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16 |
NUCLEI FONDANTI
brquesto caprroLo,
El
La Controriforma
cattolica
[IEEEIG] nrinnovamento delta Chiesa catotca > Parngrafi2,2,3
= QUANDO Moth delxV1ste00,
* OVE Europa non raggunea calla iformaproestante (ala Pensoaberia Francia Geman
‘erdonae)
+ COSA Cont concodTrnto (1542-1563) chies etoea met in ato dle strategie per
‘onteneeacfuscne ca Protestants e pe ispendeeallerkvest una forma profenda
‘Selita edt praticherelgiose
+ PERCHE EIMPORTANTE La Chiesa nidfrisce se stessasiarformanso | cestum ela formazione
spirtuale del cle sacon un nnovat slancio carta evangelca e unaraggiove etrsione la
‘ira dele anime wal patch devoron
MMETETEY Ls reoressione det dissenso > Paragrato3
+ COSA Per ender tore cattle ed esercare un control ttl ula sot aches
‘zanche arma dela repress ane Goauetsone)e dla cones Gece Gl or proot).
| PERCHE EIMPORTANTE [cima citcllvanea co ne seatures fins pr mbavaret beta
‘iperslero eal coscensa dele persone, nnchéla discussione el progressocuturase sent
@ Il concilio di Trento
Lecritiche alla Chiesa in Italia Fra tutti le regioni curopee, la Penisola iberi-
‘ae quella italiana furono quelle dove la diffusione dei moviment riformati ri-
guardd solo alcune minoranze della popolazione, che infatti non riuscirono a
cottenere il potere politico e a sfidare il dominio eattolico. Qui la Riforma attec-
chi debolmente ¢ penetr® pita in ritardo a causa dell'enorme potere della Chiesa
cattolica, oltre che ~ nel caso dellItalia ~ della vicinanza della curia pontificia e
dei legami anche politic fra gli Stat italiani e lo Stato pontificio,
Cionondimeno, soprattutto in Italia, si erano levate sin dal Quattrocento varie
‘vod di intellettuali umanisti e di predicatortineranti che contestavano e condan-
ravano leccessiva mondanizzazione della Chiesa ¢il deplorevole ¢ continuo ricor-
so al denaro, interpretati come elementi di corruzione morale. Tra queste voc, ce-
ra ad esempio quella del frate domenicano Girolamo Savonarola, i quale per un
breve period, fra il 1494 e il 1498, era riuscito a guidare la repubblica di Firenze
secondo principi religiosi i stampo evangelico,e aveva denunciato con veemenza
la corruzione dei Medici e del papa Alessandro VI Borgia [> can 14+ 457
Larichiesta sempre pid pressante diun concilioL’unico modo per risolve-
re i problemi disciplinari e limitare gli abusie le inclinazioni mondane del cle~
ro era attraverso la convocazione di un coneilio. | pontefici dellepoca, per, es-
ssendo spesso i primi a non avere una condotta morale irreprensibile,erano restii
ad accogliere critiche e richieste di cambiamento. Temevano inoltre che il conci-
lio mettesse in discussione il loro primato all'interno della Chiesa. Dopo il falli-
‘mento del concilio presieduto da Giulio II nel 1512-1517 car 25.489 | nuo-
ve richieste erano giunte a papa Clemente VII in seguito al saeco dl Roma del
UNITAS | Lacristianita cvsa
POPVtHTKYDoso)
Ad
27, un evento che fu interpretato dai fedeli cattolici come il segno della deca-
denza della cit eterna e della sua inevitabile e imminente caduta: il fatto che
a perpetrarlo fossero state bande di lanzichenecchi protestant fu visto da molti
me un'esplicita punizione inflitta da Dio al Papato per la sua condotta immo-
tale e per gli abusi di cul si era macchiato.
Via via che si diffondevano le nuove chiese protestanti, anche all'nterno delle
alte gerarchie ecclesiastiche matur la consapevolezza che per arginare la diffusio-
ne del Protestantesimo fosse necessario rispondere alle richieste di cambiamen-
to dei fedeli; i inizid inoltre a contemplare un'apertura, seppur parziale, verso le
istanze disciplinari e morali del movimento protestante. Questa fu la posizione, tra
ali ltr, dei cardinali Gaspare Contarini (1483-1542), Giovanni Morone (1509-
1580) e Reginald Pole (1500-1558), tra le voc pil: moderate della curia romana.
Alinizio degli anni Quaranta, anche Carlo V premeva per una soluzione con-
liarista. Dopo aver combattuto a lungo i principi protestanti sui campi di batta-
glia (anche con il sostegno militare dei pontetici) Timperatore ’Asburgo voleva
ara fortemente mettere pace nei suoi domini Atale scopo nel 1541 aveva promos
so degli incontri per discutere questioni di dottrina ¢ legate al rwolo della Chiesa.
Iconcilio diTrento: una gestazione travagliata Solo nel 1542, perd, il pon
tefice Paolo III Farnese (1534-1549) accolse la sua richiesta e raduné a que~
o scope il concilio di Trento, che apr utficialmente i lavori tre anni dopo, nel
1545, e i concluse, con lunghe interruzioni, nel 1363.
La convocazione ebbe una gestazione assai travagliata perch¢ il papa e gran
parte degli esperti cardinali della curia pontificia temevano il fronte dei conei-
liaristi, intenzionato a ridimensionare la supremazia pontificia e rafforzare i
meccanismi rappresentativi delle chiese locali, guidate dai vescovi; queste po
tevano esprimersi apertamente proprio durante il concilio, che dunque si con-
figurava come una sorta di “parlamento” della Chiesa. I conciliaristi inoltre era-
1no aperti al dialogo con i protestanti
Al contrario, il fronte papale e curiale intendeva ribadire Yassoluta e univer~
sale certezza della dottrina cattoliea quindi bandire la guerra contro gli ereti-
ci protestanti. La stessa scelta della sede
del concilio rivelava le tensioni esisten-
ti all'interno del fronte cattolico e fra il
papa eimperatore. Trento era un princi-
pato ecclesiastico in un territorio dipen
dente dall’Impero ¢ per questo rappre-
sentava un ideale punto d'incontro tra
le esigenze di Carlo V ¢ quelle del papa.
Ma Paolo III cerca pit volte di sposta-
re il coneilio nei suol territori e dunque
alle sue dirette dipendenze, tra continue
interruzioni e rinvii che irritarono non
poco limperatore.
‘Quanto alla composizione dell'assem~
blea, [partecipanti erano in maggioran-
zaitaliani; gli spagnoli ei francesi erano
molto pochi e i tedeschi inizialmente as~
senti. In questo scenario le possibiita di
ricucire lo strappo con i protestanti era-
no sostanzialmente inesistentl
CAPITOLO 16 | LaControrforma cattotea
di Trento tontos
hea chiesa ds
aria Maggiore
(dela Nar
Trent, meee dacesanooso)
Dialtra parte, quando la grande assemblea di Trento ebbe inizio, era or-
‘mai tramontata ogni speranza di riconciliazione tra cattolict e protestanti: nel
1546 giunse la notizia della morte di Lutero e nel 1547 si svolse la battaglia di
Miihiberg tra Carlo V e la lega di Smaicalda.
La prima fase del concilio Nella prima fase del concilio (1545-1547) si di-
scussero le questioni teologiche: furono ribaciti con decisione i principi del Cat-
tolicesimo e respinte tutte le tesi delle dottrine [Link] confermato dun-
quel valore delle opere, owvero delle buone azioni e delle preghiere ai fini della
salvezza, riaffermata Vimportanza della Scrittura e soprattutto della tradizio-
ne della Chiesa, ossia del pensiero elaborato nel corso dei secoli dai Padi della
Chiesa e dai teologi. Si stabili che solo Ia Chiesa, con a capo il papa, ha Vautori-
{2 di interpretare le Sacre Scritture, la cui unica versione accettata era la Vulgata
{in latino, cio la traduizione eseguita da san Girolamo trail IV eilV secolo dalle
lingue originarie (ebtaico e greco).
Siribadi che i saeramenti sono sete (battesimo, eucarestia, cresima, ordine sa
cerdotale, confessione, matrimonio, unzione degitinfermi)¢ fu raffermata la dot-
trina della transustanziazione dell ostia nell'eucarestia (la trasformazione della
sostanza del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo} fu confermato an-
che il eulto della Madonna e dei santi,fortemente rifiutato dai pratestanti €ri-
affermate Fesistenza cel purgatorio e quindi la validita delle indulgenze. alla fine
ella prima fase, Paolo Il riusc a spostare il concilio a Bologna, ne suol domini.
Un tentativo di spostare il concilio
di Trento
rand
Nel 1547, papa Paolo I, sfruttando a proprio vantag- sottarto alle ingerenze del potere imperale. In questa et-
‘solo scoppio di un‘epidemia di peste, decise di sposta- tera, legati papalt al conctio riportano la reazione con-
rei concilio da Trento « Bologna, con il vere obiettiva di trariatw di Carlo ¥.
‘Da Glovanni Maria del Monte cimaravigliamo. + ella seconda ..J né[..] erediamo
Ehtarete ceria Govann dela" Dea prima perc non havemo | che alco abbiavinto Decree
Casa, Bologna, 31 marzo 1547. ‘mai creduto, né credemo ancora, = la Traslatione possa dubitare s'ellaé
che Sus Maes Cetes habla er: tsatoneoextntione dl Gonlio,
lt Reverendo Signor come! male cel Conc fgg la pest + erendo! sft priniplmente
frat, Hoge havemo ric tla more de prea ta conser= perconervariot prose sea
valance loa siguvia Re vczaadsolutone cession a | perc dl tempo come Vora
erent 28, peri quale avin benef able, ove spd, gova Reverenda pot vedere ne-
re aera cae a ge ont a eae ce
tee che impertore aoa havea {ove laprinu, et pliqiantoln £ monsignor Vera
sentito volentieri la traslatione del questi dui anni ch’é stato in Trento, : Di Vostra Reverenda Signoria
Canc et che havea commesso cpcadoa detemicatala mgt | eon uen neapanqede
cieidomodnss ante sio- pare dle coe eae Mona: facies Sen
Terrace cates [err te ign om ate hacra
ftamenta}oeaintone cus. {on even che modo la aed |g mise cries
Deluna etValtradi queste due cose : ditrento sia cosi necessaria[.] = ‘Monica Marchi pp. 165-166,
UNITAS | Lacristianita cvsa
GO9SHtWHKDIL CONCILIO DI TRENTO
Fronte conciliarista Fronte papalee curiale
‘estaurare la moralita della Chiesa i
dare spazio alle chiese ribadire la dottrina
local
cattolica
ridimensionare la confermare la supremazia
allargare il consenso trai fedeti ‘supremazia del pontefice
attraverso una riorganizzazione t
‘pirituale e istituzionale
del papa
1
_accogliere alcune istanze bandire una crociata
della dottrina protestante contro iprotestanti eretici
Lasecondae laterza fase La seconda fase (1551-1552) si svolse, di nuovo
2 Trento, sotto il papa Giulio I! (1550-1555) e vide l'arrivo dei rappresentan-
ti delle Chiese protestant, i quali contestarono la validita dei decreti gia appro-
vati in loro assenza.
a terza fase (1562-1563) si occupé di question’ disciplinari e pastorali: 1a
Chiesa di Roma conferm® Fobbligo del celibato ecclesiastico ¢ ordind ai vesco-
vidi risiedere nella oro diocesi, che essi dovevano visitare periodicamente, par-
rocchia per parrocchia (visite pastorali); u inoltre proibito il curnulo di benetfici.
Per l'struzione dei giovani che intendevano diventare sacerdotifurono isttuiti
dei centri apposit, i seminari,
Nel 1564 Pio IV (1559-1565) ratificd tutte le decisioni del concilio com la Bol-
la Benedictus Deus, e Vanno dopo fu redatta la Professio fidei tridentina: il credo
ufficiale della fede cattolica, seguito nel 1566 dal eatechismo ufficiale da distri-
buire ai parroci perché attraverso di esso diffondessero le dottrine fondamen-
tali della Chiesa presso il popolo.
I concilio ribadiva cosi la totale centraliti del Cattolicesimo romano e del
primato papale nell'ambito della Chiesa, annullando lo spazio di ogni tenden-
za conciliarista.
Controriforma o“Riformacattolica"? A partire dal concilio di Trento, il mo-
vimento di rinnovamento della Chiesa cattolica si estese alla Francia, all Austria,
alla Germania meridionale, ad alcuni cantoni della Svizzera e al Belgio: tale mo-
vimento & stato indicato dagli storici con due definizioni che colgono aspetti
complementari dello stesso fenomeno. Alcuni hanno utilizzato il nome di Con-
troriforma per evidenziare come il processo riformatore della Chiesa cattolica
si fosse affermato in reazione alla Riforma protestante. Altri storici preferiscono
invece parlare di Riforma cattolica per indicare tanto la contrapposizione cat-
tolica alla Riforma luterana, quanto il ruolo di catalizzatore per i fermenti rifor-
matori che esistevano allinterno del Cattolicesimo anche prima di Lutero e del-
a Riforma protestante.
‘CAPITOLO 16 | LaControrforma cattotea
Prima -1545- Paolo II
1547
Seconda 1551- Giullo I
1552
Tera 1562- PiolV
1563
> Professiofidep 498,
By rer oration
Hoonatio d Tet
Senenne oer!
Satake?oe La strategia cattolica
per la riconquista delle anime
Lazione della ChiesadopoTrento Gli anni che seguironola definizione della
confessione tridentina furono dedicati allattuazione di provvedimenti concre-
ti, con cui la Chiesa cattolica intendeva frenare la crist interna al Cristianesimo
riguadagnando la fiducia dei fedeli. Per perseguire quest obiettivo erano neces-
sarie misure attive che incidessero profondamente nella societa dei cristiani,
sia attraverso una riorganizzazione degli istituti eeclesiastici, sia potenziando
determinati aspetti del cutto cattolico particolarmente capaci di fare presa sul-
Je mentt e sugli spiriti dei fedeli, sia, infine individuando nuovi campi di inter-
vento. I punti di azione furono sostanzialmente:
‘* un rinnovato impegno dei vescovi alla guida delle dtoces
‘+ una formazione pit. accurata dei parroci e una maggiore attenzione alle for-
me di devozione popolare:
‘* Ia fondazione di nuovi ordini religiosi votati all'assistenza ai bisognosi;
«+ Vattivita missionaria e di educazione delle masse.
Mritrovato ruolo dei vescovi Le decisioni del concilio furono applicate in-
Saar nanzitutto grazie alfopera dei vescovi,a cui fu imposto Fobbligo di periodiche
(esenfecuraronana Visite pastorali nelle loro diocest per favorite ilcontatto con ifedelie il controllo
depots forma della loro moralita. La curia papale avrebbe a sua volta controllato Voperato dei
snéeréra.n 800. _yescovi mediante le visite apostoliche, ovvero visite dl inviati papal.
Particolarmente efficace si riveld allindomani del coneilio di ‘Trento, 'azione
‘organizzativa e pastorale dell arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Borromeo
(1538-1584). Fei favor la promozione della nuova immagine della Chiesa con
‘una politica ad ampio spettro: oltre a claborare, insieme ad altri prelat, i precet-
tidel catechismo ufficiale, fond nuovi seminarie agi sulla condotta morale degli
cecclesiastic. Diet ampio spazio al'assistenza cartatevole promuovendo la fon-
azione di isticui per il sostegno alle persone in dficolta (come bambini, poveri,
‘malati anziani) e siimpegnd per la costruzione di nuovi edific di culto.
Confessioneedevozione La riforma tridentina volleriservare ai Soli sacerdo-
{iil potere di impartire la confessione, dunque di assolvere dai peccati: questa
rappresentava una straordinaria forma di potere in una societa in cut le creden-
ze magico-misteriche, pit prosaicamente chiamate “superstizion’’,erano dif-
fusissime ¢ in cui assai pli fori di oggi erano i tabi retativ al corpo umano. Al
concilio di Trento si decise che i buoni cattolici avevano obbligo di confessarsi
almeno una volta all'anno nel periodo pasquale.
[La Chiesa insistette perché I fedell raccontassero al sacerdote i loro peccati¢
ne ricevessero il perdono nella forma pitt riservata. In questo mode aumentava
ulteriormente il controtio del parroco sulla vita ela coscienza di ogni singo-
lo cristiano e quindi sulla comunit’ intera; ovviamente quest'influenza risult
pila forte nei centri numericamente esigui, come i villagai ei piccoi paesi. Stret-
tamente connessa a questo nuovo ruolo del parroco fulla diffusione di un nuo-
vo arredo nelle chiese cattoliche: il confessionale che, separando fisicamente il
sacerdote dal penitente, evitava situazioni di eccessiva intimita e al tempo stes~
so manteneva l'amministrazione del sacramento visibile a tutti.
Oltre alla dimensione individuale, la Controriforma esaltd anche la con-
divisione collettiva della fede attraverso una Iiturgla sempre pli fastosa, sia
(a4: UNITAS | Lacristianita cvsa
POPVtHTKYDdurante le messe, sia nelle processioni dedi-
cate alla Madonna e ai santi. In quest’atmosfe-
ra furono fondati specifici organismi ai quali
cra affidata la gestione di eventi legati alla re-
ligiosita pubblica: alla Congregazione del riti
fu assegnata lorganizzazione delle processio-
ni e dei Giubilei, eventi che portavano a Roma
‘una grande quantit’ di pellegrini, pera cui as-
sistenza fu istituita ’Arciconfraternita roma
na della Santissima Trinitd dei pellegrini e dei
convalescenti. La liturgia, insomma, assunse
le sembianze di uno spettacolo della fede, al
quale contribui estetica del’arte barocca, che
iniziava a diffonderst alla fine del Cinquecen-
to e che esaltava la monumentalita, la magni-
ficenza ela potenza del sacro.
La fondazione di nuovi ordini:i gesuiti Nel progetto di risanamento della) ntea dla chica
Chiesa cattolca fu fondamentale Ia costituzione di nuovi ordini religiost, sia | Ss t="ata ela vices
prima sia dopo il concitio di‘Trento: i Cappuccini (1525) vollero rinnovare lo spi- | Tea0craporsonta naa
Fito originario della regola francescana; i Barnabiti (1532) e gli Scolopi (1597) | pi maorant seer!
si occuparono dell'assistenza alla poverta infantile; i Fatebenefratelli(1572) eb- | Sit manositrovs fa
bero compiti di assistenza ai malati; gli Oratoriani, fondati da san Filippo Neri _| eave operentsimo
nel 1575, si specializzarono nellstruzione degli indigenti. Nacquero anche or- | ByzPeautten
ini femminili come quello delle Orsoline (1535) ¢ furono riformati ordini pre | Sante eeea Ania.
«sistent come quello delle Carmelitane, per opera della mistica spagnola Tere~
sad‘Avila, canonizzata nel 1622, la quale ripristind la regola di austeritae ascesi
delle origin.
ell'epoca della Controriforma, dovungue in
Autorta si sforzarono di disciplinare determina
{i comportament e pratiche anche folkloric che
erano diffuse presso a gente comune, perriportar
J alfordine dopo decenat di confusionee di lott.
Epensarono bene di comprendere nel program-
‘me di disciplina dei propri fede esudditi anche il:
controllo del empo libero. n questo, le Chiese pro-
testanti non furono da meno della Ciesa cattolica.
Nel Paesi Bass, in Svizzera, nelle zone protestan-
tii Francia e Germania, ealvinistfecero il posst-
bile per sopprimere le forme pit genuine dl distr
ione popolare: le danze, il teatro, gli spettacali dit >
piazza, come se fosse stato scoperto un undicesimo
comandamento, «Non divert,
Durante Fanno, una volta soltanto era permes-
50 a contadini e lavoratori di scatenarsi per dav~
vero: era net giorni del Carnevale, il momento!
Lacontrontrma eatzobea
$ delfabbutfatae del divertimento. Alora it popolo
Europa le gerarchie religiose ¢ le pubbliche =
poteva ubriacarsi, mangiaree danzare sino allo sfi-
‘nimento; si potevano intonare canzonette oscene,
Drendere in gio le pubbliche autorit e mascherar-
i per mettere in rdicolo{ potenti, Nessuna societa
pad sopravvivere senza wna qualche forma di sfo-
{0 sociale: percib anche in passato le aitorita re
ligiose e civil hanno sempre tollerato un periodo
ben detimitato, dedicato alle faceziee allespressio-
ne del proprio pensiero in ct era possibile persi~
‘no un “rovesciamento” delle gerarchie e de valo~
1 social. Per 'Occidente. questo momento & stato
a lungo la setimana del Martedl Grasso, che rap
presentava tuna concessione del privileglati al cet
= piu trutta: poch attimi di folla contro una lunga
stagione di faticae dl sacrficio. Non a caso, nel ca
lendario, Carnevale viene immediatamente prima
dela Quaresima, ci’ dell appuntamento con la pe
nitenza |» STORE ARTE +468
IGOSst il xl
ay
7eo Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali
-gnazio di Loyola il fondatore della Compagnia ! della guida, che deve accompagnare chi si eserci-
i Gesi, serisse gl sercii spiritual in spagnolo = ta in questo cammino spiritual.
apartire dal 1522, data della sua conversione,ma : Git Esereztspirftuali non furono solo alla base
vennevo pubblicatiin latino - nella loro formade- : delfordine del gesult, ma glocarono un ruolo es-
‘inktiva ~ solamente nel 1548, senziale nella Controriforma, contribuendo all'au-
Gi Bsereizi sono suddivist in quattro parti, cor- mento della pratica det ritinspirituali nel mondo
rispondenti alle quatro settimane in cui dovreb- cattolico. Nel pieno del clima della Controriforma
‘ero essere svolti: nella prima ci si deve dedica- { costicuirono un'importante risposta della Chie
re a un severo esame di coscienza: la seconda € sa cattolica alla richiesta di spiritualita: doveva~
Ja terza sono occupate dalla contemplazione dei = no servre al credente per trovare Dio e salvare la
‘ister ¢ della passione di Cristo, mentre la quar- : propria anima. Da allora sono rimasti un impre~
ta dovrebbe essere implegata per mettersi in co- = scindiblle punto dt rierimento del Cattolicesimo:
‘munione con Dio. Gli Esercizi devono essere svol- | ancora oggi sono praticati dai lacie sono obbli-
tinsllenzioe solitudine, ma essenziale@ il ruolo | gator! per religosl,
eae
‘Tuttavia, Fordine religioso che ebbe maggiore influenza fu quello dei gesui-
‘tio della Compagnia di Gesit, fondata nel 1540 dal nobile spagnolo Ignazio di
Loyola; poveri, cast, disciplinati,colti ed eloquenti i predicatori gesuiti diven-
nero l'incarnazione vivente di un modo nuovo di intendere la religione cristiana.
Lordine dei gesuiti era organizzato come un esercito (Ignazio di Loyola, d'al-
tra parte, era un ex soldato) posto alle dirette dipendenze del papa: lobbedien-
‘za assoluta perinde ac cadaver (“come un corpo morto”) al papa era il loro quarto
voto che si aggiungeva ai tre voti comuni a tutti gli ordini religiosi (cast, po-
vverta, obbedienza), Per far parte dell'ordine era richiesto uno stile di vita severo
© un lungo percorso di studi e di penitenza; per questo motivo i gesuiti mise-
ro a frutto la loro cultura impegnandosi nellstruzione del clero e dei nobili. La
‘Compagnia di Gesit ebbe dunque una grande influenza anche in ambito politi-
co: molti suoi membri furono consiglieri o confessori di sovrani e nobili, presso
i quali risiedevano talvolta come precettori
Le missioni gesuite nel Nuovo Mondo _Lopera del nuovo ordine fu molto
importante anche per la diffusione del Cattolicesimo fuori dall’Europa, gra-
zie alle missioni istituite in Asia e in America, dove i gesuiti portarono avan-
ti con successo levangelizzazione degli indios: la missione, infati,intesa nel
senso di predicazione della buona novella, andava a sostituirs! all'dea medie-
vale della crociata.
I gesuiti organizzarono le loro missioni all'interno delle cosiddette redue-
ciones, ossia delle comunita di lavoratori che seguivano i precetti evangelici.
Attorno alla chiesa, sotgevano le abitazioni dei contadini indigeni e tutto in-
torno si estendevano le coltivazioni. Le condizioni di vita degli amerindi all'in-
terno delle reducciones erano di gran lunga migliori rispetto alle encomiendas
= @.12+# 360} non solo perché nelle reducciones gli amerindi venivano trattati
pi umanamente, ma anche perché potevano conservare parte delle oro tradi-
zioni e T'uso della lingua nativa, Indipendenti dalla corona da un punto di vista
economico e giuridico, le reducciones divennero, come le encomiendas, dei cen-
{ti di potere autonomo, e per questo con il tempo giunsero a uno seontro con it
overno della madrepatria — stonteot rmowmietA+mAccaITO |.
UNITAS | Lacristianita cvsa
POPVtHTKYD* Lacensura Sant Uffizioeinquisizione _Incoraggiati da Carlo Ve poi da Filippo Tl. papl
aalfarteFaiecpee | del Cinquecento promossero anche provwedimentirepressiti per difendere la
eufenosoapmo” | Chiesa dall’espansione della Riforma protestante: nel 1542, con Ia Bolla Licet ab
Goeversese Cea | inti, Palo Il istitu la Congregazione del Sant’Uffizio, nots anche come Inqu-
eons sizione romana Si rattava di una commissione stable di cardinal alle cu dipen-
idipngeeperiftat | denze furono post i tribunal perierictisituti nelle varie diocesi, Facevano ecce-
gamencaniceicomento | zione la Spagna e il Portogallo, dove operavano 'inquisizione spagnola ¢
Pasourateacuttera | portoghese sottoposte ai rispettivi sovrantI tribunal delInguisizione erano star
«[Link] | yj jntrodotti nella prima meta del XII secolo da papa Innocenzo Il per contrasta-
ral 1578 eves rele eresie > car 3+ 0 je nel XV secolo erano stati particolarmente attivi in Spa-
secopestaaiguctodd | gna, contro i musulmant e gli ebrei. Ora perd, riuniti ¢ coordinati da Roma,
[ibwmiedetoawszer® | acquisivano almeno in teoria una giurisdizione e un potere senza limit
Seta e personas La rete di sorveglianza e il meccanismo di repressione furono estesie capila-
fameituton, | rie womini e donne di tutte le et’ e di rut i ceti social, personage illustri come
‘in un quadeo a tema membri del popolo, furono raggiunti dal braccio autoritario dell’ Inquisizione, che
fe saraonenly andava a colpire non solo chi esprimeva una qualsiasi forma di dissenso religio-
Sipmia ceccequncici | S00 politico, ma anche chi pi semplicemente aspirava a una Chiesa pitt pura.
‘ambi nome veneia
Galerie cet ecacemia.
Gii“eretici"italiani Lefficiente ingerenza del Sant'Utfizio contribuisce a spic-
gare il mancato sucesso de movimenti di riforma protestante in Italia e Spa-
fa ‘gna. In Italia, gi eretic non furono cosi numerosi da essere in grado di scatenare
asco inguictone Vere € proprie guerre di religione ma, nonostante questo, in alcune citt italiane
om. Ie idee della Riforma ebbero una significativa diffusione. Fra i pit sensibil lla
Riforma vi erano i mercanti, poiché avevano pitt occasioni degli altsi per viag-
7 sare ed entrare in contatto con punt divista e pensieri diversi, mentre gli arti-
OF carts interativa _iani (tessitori, fabri, barbieri) subirono facilmente l'influenza di frati e mona-
Mereigoriin Europa _ctitineranti, sempre informati delle novit’ provenienti dalla Germania di Lutero
nel Cnguacento € dalla Svizzera di Calvino.
Napoli, attorno al diplomatico spagnolo Juan de Valdés, fuggito dalla Spa
gna per le sue idee eterodosse, si raccolse un citcolo che includeva il generale dei
Cappuccini Bernardino Ochino e la poetessa Vittoria Colonna. Anche Venezia,
GEN Perla sua indipendenza sia dallimpero sia dal Papato, fu tollerante con i prote-
Syceranas stanti che vivevano in cittd. Trai riformatori italiani sidistinsero i senesi Lelioe
Leyte a Fausto Sozzini (1525-1562 e 1539-1604), che pur senza aderire esplicitamen-
ilcasoaiveneze, 500. tealla Riforma, professavano un Cristianesimo etico, pacifico e tollerante, senza
490) 5 | Laeristania civisa
OothxDoer)
dogmi c indipendente dal potere (socinianesimo). Fausto Sozzini in particolare
® considerato un antesignano del pensiero pacifista modemno,
Ladissimulazione religiosa Dopo la nascita dell’Inquisizione romana mol-
H eretici della penisola furono costrettiallesilio. Lasciare Italia era infatti Tu
nico modo per sfuggire ai processi del tribunale e insieme rimanere fedeli alle
proprie idee. La maggior parte dei profughi si ferm® appena al di 13 delle Alpi,
in Svizzera; altri raggiunsero l'inghilterra, la Germania ¢ addirittura la Polonia.
Piit spesso ancora, alcuni eretici scelsero di restare in Italia, fingendo di esse
re cattolici e continuando a sentirsi protestanti, Furono i cosiddetti “nicodemi-
ti, cosi chiamati, con disprezzo, in memoria del fariseo Nicodemo il quale, come
narrato net Vangelo, andava a visitare Gestt solo di notte e in segreto, per paura
di essere perseguitato dalle autorita religiose ebraiche. Di fatto, pitt che vigliac-
i, i nicodemiti italiani erano vittime: al pari dei marranos e dei moriscas spa-
sgnoli | vssToRma alco spEcsH0, 11-8 952 | Pagavano con il caro prezzo dell'ipo
sia Vimpossibilita di praticare liberamente la propria fede religiosa,
Lacacciaalle streghe | Mentre l'accusa di eresia riguardava soprattutto gli uo-
mini, le donne, che non rientravano nel processo di disciplinamento della so
ciet& attuato dalla Controriforma, furono le principali destinatarie ¢ le vittime
dell'accusa di stregoneria, La superstizione popolare attribuiva spesso alle don-
he, soprattutto a quelle anziane e sole, poteri straordinari e occulti, come quello
di far grandinare sul raccolto o far morire gli animali; secondo la Chiesa, le doti
magico-misteriche erano il segno di un’alterit& ostile e si inizid percid a ritene-
re che le streghe fo: e alla volonta del diavolo, con il quale ballava-
no durante incontri chiamati sabba che si svolgevano nelle notti di luna piena.
La stregoneria fu insomma equiparata alleresia perché implicava il ripudio del-
la fede in Dio.
La caccia alle streghe generd quindi una vera a propria psicosi collettiva e
non riguardd soltanto i paesi cattolici come Italia e la Spagna, ma anzi fu con-
dotta in modo particolarmente spietato nei paesi dove la Riforma protestante
+a uscita vittoriosa dalle guerre di religione; in Germania, ad esempio, fu pub-
blicato il pit: noto trattato sul tema della stregoneria, il Malleus maleficarum (il
he”) ¢ in tutta 'area germanica le donne condannate al rogo,
0 impiccate si contarono a migliaia. Per oltre un secolo, dalla meta del Cingue-
cento sino alla fine del Seicento, si realizzd una strage delle innocent, un:
de tragedia dell'intolleranza > LASTORIAALLO SPECEHIO+n.404 |
> Sébastien casteon,
torre 2409,
Bi conta erative
La
ty
cc oe streghe
{shieva, ue donne
palfacquerelioa destLadiscriminazione degli ebrei La cultura repressiva della Controriforma si
abbatté anche contro gii ebrei, la principale minoranza religiosa che, in alcuni
contesti, continud a vivere in terra cristiana, Laddove essi non erano stati espul-
sio convertiti forzatamente, come nella Penisola iberica, furono predisposte mi-
sure di“contenimento” della loro presenza. Dal 1535 in poi una serie di prowve-
dimenti papali, definiti “bolle infami, determin la politica di discriminazione
‘imposta dalla Chiesa di Roma. Papa Paolo IV (1555-1559) ordind la creazione di
% Parole chiave ‘ghetti in due importanti citta dello Stato della Chiesa, Roma ¢ Ancona: gli ebrei
hettstiemine ema potevano continuareavivere trai cristiani, ma di fatto dovevano rimanere rec
dalvenezara ato, _sialinterno di quartieri specific, dotati di mura e porte, da cut si poteva uscire
“eree@ieeaireme Scio a precise condizioni In molti cas, notre, furono obbiigati a indossare un
Srawasvummactacre, s€gn0 di iconoscimento, per evtare che i crstianientrassero impropriamente
dal 1526, fu assegnata in contatto con loro. Né fu inusuale l'obbligo di partecipare alle cosiddette predi-
sglebeomedinon he fraat, in tig ere erano costett a ascoltare ate eigost che spi
gavano loro la superiorita del Cristinesimo rispettoalPebraisto, nel 1553, nel
Dieno dello svolgimento del concilio di Trento, fu addritturaordinat il rogo
fet Talmud uno dei testi scr delfebraismo, in piazza Campo defor a Roma.
indice deilibripproibiti Questa cultura del! intolleranza fu sostenuta da un‘al-
tra misura che caratterizzd Europa della Controriforma: oltre alle petsone si
diede infatti la eaccta anche al libri eretici. Nel 1559 fu stampato per la prima
volta il cosiddetto Indice dei libri proibiti, una lista di letture ritenute pericolose
perla fede e, nel 1571, fu creata la Congregazione dell'Indice, un organismo con
cui la Chiesa romana controllava le opere a stampa e, nel caso in cui la pubbli-
‘cazione fosse stata bollata come eretica, perseguitava non solo gli autori dei li-
bri proibiti, ma anche gli stampatori dei volumi condannati Nel corso degli anni
indice dei libri protbiti divenne sempre pit ricco di nuovi titoli: numerose furo-
no le opere letterarie e scientifiche condannate e messe al bando.
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dal clero Ginuoviordini _SantUicio (1542) dellIndie (1571)
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dlvietodicumulo——operecartatevoll—cacciaalestreghe, consura
di benefic atti aah eretic dele opere
edueazione ¢ I astamparon
obbligo di residenza istruzione repressione conformi
nella sede pastorale I ediserminasione alladottrina
cisco ha del ebrei Gila Chiesa
‘obbligo di celibato ‘ein America a
fenomeno
I di dissimulazione
formazione ne! seminar relgiosa
Per quanto la cosa possa sembrare strana, il libro che la Chiesa proibi pitt se- INDEX
veramente di tuti gi alr fu proprio la Bibbia. Pit esattamente, venneroiscrit-_ “watnosr™"*
te nel Indice ¢ condannate al rogo tute le edizioni della Bibbia in volgare, ioe “SSS
Je traduriont delle Sacre Seritue in italian, in francese ein spagnolo La Chie-
savietd dungue a fedeli di legere nella propria lingua il ibro che conteneva
Vannuncio dell’awento di Cristo ¢ le parole della sua predicazione. Questo acca-
nimento non deve stupire, ani rientrava perfettamente nelalogica dell'azione
Cattolica di quel petiodo Fintero movimento della Controriforma si fondava sul
Drincpio che Lutero aveste sbaglito nel sstenere la teoria del libero esarne. Le
Sacre Scritture dovevano restare in latino, una lingua ormai incomprensibile ai
pit, cosi che la Chiesa cattolica potesse conservare il proprio dominio della sfe-
Tareligiosa:isacerdoterano gli uni! in grado di spiegare il signiticato dllapa- | Toweotied
rola divina e poterano dunque utilizare fl volgare solo net loro sermoni, ma l_| torrets ise
Tatino restava in questo modo la mistrica lingua del soc’ alla quae it edele
doveva piegarsi senza volerla comprendere.
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‘CAPITOLO 16 | LaControrforma cattotca [493
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