Tacito
Grande storico romano che affronta tematiche attuali come la denuncia dei regimi autoritari
e dell’imperialismo di Roma,
Scrive un’opera sulla purezza razziale dei germani che si collega alle teorie razziste
antisemite del razzismo.
Vita:
Tacito vive tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo. Vive sotto gli imperatori Nerone,
(dopo la fine di Nerone ci fu l’anno dei 4 imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano,
vinse Vespasiano che inaugurò la dinastia dei Flavi) Vespasiano, Tito e Domiziano.
Con Domiziano, Tito e Vespasiano lavora in politica. Con loro non c’era libertà di stampa,
opinione e pensiero quindi non può scrivere, si mette a scrivere sotto Nerva e Traiano.
Nerva e Traiano inaugurano il principato adottivo, gli imperatori non venivano scelti ma si
succedevano al trono.
Inizia l’attività letteraria sotto Nerva e Traiano. Muore sotto Adriano.
Non sappiamo molto della sua vita. Possiamo trarre dei dati della sua vita da alcune lettere e
opere che lui scrisse.
La carriera letteraria inizia sotto Nerva e Traiano poiché ritornò la libertà di espressione per
gli intellettuali.
Lui esprime le sue riflessioni sul principato di Roma nelle opere (scritte sotto Traiano):
● L’agricola: biografia del suocero e della sua impresa in Britannia. Lui scrive il
proemio e il discorso di Calgaco, capo delle popolazione del nord della Britannia,
capo della resistenza alla dominazione romana, in cui attacca l’imperialismo di
Roma. (Discorso immaginario).
● La Germania: dedicata all’analisi e alla descrizione degli usi e dei costumi dei
germani. Descrive la figura della donna nella popolazione dei germani. Parla della
purezza della razza dei germani, testo anche manipolato dai teorici della razza pura
ariana negli anni del nazismo.
● Gli annales
● Dalle Historiae: studia la storia degli imperatori romani da Galba a Domiziano, in cui
ci sono degli excursus sugli ebrei. In particolare come erano visti gli ebrei, già
all’epoca c’era una sorta di antisemitismo, all’epoca chiamato anti-giudaismo.
L’Agricola
L’agricola viene composta sotto Traiano. È una biografia elogio sulla vita del suocero di
Tacito. Ci fornisce notizie su tutta la vita del generale romano. Esalta le qualità di questo
personaggio: era efficiente e abile nello svolgimento dei suoi compiti civili e dei suoi compiti
militari come generale.
Soprattutto una buona parte dell’opera è concentrata sulle imprese di Giulio Agricolo in
Britannia. Dato che la campagna contro i britanni durò per 7 anni il racconto di tacito si
concentra molto sul settimo anno e sulla vittoria finale dei romani. La vittoria fu contro i
Caledoni, popolazione del nord dell’isola britannica.
Nella trattazione del settimo anno Tacito scrive due discorsi dei due generali degli eserciti
contrapposti. Molto originale è il discorso di Calgaco, capo dei Caledoni, che esorta i suoi
soldati e tutto il popolo a lottare per la libertà contro la schiavitù di Roma.
Inoltre l’opera termina con dei riferimenti alla morte di Giulio Agricola che morì
probabilmente assassinato da Domiziano, divenuto geloso per la fama del generale. Tacito
non lo dice espressamente, ma lo fa intendere.
Alla fine c’è un elogio (epitaffio) funebre, che si collega a Seneca e Cicerone.
Il genere dell’Agricola rientra nel genere dalla consolatio, nell’autobiografia, nella storiografia
e nella laudatio funebris.
L’opera riporta tutti i dati conosciuti della vita del personaggio di Giulio Agricola, dal luogo di
nascita alla sua famiglia, alla carriera politica e alle imprese militari come generale di
Vespasiano e poi di Domiziano come si usava fare in tutti i testi biografici.
Questa biografia è particolare perché nel genere biografico trattato da altri scrittori venivano
inseriti pettegolezzi della vita privata di altri scrittori, ma nella biografia di Tacito manca
questo aspetto. Si concentra di più sull’aspetto pubblico di questo personaggio. È anche una
biografia encomiastica, quindi non si può accettare come vero tutto ciò che Tacito scrisse
perché non fa altro che elogiare il suocero. Non emergono aspetti negativi. Lo scrittore
sicuramente deforma alcuni fatti, tace soprattutto su alcuni compromessi a cui Giulio
Agricola giunse con il potere politico. Agricola infatti fece carriera perché fu un collaboratore
del “principe” tiranno, riuscì infatti a salvarsi da Domiziano. Fu risparmiato da Domiziano e
fece anche una carriera eccellente perché collaborava con l’autocrate.
Non emergono dalla biografia questi aspetti negativi di Agricola, in primis perché doveva
essere una biografia solo di lode, e secondo anche perché Tacito stesso ebbe una condotta
abbastanza imbarazzante con questi imperatori, soprattutto con Domiziano.
Tacendo gli aspetti negativi di compromesso del suocero si auto-giustifica. Anche lui aveva
collaborato con dei tiranni.
L’opera rientra anche nel genere storiografico, com’erano state le opere di Cesare o di altri
storici romani come Tito Livio. Rientra in questa categoria grazie all’excursus (=digressione)
storiografico ed etnografico inserito all’interno dell’opera.
Excursus su usi e costumi dei popoli toccati nella narrazione.
Discorsi diretti dei generali riportati.
Apostrofe al defunto, laudatio funebris, un genere consolatorio per chi aveva perso delle
persone care. Si rifletteva filosoficamente sulla morte e sulla sua accettazione. Morte vista
come la fine di tutto, ma se tutto finisce non si soffre più, finiscono tutti i mali della vita.
Visione epicurea.
Tesi per accettare la morte del proprio caro:
1. La morte non è un male - stoici - credevano fosse un transitus a una vita migliore,
quindi non è un male.
2. La morte è la fine di tutto - epicurei - ma se è la fine di tutto è la fine di tutti i mali
della vita, quindi la morte non è un male.
Nell’elogio al defunto si percepisce la commozione di Tacito e la partecipazione al dolore,
questo è un aspetto nuovo rispetto agli altri elogi funebri.
Il compianto alla morte di Agricola
Motivo del rimpianto di non aver potute stare vicino ad Agricola negli ultimi momenti della
sua vita e di non aver colto le sue ultime parole. Rimpianto sia da parte di Tacito che da
parte della figlia.
In questo compianto Tacito segue la visione stoica della morte, morte vista come transitus,
passaggio alla vita migliore che spetta secondo lui solo agli uomini giusti, alle grandi anime.
Per Tacito l’anima è immortale.
Tema molto importante (c’è anche in Foscolo nei sepolcri): si dice che si possono ricordare
gli
uomini grandi e ci si può ispirare alle loro grandi virtù. È necessario ricordare questi uomini e
emulare le loro virtù per agire virtuosamente nel presente. Questi uomini grandi hanno una
funzione civile.
Tacito dice che è difficile trovare qualcuno da elogiare e che era più facile farlo nel passato.
Aggiunge che celebrerà Agricola, ma che sarà difficile farlo perché sono pochi i grandi
uomini.
Tacito esprime la sua opinione politica: elogia il ritorno della libertà con il principato di Nerva
e il
principato adottivo di Traino e condanna il regime dispotico di Domiziano.
Durante il regime di Domiziano sono state soffocate le attività intellettuali.
Si parla della repressione violenta delle libertà, soprattutto politiche, intellettuali, di parola, di
opinione e di scrivere.
Il principato adottivo ha saputo conciliare libertà e principato.
Compito dell’intellettuale = ricordare la schiavitù vissuta nei 15 anni di regime autoritario e
tirannico e testimoniare la presente felicità
Discorso dell’imperialismo romano.
Discorso immaginario che il capo Calgaco rivolge ai suoi uomini prima della battaglia finale
contro i romani.
Discorso importante per la denuncia del dominio romano che assoggetta i popoli.
Calgaco esamina le cause della guerra.
Bisogna combattere e c’è la necessità imprescindibile della vittoria. I caledoni devono
assolutamente vincere.
I caledoni vengono presentati come il più nobile popolo della Britannia vissuto sempre nelle
regioni più remote dell’isola.
Per questo motivo non si è mai reso conto di cosa volesse dire la schiavitù, perché ha
sempre vissuto isolato, esente dalla schiavitù.
Isolamento dei britanni presentato positivamente.
Attacco ai romani perché i romani sono attirati da ciò che è ignoto e sono attirati in genere
dalle ricchezze dei popoli ma anche al fatto che queste terre siano sconosciute.
Sono attratti dai popoli ricchi e dai popoli poveri senza distinzione.
I romani chiamano pace tutto ciò che è stato violenza, guerra, distruzione e deportazione.
Tacito non condivide questo attacco, lo mette in bocca a un capo nemico. Mette in dubbio il
mal governo di Roma. Lo sfruttamento che avviene dopo,
Questa denuncia dell’imperialismo romano non è presente solo in Tacito ma era già stata
affrontata da altri storici romani precedenti. Es. Cesare che nel De Bello Gallico
Nessuno degli storici mette in dubbio il diritto di Roma all’Imperium (= cioè di governare altri
popoli).
Tacito è convinto che la funzione di Roma fosse pacificatrice, doveva civilizzare le
popolazioni anche a costo di asservirle. I popoli devono quindi apprezzare il dominio di
Roma perché civilizza e appacifica le popolazioni.
Giustificazione alla guerra che danno gli storici romani = “Belluno de imperio”
Tacito non condivide gli aspetti morali della conquista che attuava Roma sui popoli
sottomessi. A lui non piaceva l’aspetto immorale di Roma. Soprattutto sull’aspetto
economico.
Tacito si cala nei panni di Calgaco. Capisce le sue ragioni ma non le condivide. Il capo allora
è presentato come un eroe che lotta per la libertà del suo popolo.
Ammirazione ed esaltazione dei barbari per la loro purezza. Contrapposizione tra il mondo
dei barbari e il mondo dei romani.
Tacito quindi denuncia l’immoralità dei costumi di Roma.
La Germania
Opera monografica dedicate a usi e costumi del popolo barbaro. Le altre opere contengono
digressioni sui costumi degli altri popoli.
I germani in quel momento rappresentavano un pericolo per Roma, siamo nel secondo
secolo.
Traiano infatti stava affrontando la guerra contro i germani.
Intenti:
● informativo: vuole informare le persone su usi costumi aspetto politico
● politico: vuole promuovere l’intento morale dei capi dei barbari
● morale: confronta la purezza dei costumi dei germani e la corruzione dei romani
Purezza razziale e aspetto fisico dei germani - Tacito
Si dice che i Germani erano rimasti isolati e puri in un ambiente in cui nessuno si sarebbe
recato se non per necessità.
Tacito evidenzia i tratti somatici comuni dei germani. (Occhi azzurri - capelli rossi…)
Tanquam = per quanto possibile; nella maggior parte dei casi hanno questi tratti somatici.
“Quandquam in tanto numero hominum” = benché in un così grande numero di uomini
Tacito considera la purezza di tratti somatici in modo negativo a causa dell’isolamento in cui
vivevano.
I nazisti usarono questi scritti per avvalorare la loro tesi sulla purezza di razza.
I romani e tacito però non si possono considerare razzisti e si può vedere nel mito della
nascita di Roma va contro l’idea della razza e anche il fatto che estesero la cittadinanza a
diverse etnie.
La moralità famigliare - Tacito
Capitolo 18 -> tutto incentrato sul matrimonio
I Barbari sono monogami e si accontentano di una sola moglie e raramente viene praticata
la poligamia, non viene praticata per indecenza o corruzione morale, ma perché alcuni
aspirano a far sposare le figli femmine ai nobili.
Le regole del matrimonio sono severe ed è il costume più serio di tutti che tutti i barbari
rispettano.
La dote (=quantità di denaro e beni immobili e mobili concesse alla donna) erano armi, una
coppia di buoi e un cavallo bardato da guerra. Questi doni vengono portati per il significato di
condivisione dei pericoli e della guerra.
Nei romani i beni erano amministrati dal marito che spesso li dilapidava. Esisteva anche una
legge che stabiliva che se ill marito non restituiva la dota integralmente ricevuta dalla moglie
avrebbe dovuto divorziare. Questo per impedire che i mariti sperperassero i beni della
moglie.
Capitolo 19 -> fedeltà
Tacito critica i romani anche per questo aspetto.
Fedeltà tra coniugi
Termina di paragone sensore roma.
Le donne dei barbari erano molto pudiche e non potevano partecipare ai banchetti e agli
spettacoli.
≠ a Roma avevano molta più libertà e partecipando a eventi sociali si lasciavano tentare da
adulteri ecc. Anche gli uomini avevano amanti, mentre gli uomini dei germani non tradivano
mai.
Adulteri nella società dei germani sono inesistenti.
C’erano conseguenze durissime per chi tradiva il marito o la moglie.
A Roma Augusto aveva fatto le Leges Iuliae per punire l’adulterio. Queste leggi prevedevano
per la donna adultera la punizione della “Relegatio in Insulam” + la confisca dei beni.
Augusto per dare il buon esempio alle donne romane aveva fatto relegare sua figlia Giulia
nell’isola di Ventotene.
L’adulterio era uno dei mali della famiglia romana.
Dai germani il vizio e la corruzione non sono giustificati.
≠ A Roma andava di moda tradire ecc. I romani giustificavano infatti i vizi e l’adulterio
dicendo che andasse di moda fare così.
Il controllo delle nascite veniva controllato con l’aborto considerato clandestino, si andava da
delle sorte di streghe + infanticidio dei figli nati dopo il primo genito.
Le donne dei germani allattano i loro figli e li allevano e non li affidano a balie e a nutrici
≠ Le donne romane non allattavano più i loro figli e li affidavano alle balie. Non li allattavano
per non rovinare il fisico.
L’attività sessuale dei germani iniziava molto tardi, perciò la loro virilità è inesauribile.
Secondo loro l’attività sessuale in età precoce procurava stanchezza e un calo di energia.
Anche i Romani credevano a questa tesi, in realtà la stanchezza non era collegata all’attività
sessuale, ma al cambiamento dei modi di vita perché i cittadini alto locati a cui si riferiva
tacito non favellano vita all’aria aperta, ma conducevano una vita altamente sedentaria.
Le ragazze dei Germani sono molto apprezzate per la forza e per la statura. Gli uomini
apprezzano il vigore fisico della donna.
≠ gli uomini romani apprezzavano il fisico più esile e snello.
Le ragazze dei germani si maritavano intorno ai 20anni
≠ a Roma si sposavano intorno ai 12anni ed erano promesse ai mariti intorno ai 7 anni, il
che voleva dire essere trasferite nella casa del marito molto più grande e subire violenze
sessuali.
I matrimoni duravano poco perché erano combinati.