Il positivismo europeo
Il positivismo è un movimento filosofico e culturale, che nasce in Francia nella prima metà dell’800’ e si imporrà a livello
europeo e mondiale nella seconda parte del secolo. Può essere considerata la filosofia della borghesia imperialista e la
filosofia contemporanea è tutta accomunata dalla critica al positivismo, inaugurata già Nietzsche.
Nell'ambito della scienza invece questa consapevolezza critica non sempre c'è , infatti spesso troviamo scienziati, anche
oggi,che volgarizzano il positivismo: il cosiddetto scientismo, l’elevare la scienza quasi ad un dogma,ad una dottrina che
non conosce dibattito al suo interno. A demolire questa posizione sarà il cammino stesso della scienza, con la scoperta
delle geometrie non euclidee o con gli sviluppi della fisica a inizio 900'.
Il termine “ positivo” è stato utilizzato per la prima volta nel Catechismo degli industriali di Saint-Simon e messo a punto
da Comte , che si può considerare il suo fondatore.
Positivo ha due significati fondamentali:
1. “Positivo” è innanzitutto tutto ciò che è reale e sperimentabile; stabilisce una netta frattura fra ciò che è fisico e
ciò che è metafisico, che risulta essere invece un forma di conoscenza puramente illusoria. La prima conseguenza
è che bisogna bandire la metafisica. Il motto del positivismo è infatti Keine Metaphysik mehr! ( Niente più
metafisica!)
2. “Positivo” è poi tutto ciò che è utile, fattivo, fecondo, in contrapposizione a ciò che è sterile e improduttivo: ne
deriva che quello che viene considerato concreto è anche utile
Da ciò deriva il voler applicare il metodo della scienza, l'unico valido, a tutti i campi di indagine: nasce infatti la
sociologia, la psicologia, la linguistica. In seguito ci si renderà conto che trattare i prodotti umani come quelli della natura
era riduttivo.
Come scrive Nicola Abbagnano, il positivismo si rileva si rivela sostanzialmente come "il romanticismo della scienza",
ossia come l'esaltazione, l'infinitizzazione, del sapere positivo assunto come unica verità e come guida della vita umana in
tutti i campi.
Il positivismo si configura come una ripresa del programma illuministico, con il quale condivide affinità ma anche molte
differenze. I tratti comuni al positivismo e all'Illuminismo sono:
1. La fiducia nella ragione e nel sapere
2. L'esaltazione della scienza a discapito della metafisica
3. La visione laica della vita
Ma differiscono per alcuni atteggiamenti di fondo:
1. Anzitutto differiscono perché i positivisti agiscono nell'ormai consolidato potere borghese: questo spiega, a
differenza dell'Illuminismo, la minor carica polemica e il non mettere in discussione le strutture che governano
2. Un'altra importante differenza è il come viene considerata la filosofia: gli illuministi aveva indirizzato la
riflessione filosofica verso una critica della scienza (che culmina con Kant), mentre i positivisti credono che la
filosofia abbia il compito di ordinare il quadro complessivo delle scienze o di sintesi unificatrice dei loro risultati
3. L'ultima importante differenza è che mentre nell'Illuminismo si è lontani da una dogmatizzazione della scienza, il
positivismo soprattutto all'inizio si nutre di un'esplicita assolutizzazione della scienza
Comte e il positivismo sociale
Auguste Comte può essere considerato come il fondatore e il principale esponente della corrente del positivismo. Egli
cercò nella sua seconda opera fondamentale il Sistema di politica positiva o trattato di sociologia che istituisce la
religione dell'umanità, di trasformare la filosofia in religione. Formulò persino il catechismo e ne fissò un calendario.
Conte sviluppa la cosiddetta legge dei dei tre stadi, secondo la quale ogni branca della conoscenza umana passa attraverso
tre stadi teorici differenti (l'ottocento, bisogna ricordare, è pur sempre il secolo della storia). Questi stadi sono:
1. Lo stadio teologico o fittizio, che corrisponde all'infanzia, ha come facoltà principale l'immaginazione; ha come
oggetto di indagine le cause prime che spiega attraverso l'intervento arbitrario di agenti soprannaturali; gli
corrisponde una monarchia teocratica o militare
2. Lo stadio metafisico o astratto, che corrisponde alla giovinezza, ha come facoltà principale la ragione speculativa;
l'oggetto di indagine sono le cause prime che vengono spiegate attraverso le forze astratte; corrisponde la
sovranità popolare
3. Lo stadio positivo o scientifico, che corrisponde alla maturità, ha come oggetto di indagine i fatti e le loro
relazioni e come facoltà principale la ragione scientifica; ciò viene spiegato da leggi invariabili e corrisponde un
modello di società basata sull'organizzazione scientifica
Sebbene varie branche della conoscenza umana siano entrate nella loro fase positiva, la cultura umana nella sua totalità
non è permeata completamente dallo spirito positivo. Comte rileva la mancanza di una "fisica sociale", cioè lo studio
positivo dei fenomeni sociali, che sarà poi la sociologia.
Comte si propone di creare quindi una filosofia positiva che presuppone che siano determinati il compito specifico di
ciascuna scienza e l'ordine di queste scienze. Da questa classificazione esclude le conoscenze applicate della tecnica e
delle arti. Ora, le scienze si possono classificare in base al grado di generalità dei fenomeni: i fenomeni più semplici sono
anche i più generali e di conseguenza i più facilmente osservabili. Perciò si viene a creare una gerarchia secondo l'ordine
della complessità crescente, che rispecchia la successione con cui le varie scienze sono entrate nella loro fase positiva.
Bisogna distinguere a questo punto i fenomeni dei corpi inorganici (fisica, chimica, astronomia) da i fenomeni dei corpi
organici (sociologia e biologia); da questa classificazione sono escluse la matematica, la logica e la psicologia: la
matematica perché è la base di tutte le scienze, la logica perché Comte ritiene che non sussista in astratto e la psicologia,
perché non viene considerata una scienza ( infatti i fenomeni intellettuali non possono essere osservati dall'oggetto che li
produce).
Il positivismo evoluzionistico
L'origine dell'evoluzionismo biologico, cioè la teoria secondo la quale le specie animali e vegetali si trasformano l'una
nell'altra risale a un'ipotesi elaborata nel XVIII secolo da Buffon Buffon e in seguito da Lamarck.
Verrà poi meglio teorizzata da Charles Darwin, che dopo dopo un viaggio per mare durato cinque anni, nel quale Darwin
studia in particolare la flora e la fauna delle isole Galapagos, pubblicherà la sua opera fondamentale L'origine delle
specie , che scatenerà un'aspra polemica in quanto accusata di essere anti biblica in nome del cosiddetto creazionismo
(concezione secondo la quale tutte le specie animali e vegetali erano già state create così dal principio da Dio); bisogna
ricordare che nell'Inghilterra del tempo si andava diffondendo un forte fondamentalismo biblico, cioè l'interpretazione alla
lettera delle sacre scritture.
Buffon e Lamarck avevano presentato delle teorie ancora legate ad un'idea finalistica: il cambiamento delle varie specie
sarebbe dettato da una finalità. Un esempio potrebbe essere quello delle giraffe che secondo i due studiosi avrebbero il
collo lungo perché potevano così meglio mangiare le foglie sui rami più alti. Ciò non ha base scientifica, perché l'uso di
un organo può svilupparlo ma non cambiarlo radicalmente.
Darwin invece propone l'idea che tra le varie giraffe dal collo basso, per una causa casuale modificazione, ne sia nata una
dal collo più alto, cosa che gli ha favorito nel tempo l'adattamento e quindi la sopravvivenza nella lotta per la
sopravvivenza; le giraffe dal collo basso quindi vengono sopraffatte e di conseguenza scompaiono, mentre quelle dal collo
lungo si moltiplicano e sopravvivono.
La reazione anti-positivistica
Il positivismo costituisce insieme all'idealismo la più importante manifestazione filosofica della prima metà del XIX
secolo. Un gran numero di elaborazioni filosofiche si pongono spesso a tal punto in polemica da configurarsi come una
reazione nei suoi confronti.
Il positivismo infatti aveva posto la realtà come costituita da fatti regolati da leggi meccaniche e il cui unico mezzo di
conoscenza era la scienza: questa sembra escludere che l'uomo e il suo mondo spirituale possiedano un'autonomia e una
originalità nei confronti del resto della natura.
Inoltre non viene affrontato il problema della coscienza, problema che tutt'oggi la scienza non riesce a cogliere. Una
polemica forte è quella del riduzionismo: il positivismo viene accusato di essere riduzionista, cioè di ridurre una realtà
complessa ad elementi semplici che dovrebbero spiegarla.
Ad oggi gli scienziati si dividono: c'è chi ancora si affida a questo schema riduzionista perché vede l'incapacità di trovare
una soluzione riguardo al problema della coscienza e chi ritiene che la coscienza non si potrà mai spiegare alla luce di
elementi biologici in quanto irriducibile.