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16 | NUCLEI FONDANTI brquesto caprroLo, El La Controriforma cattolica [IEEEIG] nrinnovamento delta Chiesa catotca > Parngrafi2,2,3 = QUANDO Moth delxV1ste00, * OVE Europa non raggunea calla iformaproestante (ala Pensoaberia Francia Geman ‘erdonae) + COSA Cont concodTrnto (1542-1563) chies etoea met in ato dle strategie per ‘onteneeacfuscne ca Protestants e pe ispendeeallerkvest una forma profenda ‘Selita edt praticherelgiose + PERCHE EIMPORTANTE La Chiesa nidfrisce se stessasiarformanso | cestum ela formazione spirtuale del cle sacon un nnovat slancio carta evangelca e unaraggiove etrsione la ‘ira dele anime wal patch devoron MMETETEY Ls reoressione det dissenso > Paragrato3 + COSA Per ender tore cattle ed esercare un control ttl ula sot aches ‘zanche arma dela repress ane Goauetsone)e dla cones Gece Gl or proot). | PERCHE EIMPORTANTE [cima citcllvanea co ne seatures fins pr mbavaret beta ‘iperslero eal coscensa dele persone, nnchéla discussione el progressocuturase sent @ Il concilio di Trento Lecritiche alla Chiesa in Italia Fra tutti le regioni curopee, la Penisola iberi- ‘ae quella italiana furono quelle dove la diffusione dei moviment riformati ri- guardd solo alcune minoranze della popolazione, che infatti non riuscirono a cottenere il potere politico e a sfidare il dominio eattolico. Qui la Riforma attec- chi debolmente ¢ penetr® pita in ritardo a causa dell'enorme potere della Chiesa cattolica, oltre che ~ nel caso dellItalia ~ della vicinanza della curia pontificia e dei legami anche politic fra gli Stat italiani e lo Stato pontificio, Cionondimeno, soprattutto in Italia, si erano levate sin dal Quattrocento varie ‘vod di intellettuali umanisti e di predicatortineranti che contestavano e condan- ravano leccessiva mondanizzazione della Chiesa ¢il deplorevole ¢ continuo ricor- so al denaro, interpretati come elementi di corruzione morale. Tra queste voc, ce- ra ad esempio quella del frate domenicano Girolamo Savonarola, i quale per un breve period, fra il 1494 e il 1498, era riuscito a guidare la repubblica di Firenze secondo principi religiosi i stampo evangelico,e aveva denunciato con veemenza la corruzione dei Medici e del papa Alessandro VI Borgia [> can 14+ 457 Larichiesta sempre pid pressante diun concilioL’unico modo per risolve- re i problemi disciplinari e limitare gli abusie le inclinazioni mondane del cle~ ro era attraverso la convocazione di un coneilio. | pontefici dellepoca, per, es- ssendo spesso i primi a non avere una condotta morale irreprensibile,erano restii ad accogliere critiche e richieste di cambiamento. Temevano inoltre che il conci- lio mettesse in discussione il loro primato all'interno della Chiesa. Dopo il falli- ‘mento del concilio presieduto da Giulio II nel 1512-1517 car 25.489 | nuo- ve richieste erano giunte a papa Clemente VII in seguito al saeco dl Roma del UNITAS | Lacristianita cvsa POPVtHTKYD oso) Ad 27, un evento che fu interpretato dai fedeli cattolici come il segno della deca- denza della cit eterna e della sua inevitabile e imminente caduta: il fatto che a perpetrarlo fossero state bande di lanzichenecchi protestant fu visto da molti me un'esplicita punizione inflitta da Dio al Papato per la sua condotta immo- tale e per gli abusi di cul si era macchiato. Via via che si diffondevano le nuove chiese protestanti, anche all'nterno delle alte gerarchie ecclesiastiche matur la consapevolezza che per arginare la diffusio- ne del Protestantesimo fosse necessario rispondere alle richieste di cambiamen- to dei fedeli; i inizid inoltre a contemplare un'apertura, seppur parziale, verso le istanze disciplinari e morali del movimento protestante. Questa fu la posizione, tra ali ltr, dei cardinali Gaspare Contarini (1483-1542), Giovanni Morone (1509- 1580) e Reginald Pole (1500-1558), tra le voc pil: moderate della curia romana. Alinizio degli anni Quaranta, anche Carlo V premeva per una soluzione con- liarista. Dopo aver combattuto a lungo i principi protestanti sui campi di batta- glia (anche con il sostegno militare dei pontetici) Timperatore ’Asburgo voleva ara fortemente mettere pace nei suoi domini Atale scopo nel 1541 aveva promos so degli incontri per discutere questioni di dottrina ¢ legate al rwolo della Chiesa. Iconcilio diTrento: una gestazione travagliata Solo nel 1542, perd, il pon tefice Paolo III Farnese (1534-1549) accolse la sua richiesta e raduné a que~ o scope il concilio di Trento, che apr utficialmente i lavori tre anni dopo, nel 1545, e i concluse, con lunghe interruzioni, nel 1363. La convocazione ebbe una gestazione assai travagliata perch¢ il papa e gran parte degli esperti cardinali della curia pontificia temevano il fronte dei conei- liaristi, intenzionato a ridimensionare la supremazia pontificia e rafforzare i meccanismi rappresentativi delle chiese locali, guidate dai vescovi; queste po tevano esprimersi apertamente proprio durante il concilio, che dunque si con- figurava come una sorta di “parlamento” della Chiesa. I conciliaristi inoltre era- 1no aperti al dialogo con i protestanti Al contrario, il fronte papale e curiale intendeva ribadire Yassoluta e univer~ sale certezza della dottrina cattoliea quindi bandire la guerra contro gli ereti- ci protestanti. La stessa scelta della sede del concilio rivelava le tensioni esisten- ti all'interno del fronte cattolico e fra il papa eimperatore. Trento era un princi- pato ecclesiastico in un territorio dipen dente dall’Impero ¢ per questo rappre- sentava un ideale punto d'incontro tra le esigenze di Carlo V ¢ quelle del papa. Ma Paolo III cerca pit volte di sposta- re il coneilio nei suol territori e dunque alle sue dirette dipendenze, tra continue interruzioni e rinvii che irritarono non poco limperatore. ‘Quanto alla composizione dell'assem~ blea, [partecipanti erano in maggioran- zaitaliani; gli spagnoli ei francesi erano molto pochi e i tedeschi inizialmente as~ senti. In questo scenario le possibiita di ricucire lo strappo con i protestanti era- no sostanzialmente inesistentl CAPITOLO 16 | LaControrforma cattotea di Trento tontos hea chiesa ds aria Maggiore (dela Nar Trent, meee dacesano oso) Dialtra parte, quando la grande assemblea di Trento ebbe inizio, era or- ‘mai tramontata ogni speranza di riconciliazione tra cattolict e protestanti: nel 1546 giunse la notizia della morte di Lutero e nel 1547 si svolse la battaglia di Miihiberg tra Carlo V e la lega di Smaicalda. La prima fase del concilio Nella prima fase del concilio (1545-1547) si di- scussero le questioni teologiche: furono ribaciti con decisione i principi del Cat- tolicesimo e respinte tutte le tesi delle dottrine [Link] confermato dun- quel valore delle opere, owvero delle buone azioni e delle preghiere ai fini della salvezza, riaffermata Vimportanza della Scrittura e soprattutto della tradizio- ne della Chiesa, ossia del pensiero elaborato nel corso dei secoli dai Padi della Chiesa e dai teologi. Si stabili che solo Ia Chiesa, con a capo il papa, ha Vautori- {2 di interpretare le Sacre Scritture, la cui unica versione accettata era la Vulgata {in latino, cio la traduizione eseguita da san Girolamo trail IV eilV secolo dalle lingue originarie (ebtaico e greco). Siribadi che i saeramenti sono sete (battesimo, eucarestia, cresima, ordine sa cerdotale, confessione, matrimonio, unzione degitinfermi)¢ fu raffermata la dot- trina della transustanziazione dell ostia nell'eucarestia (la trasformazione della sostanza del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo} fu confermato an- che il eulto della Madonna e dei santi,fortemente rifiutato dai pratestanti €ri- affermate Fesistenza cel purgatorio e quindi la validita delle indulgenze. alla fine ella prima fase, Paolo Il riusc a spostare il concilio a Bologna, ne suol domini. Un tentativo di spostare il concilio di Trento rand Nel 1547, papa Paolo I, sfruttando a proprio vantag- sottarto alle ingerenze del potere imperale. In questa et- ‘solo scoppio di un‘epidemia di peste, decise di sposta- tera, legati papalt al conctio riportano la reazione con- rei concilio da Trento « Bologna, con il vere obiettiva di trariatw di Carlo ¥. ‘Da Glovanni Maria del Monte cimaravigliamo. + ella seconda ..J né[..] erediamo Ehtarete ceria Govann dela" Dea prima perc non havemo | che alco abbiavinto Decree Casa, Bologna, 31 marzo 1547. ‘mai creduto, né credemo ancora, = la Traslatione possa dubitare s'ellaé che Sus Maes Cetes habla er: tsatoneoextntione dl Gonlio, lt Reverendo Signor come! male cel Conc fgg la pest + erendo! sft priniplmente frat, Hoge havemo ric tla more de prea ta conser= perconervariot prose sea valance loa siguvia Re vczaadsolutone cession a | perc dl tempo come Vora erent 28, peri quale avin benef able, ove spd, gova Reverenda pot vedere ne- re aera cae a ge ont a eae ce tee che impertore aoa havea {ove laprinu, et pliqiantoln £ monsignor Vera sentito volentieri la traslatione del questi dui anni ch’é stato in Trento, : Di Vostra Reverenda Signoria Canc et che havea commesso cpcadoa detemicatala mgt | eon uen neapanqede cieidomodnss ante sio- pare dle coe eae Mona: facies Sen Terrace cates [err te ign om ate hacra ftamenta}oeaintone cus. {on even che modo la aed |g mise cries Deluna etValtradi queste due cose : ditrento sia cosi necessaria[.] = ‘Monica Marchi pp. 165-166, UNITAS | Lacristianita cvsa GO9SHtWHKD

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