Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
8 visualizzazioni2 pagine

Gingko

Il Ginkgo biloba è un albero affascinante e longevo, noto per le sue foglie a forma di ventaglio e il suo splendido colore dorato in autunno. È una pianta dioica, resistente a basse temperature e inquinamento, con semi commestibili ma dall'odore sgradevole. Considerato un fossile vivente, il Ginkgo ha mantenuto il suo aspetto per circa 200 milioni di anni e presenta un sistema riproduttivo unico.

Caricato da

biblioinfebbio
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
8 visualizzazioni2 pagine

Gingko

Il Ginkgo biloba è un albero affascinante e longevo, noto per le sue foglie a forma di ventaglio e il suo splendido colore dorato in autunno. È una pianta dioica, resistente a basse temperature e inquinamento, con semi commestibili ma dall'odore sgradevole. Considerato un fossile vivente, il Ginkgo ha mantenuto il suo aspetto per circa 200 milioni di anni e presenta un sistema riproduttivo unico.

Caricato da

biblioinfebbio
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

“Diese Baums Blatt, der von Osten

Mainem Garten anvertraut, Gibt


geheimen Sinn zu Kosten, Wie’s den
Wissen den erbaut…” (J.W. Goethe)

La foglia di quest’albero, affidato dall’oriente al mio


giardino, sensi segreti fa gustare al sapiente e lo conforta.

Ginkgo, bello e impossibile – Impossibile soprattutto da pronunciare: Ginkgo, con


quella stranissima sequenza di consonanti che pare derivi dall’errata trascrizione
effettuata dal botanico tedesco Kaempfer della forma giapponese ginkyō.
Per la precisione, il nome completo è Gynkgo biloba, dove l’epiteto specifico biloba
sta ad indicare la divisione in due lobi delle foglie, simili, seppure di dimensioni
maggiori, a quelle del Capelvenere (Adiantum capillus-veneris) come ci ricordava
invece il vecchio nome non più utilizzato: Salisburia adiantifolia.
Sulla bellezza penso che nessuno abbia niente da dire, soprattutto quando sfoggia
come in questo periodo il suo splendido abito dorato mostrando probabilmente il più
bel giallo fra le specie arboree, ma il portamento insolito ed il verde tenero delle sue
particolarissime foglie a ventaglio lo rendono esteticamente apprezzabile in tutte le
stagioni: anche Goethe ne restò affascinato quando lo vide nel castello di Heidelberg.
Pianta longeva, a crescita lenta, ma che può raggiungere i 30 metri di altezza per 8-10
di circonferenza (da tener ben presente quando si sceglie dove piantarlo) produce
grossi semi commestibili, particolarmente apprezzati in Asia dove si vendono col
nome di White Nuts, ma se ci è capitato anche solo una volta di annusarli,
difficilmente saremo attirati a sperimentarne l’uso alimentare.
Il loro rivestimento carnoso emana infatti un odore terribile, probabilmente
apprezzato solo dai rettili che ne garantivano la dispersione, ed è proprio per questo
motivo che, trattandosi di una specie dioica (ovvero con esemplari a sessi separati) si
tende ad utilizzare solo piante maschili.
Nonostante le foglie a lamina larga, si tratta di una gymnosperma (più vicina alle
conifere che alle altre latifoglie) che può vantare un’ottima resistenza alle basse
temperature, all’inquinamento atmosferico ed agli attacchi parassitari. Se
aggiungiamo che, pur preferendo un substrato leggermente acido e sciolto, si adatta
senza problemi a vivere in qualsiasi tipo di terreno, già questo basterebbe per inserirla
fra le piante del proprio giardino, ma c’è dell’altro…
Pensate che la divisione Ginkgophyta delle Gymnospermae ha un unico ordine
(Ginkgoales), che ha un’unica famiglia (Ginkgoaceae), che annovera un’unica specie
non estinta: il nostro Ginkgo biloba, un vero fossile vivente che mantiene pressochè
invariato il suo aspetto da circa 200 milioni di anni!
Addirittura il suo sistema riproduttivo è più simile a quello delle felci che a quello
degli altri alberi, con cellule sessuali maschili che raggiungono quelle femminili
nuotando, grazie ai molti flagelli di cui sono dotate, in una piccola “camera nuziale”
piena d’acqua.
Una pianta davvero insolita: come si fa a non desiderare di possederne una?

Potrebbero piacerti anche