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TAVOLE

Lo Spedale di Sant'Antonio, situato a Lastra A Signa, presenta una storia architettonica complessa con origini risalenti al Trecento e modifiche significative nel corso dei secoli, inclusi ampliamenti nel Quattrocento e nell'Ottocento. La struttura ha subito un deterioramento notevole e attualmente è oggetto di progetti di recupero. L'edificio è caratterizzato da diverse fasi costruttive, con elementi decorativi in pietra serena e un sistema di copertura in coppi e tegole.
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TAVOLE

Lo Spedale di Sant'Antonio, situato a Lastra A Signa, presenta una storia architettonica complessa con origini risalenti al Trecento e modifiche significative nel corso dei secoli, inclusi ampliamenti nel Quattrocento e nell'Ottocento. La struttura ha subito un deterioramento notevole e attualmente è oggetto di progetti di recupero. L'edificio è caratterizzato da diverse fasi costruttive, con elementi decorativi in pietra serena e un sistema di copertura in coppi e tegole.
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Spedale di Sant’Antonio

LASTRA A SIGNA FIRENZE

INQUADRAMENTO EVOLUZIONE STORICA DEL COMPLESSO


LASTRA A SIGNA LO SPEDALE DI SANT’ANTONIO

L’edificio in esame è lo Spedale di Sant’Antonio ubicato nell’antico centro di Si ipotizza che lo Spedale di Sant’Antonio sia stato costruito in tempi diversi. Secondo le informazioni a nostra disposizione
Lastra A Signa, situato a 13 km da Firenze con una cinta muraria medievale , reperite da “progetto guida per il centro storico” di G. De Carlo e “Studi e ricerche sul nucleo antico di Lasta a Signa” di
ancora intatta nella sua conformazione originaria e un nucleo abitativo costituito G. Tampone,
da episodi architettonici di notevole interesse storico. I principali edifici esistenti esisteva già un edificio trecentesco formato al piano terra dai due stanzoni più grandi e da quello più piccolo che li affianca
tra cui: Palazzo Baroncelli, la Misericordia e lo Spedale di Sant’Antonio vengono con il vano scala da cui si accedeva alle poche stanze collocate al piano superiore, sopra gli stanzoni.
assunti come elementi fondativi di ambiti specifici legati alla fruizione dello spazio
pubblico, l’attività mercantile e gli eventi culturali. Risalgono al ‘400 le prime modifiche, venne aggiunto:
• il loggiato,
Le matrice originaria è generata da via Pisana, la via Maremmana e l’Arno; • la stanza a ridosso del vano scala che probabilmente doveva servire come casa dello “Spedalingo”,
quest’ultimo ha giocato un ruolo fondamentale fino al 1848, anno in cui viene • le camere al piano di sopra,
realizzata la ferrovia Firenze-Pisa-Livorno. Per questo possiamo affermare che • le stanze sulle volte del loggiato che dovevano servire come luogo di ritrovo,
l’origine di Lastra A Signa si inquadra nel disegno di assetto del territorio e di • lo spazio a pianta triangolare sul lato sinistro dell’edificio.
consolidamento politico perseguiti dalla Repubblica Fiorentina. Quest’ultima,
infatti, stava fondando nuove comunità con la funzione di capisaldi militari e nel Nel ‘800, dopo la vendita dello Spedale, sono stati aggiunti tutti gli altri piani, compreso quello che ora troviamo al di sopra
1403 il Comune di Firenze diede inizio ai lavori per la costruzione delle mura di della linea di colmo del tetto.
Lastra. E’ proprio all’interno delle mura che, nell’Ottocento, iniziano a definirsi
episodi architettonici importanti come l’attuale Piazza Garibaldi e la Piazza del Nell’attuale Piazza Garibaldi si sviluppavano attività artigianali e fra le due guerre anche un teatro all’interno dell’adiacente
Comune con il Palazzo del Municipio. Nella parte bassa, tra la Porta Fiorentina Spedale. Con lo spostamento del mercato settimanale ed anche per lo spostamento della popolazione verso abitazioni più
e la Porta Pisana si trovava un’animata comunità di artigiani e operai; mentre dal qualificate, sono state chiuse quasi tutte le attività. Nel 2010 fu inaugurata la riqualificata Piazza Garibaldi che si suddivide
lato nord della strada si accedeva agli orti e ai cortili antistanti le mura. La zona in quattro parti (parte per sosta attrezzata, parte mercatale, parte lastricata in cotto con fontane, ed un’arena estiva).
è stata, fin dai tempi antichi, ricca di cave di pietra, disseminate sul territorio Studi e ricerche sul nucleo antico di Lasta a Signa Studi e ricerche sul nucleo antico di Lasta a Signa
collinare. Nel corso del Novecento le cave del territorio furono, a mano a mano, Planimetria dell’antico centro fortificato di Lastra a Signa Pianta al piano terreno dello Spedale [Link] [Link]
tutte chiuse e il mestiere dello scappellino entra nella fase di declino. FONTI [Link] [Link]
[Link] [Link]

CENNI STORICI SCHEMA COMPOSITIVO


LO SPEDALE DI SANT’ANTONIO DOCUMENTI RIELABORATI DA “Studi e ricerche sul nucleo antico di Lastra a Signa”

Lo Spedale di Sant’Antonio si colloca sulla destra di Via Dante Alighieri e si In base alle informazioni storiche
presenta con una successione di sette arcate di cui attualmente quattro praticabili. reperite, possiamo suddividere
Nel ‘400 Signa era il porto fluviale di Firenze ed era anche sede di un notevole l’edificio in quattro corpi di fabbrica
commercio e di un mercato importantissimo. Lastra era quindi un punto principali:
di passaggio obbligato per le merci e il commercio e da questo si può capire
l’importanza di avere uno Spedale in zona.
CORPO DI CORPO DI FABBRICA A
Nel 1411 il fiorentino Francesco di Lencio, fece testamento in favore del figlio, FABBRICA Spedarlingo
ma con l’obbligo che se questi fosse morto senza figli i suoi beni sarebbero passati C1
ad uno Spedale che gli esecutori testamentari avrebbero fatto erigere; gli esecutori CORPO DI FABBRICA B
erano i Consoli dell’Arte della Seta che divennero amministratori dello Spedale CORPO DI CORPO DI CORPO DI
Ospedale degli Uomini e Ospedale
CORPO DI
di Sant’Antonio. FABBRICA FABBRICA FABBRICA FABBRICA
delle Donne
Nel 1562 viene fondato a Pisa l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano a cui passò B B C A
lo Spedale; il 15 luglio 1642 un cavaliere cappellano dell’ordine visita il complesso CORPO DI FABBRICA C
di Sant’Antonio restituendoci una descrizione accurata dello stato dei luoghi. Stanza trecenteca con vano scala
Nel 1785 lo Spedale venne venduto ai fratelli Luti e si presume che da dopo la
vendita del’immobile, gli spazi del piano superiore vennero parcellizzati. CORPO DI FABBRICA C1
Nel 1830, in quello che era lo Spedale degli Uomini, venne inaugurato il Teatro Spazio a pianta triangolare
La Fenice. Solo del 1944 il complesso divenne proprietà del demanio; da qui in
poi vi seguirono gli espropri e i primi progetti di recupero fino all’abbandono dei CORPO DI CORPO DI FABBRICA C2
FABBRICA
lavori che ha portato ad uno stato di deterioramento notevole dello Spedale. Studi e ricerche sul nucleo antico di Lasta a Signa Studi e ricerche sul nucleo antico di Lasta a Signa Porticato
C2
Veduta aerea della fortificazione di Lastra a Signa Pianta al piano superiore dello Spedale

1500 1600 1700 1800 1900

1411 1416 1576 1642 1691 1776 1783 1830 1905 1944 1962 1983
F. di Leccio L’Arte della Seta Viene istituita Visita di un Vendita dello Il Granduca Diventa Nella parte Importanti Porzione dello Esprori e Progetto di
lasciava per acquista il suolo dal Granduca cavaliere Spedale ad Pietro Leopoldo Orfanotrofio sinistra viene trasformazioni Spedale diventa primi progetti recupero del
testamento i per edificare lo Cosimo I, la cappellano Andrea di Banco dispone la aperto il teatro nella loggia: proprietà del di recupero complesso da
beni al figlio Spedale Fondazione dell’Ordine di Bertelli, livellario possibilità 1785 “La Fenice”, a inserimento di un demanio dell’edificio parte della
Giovanni, ma della commenda Santo Stefano. dell’ordine di ospitare Lo Spedale cui risulta attigua pozzo pubblico sovraintendenza
prevedeva che di anzianità di Descrive lo il mercato viene venduto una chiesa. e tamponamento 1957 1966
se fosse morto 1421 Sant’Antonio stato dei luoghi settimanale sotto ai fratelli Luti delle prime due Valutazione Il teatro viene 1989
senza un erede, si Lo Spedale nel libro delle le logge dello e si avvia un arcate dello stato di smantellato Progetto di G. de
dovesse edificare comincia a Fondazioni delle Spedale consistente conservazione a causa Carlo
uno Spedale atto svolgere la sua Commende processo di dell’immobile dell’alluvione
mutamento della 1930 1993
a ricevere poveri attività Abbandono dei
struttura e dei Diventa Casa del
suoi fini. Fascio lavori

FASE OTTOCENTESCA COPERTURA


Nel ‘800, dopo la vendita dello La copertura è costiituita da:
Spedale, sono stati aggiunti tutti un manto in coppi e tegole,
gli altri piani, compreso quello un sistema di travi principali
che ora troviamo al di sopra ed uno secondario in legno.
dellalinea di colmo del tetto.

COLLEGAMENTI VERTICALI
Le scale originarie per accedere
al primo ed al secondo piano
sono in pietra e in cotto, mentre
le scale dalle quali si accede
alla terrazza sono in laterizio,
di recente costruzione.

FASE QUATTROCENTESCA
Risalgono al ‘400 le prime
modifiche, venne aggiunto il
loggiato, la stanza a ridosso del VOLTE E SOLAI
vano scala, le camere al piano Le volte sono realizzate
di sopra, le stanze sulle volte del tutte in mattoni pieni.
loggiato che dovevano servire Gli elementi orizzontali
come luogo di ritrovo, lo spazio invece si possono distinguere
a pianta triangolare sul lato in una pavimentazione
sinistro dell’edificio. prevalentemente in pietra se
non per una sala in cotto (al
piano terrento), in calcestruzzo
alleggerito (al piano primo)
dove si può notare anche la
presenza di un solaio in C.A
che determina un’incongruità
costruttiva rispetto all’edificio.

PARAMENTI MURARI
La parte dell’edificio
trecentesca è caratterizzata da
una muratura in pietra mista
mentre la successiva parte
quattrocentesca ha sia delle
parti in pietra mista che in
mattoni pieni (la tamponatura
della settima arcata e la parte
FASE TRECENTESCA popraelevata). Le partizioni più
L’edificio trecentesco è formato recenti invece sono realizzate
al piano terra dai due stanzoni con blocchi di laterizio.
più grandi e da quello più
piccolo che li affianca con
il vano scala da cui si accedeva
alle poche stanze collocate
al piano superiore, sopra
i due stanzoni voltati.

ELEMENTI DECORATIVI
La maggior parte delle
decorazioni è relizzata in pietra
serena, probabilmente locale.

ESPLOSO STORICO ESPLOSO MATERICO

1 2 4 4 5 6 7 8 8
TABERNACOLO DEL PODESTÀ, XVI VEDUTA DELLA FACCIATA NORD-OVEST VEDUTA DELLO SPEDALE DA VIA DANTE VEDUTA DEL LOGGIATO DELLO SPEDALE VEDUTA DELLO SPEDALE DA PIAZZA VEDUTA DEL RETRO DELLO SPEDALE VEDUTA DEL LOGGIATO VEDUTA DEL LOGGIATO DALL’INTERNO VEDUTA DA VIA DANTE ALIGHIERI
SECOLO DELLO SPEDALE ALIGHIERI GARIBALDI

1
Corso di Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica - a.a. 2020/2021 - LABORATORIO DI ARCHITETTURA E RESTAURO Fusi Arianna 7020937
Gulinelli Gabriele 7017173
Nardi Beatrice 7018207,
Professore Arch. Ugo Tonietti, Assistente Arch. Giulia Misseri Oppoliti Eleonora 7018303
QUADRO FESSURATIVO E DISSESTI
La diagnosi dei dissesti afferenti una struttura ha lo scopo di stabilire la natura dei fenomeni di dissesto
mediante lo studio delle lesioni, delle caratteristiche costruttive e delle condizioni ambientali.

SISTEMI FESSURATIVI E DISSESTI


Esistono diversi tipi di muratura che si distinguono in base alle tecniche costruttive
impiegate, alla forma e dimensione degli elementi lapidei, alla tessitura, alla
presenza dei giunti di allettamento. Le principali forme di lesione sono riconducibili
alla presenza di:

• Sconnessioni e cadute di materiale per naturale espulsione o a seguito di


particolari movimenti strutturali;
• Lesioni o fratture provocate da, cedimento fondale o dal collasso delle
strutture interne o delle pareti stesse, a seguito di eventi traumatici o per
insufficienze costruttive;
• Crollo parziale o totale di elementi singolari come i cantonali, gli architravi
o gli stipiti delle aperture;

Si pussono verificare lesioni che derivano dai lievi processi di traslazione verticale
che la muratura subisce a causa dell’assestamento del terreno e dei giunti di malta.
È fortemente influenzato dall’altezza complessiva del fabbricato, dallo spessore e
numero dei giunti di malta.

Oppure delle lesioni possono essere provocate da una compressione eccessiva


degli elementi murari che determina l’insorgere di una dilatazione trasversale
degli elementi di entità superiore alla resistenza a trazione degli stessi. Il sistema
murario cede nella ricerca di nuovi equilibri che non riesce a trovare, determinando
il probabile verificarsi di crolli. La lesione presenta 3 stadi successivi:

• Primo stadio: i giunti di malta subiscono un accorciamento verticale ed


iniziano ad espellere verso l’esterno pellicole di tinteggiatura e, col progredire
della lesione, intonaco e croste murarie superficiali.
• Secondo stadio: iniziano a crearsi una serie di fratture discontinue verticali
all’interno del muro.
• Terzo stadio: le fratture del secondo stadio si unificano in fratture di notevole
estensione separando la muratura in due o più elementi disconnessi.

Ci possono anche essere lesioni dovute ad anomalie costruttive o causate da


modifiche incongrue. Tali anomalie possono essere ricondotte alla presenza di
successive fasi di demolizione e ricostruzione che si sono succedute nel corso del
tempo, oppure alla presenza di tecniche e/o materiali costruttivi scadenti. Un tipico SEZIONE A-A’
esempio è quello relativo all’assenza di ammorsamenti murari fra pareti mutuamente
ortogonali, in corrispondenza dei quali si manifestano visibili lesioni strutturali.
Talvolta possono presentarsi delle lesioni orizzontali in corrispondenza dei giunti di Lesioni:
malta delle murature; tale fenomeno è attribuibile ad un comportamento anomalo Strutturali ampie
intonaco/muratura.
Strutturali lievi
Dovute a modifiche
ARCHI E VOLTE
La spinta di archi e volte comporta la variazione di forma o un aumento del
valore dei carichi sovrastanti gli archi e le volte possono, oltre che danneggiare le
strutture voltate stesse, produrre degli incrementi di spinta che causano dissesti in
corrispondenza dei piedritti. In corrispondenza degli archi e delle volte possono
presentarsi delle fratture localizzate in corrispondenza della sezione di chiave e alle
reni.

ARCHITRAVI
La lesione degli architravi è causata dagli eccessivi sforzi di flessione. Un architrave
in pietra tende infatti a spezzarsi in mezzeria oppure tra la mezzeria e una delle
imposte, mentre un architrave in legno presenta un’eccessiva flessione a causa della
deformazione viscosa o fluage. Le piattabande o architravi in laterizio tendono infine
a lesionarsi in corrispondenza dei giunti di malta o a manifestare pericolosi dissesti
a taglio con lo scorrimento verso il basso di mattoni o conci lapidei. In assenza di
un arco di scarico, una bucatura o una zona di parete alleggerita si lesiona invece
secondo un inconfondibile profilo semicircolare o parabolico, che comporta la
formazione di un vero e proprio arco di scarico naturale.

DANNEGGIAMENTO DEL RIVESTIMENTO MURARIO

L’erosione superficiale o profonda degli intonaci con messa a nudo della


muratura sottostante può causare la mancata protezione delle strutture portanti
dagli agenti atmosferici. L’intonaco sulle murature è costituito principalmente
da più strati: sottofondo, tonachino e rasatura. L’intonaco è un materiale tanto
resistente quanto duro, ma proprio questa sua rigidità lo rende vulnerabile a
fenomeni fessurativi anche quando durante la posa è stata inserita una rete di
rinforzo all’interno. Le cause possono essere dovute a:

• Materiali diversi che subiscono l’effetto di escursioni termiche possono essere


soggetti alla formazione di crepe e lesioni superficiali;
• Vibrazioni dovute a traffico urbano, che genera crepe molto rarefatte che
sono da considerarsi fisiologiche in qualsiasi edificio;
• Assestamento dell’edificio e dei materiali con cui è stato costruito;
• Problemi strutturali.

EROSIONE DEGLI ELEMENTI MURARI

Sono individuabili murature realizzate con elementi lapidei e non abbastanza


regolari, irregolari con blocchi sfaldati, murature intonacate, dove le principali
forme di degrado individuate sono riconducibili alla presenza di:
• Infestazioni da colonie di microrganismi in relazione alle condizioni
microclimatiche e alla situazione del contesto ambientale; Sezione B-B’
• Insediamento e diffusione di vegetazione infestante con conseguenti rischi di
dissesto e crollo;
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

• Decoesione ed erosione dei giunti di allettamento di malta;


• Caduta o perdita del paramento esterno a seguito di infiltrazioni di acqua Lesioni:
favorite dall’inadeguatezza o dall’inesistenza delle coperture o dalla presenza Strutturali ampie
di lesioni e discontinuità varie sulle superfici parietali esterne. Strutturali lievi
Dovute a modifiche
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

Sezione 3-3’

Lesioni:
Strutturali ampie
Strutturali lievi
Dovute a modifiche

Sezione 2-2’ Sezione 1-1’

Lesioni: Lesioni:
Strutturali ampie Strutturali ampie
Strutturali lievi Strutturali lievi
Dovute a modifiche Dovute a modifiche

2
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QUADRO FESSURATIVO E DISSESTI
La diagnosi dei dissesti afferenti una struttura ha lo scopo di stabilire la natura dei fenomeni di dissesto
mediante lo studio delle lesioni, delle caratteristiche costruttive e delle condizioni ambientali.

1 2
ESFOLIAZIONE DEGLI ELEMENTI LAPIDEI EROSIONE E MANCANZA DEGLI
DEL CANTONALE ELEMENTI MURARI

RIF. 1 - Erosione dei giunti di RIF. 4 - Lesione e frattura sul fusto


RIF. 2 - Danneggiamento del
allettamento di malta della colonna Prospetto frontale
3 4 rivestimento murario con erosio-
ne e mancanza degli elementi
LESIONE DELL’ARCHITRAVE LAPIDEO LESIONE E FRATTURA SUL FUSTO DELLA
murari
COLONNA Lesioni:
RIF. 3 - Lesione o frattura
dell’architrave Strutturali ampie
Strutturali lievi
Dovute a modifiche

Rif. 8 - Disgregazione materica


fino al raggiungimento della
mancanza di materiale

5 6
LESIONE DELL’INTONACO E DELLE ESFOLIAZIONE E LESIONE
CROSTE MURARIE SUPERFICIALI DELL’ARCHITRAVE E DEGLI ELEMENTI
LAPIDEI

Rif. 5 - Lesione dell’intonaco e Rif. 7 - Erosione dei conci e Rif. 6 - Esfoliazione e lesione
delle croste murarie superficiali accorciamento dei giunti con dell’architrave e degli elementi
7 8 progressione della lesione sulla lapidei
EROSIONE DEI CONCI E DISGREGAZIONE MATERICA FINO AL superficie muraria
ACCORCIAMENTO DEI GIUNTI CON RAGGIUNGIMENTO DELLA MANCANZA DI
PROGRESSIONE DELLA LESIONE SULLA MATERIALE
SUPERFICIE MURARIA

Prospetto retrostante

Lesioni:
Strutturali ampie
Strutturali lievi
Dovute a modifiche

9 10
ESFOLIAZIONE DEGLI ELEMENTI LAPIDEI EROSIONE MASSICCIA DEL PARAMENTO
DEL CANTONALE MURARIO

11 12
DISSESTO E LESIONE VERTICALE DOVUTA A DISSESTO E LESIONE VERTICALE DOVUTA A
MODIFICHE MODIFICHE

Rif.10 - Erosione massiccia del Rif. 11 - Dissesto e lesione vertica- Rif. 12 - Dissesto e lesione vertica- Rif. 9 - Esfoliazione degli elementi
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI paramento murario le dovuta a modifiche le dovuta a modifiche lapidei del cantonale
Prospetto laterale

Lesioni:
Strutturali ampie
Strutturali lievi
Dovute a modifiche
LEGENDA:

DANNEGGIAMENTO DEL RIVESTIMENTO MURARIO SISTEMI FESSURATIVI E DISSESTI


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

Le principali forme di degrado individuate sono Le cause possono essere dovute a: Le principali forme di lesione (lievi e ampie) sono
riconducibili alla presenza di: riconducibili alla presenza di:
• Escursioni termiche;
• Infestazioni di microrganismi; • Vibrazioni; • Sconnessioni e cadute di materiale;
• Insediamento di vegetazione infestante; • Assestamento dell’edificio; • Lesioni o fratture;
• Erosione dei giunti di allettamento di malta; • Problemi strutturali. • Crollo parziale o totale di elementi singolari;
• Caduta o perdita del paramento esterno.
Si possono distinguere in lesione degli architrave,
L’erosione superficiale o profonda degli intonaci anomalie strutturali/modifiche, spinta di archi e
con messa a nudo della muratura sottostante può volte.
causare la mancata protezione delle strutture
portanti dagli agenti atmosferici.

3
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LETTURA STRUTTURALE DEL SISTEMA
La lettura strutturale del sistema mette in evidenza lo stato attuale tramite la dimensione dei setti, la tipologia
degli orizzontamenti, l’orditura dei solai e le coperture; inoltre sottolinea le edificazioni incongrue come il RIF. 1 - La struttura è formata da
cemento armato travi longitudinali, travetti, pianel-
le e manto di copertura con
coppi e tegole piane. La gronda è
alla fiorentina.
SISTEMA DI COPERTURA

0.38

0.55 0.44 0.34 0.64 0.56 0.52

ORDITURE PRIMARIE E
SECONDARIE DI COPERTURA
0.55 0.55 0.61 0.63 0.49 0.63 0.89

RIF. 2 - Identificazione incongrua RIF. 3 - Le volte a crociera sono


in cemento armato. presenti in tutti i locali del piano
terra mentre nel seminterratto a
botte.
Sezione B-B’

Lettura strutturale:
0.21 0.17
Carichi maggiori
Carichi medi
Carichi minori
RIPARTIZIONE MURARIA RIF. 4 - Solaio costituito da travi e
pannellature lignee.

0.26 0.13 0.12 0.18 0.50

0.21 0.17

0.26 0.13 0.12 0.18 0.50

0.36 0.68 0.68

SISTEMA DI VOLTE

0.36 0.68 0.68


Sezione 3-3’

Lettura strutturale:
Carichi maggiori
Carichi medi
Carichi minori
RIPARTIZIONE MURARIA

RIF. 5 - Consolidamento della


trave di castagno di copertura
mediante viti autofilettanti e
cerchiatura.

0.45 0.17 0.13 0.31

0.26

0.45

0.45 0.17 0.13 0.31

0.26 Sezione 1-1’


0.65

Lettura strutturale:
Carichi maggiori
Carichi medi
0.45
Carichi minori
ESPLOSO STRUTTURALE

0.65
PARTICOLARI COSTRUTTIVI

SISTEMA DI COPERTURA SISTEMA VOLTATO ORIZZONTAMENTO CONSOLIDAMENTO DELLA TRAVE

Massetto il cls alleggerito

Manto di copertura
Cerchiatura

Massetto il cls alleggerito 0.38


Rinfianco in inerti
Strato di calce e sabbia
Strato di calce e sassi
Travetti

Orditura secondaria
Orditura principale Pannellature di legno Trave
0.55 0.44 0.34
Orditura secondaria 0.64 0.56 0.52
Volte in mattoni pieni
0.38
Orditura principale

RIFERIMENTO _ 1 RIFERIMENTO _ 3 RIFERIMENTO _ 4 RIFERIMENTO _ 5

La copertura è caratterizzata da Le volte a crociera sono presenti Solaio costituito da travi, travetti Consolidamento della trave di
una struttura formata da travi in tutti i locali del piano terra. Il e pannellature lignee, lasciato allo castagno di copertura mediante
longitudinali, travetti, pianelle sistema
0.55 voltato è costituto, oltre
0.44 0.34 stato grezzo.
0.64 0.56 viti autofilettanti e cerchiatura
0.52ad
e manto di copertura con coppi dalla volta stessa, dal rinfianco e opera di G. Tampone.
e tegole piane. La gronda è alla da 0.55
uno strato sovrastante di0.55calce 0.61 0.63 0.49 0.63 0.89
fiorentina. e sabbi

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0.55 0.55 0.61 0.63 0.49 0.63 0.89


LETTURA STRUTTURALE DELLA ZONA D
Lo studio riguarderà parte del sistema voltato, dei solai, e parte del sistema di copertura e delle criticità in evidenza. Inoltre si attuerà:
l’analisi secondo il metodo detto IQM di una porzione di parete assegnata, verifica e progettazione di incatenamenti, verifica e progetto di
consolidamento delle strutture lignee.

SOVRAPPOSIZIONE 1 SOVRAPPOSIZIONE 2 SOVRAPPOSIZIONE 3

Dalla sovrapposizione tra piano terra e il Dalla sovrapposizione tra il secondo Dalla sovrapposizione dei piani
primo piano si sottolinea la presenza di piano e il primo piano si evince che il si evidenza che la volta al piano
un muro al piano superiore che scarica muro che grava sulla volta prosegue terreno è sovraccaricata da un muro
sul cervello della volta a crociera del anche al secondo piano. che prosegue fino alla copertura
piano terra. e da ripartizioni interne di nuova
realizzazione.

LEGENDA LEGENDA LEGENDA

Lettura criticità: REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI


Lettura criticità: Lettura criticità:
Pianta al piano terreno Pianta al piano primo Pianta al piano terreno
Pianta al piano primo Pianta al piano secondo Pianta al piano primo
Pianta al piano secondo SOVRAPPOSIZIONE PIANTE

QUADRO FESSURATIVO SALA “D” SCHEMA STRUTTURALE


SCALA 1:50 ANALISI CARICHI 2

5
1
2 2
1 4 3 4

REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

3
2 5

1. ANALISI DEI CARICHI DEL SOLAIO 3. ANALISI DEI CARICHI DEL SOLAIO IN LEGNO 5. ANALISI DEI CARICHI DELLA MURATURA

Il solaio è costituito dalla struttura della volta in Il solaio è costituito principalmente da travi, travetti I muri della parte antica sono costituiti da una
laterizio, il rinfianco in inerti, l’allettamento in calce e e uno strato di cls alleggerito. muratura a mattoni pieni mentre le ripartizioni di
sassi ed infine uno strato di cls alleggerito recente realizzazione sono in blocchi in laterizio.
P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8
2. ANALISI DEI CARICHI DELLA COPERURA 4. ANALISI DEI CARICHI DEL CONTROSOFFITTO

La coperura è caratterizzata dalla presenza di: un La coperura è caratterizzata dalla presenza di: un
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
manto di copertura in cotto, tavelle in cotto, travi e manto di copertura in cotto, tavelle in cotto, travi e
travetti in legno. travetti in legno.
Z A
IPOTESI DIAGNOSI:

Le lesioni sono dovute al fatto che il carico importante che grava sul cervello della
volta fa lavorare l’arcone diangonale in un modo tale che, probabilmente, spinge
gli spigoli su cui si imposta verso l’esterno, facendoli muovere. Di conseguenza si
determina un meccanismo che spacca le unghie a livello di intradosso. La crociera si
è mossa perché si sono mossi i punti d’imposta.

B Pianta Sala D

Lesioni rilevate

ANALISI STATICA DELLA VOLTA A CROCIERA DEL LOGGIATO ANALISI STATICA DELLA VOLTA A CROCIERA
3165
CURVA DELLE PRESSIONI E VERIFICA DEL TIRANTE ANALISI DELLE SPINTE CURVA DELLE PRESSIONI
P P1

CdP ARCO TRASVERSALE 1211,82


La colonna, punto di imposta per due volte a crociera, subisce SALA “D”
P1 P le azioni orizzontali derivanti da entrambi gli arconi diagonali P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8
0
P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8
(assunti come simmetrici e portanti lo stesso carico) e
1 dell’arco trasversale.
Z A
2 Z A

Z A
3

4
B
3162,8

B
s
6 s

157847,54
CdP ARCONE DIAGONALE VERIFICA DEL TIRANTE P P1
0 157847,54
P P1
P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8 0

1211,82 0
3165
P P1 La risultante dei tre vettori che agiscono orizzontalmente 1

sulla testa della colonna rappresentano la forza di tiro che 1


1 P1 P
0
deve essere contenuta dal tirante metallico . 2

2 2
1
3

3 3
2
Z A 4

4 4
3
22377
22377

9
4,0

5
9

38
6618

5
4,0

27

5
38

4
27
3162,8

B 5
6 6
4964.5

7
6 7
7

7 8
8
8 REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
8

P1 P2 P3 P4 P5 P6 P7 P8
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

VERIFICA DEL TIRANTE ANALISI DELLE SOLLECITAZIONI DEL PUNTONE


LOGGIATO SALA “F”

X1=-1,6KN Sul puntone di copertura della sala “F” grava come carico distribuito il peso proprio
y
Per il dimensionamento delle Z catene in acciaio bisogna prendere in considerazione X2=4,2KN del puntone (0,5KN/m) e come carichi puntuali le due travi trasversali e il manto di
A
la resistenza a trazione del materiale metallico e quella, al taglio, del muro su cui copertura (3KN). Il puntone ha un’inclinazione di 11°, una lunghezza di 5,07m e una
X3=-4,2KN
agisce il capochiave. B sezione di dimensione 0,27x0,33m.
33 b
Dall’analisi dei carichi precedentemente effettuata su una delle colonne del D q Pp trave= 83,70Kg Pp manto= 297,60Kg
X3 z
Pp travetti= 49,15Kg Pp TOTALE= 599,99Kg
h

loggiato è emerso che il tiro che il tirante deve essere in grado di sopportare, può C
B
essere approssimato a 50 kN. Pp pianelle= 168,64Kg ql= 193,25Kg/m
h

A
Ipotiziamo un tirante di diametro 18 mm e un capochiave rettangolare di lato X1 q 5,07 x3
b F1= F2= 6KN
T 35 cm x 30 cm B ql= [(5,07 x 0,27 x 0,33)m x 600Kg/m^3] / 5,07m= 53,46Kg/m= 0,5KN
11°

AX2 500 Tmax= 7,1KN


x1
DATI DELL’ACCIAIO REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONEMmax= 11,6KNxm
DATI DELLA MURATURA PER STUDENTI
11°

s = 330 mm Fyd= 240 MPa REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

Fcmd = 0.55 MPa x2 σmax= (Mmax / Jx) x (h / 2)= 2438,83 KN/m^2


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

Ťmed= T/A= 4,2KN / 0,09m^2= 78,89 KN/m^2


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

Fvmd = 0.03 - 0.05 MPa


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

Fmax= (F x a^2 x b^2) / (3 x E x Jx x 5,07m)=


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

- caso1= 0,01m
DIAGRAMMI DELLE SOLLECITAZIONI - caso2= 0,09m
Area Tireante = 254.47 mm^2 Verifica delle resistenze caratteristiche dei materiali B 7,1KN
6,3KN
B B
Area Piastra = 105000 mm^2 0,2KN
σc < Fcmd 0.48 MPa < 0.55 MPa D
0,4KN
D D

Superficie Laterale = 2(B + H + 2s)x t x (radice 2) = 1222754 mm^2 C 1,3KN C 0,4KN C

Ť < Fvmd 0.041 MPa < 0.050 MPa A


1,5KN A A

σt = T/Area Tirante = 200 MPa


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
6,3KN 7,1KN
Ť= T/SL = 0.041 MPa σt < Fyd 200 MPa < 240 MPa 2,6KN
σc = T/bh = 0.048MPa 11,4KN*m
2,8KN
11,4KN*m 11,6KN*m
Sforzo normale Taglio Momento
APPLICAZIONE DELL’IQM
ZONA “D”

DESCRIZIONE MURARIA: CONCLUSIONE:


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI

AZIONI VERTICALI - Categoria Muraria B


REALIZZATO CON UN PRODOTTO AUTODESK VERSIONE PER STUDENTI
Muratura costituita da blocchi di pietra
sbozzata, ciottoli, laterizi e detriti vari. Una muratura di categoria B ha bassa pro-
babilità di collassare, ma può lesionarsi.
Tessitura muraria pressocché caotica
con diffusione dei filari orizzontali IQMv = 1 (0.5 + 0.5 + 1.5 + 0.5 + 0 + 1) = 4
e sfalsamento dei giunti verticali
parzialmente rispettata. Presenza A. FUORI DAL PIANO - Categoria Muraria C
di diatoni casuali e parzialmente Tende a disgregarsi in caso di azioni cicliche
occupanti lo spessore murario. ripetutei. Tali murature sono da ritenersi
sempre di scarsa qualità. Le verifiche
per meccanismi di ribaltamento sono
sostanzialmente non indicative.
IQMfp= 1 (0.5 + 0.5 + 1 + 0.5 + 0 + 1) = 3.5
AZIONI NEL PIANO - Categoria Muraria B
In caso di sisma, ha buone probabilità di
lesionarsi, tuttavia tali lesioni saranno di
scarsa entità; tale categoria definisce le
murature di media qualità;
Qualità degli elementi Qualità della Malta: PR Presenza di Diatoni: NR Dimensione degli Presenza di filari Sfalzamento fra i giunti Forma degli elementi resistenti:
resistenti: R elementi resistenti: PR orizontali: PR verticali: PR PR IQMnp = 1 (1 + 1 + 1 + 0.5 + 0 + 0.5) = 4
Malta Diatoni e pietre
disposte di testa Blocchi con dim. Elementi maggiormente
che variano dai squadrati
SEZIONE MURARIA 15/30 cm di lato e Mattoni
5/20 cm d’altezza

5
Corso di Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica - a.a. 2020/2021 - LABORATORIO DI ARCHITETTURA E RESTAURO Fusi Arianna 7020937
Gulinelli Gabriele 7017173
Nardi Beatrice 7018207,
Professore Arch. Ugo Tonietti, Assistente Arch. Giulia Misseri Oppoliti Eleonora 7018303

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