SENECA
LUCIUS ANNAEUS SENECA
DATI BIOGRAFICI OPERE FILOSOFICHE TEMI/CONCETTI CHIAVE
4 a.C.? – nasce a Cordova da una ricca famiglia
equestre
si trasferisce giovane a Roma per studiare nelle
scuole di retorica e filosofia
31 – inizia l’attività forense e la carriera politica
razionale accettazione della morte come
liberatrice
Consolatio ad Marciam (40?) • annullamento di tutto
• passaggio a una vita migliore
41 – viene condannato da Claudio alla relegatio in • inalienabilità della virtù, unico vero bene
Corsica Consolatio ad Helviam matrem • cosmopolitismo del sapiens
• conforto derivante dagli studi e dalla
meditazione
ripresa degli argomenti consolatori già utilizzati
Consolatio ad Polybium nella Consolatio ad Marciam, ma con intento
adulatorio → finalità: richiamo dall’esilio
De constantia sapientis invulnerabilità del sapiens
49 – viene richiamato a Roma per volontà di
Agrippina, che gli affida l’educazione del figlio
Nerone
LUCIUS ANNAEUS SENECA
DATI BIOGRAFICI OPERE FILOSOFICHE TEMI/CONCETTI CHIAVE
54-58 – nel «quinquennium aureum» neroniano IL TEMPO
regge di fatto la guida dello Stato affiancato De brevitate vitae (tra il 49 e il 52?) • apparente brevità della vita
dal prefetto al pretorio Afranio Burro • contrapposizione tra occupati e sapiens:
l’uso corretto del tempo
LA FILOSOFIA ALLA GUIDA DELLO STATO
• governo monarchico come
rispecchiamento dell’ordine universale
• coscienza del principe come unico freno al
De clementia (55-56) suo potere illimitato → importanza
dell’educazione, fondata sul
perfezionamento morale
• clemenza come qualità fondamentale del
principe
LA FELICITÀ
➢ coincidenza tra felicità ed esercizio della
virtù
De vita beata (58?) • vivere secondo ragione
• autarkeia
➢ conciliabilità tra saggezza e ricchezza
materiale
dal 59 – rimane al fianco di Nerone dopo la L’INQUIETUDINE ESISTENZIALE E LA
svolta autocratica del suo governo, PARTECIPAZIONE DEL SAGGIO ALLA VITA
sottostando a gravi compromessi De tranquillitate animi (poco prima del 62?) POLITICA
• individuazione degli errores e guarigione
dalle malattie dell’animo
• mediazione tra otium e negotium
LUCIUS ANNAEUS SENECA
DATI BIOGRAFICI OPERE FILOSOFICHE TEMI/CONCETTI CHIAVE
dal 62 – ormai impossibilitato a porre freno alla • la scelta dell’otium quando le circostanze
degenerazione del governo neroniano, si ritira De otio (62?) impediscono la vita attiva fondata sulla virtù
gradualmente a vita privata dedicandosi ai suoi • i vantaggi della vita contemplativa
studi
apparente contraddizione tra provvidenzialismo stoico e
De providentia sventure che colpiscono i buoni → avversità come prove
finalizzate al perfezionamento interiore
IL FILANTROPISMO INDIVIDUALE
De beneficiis atti di beneficenza come fondamento della convivenza
civile
LA FILOSOFIA COME PRATICA QUOTIDIANA
• la concentrazione sulla coscienza individuale
• il colloquium come strumento pedagogico
• la gradualità del cammino verso la sapientia
• la centralità della prassi → spunti di riflessione tratti
Epistulae ad Lucilium dalla vita quotidiana → assenza di sistematicità
• temi di fondo legati ai principi del pensiero
stoico/senecano: perseguimento della virtù intesa
come unico vero bene, tempo e meditatio mortis,
valore dell’otium, filantropismo e aristocratico
distacco dalla massa, autonomia di giudizio: critica
all’eccessivo rigorismo e alle sottigliezze logiche
dello stoicismo, libera adesione a principi di altre
filosofie
65 – accusato di aver preso parte alla congiura
dei Pisoni, si suicida per ordine di Nerone
GENERI LETTERARI
Ad Novatum de ira
Ad Serenum de constantia sapientis
Ad Paulinum de brevitate vitae
Ad Gallionem de vita beata
Ad Serenum de tranquillitate animi
DIALOGHI-TRATTATI Ad Serenum de otio
Ad Lucilium de providentia
Ad Marciam de consolatione
Ad Heviam matrem de consolatione
Ad Polybium de consolatione
De clementia
ALTRI TRATTATI De beneficiis
Naturales quaestiones
EPISTOLE Epistulae morales ad Lucilium
SATIRE MENIPPEE Apokolokyntosis
Hercules furens Agamemnon
Troades Thyestes
TRAGEDIE Phoenissae Hercules oetatus
Medea
Phaedra
Oedipus
IL TEMPO
Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era
quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito […]
perché la lettura è una immortalità all’indietro (U. Eco)
DE BREVITATE VITAE 14
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Soli otiosi omnium sunt [ei/ii] qui vacant sapientiae, soli vivunt; I soli dediti all’otium tra tutti sono coloro che dedicano il tempo
libero alla sapienza, soli vivono (= sono gli unici a vivere);
nec enim tuentur bene tantum suam aetatem; adiciunt omne né infatti salvaguardano bene soltanto la loro vita: aggiungono
aevum suo; ogni epoca alla loro;
quicquid annorum actum est ante illos, adquisitum est illis. qualsiasi degli anni è stato vissuto prima di loro, è stato
acquisito da loro.
Nisi sumus ingratissimi, illi clarissimi conditores sacrarum Se non siamo sommamente ingrati, quegli illustrissimi fondatori
opinionum nati sunt nobis, praeparaverunt vitam nobis. di sacre dottrine sono nati per noi, hanno preparato la vita per
noi.
Deducimur alieno labore ad res pulcherrimas erutas ex Siamo stati condotti dalla fatica altrui a cose bellissime
tenebris; dissepolte dalle tenebre;
interdictum est nullo saeculo nobis, admittimur in omnia et, si Non c’è interdizione/esclusione da nessun secolo per noi,
libet egredi magnitudine animi angustias imbecillitas humanae, siamo ammessi a tutti [i secoli] e, se [ci] piace con grandezza
multum temporis est per quod spatiemur. d’animo oltrepassare le angustie della debolezza umana, c’è
molto (di) tempo attraverso il quale possiamo spaziare.
IL TEMPO
DE BREVITATE VITAE 14
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Licet disputare cum Socrate, dubitare cum Carneade, È lecito disputare con Socrate, dubitare con Carneade, stare
quiescere cum Epicuro, vincere naturam hominis cum Stoicis, in pace con Epicuro, vincere la natura dell’essere umano con
excedere cum Cynicis. gli Stoici, oltrepassar[la] con i Cinici.
Cum natura rerum patiatur incedere in consortium omnis aevi, Concedendo la natura delle cose di inoltrarsi nella
quidni nos demus toto animo ab hoc exiguo et caduco transitu condivisione di ogni epoca, perché non dovremmo
temporis in illa quae sunt immensa, quae [sunt] aeterna, quae darci/gettarci con tutto l’animo da questo esiguo ed effimero
[sunt] communia cum melioribis? transito a/in quelle cose che sono immense, che [sono]
eterne, che [sono] comuni con i migliori?
Isti qui discursant per officia, qui inquietant se aliosque, cum Costoro che corrono qua e là tra gli impegni, che importunano
insanierint bene, cum perambulaverint cotidie omnium limina se stessi e gli altri, quando saranno impazziti per bene, quando
nec praeterierint ullas fores apertas, cum circumtulerint saranno passati ogni giorno per le porte di tutti e non avranno
meritoriam salutationem per diversissimas domos, poterunt tralasciato nessuna entrata aperta, quando avranno portato in
videre quotum quemque ex urbe tam immensa et districta giro per case distantissime il saluto venale, potranno vedere
variis cupiditatibus? quanto e chi di una città tanto immensa e disgiunta da varie
passioni?
Quam multi erunt [ei/ii] quorum aut somnus aut luxuria aut Quanto numerosi saranno [coloro] dei quali o il sonno o la
inhumanitas summoveat illos! dissolutezza o la maleducazione li respinge!
Quam multi [erunt ei/ii] qui illos, cum diu torserint, simulata Quanto numerosi [saranno] [coloro] che, dopo averli
festinatione transcurrant! tormentati a lungo, li oltrepassano con finta fretta!
IL TEMPO
DE BREVITATE VITAE 14
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Quam multi vitabunt prodire per atrium refertum clientibus et Quanti eviteranno di farsi avanti nell’atrio pieno di clienti e
profugient per oscuros aditus aedium, quasi non sit fuggiranno per passaggi segreti della casa, come se non fosse
inhumanius decipere quam excludere! più offensivo ingannare che escludere!
Quam multi, semisomnes et graves hesterna crapula, illis Quanti, mezzo addormentati e appesantiti per le gozzoviglie di
miseris rumpentibus summ somnum ut expectent alienum, vix ieri, a quegli infelici che interrompono il loro sonno per
allevatis labris, superbissima oscitatione reddent nomen aspettare l’altrui, a stento sollevate le labbra, con uno sbadiglio
insussuratum miliens! molto arrogante ripeteranno il nome sussurrato mille volte!
Putamus licet dicamus in veris officiis morari hos qui volent Riteniamo lecito che diciamo (= Possiamo ben dire) che si
habere cotidie quam familiarissimos Zenonem, Pythagoran et intrattengono in veri impegni coloro che vorranno avere
Democritum ceterosque antistites bonarum artium, [hos] qui quotidianamente il più possibile intimi Zenone, Pitagora e
[volent habere cotidie quam familiarissimos] Aristotelen et Democrito e gli altri sacerdoti delle buone arti, [coloro] che
Theophrastum. [vorranno avere quotidianamente il più possibile intimi]
Aristotele e Teofrasto.
Nemo horum non vacabit, nemo non dimittet beatiorem, Nessuno di questi non avrà tempo, nessuno non congederà più
amantiorem sui venientem ad se, nemo patietur quemquam felice, più amante di se stesso colui che va da lui, nessuno
abire a se manibus vacuis; sopporterà che qualcuno si allontani da lui a mani vuote;
nocte, interdiu possunt conveniri ab omnibus mortalibus. di notte, durante il giorno possono essere incontrati da tutti i
mortali.
IL TEMPO
EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM 1
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Fac ita, mi Lucili, vidica te tibi, et collige et serva tempus quod Fai così, Lucilio mio, rivendica te a te stesso e raccogli e
adhuc aut auferebatur aut subripiebatur aut exicidebat. conserva il tempo che finora o veniva portato via o veniva
rubato o sfuggiva.
Persuade tibi hoc esse sic ut scribo: quaedam tempora Persuaditi (del fatto) che ciò/la cosa è così come io scrivo:
eripiuntur nobis, quaedam subducuntur, quaedam effluunt. alcuni momenti ci vengono strappati, alcuni sottratti, alcuni
scorrono via.
Tamen est turpissima iactura quae fit per neglegentiam. Tuttavia è la più vergognosa la perdita che avviene per
negligenza.
Et si volueris adtendere, magna pars vitae elabitur [nobis] E se vorrai prestare attenzione, [ti renderai conto del fatto
agentibus male, maxima [pars] [elabitur nobis] agentibus nihil, che] gran parte della vita sfugge a noi che agiamo male
tota vita [elabitur nobis] agentibus aliud. (nell’agire male), la maggior parte [sfugge a noi] che non
facciamo niente (nel non fare niente), l’intera vita [sfugge a
noi] che facciamo altro (nel fare altro).
Dabis mihi quem qui ponat aliquod pretium tempori, qui Darai a me (Mi indicherai) chi che attribuisca un qualche
aestimet diem, qui intelligat se cotidie mori? prezzo al tempo, che dia valore a un giorno, che capisca di
morire ogni giorno?
Enim fallimur in hoc, quod prospicimus mortem: magna pars Infatti sbagliamo in ciò, (nel fatto) che vediamo la morte
eius iam praeterit; mors tenet quidquid aetatis est retro. davanti a noi: gran parte di essa è già passata; la morte
possiede quanto di tempo (tutto il tempo che) è alle [nostre]
spalle.
IL TEMPO
EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM 1
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Fac ergo, mi Lucili, quod scribis te facere, complectere omnes Fai dunque, Lucilio mio, ciò che scrivi che tu fai, stringi ogni
horas; sic fiet ut minus pendeas ex crastino, si inieceris manum ora; così avverrà che tu dipenda meno dal domani se avrai
hodierno. messo la mano sull’oggi.
Dum differtur vita transcurrit. Mentre si rimanda, la vita trascorre.
Omnia, Lucili, sunt aliena, tempus tantum est nostrum. Tutte le cose sono altrui, il tempo soltanto è nostro.
Natura misit nos in possessionem huius unius rei fugacis ac La natura ci ha ammesso al possesso di questa sola cosa
lubricae, ex qua quicumque vult expellit. fugace e scivolosa, dal quale chiunque vuole ci caccia.
Et stultitia mortalium tanta est ut patiantur imputari sibi [ea] E la stoltezza dei mortali è tanto grande che accettano che
quae sunt minima et vilissima, certe reparabilia, cum siano loro addebitate quelle cose che sono insignificanti e di
impetravere, [ut] nemo qui tempus accepit iudicet se pochissimo valore, certamente recuperabili, quando le hanno
quicquam debere, cum interim hoc est unum quod ne gratus ottenute, [ma] nessuno che ha ricevuto tempo ritiene di dovere
quidem postest reddere. qualcosa, quando intanto questo è il solo che neppure una
persona riconoscente può restituire.
Fortasse interrogabis quid ego faciam qui praecipio tibi ista. Forse ti chiederai che cosa faccia io che ti impartisco queste
cose (questi consigli).
Fatebor ingenue: [facio id] quod evenit apud luxuriosum sed [Te lo] dirò sinceramente: [faccio quello] che avviene presso
diligentem, ratio impensae mihi constat. un amante del lusso ma diligente, mi torna il conto della spesa.
IL TEMPO
EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM 1
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Non possum dicere [me] perdere nihil, sed dicam quid et quare Non posso dire di non perdere nulla, ma potrei dire che cosa,
et quemadmodum; reddam causas meae paupertatis. perché e in che modo [lo perdo]; potrei fornire le cause della
mia povertà.
Sed evenit mihi [id] quod [evenit] plerisque redactis ad inopiam Ma mi avviene [ciò] che [avviene] ai più che sono ridotti alla
non suo vitio: omnes ignoscunt [eos], nemo succurrit. povertà non per colpa loro: tutti li comprendono, nessuno [li]
soccorre.
Quid est ergo? Che cosa è dunque? (Come stanno le cose in conclusione?)
Non puto pauperem [eum] cui sat est quantulumcumque Non ritengo povero [colui] al quale è sufficiente quel poco che
superest. rimane.
Tu, tamen, malo, serves tua, et incipies bono tempore. Tu, tuttavia, preferisco, conserva le tue cose (i tuoi beni) e
comincerai in tempo utile.
Nam, ut visum est maioribus nostri, «sera parsimonia est in Infatti, come sembrò ai nostri antenati, «la parsimonia tardiva è
fundo»; enim non tantum minimum sed pessimum remanet in sul fondo»; infatti non soltanto la parte minore, ma anche la
imo. peggiore rimane sul fondo.
Vale. Stai bene.
IL DOVERE DEL SAGGIO: L’ACCETTAZIONE DEL DESTINO
EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM 107, 4-9
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Nemo non accessit fortius ad id cui se composuerat diu et Nessuno non si è accostato più coraggiosamente (Non c’è
[nemo non] obstitit quoque duris, si praemeditata erant: at nessuno che non si sia accostato) più coraggiosamente a ciò a
contra inparatus expavit etiam levissima. cui si era preparato a lungo e [nessuno non] anche ha resistito
(non c’è neanche nessuno che non abbia resistito) alle cose
dure (alle avversità), se erano state meditate in precedenza: al
contrario, l’impreparato teme anche le cose più lievi.
Id est agendum ne quid nobis inopinatum sit; Questo è da fare, che non qualcosa (nulla) sia imprevisto per
noi;
et, quia omnia graviora sunt novitate, cogitatio adsidua e, poiché tutte le cose sono più pesanti per la novità (quando
praestabit hoc, ut nulli malo sis tiro. sono nuove), l’assidua meditazione fornirà questo, che per
nessun male tu sia un principiante.
«Servi me reliquerunt». «Gli schiavi mi hanno abbandonato».
[Servi] alium compilaverunt, alium accusaverunt, alium [I servi] un altro lo hanno depredato, un altro lo hanno
occiderunt, alium prodiderunt, alium mulcaverunt, alium accusato, un altro lo hanno tradito, un altro lo hanno
[petierunt] veneno, alium petierunt criminatione: malmenato, un altro lo hanno aggredito con il veleno, un altro
con un’incriminazione.
quidquid dixeris accidit multis *** deinceps quae sunt multa et qualsiasi cosa tu abbia detto è capitata a molti *** una dopo
varia deriguntur in nos. l’altra (?) (le cose?) che sono molte e varie sono dirette contro
di noi.
IL DOVERE DEL SAGGIO: L’ACCETTAZIONE DEL DESTINO
EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM 107, 4-9
COSTRUZIONE TRADUZIONE
Quaedam fixa sunt in nos, quaedam vibrant et cum maxime Alcune cose sono state conficcate in noi, altre vibrano e
veniunt, quaedam perventura in alios stringunt nos. proprio in quel momento arrivano, altre [ancora], che stanno
per arrivare contro altri (OPPURE che sono destinate ad
arrivare contro altri) ci sfiorano.
Miremur nihil eorum ad quae nati sumus, quae ideo nulli Non meravigliamoci di niente di quelle cose per le quali siamo
querenda [sunt] quia sunt paria omnibus. nati, che perciò da nessuno devono essere lamentate, perché
sono uguali per tutti.
Ita dico, sunt paria; nam aliquis potuit pati etiam [id] quod Così dico, sono uguali; infatti uno avrebbe potuto subire anche
effugit. [ciò] che ha scampato.
Autem est aequum ius non quo omnes usi sunt, sed quod Del resto è equa la legge non della quale tutti hanno fatto uso,
omnibus latum est. ma [quella] che per tutti è stata promulgata.
Aequitas imperetur animo et sine querella mortalitatis Equità sia imposta all’animo e senza lamentela paghiamo i
pendamus tributa. tributi della mortalità.
Hiems frigora adducit: algendum est. Aestas calores refert: L’inverno porta il freddo: bisogna sentire freddo. L’estate
aestuandum est. Intemperies caeli temptat valetudinem: riporta la calura: bisogna sentire caldo. L’intemperanza del
aegrotandum est. clima mette alla prova la salute: bisogna ammalarsi.
Et fera occurret nobis aliquo loco et homo [occurret nobis], Sia una fiera ci verrà incontro in qualche luogo sia un uomo più
perniciosior omnibus feris. pericoloso di tutte le fiere.