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Dosso

Le opere di Dosso e Battista Dossi, San Michele e San Giorgio, furono commissionate durante il periodo di Ercole II d'Este, che dal 1534 ampliò le collezioni artistiche della corte ferrarese. La raccolta estense, che includeva opere di vari artisti locali, subì una dispersione nel 1745-46 quando Francesco III d'Este vendette oltre 100 dipinti ad Augusto III di Polonia. Oggi, mentre alcune opere rimangono nella Galleria Estense di Modena, i dipinti di Dosso e Battista Dossi sono esposti nella Gemäldegalerie di Dresda.
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Le opere di Dosso e Battista Dossi, San Michele e San Giorgio, furono commissionate durante il periodo di Ercole II d'Este, che dal 1534 ampliò le collezioni artistiche della corte ferrarese. La raccolta estense, che includeva opere di vari artisti locali, subì una dispersione nel 1745-46 quando Francesco III d'Este vendette oltre 100 dipinti ad Augusto III di Polonia. Oggi, mentre alcune opere rimangono nella Galleria Estense di Modena, i dipinti di Dosso e Battista Dossi sono esposti nella Gemäldegalerie di Dresda.
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Di quale evento furono oggetto le opere di seguito riprodotte? Illustrane la storia.

Dosso e Battista Dossi, San Michele/San Giorgio, Dresda, GemäldeGalerie.

Con Ercole II, duca dal 1534, si ampliarono le collezioni di medaglie, bassorilievi e sculture antiche
fu grande mecenate soprattutto di artisti locali. Egli promosse la scuola ferrarese di Dosso e Battista
Dossi, Garofalo, Girolamo da Carpi e Camillo Filippi impegnandoli nella realizzazione di opere da
collocare in quelle che nei documenti vengono dette “camere nuove di corte”, cioè le stanze private
di Ercole poste nel palazzo ducale.
La raccolta estense si ampliò dunque per tutto il XVII ed il XVIII secolo finchè giunse anche il
momento della sua dispersione. Questa avvenne fra il 1745 ed il ‘46 quando il duca Francesco III
d’Este vendette ad Augusto III, futuro re di Polonia ed Elettore di Sassonia, oltre 100 dipinti della
quadreria di corte, di certo i pezzi migliori.
Le ristrettezze modenesi erano note, così come la Galleria ducale, immortalata nelle pagine dello
Scannelli (nel Microcosmo della pittura del 1657) e dello Scaramuccia (ne Le finezze dei pennelli
italiani del 1674) tanto da ottenere l'attenzione di Augusto III che amava l’arte italiana e, attraverso
una oculata politica di acquisti nel nostro paese.
Grazie a Bonaventura Rossi si riuscì a concordare una visita alla galleria estense, nonostante fosse
disapprovata dal Consiglio “anzi espressamente si son dichiarati di non volerla permettere”.
Ciò che rimase della collezione ducale si trova oggi presso la Galleria Estense di Modena ma non
compaiono i più i Dosso come San Michele ed il San Giorgio di Dosso e Battista Dossi (fig. 1 e 2)
Garofalo e Girolamo da Carpi che fanno ora bella vista sulle pareti della Gemäldegalerie di Dresda
dove attualmente sono esposte le raccolte del re polacco.

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