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Torquato Tasso

martedì 28 ottobre 2025


10:30
Vita
La vita è strettamente collegato alla sua opera piu importante. Nasce a
Sorrento, attualmente in provincia di Napoli, e segue il padre che si
recava in vari ambienti cortigiani, tra cui Urbino e Venezia.
Nell'ambiente in cui si trova immerso sente spesso parlare delle crociate
e della Battaglia di Lepanto. Ad appena 15 anni decide di scrivere una
bozza di un'opera epica in merito alla prima crociata, opera che chiama
Gierusalemme.
Si trasferisce nel 1565 a Ferrara, nella duca degli Este, dove vi era un
importante e splendente corte, come abbiamo già visto con Ariosto.

Passato al servizio del duca Alfonso II, intorno al 1572, inizia a scrivere
opere di letteratura cavalleresca. Riaffiorata alla sua mente l'opera che
aveva iniziato a Venezia, continua a lavorare su esso, giungendo alla
pubblicazione con il nome de "La Gerusalemme liberata".

Nel frattempo in Europa vi è l'epoca della Controriforma (riforma della


Chiesa contro la riforma di Martin Lutero) e venne riscoperta l'opera di
Platone "La Poetica", che affermava importanti basi per l'unità delle
opere e del teatro, cioè le tre unità platoniche.
L'Orlando furioso di Ariosto, siccome non rappresentava un gran
esempio per unità di tempo, spazio e luogo, veniva fortemente criticato
in questo periodo e Tasso arriva ad una vera e propria pazzia per l'ansia
di non scrivere qualcosa che la Chiesa e le persona che la seguivano
non accettassero.
Tra gli episodi peggiori della sua schizofrenia vi è quella volta che si
consegnò da solo all'Inquisizione e, nonostante fosse stato dichiarato
innocente, ciò non fermò il suo tormento.
Un'altra volta tentò di uccidere un servo della corte e fu fatto rinchiudere
in un convento, dal quale fuggì per raggiungere la sorella e fingersi
morto.
L'evento peggiore fu quello in cui interruppe le nozze di Alfonso II e il
duca lo fece rinchiudere nell'ospedale psichiatrico di Sant'Anna, finché
non arrivò il duca Vincenzo di Mantova portandolo nella sua corte.
La sua opera nel frattempo viene molto apprezzata dai tipografi e
pubblicata. Sarà proprio un tipografo ad attribuire l'aggettivo di "liberata"
al titolo.

A Mantova riscrive tutta la sua Gierusalemme con temi meno licenziosi


(con censura su fatti sessuali e poco religiosi) nel tentativo di allinearsi di
piu con i canoni cattolici. L'

La Gerusalemme liberata - introduzione


Il poema è di stile eroico. Per l'argomento Tasso usa una materia storica,
cioè la conquista del Santo Sepolcro ad opera dei crociati nel 1099 e
quindi rientra nei canoni platonici. Aggiunge però del soprannaturale che
non è fantasia ma pur sempre legato al Cristianesimo.
A differenza de L'Orlando furioso, molto veloce e rapido nel racconto, La
Gerusalemme liberata è molto più epico e grandioso, con grandi
scenografie e un linguaggio alto.
Cerca inoltre di creare un poema epico perfetto secondo le norme
platoniche, affinché l'opera venisse accolta anche dai critici letterari.
Vi è anche un fine didascalico (dal greco didaskos = insegnare) con
l'obiettivo di insegnare qualcosa in merito morali.
Il problema, che creerà in Tasso le paranoie di cui abbiamo parlato nella
vita, è che spesso aggiunge degli elementi lontani dal classicismo
(intreccio) e dai canoni religiosi (l'amore), creando un bifrontismo
spirituale.

Un importante critico letterario (Zatti Sergio) analizzerà il conflitto di cui


si parla ne “La Gerusalemme liberata" tra cristiani e pagani
Noterà che questo è uno scontro tra cristiani, che incarnano i valori della
Controriforma, e pagani, che reincarnano i valori rinascimentali.
Con le scene in cui i cristiani si innamorano di donne pagane, Tasso sta
cercando di dirci che spesso anche lui è più attratto dal Rinascimento
che dalla sua epoca controriformistica ed è proprio per ciò che vive un
gran tormento interiore.

Le unità platoniche plasmano la struttura narrativa.


Il luogo è sempre lo stesso (vicino alle mure di Gerusalemme e
Gerusalemme stessa) e l'unità d'azione perché vi è un inizio e una
conclusione, entrambe ben definite.
Per quanto riguarda il tempo ci troviamo sempre nella stessa crociata
sempre negli stessi anni, senza dilungarsi in particolari flashback o
flashforward particolarmente lunghi, solo alcuni pochissimi e brevissimi.

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