Età Giulio-Claudia 14-68 d.
C
Premessa: Ottaviano Augusto
Età aurea. Delega e si circonda delle persone giuste.
Circoli letterari
• Circolo di mecenate (Virgilio, Orazio, Properzio)
• Circolo di Messalla Corvino (poeti pericolo per la stabilità del potere)
• Polline (biblioteca)
Ottaviano crea i circoli per avere il consenso e il sostegno della cultura. Creare e
mantenere stabile il legame tra cultura e potere è stato il suo punto di forza più grande
CONTESTO STORICO
Durante l’età Giulio Claudia invece c’è una frattura tra queste due parti.
Imperatori:
• Tiberio
• Caligola
• Claudio (crea la burocrazia)
• Nerone (età argentea)
Questi imperatori non avranno mai l’appoggio della cultura. Per questo verranno giudicati e
moriranno tutti per congiura
Clima dell’età Giulio Claudia
Economia: aumento delle tasse per riorganizzare l’esercito (ceto equestre)
Storiografia senatoria: deriva dall’aristocrazia senatoria che vuole tornare allo stato
precedente
Mondo cristiano: dalla fase della difesa a quella dell’attacco
Culturale: fino a Ottaviano cultura e potere collaboravano, all’inizio dell’età Giulio-Claudia c’è un
conflitto tra queste due parti
Prefetto del pretorio: responsabile della sicurezza personale dell’imperatore. Diventa una figura
fondamentale. Sono gli unici a poter entrare a Roma con le armi. Il loro simbolo era il fascio
littorio. È il capo dei pretoriani, formazione equestre. (Seriano, Tigellino). Nel filone della
storiografia senatoria (Tacito) risultano come figure negative, solitamente causa della morte
degli imperatori.
Nerone: fu uno degli imperatori più amati. Voleva dare allo Stato un’impronta ellenistica. Da lui in
poi le provincie diventano una vera e propria realtà, non venivano più considerate come enti da
cui ricavare soldi
CONTESTO LETTERARIO
Gusto barocco: ricerca dell’eccesso e dello spettacolo anche nella letteratura (strutture, figure
retoriche). Desiderio di stupire. Mettere in evidenza sia l’equilibrio l’armonia e la bellezza, ma anche
ciò che sconvolge il nostro animo. L’arte comunica anche tutti gli argomenti che fino a quel
momento nella letteratura non erano mai stati approfonditi.
Classicismo e variazione: imitazione dei modelli del passato, con aggiunta di variazioni per
essere più originali. Cercano di imitare i capolavori di età augustea ma allo stesso tempo di
variare
Mode letterarie: torna il dominio letterale della prosa rispetto alla poesia. Le mode permettono
di capire il modello culturale dell’epoca. La cultura diventa sempre più elitaria. La società romana
si allarga sempre di più, mentre la cultura è sempre più ricercata e raffinata. La nuova cultura si
rivolge al ceto equestre, che diventa la classe dominante. Nella società imperiale in cui il lavoro
diventa l’elemento più importante, che di conseguenza toglie tempo allo svago, non c’è più tempo
per la cultura. Ciò comporta una progressiva perdita della capacità di leggere e di capire. La
letteratura diventa elemento di svago.
Declamationes: moda dell’età imperiale. Piccole scene recitate da persone invitate a feste con lo
scopo di stupire.
Prosa
Estensione della produzione letteraria: storiografia, medicina, gastronomia, geografia
Nascono i manuali e i trattati teorici
Storioafia Greca e L atina
Storia come propaganda
Logografi - Erodoto - Tucidide - Senofonte - Livio Andronico - Nevio - Ennio - Catone (Origines)
VI a.C IV a.C III a.C, II a.C
nascita
lett.
Latina
Seneca
Quinquennium felix: gli storici definiscono così i cinque anni in cui Nerone ha un modo di
governare equilibrato per merito di Seneca.
Sin da Socrate e Platone la filosofia aveva cercato di educare i giovani destinati a
governare lo Stato.
PREMESSE Stoicismo: uomo microcosmo parte del macrocosmo. C’è una gerarchia: il più piccolo
deve rispettare il più grande. lo stoicismo quindi viene apprezzato proprio perchè
passava il messaggio che l’uomo (microcosmo) doveva rispettare lo Stato
(macrocosmo).
Marco Aurelio: imperatore filosofo (“a se stesso”- insieme di pensieri sulla filosofia
stoica). Con lui la filosofia è al potere.
Pag. 54-55
Obiettivo dell’autore: educare il genere umano. Si pone come maestro
Tempo: tematica costante nella sua filosofia (De brevitate vita). Seneca lo affronta non per
suscitare angoscia, ma per l’educare uomo. È un tema molto caro alla filosofia stoica
Il tempo che conosciamo noi in Massimo comunicatore dello stoicismo. Seneca non è un
realtà è solo relativo, l’obiettivo filosofo, ma un pensatore: non crea un nuovo sistema
dell’autore è far capire il valore del filosofico, ma interpreta e adatta lo stoicismo. Per lui la
tempo indipendentemente dalle filosofia stoica è un bagaglio culturale da sfruttare per
variabili che lo allungano o lo ricercare il senso della vita.
accorciano
UN MAESTRO DI PROSA
Stilisticamente Seneca alterna paratassi e ipotassi, a volte usa grecismi, neologismi o termini
arcaici, non ha equilibrio della frase che aveva invece Cicerone.
Quintiliano nella sua critica dice che lo stile di Seneca è affascinante ma non favorisce l’ordine
mentale, per questo non dovrebbe essere usato a scopo scolastico.
UOMO POLITICO E SCRITTORE
È un ideologo politico e letterato. Morirà a causa di questo suo duplice ruolo.
MEDICO DELL’ANIMA
utilizza la terminologia medica per parlare della vita. Vuole guarire l’animo. Ciò rispecchia la sua
passione per la scienza e per la medicina. È un letterato eclettico
RAPPORTO CON DIO
il dio “deus” di cui parla Seneca è il dio stoico. Se fosse una divinità la chiamerebbe per nome, ma
il dio di cui parla Seneca è simile al dio cristiano. L’idea della provvidenza, amore, condivisione,
sono tutti principi stoici riconducibili all’etica cristiana.
Il deus di Seneca però non è il dio religioso, è la ragione. È lei a dominare la nostra vita.
VITA
• 4 a.C. Cordova, Spagna
• Il padre poi si trasferisce a roma nel 40 a.C per aprire una scuola di retorica e diventa una
delle famiglie più potenti. Ci sarà una vera e propria diaspora dalla Spagna a roma per la
protezione da parte della famiglia di Seneca.
• Si forma ad uno stoicismo in cui l’uomo è solo una piccola parte dell’universo, che lo porta a
pensare che tutti gli esseri viventi siano uguali. Per questo diventa vegetariano, recando
danni alla sua salute.
• Aderisce alla scuola filosofica dei Sesti, famiglia aristocratica storica di Roma. Per
motivazioni politiche e culturali avevano fondato questa scuola, che oltre ad essere un
centro di pensiero era diventata anche un centro politico. Successivamente viene chiusa,
alcuni seguaci uccisi. Per evitare la morte del figlio, i genitori lo mandano in Egitto.
• Torna a Roma, ma nel 41 viene mandato 8 anni in esilio in Corsica con l’accusa di adulterio
Torna dall’esilio grazie ad Agrippina, moglie di Claudio,
che lo vuole fare precettore di Nerone.
ECLETTISMO LETTERARIO
Seneca è eclettico sia dal punto di vista del pensiero che letterario.
Significa “Scegliere”.
È un atteggiamento che consiste nel combinare e armonizzare elementi provenienti da
diverse tradizioni (in questo caso greca-occidentale), stili e periodi letterari per creare una
nuova versione più personale.
Seneca, in ogni opera che scrive, è più aperto alle varie sfaccettature della realtà. È più
elastico, ma come conseguenza fa più difficoltà a riconoscersi in principi unici.
Eclettismo anche spirituale:
È uno stoico, ma nelle epistole fa riferimento anche all’epicureismo.
Dialoghi
DIALOGHI
10 saggi per un totale di 12 libri (9 strutturati in un unico libro, uno, il De Ira, in 3)
Per quanto Seneca sia mentalmente ordinato, non da un’impronta cronologica alle sue opere.
De providentia
Parla della capacità del dio stoico
Deus stoico: conosce, prevede, agisce per il bene dell’umanità. La providentia dello stoicismo è
diventata la provvidenza cristiana.
De constantia sapientis
L’uomo deve arrivare alla sapienza. Non bisogna dipendere dal mondo esterno. Bisogna
mantenere un equilibrio interiore (autarkeia, autaracsia, apatheia)
Da gli strumenti e i motivi per raggiungerla
Costantia: capacità di rimanere in piedi nonostante le difficoltà della vita
Sapientia: forza, tenacia, indifferenza
De ira
La rabbia e l’odio sono sentimenti devastanti. Seneca vi dedica 3 libri.
Scrive il trattato durante il quinquennium felix. Fa una descrizione delle conseguenze dell’ira
sia dal punto di vista fisico (il nostro corpo cambia, deformazione), che mentale (con la
rabbia si perde il controllo della mente). Se perdiamo il controllo non siamo più padroni di noi.
La rabbia toglie il controllo della ragione, più una persona ha un ruolo, meno deve
arrabbiarsi.
Voleva rendere Nerone un buon governante
Consolationes
Consolatio: genere di discorsi epidittico-celebrativo.
Sono discorsi di condoglianze verso i suoi cari che hanno perso qualcuno, ricorda le qualità
delle persone che sono morte.
Scrive lettere a Marcia, che a perso il figlio, a Polibio, liberto di Claudio e a elvia, madre di
Seneca.
Quando scrive queste opere si trova in esilio in Corsica.
Cerca disperatamente di tornare, la consolatio ad polybium ha una forte componente
encomiastica: cerca di arrivare a Claudio tramite Polibio.
Vediamo il lato debole di quest’uomo, la sua sofferenza nonostante i suoi motti forti.
Con la consolatio ad Helviam matrem mostra il suo dolce rapporto con la madre.
De vita beata
Seneca è molto ricco, presta denaro. Accusato di usura.
La ricchezza impedisce la virtù?
Seneca offre una chiave di lettura: il bene materiale consente di avere una vita più serena, ma
questo non migliora/peggiora la virtù.
Parla di come il possedere o non possedere beni materiali non ostacoli la formazione di un animo
giusto e retto.
Continua a dare importanza al suo argomento più importante: valorizzare l’interiorità.
È il momento in cui immagina qualcuno che lo contesti di essere ipocrita, ma la cosa fondamentale
non è come si viene giudicati, ma come ci si comporta.
De otio
La vita ritirata fa parte della filo della filosofia stoica: ritirati in te stesso finché non sei pronto
ad affrontare il mondo. L’obiettivo però è saperlo affrontare. Quindi l’ozio va bene ma solo in
funzione di raggiungere l’obiettivo.
De tranquillitate animi
De brevitate vitae
Ci permette di riflettere sul senso del tempo. Non esiste il tempo, ma esiste in relazione a quello
che stiamo facendo. Non è poco il tempo, ma lo sprechiamo.
I TRATTATI
Trattati
Gli argomenti vengono affrontati con un atteggiamento più tecnico, mentre nei dialoghi la
tematica veniva legata alla vita quotidiana.
De clementia, de beneficiis: opere definite “neroniane”: rivolte a Nerone. Si vede il mutamento di
potere a Roma. Parlare di clemenza e beneficio ha senso solo in un rapporto di sudditanza. In
una res publica non avrebbe avuto senso. La clemenza è il beneficio sono atteggiamenti che
implicano un rapporto subalterno: chi la chiede, chi la concede. Diventano uno strumento di
potere. Dipendenza psicologica.
Naturales questiones
8 libri, ciascuno dedicato ad un argomento specifico.
Trattato dossografico: non è lui a parlare, ma funge da relatore delle conoscenze
Capiamo quali sono le conoscenze scientifiche del tempo.
Consapevolezza di essere divulgatore scientifico, stile più ciceroniano rispetto alle altre opere
Non è un trattato fine a se stesso: l’obiettivo è far cogliere l’armonia dell’universo, quella che
ricerca in tutta la sua esistenza, che vuole condividere.
L’astronomia sta molto a cuore allo stoicismo: nell’ordine cosmico e nel l’influenza che gli astri
hanno sulla vita si vede un legame tra l’uomo e il sovrannaturale.
Collegamento con il poema di Lucrezio: nel de rerum natura fa una descrizione della natura che
non è fine a se stessa. Lo scopo però è un elogio alla filosofia epicurea: traduce un’opera che
era stata perduta.
Il motivo per cui descrive la natura è solo per far capire la filosofia epicurea.
Epistole a Lucilio
EPISTOLE A LUCILIO
62-65 a.C, lettere filosofiche
124 lettere divise in 23 libri
Indirizzate a Lucilio. Egli è un personaggio reale, esistito, ma nonostante ciò con la sua opera
Seneca parla a tutti noi.
Lucilio: origine campana
Seneca parte da domande, osservazioni, scelte di vita fatte da lucilio, per poi dare degli
insegnamenti.
Genere epistolario
Nel mondo greco non era un genere praticato. Le uniche sono quelle di Platone, San Paolo ed
Epicuro.
Epicuro/epicureismo: concetto cardine è proselitismo (tutti possono seguire questa filosofia,
non è elitaria).
Gli epistolari in lingua latina (Cicerone, Seneca, Plinio il giovane) invece sono molto più diffusi in
quanto i romani sono più interessati alla vita privata.
Seneca
Ridimensionamento in pillole della filosofia. Da piccole pillole di saggezza. Rende fruibile a tutti un
sapere profondo e articolato.
Critiche:
• Accusa di trasformare la filosofia in un modus vivendi e non sentiendi: Se la filosofia deve
avere come scopo la metafisica, Seneca è accusato di ridimensionarla troppo e di utilizzare
la metafisica come strumento per comprendere la fisica. Utilizza quindi la filosofia come
strumento per vivere bene.
Seneca applica il principio stoico della vita come percorso di ascesi: se l’obiettivo è La Sapienza,
la vita è un percorso in salita pieno di ostacoli per arrivarvi. Allora chi riuscirà a superare tutti
gli ostacoli raggiungerà La Sapienza. L’autore non si pone come qualcuno che l’ha già raggiunta,
ma come chi è in un punto un po più avanzato del cammino.
Struttura tripartita
1. Cornice aneddotica
2. Meditazione filosofica
3. Conclusione parentica
Tutto diventa occasione per parlare di filosofia
Gruppi
1. Epistole 1-29 con frequenti citazioni tratte da Epicuro
2. Gruppo di epistole campane: riesce a ricostruire la sua vita grazie agli ambienti di
campagna, specialmente Napoli
3. Motivi platonici: immortalità dell’anima
4. Graduale aumento della complessità: sottolineano il disagio dell’uomo, viene meno il
destinatario e diventano riflessioni assestanti. Inasprimento del senso di solitudine.
Tragedie
Funzione documentaristica
• Medea
• Fedra
• Tieste
Tutte le tragedie presentano un protagonista che incarna un vizio portato all’estremo.
Stravolgimento della ragione: escogita piani perfetti per raggiungere i suoi obiettivi (vendetta)
Ciò comporta un’analoga alterazione del mondo naturale.
y
Coerenza con la filosofia stoica: considera l’universo
come un sistema interpellato, in cui un’alterazione a
livello microcosmico provoca ripercussioni a livello
macrocosmico.
Apokolokyntosis
Alla morte di Claudio, che l’aveva mandato in esilio, Seneca scrive la satira Apokolokintosis.
Il titolo non significa niente, deriva dal greco ed è composta da parole che significano
“zucca” . È un’operetta scherzosa contro di lui. La sua fama era di essere un po stupido
Claudio è morto e sta per essere accompagnato da Ermes nell’aldilà, ma passando vede il suo
funerale: persone indifferenti, scopre la vera opinione che gli altri avevano di lui. Arriva
davanti al concilio degli dei, aspettandosi uno spazio nell’Olimpo, ma viene preso in giro,
allontanato e mandato negli inferi. Subisce una sorta di legge del contrappasso: condannato
ad essere schiavo dei suoi liberti.
Stile
Caratteristiche:
• abbondanza figure retoriche
• Sentenza - chiusura a sorpresa di un ragionamento, termini che rovesciano una
prospettiva ben nota in una completamente inaspettata. Chiarificatrice di tutto il
discorso, ma se non si legge il testo prima non si capisce.
• Antitesi - contrapposizione tra due concetti di significato opposto. Sottolinea la
differenza fra apparenza esteriore e realtà autentica. Sfocia spesso nel paradosso o
nell’ossimoro
• Metafora
• Personificazione - la morte e i vizi diventano veri personaggi, aggiungendo drammaticità
al discorso