tra vari orientamenti sono solo di superficie e piuttosto
esistono delle somiglianze, dei fattori comuni che costituiscono un
nucleo di elementi condivisi tra i diversi approcci. In ogni terapia:
Variabili specifiche Variabili aspecifiche
Tecniche e metodi tipici di Fattori comuni, parte della relazione
ciascun approccio terapeutica

OBIETTIVO: ricercare elementi simili tra varie teorie e generare


una teoria e una pratica più efficace.
Sistemi di integrazione:

3. Fattori Comuni

Giusti (1997) individua fattori comuni in:


Esiti del
• relazione tra utente e professionista
trattamento:
• apprendimento cognitivo
• fattori legati al clinico Relazione Caratteristiche
terapeutica del paziente
• fattori legati all’utente
30% 40%
• effetto placebo
Altri fattori
• setting 30%
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che la tendenza


all’integrazione tra vari orientamenti teorici si è resa necessaria
nel corso del tempo nell’ambito della psicologia clinica,
interessando anche l’intervento di Counseling

14
Un Modello Integrato

[Link] Valentina Santopietro


CONTENUTO E OBIETTIVI DELLA VIDEOLEZIONE

Studiare le caratteristiche di un modello di Counseling integrato

Individuare gli aspetti di questo intervento, e le ragioni della


necessità di integrazione

*Nozioni tratte dal testo Calvo V., (2007). Il Colloquio di Counseling - Tecniche di intervento nella relazione di aiuto. Il Mulino
2
Gli Approcci Integrati sono numerosi ed eterogenei, rappresentano
nella maggior parte dei casi il risultato fecondo di un percorso di
integrazione di modelli teorici e di approcci e tecniche pratiche, ad
opera di studiosi con diversa storia e formazione

Possono mirare a:
• Connettere teorie e modelli che presentano chiari punti di
comunanza o complementarietà
• Avvicinare tra loro orientamenti molto dissimili
• Integrare la dimensione teorica
• Integrare le tecniche pratiche
3
Obiettivo della varietà di modalità di integrazione connesse
all’intervento di counseling
=
ampliare gli strumenti teorici, concettuali e pratici a disposizione
del counselor, aprendolo a novità, cambiamento e arricchimento

4
Robert Carkhuff (1987)

Due approcci fondamentali alla relazione di aiuto


1. Approccio “insight”
 Volto a promuovere la consapevolezza e l’insight del paziente
rispetto alla sua situazione personale e ai problemi da risolvere
 Sostenuto da approcci connessi alle scuole di pensiero
“tradizionali” (psicoanalisi, terapia centrata sul cliente)
 Insight come base per una migliore conoscenza di sé e del
proprio mondo
5
Robert Carkhuff (1987)

Due approcci fondamentali alla relazione di aiuto


2. Approccio “azione”
 Volto a promuovere i programmi di azione che aiutano il
paziente a gestire in modo più efficace e razionale la sua
esistenza
 Sostenuto dalle scuole connesse alla teoria comportamentista
e alla teoria dell’apprendimento

6
Robert Carkhuff (1987)

Entrambi gli approcci presi da soli sono incompleti:

Approccio “insight” Approccio “azione”

Non aiuta il cliente a definire Non aiuta il cliente a consolidare


un concreto programma di il cambiamento in quanto
azione, che permetta di l’azione non è sostenuta da
mettere in pratica e fare propri una diversa comprensione di
i nuovi insight sè
Robert Carkhuff (1987)

Modello di relazione di aiuto integrato che unisce la


componente di insight e quella di azione

Integrazione di orientamenti in antitesi

Atteggiamento primario non direttivo


+ attenzione al comportamento e
all’azione
Robert Carkhuff (1987)

Individua le caratteristiche del counselor efficace:


1. Dimensione di autenticità, accettazione positiva e
comprensione empatica
 creazione di un clima di accoglienza indispensabile per
realizzare una relazione di aiuto
2. Dimensione di iniziativa
 Spinta all’azione per aiutare l’utente a gestire la propria
esistenza
CONCLUSIONI

Per concludere, si può affermare che l’impiego di approcci


integrati al Counseling psicologico è volto ad ampliare il
repertorio degli strumenti del counselor e a rendere il suo
intervento più efficace

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