ORLANDO FURIOSO
La genesi dell’opera
Nel 1495, dopo la pubblicazione dell’innamoramento di Orlando di Matteo Maria Boiardo Ariosto si
stava dedicando alla letteratura.
Il primo progetto dell’opera si colloca intorno al 1502, il mondo letterario delle corti italiani era
dominato dai testi Orlandiani che fornivano lo sviluppo e la conclusione del poema di Boiardo che era
rimasto interrotto.
Nel 5 luglio 1509 si trovò un biglietto di Alfonso I d’Este, duca di Ferrara, a suo fratello Ippolito, che
chiede l’aggiunta di Ariosto al poema.
Il 14 luglio del 1512 Ariosto scrisse al marchese di Mantova, Francesco Gonzaga, che non poteva
esaudire la richiesta mentre l’impegno correttorio continua rimanere segreto.
Nel settembre del 1515 Ippolito diede una missiva a Francesco Gonzaga dicendogli che l’opera era
conclusa.
Il 22 aprile del 1916 venne pubblicata la prima edizione, a Ferrara.
-Diviso in 40 canti in ottave di endecasillabi.
-Dedicato al cardinale Ippolito.
Il successo fu immediato e nel 1518 progetta una revisione grammaticale secondo un modello di
lingua letteraria toscaneggiante. (per il dibattito sulla lingua del primo cinquecento).
Il 13 febbraio 1521 ci fu la seconda edizione del poema:
-Minimi ritocchi sostanziali.
-Sul piano stilistico voleva avvicinare le forme alla produzione toscana dell’ultimo 400.
-Il testo venne ripulito dagli evidenti tracci fonetici e morfologici e strani all’uso toscano ma propri della
corte ferrarese.
Nel 1521 presentò un’opera dalle origini locali ed italiana: divenne un’opera nuova e autonoma invece
che è un testo aggiuntivo.
Nel 1525 ci fu la prima edizione delle “ prose della volgar lingua “ di Bembo (per l’unificazione
prescrisse il modello: la lingua del canzoniere di Petrarca per la poesia e quella del Decameron di
Boccaccio per la prosa). E voleva razionalizzare e chiarire le normative delle abitudini linguistiche:
impressionò Ariosto e ci fu la seconda mutazione dell’Orlando sia per la forma che per i contenuti.
Nello stile: corregge i latinismi ed elimina espressioni idiomatiche per una lingua purificata conforme
agli scrittori del trecento.
Nei contenuti inserì quattro nuovi episodi.
Interviene anche nelle parti storiche ed ideologiche (piano politico, diplomatico e religioso).
Tenta di adattare il libro al nuovo orizzonte storico e culturale dei lettori risaltando Carlo V.
Nel 1532 ci fu la terza edizione: 46 canti, stampata a Ferrara in 2900 copie.
Quando morì, aveva già progettato una quarta edizione (risulta da una lettera di Galasso a bembo).
Era presente un nucleo narrativo composto da cinque canti che dimostra compattezza di stile e di
contenuto: una nuova opera a sé stante in quanto ebbe un tono cupo e amaro che lo distinguesse.
Nonostante i problemi di datazione fu pubblicato da suo figlio Virginio nel 1545.
La materia del poema
I primi destinatari furono i nobili e le dame della corte ferrarese attraverso una funzione orale: voglio
offrire un libro a meno ossia una finzione attraente e avvincente.
Intreccia il motivo amoroso e la materia guerresca riprendendo due filoni:
-Carolingio dove Carlo Magno combattevano contro i saraceni per la difesa della cristianità.
-Arturiano (ciclo bretone) che aveva per tema gli amori avventure dei cavalieri della tavola rotonda e il
tema della magia.
Ariosto riprende da Boiardo il fulcro tematico della vicenda: Orlando, dell’esercito carolingio che si
innamora della bella Angelica e per lei abbandona la guerra (diverso dal poema boiardesco). L’esito fu
tragico in quanto fu tradito, respinto e deluso da Angelica: Orlando impazzisce.
Le fonti:
-Romanzi francesi medievali e cantare del 400.
-Tradizione novellistica. (Decameron di Boccaccio)
-Opere poeti e storici classici (Omero, Virgilio, Ovidio, Catullo).
-Trattati ed enciclopedie dell’antichità. (Data la cura compositiva fu un’opera organica e coerente.)
La struttura e l’impianto narrativo
Riassumere la trama è impossibile in quanto ci sono un labirinto di racconti, ma possiamo analizzare i
tre filoni narrativi principali:
-Guerra tra franchi e saraceni (sfondo storico e cavalleresco).
-Follia di Orlando (amore).
-Vicende di Ruggero e Bradamante (come progenitori della stirpe estense=tema
encomiastico/celebrativo della casata d’Este).
Questi filoni sono intrecciati tra di loro:
La vittoria dei cristiani sui saraceni a luogo solo quando Orlando porterà il contributo alla guerra e
Ruggero si sarà convertito al cristianesimo e dopo aver sposato Bradamante ucciderà Rodomonte.
Sono presenti molteplici vicende e queste tre storie principali generano infinite vicende minori.
Si presenta come un’opera policentrica: non una linea lineare di fatti che si susseguono ma
molteplicità di azioni o vicende contemporanee ed in spazi diversi utilizzando la simultaneità ossia
passando da un episodio all’altro (tecnica dell’entrelacement).
Cura l’organizzazione narrativa ottenendo un intreccio: racconto simultaneo di vicende che si
svolgono contemporaneamente generando suspense.
Questa tecnica ha la necessità di variare continuamente lo stile, il registro ed il contenuto per evitare
la monotonia e noia:
-Un tessitore con molteplici fili e varie tele la cui combinazione produce la bellezza finale.
- Un musicista che produce melodie e tonalità diverse con suoni gravi e acuti che tra loro legano
armonia.
Questa tecnica accresce la tensione emotiva e tiene l’attenzione del pubblico costituendo una
struttura labirintica dove i personaggi si perdono e si ritrovano.
Gli spazi del poema, il poema dello spazio
La geografia è vastissima e comprende paesaggi diversi: la selva e la luna, fiumi e palazzi, spiagge e
boschi, giardini e oceani
-Mondo reale dell’Italia del primo 500.
-Luoghi fantastici per viaggiare con la fantasia e sognando.
-Esplorazione geografica di terre sconosciute: i viaggiatori scoprono nuovi mari e regioni ed il poeta
esplora nuovi mondi inventati e descritti con verosimiglianza e concretezza (elabora una carta
favolosa e illimitata stimolando all’evasione della quotidianità)
Nel 1574 Orazio aveva detto “ non si legge ma si vede” :
- I temi chiave sono ambientati in un luogo insieme fisico e simbolico.
-Il paesaggio è una proiezione spaziale di un motivo, situazione, stato d’animo.
Ad esempio l’emblema della selva che diventa il corrispettivo paesaggistico dei motivi dell’inchiesta,
fuga, movimento e intreccio. Anche il mondo lunare, meta del viaggio di Astolfo è fantastico e
sottolinea la somiglianza e diversità rispetto alla terra: la luna è uno specchio dell’assenza di logica,
ragione, ordine ed equilibrio nel mondo.
Il caos del mondo e la vera saggezza
Lo spettacolo labirintico è divertente e serve per piacere al pubblico ma lo svago non è l’unica
funzione dell’opera: vuole trasmettere un significato di profonda moralità.
I personaggi sono alla ricerca di qualcuno di qualcosa e ciò indica una metafora della scena del
mondo dove gli uomini inseguono i propri desideri. Questa legge governa la vita umana:
l’insoddisfazione e l’incapacità di rinunciare i sogni ed alle aspirazioni. Questa ricchezza inesauribile di
desideri è il dramma dell’esistenza ossia la felicità che è un fantasma da raggiungere.
Gli sforzi individuali si rivelano vani in quanto la realizzazione di ciò che si desidera dipende dalla
sorte e non dalle capacità personali: il potere del caso è un nucleo tematico dell’opera.
L’ardore di guerra, la sete di denaro e di potere, il desiderio amoroso sono maschere della follia
dell’uomo in quanto quando si crede di avere il potere sfugge: illusione. I desideri possono essere
soddisfatti soltanto da un caso fortunato dalla magia.
L’ unica forma di saggezza è la capacità di rinuncia e autocontrollo liberandosi delle ansiose
aspirazioni: dissimulato pessimismo che è una messa in guardia dalle illusioni. Questo pensiero è
influenzato dalle circostanze storiche contemporanei e dalle guerre in Italia, le illusioni a episodi della
storia recente confermano il rapporto di simmetria che stava portando alla disgregazione della civiltà
umanistica.
L’ironia e il punto di vista del narratore
Utilizza una maniera ironica di leggere la vita e la realtà e diventa uno strumento di investigazioni
psicologica e sociale che fa emergere i valori morali: mantiene un atteggiamento sorridente e
distaccato per finalizzare la dissacrazione: riconoscimento dei limiti. Un esempio è il viaggio di luna da
Astolfo.
Ha una struttura ampia e complessa che offre una rappresentazione globale del mondo e dell’uomo
che emergono negli episodi di canto: una pausa dalla narrazione per giudizi morali, storici e
antropologici.
L’amore è l’emblema di tutte le illusioni che catturano il desiderio umano e provocano la perdita di sé.
Gli aspetti linguistici e stilistici
È un testo che si lascia vedere:
Francesco de Sanctis individua l’immediatezza nella trasparenza e peculiarità dello stile. L’ autore è
oggettivo.
Questo è un traguardo conseguito attraverso una ricerca linguistica e stilistica di tutta la vita:
-Nello stile linguistico procede verso la toscanizzazione del testo eliminando dialetti, diminuisce le
connotazioni idiomatiche.
-La sintassi raggiunge una musicalità priva di asprezze rigidità.
Queste correzioni incrementano fluidità e forza visiva (i modelli sono Virgilio e Orazio, Petrarca e
Poliziano).
-Lo stile narrativo si fonda sulla compresenza di opposti registri linguistici e tematici con storie diverse
e alternate: il tono è fiabesco ed incantato, tragico, comico, sentimentale. Produce un risultato
bilanciato e polifonico.
Ha saputo contenere in un’opera di perfetta armonia tutte le antitesi e tutti gli opposti del mondo reale.